<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - Argomento: sinistra e libertà</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <link rel="self" href="http://politici.openpolis.it/feed/tagDeclarations/4319"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2011-04-05T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>Rosy BINDI: «Governo pericoloso. É nostro dovere scendere in piazza»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/05/rosy-bindi/%C2%ABgoverno-pericoloso-%C3%A9-nostro-dovere-scendere-in-piazza%C2%BB-intervista/559637"></link>
  <updated>2011-04-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>559637</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;
«Se necessario, abbandonare l'aula è un'idea da tenere in considerazione. Ormai siamo arrivati alla dittatura della maggioranza»
&lt;p&gt;  «La situazione è di una gravità senza precedenti nella storia repubblicana di questo paese. Già soltanto la consapevolezza di questo giustifica una mobilitazione permanente».
&lt;p&gt; Rosy Bindi denuncia la «dittatura della maggioranza» in atto e definisce «doveroso» per il Pd e per tutti gli altri partiti e sindacati e associazioni che oggi animeranno il &quot;Democrazia day&quot; «offrire le occasioni per far esprimere ai cittadini il disagio, il dissenso, e anche le proposte di fronte a un governo inconcludente e pericoloso».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Presidente Bindi, il Pd è sceso in piazza l'8 marzo, ha organizzato un sit-in per la scuola, un altro contro le leggi ad personam e ora un altro ancora per dignità del Parlamento: sicuri che sia la strategia giusta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Giusta? Doverosa. Il limite è stato ampiamente superato. Sono a repentaglio la democrazia e i diritti costituzionali».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Non è la prima volta che lanciate un simile allarme.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&lt;p&gt;«Ormai non solo si vogliono piegare le leggi alle esigenze di una persona, ma la maggioranza ora voterà in Parlamento che Ruby è la nipote di Mubarak. Cioè attraverso un voto si arriva a stravolgere la realtà, pur di sottrarre Berlusconi a un processo. Se non è dittatura della maggioranza questa...»
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Per questo ha proposto di abbandonare l'Aula, suscitando reazioni infastidite anche all'interno del suo partito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Chiariamo subito: io non ho mai proposto l'Aventino. E non è neanche rispettoso nei confronti di chi in quel periodo fece una scelta così drammatica usare con tanta leggerezza un simile termine.Io dico che dobbiamo stare in Parlamento, e starci in maniera sempre più forte, organizzata, determinata. Ma siccome non bastano le trasmissioni televisive e neanche l'organizzazione del partito per costruire un collegamento con tutto ciò che si è messo in moto nel paese, noi dobbiamo anche stare fuori dal Parlamento. E dobbiamo anche, se necessario per denunciare la dittatura della maggioranza, prendere in considerazione di abbandonare l'Aula. Del resto, lo abbiamo fatto più volte alla Camera e al Senato anche quando erano segretari Veltroni e poi Franceschini. Sinceramente, non capisco il perché di alcune reazioni».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Non teme che questa vostra &quot;mobilitazione permanente&quot; influisca negativamente nel rapporto con l'Udc?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ognuno ha il suo modo di fare opposizione e dobbiamo rispettarci nella nostra diversità. Nelle sedi parlamentari il lavoro è sempre più unitario e sta dando risultati. Dopodiché, lo stesso Parlamento può essere il luogo adatto per scrivere insieme un codice di comportamento comune. Ricordandoci anche che c'è una forza non presente in Parlamento, Sinistra e libertà, con la quale non possiamo però pensare di non avere rapporti».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Per arrivare a quella coalizione ampia, costituente, tra progressisti e moderati, a cui punta Bersani?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È la scelta giusta per ricostruire dopo questo governo inconcludente e pericoloso. Pensiamo all'immigrazione: hanno creato ad arte tensione e poi la situazione è degenerata. Alfano ha parlato di una riforma epocale della giustizia e poi hanno violentato il Parlamento con le leggi ad personam, tra l'altro in maniera impotente, senza approvarle».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;L'Udc su quella riforma si è detto disponibile al confronto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Se è per questo anche qualcuno all'interno del nostro partito. I fatti purtroppo hanno dato ragione a chi diceva che non ci sono le condizioni per sedersi al tavolo e discutere nel merito».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Pensa che questa vostra mobilitazione permanente sia compatibile col richiamo di Napolitano a mettere fine a questo dieta di tensioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Le tensioni le provocano i ministri che offendono il Parlamento. Non le creiamo noi, né le manifestazioni e i cittadini che vogliono difendere la Costituzione»&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=YRNMJ&quot;&gt;l'Unità - Simone Collini&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Nicola LATORRE: «Pd, ora bisogna cambiare tutto. Vendola nuovo socio fondatore»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/28/nicola-latorre/%C2%ABpd-ora-bisogna-cambiare-tutto-vendola-nuovo-socio-fondatore%C2%BB-intervista/548511"></link>
  <updated>2010-11-28T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>548511</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Va riscritto l'atto fondativo del Partito democratico»:&lt;br /&gt;
 parola del vice capogruppo del Pd al Senato, Nicola Latorre.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Può spiegarsi meglio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il Pd nasce come l' atto finale di un lungo processo politico che origina nel compromesso storico. Il progetto politico dell'Ulivo prima, e del Pd, poi, aveva come obiettivo quello di realizzare la democrazia dell' alternanza e concludere la transizione italiana. Il primo obiettivo è stato raggiunto, il secondo no. Le sfide di oggi ci impongono una svolta profonda».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Ma che senso ha abbandonare il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non si tratta di abbandonarlo. L'intuizione di Veltroni, che al Lingotto propone il Pd come forza di cambiamento, è importante. Ma poi deve fare i conti con due problemi: la politica italiana non si rivela riducibile a un sistema bipartitico. E nella prova elettorale del 2008 la scelta tattica dell'alleanza con Di Pietro si rivelerà fatale e ne comprometterà il cammino perché in netto contrasto con la vocazione maggioritaria. &lt;br /&gt;
Quindi arriva Bersani, che colloca il Pd al centro di una strategia di alleanze e punta molto sulla costruzione del partito. Ma le difficoltà emergono sia per l' incertezza nella politica delle alleanze, sia perché il modello organizzativo tradizionale non produce gli effetti sperati. In entrambi i casi l' unica cosa mai messa in discussione è il carattere dell' atto fondativo tra ex Dc e ex Pci. Rileggere queste scelte che, sia chiaro, ci hanno visto tutti compartecipi, può aiutarci a capire le ragioni delle difficoltà e dell'affanno di oggi».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Quindi, senatore Latorre, lei ritiene che occorra superare quella &quot;vecchia&quot; concezione del partito. Pensa a un Pd allargato ad altri soggetti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «No. Il nuovo atto fondativo richiede la partecipazione di nuovi soci fondatori ai quali noi non possiamo chiedere di aggregarsi al Pd. Essi devono sentirsi protagonisti di questo nuovo atto fondativo».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; E chi sarebbero, oltre a voi, i soci fondatori?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «La Sel di Vendola e le espressioni di quei movimenti, anche cattolici, che stanno emergendo in nome di una domanda di giustizia e di cambiamento».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Il Pd pensa all'ennesimo partito e intanto la situazione socio-economica è esplosiva. Non la state sottovalutando?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«No, il tema alla base del nostro progetto politico non può più essere quello di come si tengono insieme gli eredi del Partito comunista italiano e quelli del cattolicesimo democratico. Oggi semmai si tratta di tenere insieme le ragioni di un radicalismo che nasce dalla natura del conflitto sociale in atto e quelle di un progetto credibile di cambiamento possibile. Noi siamo dinanzi a uno di quei passaggi cruciali che fa impallidire la sfida affrontata per entrare nell' euro. Dovremo ridurre il debito entro il parametro del 60% del Pil che oggi è al 118%.&lt;br /&gt;
 Si può perseguire questo obiettivo con una svolta nel senso di un capitalismo autoritario, oppure con una tenuta della democrazia intesa come attiva partecipazione delle diverse forze sociali. Tertium non datur».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Svolta autoritaria, non sta esagerando?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «No. La mia sensazione è che noi abbiamo archiviato in tutta fretta la vicenda Fiat. In quel modo di pensare le relazioni industriali possono esserci i germi di un'idea più complessiva di governo delle nostre società. Ci siamo divisi tra chi sta con questo e chi con quello, ma non ci siamo soffermati sul significato profondo di quel passaggio. &lt;br /&gt;
E cosa è stato se non una risposta in chiave autoritaria alla sfida della competitività nell'era della globalizzazione? E' urgente tornare a riflettere su tutto questo. Ma c'è un altro aspetto su cui non stiamo ragionando molto. Quello della tenuta dell' unità nazionale. Non illudiamoci, non sarà più proponibile il modo di stare insieme degli italiani che abbiamo fin qui conosciuto».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Il nuovo atto fondativo è un escamotage per impedire le primarie?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «No. E' mia convinzione che siano da eliminare le primarie di coalizione. Ma è utile mantenerle per scegliere la leadership del partito».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Primarie a cui potranno partecipare tutti i soci fondatori: Vendola, Renzi, Zingaretti...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Certo. E' esattamente quello che auspico. Così le primarie sono utili e rafforzano il partito nel rapporto con la società e i possibili alleati. Così saremo più forti anche nel proporre all'Udc un'alleanza elettorale per governare insieme questo passaggio e Casini dovrà scegliere senza alibi».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Bersani può guidare questo processo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Bersani ha tutte le qualità e la forza per promuoverlo».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Se si va subito al voto non c'è il tempo per fare tutto quello che lei propone.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Se di qui alle elezioni ci sarà il tempo per fare le primarie vuol dire che ci sarà tutto il tempo per portare a compimento questa svolta. Se non ci sarà tempo per concluderla, tantomeno ci sarà il tempo per le primarie e allora in situazioni di emergenza si adottano misure di emergenza e quelle possono valutarsi solo al momento. &lt;br /&gt;
Ma sono certo che questo tempo ci sarà»&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://archiviostorico.corriere.it/2010/novembre/28/ora_bisogna_cambiare_tutto_Vendola_co_9_101128017.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera - Meli Maria Teresa&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Oliviero DILIBERTO: «Comunisti e Sel uniti alle prossime elezioni»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/08/oliviero-diliberto/%C2%ABcomunisti-e-sel-uniti-alle-prossime-elezioni%C2%BB-intervista/546690"></link>
  <updated>2010-10-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>546690</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Abbiamo 22mila iscritti, prima del tragico 2008 erano 30mila, una struttura organizzata in tutto il territorio nazionale, da due anni facciamo le liste con Rifondazione ma quando ci siamo presentati da soli abbiamo preso il 3%, insomma ci siamo anche se fuori dal parlamento e dai mezzi di comunicazione». Oliviero Diliberto parla del partito dei Comunisti italiani del quale è segretario da dieci anni.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Perché ci sono ancora due partiti comunisti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non dovrebbero. Noi siamo pronti a rimettere insieme in un unico partito quelli che sono rimasti comunisti e a fare un’alleanza, una federazione, con tutte le forze della sinistra, innanzitutto con Sinistra e libertà. &lt;br /&gt;
La Federazione della sinistra deve allargarsi, se resta la somma di Prc e Pdci, più altri compagni stimati, rischia di essere una finzione. Questa è la nostra posizione, il nostro congresso l’anno prossimo avrà al centro l’obiettivo di ricostruire il partito comunista. Per il resto rispettiamo il dibattito che c’è in Rifondazione e in Sinistra e libertà, tuttavia una risposta è urgente.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Senza mettere in discussione il nome e il simbolo comunista?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
No, ci rivolgiamo innanzitutto a chi si sente ancora comunista. Che guarda cioè a un orizzonte dove ci sia il superamento degli assetti capitalistici. Naturalmente siccome questo non è all’ordine del giorno bisogna mettere in campo una strategia di alleanze per fare più forte la sinistra. E dare un segnale a quelli che sono disorientati in ragione delle nostre divisioni.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Che segnale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Lancio una proposta: alle prossime elezioni la Federazione della sinistra e Sinistra e libertà si presentino insieme almeno al senato. Una lista che sia una «bicicletta» con i due simboli in modo tale che risulti chiaro che non stiamo unificando niente ma che facciamo un passo nella direzione dell’unità.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Com’è possibile, visto che Vendola correrà per diventare candidato premier e voi escludete di governare con il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
La storia del mio partito dimostra che non siamo pregiudizialmente contrari ad andare al governo. Ma oggi non ci sono le condizioni per governare con il Pd e lo dico con rammarico. Il punto è che se provassimo un accordo organico faremmo del male al Pd e a noi. Esempio: per la Commissione europea l’Italia dovrà rientrare pesantemente dal suo debito. Dovesse vincere, sarebbe un problema del centrosinistra. Non siamo in condizione di farlo con equità, non con questo Pd dove prevale il rapporto con Marchionne. Anche se devo riconoscere che Bersani sta correggendo la rotta e parla di centralità del lavoro.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Questi problemi ci saranno anche fuori dal governo se intendete appoggiarlo in parlamento.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Con il Pd dobbiamo fare un patto su alcune grandi questioni democratiche – difesa della Costituzione, legalità, informazione. Poi dobbiamo fare un patto di legislatura su almeno tre cose che vogliamo portare a casa: lotta al precariato, scuola pubblica ed equità fiscale. Sono cose che anche il Pd può accettare. Un patto del genere ci eviterebbe di ripiombare nella situazione dell’Unione quando si aprivano fibrillazioni quotidiane.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma su quello che resta fuori dal patto come fate a impegnarvi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
La logica di questo accordo vuole che noi saremo leali complessivamente ma che porteremo a casa almeno questi risultati. È un po’ come la Lega con il federalismo rispetto al governo Berlusconi. Faremo dei compromessi, ma non vogliamo ripetere l’errore di dividerci come nel 2008 e neppure quello di litigare in continuazione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un bel pezzo del Pd continua a non fidarsi e non vuole comunisti nell’alleanza.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
È Veltroni che conduce questa campagna con strumentalità delinquenziale. È lui che ha rotto con la sinistra consentendo a Berlusconi di avere la più grande maggioranza in parlamento. Lui che lo ha rimesso in sella scegliendolo come interlocutore per la riforme, lui che ha fatto cadere Prodi. Dopo tutto questo io mi sarei rifugiato nella foresta pluviale amazzonica che è più impenetrabile dell’Africa, Veltroni invece è ancora lì che pontifica. Immagino però che il Pd si renderà conto che un’alleanza è obbligatoria visto che verosimilmente si formeranno tre poli: Berlusconi con la Lega e Storace, Fini con Casini e Rutelli e Bersani con Di Pietro e la sinistra.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Uno schema che vi piace?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sì perché non credo che il Pd sia in condizione di fare un accordo con Casini e Fini che perderebbero immediatamente i loro voti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come starebbe in piedi un governo di sinistra appoggiato dall’esterno e con due opposizioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Può provarci perché quel centro robustamente conservatore, immagino sostenuto da Confindustria e dalla Cei, toglierebbe voti alla destra. Anche il primo Prodi aveva due opposizioni visto che la Lega era divisa da Forza Italia e An.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Parteciperete alle primarie di coalizione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Per noi lo escludo ed evito di indicare preferenze perché rischierei di danneggiare il prescelto.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Neanche Vendola?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Con Sel dobbiamo fare un patto di azione comune che renderebbe più forti anche loro nel caso dovessero entrare nel governo. Mi rendo conto che è un argomento delicato perché non è passato tanto tempo da una scissione, ma ho già proposto alla Federazione di sostenere Vendola alle primarie. In questo caso posso dirlo senza danneggiarlo perché è già percepito come il candidato più a sinistra. Due anni fa si è candidato alla guida di un partito che si chiama comunista.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=UHPUE&quot;&gt;Il manifesto - Andrea Fabozzi &lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>MARIA GEMMA AZUNI: Omniroma-COMUNE, OPPOSIZIONE IN PIAZZA PER &quot;BILANCIO SPARITO&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/04/maria-gemma-azuni/omniroma-comune-opposizione-in-piazza-per-bilancio-sparito/499700"></link>
  <updated>2010-05-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>499700</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;
Nel corso della conferenza stampa, il consigliere comunale del Pd, Alfredo Ferrari ha denunciato: &quot;I 500 milioni che lo Stato aveva promesso a Roma ancora non sono arrivati, non si sa a che punto sia il Piano di rientro del debito e, nel frattempo, e' stata condotta una gestione scellerata delle entrate: il minicondono delle multe segna una flessione dell'introito e la disastrosa gestione di Acea portera' il Comune a non avere dividendi&quot;. E se il consigliere comunale Gemma Azuni (Sel) torna a chiedere un consiglio comunale straordinario per &quot;discutere della questione bilancio&quot;, il capogruppo capitolino del Pd Umberto Marroni considera &quot;un fallimento la gestione amministrativa della giunta Alemanno: se manca il bilancio manca l'atto fondamentale della giunta. Quindi manca tutto&quot;. &lt;br /&gt;
Si associa alle accuse anche il consigliere comunale di Roma in Action, Andrea Alzetta che chiama il sindaco Gianni Alemanno &quot;un megalomane e un bugiardo: parla di soldi che non ha&quot;.
&lt;p&gt;

