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  <title>Openpolis - Argomento: manifestazione</title>
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  <updated>2012-03-10T00:00:00Z</updated>
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  <title>Paolo NEROZZI: «In gioco i diritti nei posti di lavoro. Giusto mantenere un ﬁlo di dialogo»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-03-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625585</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Era «giusto essere in piazza» a titolo personale. Paolo Nerozzi, senatore pd ed ex segretario confederale della Cgil, ieri era con la Fiom. &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il Pd ha detto no alla manifestazione. &lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Bisogna sempre tenere un filo di rapporto. Io parlo per me e non a nome del partito. Sono iscritto alla Cgil dal 1971: io alle manifestazioni ci vado. &lt;p&gt;

&lt;b&gt;Era così importante da contravvenire alla linea? &lt;/b&gt;
&lt;p&gt;Il problema grosso era di democrazia, specie nella vicenda Fiat, che è stata sottovalutata: un sindacato rappresentativo, anche quando non firma un contratto, deve poter esercitare i diritti sindacali. Sono state fatte pressioni soprattutto sulle lavoratrici a Pomigliano come ad Avellino. Io questo lo ritengo un motivo valido.&lt;p&gt;
&lt;b&gt;I lavoratori in piazza hanno &quot;cercato&quot; il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ho l’impressione che ci sia un senso di abbandono, non tanto dal Pd, ma dalla politica. E questo può diventare un ulteriore ostacolo alla ricomposizione o alla ripresa di un processo di coesione sociale.&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma la Fiom contestava il governo... &lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Molto meno di quanto lo contestano i farmacisti, i tassisti e altri. &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il governo tecnico ascolta la piazza? &lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
E' portato a non ascoltare i corpi intermedi, però il fatto che per esempio la questione dell’ordine pubblico sia stata gestita con grandissima saggezza, cosa che si era persa negli ultimi anni è un segnale che va letto: è una forma di ascolto anche questa.
&lt;p&gt;
 &lt;b&gt; Il rinvio del tavolo sul lavoro è stata un’apertura.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 Importante, sì, perché si è capito che gli ammortizzatori sociali sono la cosa più importante, il resto viene dopo.&lt;p&gt;
&lt;b&gt; Il Pd media sull’articolo 18.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sarebbe meglio che le parti sociali facessero il loro lavoro. C’è un discreto grado di unità. I corpi intermedi hanno un valore decisivo nella società e bisogna stare attenti a non umiliarli.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma il fatto di non essere ieri in piazza è una scelta di campo sulle alleanze?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non credo proprio, Bersani ha detto di no. Al termine del risanamento economico si deve tornare a un rapporto sano tra opposti schieramenti.
&lt;br&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1BY7FX&quot;&gt;Avvenire - Roberta d’Angelo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ANTONIO BASSOLINO: «Il Pd si ricordi degli operai»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-03-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625584</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
L`ex ministro sfila ignorando il veto della segreteria: ho firmato io l`ultimo contratto delle tute blu.
&lt;p&gt;«Il Pd non dimentichi la questione operaia. Per vincere e cambiare il Paese non bastano le alleanze politiche. Servono anche quelle sociali. E non è immaginabile uno schieramento sociale nel quale non ci siano anche operai e lavoratori. Senza di loro è impensabile ogni progetto di trasformazione e cambiamento». 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Antonio Bassolino spiega anche così la sua presenza, ieri, al corteo della Fiom.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L`ex sindaco di Napoli ha ritrovato la sua anima operaista?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Fanno parte della mia storia l`attenzione e la passione politica, sociale e civile per i problemi della classe operaia. Non dimentico che nel mio breve periodo al ministero del Lavoro firmammo l`ultimo contratto unitario dei metalmeccanici, e che la mia giunta regionale varò le integrazioni al reddito per gli operai in cassa integrazione. E poi qui sono in discussione i diritti essenziali dei lavoratori a Pomigliano: più di 2 mila sono rientrati in fabbrica, non uno degli iscritti alla Cgil. Fatto insostenibile. La Repubblica italiana è fondata sul lavoro, non sulla discriminazione sul lavoro».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Parla delle discriminazione per gli iscritti alla Fiom?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Evidente. Come è evidente che oggi esiste un caso Fiat, con la Fiom che non ha rappresentanza sindacale negli stabilimenti del gruppo. Auspico un`iniziativa parlamentare per una norma legislativa che, in caso di divergenza tra sindacati, in presenza di un referendum tra lavoratori, consenta al sindacato che non ottiene la maggioranza di poter comunque esercitare la propria rappresentanza sindacale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il Pd aveva deciso di non partecipare alla manifestazione, ma lei ha forzato il veto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«C`è reciproca autonomia tra sindacato e partito. Il Pd ha deciso che i suoi dirigenti non partecipassero alla manifestazione, per non confondere questioni sindacali ed altre questioni, come quella della Tav o delle polemiche con il governo. Ma io penso che il tema dei diritti dei lavoratori sia prevalente sulle altre valutazioni. D`altra parte io non ho incarichi di rilievo nel partito».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dunque è libero di sfidarlo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non è stata affatto una sfida. Penso che Bersani stia facendo un buon lavoro. In piazza c`erano migliaia di militanti ed elettori del Pd. Il rapporto con quel mondo che oggi era a Roma è un rapporto importante. Un`alleanza di governo deve comprendere anche queste forze, come quelle sane della borghesia italiana, quella produttiva e quella intellettuale. Come immaginare uno schieramento sociale senza operai e lavoratori?» 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nessun imbarazzo per la presenza dei No Tav?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Io non sono contro la Tav. Su questo non seguo la Fiom. Ma ero in corteo perché sono dalla parte dei diritti dei lavoratori».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1BY4V7&quot;&gt;la Repubblica - Bianca De Fazio&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Furio COLOMBO: «Mi ribello. Il Pd dimentica il lavoro»</title>
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  <updated>2012-03-09T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625568</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Mi ribello al partito, perchè trovo inaccettabile che dia ordini su temi che riguardano la coscienza e perchè ritengo che si tratti della questione più importante per chi vota a sinistra e sa che il lavoro è il cuore di ogni cosa che si voglia definire di sinistra».«Il Pd così abbandona i lavoratori».
&lt;p&gt;
&lt;i&gt;Il deputato del Pd, ha abbracciato il fronte della dissidenza e ha deciso di scendere in piazza con la Fiom.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lettera43.it/politica/42805/pd-a-qualcuno-piace-fiom.htm&quot;&gt;lettera43.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: San Giovanni prova a Europa possibile alternativa</title>
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  <updated>2011-11-05T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617950</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;La piazza di oggi è un`iniezione di fiducia e la dimostrazione agli occhi dell`Europa che l`Italia possiede le energie, le competenze, la passione necessarie a traghettare il Paese fuori dal tunnel in cui lo hanno portato i colpi di coda del declino berlusconiano&quot;.
&lt;p&gt;Lo ha affermato il capodelegazione del Pd al Parlamento europeo, &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20111105&amp;id=46358&quot;&gt;TM News&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Una piazza bellissima, piena di voglia di cambiare</title>
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  <updated>2011-11-05T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Una piazza bellissima, piena di voglia di cambiare la storia d'Italia e un discorso di Bersani che indica con chiarezza e forza la strada che il PD imboccherà nell'interesse del Paese&quot;. 
&lt;p&gt;Lo ha scritto in rete &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; a margine della manifestazione del Pd a Piazza San Giovanni a Roma.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6446&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «L'euro non è la malattia. La malattia è l'Europa delle destre, l'Europa della Merkel e di Sarkozy»</title>
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  <updated>2011-11-05T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Dopo l'euro non si va indietro, si va avanti perché l'euro non è la malattia.
 La malattia è l'Europa delle destre, l'Europa della signora Merkel e del signor Sarkozy. Quanto a Berlusconi lui nella tragedia si è ritagliato un posto, ma solo nelle vignette di satira. E sia chiaro che anche di questa vergogna dovrà rispondere.
La destra ha messo in ginocchio l'Europa a partire da come è stata gestita l'emergenza Grecia».
&lt;p&gt;A Roma, in Piazza San Giovanni, di fronte ad un'imponente folla riunita per la manifestazione organizzata dal Pd, il segretario Pier Luigi Bersani ha detto che serve &lt;b&gt;«un nuovo governo o si va al voto»&lt;/b&gt; per &lt;b&gt;«ridare dignità all'Italia»&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;
«San Giovanni non è solo una piazza. È il simbolo di tutte le piazze del nostro paese: luoghi dove il popolo italiano con i suoi partiti, le sue associazioni, i suoi sindacati, ha fatto la nostra democrazia. Luoghi di pace, di festa, di lotta. Noi non permetteremo mai che rimangano vuoti. E non permetteremo che rimangano muti. Questa manifestazione si svolge nel cuore di un'emergenza drammatica per l'Europa e per l'occidente e ancora più drammatica per l'Italia. Proprio la coscienza della difficoltà ci spinge a pronunciare oggi una promessa e a stringere un patto con le grandi forze del progressismo europeo. La nostra promessa è che riporteremo l'Italia là dove deve stare. Là dove ci aspetta il mondo. Riporteremo l'Italia alla sua dignità, al suo buon nome, alla vocazione europeista che fu di Spinelli, di De Gasperi, di Prodi».
&lt;p&gt;

