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  <title>Openpolis - Argomento: salute</title>
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  <updated>2012-03-13T00:00:00Z</updated>
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  <title>Dario ROMANO: Stoccaggio di CO2 nel sottosuolo di Senigallia, la Regione Marche si sveglia</title>
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  <updated>2012-03-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626704</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Senigallia (AN) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
In riferimento all’interrogazione sui depositi di stoccaggio di CO2 presentata dal consigliere Cardogna alla Giunta regionale, sono soddisfatto che finalmente anche la Regione Marche abbia recepito le preoccupazioni del Comune di Senigallia, già da tempo sollevate nell’assise comunale.
&lt;p&gt;

In data 26 febbraio, infatti, ho presentato un’interrogazione scritta urgente al Sindaco Maurizio Mangialardi, dopo aver letto il bollettino del Ministero dello Sviluppo Economico. Ho espresso le mie preoccupazioni in merito alla richiesta di una licenza di esplorazione del sottosuolo al largo delle coste senigalliesi da parte della società Independent Energy Solutions.
&lt;p&gt;

Mi rammarica, purtroppo, apprendere che il consigliere Cardogna, così attento alle questioni ambientali, non si sia opportunamente informato sugli atti formali predisposti dal nostro Comune e abbia fatto propria una situazione che era già stata resa pubblica quasi due settimane fa. Difatti, in seguito all’interrogazione presentata dal sottoscritto durante l’ultimo consiglio comunale, il Sindaco Maurizio Mangialardi ha inviato una lettera all’assessore regionale Donati lo stesso giorno per chiedere approfondimenti sulla questione.
&lt;p&gt;

Il 1 marzo, inoltre, il consigliere regionale Dino Latini (unico tra tutti i consiglieri) mi ha comunicato tramite missiva la propria solidarietà e la piena disponibilità a collaborare su questo argomento. L’atteggiamento del consigliere Latini è stato leale ed encomiabile dal punto di vista umano e politico, e pertanto lo ringrazio per la proposta che certamente non lascerò cadere nel vuoto.
Concludo dicendo che saremo felicissimi di collaborare con chiunque abbia più a cuore la salute e la sicurezza dei cittadini senigalliesi e marchigiani piuttosto che un pugno di voti in più alle prossime elezioni.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.senigallianotizie.it/1327313389/stoccaggio-di-co2-nel-sottosuolo-di-senigallia-la-regione-marche-si-sveglia&quot;&gt;Senigallianotizie.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario ROMANO: Depositi di stoccaggio di CO2 in mare. Soddisfatto dell'interrogazione di Cardogna</title>
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  <updated>2012-03-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626705</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Senigallia (AN) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
In riferimento all’interrogazione sui depositi di stoccaggio di CO2 presentata dal consigliere Cardogna alla Giunta regionale, sono soddisfatto che finalmente anche la Regione Marche abbia recepito le preoccupazioni del Comune di Senigallia, già da tempo sollevate nell’assise comunale.
&lt;p&gt;

In data 26 febbraio, infatti, ho presentato un’interrogazione scritta urgente al Sindaco Maurizio Mangialardi, dopo aver letto il bollettino del Ministero dello Sviluppo Economico. Ho espresso le mie preoccupazioni in merito alla richiesta di una licenza di esplorazione del sottosuolo al largo delle coste senigalliesi da parte della società Independent Energy Solutions.
&lt;p&gt;

Mi rammarica, purtroppo, apprendere che il consigliere Cardogna, così attento alle questioni ambientali, non si sia opportunamente informato sugli atti formali predisposti dal nostro Comune e abbia fatto propria una situazione che era già stata resa pubblica quasi due settimane fa. &lt;br /&gt;
Difatti, in seguito all’interrogazione presentata dal sottoscritto durante l’ultimo consiglio comunale, il Sindaco Maurizio Mangialardi ha inviato una lettera all’assessore regionale Donati lo stesso giorno per chiedere approfondimenti sulla questione. 
&lt;p&gt;Il 1 marzo, inoltre, il consigliere regionale Dino Latini (unico tra tutti i consiglieri) mi ha comunicato tramite missiva la propria solidarietà e la piena disponibilità a collaborare su questo argomento. L’atteggiamento del consigliere Latini è stato leale ed encomiabile dal punto di vista umano e politico, e pertanto lo ringrazio per la proposta che certamente non lascerò cadere nel vuoto.

