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  <title>Openpolis - Argomento: calabria</title>
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  <updated>2012-03-27T00:00:00Z</updated>
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  <title>Sergio Nucci: L'anello al naso</title>
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  <updated>2012-03-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626336</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Cosenza (CS) (Gruppo: Altro) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Non ci scandalizza la decisione di dotare l’ospedale di Catanzaro “Pugliese-Ciaccio” di un Centro Pediatrico Regionale “Bambin Gesù”.
&lt;p&gt;
La nostra regione e, soprattutto, tutti i calabresi hanno titolo e diritto di rivendicare la migliore sanità possibile. Ben vengano, dunque, nuovi reparti, eccellenze e fiori all’occhiello disseminati in ogni dove nella nostra regione. Ciò che però ci lascia perplessi è di come, ancora una volta, venga realizzata la pratica dei “due pesi e due misure” da chi dovrebbe essere imparziale nelle decisioni. 
Ci riferiamo all’annosa vicenda della cardiochirurgia negata al nostro ospedale.
Da più tempo si parla dell’istituzione di cardiochirurgia a Cosenza, e da più tempo si risponde che è inutile duplicare un servizio che è già presente a Catanzaro e Reggio Calabria.
&lt;p&gt;
Allora ci chiediamo, prima che come consiglieri, come cosentini: è mai possibile che quando si pensa di istituire un nuovo reparto nell’Annunziata la risposta è che non si possono duplicare le strutture, ma quando le strutture esistenti a Cosenza (vedi chirurgia pediatrica) vengono duplicate in altre parti della regione queste diventino normale routine?&lt;br /&gt;

E ancora: l’apertura del nuovo reparto di chirurgia pediatrica, non inciderà pesantemente sui già provati bilanci della sanità calabrese?  E se la logica è quella di ridurre la spesa di 230 milioni per l’emigrazione sanitaria non sarebbe più opportuno dotare i maggiori ospedali regionali di strutture di eccellenza per la gran parte delle discipline medico-chirurgiche?
&lt;p&gt;
Che qualcuno ritenga che nella città di Telesio gli abitanti portino ancora l’anello al naso?
&lt;p&gt;

Sergio Nucci - “Buongiorno Cosenza”&lt;br /&gt;

Michelangelo Spataro - &quot;Lista Scopelliti”&lt;br /&gt;

Massimo Bozzo - “Unione di Centro”&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sergionucci.it/LeNews.htm&quot;&gt;Sito WEB&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Amministrative: Berlusconi cerca la rissa per mettersi al centro del dibattito politico</title>
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  <updated>2011-05-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560388</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Berlusconi ha paura del giudizio degli italiani su questi tre anni di governo&quot;. A dirlo è stato il presidente dei deputati del Pd, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, oggi a Catanzaro per sostenere il candidato sindaco Salvatore Scalzo.
&lt;p&gt;
&quot;Ha paura dei nostri candidati - ha aggiunto - che sono dappertutto più credibili, sono più dentro i problemi delle città che si candidano a governare e sfugge a questa paura cercando di trasformare anche queste elezioni amministrative in una specie di referendum a favore o contro di lui, provocando ogni giorno una rissa che lo metta al centro del dibattito politico ma è troppo tardi anche per lui&quot;. 
&lt;p&gt;
In merito alle ultime affermazioni di ieri del premier &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; ha commentato: &quot;Una commissione d'inchiesta sull'operato dei magistrati è un orrore giuridico e politico&quot;. &quot;Oltre a ricordare i tanti magistrati che hanno perso la vita per la loro attività basta ricordare tutti quei magistrati che ogni giorno fanno il loro lavoro cercando di fare rispettare quella scritta che sta alle loro spalle e che dice 'la legge è uguale per tutti' e non che la legge è uguale per quasi tutti o che ci sono delle eccezioni&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://youtu.be/cvkoMtGhSIE&quot;&gt;&lt;b&gt;Video della dichiarazione di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4986&quot;&gt;ANSA&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DOMENICO TALARICO: Aderisco allo sciopero generale del 6 maggio</title>
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  <updated>2011-05-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560275</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Rende (CS) (Lista di elezione: RnP) - Consigliere Regione Calabria (Lista di elezione: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''L'inerzia del Governo sulla grave crisi sociale che attanaglia il paese non e' piu' accettabile. In Calabria e nel Mezzogiorno, inutile ricordarlo - dice Talarico - siamo di fronte poi ad una preoccupante emergenza sociale i cui esiti sono davvero imprevedibili. Se da un lato registriamo una sostanziale incapacita' del governo Berlusconi ad affrontare i problemi veri degli italiani, nondimeno dobbiamo denunciare il fatto che rispetto al Sud tale incapacita' si somma ad un malcelato pregiudizio antimeridionale alimentato dal partito del Nord, di cui la Lega, a questo punto, e' solo una componente''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/regioni-CALABRIA_REGIONE_TALARICO_%28IDV%29__ADERISCO_A_SCIOPERO_6_MAGGIO-603681-calabria-4.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Informazione: &quot;Denunciare la specificità della Calabria&quot;</title>
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  <updated>2011-01-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557382</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;E' tempo di dar vita agli Stati generali dell'informazione europea. Un luogo dove la questione dell'informazione nazionale ed europea venga messa al centro dell'agenda politica, e in quella sede, nell'ambito dell'anomalia nazionale dell'informazione, denunciare la specificità dell'informazione calabrese&quot;. 
&lt;p&gt;E' la proposta che ha lanciato l'europarlamentare del Pd &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt; nel corso della tappa reggina del Camper del Pd che sta risalendo l'Italia per i 150 anni dell'Unità. A Reggio Calabria Sassoli ha incontrato alcuni giornalisti locali, tra i quali alcuni che sono stati minacciati e intimiditi nei mesi scorsi, come Lucio Musolino, ex del quotidiano 'CalabriaOra', oggi a La7 e Ferdinando Piccolo, corrispondente per 'Il Quotidiano della Calabria' da Bovalino e San Luca. I due giornalisti hanno raccontato a Sassoli le loro vicende che si intrecciano con le problematiche che riguardano, più in generale, l'informazione in Calabria. 
&lt;p&gt;Nella regione, secondo i dati dell'osservatorio Ossigeno, vive il 40% del totale dei giornalisti minacciati. &quot;L'indipendenza dell'informazione dal potere non solo politico, ma economico - ha detto &lt;b&gt;Sassoli&lt;/b&gt; - è un problema di lunga data; è un problema democratico. Se ci fosse la possibilità di organizzare questo evento europeo, secondo me, sarebbe buono, giusto e interessante che l'esperienza calabrese venisse all'attenzione internazionale, non per trovare solo un luogo dove denunciare, ma perché, se si riesce a mettere insieme i criteri delle anomalie, probabilmente si riesce a mettere a fuoco la strada per individuare dei vincoli più stretti che possano in qualche modo condizionare l'esercizio della liberta di informazione e il possesso dei punti di informazione&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.telereggiocalabria.it/news/2-politica/34198-informazione-sassoli-qdenunciare-specificita-calabriaq.html&quot;&gt;telereggiocalabria&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sergio Nucci: Noi siamo diversi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/26/sergio-nucci/noi-siamo-diversi/557352"></link>
  <updated>2011-01-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557352</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Cosenza (CS) (Lista di elezione: G.mancini Sindaco) - Consigliere  Consiglio Comunale Cosenza (CS) (Gruppo: UDC) - Consigliere  Consiglio Comunale Cosenza (CS) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Quando con le donne e gli uomini di Buongiorno Cosenza ho deciso di scendere in campo, l’ho fatto con il chiaro intento di marcare in maniera inequivocabile la discontinuità con metodi ed abitudini proprie della politica con la p minuscola, dei giorni nostri.
&lt;p&gt;
Ho inteso fin da subito proporre ai miei concittadini una idea di città, ribadire alcune priorità programmatiche e far conoscere le persone che assieme a me avrebbero dato vita all’agognato cambiamento. Su questo ultimo punto sono stato inflessibile: ho raccolto consensi ed adesioni nella Cosenza onesta, laboriosa ma soprattutto stanca di elemosinare diritti.
&lt;p&gt;
A loro mi sono rivolto e con loro ho rivolto alle forze sane di questa città un appello ai liberi e forti, memore della mia, mai rinnegata, storia politica e mi sono rivolto anche a quelle forze politiche che sono stanche di intrecciare trame nelle oscure stanze del potere ma vogliono realmente dare vita al rinnovamento non solo della classe dirigente ma dei sistemi di acquisizione del consenso.
&lt;p&gt;
Abbiamo con il nostro agire marcato la differenza con gli “altri”. Del resto, la differenza, tra me e loro, tra noi e loro è lapalissiana. 
&lt;p&gt;
Dal primo momento Buongiorno Cosenza, le liste, i partiti ed i movimenti che mi sostengono in questa avventura hanno detto con chiarezza le proprie intenzioni. 
&lt;p&gt;
Mettendo da parte tatticismi e strategie abbiamo detto, con l’onestà e la sincerità che ci contraddistingue, cosa volevamo e come lo avremmo realizzato. E lo abbiamo fatto con il largo anticipo che una idea forte e coraggiosa merita.
Senza pensare che il proporre in anticipo il progetto lo avrebbe “bruciato”. 
&lt;p&gt;Come San Francesco di Paola sappiamo che il fuoco brucia chi non ha fede e a noi la fede nel nostro progetto certo non manca.
&lt;p&gt;
In una frase: ci siamo distinti dagli altri, da quello che succede in questi giorni, perché noi, in realtà, siamo diversi da coloro che pensano che conventicole, inciuci e macchinazioni alla fine producano il miglior risultato.
&lt;p&gt;
Stiamo incontrando tanti uomini, ominicchi e quaquaracquà, e sappiamo che tanti altri ne incontreremo. Siamo consapevoli che il cammino è impervio e la strada lastricata da tante insidie ma abbiamo chiaro l’obiettivo finale. &lt;br /&gt;
Ridare dignità alla politica ed alla nostra gente. &lt;br /&gt;
 Restituire fiducia nel prossimo e garantire a tutti, favorevoli e contrari, pari opportunità e regole certe.
&lt;p&gt;
Non sappiamo se e quando arriveremo, ma vogliamo ribadire a donne ed uomini di Cosenza senza distinzione di schieramento, che mai per un solo istante abbiamo illuso o mentito, ragionato per proprio tornaconto o imbastito trame disdicevoli, prediletto tatticismi o esercitato ingerenze.
&lt;p&gt; Questi metodi non ci appartengono e non ci apparterranno mai. A me, a noi, appartiene soltanto un grande, sconfinato amore per Cosenza. Da questo amore traiamo entusiasmo ed incoraggiamento. Da questo amore, in un contesto difficile e pieno di insidie, solo lo sprone per dire alla città che un cambiamento non solo si può immaginare, ma si può realizzare: basta soltanto volerlo.&lt;br /&gt;


