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  <title>Openpolis - Argomento: casini</title>
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  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Partiti:«S'impone la capacità di autoriformarci» - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;

Dario Franceschini, capogruppo alla Camera del Pd, plaude alle parole di Giorgio Napolitano sui partiti. «I richiami del presidente della Repubblica - spiega - sono sempre molto pertinenti. Stavolta quello rivolto ai partiti è stato particolarmente forte. Siamo in un passaggio molto complicato perché incrociamo, tra redditi bassi e disoccupazione, il massimo di difficoltà delle persone causate dalla crisi economica, che alimenta sentimenti di paura e frustrazione nei confronti di chi dovrebbe portare fuori da questa situazione, cioè la politica. Dunque la miscela è carica di rischi e proprio per questo ancora più centrato è il monito del capo dello Stato: se la politica non recupera la sua credibilità e capacità di guida, il pericolo è che si apra un’autostrada al populismo, alla demagogia». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;E come si fa a passare dalle parole ai fatti, presidente? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«In Italia la questione è aggravata dagli scandali, che non riguardano solo l’aspetto giudiziario ma anche e soprattutto quello dei comportamenti. Il susseguirsi di vicende poco edificanti aumenta la sfiducia dei cittadini nella politica. Ma c’è un problema ancora più di fondo. La globalizzazione è stata guidata dai mercati, dai grandi interessi economici, dalla finanza. E la politica si è totalmente fatta sfuggire di mano la situazione. Quel che appare è che siano i mercati ad imporre le scelte agli Stati nazionali e non viceversa come dovrebbe essere. Questo è davvero un problema enorme». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Per risolvere il quale non basta l’impegno italiano: serve un’azione a livello europeo. Giusto? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Esattamente, c’è una dimensione europea che va recuperata. La vittoria in Francia di Hollande, che auspico, può aiutare a cambiare registro. Aggiungo anche che nel 2013 si voterà in Italia e in Germania: è chiaro che un ritorno a governi a guida progressista può favorire un’inversione di tendenza rispetto allo strapotere degli interessi finanziari globali. In particolare può rovesciare il teorema in base al quale nel periodo di massima crisi si pretende il massimo di austerità, salvo poi lamentarsi che manca la crescita». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Avanti con Monti fino al 2013. Conferma? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Sicuro. Le elezioni a ottobre sono un esercizio mediatico e basta. Certo che se c’è chi si aspetta dal premier un miracolo a settimana, può rimanere deluso. La crisi non è certo finita per questo c’è bisogno di un altro anno di lavoro pieno». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Napolitano ha detto che i partiti sono indispensabili ma che debbono estirpare il marcio al loro interno. Come? Basta rivedere il finanziamento pubblico? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Mi pare che la proposta fatta da Bersani di dimezzarlo sia molto forte. Il finanziamento pubblico deve rimanere, com’è in tutta Europa. Mettere tutto in mano ai privati, come vorrebbero alcuni, creerebbe un meccanismo di condizionamento della politica ancora più pericoloso. L’impegno del Pd è di portare in aula entro maggio questo provvedimento». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Insisto: basta o serve uno scatto in più? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Bisogna anche attuare l’articolo 49 della Costituzione perché sia assicurata la democraticità interna. Senza dimenticare che al di là delle regole molto passa attraverso comportamenti individuali. I partiti devono avere degli anticorpi interni che prevengono e circoscrivono atti poco etici o di malcostume prima ancora che ci sano eventuali interventi della magistratura. Sarà un percorso lungo e difficile. La gente deve vedere corrispondenza tra le parole dei politici e il loro stile di vita. Solo così la credibilità, la fiducia, il rispetto e l’autorevolezza sarà recuperata». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Anche la necessità di una nuova legge elettorale è stata richiamata da Napolitano. Casini ha lanciato un allarme: sono all’opera guastatori che vogliono impedire la riforma. Si sente accusato? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Per quanto riguarda noi del Pd si tratta di un’accusa assolutamente priva di fondamento e Casini lo sa bene. Noi con il mantenimento del Porcellum abbiamo solo da rimetterci. Primo perché vincola ad alleanze forzose; secondo perché il nostro elettorato non accetterebbe mai di tornare a votare con le liste bloccate. Quindi faremo di tutto, ripeto di tutto, per fare la riforma». &lt;p&gt;
&lt;b&gt;E allora chi è che frena? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Da mesi io temo che, per come sono messi, il Pdl e in parte anche la Lega puntino a mantenere l’attuale sistema. Perché li costringe a stare insieme e poi perché possono continuare a nominare i parlamentari. Proprio per questo noi dobbiamo pretendere che si giochi a carte scoperte. E’ evidente che o entro maggio c’è la prima lettura delle riforme costituzionali e un’intesa politica sulla legge elettorale, oppure è una presa in giro e noi non possiamo starci. Le riforme costituzionali non possono diventare l’alibi per allungare il brodo e alla fine non fare nulla».&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sul 25 aprile ci sono state riserve da parte di settori dell’Anpi sulla presenza di esponenti politici del centrodestra alle manifestazioni. Anche la Polverini e Alemanno sono finiti nell’occhio del ciclone. Condivide? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
«Capisco che accostare al 25 aprile persone che hanno una storia diversa è faticoso. Ma noi del Pd e in generale del centrosinistra dobbiamo pazientemente ricostruire un tessuto di valori condivisi anche dagli avversari. Quando ero segretario del partito, per diverse settimane ho sfidato Berlusconi, allora presidente del Consiglio, a celebrare per la prima volta il 25 aprile. Lo fece a Onna, naturalmente trasformando tutto in uno spot personale. Anche dentro il mio campo ci fu chi disse: è stato un bel boomerang. Io invece resto convinto di aver fatto bene, perché l’anniversario della Liberazione deve essere una ricorrenza nella quale tutti si possono e devono riconoscere. E non solo metà Paese». &lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1E52EN&quot;&gt;Il Messaggero - Carlo Fusi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco FOLLINI: Contro Casini</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/24/marco-follini/contro-casini/626898"></link>
  <updated>2012-04-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Progetti, cantieri, annunci, propositi. Mano a mano che si incammina verso il futuro, la politica italiana si aggrappa alle più inveterate abitudini del suo passato. E la frenetica cronaca di questi ultimi giorni non fa eccezione.
Provo a riassumere.
&lt;p&gt;
Primo. Alfano promette «la più grande novità della politica italiana». Nientepopodimeno. Co-autore dell’impresa dovrebbe essere, s’intende, un signore non propriamente imberbe che ha lasciato pochi mesi fa la guida del governo dopo essersi trovato, e averci fatto trovare, a pochi millimetri dal default. Ora, la trovata mediatica può sembrare brillante, ma l’artificio politico mostra la corda lontano un miglio. Non sarà naftalina, ma è cortina fumogena.
&lt;p&gt;
Secondo. Casini annuncia il “Partito della nazione” e decreta lo scioglimento dell’Udc. Non vorrei suonare irrispettoso, ma deve trattarsi della dodicesima o tredicesima volta che sento proclamare l’evento. Anche qui, non si può che sottoscrivere l’appello a ricucire il paese e a mettere insieme forze diverse. Ma un ragionamento meno compiaciuto, diciamo pure meno elogiativo avrebbe dato, secondo me, un miglior contributo alla causa. Ripetere se stessi mentre si cavalca la novità non è mai una buona regola.
&lt;p&gt;
Terzo. Di fronte a cotante novità Bersani ha pensato bene di rivendicare la virtù e la suggestione dell’«usato sicuro». L’argomento rivela un’indubbia onestà intellettuale. Ma rimanda impietosamente, anche senza volerlo, all’annoso problema dell’identità del Pd. Infatti se le nostre ragioni sono dentro la storia, nessuno di noi può trascurare il fatto che si tratta di una storia controversa e combattuta.
L’impressione di queste ore è che il confronto stia avvenendo appunto tra novità finte e antichità vere. Magari in attesa che qualcun altro, non si sa bene come, produca una novità vera.
&lt;p&gt;
Io sono stato irridente, e me ne scuso. Ma resto convinto che nella politica italiana non si formerà nulla di nuovo, nulla di utile, nulla di significativo se le persone che contano non metteranno in gioco se stesse. Alle grandi manovre in corso manca, secondo me, un tocco di autenticità. Tutto appare confezionato in modo da garantire la continuità dei gruppi dirigenti, dei loro apparati e delle loro abitudini. E tanto più appare così quanto più si cerca un po’ artificiosamente di farlo apparire come un fulmine di originalità e di intraprendenza.
&lt;p&gt;
Un’azione incisiva di rinnovamento da parte della prima fila della politica italiana avrebbe bisogno di mettere in chiaro quali delle vecchie abitudini, dei vecchi costumi e anche delle vecchie figure si intende mettere da parte. La novità non si misura sulla sua proclamazione. Si misura sulla differenza che si propone. In altre parole, vale per quello che toglie, non per quello che aggiunge.
Una parte di questa classe dirigente ha ancora la possibilità – forse – di mettere in salvo la parte migliore di sé. Ma di certo non così. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1E1KOX&quot;&gt;Europa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Raffaele LOMBARDO:  (Mpa) &quot;Nuovo Polo, non ci saremo. Conosco bene Casini&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/21/raffaele-lombardo/mpa-nuovo-polo-non-ci-saremo-conosco-bene-casini/626845"></link>
  <updated>2012-04-21T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626845</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Sicilia (Partito: MOV. PER L'AUTONOMIA) - Consigliere Regione Sicilia (Gruppo: MpA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''La cosa mi interessa molto poco'' e, comunque, ''noi non ci saremo''.
&lt;p&gt; Lo afferma il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, in relazione al Partito della Nazione per cui l'Udc ha gia' aperto il cantiere.
&lt;p&gt;
''Sono stato nel partito di Pier Ferdinando Casini che negli anni ha cambiato nome piu' volte. Da questo partito sono state cacciate, per impossibilità di viverci liberamente e poter fare politica liberamente, uomini come Tabacci, Follini e D'Antoni, oltre al sottoscritto''. In sostanza, per Lombardo, ''è molto complicato stare là dentro e la cosa mi interessa, poco o niente. Certo, noi non ci saremo''.&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-Nuovo_Polo__Lombardo_(Mpa)__non_ci_saremo__Conosco_bene_Casini-1146966-POL.html&quot;&gt;www.asca.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mariotto SEGNI: «La legge elettorale di Abc è un delitto contro l'Italia»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-04-18T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626810</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Professore Segni, il 19 aprile del 1993 gli italiani sancirono con un referendum il passaggio dal proporzionale al maggioritario. Oggi il Parlamento si appresta a votare il ritorno al proporzionale. Si é chiuso un ciclo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Se si dovesse chiudere il ciclo, perché è ancora tutto da vedere, la tremenda responsabilità storica ricadrebbe su Pd, Pdl e sui centristi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei sembra nutrire dubbi sul varo della nuova legge elettorale...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Guardi, oggi (&lt;i&gt;ieri, ndr&lt;/i&gt;) sono accadute due cose importanti: la prima è la dichiarazione contraria alla nuova legge di Romano Prodi. L'altra è un manifesto sottoscritto in modo bipartisan da 20 deputati che ha avviato una raccolta di firme in Parlamento contro la nuova legge. Dunque c'è un gruppo di parlamentari pronti a battersi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nelle proposte di Alfano, Bersani e Casini quale rischio vede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Possiamo paragonare l'Italia ad una grande macchina un po' vecchiotta mandata dai migliori meccanici per modernizzarla. L'aggiustano, la sistemano, ma pensano di metterci un motore di venti anni fa. È un delitto verso l'Italia. Si riporta il paese ad una situazione precedente al grande cambiamento del 1993 con un tipo di istituzioni che non esiste in alcuna parte del mondo occidentale. Il rischio serio è quello di fare precipitare il Paese nell'ingovernabilità».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa accadrebbe, secondo lei?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Avremmo un governo debole, dipendente dai partiti. Il contrario di quello forte, stabile, investito dalla legittimazione della fiducia popolare. Sarebbe impossibile fare una politica seria e rigorosa. Voglio ricordare a questi signori che negli Anni 80, l'ultimo periodo della Prima Repubblica il debito pubblico raddoppiò. E allora i partiti era forti mentre oggi sono inesistenti con un indice di gradimento ridotto a zero. Questa proposta ridà a questi partiti il potere di fare e disfare i governi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nello stesso giorno si votò, e passò a grande maggioranza anche il referendum radicale sull'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Lo votai anche io. E i due temi sono legati. Lo strapotere dei partiti porta ad un finanziamento pubblico abnorme. Non sono contrario del tutto a forme di finanziamento, ma quello che accade oggi è vergognoso. Ed è scandaloso che i tre partiti maggiori non dicano nulla sul livello del finanziamento. Ma la cosa peggiore è pensare l'Italia governata da governi di coalizione che saranno liberi da ogni decisione del cittadino e farebbero e distruggerebbero i governi a loro piacimento».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quali correttivi vede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Oggi noi abbiamo, di fatto, un sistema presidenziale: la vita politica è diretta, in maniera chiara e netta, dal presidente della Repubblica. Questo ci dice che c'è bisogno di una guida e di una regia che sia staccata dal gioco dei partiti. Impariamo da questo, la strada da seguire è questa, non il ritorno alla Prima Repubblica».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La vedremo ancora in campo con un referendum contro la legge elettorale di Abc?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Lasciamo spazio ai giovani, l'Italia non ha bisogno di me. Ma da semplice cittadino farò tutto il possibile per impedire questa scellerata marcia indietro».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1DR8QR&quot;&gt;la Repubblica - Silvio Buzzanca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>RICCARDO NENCINI: «Il Psi vuole l’alleanza con Casini»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-11-30T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Toscana&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Nencini, che succede? Anche voi liberisti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Questa poi... I socialisti hanno molti obiettivi. Uno su tutti: superare l’apartheid nel mercato del lavoro. Tre, dico: tre, milioni di lavoratori cosiddetti atipici, cioè senza garanzia alcuna, mi sembrano troppi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E allora perché tanto entusiasmo per Monti? Non dica che è un governo di sinistra...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Fiducia in Monti. Ma niente Ici sulla prima casa. Tassi i grandi patrimoni. Il discorso è che si è chiuso il ciclo berlusconiano».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Colpevole di tutto...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Lascio parlare i dati. Dati Istat, non dati Psi. Nella ‘Seconda Repubblica’ il debito pubblico è raddoppiato rispetto ai tanto vituperati anni craxiani. Siamo a 60 miliardi di euro l’anno... E poi le imposte: più 30,8 per cento. Il Pil? Più 0,4 tra 2001 e 2009. Una miseria. Non si è ancora aperto un ciclo nuovo. Ma s’è chiuso quello vecchio».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Oggi che senso ha essere socialisti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Credere che negli Stati dove trionfa il trinomio libertà-merito-eguaglianza si vive meglio, molto meglio. Non a caso mettiamo Garibaldi tra le nostre icone. Perché sappiamo essere strabici».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Scusi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il Psi guarda al presente e al futuro. Con eresia. Dice ciò che altri non dicono. Quindi, il richiamo all’Eroe dei Due Mondi è storico, ma attiene anche alla sfera dei comportamenti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Alleandosi con Casini...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Lo sostengo dal 2008. Dove la sinistra si radicalizza, perde».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Una proposta concreta al di là delle alchimie tattiche.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«I primi a fare sacrifici devono essere coloro che hanno responsabilità pubbliche».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=17LE6D&quot;&gt;Quotidiano.net&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rosy BINDI: «Contraria all'Ici sui beni vaticani»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/20/rosy-bindi/%C2%ABcontraria-allici-sui-beni-vaticani%C2%BB/607878"></link>
  <updated>2011-08-20T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>607878</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'esenzione fiscale di cui gode il Vaticano per i suoi immobili non si tocca. Rosy Bindi che, d'accordo con Pierferdinando Casini, ha ribadito il suo no all'introduzione di Ici e Ires anche per i beni ecclesiastici.
&lt;p&gt;
Bindi ha chiarito che il Pd non appoggerà gli emendamenti dei Radicali alla manovra, in cui si chiede la fine delle esenzioni fiscali per la Chiesa. «No», ha detto, «io credo come Casini che la Chiesa sia una grande ricchezza per la società italiana, le opere di carità sono ancora più importanti per la crisi economica che sta mordendo le famiglie, il lavoro, i giovani».
&lt;p&gt;
La deputata democratica aggiunge poi che l'esenzione dal pagamento dell'Ici per gli immobili della Chiesa «è collegato alle finalità per cui sono destinati. Questo è il criterio che bisogna continuare ad applicare».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lettera43.it/politica/23858/la-presidente-pd-la-chiesa-grande-ricchezza-per-la-societa_breve.htm&quot;&gt;lettera43.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Teniamo alto il livello di mobilitazione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/13/dario-franceschini/teniamo-alto-il-livello-di-mobilitazione/583925"></link>
  <updated>2011-06-13T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Ora inizia la fase più difficile: le persone che hanno pulsioni autoritarie, o quelle che proprio non possono andare via perchè pensano che altrimenti gli crolla tutto addosso, pur di non andare a casa le tentano tutte. Berlusconi passerà dal buonismo alla violenza istituzionale. Non è che adesso si accomoda, si sarebbe già dovuto accomodare una decina di volte&quot;. Lo ha detto &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, capogruppo del Pd alla Camera, intervenendo a un convegno (presente anche il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi) organizzato da 'Libertà e Giustizia' e parlando degli eventuali contraccolpi del voto referendario sul governo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; ha rilevato che &quot;il vento ci aiuta ma non è che è fatta&quot; e allora bisogna &quot;tenere molto alto il livello di mobilitazione&quot; con la consapevolezza che è una fase di emergenza democratica. &quot;Il nostro futuro - ha detto ancora - non e' aspettare che la Lega faccia qualcosa, bisogna incalzare il governo in Parlamento e nel Paese e prepararsi al voto&quot;.
&lt;p&gt;