&lt;p&gt;
Concludo dicendo che saremo felicissimi di collaborare con chiunque abbia più a cuore la salute e la sicurezza dei cittadini senigalliesi e marchigiani piuttosto che un pugno di voti in più alle prossime elezioni.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&amp;articolo_id=341132&quot;&gt;Vivere Senigallia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dorino Piras: Abolizione degli ospedali psichiatrici giudiziari</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/27/dorino-piras/abolizione-degli-ospedali-psichiatrici-giudiziari/624401"></link>
  <updated>2012-02-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>624401</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Una norma di civiltà vera. Entro marzo 2012 verranno chiusi gli ospedali psichiatrici giudiziari, chiudendo davvero una pagina vergognosa per il nostro Paese che era stata messa nuovamente a nudo dalla Commissione senatoriale d’inchiesta costituita ad hoc  e presieduta da Ignazio Marino. 
&lt;p&gt;Il governo Monti ha quindi anticipato di un anno la chiusura prevista nel 2013, dotando la realizzazione delle nuove strutture previste per accogliere questi malati di 180 milioni di euro (120 mln per il 2012 e 60 per il 2013). Per il funzionamento, invece, vengono reperiti 38 mln di euro che saranno incrementati fino a 55 mln per il 2013 da aggiungere ai 23 mln già in carico al SSN per la copertura delle funzioni attuali. 
&lt;p&gt;Le persone assegnate a questi servizi non torneranno quindi in libertà come paventato da alcune parti politiche, ma verranno prese in carico dai Dipartimenti di salute mentale. 
&lt;p&gt;La gestione effettiva di tutto il pacchetto normativo viene quindi affidato alla Regioni detentrici delle prerogative di gestione dei servizi nazionali. Sarà davvero necessario vigilare sulla capacità delle Regioni di operare in maniera efficiente ed efficace sulla messa in opera di tutte le iniziative necessarie per avviare e gestire al meglio questa opportunità di far crescere il livello di civiltà delle nostre comunità politiche.
&lt;p&gt; Il nostro impegno rimarrà quello di incalzare e di valutare l’impegno delle forze e personalità politiche regionali nel dar corso a quanto stabilito e finanziato dalle leggi dello Stato, anche se l’argomento non è certamente di quelli che permettono di ampliare il consenso elettorale, ma il profilo di eticità di ognuno dei decisori. Vedremo se sapranno “tornare sulla nave, dannazione!”&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dorinopiras.it/2.0/2012/01/abolizione-degli-ospedali-psichiatrici-giudiziari/&quot;&gt;www.dorinopiras.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco MORGANDO: PROCESSO ETERNIT. MORGANDO (PD): “DOPO L’INCONTRO CON IL GOVERNO, IL CENTRODESTRA DEL COMUNE DI CASALE CORREGGA IL GRAVE ERRORE DELL’ACCETTAZIONE DELL’OFFERTA DI RISARCIMENTO” </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/13/gianfranco-morgando/processo-eternit-morgando-pd-%E2%80%9Cdopo-l%E2%80%99incontro-con-il-governo-il-centrodestra-del-comune-di-casale-corregga-il-grave-errore-dell%E2%80%99accettazione-dell%E2%80%99offerta-di-risarc/623015"></link>
  <updated>2012-01-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623015</id>
  <summary type="html">Auspico vivamente che l’incontro previsto a Roma per il 15 gennaio con i Ministri della Salute, dell’Ambiente e dello Sviluppo economico convinca definitivamente la maggioranza di centrodestra del Comune di Casale Monferrato a porre rimedio al grave errore di aver accettato l’offerta di risarcimento di 18,3 milioni di euro avanzata dall’imputato Stephan Schmidheiny, con la conseguente revoca alla costituzione di parte civile.
Un grave errore di metodo e di merito. Di metodo, perché la decisione è stata deliberata dal Consiglio comunale prescindendo da un confronto con l’associazione delle vittime dell’amianto e contro la loro volontà.
Di merito, perché, la rinuncia a costituirsi parte civile prima ancora che sia stata pronunciate la sentenza di primo grado assume un valore simbolico offensivo per i 1.800 morti a causa dell’amianto, per le loro famiglie e per un’intera comunità che è stata vittima di una vicenda drammatica e che deve restare ‘moralmente unita’ come ha giustamente auspicato il Ministro Balduzzi.
Pertanto, bisogna evitare di compiere scelte contrarie alla volontà dei familiari delle vittime e che possono venire interpretate come un tentativo di ‘barattare’ l’esigenza di giustizia con un vantaggio di tipo economico.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pdpiemonte.it/2012/01/processo-eternit-morgando-pd-%e2%80%9cdopo-l%e2%80%99incontro-con-il-governo-il-centrodestra-del-comune-di-casale-corregga-il-grave-errore-dell%e2%80%99accettazione-dell%e2%80%99offerta-di-risar/&quot;&gt;www.pdpiemonte.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Da Pd proposta abolizione ticket, rimane totale contrarieta' a manovra iniqua</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/15/dario-franceschini/da-pd-proposta-abolizione-ticket-rimane-totale-contrarieta-a-manovra-iniqua/590099"></link>
  <updated>2011-07-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590099</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Tutto il gruppo ha condiviso la linea, che è un'assuzione di responsabilitá sui tempi come dovuto al paese e all'Italia e come è doveroso accogliendo l'appello del Capo dello Stato. Contemporaneamente c'è la piú totale contrarietá ad una manovra iniqua, che non risolve i problemi e colpisce i ceti medio-bassi&quot;. Così il capogruppo Pd alla Camera &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; spiega l'esito del gruppo del Pd alla vigilia del voto in Aula sulla manovra, annunciando che oggi il Pd depositerá &quot;una proposta di legge per sopprimere i ticket e chiederemo che sia calendarizzata il piú presto possibile&quot;.
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://youtu.be/JNL597xSkFM&quot;&gt;&lt;b&gt;Video della dichiarazione di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://youtu.be/JNL597xSkFM&quot;&gt;AreaDem&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: «Ospedali giudiziari, risorse stanziate, ma dieci regioni non li vogliono»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/10/ignazio-roberto-maria-marino/%C2%ABospedali-giudiziari-risorse-stanziate-ma-dieci-regioni-non-li-vogliono%C2%BB-intervista/583719"></link>
  <updated>2011-06-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>583719</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Gli ospedali psichiatrici giudiziari sono strutture di cura o di pena? Come può e deve essere rispettato il diritto alla salute e alla dignità delle persone? A queste domande ieri ha tentato di dare risposta il convegno &quot;Se questo è un ospedale&quot;, organizzato a Roma dalla Commissione parlamentare d'inchiesta sull'efficacia e l'efficienza del Servizio sanitario nazionale, presieduta dal senatore del Pd Ignazio Marino. Lo scorso marzo il chirurgo genovese ha condotto una straordinaria inchiesta sulle condizioni di queste strutture più simili a dei campi di concentramento che a dei luoghi dove le persone dovrebbero essere curate.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Senatore Marino, dopo quelle denunce che cosa è successo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ci sono delle cose positive ed altre negative. Partiamo da questo ultimo aspetto. Dei fondi che erano stati inseriti nella finanziaria del 2008 di fatto non sono stati utilizzati fino ad oggi. E parliamo di risorse stanziate dal ministero della Salute per consentire che persone che non sono socialmente pericolose, e che di fatto vengono - contro la legge - internate in luoghi come gli ospedali psichiatrici giudiziari, potessero essere seguite da psichiatri e psicologi nei territori di provenienza. Tutto questo non è avvenuto e quei pazienti sono rimasti chiusi in quei luoghi. Devo però dire che quando, utilizzando i poteri della Commissione d'inchiesta grazie ai quali abbiamo effettuato dei sopralluoghi a sorpresa, siamo riusciti a produrre un documentario che abbiamo fatto visionare ai ministri della Salute e della Giustizia, dove erano evidenti le condizioni di straordinario disagio dei pazienti, immediatamente c'è stata una risposta e il ministro Fazio ha disposto l'erogazione dei fondi necessari.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Una disponibilità economica della quale non tutti però hanno approfittato, vero dottor Marino?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