«La nostra proposta è un patto di governo tra progressisti e moderati per una legislatura di ricostruzione e per sostenere la riscossa dell'Italia. Noi non cerchiamo ribaltoni. Se c'è discontinuità e cambiamento noi siamo pronti con le opposizioni a un nuovo governo. Però prima di tutto c'è una vecchia pratica da sbrigare: Berlusconi deve andare a casa. O ci va da solo o ce lo manderemo noi, in Parlamento o alle elezioni. Ma deve andare a casa. Lo abbiamo detto da tempo. All'inizio quasi da soli. Poi, mano a mano, si sono uniti gli altri. Con un po' di ritardo, com'è nello stile di una parte di questo paese. Quelli che sventolano la bandiera, ma solo alla fine della partita. Ma va bene lo stesso. L'importante è che lo dicano».
&lt;p&gt;«C'è un solo modo per uscire dalla crisi, con l'equità. Se i sacrifici bisognerà farli, li decideremo noi. Almeno questo, un grande Paese deve poterlo dire. E un grande partito deve dirlo. L'Italia è un grande paese e ha un popolo che ha sempre avuto la forza di rialzarsi e partire. Anche per questo tra le cose che ci indignano di più è vedere il nostro Paese sbeffeggiato, vedere che all'estero dell'Italia si ride. Non era mai accaduto e non lasceremo che accadrà mai più. La realtà è che oggi noi non siamo quello che dovremmo essere ma siamo nel luogo più esposto della crisi, percepiti ormai come un rischio ed esposti alle scelte di altri per colpa di un governo incapace e sconsiderato». 
&lt;p&gt;«Ora serve unità per la ricostruzione, è una sfida per tutti ma tutti devono accettarla guardando il dramma del Paese. Il centrosinistra è alla prova della sua credibilità. Con questo appello alle forze di centro noi non strattoniamo nessuno ma vogliamo mettere davanti a tutti la situazione reale del Paese che non giustifica pregiudizi o barriere insormontabili per chi voglia lasciarsi alle spalle il populismo e mettere in sicurezza i fondamentali del Paese. La destra non è scomparsa, Berlusconi non è stato e non è una barzelletta, la destra ci sarà e sarà forte e aggressiva». 
&lt;p&gt;Bersani ha concluso il discorso con un chiaro riferimento all'unità d'Italia:
 «Viva l’unità per la ricostruzione, viva il Partito Democratico, viva l’Italia»&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/dichiarazione/617943&quot;&gt;Openpolis.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «In piazza per riunire chi ha a cuore il futuro dell'Italia»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/02/pier-luigi-bersani/%C2%ABin-piazza-per-riunire-chi-ha-a-cuore-il-futuro-dellitalia%C2%BB/617907"></link>
  <updated>2011-11-02T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617907</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il nostro intento è di riunire tutti coloro che hanno a cuore il futuro del nostro Paese per avviare insieme una ricostruzione democratica, sociale ed economica dell'Italia. Il nostro è un grande paese. Gli italiani sono un grande popolo. Abbiamo le risorse per riprendere il cammino che ci spetta, per riconquistare la dignità che meritiamo, per riprenderci il nostro futuro di donne e uomini, di persone libere, serie, capaci».
&lt;p&gt;«Per realizzare questo obiettivo c'è bisogno di uno sforzo corale. Per questo chiediamo a tutti di venire in piazza con noi, alle diverse associazioni impegnate nella società, ai movimenti civili, a coloro che hanno a cuore il futuro degli italiani. L'appuntamento del 5 novembre in piazza San Giovanni, luogo simbolo della democrazia nelle storia repubblicana, sarà una festa di popolo, aperta alle donne e agli uomini che desiderano manifestare il proprio impegno. 
&lt;p&gt;Le donne italiane, come sta accadendo anche in altre aree del mondo, a cominciare dalla sponda Sud del Mediterraneo, hanno mostrato chiaramente, con la propria mobilitazione, di essere uno dei pilastri fondamentali del cambiamento della società.&lt;br /&gt;
 A loro si rivolge il Pd e così pure a tutti gli uomini che hanno a cuore il futuro nazionale».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.unita.it/italia/bersani-sabato-in-piazza-per-riunire-br-chi-ha-a-cuore-il-futuro-dell-italia-1.348258&quot;&gt;l'Unità - &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea Alzetta: ''Mi candido con Sel. Capisco 'er Pelliccia' ma non lo giustifico&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/20/andrea-alzetta/mi-candido-con-sel-capisco-er-pelliccia-ma-non-lo-giustifico/617508"></link>
  <updated>2011-10-20T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Lista di elezione: La Sinistra L'Arcobaleno) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Mi candido con Sel, ma solo a livello locale, a Roma. A livello nazionale no. non faremo nessuna candidatura''. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Lo ha detto alla 'Zanzara' su Radio 24 il consigliere comunale a Roma per la Sinistra e Arcobaleno, Andrea Alzetta.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; ''Credo che il dibattito che c'è oggi nel centrosinistra non sia all'altezza della sfida che dobbiamo affrontare''. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Le piace er Pelliccia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 ''Capisco 'er Pelliccia' ma non lo giustifico perchè ha rovinato la manifestazione e hanno fatto un piacere al Governo. E' una generazione che è indignata con la politica perchè è da vent'anni che siamo in un regime incentrato sulla figura di Berlusconi. C'è tanta rabbia per la mancanza di futuro. La maggior parte dei manifestanti voleva far cadere Berlusconi, cacciarlo. L'altra parte ha organizzato una sorta demenziale di insurrezione che se non è indirizzata in una forza politica rischia di essere solo disperazione''.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-ROMA_ALZETTA__MI_CANDIDO_CON_SEL__CAPISCO_ER_PELLICCIA_MA_NON_GIUSTIFICO-1059877-POL-1.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: 15 ottobre: Una Manifestazione Costituente</title>
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  <updated>2011-10-15T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617314</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Oggi saremo così tanti in piazza da non riuscire ad incontrarci. Per questo colgo l’occasione per salutarvi e augurarvi buona manifestazione a tutti e tutte.