Infine, i presidenti di municipio (tra i presenti Andrea Catarci dell'XI, Gianni Paris del XV, Sandro Medici del X, Susi Fantino del IX) hanno ribadito la &quot;situazione di emergenza che gia' da mesi cerchiamo di portare alla luce e che ci spingera' a breve a smantelllare servizi&quot;, mentre Magi ha sottolineato la &quot;necessita' di pubblicare il bilancio e rendere tutti gli atti amministrativi assolutamente trasparenti&quot;. &lt;br /&gt;
Tra i presenti anche il consigliere provinciale Gianluca Peciola (Sel).&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/stampa/item/197-omniroma-comune-opposizione-in-piazza-per-%5C&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Paolo FERRERO: «Berlusconi minaccia la democrazia. Disponibili ad un &quot;fronte comune&quot; con Casini premier pur di battere la destra del cavaliere»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/21/paolo-ferrero/%C2%ABberlusconi-minaccia-la-democrazia-disponibili-ad-un-fronte-comune-con-casini-premier-pur-di-battere-la-destra-del-cavaliere%C2%BB-intervista/474574"></link>
  <updated>2009-12-21T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>474574</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;Sono pronto ad allearmi con il Diavolo, a questo punto&quot;. &lt;br /&gt;
Il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, è preoccupato. Dopo la caduta del governo Prodi e la &quot;corsa&quot; solitaria alle ultime elezioni, mette sul tavolo la disponibilità a organizzare una nuova alleanza per battere il Cavaliere. E' pronto persino ad accettare che sia Pier Ferdinando Casini il candidato alla premiership. &quot;Berlusconi minaccia la democrazia- avverte -. Siamo al golpismo strisciante&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Il Pdl la accuserà di seminare odio.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Io sono un non-violento, ma non mi faccio imbavagliare. Che un mattacchione sia arrivato in piazza Duomo con una statuetta, non dimostra alcun complotto. E' il nostro Paese a rischio con questo premier&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che cosa pensate di fare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Da segretario della Federazione della sinistra, oltre che di Rifondazione, lancio una proposta a chi ci sta. Un fronte comune per liberarci di Berlusconi, una coalizione di difesa della Costituzione&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Compresi Casini e Di Pietro, oltre al Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Tutte le forze disponibili. Casini ha già parlato, sostanzialmente, di un nuovo Cnl anti-Berlusconi. Sono d'accordo con lui&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un fronte comune che si presenti insieme in caso di elezioni anticipate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Certamente. Con al centro due questioni-chiave. Primo: difesa della democrazia e legge sul conflitto d'interessi. Secondo: una futura legge elettorale, sul modello tedesco, per chiudere con la sventurata stagione del bipolarismo&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Rifondazione non aveva rotto per sempre con i governi di centrosinistra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Infatti noi non entreremo a far parte di un eventuale esecutivo, se la coalizione dovesse vincere le elezioni. Si faccia un &quot;accordo di governo&quot; all'interno del fronte comune, fra le forze che lo condividono. La sinistra ne resterà fuori, non ripeteremo l'esperienza del governo Prodi&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Senza mettere becco nella scelta del leader, dovesse essere anche Casini o un uomo di centro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Senza mettere becco sul candidato premier, è una questione che riguarderebbe i partiti che hanno firmato l'accordo di governo&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Una specie di neo-desistenza politica tra Rifondazione e il centrosinistra.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Io la chiamo una somma di voti per l'emergenza democratica&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E poi il Prc ricomincerebbe come al solito a far ballare in Parlamento la coalizione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Con l'attuale legge elettorale, il premio di maggioranza è tale da assicurare pieni margini di manovra all'interno del governo&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Insomma, i parlamentari eletti della sinistra stavolta non avrebbero i numeri per far saltare il centrosinistra. Franceschini, però, ha appena detto di no al modello tedesco.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Dentro il Pd altri dicono di sì, e lo dice anche Casini. &lt;br /&gt;
Vedano un pò, nel partito democratico, se è proprio il caso di andare avanti con la sciagurata teoria veltroniana dell'autosufficieza, e lasciare così il paese nelle mani del presidente del Consiglio. Che può ridurre uno come Fini a sua appendice proprio grazie alla legge che c'è. Un meccanismo infernale che mette insieme persone che non hanno nulla in comune, un Pisanu con tipi alla Borghezio&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Ci risiamo? Ha pure paragonato Berlusconi al mostro di Marcinelle.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Non ho affatto detto che il premier è un mostro, ma che mettere nelle sue mani le riforme è come affidare un asilo al violentatore di Marcinelle&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E alle regionali, segretario?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Non mettiamo veti, ma confronto sui contenuti. Come la nostra campagna referendaria sul nucleare e la privatizzazione dell'acqua. Pronti a sostenere Vendola in Puglia ma a Sinistra e Libertà chiediamo di difenderci in Lombardia dai diktat pd di Penati&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=OWZYN&quot;&gt;La Repubblica - Umberto Rosso&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Nichi VENDOLA: «Non cedo alla cattiva politica e non mollo»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/01/nichi-vendola/%C2%ABnon-cedo-alla-cattiva-politica-e-non-mollo%C2%BB/452513"></link>
  <updated>2009-12-01T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>452513</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Gruppo: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;