E infatti a quella reazione positiva dobbiamo far seguire inevitabilmente un commento negativo. Da un lato il ministro ha erogato con un atto pubblicato in Gazzetta ufficiale 5 milioni di euro. Dieci regioni - Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Provincia autonoma di Trento, Puglia, Sardegna, Toscana, Umbria e Veneto - hanno fatto richiesta di questo finanziamento, e questo è un dato positivo. Dall'altro però altre dieci - Abruzzo, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Molise, Provincia autonoma di Bolzano, Sicilia e Valle d'Aosta - sono rimaste ferme. Tra queste c'è appunto la Sicilia e il suo governatore Lombardo, che quando abbiamo chiamato in audizione ci ha detto, ed è riportato nei verbali della Commissione, che non aveva le possibilità di assistere i pazienti al di fuori degli ospedali giudiziari di Barcellona Pozzo di Gotto perché non aveva le risorse economiche. Ora il governo le ha messe a disposizione e la Sicilia però è una di quelle regioni che non ne ha fatto richiesta.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Solo un'indifferenza allarmante può portare un'istituzione ad ignorare un finanziamento finalizzato a migliorare le condizioni di vita dei propri pazienti psichiatrici. Che cosa ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Che si tratta di un vero e proprio paradosso. Delle risorse economiche sono disponibili e dieci regioni non hanno neanche firmato una lettera con cui richiedono di accedere a quei finanziamenti! Devo inoltre aggiungere che noi abbiamo certamente reso note delle situazioni che però non potevano non essere a conoscenza di chi aveva ed ha delle responsabilità di governo di quei territori.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ora quale sarà il prossimo passo per sanare questo problema drammatico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Chiederemo con la forza e i poteri speciali della Commissione d'inchiesta che queste dieci regioni inizino quel percorso virtuoso che le altre hanno iniziato. Non è accettabile che ci siano differenze tra internati e internati, che già vivono in condizioni difficilissime, perché c'è una mancata azione da parte di alcune amministrazioni regionali che anche di fronte alla disponibilità economica non agiscono. Poi abbiamo intenzione, e con questo convegno di oggi (ieri per chi legge ndr) lo stiamo ribadendo, di costruire una specie di rete tra tutti gli attori: magistratura di sorveglianza, dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, ministero della salute, regioni, assessorati alla salute, in modo tale che quelle persone che non sono socialmente pericolose siano seguite sul territorio in strutture accreditate in comunità. Quelle che invece rappresentano un pericolo sociale e che per questo motivo devono essere internate, lo siano in luoghi che rispettino la dignità della persona e che offrano loro
un'assistenza adeguata e la riabilitazione.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1124ZG&quot;&gt;Liberazione - Vittorio Bonanni&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SALVATORE MANGIAFICO: Nucleare: &quot;Per la salute e l'ambiente scelgo di votare sì&quot; </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/01/salvatore-mangiafico/nucleare-per-la-salute-e-lambiente-scelgo-di-votare-s%C3%AC/609805"></link>
  <updated>2011-06-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609805</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Siracusa (SR) (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Voterò per la nostra salute e quella dell'ambiente, poichè come dimostra la tragedia giapponese non esiste tecnologia che possa escludere il rischio di gravi incidenti con fuoriuscita di radioattività&quot;. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;L'ex Assessore all'Ambiente, e attuale Assessore allo Sport Salvatore Mangiafico si schiera contro il nucleare. Lo fa come &quot;persona prima che come politico&quot; tiene a precisare, in vista dei quesiti referendari del 12 e 13 giugno. I quattro referendum abrogativi per i quali è necessaria che la percentuale dei votanti raggiunga il 50 per cento più uno degli aventi diritto al voto&lt;/i&gt;.
&lt;p&gt;
&quot;Per quanto riguarda il quesito sul nucleare voterò sì per fermare il ritorno del nucleare nel nostro Paese. Le ragioni per votare sì sono tante, ma la più importante ritengo sia la nostra salute e quella dell'ambiente, poichè come dimostra la tragedia giapponese non esiste tecnologia che possa escludere il rischio di gravi incidenti con fuoriuscita di radioattività. Inoltre, chi lavora in una centrale o vive nei dintorni è costantemente sottoposto a radioattività. Per questo condivido il no deciso del Presidente della Regione alla costruzione di una centrale in Sicilia.
&lt;p&gt;
Un altro grave problema del nucleare, ancora oggi irrisolto, è lo smaltimento delle scorie ad alta attività: ad oggi, in nessun Paese al mondo si è trovato il modo per stoccare tale tipo di scorie. Anche le centrali in costruzione nel prossimo futuro lasciano ai posteri questa pericolosa eredità&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;i&gt;Per quanto riguarda i due quesiti sull'acqua&lt;/i&gt;: &quot;ad entrambi sì, perchè sono contrario all'affidamento dei servizi idrici a società private. Il decreto Ronchi si basa sul presupposto errato che la gestione privata sia la soluzione a tutti i mali, e questo è inaccettabile. Inoltre, non si può pensare di trarre profitto dalla gestione dell'acqua, perchè l'acqua è un bene comune dell'umanità&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;i&gt;Sull'ultimo quesito sul legittimo impedimento&lt;/i&gt; &quot;andrò a votare no. Il legittimo impedimento è quell'istituto giuridico che permette all'imputato che ha il ruolo di Presidente del Consiglio di poter giustificare la propria assenza in aula. E' giusto che chi rappresenta nelle massime cariche il nostro Paese possa in alcuni momenti istituzionali dove è indispensabile la sua presenza, non doversi assentare per essere presente obbligatoriamente in aula&quot;. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettadelsud.it&quot;&gt;Gazzetta del Sud&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: Maggiori Fondi per la prevenzione HIV</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/30/maria-gemma-azuni/maggiori-fondi-per-la-prevenzione-hiv/559510"></link>
  <updated>2011-03-30T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>559510</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La partecipazione del Sindaco Alemanno  al convegno organizzato dal Coordinamento Romano Hiv, ha rassicurato le cooperative e le associazioni che i tagli del 75% all’assistenza HIV paventati negli ultimi giorni, non ci saranno.

