<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - Argomento: referendum</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <link rel="self" href="http://politici.openpolis.it/feed/tagDeclarations/459"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2012-04-27T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>FRANCESCO PIOBBICHI: FASSINA SCANDALOSO. MASSACRA LA COSTITUZIONE E SI PENTE DOPO UNA SETTIMANA </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/27/francesco-piobbichi/fassina-scandaloso-massacra-la-costituzione-e-si-pente-dopo-una-settimana/626951"></link>
  <updated>2012-04-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626951</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
In politica siamo abituati a tutto, per cui non ci sorprende nulla. Fassina era un socialdemocratico senza socialdemocrazia ma ci era simpatico perchè a differenza della maggior parte dei parlamentari italiani conosceva bene la politica economica. All'inizio aveva anche provato a prendere a pesci in faccia i commissari europei rischiando il &quot;linciaggio&quot; dai teodem. Poi, è reintrato nei ranghi e non ne ha azzeccata mezza. Ha toppato il corteo della Fiom dando la colpa ai no tav per poi perdersi nei meandri delle politiche che il Governo Monti Merkel ha imposto all'Italia. Si è bevuto la riforma delle pensioni, l'IMU, la manomissione dell'art.18, il vincolo di bilancio in costituzione e a breve il Fiscal Compact.
&lt;p&gt;
Oggi però è uscito dal torpore e Fassina del PD ha attaccato Fassina del PD.&lt;br /&gt;
 «I fatti hanno la testa dura - ha DETTO - e cominciano a fare breccia nell'ideologia conservatrice dominante nella politica economica dell'area Euro. Ieri a Bruxelles, finalmente e positivamente, Mario Monti ha invocato la golden rule, ossia l'esclusione della spesa per investimenti dal calcolo dei saldi di finanza pubblica. Peccato che, pochi giorni prima, il Parlamento italiano abbia approvato in via definitiva un emendamento all'articolo 18 della Costituzione che la esclude categoricamente». 
&lt;p&gt;Ovviamente Fassina si è scordato di dire che la modifica è stata approvata con i voti favorevoli del PD. &lt;br /&gt;
«Speriamo che la proposta del presidente Monti - ha proseguito candidamente l'esponente del Pd  - che anche noi facciamo da sempre e avevamo ribadito in occasione della discussione sul pareggio di bilancio in Costituzione, venga rapidamente accolta. 
&lt;p&gt;Pazienza - ha concluso Fassina con una frase degna del paggior trasformiso - se i nostri rigoristi 'senza se e senza ma saranno costretti a riemendare, stavolta in modo sensato e utile, l'articolo 18 della nostra Carta fondamentale». 
&lt;p&gt;Caro Fassina, battute come queste potevi sinceramente risparmiartele, prima stracci la nostra costituzione insieme al PDL ed ad un parlamento di nominati e poi come se niente fosse ti permetti pure di fare la morale ed autocritica. Il PD ha una enorme responsabilità nell'aver impedito al popolo italiano di pronunciarsi con un referendum confermativo su una norma così devastante facendo il gioco della Merkel. Vediamo se lo stesso teatrino riesce pure per il Fiscal compact che verrà votato a breve dal parlamento e dal PD, le premesse ci sono tutte. Altri pentimenti in arrivo...&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2012/4/27/22046-fassina-scandaloso-massacra-la-costituzione-e-si-pente-dopo/&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Stefano Boeri: IDEONA: IL PAREGGIO DI BILANCIO!</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/21/stefano-boeri/ideona-il-pareggio-di-bilancio/626854"></link>
  <updated>2012-04-21T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626854</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Milano (MI) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Parafrasando il Ministro Passera, crediamo possano venire maggiori benefici dall’attuazione di ideuzze concrete su come tagliare la spesa che dall’ideona del pareggio di bilancio in Costituzione.
&lt;p&gt;Il Senato ha approvato in seconda lettura e con la maggioranza dei due terzi dei parlamentari (dunque senza richiedere un referendum confermativo) la legge che introduce nella nostra Costituzione l'obbligo del bilancio in pareggio. A distanza di meno di 24 ore il governo ha varato il Documento di Economia e Finanza (Def) che sancisce che l'obiettivo del pareggio di bilancio non verrà raggiunto nel 2013, come il nostro Paese si era impegnato a livello europeo, ma, nella migliore delle ipotesi nel 2015. Secondo il Fondo Monetario dovremo attendere addirittura fino al 2017 per centrare questo obiettivo. Abbiamo perciò introdotto nella nostra Costituzione un principio per violarlo fin dall'inizio? Non si rischia in questo modo di ulteriormente indebolire la Costituzione che dovrebbe invece racchiudere norme non facilmente derogabili e modificabili dal Parlamento? In realtà, la tabella sugli obiettivi di finanza pubblica contiene una nota che sostiene che non solo &quot;l'obiettivo sarà raggiunto, ma anche ampiamente superato in termini strutturali (corsivo nostro)&quot;. In altre parole, ci sarà un deficit ma solo perché il livello del Pil sarà molto basso a causa del ciclo economico sfavorevole. Il bilancio aggiustato per il ciclo sarà in attivo già nel 2013.
&lt;p&gt;

Tutto bene, dunque? Il problema è che, come scriveva Martin Wolf sul Financial Times, nessuno sa cosa precisamente sia il bilancio aggiustato per il ciclo o il disavanzo strutturale. Ad esempio, nel 2007 il Fondo Monetario Internazionale accreditava la Spagna di un surplus strutturale consistente e l'Irlanda di un bilancio strutturalmente in pareggio. A quattro anni di distanza, il Fondo aveva rivisto le stime del bilancio strutturale per questi stessi paesi concludendo che entrambi i paesi nel 2007 erano in deficit di bilancio e l'Irlanda addirittura di più dell'8 per cento. Come è possibile dare forza di legge a stime che sono, per la loro stessa natura, fortemente aleatorie? E chi farà tali stime? Sarà il governo stesso a stabilire l'entità dello scostamento ciclico? O dovremo chiedere alla Corte Costituzionale di imparare l'econometria? A inizio agosto 2011, nel commentare l'intenzione del Governo Berlusconi di introdurre il bilancio in pareggio in Costituzione, citavamo un proverbio turco &quot;Se stai annegando ti aggrappi anche a un serpente&quot;. Per fortuna, grazie al Governo Monti, ci siamo un po' allontanati dal rischio di annegamento. Proprio per questo pensiamo sarebbe meglio trovare modi più convincenti nel rendere credibile il nostro impegno di rientro del debito. Invece di imitare il Ministro Tremonti il quale, per stimolare la crescita, voleva cambiare l'articolo 41 della Costituzione, sarebbe meglio iniziare facendo sul serio la spending review, a partire dai capitoli di spesa che sono oggi sotto gli occhi di tutti gli italiani perché contornati di episodi di corruzione: la spesa sanitaria e i costi della politica, in primis rivedendo le norme sul finanziamento pubblico ai partiti. Parafrasando il Ministro Passera, crediamo possano venire maggiori benefici dall'attuazione di ideuzze concrete su come tagliare la spesa che dall'ideona del pareggio di bilancio in Costituzione.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lavoce.info/articoli/-conti_pubblici/pagina1003023.html&quot;&gt;lavoce.info&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Lanfranco TURCI: No al pareggio di bilancio in Costituzione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/10/lanfranco-turci/no-al-pareggio-di-bilancio-in-costituzione/626650"></link>
  <updated>2012-04-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626650</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Nei prossimi giorni il Senato sarà chiamato ad approvare in seconda lettura le modifiche all’art. 81,97,117 e119 della Costituzione in materia di pareggio di bilancio.
&lt;p&gt;

Si tratterà dell’ultimo passaggio previsto dall’art. 138 C. dal momento che la Camera del Deputati ha già effettuato le due votazioni previste e il Senato ha già votato in prima lettura il 15 dicembre scorso.
&lt;p&gt;

In tutte e tre le occasioni il Parlamento si è espresso con un voto quasi unanime. Le modifiche, secondo cui «Lo Stato assicura l’equilibrio tra le entrate e le spese del proprio bilancio, tenendo conto delle fasi avverse e delle fasi favorevoli del ciclo economico» si ispirano alle dottrine dominanti in questa fase della politica europea guidata dalle destre conservatrici e neoliberiste.
&lt;p&gt;