A questo proposito, è l'appello di &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;, &quot;non infiliamoci nello schema o Vendola o Casini&quot;. Infatti, secondo il capogruppo Pd, &quot;quando il berlusconismo sarà finito si vedranno montagne di macerie, soprattutto di valori, perchè è stato distrutto il tessuto comune del Paese. E ricostruire su quelle macerie non lo può fare una parte sola, anche se vincessimo noi, e ci sono le condizioni con questa legge elettorale&quot;. &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; immagina quindi una &quot;fase di ricostruzione&quot; portata avanti da &quot;forze anche lontane&quot; tra loro, le attuali opposizioni, e poi, quando sarà tornato un &quot;terreno condiviso&quot; si potrà riaprire lo &quot;scontro politico&quot;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=5076&quot;&gt;ASCA&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE SCOPELLITI: IN CALABRIA L'UDC HA MOLLATO </title>
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  <updated>2011-05-10T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Calabria (Partito: PdL) - Consigliere Regione Calabria (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/104H/104H12.pdf
...A ROMA SUCCEDERA' PRESTO LA STESSA COSA...
...PRESIDENTE SCOPELLITI, AMMAZZATE IL TERZO POLO NELLA CULLA?...&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/104H/104H12.pdf&quot;&gt;www.rassegna.governo.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI:  a Casini: Per la prima volta alleatevi con noi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/25/dario-franceschini/a-casini-per-la-prima-volta-alleatevi-con-noi/559464"></link>
  <updated>2011-03-25T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Se Casini e l'Udc pensano che le alleanze si fanno di volta in volta, noi non vogliamo far cambiare loro idea. Accettiamo la vostra ragione sociale, ma diciamo: la prima volta alleatevi con noi la seconda vedrete''.
&lt;p&gt; Lo ha detto Dario Franceschini, capogruppo del Pd alla Camera, rivolgendosi al leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini, nel corso di una tavola rotonda organizzata nell'ambito del convegno di Areadem a Cortona (Ar). Franceschini ha ribadito, come fatto nelle scorse settimane, che l'era di Berlusconi è alla fine ma lascerà dietro molte ''macerie'' che richiedono un “lunghissimo compito di ricostruzione che non può fare una parte sola. Anche se vincessimo noi e avessimo il premio maggioranza non potremmo fare noi da soli, penso che ci sia una parte di questo lavoro che non può essere affrontata solo da parte della politica: la ricostruzione del senso delle regole, del senso dello stato, della legalità”. Questo deve essere fatto “anche da forze che sono state avversarie e che poi torneranno a esserlo, ma che dovranno ricostruire quel terreno in cui poi si svolgerà lo scontro politico”. Dato che “questo non si può fare con Berlusconi e con la Lega si fa con gli altri, e questo è il senso dell'alleanza con il Terzo polo”. Nel Pd, ha assicurato, “nessuno ha mai posto la questione o Casini o Vendola, ci rivolgiamo a tutto il campo dell'opposizione, sapendo che è una cosa transitoria”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-PD__FRANCESCHINI_A_UDC__PRIMA_VOLTA_ALLEATEVI_CON_NOI-1002906-ORA-.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Governo: rimpasto patetico e grave</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/16/dario-franceschini/governo-rimpasto-patetico-e-grave/559107"></link>
  <updated>2011-03-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>559107</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''La questione del rimpasto e' sempre piu' patetica e grave, insieme''. Lo ha detto &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, presidente dei deputati del Partito Democratico. ''I governi -sottolinea- si fanno e i ministri si nominano per rispondere alle esigenze del Paese. E' chiaro che avere costruito tutto, il cosiddetto allargamento della maggioranza o il cosiddetto gruppo dei Reponsabili, sulla base di promesse che il presidente del Consiglio non e' piu' in grado di mantenere, perche' ne ha fatte troppe, crea per Berlusconi una situazione insostenibile''. E allora lui, ha aggiunto &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;, ''pensa di risolvere la situazione con una sorta di rimpasto a rate, in modo che cosi' puo' continuare a raccontarla a quelli che ancora non sono stati nominati. Penso che sia opportuno che si fermino e riportino tutto in una corretta dinamica che parte dai problemi e arriva ai ministri e ai posti vacanti''.
&lt;p&gt;
''Ha detto una cosa condivisibile Casini, oggi in aula, sottolineando -ha concluso &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;- che si va ad approvare la legge comunitaria senza che ci sia un ministro delle politiche comunitarie. Evidentemente quello non e' un posto appetibile e quindi non e' ancora tra quelli che (Berlusconi) sta per nominare''.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-GOVERNO__FRANCESCHINI__RIMPASTO_QUESTIONE_SEMPRE_PIU__PATETICA_E_GRAVE-999811-POL-1.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Giusto interloquire con Fini e Casini</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/13/dario-franceschini/giusto-interloquire-con-fini-e-casini/556970"></link>
  <updated>2011-01-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>556970</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;La scelta del Pd di cercare un dialogo con Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini è stata giusta, è servita ad indebolire Berlusconi e bisogna continuare senza farsi condizionare dalle interviste. 
&lt;p&gt;Il capogruppo Pd alla Camera, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, è intervenuto alla Direzione rivendicando l'idea del &quot;patto repubblicano&quot; che lui e il segretario hanno sostenuto in questi mesi. Casini avrebbe fatto riferimento a quanti nel partito, parlando sui giornali, hanno criticato questa scelta e ha insistito perché si vada avanti: non bisogna farsi influenzare dalle interviste (come quelle di Fini e Casini di questi giorni, ndr) che compaiono sui giornali. 

