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  <title>Openpolis - Argomento: pari opportunità</title>
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  <updated>2012-04-18T00:00:00Z</updated>
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  <title>Dario ROMANO: “Parcheggi rosa” anche a Senigallia, la proposta arriva in Consiglio</title>
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  <updated>2012-04-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>629879</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Senigallia (AN) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Durante il Consiglio Comunale del 18 aprile ho ritenuto opportuno interrogare l’amministrazione comunale in merito ad una tematica particolarmente sentita e delicata. In particolare, ho chiesto all’assessore Campanile, responsabile per la mobilità e quindi anche per i parcheggi, se fosse stato possibile istituire dei “parcheggi rosa” da inserire nelle zone strategiche della città, come ospedale, centro storico, ASUR. Tali posti sarebbero da riservare, gratuitamente, alle donne in gravidanza che così avrebbero una corsia preferenziale nella ricerca di un parcheggio.
&lt;p&gt;

La modalità di istituzione non sarebbe difficile, poiché basterebbe dipingere opportunamente gli stalli e collocare una segnaletica che comunichi la disponibilità di quei parcheggi per le future mamme.
&lt;p&gt;

Alle donne che intendono fare richiesta basterebbe fornire un pass temporaneo della durata di un anno, ad esempio.

&lt;p&gt;
Parecchi comuni (penso a Napoli, Cagliari, Arezzo, Teramo) si sono attrezzati per porre in essere diverse azioni a difesa delle donne in gravidanza, e in questo senso la risposta dell’assessore Campanile mi ha fatto capire che la volontà dell’amministrazione è quella di risolvere questa criticità.

&lt;p&gt;
Sarò contento di contribuire all’avvio di questo piccolo progetto, simbolo però di grande civiltà in un periodo in cui, a causa della crisi, le difficoltà per le categorie protette si stanno accentuando in maniera preoccupante.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.senigallianotizie.it/1327315585/parcheggi-rosa-anche-a-senigallia-la-proposta-arriva-in-consiglio&quot;&gt;Senigallianotizie.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Donne ai vertici aziendali UE: “Italia, se non è maglia nera, è maglia grigissima”</title>
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  <updated>2012-03-05T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Guardando i dati raccolti dall’Unione Europea in merito alle donne ai vertici delle aziende, purtroppo ancora una volta notiamo che l’Italia se non è maglia nera, sicuramente è grigissima”. È il commento di Patrizia Toia, deputata europea del Partito Democratico e vicepresidente del gruppo S&amp;D, all’analisi presentata sui progressi fatti con le misure di autoregolamentazione introdotte un anno fa.


&lt;p&gt;“I dati ci dicono che la presenza delle donne ai vertici delle principali società europee è di appena il 13,7% (pari a un consigliere su sette). Un risultato lievemente migliore rispetto all’11,8% del 2010, ma che certamente non basta perché, andando avanti in questo modo ci vorranno ancora 40 anni per raggiungere un equilibrio di genere accettabile (cioè con entrambi i sessi rappresentati per almeno il 40%). L’Italia è non solo al di sotto della media, ma anche in fondo alla classifica e nel 2010 vedeva un 4,5% di donne nei consigli di amministrazione, nel 2011 un 5,9% e adesso si parla di un 6,1%. È chiaro che questo non va bene”, prosegue Toia, ricordando che “Diversi studi dimostrano che le società con rappresentanza paritaria realizzano profitti del 56% superiori rispetto a quelle a conduzione unicamente maschile: le donne producono, si impegnano e lavorano, spesso, molto meglio e con risultati migliori dei loro colleghi uomini e la loro partecipazione al mercato del lavoro costituisce un notevole incremento del PIL. E allora non si capisce perché debbano continuare a restare escluse dai posti chiave e decisionali delle aziende”. 
&lt;p&gt;

“Occorre agire in fretta, trovare misure che consentano anche alle donne di compiere carriere pari a quelle degli uomini e che garantiscano loro di poter accedere agli stessi ruoli chiave. L’Europa per le donne deve fare di più e ci impegneremo per questo in Parlamento Europeo. L’autoregolamentazione voluta della Commissaria Viviane Reding che chiedeva alle società europee quotate in borsa di impegnarsi a portare le donne nei consigli di amministrazione non ha dato i risultati sperati e, oggi, se si vuole ottenere qualcosa, occorrono misure più stringenti che impongano, là dove manca la volontà, di garantire alle donne la possibilità di avere dei ruoli strategici” – conclude Patrizia Toia.

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARINA STACCIOLI: Democrazia paritaria: Lastri, persiste un deficit democratico</title>
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  <updated>2012-02-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625314</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Toscana (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Oggi a palazzo Panciatichi, primo di una serie di incontri delle consigliere regionali con la rete dei comitati di “Se non ora quando”.
&lt;p&gt;

“Il 16 per cento di presenza femminile nell’assemblea legislativa Toscana è un dato inaccettabile e rappresenta un deficit di democrazia”. Con queste parole ha esordito la consigliera dell’Ufficio di Presidenza Daniela Lastri, nel corso di un incontro che si è tenuto quest’oggi a palazzo Panciatichi con la rete dei comitati di “Se non ora quando”. Democrazia paritaria, questo il tema dell’incontro, organizzato nell’intento di promuovere la piena cittadinanza e partecipazione delle donne nelle istituzioni.

&lt;p&gt;
Dal confronto di oggi è scaturita la “necessità di un dialogo costruttivo” fra tutte le componenti femminili, con il proposito di continuare la collaborazione avviata e ricercare un percorso condiviso per incidere nella prossima riforma della legge elettorale. Tra gli obiettivi anche la definizione di una “carta d’intenti” al fine di raggiungere una piena e soddisfacente partecipazione delle donne nei luoghi decisionali.
&lt;p&gt;