Nel novembre del 2010 una analoga proposta costituzionale avanzata dai Repubblicani negli USA, per bloccare la politica di stimoli economici del presidente Obama, fu duramente contrastata da un alto numero di economisti, fra cui i Premi Nobel Kenneth Arrow, Peter Diamond, Eric Maskin e Robert Solow. Il capo del governo britannico, David Cameron, ha osservato recentemente che norme del genere equivalgono all’abolizione per legge del pensiero di Keynes.
&lt;p&gt;

Comunque si voglia interpretare Keynes, non c’è dubbio che si tratta dell’ultimo omaggio offerto alle “idee fallite” che stanno alla base dell’attuale crisi e che tuttora ispirano le politiche recessive e di austerity dettate dalla politica tedesca e dalla tecnocrazie europea.
&lt;p&gt;

Così come non c’è dubbio che le implicazioni delle nuove norme proposte siano molto rilevanti e compromettano gravemente per il futuro le libertà di scelta delle politiche economiche e di sviluppo del nostro paese, anche quando ci saremo auspicabilmente liberati del vincoli sottoscritti dai governi Berlusconi e Monti con il Fiscal Compact. E non vale la scusante che si tratterebbe di norme lasche, che si potranno facilmente aggirare una volta che sia cambiato il clima politico-economico italiano ed europeo. Non è vero. Ma, se anche così fosse, ci sarebbe da essere allarmati per il modo irresponsabile con cui si interviene sul testo costituzionale.
&lt;p&gt;

Quello che ancor più preoccupa è poi il silenzio corale che ha accompagnato questo processo di modifica costituzionale in corso ormai da sei mesi, mentre in altri paesi europei su questi temi e sul connesso Fiscal Compact si stanno sviluppando discussioni e confronti assai vasti e in Francia si gioca la stessa campagna elettorale per le presidenziali.
&lt;p&gt;

Questo fatto lascia allibiti. In un Paese come il nostro in cui su questione di chiacchiericcio politico si fanno spesso campagne di stampa ampiamente sopra le righe, su un tema di così rilevante portata, che tocca un cardine della Costituzione e la strumentazione della politica economica presente e futura, il silenzio è totale. Questo mi fa pensare che, da un lato, in buona parte dei parlamentari, soprattutto fra quelli del centro-sinistra, non ci sia affatto la consapevolezza di ciò che si sta approvando. Dall’altro lato che operi un silenzio interessato dei grandi mezzi di comunicazione, il cui orientamento politico-culturale è ampiamente a favore della politica neoliberista e del governo Monti. In sostanza, siamo a metà strada tra l’incultura e il calcolo politico.
&lt;p&gt;

Per queste ragioni un mese fa il Network per il socialismo europeo (associazione che raccoglie circoli e militanti della sinistra impegnati per il rinnovamento e la riorganizzazione della sinistra italiana nell’ambito del socialismo europeo) ha deciso di provare a rompere questo muro di silenzio che colpevolmente circonda le votazioni in corso nel Parlamento. Abbiamo perciò rivolto un appello ai Senatori della Repubblica affinché sia salvaguardato il diritto del popolo di intervenire sulle modifiche della Costituzione.
&lt;p&gt;

Si badi bene il nostro appello, pur illustrando le obiezioni di merito a quelle modifiche, non punta a rovesciare all’ultimo passaggio l’orientamento favorevole consolidatosi nelle prime tre votazioni di Camera e Senato. Abbiamo posto invece ai Senatori un problema di coscienza e di sensibilità democratica. Come è noto, ai sensi dell’articolo 138 della Costituzione, riapprovando il nuovo articolo 81 con la maggioranza di due terzi si escluderebbe la possibilità di promuovere un pronunciamento del popolo attraverso il referendum confermativo.
&lt;p&gt;

È ammissibile che ciò avvenga su un tema così importante? È ammissibile che ciò avvenga per opera di un Parlamento delegittimato dalla crisi politica e morale che sta squassando i partiti e le istituzioni? È ammissibile che i due terzi siano calcolati su assemblee parlamentari che, elette con una legge ipermaggioritaria, non rappresentano milioni di elettori che non hanno potuto far pesare il loro voto alle ultime elezioni politiche? Il Network per il socialismo europeo chiede dunque a tutti i senatori che avvertano la fondatezza delle nostre osservazioni di accordarsi in maniera bipartisan per evitare la maggioranza dei due terzi e lasciare aperta la possibilità di una futura verifica popolare.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/no-al-pareggio-di-bilancio-in-costituzione/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega-online&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Paolo FERRERO: Appello a Bersani e Di Pietro: Su pareggio di bilancio fate decidere i cittadini! </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/10/paolo-ferrero/appello-a-bersani-e-di-pietro-su-pareggio-di-bilancio-fate-decidere-i-cittadini/626649"></link>
  <updated>2012-04-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626649</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Il Senato discuterà e voterà con una maggioranza bulgara l’introduzione del pareggio di bilancio in Costituzione: si tratta di un totale rovesciamento dei principi contenuti nell’articolo 81 della Carta, che disciplina le regole essenziali del bilancio dello Stato. Con questa modifica, dettata al governo dall’Ue, si mettono di fatto fuori legge l’intervento pubblico in economia e lo stato sociale.
&lt;p&gt; Con il pareggio di bilancio, infatti, in un periodo di recessione come questo, si decide che lo Stato non può investire più nel pubblico perché il rapporto entrate-uscite dev’essere pari: se questo fosse successo nel secondo dopoguerra non avremmo avuto la possibilità di ricostruire il Paese. 
&lt;p&gt;Vuol dire ammazzare lo stato sociale: non è giusto che si decida una cosa tanto grave senza chiedere ai cittadini. Devono essere gli elettori ad esprimersi: chiediamo ai senatori di non approvare questa modifica con una maggioranza di 2/3, in modo da poter fare il referendum su questo provvedimento.
&lt;p&gt;

Per questi motivi saremo con il comitato No Debito domani alle 16 davanti al Senato per chiedere ai senatori di non arrivare ai due terzi – la maggioranza richiesta per evitare il referendum tra i cittadini - e dare la possibilità agli italiani di pronunciarsi con un referendum».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2012/4/10/21542-video-appello-di-ferrero-a-bersani-e-di-pietro-su-pareggio/&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>MARINA STACCIOLI: STOP ALL’ESM, “LO STATO SI STA SVENDENDO AI BUROCRATI DI BRUXELLES” </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/03/marina-staccioli/stop-all%E2%80%99esm-%E2%80%9Clo-stato-si-sta-svendendo-ai-burocrati-di-bruxelles%E2%80%9D/626628"></link>
  <updated>2012-04-03T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626628</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Toscana (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Con Locci presentata una mozione contro l’attribuzione del fondo “Salva Stati” a un organismo finanziario internazionale.
&lt;p&gt;

