<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - Argomento: Vigili del Fuoco</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <link rel="self" href="http://politici.openpolis.it/feed/tagDeclarations/4296"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2012-05-23T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>Maurizio SAIA: Tutela del personale di sicurezza e difesa, dei Vigili del fuoco e del soccorso pubblico - dichiarazione di voto</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/05/23/maurizio-saia/tutela-del-personale-di-sicurezza-e-difesa-dei-vigili-del-fuoco-e-del-soccorso-pubblico-dichiarazione-di-voto/640450"></link>
  <updated>2012-05-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>640450</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: CN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Dichiarazione di voto.
&lt;p&gt;
 Signora Presidente, il Gruppo di Coesione Nazionale preannuncia il voto favorevole sul nuovo ordine del giorno in discussione, frutto della sintesi delle tante mozioni presentate dai vari Gruppi, che vanno a tutela del personale di sicurezza e difesa, dei Vigili del fuoco e del soccorso pubblico, nonché dell'efficienza del servizio che svolgono.
Risulta già superiore alla media europea l'età in cui in Italia il personale dei suddetti comparti può accedere alla pensione. È pertanto di notevole importanza che l'intervento sia graduale nel tempo e che la materia oggetto di armonizzazione sia solo quella (l'eventuale incremento dei limiti di età per accedere alla pensione di vecchiaia e l'aumento dell'età anagrafica e dell'anzianità contributiva per beneficiare della nuova pensione anticipata).
&lt;p&gt;
Oltre tutto, la mancanza di altro espresso criterio, diverso da quello indicato dalla norma di legge che prevede l'emanazione del regolamento di armonizzazione dei requisiti di accesso al sistema pensionistico, esclude qualsiasi intervento sugli istituti peculiari previsti per il personale del comparto sicurezza, difesa e Vigili del fuoco, connaturati all'espletamento di attività atipiche e usuranti: esse esigono strumenti compensativi volti a differenziare la posizione lavorativa e ordinamentale, anche ai fini dell'accesso alla pensione.
&lt;p&gt;
Come recitava il testo della mozione n. 619, che avevamo sottoscritto insieme al collega Saltamartini e che ritroviamo nel nuovo ordine del giorno condiviso dal Governo e da quasi tutte le forze politiche, «l'articolo 19 della legge n. 183 del 2010 riconosce, anche ai fini della tutela economica, pensionistica e previdenziale, la specificità del ruolo delle Forze armate, delle Forze di polizia e del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, nonché dello stato giuridico del personale ad essi appartenente in dipendenza dalla peculiarità dei compiti, degli obblighi e delle limitazioni personali, previsti da leggi e regolamenti, per le funzioni di tutela delle istituzioni democratiche e di difesa dell'ordine e della sicurezza interna ed esterna, nonché per i peculiari requisiti di efficienza operativa richiesti e i correlati impieghi in attività usuranti».
&lt;p&gt;
Detta disposizione fornisce una cornice di riferimento per l'intero quadro normativo riguardante questi comparti, ma è altresì norma programmatica, in quanto prevede che la disciplina attuativa del principio di specificità sia definita con successivi provvedimenti legislativi. In tale contesto, il regolamento di armonizzazione di cui parliamo in materia pensionistica, che deve essere formalizzato entro il prossimo 30 giugno, rappresenta il primo vero passo di concreta attuazione della specificità che lo Stato riconosce al personale di questi comparti, che comporta anche il rischio della loro incolumità personale.
&lt;p&gt;
Il concetto di specificità dei comparti in oggetto mira proprio a rappresentare la condizione peculiare del personale che è assoggettato ad un complesso di limitazioni e obblighi del tutto peculiari (come ad esempio per il diritto allo sciopero), nonché ad una condizione di impiego altamente usurante che presuppone il costante possesso di particolare idoneità psicofisica e il mantenimento di standard di efficienza operativa periodicamente verificati e testati con controlli medici, prove fisiche, severe attività addestrative.
&lt;p&gt;
Pertanto, l'assunto della specificità non può tradursi in una penalizzazione per il personale delle Forze armate, delle Forze di polizia e dei Vigili del fuoco, posto che il mantenimento in basso, rispetto al sistema generale, del limite anagrafico ordinamentale per la cessazione dal servizio è un'esigenza funzionale dello Stato. Per evitare tali effetti, si rende indispensabile anche un intervento, attraverso un graduale e contestuale adeguamento degli assetti ordinamentali, anche al fine di contenere il preoccupante aumento dell'età media del personale in servizio, nonché di garantire la correlata funzionalità delle amministrazioni interessate e dei peculiari meccanismi di progressione in carriera.
&lt;p&gt;
Come richiesto dai firmatari delle mozioni all'ordine del giorno, è importante che il Governo si impegni ad avviare una seria trattativa con le rappresentanze sindacali e il COCER al fine di giungere a un regolamento condiviso, nel quale trovi concreto riconoscimento la peculiarità degli operatori del settore, e ad avviare, contestualmente alla stesura del regolamento, le procedure di concertazione atte all'avvio di forme pensionistiche complementari, salvaguardando il personale attualmente in servizio già assoggettato al cosiddetto sistema contributivo puro, anche attraverso il ricorso al possibile utilizzo di parte dei nuovi risparmi derivanti dalle disposizioni contenute nel richiamato regolamento di armonizzazione.
La soluzione definitiva alla questione, anche questa richiamata nell'ultimo ordine del giorno, potrà giungere però solo con la predisposizione di un complessivo progetto di riordino dei ruoli del personale, quindi il cosiddetto riordino delle carriere. Se i sindacati e i COCER lo avessero accettato nel periodo 2005-2006, oggi avremmo già un regolamento di armonizzazione, come ricordava prima anche il collega Gasparri, e avremmo già fatto un salto in avanti. Tra l'altro, purtroppo, abbiamo perso gli stanziamenti di allora che sono stati sottratti dalle casse del bilancio. Tale regolamento di armonizzazione dovrebbe assicurare la compatibilità finanziaria anche attraverso un processo di razionalizzazione e modernizzazione delle strutture interessate ai vari comparti. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&amp;leg=16&amp;id=662297&quot;&gt;www.senato.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Severino DAMIOLINI: Sellero: Segnalazione possibile pericolosità passerella 3 torri</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/05/03/severino-damiolini/sellero-segnalazione-possibile-pericolosit%C3%A0-passerella-3-torri/627060"></link>
  <updated>2012-05-03T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>627060</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Sellero (BS) (Gruppo: Lega) - Consigliere  Consiglio Comunale Sellero (BS) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Di seguito la comunicazione trasmessa dal nostro gruppo consiliare al Sindaco del Comune di Sellero, al Prefetto Della Provincia di Brescia, al Corpo Nazionale dei Vigili Del Fuoco, all'Anas, alla Soprintendenza per i Beni Architettonici per la Prov. Di Brescia con cui, su sollecitazione di numerosi cittadini di Sellero e dei comuni circostanti, manifestiamo preoccupazione per la possibile pericolosità della &quot;Passerella Storica&quot; che, dal complesso &quot;Tre Torri&quot; attraversa la ferrovia e la SS42 fino al piazzale dell'area &quot;ex-fucinati&quot;.
&lt;p&gt;



