<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - Argomento: alleanze</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <link rel="self" href="http://politici.openpolis.it/feed/tagDeclarations/431"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI: Partiti:«S'impone la capacità di autoriformarci» - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/26/dario-franceschini/partiti%C2%ABsimpone-la-capacit%C3%A0-di-autoriformarci%C2%BB-intervista/627167"></link>
  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>627167</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;

Dario Franceschini, capogruppo alla Camera del Pd, plaude alle parole di Giorgio Napolitano sui partiti. «I richiami del presidente della Repubblica - spiega - sono sempre molto pertinenti. Stavolta quello rivolto ai partiti è stato particolarmente forte. Siamo in un passaggio molto complicato perché incrociamo, tra redditi bassi e disoccupazione, il massimo di difficoltà delle persone causate dalla crisi economica, che alimenta sentimenti di paura e frustrazione nei confronti di chi dovrebbe portare fuori da questa situazione, cioè la politica. Dunque la miscela è carica di rischi e proprio per questo ancora più centrato è il monito del capo dello Stato: se la politica non recupera la sua credibilità e capacità di guida, il pericolo è che si apra un’autostrada al populismo, alla demagogia». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;E come si fa a passare dalle parole ai fatti, presidente? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«In Italia la questione è aggravata dagli scandali, che non riguardano solo l’aspetto giudiziario ma anche e soprattutto quello dei comportamenti. Il susseguirsi di vicende poco edificanti aumenta la sfiducia dei cittadini nella politica. Ma c’è un problema ancora più di fondo. La globalizzazione è stata guidata dai mercati, dai grandi interessi economici, dalla finanza. E la politica si è totalmente fatta sfuggire di mano la situazione. Quel che appare è che siano i mercati ad imporre le scelte agli Stati nazionali e non viceversa come dovrebbe essere. Questo è davvero un problema enorme». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Per risolvere il quale non basta l’impegno italiano: serve un’azione a livello europeo. Giusto? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Esattamente, c’è una dimensione europea che va recuperata. La vittoria in Francia di Hollande, che auspico, può aiutare a cambiare registro. Aggiungo anche che nel 2013 si voterà in Italia e in Germania: è chiaro che un ritorno a governi a guida progressista può favorire un’inversione di tendenza rispetto allo strapotere degli interessi finanziari globali. In particolare può rovesciare il teorema in base al quale nel periodo di massima crisi si pretende il massimo di austerità, salvo poi lamentarsi che manca la crescita». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Avanti con Monti fino al 2013. Conferma? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Sicuro. Le elezioni a ottobre sono un esercizio mediatico e basta. Certo che se c’è chi si aspetta dal premier un miracolo a settimana, può rimanere deluso. La crisi non è certo finita per questo c’è bisogno di un altro anno di lavoro pieno». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Napolitano ha detto che i partiti sono indispensabili ma che debbono estirpare il marcio al loro interno. Come? Basta rivedere il finanziamento pubblico? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Mi pare che la proposta fatta da Bersani di dimezzarlo sia molto forte. Il finanziamento pubblico deve rimanere, com’è in tutta Europa. Mettere tutto in mano ai privati, come vorrebbero alcuni, creerebbe un meccanismo di condizionamento della politica ancora più pericoloso. L’impegno del Pd è di portare in aula entro maggio questo provvedimento». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Insisto: basta o serve uno scatto in più? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Bisogna anche attuare l’articolo 49 della Costituzione perché sia assicurata la democraticità interna. Senza dimenticare che al di là delle regole molto passa attraverso comportamenti individuali. I partiti devono avere degli anticorpi interni che prevengono e circoscrivono atti poco etici o di malcostume prima ancora che ci sano eventuali interventi della magistratura. Sarà un percorso lungo e difficile. La gente deve vedere corrispondenza tra le parole dei politici e il loro stile di vita. Solo così la credibilità, la fiducia, il rispetto e l’autorevolezza sarà recuperata». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Anche la necessità di una nuova legge elettorale è stata richiamata da Napolitano. Casini ha lanciato un allarme: sono all’opera guastatori che vogliono impedire la riforma. Si sente accusato? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Per quanto riguarda noi del Pd si tratta di un’accusa assolutamente priva di fondamento e Casini lo sa bene. Noi con il mantenimento del Porcellum abbiamo solo da rimetterci. Primo perché vincola ad alleanze forzose; secondo perché il nostro elettorato non accetterebbe mai di tornare a votare con le liste bloccate. Quindi faremo di tutto, ripeto di tutto, per fare la riforma». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;E allora chi è che frena? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Da mesi io temo che, per come sono messi, il Pdl e in parte anche la Lega puntino a mantenere l’attuale sistema. Perché li costringe a stare insieme e poi perché possono continuare a nominare i parlamentari. Proprio per questo noi dobbiamo pretendere che si giochi a carte scoperte. E’ evidente che o entro maggio c’è la prima lettura delle riforme costituzionali e un’intesa politica sulla legge elettorale, oppure è una presa in giro e noi non possiamo starci. Le riforme costituzionali non possono diventare l’alibi per allungare il brodo e alla fine non fare nulla».&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sul 25 aprile ci sono state riserve da parte di settori dell’Anpi sulla presenza di esponenti politici del centrodestra alle manifestazioni. Anche la Polverini e Alemanno sono finiti nell’occhio del ciclone. Condivide? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Capisco che accostare al 25 aprile persone che hanno una storia diversa è faticoso. Ma noi del Pd e in generale del centrosinistra dobbiamo pazientemente ricostruire un tessuto di valori condivisi anche dagli avversari. Quando ero segretario del partito, per diverse settimane ho sfidato Berlusconi, allora presidente del Consiglio, a celebrare per la prima volta il 25 aprile. Lo fece a Onna, naturalmente trasformando tutto in uno spot personale. Anche dentro il mio campo ci fu chi disse: è stato un bel boomerang. Io invece resto convinto di aver fatto bene, perché l’anniversario della Liberazione deve essere una ricorrenza nella quale tutti si possono e devono riconoscere. E non solo metà Paese». &lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1E52EN&quot;&gt;Il Messaggero - Carlo Fusi&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: «Nel 2013 c’è Monti, non è una parentesi. Saremo alleati solo con chi lo sostiene»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/22/pier-ferdinando-casini/%C2%ABnel-2013-c%E2%80%99%C3%A8-monti-non-%C3%A8-una-parentesi-saremo-alleati-solo-con-chi-lo-sostiene%C2%BB-intervista/626849"></link>
