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  <title>Openpolis - Argomento: l'aquila capoluogo</title>
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  <updated>2011-03-18T00:00:00Z</updated>
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  <title>Massimo CIALENTE: Abruzzo. «Ricostruzione mai partita»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-03-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune L'Aquila (AQ)- Consigliere  Consiglio Comunale L'Aquila (AQ)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il sindaco abruzzese non partecipa alle manifestazioni ufficiali, attacca Regione e Governo e occupa il Palazzo comunale della città.
&lt;p&gt;Ci sono molti modi di ricordare il 17 marzo. Quello più rabbioso e, in un certo senso, più triste, è quello che ha scelto il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente. Che ieri mattina ha rotto gli indugi, ha deciso di non partecipare alle celebrazioni ufficiali per i 150 anni dell’Unità d’Italia a Roma e ha occupato le stanze del palazzo comunale, inagibile dal giorno del terremoto abruzzese. Raggiungiamo il primo cittadino al telefono, dopo che le agenzie hanno battuto la notizia della fine della sua protesta. Notizia subito smentita dal diretto interessato: «Io sono ancora dentro a quelle che erano le mie stanze. Morto dal freddo, ma continuo. Sono uscito solo per il discorso ufficiale per le celebrazioni. Ma da qui non mi muovo ». Bloccato dal freddo. Un po’ come la ricostruzione della città, distrutta dal terremoto orma quasi due anni fa.
&lt;p&gt; «Viviamo in una città commissariata. Non posso fare nulla. Non ho un bilancio. Non posso neanche dire la mia sulle macerie».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Prima le dimissioni da vicecommissario vicario per la ricostruzione post terremoto. Ora quella da sindaco. Che succede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Lanciai un segnale ma è stato liquidato dicendo che non mi stava bene la nomina di Cicchetti a neo sub commissario. Lo stesso segnale voglio fare oggi. Sperando di essere capito. Qualcuno vuole interrogarsi su cosa sta succedendo all’Aquila?
 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;A chi si riferisce?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Mi lascia attonito che il governo, i ministri dell’Economia, dell’Interno, delle Infrastrutture, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giovanardi, non cerchino di capire a che punto stiamo con la ricostruzione. La ricostruzione è ferma. Dopo che noi ci siamo occupati di quella leggera e dei puntellamenti, nulla è più stato fatto. Il paradosso è che chiedo a gran voce a tutte le autorità competenti di smentirmi. Ma nessuno si fa vivo. Siamo bloccati e dimenticati.
&lt;p&gt;
 




&lt;b&gt;Il sottosegretario Giovanardi è stato molto polemico con voi sulla gestione dei fondi stanziati dal Dipartimento per le politiche della famiglia. Come è andata a finire?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 
 