&lt;p&gt;
Il capogruppo Pd ha anche replicato ad alcune ricostruzioni che lo volevano come fautore di una conta interna: non è il mio linguaggio, avrebbe precisato, non ho chiesto nessuna conta ma è vero che serve chiarezza e non sarebbe utile mascherare le diverse posizioni. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it&quot;&gt;TMNews&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Massimo Cacciari: «Bossi e Tremonti possono fare il golpe»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/28/massimo-cacciari/%C2%ABbossi-e-tremonti-possono-fare-il-golpe%C2%BB-intervista/503799"></link>
  <updated>2010-07-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>503799</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Se il Carroccio dovesse annusare che Berlusconi
è bollito, per raggiungere i propri obiettivi potrebbe
scaricarlo in pochi minuti.
Tutto è possibile, La Lega è l’unico partito che può
cambiare strategia senza pagare dazio.
&lt;p&gt;
Per l’ex sindaco di Venezia è più probabile che l’avvicendamento tra il superministro
e il premier avvenga a fine legislatura. Però con gli scandali, le inchieste, la crisi...&lt;br /&gt;


Pochi giorni fa, sottoscrivendo il manifesto bipartisan e antileghista «Verso Nord», ha decretato la fine del bipolarismo italiano. «È evidente che la possibilità di un riassetto politico basato su uno schema bipolare quasi bipartitico è fallita». Non è di certo la prima volta che Massimo Cacciari scolpisce nel marmo previsioni tanto lapidarie quanto azzeccate: era già 
accaduto alla vigilia della crisi del Partito democratico («Non è questo il Pd che desideravo io» ribadisce ad ogni occasione) e di quella del Popolo della Libertà («La rottura tra Berlusconi e Fini è inevitabile» aveva sentenziato una settimana prima del famoso scontro in Direzione). Ma una
volta archiviata la presunta Seconda Repubblica e il suo bipolarismo anomalo e deficiente resterebbe da capire cosa ci aspetta nel futuro. Sul lento ma inesorabile deterioramento del Pd e del Pdl Cacciari vede «differenze
rispetto ai sintomi scatenanti, ma nella sostanza è la stessa cosa: si tratta di due partiti che sono
nati con le migliori intenzioni, coagulare culture sulla base di nuove destinazioni e nuove idee, ma in realtà non ci sono assolutamente riusciti. Questa fusione di tradizioni diverse ma tutte miranti ad uno stesso nuovo fine, questa
operazione niente affatto semplice, è già fallita. Possiamo dire che si tratta di due partiti mai nati».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ritiene che alla base ci sia uno scontro fra personalismi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non credo si tratti di personalismi: le personalità rappresentano culture e storie, prospettive diverse. È uno scontro tra modi diversi di intendere la politica, tra modi diversi di identificare le riforme necessarie per questo Paese, sono scontri di carattere culturale e politico. Direi più culturale che politico e questo vale sia per il Pd che per il Pdl. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il bipolarismo potrà avere un’altra occasione, magari con interpreti diversi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non credo, non credo che dopo il fallimento di questi generosi tentativi, cui ho partecipato nel mio modestissimo ruolo, possa riprendersi. È stato un tonfo abbastanza clamoroso.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;C’è una panacea?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Secondo me occorre una operazione di decostruzione intelligente, perché è altrettanto difficile attaccare che ritirarsi sia in arte militare che in politica.
Una decostruzione intelligente, che non lasci troppi cadaveri sul terreno e che soprattutto lasci la possibilità di lavorare sul piano delle intese, del governo e del programma. Se si continua a convivere forzatamente si finisce con l’uccidersi. Penso che una separazione consensuale sarebbe la cosa migliore.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Si riferisce a Berlusconi e Fini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Certamente.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come andrà a finire questo duello all’arma bianca?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
Mi auguro che Fini possa al più presto essere nelle condizioni di poter percorrere la sua strada. Una strada che evidentemente diverge in toto da quella berlusconiana e ancor più da quella leghista.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Con chi dovrebbe intraprendere il cammino?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Forse da solo, perché penso che Fini abbia la forza di creare un soggetto proprio. Poi dovrebbe coalizzarsi, sul piano del governo e dell’attività governativa, con altre forze di centro. Anche se è difficile pensare a un soggetto nuovo con il presidente della Camera e Casini insieme, perché si ritornerebbe a una leadership doppia che non funziona. Due soggetti separati potrebbero però trovare ampi motivi di convergenza, infinitamente di più di quanti non abbiano singolarmente Fini e Casini nei confronti di Berlusconi e della Lega.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa sta aspettando Fini per fare il grande passo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il momento migliore, il momento giusto per dare vita a un nuovo soggetto. Quando sarà nato potrà sintetizzarsi sul piano dei programmi di governo con una forza di centro come quella di Casini, con un’eventuale nuova forza
intorno all’ipotesi Montezemolo, e tutte queste forze di centro-centrodestra potrebbero trovare ampie convergenze almeno sul piano delle riforme improcrastinabili, con lo stesso Pd.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Fini dovrebbe accelerare questo processo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Fosse per lui l’avrebbe già fatto, ma strappare ora significherebbe dare a Berlusconi su un piatto d’argento la possibilità delle elezioni anticipate. Se dovesse accadere, con questo sistema elettorale Berlusconi potrebbe fare fuori tutti garantendosi un governo con puri yesman anche arrivando soltanto al trenta per cento.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quale può essere allora la strategia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Lavorare bene fino alla fine della legislatura, creare le condizioni affinché la coalizione tra Pd e centro possa dare una svolta in questo Paese.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Crede che Berlusconi riuscirà a portare a termine la legislatura?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Tutto sommato me lo auguro, perchè non portarla a termine, lo ripeto, significherebbe spianargli la strada alle elezioni.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il Cavaliere, per parte sua cosa dovrebbe fare per uscire da questa situazione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Provocare, provocare, provocare. Nell’attesa
spasmodica che anche Fini se ne vada per conto suo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La Lega come si comporterà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
È l’unico partito in grado di fare quello che vuole. Oggi si allea con Hitler e domani può farlo con Stalin, ora con la Thatcher e domani con Brandt, e così via. La Lega è l’unico partito che può fare di tutto senza perdere un elettore. Per queste e per altre ragioni resta un’incognita: il giorno in cui dovesse annusare che il suo obiettivo è in pericolo, chissà cosa potrebbe fare.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Qual è l’obiettivo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Quello di un’autonomia che sfiori l’indipendenza per le Regioni che sta già dominando, grazie al combinato disposto di impotenza del Pd e acquiescenza del Pdl, malgrado le grida di allarme che arrivano da esponenti come Galan, Formigoni e non solo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa potrebbe accadere se questo obiettivo venisse minacciato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Se il Carroccio dovesse annusare che Berlusconi per un motivo o per l’altro è bollito, che non ce la fa più, e che per raggiungere il suo obiettivo conviene
una convergenza anche tattica con altre forze, Bossi ci mette cinque minuti a scaricare Berlusconi.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Le sembra uno scenario imminente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
No, mi sembra una prospettiva piuttosto remota al momento. Mi sembra che il patto con Berlusconi, attraverso Tremonti, sia abbastanza consolidato e che ormai la prospettiva di Bossi sia quella di sostituire, quando sarà, Berlusconi con Tremonti. Però tutto può accadere perché ripeto, la Lega è l’unico partito che può cambiare strategia
a centottanta gradi senza pagare dazio.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non potrebbero puntare subito sull’avvicendamento con Tremonti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Solo con l’avallo di Berlusconi e oggi non lo vedo intenzionato ad andare in pensione con le proprie gambe.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa potrebbe far pensare a Bossi che Berlusconi è “bollito”&lt;/b&gt;?
&lt;p&gt;
Gli scandali, le inchieste, la frattura politica. Se dovesse risultare evidente che Berlusconi e i suoi non ce la fanno a reggere, se il Cavaliere dovesse apparire decotto, Tremonti e Bossi potrebbero accelerare il golpe nei suoi confronti. Anche se ad oggi la prospettiva più concreta è che Tremonti e
Bossi prendano in mano l’azienda nei prossimi anni, piano piano e tranquillamente in modo da farla propria a partire dal 2013, magari con l’idea di poter fare Berlusconi presidente della Repubblica.
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ladiscussione.com/archivio/n169_280710.pdf&quot;&gt;La Discussione - Nicola Maranesi a pag.9&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: «No a decisioni in stanze chiuse. I candidati li scelga la gente»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/01/05/ignazio-roberto-maria-marino/%C2%ABno-a-decisioni-in-stanze-chiuse-i-candidati-li-scelga-la-gente%C2%BB-intervista/475215"></link>
  <updated>2010-01-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>475215</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Con le primarie valuterei se correre nel Lazio»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Senatore Ignazio Marino, in Puglia saltano le primarie?
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sarebbe un errore. Quando si decide nel chiuso delle stanze delle segreterie romane si perde, come è stato con Rutelli a Roma. Se invece si affida la scelta alla democrazia popolare si vince, come a Firenze con Renzi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ieri al Nazareno il Pd ha indicato Boccia. Ce la farà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Io non so neanche dove si riuniscono... Comunque non capisco dove sia il problema nel dare democraticamente la parola ai cittadini».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il problema, in Puglia, è che «primarie» e Vendola sono pressoché sinonimi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Mi auguro ci sia resi conto che il percorso non è stato particolarmente brillante. A meno di novanta giorni dal voto il Pd non è stato in grado di indicare i candidati, né un metodo per selezionarli. Se abbiamo fatto le primarie per eleggere il segretario, perché per la presidenza di una regione no?».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Per Boccia sfidare Vendola alle primarie sarebbe un «regolamento di conti».&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Le primarie sono l'espressione più virtuosa di una competizione pubblica. Boccia dica su quale programma cerca convergenze. Cosa pensa del nucleare, dell'acqua, del conflitto di interessi?».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E lei cosa pensa di Casini come compagno di strada?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ottimo alleato, se fosse d'accordo con le cose che ho elencato. Questo dovrebbe essere il metodo, non farsi dettare da altri la scelta di un candidato. L'ambizione del Pd è essere la cerniera del centrosinistra o un assessorato in più ?».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E il dietrofront del sindaco Emiliano?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sono sbigottito. Per centrare un obiettivo bisogna saper bruciare le navi dietro di sé. La politica delle stanze chiuse è fallimentare, bisognerebbe indire le primarie in Puglia, in Umbria e anche nel Lazio».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Così potrebbe provarci anche lei...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Se ci fossero valuterei la possibilità, ma non mi pare. E sarebbe il modo migliore per scegliere tra Bonino, Zingaretti, Nicolini o Ileana Argentin».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=P4SQV&quot;&gt;Corriere della Sera - M.Gu&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Paolo FERRERO: «Berlusconi minaccia la democrazia. Disponibili ad un &quot;fronte comune&quot; con Casini premier pur di battere la destra del cavaliere»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/21/paolo-ferrero/%C2%ABberlusconi-minaccia-la-democrazia-disponibili-ad-un-fronte-comune-con-casini-premier-pur-di-battere-la-destra-del-cavaliere%C2%BB-intervista/474574"></link>
  <updated>2009-12-21T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>474574</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;Sono pronto ad allearmi con il Diavolo, a questo punto&quot;. &lt;br /&gt;
Il segretario di Rifondazione Comunista, Paolo Ferrero, è preoccupato. Dopo la caduta del governo Prodi e la &quot;corsa&quot; solitaria alle ultime elezioni, mette sul tavolo la disponibilità a organizzare una nuova alleanza per battere il Cavaliere. E' pronto persino ad accettare che sia Pier Ferdinando Casini il candidato alla premiership. &quot;Berlusconi minaccia la democrazia- avverte -. Siamo al golpismo strisciante&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Il Pdl la accuserà di seminare odio.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Io sono un non-violento, ma non mi faccio imbavagliare. Che un mattacchione sia arrivato in piazza Duomo con una statuetta, non dimostra alcun complotto. E' il nostro Paese a rischio con questo premier&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che cosa pensate di fare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Da segretario della Federazione della sinistra, oltre che di Rifondazione, lancio una proposta a chi ci sta. Un fronte comune per liberarci di Berlusconi, una coalizione di difesa della Costituzione&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Compresi Casini e Di Pietro, oltre al Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Tutte le forze disponibili. Casini ha già parlato, sostanzialmente, di un nuovo Cnl anti-Berlusconi. Sono d'accordo con lui&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un fronte comune che si presenti insieme in caso di elezioni anticipate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Certamente. Con al centro due questioni-chiave. Primo: difesa della democrazia e legge sul conflitto d'interessi. Secondo: una futura legge elettorale, sul modello tedesco, per chiudere con la sventurata stagione del bipolarismo&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Rifondazione non aveva rotto per sempre con i governi di centrosinistra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Infatti noi non entreremo a far parte di un eventuale esecutivo, se la coalizione dovesse vincere le elezioni. Si faccia un &quot;accordo di governo&quot; all'interno del fronte comune, fra le forze che lo condividono. La sinistra ne resterà fuori, non ripeteremo l'esperienza del governo Prodi&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Senza mettere becco nella scelta del leader, dovesse essere anche Casini o un uomo di centro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Senza mettere becco sul candidato premier, è una questione che riguarderebbe i partiti che hanno firmato l'accordo di governo&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Una specie di neo-desistenza politica tra Rifondazione e il centrosinistra.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Io la chiamo una somma di voti per l'emergenza democratica&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E poi il Prc ricomincerebbe come al solito a far ballare in Parlamento la coalizione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Con l'attuale legge elettorale, il premio di maggioranza è tale da assicurare pieni margini di manovra all'interno del governo&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Insomma, i parlamentari eletti della sinistra stavolta non avrebbero i numeri per far saltare il centrosinistra. Franceschini, però, ha appena detto di no al modello tedesco.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Dentro il Pd altri dicono di sì, e lo dice anche Casini. &lt;br /&gt;
Vedano un pò, nel partito democratico, se è proprio il caso di andare avanti con la sciagurata teoria veltroniana dell'autosufficieza, e lasciare così il paese nelle mani del presidente del Consiglio. Che può ridurre uno come Fini a sua appendice proprio grazie alla legge che c'è. Un meccanismo infernale che mette insieme persone che non hanno nulla in comune, un Pisanu con tipi alla Borghezio&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Ci risiamo? Ha pure paragonato Berlusconi al mostro di Marcinelle.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Non ho affatto detto che il premier è un mostro, ma che mettere nelle sue mani le riforme è come affidare un asilo al violentatore di Marcinelle&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E alle regionali, segretario?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&quot;Non mettiamo veti, ma confronto sui contenuti. Come la nostra campagna referendaria sul nucleare e la privatizzazione dell'acqua. Pronti a sostenere Vendola in Puglia ma a Sinistra e Libertà chiediamo di difenderci in Lombardia dai diktat pd di Penati&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=OWZYN&quot;&gt;La Repubblica - Umberto Rosso&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: Con Casini «Alleanza possibile»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/12/pier-luigi-bersani/con-casini-%C2%ABalleanza-possibile%C2%BB/474429"></link>
  <updated>2009-12-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>474429</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Contro la deriva populista a cui vuol portarci Berlusconi c'è la possibilità di uno schieramento molto ampio»
&lt;p&gt;