 «Mollare, da parte mia, vorrebbe dire cedere alla cattiva politica e io non mollo». &lt;br /&gt;
Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, durante la presentazione con Paolo Cento del movimento Sinistra Ecologia e Libertà che appoggia la ricandidatura di Vendola alle regionali. «La questione in Puglia - ha detto Vendola - è quella della buona contro la cattiva politica. Non bisogna tagliare quella che Gramsci chiama connessione sentimentale. Quei fili con la popolazione non vanno recisi e mollare, lo ripeto, vorrebbe dire cedere alla cattiva politica oltre che venir meno alla richiesta di non mollare che tanta gente mi fa».
&lt;p&gt; Quanto alle alleanze, «cerco di aver contatti con tutti - ha detto - senza lasciarmi invischiare dentro la politica intesa come tessiture di ragnatele: il mio modo di interloquire con gli alleati e gli altri, con i moderati e con i centristi, è quello di continuare a parlare ed a fare le cose concrete che possono dare un sollievo ed una speranza a tante porzioni di società pugliese».

&lt;p&gt;
«Emiliano è uno dei migliori sindaci del Sud Italia e credo debba confermare quel patto, anche d’amore, con la sua città per cui è stato riconfermato con un voto così importante». «Da sindaco della città di Bari, Emiliano - ha aggiunto Vendola - rappresenta un valore aggiunto per la crescita dell’alternativa al berlusconismo e alla destra».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/notizie/politica/2009/1-dicembre-2009/vendola-tiene-duro-non-cedo-cattiva-politica-non-mollo-1602089614013_print.html&quot;&gt;Corriere del Mezzogiorno&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>MICHELE EMILIANO: «Non mi candido e resto sindaco ma a Vendola dico: fatti da parte»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/01/michele-emiliano/%C2%ABnon-mi-candido-e-resto-sindaco-ma-a-vendola-dico-fatti-da-parte%C2%BB-intervista/452512"></link>
  <updated>2009-12-01T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>452512</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Bari (BA) (Partito: Cen-sin) - Consigliere  Consiglio Comunale Bari (BA) (Lista di elezione: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Leggere l’intervista di Nichi Vendola all’Unità mi ha spezzato il cuore, ma come si fa a lanciare delle invettive contro di me, a dire che sto cospirando? Io non sono candidato a niente e resterò a fare il sindaco di Bari, ma se candidiamo Nichi alla Regione senza Udc e senza Idv perdiamo 60 a 40». Michele Emiliano, come sempre, è un fiume in piena. E all’« amico Nichi» manda a dire: «Faccia lui il nome del candidato, così sarebbe liberato da un ruolo che, a mio parere, gli pesa, amministrare non è la cosa che gli riesce meglio. Lui è pronto per essere uno dei leader del nuovo centrosinistra nazionale, è un profeta del futuro, non un amministratore. E un po’ lo si è visto...».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Che fa? Si mette a criticare il suo governatore?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Nei due anni in cui è stato invischiato nelle vicende del Prc la giunta si è smarrita. La scissione è stata un errore gravissimo, adesso è un presidente senza partito. Ma se vuole rifondare la sinistra italiana come fa a fare il governatore della Puglia?
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sinistra e libertà non sta funzionando molto...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È vero, ma non è che uno può “compensare” con la Regione perché il progetto non cammina...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sembra che lei si stia preparando alle primarie contro Vendola...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Macché. Io voglio promuoverlo a leader del centrosinistra nel Mezzogiorno».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Già, ma se Vendola il nome del successore non lo fa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Scatta l’emergenza, può succedere di tutto. Persino che vengano a bussare alla mia porta...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ecco, allora siete in competizione. Ha ragione Vendola a pensare che lei voglia fargli le scarpe...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Entrambi facciamo un mestiere, la nostra non è una missione salvifica. Il nostro lavoro non consente posizioni personali. Nessuno è indispensabile, in nessun ruolo. Io mi sono candidato al congresso del Pd qui in Puglia per spostare il partito al centro e magari fare a meno dell’Udc. Ma ho perso. E poi lo stesso Vendola ha ammesso che la relazione con l’Udc è indispensabile. Ma Casini teme che Nichi non sia compreso dal loro elettorato. Noi abbiamo opposto una resistenza strenua, ma Casini non recede».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dunque deve recedere il presidente in carica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«C’è un problema di cui dobbiamo farci carico tutti, compreso Nichi. Eppure lui non ha fatto neanche una riunione per “cucire” una nuova coalizione. E sta chiuso nell’idea salvifica della sua candidatura,mentre noi saremmo quelli che inciuciano per vendersi l’acquedotto. Sta tornando indietro di 10 anni, è un peccato. Aveva fatto un percorso straordinario, fuori dal comunismo, verso una sinistra riformista...Torna indietro perché pensa di fare o meno dell’Udc o è solo una questione personale? Se è solo la conservazione di un micro-sistema di potere io non ci sto.&lt;br /&gt;
 Non sostengo una battaglia personale, e pure perdente».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Insomma, le carte le dà l’Udc...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non è più il 2005: allora avevamo 5 province del centrosinistra, oggi solo 2, di una governata da un presidente Udc. Se consentiamo a loro e alla Poli Bortone di rinsaldare l’asse col Pdl, non solo perdiamo, ma ne esce distrutto per primo Nichi. E io sarei il sindaco di Bari asserragliato come Allende nella Moneda, circondato ovunque da truppe del centrodestra. Mi dovrei comprare il mitra e l’elmetto... ».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per uscire dall’accerchiamento pensa di trasferirsi in Regione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ma perché mai? Il sindaco di Bari è un ruolo importante tanto quanto il presidente della Regione, quale interesse avrei? Io sto cercando di salvaguardare il centrosinistra in Puglia, e anche la figura politica di Nichi: se lo seguiamo, e perdiamo, cosa ne sarà di lui? Non possiamo farci prendere dalle emozioni, dal passato. Se fosse per me io farei ancora giocare Zoff e Cabrini...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma Vendola non pensa di essere un grande del passato...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È superato dallo snodo dell’alleanza necessaria con l’Udc. Lui era la primavera pugliese, ma quella stagione si è esaurita per volontà degli elettori».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non potreste tentare di riagganciare almeno l’Idv?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«I rapporti tra loro e Nichi si sono deteriorati, gli ha “portato via” l’unico consigliere regionale, non li ha mai messi in giunta...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei spesso ha criticato D’Alema e i dalemiani in Puglia. Stavolta sembrate molto in sintonia...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È vero, sono stato l’unico avversario trasparente di D’Alema in Puglia. Per questo posso garantire che Massimo, se Udc e Idv fossero stati d’accordo, avrebbe già dato l’ok alla ricandidatura di Vendola. Ma per vincere ci vuole un’alleanza nuova, e Vendola oggi non è in grado di interpretarla».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il governatore non è d’accordo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non condivido il giudizio di Casini, ma devo prenderne atto».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perché non fate le primarie?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Lo escludo categoricamente. Le primarie si fanno dentro una coalizione consolidata, stavolta la dobbiamo costruire... lo dico io che sono considerato quello della società civile...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non è un ritorno indietro non farle?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«No, il nostro dovere è costruire una nuova formula politica, che prefigura una nuova alleanza anche in Calabria, Campania, e magari in Sicilia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Torniamo a lei: se lascia Bari per candidarsi non teme di far arrabbiare i suoi cittadini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E infatti considero un’infamità dipingermi come un candidato. Il mio ruolo è costruire l’alleanza. Tutto il mio ragionamento esclude che io sia candidato. Basta che Vendola dica sì, poi il nome del candidato che unisce lo troviamo in 5 minuti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Ha qualche nome?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È bene che io non ne faccia. Spetta ai segretari dei partiti e a Vendola indicarlo. Le personalità in Puglia, anche fuori dalla politica, non mancano ».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=OIQ4D&quot;&gt;l'Unità - Andrea Carugati&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>RICCARDO NENCINI: «Sinistra e libertà, patto violato. E parliamo del caso Puglia»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/17/riccardo-nencini/%C2%ABsinistra-e-libert%C3%A0-patto-violato-e-parliamo-del-caso-puglia%C2%BB-intervista/419082"></link>
  <updated>2009-11-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>419082</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Consiglio Regione Toscana (Lista di elezione: Ulivo) - Consigliere Regione Toscana (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«In Sel sono stati violati accordi presi pochi giorni fa. Tutti parlano a vanvera del caso Toscana e nessuno del fatto che Nichi ha incassato i no di Udc e Pd. I progetti dei Radicali? Vaghi».
&lt;p&gt;
Riccardo Nencini, segretario del Psi, è di nuovo al centro delle polemiche in casa Sel. L’unico motivo per cui non si leggono accuse infuocate dirette a lui e ai socialisti è che il sito di Sel è chiuso. Ma su facebook, per esempio, o sul quotidiano vendoliano gli altri non mancano i riferimenti critici ai socialisti.
 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Onorevole, l’ultima volta che ha parlato con Terra precisando la sua posizione sull’assemblea del 19 dicembre l’hanno crocifissa. Di nuovo nei guai?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Resto sempre stupito di certi comportamenti. All’epoca io fui chiarissimo. Ho sempre detto che non avrei sciolto il Psi prima delle regionali. Lo sapevano tutti. Io ho sempre concepito Sel come una federazione di soggetti, un’alleanza elettorale, in questa fase.
 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;All’indomani del congresso dei Verdi è stata impressa un’accelerazione al processo di costituzione di Sel. Alcuni dirigenti, Gennaro Migliore e Claudio Fava in testa, hanno invocato la tesi del congresso fondativo e del “partito subito”.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
L’accelerazione fu provocata da un tentativo di stringere i socialisti alle corde. Ma le nostre motivazioni erano note. E dopo il congresso dei Verdi non c’erano motivi per cambiare, anzi al limite dovevamo riflettere su quell’evento. Per me i Verdi hanno perso il congresso anche sulla comunicazione del tema “scioglimentosuperamento del sole che ride”. L’accelerazione impressa a Sel invece ha provocato tutta una serie di piccoli terremoti.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Tipo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Per esempio sono nati comitati locali di Sel senza i socialisti. Sono nate mille piccole tensioni. Questo è accaduto perchè, a differenza di quanto chiedevo, anche in quella intervista, a Sel fu dato un taglio esclusivamente burocratico e organizzativo e non politico. Nei giorni in cui il Pd disegnava il suo nuovo profilo secondo me era più importante proseguire sulla strada della conferenza programmatica e non incagliarci nel dibattito partito si o no, congresso si o no, per fare la fine dell’asino di Burigliano che muore per l’indecisione tra le mangiatoie. Quel dibattito ha lasciato un segno molto negativo, una ferita. Se Robotti, Migliore e Fava vogliono farsi un partito va benissimo. Ma perchè devono imporlo a noi?
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Quel momento di tensione però sembrava superato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Lo credevo anch’io, avendo raggiunto un accordo con Vendola e Fava sul futuro. Loro però l’hanno violato pochi giorni dopo.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Cosa prevedeva l’accordo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Che all’assemblea del 19 si discutesse del programma elettorale di Sel. L’ordine del giorno dell’assemblea, che si confermasse il coordinamento nazionale, che non si parlasse di partito fino alle regionali. E infine che, dal punto di vista del metodo, le decisioni sarebbero state unanimi. L’accordo doveva garantire a tutti i fondatori di Sel di non essere prevaricati. E invece alla prima occasione, pochi giorni dopo, il coordinamento ha messo in minoranza i socialisti. Giovedi scorso il coordinamento ha cambiato l’ordine del giorno dell’assemblea e ha deciso la presentazione di liste di Sel in tutta Italia.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Ma il problema resta il caso Toscana.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sulla Toscana sono state dette grandi menzogne. Messe li ad arte per seminare zizzania.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Sul suo sito ha mosso una critica alla strategia di Vendola in Puglia.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Semplicemente registro che Casini gli ha detto di no e il Pd nazionale gli chiede un passo indietro. Vi sembra poco? &lt;br /&gt;
Lui è fondatore con me di Sel, è governatore uscente di una grande regione del sud che ha governato bene. Se uno dei fondatori di Sel è corresponsabile della caduta di Sel e incassa due no di questa portata vorrà Nichi trovare il tempo di discutere il “caso Puglia” con gli alleati? O si può parlare solo di Toscana.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;E ora?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Dobbiamo tornare alla strada maestra e rispettare gli accordi in Sel. E se uno non ha la forza di mantenerli non li deve firmare. Per me si riparte dal rispetto reciproco e dal mantenimento degli impegni. Ora lasciamo posare la polvere, capiamo cosa succede a Sel. Capiamo meglio il progetto radicale che è ancora molto vago. Poi io avrò incontri nazionali importanti. E poi tireremo le somme. Comunque i socialisti saranno in campo. I nostri candidati e le nostre idee saranno ben rappresentate alle regionali.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=O8M7C&quot;&gt;Terra - Luca Bonaccorsi &lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Luigi BERSANI: «Anche altre forze che sono nella società e non sono in Parlamento, possono avere un rapporto programmatico con noi».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/03/pier-luigi-bersani/%C2%ABanche-altre-forze-che-sono-nella-societ%C3%A0-e-non-sono-in-parlamento-possono-avere-un-rapporto-programmatico-con-noi%C2%BB/418660"></link>
  <updated>2009-11-03T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418660</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Sul banco del neosegretario del Pd Pier Luigi Bersani giace la questione delle alleanze. Trattasi di uno dei punti discriminanti dell’agenda politica democratica e soprattutto di netta discontinuità rispetto al partito di prima. Nuovo centro sinistra sì ma niente ritorno al caos dell’Unione, queste le parole d’ordine che animano l’azione politica di Bersani e di chi gli sta intorno. E domenica sera ospite della trasmissione di Fabio Fazio, Bersani ha ribadito che il tema delle alleanze porta con sé «quello di alternativa, che contiene sicuramente il concetto di opposizione.