 

Egr. Sig. Sindaco&lt;br /&gt;

del Comune di Sellero
&lt;p&gt;

S.E. Il Prefetto&lt;br /&gt;

Della Provincia di Brescia&lt;br /&gt;

Dott.ssa Narcisa Brassesco Pace
&lt;p&gt;

Spett.le Corpo Nazionale dei Vigili Del Fuoco&lt;br /&gt;

Direzione Regionale Lombardia
&lt;p&gt;

Spett.le Anas Spa&lt;br /&gt;

Compartimento di Milano
&lt;p&gt;

Spett.le Soprintendenza per i Beni Architettonici&lt;br /&gt;

e paesaggistici per la Prov. Di Brescia
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Oggetto:&lt;/b&gt; Segnalazione possibile pericolosità manufatto sito nel Comune di Sellero (Bs)
&lt;p&gt;

Con la presente siamo a segnalare una situazione che è divenuta fonte di preoccupazione per i sottoscritti e per i numerosi cittadini di Sellero (ma non solo) che hanno espresso alcune perplessità in merito alla solidità di parte della struttura relativa al complesso “Tre Torri” di Sellero (i forni della EX-Sefe recentemente ristrutturati) ed in particolare della “passerella storica” in legno che, partendo dal complesso in questione, attraversa per via aerea la ferrovia e la SS42 fino a giungere nel piazzale antistante, nella zona cosiddetta “ex-fucinati”.
&lt;p&gt;

Come si vede chiaramente dalle immagini a 360° disponibili su Google Street View (&lt;a href=&quot;http://g.co/maps/2w362&quot;&gt;http://g.co/maps/2w362&lt;/a&gt;) il manufatto in questione, costituito da una struttura in legno, in alcuni punti raffazzonata con degli innesti in metallo), sorretto da 5 esili supporti in cemento armato, non dà certo - almeno visivamente - impressione di solidità.
&lt;p&gt;

In particolare uno di questi “pilastrini” si trova nel mezzo della già stretta carreggiata di via Scianica, strada che fiancheggia la struttura e che ogni giorno viene percorsa – in quanto passaggio obbligato - da numerosi automezzi pesanti (es. gli automezzi che riforniscono la centrale di TSN – almeno 1.600 l’anno secondo le stime ufficiali della società -, quelli al lavoro nel vicino cantiere della SS42 , i mezzi che si recano nella vicina zona artigianale).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


Non è raro però vedere alcuni di questi mezzi pesanti, alle prese con le ridotte dimensioni dell’angusto passaggio, in alcuni casi percorrere contromano la strada o avventurarsi in azzardate manovre che spesso li portano ad urtare il “piastrino” che sorregge la struttura in questione.
&lt;p&gt;

I cittadini, e noi con loro, si chiedono cosa succederebbe se uno o più di questi mezzi urtasse con maggior violenza il debole piastrino. Le conseguenze sono facilmente immaginabili e il rischio di crollo della struttura su via Scianica, sulla ferrovia e su via nazionale (la SS42) è sicuramente un’eventualità da considerare.

Rileviamo inoltre (come si vede sia in Google Street View che nelle immagini disponibili sul sito &lt;a href=&quot;la ferrovia e della SS42.&quot;&gt;http://www.vallecamonicacultura.it/notizia.php?newsid=23374&lt;/a&gt;) che la &quot;storica&quot; passerella viene attraversata per tutta la sua lunghezza dalle condotte del teleriscaldamento di proprietà della Società TSN srl. Condotte che, in questo modo, consentono l’attraversamento per via aerea di via Scianica, della ferrovia e della SS42.

&lt;p&gt;
Anche in questo caso ci si consenta di esprimere alcune perplessità sia sull’opportunità far attraversare una struttura cosiddetta “storica” da degli impianti industriali e sulla possibile pericolosità di questo attraversamento.
&lt;p&gt;

Come noto infatti le condotte del teleriscaldamento (in metallo) trasportano vapore acqueo ad elevate temperature ed una non corretta coibentazione delle stesse potrebbe dare luogo surriscaldamenti che potrebbero addirittura incendiare la passerella in legno con, anche in questo caso, conseguenze facilmente immaginabili. Oppure, in caso di rottura delle tubazioni (come avvenuto anche recentemente in altri punti della rete), l’acqua potrebbe riversarsi sulla SS42 e/o sulla ferrovia, con conseguente pericolo per i mezzi che le percorrono.
&lt;p&gt;

Per tutti questi motivi, ci rivolgiamo agli enti e agli organismi in indirizzo affinché, ciascuno per le proprie competenze, effettui, se lo ritiene opportuno, le necessarie verifiche sulla struttura in questione, al fine di salvaguardare l’incolumità di chi si trova a transitare nella zona e prevenire eventuali danni a cose e/o persone.
&lt;p&gt;

Ringraziando per l'attenzione concessa, restando a disposizione per eventuali chiarimenti, porgiamo distinti saluti.
&lt;p&gt;

Il gruppo Consiliare Tempi Nuovi – Comune di Sellero&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog.libero.it/theriddle/11278670.html&quot;&gt;www.damiolini.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Roberto MARONI: SICUREZZA: MARONI, PRESTO DECRETO PER POTERI AI SINDACI</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/24/roberto-maroni/sicurezza-maroni-presto-decreto-per-poteri-ai-sindaci/572846"></link>
  <updated>2011-05-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>572846</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Interni (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;SICUREZZA: MARONI, PRESTO DECRETO PER POTERI AI SINDACI
(ANSA) – PARMA, 24 MAG – Nelle prossime settimane, entro la prima quindicina di giugno, il ministro dell’Interno Roberto Maroni, presenterà un decreto sulla sicurezza per restituire ai sindaci il potere di fare ordinanze in materia di sicurezza. Ne ha dato notizia a Parma, dove ha incontrato un gruppo di primi cittadini. &lt;b&gt;«Il decreto – ha spiegato Maroni – consentirà ai sindaci di fare ordinanze, tenendo conto delle osservazioni della Corte costituzionale».&lt;/b&gt; Il decreto affronterà anche il tema della riforma della polizia locale e regolamenterà l’accattonaggio e la prostituzione. (ANSA). NES/KO 24-MAG-11 12:52 NNN
http://www.sulpm.net/?p=28691&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sulpm.net/?p=28691&quot;&gt;www.sulpm.net&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Manuela GHIZZONI: Modena. «Sordità arrogante del Governo sull'assenza di mezzi dei Vigili del Fuoco».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/22/manuela-ghizzoni/modena-%C2%ABsordit%C3%A0-arrogante-del-governo-sullassenza-di-mezzi-dei-vigili-del-fuoco%C2%BB/557215"></link>
  <updated>2011-01-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>557215</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L’on. Manuela Ghizzoni del Pd raccoglie l’allarme lanciato dai sindacati sulla carenza di uomini e mezzi dei Vigili del fuoco di Modena e presenta un’interrogazione al ministro dell’Interno. La deputata Pd rivolge a Maroni precisi quesiti su come il Governo intenda affrontare la grave situazione di carenza di personale di grado superiore, che svolge la mansione di coordinare il soccorso negli interventi e nei turni di servizio, e quando metterà a disposizione le risorse per l’acquisto di una nuova autogru per la sede di Carpi. 
&lt;p&gt;In merito alla questione ecco una dichiarazione della parlamentare Pd.&lt;br /&gt;