“Fermiamo la deriva tecnocratica della politica italiana ed europea. Il Consiglio regionale si esprima compatto contro l’attribuzione ad un’organizzazione finanziaria del fondo Salva Stati”. 
&lt;p&gt;I consiglieri Dario Locci e Marina Staccioli (Gruppo Misto) sono pronti a mandare un forte segnale &lt;b&gt;contro il trattato ESM&lt;/b&gt;, che sbarcherà a breve in Parlamento. Lo faranno attraverso una mozione, che sarà discussa in Aula nella seduta di domani. 
&lt;p&gt;“&lt;b&gt;Il trattato ESM&lt;/b&gt; non è solo un insieme di regole finalizzate ad ottenere la stabilità finanziaria della ‘zona euro’: si tratta di un documento che disciplina l’istituzione di un organismo finanziario internazionale, all’interno del quale i Paesi aderenti dovranno negoziare scelte di politica nazionale, non in qualità di Stati sovrani, ma di soci e di debitori, al fine di ottenere la liquidità necessaria per evitare il default”. 
&lt;p&gt;“Gli Stati europei stanno abdicando al proprio ruolo mettendo la politica nazionale nelle mani di un gruppo di banchieri, che di fatto detterà la linea dei Governi. Basta guardare ciò che sta succedendo alla Grecia per rendersene conto. Ma se Spagna, Portogallo e Irlanda hanno deciso di sottoporre la questione a referendum popolare, l’Italia sembra propensa a farla passare sottotraccia. Eppure siamo i prossimi sulla lista tra coloro che potrebbero dover chinare la testa di fronte a questo implacabile meccanismo”. 
&lt;p&gt;Tagli alle pensioni, riduzione dei salari minimi, privatizzazioni selvagge: questo il prezzo da pagare per aver ratificato il trattato, secondo i due consiglieri.
&lt;p&gt; “Senza contare il fatto che tutti i membri di questo organismo finanziario, compresi quelli dello staff sarebbero immuni da procedimenti legali in relazione ad atti da essi compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni. Avranno dunque le mani completamente libere”. 
&lt;p&gt;Il Parlamento Europeo si è già espresso a favore di questo trattato, con 494 voti favorevoli, “il che significa che la maggioranza delle forze politiche è d’accordo su questo imbroglio – accusano Locci e Staccioli – e la stessa cosa si è ripetuta nelle commissioni parlamentari”. 
&lt;p&gt;“Ci appelliamo al Consiglio regionale e ai parlamentari toscani affinché si informino e riflettano su questa questione: l’autonomia degli Stati e il ruolo dei parlamenti democraticamente eletti non possono essere svenduti in nome dell’euro”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/comunicati-stampa-dei-gruppi-politici/comunicato/testo_comunicato.asp?id=9221&amp;filtro&quot;&gt;Consiglio Regionale della Toscana&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Massimo DONADI: Un referendum nel 2014 per abrogare il finanziamento ai partiti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/20/massimo-donadi/un-referendum-nel-2014-per-abrogare-il-finanziamento-ai-partiti/625868"></link>
  <updated>2012-03-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625868</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Negli ultimi 10 anni i partiti hanno ricevuto 2 miliardi di euro ma li hanno gestiti senza alcun obbligo legale, senza dover dimostrare come li hanno spesi perchè non esiste una legge che li obbliga a farlo&quot;.
&lt;p&gt; &quot;Se quello di Lusi è l'unico caso di appropriazione indebita sarebbe un miracolo visto che non esiste un organo che controlli le spese dei partiti. In queste condizioni non si può andare avanti, perciò l'unica via resta l'accetta del referendum&quot;.
&lt;p&gt;&quot;Esiste un dubbio normativo da chiarire sulla raccolta delle firme, perchè secondo un'interpretazione questa non si può svolgere un anno prima delle elezioni, secondo un'altra il divieto riguarda l'anno solare, a prescindere da questo noi garantiamo che raccoglieremo tutte le firme necessarie e nel 2014 si terrà il referendum. La politica ha due anni di tempo per un sussulto di dignità per dar vita ad un finanziamento decente e dentro la legalità, altrimenti c'è la ghigliottina del voto popolare&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.virgilio.it/politica/idv-referendum-per-abrogare-finanziamento-ai-partiti_164790.html&quot;&gt;TMNews&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Alberto Lucarelli: La rete dei comuni per i beni comuni: le prime azioni concrete da compiere </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/28/alberto-lucarelli/la-rete-dei-comuni-per-i-beni-comuni-le-prime-azioni-concrete-da-compiere/625477"></link>
  <updated>2012-01-28T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625477</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Napoli (NA) (Partito: Lista Civica - Cen-Sin) - Assessore  Comune Napoli (NA) (Partito: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Partendo dalle esperienze delle democrazie locali e dei movimenti, vogliamo tessere le principali tappe di un percorso ambizioso e articolato: la Rete dei Comuni per i Beni Comuni. Un percorso che deve articolarsi in due modalità di azioni che possono anche muoversi con la stessa tempistica: esercizio di azioni politico-amministrative locali concrete; rivendicazioni, resistenza e disobbedienza civile verso atti statali illegittimi ed incostituzionali.
&lt;p&gt;

Comincio ad indicare quelle azioni che i comuni, sospinti dalle pratiche sociali, potrebbero far partire da domani. Ne indico ovviamente solo alcune a titolo esemplificativo:
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;1.&lt;/b&gt; In primo luogo, in attuazione della volontà referendaria espressa da 27 milioni di italiani lo scorso giugno, i Comuni devono impegnarsi, attraverso un patto federativo, a gestire l’acqua attraverso un modello pubblico partecipato. Come abbiamo fatto a Napoli con Abc.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;2.&lt;/b&gt; I comuni devono eliminare dalla tariffa il 7% relativo alla remunerazione del capitale investito. Ovvero uscire dalla logica del profitto.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;3.&lt;/b&gt; Si invitano, pertanto, i sindaci delle città che organizzano il servizio idrico integrato mediante società per azioni a totale capitale pubblico (Milano, Torino, Palermo, Venezia, ecc.) a siglare un patto da subito per transitare tutti verso una gestione del servizio per il tramite di aziende speciali, seguendo l’iter indicato da Napoli.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;4.&lt;/b&gt; Si invitano i Comuni all’adozione di piani energetici orientati ad un più razionale utilizzo delle risorse, nell’interesse delle generazioni future.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;5.&lt;/b&gt; Costruire da subito un patto tra amministrazioni e cittadini in difesa dei diritti delle generazioni future per la formulazione di un piano d’azione per l’energia sostenibile.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;6.&lt;/b&gt; Uscire da subito dal circuito affaristico di inceneritori e discariche e dimostrare che la gestione dei rifiuti possa fondarsi sulla politica delle “R”, piuttosto che su discariche ed inceneritori.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;7.&lt;/b&gt; Che la tutela dell’aria e la qualità della vita nelle città passino sempre più attraverso la predisposizione di ampie Ztl.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;8.&lt;/b&gt; Con una prospettiva di radicale riforma della mobilità urbana, occorre trasformare vie e piazze in giardini, spazi di gioco e incontro: in beni comuni a vocazione sociale.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;9.&lt;/b&gt; Definire e gestire il territorio bene comune significa arrestare il consumo di suolo e fronteggiare qualsivoglia forma di condono.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;10.&lt;/b&gt; Lo sviluppo urbanistico deve accettare limiti rigidi all’espansione su suoli agricoli, trovando spazi nella rottamazione degli edifici di bassa qualità, energeticamente inefficienti, riusando le aree già compromesse. Occorre riconquistare lo spirito di appartenenza al proprio territorio.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;11.&lt;/b&gt; Immaginare reti di distribuzione locale di prodotti biologici per operare una sinergia fra le città e le campagne circostanti. Creare opportunità di eco-lavoro cooperativo per far cessare le forme più intollerabili di precarietà e sfruttamento.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;12.&lt;/b&gt; Creare laboratori permanenti di consultazione dei cittadini dando loro la possibilità di deliberare ed incidere concretamente sulle grandi scelte operanti nelle città; in particolari quelle che attengono al governo ed alla gestione dei beni comuni.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;13.&lt;/b&gt; Nella grandi metropoli il governo dei beni comuni non può che passare attraverso un discorso serio sulla Città metropolitana e della democrazia di prossimità, non già quali ulteriori luogo di mera rappresentanza.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;14.&lt;/b&gt; Le istituzioni comunali, in quanto enti esponenziali delle comunità presenti sul territorio, devono impegnarsi a porre in essere politiche inclusive sul versante della rappresentanza, aprendosi, ad esempio, alla partecipazione dei migranti, ed ai minorenni (penso alla loro partecipazione ai referendum consultivi) ponendo il problema politico della doppia cittadinanza e dello ius soli per tutti.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;15.&lt;/b&gt; In sede locale vanno rafforzati tutti gli strumenti di democrazia diretta, quali i referendum abrogativi, consultivi, propositivi.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;16.&lt;/b&gt; I Comuni da subito, insieme ai movimenti, anche utilizzando alcuni strumenti del Trattato di Lisbona devono, da subito, promuovere e costruire una Carta Europea dei Beni Comuni, così come deliberato dal Comune di Napoli, mediante la quale inserire la nozione di bene comune tra i valori fondanti dell’Unione e fronteggiare la dimensione mercantile del diritto comunitario.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;17.&lt;/b&gt; Da subito i Comuni, infine, potrebbero modificare i propri statuti per introdurre la nozione di bene comune, non soltanto simbolica, ma capace di influenzare le politiche pubbliche locali.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;18.&lt;/b&gt; Occorre lavorare per il pieno accesso gratuito alla rete.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;19.&lt;/b&gt; Le istituzioni pubbliche della cultura devono agire come reali istituzioni culturali e non come strumenti politici o finanziari. Soltanto in questo modo i loro organi potranno garantire serietà nella valutazione dei progetti e loro credibilità internazionale.(…)
&lt;p&gt;

Da Napoli dunque dovrà uscire una carta da consegnare al Capo dello Stato e al governo nella quale evidenziare tutti gli atti eversivi e incostituzionali che hanno progressivamente reso impossibile il funzionamento dei governi locali e soprattutto l’erogazione di servizi sociali tesi al soddisfacimento dei diritti fondamentali. (…)

&lt;p&gt;
La Rete dei Comuni per i Beni Comuni è pronta costituire un modello alternativo di democrazia, oltre l’orizzonte attuale. Occorre però avere la forza, la compattezza , il coraggio di liberarsi o di resistere a tutte quelle leggi che danno al saccheggio il crisma della legalità. Occorre avere il coraggio, la forza, ma anche l’entusiasmo, di sperimentare pratiche alternative di democrazia, anche attraverso la ricerca di forme organizzative più adeguate allo stato di cose presenti.