&lt;br /&gt;
Bersani vede «anche altre forze che sono nella società e non sono in Parlamento, forze politiche, formazioni civiche, ambientaliste, posizioni che possono avere un rapporto programmatico con noi. Si tratta di riprendere un filo di dialogo, questa fu l'ispirazione del'Ulivo che io vorrei in queste misure riprendere». 
&lt;p&gt;Il riferimento alle forze di Sinistra e Libertà sembra piuttosto chiaro, ma a togliere ogni argomento a chi vorrebbe vedere in questo approccio una voglia di ritorno ai tempi dell’Unione è arrivato lo stop alle formazioni politiche più radicali:&lt;br /&gt;
 «con altre forze, tipo Rifondazione comunista, non c'e' prospettiva né interesse reciproco».
&lt;p&gt; E entrando nello specifico a proposito di ipotetiche alleanze di governo tra Pd e Rifondazione, Bersani ha parlato chiaro, «nessuno dei due sta ponendo questo problema».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://altronline.it/print/1223&quot;&gt;Gli Altri -  Nicola Del Duce&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Claudio FAVA: Socialisti riuniti a Volpedo. Nasce il Manifesto dei valori. </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/17/claudio-fava/socialisti-riuniti-a-volpedo-nasce-il-manifesto-dei-valori/418322"></link>
  <updated>2009-10-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418322</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Si riuniranno nella patria di Pellizza da Volpedo, oggi, i socialisti che si ritrovano nell’idea di creare una sinistra riformatrice e moderna. Il progetto è lanciato dal Gruppo di Volpedo (costituito lo scorso anno da una quindicina di circoli socialisti e libertari di Piemonte, Liguria e Lombardia). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

Ci saranno i socialisti del progetto di Sinistra e libertà (Riccardo Nencini, Claudio Fava, la presidente dell’Internazionale socialista donne Pia Locatelli), parteciperanno anche esponenti del vecchio Psi ora nel Pd: da Giusi La Ganga a Nerio Nesi. Quanto ai contenuti, sarà approvato il manifesto dei valori. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=NPBUH&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Grazia FRANCESCATO: «Ricuciamo insieme la tela del centrosinistra»  -  INTERVISTA </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/09/grazia-francescato/%C2%ABricuciamo-insieme-la-tela-del-centrosinistra%C2%BB-intervista/418115"></link>
  <updated>2009-10-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418115</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Grazia Francescato è la portavoce uscente dei Verdi. A lei innanzitutto chiediamo un parere sulla bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte costituzionale. E, sul congresso del Sole che ride, l’ex presidente del Wwf dice: «Spero in un confronto vero e costruttivo».
&lt;p&gt;
 
 
&lt;b&gt;Come giudica la decisione della Consulta sul Lodo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Quella di martedì è stata una gran bella giornata. La Corte ha confermato un principio costituzionale fondamentale, e cioè che la legge è uguale per tutti. Non c’è un primus super pares, secondo la linea che volevano far passare gli avvocati del premier, tra cui Ghedini e Pecorella. Peraltro, appena appresa la notizia, come Sinistra e libertà ci siamo precipitati a palazzo Chigi a promuovere un sit in. La nostra è stata una reazione di festeggiamento e, insieme, di monito. Bisogna accettare con rispetto la sentenza della Corte, non soffiare sul fuoco dello scontro istituzionale come hanno fatto Bossi e altri.
&lt;p&gt;
  
&lt;b&gt;E ora, politicamente, cosa ritiene che accadrà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi siamo garantisti. Crediamo che Berlusconi ora si debba far processare. Forse il premier vorrebbe chiamare le piazze a raccolta, ma io credo che il centrodestra andrà avanti a governare. Il presidente del Consiglio, politicamente, è però molto indebolito. è un’anatra zoppa, bisogna vedere quanto terrà il centrodestra. 
&lt;p&gt; 
 
&lt;b&gt;Il presidente del Consiglio ha avuto una reazione molto violenta. Ha attaccato sia la Corte che il capo dello Stato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Bisogna accettare con rispetto le sentenze della Consulta. Berlusconi, però, attiene più alla psichiatria che alla politica: il premier ritiene di essere l’unto dal Signore. La realtà è che lui è uguale a tutti i cittadini.
&lt;p&gt;
  
&lt;b&gt;Ne chiederete le dimissioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi riteniamo che se ne debba andare. Comunque sia, ritengo che occorra vincere sulla politica, sui contenuti, non nelle aule giudiziarie. 
&lt;p&gt; 
 
&lt;b&gt;Come commenta l’assoluzione di Gianni De Gennaro e di Spartaco Mortola sui fatti del G8?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Con sconcerto. Questa vicenda ci conferma che tutta la questione della gestione dell’ordine pubblico di Genova la si è sempre voluta limitare a una responsabilità che non coinvolgesse mai i vertici delle forze dell’ordine né la gestione politica di quelle giornate.&lt;br /&gt;
 Noi a Genova c’eravamo e ci ricordiamo esattamente ogni minuto di quelle giornate: la mattina seguente al macello nella scuola Diaz le chiazze di sangue presenti sull’asfalto ricordavano il Cile di Pinochet. Noi e tutti coloro che hanno vissuto le giornate di Genova non dimentichiamo e continueremo a chiedere giustizia. Concordiamo con Heidi Giuliani, quando ricorda che purtroppo in Italia ci sono un po’ troppi intoccabili.
  
