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  <title>Openpolis - Argomento: asili nido</title>
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  <updated>2012-02-02T00:00:00Z</updated>
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  <title>Andrea Riccardi: 25 milioni a regioni, priorità nidi e anziani</title>
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  <updated>2012-02-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623964</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Cooperazione internazionale e integrazione&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«In un momento di crisi, in cui le famiglie italiane rischiano l'impoverimento e le risorse sono limitate, è necessario scegliere con estrema attenzione le priorità di intervento: quest'anno le risorse del Fondo nazionale della famiglia destinate alle Regioni dovranno essere impiegate per gli asili nido e per l'assistenza domiciliare degli anziani». &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cooperazioneintegrazione.gov.it/ufficio-stampa/comunicati/2012/02/riccardi-nidi-ed-anziani.aspx&quot;&gt;ministero cooperazione ed integrazione&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: Asili Nido</title>
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  <updated>2010-11-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547926</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ieri è stata una pessima giornata per i servizi alla comunità della città di Roma. Abbiamo avuto riconferma della distinzione netta che il Sindaco di Roma opera tra famiglie presunte “regolari” e tutte le altre variegate realtà che compongono il nostro tessuto sociale; abbiamo sentito citare a sproposito la Costituzione (che non parla di famiglie di uomini e di donne); abbiamo letto inquietanti dichiarazioni sull’”assoluta superiorità” dei legami sanciti dal matrimonio.

Abbiamo, infine, appreso a mezzo stampa della volontà del Sindaco di smantellare gli asili nido comunali, ampliando il novero di quelli in convenzione che “costerebbero” molto meno.

E’ assolutamente necessario ribadire che gli oneri di un servizio pubblico non possono essere affrontati nei termini costi-ricavi di un’azienda privata.

Ci interroghiamo su quale ruolo si assegni oggi, dalla Giunta comunale, ai nidi, che, a meno che non si reputino dei parcheggi per famiglie in difficoltà, sono regolati da un preciso progetto educativo.

Forse che si vuol conferire ai privati in via esclusiva il sistema educativo dei più piccoli?

E ancora: quali garanzie otterrebbero dallo smantellamento dei nidi pubblici le famiglie in termini di qualità dei servizi, e i lavoratori riguardo alla stabilità e dignità della loro funzione?

Questa estate è stato pubblicato un bando di gara per la concessione ai privati, in convenzione, di sei nidi comunali; ebbene quel bando, come denunciato dalla CGIL in agosto, chiedeva un’offerta inferiore a 500 euro a bambino, per di più al ribasso, in contrasto con quanto emerge da uno studio del CNEL, che parla di una cifra minima di 591 euro a bambino per assicurare i servizi assolutamente necessari.

Cosa aspetta le famiglie romane allora?

Una contrazione della qualità dell’offerta a discapito dei più piccoli?

Oppure una riduzione dei salari delle educatrici, ben al di sotto di quanto previsto per la categoria e a tutto discapito dei lavoratori e dei servizi resi?

Esprimo la mia più viva preoccupazione dopo gli annunci della giornata di ieri, e chiedo un confronto urgente, aperto e approfondito, su tutta la gestione dei servizi alla persona della città, senza che delle politiche sociali ed educative, e di riforme così importanti e preoccupanti, si debba venire a conoscenza dagli organi di informazione.

Roma, 11 Novembre 2010

Maria Gemma Azuni di Sinistra, Ecologia e Libertà (Gruppo Misto)&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/410-asili-nido&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «Questo governo uccide il futuro, toglie opportunità ai giovani e li rende meno liberi»</title>
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  <updated>2010-10-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547208</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ecco il decalogo sulla scuola mentre il governo abbassa l'obbligo
&lt;p&gt;Proprio nel giorno in cui il governo &quot;con un colpo di mano&quot; abbassa a 15 anni l'obbligo scolastico, il Pd attacca la Gelmini e lancia la proposta per &quot;la scuola del futuro&quot;.
&lt;p&gt; &quot;La nostra è una proposta concreta - spiega Pierluigi Bersani - da fare già domani, possibile e lungimirante perché sappiamo che solo una scuola di qualità può garantire crescita al nostro Paese&quot;. Questo, continua il segretario del Pd, &quot;è un governo che non solo smantella il presente, ma uccide il futuro, toglie opportunità ai giovani e li rende meno liberi&quot;.
&lt;p&gt;

L'approvazione definitiva da parte del Senato del collegato sul Lavoro viene bollato dal Pd come &quot;pagina nera&quot;, in contrasto con uno dei principali obiettivi del decalogo stilato dal Partito democratico nei giorni scorsi a Varese, che è quello di combattere la dispersione scolastica, una lotta da portare avanti con investimenti sull'autonomia scolastica, sulla ricerca e l'innovazione didattica.
&lt;p&gt; Insieme ad altri obiettivi che mirano a garantire a tutti i bambini da zero a sei anni un posto all'asilo nido, prima, e alla materna, dopo. 
&lt;p&gt;Generalizzare il tempo pieno e il modulo a 30 ore nella scuola elementare, assicurare la continuità didattica alla media e al superiore. Predisporre organici stabili nelle scuole e un piano per assumere i precari. Stilare un piano straordinario per rendere sicure tutti gli edifici scolastici del paese e scuole aperte tutto il giorno.