&lt;p&gt;
Modelli di coordinamento e di pratica collettiva meno obsoleti rispetto a quelli che stanno facendo naufragio. Mai più forme di leaderismo, di personalismo di autoreferenzialità, ma azioni coordinate da una molteplicità di soggetti, al fine di mettere in connessione diversità culturali, etniche, linguistiche. Un laboratorio in grado di superare la separatezza, fondato sull’inclusione e sulla contaminazione dei diversi. Proviamoci! Insieme possiamo riuscirci.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;N.B.&lt;/b&gt; Qui pubblicata è una parte dell’intervento di apertura al Forum dei Comuni sui  Beni Comuni e sulla democrazia partecipata. Ricordiamo che il Forum si è tenuto presso il Comune di Napoli.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://comunicare56.wordpress.com/2012/02/22/la-rete-dei-comuni-per-i-beni-comuni-le-prime-azioni-concrete-da-compier/&quot;&gt;il Manifesto / comunicare56.wordpress.com&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI: Legge elettorale:ora intesa larga e trasparente</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/13/dario-franceschini/legge-elettoraleora-intesa-larga-e-trasparente/622986"></link>
  <updated>2012-01-13T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>622986</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;''Al di la' delle chiacchiere, le valutazioni della Consulta sono di carattere giuridico, costituzionale, non politico. E non si puo' commentarle con un mi piace o non mi piace''. Lo afferma all'Unita' il capogruppo del Pd alla Camera, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, a proposito del 'no' della Corte all'ammissibilita' dei quesiti referendari sulla legge elettorale, in un'intervista a &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6820&quot;&gt;&lt;b&gt;L'Unità&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;p&gt;

Quanto alle parole del leader Idv, &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; sottolinea: ''Faccio fatica a commentare assurdita' simili, incredibili attacchi al Capo dello Stato. Di Pietro soltanto ieri aveva detto che avrebbe rispettato il responso della Consulta, qualunque fosse. E oggi usa parole di una simile violenza''. Per &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; ci sono le condizioni per approvare una nuova legge elettorale: ''Io sono abbastanza ottimista. Nessuno capirebbe, che si tratti di elettori di destra o sinistra, se il Parlamento avendo piu' di un anno davanti e con un clima di sostanziale tregua non facesse una legge elettorale. La gente ci correrebbe dietro, e a ragione. Neanche chi preferisce questa legge potra' sottrarsi''. Serve un'intesa ''il piu' possibile larga che coinvolga anche Idv, Lega e anche le forze come Sel che non sono in Parlamento''.
&lt;p&gt;

''Dobbiamo mettere in condizione di governare chi vincera' le prossime elezioni - spiega &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; -, quindi dobbiamo anche riformare i regolamenti parlamentari e il sistema bicamerale. Per approvare una nuova legge elettorale bisogna prima sapere se ci sara' una sola Camera e quanti saranno i parlamentari. Naturalmente non si puo' aspettare la fine del percorso costituzionale. E allora serve un accordo politico trasparente in cui si stabilisca qual e' la cornice istituzionale''.

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6820&quot;&gt;&lt;b&gt;Intervista a Dario Franceschini - L'Unità&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6820&quot;&gt;L'Unità&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>ELEONORA ARTESIO: Piemonte, la Giunta regionale ha paura del referendum sulla caccia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/09/eleonora-artesio/piemonte-la-giunta-regionale-ha-paura-del-referendum-sulla-caccia/622947"></link>
  <updated>2012-01-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>622947</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Lista di elezione: FdS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nel corso della Commissione Agricoltura odierna, a fronte della presentazione di diverse proposte di legge sulla caccia, la Giunta Regionale – attraverso l'Assessore Sacchetto - ha presentato un emendamento alla pdl della maggioranza che, abrogando la legge di riferimento, fa decadere la radice delle diverse proposte e, di fatto, annulla il referendum sulla caccia.&lt;br /&gt;

Nel 2012 saranno 25 anni che il Piemonte aspetta il referendum sulla caccia: nella primavera-estate del 1987 infatti nella nostra Regione vengono raccolte circa 60.000 firme in calce alla richiesta di un referendum regionale che chiede l'abrogazione di alcuni articoli della Legge Regionale 60/79, la normativa allora vigente in materia di caccia. La storia travagliata dell'ammissibilità del referendum passa poi attraverso diverse sentenze dei tribunali amministrativi e, dopo 25 anni e 9 gradi di giudizio, il referendum si sarebbe dovuto tenere in una domenica tra il 15 aprile e il 15 giugno.&lt;br /&gt;

Con questo trucco la Giunta prova ad evitare il ricorso alla democrazia, alla volontà popolare e al giudizio dei cittadini su un tema così delicato. Come opposizione abbiamo scritto al Presidente del Consiglio Cattaneo perché intervenga a sanare questa situazione che è dubbia sul piano formale e inopportuna sul piano delle relazioni politiche, oltre che offensiva verso il Comitato Referendario e i cittadini che si sarebbero dovuti esprimere.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.nuovasocieta.it/torino/item/31152-piemonte-la-giunta-regionale-ha-paura-del-referendum-sulla-caccia.html&quot;&gt;www.nuovasocieta.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI: Autenticazione firme: stupisce la reazione di Di Pietro</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/12/18/dario-franceschini/autenticazione-firme-stupisce-la-reazione-di-di-pietro/622820"></link>
  <updated>2011-12-18T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>622820</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Capisco la voglia di strumentalizzare e cavalcare ogni cosa, ma a tutto c'è un limite. La proposta di legge sull'autenticazione delle firme è conosciuta da mesi, essendo in calendario della Commissione Affari Costituzionali e in quello dell'Aula. Io stesso ne ho parlato da tempo personalmente con tutti i capigruppo, compreso quello dell'IdV&quot;. Lo ha affermato &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;. &quot;E mi stupisco della reazione di Di Pietro, sempre così guardiano delle questioni di legalità. Il referendum non c'entra nulla. Si tratta solo di ritornare alle norme per l'autenticazione delle firme che sono state in vigore per 50 anni per ogni tipo di elezione e che affidavano la possibilità di autenticare le firme a notai, cancellieri, segretari comunali e sindaci&quot;. &quot;Come Di Pietro dovrebbe sapere bene, da quando questa facoltà di autentica è stata estesa a consiglieri comunali, circoscrizionali etc - aggiunge &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - si è moltiplicato il numero di inchieste su firme false. L'IdV si sottrae ad una necessaria battaglia di legalità e trasparenza?&quot;

()
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6662&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Paolo FERRERO: Primarie ma di programma e poi subito alle urne. Per uscire a sinistra dalla crisi  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/09/paolo-ferrero/primarie-ma-di-programma-e-poi-subito-alle-urne-per-uscire-a-sinistra-dalla-crisi-intervista/618003"></link>
  <updated>2011-11-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>618003</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&quot;Il governo se ne andrà e per questo stasera brindiamo&quot;, esordisce Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista mentre i tg di prima serata danno conto di quanto avvenuto al Colle - l'ostinazione di Berlusconi ha demolito la credibilità non solo del governo ma più complessivamente della politica, della stessa democrazia. Sembra di assistere ad una Weimar al rallentatore, c'è una crisi palese del regime, della seconda repubblica.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;C'è anche un recentissimo sondaggio che conforta questa osservazione: due terzi degli intervistati ritiene che, per uscire dalla crisi economica la prima misura sia abbattere i costi della politica, solo un terzo crede che sia più utile una patrimoniale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