Hanno preso parte all’incontro le consigliere regionali Rosanna Pugnalini, Monica Sgherri, Marta Gazzarri, Marina Staccioli e Stefania Fuscagni. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.regione.toscana.it/agenzia-stampa/Comunicati-stampa/comunicato/testo_comunicato.asp?id=16609&quot;&gt;Consiglio Regionale della Toscana&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Meri Marziali: DIMISSIONI IN BIANCO</title>
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  <updated>2012-02-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625514</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Monterubbiano (FM) (Partito: LISTA CIVICA) - Consigliere  Consiglio Comunale Monterubbiano (FM) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;ANCHE LA COMMISSIONE REGIONALE P.O. APPOGGIA LA MOBILITAZIONE CONTRO LE DIMISSIONI IN BIANCO
L’iniziativa &quot;188 donne per la legge 188&quot; promossa in tutta Italia per giovedì 23 febbraio riporta alla luce la penosa e incivile pratica delle dimissioni in bianco di cui moltissime donne sono vittime. La sussistenza di questi casi viene confermata anche nell’ultima analisi annuale della crescita prodotta dall’ISTAT lo scorso 16 febbraio, dove viene purtroppo evidenziata non solo la distanza tra l’Italia e i principali paesi europei nei tassi di occupazione femminile ma la difficoltà delle donne a permanere sul lavoro in concomitanza con una gravidanza (le dimissioni in bianco hanno riguardato 800 mila donne nel corso della loro vita).  Il rapporto Istat 2010 parlava di 800.000 donne espulse dal mercato del lavoro, licenziate o costrette a dimettersi (dimissioni in bianco) a seguito della maternità. Una donna su tre ha dovuto lasciare il lavoro per motivi familiari, figli e lavoro sono ancora troppo spesso inconciliabili. 
Tale iniziativa ha trovato il pieno appoggio anche della Commissione Regionale Pari Opportunità e delle componenti fermane della stessa. Secondo la commissaria Meri Marziali “Il quadro delineato ci deve far affermare ancor più che le cifre dell’occupazione femminile non sono certo quelle di un paese che si definisce civile e democratico (in cui la maternità non è percepita come un valore sociale e in cui le donne devono sostenere tutti gli oneri familiari con pochi aiuti esterni) e che occorre adottare tutte le misure legislative necessarie per eliminare senza infingimenti le dimissioni in bianco nei contesti lavorativi.”&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pariopportunita.marche.it&quot;&gt;REGIONE MARCHE - COMMISSIONE PARI OPPORTUNITA'&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: Riforma del lavoro, attenzione alle pari opportunità</title>
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  <updated>2012-01-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623613</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Governo, insieme alle parti sociali, ha avviato il tavolo di discussione e di elaborazione per una riforma del mercato del lavoro. Si tratta di uno snodo fondamentale per modernizzare il Paese e consentire all’Italia di governare meglio questa insidiosa crisi economica internazionale. Si parla di riforma della cassa integrazione, di redditi più alti per i precari, di nuovi ammortizzatori sociali, di costo del lavoro e di produttività.
&lt;p&gt;
Inutile, in questa fase, commentare le indiscrezioni sulle misure che sono in cantiere. Non c’è ancora una traccia precisa ed è bene rinviare ogni commento a quando il Governo avrà presentato, con chiarezza, una sua proposta organica. Il Partito Democratico è impegnato, però, nel suo sostegno al Governo, a segnalare con forza il grosso disagio che attraversa il mercato del lavoro e in particolare le categorie più deboli, più esposte alla crisi. Parliamo di chi perde il posto di lavoro, di chi è disoccupato da troppo tempo, di chi entra sul mercato dalla porta secondaria della precarietà e, invece di progredire, rimane sempre su quell’uscio incerto che ne condiziona la realizzazione personale e professionale. Tra i temi su cui faremo una battaglia c’è sicuramente il lavoro delle donne, questa difficile frontiera che vede le donne dover conciliare faticosamente i vari ruoli a cui sono chiamate, doverlo fare in condizioni più difficili, con meno prospettive di carriera, con meno retribuzione, pur avendo più competenze e preparazione. Dati drammatici, in questo senso, sono emersi di recente nel rapporto ombra Cedaw, uno studio sull’applicazione della Convenzione internazionale sui diritti delle donne per garantire pari opportunità in ambito sia pubblico che privato. La ricerca, condotta da associazioni e organizzazioni, è stata presentata qualche giorno fa alla Camera dei deputati con una iniziativa chiamata “Lavori in Corsa”.  
&lt;p&gt;Diversi i dati che colpiscono. La pensione delle donne è mediamente più bassa del 30,5% rispetto a quella degli uomini: gli uomini rappresentano il 47% dei pensionati ma incassano il 56% del “monte pensioni”.  Le studentesse rappresentano il 58% dei laureati, ma le ricercatrici universitarie sono il 40%, le professoresse associate il 32%, le ordinarie solo il 14% e sono 2 le uniche donne rettore in tutta Italia.
Una donna su due non cerca lavoro, e nelle Regioni del Sud il tasso raggiunge picchi del 63%. In Italia oltre un quarto delle donne occupate abbandona il lavoro dopo la maternità: solo nel 2010 per questo motivo 800 mila donne sono uscite dal mercato del lavoro. 
&lt;p&gt;Infine c’è il problema delle ‘dimissioni in bianco’, una pratica usata dai datori di lavoro per licenziare le lavoratrici che finiscono in maternità.&lt;br /&gt;
 Si calcola che un lavoratore su quattro abbia conosciuto questa cosa almeno una volta nella sua vita professionale. 
&lt;p&gt;Il quindici per cento dei contratti a tempo indeterminato viene accompagnato dalla “richiesta” di firmare contestualmente anche le dimissioni in bianco.&lt;br /&gt;
 Nel 90 % dei casi queste vengono depositate quando una lavoratrice ha una gravidanza. Per porre fine a questa terribile pratica, nel 2007 il Parlamento italiano aveva approvato una legge in base a una direttiva europea. Era la legge 188. E imponeva l'obbligo di redigere le dimissioni su un apposito modello informatico, predisposto e reso disponibile da uffici autorizzati, impedendo, quindi, di poter conservare le dimissioni in bianco e poterle depositare a piacimento del datore di lavoro. Il governo Berlusconi, purtroppo, ha cancellato quella norma nel giugno del 2008. Il tema deve assolutamente tornare nell’agenda del Governo. Il Ministro Fornero ha detto che la questione è allo studio del suo Ministero ma ha escluso, in un question time al Senato, il ritorno della legge 188. Il Pd, invece, deve fare una battaglia proprio per il ripristino di quella legge, che rappresenta l’unico strumento in grado di debellare una pratica selvaggia, inumana e antidemocratica. In questo senso segnalo che è cominciata in Commissione Lavoro alla Camera l’esame di una Proposta di legge di cui sono firmataria che mira proprio a ripristinare la norma cancellata.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=7%3Ageneraliste&amp;id=371%3Ariforma-del-lavoro-attenzione-alle-pari-opportunita&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;deliamurer.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: Il separatista in cella. La secessione è fuori dalla realtà.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/30/giorgio-napolitano/il-separatista-in-cella-la-secessione-%C3%A8-fuori-dalla-realt%C3%A0/609677"></link>
  <updated>2011-10-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609677</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Ho avuto modo di dire che la secessione è fuori dalla realtà e fuori dal mondo d'oggi. Appare grottesco pensare a uno Stato Lombardo-Veneto che competa con la Cina, la Russia, gli Stati Uniti. Mi pare che il livello di grottesco sia tale da far capire che si può strillare in un prato, ma non si può cambiare il corso della storia&quot;.
&lt;p&gt;&quot;In passato, un leader separatista fu arrestato. Lo Stato non esitò a intervenire&quot;.
&lt;p&gt;
&quot;Il sistema elettorale vigente ha rotto il rapporto di responsabilità tra elettore ed eletto. Non voglio idealizzare o idoleggiare i modelli del passato, perché sappiamo quanto la pratica delle preferenze grondasse di negatività, ma era una forma di collegamento più diretto tra eletto ed elettore&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Ormai è ampiamente diffuso il riconoscimento per cui una diversa legge elettorale può facilitare il ritorno della fiducia nelle istituzioni&quot;.
&lt;p&gt;&quot;È vero che in Italia non c'è stata una donna presidente della Repubblica e neppure capo del Governo, ma in alcuni settori dell'apparato pubblico invece c'è stata una avanzata notevole, ad esempio nella magistratura. La strada per realizzare la parità è ancora molto lunga. È importante che non si spenga quel movimento ideale che portò alle leggi sul divorzio, sull'aborto, sul diritto di famiglia. I progressi potrebbero essere più veloci, questo dipende molto da voi giovani&quot;. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;N.B.&lt;/b&gt; &lt;i&gt;Estratto dall'intervento alla facoltà di giurisprudenza di Napoli
&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://libero-news.it/news/834630/Napolitano-arresta-la-Lega--Un-separatista-fin%C3%AC-in-cella-.html&quot;&gt;libero-news.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Meri Marziali: PRENDIAMO QUOTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/14/meri-marziali/prendiamo-quota/625513"></link>
  <updated>2011-10-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Monterubbiano (FM) (Partito: LISTA CIVICA) - Consigliere  Consiglio Comunale Monterubbiano (FM) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Prendiamo quota
Viene ripetuto spesso che il XXI secolo è “donna” e ciò sarà costruito sulle fondamenta gettate nel corso degli ultimi cent’anni. Niente di più vero ma il cammino delle donne che Mao Tse Tung “l’altra metà del cielo”
Negli ultimi tempi abbiamo sentito parlare spesso delle quote rosa, molto rilevante in merito è stata la pronuncia del Tar del Lazio sulla composizione della giunta comunale della città di Roma.
Partendo dal presupposto che non dovrebbero esistere delle quote per legittimare la presenza delle donne in un contesto politico, culturale, societario (riferendoci anche al recente intervento legislativo in merito). La presenza delle donne dovrebbe essere considerata una naturale espressione di una società composta da uomini e donne. In sostanza sappiamo bene che non è cosi, siamo ancora lontani da un’applicazione sostanziale e concreta del concetto di parità, per cui le quote sono uno strumento per tentare di raggiungerla.
In tal senso l’intervento legislativo: quote rosa, azioni positive sono mezzi importanti per raggiungere una parità di risultato. Non possono certo considerarsi una discriminazione verso gli uomini ma una compensazione per le barriere strutturali che le donne incontrano nel processo elettivo.
Pensare che le quote avvantaggino le donne vuol dire non considerare gli svantaggi sociali (derivanti dalla divisione del lavoro e dalla ripartizione storica e tradizionale della sfera pubblica e privata tra i generi) che di fatto hanno impedito alle donne di occupare posti decisionali e di rappresentanza.
Curioso è il fatto che quando parliamo di quote rose venga tirato in ballo il concetto di competenze, dire che le quote implicano che il genere interviene sulle competenze. E’ singolare pensare che il concetto delle competenze emerga solo quando si parla di quote e soprattutto se si parla di donne. Come se gli altri candidati fossero competenti per natura.
Sono certa che le donne non vogliono essere elette solo perché donne, le competenze e l’esperienza delle donne sono necessarie alla vita politica.  La scarsa presenza delle donne nella politica, nel sociale, nel contesto culturale è come il cane che si morde la coda. La non presenza delle donne in alcuni contesti impedisce non solo la presenza in se’ ma anche l’adozione di politiche che riguardano direttamente la vita delle donne, le problematiche che la attraversano ( per contare bisogna esserci ) ed in tal senso intendo chi meglio di una donna in un contesto decisionale centrale, nella governance dei processi economici, politici e sociali può’ divenire l’interlocutore di altre donne, comprendendo le criticità e quali strumenti utilizzare per supportare e sostenere la vita sociale, lavorativa e familiare delle donne, dando in concreto la possibilità di conciliare i tempi di lavoro, di cura e di partecipazione alla vita sociale.
I dati della vita lavorativa femminile non sono incoraggianti il 46% è il tasso di occupazione femminile, 15 punti al di sotto dei parametri previsti dall’Europa. I livelli di sviluppo territoriali sono poi legati alla condizione dell’occupazione femminile.
Il rapporto Istat 2010 evidenzia una condizione femminile affatto rosea, 800.000 donne  sono state espulse dal mercato del lavoro nel 2010, licenziate o costrette a dimettersi (dimissioni in bianco) a seguito della maternità. Una donna su tre ha dovuto lasciare il lavoro per motivi familiari, figli e lavoro sono ancora troppo spesso inconciliabili. NON SONO CIFRE DI UN PAESE CHE DI DEFINISCE CIVILE E DEMOCRATICO (in cui la maternità non è percepita come valore sociale, in cui le donne devono sostenere tutti gli oneri familiari con pochi aiuti esterni).
Da qui la necessità di approntare azioni positive, quote rosa che sebbene derivanti da un’imposizione e non da un processo culturale sono egualmente importanti.  Tuttavia nessun sistema di quote può funzionare a mio avviso senza la capacità delle istituzioni pubbliche (centrali, locali, partitiche) di essere presenti come promotrici di parità effettiva in tutti i campi del vivere sociale l’affermazione del principio di parità in politica come in altri settori e ambiti di vita, dovrebbe essere una conseguenza naturale di una società composta da uomo e donna.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.retepariopportunita.it&quot;&gt;STATI GENERALI PARI OPPORTUNITA'&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Omofobia: assurdo votare contro la legge, norma già presente nel Trattato di Lisbona</title>
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  <updated>2011-07-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590374</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Signor Presidente, vorrei un attimo richiamare un'Assemblea, che, come spesso capita, è abbastanza distratta, sull'oggetto di questa pregiudiziale e su quello che purtroppo quest'Aula sta per fare. La proposta di legge a prima firma onorevole Soro, in quel momento capogruppo del Partito Democratico, è stata presentata dopo una serie di episodi ripetuti, che le cronache hanno riportato, di violenza e di aggressione contro persone colpevoli soltanto di essere omosessuali, aggredite o insultate esattamente per questo&quot;. Così &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, capogruppo Pd alla Camera durante la votazione della pregiudiziale di incostituzionalità della legge contro l'omofobia.
&lt;p&gt; 
&quot;Non sto a ricordare l'episodio che ha coinvolto la nostra collega, onorevole Concia, aggredita vicino alla Camera e il fiume positivo di solidarietà e di parole ed impegni - quello veramente trasversale - che è seguito a quell'aggressione. E, anzi, vorrei cogliere l'occasione per ringraziare l'onorevole Concia per tutto il lavoro che con molta tenacia e determinazione ha portato avanti su un problema che riguarda migliaia e migliaia di persone e che deve interessare la nostra attività di legislatore.
La legge è stata per molto tempo in Commissione, è stata discussa, è stata dibattuta, è stata affrontata in tutti i suoi aspetti, è approdata in Aula nel dicembre 2009 e in quell'occasione è stata approvata una pregiudiziale di costituzionalità, presentata anche in quel caso, perché veniva contestata la previsione di una fattispecie di reato legata all'orientamento sessuale. Il lavoro che è seguito a quella bocciatura, di nuovo in Commissione, ha portato - vorrei che i singoli parlamentari della maggioranza almeno questo lo sapessero e lo conoscessero come elemento di valutazione - a un nuovo testo che non prevede una fattispecie di reato, ma prevede una circostanza aggravante, e cioè il fatto molto comprensibile anche per i non giuristi e i non addetti ai lavori che, se viene commesso un reato di violenza, di percosse, di omicidio, di lesioni nei confronti di una persona che viene percossa o aggredita per ciò che è nella sua vita e, quindi, con un intento palesemente discriminatorio (ti picchio perché sei omosessuale, ti picchio o ti aggredisco perché sei nero, ti picchio per il tuo orientamento religioso), per motivi di razza, di etnia, di religione, di orientamento sessuale, in questi casi scatta nel nostro ordinamento una aggravante.
Ciò è in linea assoluta con la legislazione straniera: i dossier della Camera riportano in modo puntiglioso che le norme che prevedono aggravanti o reati legati alle diversità di orientamento sessuale ci sono in Germania, ci sono in Spagna, ci sono nel Regno Unito: norme molto puntuali e precise&quot;, ha continuato &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;
&quot;La norma, così com'è stata riscritta, recepisce integralmente l'articolo 19, paragrafi 1 e 2, del Trattato di Lisbona ratificato all'unanimità nel 2008 da questa Camera. Quindi abbiamo già unanimemente votato una norma che contempla esattamente la previsione di norme «per combattere discriminazioni fondate sul sesso, la razza, l'origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale». Sono norme del Trattato di Lisbona già ratificate da questa Camera. La norma prevista nell'ultimo testo bocciato in Commissione prevede esattamente la trasposizione letterale nel nostro ordinamento del Trattato di Lisbona. Allora perché votare contro, chiedo ai deputati. Non c'entra nulla con il tema che pure è stato affrontato delle coppie omosessuali, delle adozioni e via dicendo, non c'entra nulla. Qui si tratta soltanto di prevedere una giusta aggravante per intenti discriminatori nei confronti non soltanto delle persone per il loro orientamento sessuale, ma di carattere generale, come ha ricordato il Ministro Carfagna, che ha invitato quest'Assemblea ad un voto positivo e trasversale.
Chiedo - e concludo - perché almeno non lavorare per migliorare il testo, respingere le questioni pregiudiziali e poi lavorare sul testo per cambiarlo, se si ritiene che la norma possa essere scritta in modo migliore. Per questo motivo il nostro voto è ovviamente contro le questioni pregiudiziali e l'invito è a respingere, a votare, a far sentire un voto di coscienza come è stato annunciato molte volte sulle agenzie e sui giornali da parte dei parlamentari di maggioranza, per poi entrare nel merito. Comunque questo voto farà chiarezza e spazzerà via le tante ipocrisie e le tante parole sprecate e contraddette poi in quest'Aula&quot;, ha concluso il capogruppo Pd. 