«Il Governo e le forze di maggioranza – inclusi gli autorevoli esponenti modenesi – continuano a mostrare una disattenzione colpevole e una sordità arrogante ai molti appelli lanciati dai locali Vigili del fuoco. Lo stesso ingiustificabile atteggiamento mostrato nei confronti delle interrogazioni presentate dal Pd sulla carenza di personale e sulla obsolescenza degli automezzi. Ma non ci arrendiamo: rivendichiamo il diritto di avere risposte sui problemi che riguardano la sicurezza dei cittadini e i diritti dei lavoratori del soccorso. La sostituzione di un automezzo potrebbe apparire come una questione marginale, ma non è così poiché l’autogru è indispensabile al soccorso tecnico urgente e per il salvataggio di vite umane: attualmente il mezzo a disposizione di Carpi, datato 1982, è fuori uso da tre mesi. Un’assenza inaccettabile per una città e un comprensorio densamente abitati, attraversati dall’autostrada e densi di attività produttive.

&lt;p&gt;
A oggi, la carenza dei capisquadra e dei capireparto ha assunto proporzioni gravissime: addirittura da aprile non vi sarà in servizio alcun caporeparto, come hanno puntualmente denunciato i sindacati di settore. In questa situazione sono molti i vigili del fuoco che svolgono funzioni superiori sulla scorta di molta professionalità ma in assenza dei requisiti richiesti per la regolarità giuridica e amministrativa del soccorso. Senza dimenticare che queste mansioni superiori vengono svolte senza retribuzione! Cosa intende fare il Ministro? Pensa di continuare a cavarsela contando sul precariato o intende dare risposte definitive, a tutela del lavoro e della sicurezza, totem della destra al Governo, ma solo a parole?»&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.manuelaghizzoni.it/?p=18348&quot;&gt;web site - manuelaghizzoni.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Incendio di Vascigliano: “Ancora tante domande senza risposta”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/08/31/giocondo-talamonti/incendio-di-vascigliano-%E2%80%9Cancora-tante-domande-senza-risposta%E2%80%9D/402959"></link>
  <updated>2009-08-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>402959</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Comune di Terni si costituisca parte civile in un eventuale processo.
&lt;p&gt;


 Anche il consigliere Giocondo Talamonti (Comunisti Italiani) chiede chiarezza sulla situazione ambientale causata dall’incendio all’Ecorecuperi di Vascigliano.&lt;br /&gt;
 Sull’argomento ha presentato una mozione con la quale il consiglio comunale dovrebbe impegnare il sindaco e la Giunta a riferire all’assise di Palazzo Spada “la quantità di diossina rilevata dagli enti preposti alla misurazione e il limite massimo entro il quale si ha motivo di ritenere non preoccupante per la salute l’inquinamento del suolo, comunque prodotto dalla combustione dei materiali”. Talamonti chiede anche che vengano effettuati “controlli aggiuntivi, da affiancare a quelli sinora ottenuti, non tanto per avvalorare i risultati già effettuati, ma per dar modo a più fonti di generare una tendenza concordante dell’entità del danno ambientale” e di verificare “l’opportunità, da parte del Comune di Terni, di costituirsi parte civile in un eventuale processo per danni materiali e d’immagine a carico dei responsabili che la magistratura dovesse identificare”. Inoltre il consigliere dei Comunisti Italiani chiede quali siano “le iniziative che si intendono prendere per assicurare alle famiglie dei dipendenti della Eurorecuperi la continuità della loro fonte di reddito; le modalità con cui si intende informare la popolazione circa le risultanze del caso in oggetto”. 
&lt;p&gt;Infine Talamonti chiede di sapere le ragioni per cui &quot;l’incendio continua a richiedere interventi quasi giornalieri da parte dei Vigili del Fuoco per spegnere focolai inspiegabilmente ostinati a ravvivarsi a ben due mesi dallo scoppio; per quale motivo non si sia proceduto ad un immediato sgombero dei rifiuti; quale sia il piano di monitoraggio che l’ASL e l’Arpa hanno eventualmente attivato” e suggerisce “l’opportunità di estendere i controlli e i rilievi nella città di Terni”.

&lt;p&gt;
IL TESTO COMPLETO DELLA MOZIONE&lt;br /&gt;

Al Sindaco del Comune di Terni

&lt;p&gt;
Mozione 5: Vascigliano di Stroncone. Incendio Eurorecuperi.
Premesso che la qualità della vita e la cura dell’ambiente sono obiettivi di ogni società civile e che la ricerca di uno sviluppo sostenibile è esercizio ogni giorno più complesso da coniugare con il progresso materiale, ma anche indispensabile a salvaguardare la salute dei cittadini;&lt;br /&gt;

preso atto del furioso incendio scoppiato nella zona industriale di Stroncone, in località Vascigliano e della conseguente preoccupazione che esso ha destato nella popolazione limitrofa, al punto da far emettere ai sindaci di Stroncone, Terni e Narni ordinanze che regolano la produzione, la vendita, il consumo di  derivati del latte e di prodotti dei terreni per un raggio di tre chilometri dal focolaio;
constatato che sul tema si sono alternate opinioni contrastanti dei responsabili ai controlli;&lt;br /&gt;

rilevato che la stampa locale ha dovuto necessariamente seguire la natura altalenante delle fonti informative, gettando così un ulteriore senso di incertezza sui mille interrogativi assunti dalla vicenda;
visto che la magistratura si sta da tempo interessando per individuare eventuali responsabilità penali;&lt;br /&gt;