L'antipolitica - intesa come sfiducia radicale nella politica - ha ormai una dimensione di massa. In realtà noi abbiamo dinnanzi due ipotesi, che si alimentano a vicenda, di uscita a destra dalla crisi del governo e della democrazia. Da un lato il governo tecnico che sarebbe un governo tecnocratico, cioè il governo della Bce e non del popolo italiano. Pensa alla Grecia che non ha nemmeno potuto decidere di fare un referendum sulle sue politiche. Dall'altra l'ipotesi populista che ancora non ha dato il peggio di sè. Pensa se Berlusconi potesse uscire da questa situazione gridando al ribaltone. E pensa alla Lega che, finora, è rimasta imbrigliata nel governo e ha dovuto stare al gioco. Se l'esito dovesse essere il governo tecnico la Lega già ha detto che ne resterà fuori, possiamo immaginarci che tipo di campagna di nazionalismo secessionista e razzista potrebbe fare. Esiste il rischio di un'uscita ancora più a destra dalla crisi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E' addirittura un passo indietro rispetto al quadro angusto dato dal bipolarismo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Infatti, la dialettica rischia di essere tra tecnocrati e populismo di destra. Per questo siamo contrarissimi ad un governo tecnico e proponiamo la via maestra delle elezioni. Di fronte ad una crisi politica occorre ridare la parola al popolo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L'obiezione più gettonata è che questo sistema elettorale è improponibile.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Nessuna controindicazione, compreso il voto con il Porcellum è maggiore della controindicazione della ricostruzione di un governo di destra o del governo tecnocratico guidato da Monti o similari con il corollario di una opposizione razzista allo stesso. Occorre andare a votare il prima possibile per uscire dalla palude.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Viene molto utilizzata la suggestione della transizione di vent'anni fa tra prima e seconda repubblica. Si fa perfino il nome di Amato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Beh, quella transizione è stata un disastro di cui ancora paghiamo le conseguenze e a cui Rifondazione comunista si è opposta con tutte le sue forze. Oggi sarebbe anche peggio perchè la crisi macina molto di più e perchè la crisi delle istituzioni è assai maggiore.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E come affrontare le urne in queste condizioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Noi proponiamo un fronte democratico per battere le destre che veda l'alleanza della sinistra con il centrosinistra, senza i centristi. Pur non vedendo le condizioni per governare insieme al Pd, siamo interessati alla maggiore discontinuità possibile sia sul piano democratico che sociale. Nella realtà e nella percezione della nostra gente c'è la necessità di cacciare Berlusconi. Visto che il sistema elettorale è maggioritario noi dobbiamo stare in sintonia con questa necessità e questo sentimento e contribuire alla cacciata di Berlusconi. Parallelamente poniamo al centrosinistra il tema della democrazia e della partecipazione: per questo proponiamo le primarie di programma, per far decidere al popolo dell'opposizione non solo chi dovrà governare ma per fare cosa. Al rischio di uscita a destra dalla crisi - nelle sue varianti tecnocratiche e populiste - noi dobbiamo proporre una uscita da sinistra. Nel popolo del centrosinistra non la pensano tutti come Renzi: dobbiamo costruire una sponda politica per quei contenuti e attivare delle forme di partecipazione diffusa.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma così come si declina un'altra necessità, quella dell'autonomia politica della sinistra dal quadro dato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Allargando la sfera della democrazia. Ho detto delle primarie di programma. Dobbiamo costruire un referendum sui vincoli europei, anche in forma autogestita. Così come stiamo predisponendo con altre forze una campagna referendaria su cui raccogliere le firme a partire da gennaio. Esiste già un fronte ampio contro l'articolo 8. Stiamo discutendo anche sulla legge 30 e su quesiti che consentano di ripristinare il proporzionale. Se raccogliamo le firme a gennaio si voterebbe qui referendum un anno dopo le elezioni e questo sarebbe un modo assai efficace per intervenire dentro la politica da parte della società.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi con le elezioni determinare il quadro politico migliore possibile e poi nella società cambiare i rapporti di forza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

E' chiaro che cacciare Berlusconi non risolverà il problema dell'alternativa, dunque le primarie, i referendum, l'azione dei movimenti determinerebbero la possibilità di interagire col quadro politico con una forza esterna. La dialettica parlamentare non può esaurire la ricerca della costruzione dell'alternativa, perciò dobbiamo costruire la forza nella società. Ma c'è anche una ragione di fondo nella ricerca di forme di democrazia diretta: dentro questa crisi economica c'è la crisi della democrazia rappresentativa. Nel neoliberismo, attraverso le politiche fatte dagli stati c'è stato un passaggio di poteri dagli stati alla finanza, dai parlamenti ai governi e da questi al direttorio Bce/Germania.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche da questo si percepisce come gli spazi per la politica siano strettissimi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La politica, applicando politiche neoliberiste, ha scelto di non contare lasciando fare ai potentati economici. Da un lato c'è una crisi fortissima di legittimità, dall'altro, però, c'è una fortissima domanda di democrazia spesso deviata dai mass media in termini &quot;anti-casta&quot;. Noi invece dobbiamo saper riconoscere la domanda sociale come domanda di potere: in Molise, alle recenti regionali ha votato meno gente che ai referendum di giugno che hanno incarnato questa domanda sociale di partecipazione. Della stessa cosa ci parlano le esperienze della Val di Susa, della Fiom, del 15 ottobre che, al di là di tutto è stata in Italia la più grande piazza di quel giorno. Ma tutto ciò non ha uno sbocco politico. Che siano su Vendola, o sulla variante più di destra Renzi, le primarie sono una sussunzione di quella voglia di partecipazione dentro un meccanismo di iperdelega al leader carismatico. Dalla delega al partito alla delega al leader. Pensa che solo la Fds e il Pd non hanno il nome del capo sul simbolo elettorale. Le primarie di programma sono utili a individuare dei nodi - no alla guerra e alle spese militari, no alla precarietà, sì ai beni comuni e alle ripubblicizzazioni - da indicare al centrosinistra perchè si scelga non solo chi ma che cosa fare.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma come è possibile ricostruire spazi di democrazia partecipata ed efficace? Esiste il problema di &quot;un nuovo che non nasce&quot;?.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

I problemi sono tanti, occorre lavorarci in direzione della socializzazione della democrazia. Oggi i referendum non hanno più la sola valenza di fotografare lo scarto tra paese reale e paese formale. Oggi possono avere una valenza costituente di soggettività. Per questo seguiamo l'esperienza dei movimenti per l'acqua (parteciperemo alla manifestazione nazionale del 26 novembre e stiamo dentro a tutte le sperimentazioni di costruzione della soggettività della società civile con interessi antagonisti alla grande finanza. Ma per questo serve che si trovino forme persistenti di autorganizzazione, di contropotere dal basso. Penso che in tutta Italia si debba agire come si agisce in Val di Susa. E poi la politica va riconnessa al fare. &lt;br /&gt;
Ecco perchè siamo l'unico partito a spalare fango a Genova, l'unico a intervenire nel terremoto, a fare i Gap. Le condizioni per l'alternativa nascono nella densità sociale che si contribuisce a ricostruire.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma chi potrebbero essere gli interlocutori di questa ricerca?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Coloro che hanno fatto l'opposizione sociale in questi anni. A differenza di altre fasi storiche, l'elemento democratico è costituente. Nella sua crisi, il capitalismo cerca di restringere la partecipazione per restituire, come nell'Ottocento, il potere ai padroni e ai banchieri riducendo il conflitto sociale a problema di ordine pubblico. Noi, al contrario, dobbiamo favorire l'irruzione delle masse nello spazio pubblico. Noi vogliamo aggregare la sinistra di alternativa a partire dalla ricostruzione della soggettività, la sinistra che opera per rompere il senso di impotenza, che &quot;aiuta&quot; - come diceva Vittorio Foa - la gente a governarsi da sé. Per tutto questo la sinistra d'alternativa deve essere in grado di non subire, di non farsi sovradeterminare, dal falso movimento del bipolarismo che ci vorrebbe o marginali o allineati.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2011/11/9/17244-primarie-ma-di-programma-e-poi-subito-alle-urne-per-uscire/&quot;&gt;Liberazione - Checchino Antonini&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI: Referendum: firme dei nostri militanti dimostrano il nostro sostegno</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/04/dario-franceschini/referendum-firme-dei-nostri-militanti-dimostrano-il-nostro-sostegno/609704"></link>
  <updated>2011-10-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>609704</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Il sostegno del Pd al referendum è dimostrato dalle centinaia di migliaia di militanti che hanno firmato, me compreso&quot;. Così il capogruppo democratico alla Camera, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6294&quot;&gt;intervistato dall'Avvenire&lt;/a&gt;. &quot;Non è la soluzione migliore - aggiunge - ma è cento volte meglio del 'Porcellum'&quot;. &quot;La linea del partito ribadita da Bersani e votata dalla Direzione è quella di un governo di transizione guidato da una personabilità di grande credibilità internazionale, che affronti la crisi e cambi la legge elettorale&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;Nell'immediato - spiega - servirebbe un governo di transizione che completi la legislatura che superi Berlusconi, e continuo a pensare che la proposta del Pd di un'alleanza tra le forze che oggi sono all'opposizione è necessaria, perché ci sarà da fare un lavoro ciclopico per ricostruire il Paese e non può farlo una maggioranza risicata&quot;.