  <updated>2012-04-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626849</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Monti dovrebbe «continuare a servire il Paese». E le future alleanze elettorali non potranno prescindere «dall’esperienza di questo governo». Pier Ferdinando Casini getta le basi del nuovo partito dei moderati, calamita per i centristi di Pd e Pdl e per quel che si muove fuori dalla politica. Quasi in un capovolgimento dei ruoli adesso è lui a dettare le condizioni ai potenziali alleati. E se Montezemolo critica il progetto e va a trovare Berlusconi, pazienza, «sono amici da vecchia data».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ieri lo scioglimento dei vertici Udc. E domani, presidente Casini? Cosa accadrà dopo le amministrative?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il segretario Cesa ha compiuto un atto tutt’altro che scontato, nei confronti dei dirigenti Udc abbiamo un debito morale forte: ci hanno consentito di fare la marcia nel deserto mentre tutti ci ritenevano velleitari. Non ci siamo arruolati da una parte o dall’altra. Ma oggi comprendiamo che non possiamo essere solo noi artefici del nostro destino politico. Dobbiamo costruire con altri, con gli elettori moderati innanzitutto, un progetto senza predellini».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Chi sono gli “altri”?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Si avvicinerà a noi chi ha voglia di condividere la nuova avventura. Sono quel che si definisce un professionista della politica, ma al pari di altri mi sento in dovere di fare ancora la mia parte. Insieme a professionisti, sindacalisti, imprenditori».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Anche perché il discredito che travolge politici e partiti è senza precedenti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La ragione dell’antipolitica è nella cattiva prova che abbiamo dato in questi anni: tra demagogie, promesse di predicatori e populisimi. Oggi il mosaico va cambiato».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non ne farà parte Montezemolo, che va a trovare Berlusconi e sostiene che state vendendo un prodotto che non c’è.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ho grande rispetto per Montezemolo. Che lui e la sua fondazione abbiano delle critiche da muovere al progetto è comprensibile. Mi dispiacerebbe se ne fossero indifferenti. E non mi stupisce che incontri Berlusconi: penso siano amici di vecchia data».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quel mosaico di cui parla lo comporrete invece coi ministri tecnici del governo Monti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non faccio nomi, i ministri lavorino con serenità. Certo, mi piacerebbe averli, ma qualunque nome facessi adesso sarebbe strumentalizzato e offrirebbe lo spunto per creare difficoltà al governo: ed è chiaro che c’è solo chi spera in questo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Puntate a diventare il primo partito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non mettere i limiti alla provvidenza. Spero sia una forza politica di primo piano».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Stando ad alcuni sondaggi il vostro bacino elettorale sarebbe superiore al 20. Lei ci crede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’ambizione di crescere è propria della politica».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sembra che Fini non ami la formula partito e preferisca il movimento politico.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non comprendo la differenza tra partito e movimento politico, ma con Fini non c’è distonia. E se ancora nulla è deciso è per un problema di sostanza: l’impresa è collettiva e collettiva deve essere la decisione. Se poi qualcuno del Terzo polo la pensa diversamente, ce ne faremo una ragione, andremo avanti lo stesso».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Intanto perdete un pezzo: il governatore siciliano Raffaele Lombardo e il suo Mpa.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Per quanto mi riguarda, la sua decisione mi solleva da una preoccupazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per via dell’inchiesta in cui è coinvolto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Confido che il presidente possa dimostrare la sua estraneità. Ma il nostro progetto deve essere lontano dal clientelismo assistenziale che per anni ha caratterizzato un certo meridionalismo. Ed anche da un sindacalismo territoriale che cerca di evocare idee leghiste».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Avete lanciato l’Opa sui moderati di Pdl e Pd, come si dice?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Se fossi in Alfano mi arrabbierei molto per le esternazioni nervose di esponenti del Pdl nei nostri confronti. Rivelano una certa sfiducia nel Popolo della libertà, oltre che una comprensibile apprensione per ciò che si muove fuori dal loro recinto. Ma Alfano è un’altra cosa: lo stimo molto e spero riesca a fare un cambio di passo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La preoccupa la “grande novità politica” da lui annunciata?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Osserverò con attenzione quel che di nuovo avranno da proporre. E se mi convincerà sarò il primo a esserne interessato. Ma una cosa deve essere chiara. Le possibili convergenze ruotano attorno all’esperienza Monti. Non potremo condividere alcuna alleanza con chi cerca di indebolirlo. E se si indugia ancora nella mitologia del berlusconismo è difficile costruire l’unità dei moderati».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dunque la condizione per un’intesa sarà la permanenza del Professore a Palazzo Chigi anche dopo il 2013?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io mi auguro che Monti continui a servire il Paese. Perché credo che lo interpreti al meglio. Una forza moderata come la nostra deve operare per il coinvolgimento dei più responsabili per assicurare anche dopo il voto stabilità e crescita a un Paese che solo ora sta imboccando la strada giusta. L’alternativa qual è? Tornare a un post prodismo o a un post berlusconismo fuori tempo massimo?»
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Firmerebbe per la conferma di Monti al governo e Napolitano al Quirinale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«I vertici delle istituzioni non possono essere trascinati dai gossip. Fare del toto istituzioni è irrispettoso».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Esclude le elezioni a ottobre ipotizzate da alcuni ?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Chi pensa che siamo fuori dall’emergenza o è un matto o è un irresponsabile. Il governo andrà avanti un anno, fino al termine della legislatura».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1DYJUS&quot;&gt;la Repubblica - Carmelo Lopapa&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>FRANCO MIRABELLI: Oggi per il Pd si aprono nuove prospettive</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/11/franco-mirabelli/oggi-per-il-pd-si-aprono-nuove-prospettive/626654"></link>
  <updated>2012-04-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626654</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Oggi per il Pd si aprono nuove prospettive. Oggi più che mai serve quella grande forza riformista capace di proporre un progetto che parli a tutta la società italiana che avevamo in mente quando abbiamo costruito il Pd. Il governo Monti è figlio di una consapevolezza, sempre più diffusa, che per farcela, l’Italia ha bisogno di riforme che guardino al futuro, ricostruiscano il senso civico e la convivenza e mettano in discussione i privilegi sulla cui difesa si è spesso costruita la politica. Serve un cambiamento vero delle istituzioni, della politica, dei partiti. Serve più equità sociale e mettere al centro l’Italia di domani e i giovani di oggi invece degli interessi del contingente. Dopo il governo Monti nulla deve tornare come prima, la politica e il Pd devono saper pensare all’Italia senza la tentazione di riprodurre i vecchi schemi, le vecchie logiche e le vecchie alleanze. Il Pd è nato per questo.” Lo ha dichiarato &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt;, consigliere regionale Pd della Lombardia alla rivista online &lt;a href=&quot;http://www.arcipelagomilano.org/eletti-da-vicino-4&quot;&gt;ArcipelagoMilano&lt;/a&gt;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.arcipelagomilano.org/eletti-da-vicino-4&quot;&gt;arcipelagomilano.org&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI: Pd: recuperare spazi a sinistra</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/12/dario-franceschini/pd-recuperare-spazi-a-sinistra/625636"></link>
  <updated>2012-03-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625636</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il Pd da qui alle prossime politiche deve puntare a ''recuperare a sinistra, tenendo fermi i valori dell'uguaglianza, della giustizia sociale e affrontando le sfide della modernita''' e ''lasciando perdere polemiche ''inutili e stucchevoli'', come il grado di convincimento del sostegno al governo Monti, ''governo che noi abbiamo voluto: e' la destra che l'ha subito''. Lo afferma il capogruppo alla Camera &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; in &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6956&quot;&gt;un'intervista a &lt;b&gt;l'Unita'&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;p&gt;