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://youtu.be/0_4SBrMeIvo&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'intervento di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=5222&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Biagio Di Nuzzo: Cervino, presentata la commissione Pari Opportunità</title>
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  <updated>2011-07-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609669</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Vicesindaco  Comune Cervino (CE) (Partito: LISTA CIVICA) - Consigliere  Consiglio Comunale Cervino (CE) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La vicinanza dell’amministrazione a questo nuovo gruppo sarà totale, Cervino ha bisogno di queste cose”&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pupia.tv/san-felice-a-cancello/societ-a/485/cervino-presentata-commissione-pari-opportunit-a.html&quot;&gt;pupia.tv&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Meri Marziali: Storie di Donne......Storie di pace</title>
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  <updated>2011-02-18T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559437</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Monterubbiano (FM) (Partito: LISTA CIVICA) - Consigliere  Consiglio Comunale Monterubbiano (FM) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;STORIE DI DONNE..STORIE DI PACE: un modo per festeggiare donne coraggiose.
La giornata organizzata per il 7 Marzo 2011 presso il teatro Pagani di Monterubbiano, vuole partire dalla ricorrenza nazionale della giornata della Donna e concedere a quanti parteciperanno l'opportunità di riflettere su un tema così importante.  A Monterubbiano la festa della donna è giunta alla seconda edizione con l'espressa volontà dell'amministrazione comunale di “raccontare le donne” nella loro semplicità. Lo scorso anno si è puntato sul tema dell'umiltà e della quotidianità femminile, in un'occasione in cui donne di condizioni sociali e lavorative diverse narravano la loro storia alle proprie concittadine. Quest'anno il tema scelto è quello della Pace, un po' un omaggio ad un ruolo femminile nuovo, quello di mediatrice internazionale e “bilancia” nei rapporti tra nazioni. Non a caso tra le protagoniste del dibattito sarà presente anche l'arch. Antonella Nonnis, curatrice di un interessante Museo della Pace in Guatemala insieme con il premio nobel per la pace 1992 Rigoberta Menchú Tum.
Il programma dell'iniziativa sarà il seguente:
•ore 16.30 Proiezione del film MIRAL dal libro di Rula Jebral
•ore 18.00 Saluto dell'Assessore alla cultura Meri Marziali ed inizio del dibattito-discussione coordinato da Adolfo Leoni. Interverranno: 
- Adriana Celestini (Presidente Commissione regionale Pari Opportunità)
- Licia Canigola (Consigliera Provincia di Fermo e commissione regionale Pari Opportunità)
- Luciana Testatonda (Cna Provincia di Fermo)
- Antonella Nonnis (curatrice museo della pace in Guatemala)
- Mirella Ruggieri (Presidente Associazione culturale Midlands)
 Al termine del dibattito l'amministrazione offrirà un piccolo omaggio a tutte le donne presenti e la festa proseguirà presso il Ristorante degli Sforza con un party in maschera, vista l'imminente festa di Carnevale. 
Durante la cena ad alcune artiste locali verrà offerta al possibilità di esporre i propri lavori presso la sala del ristorante. 
Meri Marziali