&lt;p&gt;
Quella di oggi non è una manifestazione normale. Non solo perché ha una dimensione internazionale o perché cade in un momento assai particolare della vita politica del paese con lo spettacolo indecoroso del governo Berlusconi che ci proponiamo di cacciare il prima possibile per andare ad elezioni anticipate.

&lt;p&gt;
La manifestazione di oggi è l’occasione da cui partire per costruire un movimento di massa contro la gestione capitalistica della crisi. Contro il neoliberismo pornografico di Berlusconi come contro quello austero della Banca Centrale Europea. Questo e non altro è la posta in gioco oggi. Non si tratta ancora di una realtà, si tratta di una possibilità a cui allude il giusto slogan “i vostri debiti non li paghiamo”. Una possibilità necessaria per costruire l’alternativa alla barbarie che stanno costruendo le classi dirigenti.
&lt;p&gt;

La manifestazione di oggi è una manifestazione politica alla massima potenza: è una manifestazione costituente. Costituente di un movimento di massa contro la gestione capitalistica della crisi e questo capitalismo finanziario che distrugge i diritti dei popoli.

&lt;p&gt;
Dopo oltre tre anni di crisi del capitalismo neoliberista le classi dominanti – in particolare quelle europee – hanno scelto di agire estremizzando a dismisura le politiche che ci hanno portato alla crisi. Come un’autista ubriaco che rischiando di andare a schiantarsi contro un muro, invece di frenare o girare lo sterzo acceleri con determinazione. Le classi dominanti non si pongono il problema di uscire dalla crisi ma semplicemente di salvaguardare i loro privilegi scaricando i costi della crisi sulla classe lavoratrici e popolazioni, distruggendo diritti e democrazia. Questa scelta non solo aggrava la crisi economica ma produce una vera e propria crisi di civiltà. La Grecia, su cui si stanno facendo le prove generali - come in un immenso laboratorio a cielo aperto gestito da scienziati irresponsabili - sta vivendo una vera e propria regressione sociale, in cui la rapidità del peggioramento delle condizioni di vita assume i caratteri della barbarie.
&lt;p&gt;

Di fronte a questa scelta di fondo delle classi dominanti, la politica istituzionale e è afasica o consenziente. Se la destra gestisce direttamente, il centro sinistra subisce l’offensiva e non è in grado di prospettare alcuna alternativa. Balbetta stretta tra l’adesione alla vulgata costruita in trent’anni di neoliberismo imperante e alcuni lodevoli tentativi di percorrere sentieri diversi. Non è dal livello istituzionale così com’è oggi configurato che può venire una risposta, come dimostra l’approvazione in sede di parlamento europeo delle draconiane direttive contenute nel cosiddetto “Six Pack” (votate anche dall’Italia dei Valori) o dalla disponibilità del PD ad inserire il pareggio di bilancio in Costituzione.