L'anno che separa dal voto, quando si tornera' alla ''fisiologia democratica'', per &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; va impiegato ''per trasmettere agli italiani l'idea di Paese che abbiamo in mente per il futuro''. E se serve ''un'alleanza aperta a pezzi di centro'' questo e' ''complementare alla necessita' di non lasciare incustodita o nelle mani di altri una vera e propria prateria alla nostra sinistra'' che sommando Sel, Idv e altre sigle, piu' Grillo e l'astensionismo arriva ''attorno al 20-25%''.


&lt;p&gt; &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6956&quot;&gt;&lt;b&gt;Intervista a Dario Franceschini - L'Unità&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6956&quot;&gt;L'Unità&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI: Pd: dobbiamo riprenderci la sinistra </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/07/dario-franceschini/pd-dobbiamo-riprenderci-la-sinistra/625510"></link>
  <updated>2012-03-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625510</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Penso che il Pd debba riappropriarsi del non poco spazio
che sta alla sua sinistra&quot;. E per il dopo Monti, &quot;nessuna Grande Coalizione, dovremo offrire al Paese un'alleanza tra progressisti e moderati&quot;. Lo dichiara in &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6945&quot;&gt;un'intervista alla &lt;i&gt;Repubblica&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; l'esponente del Pd &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, mandando un messaggio ai colleghi che attaccano Bersani dopo
l'esito delle primarie del Pd di Palermo. Secondo Franceschini il Governo Monti &quot;e' un'esperienza temporanea e noi dobbiamo usare l'anno che ci rimane per parlare anche a chi non vota Pd. E poi ci sara' un ritorno alla
normalita', con il confronto fisiologico destra/sinistra,
conservatori/progressisti&quot;. In merito ad un'eventualita' che Monti resti il premier, &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; sottolinea che &quot;Monti non fara' mai il candidato di una delle due parti&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;Il leader del Pd - conclude &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - c'e' ed e' Pier Luigi Bersani fino al prossimo congresso, che si terra' nell'autunno 2013, cioe' dopo le polemiche&quot;.
&lt;p&gt; &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6945&quot;&gt;&lt;b&gt;Intervista a Dario Franceschini - La Repubblica&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6945&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI: Questa è una maggioranza fatta da avversari che torneranno ad essere tali</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/02/dario-franceschini/questa-%C3%A8-una-maggioranza-fatta-da-avversari-che-torneranno-ad-essere-tali/625412"></link>
  <updated>2012-03-02T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625412</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Sottoscrivo totalmente le parole di Bersani. Abbiamo detto sin dal primo giorno che la maggioranza che sostiene il governo Monti per salvare il Paese dall'abisso in cui l'aveva portato Berlusconi, è fatta di avversari che torneranno ad essere tali alle prossime elezioni e dopo di esse. Nessuna ambiguità può esserci e ci sarà su questo&quot; - a dirlo è &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6938&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>David-Maria SASSOLI: Da qui può nascere il partito dei socialisti e democratici europei</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/24/david-maria-sassoli/da-qui-pu%C3%B2-nascere-il-partito-dei-socialisti-e-democratici-europei/625574"></link>
  <updated>2012-02-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625574</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Oggi è un esercizio inutile sia mettere in contrapposizione Pd e socialismo che lavorare per rintracciare al nostro interno il pedigree di culture del 900. Noi dobbiamo essere orgogliosi di quanto fatto fin qui e adesso bisogna continuare a lavorare per costruire una forza progressista europea». 
&lt;p&gt;Lo ha detto &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt; in &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocratico.it/doc/231361/sassoli-da-qui-pu-nascere-il-partito-dei-socialisti-e-democratici-europei.htm&quot;&gt;un'intervista al quotidiano &lt;b&gt;L'Unità&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;p&gt;
«Partiamo da un concetto: non servono battaglie nominalistiche e non partiamo da zero. Il Pd ha fondato un nuovo gruppo nel Parlamento europeo che può essere la premessa per la nascita del Partito dei socialisti e dei democratici europei. Naturalmente, perché questa esperienza possa progredire c’è bisogno dell’impegno di tutti. Come ha ricordato di recente lo stesso Bersani, anche i socialisti devono cambiare» - continua &lt;b&gt;Sassoli&lt;/b&gt;.

&lt;p&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.partitodemocratico.it/doc/231361/sassoli-da-qui-pu-nascere-il-partito-dei-socialisti-e-democratici-europei.htm&quot;&gt;&lt;b&gt;Intervista a David Sassoli - L'Unità&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocratico.it/doc/231361/sassoli-da-qui-pu-nascere-il-partito-dei-socialisti-e-democratici-europei.htm&quot;&gt;l'Unità&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Achille OCCHETTO: «Il rischio è un’alternativa tra due moderatismi»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/22/achille-occhetto/%C2%ABil-rischio-%C3%A8-un%E2%80%99alternativa-tra-due-moderatismi%C2%BB-intervista/624893"></link>
  <updated>2012-02-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>624893</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Questo governo è nato per salvarci dal default ma per il dopo serve una svolta, bisogna garantire lavoro e giustizia sociale. È difficile dire oggi quello che succederà dopo il governo Monti. Molto dipenderà innanzitutto dall’esito delle amministrative e dai risultati di questo governo tecnico. Ci sono ancora troppe incognite». 
&lt;p&gt;Meglio partire, allora, da quello che Achille Occhetto, ultimo segretario del Pci, primo del Pds, vorrebbe che accadesse. Intanto gli piacerebbe che la smettessero di evocare in ogni occasione la battuta che fece alla vigilia delle elezioni del 1994 «sulla gioiosa macchina da guerra». «La dissi scherzando con i giornalisti, era un ossimoro e sinceramente mi stupisce che una persona colta come Enrico Letta la ritiri fuori oggi. Nel 1994 l’errore fu fatto dal Ppi. Io mi battei per fare una coalizione con loro, mentre loro erano convinti di essere ancora al centro della politica, senza rendersi conto che era iniziata la fase bipolare. Poi, io non getto la croce su Martinazzoli come gli ex Dc fanno con me, ma sono convinto che quel loro errore portò Berlusconi al governo. Rispedisco la critica a Letta». Messo a posto Letta, torna al Paese.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che cosa dovrebbe seguire al governo dei tecnici?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sarebbe bene che la politica si riformasse nel profondo. Rimane, purtroppo, ancora come tema centrale quello che fu posto prima che scoppiasse Mani pulite: l’autopurificazione della politica con una netta distinzione tra politica e affari. A differenza di allora oggi questo problema sta investendo tutto l’arco politico italiano ed è diventata una emergenza. Una volta riformata la politica, sarebbe importante, poi, ricreare un’alternativa tra un centrosinistra vero e un centrodestra vero».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Teme uno schiacciamento al centro di tutti gli schieramenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Temo che la politica possa ridursi in un’alternativa fra una destra che piace ai salotti buoni e una destra dei salotti cattivi, ossia un’alternativa fra due moderatismi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Con a capo un leader né di destra né di sinistra, che per esempio arriva dall’attuale governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«In politica non esiste un leader asettico. Un conto è un governo che nasce come è nato quello attuale in un momento in cui si pensava che il Paese fosse ad un passo dal default e quindi ci si è affidati ad una personalità credibile come Monti altro è la politica di lungo corso. E comunque non credo che la proiezione di questa fase sarà neutra, sarà moderata e ancora monetarista, senza facilitare quella svolta necessaria dopo il governo Monti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il sindaco Emiliano lancia l’idea di una lista civica nazionale aperta al Terzo Polo per recuperare quella credibilità dei partiti verso l’opinione pubblica che oggi non c’è.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non riesco a immaginare questa come una possibilità. Mi preoccupa molto l’impostazione di fondo di questa discussione, fondata sull’ingegneria delle alleanze. Si è partiti con il piede sbagliato perché le alleanze vanno misurate sui contenuti e sui programmi. A mio avviso si dovrebbe passare dalle primarie sui nomi alle primarie sui programmi perché quello che serve è un grande dibattito sui nodi che le forze politiche dovranno sciogliere durante la prossima legislatura». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Primarie sui temi caldi? A cosa pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Innanzitutto a lavoro, giustizia sociale, sviluppo e ambiente: un programma che affronti questi temi in modo strettamente legato tra loro, il nucleo centrale di tutte le altre proposte programmatiche. Vogliamo aprire un confronto con i cittadini su tutte quelle politiche di messa in sicurezza del territorio e della riconversione ecologica dell’economia? Credo che aprire una discussione su questo riavvicinerebbe l’opinione pubblica alle forze politiche, anche se è evidente che prima di tutto si deve procedere ad una disinfestazione dell’ambiente politico.&lt;br /&gt;