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ora occorrerebbe una maggiore organicità dell’intero fronte di opposizione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Infatti. Bisogna costruire un centrosinistra che dia risposte ai problemi della società e si candidi a tornare a governare il Paese. Occorre compiere un salto di qualità della coscienza collettiva dell’Italia. Ognuno di noi si deve adoperare nella realtà in cui vive e lavora, altrimenti il centrosinistra non vincerà.
&lt;p&gt;
  
&lt;b&gt;Quale ritiene sia il ruolo dei Verdi in questo processo di recupero di una coscienza collettiva?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi Verdi siamo fondamentali. Siamo portatori deboli di un pensiero forte. Pur con tutte le nostre difficoltà, abbiamo lavorato per far affermare un pensiero forte. Noi contrastiamo un modello di sviluppo insostenibile.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt; Con quali proposte?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Bisogna integrare politiche economiche e sociali. Il nostro obiettivo è raggiungere la rivoluzione verde.
&lt;p&gt;
  
&lt;b&gt;New green deal: se ne parla tanto. Ma, in concreto, non rischia di rimanere solo uno slogan?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Assolutamente no! La verità è che la rivoluzione verde è già in atto. In Italia ci sono 167mila imprese, un milione e 400mila occupati, l’importante realtà del commercio equo e solidale, il turismo sostenibile. Dobbiamo sostenere politicamente questo cambiamento e farlo diventare il pensiero politico cardine. Dobbiamo contaminare il centrosinistra con le nostre tematiche rivoluzionarie: devono diventare il “manifesto” dell’alleanza. è questa la grande sfida che ci aspetta.
&lt;p&gt;
  &lt;b&gt;
Per far questo, però, c’è bisogno di un’alleanza rigenerata.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
E infatti va ricucito il tessuto stracciato delle alleanze. Bisogna concentrarsi sui contenuti. 
&lt;p&gt; 
  
&lt;b&gt;Lei chiede una nuova visione al centrosinistra. Strategia e non tattica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Certo. Le alleanze non vanno fatte nella speranza di entrare in Parlamento. Bisogna portare avanti i valori forti. Ci vuole un’effettiva condivisione di contenuti, e in questo processo la questione ambientale deve essere prioritaria. In questo senso, l’inserimento della parola “ecologia” nel simbolo di Sinistra e libertà è un fatto estremamente positivo perché siamo riusciti a rendere immediatamente riconoscibile il matrimonio tra le ragioni del lavoro e quelle dell’ambiente  E questa è una grande vittoria per l’ecologia politica nel nostro Paese. Non è certo una “tassa” pagata ai Verdi...
&lt;p&gt;
 
 
&lt;b&gt;La rivoluzione energetica per la quale i Verdi si battono in tutto il mondo punta tutto sullo sviluppo delle energie rinnovabili. Basteranno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Puntare tutto sulle energie pulite non è la sola misura per ridurre le emissioni inquinanti e garantire un futuro migliore al nostro pianeta. Innanzitutto, infatti, bisogna puntare sull’efficienza energetica, che da sola è in grado di ridurre del 30% i costi. Poi occorre puntare sulla ricerca e l’innovazione.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt; 
Intanto il governo pensa al nucleare.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Purtroppo questo centrodestra “atomico” guarda al vecchio, all’indietro. Ha ingranato la marcia “indietro tutta”. &lt;br /&gt;
E, purtroppo, come ha scritto di recente il premio Nobel per l’Economia Paul Krugman, non si tratta solo di una questione di “interessi forti”, ma anche di un’inerzia culturale, una cultura avvitata su se stessa che privilegia solo i vecchi processi. E la lista delle negatività del governo Berlusconi è davvero lunghissima. Si va dall’ambiente ai respingimenti, dai diritti alla laicità, dal già citato nucleare alla scuola. Insomma: quest’esecutivo è una maglia nera. Anzi, nerissima, come il carbone.
&lt;p&gt;
 
 
&lt;b&gt;Cosa si aspetta dal congresso dei Verdi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Per prima cosa nessuno pensa di sciogliere i Verdi. &lt;br /&gt;
Io ritengo che ci sia bisogno di un rilancio di una forza ecologista ma anche di unità. E per questo credo che il processo federativo di Sinistra libertà ecologia sia la strada giusta. E al nostro congresso spero che ci sia un confronto vero sulle diverse linee politiche. Nel merito, credo che occorra accettare il confronto per seguire un percorso con gli altri. &lt;br /&gt;
E, in più, trovo che il ruolo delle donne sia fondamentale. Sarebbe un bel segnale se le mie consegne passassero a un’altra donna.
&lt;p&gt;
 
 
&lt;b&gt;Oggi Terra pubblica l’appello all’Italia e agli ecologisti firmato, tra gli altri, da Mario Tozzi e Giobbe Covatta, un documento in cui si chiede di porre al centro dell’azione politica di ogni governo la lotta ai cambiamenti climatici, al degrado degli ecosistemi e alla povertà. Lei cosa ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non solo lo condivido ma lo sottoscrivo pienamente. Nella mozione da me sottoscritta, peraltro, chiediamo di lanciare entro l’anno la convocazione de “La tavola dell’Ecologia”, in collaborazione con i Verdi europei: non un incontro velleitario e autoreferenziale, ma un appuntamento di confronto permanente attraverso il quale rilanciare l’ecologismo politico ovunque collocato.&lt;br /&gt;
 
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/print/4415&quot;&gt;Terra - Valerio Ceva Grimaldi&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Nichi VENDOLA: E ora Berlusconi vada a casa»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/09/nichi-vendola/e-ora-berlusconi-vada-a-casa%C2%BB-intervista/418112"></link>
  <updated>2009-10-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418112</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Gruppo: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La notizia della bocciatura del lodo Alfano ha colto Nichi Vendola a Bruxelles. Il leader di Sinistra e Libertà non ha così potuto assistere alla puntata di &quot;Porta a Porta&quot; nella quale il premier si è abbandonato ad attacchi dissennati nei confronti del capo dello Stato e della Corte costituzionale e a insulti da trivio contro Rosi Bindi. Ma quando ne è stato messo al corrente non si è stupito più che tanto.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Qual è la situazione politica dopo la sentenza della Consulta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il dato politico è evidente. Berlusconi ha sfidato la Costituzione, la struttura stessa, di una democrazia fondata sull’equilibrio dei poteri, e ha perso. In qualunque democrazia del mondo sarebbero due le conseguenze immediate: Berlusconi imputato torna davanti al suo giudice naturale senza più cercare di smontare i processi cori artifici normativi e con campagne intimidatorie; Berlusconi presidente del consiglio e il suo guardasigilli vanno davanti alle camere, prendono atto di una sconfitta così cocente e rassegnano le dimissioni.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Non sembra che sia questa la reazione del premier...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La reazione di Berlusconi è figlia di una concezione della lotta politica come gioco d’azzardo. La scelta di alzare continuamente la posta e tentare di far saltare il banco è del tutto interna e omogenea alla crescente forzatura plebiscitaria della nostra vita politico-istituzionale. Avevamo già visto tutte le puntate di questa sorta di triste fiction che potremmo chiamare &quot;Berlusconi contro Montesquieu&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Però non avevamo ancora mai assistito a un conflitto istituzionali di queste proporzioni e di questa violenza...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Nonostante disponga di una così larga maggioranza e di un parlamento scolpito a sua immagine e somiglianza, il premier ha continuamente giocato a delegittimare ruolo e funzioni delle camere, riecheggiando gli antichi esercizi verbali di quel suo predecessore che avrebbe voluto trasformare quell’ &quot;aula sorda e grigia in un bivacco di manipoli&quot;. Nonostante la prolifica legislazione ad personam che ha provato a sgombrare dal codice penale molti dei reati che inseguivano il capo del governo e nonostante la spettacolare contrapposizione tra Legge e Popolo, con cui puntualmente cerca di piegare la legge al primato del consenso popolare, Berlusconi ha proseguito nella sua opera di bombardamento sistematico della legislazione, dei suoi fondamenti e della sua legittimazione. Ha cercato di spostare i confini della sovranità, prefigurandosi in forme inedite e prevalentemente pubblicitarie come un sovrano legibus solutus e quindi prefigurando una forma peculiare di assolutismo politicotelevisivo. Per questo oggi entra cinicamente e lucidamente nella trama degli equilibri istituzionali e la spacca. Si comporta come un elefante in una cristalleria, spara a, palle incatenate contro la Corte costituzionale e contro il Quirinale. Siccome ha perso la partita, denuncia gli arbitri e si lascia sfiorare dalla tentazione del provocare l’invasione di campo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Pensi che sia tentato dalla carta delle elezioni anticipate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

C’è di certo una accelerazione populista che, con l’eventualità del voto anticipato, potrebbe diventare il rendiconto finale ira Berlusconi e tutti i suoi avversari. E quelli politici direi che li vede più nel centrodestra che nel centrosinistra. Essendo convinto di vincere le elezioni a furor di popolo, potrebbe usare il voto per liquidare l’anomalia Fini e per sterilizzare il potere della Lega, ma contemporaneamente potrebbe usare questa nuova legittimazione popolare in termini di legislatura costituente, rendendo esplicito il disegno di controriforma costituzionale: finalmente una nuova costituzione snella, manageriale, senza i reticoli di contrappeso che frenano quello che potrebbe diventare un presidenzialismo proprietario.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non ti ha un po’ stupito l’estrema violenza verbale a, cui si sono abbandonati, dopo la sentenza non solo Berlusconi ma molti leader della destra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Mercoledì sera, a &quot;Porta a Porta&quot; abbiamo assistito al completamento della rivoluzione linguistica di questa élite dirigente. Le offese alla Bindi, quella di Berlusconi che riprendendo Sgarbi la ha definita &quot;più bella che intelligente, e quella di Castelli che la chiamata &quot;zitella petulante&quot;, rivelano l’insofferenza, di un genere maschile che ha una figurazione del mondo femminile molto legata all’epopea delle escort e delle ninfe. E il completamento di una regressione culturale che mette i brividi perché rappresenta il trionfo dell’impudicizia,della volgarità e del cameratismo. Credo che sarebbe molto sbagliato sottovalutare questa regressione.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Tu affermi che Berlusconi dovrebbe dimettersi, ma il Pd è il primo a non chiedere le sue dimissioni, e l’opposizione non sembra disporre di una qualsivoglia strategia...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Le opposizioni sono di fronte, non solo alla propria frantumazione, ma anche a una subalternità culturale che le rende protagoniste di un politicismo che vive e muore nella tattica, nella battuta del salotto televisivo, nella ondivaga politica del &quot;del diman non v’è certezza&quot;. Dovrebbe invece essere questo il momento in cui tutte le forze d’opposizione s’incontrano in un luogo per confrontarsi sul rapporto che c’è tra crisi politica e crisi sociale nel nostro paese.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Alludi solo alla mancanza di una strategia politica a breve o a qualcosa di più complessivo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

