<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - Argomento: federalismo fiscale</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <link rel="self" href="http://politici.openpolis.it/feed/tagDeclarations/460"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2011-07-14T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>VASCO ERRANI: Manovra: &quot;Squilibrio dei tagli proposti&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/14/vasco-errani/manovra-squilibrio-dei-tagli-proposti/590078"></link>
  <updated>2011-07-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590078</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Emilia Romagna (Partito: Cen-sin) - Consigliere Regione Emilia Romagna&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Il Governo ha riconosciuto nel corso dell’incontro di ieri l’atteggiamento responsabile delle Regioni. Ma la responsabilità è una medaglia che ha due facce. &lt;br /&gt;
La manovra è necessaria e urgente e serve per rispondere alla crisi in atto: è questo il primo atto di responsabilità. La manovra proposta dal Governo però avrà delle ricadute pesanti su servizi fondamentali come sanità, trasporto pubblico locale, politiche per le imprese. E il Governo deve dire chiaramente ai cittadini quali saranno le ricadute nella vita quotidiana di tale scelta: è questo il secondo indispensabile atto di responsabilità che il Governo per primo non può e non deve eludere”, lo ha dichiarato il Presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani.
&lt;p&gt; “Lo squilibrio dei tagli proposti dalla manovra che gravano in modo insopportabile su Regioni ed Enti locali, basti pensare che poco meno del 50% dell’intervento finanziario grava sui bilanci delle Regioni rappresenta un’ingiustizia e necessita di un serio riequilibro. L’idea di dar luogo ad un vergognoso scaricabarile istituzionale non è certo praticabile”. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il federalismo fiscale è sparito&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Quanto poi al federalismo fiscale – ha proseguito Errani - è chiaro che non sarebbe stato un parto semplice, ma oggi, con questa manovra, il Governo ha fatto sparire questo progetto. Se le risorse finanziarie necessarie per garantire servizi pubblici fondamentali subiscono una riduzione di tale portata, come sarà possibile domani fiscalizzarle? Su quale base finanziaria potranno vivere le autonomie? La crisi delle relazioni istituzionali La manovra, secondo quanto stabilito da una Legge dello Stato, avrebbe dovuto essere concertata preventivamente con le Regioni e con gli Enti locali. Così non è stato. Inoltre ieri nel confronto con il Governo, Regioni ed Enti locali non sono stati preavvertiti della possibile reintroduzione del ticket, mentre in serata il relatore di maggioranza ha invece presentato uno specifico emendamento in tale direzione. Sono gli ultimi due esempi di una crisi delle relazioni determinata unilateralmente dal Governo. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Ticket: scelta grave&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
E’ una scelta gravissima che tocca il portafoglio degli italiani e che peraltro non contribuisce in alcun modo al finanziamento del Servizio sanitario nazionale e che semmai può dirottare la fornitura di determinati servizi verso il privato che proprio a causa del ticket guadagnerebbe una posizione di privilegio sul mercato.
 Mi auguro che il Parlamento cancelli questa prospettiva che è fortemente iniqua. Le controproposte delle Regioni Abbiamo proposto al Governo un riequilibrio della manovra che, a saldi invariati, consenta di renderla gestibile sui territori salvaguardando servizi essenziali per i cittadini e abbiamo suggerito di non limitare la manovra ai tagli, c’è urgente bisogno anche di una spinta per la crescita: strumenti che incentivino gli investimenti e l’occupazione (le proposte delle Regioni sono state pubblicate sul sito &lt;i&gt;www.regioni.it&lt;/i&gt;). Anche su questo fronte continuiamo a ricercare il cambiamento. 
&lt;p&gt;Siamo disponibili, da subito, a sederci attorno ad un tavolo che costruttivamente ricerchi un diverso equilibrio nei tagli, che verifichi fino in fondo la sostenibilità della manovra e abbiamo anche dichiarato la disponibilità ad istituire, da domani, una ‘Commissione interistituzionale anti sprechi’ (formata da pochi rappresentanti di Governo, Regioni ed Enti locali) che entro sessanta giorni individui linee operative e proposte per contenere la spesa pubblica. L’avevamo già chiesta un anno fa – ha concluso Errani - e avevamo ricevuto assicurazioni in tal senso dal Presidente del Consiglio. Poi, sulla Commissione anti sprechi è caduto il silenzio”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/economia/20110714-manovra-errani-squilibrio-dei-tagli-proposti&quot;&gt;agenparl.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Roberto CALDEROLI: Federalismo, slittamento di sei mesi per la delega</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/14/roberto-calderoli/federalismo-slittamento-di-sei-mesi-per-la-delega/559857"></link>
  <updated>2011-04-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>559857</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: Lega) -  Ministro  Semplificazione Normativa (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L’esecutivo ha approvato un disegno di legge che posticipa di sei mesi i tempi di attuazione delle norme realizzative del federalismo fiscale.
  L’obiettivo è rendere più «snella» la procedura di approvazione di tali norme.
&lt;p&gt;
  Lo ha spiegato Palazzo Chigi, al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato un disegno di legge che dispone la proroga fino a novembre del termine per completare la riforma federalista. È prevista anche una nuova scadenza a un anno per i decreti correttivi: «Credo che saranno utilmente utilizzati per il testo su Roma capitale e per il riordino dei servizi»&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://portale.ancitel.it/rassegna.cfm?i=36&quot;&gt;Avvenire&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>MARINO FINOZZI: Cari sindaci fermate la tassa di soggiorno</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/31/marino-finozzi/cari-sindaci-fermate-la-tassa-di-soggiorno/559586"></link>
  <updated>2011-03-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>559586</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Veneto (Partito: Lega) - Consigliere Regione Veneto (Lista di elezione: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La tassa di soggiorno introdotta su richiesta dell'Anci nazionale all'interno del decreto sul federalismo municipale, applicata dal 1° giugno rischia di creare enormi disagi alle strutture ricettive che hanno preparato i listini dei prezzi già mesi fa e che hanno già raccolto le prenotazioni. È proprio per questo motivo che la Regione ha fortemente voluto l'incontro di oggi con l'Anci Veneto e le associazioni di categoria, per evitare comportamenti a macchia di leopardo e trovare invece in questa sede un punto di accordo. La nostra volontà è quella di creare un tavolo di concertazione con l'Anci e soprattutto con le associazioni di categoria.
&lt;p&gt;
Bisogna anche considerare le difficoltà applicative: l'art. 4 del decreto legislativo sul federalismo municipale prevede che possano applicare la tassa i Comuni capoluogo, le unioni di Comuni e i Comuni inclusi negli elenchi regionali delle località turistiche o città d'arte. Al momento però questi elenchi non esistono e non è chiaro che cosa si intenda per unioni dei Comuni. Una moratoria a tutto il 2011 consentirà di avere più tempo per approfondire le questioni importanti legate alla tassa di soggiorno con non possono essere definite e applicate in maniera frettolosa.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Regione/239797__finozzi_e_anci_cari_sindaci_fermate_la_tassa_di_soggiorno/&quot;&gt;Il Giornale di Vicenza&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>DARIO BOND: Irpef per pareggiare il rosso in sanità</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/29/dario-bond/irpef-per-pareggiare-il-rosso-in-sanit%C3%A0/559587"></link>
  <updated>2011-03-29T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>559587</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Feltre (BL) (Lista di elezione: FI) - Consigliere Regione Veneto (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Non sono d'accordo con l'introduzione dell'addizionale Irpef, no».&lt;br /&gt;

