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  <title>Openpolis - Argomento: Lista Bonino – Pannella</title>
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  <updated>2011-05-12T00:00:00Z</updated>
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  <title>Marco CAPPATO: La manina morattiana dev'essere la stessa di Firmigoni!</title>
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  <updated>2011-05-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560878</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Prima che un Lassini si alzi in piedi a dire 'o lei, o io!' è utile cercare una spiegazione per la caduta, non solo di stile, del Sindaco uscente. Per questo non può non venirci in mente la singolare coincidenza relativa allla vicenda in cui il Presidente della Regione Lombardia Roberto Firmigoni accusò la Lista Bonino-Pannella di aver fatto sparire 51 certificati elettorali dai suoi moduli. I suoi 'informatori' evidentemente non avevano fatto i conti con le 1.000 firme false poi da noi scoperte. E per queste sparate il presidente della regione dovrà rispondere in tribunale visto che qualche settimana fa è stato rinviato a giudizio.

&lt;p&gt;
Ecco, non viene in mente altra spiegazione: per confezionare una storiella del genere il Sindaco uscente deve essersi avvalsa della stessa manina che ha offerto i suoi servigi lo scorso anno a Firmigoni. Forse un po' di riposo è necessario per tutti loro, informatori e politici. E i cittadini milanesi hanno la splendida occasione domenica e lunedì prossimo di cominciare dalla sciura Moratti.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.radicali.it/print/1685&quot;&gt;Notizie Radicali&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: Sostiene Bonino  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-05-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560315</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Da una parte il test delle elezioni milanesi cavalcato da Massimo D’Alema. Dall’altra il dibattito che tormenta l’opposizione, il centrosinistra e affini, sul percorso per tornare a battere Berlusconi e vincere di nuovo. E poi la battaglia sui referendum. Emma Bonino, giacimento di consenso non proprio nel cuore del Pd, vessillo radicale e non solo, vice presidente del Senato, ha idee chiare sulla strada da intraprendere «prima che il Paese si perda per sempre». &lt;br /&gt;
Cita Arendt, Gandhi e Sciascia e lancia la «rivoluzione legalità».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Allora, elezioni milanesi e opposizione. Massimo D’Alema ha stressato l’appuntamento: se Berlusconi perde deve andare a casa. E se vince?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«D’Alema è recidivo. Già nel 1999 si infilò in un trabocchetto: considerare la sfida elettorale delle regionali un referendum su Berlusconi. Perse e dopo si dimise. Come è possibile che caschi nello stesso gigantesco trappolone teso ancora dal Cavaliere? Sa perché succede? Perché ancora una volta non si rispettano i livelli istituzionali. Anch’io credo che le elezioni milanesi abbiano una valenza incisiva, infatti presentiamo Marco Cappato capolista della lista Bonino-Pannella per Pisapia.&lt;br /&gt;
 Ma, attenzione, stiamo parlando di elezioni locali, molto significative, ma locali. E i temi per contestare duramente l’infinita gestione formigoniania
e morattiana abbondano. Dall’Expo al fatto straordinario che Milano, patria della libera impresa, si stia trasformando nella capitale dei pubblico. &lt;br /&gt;
C’è perfino Milano Ristora: le pare che la famosa imprenditoria meneghina non sappia più fare neanche i panini?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Le nuove Partecipazioni statali proprio nel cuore della Padania.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’altro giorno ero a un dibattito con l’imprenditore siciliano Ivan Lo Bello e si diceva proprio come questo modello abbia funzionato ben poco al Sud. Ora pari pari lo ritroviamo al Nord?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Tornando alle elezioni, il sostegno dei Pd a Giuliano Pisapia, candidato non ortodosso, è virtuale o reale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Mi sembra che nelle ultime settimane ci sia una reale mobilitazione. Spero solo che non gli capiti quello che è successo a me: a dieci giorni dalle elezioni Dario Franceschini e Rosy Bindi ebbero il piacere di dire che non ero la loro candidata ideale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Le lotte fratricide, altro problema grave. Ma al dl là dell`anti-berlusconismo, cosa dovrebbe fare l’opposizione per riuscire a essere più convincente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Per esempio, ora: siamo di nuovo in campagna elettorale. E l’Agcom ha dimostrato quanto siano già debordanti i tempi delle apparizioni di Berlusconi in televisione. Non è il caso di mobilitarci per questo? Di fare degli esposti, andare in piazza, presentarci in tribunale, chessò, fare qualcosa. Vogliamo che finisca come le regionali, come in Sardegna, con lui tutti i giorni in tutti i tg - questa volta probabilmente presenterà pure il meteo - fino alla vittoria finale?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sbandierare la sua supremazia mediatica non ha portato grandi risultati. Evidentemente il percorso è un altro. C’è crisi, c’è disoccupazione, la gente non arriva alla fine del mese.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il percorso è uno solo. O si capisce che la battaglia delle battaglie è il ripristino della legalità e che le leggi scritte vanno rispettate oppure tutto è inutile, il Paese è perso. Non si tratta di optional. E io mi rifiuto di essere trascinata a parlare di grandi riforme, a disegnare piani straordinari per lo sviluppo e per il lavoro, importantissimi certo, se prima, però, non si stabilisce questo principio. I nostri problemi sono enormi, giustizia, immigrazione, economia, come stare in Europa e nel mondo: temi sui quali non sempre la sinistra ha dato risposte e se le ha date non sono state sempre convincenti. Per questo l’alternativa radicale è attuale e credibile. Da noi, ormai, non esiste legge politica o economica che non venga infranta. Eppure sembra che l’opposizione non percepisca quanto la situazione sia grave. Tutto finisce per tradursi in quella che Hannah Arendt ha chiamato la banalità dei male».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E quindi, quale formula?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non spallate, né scorciatoie, vedi il Terzo polo, come fu a suo tempo la Lega costola della sinistra o ultimamente il compagno Fini. Dobbiamo attrezzarci a battere Berlusconi alla scadenza naturale, lasciando fare alla politica il suo corso, facendo opposizione in Parlamento, tallonando senza requie governo e maggioranza in commissione come in aula. Gutta cavat lapidem, non bisogna mai dimenticarlo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Alberto Asor Rosa ha invocato l’esercito. Rosy Bindi l’Aventino...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Quando a Milano assessori e consiglieri comunali di destra e di sinistra siedono nei cda delle aziende pubbliche, quando ottenere l’anagrafe degli incarichi pubblici diventa impossibile, quando non c’è trasparenza, perché mai la signora Maria o la signora Amelia dovrebbero appassionarsi di nuovo alla politica? Naturalmente la malattia endemica della politica italiana viene da lontano, vedi Mani pulite. Berlusconi ne è stato frutto e anche potentissimo acceleratore. La mia sarà pure un’ossessione einaudiana, ma la democrazia è legalità e la vera rivoluzione può essere solo questa».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La scelta della leadership è prioritaria? Al tempo, venne individuato Romano Prodi. Poi arrivò il resto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Si vagheggia di governi di decantazione (Veltroni-Pisanu) o tecnici, di comitati di liberazione nazionale, di angeli esterni come Luca di Montezemolo. Bah. C’è un segretario, Pier Luigi Bersani, dunque... La verità è che il Pd ha un problema di leadership ma anche troppe posizioni diverse che lasciano spazio ai Di Pietro, Vendola, rottamatori, grillini... Ci si dovrebbe concentrare su una politica nuova, non discutere a vuoto sulla leadership in termini di autoflagellazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Forse il collante per tenere radicali, vendoliani, anime cattoliche, è proprio un leader condiviso e autorevole.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il leader non è secondario. Ma viene dopo. Non sottovaluto il carisma, purché rappresenti qualcosa. Mario Draghi, per esempio, è simbolo di serietà e non è nemmeno noioso. Se va alla Bce lascerà un grande vuoto e mi preoccupa molto chi lo riempirà. Ma non ci sono formule magiche per unire. Basterebbe la volontà. Gandhi sosteneva che prima si è derisi, poi combattuti e alla fine si vince. Ma li vedo ancora tesi a trovare il deus ex machina, la spallata o un giudice qualunque, soluzioni solo perdenti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quando dice “noi” e poi “li” a chi si riferisce?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«&quot;Noi&quot; è noi radicali. &quot;Li&quot;, sono loro, il Pd. Sa, trovo veramente stupefacente che non ci sia nessun contatto politico tra noi e loro. Ho provato tante volte a rincorrere Bersani, a stabilire una comunicazione. Nulla. Eppure facciamo un lavoro parlamentare che tutti riconoscono serio non servile ma certo leale. Quando dissento, informo Anna Finocchiaro &quot;Presento quest’emendamento, questa mozione&quot;. Ma non siamo stati mai oggetto di consultazione o di rapporto. Evidentemente ritengono poco interessante il nostro contributo politico».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Eppure il Pd con Antonio Di Pietro...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Forse con &quot;loro&quot; valgono solo i rapporti di forza, che dire: tanti auguri. Fu Veltroni nel 2006 a dare l’apparentamento all’Idv, se no la storia sarebbe stata diversa..».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il mistero Bonino. II consenso su di lei è notevole e trasversale, anche a livello Internazionale. È donna ed è una risorsa, eppure...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Eppure. Non so nemmeno io perché. Prendiamo la Rai. Per &quot;Ballarò&quot; non esisto. C’è, invece, una compagnia di giro di una ventina di persone: Di Pietro, Bindi, Castelli, La Russa, Fitto sono loro a essere sempre invitati. Sono grata, invece a Fabio Fazio che mi ha resuscitata a &quot; Vieni via con me&quot; e a &quot;Che tempo che fa&quot;. E non è che gli ascolti in tv non mi premino, anzi. Forse la ragione sta nel mio essere non organica e non rispettosa di certe ortodossie. So che alla sinistra non piaccio perché non voglio battere Berlusconi sul bunga bunga. Per me la condizione femminile è ben più complicata e articolata. Preferisco dimostrare che il premier non sa governare e non ne ha azzeccata una».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Secondo molti, il problema è il cordone ombelicale con Marco Pannella.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Per carità di Dio: la famiglia radicale è sacra. L’altro giorno in aereo un signore mi sommerge di apprezzamenti: come ho fatto bene da ministro del Commercio, etc etc. Poi come molti sbotta: &quot;E però Pannella digiuna di nuovo&quot;. E io: &quot;Le fa qualche danno? No. Ne condivide le ragioni? Sì. E allora perché la irrita l’azione di un signore che accetta la derisione e il peso di un digiuno in nome di un’idea? Non sarà che è questo a metterla in difficoltà?&quot;. Risposta: &quot;Non ci ho mai pensato, mi irrita e basta&quot;. Credo che il clima del Paese, e la brutalità in giro, rendano queste forme di protesta non violenta insopportabili».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come i referendum, a quanto pare. Qualunque cosa pur di bloccarli.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La storia dei tradimenti referendari ha una lunga tradizione. Quelli vinti sono stati ignorati. Una cinquantina non sono stati ammessi dalla Corte costituzionale. Per cinque volte si è andati alle elezioni anticipate per evitarli. Berlusconi è l’ottimo allievo dei maestri dei passato: moratoria sul nucleare, inserimento della norma sulla acqua nel dl sviluppo...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In un dibattito D’Alema ha detto che il ventre del Paese ha sempre partorito i Berlusconi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Penso che avesse invece ragione Leonardo Sciascia. Sosteneva che l’Italia non vede l’ora di essere governata. E che non esiste Paese più paziente, capace di mettersi in fila di fronte a un qualunque servizio che naturalmente non funziona. C’è piuttosto per molti una grave responsabilità di non governo e non è che la sinistra al governo sia stata così brillante.&lt;br /&gt;

