<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - Argomento: casini con berlusconi</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <link rel="self" href="http://politici.openpolis.it/feed/tagDeclarations/463"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2010-12-06T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>Gianfranco ROTONDI: «Se Silvio lascia chiuderemo noi la legislatura»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/06/gianfranco-rotondi/%C2%ABse-silvio-lascia-chiuderemo-noi-la-legislatura%C2%BB-intervista/548621"></link>
  <updated>2010-12-06T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>548621</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Attuazione del programma (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Mai la fiducia a una destra deberlusconizzata Draghi e Monti? Non li hanno votati i cittadini»
&lt;p&gt;Gianfranco Rotondi, leader della mini-Dc e ministro per l`Attuazione del Programma, è uno dei pasdaran del voto:
Silvio o urne, ripete come un mantra da giorni.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ministro, ci crede davvero o esorcizza così trappoloni e armistizi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «In campo ci sono due proposte. C`è il governo di responsabilità nazionale che si intesta Casini e che ovviamente deve includere Berlusconi.
Nel senso non che debba farne parte, ma che debba accettarlo. Invece Berlusconi l`ha respinto».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quindi il passo indietro è un`ipotesi che non esiste?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «No davvero. Nessuno di noi lo accetterebbe.
Casini lo propone perché gli piace come suona: è già in campagna elettorale - come me, come tutti - e la imposta così. Con belle parole che piacciono al suo elettorato».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei la sua campagna come la imposta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È la rivincita della Dc. Ci chiamavano trasformisti. oggi l`unico ministro democristiano, io, è quello che difende Berlusconi fino in fondo e in nome del bipolarismo chiede di andare al voto. In una compagnia trasversale, badi: i miei soci sono Bossi e Di Pietro. Nella maggioranza non molti altri vogliono le urne».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Perché lei sì? Quante divisioni comanda?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Gioco la partita secondo le regole.
Verifica e passo indietro sono parole da Prima Repubblica. Andavano bene quando vigevano il proporzionale e l`elezione indiretta del premier».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Veramente, l`elezione del capo del governo non risulta essere cambiata...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dal `94, con la Seconda Repubblica il premier di fatto è scelto dai cittadini.
Lo prevede ormai la Costituzione materiale. Sono le consuetudini».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ministro, la Carta parla chiaro.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Quella formale va sempre coniugata con quella materiale. Vieppiù da Napolitano che la conosce bene».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sta tirando anche lei il presidente della Repubblica per la giacca? Ha fatto sapere che non gradisce.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ma per carità. Lo conosco da molto tempo. Da campano parlo il suo stesso linguaggio. Non ho dubbi su come gestirà la crisi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E come?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Rispetterà tutti i passaggi formali.
Se c`è una maggioranza alternativa farà un altro governo. Ma lui, a differenza di altri, questa maggioranza la registra: non la ricerca e tanto meno la costruisce. Quindi, non la troverà.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Qual è la seconda ipotesi in campo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Appurato che Casini si limita agli slogan, la strategia più sottile è di Fini.
L`altro centrodestra: non punta al ribaltone ma a un centrodestra deberlusconizzato con dentro Casini.
Una prospettiva che non auguro a nessuno. Neanche al Pd: per loro sarebbe un disastro».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Neanche loro se lo augurano.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Li rassicuro: li fermeremo noi &quot;piccoli&quot; del PdL. A Palazzo Madama abbiamo 10 senatori. Uno più di Fini, visto che Pontone è in fuga.
C`è Giovanardi, Cutrufo, Compagna, Dini... E noi un altro centrodestra non lo votiamo. Punto».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nemmeno per disciplina di coalizione o per il bene dell`Italia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Scusi, dovrei votare - poniamo - il governo Valentino Valentini in una crisi extraparlamentare ad opera di un partito (Fli, ndr) che sei mesi fa non esisteva e guidato da uno, il presidente della Camera, che dovrebbe essere l`arbitro? Ma non scherziamo. Io faccio gli autoconvocati di Pannella. Scusate la presunzione, ma in quel caso la legislatura la chiude Rotondi!».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Se Berlusconi cede al forcing interno e glielo ordina?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Allora noi gli porremo un problema in più. Io sono fedele al premier.
Proprio per questo se decide di suicidarsi lo avverto prima. Non deve dimettersi neppure per succedere a se stesso».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La Lega sul Colle non tentennerà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Nessuno si faccia illusioni su Bossi:
il patto è d`acciaio. Berlusconi gli ha dato il federalismo, il rapporto è eccellente. E poi...».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Poi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Al Senatùr non brucerebbe la possibilità di parlare all`elettorato berlusconiano.