«Sì, ci è stato presentata l'ipotesi. Ma rispondo con una domanda: ha senso tirare in ballo l'addizionale Irpef per solo 40-50 milioni?».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornaledivicenza.it/stories/Regione/239142__zaia_s_allirpef_per_pareggiare_il_rosso_in_sanit/&quot;&gt;Il Giornale di Vicenza&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>RICCARDO NENCINI: DAL FEDERALISMO AL MILLEPROROGHE UNA GRANDINATA DI TASSE</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/16/riccardo-nencini/dal-federalismo-al-milleproroghe-una-grandinata-di-tasse/558219"></link>
  <updated>2011-02-16T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>558219</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Toscana&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tra federalismo e milleproroghe il governo ha preparato una grandinata di tasse senza precedentiQuanto deciso oggi con gli aumenti delle tasse regionali, della Tarsu e della Tia, e perfino dei biglietti del cinema, non fa che confermare la deriva già presente nello schema del federalismo di Calderoli che ha previsto di far pagare più Irpef e più Ici agli italiani senza salvare, con la reintroduzione della tassa di soggiorno, neppure i turisti. Ma la cosa più grave è che, nonostante le promesse, nulla è stato deciso per la lotta all’evasione fiscale e per i tagli ai costi della politica&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitosocialista.it/site/artId__3351/307/554-NENCINI-_DAL__FEDERALISMO_AL_MILLEPROROGHE_UNA_GRANDINATA_DI_TASSE___.aspx&quot;&gt;www.partitosocialista.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Simonetta RUBINATO: Federalismo: «Bersani tende la mano, ora tocca alla Lega»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/15/simonetta-rubinato/federalismo-%C2%ABbersani-tende-la-mano-ora-tocca-alla-lega%C2%BB/558113"></link>
  <updated>2011-02-15T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>558113</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) - Sindaco  Comune Roncade (TV) (Partito: LISTA CIVICA) - Consigliere  Consiglio Comunale Roncade (TV) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'on. Simonetta Rubinato, che in occasione del voto in Bicamerale sul federalismo municipale aveva invitato il Pd ad astenersi, plaude alla proposta di patto federalista lanciata oggi da &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/dichiarazione/558086&quot;&gt;Pier Luigi Bersani sulle colonne de La Padania&lt;/a&gt;. “L'iniziativa del segretario nazionale – commenta – va nella direzione anche da me auspicata, perché ribadisce con forza che il Partito Democratico vuole il federalismo, quanto e forse più della Lega. Questo è un messaggio politico importante soprattutto per gli elettori che hanno a cuore un'Italia più giusta e insieme più competitiva, i quali dopo il voto contrario sul decreto per il federalismo municipale potevano essere convinti dalla solita propaganda del centrodestra: Pd uguale partito della conservazione. Non è così e la proposta di Bersani lo dimostra”.

&lt;p&gt;
La parlamentare veneta si augura ora che “i colleghi deputati leghisti riflettano seriamente sull'offerta del Pd di stringere un patto che porti all'approvazione di un vero federalismo di cui hanno bisogno i nostri Comuni, i cittadini e le imprese e che conduca quanto prima al superamento del criterio della spesa storica che penalizza i nostri Comuni dal tempo dei Decreti Stammati. Soltanto dalle due autentiche forze autonomiste presenti in Parlamento, come dice Bersani, può ripartire il processo riformatore altrimenti destinato a fallire di fronte alle resistenze conservatrici che fino ad oggi hanno impedito qualsiasi cambiamento nel nostro Paese”.

&lt;p&gt;
“Un primo segnale di disponibilità alla proposta lanciata dal segretario nazionale – conclude l'on. Rubinato – potrebbe venire dal passaggio in aula del decreto sul federalismo municipale. C'è ancora il tempo per migliorare una riforma che, così come oggi è impostata, assomiglia di più ad un decentramento fiscale che ad un vero e proprio federalismo fiscale. Il Pd ha teso la mano, ora tocca alla Lega fare la prossima mossa”.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=1960&quot;&gt;partitodemocraticoveneto.org - sito ufficiale&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Luigi BERSANI: «Facciamo un patto per il federalismo»  - INTERVISTA </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/15/pier-luigi-bersani/%C2%ABfacciamo-un-patto-per-il-federalismo%C2%BB-intervista/558086"></link>
  <updated>2011-02-15T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>558086</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Giornalisti de &lt;i&gt;la Padania&lt;/i&gt; nella sede lombarda del partito Democratico per un`intervista a Pier Luigi Bersani suggerita dallo stesso entourage del segretario Pd: già questa è una notizia... Destinata a far discutere parecchio, poi, con questi chiari di luna e visto il messaggio forte e chiaro recapitato dal leader originario di Bettola (tremila anime nel Piacentino, Lega al 35%) a Umberto Bossi: «Impegno me e il mio partito a portare avanti il processo federalista, dialogando con la Lega. Quali che siano gli sviluppi politici. Guardiamo oltre Berlusconi ma salviamo la prospettiva autonomista». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perché questa sua presa di posizione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 

«Intendo prendere anche personalmente un impegno: penso che sia oggi la Lega a tenere attaccata la spina di Berlusconi, ma presto o tardi si arriverà al dunque e il processo federalista va preservato, è una riforma storica, epocale per la democrazia italiana. Credo da sempre che, pur da posizione diverse e anche alternative, ci siano due vere forze autonomiste in questo Paese: il Pd e la Lega.&lt;br /&gt;
 Noi rivendichiamo e vogliamo coltivare, rinnovandola, questa nostra antica tradizione. Abbiamo in testa &quot;l`Italia delle autonomie&quot;, l`idea cioè che con la responsabilità diretta dei territori si possa arrivare sia a un livello comune di cittadinanza e di servizi, sia alla possibilità che chi ha una marcia in più possa correre. In questa contingenza noi vediamo dunque con grandissima preoccupazione il fatto che la Lega, vedendo accorciarsi i tempi della legislatura, possa accontentarsi di un Federalismo di bandiera; dall`altro temiamo che Berlusconi, culturalmente e politicamente del tutto disinteressato al Federalismo, ne approfitti per pretendere in cambio il processo breve, così come ha ottenuto il voto sulle &quot;leggi sulla cricca&quot;, e dunque &quot;passare `a nuttata&quot;. Da questo matrimonio un bambino come il Federalismo rischia di rimanere soffocato». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bossi si aspettava da parte del Pd un atteggiamento diverso sul Federalismo municipale, che voi avete bocciato forse più per questioni di contrapposizione politica che per considerazioni di merito...&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Voglio chiarire, con sincerità. Noi abbiamo prima di tutto innestato il meccanismo federalista con la modifica dell`art 119 della Costituzione, abbiamo avuto un atteggiamento positivo sulla legge 42 (la legge delega sul Federalismo fiscale, il Pd si astenne, ndrj, ma abbiamo votato contro la fiscalità comunale per una questione assolutamente di merito. Non ci piace l`assetto che disegna: concede qualcosa ai Comuni, che recuperano un po` di soldi con nuove tasse, e non applica la logica di autonomia impositiva `voto, vedo e pago&quot;, restringe la tassazione a quelli che non votano nel Comune stesso, e mette una patrimoniale sulle pmi... No, ecco, non ci va bene». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ci saranno presto altri decreti.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Penso una decina. Dobbiamo darci la possibilità di avere un quadro, c`è un lavoro profondo da fare, sto parlando di inquadramento del tenia in una generale riforma fiscale che noi proponiamo, sto parlando di definizione dei costi standard e degli standard di servizio, sto parlando di perequazione che non riguarda solo Nord-Sud ma diverse tipologie di Comuni anche al Nord. Noi diciamo che il contesto politico attuale è un enorme ostacolo». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quale quadro politico alternativo prefigura? Gianfranco Fini ha appena lanciato un`offerta alla Lega: «Federalismo, modifica degli assetti parlamentari con la previsione di un Senato delle Regioni e legge elettorale, poi elezioni nella primavera del 2012». Lei pensa a qualcosa del genere?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Io dico semplicemente: qualsiasi soluzione è meglio di quanto sta accadendo ora, anche in previsione di cioò che si prospetta nei prossimi mesi. Giuliano Ferrara non coglie in fallo né me né, penso, voi: io non parlo dei peccati - che interessano la Chiesa - o dei reati - che interessano i magistrati. Parlo di politica, di Paese: siamo in stallo. Tutto ruota attorno alle vicende di una persona, il resto è paralizzato. Se Berlusconi fosse uno statista dovrebbe generosamente trame le conclusioni, aprescindere che si ritenga o meno responsabile. Invito quindi tutte le forze politiche a considerare questi problemi fornendo una disponibilità larga. Berlusconi fa un passo indietro? Se il Governo rimanesse nell`ambito del centrodestra, noi staremmo all`opposizione pronti però a essere propositivi. Il premier non se ne vuole andare, si è inchiavardato? Allora si vada a votare, pur con una legge elettorale che non ci piace. Non so in quale scenario ciò avverrebbe; noi e la Lega saremmo magari sempre alternativi, ma garantisco personalmente, per me e per il mio partito, con tutta la credibilità della quale dispongo, che il processo federalista deve andare avanti e giungere a compimento. Discuteremo, certo, ma noi ci crediamo, siamo gli unici a crederci, con voi. Lo vogliamo, a nostro modo ma lo vogliamo». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;&quot;A nostro modo&quot; suona un po` minaccioso...&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Noi crediamo nell`Italia, non pensiamo che un Nord possa correre da solo finché la reciprocità Nord-Sud non si risolve. Sono differenze tra noi e voi, certo: ma il processo deve procedere, nel confronto. Dico che tale processo è oggi impedito dalla crisi politica del berlusconismo: non siamo noi a sacrificare il Federalismo alla contrapposizione politica, è quest`ultima che si impone, quotidianamente. Capisco la Lega, vede l`orizzonte del Governo accorciarsi, dunque ha una priorità: fare alla svelta. Ma questa è una riforma troppo importante e seria perché venga costruita male, perché sia vittima dello scenario politico. Il Federalismo cambia l`Italia: non può dipendere dal caso Ruby». 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Qualche anno fa Massimo D`Alema parlò della Lega come di una costola della sinistra. Poi per la verità smentì... Lei cosa ne pensa?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Io ricordo Bossi che girava il Nord nei primi anni Ottanta, lo andavo a osservare. Vidi fin d`allora che li c`era qualcosa di interessante: una radice autonomista, anti-burocratica e moralizzatrice dal punto di vista della serietà dell`azione amministrativa. Così fino ai primi anni Novanta: non direi costola della sinistra, macerto tanta gente di sinistra divenne leghista, e io non ritenevo che fosse andata del tutto... &quot;fuori casa&quot;. In seguito la distanza tra noi e il Carroccio è aumentata per due fattori. Primo: la Lega, sotto l`onda di un meccanismo globale, ha interpretato il &quot;locale&quot; come elemento di difesa di comunità omogenee. Su questo non siamo d`accordo: l`immigrazione non l`ha scelta nessuno: c`è. Non ho bisogno che qualcuno mi spieghi che la Lega non è razzista. Lo so. Però dire &quot;ciascuno a casa sua&quot; non fai conti col mondo moderno».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E il secondo fattore di distanza?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Ha fatto l`accordo col miliardario. Racconto un aneddoto: gennaio 2006, sono ospite della festa leghista di Busto Arsizio, bellissima, popolare, mille persone, dibattito dove ce ne siamo detti di tutti i colori, ricordo la cosa con grande simpatia. Alla fine mi venne di aggiungere: attenzione, io come voi so dire quanto deve pesare uno spiedino, quanta carne ci vuole perché sia fatto bene e il macellaio non ci truffi. Provate a chiederlo a Berlusconi: non-lo-sa! E questo è un punto di fondo, non una bazzecola. Si può essere alternativi su temi cruciali, ma noi e voi siamo in grado di dialogare. Siamo popolari, Berlusconi solo populista. Il patto che propongo è questo: fra forze popolari anche alternative vi siano temi sui quali ragionare insieme».
&lt;p&gt; 