Non voglio tirare in ballo il caso della Campania ma insomma...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Intanto lo spettro è che dopo il presidente Napolitano, al Quirinale arrivi il Cavaliere.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Veramente andrei io al Quirinale. Perché no? Anzi, perché no, lo so. Non faccio parte di &quot;noi&quot;».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Noi chi, questa volta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«&quot;Noi&quot; nel complesso».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.radicali.it/print/1635&quot;&gt;l'Espresso - Denise Pardo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco CAPPATO: Diamo scacco al sistema Moratti - Formigoni  - INTERVISTA </title>
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  <updated>2011-04-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560220</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;Milano merita un po' di aria nuova. Diamo il nostro sostegno a Pisapia perchè la sua storia è una storia di libertà e di onestà.
&lt;p&gt;
Quando il &quot;polpo Rob&quot; alias Roberto Formigoni, sfiancato dai continui attacchi, ha detto che i radicali hanno un voto e mezzo e per questo sono nessuno, Marco Cappato ha replicato con omerica scaltrezza: e lui è il Polifemo lombardo. A buon intenditor....
&lt;p&gt;
 
Ma ora sono in ballo i destini del capoluogo, il derby della Madunina è tutto da giocare, il suo esito è più che mai incerto. Non quello tra Inter e Milan, il campionato ormai è andato. Ma quello tra Letizia Moratti e lo sfidante Giuliano Pisapia, che i sondaggi meno partigiani danno ad un'incollatura dal sindaco uscente. L'avvocato gentile può contare sul sostegno dell'intero centrosinistra: pallido quello del Pd, decisamente più robusto quello della lista Bonino-Pannella, che si sta spendendo molto in questa campagna elettorale. «Se riusciamo a dare il messaggio di un grande cambiamento possibile dice il capolista Cappato - Milano può finalmente cambiare colore».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perdoni la franchezza, ma ad ogni tornata elettorale ci si chiede cosa faranno fino all'ultimo quegli indisciplinati dei radicali. Stavolta invece niente indugi. Tutto merito di Pisapia?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
Innanzitutto è un atto di fiducia reciproca con Giuliano Pisapia per la sua storia, che è una storia di libertà e di onestà. È un sostegno aperto, convinto, che abbiamo dato senza passare per trattative preventive sul programma o accordi di coalizione. Anche lui si è mostrato felice di poter contare sul contributo della lista Bonino-Pannella. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il timbro &quot;radicale&quot; c'è, eccome. Milano è tappezzata di manifesti pro-eutanasia dell'associazione Coscioni, si parla di registri comunali per unioni civili e testamento biologico. Non teme di indispettire una parte del ceto cattolico illuminato che sostiene Pisapia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Si tratta di proposte che incontrano un favore largamente maggioritario nell'opinione pubblica e credo che non ci sia contraddizione tra l'essere cattolici e il voler rispettare la libertà di scelta su temi così importanti e delicati. Un approccio laico dell'impegno cattolico non è affatto incompatibile con queste proposte. 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;State conducendo una lotta senza quartiere al governatore della Lombardia, di cui chiedete le dimissioni per le presunte irregolarità nella raccolta firme. Non dovreste concentrarvi sulla città di Milano? Esiste una continuità tra il sistema Formigoni e il sistema Moratti?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
Abbiamo descritto e denunciato un sistema di potere che ha come epicentro Formigoni e come propagazione la Compagnia delle Opere, ma che ha grande ramificazioni e influenze anche a livello comunale. A Milano sono in ballo grossi affari nel campo dell'urbanistica e del governo del territorio, il cui assessorato competente è storicamente in mano a uomini di Comunione e Liberazione. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Comunione e Lottizzazione, nella vostra parodia.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
Il sistema di potere è quello, a dispetto di differenze e contrasti apparenti tra Formigoni e Moratti e al di là delle lotte intestine al Pdl. Sul piano del governo del territorio, per come è stato concepito, la caratteristica rimane la stessa, e cioè l'incapacità di rispettare le regole, che in questo caso diventa molto pericolosa: in una città riempita da una valanga di soldi per l'Expo le infiltrazioni della criminalità organizzata di ogni tipo nella politica rischiano di aumentare a dismisura. 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In cosa ha fallito Letizia Moratti?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
Moratti è stata prigioniera dei partiti. Ha dovuto soddisfare gli equilibri e gli interessi di tutte le forze della coalizione, dalla Lega agli ex An e così via. È chiaro che i progetti e le promesse di inizio mandato, compreso l'affare dell'Expo, si sono infranti, spenti, per poi essere riassorbiti nella necessità di soddisfare interessi particolari. Ad esempio sul piano della trasformazione ecologica della città. 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma ora si celebreranno i referendum cittadini. E Moratti è pronta a votare sì, proprio come Pisapia...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
I referendum riguardano la prosecuzione dei progetti che in realtà proprio la Moratti ha subito congelato, come la questione dell'ecopass, del potenziamento del trasporto pubblico, e altro ancora. I referendum chiedono quello che il sindaco non ha avuto la capacità di realizzare. Dopodiché in politica è possibile tutto: il sindaco Moratti dice sì a tutti i quesiti, la Lega ha detto chiaramente che non se ne parla neppure, non vuole la diffusione dell'ecopass sul modello londinese, la cosiddetta congestion charge; mentre dall'altra parte il sì di Pisapia si accompagna a una posizione compatta dell'intera coalizione che ha inserito l'adesione ai referendum nel programma.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;La sfida di Milano ha assunto il peso di un test nazionale, da resa dei conti finale. Il plebiscito sul Cavaliere non rischia di rovinare tutto?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
Io credo che si tratti necessariamente di una battaglia sia milanese che nazionale, bisogna affrontarle entrambe a viso aperto. Non è solo un plebiscito sul potere berlusconiano: è a vocazione nazionale anche il potere formigoniano, o tremontiano, o quello di tutti i possibili successori di Berlusconi. Milano non può che essere il centro di questa partita, che è addirittura internazionale, se consideriamo la vetrina dell'Expo. Bisogna affrontare la sfida senza paura. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La vera incognita è il ballottaggio. Una parte dei finiani sembra non voler rispettare l'ordine di scuderia e annuncia la fiducia a Moratti al secondo turno. Guai seri.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
La nostra priorità è ottenere un minimo di legalità nella campagna elettorale.&lt;br /&gt;
 Abbiamo già denunciato i manifesti abusivi, ora segnaliamo l'illegalità della campagna elettorale di Berlusconi in tv a tutte le ore, senza contraddittorio e in violazione totale della par condicio. Credo che Pisapia e la coalizione dovrebbero battersi per questo, per la legalità della campagna elettorale che favorisca una conoscenza piena da parte dei cittadini, prima ancora che pensare ad equilibri e alleanze del dopo. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;&quot;Legalizziamo Milano&quot; è lo slogan. Suona un tantino poliziesco.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