Tanto meno nell`imminenza di una campagna elettorale».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non le andrebbe bene neanche un esecutivo anti-crisi Draghi o Monti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Assolutamente no. Io non dò la fiducia a nessuno che non sia stato votato dai cittadini. Se è un problema di poltrone, sono pronto a sacrificare il mio ministero per allargare la maggioranza».&lt;br /&gt;
  &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=VVM78&quot;&gt;l'Unita' - Federica Fantozzi&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: «Non entriamo in un governo dove l'unico che conta è Tremonti»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/29/pier-ferdinando-casini/%C2%ABnon-entriamo-in-un-governo-dove-lunico-che-conta-%C3%A8-tremonti%C2%BB-intervista/505093"></link>
  <updated>2010-08-29T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>505093</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;E c'è il Berlusconi vittima del delirio di autosufficienza.
Non voteremo il processo breve. Al Paese non serve un'amnistia.
&lt;p&gt;
«Dove eravamo rimasti? Al predellino, quando ci venne spiegato che i moderati fuori dal Pdl non avrebbero avuto diritto di cittadinanza? Al bipartitismo, quando Veltroni e Berlusconi ci additarono come sbocco della transizione italiana la terra promessa di due partiti unici? Invece tutto è andato nella direzione da noi denunciata. Il goffo tentativo di ridurre la politica italiana al bipartitismo ha posto sul piedistallo due grandi vincitori: non il Pd e il Pdl, ma Di Pietro e la Lega».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Presidente Casini, è la sua estate. Tutti la cercano. Berlusconi la voleva al governo. Bersani la vuole nell'Alleanza democratica.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È l'estate in cui si tocca con mano quel che diciamo da tempo: la Lega è diventata l'arbitro della politica italiana. Per fortuna Berlusconi ha impedito le elezioni anticipate, e ha fatto bene. Il voto in autunno sarebbe stato non solo un'ammissione di responsabilità da parte del Pdl, costretto a interrompere la legislatura dopo due anni come Prodi, nonostante i cento deputati di maggioranza. Berlusconi ha capito che sarebbe stato la vittima designata. Avrebbe trainato la coalizione alla vittoria alla Camera, impallando il Senato. A quel punto la Lega e una parte della sinistra avrebbero fatto nascere il governo Tremonti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Tutto questo non toglie che prima o poi lei dovrà scegliere in quale alleanza entrare.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Tutto questo dimostra che la gente comincia a riflettere sulle nostre idee, a lungo considerate minoritarie. È sempre brutto far la parte di chi l'aveva detto. Eppure è proprio così: noi l'avevamo detto. Due anni fa, abbiamo preso i nostri stracci e abbiamo condotto una corsa disperata, fuori dal Pdl. Ora ci chiedono di entrare al governo? Ma in questo governo l'unico che conta è Tremonti. C'è un problema di squilibrio istituzionale, con il ministero dell'Economia che ha inglobato cinque o sei ministeri della Prima Repubblica, da ultimo le Attività produttive, ormai ridotte a un simulacro. E c'è un problema di squilibrio politico: Tremonti è il garante della Lega al governo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;È proprio quel «simulacro di ministero» che vi ha offerto Berlusconi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Al governo non si va per soddisfare vanità. Grazie a Dio, le mie vanità me le sono tolte tutte, e continuo a soddisfarle. Al governo si va per incidere politicamente. E oggi ci sarebbe consentita solo la parte del parente povero. Aggiungere un posto a tavola non servirebbe né a chi lo mette, né a chi lo riceve».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma è Bossi che non vi vuole. Dice che state in mezzo per intercettare le poltrone.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Bossi ha passato l'estate a insultarmi. Io preferisco replicare con i ragionamenti. È vero il contrario. Noi, alla faccia della &quot;logica democristiana&quot;, siamo l'unico partito all'opposizione da due legislature. Prima con Prodi, ora con Berlusconi. Il partito della nazione non nasce per aggiungersi agli uni o agli altri. Nasce ponendo una domanda: è possibile essere protagonisti in politica nel nome della dignità e della responsabilità? Perché Fioroni e Pisanu devono stare in due partiti diversi? Quale linea, quali valori, quale programma li divide, se non l'idea che alimentano gli uni e gli altri alternativamente per cui da una parte c'è il regno del bene e dall'altra il regno del male? Il partito della nazione nasce perché l'Italia si sta disgregando. E in un Paese disgregato le grandi scelte di modernizzazione non si fanno, perché costano. Prendiamo il nucleare. Noi siamo favorevoli. Ma com'è possibile pensare di poterlo fare senza un accordo bipartisan? Che succede se tra qualche anno c'è una nuova maggioranza a cui il nucleare non sta bene? Si torna indietro? Questi sono temi su cui non si può scherzare».