&lt;p&gt;
Occorre quindi costruire un movimento di massa che sia in grado di contrastare il carattere eversivo – sul piano sociale quando sul piano democratico e istituzionale - della risposta alla crisi delle classi dominanti. La costruzione del movimento coincide con la prospettazione di una alternativa di società, con la costruzione di un senso comune capace di produrre lotte ma anche risposte concrete, qui ed ora.

&lt;p&gt;
Affinché sia possibile aprire questa fase costituente sono a mio parere necessari alcune scelte di fondo:&lt;br /&gt;


In primo luogo la scelta di dare carattere permanente al movimento stesso. &lt;a href=&quot;http://www.liberazione.it/news-file/Il-discorso-di-Naomi-Klein-a-WallStreet---Vi-amo-.htm&quot;&gt;&lt;b&gt;Naomi Klein, in uno splendido intervento&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, individua giustamente nel carattere stabile, non episodico del movimento la sua caratteristica fondante. Occorre lavorare a fondo su questa prospettiva. Occorre quindi porsi l’obiettivo di strutturare il movimento in forme democratiche, a partire dai territori. Affinché questo sia possibile è opportuno fare chiarezza sul rapporto tra il movimento e la politica. Oggi il movimento è sospeso tra il rifiuto dei partiti e il rischio di essere utilizzato – una volta ancora – come bacino elettorale per questa o quella operazione politica. 
&lt;p&gt;Io penso che occorra proporre una modifica radicale di questa situazione. Il punto è la scelta consapevole che il movimento si costruisca in piena autonomia dal quadro politico, che sia in grado di fare politica proprio perché non è piegabile a secondi fini non dichiarati. Faccio queste affermazioni auto criticamente – perché anche noi abbiamo contribuito alla disgregazione del movimento di Genova - e le faccio a positivo guardando alla migliore stagione del sindacato italiano. 
&lt;p&gt;Il sindacato dei consigli ha saputo essere unitario e soggetto politico a pieno titolo proprio quando ha affermato la sua piena autonomia. Questo non significa che i partiti non devono stare nel movimento come qualsiasi altra associazione ma che il movimento deve avere una sua dimensione propria, non una sommatoria ma una costituente per l’appunto. Noi abbiamo parlato di Costituente dei beni comuni e del lavoro. Il problema non è il nome ma la sostanza del processo a cui dobbiamo lavorare.

&lt;p&gt;
Questo è tanto più importante perché oggi – nelle condizioni date - non esiste uno sbocco politico immediato che possa rispondere a pieno alle istanze che il movimento pone. La costruzione di una cultura, di un progetto, di una pratica rivendicativa, di forme di mutualismo e di solidarietà sono quindi dati necessari per durare e costruire una prospettiva storica. 
&lt;p&gt;Il movimento operaio che abbiamo conosciuto nel dopoguerra si è costruito nello sviluppo capitalistico in una sintonia tra il trascorrere del tempo e la possibilità di migliorare le condizioni di vita. 
&lt;p&gt;Il movimento che dobbiamo costruire oggi, questo nuovo movimento operaio, si deve costruire nella crisi, in un contesto in cui non esiste una possibilità di affidarsi al corso delle cose per determinare un miglioramento. Quello della crisi non è l’età del progressismo ma dell’alternativa tra socialismo o barbarie. Per questo è così rilevante la messa ala centro della democrazia dal basso e della generalizzazione di pratiche di partecipazione e di democrazia. In una fase in cui gli interessi delle classi dominanti cozzano platealmente con gli interessi della larga maggioranza della popolazione, la democrazia non è solo procedura ma forma in cui vive il conflitto e la costruzione del blocco sociale dell’alternativa.
&lt;p&gt;