Se noi riusciamo a trasmettere il messaggio di un grande cambiamento possibile anche su questo terreno, allora tra il primo e il secondo turno saranno le classi dirigenti del polo di centro e di altre formazioni ad avere l'interesse a cercare un'intesa col centrosinistra. Se invece prevale l'idea di sottrarre controllo democratico è chiaro che in termini di potere, di attrazione del potere, la bilancia pende dalla parte di Letizia Moratti. Il loro apparato è più forte. Si deve puntare non sul negoziato con le forze politiche, ma sulla conoscenza da parte dell'opinione pubblica. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il caso Lassini continua a far discutere. Anche lei crede che le rassicurazioni della Moratti siano vane?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
Lassini sarà candidato e con ogni probabilità sarà eletto, mi pare molto improbabile che si dimetta. Ed è difficile negare che abbia goduto di un certo sostegno per fare quel tipo di affissioni a tappeto su Milano. È tutto tranne che un corpo estraneo alla sua coalizione. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Una chiosa sui referendum di giugno. Dopo il blitz sul nucleare, il governo tenta di far saltare anche il quesito sull'acqua pubblica. Al di là delle divergenze politiche, scorge un attacco all'istituto referendario in quanto tale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
I referendum sono stati uccisi negli scorsi decenni, si è cominciato negli anni Settanta, impedendo di celebrare referendum assolutamente costituzionali, come quello sul Concordato. Tutte le forze della non-democrazia italiana, comprese quelle di sinistra, hanno concorso alla distruzione dell'istituto referendario. Fino ad oggi ciò è stato fatto principalmente ai danni dell'iniziativa radicale, ora credo che ci si renda conto che una volta distrutto il referendum è distrutto per tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=ZFQU9&quot;&gt;Gli Altri - Alessandro Antonelli &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco CAPPATO: «È associazione a delinquere. Il presidente deve dimettersi»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-04-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559855</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
La sua richiesta torna a farla adesso. Con ancora più forza: «Roberto Formigoni dovrebbe dimettersi perché, al di là dell'aspetto giudiziario, è lui il responsabile politico di questa truffa elettorale» attacca il radicale Marco Cappato, primo candidato alle comunali per la lista Bonino-Pannella.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cappato, siete stati voi a denunciare le firme false del listino di Formigoni. Adesso la procura ne ha trovate anche di più, allargando il fronte alla lista del Pdl.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
«Nessuno, che si fosse preso la briga di spendere due minuti per andarle a vedere sul nostro sito, avrebbe dubitato che le firme fossero false. Quelle del Pdl non avevamo avuto modo di guardarle. Ora ci sono due piani: uno giudiziario e l'altro politico». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Partiamo dal caso giudiziario.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«C'è una questione che riguarda la validità delle Regionali. La presentazione della lista di Formigoni è stata realizzata con una truffa elettorale, attraverso la falsificazione di un numero di firme più che sufficiente a invalidare la lista stessa e le elezioni». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Chiedete nuove elezioni, quindi?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«I cittadini lombardi hanno il diritto di andare finalmente a votare attraverso una consultazione regolare. A meno che la giustizia amministrativa decida di guardare dall'altra parte, inventando cavilli come quelli tirati fuori finora per seppellire la verità». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dopo questa azione della procura, dal punto di vista amministrativo tornerete alla carica?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Ovunque e comunque. È chiaro che intraprenderemo qualsiasi azione possibile. C'è però un'altra questione che riguarda le responsabilità: nel registro degli indagati sono stati iscritti gli autenticatori. Queste persone non si sono mosse ciascuna per conto proprio, ma hanno costituito una associazione a delinquere contro i diritti civili e politici dei cittadini che non può che essere stata coordinata da un responsabile politico». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Chi è questo responsabile?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Dal punto di vista giudiziario è dovere della magistratura accertarlo, senza limitarsi agli esecutori materiali. Quel che è certo, per me, è che esiste un responsabile politico ed è Roberto Formigoni. È lui che ha scelto di metterci la faccia accusandoci immediatamente di avere manomesso i suoi moduli: siamo davanti a una sporca menzogna e a 14 mesi di occultamento della verità. Se anche, come gli auguro, Formigoni risultasse estraneo, era certamente nelle condizioni di rendere conto ai cittadini. Invece ha scelto la strada della diffamazione della lista Bonino-Pannella senza mai nemmeno scusarsi di fronte all'evidenza». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Basterebbero solo le scuse?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
«Visto che in politica non c'è niente di più sacro della parola data, l'unico atto di dignità che può compiere è dimettersi. Questo, prima che faccia il suo corso o la giustizia o la prescrizione della malagiustizia all'italiana modello &quot;Oil-for-food&quot;». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quanto può influire questo caso sulle Comunali?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Credo che la gente comprenda l'importanza del rispetto delle regole: più sarà informata e consapevole della gravità della truffa realizzata, meno potrà fidarsi del sistema di potere che ha portato a tutto ciò. Chi lotta ogni giorno contro i soprusi della burocrazia detesta i privilegi dei potenti».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=Z27H1&quot;&gt;la Repubblica  ed. Milano - Alessia Gallione&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco CAPPATO: Firme false. «Formigoni chieda scusa e si dimetta»</title>
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  <updated>2011-04-14T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559812</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
L'indagine della Procura di Milano (&quot;La prova delle firme false è granitica&quot;, dicono in procura) ha fatto emergere una quantità di falsi molto superiore a quella che avevamo trovato con i nostri mezzi. Si tratta di una truffa elettorale realizzata attraverso un'attività di falsificazione massiccia che non può che configurare il reato di associazione per delinquere contro i diritti civili e politici dei cittadini: un'associazione per delinquere che è stata coordinata da un responsabile che spetterà alla magistratura individuare, senza limitarsi agli esecutori materiali. 
&lt;p&gt;Sempre sul piano formale e giudiziario, è ora doveroso che la giustizia amministrativa prenda atto dell'inesistenza delle firme valide per la presentazione del listino Formigoni e riconosca il diritto dei cittadini lombardi ad elezioni legali.