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6294&quot;&gt;&lt;b&gt;Intervista a Dario Franceschini - Avvenire&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20111004-referendum-franceschini-pd-firme-dei-militanti-dimostrano-nostro-sostegno&quot;&gt;Agen Parl&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Patrizia TOIA: “Si cambi la legge elettorale e si torni subito alle urne”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/03/patrizia-toia/%E2%80%9Csi-cambi-la-legge-elettorale-e-si-torni-subito-alle-urne%E2%80%9D/609684"></link>
  <updated>2011-10-03T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>609684</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“I dati sulla raccolta delle firme per cambiare la legge elettorale mostrano chiaramente la voglia dei cittadini di riappropriarsi della possibilità di scegliere i loro rappresentanti”. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;E' il commento di Patrizia Toia, deputata europea del Partito Democratico&lt;/i&gt;. 
&lt;p&gt;

“È ridicolo il gioco di tira e molla che stanno facendo esponenti del governo (compresi i ministri della Lega, autori del Porcellum) su questa materia: i cittadini, con questo milione e duecentodiecimila firme, hanno detto chiaramente che la legge elettorale va cambiata.
&lt;p&gt;
Il Parlamento si impegni da subito in un percorso che porti a dare ascolto alle richieste giunte dai cittadini italiani e poi si torni alle urne”. 
&lt;p&gt;

“Dopo i risultati della tornata elettorale delle amministrative, dopo i risultati dei referendum di giugno, con questo milione e duecentodiecimila firme ancora una volta si è manifestata in modo inequivocabile la voglia di partecipazione da parte della società civile, che non ha più alcuna fiducia nel governo e non è più possibile che si continui a fare finta che nulla sia accaduto. &lt;br /&gt;

Se si rivelasse impraticabile avviare e concludere un percorso di modifica della legge elettorale con questo Parlamento, si torni, quindi, subito alle urne, prendendo l’impegno solenne di trovare altre formule per garantire ai cittadini scelte partecipate per eleggere i candidati”.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>William TAMI: DA VENEZIA IL TUONO DI BOSSI: “Referendum e Secessione”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/20/william-tami/da-venezia-il-tuono-di-bossi-%E2%80%9Creferendum-e-secessione%E2%80%9D/609514"></link>
  <updated>2011-09-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>609514</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Pavia di Udine (UD) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Umberto Bossi, dopo le parole del Monviso, torna alla carica da Venezia. &quot;Adesso basta. Il popolo non può vivere schiavo del centralismo, abbiamo diritto alla nostra libertà, e abbiamo la forza per ottenerla se fosse necessario. L'importante è che ci siano milioni di persone pronte a combattere, fate bene i conti. La faremo finita con questi ladrocini imperanti, e vogliono anche avere ragione&quot;. 
Il Senatùr e leader della Lega Nord, alla festa dei popoli padani, torna a parlare di secessione, e rilancia la &quot;via democratica, forse anche attraverso un referendum, perché un popolo importante e lavoratore come il nostro non può continuare a mantenere l'Italia&quot;. 
Il Senatùr così, prima della secessione con l'esercito padano, mira ad ottenerla per via referendaria. &quot;Abbiamo salvato noi della Lega le pensioni, se non c'eravamo noi non so come finiva. Ma l'abbiamo spuntata. Dicono che io mostro il dito - ha proseguito -, sì! Io mostro il dito perché so che cosa vuol dire aver lavorato una vita e non essere sicuri di avere la pensione. Eravamo in pochi, ma la vecchia Lega ce l'ha fatta. Abbiamo fatto resistenza e alla fine abbiamo convinto Berlusconi e Tremonti&quot;. 
Poi la conclusione del discorso di Bossi: &quot;Sono contento, la battaglia sulle pensioni l'abbiamo fatta per voi, l'abbiamo fatta per i vecchietti, come quello che in un supermercato di Milano era stato beccato a rubare una bistecca perché era lì senza soldi&quot;.

&quot;Bossi il leader&quot; - Nei giorni scorsi Bossi aveva fatto tremare il governo: &quot;Il 2013? E' lontano. E queste parole del Senatùr sono state poi riprese e confermate a Venezia anche dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, che ha spiegato come il governo, dal punto di vista leghista, andrà avanti finché lo dirà il Senatùr. Maroni ha ammesso: &quot;Andare avanti è difficle&quot;, e ha poi aggiunto che per il Carroccio &quot;il governo non è un mezzo ma un fine per combattere la nostra battaglia sul federalismo e ci saremo fino a quando ce lo dirà Umberto Bossi&quot;. Alla festa del Carroccio ha parlato anche Roberto Calderoli: &quot;Il nostro è un governo politico, gli altri sono degli inciuci&quot;. Il ministro per la Semplificazione chiude così a un governo tecnico: &quot;La maggioranza è quella del Parlamento, il nostro obiettivo è mantenere la coalizione fino alla fine&quot;.

Caso-Senatùr - A tener banco alla festa dei popoli padani è il 'caso-Bossi'. In pensione? Per Calderoli non se ne parla proprio: lo ha spiegato ai cronisti a margine dell'evento. Al giornalista che gli chiedeva se il Senatùr dovrebbe ritirarsi, il ministro ha risposto: &quot;Probabilmente in pensione dovrebbe andarci lei&quot;. Quindi Calderoli, nel corso del suo intervento, ha difeso l'unità del partito respingendo le voci giornalistiche che parlano di forti frizioni interne tra le anime del partito. &quot;Vorrei anche tirare le orecchie a qualcuno che dice: 'Bisogna far di qui, bisogna far di lì' - ha tuonato Calderoli -, e poi gli danno spazio sui giornali perché parla fuori dal coro. No ai fratelli coltelli - ha proseguito - come fa qualcuno. Se non c'era Bossi non c'era la Lega&quot;. Quindi una frase di forte impatto: &quot;Io, Maroni e gli altri di noi non saremmo un cazzo senza Bossi. Ricordo ai più realisti del re che senza Bossi non sarebbe niente&quot;:

Legge elettorale e secessione - Calderoli ha poi affrontato altri due temi caldi. Il primo, quello delle elezioni: &quot;Se c'è la volontà di cambiare la legge elettorale è meglio farlo in Parlamento e non con il taglia incolla delle proposte del referendum. Per me ha più senso cambiare la Costituzione&quot;. Il secondo, la secessione invocata da Bossi sul Monviso. &quot;La secessione? Questo è l'antidoto: il modello padano. Se c'è ascolto su questo modello bene, altrimenti...&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://leganordpaviadiudine.blogspot.com/&quot;&gt;Privata&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI: Legge elettorale: tutto il Pd sostenga il referendum</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/31/dario-franceschini/legge-elettorale-tutto-il-pd-sostenga-il-referendum/608014"></link>
  <updated>2011-08-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>608014</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; ''Lanciamo tutto il Pd nella battaglia a sostegno del referendum per cancellare la legge porcata''. E' la sfida del presidente dei deputati del Pd, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, lanciata con &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6181&quot;&gt;un'intervista al quotidiano 'La Repubblica'&lt;/a&gt; nella quale chiarisce di non aver ancora firmato per il referendum perche' a causa del suo ruolo di capogruppo ''sarebbe sembrato un modo per fare bella figura. Sono convinto che la mia firma ci sara' presto insieme a quelle di centinaia di migliaia di democratici raccolte dal Pd''.
&lt;p&gt;

Il termine ultimo per la raccolta della firme e' il 30 settembre e quindi serve ''un impegno molto forte, ma possiamo farcela. Impegnando il partito, i suoi militanti e le sue strutture nel sostegno pieno al comitato referendario che ha proposto l'iniziativa. Questo e' quel che proporro' domani nella riunione del coordinamento del Pd''. Anche perche', secondo &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;, in Parlamento, ''realisticamente, anche se ci sono maldipancia nella maggioranza sul Porcellum, i numeri per farlo saltare sono lontani''. Quanto al segretario Pier Luigi Bersani che resta al momento fuori dalla corsa referendaria, &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; spiega che Bersani e' appunto ''il segretario'' e ''fa bene a non schierare il Pd senza passare prima per una consultazione collegiale. E' quella che faremo domani. Io chiedero' un deciso passo avanti nell'impegno''.