ritenuto che le relazioni che legano la cittadinanza ai rappresentanti comunali da essa eletti obbligano questi ultimi a fornire notizie certe su un argomento di vitale importanza per la salute della popolazione,
determinato che le notizie contrastanti diffuse sull’evento, non solo hanno sparso confusione, ma alimentato l’allarme circa la presenza di diossina depositatasi nei terreni circostanti l’incendio;
&lt;p&gt;
SI IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA COMUNALE A RIFERIRE IN CONSIGLIO DATI CERTI CIRCA:
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;1.&lt;/b&gt; la quantità di diossina rilevata dagli enti preposti alla misurazione;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;2.&lt;/b&gt; il limite massimo entro il quale si ha motivo di ritenere non preoccupante per la salute l’inquinamento del suolo, comunque prodotto dalla combustione dei materiali;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;3.&lt;/b&gt; controlli aggiuntivi, da affiancare a quelli sinora ottenuti, non tanto per avvalorare i risultati già effettuati, ma per dar modo a più fonti di generare una tendenza concordante dell’entità del danno ambientale;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;4.&lt;/b&gt; l’opportunità, da parte del Comune di Terni, di costituirsi parte civile in un eventuale processo per danni materiali e d’immagine a carico dei responsabili che la magistratura dovesse identificare;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;5.&lt;/b&gt; le iniziative che si intendono prendere per assicurare alle famiglie dei dipendenti della Eurorecuperi la continuità della loro fonte di reddito;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;6.&lt;/b&gt; le modalità con cui si intende informare la popolazione circa le risultanze del caso in oggetto;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;7.&lt;/b&gt; le ragioni per cui l’incendio di cui trattasi continui a richiedere interventi quasi giornalieri da parte dei Vigili del Fuoco per spegnere focolai inspiegabilmente ostinati a ravvivarsi a ben due mesi dallo scoppio;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;8.&lt;/b&gt; l’opportunità di estendere i controlli e i rilievi nella città di Terni;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;9.&lt;/b&gt; le motivazioni che hanno suggerito di non procedere a un immediato sgombero dei rifiuti;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;9.&lt;/b&gt; il piano di monitoraggio che l’ASL e l’Arpa hanno eventualmente attivato.&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.comune.terni.it/comunicato_stampa.php?id=34494&amp;pagina=1&quot;&gt;Comune di Terni - Ufficio stampa&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Gianfranco BETTIN: «Per la provincia di Venezia un servizio di elisoccorso in convenzione con i Vigili del Fuoco»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/05/gianfranco-bettin/%C2%ABper-la-provincia-di-venezia-un-servizio-di-elisoccorso-in-convenzione-con-i-vigili-del-fuoco%C2%BB/391800"></link>
  <updated>2009-07-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391800</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: Verdi) - Consigliere  Consiglio Comunale Venezia (VE) (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Chiedo alla Giunta regionale di predisporre per la provincia di Venezia un servizio di elisoccorso, operativo 24 ore su 24, anche dopo l’estate.
&lt;p&gt;
      «Considerata l’alta affluenza di bagnanti, diportisti e turisti – rileva il consigliere - la Regione ha stipulato per i quattro mesi estivi una costosa convenzione con una ditta privata.
&lt;p&gt; Il servizio non è comunque abilitato a coprire le ore notturne ed entra in funzione solo alle 9 di mattina».
&lt;p&gt;
&lt;p&gt; «Meglio sarebbe – aggiunge Bettin – seguire l’esempio di Sardegna, Emilia Romagna e Liguria e stipulare una vantaggiosa convenzione con i Vigili del Fuoco che consente notevoli risparmi alle casse regionali oltre ad una maggiore qualità del servizio.
&lt;p&gt; Il Reparto Volo dei Vigili del Fuoco di Tessera è preposto al soccorso tecnico urgente anche di tipo sanitario avendo due nuovi elicotteri abilitati al volo strumentale/notturno e piloti abilitati al volo strumentale.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=660133&amp;Data=20090705&amp;CodSigla=VE&quot;&gt;Il Gazzettino - Venezia&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Massimo CIALENTE: Proteste a L'Aquila. «Se le cose rimangono così il centro non verrà ricostruito come noi vogliamo»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/30/massimo-cialente/proteste-a-laquila-%C2%ABse-le-cose-rimangono-cos%C3%AC-il-centro-non-verr%C3%A0-ricostruito-come-noi-vogliamo%C2%BB/391373"></link>
  <updated>2009-05-30T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391373</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune L'Aquila (AQ)- Consigliere  Consiglio Comunale L'Aquila (AQ)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«La città è nostra», manifestanti invadono la “zona rossa”
&lt;p&gt;Momenti di forte tensione questa mattina a L'Aquila quando alcune centinaia di cittadini hanno cercato di entrare nella “zona rossa” della città.&lt;br /&gt;

I manifestanti si erano dati appuntamento alla Fontana Luminosa poi durante il percorso hanno cercato di penetrare anche nella zona del centro storico rivendicandone la «proprietà».&lt;br /&gt;

«La città è nostra», hanno gridato, sfilando per le vie della città, tutti con casco di sicurezza in testa.&lt;br /&gt;

Ma quella zona è inaccessibile dal 6 aprile scorso e da alcuni giorni sono in atto i rilievi dei tecnici per analizzare la stabilità degli edifici.&lt;br /&gt;

Solo l’intervento del sindaco Cialente ha riportato la calma.&lt;br /&gt;

Il primo cittadino ha bloccato la folla parlando da un megafono e ha spiegato che non era possibile accedere al centro per motivi di sicurezza, viste anche le scosse di questa notte.&lt;br /&gt;

A presidiare la zona anche un notevole spiegamento di uomini delle forze dell'ordine che hanno impedito l’accesso su Corso Vittorio Emanuele.
&lt;p&gt;
Ma l'obiettivo dei cittadini era quello di arrivare sotto i portici del Corso.&lt;br /&gt;

A metà mattina si è deciso poi di far sfilare le circa 500 persone anche nella zona dichiarata invalicabile.
I manifestanti sono stati scortati da un cordone di sicurezza e non ci sono stati incidenti.&lt;br /&gt;

Il corteo, giunto ai Quattro Cantoni - uno dei simboli della città e dello &quot;struscio&quot; serale - è arrivato anche nella vicina piazza Margherita, dove c'e' il municipio, per poi far ritorno indietro ordinatamente.&lt;br /&gt;

Erano presenti alla manifestazione anche la presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, l'onorevole Giovanni Lolli e una delegazione della Fiom-Cgil.&lt;br /&gt;


&lt;p&gt;
I manifestanti hanno deciso di organizzare una manifestazione a Roma prima che il decreto passi allo studio della Camera.&lt;br /&gt;

La manifestazione seguirà la giornata di mobilitazione indetta da tutti i sindaci del cratere per mercoledì 3 giugno.&lt;br /&gt;

«Se le cose rimangono così - ha detto il sindaco Cialente nel suo intervento - il centro non verrà ricostruito come noi vogliamo perché non vogliamo né una groviera né che il centro sia nella mani di Fintecna».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
PEZZOPANE: SEGNALE IMPORTANTE&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