&lt;b&gt;Restiamo sull`emergenza immigrazione. Lei dice di sapere che la Lega non è razzista, anche se molte accuse di questo tipo sono sempre piovute e hanno investito anche il ministro Marana, ora alle prese con una difficile situazione dovuta al caos in Nord Africa. Come vi porrete?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«Dico che la Lega non è razzista, ma attenzione: a incoraggiare certe pulsioni il razzismo si può produrlo. &lt;br /&gt;
Per il resto, saremo assolutamente collaborativi, dal Nord Africa può svilupparsi un fenomeno di proporzioni rilevantissime nel quale l`Italia non può essere lasciata sola. È anche giusto invocare la partecipazione dell`Ue. Mi permetto solo di aggiungere una considerazione, senza dare alcuna responsabilità a Maroni: adesso siamo quelli che &quot;protestano verso l`Europa&quot;, una volta eravamo trai protagonisti delle politiche europee... Così ci siamo ridotti: sulla questione mediterranea hanno parlato Inghilterra, Germania e Francia, mentre Frattini era occupato ad annunciare il ricorso a Strasburgo sul caso Ruby...».
&lt;p&gt; 

&lt;b&gt;Lei tende la mano. Ma quanto è possibile fidarsi, se si considera come il suo partito sia tutt`altro che compatto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 

«E una buona domanda, viene da una formazione in cui il leninismo è una roba seria... Scherzi a parte: di certo il Pd non ha padroni, è un partito plurale. Ma se dico, a nome mio e del Pd, che noi il Federalismo non lo molliamo, è perché so di poterlo dire, ne sono sicuro. La Lega ci rifletta e ci chieda pure, giustamente, cosa succede dopo, con uno scenario diverso, pur nelle reciproche distinzioni. Ma non si può andare avanti così». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa pensa delle politiche economiche di Tremonti e del suo ruolo politico attuale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 

«A Tremonti rimprovero di fare molto il filosofo, un po` il ragioniere ma per nulla l`idraulico, ossia di non mettere le mani nell`economia reale. Se la stabilità non si accompagna anche a un po` di crescita, va a ramengo anche la stabilità. Dal punto di vista politico, vedo Tremonti molto defilato, coltiva la propria popolarità chiamandosi fuori. Ma non è questo il momento di nascondersi, siamo di fronte a un nodo politico decisivo, drammatico. Cosa vuol fare? Ce lo dica. Vitti quelli che oggi &quot;si fan di nebbia&quot; vanno a finire nel girone degli ignavi». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un`ultima domanda. Per Fini la Padania non esiste. L`espressione &quot;Padania&quot; fu peraltro usata fin dagli anni Settanta da un suo predecessore sulla poltrona di presidente della Regione Emilia Romagna, Guido Fanti. Per lei dunque esiste o no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 

«La Padana non è una nazione o un popolo, è un sistema di relazioni. Nei primi anni Ottanta, proprio da presidente dell`Emilia Romagna, dicevo: se a Piacenza serve un`università, non la faccia fare da Bologna, ma da Milano».
&lt;p&gt; 