&lt;p&gt;
Al di là delle responsabilità giudiziarie, non c'è invece alcun dubbio su chi sia l'unico vero responsabile politico della truffa: il Presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, il quale, se anche fosse stato estraneo (come gli auguro) alla programmazione e realizzazione della truffa, se ne è però assunto tutta la paternità politica quando ha diffamato noi della Lista Bonino-Pannella, accusandoci di aver manomesso i suoi moduli, e quando ha per 14 mesi rifiutato di collaborare all'accertamento della verità.

&lt;p&gt;
Il Presidente della Regione Lombardia ha mentito sapendo di mentire. Per questo, per la parola tradita prima ancora che per il tipo di coinvolgimento - attivo o omissivo - nell'associazione a delinquere della truffa realizzata, il Presidente Formigoni si deve ora dimettere. 
&lt;p&gt;L'alternativa sarebbe per lui di sperare nei tempi della malagiustizia italiana e nelle prescrizioni modello &quot;Oil for food&quot;. Una speranza &quot;da disperato&quot;, come lui stesso si definì un anno fa.

&lt;p&gt;
Parleremo dei prossimi passaggi politici e giudiziari domani, alle ore 15, presso lo studio Viola in via Mozart 9 a Milano, subito dopo aver consegnato le firme per la presentazione della Lista Bonino-Pannella alle elezioni comunali di Milano.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicalisenzafissadimora.org/2011/04/comunicato-stampa-cappato-formigoni.html&quot;&gt;radicalisenzafissadimora.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: A Chianciano per la rivoluzione liberale  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/24/emma-bonino/a-chianciano-per-la-rivoluzione-liberale-intervista/391726"></link>
  <updated>2009-06-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391726</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La leader radicale lancia la sfida per l’“assemblea dei mille”, in programma il 26, 27 e 28 giugno. &lt;br /&gt;
Laicità, riforma economica e della giustizia i punti cardine attorno ai quali costruire nuove convergenze politiche. 
&lt;br /&gt;


Emma Bonino, vicepresidente del Senato, parla dei temi dell’assemblea di fine mese e del futuro dei Radicali. &lt;br /&gt;
E della politica italiana. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Che differenza c’è tra questa Chianciano e i due appuntamenti che l’hanno preceduta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ci troviamo in una situazione nuova, all’indomani delle europee dove le altre tre liste che hanno mancato come noi il 4% erano tutte di coalizioni nate con l’obiettivo di superarlo e nulla più. Mentre la nostra costituiva il tentativo, certo arduo, di cogliere l’occasione &quot;elettorale&quot; non solo e non tanto per ottenere degli eletti quanto per irrobustire e incardinare la lotta, che Pannella chiama &quot;partigiana&quot;, volta ad aiutare gli italiani a liberarsi dall’ormai letale sessantennio partitocratico, promuovendo una vera alternativa democratica in Italia. Il nostro è un tentativo estremo, armati di non violenza, condotto facendo appello a tutta la nostra capacità politica di dare corpo, voce, speranza, attualità a quella &quot;rivoluzione liberale&quot; che ancora manca al nostro Paese.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Può dirmi quali sono le altre questioni che affronterete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Tre questioni saranno centrali: riforma della giustizia, riforme economiche e la laicità come elemento cardine delle nostre istituzioni repubblicane, in un contesto in cui lo &quot;Stato di diritto;’ è sempre più, per molti, un elemento marginale del convivere civile.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nelle scorse settimane avete rivolto diversi inviti ad altre forze, affinché trovino in questo appuntamento un momento di raccordo con la vostra iniziativa politica. Cosa vi aspettate e da chi lo aspettate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Noi ci aspettiamo che tutti coloro che condividono con noi almeno alcune delle battaglie per una grande riforma all’americana delle istituzioni, perla libertà di scelta e di ricerca, per la giustizia giusta, per l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti e la creazione di un’anagrafe pubblica degli eletti e dei nominati, per le riforme economiche e un nuovo welfare, si uniscano a noi, a cominciare dalle quasi 750mila persone - per noi letteralmente fonte di nuova vita - che ci hanno votato alle ultime europee sulla base di precise proposte per mettere fine al regime partitocratico.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L’idea di coagulare un fronte laico, riformista, liberale, libertario e socialista era già all’origine della Rosa nel Pugno. Cosa ha fatto fallire quel progetto? E perché credete che oggi la stessa prospettiva e le stesse istanze possano trovare maggiore fortuna?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il progetto è fallito per la scarsa determinazione della componente socialista, che poi si è fatta attrarre da altre sirene. Abbiamo visto com’è andata a finire. Noi Radicali alle europee abbiamo ottenuto il 2,4%, un risultato insufficiente per tornare a Strasburgo ma che, politicamente, dimostra che continuiamo a esistere. Noi non vogliamo fare di Chianciano 3 una riunione di reduci ma piuttosto rilanciare un progetto che rimane valido in un sistema che stenta a diventare genuinamente bipartitico, e nel quale l’idea stessa - per non parlare della pratica - dello Stato di diritto diventa ogni giorno più evanescente.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Parliamo del Pd. C’è chi dice che avete fatto di tutto per essere &quot;trascurati&quot;; insomma, che alle elezioni volevate andare da soli e siete stati ben felici del mancato incontro con Franceschini. È così? Al di là di questo, cosa resta di un rapporto che, poco più di anno fa, vi ha visti correre nelle loro liste? E quali sono le prospettive?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Nessuno ama essere &quot;trascurato&quot;, soprattutto se dimostra costantemente di essere portatore d’idee e di proposte. Noi abbiamo avuto un rapporto leale e proficuo con i gruppi parlamentari del Pd, anche se su molti temi abbiamo avuto posizioni diverse. E con il partito che il rapporto è stato inesistente sin dall’inizio e lo è diventato in maniera esplicita con Franceschini, che ha chiuso la porta in faccia alle europee facendo marcia indietro rispetto a un accordo sulla candidatura Pannella, sconfessando se stesso visto che all’epoca era vice di Veltroni e anzi annunciandoci di aver operato - da solo - un divorzio &quot;consensuale&quot;. Il fatto è che il Pd non si è ancora capito cosa sia e non lo sapremo ancora per un pezzo. È difficile parlare di prospettive in un contesto di tale opacità e incertezza.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il berlusconismo è al tramonto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Più che di tramonto del berlusconismo parlerei di erosione dell’immagine pubblica di Silvio Berlusconi e della sua capacità di &quot;governo&quot;, della famosa cultura del fare...
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quali sono le altre forze da battere? Non parlo di sigle e partiti, quanto di culture, aree, tendenze, percezioni e credenze diffuse..&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Complessivamente penso che siamo passati, quasi inavvertitamente per i più, dallo status di cittadini, con i relativi diritti e doveri, a quello più informe di popolo; poi da popolo a pubblico o audience che dir si voglia. Da qui a &quot;plebe&quot; il passo è breve anche perché, come alcuni cominciano a far notare, l’audience altro non è che la versione moderna e mediatizzata della plebe. Poi vedo dosi massicce di opportunismo, dove le convenienze tattiche del momento hanno il sopravvento sulle convinzioni di sempre. Lo abbiamo visto al referendum dove ha stravinto l’astensionismo, che non può essere un fronte credibile di &quot;resistenza&quot; democratica né uno strumento educativo dal punto di vista del &quot;conoscere per deliberare&quot;. Ho visto che molti cosiddetti liberali si sono rifugiati nell’astensionismo, anche al costo di sacrificare sull’altare il quesito sull’abolizione della candidature multiple da loro stessi definito come sacrosanto. Insomma, a coltivare convinzioni e legalità si è sempre più sparuti in questo Paese. Questo lascia grande spazio a coloro che, dopo quasi 150 anni, ritengono che nel nostro Paese sia ancora prematura una rigorosa divisione tra Stato e Chiesa. Di tutta evidenza, quello della difesa della laicità è un altro fronte dove continuare a stare in trincea. Anzi dobbiamo chiamare a raccolta tutte le forze e le energie disponibili per rilanciare queste battaglie in campo aperto. Per non parlare di un populismo sempre più evidente, con colorazioni razziste preoccupanti in particolare nell’adozione dell’assioma immigrati = criminalità = insicurezza, buono forse per vincere qualche punto alle elezioni, ma pessimo punto di partenza per una necessaria e rigorosa politica di integrazione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Pensa che ì Radicali continueranno nella loro battaglia così come la conosciamo - nonostante la loro forza elettorale sia esigua e rischino di veder compromessa la loro capacità di influenzare il dibattito pubblico - o, presto o tardi, si fonderanno con altre forze e altre tradizioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La nostra forza elettorale sarà esigua ma è anche vero che non è una novità. Siamo abituati a fare i conti con poche truppe e ristrettezze economiche. Dall’altra parte non scommetterei troppo sulla nostra dipartita, in fondo siamo il partito più longevo sulla scena politica italiana. Facciamo ormai parte del vissuto italiano, da almeno tre generazioni, come nessuna altra forza politica e sociale. E da sempre siamo per un sistema bipartitico, quello vero, &quot;americano&quot; per intenderci, quindi siamo più che attrezzati, non è questo il problema. Il problema è come giocare una partita dove le regole non vengono rispettate e dove il n loco - in particolare quello dell’informazione è spesso truccato.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il vostro prossimo immediato obiettivo/traguardo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