Fiorenzuola (Piacenza) -&lt;br /&gt;
 &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_12/casini-fini-fronte-anti-berlusconi_fb593744-e717-11de-bab0-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;&lt;b&gt;La presa di posizione antiberlusconiana di Pier Ferdinando Casini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; &lt;b&gt;è piaciuta a Pier Luigi Bersani&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
 «Le parole di Casini sono una conferma importante - ha detto il segretario del Pd rispondendo ai giornalisti a Fiorenzuola -. Ho sempre pensato che sul tema del rafforzamento del sistema parlamentare contro la deriva populista a cui vuol portarci Berlusconi c'è la possibilità di uno schieramento molto ampio che può diventare via via una alternativa positiva di governo. Credo che le parole di Casini abbiano un significato molto serio».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;È possibile un'alleanza?&lt;/b&gt;, hanno chiesto i cronisti.&lt;br /&gt;
 «Altrochè, può esistere sì. Io ho lanciato una proposta di convergenza di lavoro comune sui tempi della democrazia e sulla crisi economica a tutte le forze che oggi sono all'opposizione in Parlamento e mi interessa anche con le forze che sono fuori trovare degli elementi di dialogo e convergenza. Perché il grande campo dell'opposizione del centrosinistra è potenzialmente molto forte ma anche molto disgregato. E lì bisogna lavorarci sul serio».

&lt;p&gt;
Nuovo &quot;predellino&quot;? - «Non vorrei fare pronostici, ci basta quello che Berlusconi ha detto venerdì senza aspettare quel che dirà domani». Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha risposto con questa battuta ai giornalisti che gli hanno chiesto della possibilità che domenica ci sia un altro «discorso del predellino» a Milano da parte del premier. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_dicembre_12/bersani-casini_7b5ffa08-e746-11de-bab0-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: «Vi dico che cosa farò nel 2009»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/31/silvio-berlusconi/%C2%ABvi-dico-che-cosa-far%C3%B2-nel-2009%C2%BB-intervista/383302"></link>
  <updated>2008-12-31T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Subito il federalismo, sconfiggerà l`evasione. La riforma della giustizia darà anche benefici economici». «Veltroni? Si è consegnato a Di Pietro e sta uccidendo il Pd»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Mi avete fatto lavorare anche voi...». A Villa Certosa Silvio Berlusconi cerca di rubare qualche ora di riposo agli impegni da premier che non conoscono vacanza. Ma c`è sempre dimezzo qualche telefonata, qualche incontro, qualche dossier da studiare, E qualche intervista. Come questa, con cui il presidente del Consiglio anticipa al »Giornale» un po` del suo (e del nostro) 2009.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Presidente, cominciamo dalla crisi economica. Lei ripete spesso che la durata della crisi dipende dalla reazione dei cittadini:

meno si lasciano spaventare meglio è. La crisi è indiscutibile, ma è vero che la riduzione del prezzo del  petrolio fa diminuire i costi e dunque aumenta il potere d`acquisto delle famiglie. Qualche ministro ha detto che nel 2009 le famiglie avranno a disposizione fino a 3000 euro in più. Le sembra una cifra eccessiva?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Credo che il vantaggio sarà anche più elevato. Ma prima di addentrarci nei calcoli, vorrei ricordare che fin dall`inizio della crisi economica il governo italiano ha fatto tutto ciò che era nei suoi poteri per garantire la liquidità necessaria affinché le banche continuassero a fare le banche, mantenendo i finanziamenti alle imprese e alle famiglie, e ha dato la propria garanzia perché nessun cittadino perdesse un solo euro dei suoi depositi in banca. E una linea che ho indicato per primo nel panorama internazionale il 10 ottobre, e che ho poi sostenuto nei vertici che si sono tenuti a Parigi, a Bruxelles e a Washington, convincendo tutti i capi di governo dei Paesi industriali a farla propria».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Anche gli Stati Uniti?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Certo. Anche gli Stati Uniti. All`inizio avevano consentito il fallimento della Lehman &amp; Brothers e, di altre due banche, ma poi si sono ispirati a noi quando hanno cambiato strategia e varato il piano Paulson di 700 miliardi di dollari per evitare altri fallimenti bancari».
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Ma torniamo ai comportamenti dei consumatori...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Si, come dicevamo ora la profondità e l`estensione della crisi sono nelle mani dei cittadini consumatori;

se riducono gli acquisti, le imprese dovranno a loro volta diminuire la produzione e, in qualche caso, mettere in cassa d`integrazione i dipendenti, dando vita a un circolo vizioso che potrebbe risultare molto rischioso.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Dunque?&lt;/b&gt; E' proprio per evitare questo rischio che ho invitato ed invito tutti, soprattutto il ceto medio e coloro che non rischiano il posto come ad esempio gli impiegati pubblici, a non modificare il proprio stile di vita, a non dare ascolto alla canzone del pessimismo e del catastrofismo che ogni giorno viene cantata dalla sinistra. Tanto più che nel 2009, quasi a compensare gli effetti della crisi, il calo delle materie prime e quello del costo del denaro consentiranno dei risparmi significativi alle famiglie.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Adesso possiamo addentrarci nei calcoli?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Sicuro. Il calo del greggio, che l`estate scorsa sfiorava i 150 dollari al barile mentre ora è di poco sopra i 33 dollari, significa che nel 2009 ci sarà un risparmio medio di oltre mille euro per ogni italiano, grazie al minore costo del pieno dell`auto e delle bollette della luce e del gas. Se poi consideriamo che l`euribor, che è il costo del denaro tra le banche su cui si calcolano le rate dei mutui variabili, è sceso dal 5,4 di settembre al 3,1 per cento, avremo anche un minore costo per chi deve pagare le rate di un mutuo. Anche l`indice degli alimentari di base, calcolato in dollari, scenderà da 170 a quota 90-100. In totale, sommando i vari risparmi possibili, ogni famiglia potrebbe trovarsi nel 2009 con un bonus di oltre mille euro per componente...&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Mille euro per componente...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


E questa somma andrà ad aggiungersi al pacchetto di misure decise dal governo per tutelare le fasce sociali più disagiate, tra cui ricordo la carta acquisti di 40 euro al mese e il bonus famiglia da 200 a mille euro.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Anche il popolo della partita Iva è in una fase di sofferenza.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Le piccole e le medie imprese erano molto preoccupate per il flusso del credito. Per questo siamo intervenuti per rafforzare i Confidi, più altre misure, come la riduzione dell`Irap, la sua detraibilità dall`Ires e la revisione degli studi di settore per aziende e professionisti».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Che cosa pensa dell`equiparazione dell`età pensionabile fra uomini e donne proposta dal ministro Brunetta?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Non si tratta di una proposta del ministro Brunetta, bensì di una richiesta europea. Il 13 novembre 2008 la Corte di Giustizia europea ha condannato l`Italia perché la norma oggi in vigore, ovvero l`anticipazione dell`età per la pensione di vecchiaia delle donne (60 anni) rispetto a quella degli uomini (65), costituisce - a parere della Corte di Giustizia europea - una discriminazione a scapito delle donne. Per porvi rimedio, l`Italia ha 60 giorni di tempo, anche se il termine del 13 gennaio 2009 non ha natura perentoria. E tuttavia pacifico che, in caso di mancato adeguamento, la Commissione europea aprirà una procedura di infrazione contro l`Italia, con l`applicazione di sanzioni economiche piuttosto ingenti. Non è dunque praticabile l`ipotesi di lasciare senza esecuzione la sentenza».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
E nel merito?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Nel merito, trovo completamente fuori luogo le critiche di chi ha intravisto qualcosa di punitivo..per le donne. Penso che la parificazione dell`età pensionabile delle donne si potrà fare in modo graduale e volontario. E questo sarà certamente gradito a molte donne che, non volendo chiudersi dentro casa, decideranno di lavorare più a lungo, magari anche ricorrendo al &quot;part time&quot;, perché più anni di contributi previdenziali alla fine si traducono in una pensione più sostanziosa».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Non pensa che sarebbe opportuna anche la riforma delle pensioni per liberare risorse da dedicare agli ammortizzatori sociali?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Già in campagna elettorale avevamo escluso di intervenire di nuovo sulle pensioni, anche se c`era un buon motivo per farlo. Il governo Prodi, per tenersi buoni i sindacati, aveva infatti manomesso la nostra riforma per eliminare il cosiddetto &quot;scalone&quot;, con un costo di 10 miliardi di euro per il bilancio pubblico.