 
Dopo la denuncia di Giovanardi, tutti hanno puntato il dito contro di noi, dicendo che al Comune non sapevamo cosa fare. In realtà, noi le idee chiare le avevamo. E le abbiamo ancora. Tanto è vero che presentammo due progetti per l’utilizzo di quei fondi. Uno, di 3 milioni, venne approvato (la riqualificazione di una residenza alberghiera socio sanitaria, ndr). Il secondo intervento riguardava un edificio in piazza del Palazzo, che volevamo trasformare nella sede del welfare comunale. Portai lo stesso Giovanardi nei luoghi dove volevamo intervenire. Ma l’idea non gli piacque e bocciò il progetto.
 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quindi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Le cose sono molto chiare. Due giorni fa, la Regione ha pubblicato un bando per l’utilizzo di quei nove milioni. Di fatto, il presidente e commissario Chiodi ammette che quei soldi erano a disposizione da più di un anno, ma erano tenuti bloccati.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Come vive questo momento la città?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Tempo fa dissi una frase che fece molto scalpore e per la quale venni pesantemente criticato. Dissi che L’Aquila non è Kabul. Bene, ora posso dire senza problemi che l’Aquila è Kabul. Viviamo in una città arrabbiata. Che ha smesso di sperare. E dove il pensiero più ricorrente sta diventando quello di andare via. Temo che il governo stia colpevolmente sottovalutando la questione del post terremoto. Non so con che coraggio verranno qui il 6 aprile per ricordare i due anni dal sisma. La ricostruzione dell’Aquila è una questione nazionale. E rappresenta il fallimento di un Paese intero.
 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=YAKWJ&quot;&gt;Terra - Vincenzo Mulè&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo CIALENTE: Sindaco di L'Aquila: «Mi dimetto»</title>
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  <updated>2011-03-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558915</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune L'Aquila (AQ)- Consigliere  Consiglio Comunale L'Aquila (AQ)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Ce l'ho messa tutta, mi sono fatto carico di fare anche quello che toccava ad altri. Oggi prendo atto che non ci sono più nè una maggioranza nè un Consiglio comunale che abbia voglia di andare avanti»: con queste parole, visibilmente rammaricato ma deciso, Massimo Cialente, sindaco dell'Aquila, ha annunciato all'assemblea la sua intenzione di dimettersi. 
&lt;p&gt;L'ennesima mancanza del numero legale ha scatenato la decisione del sindaco il quale spera di scongiurare un anno di commissariamento alla città ancora ferita dal terremoto del 2009 e fare in modo che, alle elezioni del 15 maggio si possa votare anche all'Aquila. 
&lt;p&gt;«Appena finita questa riunione - ha detto Cialente - chiamerò il ministro Maroni. Invito tutti voi - ha aggiunto rivolgendosi ai consiglieri - a intervenire sui segretari politici affinchè si faccia un decreto per cui L'Aquila possa rientrare nella campagna elettorale, perchè ritengo che un anno di commissariamento sarebbe gravissimo». 
&lt;p&gt;«Siamo senza bilancio. L'anno scorso ho gestito questa città insieme alla Giunta governando in dodicesimi, insultato perchè non potevamo comprare neanche un sacchetto di catrame», ha detto Cialente, parlando poi di una «situazione allucinante riguardo alla ricostruzione pesante. Non c'è stata una norma che mettesse i cittadini in grado di sapere se potevano incaricare progettisti o se dovevano fare una gara». 
&lt;p&gt;

«Ho fatto da cuscinetto con tutti, altrimenti le tensioni sarebbero state ben altre - ha proseguito il sindaco -. La mia preoccupazione va ai lavoratori, che stiamo cercando di salvare disperatamente, e ai cittadini che sono in uno stato di confusione enorme, perchè utilizzati in polemiche strumentali per i grandi affari che si dovevano fare su questa città».
&lt;p&gt; Cialente ha 20 giorni per ritirare le dimissioni, in caso contrario efficaci il 28 marzo. L'eventualità che si possa unire L'Aquila ai Comuni che andranno al voto il 15 maggio non sarebbe praticabile, mancando i tempi di legge per la campagna elettorale. A meno di provvedimenti ad hoc, che dovrebbero comunque derogare a una legge. Se Cialente conferma le dimissioni: si scioglie il Consiglio, decade la Giunta e il prefetto nomina un commissario, fino alle prossime elezioni. &lt;br /&gt;
Il 22 settembre 2010 Cialente si dimise da vice commissario alla ricostruzione, dopo la nomina di un secondo vice, Antonio Cicchetti, con il quale avrebbe dovuto operare. Un provvedimento nel quale vide «un preoccupante accentuarsi dello stato di confusione e difficoltà nella governance di gestione dell'emergenza e del processo di ricostruzione».
&lt;p&gt;

Poi il colpo di scena. A poche ore dall'annuncio delle dimissioni, il sindaco dell'Aquila sembra avere ritrovato la maggioranza che ora assicura di volere «rafforzare la collaborazione con il primo cittadino, disponibili ad assumerci fino in fondo il carico di responsabilità, tanto più in una situazione come quella che vive il Comune dell'Aquila dopo il sisma del 6 aprile 2009».
&lt;p&gt; A tarda sera, alle parole di Cialente - «Prendo atto che non ci sono più nè una maggioranza nè un Consiglio comunale che abbia voglie di andare avanti» - Pd, Psi, Idv ,Api, Pdci, Impegno per L'Aquila, Udeur , Ppe e due consiglieri del gruppo misto, al termine di una riunione hanno diffuso una nota in cui assicurano il sostegno al primo cittadino. Nella stessa nota, si critica il Governo centrale: &lt;br /&gt;
«I mancati trasferimenti dal Governo e dal Ministero delle Finanze per circa 50 milioni e il conseguente buco nel bilancio di 32 milioni costituiscono una voragine che rischia di ingoiare il futuro della città e di far precipitare la sua ricostruzione in un empasse di dimensioni drammatiche e fatali. Rispetto a questa situazione, che impedirà, di fatto, l'approvazione del bilancio entro il termine del 31 marzo, il sindaco e la sua maggioranza non possono e non vogliono diventare il capro espiatorio su cui andranno a pesare le colpevoli responsabilità di chi ha il potere e il dovere di tener fede agli impegni presi in sede di programmazione del bilancio, quando si garantì il trasferimento delle somme».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmessaggero.it/stampa_articolo.php?id=141089&quot;&gt;Il Messaggero.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Ricostruzione Abruzzo: dal Pd 20 milioni di euro</title>
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  <updated>2011-01-27T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557354</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Dal recupero dell’area Flextronics per l’insediamento di attività produttive, al miglioramento del parco del Sole e della Murata Gigotti. Dalla ristrutturazione e riqualificazione di piazza D’Armi alla ristrutturazione delle scuole del Comune dell’Aquila.