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.comune.monterubbiano.fm.it/it/scheda-civica/78-storie-di-donnestorie-di-pace.html&quot;&gt;Sito Web comune di Monterubbiano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: Violenza, servizi e non proclami </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/26/delia-murer/violenza-servizi-e-non-proclami/557512"></link>
  <updated>2011-01-26T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557512</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Una mozione sulla violenza alle donne. E’ in discussione in queste ore alla Camera dei deputati. La proposta è del Pd, che ha presentato un testo con cui si esprime una forte critica alle politiche del governo, che sul tema esprime solo principi e nessuna azione. 
&lt;p&gt;“Il ministro Carfagna – dice l’on. Delia Murer – è un bluff. Fa grandi valutazioni di principio ma poi non sostiene, sui territori, le politiche con finanziamenti. Al contrario, vengono tagliati servizi, centri, attività. &lt;br /&gt;
E’ necessario un piano d'intervento nazionale per il sostegno di case rifugio e centri antiviolenza nonché di un sistema di misure a tutela delle vittime della violenza e alla costruzione di azioni concrete di prevenzione”.
&lt;p&gt;

 

Ecco il testo integrale della mozione:

&lt;p&gt;
La Camera

&lt;p&gt;
premesso che: tramite la risoluzione n. 54/134 del 17 dicembre 1999, l'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha designato il 25 novembre come la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, invitando i Governi, le organizzazioni internazionali e le organizzazioni non governative ad organizzare attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica in quel giorno;&lt;br /&gt;

ci si trova a vivere un inizio di secolo in cui il grande tema dei diritti umani si ripropone in tutta la sua drammaticità e chiama in causa la responsabilità di istituzioni e politica: questo significa fare i conti, in primo luogo, con la violazione dei diritti umani delle donne, a partire dalla dignità del loro corpo;
come hanno dichiarato numerose risoluzioni delle Nazioni Unite, del Parlamento europeo, di organismi sovranazionali e come hanno sottolineato le prese di posizione di associazioni e studiosi, assumere una visione e un piano per i diritti umani significa oggi per la politica mettere al centro innanzitutto i diritti umani delle donne, il cui riconoscimento determinerà il profilo democratico, la convivenza futura e la stessa crescita economica e civile;
il «libro nero» dei diritti umani delle donne è noto nella sua crudezza e tragicità: è aperto un conflitto nel mondo, una vera e propria guerra sparpagliata, che ha come oggetto il dominio sul corpo delle donne;&lt;br /&gt;

nel mondo, dunque, una donna su tre, nella sua vita, è stata o è destinata a essere almeno una volta vittima di violenza fisica, sessuale o psicologica e il 70 per cento delle donne assassinate muore per mano di parenti;&lt;br /&gt;

i dati Istat riferiti al 2006 ed elaborati nel 2007 (non si dispone, allo stato, di dati ufficiali più recenti, poiché il dipartimento per le pari opportunità non ha provveduto all'aggiornamento delle statistiche di genere) parlano chiaro: sono 6 milioni e 743 mila le donne dai sedici ai settant'anni che sono rimaste vittime di molestie o violenze fisiche, psichiche o sessuali nel corso della vita;&lt;br /&gt;
 circa 1 milione di donne ha subito stupri o tentati stupri (il 4,8 per cento della popolazione femminile globale);&lt;br /&gt;
 il 14,3 per cento delle donne ha subito almeno una violenza fisica o sessuale dal proprio partner. Il 24,7 per cento delle donne ha subito violenze da un altro uomo, 2 milioni e 77 mila donne hanno subito comportamenti persecutori (stalking), dai partner al momento della separazione;&lt;br /&gt;
 nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate; ciò che possiamo definire come il «sommerso» è tuttora elevatissimo e raggiunge circa il 96 per cento delle violenze da un non partner e il 93 per cento di quelle da partner;&lt;br /&gt;
 anche nel caso degli stupri la quasi totalità non viene denunciata;&lt;br /&gt;

il rispetto dei diritti umani delle donne assurge, ancora una volta, a simbolo di civiltà e di riconoscimento dei diritti umani e civili di ogni persona, dell'uguaglianza innanzi alla legge e del contrasto a ogni forma di discriminazione, diritti sanciti nella Costituzione italiana e nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo;&lt;br /&gt;

il nostro Paese non fa certo eccezione: in Italia il fenomeno della violenza nei confronti delle donne, terribile e declinata in molti modi, è purtroppo fuori controllo;&lt;br /&gt;