Si tratta di un onere ingente, del tutto ingiustificato se si pensa che serve per mandare in pensione chi ha appena 58 anni ed ha davanti a sé una aspettativa di vita di almeno altri 20 anni..&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Anche di più, presidente. Non puntiamo forse a vivere fino a 120 anni ormai?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Di sicuro con i progressi della medicina, l`aspettativa di vita è destinata a salire ancora di più, fino forse a raggiungere nel 2050 i 120 anni: è una previsione del centro di medicina &quot;predittiva&quot; del mio amico don Verzé, condivisa anche dall`ufficio studi della Banca d`Italia che ha dedicato a questo tema uno studio recente».
&lt;b&gt;
La crisi può anche essere l`occasione per riforme importanti. A quali, oltre a quelle già fatte, pensa che si possa mettere mano?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
È il momento giusto per fare riforme che non incidono drammaticamente sui costi pubblici, come quella della giustizia, del processo civile e di quello penale, oltre che delle intercettazioni telefoniche.

Grazie a queste riforme l`Italia potrà avere grandi benefici sul piano della modernità, ma anche sotto il profilo economico. Oggii tempi della giustizia civile sono incompatibili con qualsiasi attività economica.

Cinque anni per ottenere un pagamento legittimamente dovuto, altrettanti per una causa di lavoro, otto anni per un fallimento: sono ostacoli che scoraggiano molte imprese straniere a investire in Italia. Per questo abbiamo subito messo mano alla riforma del processo civile, che è già stata approvata da un ramo del Parlamento».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Male novità non si fermano al processo civile...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

No, certo. All`inizio nel nuovo anno, nella prima seduta del Consiglio dei ministri, presenteremo anche la riforma della giustizia, per separare gli ordini dei magistrati giudicanti da quelli dei pubblici accusatori:

questi ultimi, che chiameremo &quot;avvocati dell`accusa&quot; dovranno avere gli stessi doveri egli stessi diritti degli avvocati della difesa. Solo così il giudice sarà veramente `terzo&quot;, con un concorso e una carriera diversa da quella dei pm, e potrà garantire ai cittadini un giusto processo. Quanto alle indagini, restituiremo alla polizia giudiziaria il ruolo che aveva sino al 1989 mentre ora l`iniziativa è interamente nelle mani dei pm, che sono di fatto sottratti a ogni controllo, con conseguenze devastanti. Come tutti hanno potuto constatare anche nella recente contesa tra le procure di Salerno e di Catanzaro.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E per le intercettazioni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Dovranno essere consentite solo per le indagini riguardanti i reati più gravi, per quelli con pene previste sopra i 15 anni, come il terrorismo internazionale e il crimine organizzato di stampo mafioso. L`abuso delle intercettazioni come reti a strascico per acquisire notizie di reato con in più il consueto teatrino mediatico-giudiziario che viola un diritto primario dei cittadini come la privacy e mette in piazza tutto ciò che si dice al telefono, anche quando non ha alcuna rilevanza penale, dovrà cessare una volta per tutte.

Non c`è vera democrazia in un Paese in cui i cittadini non possono esprimersi liberamente al telefono senza il timore di essere intercettati&quot;.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Preferirebbe avere sindacati uniti, quindi trattare anche con la Cgil di Guglielmo Epifani, o pensa sia meglio fare accordi solo con Cisl e Uil e Ugl?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
L`unità dei sindacati non dipende dal governo, questo è ovvio. Così come è pacifico che il governo è sempre aperto al dialogo con tutte le parti sociali. Ricordo come esempio il caso Alitalia, dove la Cgil prima ha agito in simbiosi con la sinistra per ostacolare l`accordo e poi, resasi conto della impopolarità del suo comportamento, si è seduta al tavolo con gli altri sindacati ed ha contribuito al successo dell`accordo che ci ha permesso di conservare una nostra compagnia di bandiera, fondamentale per il nostro turismo e per la nostra economia. Un esempio di segno opposto. Tutti i sindacati, esclusa la Cgil, hanno sottoscritto il rinnovo del contratto del pubblico impiego, che riguarda 3,6 milioni di addetti ed ha un peso salariale sull`economia del Paese pari a quello dell`industria. Qui è stata la Cgil ad autoescludersi dalla firma.

Ma è probabile che poi, di fronte al risultato ottenuto dai lavoratori pubblici in un momento di crisi, un aumento di 70 euro al mese, il vertice della Cgil si sia reso conto dell`errore.

Noi andiamo avanti con una regola molto semplice: lo Stato deve fare lo Stato in ogni frangente, non solo sul fronte dei rifiuti come a Napoli e in Campania, ma anche in campo sindacale. Ciò significa che il governo prima illustra le sue proposte alle parti, poi ascolta le loro richieste e alla fine decide. Il ricatto permanente non deve più funzionare.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L'evasione fiscale è ancora troppo alta in Italia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Sì ed è uno dei problemi più seri che dobbiamo risolvere. Tutte le stime concordano nel valutare l`economia sommersa intorno al 20 per cento del PiI, cioè 300 miliardi di euro, con un`evasione fiscale annua di circa 100 miliardi. Il fenomeno è diffuso al di là di ogni immaginazione.

Di recente mi è stata avanzata l`offerta di acquisto di una pianta rara per il mio parco botanico in Sardegna. Il prezzo era di 50mila euro senza fattura, e di 10Omila euro con la fattura. Se si arriva a questo punto di sfrontatezza quando c`è di mezzo il Presidente del Consiglio, significa che questa prassi è ritenuta addirittura normale. Ebbene, penso che il federalismo fiscale ci darà un grande aiuto per sconfiggere questo malcostume, perché i Comuni saranno coinvolti nell`accertamento dei redditi dichiarati. E per molti contribuenti troppo furbi sarà più difficile dichiarare il falso nei confronti di chi conosce il loro stile di vita.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Le dispiace non poter tagliare le tasse quanto vorrebbe?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Sono certo che entro la fine della legislatura la rivoluzionaria innovazione che abbiamo introdotto con la legge finanziaria per tre anni, inattaccabile dalle lobbies parlamentari, darà i suoi frutti e ci consentirà di far scendere la pressione fiscale. Per fortuna abbiamo messo in sicurezza i conti pubblici prima dello tsunami finanziario, impostando una politica che prevede il pareggio di bilancio per il 2011, mentre ora siamo in presenza di un debito pubblico pari al 106 per cento del pil. È una brutta eredità ricevuta dai governi del passato che riuscirono nella straordinaria impresa di moltiplicare per otto volte il debito pubblico al fine di soddisfare le loro clientele. Dobbiamo anche ridurre drasticamente il costo della macchina statale se vogliamo ridurre la pressione fiscale. Oggi la nostra Pubblica amministrazione costa a ogni cittadino italiano 4.500 euro contro i 3mila e 300 che pagano in media gli altri cittadini europei.

Si deve quindi riorganizzare dal profondo la nostra Pubblica Amministrazione digitalizzando ogni servizio sia a livello centrale che locale».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma in concreto che cosa farà il governo in questo campo?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Entro il 2012 prevediamo l`abolizione totale della &quot;carta&quot; nella Pubblica amministrazione. Ogni pratica sarà digitalizzata con l`eliminazione delle code agli sportelli e con la possibilità di operare per tutti dalla propria casa o dal proprio ufficio attraverso il computer e internet e ogni cittadino sarà dotato di una propria casella di posta elettronica per i rapporti con la Pubblica amministrazione.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei è d`accordo che sia necessaria una politica di rigoroso rispetto dei parametri di Maastricht?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Stiamo seguendo una linea di politica economica che punta a risolvere i problemi senza creare nuovo debito.

Sul piano teorico l`Unione europea si è dichiarata disposta a tollerare uno sconfinamento di un punto dei parametri di Maastricht. Ma questo non sarebbe tollerato per chi, come l`Italia, ha già un debito superiore al proprio Prodotto Interno.

Un ulteriore appesantimento di questo debito sarebbe giudicato come un ostacolo per la stabilità dell`euro, che è una moneta comune.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Come si è mossa, secondo lei, l`Europa di fronte alla crisi? E come si muoverà?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«I governi dei maggiori Paesi si sono mossi in modo coordinato. E la presidenza di turno del presidente Sarkozy, con il suo dinamismo e la sua franchezza, si è rivelata decisiva per la fluidità dei rapporti sia istituzionali che personali. E' stato anche grazie all`amicizia che mi lega al presidente francese da molti anni che nell`ultimo vertice abbiamo potuto raggiungere un`intesa sul &quot;pacchetto ambiente&quot; ed evitare che le imprese italiane fossero gravate di un costo insopportabile specie in questa situazione di crisi annunciata».

&lt;b&gt;Lei è sempre stato un liberale convinto.

Pensa che ci sia il rischio, di fronte alla crisi, di un eccesso di interventismo statale nell`economia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Gli interventi degli Stati in questa circostanza non mettono in discussione i principi della libertà di mercato. Rimettere in moto gli investimenti nelle opere pubbliche, come abbiamo fatto varando il pacchetto da 16,6 miliardi di euro per riaprire i cantieri delle grandi infrastrutture strategiche, giova a tutti, specie all`impresa privata. Mi sembrano decisioni di assoluta necessità e di assoluto buon senso.
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Parliamo dell`opposizione. Con Veltroni il dialogo è impossibile?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Quando si vuole il dialogo, non si insulta l`interlocutore ogni giorno.

Se mi sedessi a un tavolo con chi mi paragona ad Hitler o a Videla, con chi mi accusa di essere fautore di un regime, di non conoscere le regole della democrazia, sarebbe davvero un teatrino ipocrita, assolutamente inaccettabile. Il Veltroni del Lingotto che dichiarò la fine dell`antiberlusconismo, della politica come guerra a una sola persona, è un miraggio che non esiste più, e che forse non è mai esistito. Ora c`è solo un personaggio, sempre meno ascoltato dai suoi stessi compagni di partito, che si è consegnato a Di Pietro e ha fatto propria la sua mentalità giustizialista in un abbraccio che si sta rivelando mortale per il Partito Democratico. Come si è visto bene in Abruzzo, il Pd con la politica dipietrista dell`insulto ha perso molti consensi. Con gente simile, io non potrò mai sedermi ad alcun tavolo. Altra cosa sono i rapporti in Parlamento tra i gruppi. Se l`opposizione dovesse presentare suggerimenti di buon senso nell`interesse del Paese, sono sicuro che la nostra maggioranza non potrebbe che condividerli.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Con la tangentopoli del Pd è caduto un altro muro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Sono sempre stato garantista con tutti, specialmente nei confronti dei nostri avversari politici. Ho anzi espresso pubblicamente l`augurio che le accuse si potessero ridimensionare.