&lt;p&gt;
&quot;Guardiamo al futuro: dieci proposte per la scuola di domani&quot; è il titolo abbastanza eloquente del documento scaturito dall'assemblea nazionale a Varese, che getta le basi per una scuola diversa da quella declinata in due anni e mezzo dal governo Berlusconi. 
&lt;p&gt;Il decalogo rappresenta la posizione ufficiale del Partito democratico su uno degli temi più complessi e controversi di questa legislatura. &quot;La scuola, per garantire uguaglianza e libertà, come ci chiede la nostra Costituzione. La scuola, unico vero ascensore sociale, per ridare slancio a una società bloccata&quot;, spiegano dal Pd.

&lt;p&gt;
Il primo passo è quello di garantire a tutti i bambini italiani un posto all'asilo nido. Oggi, secondo le ultime stime dell'Istat, i piccoli di età inferiore ai due anni che trovano posto nei nidi comunali sono ancora pochissimi: appena 10 su cento. Per tutti gli altri, le famiglie devono arrangiarsi: o mobilitano i nonni oppure sono costrette a pagare un costoso asilo privato. Anche la scuola materna (ora dell'infanzia) per il 40 per cento metà è appaltata ai privati. E i genitori che non possono permettersi di pagare una retta devono mettersi in lista d'attesa. Il Pd avanza la proposta di &quot;trasformare l'asilo nido da servizio a domanda individuale a diritto educativo di ogni bambino e bambina&quot; e di &quot;assicurare a tutti i bambini del Paese un posto nella scuola dell'Infanzia&quot;.

&lt;p&gt;
Per la scuola primaria l'idea è quella di estendere il tempo pieno a livello nazionale, oggi è aperto a poco più di un quarto dei bambini, e di assicurare almeno 30 ore di lezione a tutti. Niente, quindi, maestro unico con orari di 24, 27 e 30 ore, come previsto dalla riforma Gelmini. Ma anche &quot;dare certezza di funzionamento alle scuole autonome&quot; con l'organico funzionale. 
&lt;p&gt;&quot;Ogni scuola deve poter contare su risorse economiche e umane certe per un triennio di programmazione&quot;. Si tratterebbe, in buona sostanza, di assegnare a ogni scuola un organico (funzionale) &quot;che includa personale stabile per le supplenze brevi e professionalità specializzate a supporto dei ragazzi con bisogni speciali (autismo, dislessia, discalculia, etc.) dando continuità all'insegnamento.

&lt;p&gt;
Tra i tanti vantaggi, a parità di spesa, si supererebbe il precariato scolastico. Ma non solo: le scuole potrebbero contare su risorse certe e, in piena autonomia, potrebbero organizzare &quot;la didattica per raggiungere l'obiettivo del successo scolastico dei ragazzi e delle ragazze&quot;. 
&lt;p&gt;Il Pd propone anche di dare attuazione alla modifica del titolo V della Costituzione anche per quanto riguarda la scuola, attraverso un federalismo che preveda il livelli essenziali delle competenze, anziché i livelli essenziali delle prestazioni.

&lt;p&gt;
Per i 220 mila precari in crisi per effetto dei tagli agli organici &quot;serve una terapia d'urgenza, immettendo in ruolo su tutti i posti vacanti&quot;. E chi è già di ruolo deve &quot;restare in servizio per non meno di 3 anni nella stessa scuola per garantire la continuità didattica&quot;. 
&lt;p&gt;Niente chiamata diretta da parte dei presidi e introduzione della &quot;formazione in servizio obbligatoria e certificata&quot; per aumentare la qualità dell'insegnamento. 
&lt;p&gt;La lotta alla dispersione scolastica passa attraverso il raccordo &quot;tra medie e biennio delle superiori&quot;.&lt;br /&gt;
 Un biennio che deve essere &quot;unitario per aiutare i ragazzi a fare scelte più consapevoli&quot; e con obbligo di istruzione fino a 16 anni (contrariamente a quanto approvato oggi dal Senato). Occorre, inoltre, &quot;realizzare in tutta Italia le anagrafi regionali degli studenti, presenti oggi in 11 regioni su 20&quot;.
&lt;p&gt;