&lt;b&gt;L`ha fatta.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 

«Esatto. Per affermare l`identità non è necessario chiudersi. Pensavo e penso, ad esempio, che l`Emilia Romagna debba sviluppare potenzialità e relazioni con le regioni vicine. Chiamiamolo Nord. Volete chiamarla Padana? Come preferite». 
&lt;p&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=XHAZ0&quot;&gt;La Padania - Carlo Passera &lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Francesco Pastore:  Ripartizione fondo nazionale sanitario. Pastore: “Criteri più giusti” </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/08/francesco-pastore/ripartizione-fondo-nazionale-sanitario-pastore-%E2%80%9Ccriteri-pi%C3%B9-giusti%E2%80%9D/557764"></link>
  <updated>2011-02-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>557764</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Puglia (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Quello dell’anzianità non può e non deve essere il criterio preponderante per stabilire la ripartizione del fondo nazionale della sanità. Nonostante, infatti, al sud la popolazione sia in media più giovane, ci si ammala di più e poi ci sono tutta una serie di condizioni socio–economiche più sfavorevoli. 
&lt;p&gt;E’ necessario stabilire un indice di deprivazione composito e complesso che tenga conto di diversi indicatori. 
&lt;p&gt;I 106 miliardi di euro a disposizione dovranno essere ripartiti secondo criteri giusti e deve essere garantita, sia alle regioni del nord che alle regioni del sud, una condizione di parità di accesso a tali fondi, dalla cui assegnazione dipenderanno e saranno determinati i costi standard, punto cardine del federalismo fiscale.
&lt;p&gt;
Accedere ad una giusta ripartizione significa anche essere messi nelle condizioni di offrire un servizio migliore, riducendo così la mobilità sanitaria e quei ‘viaggi della speranza’ che non fanno bene ad alcuno. 
&lt;p&gt;Abbiamo centri di eccellenza e ottimi medici e strutture, dobbiamo poter mantenere tutto ciò e migliorarlo ancora”&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.puglia.it/applicazioni/cadan/cms_AgenziaNotizie/dataview.aspx?id=165274&quot;&gt;www.consiglio.puglia.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>FLAVIO ZANONATO: Il federalismo getta le basi per un aumento della pressione fiscale su cittadini e imprese.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/05/flavio-zanonato/il-federalismo-getta-le-basi-per-un-aumento-della-pressione-fiscale-su-cittadini-e-imprese/557701"></link>
  <updated>2011-02-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>557701</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Padova (PD) (Partito: Cen-sin) - Consigliere  Consiglio Comunale Padova (PD) (Lista di elezione: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt; In piazza, a Padova, per dire no ai tagli di bassa lega: quelli decisi da Luca Zaia per il bilancio regionale e quelli che il Governo scarica sui Comuni proprio mentre, con il progetto sul federalismo, getta le basi per un aumento della pressione fiscale su cittadini e imprese. Alternandosi alle testimonianze dei rappresentanti del mondo del sociale e del movimento dei pendolari.
&lt;p&gt;
“Il Governo parla di federalismo – ha affermato Zanonato – ma nel progetto dell’esecutivo non c’è nulla di federalista: non c’è maggiore autonomia per gli enti locali, non ci sono maggiori risorse, non ci sono nemmeno minori tasse, che invece crescono. Qualcuno dice che il Governo Berlusconi è forte per mancanza di un’alternativa. Io dico che questo Governo è debole e che l’alternativa può costruirla il Pd. È l’ora di mandarli a casa!”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=1941&quot;&gt;Pd Veneto - official web site&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Rosanna FILIPPIN: Federalismo. «Le vere riforme non si fanno a colpi di maggioranza»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/04/rosanna-filippin/federalismo-%C2%ABle-vere-riforme-non-si-fanno-a-colpi-di-maggioranza%C2%BB/557681"></link>
  <updated>2011-02-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>557681</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Bassano del Grappa (VI) (Partito: PD) - Assessore  Comune Bassano del Grappa (VI) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Lo stop al federalismo? Quello del Quirinale è per certi versi un atto dovuto. La responsabilità politica dello stallo, invece, è per intero di Bossi e Berlusconi”. 
&lt;p&gt;Rosanna Filippin, segretario regionale del Pd, commenta la decisione del Quirinale di dichiarare irricevibile il decreto sul federalismo proposto dal Governo.
&lt;p&gt; “Se il centrodestra si fosse aperto al confronto sulle proposte del Partito Democratico – afferma la Filippin – il decreto sul federalismo fiscale sarebbe stato modificato in meglio, specialmente per i Comuni. E la bicamerale avrebbe potuto approvarlo con un consenso trasversale. Non è stato così e questi sono i risultati. &lt;br /&gt;
Il centrodestra può incolpare solo se stesso. 
Le vere riforme non si fanno a colpi di maggioranza”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=1940&quot;&gt;Pd Veneto - official web site&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Giorgio NAPOLITANO: &quot;Non sussistono le condizioni per procedere all'emanazione del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/04/giorgio-napolitano/non-sussistono-le-condizioni-per-procedere-allemanazione-del-decreto-legislativo-in-materia-di-federalismo-fiscale-municipale/557675"></link>
  <updated>2011-02-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>557675</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in relazione al preannunciato invio, ai fini della emanazione ai sensi dell'articolo 87 della Costituzione, del testo del decreto legislativo in materia di federalismo fiscale municipale, approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri nella seduta di ieri sera, come risulta dal relativo comunicato, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, in cui rileva che non sussistono le condizioni per procedere alla richiesta emanazione, non essendosi con tutta evidenza perfezionato il procedimento per l'esercizio della delega previsto dai commi 3 e 4 dall'art. 2 della legge n. 42 del 2009 che sanciscono l'obbligo di rendere comunicazioni alle Camere prima di una possibile approvazione definitiva del decreto in difformità dagli orientamenti parlamentari. Pertanto, il Capo dello Stato ha comunicato al Presidente del Consiglio di non poter ricevere, a garanzia della legittimità di un provvedimento di così grande rilevanza, il decreto approvato ieri dal Governo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/02/04/federalismo-il-testo-integrale-della-lettera-di-napolitano/90248/&quot;&gt;Il Quirinale.it | il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Roberto CALDEROLI: Illustrazione del federalismo fiscale alla Camera</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/19/roberto-calderoli/illustrazione-del-federalismo-fiscale-alla-camera/557267"></link>
  <updated>2011-01-19T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>557267</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: Lega) -  Ministro  Semplificazione Normativa (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Ministro Roberto Calderoli illustra alcune proposte di modifica allo schema di decreto volte a correggerne alcune delle criticità emerse nel corso dell'attività istruttoria ed in particolare delle audizioni svolte dalle Commissioni. 
&lt;p&gt;Precisa altresì che tali proposte sono state illustrate anche presso la Commissione bilancio del Senato della Repubblica e presso la Commissione parlamentare per l'attuazione del federalismo fiscale. Ritiene non condivisibili talune ricostruzioni giornalistiche volte a dimostrare gli aumenti o le riduzioni di entrate per i diversi comuni italiani, poiché, non essendo stata fornita ufficialmente un'aliquota di riferimento, tali conti non possono essere, a suo avviso, attendibili.
&lt;p&gt; Preannuncia in proposito la previsione di un fondo perequativo sia nella fase transitoria che in quella definitiva. Con riferimento ai presunti effetti negativi che potrebbero derivare a talune fasce di contribuenti, ricorda la previsione di una clausola di salvaguardia volta a consentire comunque l'opzione per il regime previgente. 
&lt;p&gt;Con particolare riferimento alle eventuali sperequazioni che potrebbero derivare dalla nuova disciplina dei tributi immobiliari, precisa che essa può essere legata a due fattori. In proposito fa presente che essa potrebbe derivare dalla volontà di confermare dall'esclusione dall'imposizione l'abitazione principale, con effetti sperequativi in favore dei comuni a maggiore vocazione turistica. Rispetto a tale problematica, nel precisare che in ogni caso l'eventuale sperequazione è solo limitata alla base imponibile, senza alcuna incidenza sul gettito complessivo, ritiene che gli eventuali effetti negativi potranno essere compensati da una rivalutazione delle fattispecie assimilabili al regime della prima casa e da un contrasto a pratiche elusive come l'intestazione fittizia della proprietà dell'immobile a diversi membri della famiglia. 
&lt;p&gt;Ribadisce inoltre che è intenzione del Governo condurre una ferma lotta a tali fenomeni, anche avvalendosi della nuova banca dati già predisposta e volta ad incrociare i dati catastali, fiscali e quelli derivanti dalle utenze, al fine di verificare la veridicità o meno di presunte residenze o l'esistenza di contratti di affitto occulti. In secondo luogo, il nuovo tributo sul trasferimento degli immobili avrebbe potuto comportare sperequazioni eccessive tra piccoli e grandi comuni. A tal fine, fa presente che il tributo non è più configurato come un tributo locale, ma resta un tributo erariale con una compartecipazione del 30 per cento dei comuni, consentendo così una redistribuzione su base capitaria. 
&lt;p&gt;Precisa che le minori entrate per i comuni sarebbero compensate dalla compartecipazione all'imposta sui redditi delle persone fisiche per una quota del 2 per cento, che andrà direttamente all'ente nel cui territorio si è prodotto il reddito.
Con riferimento al funzionamento del meccanismo di partecipazione degli enti locali al contrasto all'evasione fiscale, richiama il problema, più volte sollevato, del ritardo, in media quattro o cinque anni, con cui i comuni ricevono le risorse derivanti dall'attività di accertamento; dovuto al fatto che la quota di spettanza degli enti locali è erogata solo sulle somme riscosse a titolo definitivo.
&lt;p&gt; Al fine di incentivare maggiormente i comuni nella lotta all'evasione, attraverso l'attribuzione di somme immediatamente disponibili, fa presente che si è previsto il riconoscimento agli enti locali della quota di loro spettanza, anche sulle somme riscosse a titolo non definitivo, salvo conguaglio all'esito dell'eventuale procedimento tributario. 