&lt;p&gt;
A Roma dall’inizio dell’epidemia sono stati segnalati 7.369 casi di cui 7116 residenti a Roma.&lt;br /&gt;


Le ultime statistiche attestano che i contagiati dal virus dell’HIV, nella regione Lazio, sono circa 400-500 casi ogni anno.

&lt;p&gt;
A fronte di questi dati gli operatori hanno richiesto, a ragione, servizi adeguati ed aggiornati in grado di fronteggiare l’evoluzione del fenomeno.

&lt;p&gt;
Forte è stato il richiamo all’integrazione socio sanitaria prevista dalla L.328/00, per la quale è pronta una proposta di legge regionale che sta per essere portata in Giunta.&lt;br /&gt;


Il Sindaco ha garantito la continuità, addirittura l’ampliamento dei fondi per le spese sociali, sia nel prossimo bilancio di previsione che in sede d’assestamento, ha difeso le fasce deboli e le persone più esposte alla malattia, promettendo in due ASL romane la sperimentazione di integrazione socio-sanitaria.

&lt;p&gt;
Per superare tutte le difficoltà connesse a queste condizioni, è necessario informare la persona, indirizzarla verso un percorso che aiuti a reagire nella maniera più costruttiva costruendo una rete di sostegno alla famiglia.

&lt;p&gt;
E’ necessaria una campagna di prevenzione informativa e di formazione continua degli operatori sociali e sanitari, così come è necessario istituire corsi di formazione ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado.
&lt;p&gt;

Oggi mancano progetti di counseling finalizzati al sostegno della genitorialità e dei minori, di opuscoli multilingue informativi sui temi della sessualità.&lt;br /&gt;


Nel convegno è stato ribadito che in particolare, ai politici che si occupano delle politiche sociali, compete l’onere di un’adeguata preparazione per mettere in atto politiche mirate ed adeguate ,scevre da improvvisazioni o prese a lume di naso.
&lt;p&gt;

In carcere scarseggia una continuità terapeutica e mancano i necessari interventi preventivi per evitare la trasmissione del virus.

&lt;p&gt;
Per mio conto, continuerò a vigilare affinché i più deboli non vengano abbandonati dalle istituzioni, e  alle parole seguano fatti concreti.

 
&lt;p&gt;

Gemma Azuni&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/568-maggiori-fondi-per-la-prevenzione-hiv&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Le morti sui luoghi di lavoro …continuano</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/06/24/giocondo-talamonti/le-morti-sui-luoghi-di-lavoro-%E2%80%A6continuano/502178"></link>
  <updated>2010-06-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>502178</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La salute e la sicurezza sul lavoro sono i capisaldi delle condizioni minime per dare dignità all’essere umano nell’esercizio di ogni attività. Il profitto non deve essere l’unico obiettivo importante per la vita e la competitività di un’impresa, ma prevalente deve essere il rispetto di chi, in carne ed ossa, vi opera con la propria professionalità. Egli, nel sistema “occupazione”  va posto al centro, garantendogli  il rispetto alla salute e alle norme che regolano il rapporto di  lavoro in materia di diritti e doveri .&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
 Le misure per la sicurezza e la salute del lavoratore non sono statiche ma devono seguire l’evolversi delle nuove tecnologie produttive, in modo di  migliorarsi in funzione dei lavori che cambiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Sotto questo punto di vista la formazione continua è fondamentale e deve essere percepita dal lavoratore come qualcosa di cui non si può fare a meno. Analoga cosa per il datore di lavoro che senza aggiornamenti può  mettere a repentaglio la vita di un lavoratore risparmiando sui sistemi di sicurezza e sui processi che non salvaguardano la salute di chi lavora. Fattori chiave in tale processo sono l’ istruzione e la formazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Con la legge n.81 (testo unico) qualcosa si è fatto, ma non basta, occorre puntare sull’educazione perché così facendo si tutela in modo preventivo la sicurezza del singolo e della collettività. Parallelamente occorre muoversi sul versante della repressione armonizzando i controlli, quale funzione deterrente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
I seguenti dati infortunistici per lavoro, registrati dall'inizio dell'anno ad ora: Dall'inizio dell'anno ad ora, per lavoro, ci sono:500 morti, 500.520 infortuni, 12.513 invalidi  (sito articolo 21), destano grande preoccupazione.
Una vera emergenza sociale anche in considerazione che si riferiscono ad numero alquanto ridotto di ore lavorate a causa del crescente fenomeno della cassa integrazione, della mobilità e della minore occupazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Finché ci saranno ancora decessi sui luoghi di lavoro saranno sempre troppi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
23 giugno 2010&lt;br /&gt;
Giocondo Talamonti
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2010/06/le-morti-sui-luoghi-di-lavoro.html&quot;&gt;Il Blog Personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luciano CIOCCHETTI: Lo Spolverini? Un centro di riabilitazione pubblico</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/06/22/luciano-ciocchetti/lo-spolverini-un-centro-di-riabilitazione-pubblico/502408"></link>
  <updated>2010-06-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>502408</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) - Vicepres. Regione Lazio (Partito: UDC) - Vicepres. Regione Lazio (Partito: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;