 

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sergionucci.it/lenews.htm&quot;&gt;Sito Web&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE SCOPELLITI: ilquotidianoweb.it </title>
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  <updated>2010-12-12T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548915</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Calabria (Partito: PdL) - Consigliere Regione Calabria (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; «Le responsabilità che porteranno allo scioglimento dell’Azienda sanitaria di Vibo Valentia, per infiltrazioni mafiose, sono da attribuire tutte alla precedente giunta regionale guidata dal Presidente Loiero».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilquotidianoweb.it/it/calabria/vibo_asp_scioglimento_scopelliti_loiero_4554.html&quot;&gt;www.ilquotidianoweb.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE SCOPELLITI: ilquotidianoweb.it </title>
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  <updated>2010-12-12T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548914</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Calabria (Partito: PdL) - Consigliere Regione Calabria (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Nella prossima riunione del Consiglio dei ministri l’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia sarà sciolta per presunte infiltrazioni mafiose». &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilquotidianoweb.it/it/calabria/vibo_asp_scopelliti_sciolta_mafia_consiglio_ministri_legalita_penetrazione_ndrangheta_sanit.html&quot;&gt;www.ilquotidianoweb.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>BRUNO CENSORE: ilquotidianoweb.it </title>
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  <updated>2010-12-08T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548916</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Calabria (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; «La paradossale polemica che negli ultimi giorni ha investito il commissario straordinario dell’Asp di Vibo, Alessandra Sarlo, dà la misura dell’inadeguatezza di una classe politica che si era presentata come foriera di grandi cambiamenti e che invece si è rivelata ben presto per quello che è, assolutamente distante dai bisogni dei cittadini».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilquotidianoweb.it/it/calabria/vibo_vibonese_censore_pdl_lotte%20di%20potere_8778.html&quot;&gt;www.ilquotidianoweb.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>RICCARDO NENCINI: Candidature per vincere non per fare rese dei conti</title>
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  <updated>2010-02-02T00:00:00Z</updated>
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  <id>477545</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Consiglio Regione Toscana (Lista di elezione: Ulivo) - Consigliere Regione Toscana (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In Calabria, Umbria e per il comune di Bologna – senza escludere pregiudizialmente la Campania – è urgente una riunione dell’intero centro-sinistra per definire le candidature a sindaco e alla presidenza delle regioni.
Non manifestiamo alcuna opposizione verso candidati del PD ma è sempre più difficile restare in silenzio di fronte a pericolose fratture che minano la coalizione e le sue possibilità di vittoria elettorale. Prima ancora che alle primarie – vissute spesso come una resa dei conti -, il PD dovrebbe pensare alla stabilità ed alla efficacia della compagine da mettere in campo contro la destra. E’ questa la priorità.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitosocialista.it/site/artId__2490/306/630-REGIONALI._NENCINI-_CANDIDATURE_PER_VINCERE_NON_PER_FARE_RESE_DEI_CONTI.aspx&quot;&gt;Partito Socialista Italiano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Alessandro Bianchi: «Il Ponte sullo Stretto è un’opera inutile e dannosa, e non ha nemmeno un progetto definitivo»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-12-21T00:00:00Z</updated>
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  <id>474579</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Alessandro Bianchi è stato sempre uno dei più incalliti contestatori del Ponte di Messina. Anche quando era ministro dei Trasporti, nel passato governo Prodi, non ha mai nascosto il suo scarso feeling con un’opera da lui definita «inutile, dannosa » e per la quale, ancora, «non si conoscono bene tutti problemi legati all’impatto della struttura».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Com’è possibile che a pochi giorni dalla posa della prima pietra non si abbia ancora un quadro chiaro sui costi e benefici dell’opera?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Semplicemente perché non è stato presentato un progetto definitivo. Le opere pubbliche hanno bisogno di tre tipi di progetti prima di poter iniziare la costruzione: quello di massima, quello definitivo, sul quale vengono rilasciate le varie autorizzazioni e fatte le verifiche ambientali, e poi un progetto esecutivo sul quale si realizza l’opera. Ecco non esiste né il progetto esecutivo né quello definitivo. Esiste solo il progetto di massima. Tutte le verifiche di impatto ambientale non si sono fatte e non si possono fare perché non c’è uno schema completo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I problemi strutturali sono tutti aperti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Certo. I geologi dell’area hanno fatto vedere che il pilone che ricadrebbe sul territorio calabrese, a Villa San Giovanni - Cannitello, va ad appoggiare su un punto di frana naturale. Questo in condizioni normali. Si immagini con un peso di quel genere. Con un piccolo sisma avremmo danni incalcolabili».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un terremoto da quelle parti non è un fatto così inusuale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Tenga conto che quella è una delle tre zone a più alta pericolosità sismica del mondo dopo Giappone e California. Il terremoto di Messina del 1908 è stato uno di quelli con maggiore magnitudo. Quindi è molto probabile che avvengano sismi anche di intensità non elevata ma che metterebbero a rischio la struttura del Ponte».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Secondo lei, dunque, si parte alla cieca. Per realizzare poi cosa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Un’opera che non serve a nessuno. Non serve ai calabresi che non hanno strade per raggiungerla, non serve ai messinesi che ne saranno scavalcati».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Scavalcati?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Se parto dalla Calabria e sto sul Ponte quando arrivo dall’altra parte, dove finisce l’acqua, Messina me la ritrovo sotto, a 70 metri più in basso. E siccome per guadagnare terra serve una pendenza dello 0,01 per cento, altrimenti i treni deragliano, occorrono decine di chilometri di svincoli per poter arrivare in Sicilia. Quindi parto da Reggio ma arrivo a Milazzo o a Catania».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;È stato detto che il Ponte è strategico perché ci avvicina all’Africa..&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Anche questa è una bella bufala. Ammesso che si riuscisse ad attraversarlo visto che ci sono mesi, specie quelli invernali, che dovrebbe star chiuso per i forti venti, una volta sbarcati in Sicilia si arriva a Mazara del Vallo e poi? Poi si resta lì perché c’è il mare».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Secondo lei è anche dannoso, perché?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Nessuno ha idea dell’impatto che questa opera avrebbe. Il territorio, il paesaggio, le culture agricole verrebbero devastati per chilometri e chilometri. Si pensi ai laghi di Ganzirri, distrutti per sempre. Ci saranno delle ricadute tali che nessuno immagina».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=OX0DR&quot;&gt;l'Unità - Roberto Rossi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: «Pd. Basta con i soliti nomi».  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/07/luigi-de-magistris/%C2%ABpd-basta-con-i-soliti-nomi%C2%BB-intervista/418770"></link>