E’ come se la, politica non riuscisse a mettere a fuoco l’immagine del paese. L’Italia sta marcendo, questa è la fotografia precisa. Il lavoratore che si arma di tanica di benzina e si arrampica su un terrazzo, che vive la difesa del posto di lavoro come un corpo a corpo tra la, sua nuda vita e chi individua come antagonista dei suoi diritti ci parla, di un silenzio della politica proprio sulle questioni che sono nel ventre profondo della crisi. Dovremmo essere tutti convocati a cercare punti di connessione tra la difesa dei diritti di libertà e quella dei diritti sociali, in un paese che progressivamente smarrisce gli uni e gli altri e si perde per strada persino il patrimonio dei diritti umani. Ci si divide sullo stile della lotta, ma la verità è che domina una confusione che produce numerosi paradossi. Il popolo che a Roma ha riempito la piazza omonima, piazza del Popolo, è un popolo senza partito, e poi ci sono tanti partiti senza popolo. E allora, forse dovremmo provare a guardare il punto in cui è giunta la notte della nostra storia repubblicana senza perderci in dispute nominalistiche, se questo sia o no un regime... &lt;br /&gt;
Provare a condividere una diagnosi di questa grande malattia nazionale che è il berlusconismo per ragionare dei soggetti feriti e smarriti che, dalle scuole alle fabbriche, cercano disperatamente il filo rosso di un nuovo protagonismo politico e sociale mi Pare il compito che tutti dovremmo assolvere.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Franceschini parla di una grande manifestazione di popolo. Cosa gli rispondi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il &quot;luogo&quot; di cui parlavo prima, è appunto quello in cui si ritrovano e discutono tutte le forze parlamentari e assenti dal Parlamento, politiche o della società civile che si oppongono a questa destra. Dunque è giusto costruire una grande mobilitazione democratica che possa riempire le piazze d’Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=NMGHA&quot;&gt;L'Altro - Andrea Colombo&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Luigi BERSANI: «Alleanze con Udc o Sinistra e Libertà? Non pretendiamo di fare da soli. Il Pd deve recuperare le radici cattoliche e socialiste»»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/08/19/pier-luigi-bersani/%C2%ABalleanze-con-udc-o-sinistra-e-libert%C3%A0-non-pretendiamo-di-fare-da-soli-il-pd-deve-recuperare-le-radici-cattoliche-e-socialiste%C2%BB%C2%BB/402505"></link>
  <updated>2009-08-19T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>402505</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Recuperare le «radici più profonde, cattoliche popolari e socialiste». Abbandonare la retorica del «nuovismo» e dell'«antipolitica». E finirla con l'«antiberlusconismo sciocco». Sono le linee guida che Pierluigi Bersani traccia per il suo Partito democratico. L'ex ministro, in un'intervista rilasciata al settimanale Tempi, spiega il suo progetto politico qualora dovesse vincere le primarie. &lt;br /&gt;
A partire dalle alleanze. Per Bersani, il Pd ha bisogno di aprirsi «in uno scenario plurale che si declina nel bipolarismo e non nel bipartitismo». &lt;br /&gt;
E Di Pietro? «Il Pd non soffrirà più se riuscirà a costruire un'alternativa credibile al governo».

&lt;p&gt;
ALTERNATIVA FELICE - A Bossi che ha espresso una preferenza per lui tra i candidati al congresso di ottobre, Bersani risponde «con una battuta: si vede che gli piacciono i tipi tosti. Bossi si diverte alle nostre spalle e qualcuno ci casca - aggiunge - Sono solo battute estive, dette a Ferragosto, senza alcuna importanza».&lt;br /&gt;
 Quanto al partito che ha in mente, l'ex ministro dice: «Io credo in un grande partito popolare che si rivolga ai ceti produttivi (le imprese, i lavoratori), ai giovani, alle fasce più deboli. &lt;br /&gt;
Credo in un partito organizzato e che abbia un'identità chiara e definita, non matematica». Bollando come «superficiali» le critiche di chi lo accusa di essere «il vecchio», Bersani propone «di emanciparci dalla storia dei nostri ultimi trent'anni e di andare a recuperare quelle che sono le nostre radici più profonde: quelle cattoliche popolari e quelle socialiste. Radici che ci insegnano che se parti dagli ultimi, dai più deboli e sfortunati, sarai capace di costruire una società migliore per tutti». Alla domanda se veda all'orizzonte l'apertura a forze come Udc e Sinistra e libertà, il candidato alla segreteria del Pd risponde: «Avere una vocazione maggioritaria non significa fare da sé, ma cercare delle alternative. Non in seno a un antiberlusconismo sciocco, ma cercando di adempiere a quello che è lo scopo primario di un'opposizione e cioè fornire un'alternativa felice».

&lt;p&gt;
RIFORME E ALLEANZE - «Noi pensiamo - aggiunge - che oggi l'Italia abbia bisogno di riforme elettorali, istituzionali e di regolamenti. E di una nuova ricetta anticrisi. Con chi condivide queste preoccupazioni, noi ci siederemo a un tavolo e discuteremo con pazienza». Infine, il rapporto con l'Italia dei Valori. «O unisci sul tema della democrazia o ti limiti ad enunciarne le storture - sostiene Bersani - Solo che questa seconda via, imboccata dal leader dell'Italia dei Valori, non ti porta da nessuna parte». E allora «se il mio partito - conclude - costruisce un'alternativa credibile al governo, tanti torneranno con noi, e non soffriremo più il fenomeno Di Pietro». Puntuale la replica del leader dell'Italia dei Valori. «Prendiamo atto che per l'aspirante segretario del Pd, Pierluigi Bersani, l'Italia dei Valori è un partito da distruggere e comunque da avversare. Evidentemente - sottolinea Di Pietro - la nostra politica di netta contrapposizione al governo Berlusconi disturba i manovratori del Pd».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_agosto_18/bersani_pd_intervista_f11076fe-8bfe-11de-a273-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Domenico LOMELO: Puglia. «Il rimpasto di Vendola è una decisione incomprensibile» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/07/domenico-lomelo/puglia-%C2%ABil-rimpasto-di-vendola-%C3%A8-una-decisione-incomprensibile%C2%BB/391825"></link>
  <updated>2009-07-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391825</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Puglia (Gruppo: Verdi) - Consigliere  Consiglio Comunale Polignano a Mare (BA) (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il capogruppo dei Verdi in Consiglio Mimmo Lomelo, ex assessore al Diritto allo studio: «Il presidente della Regione ha voluto sparigliare le carte in vista di una sua ricandidatura». Intanto, il progetto di Sinistra e libertà va avanti. 

&lt;p&gt;
La questione morale travolge la Puglia e spinge il presidente della Regione Nichi Vendola ad azzerare la propria giunta. La decisione è arrivata dopo le inchieste sulla sanità, in particolare dopo la sospensione cautelare del direttore generale della Asl Bari, Lea Cosentino, coinvolta in una delle inchieste per turbativa d’asta. E ieri Vendola è stato ascoltato come persona informata sui fatti dal sostituto procuratore della Dda di Bari, Desirée Digeronimo.

&lt;p&gt;
Un rimpasto che ha visto la sostituzione del vicepresidente della Regione e assessore alle Attività produttive, Sandro Frisullo, e di quattro assessori, Marco Barbieri, Massimo Ostillio, Domenico Lomelo ed Enzo Russo. Ai loro posti, oltre a Loredana Capone (Pd, vicepresidente), entrano Magda Terrevoli (Formazione, Verdi), Fabiano Amati (Risorse agroalimentari, Pd), Dario Stefano (Turismo, Pd, sebbene in molti lo indichino in avvicinamento all’Udc) e Gianfranco Viesti (Diritto allo studio, tecnico).

&lt;p&gt;
«La decisione del governatore ha lasciato tutti di stucco», attacca Mimmo Lomelo, ex assessore al Diritto allo studio e capogruppo del Sole che ride in Consiglio regionale. «Decisione ancor più incomprensibile - sottolinea - perché presa a 6-7mesi dalla fine della legislatura. Tutti i colleghi stavano finendo il lavoro già iniziato, poi ora ci sarà l’estate... e chi è alle prime armi ci mette sempre un po’ ad ambientarsi».

&lt;p&gt;
Ma come si spiega un atto del genere? «Io credo che Vendola abbia voluto sparigliare le carte in vista di una sua ricandidatura. Io ero totalmente distante da quanto accaduto. Anche gli altri colleghi, salvo quelli che si erano già dimessi, non c’entrano nulla. Vendola ha provocato nella base una grande confusione rispetto al giudizio positivo che i cittadini hanno sul territorio».

&lt;p&gt;
Nel mondo politico pugliese c’è grande fermento: «Domani (oggi, ndr) chiederò una riunione con i segretari provinciali dei Verdi per metterli al corrente di cosa è accaduto. Parallelamente - rivela Lomelo - stiamo lavorando, sul versante di Sinistra e libertà, affinché ci sia una federazione tra le forze che la compongono. Bisogna evitare di metterle insieme senza che ci sia contestualmente una crescita culturale sul territorio».

&lt;p&gt;
Un progetto in cui il leader ambientalista crede, «ma deve essere aperto: bisognerà guardare anche ai Radicali, evitando di chiuderci in noi stessi. C’è l’esigenza di rifare una coalizione più larga che non sia quella ristretta Pd-Idv se non vogliamo che Berlusconi continui ancora a governare». Centrodestra che, denuncia Lomelo, colpisce a morte il Sud: «Hanno sottratto 20 miliardi di euro, 40mila miliardi delle vecchie lire, dai fondi Fas (Fondi aree sottoutilizzate) per il Meridione per darli al Nord.