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6181&quot;&gt;&lt;b&gt;Intervista a Franceschini - Repubblica&gt;&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6181&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>GIUSEPPE CIVATI: Nel 2006 bastava un Sì per tagliare i parlamentari</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/20/giuseppe-civati/nel-2006-bastava-un-s%C3%AC-per-tagliare-i-parlamentari/590197"></link>
  <updated>2011-07-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590197</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nel 2006 bastava un Sì per tagliare i parlamentari
Ma la verità è che per la prima volta, in quell’occasione, si era arrivati davvero vicini a cambiare la struttura della Stato. E nello stesso tempo vicinissimi a ridurre il numero dei parlamentari. «Basta parlare, bisogna fare qualcosa», sentiamo ripetere in questi giorni. Sicuro. Ma i partiti e i movimenti che ora si stracciano le vesti dicendo «facciamo qualcosa», allora fecero assai più di qualcosa. Fecero di tutto. Per bloccare i tagli ai costi della politica.
………….
Per favore, qualcuno glielo spieghi al popolo viola, agli scatenati dell’Idv, ai pasdaran di Grillo. E anche a quel bravo ragazzo di Pippo Civati, volto educato dei rottamatori Pd, che nei giorni scorsi ha avuto un’idea geniale (ma proprio molto geniale) e l’ha pubblicata sul blog: &lt;b&gt;«Ho pensato che un referendum sui costi della politica farebbe bene a questo Paese...».&lt;/b&gt; In effetti: è proprio un colpo di genio, una pensata con i fiocchi: un referendum farebbe bene a questo Paese. Un referendum, magari proprio come quello di cinque anni fa, che ne dici Pippo? Da rottamatori a ripetenti, forse chissà, questa volta la lezione la imparate anche voi... 


http://www.ilgiornale.it/interni/bastava_si_referendum_tagliare_parlamentari/20-07-2011/articolo-id=535815-page=0-comments=1&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/interni/bastava_si_referendum_tagliare_parlamentari/20-07-2011/articolo-id=535815-page=0-comments=1&quot;&gt;www.ilgiornale.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: Biotestamento «Diktat di maggioranza sugli italiani. Pronti alla mobilitazione con il referendum»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/13/ignazio-roberto-maria-marino/biotestamento-%C2%ABdiktat-di-maggioranza-sugli-italiani-pronti-alla-mobilitazione-con-il-referendum%C2%BB-intervista/590062"></link>
  <updated>2011-07-13T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590062</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Ancora una volta gli italiani sono costretti a subire sulla loro pelle la volontà di una maggioranza elettorale che impone scelte che non hanno base né sotto il profilo scientifico né culturale e nemmeno di buonsenso».&lt;br /&gt; 
 Non usa mezzi termini Ignazio Marino, senatore del Pd, per condannare il disegno di legge sul biotestamento.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;La maggioranza sostiene che è un passo in avanti importante. Secondo lei non è così?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

&lt;p&gt;
«Hanno approvato una legge che svuota di significato il testamento biologico per due motivi».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quali?&lt;/b&gt;

&lt;p&gt;
«Il primo è che le dichiarazioni espresse dai singoli non sono vincolanti e il medico può in ogni momento disattenderle purché abbia dichiarato nella cartella medica di non essere d`accordo con le dichiarazioni del paziente. E poi perché queste dichiarazioni possono essere consultate solo nel momento in cui il paziente è in stato di morte cerebrale. Non credo che i medici italiani stessero aspettando una legge per stabilire che tipo di terapie praticare a un paziente che è morto».
&lt;p&gt;

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E quindi?&lt;/b&gt;

&lt;p&gt;
«Con queste regole la maggioranza impone agli italiani come deve morire. Chiunque in caso di perdita della capacità di manifestare la propria opinione, anche se ha lo ha indicato diversamente nella sua dichiarazione, dovrà subire un`incisione nella pancia dove sarà infilato un sondino per la nutrizione obbligatoria. Una legge inaudita. In nessuna parte del mondo sono state fatte queste scelte. Avrò il diritto di morire come voglio a casa mia nell'affetto dei miei cari? In Italia non si può».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Alla Camera però la maggioranza è stata più ampia del previsto.&lt;/b&gt;

&lt;p&gt;
«E grave che anche settori del Pd abbiano votato a favore di questa legge. Il partito su questo tema deve fare una scelta più chiara e in linea con i suoi elettori. Intanto pensiamo di lanciare una mobilitazione che ci porti a presentare presto un referendum contro questa legge». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1219VM&quot;&gt;Il Mattino&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>David-Maria SASSOLI: Serve PD in grado di animafre le comunità</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/08/david-maria-sassoli/serve-pd-in-grado-di-animafre-le-comunit%C3%A0/589961"></link>
  <updated>2011-07-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>589961</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Alcune polemiche interne al Pd sembrano correre di pari passo con la crisi del berlusconismo, come se vi fosse chi ritiene di rimanere orfano degli schemi imposti in questi anni dal padrone delle tv”. Lo ha detto &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;, presidente degli eurodeputati del Pd, intervenendo alla Festa del tesseramento nel 18° municipio di Roma. “Non tutto è comunicazione e un partito di governo non può limitarsi ad inseguire stati d’animo dettati dall’indignazione.
&lt;p&gt; Bene ha fatto Franceschini a ribadire la serietà di un progetto di riforma dell’assetto costituzionale, da non confondere con i doverosi tagli ai costi della politica; bene ha fatto Bersani a sottolineare che i referendum sono uno strumento della società civile e i legislatori hanno il dovere anche morale di trovare soluzioni in Parlamento. Negli ultimi due anni il Pd è cresciuto in consapevolezza e unità – ha aggiunto Sassoli - e i risultati stanno arrivando. 
&lt;p&gt;Avremo davanti a noi mesi difficili e non possiamo permetterci di rincorrere coloro che vogliono andare oltre i partiti perché hanno già deciso di rinunciare a scommettere sul Pd e sulla sua capacità di guidare questa fase cambiamento. La maggioranza del partito – ha concluso l’eurodeputato - deve essere più consapevole del proprio ruolo e anche nelle realtà locali, come a Roma e nel Lazio, deve svolgere la propria funzione di ascolto e iniziativa per lanciare la nostra sfida ad Alemanno e Polverini. &lt;br /&gt;

Uomini soli al comando non servono; serve invece un partito in grado di animare una comunità che vuole scommettere sul cambiamento di Roma e del Lazio”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20110708-pd-sassoli-pd-serve-partito-in-grado-di-animare-comunita&quot;&gt;AGENPARL&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Luigi BERSANI: «Hanno divorziato dai cittadini e il governo è alla paralisi. Pd pronto alla sfida del voto»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/14/pier-luigi-bersani/%C2%ABhanno-divorziato-dai-cittadini-e-il-governo-%C3%A8-alla-paralisi-pd-pronto-alla-sfida-del-voto%C2%BB-intervista/584350"></link>
  <updated>2011-06-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>584350</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Impossibile la riforma elettorale col Pdl»
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Segretario Bersani, dopo i successi delle amministrative e dei referendum lei chiede le dimissioni di Berlusconi. Sapendo bene che lui non le darà mai. Non avete un`altra strada da indicare per uscire da questa fase?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