  <updated>2009-11-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Regionali in Campania, altro che De Luca.
Per battere Cosentino servono altre scelte.
&lt;p&gt;
Allearsi? E con chi? Guardare anche all'Udc facendo finta che Totò Cuffaro non esista? Italia dei Valori di fronte alle scelte per le prossime elezioni regionali. Una montagna da scalare, soprattutto nel Sud. Ne parliamo con l'europarlamentare Luigi de Magistris.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Onorevole vogliamo iniziare dalla Campania di Bassolino?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Certo, per dire che questa regione ha registrato un tracollo etico e culturale. Qui c'è bisogno di un rinnovamento vero, radicale, una vera e propria controffensiva che si fondi su un programma chiaro e su personalità di indiscussa pulizia morale. Non dimentichiamo che il centrodestra si appresta a candidare Nicola Cosentino.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per il quale, secondo un tam tam ormai pubblico, sarebbero già pronti provvedimenti richiesti dalla procura antimafia di Napoli per le accuse di rapporti con la camorra casalese.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Non voglio assolutamente entrare nel merito di una vicenda giudiziaria allarmante, ma dico che se questa è la posta in gioco, le nostre candidature devono essere all'altezza, parlare il linguaggio chiaro della lotta alla camorra e di nuovi comportamenti politici. Programma chiaro, nomi e un nocciolo duro dal quale partire che veda il Pd, Italia dei valori, Rifondazione, Sinistra e libertà insieme. Ho già avviato una serie di contatti.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Anche con l'Udc?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Se ad un certo punto, definito il programma e indicati i nomi, l'Udc dice che vuole vedere le carte non puoi certo dire di no.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Udc in Campania significa Ciriaco De Mita&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ecco, anche a loro, come a tutto lo schieramento di centrosinistra, noi chiediamo discontinuità, e francamente non credo che De Mita possa accettare questi discorsi.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei parla di rinnovamento e discontinuità, ma si rivolge agli altri partiti di una eventuale alleanza. Ma sa bene che anche Italia dei valori ha i suoi problemi quando si parla di questione morale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non ho ruoli di responsabilità nel partito, quando parlo di questione morale non penso solo agli altri, ma guardo in casa nostra. E dico che non mi basta solo un casellario giudiziario pulito, ci vuole altro, un modo diverso di fare politica. La gente da noi pretende tantissimo, noi siamo la prima linea di questa battaglia. Non possiamo consentirci errori.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quindi rinnovamento anche tra le vostre fila.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Rinnovamento e apertura al meglio della società della Campania. Vorrei usare proprio il vostro giornale per lanciare un appello: in Campania e Calabria la situazione è gravissima è tempo che la parte migliore della società di queste regioni si faccia avanti.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Onorevole, non giriamo intorno al problema. In Campania sono in molti a fare il suo nome come candidato presidente.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Certo, ho avuto molte sollecitazioni, ma ho anche detto con onestà che sono stato eletto parlamentare europeo. Mi creda, non è una fuga dalle responsabilità, in Europa mi occupo di bilanci e di fondi comunitari, cose che hanno una relazione diretta con le regioni meridionali. Non mi sottraggo, tanto che sto lavorando alla ricerca di nomi e candidature di alto livello.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nel Pd sembra prendere corpo la candidatura di Vincenzo De Luca, il sindaco di Salerno.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non siamo sulla strada giusta, De Luca è coinvolto in processi importanti. Non possiamo fare la battaglia contro Cosentino e il suo sistema di potere con candidature così. L'ho detto, ci vogliono forti elementi di rottura.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E il Pd non sembra offrirne?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il crollo del Partito democratico in Campania si registra sulla gestione dei finanziamenti pubblici, sulla sanità, sulle politiche del lavoro, sull'ambiente. O su questi tempi riusciamo a costruire un sistema di governo diverso dalle logiche mastelliane, o non c'è speranza.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=O1BAP&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano - Enrico Fierro&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Elisabetta Carullo: Titolo onorifico nella lotta contro la 'ndrangheta</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/09/15/elisabetta-carullo/titolo-onorifico-nella-lotta-contro-la-ndrangheta/417686"></link>
  <updated>2009-09-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>417686</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Stefanaconi (VV)- Consigliere  Consiglio Comunale Stefanaconi (VV)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Cavaliere al merito da parte della Presidenza della Repubblica italiana: l'annuncio è stato fatto ieri nella seduta del Consiglio comunale con le congratulazioni di tutta l'assemblea. L'onorificenza dell'Ordine al merito è stata conferita alla Carullo per il suo impegno nella lotta contro la 'ndrangheta quando era sindaco del Comune di Stefanaconi, in Calabria, otto anni fa. Come è noto infatti la giovane Elisabetta si è battuta in prima persona contro le infiltrazioni mafiose e le minacce che paralizzavano la vita economica e sociale del paese.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pratoblog.it/news/2009-02/elisabetta-carullo-nominata-cavaliere-della-repubblica-p1714.asp?vismese=13/04/2009&quot;&gt;pratoblog.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIAMPIERO CALIGIURI: Interventi di riqualificazione energetica la Calabria è  in coda.. </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/27/giampiero-caligiuri/interventi-di-riqualificazione-energetica-la-calabria-%C3%A8-in-coda/401913"></link>
  <updated>2009-07-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>401913</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Petronà (CZ) (Lista di elezione: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il  progetto 55%, introdotto dalla Finanziaria 2007  è giunto al secondo anno di attuazione. Le domande di detrazione sugli interventi di riqualificazione energetica effettuati nel 2008, ricevute dall'Enea nei mesi di maggio, giugno e luglio, si attestano a quota 32.700 e vedono una sostanziale conferma della tendenza registrata l'anno scorso. 
&lt;p&gt;
A guidare la classifica delle richieste a procedura semplificata, con il 67% del totale, sono gli interventi su finestre e infissi, seguiti da quelli per l'installazione di pannelli solari per la produzione di acqua calda, con il 31 per cento. Per quanto riguarda gli interventi che richiedono una documentazione più complessa, in testa alla graduatoria stanno invece le caldaie, che quest'anno comprendono anche le pompe di calore ad alta efficienza e gli impianti geotermici a bassa &quot;entalpia&quot;.
&lt;p&gt;
Al primo posto fra le regioni, per numero di domande inviate, si conferma la Lombardia, seguita da Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte e Lazio (che registra una ripresa rispetto al 2007).