&lt;p&gt;
Sono questi gli interventi per un totale di 20 milioni di euro che il Partito Democratico ha deciso di finanziare tramite la “legge mancia” e che questa mattina sono stati illustrati dal capogruppo del partito Democratico alla Camera, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, tornato in città dopo la visita in zona rossa fatta insieme agli altri 100 deputati avvenuta a fine luglio dello scorso anno.

&lt;p&gt;
Prima di elencare gli interventi, &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; ha posto la sua firma alla legge di iniziativa popolare sulla ricostruzione dell'Aquila elaborata dal comitato cittadino di piazza Duomo.
&lt;p&gt;

“Abbiamo deciso - ha spiegato &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - di utilizzare una parte importante delle risorse, in particolare 16 milioni messi dal gruppo Pd della Camera e 4 milioni da quello del Senato, qui all’Aquila. Il nostro è un atto concreto, si tratta di risorse immediatamente disponibili”.&lt;br /&gt;


&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=go2pnczTZH0&quot;&gt;Video intervista a Franceschini&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.abruzzoweb.it/contenuti/ricostruzione-franceschini-allaquila-dal-pd-20-milioni-di-euro-per-la-citta/17504-4/&quot;&gt;abruzzoweb.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: La (non) ricostruzione de l'Aquila dopo il terremoto </title>
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  <updated>2010-11-24T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
Dopo un anno e mezzo non c’è nessuna discussione pubblica sulla ricostruzione di una delle città d’arte più importanti del mondo. &lt;b&gt;Non c’è uno straccio di progetto di ricostruzione&lt;/b&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=31y9GCBYWtU&amp;feature=player_embedded&quot;&gt;Il Capoluogo d'Abruzzo.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIAPIA GARAVAGLIA: La ricostruzione in Abruzzo non dimentichi la scuola.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/07/mariapia-garavaglia/la-ricostruzione-in-abruzzo-non-dimentichi-la-scuola/391184"></link>
  <updated>2009-05-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391184</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La buona notizia è che il governo ha espresso l’opinione che alcuni emendamenti possono essere accolti e migliorare il testo. La cattiva è che se questo miglioramento non avviene il cosiddetto decreto Abruzzo, in discussione al senato, rischia di peggiorare la situazione di quella regione messa in ginocchio dal sisma. Se poi del provvedimento si va a guardare la parte relativa a scuola ed università il pessimismo aumenta. Nonostante le rassicurazioni del ministro Gelmini, non è previsto alcun piano per garantire il funzionamento effettivo di istituti ed atenei a partire dal nuovo anno scolastico.&lt;br /&gt;

In compenso, sono sempre validi, poiché nessuno ha detto che saranno sospesi, i tagli previsti dal famigerato decreto 112, con il quale Tremonti la scorsa estate ha profondamente sforbiciato quell’inutile spreco di denaro rappresentato dall’istruzione pubblica. E in quel provvedimento le cifre relative all’Abruzzo parlano chiaro: 1348 plessi scolastici in meno, di cui solo 362 all’Aquila. Per la cronaca, le istituzioni scolastiche che dovrebbero essere chiuse sono 78, un numero molto simile a quelle distrutte, lesionate o comunque rese inagibili dal terremoto.
Non voglio pensare che si colga l’occasione del sisma per attuare la Finanziaria e voglio sperare che, prima dell’approvazione del decreto, queste evidenti aberrazioni siano evitate.&lt;br /&gt;

Tuttavia, anche questo non basterebbe a rendere il testo accettabile.&lt;br /&gt;