Buona manifestazione quindi a tutti e tutte, il lavoro comincia domani.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2011/10/15/16480-paolo-ferrero-una-manifestazione-costituente-editoriale-di/&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Verso il 15 ottobre. &quot;Occorre un movimento antiliberista di massa&quot;  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/14/paolo-ferrero/verso-il-15-ottobre-occorre-un-movimento-antiliberista-di-massa-intervista/617295"></link>
  <updated>2011-10-14T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>617295</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Nella direzione nazionale di Rifondazione Comunista giungono notizie sempre più positive per la manifestazione di sabato. Saranno in migliaia le compagne e i compagni vicini al partito e alla FdS che si preparano a raggiungere Roma, consapevoli di ritrovarsi forse alla prima tappa di un percorso di cambiamento molto radicale non solo nel Paese. Paolo Ferrero, segretario del Prc, giudica molto importante l’impegno del partito in questa mobilitazione, tanto nella sua espansione del 15 ottobre quanto nel radicamento nei territori.&lt;/i&gt; 
&lt;p&gt;
«Il problema che abbiamo in Italia è quello di non cadere dalla padella nella brace. Dobbiamo riuscire a cacciare Berlusconi ma non dobbiamo permettere che si costituisca un governo senza che cambi la sostanza del proprio operato. Per questo occorre costruire un movimento antiliberista di massa e lavorare affinché diventi anticapitalista. La crisi è del liberismo e solo uscendo da questo si può determinare una soluzione della crisi. Non basta prendersela contro questo o quel leader, dobbiamo affrontare l’origine del problema. Perciò siamo interessati a costruire unitariamente un movimento che deve sedimentarsi nei territori e divenire punto di aggregazione di massa». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Su quali prospettive secondo te?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Affinché possa proseguire credo occorrano due elementi fondamentali. Innanzitutto la democrazia e la partecipazione. Non è casuale che ad aprire la manifestazione di sabato ci siano esponenti di vertenze in corso, e poi realtà come i comitati per l’acqua e il movimento della Val di Susa. Rappresentano una istanza di democrazia e della partecipazione dal basso e che mirano agli interessi e al potere del popolo intero. Anche per questo noi proporremo un referendum per l’abolizione dell’Articolo 8 della manovra e della Legge 30 sulla precarietà. Il secondo elemento riguarda il fatto che questo movimento deve poter decidere e mantenere una autonomia dal quadro politico. La sua costruzione deve restare indipendente dalle dinamiche ristrette, non deve piegarsi sulle elezioni cercando la propria soluzione in questa o quella lista. Il punto che secondo me deve essere posto è quello di una strategia di allargamento degli spazi di democrazia». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma sono molto diffuse nel movimento le posizioni di chi rifiuta la presenza dei partiti, avverte la distanza dalla politica e si sente irrappresentabile.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Si tratta di una distanza che è frutto della distruzione che si è operata della democrazia attraverso il bipolarismo e attraverso partiti che non fanno il loro mestiere. Una questione seria a cui ognuno deve dare una risposta. Il nostro rapporto con i movimenti vuole essere quello di esserci costantemente e coscientemente sottolineando la necessità di autonomia ed evitando ogni forma di strumentalizzazione. Ogni volta che si partecipa devono essere chiare e dichiarate le ragioni per cui si è presenti».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;L’appello del Coordinamento 15 ottobre è breve e denso. Quali sono le ragioni per cui il Prc ci si riconosce?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Per noi il senso è abbastanza semplice: o l’Europa cambia politica e non si deve pagare il debito. Pagare significa essere macellati e finire come la Grecia. Non lo diciamo per uscire dall’euro. L’obbiettivo è costringere l’Europa a cambiare politica ma perché cambi realmente non si può restare nelle regole già dettate. Sono regole fatte per mantenere lo status quo, è per questo che da queste regole bisogna uscire».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Conflitti/2011/10/14/16441-verso-il-15-ottobre-intervista-a-paolo-ferrero-prc-evitare/&quot;&gt;Controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: A Berlusconi l'avviso di sfratto glielo diamo noi, sabato 15 in piazza! </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/13/paolo-ferrero/a-berlusconi-lavviso-di-sfratto-glielo-diamo-noi-sabato-15-in-piazza/609851"></link>
  <updated>2011-10-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609851</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
“Nel discorso di Berlusconi non c’è l’Italia, non ci sono gli italiani e non c’è nessuna idea di come uscire dalla crisi. Solo l’attaccamento alla poltrona di un governo screditato e un parlamento svuotato di deputati e credibilità. Su una cosa sola Berlusconi ha ragione e cioè che dopo le sue dimissioni occorre andare a votare, occorre dare la parola al popolo. Se ne vada presto e in ogni caso sabato 15 gli daremo l’avviso di sfratto, in piazza”. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2011/10/13/16405-berlusconi-ferrero-prc-lavviso-di-sfratto-glielo-diamo-noi/&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCA BIGLIO: «Piccoli Comuni addio? Ma il risparmio non c’è»   - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/23/franca-biglio/%C2%ABpiccoli-comuni-addio-ma-il-risparmio-non-c%E2%80%99%C3%A8%C2%BB-intervista/607915"></link>
  <updated>2011-08-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>607915</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Marsaglia (CN) (Partito: LISTA CIVICA) - Consigliere  Consiglio Comunale Marsaglia (CN) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
A colloquio con Franca Biglio, presidente dell’Associazione nazionale piccoli comuni italiani (Anpci): «Per lo Stato solo 6 milioni in meno pari al costo della bouvette».

&lt;p&gt;
Il governo non ha ancora quantificato il risparmio derivante dallo scioglimento dei piccoli Comuni previsto nella manovra. A pagina 70 della relazione che accompagna il decreto dice di non essere ancora in grado di farlo. Franca Biglio, presidente dell’Associazione nazionale piccoli comuni italiani (Anpci) e sindaco di Marsaglia (Cuneo) lo ha anticipato: «Con l’accorpamento di 1.963 Comuni sotto i mille abitanti si otterrà un risparmio reale di circa 6 milioni di euro. Poco più di quanto costa ogni anno allo Stato il ristorante della Camera dei deputati».
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Qual’è la spesa media annua di un Comune con meno di mille abitanti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
I piccoli Comuni sono quelli che spendono meno. La spesa corrente annua di un municipio con meno di mille abitanti è di 582mila euro. Per garantire la vita dei suoi organi di governo un cittadino spende poco più di cinque euro l’anno. A fronte di un costo irrisorio, i cittadini possono godere di innumerevoli benefici. Possono fare riferimento ad un corpo politico e amministrativo che si mette a loro disposizione. I Comuni erogano servizi e intervengono sul territorio. Sono i primi ad intervenire in caso di problemi. Visto i costi ritengo essenziale che queste sentinelle vengano salvaguardate e valorizzate. Il governo dovrebbe ringraziare assessori e consiglieri che lavorano con dedizione percependo stipendi ridicoli. Sono loro i volontari della pubblica amministrazione. Non ci sono poltrone dorate nei piccoli municipi.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;L’articolo 16 del decreto 138 del 16 agosto prevede la fusione dei piccoli comuni e la successiva creazione di unioni municipali. Secondo quale logica verranno create queste strutture?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
A fondersi dovranno essere comuni confinanti con una popolazione al di sotto dei mille abitanti e insieme dovranno costituire un unione di 5mila abitanti. Una cosa che in una regione come il Piemonte sarà tecnicamente impossibile. Per arrivare a quota cinquemila sarebbe infatti necessario accorpare comuni geograficamente distanti, che si trovano in più vallate, divisi da barriere naturali.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;E se un Comune non ha altri piccoli municipi confinanti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Allora è salvo. Se un Comune anche piccolissimo non ha altri comuni limitrofi con meno di mille abitanti non è riguardato dal provvedimento. Questo decreto è ridicolo.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Quali saranno le conseguenze se la manovra venisse approvata dal parlamento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Diminuzione dei servizi e aumento dei costi. Incuria del territorio e fenomeni di spopolamento.
 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Qual è la richiesta dell’Associazione nazionale piccoli comuni italiani?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Chiediamo lo stralcio dell’articolo 16. Non soi possono prendere decisione sul territorio senza coinvolgere le associazioni e gli amministratori locali che operano sul territorio da anni. Bisogna lavorare insieme. Siamo disposti a fare la nostra parte. L’abbiamo sempre fatta. I piccoli comuni sono esempi di gestione virtuosa.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Qual è il prossimo appuntamento pubblico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Venerdì 26 alle 14 è prevista una grande manifestazione nazionale a Roma davanti a Montecitorio. Questa dei piccoli Comuni non è una battaglia dei sindaci e degli amministratori locali ma di tutti i cittadini per la salvaguardia dell’ambiente, della cultura e del territorio.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=13FFU4&quot;&gt;Terra - Rossella Anitori&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: “In piazza contro tutti i bavagli. Se non ora, quando?”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/06/giuseppe-giulietti/%E2%80%9Cin-piazza-contro-tutti-i-bavagli-se-non-ora-quando%E2%80%9D/589844"></link>
  <updated>2011-07-06T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>589844</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Alla Rai è davvero cambiato tutto, prima quelli sgraditi a Berlusconi venivano cacciati a colpi di pubblici editti, ora vengono accompagnati alla porta ed invitati ad andarsene. Non c’è bisogno di leggere le intercettazioni per capire che, sia pure con modi e toni diversi, è in piena attuazione il piano per dissolvere la Rai e stroncare qualsiasi anomalia editoriale, a partire da Raitre. Basta leggere la &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/spettacoli/11_luglio_05/dandini-nessuno-sa-dirmi-se-ce-la-faro-serena-dandini_a13b2cfa-a6cd-11e0-bbaa-d83a3b6f7958.shtml&quot;&gt;&lt;b&gt;lettera di Serena Dandini, pubblicata dal Corriere della Sera&lt;/b&gt;,&lt;/a&gt; per rendersi conto di quanto sta accadendo.
&lt;p&gt;