«Quello di oggi e' stato un segnale forte», ha commentato la presidente Pezzopane, «che ha dato l'idea della determinazione dei cittadini a ricostruire presto e bene. &lt;br /&gt;
Tutti hanno capito oggi quanta voglia c'e' di riprendersi la città, con le sue attività, i suoi ritmi normali, i suoi servizi. E' urgente – ha ribadito - puntellare tutti gli edifici che si sono salvati dal sisma ma che rischiano di avere altri gravi danni o di crearne agli edifici affianco. E' necessario riaprire le arterie principali per il personale tecnico che deve cominciare ad operare per la ricostruzione. &lt;br /&gt;
I Vigili del Fuoco vanno riforniti inoltre di materiali, mezzi e uomini per poter effettuare quanto detto. E' snervante per chi pena nelle tende e negli hotel sapere che dopo due mesi poco o nulla sia cambiato nei centri storici».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.primadanoi.it/modules/bdnews/print.php?storyid=20995&quot;&gt;Prima Da Noi&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Federico Calzavara: Emergenze, ecco come affrontarle</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/22/federico-calzavara/emergenze-ecco-come-affrontarle/391306"></link>
  <updated>2009-05-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391306</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Pianiga (VE) (Lista di elezione: CEN-DES(LS.CIVICHE)) - Assessore  Comune Pianiga (VE) (Partito: CEN-DES(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;      &lt;br /&gt;
Domani, sabato 23, dalle 14.30, si svolgerà al Teatro Comunale il primo corso dal titolo &quot;Cosa fare in caso di emergenza&quot; dedicato agli alunni delle classi quarte e quinta della scuola primaria e delle classi prima della scuola secondaria, organizzato dalla Pro Loco, con il Patrocinio del Comune, in collaborazione con l'Istituto Comprensivo &quot;Giovanni XXIII&quot; di Pianiga.
&lt;p&gt; Si tratta di una iniziativa sul tema del soccorso, della sicurezza domestica e scolastica, sugli incendi e le calamita' naturali. «È una iniziativa molto importante – spiega l’assessore alla Cultura Federico Calzavara - che serve ad introdurre gli alunni nel mondo complesso delle emergenze.
&lt;p&gt; È prevista inoltre la partecipazione dei Vigili del fuoco di Mestre, i quali faranno vedere ai ragazzi le attrezzature e le tecniche di intervento in caso di calamità e di pronto intervento, ed hanno promesso una emozionante sorpresa finale per tutti i partecipanti». Alla fine della giornata sarà rilasciato un attestato di partecipazione ai ragazzi, mentre durante tutta la manifestazione verrà fornita assistenza a tutti i partecipanti da parte della Polizia locale, della Protezione civile di Pianiga e dall'organizzazione della Pro Loco. L'iscrizione è gratuita.
      Il programma prevede alle 14.30 il ritrovo al teatro comunale di Pianiga per l'iscrizione. Alle 14.45 la relazione di primo soccorso a cura del personale medico del gruppo &quot;Pavanello Sanità&quot;. Alle 16.15 lezione e corso tenuti da un istruttore dei vigili del fuoco coadiuvato da un elisoccorritore. 
&lt;p&gt;Alle 17.30 partenza in bicicletta per giro istruttivo lungo le vie di Pianiga e stradine di campagna. Alle 18 sosta per rinfresco (offerto dalla Officina Ai Molini). Alle 19 rientro al teatro tenda di Piazza Mercato per i quiz di valutazione del corso e consegna degli attestati di partecipazione.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=568419&amp;Data=20090522&amp;CodSigla=VE&quot;&gt;Il Gazzettino&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Guido Bertolaso: «Lavori in sei mesi o chiudiamo le case»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/30/guido-bertolaso/%C2%ABlavori-in-sei-mesi-o-chiudiamo-le-case%C2%BB-intervista/391116"></link>
  <updated>2009-04-30T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391116</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Sottosegretario  Presidenza del Consiglio delega Protezione Civile&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il capo della Protezione civile tra terremoto e rischi d`esondazione &quot;Ad Alessandria diciamo da sempre che il ponte va abbattuto&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 L`emergenza Alessandria è stata superata, anche se diversi cittadini non sono ancora rientrati nelle loro case.

E posso dire che ciò è stato possibile perché eravamo preparati.

Insomma, l`evento era stato previsto e i rischi sono stati ridotti ai minimi termini».&lt;br /&gt;
 Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, insiste sulla necessità di rendere l`Italia «un Paese sicuro».&lt;br /&gt;


Proprio la gestione dell`esondazione del Tanaro viene presa a mo' d'esempio di una efficace politica di «previsione» per ridurre i danni.&lt;br /&gt;


C`è poi l`altro corno del problema che sta a cuore a Bertolaso, la «prevenzione» per la riduzione dei danni provocati dai terremoti (ma anche dalle eruzioni vulcaniche):&lt;br /&gt;


«C`è una grossa novità nel decreto per il terremoto abruzzese. Mi sono molto battuto - dice soddisfatto - perché si crei una mappa dettagliata di verifiche urgenti degli edifici a rischio vulnerabilità nelle aree sismiche».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il suo predecessore, Franco Barberi, consegnò il suo rapporto sugli edifici a rischio nelle aree sismiche nel 1999.

In dieci anni non è successo nulla, o quasi. Abruzzo docet...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«La novità è una rivoluzione. Perché censiti gli edifici a rischio, lo Stato finanzia i lavori di messa in sicurezza degli stessi. Se entro sei mesi i lavori non vengono avviati, quegli edifici vengono dichiarati inutilizzabili. Se si tratta di una scuola, per esempio, le lezioni vengono sospese».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Nel decreto si fa riferimento a interventi necessari su immobili, strutture e infrastrutture prioritariamente nelle aree dell`Appenino centrale contigue a quelle interessate dagli ultimi eventi sismici. Perché?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Abbiamo deciso di iniziare questo screening dalle zone dove siamo più presenti in questo momento con tecnici e strutture operative utili a raggiungere l`obiettivo. E` evidente che è l`intero arco appenninico ad essere zona ad alto o altissimo rischio sismico e sarà data la stessa attenzione a tutte queste aree».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Un segnale che questa volta si fa sul serio. Immaginabili le reazioni da «muro di gomma» di istituzioni o cittadini.

Come è accaduto in queste ore con l`alluvione di Alessandria...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Non vorrei che qualcuno pensasse che abbiamo sottovalutato la situazione, in Piemonte.&lt;br /&gt;
 Che, presi dall`emergenza Abruzzo, dall`organizzazione del vertice del G8, non abbiamo messo in conto che con l`arrivo delle piogge avremmo corso il rischio di esondazione del Po e dei suoi affluenti. La Protezione civile si è mossa in tempo, e possiamo tirare un sospiro di sollievo. Avevamo anche ipotizzato, il 27 marzo, la necessità di demolire il ponte Cittadella di Alessandria. Un invito caduto nel vuoto per le perplessità espresse dai Beni Culturali e da certi comitati di cittadini».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Dunque, avevate previsto l`alluvione di Alessandria?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Ci siamo mossi subito, quando abbiamo letto le previsioni meteo che davano un peggioramento della situazione.

Abbiamo spedito il nostro direttore del Servizio previsione e prevenzione, Giovanni Menduni, che fino all`anno scorso è stato il segretario generale dell`Autorità di bacino dell`Arno, ad Alessandria, dove si è messo in contatto con il prefetto e la provincia.&lt;br /&gt;
 Nello stesso tempo abbiamo fatto rientrare alla base alcuni volontari e vigili del fuoco impegnati in Abruzzo. In un primo tempo si è attivata la sala operativa della protezione civile di Torino, poi i nostri uomini si sono trasferiti ad Alessandria».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Che il Tanaro potesse esondare era alquanto scontato. C`è la strozzatura del Ponte della Cittadella...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Da tempo quel ponte è una diga nel centro di Alessandria. Anche chi non mastica argomenti tecnici di idraulica comprende che quell`ostacolo va rimosso. Con la piena, il ponte dovrebbe garantire un deflusso di 3800 metri cubi d`acqua al secondo e invece ne garantisce 2500-2600».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Anche il governatore Bresso si è convinta dell`abbattimento del Ponte.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Noi l`abbiamo detto il 27 marzo scorso in un vertice tenuto al Comune di Alessandria».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Come sempre, fino a quando non succede l`irreparabile scelte dolorose trovano ostacoli insormontabili. Le inondazioni, le frane, i terremoti, il rischio vulcanico.