&lt;p&gt;
Un vero furto. E i 40 miliardi rimasti, che ci spettano, ce li devono ancora dare. Altro che questione meridionale, ora c’è una questione settentrionale: un Nord che ruba al Sud! Su questo sono intervenuti sia il capo dello Stato che la Corte dei conti: più di così chi altro deve intervenire?».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/news/2009/07/%C2%ABil-rimpasto-di-vendola-e-una-decisione-incomprensibile%C2%BB&quot;&gt;Terra - Valerio Ceva Grimaldi &lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>RICCARDO NENCINI: Sinistra e Libertà: Trasformare l'idea in progetto</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/21/riccardo-nencini/sinistra-e-libert%C3%A0-trasformare-lidea-in-progetto/391732"></link>
  <updated>2009-06-21T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391732</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Consiglio Regione Toscana (Lista di elezione: Ulivo) - Consigliere Regione Toscana (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il 3,1 % dei voti, un milione di elettrici ed elettori, non sono pochi. Grazie alla legge &quot;salva Veltrusconi&quot; - quella dello sbarramento elettorale al quattro per cento, varata in due settimane da un Parlamento che il Premier ritiene lento e inconcludente - non saranno rappresentati nell'Assemblea legislativa della Comunità Europea. Resta, tuttavia, un numero rilevante, un consenso importante concesso a un'idea che ha avuto poco tempo per palesarsi e quasi nessuno spazio sui media. Un patrimonio che non deve essere disperso.
&lt;p&gt;
Sinistra e Libertà è stata prima un'emergenza, poi un'intuizione e un'idea: l'idea della nuova sinistra italiana, laica e pragmatica, ambientalista e innovativa nella scia della migliore tradizione del movimento democratico e socialista europeo. 
&lt;p&gt;Non crediamo d'ingannarci nel dire che la risposta dell'elettorato ci spinge a proseguire il cammino. Occorre ora individuare il percorso da seguire ed occorre farlo con grande lucidità.
&lt;p&gt;
Sinistra e Libertà non dovrà essere né ex né post: dovrà anzi somigliare alla storia scritta all'inizio degli anni '70 ad Epinay, alle porte di Parigi. Dovrà essere una sinistra capace di parlare a larghi settori della società italiana qualificandosi, in primo luogo, quale forza che intende assumere l'onere di governare le tante complessità del sistema Italia.
&lt;p&gt; Occorre poi, per passare dall'idea al progetto, lavorare attorno a due nodi ineludibili per qualsiasi forza politica: la questione della modalità organizzativa e quella dell'identità programmatica.
&lt;p&gt;
Nessuno può pensare, oggi, di riproporre un partito vecchio stile, fatto di sezioni e federazioni, di vincoli gerarchici stretti di natura orizzontale e verticale. Nessuno può pensare di riproporre un partito chiuso e di appartenenza. 
&lt;p&gt;La scommessa è di federare sotto le insegne di Sinistra e Libertà le tante e diverse esperienze che si sono prodotte nel campo della sinistra italiana. Associazioni e Club, riviste e periodici locali, frammenti delle organizzazioni dei vecchi partiti, eletti nelle istituzioni, dovranno essere inseriti e trovare &quot;cittadinanza&quot; in una rete di tipo nuovo, ordinata da regole chiare e che prevedano un costante coinvolgimento nelle decisioni e nella sintesi del corpo dei militanti. Dovrà essere una organizzazione aperta ai propri elettori e alla società e prevedere ampie consultazioni sia per la scelta dei propri candidati ai vari gradi di elezione che per la scelta dei propri dirigenti. Per necessità e utilità dovrà essere un soggetto plurale che valorizza le diversità invece che sottolinearle come estraneità. Dovrà, infine, essere fortemente vocato alla comunicazione, a trasmettere agli italiani i propri valori, le proprie idee e le soluzioni proposte.
&lt;p&gt;
Per costituire una reale alternativa di governo, dovrà lavorare molto attorno ad un programma e a linee di politiche pubbliche innovative e convincenti.
&lt;p&gt;
Le forze che hanno creato Sinistra e Libertà condividono alcuni valori di fondo - dalla lotta alle diseguaglianze alla ricerca delle pari opportunità di partenza per ognuno, dal contrasto alle oligarchie e alle corporazioni, all'attenzione verso i diritti civili e sociali - che occorre trasferire in proposte concrete valide per l'oggi. 
&lt;p&gt;Le grandi trasformazioni economiche e sociali degli ultimi decenni hanno completamente mutato i termini della questione sociale otto e novecentesca nonché quelli delle modalità organizzative e di funzionamento delle democrazie parlamentari e degli apparati pubblici statuali.
&lt;p&gt; Diseguaglianze e ingiustizie sociali si situano oggi in faglie diverse rispetto al passato (garantiti e non garantiti, dipendenti pubblici e dipendenti privati, giovani generazioni e vecchie generazioni), così come la prima emergenza democratica è oggi rappresentata dal sistema dell'informazione, dai suoi assetti proprietari e dalla tendenza al conformismo che pare attraversare la categoria dei giornalisti.
&lt;p&gt;
Il mutamento occorre governarlo e per sperare di dare il massimo delle opportunità possibili al maggior numero di persone dobbiamo individuare le soluzioni giuste.
&lt;p&gt;
Sinistra e Libertà dovrà occuparsi &quot;d'immaginare&quot; un'Italia migliore dell'attuale con un'informazione forte, libera, autonoma e critica, un sistema istituzionale con &quot;più governo e più rappresentanza&quot;, un'economia libera di crescere senza troppi vincoli burocratici ma con regole chiare che garantiscano trasparenza societaria ed eticità di comportamenti, un sistema di protezioni sociali efficiente e accompagnato dalla capacità di dare a ognuno nuove opportunità.
&lt;p&gt; Sinistra e Libertà dovrà lavorare per avere una sanità fatta per il benessere dei cittadini e non per le baronie mediche, un sistema dell'educazione e della ricerca forte, strutturato sul pubblico ma capace di valorizzare tutte le esperienze di valore. 
&lt;p&gt;Dovrà presidiare le frontiere della laicità e dei diritti civili ma dovrà parlare anche di doveri individuali e collettivi e di responsabilità.
&lt;p&gt;
Se Sinistra e Libertà saprà incamminarsi su questo percorso riallacciandosi al suo progetto originario, i socialisti saranno fieri di averla pensata e costruita. Una nuova storia da collocare tra Partito Democratico e Radicali dove stare con autonomia. Senza fretta e con gli occhi ben aperti sullo scenario della politica italiana.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pensalibero.it/Stampa.asp?IDNotizia=4201&quot;&gt;www.pensalibero.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Marco CAPPATO: «Amici Verdi, lavoriamo insieme sui contenuti»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/19/marco-cappato/%C2%ABamici-verdi-lavoriamo-insieme-sui-contenuti%C2%BB-intervista/391620"></link>
  <updated>2009-06-19T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391620</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Marco Cappato dei Radicali: «Torniamo all’uninominale e introduciamo la doppia tessera nei partiti».&lt;br /&gt;
 Straordinaria mobilitazione per l’assemblea di Chianciano. 
&lt;p&gt;

Marco Cappato, segretario dell’associazione Luca Coscioni ed esponente dei Radicali illustra a Terra le prospettive dell’assemblea di Chianciano del prossimo 26 giugno.&lt;br /&gt;
 Rivelando un rapporto “preferenziale” con l’area ecologista di Sinistra e libertà.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Chianciano: che significato ha?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Assemblea dei Mille vuol dire innanzitutto assemblea di persone, di obiettivi, prima che di organizzazioni. Occorre mandare a casa la partitocrazia, il regime che in Italia abbiamo da sessant’anni di partiti e di corporazioni. Anche di sinistra.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Chi parteciperà all’assemblea, sulla quale ci sono forti aspettative e un’annunciata ampia partecipazione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Innanzitutto i singoli, l’iniziativa è autoconvocata. Al momento, tra i nomi ci sono Gennaro Migliore, Angelo Bonelli, Monica Frassoni, la fondazione Fare futuro, Renata Polverini, Cesare Salvi, Pasqualina Napoletano, Riccardo Nencini, Franca Chiaromonte. Ma molti seguiranno...
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Obiettivi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Le prospettive sono rivolte a chi ci sta. La relazione d’apertura di Aldo Loris Rossi sarà incentrata su due aspetti: la questione della rottamazione edilizia post bellica non di qualità e non antisismica, per convertire tutto in ecocittà fatte con tecnologie innovative ed ecocompatibili che possano consentire un grosso investimento sulle fonti rinnovabili, sugli eco materiali e le città pulite. Inoltre, sarà importante una visione che veda il Sud priorità strategica dell’Europa.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Altre priorità?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Questione fondamentale è che si elimini nell’organizzazione dei partiti ogni incompatibilità della doppia tessera, introducendo il principio della libertà d’associazione. Esempio: un militante verde con la tessera radicale, o viceversa. Non ci sarebbe stato bisogno di scissioni se questa proposta fosse passata. La seconda questione: collegi uninominali con un maggiore collegamento tra cittadini ed eletti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che rapporti ci sono con Sinistra e libertà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Con un Pd chiuso, assente, tutto ciò che di altro si muove ci vede interessati. In campagna elettorale Sl dava l’impressione di essere un cartello elettorale: per trasformarlo in qualcosa di più c’è bisogno di obiettivi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;C’è una potenzialità ulteriore nel rapporto con i Verdi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La riqualificazione del sistema produttivo in chiave ambientalista rappresenta certamente uno dei grandi temi della politica del futuro. Peraltro, il movimento ambientalista è nato in parte anche dal movimento radicale. Credo ci sia una grossa possibilità di lavorare insieme, ma più che rapporti tra partiti ciò può riuscire sulla base dei contenuti, che poi coinvolgono le forme. Una volta d’accordo sui primi, poi si pensa alle seconde.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E dopo l’assemblea?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Auspico che dall’interno dei partiti i singoli possano promuovere iniziative in modo trasversale. Chianciano sarà un successo se si riuscirà a dare una continuità agli obiettivi. L’elemento scardinante è quello dei collegi uninominali, e anche sul fronte ambientale si possono avviare iniziative significative e conseguire risultati importanti.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/news/2009/06/%C2%ABamici-verdi-lavoriamo-insieme-sui-contenuti%C2%BB&quot;&gt;Terra - Valerio Ceva Grimaldi &lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Monica FRASSONI: Serve più ambiente  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/12/monica-frassoni/serve-pi%C3%B9-ambiente-intervista/391514"></link>
  <updated>2009-06-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391514</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Verdi da soli, con il Pd, o fedeli a Sel per farla crescere?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Dobbiamo mantenere aperte tutte le strade ma partendo da un elemento fondamentale: la consapevolezza della nostra debolezza sul territorio come ambientalisti.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Cosa ne pensa dell`appello di Pannella di trovarsi a Chianciano?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Che sinceramente potevano farlo prima delle elezioni. Ora mi sembra quasi una beffa. Io ho spinto molto per averli nostri alleati ma ho trovato le porte sbarrate.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Pannella dice che è stata Sel con Vendola a chiudere il discorso.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

E dice un sacco di balle, sono loro che non hanno voluto. Noi ci eravamo visti addirittura prima che esistesse il simbolo di Sel. La dichiarazione di Vendola è arrivata a liste praticamente fatte. Pannella non è neanche venuto alla riunione in cui dovevamo discutere l`alleanza. Poi, che dentro SeL ci fosse scetticismo rispetto ai Radicali è vero ma a Pannella di fare l`alleanza non è mai fregato nulla. A Chianciano ci andrò, ma per dirgliene quattro. Insieme ai Radicali avremmo avuto il 4 per cento.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma perché allora non vi hanno voluto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