&lt;p&gt;Sul fronte della partecipazione degli enti locali alla lotta all'emersione delle «case fantasma», che ammonterebbero a circa 2 milioni e 800 mila, rammentando che il decreto-legge n. 225 del 2010 fissa alla data del 31 marzo 2011 il termine
ultimo per la denuncia spontanea da parte dei proprietari degli immobili, annuncia un aumento degli importi delle relative sanzioni, contenute nel regio decreto n. 652 del 1939, del 400 per cento, al fine di renderle adeguate al costo della vita, prevedendo contestualmente che gli enti locali che si impegnano nell'attività di emersione possano ricevere il 75 per cento delle sanzioni stesse.
&lt;p&gt; Fa presente che, con l'applicazione di tali disposizioni, i comuni potrebbero godere complessivamente di circa 1,5 miliardi di euro di maggiori entrate.
Fa quindi presente di accogliere la richiesta, avanzata da più parti, di ridurre la durata del fondo di riequilibrio transitorio da cinque a tre anni, in modo che nel 2014 si possa partire a regime con il vero e proprio fondo perequativo, in contemporanea con l'entrata in vigore dell'imposta municipale propria. 
&lt;p&gt;Avverte inoltre che occorre eventualmente svolgere un'ulteriore riflessione sulla convenienza della riscossione di tributi propri in realtà comunali dalle dimensioni particolarmente ridotte. Con riferimento alla possibilità di introdurre una tassa di soggiorno, precisa che essa potrà essere costruita sullo schema di una tassa di scopo, destinando le maggiori entrate al sostegno del turismo. In proposito, ritiene che essa andrebbe correttamente regolata a livello provinciale, previe intese con i comuni interessati, al fine di evitare eccessive disparità sul territorio ed in considerazione delle competenze della provincia sul settore del turismo.
&lt;p&gt;
Con riferimento agli effetti sul gettito dell'introduzione della cedolare secca sugli affitti, precisa di avere chiesto in proposito il parere della Ragioneria generale dello Stato e del Dipartimento delle finanze, che hanno confermato l'assenza di effetti negativi per la finanza pubblica. 
&lt;p&gt;In riferimento al presunto minore gettito pari a 4 miliardi di euro, lamentato in alcuni organi di stampa, precisa che esso dipende dalla mancata considerazione del gettito derivante dalla imposta fondiaria, che non è assorbita dalla nuova cedolare secca e che comunque viene trasferita ai comuni, confermando quindi l'infondatezza di tali calcoli. Precisa inoltre che, rispetto alla previsione iniziale di prevedere due distinte aliquote, una pari al 20 per cento per i contratti a canone concordato e l'altra al 25 per cento per i contratti a canone libero, la paventata introduzione di un'aliquota unica non avrebbe svolto quel carattere di incentivo alla stipula di contratti a canone concordato. 
&lt;p&gt;Propone pertanto una rimodulazione delle due aliquote rispettivamente al 20 ed al 23 per cento, prevedendo altresì che il gettito derivante dalla maggiorazione del 3 per cento confluisca in un fondo destinato a finanziare le detrazioni per gli inquilini con figli a carico, al fine di incoraggiare anche gli inquilini per l'emersione dei contratti non dichiarati al fisco.
&lt;p&gt;
Relativamente poi all'addizionale comunale all'IRPEF, precisa che, in un provvedimento correttivo, saranno disciplinate le modalità di funzionamento di tale tributo, prevedendo una certa manovrabilità delle aliquote che sarà più accentuata per quei comuni che si dimostreranno più attivi nella lotta all'evasione fiscale. 
&lt;p&gt;Preannuncia anche la possibilità che la questione della TIA-TARSU sia oggetto di uno specifico provvedimento che ne disponga, accogliendo la proposta del gruppo del Partito Democratico, la trasformazione in una tassa sui servizi legata non solo alla superficie ma anche alla rendita catastale degli immobili, inserendo alcuni correttivi relativamente alla composizione del nucleo familiare.
&lt;p&gt;
Ritiene inoltre preferibile rinviare la determinazione dell'aliquota IMU alla legge di stabilità, sottraendola dalla competenza della Conferenza Stato-Città e osserva che si dovrà considerare anche il livello delle tariffe per i servizi, che in molti comuni stanno sostituendo le tasse, nell'ambito del livello complessivo della pressione fiscale.
&lt;p&gt; Conferma quindi la volontà di tenere esenti, salvo le eventuali decisioni che saranno assunte in sede europea, gli immobili ecclesiastici.
&lt;p&gt;
Auspica quindi che le proposte illustrate siano ritenute condivisibili da tutti i gruppi rappresentati in Commissione, sottolineando che esse sono frutto di un lavoro comune e di un'attenta valutazione di tutte le posizioni emerse nel dibattito.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.camera.it/453?bollet=_dati/leg16/lavori/bollet/201101/0119/html/05#34n1&quot;&gt;Camera.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>GIUSEPPE CIVATI: Autogol della Lega: con le nuove imposte il Nord ci rimette</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/18/giuseppe-civati/autogol-della-lega-con-le-nuove-imposte-il-nord-ci-rimette/557139"></link>
  <updated>2011-01-18T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>557139</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Non è stato ancora detto tutto sul federalismo fiscale che la Lega ha voluto introdurre in Italia. Dovrebbe essere un sistema in grado di mantenere al nord le risorse fiscali prodotte in quei territori; e poiché si presume che quei territori siano più ricchi di altri la promessa è che il federalismo renderà più ricchi i comuni del settentrione.
&lt;p&gt; Tutto questo almeno nella retorica dei leghisti. Ma non è proprio così. La principale entrata tributaria dei comuni è oggi l'Ici, peraltro già falcidiata con la scelta di esentare le prime case dalla sua applicazione. Adesso si progetta di sostituirla con l'Imposta Municipale (Im) sul possesso, senza aver preventivamente calcolato i possibili effetti per le casse dei singoli comuni. Ci abbiamo provato noi. 
&lt;p&gt;Abbiamo supposto che il gettito della futura Im non debba essere superiore all'attuale gettito dell'Ici, per non violare il divieto di aumento della pressione fiscale contenuto nella legge delega. Ma non si può neppure immaginare che tale gettito possa essere inferiore, perché ciò sarebbe un nuovo e insostenibile taglio alle finanze locali. Il passaggio successivo è stato quello di rapportare il gettito dell'Ici del 2008 (ultimo dato reso disponibile dall'Istat) alle basi imponibili della nuova imposta, come risultano dai calcoli della Commissione Paritetica per l'Attuazione del Federalismo Fiscale (Copaff) rintracciabili sul sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze. In questo modo, è stato possibile ottenere le cosiddette aliquote di equilibrio, ovvero quelle che grarantiscono la parità di gettito fiscale.
&lt;p&gt; A questo punto, per scoprire l'effetto sui singoli Comuni, è stato sufficiente applicare tali aliquote agli imponibili dell'Im in ciascuno di essi; si ottiene così per ogni Municipio il gettito della nuova imposta che può essere confrontata con quello dell'Ici 2008, come risulta dai bilanci consuntivi disponibili sul sito del Ministero dell'Interno. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;La cosa singolare&lt;/b&gt; è che, dei 376 comuni con sindaco leghista, ben 209, il 56%, subirebbero una perdita nel passaggio dall'Ici all'Ima Fra quelli virtualmente danneggiati vi sarebbero anzitutto alcuni capoluoghi di provincia come Varese (città natale di Maroni) e Monza, ma anche località particolarmente evocative per l'animo leghista, quali Cassanò Magnago (il paese natale di Bossi) e Adro, più volte salito alla ribalta nazionale, da ultimo per la sua scuola a marchio celtico ed anche Pontida. 
&lt;p&gt;Allargando poi la ricerca anche ai Comuni non leghisti abbiamo scoperto che a rischio sono anche tutti i capoluoghi di provincia della Lombardia con la sola eccezione di Milano e inclusa Bergamo, patria di Calderoli, il padre di questo strano federalismo fiscale.
&lt;p&gt; La spiegazione di questi numeri sta nel fatto che il gettito complessivo a livello nazionale dell'Im sarà uguale a quello dell'Ici, ma nelle singole realtà, specialmente al nord, le basi imponibili sono distribuite molto diversamente da località a località (prime case, case locate e immobili commerciali e altri immobili). 
&lt;p&gt;In sostanza, sembra che non sia stata oggetto di sufficiente riflessione l'idea di dimezzare l'aliquota sulle case date in affitto e su tutti gli immobili utilizzati in attività diimpresa, restringendo costl'applicazione dell'aliquota piena alle sole &quot;seconde&quot; case. Così facendo, però, l'imposta risulta applicata in modo sbilanciato sui vari beni e rischia di generare fughe verso quelli esenti (con fittizie intestazioni di prime case a familiari, ad esempio) o meno tassati; con ulteriori perdite di gettito. 
&lt;p&gt;In conclusione, l'idea sarebbe stata anche vincente; specialmente a fini elettorali, ma tra l'idea e la realtà c'è una differenza complessiva di qualche milione di euro in meno. È stato già detto altre volte che questo è un federalismo senza numeri; ora che alcuni numeri è possibile metterli, ci viene il sospetto che siano ben lontani da quelli sperati. E sarebbe questo l'effetto della politica di due ministri della Lega che si occupano di federalismo fiscale? &lt;br /&gt;
Chissà cosa ne penseranno ora i cugini della Lega. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=WSP5C&quot;&gt;l'Unità &lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Francesco Pastore: Federalismo: “Un bene solo per il nord”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/04/francesco-pastore/federalismo-%E2%80%9Cun-bene-solo-per-il-nord%E2%80%9D/549502"></link>
  <updated>2011-01-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>549502</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Puglia (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Nel 150° anniversario dell’unità d’Italia – dice Franco Pastore - Bossi vuole realizzare il federalismo, tanto da mettere a rischio la durata stessa del governo se non succederà entro gennaio. 
&lt;p&gt;Certo la maggioranza, specie alla camera, non è solida e per il paese questo non è un momento facile. La politica va da una parte, pensa e si concentra sui suoi obiettivi, le sue scadenze, i punti di arrivo, mentre i cittadini sono ripiegati su altre scadenze che prosciugano le loro già poco sbrodolanti tasche”.
&lt;p&gt;
“Non è federalismo – afferma il consigliere regionale - quello di un governo che vuole semplicemente decidere di differenziare i trattamenti, il federalismo è un’altra cosa, differente da quella che hanno in mente per l’Italia e per il sud”.
&lt;p&gt;