L’altra questione fondamentale resta l’Europa: è stata tradita l’idea di Spinelli e di Delors. Se vogliamo uscire dal duo nefasto Merkel-Sarkozy bisogna fondare un’Europa federale dove è la politica a prendere il posto di comando».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Da quello che dice sembra che la sua attenzione non si sia mai soffermata sulla foto di Vasto. È così?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«La foto di Vasto ha un senso se serve a dimostrare che stavolta non c’è l’intenzione di lasciare fuori dal gioco alcune forze politiche. Ma da sola non basta. Oggi la questione non ruota più intorno alle sigle dei partiti, la gente ha il sospetto che chiunque si presenti, con qualunque formula, ci si trovi sempre di fronte alla stessa acqua pestata nello stesso mortaio. Si deve dimostrare, invece, che entra acqua nuova e che c’è la possibilità di trovare un accordo su alcune idee forti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Occhetto, altro tema caldo è la legge elettorale. Crede che alla fine si troverà un accordo largamente condiviso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Sono piuttosto pessimista perché gli accordi elettorali dovrebbero essere fatti sulla base di una valutazione delle condizioni del Paese, prevedendo il massimo di rappresentanza e di partecipazione per facilitare il prosciugamento dell’astensione. Purtroppo credo che i due partiti maggiori si metteranno intorno ad un tavolo per decidere quale sistema elettorale permetta a chi di loro vince di avere il massimo risultato». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Come valuta il governo Monti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Questo è un governo voluto come un esecutivo di liberazione, che ha ridato fiducia al Paese e ha ristabilito un minimo di dignità all’estero. Quindi il ragionamento su cui è nato è stato giusto e il governo è riuscito a fronteggiare lo tsunami mettendo a riparo l’economia italiana, ma non dobbiamo dimenticare che esistono due economie: quella di carta e quella reale. L’offensiva venuta dall’economia di carta è stata fronteggiata a costo di gravi sacrifici che non sono andati di pari passo con l’equità. Oltre al fatto che oggi rimangono sul tavolo tutti i temi dell’economia reale sui quali il governo tecnico non potrà non arrivare ad un compromesso con i partiti e, se ancora esistono un centrodestra e un centrosinistra, allora sarà difficile trovare un accordo chiaro. Prevedo nuove contraddizioni, per questo penso che già oggi si deve aprire il dibattito sul domani».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Enrico Letta l’ha chiamata in causa anche per il mancato appoggio al governo Ciampi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Mi onoro di essere stato, insieme a Scalfaro, uno degli ideatori del governo Ciampi anche contro una parte rilevante del mio partito. Qui Letta si sbaglia, non abbiamo mai tolto l’appoggio a Ciampi, benché dopo il voto favorevole a Craxi in Parlamento, abbiamo ritirato i nostri ministri».  &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1B3J0Q&quot;&gt;l'Unità - Maria Zegarelli&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>LUCA ZAIA: La sfida: Marghera e off shore. Convincere i player a puntare su Venezia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/14/luca-zaia/la-sfida-marghera-e-off-shore-convincere-i-player-a-puntare-su-venezia/624411"></link>
  <updated>2012-02-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>624411</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Veneto (Partito: Lega) - Consigliere Regione Veneto (Lista di elezione: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Inaugurazione dell’anno portuale: «Non c’è nessuna terna, il nome è uno solo: dobbiamo pensare all’interesse della comunità, il porto deve essere gestito bene, non dobbiamo mettere culi su poltrone».
&lt;p&gt;&lt;i&gt;L’unico modo per intercettare il traffico diretto in nord Europa infatti è fare squadra. Il principio è semplice: far scaricare le merci in Adriatico e distribuirle in treno, andando a superare quella tassa occulta che di fatto è data dal trasporto invece da nord a sud.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; «La Regione coglie questa sfida che passa per il rilancio di queste aree, puntando sull’intermodalità, con la connessione con interporti e traffico portuale. Stiamo portando avanti la partita con la prospettiva della macroregione perché credo che il corridoio Adriatico-Baltico, Helsinki-La Valletta e il corridoio 5 siano tutti elementi su cui dobbiamo lavorare insieme».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/economia/2012/14-febbraio-2012/porto-zaia-lancia-costa-bis-sfida-marghera-off-shore-1903273647295.shtml&quot;&gt;Corrieredelveneto.it - Francesco Bottazzo&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Giorgio ORSONI: «Marghera rimarrà luogo dell’industria. Costa per me già riconfermato»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/14/giorgio-orsoni/%C2%ABmarghera-rimarr%C3%A0-luogo-dell%E2%80%99industria-costa-per-me-gi%C3%A0-riconfermato%C2%BB/624409"></link>
  <updated>2012-02-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>624409</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Venezia (VE) (Partito: Lista Civica - Cen-Sin) - Consigliere  Consiglio Comunale Venezia (VE) (Lista di elezione: Lista Civica - Cen-Sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Marghera rimarrà luogo dell’industria, recuperando con la logistica e il traffico commerciale l’occupazione persa con l’industria». 
&lt;p&gt;Zaia lancia il Costa bis, il sindaco Giorgio Orsoni dice: «È già riconfermato per me».&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/economia/2012/14-febbraio-2012/porto-zaia-lancia-costa-bis-sfida-marghera-off-shore-1903273647295.shtml&quot;&gt;Corrieredelveneto.it - Francesco Bottazzo&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Rosy BINDI: «Legge elettorale priorità assoluta»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/20/rosy-bindi/%C2%ABlegge-elettorale-priorit%C3%A0-assoluta%C2%BB-intervista/623398"></link>
  <updated>2012-01-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>623398</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E' la nuova legge elettorale la grande partita che la politica deve giocare nei prossimi mesi. Dopo la bocciatura dei referendum deciso dalla Corte Costituzionale, che chiede comunque di cambiare sistema, i partiti che appoggiano il governo Monti devono fare comunque i conti con le formazioni politiche che hanno una rappresentanza minore. E con forze importanti che ancora non siedono in Parlamento, come Sel. Il Pd affronta questi e altri nodi all'Assemblea nazionale, la seconda dalla sua fondazione. Rosy Bindi, che del Pd è presidente, parte da qui.
&lt;p&gt;

«È il primo appuntamento dopo cambiamenti straordinari, la prima Assemblea nazionale dopo la fine del governo Berlusconi. Rispetto all'Assemblea precedente siamo dentro un quadro profondamente cambiato. La prima cosa da fare è avviare una riflessione sul rapporto tra questa fase di sostegno al governo Monti e il ruolo del Partito democratico che si candida a governare il cambiamento. Oltre la crisi e oltre il governo Monti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Detto in altre parole vi state ponendo il problema di come sostenere Monti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il nostro sostegno al governo Monti è critico, non acritico. Deve marcare anche alcune distinzioni, chiedere alcuni cambiamenti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
È stata una scelta giusta quella di sostenere Monti a così lunga scadenza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Noi siamo convinti della scelta che abbiamo fatto. Non l'abbiamo subita, siamo stati protagonisti. E con la stessa determinazione sosteniamo che questa fase si conclude con la fine della legislatura. Ma c'è intanto un momento importante da affrontare, quello delle riforme, in cui il ruolo del Parlamento è centrale. Tra queste la priorità assoluta è la riforma elettorale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ci sono le condizioni per un'intesa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Intanto è necessaria la volontà di fare una riforma elettorale. Della nostra volontà non si può dubitare, vorremmo che fosse altrettanta chiara quella degli altri. Perché alcune battute di Berlusconi continuano a preoccuparci. Dopo aver incassato il voto della Lega su Cosentino, Berlusconi ha detto «questa legge elettorale va bene, c'è da cambiare soltanto il premio di maggioranza al Senato». La presa di posizione del Presidente della Repubblica da una parte e dei presidenti dei due rami del Parlamento è un segnale sicuramente importante. La riforma elettorale è una cosa su cui non si scherza, è l'unica possibilità che noi vediamo di riagganciare un rapporto di fiducia con i cittadini, con gli elettori, col Paese».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per questo avete già presentato una riforma che prevede il maggioritario a doppio turno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sì, con una quota proporzionale abbastanza consistente, con un diritto di tribuna. È molto equilibrata e naturalmente siamo disposti a discuterla. L'abbiamo presentata perché facciamo sul serio e dobbiamo raggiungere un accordo in Parlamento perché è lì che si cambia la legge: chiediamo a tutte le forze politiche di parteciparvi, occorre un dialogo un più intenso, più stringente con le forze politiche che sostengono il governo. Noi siamo comunque disponibili a trovare un punto di mediazione perché se vogliamo farla la riforma nessuno si può impiccare alle proprie idee».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Quali sono i punti irrinunciabili della vostra proposta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«La scelta da parte degli elettori di chi va in Parlamento; il cittadino arbitro delle coalizioni e delle formazioni dei governi, una scelta che non può essere lasciata al mercato dei partiti dopo le elezioni; e una legge elettorale che rispetti le identità dei partiti. Noi ci vogliamo presentare con il nostro simbolo, siamo per governi di coalizione dentro i quali il nostro partito non può perdere identità e centralità, né perdere la rilevanza che occupa nel sistema politico».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La proposta ha fatto innervosire Vendola e Di Pietro. Adesso parlano di un polo unitario autonomo dal Pd. Perché c'è la legge elettorale che preme, e per loro è un problema?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Vorrei ricordare a tutti che noi abbiamo sostenuto il referendum, molti di noi sono stati anche trai promotori, le firme la abbiamo raccolte alle nostre feste, non credo che ci sarebbero riusciti Di Pietro e Parisi da soli. È evidente che serve un confronto serrato con le forze che appoggiano il governo, però vorremmo farci interpreti anche di chi non lo sostiene. Insomma per noi questo Governo è comunque una cosa di passaggio, noi guardiamo al futuro e quindi anche alla nostra metà campo. Che possiamo certamente allargare ma che non vogliamo compromettere. Al contrario di Casini, noi non lavoriamo per la grande coalizione per la prossima legislatura. Lavoriamo perché la prossima legislatura sia il frutto di una campagna elettorale nella quale i cittadini scelgono il programma, il progetto, il governo. Lavoriamo perché ci sia una legge elettorale che consenta agli italiani di decidere chi governa la prossima volta».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il rimprovero che vi viene mosso è che siete più attenti a non alterare gli avversari che dovranno votare la riforma elettorale con voi che non gli alleati...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Se loro sono preoccupati che noi siamo più attenti a tenere rapporti con le forze politiche con le quali sosteniamo il governo, anche loro facciano uno sforzo di responsabilità in questa fase della vita del Paese. Perché se Di Pietro e Sel assumono un atteggiamento più responsabile, soprattutto Di Pietro, per noi è chiaro che è più facile costruire l'alternativa del futuro. La critica che loro ci muovono è facilmente rispedibile al mittente».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19NC2U&quot;&gt;Left - Giommaria Monti&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Enrico LETTA: «E' necessario cambiare il Porcellum altrimenti il Pd farà primarie a ogni livello»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/20/enrico-letta/%C2%ABe-necessario-cambiare-il-porcellum-altrimenti-il-pd-far%C3%A0-primarie-a-ogni-livello%C2%BB-intervista/623397"></link>
  <updated>2012-01-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>623397</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Siamo ormai al disprezzo dei cittadini per la politica e uno dei fattori scatenanti è il Parlamento dei nominati»