L’obiettivo è oggi quello di portare finalmente alla luce la democrazia da promuovere e affermare come nuovo ordine e forma del nostro tempo. Ampio programma? E probabile, ma è nei momenti difficili che occorre rimanere punto di riferimento per il presente e il futuro, continuando a lavorare per un cambio di cultura politica. Amiamo dire che noi siamo gente d’altri tempi, quelli futuri. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/news/2009/06/chianciano-la-rivoluzione-liberale&quot;&gt;Terra  -  Andrea Boraschi &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pietro ICHINO: Commento a caldo sulle prime proiezioni dei risultati delle elezioni europee, alla mezzanotte del 7 giugno</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/07/pietro-ichino/commento-a-caldo-sulle-prime-proiezioni-dei-risultati-delle-elezioni-europee-alla-mezzanotte-del-7-giugno/391490"></link>
  <updated>2009-06-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391490</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Secondo le proiezioni della mezzanotte, il Pd più la lista Bonino raggiunge la soglia psicologicamente importante del 30%.
&lt;p&gt;Se il dato emergente dalle prime proiezioni sarà confermato, il risultato ottenuto in queste elezioni europee dal Partito Democratico non è disprezzabile: la somma dei voti del PD e di quelli della lista Bonino (che l’anno scorso erano uniti) sembra raggiungere il 30%. &lt;br /&gt;
E’ un dato peggiore rispetto a quello delle elezioni politiche; ma non è una flessione disastrosa. E c’è un grande serbatoio di voti dispersi al quale il PD potrà attingere in futuro, se saprà proporsi in modo convincente.
&lt;p&gt;
Il dato sorprendente, infatti, è che in questo Paese fino a ieri considerato da tutti (noi compresi) totalmente dominato da Silvio Berlusconi, lo schieramento di opposizione - pur molto disomogeneo - sembra raccogliere complessivamente più voti delle forze di Governo, tra le quali il partito del Premier è nettamente in calo. &lt;br /&gt;
Certo, quel 30% del PD+PR di oggi fa risaltare il valore del risultato conseguito nell’aprile dell’anno scorso: quasi il 34 per cento. Quel risultato era il frutto di una scelta di linea fortemente innovativa, che tagliava recisamente i ponti con il passato e prefigurava la costruzione di un partito totalmente diverso rispetto a quelli dalla cui fusione il PD era nato. &lt;br /&gt;
Nell’anno che è seguito il partito non ha saputo tenere con decisione la barra su quella linea; si è disunito; e ha lasciato riaffiorare a tratti gli schemi di una vecchia politica, ancorata alle categorie ideologiche del secolo scorso. Questo gli ha tolto un po’ di smalto e incisività.&lt;br /&gt;

Ma il 27+3 per cento di questa sera - se risulterà confermato nei dati definitivi - è pur sempre un risultato di tutto rispetto per un partito nato soltanto due anni or sono; e lo è ancor di più se confrontato col risultato in queste elezioni degli altri partiti europei di centro-sinistra. &lt;br /&gt;
Per altro verso, costruire un grande partito riformista e radicalmente nuovo rispetto al passato non è compito che possa esaurirsi in un paio d’anni: è un’opera di largo respiro, nel corso della quale ben possono verificarsi anche flessioni come questa. La bontà di una strategia politica si misura sulla distanza di almeno una legislatura, non su quella del piccolo cabotaggio. Ora si apre una stagione pre-congressuale, attraverso la quale il PD dovrà riuscire a darsi un profilo più chiaro e originale, con una guida forte e sicura.&lt;br /&gt;

Sul versante del Governo, invece, si delinea una pesante sconfitta personale di Silvio Berlusconi. Nei giorni precedenti al voto il leader del PDL, indicando per il proprio partito un obiettivo irrealistico del 40% o addirittura del 45%, ha mostrato di non avere capito ciò che stava accadendo nelle file dell’elettorato di centro-destra; ha temerariamente scommesso ancora una volta sulla capacità della “politica dell’annuncio” di cambiare la realtà a suo favore. Ora la scommessa da lui clamorosamente persa può segnare l’inversione dell’oscillazione del pendolo della politica italiana. Inversione che rischia di essere per il premier tanto più rovinosa, quanto più rapido è stato nell’ultimo anno il gonfiarsi della “bolla di fiducia” dell’opinione pubblica nei suoi confronti.&lt;br /&gt;