Non ho mai detto, e non penso, che l'ospedale di Ariccia debba essere chiuso. Penso invece che potrebbe essere riconvertito in una struttura di riabilitazione pubblica. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilbenecomune.info&quot;&gt;Il Bene comune newsletter&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: «Le linee guida sui trapianti del Veneto sono incivili e sbagliate sotto il profilo medico. Con quelle regole non avrei salvato molte giovani vite»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/06/08/ignazio-roberto-maria-marino/%C2%ABle-linee-guida-sui-trapianti-del-veneto-sono-incivili-e-sbagliate-sotto-il-profilo-medico-con-quelle-regole-non-avrei-salvato-molte-giovani-vite%C2%BB-intervista/501429"></link>
  <updated>2010-06-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>501429</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
È molto semplice: se negli Stati Uniti ci fosse stata
una direttiva come quella della Regione Veneto non
avrei potuto salvare la vita a molte persone». Va subito al sodo Ignazio Marino, senatore Pd e presidente della commissione Sanità del Senato ma soprattutto chirurgo di fama grazie a una vita passata oltreoceano nei migliori centri al mondo per il trapianto di fegato. «In quel documento ci sono passaggi allarmanti o, quanto meno bizzarri perché totalmente privi di senso».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ad esempio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il fatto che non si possa sottoporre a trapianto d’organo chi ha tentato di recente un suicidio: è il punto 6 delle
controindicazioni assolute. Proprio così: assolute. O una persona con quoziente intellettivo inferiore a 50: è il punto 3. Sa cosa vuol dire? Che pazienti del genere non dovrebbero nemmeno essere messi in lista, scartati a priori».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Perché lo hanno fatto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La spiegazione più semplice è che hanno commesso un errore; la più inquietante, ma temo la più vera, è che in Italia siamo tornati a un clima di discriminazione, lo stesso che provai sulla mia pelle una decina di anni fa».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Si spieghi meglio.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il 17 luglio 2001, prima volta in Italia, feci un trapianto di rene su di un paziente sieropositivo. Mi beccai una censura dal ministro della Sanità, Girolamo Sirchia, e venne proibito a tutti i centri di trapianto di effettuare simili interventi. Fu un atteggiamento grave due volte. Il primo perché non si tenne conto di uno studio in cui si
mostrava che, almeno in America, la stragrande maggioranza dei chirurghi era favorevole ai trapianti in pazienti sieropositivi. La seconda che si introduceva una discriminazione nei confronti di un gruppo di pazienti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E questo perché?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Alla base di questi atteggiamenti c’è sempre un elemento di razionalità. Un organo è un bene prezioso, impagabile: quindi si fa di tutto perché venga trapiantato in un paziente che abbia la possibilità di beneficiare al meglio di quel dono, di vivere bene e a lungo. Il punto è che questi criteri devono obbedire a valutazioni mediche non ideologiche».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Facciamo un esempio.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Se una persona ha un tumore primario al fegato è giusto intervenire con un trapianto perché così si rimuove
la causa del suo male. Se il tumore primario è invece nell’intestino e nel fegato sono comparse metastasi, il
trapianto epatico è inutile perché il fisico è compromesso e, soprattutto, non ho rimosso la causa del tumore».
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Torniamo alle linee guida della Regione Veneto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il principio di base, come ho detto, è condivisibile. Quello che va rifiutato, con nettezza, è quanto indicato nell’allegato A dove nell’elenco delle controindicazioni assolute compaiono delle situazioni in cui si interviene
normalmente».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei lo ha fatto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Certo. Quand’ero negli Stati Uniti ho salvato la vita a molti giovani che avevano tentato il suicidio ingerendo
grandi quantità di farmaci che provocano necrosi epatica, cioé la morte delle cellule del fegato. In questi casi
il paziente va in coma irreversibile e muore poco dopo: l’unica soluzione è il trapianto di fegato, proprio quello
che le linee guida della Regione Veneto vorrebbero negare con l’espressione “recenti tentativi di suicidio”. È un controsenso: un giovane viene in ospedale in quelle condizioni proprio perché ha tentato il suicidio. &lt;br /&gt;
E tu che fai: anziché salvargli la vita agiti il foglio della Regione Veneto davanti agli occhi dei suoi genitori? Non solo, ma tutti i pazienti che ho operato non
hanno più ritentato il suicidio: se la paura è quella di “sprecare” un organo, diciamo che i dati parlano chiaro.&lt;br /&gt;

Chi ha avuto un trapianto capisce in pieno il valore della vita».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Torniamo all’altra controindicazione, quella del quoziente intellettivo inferiore a 50.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Anche qui hanno confuso una controindicazione relativa con una controindicazione assoluta. Nei centri
che ho diretto il quoziente intellettivo era un fattore da prendere in considerazione ma solo per decidere come
intervenire, come operare. Ho ancora davanti agli occhi un paziente, maggiorenne, affetto da sindrome di
Down: aveva paura di tutto, quando vedeva la siringa per il prelievo del sangue andava nel panico. Con l’aiuto degli psicologi e della madre siamo riusciti a operarlo e a salvarlo. Certo, sarebbe stato più facile scartarlo, dire “no grazie, lei è nella lista vietata”. Ma è questo quello che deve fare un medico?».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La Regione Veneto però ha fatto marcia indietro e ha emesso un circolare interpretativa che, di fatto, invita i medici a considerare questi casi, non più come vietati, ma come situazioni da valutare con attenzione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«I medici sanno benissimo come interpretare le parole: la circolare interpretativa è un passo avanti ma
non basta. Bisogna che le linee guida vengano rifatte daccapo. Anche per un altro motivo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Le linee guida sono uscite nel marzo 2009 ma il caso è esploso solo dopo un articolo molto critico apparso sull’American Journal of Transplantation, la più importante rivista scientifica nel settore dei trapianti. Gli stranieri non vanno per il sottile: ciò che accade in Veneto accade in Italia. Quel documento ha gettato una brutta ombra su tutto il Paese. Prima ce ne liberiamo, meglio è».&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=S49ML&quot;&gt;l'Unità - Luca Landò&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ferruccio FAZIO: Sanità, le Regioni &quot;in rosso&quot; dovranno aumentare le tasse </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/13/ferruccio-fazio/sanit%C3%A0-le-regioni-in-rosso-dovranno-aumentare-le-tasse/500108"></link>
  <updated>2010-05-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>500108</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Salute (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;No del governo all’utilizzo dei fondi Fas per le aree sottosviluppate per quattro regioni, Campania, Lazio, Molise e Calabria, che dunque potrebbero, per ovviare a questa mancanza di fondi essere costretti ad alzare le tasse. 

&lt;p&gt;
La spiegazione del no governativo arriva dal ministro della Salute, Ferruccio Fazio, che a margine di un incontro spiega: «Il governo ha ritenuto di non dare il via libera alla richiesta di utilizzo dei fondi Fas per ripianare il deficit di quattro regioni. La motivazione è che queste regioni non hanno dato garanzie ai tavoli di monitoraggio sia per quanto riguarda la certezza dei conti sia per quanto riguarda il fatto di avere avviato di processi di riqualificazione della rete assistenziale». 