&lt;p&gt;Il paletto principale del Pd è fissato: «I partiti non nominano più i parlamentari, devono essere i cittadini ad eleggerli», dice il vicesegretario democratico Enrico Letta alla vigilia dell'assemblea nazionale del partito. «Tutto il resto si può mettere sul piatto. Sapendo che l'assetto bipolare è nel nostro atto di nascita come in quello del Pdl». Anche lo sconvolgimento dell'alleanza &quot;naturale&quot; con Idv e Sel «che dipenderà da come Vendola e Di Pietro si muoveranno rispetto ai temi dell'economia, dell'Europa e della società, non certo dal sistema di voto». Un altro punto fermo sulla legge elettorale e le riforme, per Letta è la lealtà alla coalizione di governo: «Se il Pdl pensa di poter fare un accordo con noi senza il Terzo polo significa che non vuole cambiare il Porcellum. La nostra risposta è no».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E se il confronto fallisce e rimane il Porcellum?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«In questo caso il Pd la sua scelta l'ha fatta da tempo. Nel documento dell'ultima assemblea nazionale è scritto chiaramente che noi faremo le primarie per le liste elettorali. E se le parole non bastano, il Pd organizza già le primarie per le elezioni regionali della Toscana dove sono in vigore le liste bloccate. Ma il messaggio che deve passare è un altro: è indispensabile cambiare il Porcellum. Stiamo attenti non dare per scontato che non ce la faremo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma è possibile.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Chi vuole cambiare la legge ha dalla sua parte il capo dello Stato che gioca un ruolo molto importante e la forza dell'opinione pubblica. E il Pd è in grado di esercitare una forte pressione per arrivare al risultato».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Una volta sepolto il referendum non è tutto più difficile?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Abbiamo superato da tempo il livello del discredito. Siamo ormai al disprezzo dei cittadini per la politica e uno dei fattori scatenanti è il Parlamento dei nominati. Basta vedere la differenza di legittimazione di cui gode un sindaco eletto direttamente e quella dei parlamentari scelti dai partiti. Chi ha a cuore il ruolo della politica non può non tenere conto di questo disprezzo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Belle parole. Poi ci sono le alleanze, gli interessi particolari. Il Pd si fida del Pdl, al quale il Porcellum fa così comodo?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Penso che il Pdl non possa tirarsi fuori. Per convenienza, se non altro. L'idea inerziale di poter ricostruire un' asse con la Lega è destinata a scontrarsi con la politica di tutti i giorni. Il governo Monti scaverà un fossato tra Bossi e Berlusconi perché il sostegno all'esecutivo non è compatibile con l'opposizione furibonda e incredibile della Lega».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un'intesa a tre chiuderà la vostra alleanza con Idv e Sel?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Quell'intesa non dipende dalla legge elettorale. Ma dagli atteggiamenti verso i problemi reali. Dopo il governo Monti nulla sarà come prima. Chi pensa che, finita quell'esperienza, si ricomincia come prima fa male i suoi conti. A destra come a sinistra».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=19N3W5&quot;&gt;La Repubblica - Goffredo De Marchis&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI: Governo: Serve la consapevolezza di dover ricostruire</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/14/dario-franceschini/governo-serve-la-consapevolezza-di-dover-ricostruire/618070"></link>
  <updated>2011-11-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>618070</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Secondo &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, capogruppo del Pd alla Camera, in &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6481&quot;&gt;un'intervista rilasciata per il &lt;i&gt;Corriere della Sera&lt;/i&gt;&lt;/a&gt; afferma che sostenere unitamente il governo di emergenza è, per centrosinistra e centrodestra, praticamente &quot;Una strada obbligata&quot;. &quot;Nella vita di ogni partito arriva sempre il momento di scegliere quello che serve al Paese e non le proprie convenienze di parte. In teoria noi avremmo interesse a fare le elezioni, visti i sondaggi, ma non lo facciamo perchè mettiamoa vanti gli interessi del Paese&quot;. &quot;L'unico schema possibile - prosegue &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - è un governo composto da personalità competenti ma fuori dalle appartenenze politiche&quot;. Una situazione eccezionale in cui, secondo il capogruppo del Pd: &quot;Si possono creare condizioni mai avute. Quante volte abbiamo provato a fare delle riforme e non ci siamo mai riusciti: possiamo riuscirci ora perché non c'è più una contrapposizione tra maggioranza e opposizione, ma l'ottanta per cento del Parlamento sostiene il Governo&quot;.  
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6481&quot;&gt;&lt;b&gt;Testo completo dell'intervista a Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6481&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Alfonso GIANNI: Liberismo trasversale  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/12/alfonso-gianni/liberismo-trasversale-intervista/618061"></link>
  <updated>2011-11-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>618061</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Cominciamo a parlare del Pd. Bersani rischia grosso sostenendo questo probabilissimo esecutivo, soprattutto se finalizzato a gestire la fine della legislatura. Che cosa ne pensi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Penso anch’io che questo governo sta nascendo con tutte le intenzioni di durare fino al 2013. Qui non siamo solamente di fronte ad un governo di emergenza. Stiamo assistendo invece ad una operazione politica ambiziosa finalizzata a rompere definitivamente l’alleanza di centro-sinistra e a creare un nuovo corpaccione moderato, quasi sul modello della Grosse Koalition tedesca, che si candidi a governare l’Italia per conto dell’Unione Europea e della Banca centrale europea.&lt;br /&gt;
 Quindi è qualche cosa che nelle sue ambizioni va ben al di là di qualche mese e addirittura pone le premesse per la prossima legislatura. Naturalmente non è detto che tutto ciò si realizzi. Questo governo può anche non farsi perché all’ultimo momento può succedere qualche cosa, anche se questa ipotesi è sempre più improbabile. E naturalmente può anche incontrare successivamente delle difficoltà. Ma l’intenzione è quella che ho detto e quindi le scelte politiche vanno misurate in rapporto a quelle intenzioni.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che cosa rischia il Pd in tutto questo? Viene dato favorito nei sondaggi ma è evidente che se accettasse un governo Monti fino a fine legislatura perderebbe inevitabilmente dei consensi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il Pd rischia certamente di perdere voti e consensi alla sua sinistra, sia nei confronti di Sel che delle altre forze. E anche di perdere voti alla sua destra perché chi potrà avere vantaggio da questo tipo di progetto è invece lo schieramento terzopolista. Cioè quello di Casini e di Fini, più logicamente connaturato a questo tipo di progetto. Quindi Bersani rischia molto. D’altro canto comprendo anche che questo tipo di governo era nelle corde del Pd e quindi non mi stupisco della sua scelta.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Insomma non potevano comportarsi diversamente…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Potrebbero fare diversamente. Per farlo però ci vuole una forte volontà politica che in questo momento Bersani pare non avere.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sel, dal canto suo, ha preso una posizione intermedia. Sì al governo Monti ma purché faccia la patrimoniale e prepari il Paese alle elezioni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non direi. E’ vero che c’è stata un po’ di confusione. Ma, secondo me, &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=16QXT1&quot;&gt;l’intervista rilasciata a Repubblica da Nichi Vendola&lt;/a&gt; è molto chiara. Dice no a questo governo. Dopo di che pone delle condizioni la cui realizzabilità è piuttosto dubbia, perché il progetto Monti pare essere un altro. Intendiamoci. Noi abbiamo fatto della patrimoniale uno dei punti essenziali del programma dell’alternativa. Beh, la semplice reintroduzione dell’Ici non è la patrimoniale. E’ una misura ovvia che ripropone quello che esisteva prima. La patrimoniale è un’altra cosa, una tassazione sui beni immobiliari quanto su quelli finanziari. E quindi Monti non ci può ingannare semplicemente riproponendo la tassa sulla casa e ritornando così semplicemente allo scenario precedente a quello di Berlusconi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il sì di Bersani a Monti mette in forse l’alleanza con l’Idv e Sel. Che cosa può succedere?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Questo è il punto delicato della questione. Io infatti insisto sul fatto che, parlando della mia formazione politica in primo luogo, questa debba produrre una opposizione tenace al governo. Però, nello stesso tempo, deve fare un’opposizione di qualità e qualificata in senso propositivo in modo tale da mantenere da un lato viva la interlocuzione con le altre forze del centro-sinistra e nello stesso tempo la relazione con i movimenti sociali in modo tale da puntare alla ricomposizione della coalizione una volta arrivata la scadenza elettorale. Altrimenti questo significa lasciare che vada in porto senza alcun ostacolo quel disegno che ho prima descritto.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E la Cgil?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
La sua posizione è inequivocabilmente favorevole alla costruzione del governo Monti. Per dirla con un battuta di un operaio di Brescia con cui ho parlato oggi, il rischio è che i lavoratori si trovino a scioperare per le pensioni assieme alla Lega contro un governo in cui c’è dentro la sinistra.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Tornando a Sel, dopo le cose dette da Vendola non potrebbe e dovrebbe essere più facile ricucire con la Federazione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Io sono da sempre fautore di un processo riunificatorio. Almeno nella sostanza sono perché esista una sinistra senza aggettivi in questo Paese. E quindi non posso che essere contento se c’è un punto d’incontro. E dovremmo cogliere l’occasione per approfondire la possibilità di un’intesa di programma e di contenuto. Questa è la sfida che dobbiamo rivolgere a noi stessi.
&lt;p&gt;
&lt;i&gt;Alfonso Gianni&lt;/i&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Esponente di Sel e già sottosegretario allo sviluppo economico nell’ultimo governo Prodi – fin dai tempi della scissione del 2008 ha cercato di fare da ponte tra il suo partito e la Fds. Ribadisce questo concetto anche adesso che la sinistra deve fronteggiare l’era Monti con tutto ciò che consegue&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;