All`obiettivo di mandare qualcuno al Parlamento europeo i Radicali hanno preferito la lista da soli, per poi spendersi, non so come, il loro 2,5 per cento. Io al rapporto con i Radicali ci tengo ma senza balle per favore.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E il rapporto col Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ma lì sono molto confusi. C`è poco spazio per tesi ambientaliste. Gli ecodem mi sembrano dei morti che camminano, non hanno nessun impatto nel Pd. Dovremmo andare a ingrossare le fila degli ininfluenti ecodem? Basti dire che non hanno eletto neanche un ambientalista in Europa. Non uno. Dopodiché, certo che dobbiamo dialogarci, come con gli altri. Ma prima noi dobbiamo essere seri e concreti. A me appassiona poco questa storia del &quot;dove andiamo&quot;. Mi interessa piuttosto &quot;cosa facciamo&quot;. Facciamo una convention sul nucleare? Incontriamo Cohn Bendit? Bene.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Meglio i Verdi da soli allora?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

No, ma il tema dell`ambiente deve venire prima. A me della disputa tra Ferrero e Vendola non frega niente. È vero che molti Verdi non hanno votato Sel. Dicono che comanda Vendola. Ma non è così. Vendola non è certo il mio capo. E poi lui raccoglie voti solo al Sud dove governa ma per noi c`è una vera e propria &quot;questione settentrionale&quot;. A me piace il progetto di Sel, ci sono delle belle persone dentro ma abbiamo bisogno di una identità ambientalista più forte. E poi che i Verdi farebbero meglio da soli è un mito. Lo abbiamo visto nelle amministrative dove anche i bravi amministratori vengono spazzati via da questo vento di destra. In Francia, Cohn Bendit ha lavorato per un anno alla sua coalizione, con una presenza mediatica eccezionale.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=143559&quot;&gt;Left&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Nichi VENDOLA: «I morti non si resuscitano ma dobbiamo tornare uniti»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/11/nichi-vendola/%C2%ABi-morti-non-si-resuscitano-ma-dobbiamo-tornare-uniti%C2%BB-intervista/391512"></link>
  <updated>2009-06-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391512</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Gruppo: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Governatore Nichi Vendola, i suoi detrattori la chiamano «poeta dei nulla», a causa delle tante immagini, delle troppe iperboli che infarciscono il suo linguaggio.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non ci posso fare nulla, io sono così. Un leader anomalo, eterodosso, non autoritario, come tutti sanno... E mi sono abbeverato a buoni libri, per esempio ricordo uno splendido saggio di Baget Bozzo...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;D`accordo, ma poi bisogna che la gente capisca se c`è ciccia o no.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«La ciccia sta nelle discussioni vere, profonde, che riguardano la società, la vita delle persone... Non nella caricatura di una discussione. Non mi interessa una politica di basso profilo, avvolta su se stessa. Mi appassionano i grandi processi sociali e le prospettive da offrire, le analisi, la ricerca di un orizzonte...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lasciamo da parte l`orizzonte. È vera questa storia che adesso traghetterà la sua sinistra verso il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ma secondo lei... dopo aver fatto una battaglia dentro Prc, dopo aver perduto il congresso, dopo aver vissuto l`involuzione e i processi che non mi hanno fatto più sentire un cittadino di Rifondazione, dopo aver rischiato tutto aprendo un cantiere e presentando una lista... Ora vado a chiedere di entrare nel Pd? Avessi pensato alla carriera, l`avrei potuto fare prima, non crede?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A Rifondazione ne sono sicuri.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non sono mai voluto entrare in polemiche di così basso profilo. Qualcuno s`è specializzato nell`autocritica degli altri, nell`autocritica di Vendola... Fustigatori di un mio presunto cinismo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ferrero, che le ha addossato le responsabilità della sconfitta.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Quello che era chiaro prima e anche dopo il voto è che una prospettiva identitaria non ha spazio incidente, efficace, per puntare al futuro. Ci vuole il coraggio di un nuovo cantiere, tutti  sono bravi a criticare qualsiasi cosa».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Magari c`è un po` di livore perché «Sinistra e libertà» ha preso quasi gli stessi voti del Prc. In ogni caso, adesso potrà far contare il grande successo personale, casomai volesse entrare nel Pd.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Insiste, ma l`accusa è totalmente infondata. Sono anni che nel centrosinistra si cerca la pozione magica per risorgere, o con un leader o con un contenitore capace di contrastare Berlusconi. Io propongo a tutti di sospendere la discussione sul leader o sulla confezione del contenitore, per discutere di contenuti. Vogliamo affrontare le questioni di fondo? II campo nel quale ci muoviamo è vasto, riguarda tutte le forze di opposizione al governo della destra e, in questo senso, lavorando a una grande sinistra unitaria e plurale, di popolo, il mio compito è discutere e confliggere anzitutto con il Pd. Ma non solo: io voglio parlare con Pannella, Di Pietro, Ferrero... il mutamento viene se non ci sono pregiudiziali verso nessuno».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi anche con Casini.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Parlo con tutte le forze che si oppongono al governo. Ma questo, sia chiaro, non è il presupposto di un`alleanza».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non si va verso un nuovo Ulivo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non si possono far risuscitare i morti: l`Ulivo è morto e il passato non si può replicare. È una discussione che non mi interessa: io voglio che si discuta sulla crisi italiana, su come si costruisce un blocco sociale alternativo a quello della destra... un`esperienza alternativa al berlusconismo che, con questa vittoria instabile, ha visto aprirsi nella sua narrazione una crepa irriducibile».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un campo di forze così vasto non potrà non reggersi sull`anti-berlusconismo. Già visto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Se antiberlusconismo significa inventare un leader della sinistra che contrasti quello della destra sullo stesso terreno, è un`operazione che considero culturalmente subalterna... Noi piuttosto dobbiamo analizzare il berlusconismo, la sua capacità di penetrazione... Si tratta di una complessa operazione culturale, meno effimera e urlata».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma come pensa che il Pd sia pronto a uscire dalle sue logiche?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Io non sono un notaio, loro non sono delle mummie. I mutamenti in corso, e gli ultimi dati elettorali, potranno influenzare un`analisi seria. Io voglio discutere dei fenomeni in atto, della crisi italiana, dei ceti medi sospinti verso la povertà, del corto circuito tra le generazioni... Voglio discutere per capire senza pregiudizi, per esempio, come organizzare il welfare».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Temo che preferiscano parlare di Rai. «Sinistra e libertà» chiude?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il cantiere non sarà chiuso, ma è solo un seme, e non potremmo mai rinchiuderlo nell`autosufficienza. L`energia in moto è un patrimonio sufficiente a un passo grande».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Indovino: un partito. Un altro.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non amo il participio passato, preferisco l`infinito. Un partire, insieme. L`esito di un processo, se è autentico, non è predefinito, non c`è una formula astratta e salvifica, non c`è un abracadabra. È un duro lavoro di ricostruzione e vogliamo che non sia un`accademia di chiacchiere, che non prevalga una vischiosità demagogica, che ci siano tanti occhi diversi, capaci di vedere meglio un orizzonte futuro».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Ahinoi, l`orizzonte. Riecco il poeta.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Gliel`avevo detto: io sono così, io sono uno che ci crede».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MJN8S&quot;&gt;Il Giornale - Roberto Scafuri&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Nichi VENDOLA: «Siamo noi il nuovo»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/06/nichi-vendola/%C2%ABsiamo-noi-il-nuovo%C2%BB-intervista/391470"></link>
  <updated>2009-06-06T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391470</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Gruppo: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Ci hanno oscurato, ma il cambiamento è inevitabile» Il presidente della Puglia e l'ostacolo dello sbarramento: «Sinistra e libertà è la vera novità politica di queste elezioni. Dopo il voto la costituente non si fermerà. Contro Berlusconi il Pd è prigioniero delle sue mediazioni. E chi si chiude nel sarcofago dell'ortodossia fa la fine della mummia»

&lt;p&gt;Dopo il disastro dell'Arcobaleno e la scissione di Rifondazione, la sinistra rischia di scomparire anche in Europa, divisa di fronte all'ostacolo del 4 per cento. A sentire Nichi Vendola, uscito dal Prc e attuale leader di Sinistra e libertà, qualunque sarà il riisultato del voto, non sembra proprio che le strade degli ex compagni possano tornare a incrociarsi. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Superare lo sbarramento è questione di vita o di morte o al contrario, come dice Bertinotti, per la rinascita della sinistra italiana «tanto peggio, tanto meglio»?&lt;/b&gt;[...] 
&lt;p&gt;

Tutta l'intervista con &lt;b&gt;Vai alla pagina&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MG0VM&quot;&gt;Il Manifesto - Micaela Bongi&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Roberto MUSACCHIO: Un ecologismo del fare. « In my backyard, please ! »</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/04/roberto-musacchio/un-ecologismo-del-fare-%C2%AB-in-my-backyard-please-%C2%BB/391457"></link>
  <updated>2009-06-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391457</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo confederale della sinistra unitaria europea / Sinistra verde nordica) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
« In my backyard, please ! » é una campagna lanciata da Alessandro Bottoni e Roberto Musacchio, volta a sensibilizzare sul tema dell’ambientalismo.

&lt;p&gt;
In particolare, chiediamo a tutti i parlamentari o candidati, di qualunque partito ed area politica, di sottoscrivere questo appello a favore di un “ecologismo del fare”. Un ecologismo cioè che rifiuta opere pubbliche il cui costo ambientale sarebbe insostenibile, e che allo stesso tempo promuove opere tecnologiche e ambientali per un’economia rinnovabile, che consenta ai grandi cicli della riproduzione biologica di mantenersi in equilibrio.

&lt;p&gt;
”In my backyard, please!” e’ il nome dato all’iniziativa, nella consapevolezza che, si sottolinea, ”nella campagna per le elezioni Europee 2009 si parla poco di ambiente”.

&lt;p&gt;
Nel testo dell’appello si chiede l’impegno pubblico, in caso di elezione, a sostenere attivamente la realizzazione di opere dell’economia
rinnovabile, come quelle per il risparmio energetico, la diffusione dell’uso di sistemi quali pale eoliche e pannelli fotovoltaici, per la produzione di energia elettrica; pannelli solari termici per la produzione di acqua calda; o la creazione di piccole centrali a bio-gas.

&lt;p&gt;
Trovate il sito ufficiale qui:&lt;br /&gt;

http://inmybackyardplease.wordpress.com/&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://inmybackyardplease.wordpress.com/&quot;&gt;inmybackyardplease.wordpress.com&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
</feed>