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Per un accordo vasto ci vorrebbe un nuovo governo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il governo di responsabilità nazionale che noi abbiamo evocato non è il governo di tutti contro Berlusconi e Lega. Non è la vendetta contro chi ha vinto le elezioni. Ma non è nemmeno il governo di prima, con Casini al posto di Fini. Sarebbe umiliante. Vedo che provano a blandirci sbandierando i valori, l'identità cristiana. Ma a noi non interessa questo esibizionismo valoriale, usato o per compiacere le gerarchie ecclesiastiche o per innestarvi sopra operazioni politiche. Noi difendiamo i valori, e proprio per questo non ci piace il mercimonio».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A cosa si riferisce?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Vedo che i temi della bioetica vengono affrontati a volte con una logica emergenziale, come nel caso di Eluana, in cui si voleva fare una legge in 24 ore, e poi vengono trascurati per mesi, per poi essere rispolverati strumentalmente al fine di costruire un'alleanza politica. Ma sui temi etici non si costruiscono né alleanze, né steccati».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma lei con chi lo vuol fare il partito della nazione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il partito della nazione è un processo. Non ho la bacchetta magica, non fondo partiti a tavolino come Berlusconi. È chiaro che ci sono interlocutori naturali, come Rutelli. Spero poi che dalla società civile qualcosa si muova. Ma non entro nel gossip dei nomi. Anche perché molti esponenti della società civile vorrebbero entrare in campo a partita finita, quando si gusta la vittoria. Se si votasse domani mattina, questo partito avrebbe la necessità di candidarsi autonomamente; e allora tanti entusiasmi si appannerebbero. Cesa ha detto: noi azzeriamo l'Udc. Io dico: leviamo il mio nome dal simbolo, facciamo un grande concorso di idee per un simbolo nuovo. Più di così, cosa dobbiamo fare? Saranno i fatti a far maturare il resto».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per Fini ci sarebbe spazio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Come presidente della Camera, Fini si sta comportando bene. Sul suo futuro politico, deve decidere lui. Non è in stato di minorità. Per ora, non si capisce se i finiani rientrano nel Pdl o fanno un partito. Senza sapere queste cose, come faccio a fare una proposta a Fini? Deve dire lui quel che vuol fare, agli italiani prima che a me. Certo, oggi vengono a galla le contraddizioni iniziali di un progetto politico in cui molti si sono fatti imbarcare senza crederci fino in fondo. Però sapevamo tutti com'è Berlusconi...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Com'è Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io ho un rapporto di simpatia con lui. Tutto si può dire salvo che sia uno che non è scoperto nelle sue modalità politiche. E il modo in cui ha fatto il Pdl era indicativo di come l'avrebbe guidato. Paradossalmente, è più facile trattare con Berlusconi dall'esterno, come fa Bossi, che non nello stesso partito. Infatti non c'è giorno che non manifestino il loro disagio Rotondi e altri ex dc, che per mesi mi hanno svillaneggiato spiegandomi che fuori dal Pdl sarei stato irrilevante».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma lei potrebbe mai tornare con Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«C'è un doppio Berlusconi. C'è quello che a inizio legislatura pronuncia un discorso che valorizza il ruolo dell'opposizione, e concorre con il centrosinistra e con i togati a eleggere Vietti al Csm. E c'è il Berlusconi vittima del delirio di autosufficienza. Per fortuna ora ha capito la manovra di aggiramento che era in corso contro di lui. Maroni ha parlato di un'operazione per far fuori Berlusconi. Ha ragione, ma non erano certo Di Pietro e Bersani i manovratori; e Maroni dovrebbe saperne qualcosa di più di quel che fa finta di non sapere. Se a Berlusconi è servito brandire lo spauracchio dell'Udc per evitare la congiura, mi fa piacere per lui. Ma non basta dire che siamo insieme nel Ppe per fare un'alleanza. Il giorno in cui Berlusconi andasse alle urne, finita la legislatura, su percorso di decoro politico-istituzionale, si può discutere con lui. Ma se Berlusconi andasse al voto anticipato lanciando un appello al superamento della Costituzione, guidando una coalizione in cui conta solo la Lega e gli altri fanno tappezzeria, gridando contro i poteri forti, il capo dello Stato, la magistratura e la Corte costituzionale, è ovvio che noi non potremmo mai starci».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E il processo breve, glielo votate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Com'è uscito dal Senato, no. Noi siamo stati il partito che più di ogni altro si è fatto carico della specificità del ruolo di Berlusconi come presidente del Consiglio. Il legittimo impedimento l'abbiamo costruito noi, perché ci pareva importante far finire la stagione in cui Berlusconi e la magistratura erano avvolti in una contesa ormai patologica. Se vogliamo pensare a una tutela per le alte cariche, siamo disponibili. Ma cancellare centinaia di processi per farne finire uno o due sarebbe una follia. Di tutto il Paese sente il bisogno, tranne che di un'amnistia». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/10_agosto_29/casini-intervista-cazzullo_cac6e8fc-b335-11df-ac3b-00144f02aabe_print.html&quot;&gt;Corriere.it - Aldo Cazzullo&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Francesco RUTELLI: «Casini si decida. Non capisco la sua strategia, ma sarà la Lega a staccare la spina a questo governo»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/12/francesco-rutelli/%C2%ABcasini-si-decida-non-capisco-la-sua-strategia-ma-sar%C3%A0-la-lega-a-staccare-la-spina-a-questo-governo%C2%BB-intervista/502961"></link>