il 25 novembre del 2008 il Parlamento aveva approvato all'unanimità il dispositivo di una mozione presentata dal gruppo del Partito democratico, la n. 1-00070, che impegnava il Governo: &quot;a presentare in Parlamento al più presto il piano d'azione elaborato dal dipartimento per le pari opportunità in coordinamento con i ministeri interessati, la conferenza Stato-regioni, le forze dell'ordine, i centri antiviolenza e gli operatori di giustizia;&lt;br /&gt;
 a prevedere per l'attuazione del piano d'azione adeguate risorse per il suo funzionamento, a partire dallo stanziamento già previsto dalla finanziaria vigente, nonché un aumento progressivo;
&lt;p&gt;
 a promuovere, altresì:
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;a)&lt;/b&gt; un programma di educazione e formazione al rispetto della donna, della persona e dei diritti umani a partire dalle scuole;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;b)&lt;/b&gt; la predisposizione di codici etici per l'informazione, la pubblicità e, in generale, per l'immagine femminile e, più complessivamente, per i linguaggi violenti e prevaricanti;
&lt;p&gt;
c) iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica attraverso campagne informative sul tema della violenza contro le donne e a rendere le donne consapevoli degli strumenti a disposizione per la loro tutela, tra cui il sostegno dei numeri verdi;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;d)&lt;/b&gt; il potenziamento della rete dei centri antiviolenza presenti sul territorio nazionale, che prestano un servizio di fondamentale importanza alle vittime di sopraffazione e di violenza;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;e)&lt;/b&gt; la previsione di iniziative specifiche per la formazione del personale socio sanitario, delle forze dell'ordine e degli operatori di giustizia;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;f)&lt;/b&gt; azioni positive per l'assistenza legale e psicologica delle vittime di violenza sessuale;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;g)&lt;/b&gt; le iniziative legislative contro gli atti persecutori e la violenza sessuale, attraverso l'introduzione di norme che garantiscano una seria azione di prevenzione, la certezza della pena e la tutela e la dignità delle vittime dei reati&quot;;
&lt;p&gt;
nonostante gli impegni assunti dal Governo ormai due anni fa, oggi le principali reti di associazionismo femminile, impegnate sui temi della tutela della donna e dei servizi territoriali contro la violenza, si trovano a dovere lanciare un grido di allarme per la chiusura forzata di numerosi centri antiviolenza e case rifugio in molto zone del territorio nazionale;
&lt;p&gt;
si parla, ad esempio, di Genova, con la paventata chiusura del centro antiviolenza di via Mascherona e gli sportelli territoriali di ascolto e aiuto per le donne in difficoltà, di Catania, con la chiusura del centro antiviolenza «Thamaia», della Calabria, con l'annunciata chiusura del centro antiviolenza donne «Roberta Lanzino», di Palermo, con la vicenda del centro antiviolenza «Le onde», e di tante altre zone d'Italia;
&lt;p&gt;
la chiusura dei centri, interamente finanziati dagli enti locali, appare essere la diretta conseguenza della drastica riduzione dei trasferimenti a regioni, province e comuni a seguito delle rigide misure di controllo del debito pubblico prese dal Governo;
anche laddove i centri non rischiano direttamente la chiusura, la riduzione dei trasferimenti economici ridimensiona gravemente le attività e la dimensione dei servizi erogati e, in generale, indebolisce il senso stesso dei centri antiviolenza, che vanno considerati servizi essenziali e riconosciuti come parte essenziale e di un sistema integrato;
&lt;p&gt;
con l'approvazione della normativa sullo stalking si è fatto certamente un passo avanti sul tema della tutela della donna, ma intervenire solo sul circuito penale non è certo sufficiente se manca del tutto una cultura della prevenzione e dell'assistenza delle vittime: inoltre appare evidentemente inutile intervenire con leggi nazionali se poi, sui territori, non si finanziano i servizi operativi, anzi li si costringono alla chiusura per totale mancanza di risorse economiche;
&lt;p&gt;
inoltre, va considerato che i centri antiviolenza costituiscono un vero e proprio investimento non solo in termini «sociali» ma anche in senso economico per il Paese, perché una donna accolta in un centro «costa» sette volte in meno rispetto al caso in cui la donna vittima di violenza venga assistita dai servizi sociali;
&lt;p&gt;
la legge di stabilità non prevede alcun finanziamento per il fondo contro la violenza sulle donne e stanzia, invece, a favore del fondo per le pari opportunità, solo un esiguo e assolutamente insufficiente stanziamento di due milioni,

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;impegna il Governo&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

ad avviare, prevedendo un'adeguata copertura economica, un piano d'intervento nazionale, curato dal dipartimento per le pari opportunità presso la Presidenza del Consiglio dei ministri in accordo con la Conferenza unificata, mirato al sostegno di case rifugio e centri antiviolenza, alla predisposizione di campagne informative e formative nonché di un sistema di misure a tutela delle vittime della violenza e alla costruzione di azioni concrete di prevenzione, nonché ad assumere ogni iniziativa diretta a incrementare i fondi stanziati a favore del dipartimento per le pari opportunità per il finanziamento della rete dei centri antiviolenza e delle case rifugio al fine di scongiurarne la chiusura e il ridimensionamento, dando finalmente a questi fondamentali servizi una stabilità e il senso di appartenere ad un sistema strutturato e integrato.
&lt;p&gt;
(1-00512)
&lt;p&gt;
«Amici, Lenzi, Villecco Calipari, Franceschini, Ventura, Maran, Boccia, Quartiani, Giachetti, Rosato, Bellanova, Bobba, Bocci, Bossa, Brandolini, Bucchino, Castagnetti, Causi, Cenni, Codurelli, Concia, Coscia, D'Incecco, De Biasi, D'Antona, Esposito, Farinone, Ferranti, Fontanelli, Froner, Garavini, Gatti, Genovese, Ghizzoni, Gnecchi, Grassi, Lulli, Madia, Marchi, Mariani, Mastromauro, Mattesini, Mazzarella, Melis, Mosca, Motta, Murer, Narducci, Pedoto, Peluffo, Pes, Pizzetti, Porta, Pollastrini, Rossa, Rossomando, Samperi, Schirru, Sereni, Servodio, Siragusa, Tidei, Tullo, Vannucci».&lt;br /&gt;
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=6%3Ainterrogazioni-interpellanze-mozioni&amp;id=235%3Aviolenza-servizi-e-non-proclami&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;Delia Murer.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: Servizio H24 per le donne vittime di violenze</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/09/30/maria-gemma-azuni/servizio-h24-per-le-donne-vittime-di-violenze/507369"></link>
  <updated>2010-09-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>507369</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Mi congratulo con la delegata delle pari opportunità  del Comune di Roma per la campagna di comunicazione finalizzata a far conoscere il meritevole servizio H24 gestito dalla valida professionalità della Coop. Sociale Bee Free.&lt;br /&gt;


&lt;p&gt;


Questo è un passo importante, purtroppo le donne che denunciano la violenza,  spesso  consumata tra le mura domestiche  (58%), perdono la casa e a volte anche il sostegno economico in quanto totalmente dipendenti dal compagno,il quale  usa questo punto di forza per sottomettere ulteriormente la sua vittima.
&lt;p&gt;

In una società in cui il valore a volte si misura con il denaro, il plagio psicologico e il ricatto economico possono essere devastanti e mortificare il “sé” annullando l’autodeterminazione della persona.

&lt;p&gt;

In un momento di particolare violenza che si riscontra quotidianamente in mille forme, quella fisica va a violare la difesa del proprio mondo interno, e il comportamento aggressivo diventa per la donna un’abitudine da dove non si può uscire.

&lt;p&gt;

Penso che sia importante aiutare le vittime di violenza a ricostruire un corredo per la propria identità per mezzo del quale poter rinnovare la propria facciata personale,  questo si ottiene con strumenti molto concreti come il lavoro, la casa , una nuova rete amicale.

&lt;p&gt;

La possibilità della ricostruzione di una nuova vita necessita quindi un maggiore supporto da parte delle Istituzioni che tutelino e accompagnino il coraggio di denunciare.