&lt;p&gt;
Non dando questo tipo di garanzie, specifica il ministro, «si è creata una situazione tale in cui non si può consentire di utilizzare i fondi Fas come un bancomat. In altre parole questi fondi devono essere utilizzati non certo per ripianare il deficit ma solo nel momento in cui le Regioni avranno dato concrete dimostrazioni di voler avviare processi di risanamento». Fazio ha infine ricordato che per tre regioni, Campania, Lazio e Calabria, «le responsabilità non sono evidentemente degli attuali governatori ma dei governi precedenti».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/economia/201005articoli/54948girata.asp&quot;&gt;www.lastampa.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ferruccio FAZIO: Entro il 2012 in Abruzzo si passerà da 22 a 9 ospedali</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/04/29/ferruccio-fazio/entro-il-2012-in-abruzzo-si-passer%C3%A0-da-22-a-9-ospedali/499137"></link>
  <updated>2010-04-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>499137</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Salute (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Ministro della Salute Ferruccio Fazio, intervenendo con un videomessaggio ad un convegno sull'infomratica nella Sanità a Pescara, ha annunciato che entro il 2012 in Abruzzo si passerà da 22 a 9 ospedali.

&lt;p&gt;
&quot;Questo non significa che si registrerà una riduzione di posti letto - ha puntualizzato Fazio - perchè la manovra avverrà attraverso la riqualificazione generale&quot;. 
&lt;p&gt;Il Ministro ha aggiunto che si punta sulla sanità territoriale e sulla sanità in rete. A tal proposito ha annunciato che anche l'Abruzzo sarà interessato, come altre Regioni, dal fascicolo sanitario elettronico che faciliterà enormemente la cura del paziente. &lt;br /&gt;
Ha inoltre ribadito che &quot;La Sanità abruzzese sta dando soddisfazioni&quot; e sta uscendo dal piano di rientro dei debiti.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.abruzzo24ore.tv/news/Fazio--Entro-il-2012-in-Abruzzo-si-passera-da-22-a-9-ospedali-/16328.htm&quot;&gt;abruzzo24ore&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Umberto GUIDONI: Riguardo al Nucleare Berlusconi punti sulla propaganda</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/04/28/umberto-guidoni/riguardo-al-nucleare-berlusconi-punti-sulla-propaganda/498921"></link>
  <updated>2010-04-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>498921</id>
  <summary type="html">E’ una fuga in avanti che se ne infischia della trasparenza dei processi decisionali. Perché non sono stato detto dove saranno localizzati i siti  nucleari? La risposta ce l’ha data lo stesso Berlusconi quando ha affermato che, prima di individuare un luogo in cui realizzare le centrali nucleari, bisogna cambiare l’opinione pubblica italiana con una vasta opera di convincimento.
Ecco svelato il vero volto del nucleare italiano: propaganda a reti unificate accompagnata dalla mancanza di trasparenza sulle modalità di realizzazione. Ancora una volta i cittadini saranno privati di una corretta informazione, l’unica garanzia per affrontare scelte così importanti che riguardano la sicurezza e la salute.
Berlusconi teme che un dibattito aperto con le Regioni e con i cittadini possa mettere a nudo i limiti del nucleare: una tecnologia, vecchia, pericolosa e fortemente inquinante che non ci libera dal petrolio. Basta vedere cosa succede in Europa dove il dibattito è incentrato sulle energie rinnovabili, le vere tecnologie del futuro per uscire dalla dipendenza dei combustibili fossili.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sinistraeliberta.eu/comunicati-stampa/guidoni-nucleare-berlusconi-punta-sulla-propaganda&quot;&gt;Sinistra, Ecologia e Libertà&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Comune di Terni - Mozione: Ospedale di Terni (smantellamento della palazzina di riabilitazione e liste di attesa)</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/04/13/giocondo-talamonti/comune-di-terni-mozione-ospedale-di-terni-smantellamento-della-palazzina-di-riabilitazione-e-liste-di-attesa/497111"></link>
  <updated>2010-04-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>497111</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Al Sindaco del Comune di Terni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Preso atto&lt;/b&gt; del disegno di smantellamento della palazzina di riabilitazione e, con esso, la prevista &lt;b&gt;chiusura del reparto di riabilitazione di neuro fisiopatologia&lt;/b&gt;, onde poter rispondere all’esigenza di costruzione dell’asilo interaziendale;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;tenuto conto&lt;/b&gt; delle preoccupazioni del costituito “comitato spontaneo” di pazienti e familiari a &lt;b&gt;difesa del reparto&lt;/b&gt;; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;considerato che&lt;/b&gt; la salvaguardia della salute e il &lt;b&gt;recupero psico-fisico&lt;/b&gt; sono pilastri indispensabili per assicurare  &lt;b&gt;la qualità della vita&lt;/b&gt; e la dignità della persona;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;valutato che&lt;/b&gt; i &lt;b&gt;bisogni socio-sanitari&lt;/b&gt; della collettività devono prevalere sui problemi di budget su cui si può e si deve  intervenire ottimizzando le spese necessarie a  garantire sia i servizi strategici che quelli di base;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;ritenuto che&lt;/b&gt; esiste la possibilità di utilizzare altre proprietà dell’azienda ospedaliera per rispondere alla crescente domanda di asili e ai nuovi bisogni familiari;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 
&lt;b&gt;La Lista Comunista impegna il Sindaco e la Giunta:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
• ad attivare tutte le procedure per &lt;b&gt;garantire la permanenza e la salvaguardia del reparto&lt;/b&gt; e della sua piena funzionalità; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
• a farsi portavoce, altresì, &lt;b&gt;dell’esigenza  di eliminare le liste di attesa per determinate ricerche&lt;/b&gt;, proponendo alla Direzione, di organizzare il lavoro su tre turni (compreso quello di notte), onde rispondere, in maniera veloce, alle attese della gente che ha bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
RC/CI - Talamonti Giocondo;&lt;br /&gt;
Nannini Mauro;&lt;br /&gt;
Luzio Luzzi &lt;br /&gt;
IDV - Campili Claudio
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2010/04/comune-di-terni-mozione-ospedale-di.html&quot;&gt;Il Blog Personale di Giocoondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ELENA MACCANTI: Aborto</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/04/03/elena-maccanti/aborto/498852"></link>
  <updated>2010-04-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>498852</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) - Consigliere Regione Piemonte (Lista di elezione: PdL) - Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Come esponente del Carroccio piemontese e soprattutto come donna, dico che il dibattito sulla RU486 è purtroppo deviato pericolosamente su un terreno ideologico, dove la strumentalizzazione ha fatto perdere di vista quello che invece dovrebbe stare al centro della discussione: la salute della donna e la tutela della vita, che sono valori assoluti. Nessuno ha mai parlato di violare la legge 194: chiedere di potenziare il volontariato pro-vita per percorsi di aiuto concreto e alternativi all'aborto, prevedere il ricovero della donna in caso di interruzione della gravidanza, significa, al contrario, chiedere la piena applicazione della legge, nell'interesse della vita e della donna ’. Lo dichiara l'on. Elena MACCANTI, deputato torinese della Lega Nord e membro della Commissione cultura alla Camera. ‘Parlare di limitazione della libertà della donna – conclude Maccanti - significa voler trovare a tutti i costi un pretesto per la polemica politica, che non fa certo bene al dibattito. Bene ha fatto oggi la presidente della Provincia di Cuneo Gianna Gancia a precisare la propria posizione, anche come donna, sulla Ru486&quot;. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.robertocota.com/leganordpiemonte/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=71:on-maccanti-aborto-nostra-posizione-a-tutela-della-salute-della-donna-no-a-strumentalizzazioni-ideologiche-&amp;catid=7:comunicati-stampa&amp;Itemid=8&quot;&gt;robertocota.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>STEFANO LEPRI: Stefano Lepri e il sistema sanitario</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/03/19/stefano-lepri/stefano-lepri-e-il-sistema-sanitario/495411"></link>