L’impressione, leggendolo, è che la priorità sia data esclusivamente alla ricostruzione delle case. Nessuno nega che, dopo un terremoto, assicurare un tetto alle famiglie sia la priorità.
&lt;p&gt;

Ma sempre e solo in una logica di emergenza. In una logica di avvio della normalità, la scuola deve risorgere insieme alle abitazioni. Non c’è ripresa senza la sicurezza che, a partire dal primo settembre, le comunità possano avvalersi degli edifici scolastici necessari al proprio territorio. Per prima cosa dunque serve un piano scuola che affidi alla Regione, alle province e ai comuni interessati per le rispettive responsabilità la ricostruzione e il dimensionamento delle scuole.&lt;br /&gt;

Poi non c’è scuola senza che sia garantito l’insegnamento.&lt;br /&gt;

Perciò, occorre che siano mantenuti in servizio tutti gli insegnanti, coprendo con la stabilizzazione dei precari anche tutti i posti che si liberano con i pensionamenti.
&lt;p&gt;


Infine, bisogna che il Cipe fornisca dati finanziari certi sulla quota aggiuntiva per modificare il piano annuale 2009 di edilizia scolastica da destinare all’Abruzzo. Quanto all’università, il decreto non rivela nessun piano d’azione. &lt;br /&gt;
Bisogna pensare a soluzioni innovative. L’Aquila era famosa come sede accademica e la dispersione di questo patrimonio sarebbe un macigno posto di traverso alla ricostruzione. Come Pd dobbiamo farci interpreti di proposte concrete quali la costruzione ex novo di un campus universitario modernissimo appena fuori dal capoluogo.&lt;br /&gt;

La città manterrebbe la propria inclinazione e il progetto potrebbe fungere da volano per la ripresa.&lt;br /&gt;

Sono infatti da ricostruire solo le fondamenta fisiche dell’ateneo poiché quelle culturali sono intatte.&lt;br /&gt;

Sarebbe assurdo farle deperire proprio nel dopo emergenza.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=LS7B3&quot;&gt;Europa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo CIALENTE: Nonostante le difficoltà provocate dal terremoto &quot;noi qui siamo pronti&quot; ad ospitare il G8 di luglio di questa proposta ne avevo parlato nei giorni scorsi con Bertolaso</title>
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  <updated>2009-04-25T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391075</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune L'Aquila (AQ)- Consigliere  Consiglio Comunale L'Aquila (AQ)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Cialente vede la presenza dei leader mondiali come un'opportunità dopo il terremoto. &lt;br /&gt;
«La città e l'Abruzzo sono pronti a ricevere i capi di Stato. Ci piacerebbe essere vestiti a festa e invece ci troveranno con la tuta da lavoro – ha aggiunto il primo cittadino – credo che per noi sarebbe molto importante perché faremmo capire ai capi di Stato europei che si devono fare scelte legate alla specificità di un'emergenza che non ha pari: è una città capoluogo di regione che è stato colpita dal terremoto. Sarebbe anche l'occasione di far vedere ai capi di Stato tutto il nostro patrimonio artistico e architettonico nella speranza di poterlo ricostruire subito con il meccanismo che insieme al Presidente Berlusconi abbiamo cercato di individuare».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2009/04/25/1017248-aquila_schiera_silvio.shtml&quot;&gt;Il Tempo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: G-8 all'Aquila. Sì del Consiglio dei ministri.</title>
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  <updated>2009-04-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Vogliamo dare un messaggio di speranza all'Abruzzo, un segnale importante. Certo ora dovrò parlare con gli altri 7 leader ma qui a L'Aquila c'è la possibilità di organizzare un grande evento». Così Silvio Berlusconi in Cdm ha motivato la decisione di tenere il summit mondiale del G-8 invece che alla Maddalena a L'Aquila. Il premier ha posto sul tavolo la questione come segno di vicinanza alle popolazioni colpite dal sisma. In particolare, il presidente del Consiglio ha fatto studiare ipotesi e possibilitá, compatibilmente con le esigenze logistico-organizzative, per coinvolgere il capoluogo abruzzese nell'evento mondiale che l'Italia è chiamata a ospitare. E il Consiglio dei ministri ha approvato la decisione di spostare il G8 all'Aquila, fermo restando che per dare seguito alla decisione bisognerà sentire gli altri paesi partecipanti. «Il complesso della Maddalena è bellissimo e lì potrebbe svolgersi - ha spiegato Berlusconi - il summit sull'ambiente voluto dal presidente americano Barack Obama previsto per l'autunno».