&lt;p&gt;
L'anno scorso le domande erano state 106.000, metà inviate tramite internet e metà tramite raccomandata, mentre quest'anno le pratiche si potranno svolgere solo online (dal sito «finanziaria2008.acs.enea.it»).
&lt;p&gt; Alla data del 29 febbraio scorso, termine ultimo per l'invio delle domande 2007, le operazioni più richieste per la detrazione erano state la coibentazione e l'installazione di finestre, insieme al 37%, seguite dalle caldaie a compensazione, con il 27%, e dai pannelli termici, al 19 per cento. 
&lt;p&gt;Il costo totale degli interventi, al netto delle spese, si è aggirato intorno al miliardo e mezzo di euro, mentre la ripartizione per regione ha visto al primo posto la Lombardia, con il 18% delle domande, davanti a Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. In coda alcune regioni del Mezzogiorno come Calabria, Basilicata, Molise; ultima la Valle d'Aosta.
&lt;p&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.giampierocaligiuri.it&quot;&gt;giampierocaligiuri.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Domenico SCILIPOTI: Si garantisca il diritto alla mobilità con trasporti efficienti su tutto lo Stato.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/11/domenico-scilipoti/si-garantisca-il-diritto-alla-mobilit%C3%A0-con-trasporti-efficienti-su-tutto-lo-stato/391617"></link>
  <updated>2009-06-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391617</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PT già IR) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Siamo solidali con le sigle sindacali, i lavoratori del comparto e soprattutto gli utenti contro le decisioni unilaterali imposte dai vertici Fs”.
&lt;p&gt; Così l’On. Domenico Scilipoti dell’Italia Dei Valori sui problemi attinenti il trasporto ferroviario. “E’inammissibile tollerare un piano metodico di depotenziamento del trasporto su rotaia, specie nel sud e nelle isole. La riduzione esponenziale dei convogli atti al trasporto delle merci in Sicilia e verso il meridione, avrà sicuramente effetti devastanti sulle prospettive di sviluppo economico del territorio. Senza tralasciare - prosegue il deputato IDV - l’inefficiente servizio di traghettamento tra Sicilia e Calabria dovuto alla riduzione delle navi e delle corse giornaliere. Se a farne le spese saranno in primis gli operatori del comparto, che rischieranno di veder tagliati numerosi posti di lavoro, ciò peserà anche sull’utenza, sempre più abbandonata ed emarginata nel disegno FS. Sino a prova contraria vige ancora il principio di unità territoriale dello Stato: i cittadini italiani non possono essere “collocati” in categorie più o meno penalizzate a seconda del luogo in cui risiedono. Faremo la nostra parte - conclude Scilipoti - intervenendo nelle sedi opportune a sostegno dei diritti fondamentali, com’è quello alla mobilità, per riportare alla ragione chi crede di poter imporre sprezzanti determinazioni volte esclusivamente al tornaconto economico ed al profitto aziendale”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.messinanews.com/politica/scilipoti-idv-si-garantisca-il-diritto-alla-mobilita%E2%80%99-con-trasporti-efficienti-su-tutto-lo-stato/&quot;&gt;Messina News&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sergio Nucci: Chi controlla il controllore?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/03/sergio-nucci/chi-controlla-il-controllore/390508"></link>
  <updated>2009-03-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>390508</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Cosenza (CS) (Lista di elezione: G.mancini Sindaco) - Consigliere  Consiglio Comunale Cosenza (CS) (Gruppo: UDC) - Consigliere  Consiglio Comunale Cosenza (CS) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Lo stato in cui versano strade e marciapiedi cittadini è, ahinoi, sotto gli occhi di tutti.
E a poco vale i leitmotiv cui questa amministrazione ci ha abituato: vedremo, faremo, interverremo;  mero esercizio dialettico ma nulla di più. &lt;br /&gt;