  <updated>2010-03-19T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Lista di elezione: DL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Concludendo il discorso sulla salute: per realizzare gli obiettivi di miglioramento del servizio è necessario individuare i residui possibili sprechi ancora esistenti nel Servizio Sanitario Regionale; ecco alcune proposte:
Ridurre gli oneri amministrativi. Il Servizio sanitario regionale registra oggi un eccessivo numero di uffici amministrativi. Occorre razionalizzare l’apparato amministrativo, mettendo in rete e attribuendo ruoli specifici a ciascun ufficio. 
Acquistare bene senza sprechi. Gestire al meglio la sanità richiede funzioni – dalla gestione del patrimonio immobiliare al controllo di gestione, dagli acquisti di determinati prodotti comuni ad alcune scelte in ambito clinico – che possono essere meglio svolte con minori costi e più appropriatezza su aree più ampie della singola azienda sanitaria. È quindi opportuno continuare a sviluppare modalità di acquisto collettive da parte di diverse ASL, diffondere contratti aperti per assicurare la fruizione delle condizioni di migliore convenienza per i prodotti standard, utilizzare quando opportuno le forme specifiche di contrattazione più convenienti (es. i contratti di riuso nel software). 
Analisi dei costi nelle aziende sanitarie. Gli attuali costi, sono stati oggetto in questi anni di sforzi di contenimento. Vanno individuati i costi standard nazionali e internazionali, o perlomeno i costi medi regionali, che vanno assunti come base per compiere un’analisi sistematica sui costi di ciascuna azienda e per affrontare le situazioni in cui si manifestano anomalie. Si tratterà quindi di intervenire con disposizioni centralizzate laddove si identifichino Aziende o presidi che, a parità di prestazioni praticate, evidenzino costi chiaramente superiori. 
Contrastare il rischio di interessi impropri. Specie nel caso di servizi di continuità assistenziale, in particolare di post acuzie e di riabilitazione, pare opportuno individuare figure terze, operanti centralmente, incaricate di acquistare o per lo meno di controllare le prestazioni individualizzate, a garanzia dell’appropriatezza e delle possibilità di controllo. Va considerata la possibilità di rotazione dei responsabili di distretto al fine di favorire un costante rinnovamento. 
Ridefinire le tariffe di ogni singola prestazione. I DRG vanno rimodulati prendendo a riferimento gli standard medi internazionali e il nomenclatore tariffario nazionale, così evitando il rischio di concentrazione sia da parte pubblica che degli operatori privati sulle prestazioni con tariffe più redditizie, in quanto non tempestivamente adeguate all’andamento dei costi e del mercato. 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.stefanolepri.it/?page_id=1086&quot;&gt;http://www.stefanolepri.it/&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>STEFANO LEPRI: Stefano Lepri e il tema della salute</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/03/17/stefano-lepri/stefano-lepri-e-il-tema-della-salute/495302"></link>
  <updated>2010-03-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>495302</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Lista di elezione: DL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Proseguiamo le proposte in tema di salute, affrontando oggi l’argomento della rete ospedaliera; ecco le proposte:
Ad ogni ospedale il suo ruolo. Si tratta di giungere progressivamente ad una distinzione tra le alte complessità, da collocare nelle ASO, e le basse e medie complessità, da collocare negli ospedali di ASL e nelle ASO esclusivamente nella misura in cui sono funzionali a supportare le alte complessità o l’insegnamento. La sanità piemontese soffre ancor oggi della tendenza delle ASO a calamitare pazienti per prestazioni non di alta complessità, il che crea appesantimenti alla loro gestione e riduce il ruolo degli ospedali di territorio. 
Riorganizzare le Aziende ospedaliere. Alcune ASO piemontesi soffrono di sottodimensionamento, il che determina maggiori costi. L’allocazione delle specialità di alta complessità progressivamente ridisegnata, realizzando accorpamenti o unificazioni che permettano economie di scala e il confronto sistematico delle buone pratiche al fine di perseguire l’eccellenza. Si tratta – pur nell’evidente differenza del paragone – di realizzare un processo di riorganizzazione simile a quello delle case automobilistiche, dove in ogni stabilimento ci si specializza su piattaforme ivi prevalentemente o esclusivamente concentrate, così da ottimizzare i processi produttivi. È quindi ragionevole pensare lavorare per giungere ad una condivisa scomposizione e ricomposizione delle attuali alte complessità presenti nelle ASO. 
Le Città della Salute, ricerca e innovazione al centro. Le Città della Salute rappresentano una grande occasione – per servizi di qualità, sviluppo del territorio, attrazione di investimenti, integrazione con l’insegnamento universitario, ricerca avanzata – che non può essere tuttavia intesa come elemento aggiuntivo, ma va collocata entro il progetto di rimodulazione di tutte le alte complessità presenti nelle diverse ASO. 
Razionalizzare il programma di investimento. Il Piemonte ha definito un ambizioso programma di edilizia sanitaria, con la costruzione di nuovi ospedali e il miglioramento e l’umanizzazione delle strutture esistenti. Questo piano va rimodulato tenendo conto delle effettive risorse e mitigando le pressioni localistiche. È poi necessario prevedere una progettazione modulare, da riprodurre, di ospedali e poliambulatori, acquistando e poi adattando modelli standard e valutando l’opportunità di affidamenti complessivi di progettazione e costruzione così da ridurre i tempi complessivi di realizzazione. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.stefanolepri.it/?page_id=1068&quot;&gt;http://www.stefanolepri.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>STEFANO LEPRI: Stefano Lepri: il tema della salute</title>
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  <updated>2010-03-15T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Lista di elezione: DL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Questa settimana è dedicata al tema della salute, che ha assorbito una parte importante del mio lavoro in questi cinque anni. Il filo conduttore delle prossime newsletter sarà come mettere insieme sviluppo e miglioramento dei servizi e compatibilità dei costi. In altre parole, come e dove individuare dei margini di razionalizzazione, in quale direzione destinare le risorse così risparmiate. Partiamo oggi con i primi due temi e con alcune proposte concrete.
Come rendere più fruibili i servizi sanitari
Basta code dal medico di famiglia. Entro pochi anni le visite del medico di famiglia dovranno avvenire solo attraverso prenotazione, evitando così le code in sala di attesa. L’incentivazione dell’associazionismo tra medici di famiglia in molti casi permette di disporre di personale amministrativo per la gestione di prenotazioni; in altri casi si potranno utilizzare unità di personale in esubero, da impiegare in attività di prenotazione unificata presso le Aziende sanitarie locali. 
Meno burocrazia con le prescrizioni dallo specialista. Oggi si va dal Medico di famiglia, che prescrive una visita specialistica; se lo specialista ritiene opportuni degli accertamenti diagnostici, è necessario ritornare dal Medico di famiglia per la prescrizione. Questo sistema richiede al cittadino (e al medico) un doppio passaggio, con aggravio di tempo e di costi. Come in altre regioni, lo specialista potrà direttamente richiedere gli esami, precisando peraltro il rischio clinico che giustifica la prescrizione. Tale rischio clinico andrà presidiato attraverso forme di controllo centralizzate onde evitare abusi e sprechi. 
Migliorare il sistema di prenotazioni. Va completato il sistema dei Sovracup, ampliandolo all’offerta privata convenzionata e rendendolo accessibile da una molteplicità di punti attraverso le tecnologie informatiche. È necessario lavorare per l’unificazione del sistema di prenotazione su base regionale (per prestazioni di alta complessità) o provinciale evitando la prenotazioni plurime non disdette che comunque creano sprechi e sovraccarichi di lavoro. 
Due idee sulla prevenzione