Bertolaso, la sua sembra una battaglia contro i mulini al vento.
&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Dobbiamo rendere sicuro il Paese.

Il terremoto dell`Aquila ci serva da lezione.

Con la prevenzione, nel caso dei terremoti, e la previsione, la vicenda di Alessandria ne è una conferma, possiamo ridurre il danno. C`è poi il capitolo terremoto sul quale, come ho detto, il decreto legge interviene rivoluzionando il sistema. Infine, dobbiamo affrontare anche il rischio vulcanico».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Nei paesi vesuviani si sono costruiti interi quartieri e strutture pubbliche persino sulle bocche eruttive del Vesuvio.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Questo è un nodo che prima o dopo dovremo sciogliere».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=LNAJI&quot;&gt;La Stampa - Guido Ruotolo&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Giorgio NAPOLITANO: «Irresponsabilità diffusa per i crolli»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/09/giorgio-napolitano/%C2%ABirresponsabilit%C3%A0-diffusa-per-i-crolli%C2%BB/390948"></link>
  <updated>2009-04-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390948</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Molti i coinvolti nelle costruzioni dei palazzi e ha ragione chi dice che nessuno è senza colpa&quot;&lt;br /&gt;

Ai fotografi: &quot;Non sono qui per farmi fotografare: non rompete!&quot;.&lt;br /&gt;Poi li ha ringraziati &quot;per l'attenzione&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&quot;Mi impegno, non vi dimenticheremo. Non battersi il petto ma vedere le responsabilita&quot; perché sono &quot;molti i coinvolti nelle costruzioni dei palazzi e ha ragione chi dice che nessuno è senza colpa&quot;. Dopo aver visitato le zone del terremoto, una tendopoli, e aver reso un commosso omaggio privato alle 278 salme disposte nella caserma della Guardia di finanza di Coppito, il presidente della Repubblica ha fatto il punto in una breve conferenza stampa.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Irresponsabilità diffuse&lt;/b&gt;. Anche sul terremoto bisogna usare il linguaggio della verità, ha detto Giorgio Napolitano, che ha parlato di &quot;irresponsabilità diffuse&quot; di fronte alla tragedia di edifici antisismici ugualmente crollati travolgendo vite umane. Il capo dello Stato ha citato la frase di &quot;un'esponente dell'opposizione&quot; che ha detto &quot;nessuno è senza colpe&quot;. &quot;Credo che abbia ragione&quot;, è stato il commento di Napolitano. &quot;Non si tratta di individuare responsabilità, ma di capire perché le norme di legge non sono state attuate, per difetto dei controlli o per irresponsabilità diffuse&quot;.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;&quot;Non chiudere gli occhi&quot;&lt;/b&gt;. &quot;Bisogna vedere - ha aggiunto Napolitano - come sia potuto accadere che non siano state attivate indispensabili norme, che erano state tradotte in legge e chiedersi anche come non siano scattati i necessari controlli. Nessuno in questi casi nessuno dovrebbe chiudere gli occhi. Né chi vende, né chi acquista un immobile. Ma al di là delle responsabilità, bisogna decidere - ha sottolineato il presidente della Repubblica - cosa è possibile fare, affinché tutto ciò non accada mai più. E questo si può fare non con profezie o impossibili previsioni dei terremoti, ma rendendo sicuri gli edifici, anche quelli più antichi&quot;. Napolitano ha aggiunto che la prevenzione dei crolli legati ai terremoti si fa &quot;non con fantasiose profezie, ma apprestando i mezzi indispensabili affinché gli edifici resistano&quot;.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Orgoglio per la protezione civile&lt;/b&gt;. &quot;Ho voluto vedere la realtà&quot;, ha detto dopo aver visitato anche la tendopoli di San Demetrio e, apprezzando l'opera del governo, Napolitano ha elogiato Bertolaso e i vigili del fuoco sostenendo che &quot;la protezione civile è il simbolo dell'Italia&quot; e sottolineando che moltissimo è stato fatto nel recupero e salvataggio di chi era sotto le macerie e poi per gli sfollati, tanto che &quot;il Paese può essere soddisfatto e inorgoglito&quot;.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Complimenti&lt;/b&gt;. Il presidente ha detto di aver &quot;apprezzato tutte le decisioni che le autorità di governo a livello nazionale, regionale e locale hanno assunto&quot; e di aver avuto modo di compiacersi &quot;del clima di sinergia tra tutti i livelli istituzionali&quot;. Poi si è complimentato con il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Un sistema italiano&lt;/b&gt;. &quot;E' veramente qualcosa di singolare e molto italiano - ha detto ancora Napolitano - questo sistema di protezione civile, perché si vedono insieme quelli che professionalmente servono lo Stato in queste circostanze e quelli che si dedicano per missione in questo impegno di solidarietà, di vicinanza umana e anche di efficacissimo intervento operativo&quot;.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;&quot;Il primo-dopo&quot;&lt;/b&gt;. Napolitano ha anche indicato la strada per ''un 'primo dopo' che - ha aggiunto - sarà quello di consolidare le situazioni di accoglienza per quelle famiglie che non potranno tornare alla loro casa da qui ai prossimi mesi. Occorre trovare tendopoli e situazioni confortevoli come è accaduto in situazioni di altri terremoti. In Umbria si è riusciti - ha concluso Napolitano - a dare situazioni accettabili''.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Onna.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Napolitano si è detto &quot;ammirato dalla dignità del popolo abbruzzese che ha insegnato cos'è la vita&quot;. Avendo ancora negli occhi le immagini indimenticabili di Onna. Nella sua visita a L'Aquila, questa mattina, il presidente si era fermato anche dinanzi alla Casa dello studente, in via XX Settembre, dove sono morti diversi giovani nel crollo della palazzina.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;&quot;Non rompete&quot;&lt;/b&gt;. Nel corso della visita ad Onna, Napolitano si è letteralmente trovato circondato dai fotografi. Visibilmente innervosito il capo dello Stato ha allargato le braccia e ha detto in maniera esplicita: &quot;Poiché non sono venuto qui per farmi fotografare da voi, fatevi da parte: non rompete!&quot;. Poi, in conferenza stampa, la 'riconciliazione': &quot;Buongiorno, ci siamo già incontrati...Ci sono stati obbiettivi implacabili di fotografi e cineoperatori, comunque - ha concluso il presidente - vi ringrazio per l'attenzione&quot;.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Grazie ai soccorritori.&lt;/b&gt; Napolitano si è fermato a parlare con i vigili del fuoco che stanno ancora scavando per cercare altri eventuali corpi di giovani rimasti sotto le macerie. &quot;Sono qui - aveva detto stringendo la mano ad alcuni di essi - per dovere, per sentimento e per ringraziarvi per tutto quello che state facendo&quot;.