Non entrerò mai nel merito di accuse che attendono ancora tre gradi di giudizio. So bene per esperienza diretta che certe accuse sollevano grandi polveroni mediatici, per poi finire in niente.

Però è certo. La sinistra pensava di essere &quot;diversa&quot;, di avere una sorta di monopolio dell`etica. Non è mai stato vero nel passato, non è vero oggi.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Crede anche lei che dietro la nuova tangentopoli ci sia la mano di Di Pietro?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Non sono un esperto di complotti e non ho informazioni tali da poter esprimere giudizi su un`ipotesi come questa. So però che in Italia ci sono duemila pm fuori da ogni controllo.

Affermare che ora sono pilotati da Di Pietro mi sembra una sciocchezza assoluta.
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;I suoi rapporti con Bossi sono sempre saldi e ormai al di fuori da ogni discussione. Ma c`è qualche presa di posizione della Lega che avrebbe volentieri evitato?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Confermo la mia solida amicizia con Bossi. I giornali, come spesso accade, si sono inventati una polemica che non esiste e hanno messo in contrapposizione una mia dichiarazione sul presidenzialismo con una di Bossi sul federalismo. Non c`è nessun contrasto tra me e Bossi, perché proprio il leader della Lega Nord è stato il primo nel 2002 a dichiarare che il presidenzialismo e il federalismo fiscale sono due facce della stessa medaglia. E non potrebbe essere diversamente: al decentramento di tanti poteri deve corrispondere un rafforzamento del potere centrale come garanzia dell`unità nazionale.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Solo colpa dei giornali? oppure la Lega è in cerca di visibilità?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«I fatti sono questi. In occasione della conferenza stampa di fine anno, l`ultima domanda che mi è stata posta riguardava l`architettura istituzionale e il presidenzialismo, temi ai quali non avevo neppure fatto cenno nelle precedenti due ore di conferenza. Ho risposto, e non poteva essere diversamente visto che l`avevo già dichiarato in passato, che siamo a favore di un presidente della Repubblica eletto dal popolo e di una architettura istituzionale che rafforzi il premier italiano, con gli stessi poteri dei suoi colleghi europei, a cominciare dal potere di revoca dei ministri. Ma ho anche precisato che ora ci sono altre urgenze e che quindi se ne sarebbe riparlato più avanti nel corso della legislatura, sempre che sul tema si fosse trovato l`accordo di tutte le più importanti forze politiche. Queste parti della risposta sono state assolutamente ignorate e sui giornali del mattino dopo il presidenzialismo è diventato il tema principale della conferenza stampa di fine anno e di una polemica inesistente con la Lega.

L`ennesima disinformazione da parte di quei giornali che non si fanno scrupolo di prendere in giro i loro lettori.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Siamo ancora lontani, ma c`è chi inizia a fare un parallelo tra la presidenza della Camera di Casini e quella di Fini. Di certo, per il momento c`è che in più d`una occasione il leader di An ha marcato la differenza con lei che non ha mancato di replicare.

Anche Fini, come ha fatto Casini, sta guardando già al futuro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Fini si sta mostrando nei fatti un presidente della Camera equilibrato e competente. Casini più che guardare al futuro mi sembra preso dalla nostalgia di un passato democristiano che non tornerà più. Non vedo davvero nessuna possibile analogia tra il comportamento di Fini e quello di Casini.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Come procede, a suo modo di vedere, il Pdl?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «In dicembre, in soli due fine settimana, ai gazebo del Popolo della Libertà si sono presentati più di 5 milioni di italiani per scegliere i delegati ai congressi locali che devono preparare un congresso nazionale.

Si tratta di un successo fantastico, frutto di un entusiasmo che conferma la forte identificazione di molti italiani nel nostro nuovo movimento politico. I nostri elettori senza le tessere di partito e le altre bardature dei vecchi partiti, si sentono una nuova realtà unitaria, con una identità forte, che ha lasciato da tempo alle spalle gli stessi partiti dai quali il nuovo soggetto politico è nato.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Torniamo alla politica internazionale, il terreno sul quale lei s`è più impegnato. E dove ha ottenuto risultati più clamorosi.

È stato più complicato affrontare la crisi fra Russia e Georgia o quella economica?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«È vero, la politica intemazionale ha rappresentato più del 50 per cento del mio impegno come premier.

In questi sette mesi ho incontrato 57 leader stranieri in missioni bilaterali. Ho partecipato a 7 vertici internazionali. A questi si devono aggiungere ben 4 Consigli Europei. Insieme a diversi nostri ministri ho anche preso parte a 6 vertici bilaterali con Egitto, Romania, Russia, Brasile, Turchia e Germania ed ho effettuato una visita all`estero quasi con cadenza settimanale.

Quanto alla crisi tra Russia e Georgia abbiamo cercato di favorire un ripensamento delle decisioni assunte dai vertici russi che erano fermamente intenzionati ad arrivare a Tbilisi per punire il premier georgiano.

Al confronto, la crisi economica scoppiata dopo lo tsunami finanziario è stata certamente un fatto preoccupante, ma non così catastrofico come il rischio di un brusco ritorno alla guerra fredda. Per questo mi sto impegnando perché tra gli Stati Uniti e la Federazione russa si ritrovi lo spirito di Pratica di Mare, che pose fine a più di 50 anni di guerra fredda tra Est e Ovest. Come presidente di turno del G8 nel 2009 farò tutto il possibile perché il presidente Obama e il presidente russo Medvedev tornino al dialogo, superando una contrapposizione dannosa per il mondo intero. L`arsenale atomico russo è tuttora in grado di distruggere dieci volte la popolazione mondiale; quello americano venti volte..&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ha citato Obama. Cosa si aspetta dalla nuova presidenza e come pensa di impostare il rapporto con un uomo molto diverso dal suo predecessore?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «La forte alleanza con gli Stati Uniti e la Nato, insieme al fatto che siamo un Paese fondatore dell`Europa unita, sono da sempre i capisaldi della nostra politica estera. Su queste basi penso che l`Italia avrà con la presidenza di Obama un rapporto di collaborazione e di amicizia altrettanto forte di quello avuto con i suoi predecessori Clinton e Bush, che ho conosciuto di persona e con i quali ho stabilito solidi rapporti di stima e di amicizia.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;A proposito di rapporti, passata la bufera, come sono attualmente i suoi rapporti con Murdoch?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
C`è un proverbio che dice: si cambia casa, non gli amici. Ecco, Murdoch è un vecchio amico e ha capito meglio di altri che sull`Iva da applicare alla tv satellitare a pagamento non potevamo sottrarci al diktat dell`Europa.

Dovevamo renderla uguale a quella degli altri media audiovisivi per evitare all`Italia una procedura d`infrazione..&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il 2009 sarà l`anno in cui per la terza volta - un record assoluto - presiederà il G8. Crede che sia ancora attuale e quali aiuti può dare per quanto riguarda la crisi economica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Dopo le cattive prove date dalle istituzioni finanziarie internazionali, il G8 è diventato sempre di più l`organismo per il governo dell`economia mondiale. A differenza del G20, che si limita a registrare le decisioni degli sherpa senza neppure un giro di tavolo dialettico tra i ministri, il G8 è un foro internazionale che può assumere delle decisioni cui si obbligano i singoli partecipanti.

È per questo che la riunione del prossimo G8 che si svolgerà a La Maddalena avrà una grande importanza per l`economia mondiale. Su mia proposta, dopo il primo giorno, in cui si terrà il vertice degli 8 leader, si svolgerà un G14 al quale sono invitati i Paesi delle nuove economie come la Cina, l`India, il Sudafrica, il Brasile, il Messico e l`Egitto.

Successivamente la riunione si allargherà anche ad altri Paesi e al rappresentante dell`Unione europea, cioè al G20. I temi che discuteremo nel G8 e nel G14 dovranno essere preparati dalla presidenza con incontri bilaterali. Per questo nei prossimi mesi dovrò presumibilmente fare visita a ciascuno dei leader che a luglio verranno a La Maddalena. Insomma, mi aspetta un`agenda fitta di missioni internazionali..&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Siamo alla fine, presidente.

Ma ci resta una curiosità. Abbiamo parlato della vita fino a 120 anni.

Ma lei pensa anche di restare in politica fino a sto anni?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«La politica non mi affascina. Ma amo l`Italia, il Paese in cui sono nato e cresciuto, il Paese che non desidero sia governato da una sinistra illiberale e colpevole di avere causato gravi ritardi alla crescita della nazione.

Per questo svolgo l`attuale ruolo politico e di governo per senso di responsabilità, poiché sono l`unico che può tenere insieme tutte le componenti che si riconoscono nel Popolo della Libertà. Mi auguro che fra quattro anni e mezzo dalle file del nostro partito esca un leader giovane e preparato, pronto a raccogliere un`eredità che sarò lieto e orgoglioso di affidargli, soprattutto se nel frattempo sarò riuscito nell`impresa di ammodernare l`Italia in tutti i comparti, dalla Pubblica amministrazione alla giustizia, dalla scuola alle infrastrutture, e di averne fatto una democrazia moderna e bipartitica, con due grandi partiti in gara per il bene dell`Italia, un presidente eletto dal popolo, una sola Camera legislativa con meno parlamentari e un premier con gli stessi poteri dei suoi colleghi europei..