Dopo la sostanziale espulsione di Santoro e di Saviano, la scena si sta ora ripetendo con &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/11_giugno_21/conti-rai-conferma-i-programmi_d0fd29c2-9bc7-11e0-b47c-4c6664789138.shtml&quot;&gt;&lt;b&gt;Milena Gabanelli&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; e Serena Dandini, considerate persone non gradite, forse anche loro saranno nel lunghissimo elenco di quelle e quelli “che mi hanno fatto perdere le elezioni e i referendum”.
&lt;p&gt;
Nel frattempo Berlusconi e famiglia ringraziano due volte. La prima perchè la Rai esegue i comandi, la seconda perchè la medesima Rai si sta suicidando industrialmente allontanando da sé non solo alcuni tra i migliori talenti professionali, ma anche il pubblico che li seguiva e li seguirà.

&lt;p&gt;
Dal momento che l’obiettivo palese di questo assalto è quello di imbavagliare la pubblica opinione e di dissolvere quello che ancora resta della Rai chiederemo a tutte le associazioni del settore, a tutti i sindacati, a tutte le forze politiche di promuovere insieme una gigantesca class action, di raccogliere milioni di firme, e di presentarle nel corso di una grande manifestazione nazionale contro ogni forma di bavaglio: dalle intercettazioni alla rete, dalle censure al conflitto di interessi impugnato come una clava per abbattere avversari e competitori politici ed industriali.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;“Se non ora quando?”&lt;/b&gt;. Con queste parole un coraggioso gruppo di donne, innamorate della Costituzione, convocarono a Roma una straordinaria manifestazione, una di quelle che hanno segnato il risveglio nazionale, la fine di un lungo periodo segnato dalla acquiescenza, dal torpore, talvolta anche dalle complicità.
&lt;p&gt;
Mai come in queste ore sarà il caso di ripetere “Se non ora quando?” e di presidiare con inaudita passione civile l’articolo 21 della Costituzione dalle ultime raffiche di un regime morente, ma non per questo meno pericoloso, anzi.
&lt;p&gt;
Questo è il momento per mettere insieme partiti, movimenti, associazioni, sindacati, per concordare una azione quotidiana, pressante, incisiva, che non conosca pause, sino alla vittoria finale.
&lt;p&gt;

Chiunque abbia idee e proposte le tiri fuori: class action contro la Rai, esposti alla Corte dei conti, ricorso al tribunale ordinario, iniziative davanti alle sedi delle silenti autorità di garanzia, manifestazioni davanti alla sede del parlamento europeo, della corte internazionale dei diritti, delle istituzioni e delle assemblee elettive, a cominciare dalla Camera e dal Senato, utilizzo delle rete per far impazzire il censore, iniziative in tutte le piazze italiane dedicate alla libertà di informazione, sino ad arrivare ad un grande manifestazione nazionale, da indire quando riporteranno in aula la legge madre di ogni bavaglio: quella sulle intercettazioni.
&lt;p&gt;

Di fronte a quello che sta accadendo ci auguriamo davvero che ciascuno rimetta in un cassetto lo spirito di parte, di partito, di associazione, di organizzazione, per mettersi a disposizione di una grande battaglia per la legalità repubblicana e per la dignità costituzionale. Teniamoci pronti perchè questa “banda degli onesti” non esiterà neanche nel mese di agosto per mettere a segno l’ultimo sfregio. Se sarà il caso dovremo essere pronti a rispondere sempre e comunque, anche nella giornata di ferragosto!&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2011/07/06/giuseppe-giulietti-in-piazza-contro-tutti-i-bavagli-se-non-ora-quando/&quot;&gt;MicroMega&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Smentisco intervista sul Corriere</title>
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  <updated>2011-07-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>589698</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Nel Commento pubblicato sul Corriere della Sera di oggi, un tal Marco Imarisio mi attribuisce dichiarazioni che non ho mai fatto, detto o pensato. 
&lt;p&gt;In compenso nel resto del giornale &quot;non si sono accorti&quot; che ieri ho partecipato alla manifestazione a Chiomonte, sono intervenuto all'assemblea, etc. Oltre alla censura, l'invenzione delle posizioni: non male per uno dei principali giornali italiani!&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=39&amp;id=15952&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Manifestazione del terzo settore a Montecitorio: &quot;La vostra è una protesta giusta&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/23/dario-franceschini/manifestazione-del-terzo-settore-a-montecitorio-la-vostra-%C3%A8-una-protesta-giusta/586141"></link>
  <updated>2011-06-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>586141</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Le associazioni del terzo settore hanno manifestato questa mattina in piazza Montecitorio contro i tagli lineari del governo che stanno mettendo in ginocchio il settore dei servizi sociali.  