Se davvero queste elezioni segnano l’inversione dell’oscillazione del pendolo, per chi è convinto della bontà delle ragioni per cui è nato il PD è il momento di rimboccarsi le maniche e proseguire con maggior determinazione nell’opera intrapresa.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pietroichino.it/?p=3826&quot;&gt;www.pietroichino.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: Radicali? «Siamo solo noi»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/03/marco-pannella/radicali-%C2%ABsiamo-solo-noi%C2%BB-intervista/391442"></link>
  <updated>2009-06-03T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391442</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Si incazza Marco Pannella perché il palco copre la statua di Giordano Bruno, si incazza e poi si avvolge in un lungo discorso sull`attualità del gran nolano.&lt;br /&gt;
 Ieri pomeriggio a Campo de` Fiori. Pannella fa una scena delle sue, dice che è costretto a interrompere il comizio perché deve correre da Emma Bonino che tutta sola sta occupando la Rai a Saxa Rubra. Parlava già da quasi un`ora. Spiegava a un paio di centinaia di persone l`azione di Emma che ieri mattina, dopo aver registrato il messaggio elettorale dei radicali, aveva deciso di non andarsene più dallo studio tv. E non se ne vuole andare «fino a che non sarà riparato l`attentato ai diritti civili dei cittadini».&lt;br /&gt;
 I radicali attendono che la tv pubblica obbedisca al garante delle telecomunicazioni che ha ordinato un «riequilibrio» in favore della lista «con specifiche interviste di riepilogo informativo». &lt;br /&gt;
E per questo ottanta militanti del partito stanno facendo lo sciopero della sete e della fame. &lt;br /&gt;
Pannella no, Pannella ha appena finito. Da tre giorni ha ripreso a mangiare e bere, è stato in tv, si è messo a girare per comizi puntando a un difficilissimo 4%. Stella gialla sul taschino della giacca, 79 anni, tira tardi nella sede al terzo piano di via Torre Argentina dove la sera di lunedì abbiamo tentato di intervistarlo. 
&lt;br /&gt;
«Prima della prima domanda vorrei dire io una cosa eccessiva. E cioè: ci troviamo in condizioni storiche nelle quali noi con la nostra esperienza e la nostra resistenza di questi decenni abbiamo il diritto e il dovere di chiudere il sessantennio partitocratico.&lt;br /&gt;
 Proprio noi, senza radicamento, con percentuali molto basse, ci candidiamo a succedere e per questo chiediamo il voto».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cominciamo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Cominciamo. E però vorrei avvertire che questa volta non è come la volta scorsa quando abbiamo accettato - e io con grande tormento - di andare col Pd dovendo subire il veto di Veltroni che ha permesso a Di Pietro di fare la lista e a noi no. &lt;br /&gt;
Questa volta magari il 4% non lo prendiamo però abbiamo già fissato una Chianciano 2 a fine giugno dove abbiamo invitato tutti i partiti. &lt;br /&gt;
Non crepiamo manco stavolta. Magari non riusciamo a mantenere questa unica sede che abbiamo, la paghiamo dal 1985. &lt;br /&gt;
Noi non abbiamo mica i problemi di Rifondazione che quando si è spaccata si è dovuta dividere migliaia di sedi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non sarà che fare tutta la campagna elettorale battendo solo sullo squilibrio dell`Informazione tv non paga?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ma quando mai, sfido a trovare anche fuori dall`Italia discorsi di qualità europea come quelli che fa il nostro Aldo Loris Rossi. Lui è l`unico euromeridionalista. E noi siamo gli unici a parlare dei corridoi europei dei trasporti.&lt;br /&gt;
 In Normandia stanno costruendo una ferrovia che in 22 giorni arriva a Pechino. &lt;br /&gt;
E ti saluto Italia, non ci vogliono più i 43 giorni navali. Dicono che in aereo le merci si trasportano prima? &lt;br /&gt;
Ma il treno non inquina. Certo non ci fanno andare in televisione a spiegarle queste cose».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma quando in pochi giorni lei è stato prima da Santoro e poi da Floris ha parlato dl nuovo di informazione negata.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Io sono stato felice che il presidente della Repubblica non abbia fatto il mediatore e l`arbitro com`è nella mia visione liberale, ma il garante perché ha riconosciuto che se a 20 giorni dal voto solo il 3% degli italiani era a conoscenza della lista Bonino-Pannella non era più un problema nostro, del partito. Ma della democrazia italiana che si stava andando a fare fottere. Poi io da partigiano colgo le occasioni che ho. &lt;br /&gt;
E sono andato a denunciare alcuni fatti oggettivi, incontestabili. E cioè che la prima repubblica ha distrutto la democrazia e la costituzione in termini reali.&lt;br /&gt;
 È tutto scritto nel documento la Peste italiana che abbiamo fatto noi. E abbiamo potuto farlo perché non siamo masi stati soci partitocratici, ma solo e sempre l`opposizione della maggioranza e l`opposizione dell`opposizione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Siete stati anche maggioranza con la maggioranza, e con Berlusconi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Abbiamo vissuto anche dall`interno e con grande coerenza. Noi lì abbiamo fatto un tentativo per tre anni, dal`93 al `96, così come abbiamo tentato sempre con il Pci quando c`era il Pci: Non è che ci siamo alleati con Berlusconi, abbiamo avuto un`iniziativa verso di lui così come l`abbiamo avuta anche con la Lega se è per questo e verso tutti i fenomeni sociali. &lt;br /&gt;
Ma siamo sempre stati autonomi, era lui che firmava i nostri referendum. Io gli ho scritto cinque lettere, con questa Olivetti qui, e lui si lamentava che non riusciva a leggere ma io continuavo sadicamente, per ricordargli guarda che non hai ancora firmato...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Alla fine è stato un errore?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Siete voi che non avete capito niente di Mediaset. Bisogna leggerlo il libro 'Il baratto'. &lt;br /&gt;
I socialisti erano solo gli stronzi che coprivano il vero accordo Pci-Mediaset. &lt;br /&gt;
E Veltroni era il garante di tutto questo. Berlusconi è un prodotto della continuità partitocratica, è l`ultimo del sessantennio».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cioè non è così pericoloso?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Altro che se è pericoloso. Altrimenti me ne andrei in giro con la stella gialla?&lt;br /&gt;
 Stiamo dicendo che questa è la classica situazione in cui può succedere di tutto, anche quello che è già successo ma in forme nuove.&lt;br /&gt;
 Siamo alla metamorfosi del male fascista. Berlusconi è straordinario ma non è il genio del male. Si muove nel vuoto della democrazia, ha l`improvvisazione populista e ignorante ma non ha originalità. Insegue gli istanti e in questo momento è in difficoltà. &lt;br /&gt;
La stella gialla significa sei milioni di morti ebrei ma anche undici milioni di morti tedeschi tra i quali il capo, Hitler, che ha fatto la fine del topo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Se la situazione è questa com`è che non fate fronte con nessuno? Litigate con tutti invece di cercare alleanze?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«E con chi mi dovrei alleare, con le frattaglie? Con i compagni socialisti che nelle ultime sette elezioni hanno cambiato sette alleanze. &lt;br /&gt;
Con Nichi Vendola che è stato lui a dire che siamo `incompatibili`? &lt;br /&gt;
Il regime si scegli l`opposizione di comodo. L`altra volta avevano scelto Bertinotti, per dieci anni, e infatti è andato 71 volte a Porta a Porta e io 5.&lt;br /&gt;
 Stavolta si sono scelti Di Pietro. Tonino non fa paura». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MDF3P&quot;&gt;Il Manifesto - Andrea Fabozzi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco CAPPATO: Europee. Franceschini e Berlusconi alleati nella conservazione e contro il diritto dei cittadini a essere informati</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/03/marco-cappato/europee-franceschini-e-berlusconi-alleati-nella-conservazione-e-contro-il-diritto-dei-cittadini-a-essere-informati/391440"></link>
  <updated>2009-06-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391440</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Non è un caso che in queste ore finali di campagna elettorale, proprio quando la RAI è condannata dall’autorità a riparare l’informazione negata, Berlusconi e Franceschini si alterneranno a Porta a Porta e Matrix, in violazione della legge sulla par condicio e del diritto dei cittadini a un’informazione pluralistica. &lt;br /&gt;
E non è un caso che Franceschini non abbia finora voluto spendere una parola a sostegno della richiesta, avanzata dai rappresentanti di quattro liste elettorali tra le quali la Lista Bonino-Pannella, per la creazione di nuovi spazi di tribune e comunicazione politica.
&lt;p&gt; Se Franceschini volesse fare per un minimo una battaglia di alternativa e non di subalternità, dovrebbe fare propria la nostra richiesta di legalità nell’informazione.&lt;br /&gt;
 Il Segretario del PD invece ritiene che convenga a lui tanto quanto a Berlusconi -che abitano nelle televisioni insieme all’antagonista prescelto Antonio Di Pietro- che le regole sull’informazione non siano rispettate, e che prosegua quella politica del baratto che già il PCI aveva attuato nei confronti di Berlusconi. 
&lt;p&gt;Franceschini e Berlusconi sono alleati nella conservazione del Regime partitocratico in Italia, nel conservare i finanziamenti pubblici ai partiti, il Concordato e i conflitti di interesse; sono alleati  nell’opporsi al sistema anglosassone, alla riforma delle pensioni e del Welfare, alle riforme laiche sull’eutanasia e il divorzio breve, e sono uniti nel considerare “strategico” il rapporto con il criminale Gheddafi. &lt;br /&gt;
Tanto basta per proteggersi a vicenda di fronte all’opinione pubblica, usando e abusando del monopolio RAISET.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=143082&quot;&gt;www.radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sergio ZAVOLI: Elezioni Europee. Zavoli alla Rai: «Spazio alle liste penalizzate»</title>
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  <updated>2009-06-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391428</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Recuperare il tempo perduto  nei confronti delle liste penalizzate. Il  presidente della commissione di  Vigilanza sulla Rai, Sergio Zavoli, ieri ha  inviato un telegramma ai vertici della  televisione di Stato affinché nei prossimi  giorni non soltanto sia rispettata la par condicio, ma venga anche recuperata la  sperequazione fin qui esistita ai danni di  Sergio Zavoli quattro liste:&lt;br /&gt;
 i radicali di Emma Bonino e  Marco Pannella, la sinistra di  Rifondazione e Comunisti italiani di Oliviero Diliberto, Paolo  Ferrero e Cesare Salvi, il raggruppamento tra la Sinistra  democratica di Claudio Fava, i Verdi di Grazia Francescato e i socialisti di Riccardo Nencini (Sinistra e libertà), la Destra di  Francesco Storace. 
&lt;p&gt;Le personalità citate avevano firmato  giusto ieri mattina una lettera di protesta indirizzata alla  Vigilanza e ai vertici Rai. &lt;br /&gt;
E, appunto, Zavoli ha raccolto  l`appello, precisando anche che «i regolamenti attuali  andrebbero rivisti perché non sono più all`altezza di  rispecchiare la situazione politica, che non viene più  adeguatamente rappresentata in tv come dovrebbe essere per  un servizio pubblico». &lt;br /&gt;
Secondo Zavoli, inoltre, «bisogna  riscrivere le norme che danno alla bicamerale solo poteri di  indirizzo ma nessun potere sanzionatorio». Intanto, la Corte Costituzionale ha ammesso il ricorso dei referendari contro il recente regolamento sugli spazi televisivi varato in Vigilanza.  La consulta si pronuncerà nel merito il prossimo 9 giugno.
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=142913&quot;&gt;Corriere della Sera &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: «Abbiamo occupato lo studio della Rai e iniziato uno sciopero della sete per chiedere conto alla Rai del mancato rispetto delle delibere dell'Agcom»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/02/emma-bonino/%C2%ABabbiamo-occupato-lo-studio-della-rai-e-iniziato-uno-sciopero-della-sete-per-chiedere-conto-alla-rai-del-mancato-rispetto-delle-delibere-dellagcom%C2%BB/391427"></link>
  <updated>2009-06-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391427</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Al termine della registrazione dello spazio di comunicazione politica, realizzata alle 13 negli studi Rai di Saxa Rubra, Emma Bonino, capolista della Lista Bonino-Pannella alle europee in sciopero totale della fame e della sete dalla mezzanotte, ha comunicato al personale Rai presente la sua decisione di iniziare un’occupazione non violenta dello studio. Con la Bonino c’è anche Marco Beltrandi, deputato radicale eletto nel Pd, membro della Vigilanza Rai.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