E ancora: “In base infatti ai dati forniti dalla Commissione paritetica per il federalismo fiscale (Copaff) si calcola che le entrate a favore dei Comuni diminuirebbero di alcune centinaia di milioni di euro e, di conseguenza, anche i servizi ai cittadini”.

&lt;p&gt;
“E poi la redistribuzione delle entrate fiscali – conclude Pastore - privilegerà e premierà le amministrazioni comunali del nord e quelle di località turistiche dove è forte la presenza di seconde case, mentre le città del sud ne uscirebbero pesantemente penalizzate” . &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.barlettalive.it/news/Politica/4586/news.aspx#main=articolo&quot;&gt;www.barlettalive.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>ROCCO BERARDO: Regione Lazio: 4 nuove commissioni al Consiglio Regionale una vergogna</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/10/rocco-berardo/regione-lazio-4-nuove-commissioni-al-consiglio-regionale-una-vergogna/548802"></link>
  <updated>2010-12-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>548802</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Lista Bonino - Pannella) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ci è appena arrivata una nuova formulazione del testo relativo a una fantomatica proposta di legge numero 49 volta a costituire nuove commissioni al Consiglio Regionale del Lazio. Alle 16 commissioni attualmente previste dal regolamento, sono state aggiunte, da questa proposta, votata all'unanimità dei presenti, dunque con il favore dei partiti di opposizione con diritto di voto in commissione (pd, sel, idv) altre 4 commissioni, i cui temi, usura, sicurezza sul lavoro, federalismo fiscale, di certo importantissimi, potevano essere accorpati al lavoro di commissioni già esistenti il cui operato è stato fino a oggi ridicolo. 
Delle 16 commissioni già presenti, e molte non funzionanti, invece, nessuna è stata eliminata.  
Questa proposta è una vergogna, letteralmente una vergogna. Dalla commissione bilancio, dove si è concretizzata tale spartizione, hanno opportunamente escluso all'inizio della legislatura rappresentanti radicali. Ci batteremo, ora, per impedire che tale inutile ulteriore spesa partitocratica venga fatta a danno dei cittadini contribuenti.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/comunicati/regione-lazio-radicali-4-nuove-commissioni-al-consiglio-regionale-una-vergogna&quot;&gt;Radicali Italiani&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>GIUSEPPE ROSSODIVITA: Regione Lazio: 4 nuove commissioni al Consiglio Regionale una vergogna</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/10/giuseppe-rossodivita/regione-lazio-4-nuove-commissioni-al-consiglio-regionale-una-vergogna/548801"></link>
  <updated>2010-12-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>548801</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Lista Bonino - Pannella) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ci è appena arrivata una nuova formulazione del testo relativo a una fantomatica proposta di legge numero 49 volta a costituire nuove commissioni al Consiglio Regionale del Lazio. Alle 16 commissioni attualmente previste dal regolamento, sono state aggiunte, da questa proposta, votata all'unanimità dei presenti, dunque con il favore dei partiti di opposizione con diritto di voto in commissione (pd, sel, idv) altre 4 commissioni, i cui temi, usura, sicurezza sul lavoro, federalismo fiscale, di certo importantissimi, potevano essere accorpati al lavoro di commissioni già esistenti il cui operato è stato fino a oggi ridicolo. 
Delle 16 commissioni già presenti, e molte non funzionanti, invece, nessuna è stata eliminata.  
Questa proposta è una vergogna, letteralmente una vergogna. Dalla commissione bilancio, dove si è concretizzata tale spartizione, hanno opportunamente escluso all'inizio della legislatura rappresentanti radicali. Ci batteremo, ora, per impedire che tale inutile ulteriore spesa partitocratica venga fatta a danno dei cittadini contribuenti.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/comunicati/regione-lazio-radicali-4-nuove-commissioni-al-consiglio-regionale-una-vergogna&quot;&gt;Radicali Italiani&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Gabriele Delmonte: Il Federalismo a Montecchio Emilia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/22/gabriele-delmonte/il-federalismo-a-montecchio-emilia/547283"></link>
  <updated>2010-10-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>547283</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Montecchio Emilia (RE) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Niente più scuse. Entro febbraio del 2011, forse addirittura entro gennaio, il federalismo fiscale avrà concluso il suo percorso e così l’assetto complessivo sarà definitivamente approvato. Così dal 2014 questo stato lento e burocrate si trasformerà in una macchina efficiente. Teniamo a precisare che non solo noi leghisti abbiamo voluto fermamente e fortemente il federalismo, ma già nel lontano 1949 Sturzo rivendicava per le Regioni del Sud il federalismo fiscale affermando “Io sono unitario, ma federalista impenitente. Lasciate che noi del meridione possiamo amministrarci da noi, da noi designare il nostro indirizzo finanziario, distribuire i nostri tributi, assumere le responsabilità delle nostre opere, trovare l’iniziativa dei rimedi ai nostri mali; non siamo pupilli, non abbiamo bisogno della tutela interessata del Nord” (Tratto da Sturzo, La Regione, Milano, 1949).&lt;br /&gt;