Prevenzione e stili di vita. Il diritto alla salute non coincide solo con cure sicure e appropriate ma anche con una speciale attenzione al benessere complessivo della persona, al ruolo della prevenzione e dell’adozione di corretti stili di vita. È necessario influire sugli stili di vita, migliorare la sicurezza sui luoghi di lavoro, la sicurezza alimentare, potenziare gli screening e la lotta alle malattie infettive. 
“Medicina di iniziativa” per aiutare le persone a mantenersi in salute. I Medici di famiglia dovranno essere incentivati per sviluppare tale “medicina di iniziativa”. In particolare occorre ulteriormente estendere il target delle persone con patologie croniche o di quelle a rischio, a favore delle quali esercitare attività di prevenzione secondaria e terziaria, specie con controlli e screening periodici. È anche possibile pensare a gruppi di auto – mutuo aiuto condotti dagli stessi medici di famiglia, come ad esempio per prevenire incidenti domestici tra la popolazione anziana. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.stefanolepri.it/?page_id=1057&quot;&gt;http://www.stefanolepri.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Federico Calzavara: Arriva la pediatra a Pianiga</title>
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  <updated>2010-01-11T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Pianiga (VE) (Lista di elezione: CEN-DES(LS.CIVICHE)) - Assessore  Comune Pianiga (VE) (Partito: CEN-DES(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La dottoressa Clelia Romano è la nuova pediatra di Pianiga. Il sindaco Massimo Calzavara e l’assessore ai Servizi Sociali Federico Calzavara, le hanno dato il benvenuto nelle scorse settimane a nome di tutta la cittadinanza, augurando alla specialista un buon lavoro. Pianiga aspettava da anni questa novità in virtù del fatto che il paese è anche cresciuto molto dal punti vista demografico e con l’arrivo di tante nuove coppie e di bimbi. “Siamo molto lieti che la dottoressa Romano abbia scelto Pianiga per insediare il nuovo studio pediatrico — afferma il sindaco — siamo riusciti così a colmare un vuoto che era stato ripetutamente segnalato dai cittadini. Siamo riusciti a trovare questa ottima soluzione dialogando efficacemente con i vertici sanitari della nostra Ulss 13 ed il risultato è questo”. Ma non solo. “La nostra Pediatra ha una consolidata esperienza in ambito pediatrico — assicura l’assessore Servizi Sociali — ed un curriculum di tutto rispetto. Si è trasferita in questa sede, dove spera di fare un buon lavoro, con la collaborazione delle famiglie, per una reciproca soddisfazione. E di questo noi ne siamo certi” Ma vediamo chi è. La dottoressa Clelia Romano, dopo essersi laureata a Padova, si è specializzata presso la stessa Università prima in Pediatria e poi in Neonatologia. Ha lavorato coprendo i turni di guardia in Terapia Intensiva Neonatale a Padova. Nel 1992 è stata assunta a Villa Salus a Mestre e nel 1996 ha iniziato a lavorare nella Pediatria dell' Ospedale di Dolo, dove era responsabile del Nido e della Patologia Neonatale. Nel frattempo è stata anche all' estero come Honorary Consultant al St. George Hospital di Londra. In particolare si è interessata di allattamento al seno (organizzazione, formazione del personale ecc) della donazione del cordone e di alcuni tipi di ecografie. Dal 2001 svolge la sua attività come Pediatra di Famiglia. E’ sposata ed ha due figli. L’ambulatorio pediatrico è aperto in Via Guido Rossa 2/A, telefono 041 5195268 ed è aperto il lunedì e mercoledì dalle ore 15 alle ore 18, mentre il martedì, giovedì e venerdì dalle ore 9 alle ore 13.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lapiazzaweb.it/leggi_news.php?id=7427&quot;&gt;La Piazza&lt;/a&gt;</summary>
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