&lt;p&gt;

 

Gemma Azuni&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/360-servizio-h24-per-le-donne-vittime-di-violenze&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Severino DAMIOLINI: Unione dei Comuni: la giunta rimane una cosa da maschi </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/21/severino-damiolini/unione-dei-comuni-la-giunta-rimane-una-cosa-da-maschi/504601"></link>
  <updated>2010-08-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>504601</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Sellero (BS) (Gruppo: Lega) - Consigliere  Consiglio Comunale Sellero (BS) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Valsaviore. Politica e sessismo a braccetto&lt;br /&gt;

Unione dei Comuni: la giunta rimane una cosa da maschi&lt;br /&gt;

Damiolini (Lega) va all’attacco: «Un’altra occasione perduta»
&lt;p&gt;


Si è registrata una parentesi polemica, una critica al «sessismo» in occasione della recente assemblea dell’Unione dei comuni della Valsaviore che ha visto l’elezione alla presidenza di Pierluigi Mottinelli (un ritorno il suo, dato che lo stesso Mottinelli è stato il primo presidente dell’ente, nel 1999) come successore di Corrado Scolari (*). Durante i lavori, Severino Damiolini aveva invitato i delegati dei cinque comuni interessati (Berzo Demo, Cedegolo, Cevo, Saviore e sellero) a valutare l’opportunità di una scelta al femminile.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
Un invito pertinente quello dell’esponente della Lega nord e rappresentante di minoranza di sellero; ma un invito rimasto però tale, perchè i cinque sindaci che formano la giunta dell’Unione sono tutti maschi. E questo, come ricorda Damiolini, «nonostante nei nostri paesi la popolazione femminile sia maggioritaria rispetto a quella del cosidetto sesso forte».&lt;br /&gt;

Le ragioni del delegato sellerese? «Lo statuto dell’ente, che prevede che il presidente dell’assemblea partecipi alle riunioni di giunta senza diritto di voto, ci offriva una possibilità per riparare questa ingiustizia. Ritengo infatti che una quota rosa nella giunta non potesse che essere positiva, in quanto avrebbe portato quel punto di vista femminile che, per cause tecniche, manca all’interno dell’organo di governo dell’Unione».
&lt;p&gt;

L’esponente della Lega ricorda anche che «già in passato si sono verificati casi di giunte sciolte perchè non era stata garantita una adeguata presenza femminile; e sebbene questo non possa essere il nostro caso, ritengo che l’Unione, proprio perchè nessuno ce lo imponeva, abbia perso l’occasione di dimostrare maturità e rompere quel velo di maschilismo che la contraddistingue».
&lt;p&gt;

«Le quote rosa - conclude Damiolini - non vanno imposte per legge, perchè le donne in politica non sono una specie da mettere sotto tutela, ma un valore aggiunto da incentivare».
&lt;p&gt;

Luciano Ranzanici&lt;br /&gt;

Bresciaoggi - Sabato 21 Agosto 2010&lt;br /&gt;
&lt;p&gt;


&lt;i&gt; 

(*) Una precisazione dovuta: Mottinelli non è stato eletto Presidente della Giunta dell'Unione (carica ricoperta dal Sindaco di Berzo Demo Scolari) ma bensì Presidente dell'Assemblea dell'Unione. (s.d.)&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog.libero.it/theriddle/9178169.html&quot;&gt;www.damiolini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giulia Morini: E’ conveniente per il PD dare a Silvia Noè proprio le “Pari Opportunità”?</title>
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  <updated>2010-08-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Modena (MO) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Ho letto con piacere l’articolo di Rossella Lama sulle pagine di questo giornale. L’ho trovato interessante e stimolante, anche se non posso dirmi pienamente d’accordo. Ho deciso di aderire all’appello di Rete Laica perché credo anch’io che la nomina di Silvia Noè a presidente della commissione sia un atto politico per certi aspetti comprensibile, ma debole e poco lungimirante. Non si può sacrificare sull’altare della trattativa politica un tema delicato e cruciale come quello delle pari opportunità; non lo si può fare in Italia, in questo paese indietro anche dal punto di vista del riconoscimento dei diritti individuali. Al Partito Democratico che si candida a governare occorre, invece, una visione, un progetto di società vera, civile, che riconosca le differenze e che ad esse conferisca cittadinanza. Su questi temi è necessario tenere “la barra dritta” (come spesso dice il mio segretario Stefano Bonaccini) perché sono paradigma del significato stesso di politica. Potersi costruire il proprio percorso di vita; poter decidere con libertà, responsabilità e autodeterminazione come vivere la propria esistenza; essere artefici del proprio futuro e veder riconosciuta la dignità della propria scelta. Sempre. Questo è il significato di “pari opportunità”.
La Regione Emilia-Romagna ha compiuto azioni importanti nel corso delle passate legislature: è sufficiente ricordare la norma della legge finanziaria che per la prima volta riconosce la parità di accesso alla rete del welfare regionale per le famiglie fondate sul matrimonio e sulla convivenza. Azioni che da sole non bastano, ma che necessitano di diventare “sistema” e fondamento di tutte le politiche pubbliche. Allora perché non rivendicare una forte ed orgogliosa continuità con quello che è stato fatto? Perchè affidare un segmento così importante del nostro progetto di governo ad una forza politica lontana da noi? La consigliera Noè è una persona di prestigio ed esperienza, ma sui temi etici e civili ha manifestato, talvolta anche con affermazioni molto discutibili, opinioni con le quali è difficile confrontarsi. La sua presidenza non creerebbe un clima di positivo confronto e rischierebbe, anzi, di sterilizzare la proposta politica del Partito Democratico. La società in Italia è molto più veloce della politica, per questo dobbiamo essere intransigenti: non possiamo rinunciare al nostro desiderio di cambiare la realtà in nome di possibili future alleanze alquanto improbabili.&quot;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.giuliamorini.it/2010/08/21/e-conveniente-per-il-pd-dare-a-silvia-noe-proprio-le-pari-opportunita/&quot;&gt;L'Unità&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: Pubblicità lesiva sulle donne</title>
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  <updated>2010-07-08T00:00:00Z</updated>
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  <id>502748</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Chiedo con urgenza al Sindaco di far rimuovere i manifesti della bevanda “sharkenergia” affissi sui cartelloni pubblicitari SPQR, profondamente lesiva per la figura femminile. E’  un messaggio diseducativo e ingannevole che giunge ai nostri figli costretti a vederla per tutta Roma.&lt;br /&gt;


La pubblicità e la televisione che abusa con immagini e corpi di donne non fa che rafforzare stereotipi sessisti e discriminatori nei confronti della donna e l’identificazione dei più giovani, in questi messaggi, non fa che rafforzare la disparità tra uomo e donna.&lt;br /&gt;

Credo che anche noi donne dobbiamo rifiutare di entrare nel  mercato pubblicitario che usa la donna come oggetto sessuale  pretendendo uguaglianza di genere.&lt;br /&gt;

L’8 marzo 2010 il Comune di Roma, recependo la Risoluzione 2338  del 3 settembre 2008 del Parlamento Europeo relativa all’impatto del marketing e della pubblicità sulla parità tra uomo e donna,  ha approvato  all’unanimità la Deliberazione n.25 contro le pubblicità lesiva della dignità della donna e per questo chiedo al Sindaco di adoperarsi in prima persona affinchè la città di Roma  non dia spazio  a pubblicità  che riducendo un essere umano alla violenza e all’offesa che incitano al sessismo e alla violenza.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


Maria Gemma Azuni&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/273-pubblicit%C3%A0-lesiva-sulle-donne&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: Aggressione del 31 Maggio ed istituzione di un osservatorio contro l'omofobia</title>
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  <updated>2010-05-31T00:00:00Z</updated>
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  <id>500847</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;

Dopo l’ennesima aggressione  a un ragazzo omosessuale è necessario che le Istituzioni e la società civile promuovano azioni concrete contro il proliferare di una mentalità omofoba, obbiettivi sollecitati e raccomandati dal Consiglio dell’Unione Europea  e presenti nella “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” ( art. 21).&lt;br /&gt;

Cosa è  stato fatto in seguito alla firma del Protocollo D’Intesa tra Comune di Roma e Ministero delle Pari Opportunità (ottobre 2009) visto le incessanti aggressioni che puntualmente si verificano in questa città?&lt;br /&gt;


Il tavolo tecnico di coordinamento istituito nel suddetto atto che lavoro ha prodotto?&lt;br /&gt;

Chiedo che venga discussa la mozione  che avevo presentato il 20 novembre del 2009 al Consiglio Comunale, in cui sollecitavo l’urgenza  della costituzione dell’ Osservatorio per il superamento delle discriminazioni verso le persone omosessuali e transessuali, e si concretizzi l’atto amministrativo per l’istituzione di tale Osservatorio , citata nel art. 3 del Protocollo, che rappresenta un primo strumento utile per lo studio e l’attivazione di interventi  atti al superamento delle discriminazioni sessuali.&lt;br /&gt;

Sono convinta che il perpetrarsi degli episodi di violenza contro gli LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transessuali)  non possa più essere affrontato con slogan e che occorra invece modificare la tendenza di questa città all’intolleranza per chi è diverso da sé.&lt;br /&gt;