 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2011/11/12/17334-liberismo-trasversale-intervista-ad-alfonso-gianni/&quot;&gt; Controlacrisi.org | Liberazione - Vittorio Bonanni&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI: Alleanza Sicilia dentro schema nazionale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/07/dario-franceschini/alleanza-sicilia-dentro-schema-nazionale/617952"></link>
  <updated>2011-11-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>617952</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Noi a livello nazionale proponiamo un'alleanza tra Terzo Polo e centrosinistra, mi sembra che la linea che sta tenendo il Pd siciliano sia dentro questo schema&quot;.
&lt;p&gt; Lo ha detto il capogruppo del Partito Democratico alla Camera, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, oggi a Catania per un'iniziativa del Pd. Secondo &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;, il premier Silvio Berlusconi &quot;non ha piú la maggioranza alla Camera. Se non si dimetterá ci sará un'iniziativa per dimostrare che non ha piú i numeri&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.siciliaonline.it/ultimora/politica/43262-pd-franceschini-alleanze-sicilia-dentro-schema-nazionale&quot;&gt;Italpress&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Luigi BERSANI: «L'euro non è la malattia. La malattia è l'Europa delle destre, l'Europa della Merkel e di Sarkozy»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/05/pier-luigi-bersani/%C2%ABleuro-non-%C3%A8-la-malattia-la-malattia-%C3%A8-leuropa-delle-destre-leuropa-della-merkel-e-di-sarkozy%C2%BB/617943"></link>
  <updated>2011-11-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>617943</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Dopo l'euro non si va indietro, si va avanti perché l'euro non è la malattia.
 La malattia è l'Europa delle destre, l'Europa della signora Merkel e del signor Sarkozy. Quanto a Berlusconi lui nella tragedia si è ritagliato un posto, ma solo nelle vignette di satira. E sia chiaro che anche di questa vergogna dovrà rispondere.
La destra ha messo in ginocchio l'Europa a partire da come è stata gestita l'emergenza Grecia».
&lt;p&gt;A Roma, in Piazza San Giovanni, di fronte ad un'imponente folla riunita per la manifestazione organizzata dal Pd, il segretario Pier Luigi Bersani ha detto che serve &lt;b&gt;«un nuovo governo o si va al voto»&lt;/b&gt; per &lt;b&gt;«ridare dignità all'Italia»&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;
«San Giovanni non è solo una piazza. È il simbolo di tutte le piazze del nostro paese: luoghi dove il popolo italiano con i suoi partiti, le sue associazioni, i suoi sindacati, ha fatto la nostra democrazia. Luoghi di pace, di festa, di lotta. Noi non permetteremo mai che rimangano vuoti. E non permetteremo che rimangano muti. Questa manifestazione si svolge nel cuore di un'emergenza drammatica per l'Europa e per l'occidente e ancora più drammatica per l'Italia. Proprio la coscienza della difficoltà ci spinge a pronunciare oggi una promessa e a stringere un patto con le grandi forze del progressismo europeo. La nostra promessa è che riporteremo l'Italia là dove deve stare. Là dove ci aspetta il mondo. Riporteremo l'Italia alla sua dignità, al suo buon nome, alla vocazione europeista che fu di Spinelli, di De Gasperi, di Prodi».
&lt;p&gt;