&lt;p&gt;
Matteoli: «Il Governo ha preso una decisione politica». Il ministro per le Infrastrutture Altero Matteoli ha detto che il Governo ha preso «la decisione politica» di tenere il prossimo vertice G8 a L'Aquila. «I tecnici dicono che lo spostamento è fattibile - prosegue Matteoli - il governo italiano dovrà però ora sentire gli altri Capi di Stato e di governo». Il ministro nella mattinata aveva dichiarato che non gli sembrava plausibile lo spostamento. «Con quello che è stato speso, anche per volontà del precedente Governo - aveva dichiarato - mi pare difficile che oggi possa essere spostato. Francamente credo che sia difficile, a meno che qualcuno ci dimostri il contrario». Poi la decisione del Consiglio dei ministri.
&lt;p&gt;

Di Pietro, aggiungerebbe confusione. «Magari si potesse fare il G8 all'Aquila - ha commentato il leader dell'Idv ai microfoni di Repubblica.tv - ci mancherebbe. Ma in questo momento, con tutti i problemi che ci sono, aggiungerebbe confusione a confusione».

&lt;p&gt;
Via libera al decreto Abruzzo da 8 miliardi. Intanto il Consiglio dei ministri ha varato il decreto Abruzzo che stanzia 8 miliardi di aiuti per la ricostruzione delle zone terremotate: 1,5 per l'emergenza e 7 per la ricostruzione. Si tratta, spiegano fonti di governo, di risorse già disponibili e ora riallocate per l'emergenza terremoto. Il decreto non prevede aumenti delle tasse. Sarebbe prevista la costruzione di 5mila alloggi antisismici entro l'autunno su 14 aree già localizzate. Il premier ha aperto il Consiglio dei ministri ringraziando e facendo i complimenti al capo della Protezione civile Guido Bertolaso e al presidente della Regione Abruzzo Gianni Chiodi, che partecipa alla riunione.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Italia/2009/04/sisma-g-8-aquila-berlusconi_PRN.shtml&quot;&gt;Il Sole 24 Ore.com -  Nicoletta Cottone&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo CIALENTE: «Lavoriamo fra le macerie perché sappiamo reagire»</title>
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  <updated>2009-04-09T00:00:00Z</updated>
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  <id>390947</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune L'Aquila (AQ)- Consigliere  Consiglio Comunale L'Aquila (AQ)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
All`Aquila il sindaco riceve in macchina, il pm fa udienze in garage&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Il Primo Sfollato dell`Aquila non ha rinunciato all`autoblù. Solo che l`ha trasformata in casa e ufficio.&lt;br /&gt;


Il sindaco Massimo Cialente, infatti, da tre giorni vive e lavora in macchina. Da lì chiama con il suo cellulare gli assessori e i dipendenti comunali per dare ordini. Con l`accendisigari ricarica le batterie. E ci dorme pure. E` diventata un po' la leggenda della città. «E` vero, lo ammetto.

In auto ho due maglioni, il rasoio elettrico di mio figlio, una coperta e un sacco a pelo, un po' leggerino a dire il vero, che mi ha dato la Protezione civile.


E vado avanti».&lt;br /&gt;
 Il sorriso tirato, sbarbato, Cialente attende Berlusconi per l'incontro di mezzogiorno sulla porta della caserma della Finanza.

I «suoi» uffici comunali sono disastrati.

Di mettere mano a documenti, computer, pratiche, non se ne parla.

Simbolo della distruzione, beffa del caso, il dipartimento dei Lavori pubblici.&lt;br /&gt;


«Ma ripartiremo. Abbiamo appena tenuto un consiglio comunale in un asilo».&lt;br /&gt;


Breve viaggio per l`Aquila, città morta. La vita riprende. I bisogni prepotentemente si fanno sotto. Ma sono le istituzioni, le più ferite. La Prefettura è crollata con tutto il suo archivio di pratiche. Per fortuna, dicono, il server di riserva era altrove. E siccome il prefetto andava in pensione il 1 aprile, aveva già lasciato l`alloggio di servizio, altrimenti si sarebbe pianto un morto in più. Al suo posto il governo ha nominato in corsa un enfant prodige del Viminale, temporaneamente rimasto senza incarichi, l`ex direttore del Sisde Franco Gabrielli. C`è anche lui ad attendere il premier sul portone della caserma. Per forza, la sua sede non esiste più. Allarga le braccia: «Lavoriamo in tenda».