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Gli aiuti dall'estero.&lt;/b&gt; ''Per quello che riguarda i messaggi che ho direttamente ricevuto per via telefonica da altri Capi di Stato si è trattato sia di espressioni di partecipazione al nostro cordoglio e sia di espressioni di disponibilità per contribuire allo sforzo in via straordinaria e impegnativa che s'impone all'Italia, poi naturalmente spetta al governo accertare chi ha la consistenza di queste disponibilità'' e quale ''sia il modo migliore di analizzare concreti contributi che possono venire da altri Paesi''.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La visita nella tendopoli.&lt;/b&gt; Napolitano ha fatto il giro della tendopoli (50 tende, 600 persone ospitate) di San Demetrio ne' Vestini, fermandosi per qualche istante anche alla mensa e al posto medico. Poi ha salutato, quasi uno per uno, le persone che da lunedì alloggiano nell'area allestita nel campo sportivo del paese e i volontari che vi lavorano.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Le lamentele.&lt;/b&gt; Napolitano ha raccolto le legittime lamentele degli sfollati e anche qualche protesta, come quella di un ragazzo che gli ha riferito la voce che gira, secondo la quale gli ospiti nelle strutture alberghiere della costa, bambini compresi, sarebbero mandati via fra dieci giorni. &quot;Non date retta a queste voci - lo ha tranquillizzato Bertolaso - staranno negli alberghi finché necessario&quot;. Una donna anziana si è avvicinata al presidente per raccontargli il dramma che sta vivendo. Quando la nipote ha invitato la donna a non insistere, Napolitano l'ha fermata: &quot;Non si preoccupi, ci si deve pure sfogare&quot;.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Commozione&lt;/b&gt;. Il presidente della Repubblica ha voluto tributare un omaggio privato alle 278 salme disposte nel grande hangar della caserma della Guardia di finanza di Coppito. Ha trovato un sacerdote e alcuni scout in preghiera. Si è soffermato in raccoglimento, di fronte al terribile spettacolo di morte delle bare allineate, in mezzo alle quali spiccavano le bare bianche, quelle dei bambini e dei ragazzi. Una immagine, poi, lo ha particolarmente: una bara sulla quale ne era posata una piccola bianca.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/sisma-aquila-2/visita-napolitano/visita-napolitano.html&quot;&gt;La Repubblica.it &lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Franco MARINI: «Il governo si è mosso con prontezza, il Pd farà la sua parte»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/09/franco-marini/%C2%ABil-governo-si-%C3%A8-mosso-con-prontezza-il-pd-far%C3%A0-la-sua-parte%C2%BB-intervista/390945"></link>
  <updated>2009-04-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390945</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Colloquio con Franco Marini, ex presidente del Senato, nato a San Pio
delle Camere in provincia dell’Aquila, sul devastante sisma che ha colpito
al cuore la sua terra. Ed è uno spettacolo, racconta, «che stringe il cuore»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
C’è «un dolore profondo» nelle sue
parole, quando si sofferma sul sisma
che ha devastato la sua terra. Ma anche un’attenta riflessione sul futuro
dei suoi corregionali. Franco Marini, classe 1933, è nato a San Pio delle Camere, un paesino di meno di 600 abitanti alle porte dell’Aquila, che ha subito danni ingenti
dopo il terremoto di lunedì notte. L’ex presidente del Senato, esponente di spicco del Partito democratico,
racconta il suo stato d’animo in queste giornate di disperazione.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;A cosa pensa, presidente
Marini, dinanzi alle immagini di devastazione e morte che ci arrivano dall’Abruzzo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Al fatto che il terremoto ha portato vie tante vite, ha provocato migliaia di feriti, ha privato della casa e del lavoro decine di migliaia di persone. E ha distrutto o serissimamente danneggiato memorie della storia e della cultura dell’Abruzzo e, direi, più in generale dell’Italia. Tra le vittime e tra i feriti ci sono persone che conoscevo. Sono stato nelle zone colpite, ho visto i danni, le case distrutte, quanti non hanno più un tetto, è uno spettacolo che stringe il cuore. Il mio è un sentimento da abruzzese, da aquilano, perché è in un paesino della provincia
aquilana che sono nato, ma è anche un sentimento di
italiano che so condiviso da tutti gli italiani.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Quando è tornato in Abruzzo? E prevede di essere lì venerdì, in occasione dei funerali?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Ci sono stato martedì. Ero intenzionato già lunedì pomeriggio a recarmi all’Aquila e negli altri paesi toccati dal sisma, ma ho ritenuto di aspettare per non rischiare di intralciare l’opera dei soccorritori e l’arrivo dei soccorsi. Martedì ho visto all’opera centinaia e centinaia di vigili del fuoco, operatori della Protezione civile, forze dell’ordine, personale medico e volontari giunti da
tutta Italia: nella tragedia, questa
azione pronta e genuina di solidarietà e di aiuto ha dato, non solo a
me, una luce di speranza e di fiducia. E, naturalmente, venerdì sarò all’Aquila per i funerali delle vittime.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Come crede che il governo stia affrontando l’emergenza? Le iniziative messe in campo finora le sembrano sufficienti?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Lo Stato si è mosso con prontezza e funzionalità, tutte
le autorità sia nazionali, sia locali hanno agito dando
grande prova di efficienza. Non ho alcuna difficoltà a riconoscere questo giudizio anche al governo. Siamo soltanto all’inizio, certo, ma senza dubbio la fase acuta dell’emergenza è stata affrontata dall’esecutivo, in particolare dal Dipartimento della Protezione civile, in maniera encomiabile e l’ho personalmente riferito al sottosegretario Bertolaso, incontrato martedì nella sede del
coordinamento alla Scuola Allievi Sottufficiali della Finanza dell’Aquila.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Ieri Dario Franceschini ha annunciato che il Pd è
pronto a collaborare in Parlamento quando il governo presenterà provvedimenti legislativi e finanziari per affrontare l’emergenza terremoto in
Abruzzo. Lo considera un atteggiamento responsabile da parte del suo partito?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Lo considero un comportamento naturale. Non avevo
alcun dubbio che il mio partito avrebbe assunto un atteggiamento del genere. Come non ho dubbi che l’esecutivo cercherà, nell’individuazione delle misure per
fronteggiare il dramma abbattutosi sull’Abruzzo e per avviare un percorso di ripresa e di ritorno alla normalità, il
confronto nelle aule parlamentari.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Il patrimonio artistico, storico e culturale dell’Aquila e delle altre zone è stato ferito. Come fare perché questa ricchezza non vada perduta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