«La nostra proposta è un patto di governo tra progressisti e moderati per una legislatura di ricostruzione e per sostenere la riscossa dell'Italia. Noi non cerchiamo ribaltoni. Se c'è discontinuità e cambiamento noi siamo pronti con le opposizioni a un nuovo governo. Però prima di tutto c'è una vecchia pratica da sbrigare: Berlusconi deve andare a casa. O ci va da solo o ce lo manderemo noi, in Parlamento o alle elezioni. Ma deve andare a casa. Lo abbiamo detto da tempo. All'inizio quasi da soli. Poi, mano a mano, si sono uniti gli altri. Con un po' di ritardo, com'è nello stile di una parte di questo paese. Quelli che sventolano la bandiera, ma solo alla fine della partita. Ma va bene lo stesso. L'importante è che lo dicano».
&lt;p&gt;«C'è un solo modo per uscire dalla crisi, con l'equità. Se i sacrifici bisognerà farli, li decideremo noi. Almeno questo, un grande Paese deve poterlo dire. E un grande partito deve dirlo. L'Italia è un grande paese e ha un popolo che ha sempre avuto la forza di rialzarsi e partire. Anche per questo tra le cose che ci indignano di più è vedere il nostro Paese sbeffeggiato, vedere che all'estero dell'Italia si ride. Non era mai accaduto e non lasceremo che accadrà mai più. La realtà è che oggi noi non siamo quello che dovremmo essere ma siamo nel luogo più esposto della crisi, percepiti ormai come un rischio ed esposti alle scelte di altri per colpa di un governo incapace e sconsiderato». 
&lt;p&gt;«Ora serve unità per la ricostruzione, è una sfida per tutti ma tutti devono accettarla guardando il dramma del Paese. Il centrosinistra è alla prova della sua credibilità. Con questo appello alle forze di centro noi non strattoniamo nessuno ma vogliamo mettere davanti a tutti la situazione reale del Paese che non giustifica pregiudizi o barriere insormontabili per chi voglia lasciarsi alle spalle il populismo e mettere in sicurezza i fondamentali del Paese. La destra non è scomparsa, Berlusconi non è stato e non è una barzelletta, la destra ci sarà e sarà forte e aggressiva». 
&lt;p&gt;Bersani ha concluso il discorso con un chiaro riferimento all'unità d'Italia:
 «Viva l’unità per la ricostruzione, viva il Partito Democratico, viva l’Italia»&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/dichiarazione/617943&quot;&gt;Openpolis.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI: Moratoria sulla premiership, prima costruiamo la coalizione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/31/dario-franceschini/moratoria-sulla-premiership-prima-costruiamo-la-coalizione/617838"></link>
  <updated>2011-10-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>617838</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;''Serve una moratoria sul tema leadership della coalizione, non si puo' cominciare dalla coda''. E' l'appello che il capogruppo dei deputati del Pd, Dario Franceschini, rivolge ai colleghi del Partito democratico in &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6431&quot;&gt;un'intervista a Repubblica&lt;/a&gt;, spiegando di provare ''stupore e ammirazione'' per coloro che ''annunciano di voler scendere in campo senza preoccuparsi di specificare quale sia il campo, cioe' l'alleanza che si candidano a guidare''.
&lt;p&gt;

Il capogruppo del Pd alla Camera invita tutti a tener presente che il partito non ha gia' vinto: ''Il rischio reale e' che Berlusconi tiri a campare fino al 2013, fino alla fine della legislatura''. ''Bisogna compiere ogni azione politica in Parlamento e nel Paese - spiega - perche' il prima possibile cada il governo Berlusconi, che non e' gia' caduto.
&lt;p&gt;

Secondo: decidere l'alleanza con cui si andra' alle prossime elezioni, che siano nel 2012 o nel 2013. E continuo a pensare che il lavoro titanico di ricostruzione del Paese debba farlo un'alleanza costituzionale tra tutte le forze oggi all'opposizione''.

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6431&quot;&gt;&lt;b&gt;Testo completo dell'intervista a Dario Franceschini di Repubblica&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6431&quot;&gt;Repubblica&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI: Lettera alla UE: scadenze impossibili da rispettare per questo Governo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/29/dario-franceschini/lettera-alla-ue-scadenze-impossibili-da-rispettare-per-questo-governo/617799"></link>
  <updated>2011-10-29T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>617799</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nella lettera di intenti inviata dal governo italiano all'Europa &quot;ci sono scadenze temporali, a cui l'Ue non poteva non dare fiducia, impossibili da mantenere avendo un governo che non ha la maggioranza nel Paese e in Parlamento&quot;. Ora infatti - ha spiegato Franceschini a margine dell'assemblea regionale del Pd lombardo - il governo di centrodestra riesce a superare gli ostacoli alla Camera &quot;solo quando si tratta di salvare la propria sopravvivenza, cioè con il voto di fiducia. Sul resto, come si vede, o non fanno nulla o sono battuti&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;Noi - ha detto Franceschini rispondendo a una domanda sull'invito a collaborare lanciata da Silvio Berlusconi in vista dell'iter parlamentare per i provvedimenti indicati nella lettera - vogliamo collaborare a salvare il Paese e il primo modo per farlo è un governo credibile con una larga maggioranza parlamentare che finisca la legislatura affrontando le emergenze economiche e cambiando la legge elettorale. Con Berlusconi la situazione può solo peggiorare&quot;.
&lt;p&gt;