Le regioni avranno l’occasione per mostrare di saper amministrare con diligenza e responsabilità (non come sta avvenendo attualmente, ricordiamo per chi non lo sapesse che la sanità regionale viene finanziata con il 44.7% dell’iva. Purtroppo ci sono 5 regioni con disavanzi spaventosi es. la regione Calabria). Non potranno nascondere l’eventuale fallimento.Con il federalismo verranno ceduti ai comuni immobili e terreni di proprietà dello stato. Sono 9.127 immobili, 9.832 terreni e una settantina di piccoli aeroporti che saranno ceduti a titolo non oneroso agli enti territoriali che li chiedono, affinché vengano valorizzati ed eventualmente venduti. Ci sono poi i beni demaniali, ovvero miniere, spiagge, laghi e fiumi, destinati a passare a regioni, province e comuni. Nel caso specifico, Montecchio, potrà ottenere 2.000 metri quadri di terreni limitrofi all’Enza per un valore di circa 20.000€ e, con ogni probabilità nei prossimi anni, la possibilità di ottenere l’edificio che ora risulta occupato dalla caserma dei carabinieri per un valore di circa 650.000 € (fonte tabella ministeriale). In più verrà lasciato sul territorio una parte dell’IRPEF. L’Ici che questo governo ha tolto sulla prima casa non ha inciso negativamente sui bilanci comunali come vogliono farci credere, perché lo stato ha provveduto ad erogare ai Comuni la somma equivalente al mancato introito Ici. Nel caso di Montecchio E. sono già arrivate tutte le somme per il 2009 e quelle per il 2010 (pari a circa €1.500.000 totali). Se il Comune è bloccato e i soldi non ci sono non è dovuto da questo governo ( comel vuol far credere il nostro Sindaco e la Giunta) ma da scelte politiche sbagliate fatte dalle amministrazioni precedenti ( vedi mutui chiesti su progetti sbagliati come scuole elementari) che gravano tuttora sul bilancio comunale. Teniamo a ricordare che nel nostro comune è da sessantanni che governa la sinistra!!!!!! Tornando al recente l’amministrazione comunale ha deliberato il 18/09/2010 (del. N°112) una convenzione con la società Polisportiva L’Arena per l’intervento di tracciatura dei campi di pallacanestro presso il palazzotto dello sport per un costo di € 4.000,00 per il 2011 e di € 4.000,00 per il 2012, a noi sembrano cifre un po’ alte per tracciare dei campi visto come sono messe a detta del Sindaco le casse del comune. Per fortuna la maggior parte dei cittadini di Montecchio non hanno creduto minimamente alle lamentele e ai piagnistei che il sindaco ha fatto e che continua a fare ad ogni piccola richiesta di intervento nel comune, che essa sia per motivi di ordine pubblico o di semplice decoro delle strade e dei parchi. Oramai assistiamo tutte le settimane all’invio di lettere e/o di mail da parte dei cittadini agli uffici comunali, lettere contenenti per lo più richieste di interventi logistici che in un comune che funziona dovrebbero essere all’ordine del giorno. Tra queste tipologie di intervento troviamo spesso richieste di manutenzione del verde pubblico, di rifacimento del manto stradale o più semplicemente di pulizia degli spazi comuni. E’ mai possibile che un sindaco si trovi in mezzo ad un incrocio a distribuire volantini in cui chiede ai propri cittadini lo sforzo di effettuare quelle manutenzioni ordinarie di cui un comune non può certo rinnegarne la competenza? E’ mai possibile che un sindaco decida di utilizzare il municipio e di conseguenza i suoi dipendenti per scopi prettamente propagandistici appendendo una “X” rossa sulla sua facciata? Questa giunta deve cominciare a dare delle risposte alle esigenze dei cittadini così come il governo nazionale sta cercando, con il federalismo fiscale, di dare risposte alle esigenze economiche delle autonomie locali. Proprio nelle prossime settimane il federalismo dovrebbe trovare il proprio compimento grazie ad alcuni semplici punti: la sostituzione degli attuali tributi statali che insistono sul comparto immobiliare con un unico titolo di prelievo municipale, l’introduzione di una cedolare secca (a differenza di quella attuale) sugli affitti del 20% che resterà in mano al comune, l’introduzione dei costi standard che porterà ad una omogeneizzazione dei costi sul territorio nazionale.
Speriamo quindi, che il comune sappia sfruttare quello che lo stato gli permetterà di avere e cerchi di dare risposte ai problemi concreti dei cittadini, nell’ultimo anno infatti si sono viste solamente feste e manifestazioni che, a parere nostro, cercano solamente di ottenere un effetto placebo nella mente dei cittadini.
Noi della sezione Lega Nord di Montecchio saremo presenti all’annuale fiera di S.Simone per potervi meglio illustrare i processi del federalismo in atto nel nostro paese e per poter accogliere suggerimenti e lamentele che eventualmente vogliate portarci.
Per un momento di svago al nostro banchetto non mancheranno gadgets e prelibati prodotti tipici emiliani.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.centrodestramontecchio.com/wordpress/articolo-della-lega-nord-uscito-sul-giornalino-comunale-di-ottobre-2010.html&quot;&gt;Giornalino &quot;Montecchio&quot;&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>William TAMI: Stiamo andando alla deriva. &quot;Unica Speranza il Federalismo Fiscale&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/09/03/william-tami/stiamo-andando-alla-deriva-unica-speranza-il-federalismo-fiscale/505548"></link>
  <updated>2010-09-03T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>505548</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Pavia di Udine (UD) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Alla fine sempre di tasse si tratta. Poco importa al cittadino che siano corrisposte agli enti locali o allo Stato. Ogni anno ammontano in media a 2.364 euro le tasse pagate a Comuni, Province e Regioni. Diverso il discorso per la Commissione paritetica sul federalismo fiscale che ha analizzato le entrate degli enti locali, proprio ora che stanno per arrivare in Parlamento i decreti attuativi della riforma. Almeno ci saranno dei dati su cui ragionare (riferiti al 2008).I numeri non vengono più dopo la politica, ma devono venire prima. E il quadro che emerge mostra un federalismo «di fatto» in cui le differenze tra Nord e Sud sono sostanziali: mentre, ad esempio, in Lombardia i cittadini pagano 2.697 euro ai vari enti locali, in Campania si scende a 1.657. Situazione capovolta per quanto riguarda i rifiuti. I campani pagano 128 euro pro capite l’anno per la tassa sull’immondizia. Seguiti dai cittadini dei Comuni pugliesi, con 105 euro pro capite. La tariffa sui rifiuti più bassa è invece quella pagata dai veneti con 24 euro l’anno. La media è di 78 euro.
&lt;p&gt;
In generale, i tributi prelevati da Comuni, Province e Regioni sono così suddivisi: in media 1.932 euro di tasse alle Regioni, 334 ai Comuni e 88 alle Province. Ancora più sensibile in un’ottica federalista il discorso sui trasferimenti pro capite da parte dello Stato. &lt;br /&gt;
In questo caso è il Molise, penultimo in classifica quanto a tassazione locale, ma al primo posto nel ricevere dallo Stato 1.353 euro per cittadino. Cifra che fa ancora più impressione se confrontata con il Piemonte, la regione Cenerentola che riceve meno di tutti: solo 166 euro per ogni piemontese. Altro dato in cui le differenze sono evidenti è quello relativo all’imposta comunale sugli immobili. L’Ici sulla seconda casa è in media di 170 euro pro capite. In Liguria si pagano invece 243 a testa. Risparmiano invece i lucani che pagano 86 euro, a poca distanza dai calabresi che ne spendono 95.
&lt;p&gt;
Se la media italiana è di 2.364 euro, sono nove le Regioni che pagano di più. Dopo la Lombardia si piazzano i contribuenti della Basilicata che pagano di tasse locali 2.571 euro. Terzi i contribuenti del Lazio (2.546 euro); seguiti da Emilia e Toscana (rispettivamente 2.541 e 2.501 euro pro capite). Nella parte bassa della classifica, sotto i 2.000 euro di balzelli, ci sono i cittadini della Campania (1.657 euro), del Molise (1.726 euro) e dell’Abruzzo (1.994 euro). Più uniforme è invece il costo dell’imposta sull’Rc auto. Nel Paese è in media di 37 euro pro capite l’anno, ma nelle province toscane ne costa 44. 
&lt;p&gt;L’imposta sull’assicurazione dell’automobile più bassa è quella pagata dai cittadini abruzzesi (26 euro) e molisani (28).
In tema di federalismo ieri è intervenuto anche il ministro dell’Economia Giulio Tremonti: «Si deve sapere che se si continua così la deriva è verso il basso, non ha senso. La speranza ultima e unica è il federalismo fiscale, che non è togliere risorse ma è dare la responsabilità». Per il capo del ministero di via XX Settembre «l’Italia è un Paese duale. Lo Stato costa di più nel Mezzogiorno e rende di meno, e non è possibile che le famiglie vadano da Sud a Nord per le cure, non è civile o accettabile, si deve cambiare». Ora il nodo da sciogliere sarà quello con gli enti locali che non vogliono una stretta sulle risorse. Ma Tremonti si è mostrato ottimista: «Credo che alla fine verrà fuori un testo condiviso dai Comuni perché il nostro interesse è che chi riceve devoluzione e poteri fiscali sia convinto e non vogliamo creare effetti di squilibrio né territoriale, né sociale».

&lt;p&gt;
Consigliere Lega Nord Tami William&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog.libero.it/LegaNordPaviaUd/&quot;&gt;blog LegaNordPaviaUd&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Renato BRUNETTA: Brunetta: «Non si andrà al voto. I finiani torneranno indietro»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/15/renato-brunetta/brunetta-%C2%ABnon-si-andr%C3%A0-al-voto-i-finiani-torneranno-indietro%C2%BB-intervista/504402"></link>
  <updated>2010-08-15T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>504402</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ministro Brunetta, cosa ci aspetta dopo ferragosto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Finalmente l'economia comincia a tirare. Produzione industriale in crescita tumultuosa, export a due cifre, disoccupazione in calo. Tutto questo è avvenuto senza crisi sociale, senza crisi del sistema bancario, senza la temuta desertificazione imprenditoriale; anzi, con una buona tenuta del potere d'acquisto delle famiglie e una perfetta tenuta del welfare».

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Le valutazioni degli imprenditori sono molto meno ottimiste.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Io non esprimo valutazioni; cito dati incontrovertibili. Il Pil del 2010 viaggia verso l'1,5%, quello dell'anno prossimo tra l'1,5 e il 2%. La ripartenza della locomotiva tedesca rappresenta una sicurezza. E' la fine del tunnel. E bisogna dire grazie alle famiglie italiane risparmiose, alle imprese capaci di ristrutturarsi, e un po' anche al governo, che ha condotto la nave in mezzo alla burrasca. Per questo Montezemolo e compagni sono quanto meno ingenerosi. E non aggiungo altro».

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Montezemolo, e non solo lui, vi rimprovera le riforme che non avete fatto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«E invece le riforme fatte cominciano a dare i loro frutti. La riforma della pubblica amministrazione. La riforma del federalismo, con la cedolare secca sugli affitti, che ha reso più tranquilli i comuni. La riforma del bilancio che evita gli assalti alla diligenza. La riforma delle &quot;public utilities&quot;, con i regolamenti che consentono di privatizzare e liberalizzare. Abbiamo avviato le riforme della giustizia, della scuola, dell'università, del welfare pensionistico. E poi la semplificazione amministrativa e legislativa».

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Eppure la maggioranza è divisa da una crisi gravissima.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«E io mi chiedo: non è che tutto quanto sta succedendo non sia altro che il precipitare della reazione conservatrice? La reazione di tutti quelli che il cambiamento non lo vogliono? Perché, pur tra qualche errore, qui le cose cominciano a cambiare davvero. Funziona la lotta alla criminalità organizzata. Funziona la lotta all'evasione fiscale. Le riforme sono in atto; possono piacere o no, ma sono in atto. Sedicenti governi di transizione, di salute pubblica, di salvezza nazionale o qualsiasi altra formula ipocrita e politichese, non sarebbero altro che il blocco delle riforme».

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma se venisse meno questa maggioranza la Costituzione impone di cercarne un'altra.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Se cadesse questo governo e gli succedesse qualsiasi governicchio da palude parlamentare che durasse qualche mese, il risultato certo e immediato sarebbe la marcia indietro della riforma della pubblica amministrazione, la marcia indietro del federalismo fiscale, la marcia indietro del rigore di bilancio, la marcia indietro su scuola, università, public utilities. Ne sarebbero felici i fannulloni. Gli enti pubblici spreconi cui Tremonti, sia pure con qualche rigidità degna di miglior causa, ha tagliato le unghie. I soviet locali di luce, acqua, gas, trasporti, spazzatura. I sindacati dei &quot;todos caballeros&quot;, delle assunzioni facili senza concorso, della Fiom antimercato e anticompetizione. I falsi invalidi. E i tanti partiti della spesa pubblica sprecona e irresponsabile».