&lt;p&gt;
Scuole disastrate: si pensa di organizzare al più presto un container per gli esami di maturità. Regione chiusa:

in camper quanto prima si riapriranno gli uffici ché bussano alle porte le scadenze dei bandi europei e l`Abruzzo non può permettersi di lisciare l`appuntamento.&lt;br /&gt;


Anche se per gli imprenditori locali sarà una gran scommessa presentare i progetti e i business plan. Comune inagibile: impossibile rilasciare un certificato, ci saranno problemi a sposarsi e persino a nascere.

&lt;p&gt;
E` una via crucis, questo viaggio tra le ferite dell`Aquila. Distrutte la Provincia, la prefettura, inagibile il palazzo di giustizia, e così mille uffici pubblici: l`Inps, l`Inail, l`Agenzia delle Entrate. Già, le Entrate. E` tempo di dichiarazioni dei redditi. Il governo, per decreto, ha posticipato tutte le scadenze fiscali. «Ma il mio lavoro, con i documenti dei miei clienti era allo studio. Non so se esiste più oppure no. La verità è che non so nulla del mio futuro, del mio lavoro, come sarà, che cosa farò». Chi parla è una commercialista, si chiama Luigia Chiacchio. E` scappata da amici a Pescara.&lt;br /&gt;
 «Per fortuna siamo vivi e in questo momento è l`unica cosa che conta. Ma quanto al resto...».&lt;br /&gt;
 L`Aquila era una città che viveva di uffici. Specie di avvocati. Ed era un must abitare e lavorare nel centro storico.&lt;br /&gt;
 Così si spiega perché quella dei legali sia una delle categorie più a lutto. Sono diversi quelli morti nei crolli. «Il mio studio - racconta l`avvocato Maurizio Capri - non esiste più. C`è la facciata del palazzo. Ma dietro, temo, il nulla. Così ho perso fascicoli processuali, computer, documenti. Persino l'agenda che avevo in macchina è un doppione non aggiornato. Un collega mi diceva di non sapere più nemmeno a quali udienze presentarsi e dove. E` una catastrofe».&lt;br /&gt;
 L`ordine degli avvocati ha incontrato ieri il ministro Angelino Alfano.&lt;br /&gt;


Ha fatto presente i problemi. Pare sicuro un altro decreto che farà slittare tutti i termini della giustizia, le cause, le udienze, i termini a difesa.

Racconta ancora Capri:

«Ci siamo però incontrati con il presidente del tribunale e il procuratore. A costo di lavorare in un garage, garantiremo le udienze per le direttissime».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Il tribunale è un altro simbolo dell`inagibilità.

Il procuratore generale s`è presentato di persona, ieri mattina, perché voleva controllare il suo ufficio, ma i vigili del fuoco non l`hanno fatto passare. Troppo pericoloso. Con Bertolaso ha concordato che quanto prima si andranno a recuperare i fascicoli e si metteranno al sicuro. «Ma è un lavoro delicatissimo - spiega la dirigente del palazzo di giustizia, Angela Giliberti, sfollata anche lei in un albergo sulla costa - che non si può fare confusamente perché altrimenti non si potrebbero più celebrare i processi». La città è in ginocchio. Eppure ha voglia di reagire.

&lt;p&gt;
Un polo culturale e economico era l`università: 27mila studenti, di cui la metà fuorisede. La facoltà umanistica, che aveva sede in un palazzo storico, s`è accartocciata.&lt;br /&gt;


Pochi i danni invece alle facoltà scientifiche e a ingegneria. «Siamo feriti, ma in piedi; - dice il rettore dell'università, Ferdinando Di Orio - ho già fatto ripartire il sito internet e ricomiceremo quanto prima. Non voglio far rallentare più di tanto lezioni e esami».&lt;br /&gt;


«Il terremoto ha colpito un  capoluogo di Regione», spiega il Governatore, Chiodi. Ecco perché la Protezione civile deve assistere non solo i cittadini, ma anche le istituzioni locali. I problemi però non hanno mai fine. Sono due le farmacie aperte su dodici. Scontato che le banche sono chiuse, e i bancomat esauriti. E le ricariche dei cellulari? Pare che stamani riaprirà il primo supermercato.