«Mi fanno una domanda e io rispondo. Chiedete le dimissioni del premier? Sì. Ma vorrei chiarire che non le chiediamo dopo il referendum e il voto nelle città. Il referendum e le amministrative sono successivi a una richiesta che facciamo da un anno e mezzo».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;ll voto di ieri non cambia niente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Cambia moltissimo. C`erano un milione di ragioni per mandare a casa il governo prima del referendum. Il voto di ieri ha messo un ulteriore carico di 90 sulla loro crisi. E vedo che emerge una certa consapevolezza: nei commenti che vengono da alcuni leghisti, nei giudizi del Sir, l`agenzia della Cei. E’ arrivata con chiarezza la conferma che serve un altro passo, una svolta. Il centrodestra dovrebbe prendere atto di una vicenda che nasce come crisi politica di una maggioranza che non è più quella uscita dalle urne, si trasforma nella paralisi conclamata dell`azione di governo e, dopo i quesiti, dimostra il palese distacco tra opinione pubblica ed esecutivo. Hanno divorziato dai cittadini. Guardando i risultati stavolta non ho po tuto fare a meno di ridere, per quanto ce l`abbia messa tutta».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dopo le amministrative disse: o riforma elettorale per andare a votare in poche settimane o elezioni anticipate. C`è ancora spazio per la prima ipotesi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Aveva poche chance prima, ne ha poche adesso. Perché dall`altro lato non c`è ancora nessuno che abbia immaginato un percorso alternativo, che si sia posto l`esigenza di come uscire da questa crisi. Credo sia largamente più probabile un confronto elettorale anticipato. Ma dev`essere sempre certificata la disponibilità del Pd a considerare l`ipotesi di una riforma elettorale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il suo pessimismo significa che gli incontri con la Lega sono andati male?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«La nostra esigenza non è avere diplomazie di alcun genere. Il primo partito del Paese, e noi siamo il primo partito, se dice “questa legge non mi va” deve rispondere alla domanda “quale altra legge vorresti”. Questo fa il Pd. Abbiamo una proposta e non l`abbiamo incardinata in Parlamento per aprire un confronto con tutte le forze di opposizione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E ancora valida la parola d`ordine “fuori Berlusconi dopo di che un`altra soluzione, anche dentro il Pdl, va bene”, rilanciata da D`Alema?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Penso che un governo che metta mano alla legge elettorale con Berlusconi in maggioranza, cioè con il Pdl, sia praticamente impossibile. Il premier considera il Porcellum la legge migliore del mondo. Come può essere disponibile a modificarla?».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Sempre sicuro che per offrire un`alternativa agli elettori non sia utile indicare a breve il leader della coalizione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Nella direzione del Pd c`è stato un apprezzamento unanime per il percorso che ho disegnato. Dobbiamo inserire nella nostra proposta messaggi che rendano evidente come vogliamo superare Berlusconi: andare anche oltre l`ubriacatura e la malattia. In tutte le democrazie del mondo il processo segue queste tappe: progetto, unità di una coalizione e scelta della leadership. Pensare di premettere il nome di una persona alla chiarezza su progetto e persone che si impegnano intorno ad esso significa rimanere con un piede nell`idea berlusconiana. Che ha provocato molti guai».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il voto di ieri dice qualcosa in più delle urne amministrative?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 

«In più c’è la forza della società civile, di un`opinione pubblica che si esprime su tre questioni specifiche. La prima responsabilità di chi ha dato una mano a questo straordinario movimento è tradurre in politiche positive l`esito del voto. Mettendo nero su bianco un piano energetico, avviando la discussione su una legge che governi il ciclo dell`acqua, insistendo sulle nostre proposte di miglioramento del sistema giustizia. L`onda si è rafforzata, è un altro segno di riscossa civica che va oltre il perimetro del centrosinistra. La metà dell’elettorato di centrodestra ha votato i quesiti. Uscire dalla palude è un’esigenza nostra ma anche degli elettori di Berlusconi».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Si aspetta sorprese da Pontida?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Puoi stare con uno che vince anche se perdi tu. Puoi stare con uno che perde se vinci tu. Ma se lui perde e tu perdi va avviata una riflessione. A Pontida dovrebbero parlare di questo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei chiede le dimissioni del governo, Di Pietro frena. Saprete gestire i successi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Capisco Di Pietro. Ripeto: le dimissioni le chiedevo un anno fa senza legare l`ora X né al referendum né alle amministrative. Può starci la paura di nuove divisioni a sinistra visti i precedenti. Ma non è questo il caso: abbiamo gestito gli ultimi voti con grande sintonia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei si sente un po’ Papa straniero perché è un politico atipico. Vuoi dire che un altro leader non avrebbe messo la faccia su un quorum tanto rischioso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Anche».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma la sua scuola è antica.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Mi sento atipico nel senso che credo molto poco negli aspetti politicisti. Mi fido di quello che succede nel profondo del Paese, non mi appassiono alle cose di breve periodo. La politica per me si gioca sulla tenuta, non è solo comunicazione. Deve partire dalle ragioni più sentite dai cittadini che sono intelligenti e sanno quando è il momento di cambiare. I vezzi della politica nel piccolo cabotaggio mi impressionano poco».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=115VT4&quot;&gt;La Repubblica - Goffredo De Marchis&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Marco PANNELLA: «Popolo usato, sinistra opportunista»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/14/marco-pannella/%C2%ABpopolo-usato-sinistra-opportunista%C2%BB-intervista/584349"></link>
  <updated>2011-06-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>584349</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Che piacere! Ho visto che la sinistra di regime si è scoperta improvvisamente referendaria. Ora vedremo se rispetterà veramente la volontà popolare». 
 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Scusi, e perché non dovrebbe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
«Ce lo insegnano 60 anni di storia partitocratica e antidemocratica, si badi bene, di destra e di sinistra. Quando il popolo si è pronunciato ed ha stravinto sulle nostre proposte, Dc e Pci sono stati uniti nel legiferare poi in modo assolutamente contrario. E devo forse ricordarle che per ben cinque volte, sempre democristiani e comunisti, hanno sciolto le Camere pur di bloccare i nostri referendum? Ora questi vengono a fare i referendari: ben arrivati, dico io». Per Marco Pannella c'è un unico vero vincitore nel voto di ieri: «Il popolo italiano che non si è ancora stancato di combattere contro la partitocrazia». E che «resiste magnificamente ad uno Stato che, nelle carceri e nella giustizia, fa più schifo di quello del ventennio fascista» sostiene il leader dei Radicali. Leader che in questo referendum ha votato quattro &quot;Sì&quot;. 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Il centrosinistra si è speso molto per questa consultazione, negargli oggi la soddisfazione della vittoria....&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«La fermo. Quelli della sinistra hanno solo fiutato l'aria ed hanno usato il popolo italiano, nella speranza di salvarsi e non essere travolti, con l'intero loro regime, dal fallimento berlusconiano e bossiano». 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Puro opportunismo, insomma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Certo, gli anti-berlusconiani hanno semplicemente capito che in questa circostanza conveniva cavalcare l'onda referendaria». 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Il tempo del Cavaliere è finito?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Il regime partitocratico ha deciso così. Anche Bossi ha capito che questo era il momento. Fuori uno». 
 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma le cose non cambieranno, dice lei?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«No, perché il regime è saldo. Fuori il Cavaliere, ora ci sono gli altri: Bersani, Bossi. E quelli che oggi cantano vittoria sono gli stessi che per vent'anni hanno fatto strage di democrazia sputtanando o impedendo i nostri referendum con mezzi illegali». 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Ci ricorda quali referendum?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«È un elenco infinito. Ma mi piace ricordare quello sulla depenalizzazione e legalizzazione delle droghe leggere». 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Torniamo alla risposta data ieri dagli italiani.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Sono felicissimo, è arrivata la conferma che il nostro Paese, nonostante tutto, è rimasto quello che ha risposto sempre in modo entusiasta alle nostre battaglie. Ha votato due volte la riforma del sistema elettorale, ha trionfalmente abolito il finanziamento pubblico ai partiti, ha voluto la grande vittoria contro l'aborto clandestino, un flagello immondo che riguardava 1,2 milioni di donne ogni anno. Il popolo, in quell'occasione, seppe sconfiggere persino la cecità del Vaticano. Lo considero forse il più importante evento politico-sociale degli ultimi trent'anni».
&lt;p&gt; 
 
&lt;b&gt;Il voto dimostra anche la voglia di partecipazione, non crede?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Io vedo in questo voto la nuova espressione vincente, italiana, di una rivolta democratica dei popoli euro-mediterranei, contro i loro regimi antidemocratici».
&lt;p&gt; 
 
&lt;b&gt;Per il segretario del Pd, Bersani, con questo voto è arrivato un segnale inequivocabile alla maggioranza.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Lo schiaffo a Berlusconi è innegabile. Come ho detto, è la fine politica di un uomo che dal 1996 ad oggi, anziché contrastarla, è stato protagonista della partitocrazia. Ma voglio vederli ora, quelli del Pd...». 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Cosa intende?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«La verità è che hanno terrore del popolo e che l'unica loro preoccupazione è difendere il sistema partitocratico ladro di verità, di legalità e di denaro. Il Cavaliere e Bersani di questo scempio sono complici. Vuole la prova?». 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Dica.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il sistema elettorale ungherese che ora il leader del Pd propugna. È fatto apposta per consolidare questa situazione».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=115Z2K&quot;&gt; Il Secolo XIX -  Bruno Lugaro&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
</feed>