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Tra un po' dirà che ne sarebbe felice anche la mafia...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non lo dico perché non voglio offendere nessuno. Ma due più due fa quattro».

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come se ne esce allora?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Da una parte c'è il governo, che finora ha avuto il consenso degli italiani. Dall'altra parte c'è un'opposizione impotente, indecisa a tutto ma ferocemente conservatrice. In mezzo, una melassa opportunista, terzopolista, anch'essa conservatrice. Chi vincerà questa partita? Non solo chi riesce ad avere la fiducia in parlamento; soprattutto, chi riesce a parlare al paese. Il passaggio parlamentare è ineludibile. Si portino i quattro punti a Camera e Senato, con comunicazione del presidente e dell'intero governo, su cui approntare una mozione di fiducia: una sorta di nuovo inizio, anche dal punto di vista formale; come quando si vota la fiducia a inizio legislatura. Però il passaggio parlamentare non basta».

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cos'altro occorre?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Rivolgersi agli italiani. Chiediamo al Paese: queste cose che abbiamo fatto sono chiare? Le vuoi? Il premier deve parlare non solo al Parlamento, ma al Paese. Diremo: questo è ciò che abbiamo fatto; se vince la conservazione, tutto questo si interrompe. Sarebbe una sorta di fiducia parallela, un determinante uno-due. Una fiducia popolare da chiedere come si fa nelle campagne elettorali, anche se non ci sarà la campagna elettorale. Se il Paese risponderà di sì, questo non potrà non influire».

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma in che modo far esprimere il Paese, se non con il voto? Con le manifestazioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«In tutte le forme democratiche, da grandi conferenze che il premier e i ministri potranno fare in tutta Italia, a manifestazioni di consenso al governo. Da quando mai le manifestazioni sono fatti non democratici?».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Ma secondo lei ci sarà il voto anticipato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«No. La mia consapevolezza è che la forza delle cose fatte parla in modo altrettanto chiaro alla maggioranza e al Paese. E la doppia forza porta a proseguire. Non vedo chi eletto nei partiti di maggioranza possa disconoscere le riforme, e sulla base di quale argomentazione».

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Questo significa che secondo lei i finiani, o almeno una parte, torneranno indietro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Assolutamente sì. Chi si assume la responsabilità di troncare il cambiamento? Tutto si tiene. Questa grande operazione-verità nel Parlamento e nel Paese farà sì che si possa riassorbire la crisi. Ma anche se la crisi, per ragioni puramente di potere, non venisse riassorbita, la soluzione verrebbe parimente indicata nel Paese. Se il Paese dice a gran forza &quot;vogliamo continuare&quot;, e il Parlamento risponde di no, viene sciolto il Parlamento, non il Paese».

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E si vota con questa legge elettorale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Chi la cambia? La melassa? La minoranza? Se chiedessimo all'opposizione quale legge elettorale vuole, non saprebbe individuarne una. In realtà, la legge elettorale è l'espressione della volontà della maggioranza, incarnata nel bene e nel male dagli eletti. Se una maggioranza non voluta dalla gente la cambiasse, sarebbe l'equivalente di un golpe».

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Fini deve dimettersi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non mi sono mai posto questo problema. Ma ho un'immagine di tipo tradizionale dei presidenti di Camera e Senato, come super partes, garanti dell'attività del Parlamento. Come si fa a pensare a chi sta seduto sullo scranno più alto come a un capopartito, in contrasto con la maggioranza che l'ha eletto?».

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quando parla degli errori della maggioranza si riferisce anche alla casa di Scajola e al caso Brancher? Non c'è un problema di legalità nel Pdl?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il governo ha dovuto affrontare una serie di attacchi esterni che avrebbero stroncato un toro. E tutto è cominciato dopo Onna. L'insieme delle campagne mediatiche è stato avviato, scientificamente o approfittando di occasioni, dopo il 25 aprile 2009, dopo quel discorso di Onna che rappresenta il più alto livello di consenso per Berlusconi, con apprezzamenti anche a sinistra. Da quel momento si scatena l'ira di Dio contro il premier. Io non sono un dietrologo. Non penso che ci siano sempre i burattinai. Ma una sequenza di questo genere mi fa dubitare delle mie convinzioni».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/10_agosto_15/brunetta-cazzullo-non-si-andra-al-voto_e9912fe6-a83f-11df-94a2-00144f02aabe.shtml&quot;&gt;Il Corriere della Sera - Aldo Cazzullo&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Massimo Cacciari: «Avranno un futuro solo se rinunceranno a ribaltoni e accordicchi»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/04/massimo-cacciari/%C2%ABavranno-un-futuro-solo-se-rinunceranno-a-ribaltoni-e-accordicchi%C2%BB-intervista/503976"></link>
  <updated>2010-08-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>503976</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt; «Il bipolarismo porta il Paese alla malora, bene l'alleanza centrista»
&lt;p&gt;
«Per il momento si sta ammazzando il vecchio». Il «vecchio», per Massimo Cacciari, è il «falsissimo bipolarismo all'italiana», e le prove di terzo polo cominciate ieri con la decisione presa insieme da Fini, Casini, Rutelli e dai sudisti di Lombardo possono aprire una fase nuova nella politica italiana. «Naturalmente aggiunge l'ex sindaco di Venezia, a certe condizioni, e la prima è un'intesa vera sulle cose da fare di qui alla scadenza naturale della legislatura».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Professor Cacciari, il suo sembra un giudizio sospeso...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Intanto una cosa è certa: la cacciata di Fini dal Pdl segna la fine dei due blocchi che hanno dominato la scena negli ultimi anni. Anche se dovesse continuare a funzionare, il partito di Berlusconi sarà sempre più condizionato dalla Lega, e il Pd sottoposto alle pressioni esterne dei vari Vendola e Di Pietro».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Fini, Casini e Rutelli sono sulla strada giusta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sì, se non si limiteranno ad accordicchi come l'astensione sulla sfiducia a Caliendo, se non lavoreranno per improponibili ribaltoni o governi tecnici. Se avranno il coraggio di andare fino in fondo. Insomma, devono prendere di petto alcune questioni cruciali per il Paese e offrire soluzioni condivise: parlo di federalismo fiscale, di welfare, di politiche per l'immigrazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Pensa che ci riusciranno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Che la morte del vecchio sia l'inizio di qualcosa di nuovo è la speranza di tutte le persone ragionevoli, ormai convinte che questo Paese sta andando in malora».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L'alternativa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Coltivare disegni ribaltonisti non farà altro che spingere Berlusconi alle elezioni anticipate. Che rivincerà alla grande scaricando su altri responsabilità che sono tutte sue. Aggiungo che se Bossi non riuscirà a incassare in tempo utile la bufala del suo federalismo fiscale, sarà lui il primo a mollare il Cavaliere».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E un governo Tremonti? Anche nel Pd c'è chi lo caldeggia...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Fanno malissimo, anche il nuovo blocco che potrebbe nascere deve evitare questo errore.Intanto perché Berlusconi non se ne andrà mai con le propie gambe».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E poi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«A Tremonti, e anche a Bossi, che sono gli eredi designati, non penso affatto convenga fare le Idi di marzo proprio adesso. Se questa maggioranza riuscirà ad andare avanti bene, altrimenti sarà il premier a chiedere a Napolitano di sciogliere le Camere. Nel caso l'avesse vinta, ci sarà il bel risultato della Lega che sopra il Po supererà il 40 percento».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Qual è la prima cosa che dovrebbero fare i partner di questo possibile nuovo blocco?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Denunciare la bufala del federalismo fiscale in salsa leghista, incalzare il governo con una proposta seria che restituisca davvero autonomia ai territori. Su questo, però, nutro qualche dubbio».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E cioè?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Temo che si accordino per far saltare il federalismo fiscale, una riforma che invece ritengo indispensabile. E solo per far saltare l'accordo di ferro tra Berlusconi e Bossi. E anche la presenza di Lombardo in questa compagnia a rafforzare questo mio timore».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
In conclusione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Stiamo a vedere. Se il vecchio muore la speranza c'è. Ma bisogna attrezzarsi subito, da adesso: il nuovo polo faccia un'opposizione intelligente in Parlamento e nel Paese, e si prepari ad affrontare le elezioni del 2013. Forse sarà la volta buona per votare partiti e coalizioni degni di questo nome».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=T794D&quot;&gt;La Repubblica - Sala Rodolfo&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
</feed>