&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KBTR0&quot;&gt;Il Giornale - Mario Giordano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>CALOGERO ARTURO SPEZIALE: Sicilia. «Le province soppresse senza modifiche istituzionali. Basterebbe un tratto di penna»</title>
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  <updated>2008-12-25T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Sicilia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Costano 890 milioni, basterebbe un tratto di penna. Ma vota sì solo il Pd. &lt;br /&gt;Muro di Lombardo e Pdl.
Province «salvate» dall'abolizione.
&lt;br /&gt;Fallisce il blitz per cancellare gli enti: le funzioni sarebbero passate ai Comuni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fatto sta che qualche giorno fa il presidente della commissione antimafia in Regione, il democratico Lillo Speziale, ha pensato che forse era arrivato il momento per tentare uno strappo. Prima l'insofferenza dei cittadini per i costi esorbitanti della politica nata dalle denunce del Corriere della Sera, poi la campagna di Libero benedetta da un diluvio di firme di lettori e dal consenso di autorevoli esponenti di diverse appartenenze politiche... &lt;br /&gt;
Come dubitare del successo di un blitz siciliano se l'unico partito che si è ufficialmente schierato contro l'abolizione delle province è la Lega che nell'isola ha uno spicchio di successo piuttosto eccentrico nella sola Lampedusa? Non bastasse, come ricorda il leader storico dei Difensori Civici Lino Buscemi (che minaccia di raccogliere le firme per un referendum abrogativo) l'abolizione delle province in Sicilia potrebbe essere fatta in un giorno. A differenza che a Roma infatti, a Palermo non servirebbe una modifica istituzionale: &lt;b&gt;«Basterebbe un tratto di penna».&lt;/b&gt; E questo diceva infatti la proposta portata giorni fa in commissione Affari Istituzionali da Lillo Speziale.&lt;br /&gt;
 Articolo 1: «Le province regionali sono soppresse». Articolo 2: le loro funzioni sono «trasferite ai liberi consorzi di comuni istituiti a norma dell'art. 15, comma 2, dello Statuto della Regione. &lt;br /&gt;
Nelle more di tale istituzione, esse sono trasferite ai comuni, ricompresi nella soppressa provincia, che le eserciteranno in forma singola o associata». &lt;br /&gt;
Articolo 3: i dipendenti passano «nei ruoli dell'amministrazione dei comuni, in una qualifica corrispondente a quella di provenienza». Articolo 4: «I beni, mobili ed immobili, di proprietà delle province sono trasferiti nella proprietà dei comuni». E così via. Su tredici membri della commissione, i presenti erano otto. &lt;br /&gt;
I quattro democratici hanno votato per l'abolizione e chi rappresentava l'Udc di Pier Ferdinando Casini (favorevole alla soppressione) non era presente. Gli altri, a partire dal presidente, il lombardiano Riccardo Minardo (il cui voto valeva doppio ed è stato determinante) hanno votato contro. Compresi i rappresentanti del Pdl. A dispetto delle promesse di Silvio Berlusconi e di quelle di Gianfranco Fini. Parole, parole, parole...
&lt;p&gt;
 &lt;b&gt;L'articolo di Gian Antonio Stella:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Articolo 15: Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell'ambito della Regione siciliana». «Oooh, finalmente un bel regalo di Natale!», direte voi.&lt;br /&gt;
 Macché: quelle parole erano nello Statuto di autonomia del 1946. Mai applicato. Anzi: l'abolizione (vera, stavolta) delle province siciliane è stata appena, e di nuovo, bocciata. Non si toccano. Che i consiglieri provinciali nell'isola si prendano sul serio è notorio. &lt;br /&gt;
Qualche anno fa il presidente catanese Nello Musumeci, che militava allora in An e aveva stipulato una polizza con la Reale Mutua Assicurazioni per coprire se stesso e i colleghi di giunta da eventuali condanne della Corte dei Conti, arrivò a presentare una &lt;b&gt;delibera stupefacente&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;
Delibera che, sulla base di certi studi storici secondo i quali «tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, i rappresentanti della Provincia costituivano l'Onorevole consiglio», riconosceva ai membri dell'assemblea il titolo di «onorevoli».&lt;br /&gt;
 Al punto che, votata a stragrande maggioranza la decisione con soli sei voti contrari della sinistra, il presidente del consiglio, Santo Pulvirenti, chiuse la seduta salutando tutti come «onorevoli colleghi». &lt;br /&gt;
Eppure, come dicevamo, le province siciliane più ancora delle altre non dovrebbero neppure esistere. Nello Statuto che il 15 maggio 1946 riconosceva l'autonomia della Regione, il già citato articolo 15 non lasciava dubbi: abolizione. &lt;br /&gt;
E ribadiva, se mai qualcuno fosse duro d'orecchio, che «l'ordinamento degli enti locali si basa nella Regione stessa sui Comuni e sui liberi Consorzi comunali». &lt;br /&gt;
Tutto chiaro? Macché: restarono provvisoriamente in vita come amministrazioni straordinarie per un anno, due anni, tre anni, quattro anni... E poi ancora cinque e sei e sette... E poi ancora otto e nove e dieci... Finché nel 1986, dopo quarant'anni di proroghe, l'assemblea regionale decise infine di smetterla con quella ipocrisia. E le province provvisorie furono ribattezzate: d'ora in avanti si sarebbero chiamate Province Regionali. Cosa fanno? Boh...&lt;br /&gt;
 Distribuiscono incarichi e prebende, dirà qualcuno. Ultimo esempio, quello denunciato da «Il Dito», un settimanale online di Catania vicino a Enzo Bianco, che ha scoperto come Raffaele Lombardo, allora potentissimo presidente della provincia etnea, abbia passato il Natale dell'anno scorso firmando decine e decine di «nomine o proroghe di dirigenti, collaboratori esterni, consulenze varie»: 57 in due giorni.&lt;br /&gt;
 Uno sforzo pesante per il polso, ma utile elettoralmente, visto che il fondatore dell'Mpa stava per candidarsi alla presidenza regionale al posto di Cuffaro. Una chicca tra le tante: l'assegnazione nel 2006 a uno studio legale di un incarico per «l'assistenza tecnico-legale al programma di cooperazione Bulgaria-Romania, uno studio finalizzato alla promozione delle imprese catanesi in quelle nazioni e all'avvio di uno stand informativo presso la Provincia». 

&lt;p&gt;
Quanto costino nella sola Sicilia questi enti, che già il sindaco di Milano Emilio Caldara considerava un secolo fa «buoni solo per i manicomi e per le strade» ma che incassano un mucchio di denaro grazie soprattutto alle addizionali sull'energia elettrica e la Rc auto, lo dice un rapporto Istat sui bilanci 2006: 890 milioni di euro. Dei quali 237 spesi per stipendiare tutto il personale. E addirittura 228 (nel solo 2006!) per comperare beni immobili. Tema: che senso ha che un ente da decenni additato come inutile e da sopprimere faccia shopping immobiliare comprando sempre nuovi palazzi, nuovi uffici, nuove sedi distaccate?&lt;br /&gt;
 Quanto agli amministratori, il Sole 24 ore ha fatto i conti: di &lt;b&gt;sole indennità&lt;/b&gt; (cioè la voce-base, alla quale vanno sommati i rimborsi, le diarie e altre voci che nel caso dei parlamentari nazionali o regionali fanno schizzare all'insù le entrate reali nette) i &lt;b&gt;315 consiglieri provinciali&lt;/b&gt; costano &lt;b&gt;otto milioni e 300 mila euro&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
 Una esagerazione. Che qua e là, scrive Nino Amadore, si fa ancora più eclatante: 98.089 di spesa di indennità ogni centomila abitanti a Palermo, 389.705 a Enna. E meno male che alle 9 province già esistenti (una ogni mezzo milione di abitanti, con un massimo di un milione e 235 mila nel caso di Palermo e un minimo di 177mila di Enna) non sono state (ancora) aggiunte le altre tre di cui si parla da anni: Caltagirone, Gela e Monti Nebrodi. Altrimenti le spese sarebbero ancora più vistose.

&lt;p&gt;
Fatto sta che qualche giorno fa il presidente della commissione antimafia in Regione, il democratico Lillo Speziale, ha pensato che forse era arrivato il momento per tentare uno strappo. &lt;br /&gt;
Prima l'insofferenza dei cittadini per i costi esorbitanti della politica nata dalle denunce del Corriere della Sera, poi la campagna di Libero benedetta da un diluvio di firme di lettori e dal consenso di autorevoli esponenti di diverse appartenenze politiche... &lt;br /&gt;
Come dubitare del successo di un blitz siciliano se l'unico partito che si è ufficialmente schierato contro l'abolizione delle province è la Lega che nell'isola ha uno spicchio di successo piuttosto eccentrico nella sola Lampedusa? &lt;br /&gt;
Non bastasse, come ricorda il leader storico dei Difensori Civici Lino Buscemi (che minaccia di raccogliere le firme per un referendum abrogativo) l'abolizione delle province in Sicilia potrebbe essere fatta in un giorno. &lt;br /&gt;
A differenza che a Roma infatti, a Palermo non servirebbe una modifica istituzionale: «Basterebbe un tratto di penna».&lt;br /&gt;
 E questo diceva infatti la proposta portata giorni fa in commissione Affari Istituzionali da Lillo Speziale.&lt;br /&gt;
 Articolo 1: «Le province regionali sono soppresse». &lt;br /&gt;
Articolo 2: le loro funzioni sono «trasferite ai liberi consorzi di comuni istituiti a norma dell'art. 15, comma 2, dello Statuto della Regione. Nelle more di tale istituzione, esse sono trasferite ai comuni, ricompresi nella soppressa provincia, che le eserciteranno in forma singola o associata». &lt;br /&gt;
Articolo 3: i dipendenti passano «nei ruoli dell'amministrazione dei comuni, in una qualifica corrispondente a quella di provenienza».&lt;br /&gt;
 Articolo 4: «I beni, mobili ed immobili, di proprietà delle province sono trasferiti nella proprietà dei comuni». &lt;br /&gt;
E così via. Su tredici membri della commissione, i presenti erano otto. I quattro democratici hanno votato per l'abolizione e chi rappresentava l'Udc di Pier Ferdinando Casini (favorevole alla soppressione) non era presente. Gli altri, a partire dal presidente, il lombardiano Riccardo Minardo (il cui voto valeva doppio ed è stato determinante) hanno votato contro. Compresi i rappresentanti del Pdl. A dispetto delle promesse di Silvio Berlusconi e di quelle di Gianfranco Fini. Parole, parole, parole... &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/08_dicembre_24/stella_province_sicilia_dc35437e-d18a-11dd-b875-00144f02aabc.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera.it - Gian Antonio Stella&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Enrico LETTA:  «Giuste le parole di Casini Serve un dibattito in Aula»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/10/08/enrico-letta/%C2%ABgiuste-le-parole-di-casini-serve-un-dibattito-in-aula%C2%BB-intervista/375110"></link>
  <updated>2008-10-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>375110</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;«Sessione parlamentare per discutere della crisi Tremonti guardi oltre l’interesse di bottega e troverà un atteggiamento di responsabilità nazionale»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


«Si faccia una sessione parla­mentare in cui si affronti la crisi. In questa sessione noi metteremo tutto il nostro senso di re­sponsabilità »: Enrico Letta, ministro del Welfare del governo ombra del Pd, espri­me una fortissima preoccupazione per la crisi economica mondiale e invita tutti ad andare oltre l’orticello di casa, per affron­tare insieme l’emergenza senza prece­denti. «Credo che ci sia bisogno di consi­derare questa vicenda dal punto di vista della responsabilità nazionale. Io la chia­mo così, perché la crisi che si sta abbat­tendo sull’Italia è pesante, profonda».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; 
 Abbiamo ascoltato dal governo messag­gi rassicuranti solo qualche giorno fa.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

 La crisi è solo all’inizio, perché la crisi fi­nanziaria sembra di carta agli occhi di chi la guarda, ma gli effetti sull’occupazione saran­no a cascata e lo stesso sugli investimenti. Dob­biamo prepararci a un inverno rigido. Dire que­sta cosa non è fare le cas­sandre. Bisogna prende­re atto di una situazione per certi versi imprevista e bisogna organizzarsi. È ovvio che da parte nostra serve un atteggiamento di responsabilità nazionale, ma bisogna anche che sia il go­verno a porsi in una logica di responsabi­lità nazionale, e su questo aspettiamo di capire e di sentire.&lt;br /&gt;
 
 &lt;b&gt;Mentre aspettate di capire, però, è torna­to un clima di scontro politico.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

 È un problema di toni e di proposte. Da parte nostra siamo tutti in attesa di capi­re e anche disponibili, perché non c’è di­visione al nostro interno. Bisogna che ci sia da parte del governo e della maggioranza un messaggio, una proposta, Bisogna che vengano in Parlamento. Faccio mie le pa­role di Casini che l’altro giorno ha prote­stato in aula perché di fronte alla crisi non c’è ancora stata una informativa del go­verno. &lt;br /&gt;