&lt;p&gt;

&quot;Voi siete persone - ha detto il capogruppo &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; parlando con i manifestanti - non abituate a scendere in piazza ed è paradossale e grave che dobbiate farlo per difendere dei principi costituzionali: la vostro partecipazione è assolutamente eccezionale e la vostra è una battaglia giusta. Quando si arriva in piazza stanchi e arrabbiati è anche legittimo diffidare delle parole dei politici, anche di quelle dei politici dell'opposizione: vi dico però che noi abbiamo contrastato questi tagli e continueremo a farlo&quot;. &quot;Prendo l'impegno - ha concluso &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - a portare in Aula a luglio la mozione che abbiamo presentato sul tema, perchè deve esserci su questo tema un'assunzione di responsabilità da parte di ogni singolo parlamentare: è soprattutto nei momenti di crisi che deve valere il principio basilare per cui chi ha di più deve dare di più, anche dal punto di vista del prelievo fiscale&quot;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=5101&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Referendum. Coro unanime per il voto</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/10/david-maria-sassoli/referendum-coro-unanime-per-il-voto/583835"></link>
  <updated>2011-06-10T00:00:00Z</updated>
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  <id>583835</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Invitare i cittadini a starsene a casa è la prova della confusione in cui versa il presidente del Consiglio. Tutti coloro che vogliono bene all’Italia, dal presidente della Repubblica al Papa, hanno sottolineato con autorevolezza l’importanza della partecipazione democratica attraverso il voto. 
&lt;p&gt;In un coro unanime, l’unica nota stonata è quella di un premier che dopo aver fatto la voce grossa, oggi non ha nemmeno il coraggio di difendere quelle che fino a qualche giorno fa erano misure cardine della sua azione di governo”. Lo afferma il presidente degli europarlamentari del Pd, &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;, a margine della manifestazione di Piazza del Popolo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20110610-referendum-sassoli-pd-coro-unanime-per-voto-nota-stonata-e-premier&quot;&gt;AgenParl&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>VASCO ERRANI: Sciopero del settore fotovoltaico. 300 lavoratori del ternano a Roma.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/20/vasco-errani/sciopero-del-settore-fotovoltaico-300-lavoratori-del-ternano-a-roma/559974"></link>
  <updated>2011-04-20T00:00:00Z</updated>
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  <id>559974</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Emilia Romagna (Partito: Cen-sin) - Consigliere Regione Emilia Romagna&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot; Abbiamo chiesto al governo un rinvio di una settimana del decreto sulle rinnovabili. Sono stati fatti alcuni passi avanti, ma, per noi, rimangono forti criticità. Confidiamo di raggiungere l'intesa la prossima settimana. E' importante per i produttori e per la filiera industriale &quot;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terninrete.it/headlines/articolo_view.asp?ARTICOLO_ID=279156&quot;&gt;www.terninrete.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «C'è un'Italia migliore» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/09/nichi-vendola/%C2%ABc%C3%A8-unitalia-migliore%C2%BB/559756"></link>
  <updated>2011-04-09T00:00:00Z</updated>
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  <id>559756</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Sono venuto qui, insieme alle giovani donne e uomini della manifestazione “Il nostro tempo è adesso”, per respirare aria pulita in un Paese in cui dalle classi dirigenti si promana cattivo odore.
&lt;p&gt;
La generazione che oggi è in tutte le piazze italiane è considerata un vuoto a perdere. Il ministro  Sacconi e il premier  Berlusconi si affannano a dire che l’Italia è il Paese della cuccagna, è il Paese che non ha lasciato nessuno abbandonato. Ma non è così.
&lt;p&gt;
Avere 4 milioni di precari in Italia significa che quasi in ogni famiglia c’è un inquilino scomodo, un essere umano in lista d’attesa, nelle sabbie mobili.  La precarietà è la paura di non guadagnare futuro. E’ l’idea di essere imprigionati in un presente senza respiro, vivere in apnea. Senza futuro, senza respiri larghi, non c’è possibilità di pensieri lunghi, di progettare il domani, di guardare con ottimismo al futuro: la politica ha lasciato una giovane generazione senza prospettive.