E’ chiaro che molte delle precarietà sono diretta conseguenza di un’assenza colpevole di chi ci amministra. E’ da tempo immemore che non si vedono per la città squadre della manutenzione impegnate in lavori di ripristino. E’ da tempo immemore che le tante emergenze cittadine non trovano una risposta. Ma se questo è il dato ascrivibile direttamente alla gestione della giunta Perugini-Ambrogio, ce ne è un altro, forse ancor più grave, legato a lavori che non riguardano in prima persona il Comune,  bensì privati che intervengono sull’impiantistica sotterranea.&lt;br /&gt;
  
Non esiste in città un solo tratto di strada o marciapiede che non sia stato interessato da lavori legati alle reti elettrica, telefonica, idrica, fognaria etc etc., che non conservi traccia dell’intervento pregresso, e questo per un semplice, banale, lapalissiano motivo: sono rarissimi i casi in cui gli interventi di ripristino vengono eseguiti a regola d’arte. Che significa? Significa che quando la società Pinco Pallino decide di scavare una traccia sulla pubblica via (sia che lavori per proprio conto che per terzi), deve, per legge, lasciare i luoghi nello stato ante, ovvero nello stato in cui si trovavano prima di quell’intervento demolitivo, ma raramente ciò accade. Nessuno, ad onor del vero, tra quanti lavorano sulle infrastrutture sotterranee cittadine può ritenersi indenne da critiche. Ma la cosa disdicevole è che la certificazione che il ripristino è stato eseguito a regola d’arte viene rilasciata dagli uffici comunali che hanno anche il dovere di controllare i lavori durante la loro esecuzione, e che di fronte ad evidenti inadempienze possono intimare, ai responsabili degli interventi, ulteriori lavori di manutenzione. Ciò però non accade ed il motivo, come sempre, va ricercato in chi ha la responsabilità di questo aspetto della vita amministrativa.
In città in molti si sono meravigliati che i controlli sul Viale Mancini non si fossero rivelati puntuali e rigorosi. &lt;br /&gt;

Io mi chiedo e chiedo: siamo sicuri che gli “scarsi” controlli riguardino solo viale Mancini?
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sergionucci.it/LeNews.htm&quot;&gt;official web site - sergionucci&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>GIOACCHINO GENCHI: «Un archivio? Leggenda. Sono contatti incrociati tra cellulari di servizio»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/27/gioacchino-genchi/%C2%ABun-archivio-leggenda-sono-contatti-incrociati-tra-cellulari-di-servizio%C2%BB-intervista/388434"></link>
  <updated>2009-01-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388434</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
L’archivio Genchi? «Una mistificazione». I milioni di dati in suo possesso? «Leggende. Tanto per cominciare non esistono intercettazioni ma solo tabulati, cioè i contatti di una utenza telefonica con altre utenze». Gioacchino Genchi, il perito informatico custode «del più grande scandalo nella storia della Repubblica» (Berlusconi) e « un pericolo per la sicurezza del Paese» (magistrati di Catanzaro), trova pace un’oretta intorno alle sei di pomeriggio in una giornata dedicata a interviste radio e tivù. È in un albergo nel centro di Roma. L’uomo è di stazza robusta («ciò che temo di più è la dieta a cui cerca di costringermi il mio dietologo»), ha occhi chiari e indossa un gessato scuro, beve un caffè ristretto e molta acqua.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Chi è Gioacchino Genchi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ho 48 anni, sono palermitano e laureato in Giurisprudenza, sono cresciuto in polizia avendo come punti di riferimento uomini che si chiamavano Parisi, Masone e La Barbera. Sono sempre stato un esperto di tecnologie e nel 2000, per evitare conflitti di interesse, ho preso una aspettativa sindacale (difende i poliziotti, ndr) e ho aperto un ufficio per le consulenze alle procure».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Secondo un rapporto del Ros dei carabinieri trasmesso al Copasir lei ha archiviato 578 mila dati record anagrafici (telefonate), 1.042 tabulati relativi a 392 mila persone fisiche. Non sembra «una mistificazione».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Qualcuno si diverte a dare i numeri. Nell’ambito dell’inchiesta “Why not” di cui era titolare il pm De Magistris, su sua delega, ho acquisito 792 tabulati relativi a 641 utenze e 151 apparati Imei (il numero del telefono senza la scheda, ndr)».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Come è possibile questa differenza di cifre?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Perchè sviluppando tabulati e singole utenze, cioè lavorando e cercando di capire cosa si è mosso intorno a un numero di telefono in un certo periodo in cerca di indizi e prove, i numeri sono aumentati».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Si spieghi meglio.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Il magistrato mi incarica con un quesito di acquisire, elaborare e analizzare i dati relativi a una persona utile alle indagini. Nell’inchiesta Poseidon (fondi per l’ambiente in Calabria, ndr) e Why not (truffa alle Ue, ndr) parliamo di imprenditori in contatto con politici locali e nazionali e magistrati e uomini delle forze dell’ordine. Non è colpa mia se queste persone utilizzano centinaia di volte per fini personali e impropri il cellulare di servizio».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quindi lei, nel suo ufficio di Palermo, dispone di queste migliaia di dati?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ne dispone la procura. E io in quanto perito, oppure testimone o, anche, parte offesa».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
9 anni di attività e decine di processi. Quanto materiale ha archiviato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Quando cessano le esigenze processuali butto tutto via. Conservo solo le mie relazioni che sono mia proprietà intellettuale».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Perchè tra i tabulati ci sono anche quelli di persone estranee alle indagini come l’ex capo del Sismi Pollari, l’ex capo della polizia De Gennaro, politici come Prodi e Mastella, Cesa o Minniti? La lista è lunga.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«E comprende anche magistrati. Ma di questi non si parla. Comunque, arriviamo a Pollari, quando non è più capo del Sismi, perché analizziamo l’utenza del generale della Finanza Cretella che fu perquisito in Poseidon. De Gennaro non c’è. Indagavamo su una grave fuga di notizie su Fortugno e strage di Duisburg».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Prodi e Mastella e altri politici sì. E non ha chiesto l’autorizzazione.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Se fossero state utenze con prefissi riconducibili a Camera, Senato, Palazzo Chigi, ancora di più alla nostra intelligence, lo avrei fatto. Invece i parlamentari usano anche decine di utenze tramite società esterne. Insomma, non posso sapere a priori chi vado a vedere».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Nei tabulati è andato indietro anche di due anni. Grave, non crede?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Se avessimo potuto saremmo andati ancora più indietro. I fatti reato cominciano nel 2000, quando in Calabria c’è il passaggio delle consegne tra il presidente Chiaravalloti (Fi) e Loiero (centrosinistra) e quest’ultimo fa fuori l’imprenditore Saladino. Noi cominciamo ad acquisire nel 2005...».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KKWFR&quot;&gt;l'Unità - Claudia Fusani&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>GIOACCHINO GENCHI: «Ecco i segreti del mio archivio. I veri scandali li hanno fatti altri»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/26/gioacchino-genchi/%C2%ABecco-i-segreti-del-mio-archivio-i-veri-scandali-li-hanno-fatti-altri%C2%BB-intervista/388420"></link>
  <updated>2009-01-26T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388420</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
SCANDALO? «Lo scandalo - ribatte il perito Gioacchino Genchi, nel mirino del premier Berlusconi per il maxi-archivio di utenze telefoniche - lo dà piuttosto chi si intesta decine di utenze coperte dal segreto parlamentare e le dà agli amici».