Per rilanciare ed equilibrare l'intero sistema di istruzione occorre anche &quot;investire sull'istruzione tecnica e professionale di qualità&quot; eliminando il &quot;divario territoriale esistente oggi&quot;. 
&lt;p&gt;E per assicurare ad alunni e insegnanti una permanenza sicura a scuola occorre lanciare un piano straordinario per l'edilizia scolastica, attraverso &quot;una razionalizzazione e un rinnovamento radicale delle strutture scolastiche destinando a questo scopo, nelle aree sotto utilizzate, i fondi Fas&quot;. 
&lt;p&gt;E siccome la scuola deve rappresentare un &quot;luogo fondante di comunità, dove oltre ai necessari insegnamenti curricolari ci si può fermare il pomeriggio per studiare, fare sport, suonare, recitare, imparare le lingue&quot;, occorre &quot;ristrutturare i luoghi e i tempi della scuola, oggi fissati rigidamente&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/scuola/2010/10/20/news/scuola_pd-8271119/?rss&quot;&gt;la Repubblica.it - Salvo Intravaia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: Chiusura mensa scolastica</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/01/maria-gemma-azuni/chiusura-mensa-scolastica/507671"></link>
  <updated>2010-10-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>507671</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
&lt;p&gt;I genitori della scuola dell’infanzia comunale “Albero dei Tulipani”, del Municipio XII, accompagnando stamattina i bambini a scuola hanno trovato un’amara sorpresa.
&lt;p&gt;&lt;br /&gt;


E’ stato infatti consegnato loro, a firma del Dirigente scolastico, un avviso con cui si comunica l’immediata interruzione del servizio di refezione per l’inagibilità dei locali mensa, fino a data da destinarsi, ovvero fino a quando i locali stessi, di proprietà dell’Ente Eur SPA, non saranno resi agibili.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

Riscontro con amarezza come dei necessari lavori di adeguamento delle strutture scolastiche si venga a conoscenza, dandone l’avvio, proprio all’inizio dell’anno scolastico, facendo ricadere sulle famiglie l’ovvio disagio dei pasti freddi, assolutamente insoddisfacenti e inadeguati per bambini così piccoli, problematici per coloro che abbiano problemi di intolleranze ed allergie e certamente non rapportabili ai costi, come sappiamo notevolmente aumentati da quest’anno, della mensa scolastica.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

Chiedo all’assessore Marsilio di intervenire al più presto nella struttura comunale di via dell’Elettronica, affinché ai bambini della scuola Albero dei Tulipani possano fruire del servizio cui hanno diritto e dell’alimentazione sana e variata di cui hanno bisogno.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

Alle famiglie deve essere garantito il servizio di refezione che pagano, la cui interruzione, come sta capitando, costringerà al ritiro anticipato di alcuni bambini, senza neanche sapere quando finirà questo grave disagio.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
&lt;p&gt;

 

Gemma Azuni

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/361-chiusura-mensa-scolastica&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: Aumento delle tariffe degli asili nido</title>
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  <updated>2010-06-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>502389</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
&lt;p&gt;Le politiche a sostegno della famiglia riceveranno con il prossimo bilancio un colpo durissimo e i nidi  assolveranno sempre di meno al loro scopo precipuo di servizio educativo e sociale. Esprimo la netta contrarietà per il rincaro degli asili nido  e la totale insoddisfazione per tale scelta che non ha senso e non aiuta ma lascia le famiglie allo sbando.&lt;br /&gt;

Ragioni di cassa per giustificare un colpo basso al welfare sociale  non sono condivisibili perché alle famiglie e  alle donne  verranno ulteriormente a mancare supporti essenziali a sostegno alla genitorialità e dell’inserimento lavorativo.  Le donne già oggi pagano un prezzo altissimo per la crisi costrette come sono ad accontentarsi di nicchie residuali: ora le loro condizioni peggioreranno  perché , accanto all'estrema difficoltà, per non dire la quasi impossibilità, di iscrivere i propri bambini  all'asilo nido pubblico, si aggiungeranno costi più alti e riduzione dell’orario di permanenza nelle strutture (dalle 8.00 alle 16.30).&lt;br /&gt;


Tra l’altro anche per le famiglie che hanno verificato l’inserimento del proprio figlio nella graduatoria definitiva degli asili nido comunali si pone il problema che hanno 15 giorni di tempo dalla data di pubblicazione della graduatoria definitiva per confermare l’accettazione del posto riservato al figlio ma ad oggi non hanno la  certezza di quale sarà la spesa che graverà sul bilancio familiare a partire da settembre 2010.&lt;br /&gt;