Mi rivolgo al Sindaco perché si impegni in sede istituzionale perché al più presto si legiferi in materia, come da troppo tempo si attende.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

Maria Gemma Azuni di Sinistra e Libertà (Gruppo Misto)&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
&lt;p&gt;
&lt;p&gt;

 

 

 

Prot. n.306 del 20.11.09&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;



MOZIONE&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

ex art.109&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

Il Consiglio Comunale  di Roma&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

PREMESSO&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


Che il principio generale di non discriminazione ha valore universale, riguarda ogni persona e, come tale, nelle norme di diritto internazionale fin dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948, che all’art.2, comma 1 recita: “ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nelle presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna, per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di religione, di opinione politica o di  altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione.”;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

che la Raccomandazione n. 1117/89 del Parlamento Europeo invita il Consiglio Europeo e gli Stati Membri  a tutelare i diritti delle persone transessuali e  a superare ogni forma di discriminazione;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

che il Parlamento Europeo nella Risoluzione dell’ 8 febbraio 1994 e in diversi atti successivi, invita gli stati membri a rimuovere ogni forma di discriminazione fondata sull’orientamento sessuale ed ad intraprendere campagne ed iniziative contro le forme di discriminazione menzionate;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

che il Parlamento Europeo, con la Risoluzione del 26 aprile del 2007, ha indetto il 17 maggio di ogni anno quale Giornata Internazionale contro l’omofobia nella ricorrenza della cancellazione dell’omosessualità dalla lista delle malattie mentali da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, avvenuta in tale giorno nell’anno 1990;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

che la Costituzione della Repubblica Italiana all’art.3, comma 2, annovera tra i propri compiti la rimozione di tutti quegli ostacoli che limitando, la libertà e l’uguaglianza, impediscono la partecipazione all’organizzazione politica, economica e sociale del paese;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

che lo Statuto del Comune di Roma, all’art. 1, sancisce che il Comune rappresenta “la Comunità di donne e uomini che vivono nel suo territorio, ne cura gli interessi, ne promuove il progresso e si impegna a tutelare i diritti individuali delle persone così come sanciti dalla Costituzione italiana”;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;



CONSIDERATO&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


che in Italia sopravvivono ostacoli che incidono sulle condizioni di esercizio dei diritti delle persone omosessuali e transessuali;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

che a Roma, in particolare, i casi di omofobia sono ancora troppi numerosi, sia per quel che concerne la violenza fisica che per le enormi difficoltà che a tutt’oggi molti omosessuali hanno nel vivere serenamente il proprio orientamento sessuale nelle diverse dimensioni della propria vita (scuola, lavoro, famiglia);&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

che gli atti di violenza perpetrati ai danni  delle persone  per il loro orientamento sessuale o identità di genere è configurabile nella categoria dei cosiddetti “crimini d’odio” (hate crimes), azioni criminali intese a danneggiare o intimidire persone a causa della loro razza, appartenenza etnica, orientamento sessuale, identità di genere o di altra condizione di gruppo minoritario;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


RITENENDO&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


necessario che le Istituzioni e la società civile promuovano azioni concrete contro il proliferare di una mentalità omofoba, come raccomandato dagli Organi del Parlamento Europeo;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


TENUTO CONTO&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


che la costituzione di un Osservatorio per il superamento delle discriminazioni verso le persone omosessuali e transessuali rappresenta un primo strumento utile per lo studio e l’attivazione di interventi  atti al superamento delle discriminazioni sessuali;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

che tale servizio mira ad individuare bisogni e a progettare interventi sul piano sociale e su quello culturale, con l’obiettivo di combattere le idee omofobe e razziste e diffondere una cultura di tolleranza che rafforzi il messaggio universale di rispetto reciproco;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

che il suddetto Osservatorio assolverà la propria funzione agendo nei seguenti campi:&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

    * Realizzare indagini conoscitive sulle condizioni di vita delle persone omosessuali e transessuali finalizzate a individuarne le problematiche e sulla percezione sociale dell’omosessualità e della transessualità da parte del resto della popolazione;&lt;br /&gt;


 

    * Costituire una banca dati sulle esperienze realizzate in Italia e all’estero per la tutela dei diritti delle persone omosessuali e transessuali;&lt;br /&gt;


    * Diffondere e mettere a disposizioni dei cittadini le informazioni raccolte anche attraverso la creazione di pagine web sul sito del Comune di Roma;&lt;br /&gt;


    * Valorizzare la funzione informativa e documentaria svolta sul territorio cittadino dalle biblioteche comunali proponendo l’acquisizione di testi relativi alle tematiche omosessuale e transessuale;&lt;br /&gt;


    * Promuovere campagne di sensibilizzazione contro l’omofobia, in particolare rivolte ai giovani al fine di combattere il bullismo giovanile, all’interno dei plessi scolastici, delle strutture comunali per le politiche giovanile e più in generale nei luoghi frequentati dalla popolazione più giovane, attraverso azioni mirate ad un’educazione permanente;&lt;br /&gt;


    * Promuovere iniziative culturali (dibattiti, presentazione di libri e di video, mostre) finalizzate a favorire il dialogo fra le differenze;&lt;br /&gt;


    * Promuovere azioni formative rivolte ad operatori comunali e ad operatori in campo educativo, assistenziale e sociosanitario;&lt;br /&gt;


    * Collaborare con le associazioni presenti sul territorio per sviluppare iniziative comuni;
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;



che il Comune di Roma, forte della propria cultura della tolleranza e del rispetto della diversità,  dia l’adesione alla “Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni per il superamento delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere” partecipando alle attività messe in campo;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


Tutto ciò  premesso&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

Il Consiglio Comunale&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

impegna il Sindaco e la Giunta Comunale&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


ad istituire un “Osservatorio Comunale per il superamento delle discriminazioni delle persone omosessuali e transessuali” per svolgere le seguenti funzioni:&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

    * Realizzare indagini conoscitive sulle condizioni di vita delle persone omosessuali e transessuali finalizzate a individuarne le problematiche  e sulla percezione sociale dell’omosessualità e della transessualità da parte del resto della popolazione;&lt;br /&gt;


    * Costituire una banca dati sulle esperienze realizzate in Italia e all’estero per la tutela dei diritti delle persone omosessuali e transessuali;&lt;br /&gt;


    * Diffondere e mettere a disposizioni dei cittadini le informazioni raccolte anche attraverso la creazione di pagine web sul sito del Comune di Roma;&lt;br /&gt;


    * Valorizzare la funzione informativa e documentaria svolta sul territorio cittadino dalle biblioteche comunali proponendo l’acquisizione di testi relativi alle tematiche omosessuale e transessuale;&lt;br /&gt;


    * Promuovere campagne di sensibilizzazione contro l’omofobia, in particolare rivolte ai giovani al fine di combattere il bullismo giovanile, all’interno dei plessi scolastici, delle strutture comunali per le politiche giovanile e più in generale nei luoghi frequentati dalla popolazione più giovane, attraverso azioni mirate ad un’educazione permanente;&lt;br /&gt;


    * Promuovere iniziative culturali (dibattiti, presentazione di libri e di video, mostre) finalizzate a favorire il dialogo fra le differenze;&lt;br /&gt;


    * Promuovere azioni formative rivolte ad operatori comunali e ad operatori in campo educativo, assistenziale e sociosanitario;&lt;br /&gt;


    * Collaborare con le associazioni presenti sul territorio per sviluppare iniziative comuni;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


ad assumere i provvedimenti necessari all'attuazione operativa del progetto mediante l’inserimento nel PEG 2009/2011 di idonee risorse  finanziarie e di individuare tra il personale dipendente quello più idoneo e qualificato per lo svolgimento del servizio;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

ad aderire all’iniziativa internazionale per l’istituzione della Giornata Internazionale contro l’Omofobia da celebrarsi il 17 maggio di ogni anno impegnandosi a promuovere, fin dal prossimo anno, una settimana di iniziative atte a sensibilizzare sul tema della omofobia la cittadinanza romana;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

a dare l’adesione del Comune di Roma alla “Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni per il superamento delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere” partecipando alle attività messe in campo;&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

a farsi portavoce presso il Parlamento italiano dell’ estensione anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere delle tutele previste dalla legge 205 del 1993, detta “Legge Mancino”, nei confronti di atti di “discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