L’Aquila e la sua provincia sono un deposito di storia
dell’arte come poche altre nel nostro Paese. Campanili e torri hanno rappresentato nel tempo un riferimento costante e rassicurante per tutti coloro che attraversavano
quelle zone o lavoravano nelle campagne. Le chiese conservano memorie pittoriche rinascimentali. Senza contare i tanti palazzi nobiliari o i manufatti dell’epoca romana e preromana. Una ricchezza inestimabile che, accostata alla bellezza della natura, fa dell’area un patrimonio non solo italiano ma europeo tant’è che ha attratto,
in questi ultimi anni, flussi di visitatori straordinari. Ebbene, questa ricchezza va preservata, va salvata, va rimessa a disposizione degli aquilani e di tutti perché in essa
è iscritta la memoria della gente. Ma in essa è anche depositata la possibilità di un nuovo sviluppo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=LCCCJ&quot;&gt;La Discussione - Simona D'Alessio&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Elio VITO: Parte il lavoro di 1.500 tecnici. «Così decidiamo quali sono le case da demolire» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/09/elio-vito/parte-il-lavoro-di-1-500-tecnici-%C2%ABcos%C3%AC-decidiamo-quali-sono-le-case-da-demolire%C2%BB/390937"></link>
  <updated>2009-04-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390937</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Rapporti con il Parlamento (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L`AQUILA -Pure Silvio Berlusconi le ha notate. «Cosa sono quelle lesioni a forma di ics?» ha domandato ieri durante il sopralluogo a quello che rimane del centro storico dell`Aquila, indicando due crepe a forma di croce su una delle facciate della Casa dello studente, sotto la quale sono morti 3 ragazzi e 4 sono ancora dispersi. Gli esperti la chiamano «Croce di Sant`Andrea». E quando la vedono si mettono le mani nei capelli.
&lt;br /&gt;

«È un bruttissimo segno spiega l`ingegnere dei vigili del fuoco Alessandro Pugliano -: equivale alla condanna a morte dell`edificio».

&lt;p&gt;
Da oggi, nella tragedia abruzzese, si apre una seconda fase: dopo le persone, che naturalmente restano la priorità, scatta l`ora delle verifiche e delle diagnosi sullo stato di salute del patrimonio immobiliare dell`Aquila e dintorni. Case private e pubbliche. Chiese ed edifici d`arte.

&lt;p&gt;
«Almeno 50-60 mila immobili» quantifica il professore Mauro Dolce, direttore dell`ufficio Rischi sismici della Protezione civile. Edifici in parte divorati dalla violenta scossa di lunedì scorso, ma già fortemente debilitati dallo sciame sismico che tormenta questa terra da oltre due mesi. Le squadre sono già entrate in azione. E stata costituita una commissione mista, che, come &lt;b&gt;ha annunciato in Senato il ministro Vito&lt;/b&gt;, «potrà contare su 1.000-1.500 tecnici specializzati». Ieri i primi sopralluoghi in edifici pubblici, a partire dalle scuole. Oggi tocca alle abitazioni private.

&lt;p&gt;
La chiamano «verifica di stabilità».&lt;br /&gt;


È una sorta di check up. Operano in due: un ingegnere e un geometra.&lt;br /&gt;


E, come spesso accade anche per i medici, il primo strumento al quale si affidano per valutare lo stato di salute degli immobili è l`esame visivo. «È come leggere un libro afferma l`ingegner Pugliano, vigile del fuoco milanese: «attraverso l`analisi del tipo di lesioni provocate dal terremoto si riesce a valutare se un edificio è totalmente inagibile, e quindi va abbattuto, o se invece è possibile recuperarlo». Indizi chiari, inequivocabili. Tre su tutti.

&lt;p&gt;
La prima è la famigerata «Croce di Sant`Andrea». «In questo caso ancora Pugliano -non ci sono dubbi:

il collasso delle strutture è imminente.&lt;br /&gt;


Se la casa è in muratura, non c`è alcuna speranza. Ma anche se è stata costruita in cemento armato, non c`è da farsi molte illusioni». Il secondo indizio riguarda invece le strutture verticali, a cominciare dalle colonne. «Qui la presenza di lesioni di solito indica un effetto schiacciamento.&lt;br /&gt;


Bisogna esaminare attentamente la base della struttura: se vi è stata un`espulsione di materiale, allora significa che la scossa sismica ha sottoposto la parte in questione ad una forte contrazione alto-basso.

Anche in questo l`inagibilità è frequente, a volte la situazione è recuperabile».&lt;br /&gt;


Infine, l`imbarcamento. Che di solito riguarda le travi ed è infido: «Bisogna porre molta attenzione continua l`ingegnere - a prima vista può sembrare tutto a posto, poi invece si scopre che la forza del terremoto ha sottoposto la struttura a movimenti che l`hanno indebolita».&lt;br /&gt;


Poi si passa a tetti e fondamenta.

«Capita spesso che a causa del sisma il tetto eserciti una pressione ai lati che disarticola l`intera struttura sottostante, mentre per le fondamenta il rischio è quello di cedimenti differenziali, cioè di singole parti, causati dalle frane innescate dalla scossa». Nel caso l`esame visivo non fornisca responsi certi (inagibile, recuperatile, abitabile), si passa ad analisi più sofisticate. &lt;br /&gt;
«Sarà un lavoro di diversi mesi, una squadra di esperti impiega circa mezza giornata per esaminare un immobile» afferma il professor Dolce. I primi edifici a finire sotto la lente d`ingrandimento saranno «quelli meno danneggiati per poter far rientrare più persone possibili». Poi si passerà ai casi più gravi. «Il centro storico? Lo terremo per ultimo: tanto, con la psicosi creata dalle continue scosse, nessuno vuole rientrare» sospira Dolce.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=LC9JC&quot;&gt;Il Corriere della Sera - Francesco Alberti&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI: &quot;No alle polemiche. Ma sì ad aiuti esteri&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/07/dario-franceschini/no-alle-polemiche-ma-s%C3%AC-ad-aiuti-esteri/390916"></link>
  <updated>2009-04-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390916</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il segretario del Pd Dario Franceschini ribadisce l'intenzione di non alimentare polemiche davanti alla tragedia in Abruzzo ma chiede al governo di accettare gli aiuti internazionali. &quot;La linea scelta dal Pd - afferma Franceschini - di fronte al dramma dell'Abruzzo è doverosa: di fronte all'emergenza non ci deve essere nessuna polemica, perché è il momento di unire tutte le forze del Paese. E ancora una volta, come dimostra il lavoro straordinario degli uomini della Protezione civile, dei Vigili del Fuoco, di tutte le forze dell'ordine e dei volontari, l'Italia sta dimostrando che nelle situazioni più difficili dà il meglio di sé. E' importante che il Paese sia unito, perché ci sono ancora delle vite da salvare sotto le macerie, ci sono persone che hanno perso la casa e che hanno bisogno di un tetto, di viveri, di assistenza medica&quot;. 


&lt;p&gt;
Il governo però, aggiunge il leader Pd, &quot;valuti con attenzione se non sia urgente accettare le offerte di aiuto che provengono da altri Paesi, che si sono detti pronti a mettere a disposizione le loro strutture di Protezione civile&quot;. &quot;Non ci sarebbe - evidenzia Franceschini - niente di male: anche l'Italia, in passato, ha mandato i propri uomini a fronteggiare l'emergenza per il terremoto in Turchia, per gli incendi in Spagna, per le alluvioni in Germania&quot;. Nel frattempo, conclude, &quot;come abbiamo annunciato ieri, il Pd ha offerto alle Protezioni Civili regionali le proprie strutture e i propri volontari. Già da adesso quindici cucine da campo, utilizzate in occasione delle feste del partito in Umbria, Toscana ed Emilia, sono pronte a partire per le zone colpite dal terremoto&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_932445931.html&quot;&gt;Ansa.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
</feed>