&lt;p&gt;
Gioacchino Genchi è l’uomo del giorno. È il perito nel mirino delle polemiche, il grande esperto dell’inchiesta Why Not di Luigi De Magistris, l’uomo indicato da Silvio Berlusconi come «la persona che ha messo sotto controllo 350 mila telefoni». E il suo archivio, per il presidente del Consiglio, è «il più grande scandalo della storia della Repubblica». Lui non ci sta. E insiste ancora: «Forse sono altri che danno scandalo. Ad esempio quel parlamentare che ha intestato a suo nome decine di schede telefoniche e le ha distribuite ai suoi conoscenti. Schede che giravano per tutta la Calabria e che non si potevano controllare, perché erano coperte dal segreto parlamentare».
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Chi è questa persona?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Sono pronto a dirlo non appena la Commissione Antimafia mi convocherà».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Non poteva essere sempre lui ad utilizzarle?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«No. C’è la prova provata. Ha partecipato a una votazione in Parlamento. E non poteva essere coperto da un “pianista”, perché era una votazione ad appello nominale. Eppure, mentre lui era a Roma a votare, altre schede telefoniche a suo nome avevano contatti inquietanti in Calabria. Ma non si sarebbero mai potute intercettare se non chiedendo l’autorizzazione alla sua Camera. Come dire? A quel punto non sarebbe servito a nulla».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ecco. L’hanno accusata di aver intercettato senza autorizzazione il telefono dell’allora ministro della Giustizia Clemente Mastella.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Premessa: io non ho mai fatto intercettazioni in vita mia. Ho solo controllato dei numeri di telefono e dei tabulati. Cioè ho ricostruito chi parlava con chi. Ma mai ho ascoltato una telefonata in vita mia».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Però il caso Mastella l’ha tenuto sulla corda...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Il Ros dei carabinieri non ha saputo nemmeno acquisire correttamente l’intestatario dell’utenza cellulare di Mastella, che non era da tempo intestata alla “Camera dei Deputati” ma al Dap (il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ndr) quando ne sono stati acquisiti i tabulati. Mai e poi mai avrei potuto ipotizzare o supporre, quando ho acquisito il tabulato, che quel numero fosse di Mastella. Peraltro non mi sarebbe servito a nulla. Posto che avessi voluto dimostrare i contatti di Mastella con Saladino (Antonio, imprenditore e tra i protagonisti della vicenda giudiziaria di Why Not, ndr), questi sarebbero già emersi dal tabulato di quest’ultimo».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Poi c'è la vicenda delle utenze riservate dei servizi segreti che sarebbero contenute nel suo archivio.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Mi è sembrato sin da subito che preludesse ad un tranello l’equivoca ed indeterminata asserzione del dottor Dolcino Favi (il procuratore generale di Catanzaro che ha avocato l’inchiesta Why Not, ndr) secondo cui io avrei detenuto “documentazione riservata ed in un caso almeno anche classificata”».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Non era così? Non ha controllato l’utenza di uomini dell’intelligence?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Non ho eseguito alcuna acquisizione di tabulati dell’utenza cellulare riferita a Massimo Giacomo Stellato (capocentro del Sismi a Padova, ndr) e indicata nella delega del dottor Favi al Ros. E non ho mai nemmeno rilevato l’utenza, nemmeno in modo indiretto, nei tabulati da me acquisiti, fino al momento della revoca dell’incarico».&lt;br /&gt;