&lt;p&gt;
La precarietà non è una condizione fisiologica: la precarietà è lo scandalo del nostro Continente e sopratutto del nostro Paese. Dal Governatore di Bankitalia perfino fino allo stesso Pontefice si segnala che la precarietà minaccia la convivenza. Credo che la politica debba smettere di immaginare che questo sia un fatto necessario e fisiologico.
&lt;p&gt;
La lotta alla precarietà deve essere la bandiera fondamentale di un nuovo ciclo della politica, soprattutto nel centrosinistra, e di una pagina inedita della storia italiana.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.nichivendola.it/sito/sito/mc/informazione/&quot;&gt;www.nichivendola.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Lorenzo Del Lucchese: Livorno. Flash mob dei Giovani Idv contro il nucleare</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/04/lorenzo-del-lucchese/livorno-flash-mob-dei-giovani-idv-contro-il-nucleare/559986"></link>
  <updated>2011-04-04T00:00:00Z</updated>
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  <id>559986</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Livorno (LI) (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Sabato 2 aprile i Giovani Idv sono scesi in Piazza Cavour, a Livorno, per un'iniziativa al fine di sensibilizzare la cittadinanza sul problema del nucleare. Abbiamo organizzato un flash-mob, in collaborazione con alcuni cittadini che si sono spontaneamente aggregati quando hanno compreso il nobile scopo dell'evento. 
&lt;p&gt;L'iniziativa ha riscosso un successo al di là di ogni aspettativa, soprattutto in un momento in cui il nostro Governo cerca disperatamente di insabbiare i quattro referendum che si terranno il 12 e 13 giugno. Sulla tragedia giapponese ci sono state forti attenzioni per alcuni giorni e adesso non se ne parla già praticamente più. In realtà quest'esperienza ci insegna quanto sia pericoloso e poco conveniente investire sul nucleare, visto il forte impatto ambientale e tenuto conto che i più grandi Paesi europei stanno abbandonando questa scelta di approvvigionamento energetico per passare ad altro.
&lt;p&gt;
Spero che questa e altre iniziative che dovranno necessariamente essere organizzate convincano la popolazione a recarsi alle urne per esprimere il loro voto contrario alla possibile costruzione di centrali nucleari sul nostro territorio.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.toscana.italiadeivalori.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2288%3Alivorno-flash-mob-dei-giovani-idv-contro-il-nucleare&amp;catid=83%3Alivorno&amp;Itemid=657&quot;&gt;Italia dei Valori Toscana&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni RUSSO SPENA: Alla conquista di un futuro. Sabato 9 aprile mobilitazione nazionale contro la precarietà.</title>
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  <updated>2011-04-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il nostro tempo è adesso. La vita non ti aspetta.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Un archeologo, una giornalista, un portuale, una sindacalista, un imprenditore. E ancora una scrittrice, un operatore call center, un avvocato e un ricercatore. Professioni differenti accomunate dallo stesso fattore: la precarietà. Vera e propria condizione esistenziale delle nuove generazioni. La perdita del futuro è ansia. A volte panico. Un coordinamento di precari, organizzato in rete e del tutto trasversale nei mestieri e nelle forme contrattuali, è passato all’azione lanciando per il 9 aprile la giornata “Il nostro tempo è adesso, la vita non ti aspetta”. Una mobilitazione nazionale perché, si legge nell’appello, “non siamo più disposti a vivere in un paese profondamente ingiusto: lo spettacolo delle nostre vite inutilmente faticose, delle aspettative tradite, delle fughe all’estero per cercare garanzie che in Italia non esistono più”.
&lt;p&gt;

Dal pacchetto Treu, passando per la legge 30, in effetti di strada ne è stata fatta nella flessibilità del lavoro arrivando a qualsiasi forma di frammentazione eliminando garanzie e diritti acquisiti negli anni: interinali, stagisti, lavoratori a progetto, a chiamata e così via sono le “nuove” tipologie. Ma la precarietà non è solo lavorativa ma globale. Si fa vita con un’assenza quotidiana di diritti: da quello allo studio alla casa passando per l’accesso alla salute o alla possibilità di realizzare una felicità affettiva. Un po’ di numeri: sono solo il 30 per cento le giovani famiglie che riescono ad acquistare un’abitazione. Un ragazzo su tre è invece disoccupato. Il lavoro familiare delle giovani donne dura mediamente, secondo l’Istat, 5 ore e 47 minuti, quello dei loro compagni 1 ora e 53.
&lt;p&gt;

Altro che bamboccioni. La precarietà è una spada di Damocle. Per una intera generazione. “Siamo stanchi di questa vita insostenibile - spiegano i promotori del 9 aprile - ma scegliamo di restare. Questo grido è un appello a tutti a scendere in piazza: a chi ha lavori sottopagati, a chi non riesce a pagare l’affitto, a chi è stanco di chiedere i soldi ai genitori, a chi chiede un mutuo e non glielo danno, a chi passa da uno stage all’altro. Lo chiediamo a tutti quelli che hanno intenzione di riprendersi questo tempo, di scommettere sul presente ancor prima che sul futuro”. E le adesioni aumentano di ora in ora. Sia di singoli (artisti, giornalisti, intellettuali vari, mondo dello spettacolo) che di associazioni e partiti.

&lt;p&gt;
Dietro al comitato “Il nostro tempo è adesso” c’è la Cgil che sta dando un sostanziale aiuto economico e logistico. Non riuscendo ad organizzare le nuove forme di frammentazione sociale, il sindacato - in grave ritardo - si mette a disposizione di questo coordinamento costruendo così una tappa di avvicinamento allo sciopero generale promosso dalla Cgil per il 6 maggio. Una mobilitazione, quella di prossimo sabato, che trova il plauso anche delle forze del centrosinistra: dal Pd all’Idv passando per Sel e la Federazione della Sinistra. Staremo a vedere quanti politici poi scenderanno in piazza per la passerella.
&lt;p&gt;

“Pretendiamo risposte dalla politica - sottolineano i promotori - questa manifestazione serve per prendere la parola in prima persona e costringere questo governo e questo paese a confrontarsi con la precarietà. Tema tanto frequentato nelle campagne elettorali, quanto abbandonato nell’azione politica&quot;. Ma può essere il vecchio contratto a tempo indeterminato l’unica soluzione? Non per il comitato 9 aprile che parla più in generale di rafforzamento del welfare, di garanzia di diritti (giusta retribuzione, maternità etc) e di continuità di reddito. Ovvero del modello di flex-security.
&lt;p&gt;

A Roma partirà una street parade, scelta innovativa, alle 15,30 da piazza della Repubblica, per finire al Colosseo, già luogo simbolo, quest’inverno, degli studenti “bramosi” di riprendersi il futuro. Poi ci saranno manifestazioni a Milano, Torino, Napoli, Firenze, Palermo e altre città. Iniziative di sostegno verranno dai &quot;cervelli fuggiti&quot; all’estero come a Bruxelles e a Washington. Il nostro tempo è adesso.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/alla-conquista-di-un-futuro-sabato-9-aprile-mobilitazione-nazionale-contro-la-precarieta/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
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