Qualche bar ha tirato su la saracinesca.&lt;br /&gt;


Un problema che sembra banale, ma non dal punto di vista delle procedure, è la tessera sanitaria. Nessuno l`ha in tasca. Ma in farmacia, è indispensabile. Per fortuna, però, alle medicine ci pensa la Protezione civile. Il dottor Vito Albano, con casa e studio medico distrutti, ha portato al sicuro la famiglia e s`è messo a disposizione in un pronto soccorso nella prima tendopoli.
&lt;br /&gt;

«Facciamo ricette e visite di primo intervento, così si evita di affaticare gli ospedalii». Ma ha un cruccio: «Quando siamo scappati, il gatto è rimasto chiuso in casa. Ora è tutto pericolante e non si può tornare indietro. Lo sto condannando a morire di fame e di sete. E non me lo perdono».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/LC9/LC98I.pdf&quot;&gt;La Stampa - Francesco Grignetti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio VERINI: Rissa aperta sulla legge per L'Aquila. Verini anticipa D'Alfonso, che però si precipita.</title>
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  <updated>2008-02-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Abruzzo (Lista di elezione: DL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;La crescita dell’Aquila ha bisogno del contributo di tutti. Uniamo le migliori energie della città attorno ad un progetto di sviluppo realistico e rilevante&quot;. (...) “Sono molto soddisfatto ed orgoglioso per il lavoro svolto dai Liberaldemocratici su un argomento al quale dedico da sempre la mia attenzione: la crescita sociale ed economica dell’Aquila e delle aree interne. Il progetto di legge è stato redatto da un gruppo di lavoro all’uopo costituito, che ha coinvolto esperti ed esponenti politici nella redazione di un progetto realistico e rilevante, finalizzato ad aiutare il superamento delle attuali condizioni di difficoltà in cui versa L’Aquila, capoluogo di diritto ma non di fatto”.
“La nostra proposta sarà presto discussa in Commissione. Si tratta di un progetto aperto a miglioramenti e doverose integrazioni, che sarà tanto più forte e credibile quanto più sarà largo e convinto il sostegno dei partiti e della società civile. Mi attendo quindi la collaborazione ed il sostegno delle forze politiche che, in questi mesi, hanno manifestato la necessità e l’urgenza di prevedere una legislazione speciale per L’Aquila. Mi rivolgo alle forze di maggioranza, come il Partito Democratico, il cui segretario regionale Luciano D’Alfonso ha lanciato più volte una proposta in linea con la nostra e pure penso a quelle forze di opposizione, come Alleanza Nazionale, che hanno condiviso la necessità di un intervento legislativo ad hoc”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilcapoluogo.it/news.php?extend.13592&quot;&gt;ilCapoluogo.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luciano D'alfonso: &quot;E ora, la legge per L'Aquila capoluogo&quot;</title>
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  <updated>2008-01-24T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Pescara (PE) (Partito: DL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;L'Aquila capoluogo, è ora di passare dalla proposta alla legge regionale&quot; (...) &quot;Una delle prerogative nuove della politica nata dalle primarie del 14 ottobre scorso è l'azione, lo abbiamo detto tante volte. Azione che si basa sul contributo in termini di idee e capacità che ognuno può dare allo sviluppo del territorio. La proposta di legge per L'Aquila capoluogo, primo impegno del Partito democratico abruzzese, è nata da questo e oggi si propone di contribuire concretamente a un processo che va innescato per connettere lo sviluppo aquilano a quello di altri territori, partendo da prerogative sia storiche che geografiche che sono il fulcro della proposta avanzata lo scorso autunno. Una proposta che ha anche superato l'appartenenza campanilistica per contenuti che possono mettere d'accordo volontà concrete e che ora chiede di diventare realtà, attraverso attraverso l'iniziativa legislativa regionale, capace di completarla ed attivarla. Perché l'Abruzzo ha in L'Aquila il suo capoluogo per ragioni storiche confermate dallo Statuto Regionale, anche nel suo recente rifacimento.
&quot;Il rilancio dello snodo dell'area aquilana ci consentirà di dare più forza a tutto il sistema relazionale delle città della costa, che saranno collegate meglio con Roma e potranno essere più attrattive per i territori della nuova Europa&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilcapoluogo.it/news.php?item.13219&quot;&gt;ilCapoluogo&lt;/a&gt;</summary>
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