Un numero di telefono, quello di Stellato, che il Secolo XIX ha provato a comporre. Risulta però disattivato.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Genchi, quella dei numeri riservati degli 007 è però una delle accuse che le viene rivolte con maggior clamore.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«In questi giorni si sono aggiunte non poche inesattezze sul numero dei tabulati da me acquisiti, come quelle sulle “utenze coperte dal Segreto di Stato”. Che ancora non capisco come avrei potuto individuare. Sempre che esista un “Segreto di Stato” sui numeri telefonici».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Non esiste?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Hanno forse un prefisso particolare? Hanno una intestazione particolare? C’è qualche indicazione che mi è sfuggita e che fa riferimento al “Segreto di Stato”?».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Sull’ampiezza del suo dossier? Del suo archivio “segreto”?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Sul numero delle utenze acquisite, 792, debbo precisare che in capo a diversi soggetti è stata accertata la disponibilità di diverse utenze telefoniche, con le quali sono state nel tempo utilizzate decine e decine di Imei, con l’ulteriore utilizzazione di decine e decine di altre sim. Quasi sempre intestate a soggetti terzi, appartenenti cioè a reti straniere, o intestate ad Enti, alla Regione Calabria ed altri uffici. È conseguita un’acquisizione di dati di traffico assolutamente ridotta e selettiva».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Però questa “selezione” poi si è ampliata...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Si è stati costretti ad ampliarla solo dopo le acquisizioni della Procura della Repubblica di Reggio Calabria sulle gravissime fughe di notizie sulle indagini sull’omicidio Fortugno e sulla strage di Duisburg, la faida di San Luca. Anche a seguito delle vibrate denunce del Procuratore Nazionale Antimafia».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il suo, insomma, è stato solo estremo scrupolo professionale.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«In un procedimento penale non si può certo indugiare con dei pressapochismi nell’attribuzione di una data utenza ad un dato soggetto, specie quando possono discendere delle conseguenze. Ricordo un paio di casi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quali sono?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Quello delle indagini sulla cosiddetta banda della Magliana. Danilo Abbruciati, esponente di spicco della criminalità romana, era ritenuto autore dell’attentato al vicepresidente del Banco Ambrosiano, Roberto Rosone. Da controlli frettolosi risultò che Abbruciati avesse chiamato, prima dell’attentato, il procuratore generale della Cassazione Ferdinando Zucconi Galli Fonseca».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Risultò poi che non era così.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ma la vicenda ha suscitato interventi parlamentari, atti di sindacato ispettivo, interventi del Csm, impugnative del Procuratore generale della Cassazione, decisioni delle Sezioni Unite, iniziative disciplinari del Ministro della Giustizia, oltre alle polemiche politiche, alle querele ed agli strascichi giudiziari e parlamentari, protrattisi per quasi venti anni. Sta di fatto che le indagini hanno dissipato ogni sospetto su Ferdinando Zucconi Galli Fonseca, escludendo in modo categorico l’esistenza di contatti telefonici con l’Abbruciati. Poi c’è il caso Biagi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Marco Biagi, ucciso dalle Br.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Come si ricorderà, prima di essere ucciso aveva denunciato di avere ricevuto delle minacce telefoniche. Biagi aveva pure informato vari politici, oltre al Presidente della Camera dei Deputati, Pier Ferdinando Casini, al sottosegretario al ministero del Welfare, Maurizio Sacconi, a Stefano Parisi, direttore di Confindustria, a Roberto Maroni, ministro del Welfare, al prefetto di Bologna Sergio Iovino. Nessuno lo ha scritto, in molti lo hanno pensato e qualcuno lo ha pure detto (incautamente). Biagi stava passando per un mitomane, che aveva denunciato le minacce per avere la scorta e beneficiare di alte considerazioni».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Non fu così, evidentemente.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Mesi dopo l’omicidio e le dimissioni del ministro Claudio Scajola si è scoperto che gli accertamenti svolti sui tabulati delle utenze erano stati fatti in modo errato e parziale e che le telefonate di minaccia vi erano state, proprio come le aveva denunciate il consulente , senza essere creduto».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Poteva essere evitato, quell’omicidio.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«A parte le sorti politiche del ministro Scajola, costretto alle dimissioni per delle dichiarazioni che mai avrebbe fatto se fosse stato correttamente informato, penso a come si sarebbe potuto certamente evitare l’omicidio del professor Biagi, se le autorità di pubblica sicurezza di Bologna e di Roma fossero state correttamente informate sulle telefonate».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KKHPO&quot;&gt;Il Secolo XIX - Marco Menduni&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: «Rinnovare la politica, essenziale il ricambio generazionale».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/17/giorgio-napolitano/%C2%ABrinnovare-la-politica-essenziale-il-ricambio-generazionale%C2%BB/388264"></link>
  <updated>2009-01-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>388264</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;	&lt;br /&gt;
«Temo un vuoto di strategia per il Mezzogiorno, crollo degli investimenti»
&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E’ venuto qui in terra di Calabria non per una visita - per così dire - convenzionale ma per una missione concreta, volta a verificare lo stato di salute di due atenei di eccellenza (Cosenza e Reggio) in una regione tormentata da mille problemi di legalità, per ascoltare le ragioni di chi lamenta il gap con il Nord, ma anche per esortare al rinnovamento della politica, per richiamare il governo nazionale e gli uomini del Sud ai rispettivi doveri. &lt;br /&gt;
Giorgio Napolitano prima di parlare dalla tribuna del convegno ”Mezzogiorno euro-mediterraneo”, incontra una delegazione di studenti che gli consegnano una lettera in cui denunciano tra l’altro «l’assenza in Calabria di uomini politici capaci». Napolitano risponde pronto: «Allora, preparatevi a sostituirli». E soggiunge: «E’ essenziale un rinnovamento generazionale nella politica e nell’amministrazione. Ma questo non si decide per decreto. Solo attraverso uno sforzo, un’apertura che bisogna a tutti i costi provocare in un sistema ancora molto chiuso». Un richiamo al ricambio generazionale, ma anche un invito ai giovani perché si diano da fare contro la gerontocrazia inamovibile, ovviamente valido non solo per la Calabria.&lt;br /&gt;
 Dal palco del convegno, poi, il Presidente sviluppa il tema degli squilibri che penalizzano il Sud. Torna con vigore sui concetti espressi poco più di un mese fa a Napoli. Denuncia: «Verso il Sud c’è una drammatica caduta di attenzione da parte di tutte le forze rappresentative del Paese». E spiega: da diversi anni sono diminuiti anche gli investimenti ordinari dello Stato nelle regioni meridionali; quanto ai Fondi europei, essi dovrebbero avere un «carattere addizionale non sostitutivo». Ancora: c’è un bilancio critico della nuova programmazione portata avanti in Italia nei confronti del Sud, nel decennio 1998-2008, al punto che non si sa nemmeno se il quadro strategico nazionale 2007-2013 sia tuttora «valido e impegnativo». &lt;br /&gt;
Il timore è che ad esso sia destinato a seguire «un puro e semplice vuoto di strategia». Ma questo - sottolinea Napolitano - è solo uno dei corni del problema. L’altro tira in ballo ancora una volta gli amministratori locali. Osserva: «Si pone la questione di un impiego oculato e produttivo delle risorse pubbliche». E richiamandosi alle posizioni del meridionalismo storico sempre franco mai autocommiserativo, Napolitano sottolinea i modesti risultati raggiunti dalle amministrazioni del Sud per ridurre il divario con il Nord. Di qui, da una parte, «il dovere di solidarietà tra Nord e Sud», ma dall’altra «un impegno all’autocorrezione e all’innovazione» da portare avanti nel Sud; anzitutto (ma non solo) nel contrasto alla criminalità organizzata: problema «enorme e grave» che pesa sullo sviluppo del Mezzogiorno.&lt;br /&gt;
 Napolitano ha partecipato anche all’inaugurazione di un centro per disabili di un’associazione fondata da don Italo Calabrò, sacerdote anti-mafia morto nel ’90, fratello di Corrado, Garante delle comunicazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KHA2U&quot;&gt;Il Messaggero - Paolo  Cacace&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elisabetta ZAMPARUTTI: Rifiuti in Calabria: l’emergenza dipende anche dall’assenza di trasparenza</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/02/elisabetta-zamparutti/rifiuti-in-calabria-l%E2%80%99emergenza-dipende-anche-dall%E2%80%99assenza-di-trasparenza/383323"></link>
  <updated>2009-01-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>383323</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Sulla decisione di dichiarate lo stato di emergenza rifiuti in Calabria, Elisabetta Zamparutti, deputata radicale eletta nelle liste del PD, ha presentato con i colleghi Radicali un’interrogazione parlamentare per verificare se siano state risolte le gravi carenze in termini di trasparente gestione della struttura commissariale denunciate dal Prefetto Antonio Ruggiero alla Commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti.

&lt;p&gt;
 

Elisabetta Zamparutti e Marco Marchese, Segretario dell’associazione radicale calabrese “Per la resistenza nonviolenta, hanno dichiarato:

&lt;p&gt;
 

“Non si può uscire dalla crisi della gestione dei rifiuti senza aver risolto i problemi a monte della trasparenza e della legalità. I cittadini hanno il diritto di poter conoscere se, a prescindere dalla dichiarazione di emergenza, si sia provveduto ad assicurare in Calabria la tenuta di registrazioni contabili dotate di criteri di analiticità, la realizzazione di un archivio e di gare d’appalto per l’affidamento dei lavori di smaltimento dei rifiuti tanto più se si pensa che stanno finanziando direttamente con i soldi prelevati dalla loro bolletta -attraverso l’espediente truffaldino del CIP6 - l’inceneritore di Gioia Tauro. Così come è importante conoscere la situazione delle denuncie e delle inchieste che sullo smaltimento dei rifiuti in Calabria era state avviate.”