Ogni famiglia, nel momento in cui ha presentato  la domanda, ha fatto le sue valutazioni economiche su quanto poteva  effettivamente sborsare, e ha scelto  una determinata fascia oraria di frequenza anche a seconda di quanto poteva permettersi, mentre ora si vede stravolgere ogni pianificazione.&lt;br /&gt;


Infatti l’8 aprile, data di scadenza della domanda le famiglie, sulla base dell’ ISEE e della fascia oraria prescelta di frequenza al nido, sapevano quanto avrebbero pagato. Ora, se vorranno conservare il posto, o si adeguano agli aumenti o rinunciano. Condizioni capestro anche per i fortunati.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
&lt;p&gt;

 

Maria Gemma Azuni&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/home/item/265-aumento-delle-tariffe-degli-asili-nido&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARIA GEMMA AZUNI: Carenze nei servizi essenziali per la comunità</title>
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  <updated>2010-03-15T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>495182</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;I municipi romani, in sofferenza cronica per la mancanza di fondi che si ripercuotono sui servizi resi alla cittadinanza, sono oggi ancora più in allarme per un bilancio che ancora non si approva, e che causa il blocco dei trasferimenti, peggiorando ancora di più la precaria situazione delle finanze delle strutture territoriali.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
Le maggiori criticità, purtroppo, si riscontrano nei servizi offerti ai più deboli e alle famiglie; asili nido che, nonostante la cronica carenza di posti e le migliaia di bambini che rimangono ogni anno fuori dalle graduatorie, non aprono, benché pronti, per mancanza di fondi e personale, come accade nel Municipio X.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
Altri ancora, come quelli di Tor Marancia, che non aumentano i posti disponibili, nonostante la possibilità, perché il Comune non ha individuato le necessarie risorse finanziarie.
Scuole elementari, come nel caso della Romanina, pronta a settembre, che non apriranno  per la mancanza di fondi necessari per gli arredi.
Centri anziani, che ospitano giornalmente migliaia di cittadini, che il Municipio X è costretto a chiudere, privando i non più giovani di un riparo ed un conforto alle difficoltà quotidiane, con il ricovero e la lotta alla solitudine.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
Ci si chiede quando si penserà ad attivare un ripensamento delle politiche sociali, ricreative, educative in questa città, che nonostante roboanti progetti, costituzione di uffici e strutture per la sicurezza (che, anche oggi, dimostra tutta la sua fallacità), assunzioni continue ed esponenziali di personale a tempo determinato scelto direttamente senza selezioni, non trova i soldi per garantire maggiore accoglienza ai deboli, ai bambini e agli anziani, nonostante le sollecitazioni e le possibilità che vengono dal territorio.
Mi aggiungo alle voci di questi giorni dei Presidenti dei Municipi che chiedono alle amministrazioni risposte concrete per non privare i cittadini e il territorio di servizi essenziali per la comunità.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

Maria Gemma Azuni di Sinistra, Ecologia e Libertà (Gruppo Misto)&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gemmazuni.it/stampa/item/122-carenze-nei-servizi-essenziali-per-la-comunit%C3%A0&quot;&gt;www.gemmazuni.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ALFREDO FERRARI: Con il centrosinistra raddoppiato il numero di posti in asili nido</title>
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  <updated>2009-05-19T00:00:00Z</updated>
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  <id>391847</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Dal 2001 al 2007 il numero di bimbi che poteva usufruire degli asili nido comunali e' passato da 8mila a 16mila. Questo e' il risultato della gestione del centrosinistra. A chi improvvisa lectio magistralis di buon governo, o invita ad informarsi sulla tempistica per la realizzazione degli asili, ricordo che con l'avvento del prossimo anno scolastico nuovi asili nido si troveranno a fare i conti con l'assenza di arredi, restando cosi' inutilizzabili. E per questo non ci vogliono 3 o 4 anni''. Lo dichiara Alfredo Ferrari, vicepresidente della Commissione Bilancio del Comune di Roma. ''Sebbene posso dirmi soddisfatto dell'esito dell'incontro in Commissione Scuola di oggi, faccio notare come al centrodestra manchi la consequenzialita' programmatica: ora gli l'obiettivo e' puntato sui precari dei nidi, ma che dire di quanti, pur avendo vinto il concorso per le scuole dell'infanzia, verranno assunti solo nel 2011? - conclude - I nostri figli e gli insegnanti non possono piu' aspettare''. 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilriformista.it/stories/adnkronos/66491/&quot;&gt;il riformista&lt;/a&gt;</summary>
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