Per il capogruppo alla Camera del Pd l'ipotesi di un governo di transizione fino alla scadenza della legislatura è qualcosa di &quot;possibile&quot; e di cui ci &quot;sarebbe assolutamente bisogno&quot;. Una possibilità che &quot;dipende - ha sottolineato - dalla misura in cui le persone che nel centrodestra sanno e dicono privatamente questa cosa, hanno il coraggio individuale di mettere gli interessi del Paese davanti alla fedeltà''.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6429&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Luigi BERSANI: «Pronti alla sfida di governo, io in campo per la premiership»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/28/pier-luigi-bersani/%C2%ABpronti-alla-sfida-di-governo-io-in-campo-per-la-premiership%C2%BB-intervista/617791"></link>
  <updated>2011-10-28T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>617791</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Primarie di centrosinistra, poi patto di legislatura con il centro. Il lavoro con Vendola, Di Pietro e socialisti è avanti: per garantire credibilità a vincolo di maggioranza in Parlamento&quot;. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Pronti ad affrontare la sfida del governo. che sia ora con un esecutivo di transizione, o che sia dopo elezioni anticipate. Perché una cosa è certa. avverte Pier Luigi Bersani, così al 2013 non ci si arriva. Il segretario del Pd traccia la sua road map: primarie di centrosinistra dopo aver stretto un accordo «di credibilità» con Idv, Sel e Psi, che metta al riparo dagli errori del passato sulla tenuta della coalizione attraverso precisi meccanismi parlamentari (un vero e proprio vincolo di maggioranza nei gruppi parlamentari); e apertura ai moderati con un patto di legislatura. Obiettivo: «Ricostruire il Paese» dopo il ventennio berlusconiano. Chiarendo che. quando sarà il momento di scegliere dal basso il candidato premier. il candidato del Pd sarà lui.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Segretario, lei ha definito il documento d'intenti del governo alla Ue come «merce usata», mai sindacati prendono la parte sui licenziamenti molto sul serio minacciando lo sciopero generale. Come stanno le cose?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«A uno sguardo obiettivo il documento è fortemente minaccioso sul mercato del lavoro. Quando si parla con tanta leggerezza di licenziamenti per motivi di crisi si deve sapere che in questo stesso momento abbiamo 400 mila cassintegrati che leggendo questa novità potrebbero apprendere che da oggi sono tutti licenziati. Al netto di queste minacce, è tutta merce usata venduta come nuova. Penso alle pensioni ma anche alla presa in giro colossale sulle liberalizzazioni; Sulle riforme istituzionali si parla di dimezzare il numero dei parlamentari nella stessa settimana in cui in commissione al Senato hanno stoppato i tagli, Indicano scadenze parlamentari mentre sono costretti alle Camere a ritirare tutti i disegni di legge».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;L'Europa però sembra apprezzare le promesse italiane.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«E io non voglio certo minare questa apertura di credito. Ma se tra un mese emerge che abbiamo raccontato ancora un sacco di favole. raddoppiarlo i guai. Non possiamo vendere altro fumo».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nei suoi colloqui di queste ore con Casini e Di Pietro è stata messa a punto una strategia comune delle opposizioni in Parlamento?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Il giudizio delle diverse opposizioni rni pare largamente univoco. E cioè riteniamo che questo governo non sia più in grado né di produrre cose significative né di garantire ormai l'ordinaria amministrazione».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Resta la necessità, per chiunque governi oggi o governerà domani, come ha detto il capo dello Stato, di assumersi la responsabilità di misure impopolari. &lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Chiunque governi o governerà deve prendere misure dure e giuste. Se sono giuste non sono sicuro che siano anche impopolari. L'unica chiave per rispondere è un atteggiamento di fiducia e di verità che dica: chi ha di più deve dare di più, chi è stato disturbato meno ora dovrà disturbarsi di più. E si parte con una cura di riforme secche e vere. Quando io feci da ministro le mie liberalizzazioni, l'Italia si svegliò al mattino con una sorpresa: ecco, il metodo è quello. Il giorno dopo il nuovo governo l'Italia deve svegliarsi con una sorpresa: cose serie e incisive. ma, eque. Sto parlando innanzitutto di tagli ai costi della politica, semplificazione amministrativa, un fisco più giusto, liberalizzazioni vere, lotta alla precarietà e così via. E ripeto: eque. Perché la cosa più scandalosa di queste ore è che tra Bce. Ue. Lettera e tutto il resto, è scomparso, per esempio, il tenia dell'evasione fiscale che è il vero punto di differenza tra noi e il resto d'Europa».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Sta di fatto che il governo che sembrava aver ripreso ossigeno è di nuovo nella tempesta, tra dissidenti dei Pdl e gelo con Tremonti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Basta far due passi in Parlamento e incontrare parlamentari del centrodestra per vedere che non hanno risolto proprio niente».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Quindi restano tutti i diversi scenari per il dopo Berlusconi. Ma possibile che anche sul votare subito-votare dopo il Pd sia riuscito a dividersi?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Trovo questi giochetti di comunicazione francamente irritanti. Soprattutto perché il Pd da un anno negli organismi di partito e nelle dichiarazioni del segretario, dice una cosa e una sola: siamo pronti a farla nostra parte in un governo di transizione che sia segnato da una discontinuità e che abbia una larga base parlamentare. Queste riflessioni le ho anche consegnate al presidente della Repubblica non da oggi. Non ci sono queste condizioni? Non possiamo aspettare il 2013. Una terza strada non c'è. Poi, è chiaro, non tutto è nelle nostre mani male nostre intenzioni sono queste. Punto».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Il Pd sconta anche un evidente fattore di ambiguità, segretario: non sapere con quale candidato premier né con quali alleanze si presenterà agli elettori.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Quando sento questa storia che il Pd è diviso sono il primo a dire che a volte esageriamo, ma mi chiedo anche: non è che è entrato in vena un berlusconismo per cui ci si aspetta che parli sempre uno solo? La verità è che noi stiamo lavorando a qualcosa di più grande e profondo del giorno per giorno, stiamo lavorando a una ricostruzione dal lato democratico e dal lato del patto sociale. E da qui allora che faccio il discorso sulle alleanze e tutto il resto. E da qui viene fuori il lavoro che stiamo facendo e che è un ben più avanti di quel che comunemente si pensa». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Quando dice «stiamo» a chi si riferisce?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«A noi del centrosinistra, E sto parlando del Pd, di Di Pietro, di Vendola, dei socialisti. Qual è il problema elle dobbiamo affrontare e risolvere insieme? La credibilità. Io sto lavorando su questo e stiamo facendo importanti passi avanti su cose molto concrete». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Sta parlando della messa a punto di un documento comune, di una sorta di contratto come lo chiamerebbe Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Sto parlando di risposte a domande tipo: ma noi la maggioranza parlamentare come la garantiamo. con quale meccanismo? I cinque-sei punti del programma che la gente sa essere un problema politica internazionale, risanamento, concertazione - come pensiamo di risolverli?». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Quindi lei, Vendola e Di Pietro siete già entrati nel merito di un programma di governo vero e proprio?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Fare un programma è facile, il punto vero lo ripeto è la credibilità». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;E come la si garantisce? I precedenti storici della sinistra di governo non sono proprio rassicuranti.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Appunto. Per questo stiamo ragionando su un preciso meccanismo. Voglio essere ancora più chiaro: nella vita dei gruppi parlamentari dovrà esserci un vincolo di maggioranza».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;D'Alema ha sottolineato giorni fa come l'accordo a sinistra non sia sufficiente e che per arrivare al 60% si debba aprire al centro. Condivide?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«E infatti da questa posizione il centrosinistra deve rivolgere un messaggio alle forze moderate per un governo di ricostruzione. Io non tiro per la giacca nessuno, rispetto, capisco i problemi. i muri da oltrepassare, però al Terzo Polo voglio dire: la vedete l'Italia? Non sto parlando, di un'ammucchiata ma di un incontro tra progressisti e moderati italiani per un patto di legislatura e su una dozzina di riforme da fare per ricostruire l'Italia. In vista di questo, glielo dico molto francamente, anche il Pd deve darsi una registrata. perché non sempre la discussione che sento tra noi è all'altezza di questa sfida. Il progetto - centrosinistra di governo, allargamento al centro con un patto di legislatura, ricostruzione dell'Italia - va bene? Avanti, allora si tira. Non va bene? Si discute. Ma non c'è più tempo per chiacchiere che non vanno da nessuna parte». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Visto che sta tracciando la road map da qui al voto, parliamo di candidature? Sarà lei il candidato premier dei Pd alle primarie? &lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Io ci sono. Non andrò mai davanti al Paese dicendo che ci sono perché lo dice lo statuto del Pd, ma il Pd, che è nato con il metodo delle primarie, proporrà il suo candidato con un'assunzione di responsabilità politica. La coalizione deciderà a proposito delle primarie e chi può partecipare. E a quella discussione non ci si aspetti un Pd o un Bei-sani che chiude le porte. Quando sento qualcuno dire che Bersani ha paura, io rispondo: è fin da bambino che non ho paura». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Oggi Renzi riunisce a Firenze giovani e meno giovani rottamatori. Tanta dialettica al Pd fa bene o fa male?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Può far bene. può anche far male?A Pesaro. concludendo la festa del Pd, ho detto ai giovani: se toccherà a me. il giro della ricostruzione lo metterò largamente sulle vostre spalle. Chiedo però che l'idea del collettivo, della squadra, non venga calpestata in nome di eccessi personalistici che ormai sono cose del passato». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Sabato prossimo, segretario, il Pd sarà in piazza a Roma. Perché?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Saremo in piazza San Giovanni perché è un luogo che ha scandito le vicende democratiche del nostro Paese. Sarà un incontro festoso, nel rispetto dell'ordinanza del sindaco sui cortei, chi non vorrà portare bandiere del Pd porterà il tricolore, saremo lì insieme nel nome del popolo italiano. E mi piace pensare che dopo la figura disastrosa che abbiamo fatto agli occhi dell'Europa, la rimessa in ruoto della dignità dell'Italia possa passare proprio da questo appuntamento, con la partecipazione dei leader progressisti francese e tedesco, proprio nella città che ospitò i trattati fondativi dell'Unione». 
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=164SXF&quot;&gt;Il Messaggero - Barbara Jerkof&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Fabio MUSSI: Renzi sarebbe un ottimo candidato per il centrodestra</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/28/fabio-mussi/renzi-sarebbe-un-ottimo-candidato-per-il-centrodestra/617788"></link>
  <updated>2011-10-28T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>617788</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
''Renzi? Sarebbe un eccellente candidato di uno schieramento di centrodestra. Ha posizioni troppo di destra, di tipo liberista come accettare la facilità di licenziamento. Ha idee un po' sorpassate che andavano di moda quando c'erano Reagan e la Thatcher e di una sinistra ispirata a Blair''.
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;Lo ha detto Fabio Mussi, presidente di Sel, alla Zanzara su Radio 24.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

''Il Big Bang? Mi sembra che si tratti di propaganda, una cosa molto ambiziosa. Il Big Bang è avvenuto una volta, forse avverrà di nuovo nell'infinito dell'universo. Invece accadrà una cosa molto più piccola: Renzi dirà la sua assieme ad altre persone e da quel che ho capito la dirà sbagliata''.
&lt;p&gt;

&quot;Renzi adesso è un problema del Pd, spero non diventi anche un problema di Sel perchè se lui fosse a capo del Pd sarebbe più difficile fare un'alleanza. Siamo incompatibili''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-PD__MUSSI%28SEL%29__RENZI_SAREBBE_UN_OTTIMO_CANDIDATO_PER_IL_CENTRODESTRA-1062164-pol-1.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
</feed>