 
&lt;p&gt;

Segue testo interrogazione:

&lt;p&gt;
 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri&lt;br /&gt;


Al Ministro per l’Ambiente&lt;br /&gt;


Al Ministro per lo Sviluppo economico&lt;br /&gt;


Al Ministro della Giustizia&lt;br /&gt;


Al Ministro dell’Interno&lt;br /&gt;


E al Ministro dell’Economia e delle Finanze&lt;br /&gt;


 
&lt;p&gt;

Premesso che:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


 

che la Commissione bicamerale d’inchiesta sui rifiuti nella sua relazione conclusiva del 28 febbraio 2008, in merito alla situazione dei rifiuti in Calabria affermava di aver audito l’ex Commissario delegato per l’emergenza ambientale in Calabria, prefetto Antonio Ruggiero, che ha denunciato “una grave carenza nelle modalità di funzionamento della struttura commissariale” in particolare sotto il profilo della trasparenza mancando “registrazioni contabili dotate di requisiti minimi di analiticità, pur a fronte di un flusso di risorse finanziarie di ingente entità, e l’esistenza di gravi ritardi nei pagamenti e nelle riscossioni di pertinenza” e che ha “dovuto constatare la mancanza presso gli uffici affidatigli di un archivio, con la conseguenza che la ricerca delle pratiche era per lo più affidata alla memoria dei singoli funzionari”. Inoltre si legge dagli atti della Commissione che il prefetto Antonio Ruggiero  aveva presentato “ un rapporto alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro per segnalare il caso di alcune ditte che erano risultate aggiudicatarie di una lunga serie di appalti con affidamento diretto o tramite gare aggiudicate anche sulla base di una sola offerta”;

 &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


il 18 dicembre scorso il Consiglio dei Ministri ha dichiarato lo stato di emergenza in

Calabria stante la situazione estremamente critica in materia di smaltimento dei rifiuti urbani, mentre nel decreto sull’emergenza rifiuti in Campania n.172, convertito in legge, si dispone il diritto per gli impianti di incenerimento di Gioia Tauro ad accedere alla procedura di riconoscimento in deroga agli incentivi CIP6 che rappresentano un prelievo diretto dalle bollette degli utenti di somme che dovrebbero essere destinate al sostegno alla produzione di energia da fonti rinnovabili ed assimilate;

&lt;p&gt;
 

il 22 dicembre 2008 notizie stampa hanno riferito la notizia di un maxi sequestro nel porto di Gioia Tauro effettuato dal  Nucleo operativo ecologico e relativo a ben 72 tonnellate di rifiuti pericolosi,

tra cui scarti e rottami di batterie al piombo esauste ed apparecchiature elettroniche ed elettriche contaminate da oli e grassi, che erano contenuti in due container provenienti da Israele. Quattro persone sono state denunciate in stato di liberta' con l'accusa di importazione illegale di rifiuti.

 
&lt;p&gt;

Per quanto sopra esposto, gli interroganti ritengono che la mancanza di legalità e trasparenza nella gestione delle varie fasi del ciclo dei rifiuti e nel funzionamento della struttura commissariale è causa della grave criticità del settore rifiuti nella Regione Calabria; 

 
&lt;p&gt;

si chiede di sapere:&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


 

se e quali provvedimenti siano stati adottati per risolvere i problemi sollevati dal prefetto Antonio Ruggiero in ordine all’assenza di trasparenza nella gestione dei rifiuti in Calabria ed in particolare:&lt;br /&gt;


se al momento vi è una registrazione contabile dotata dei requisiti minimi di analiticità;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


se si è provveduto alla realizzazione di un archivio commissariale;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


quali siano attualmente le modalità per il reclutamento del personale preposto alla struttura commissariale;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


 

quale esito abbia avuto il rapporto presentato dal prefetto Ruggiero alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


 

quale esito abbia avuto l'inchiesta c.d. “Poseidone” e avviata dalla Procura di Catanzaro, in merito alla gestione dell'emergenza ambientale da parte dell'allora commissario Giuseppe Chiaravalloti;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;


 

se si è provveduto ad affidare gli appalti mediante gara o se invece prosegue la prassi dell’affidamento diretto o tramite gare aggiudicate anche sulla base di una sola offerta.

 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Elisabetta Zamparutti&lt;br /&gt;


Rita Bernardini&lt;br /&gt;


Maurizio Turco&lt;br /&gt;


Matteo Mecacci&lt;br /&gt;


Maria Antonietta Farina Concioni&lt;br /&gt;


Marco Beltrandi&lt;br /&gt;

&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=134555&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elisabetta ZAMPARUTTI: Dimissioni di Bertolaso: il dissesto idrogeologico è effetto di quello ideologico</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/19/elisabetta-zamparutti/dimissioni-di-bertolaso-il-dissesto-idrogeologico-%C3%A8-effetto-di-quello-ideologico/383100"></link>
  <updated>2008-12-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>383100</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ha fatto bene il Sottosegretario Bertolaso a sollevare il problema della scarsità di risorse per la protezione civile.&lt;br /&gt;
 Per noi radicali il dissesto idrogeologico è frutto di quello ideologico che è proprio di una classe politica e dirigente nei decenni rivelatasi incapace di governare.&lt;br /&gt;
 E' una questione che riguarda anche l'attuale maggioranza che nel bilancio alla finanziaria approvato oggi alla Camera dei Deputati ha ridotto del 22% le risorse per la protezione civile tagliando ben 486 milioni di euro dai 2 miliardi inizialmente previsti ma ricordo che per quanto riguarda il bilancio del Ministero dell'Ambiente gli stanziamenti per la tutela dell'assetto idrogeologico sono stati addirittura dimezzati passando da 500 a 269 milioni di euro con una maggior riduzione riguardante gli interventi di tutela del territorio in Sicilia e Calabria (-151 milioni di euro). &lt;br /&gt;
In pratica la maggioranza oggi ha ridotto le risorse per governare il territorio con la prevenzione (risorse del Ministero dell'Ambiente) e al contempo quelle per governarlo nell'emergenza (Protezione civile).

&lt;p&gt;
Ma &lt;b&gt;Bertolaso ha anche denunciato la costruzione di ben 3000 abitazioni sulla foce del Tevere&lt;/b&gt; e c'è da chiedersi  chi abbia consentito questo abusivismo edilizio, quale maggioranza e dove sia la magistratura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

• Dichiarazione di Elisabetta Zamparutti, deputata radicale-Pd e membro della Commissione Ambiente&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=134342&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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