«Insieme a ormai 50 tra parlamentari, dirigenti e militanti radicali - ha spiegato Bonino - abbiamo iniziato uno sciopero della sete per chiedere conto alla Rai del mancato rispetto delle delibere dell’Autorità garante per le comunicazioni. Nonostante l’intervento del presidente Zavoli, i vertici della Rai sembrano voler continuare nella vera e propria truffa compiuta ai danni dei cittadini italiani, del loro diritto a essere informati».

&lt;p&gt;
«Mentre ci prepariamo in queste ore a nuove azioni legali, anche sul versante della giustizia penale - ha detto ancora - ho deciso di non abbandonare gli studi della Rai, di non lasciare la sede di questa azienda fino a quando non saranno realizzate - ripeto, ’realizzatè, non genericamente garantite, magari ’a babbo mortò per dopo le elezioni - azioni di immediata riparazione e interruzione dell’attentato ai diritti civili e politici dei cittadini».
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_giugno_02/bonino_occupa_studio_rai_4afb9d50-4f6f-11de-9f09-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: «Noi da soli e senza il Pd per non subire umiliazioni»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/02/marco-pannella/%C2%ABnoi-da-soli-e-senza-il-pd-per-non-subire-umiliazioni%C2%BB-intervista/391426"></link>
  <updated>2009-06-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391426</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Riuscire a raggiungere il 4%, per la lista Bonino-Pannella, è un’impresa disperata. Non era più semplice fare una trattativa con il Pd come alle politiche?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;



(Loredana)&lt;br /&gt;

«Se è per quello, potevamo fare anche il mercato delle vacche allora! Alle politiche dello scorso anno abbiamo accettato umiliazioni, ora non più, nel modo più assoluto. Posso assicurare che, 4 per cento o no, continueremo per la nostra strada. Siamo decisi a voler chiudere questo sessantennio e ad aprire una stagione di democrazia liberale».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;È possibile che in questo Paese occorra rischiare la vita per far conoscere il proprio simbolo e le proprie idee?&lt;/b&gt;
&lt;br /&gt;

(Manuel)&lt;br /&gt;