Roma 20.11.2009&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;


On.le Maria Gemma Azuni
(Gruppo Misto S.D.)
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/229-aggressione-31-maggio-ed-istituzione-dell%5C%27osservatorio-contro-omofobia&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanna Quaglia: Ecco cosa faremo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/04/17/giovanna-quaglia/ecco-cosa-faremo/498847"></link>
  <updated>2010-04-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>498847</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Piemonte (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Quale sara' il punto forte del suo programma? «Il bilancio. La priorita' e' quella di fotografarlo, di studiarlo bene. D'altra parte e' il primo atto che dovremo approvare: l'esercizio provvisorio scade il 30 aprile, i tempi sono stretti». Il presidente le ha gia' dato qualche indirizzo? «I cardini sono quelli enunciati prima e dopo la campagna elettorale: lavoro, taglio degli sprechi, nuovi investimenti. Sara' il nostro lavoro, mi sto gia' rimboccando le maniche. Credo che prossimamente sentiro' Peveraro, il mio predecessore, per il passaggio delle consegne». E le pari opportunita'? «Prima d'ora non me ne sono mai occupata direttamente: sara' una sfida per capire come svilupparle a vantaggio di tutti».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://archivio.lastampa.it/LaStampaArchivio/main/History/tmpl_viewObj.jsp?objid=10343820&quot;&gt;La Stampa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: Adesione alla piattaforma Arcigay e Arclesbica Roma</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/03/11/maria-gemma-azuni/adesione-alla-piattaforma-arcigay-e-arclesbica-roma/495045"></link>
  <updated>2010-03-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>495045</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Le politiche di pari opportunità devono rispondere a sempre più numerosi fattori di discriminazione: il genere, l'etnia, le convinzioni politiche, la religione, la disabilità, l’orientamento sessuale e l’identità di genere.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
Per la difesa delle persone contro ogni forma di discriminazione ho sottoscritto la piattaforma proposta oggi da Arcigay e Arcilesbica Roma, affinché la nostra Regione sia un luogo dove tutti i cittadini si sentano accolti, indipendentemente dall’identità di genere e da come scelgono di organizzare i propri affetti.&lt;br /&gt;
&lt;p&gt;

Combattere l’omofobia e ogni forma di discriminazione in nome di una uguaglianza effettiva e non solo ideale diventa una questione di riorganizzazione dell’intero tessuto sociale. A questo dovere nessun rappresentante delle istituzioni può sottrarsi.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/103-adesione-alla-piattaforma-arcigay&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Pari opportunità - basta una legge?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/03/10/giocondo-talamonti/pari-opportunit%C3%A0-basta-una-legge/495030"></link>
  <updated>2010-03-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>495030</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;E’stato Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 29 del 5 febbraio 2010, il Decreto Legislativo 25 gennaio 2010, n. 5 attuativo della Direttiva CE/54/2006, (Modifica il D.Lgs. 151/2001) riguardante l'attuazione del principio delle &lt;b&gt;pari opportunità&lt;/b&gt; e della parità di trattamento fra uomini e donne in materia di occupazione e impiego.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Si tratta di un ulteriore passo in avanti verso un principio di uguaglianza in ambito professionale fra i due sessi, ma &lt;b&gt;bastano le leggi a colmare il gap ancora esistente?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
E’ un problema di cultura che richiede un salto di qualità, per assicurare alle donne una più incisiva presenza nella vita economica, sociale e culturale e per garantire al nostro paese il loro insostituibile e prezioso contributo.&lt;br /&gt;
Occorre  fare di più per ribadire con forza l'impegno di tutti contro ogni forma di discriminazione sociale, per salvaguardare le donne da insicurezze nel posto di lavoro, per fare rispettare i loro diritti sia in fase di gravidanza, sia per l’assistenza agli infermi e agli anziani della famiglia etc.. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Molto ancora deve essere fatto perché il principio di pari opportunità non sia solo un progetto, ma un’applicazione scontata in tutti i campi, lavoro compreso. A ciascuno di noi si chiede di più… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Giocondo Talamonti
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2010/03/pari-opportunita-basta-una-legge.html&quot;&gt;Il Blog Personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Ferdinando CASINI: «Nessuna donna incisiva nel governo»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/03/pier-ferdinando-casini/%C2%ABnessuna-donna-incisiva-nel-governo%C2%BB/391444"></link>
  <updated>2009-06-03T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391444</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Lei vede personalità incisive tra le donne in Parlamento o nel governo? &lt;br /&gt;
Mi dica i nomi, quali sono. Così almeno lo so».&lt;br /&gt;
 Il leader Udc, Pierferdinando Casini, critica la presenza femminile nelle istituzioni e scatena l’ira delle ministre e delle deputate di tutte le forze politiche. &lt;br /&gt;
«Non mi sembra che oggi le donne al governo siano un esempio di grandi conquiste femminili - ha detto ieri Casini un’intervista a “Radio Radio”-. Noi non abbiamo veline da portare in Parlamento, per noi deve andare la gente che merita e non possiamo creare delle corsie preferenziali».

&lt;p&gt;
Piccata la replica di Mara Carfagna, ministro delle Pari opportunità: «Non rispondo alle dichiarazioni di un uomo che nella politica italiana, in ventisei anni di Parlamento, non ha fatto nulla di incisivo». Per il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni «è legittimo che un esponente politico esprima valutazioni sull’operato di chi governa, ma è inaccettabile, quando si giudicano i ministri, fare distinzioni in base al genere». La leghista Angela Maraventano accusa il leader centrista di guardare la realtà senza vederla: «Sicuramente Casini non conosce l’attuale Parlamento italiano composto anche di tante donne brave, impegnate politicamente e nel sociale, donne che forse lui, avendo i paraocchi, non vuole vedere. I politici velinari sono più fastidiosi delle veline». Reagisce duramente agli strali critici del segretario dell’Udc anche la responsabile Pari Opportunità del Pdl, Barbara Saltamartini. «Che il partito di Casini non ha a cuore la rappresentanza femminile è un dato di fatto - attacca -. Ed è per questo che, per esempio, l’onorevole Erminia Mazzoni oggi è candidata al Parlamento europeo nelle liste del Pdl».

&lt;p&gt;
Rincara la dose Vittoria Franco del Pd. «Casini poteva risparmiarsi questa boutade contro le donne, è una gaffe grave - sostiene-. Io ho conosciuto tanti uomini insignificanti del suo partito, così come di altre forze politiche. Solo che gli uomini quando giudicano altri uomini hanno gli occhi bendati e la mente distorta dai rapporti di potere. Siccome le donne spesso si sottraggono a questi rapporti di potere, diventano immediatamente poco meritevoli e poco incisive». E aggiunge Vittoria Franco: «Casini apra bene le orecchie e la mente e si renderà conto che in Parlamento esistono molte donne brave e capaci che hanno molti numeri e molto da insegnare anche a lui, come a tanti altri uomini».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Poi in serata Casini aggiusta il tiro.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Vogliamo donne in politica che brillino di luce propria e non di luce riflessa dei loro leader - puntualizza -. Anche per questo abbiamo condotto una battaglia in favore delle preferenze attraverso le quali ogni elettore può scegliere uomini e donne per le loro qualità e la loro incisività». &lt;br /&gt;
Ma anche Lella Golfo, deputata del PdL, si dice «amareggiata dalle parole di Casini perché le donne che siedono tra i banchi di Montecitorio sono molto più presenti e attive dei colleghi uomini. Le iniziative legislative di marca femminile sono tantissime, ma purtroppo nessuna, o poche, giungono alla fase dibattimentale in commissione o in aula. E le donne nell’Udc, per quanto brave siano, non trovano gli spazi necessari a dimostrare il proprio valore».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200906articoli/44278girata.asp#&quot;&gt;La Stampa.it - Giacomo Galeazzi&lt;/a&gt;</summary>
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