&lt;b&gt; Forse senza un clima di dialogo, la mag­gioranza preferisce muoversi in autono­mia...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
 In questi stessi giorni il Congresso ameri­cano ha votato insieme, maggioranza e opposizione, un atto parlamentare di­scusso per giorni. Sta a loro decidere, dun­que. Credo che sia un momento in cui in tutto il resto d’Europa si sta facendo un ragionamento che va oltre i semplici in­teressi di bottega e l’invito che faccio a Tre­monti è di guardare all’interesse del Pae­se nella lunga prospettiva. &lt;br /&gt;

&lt;b&gt; Ma intanto voi non preparate una mani­festazione contro il governo?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

 La manifestazione, per come ci sto lavo­rando (lunedì 13 faremo manifestazioni in preparazione, sulla questione salariale) sarà una piazza 'per' e non 'contro'. Noi faremo le nostre proposte. E la sessione parlamentare che propongo può interes­sare il governo. Ci aspettiamo che Tre­monti sappia che ha interesse a una col­laborazione e che da parte nostra troverà un grande senso di responsabilità. &lt;br /&gt;

&lt;b&gt; Non c’è più nessuno che dice che biso­gna mandare a casa il governo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
 Il problema non è il governo, ma è che questa è la prima grande crisi finanziaria del dopoguerra. È al buio e dagli esiti in­certi. C’è bisogno quin­di di un atteggiamento di straordinario senso di responsabilità e il Pd è concorde. Non è in que­stione la caduta di que­sto governo, perché il governo è stabile, la maggioranza è stabile, la legislatura è appena cominciata.&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;  La sessione parlamen­tare un po’ come il tavolo per le riforme?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
 Siamo preoccupati per il Paese perché quello che sta accadendo è colpa di una situazione finanziaria internazionale, e ri­schia di colpire duramente i cittadini, per­ché alla fine rispetto agli altri Paese euro­pei a noi mancano i due strumenti che tutti gli altri possono utilizzare: aumenta­re le tasse o ricorrere all’indebitamento. Noi non possiamo fare né l’uno nell’altro perché sulle tasse siamo oltre ogni limite e sull’indebitamento paghiamo le vacche grasse o la logica da cicale degli anni ot­tanta. Serve una risposta a livello europeo. &lt;br /&gt;

&lt;b&gt; Il vertice di Parigi non è incoraggiante...&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

 Siamo in una strada molto stretta perché purtroppo l’Europa in questi giorni ha di­mostrato di non essere all’altezza. Con il vertice di sabato ha tentato di dare rispo­ste tradizionali a un problema che è straor­dinario e risposte tradizionali come una foto di gruppo e un comunicato di gran­di auspici non bastano con questa crisi. C’è bisogno del fondo che Sarkozy ha pro­posto e sul quale il governo italiano si è detto d’accordo. Credo che quello sia un atto concreto. 
 «Sessione parlamentare per discutere della crisi Tremonti guardi oltre l’interesse di bottega e troverà un atteggiamento di responsabilità nazionale» &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JGY12&quot;&gt;Avvenire - Roberta D'Angelo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Ferdinando CASINI: Sì all'immunità senza «blocca processi» - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/07/pier-ferdinando-casini/s%C3%AC-allimmunit%C3%A0-senza-%C2%ABblocca-processi%C2%BB-intervista/357569"></link>
  <updated>2008-07-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>357569</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Onorevole Casini, sulla giustizia è scontro durissimo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«L'opposizione deve fare politica tenendo presenti i numeri della maggioranza, la necessità di non dare alibi ulteriori a chi li cerca e la necessità politica di evitare uno scontro velenoso come quelli del passato tra politica e giustizia. Partendo da questi tre presupposti si arriva a una sola conclusione. La maggioranza deve togliere dal &quot;decreto sicurezza&quot; la norma folle con la quale per bloccare un processo se ne bloccano centomila, alla faccia dell'esigenza di reprimere la delinquenza e di dare tranquillità ai cittadini. E l'opposizione deve dichiarare la propria disponibilità a dare la corsia preferenziale al lodo Alfano».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Ma il lodo Alfano ha ricevuto parecchie critiche.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Il lodo Alfano è discutibile come lo era quello Schifani: se la maggioranza lo ha come priorità saranno i cittadini, alle elezioni, a dare un giudizio su questo suo comportamento. Comunque è chiaro che se il centrodestra ha cento parlamentari di differenza non lo si blocca con l'ostruzionismo o facendo i girotondi per strada. Questo è infantilismo politico, non è fare opposizione con serietà. Oltretutto in questo modo si espone a grave imbarazzo il capo dello Stato».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;In che senso, scusi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «La maggioranza lo espone a una difficoltà gravissima. Infatti, se il Presidente blocca il decreto il centrodestra lo additerà ingiustamente ai cittadini come colui che ha impedito di varare il pacchetto sicurezza. Non credo che l'opposizione possa essere indifferente a questa riflessione ».
&lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;E che dice della proposta Calderoli?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Calderoli vuole inserire nel decreto sicurezza il lodo Alfano. La mia ipotesi è un'altra: l'opposizione garantisca alla maggioranza che entro luglio il ddl Alfano verrà esaminato in Parlamento. Non vedo controindicazioni in questo».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;E il Pd potrebbe mai fare una scelta del genere?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Ho una storia e un'identità diverse da quelle del Pd. Basta pensare che la maggioranza dei suoi esponenti sta nel Pse mentre io sto nel Ppe. Ciò detto, bisogna riconoscere lo sforzo di opposizione costruttiva che sta facendo il Pd. Quindi non credo che possano sottrarsi a questa sfida. Se lo facessero scivolerebbero nel dipietrismo. Del resto, dire sì alla corsia preferenziale non significa siglare con la maggioranza un'intesa di sostanza, ma un'intesa sul metodo. Poi ognuno si riserva di votare come vuole, e questo vale anche per l'Udc».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;E Di Pietro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Con Di Pietro bisogna fare un discorso chiaro. Lui pensa di fare opposizione in quel modo per prendere qualche voto in più. Ma così allontana nel Paese la possibilità di un'alternativa di governo e relega l'opposizione all'irrilevanza politica. E noi non ci stiamo. Di Pietro deve riflettere: per la presidenza della Vigilanza Rai l'Udc e il Pd sono stati pienamente leali. Abbiamo sostenuto Leoluca Orlando per il senso di responsabilità che deve avere una forza di opposizione.
Di Pietro non ha avuto lo stesso senso di responsabilità quando si è trattato di votare alla vicepresidenza della Camera Buttiglione. Per quanto mi riguarda la misura è colma. Di Pietro si dia una regolata, sennò è meglio che ognuno vada per la sua strada».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;C'è chi direbbe che la sua non è opposizione...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Berlusconi va incalzato per quello che fa. Non serve fare un'opposizione ideologica, che peraltro noi dell'Udc non potremmo fare perché quel che ci divide dal Pdl non è l'ideologia ma la sfiducia su una formula governativa che temiamo non produrrà risultati utili al Paese. Quindi bisogna confrontarsi su cose concrete. Le tasse: con questo governo diminuiscono o aumentano? Il pacchetto sicurezza: risponde alle esigenze dei cittadini, visto che nel contempo si tagliano i fondi del settore? Dobbiamo costringere la maggioranza a misurarsi con i fatti. La stagione del caimano è finita e per quanto mi riguarda non è mai iniziata».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Ma se il Pd dice sì verrà messo sulla graticola da Di Pietro.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Se in questi mesi Veltroni, come io credo, ha detto quel che pensa, per lui questa è una strada obbligata. Il Pd deve fugare tutte le ambiguità residue: chi scende in piazza l'8 luglio fa un'assicurazione sulla vita al governo Berlusconi perché duri altri 20 anni
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IMJO7&quot;&gt;Corriere della Sera -  Maria Teresa Meli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>WALTER VELTRONI: Di Pietro «Fa un regalo al Cavaliere»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/01/walter-veltroni/di-pietro-%C2%ABfa-un-regalo-al-cavaliere%C2%BB/357390"></link>
  <updated>2008-07-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>357390</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Walter Veltroni lo dice in romanesco&lt;/b&gt;, così che resti scolpito negli annali del Pd: «Noi non manifestiamo aggratis. Siamo un partito di una certa dimensione, non ci invitiamo a manifestazioni fatte da altri e i cui contenuti non condividiamo». Antonio Di Pietro, addio. L’invito a scendere in piazza l’8 luglio è respinto con orgoglio democratico, l’alleanza è (quasi) ufficialmente rotta. Il Pd andrà avanti perla sua strada, quella di un’opposizione riformista e non urlata. «Non ricordo il mio Paese così provato, angosciato e sfiduciato come oggi, nemmeno negli anni del terrorismo. Quella di Berlusconi non e un’armata invincibile, il premier si occupa delle questioni che riguardano lui e gli italiani se ne stanno accorgendo...».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

 

Nella Sala della Regina, al primo piano di Montecitorio, in assemblea con i deputati del Pd, Veltroni mette in minoranza le tentazioni girotondine e compie lo strappo da Di Pietro, compiacendo l’ala riformista dei partito e gettando nello sconforto la sinistra interna. «I suoi toni sono un regalo coi fiocchi a Berlusconi, aiutano la destra» scandisce il segretario, dopo che Furio Colombo aveva difeso la stagione dei Girotondi e, implicitamente, invitato i colleghi a scendere in piazza con l’Idv. Ma no, secondo Veltroni uno che è d’accordo sul reato di immigrazione clandestina («perché l’Italia non può essere il vespasiano d’Europa») non può dargli «lezioni» sulla qualità dell’opposizione. «Se è così, allora dico che ci separa moltissimo». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



 

Separati in casa, Veltroni e Di Pietro. Divisi su tutto, dalla lettura della realtà alle strategie. «Noi ci siamo liberati dell’idea del pas d’ennemis, del &quot;niente nemici&quot; e in questo caso non so se aggiungere &quot;a sinistra&quot;. E non torneremo indietro» tira dritto il segretario. Avanti sulla linea tracciata, dunque. Senza «correre appresso» a ciò che fa il premier, senza farsi dettare l’agenda. «Invece di parlare del lodo Schifani o del blocca processi, dobbiamo irrompere con i temi sociali, fare le nostre proposte su salari e consumi...». E scendere in piazza, anche. Ma striscioni e fischietti il Pd li impugnerà in autunno e sarà «una grande manifestazione di popolo, non una di quelle manifestazioni dove ci si conosce tutti per nome». Dopodiché, concede il segretario, se Colombo o altri vogliono sfilare al fianco di Di Pietro vadano pure, «ognuno farà singolarmente le sue scelte personali». Anche se Antonello Soro s’incarica di ricacciare indietro le pulsioni di piazza: «Spero che tra noi qualcuno non sia contento che il Caimano è tornato. I Girotondi non ci hanno portato bene e non ci faranno vincere le prossime elezioni». 
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

 

Si avverte, nei ragionamenti dì Veltroni, la voglia di imprimere una svolta dopo le aspre polemiche interne, il tentativo di iniettare ottimismo nelle truppe fiaccate dalla sconfitta. I ballottaggi in Sicilia? «Sono il segnale di una piccola inversione di tendenza». E adesso basta con lo «stare sempre a rovistare in casa nostra... Ci sono alcuni di noi che, se per una volta dicono una cosa contro la destra, mi fanno una cortesia». E ce n’è anche per 1’«amico» Casini, al quale rinfaccia la preoccupazione nei confronti del governo ombra: «Io mi preoccuperei più dei. pezzi dell’Udc siciliano che vanno con la destra...».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IKHSD&quot;&gt;Corriere della Sera  -  Monica Guerzoni&lt;/a&gt;</summary>
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