«Intanto annuncio che da ieri ho ripreso a mangiare e ho già ripreso sei chili. E comunque no, non ha senso rischiare la morte. Ma noi vogliamo correggere in tutti i modi la stortura per la quale il cittadino non viene informato a sufficienza. Dobbiamo per questo ringraziare il presidente Napolitano perché ha deciso in questa occasione di non restare arbitro com’è tradizione, ma di farsi garante, spendendosi per mandarmi in tv».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non ho condiviso la sua scelta di privilegiare il governo precedente. Mi stupisce vederla a fianco di Di Pietro, Travaglio e Santoro&lt;/b&gt;
&lt;br /&gt;

(Carlo Carli da Sanremo)&lt;br /&gt;

«Noi facemmo con la Rosa nel Pugno una operazione in cui dicevamo: “Al governo c’è uno capace davvero ma davvero di tutto. Dall’altro ci sono dei buoni a nulla. Riteniamo salutare cercare di portare al governo i buoni a nulla”. Berlusconi prese più voti dell’Unione, ma il nostro apporto fu decisivo. Purtroppo l’Unione è riuscita a dissipare la vittoria».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sono stato suo elettore quando propose il caso Tortora contro l'ignominia dei magistrati. Ora è peggio ma le sue campagne di allora non sembrano interessarla più.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

(Gioba)&lt;br /&gt;

«Non è vero che non me ne occupo. È vero che non lo sapete. In dieci anni Bertinotti - prima di diventare presidente della Camera - è andato 71 volte a “Porta a Porta”, cinque il sottoscritto, tre delle quali per obbligo del garante. Non ero mai andato a Anno Zero, mai a Ballarò. C’è ignoranza provocata e voluta da parte della partitocrazia. È da trent’anni la partitocrazia costituisce sul piano tecnico una associazione per delinquere impedendoci di arrivare al popolo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa ne pensa della battaglia che fanno i grandi partiti attorno al voto utile?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

(Marco)&lt;br /&gt;

«Sono poveri cretini. Noi siamo all’opposizione della maggioranza e dell’opposizione. Ma non perché siano tutti uguali, quanto perché è evidente che siano soci. Non deve passare l’idea che “contro Berlusca si vota democratico e contro i democratici si vota Berlusca”, perché alla fine i grandi partiti fanno le cose insieme. Sa perché ci auguriamo di raggiungere il 4%? &lt;br /&gt;
Prenda il nostro presidente del Consiglio. &lt;br /&gt;
Se ha divorziato è grazie a noi, se ha potuto risolvere problemi dolorosi anche mediante all’aborto, è grazie a noi. Questo piccolo partito ha determinato il vissuto del popolo da quattro generazioni. Oggi ci sono almeno 5 o 6 milioni di persone che vivono in Italia che sono figli del divorzio. E allora? Chi si occupa di famiglie? Noi o gli altri?
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Da troppi anni il referendum non raggiunge il quorum. La gente è stanca di votare per cose di cui non capisce i quesiti e che non servono a nulla. Non è un istituto che va cambiato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

(Vito A.)&lt;br /&gt;

«Tutti dicono che la gente sia stanca di votare, ma non è vero. La gente è stanca perché il 90% ha detto sì all’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti, e dopo tre mesi i partiti hanno quintuplicato il finanziamento stesso. La gente è stanca di andare a riformare la giustizia a colpi di referendum e poi il Parlamento fa finta di nulla. La gente si è stancata di essere presa in giro».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=142912&quot;&gt;La Stampa - Marco Castelnuovo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: «L’Europa unita siamo noi»</title>
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  <updated>2009-05-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391352</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Con 55 anni di vita, siamo noi il più antico partito italiano. E ogni nostra conquista è stata una conquista di civiltà e di umanità per gli italiani e non solo. Eppure fino a qualche giorno fa questo monopartitismo travestito da bipartitismo cercava di oscurarci. Forse in questi giorni di sciopero della fame e della sete non sono aumentati i nostri voti, ma è cresciuta la gente che andrà a votare».

&lt;p&gt;
Lo sciopero della fame e della sete è il suo, di Marco Giacinto Pannella, ottant’anni che (parole da lui rubate a un poeta) non sono cammino di cenere ma di brace. &lt;br /&gt;
«Non sarò breve e parlerò in modo difficile», dice aprendo il suo comizio - un bel comizio, di quelli d’una volta, prima che tutto diventasse fiction tivù - in Piazza dei Signori. &lt;br /&gt;
E la gente si lascia comunque sedurre, incantare, da questo «guru della libertà», rimanendo ad ascoltarlo nell’orario che solitamente è deputato allo spritz. 
&lt;p&gt;«Noi, solo noi vogliamo una patria europea; tutti gli altri vogliono l’Europa delle patrie - aggiunge Pannella presentando il candidato della lista dei radicali (Bonino - Pannella) alle Europee, Raffaele Ferraro.

&lt;p&gt;
Il terribile Pannella, provocatore e assolutamente libertario, spiega anche che, a scanso di equivoci, il suo sciopero della fame e della sete è sempre sotto controllo medico, perchè lui “si serve vivo”. Intanto fa, però risuonare le note del Requiem di Mozart: ma sono per la defunta democrazia. «Porto la stella di david per aiutare gli italiani a capire cosa rischiano. &lt;br /&gt;
Vanno a votare? Anche nelle dittature la gente va a votare all’ammasso». Ce n’è anche per le intolleranze di Gentili, che «odia e scaccia tutti quelli che sono diversi da lui».&lt;br /&gt;
 Pannella, dopo avergli ricordato che certe idiosincrasie sessuali vengono interpretate, dagli psicologi, come «paure figlie di traumi magari giovanili o di complessi inconfessabili, gli dice di «amare, perchè anche se fosse, e io non credo, noi ti ameremmo comunque». Aggiunge: «Gentilini, smettila di dire “fuori dalla mia città”. Tua un cacchio». C’è tutta l’arguzia di cinquant’anni di politica attiva, nelle parole di Marco, che si duole di non avere il tempo, in giornata («Ma lo farò presto», dice), di andare a trovare Paolo Ravasin a Monastier.&lt;br /&gt;
 «La sua battaglia per il diritto di decidere sulla propria vita - aggiunge - è la nostra battaglia, come è una nostra battaglia quella sulla ricerca sulle cellule staminali. Paolo lo sa che sono con lui». &lt;br /&gt;
La lezione di Pannella spazia per le vie della poesia, della scienza e della filosofia. Altro che tivù, altro che «papi» e Noemi.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ricerca.quotidianiespresso.it/tribunatreviso?query=%22l%27+europa+unita+siamo+noi%22&amp;view=locali.la+tribuna+di+Treviso&quot;&gt;La Tribuna di Treviso&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco BELTRANDI: Rai. Porta a Porta vieta i simboli di partito in campagna elettorale</title>
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  <updated>2009-05-28T00:00:00Z</updated>
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  <id>391339</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Ieri ho partecipato alla registrazione di una puntata di Porta a Porta dedicata alle elezioni europee, che sarà messa in onda stasera su RaiUno.&lt;br /&gt;

La redazione della trasmissione,  mi ha impedito di appuntare sulla giacca il simbolo della Lista Bonino – Pannella,  per asserita decisione dei responsabili della trasmissione di non esporre alcun simbolo di partito.&lt;br /&gt;

Come avevo preannunciato al conduttore, Bruno Vespa, depositerò con la massima urgenza una interrogazione parlamentare in Commissione di  Vigilanza al Presidente e al Direttore Generale della Rai, in quanto si tratta di misura illogica in campagna elettorale, unica tra tutte le altre trasmissioni Rai, in contrasto  con quanto previsto dal regolamento sulla par condicio, e gravemente penalizzante per le liste presenti alle elezioni europee, il cui simbolo sia meno noto ai cittadini elettori.”&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=142682&quot;&gt;www.radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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