  <updated>2010-07-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>502961</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: ApI-FLI) - Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Lista di elezione: API) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Sarà la Lega a staccare la spina a questo governo». Francesco Rutelli, leader di Api non ha dubbi. Si dice d'accordo con Casini su molti punti, e auspica, viste le difficoltà della maggioranza, un «governo del presidente, ma la vedo dura, perché dovrebbe condividerlo anche Berlusconi», capace di avviare «le riforme necessarie al Paese», perché «è chiaro a tutti - sottolinea - che l'Italia è in una trappola e non ce la fa ad uscirne».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Di quale trappola parla?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Questi diciassette anni di bipolarismo, che non ha portato alle riforme. Funziona nelle città, ma non al governo. Ha fallito nel creare un centrodestra europeo e un moderno centrosinistra. Si è fondato sulla delegittimazione dell'avversario politico».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma la maggioranza, in questi giorni, più che alle riforme guarda ai problemi interni. Berlusconi ha visto Casini ma dalla Lega è subito arrivato lo stop all'Udc. Cosa ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Penso che sarà la Lega a staccare la spina a questo governo... Berlusconi, infatti, si è ormai reso conto che il suo governo dipende esclusivamente dalle volontà del Carroccio. E per questa ragione cerca di riaprire altri dialoghi. Ma sul piano sostanziale se la Lega, che ormai è azionista decisivo del bipartito di maggioranza, non incasserà i dividendi annunciati nel Nord col federalismo, si chiamerà inevitabilmente fuori. Perché lo scopo vero di questo partito non è unire e guidare, ma dividere il Paese».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E Casini a quel punto potrebbe tornare in gioco. Da qui l'incontro a cena?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Di cene se ne fanno a centinaia. E Berlusconi se vuole complottare con qualcuno ha mille occasioni per farlo, senza finire sui giornali. Di Casini condivido molte scelte politiche. Così come ho condiviso le sue critiche sulla manovra e sul federalismo fiscale. Ora c'è da chiedersi, però: qual è la sua strategia? Perché se non si concretizza la strategia che io chiamo Terzo Polo, con obiettivi ben precisi, allora Casini rischia un predellino bis. Perché Berlusconi, in questi anni, ha già dimostrato di essere il più concreto nelle strategie, ma anche il più veloce e il più furbo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Pensa che il terzo polo sia l'approdo naturale anche per Casini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Sì. Certo, il terzo polo non sarà solo un'aggregazione di partiti, di questo o quel capo, ma un soggetto capace di fare proposte al Paese per l'uscita dalla crisi, che ci inchioda e ci impoverisce. Perché l'Italia è in trappola, e insieme dobbiamo trovare il modo di farla uscire per superare una crisi economica strutturale: il senso di questa nuova aggregazione sarà per mettere in piedi le riforme».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma il terzo polo non è mai decollato, e poi chi farà il leader?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Intanto creiamone le basi. Api sta crescendo ogni giorno, ma non vogliamo essere un partito in più; progettiamo di unirci, di concorrere alla forza centrale della politica futura. Quanto alla leadership, si conquista sul campo. Si vedrà alla prova del coraggio, delle idee e dei fatti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei vede un rischio elezioni? Il presidente Schifani ha sostenuto che se non si trova una pace strategica con Fini c'è il rischio rottura...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non metto il becco nel dissidio tra il presidente della Camera e quello del Senato. Di certo Fini è un leader politico e cofondatore del Pdl. A Schifani chiediamo, invece, di essere un buon presidente del Senato. Ciò detto non credo che ci sarà la crisi di governo, perché tutti corrono il rischio di trovare un quadro peggiore di quello che lasciano. Ci vorrebbe un governo del presidente, ma non vedo oggi la disponibilità a condividerlo da parte di Berlusconi. Temo, quindi, logoramento, proliferazioni di correnti nel Pdl, paralisi delle riforme».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E il Pd cosa farà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «II Pd è sempre abbastanza qualcosa. È abbastanza favorevole al federalismo, è abbastanza favorevole alle primarie, è abbastanza socialdemocratico, è alquanto favorevole alle riforme della giustizia. Ma anche, spesso, abbastanza contrario. Alla fine di tutto questo essere abbastanza qualcosa, rischia di non rimanere nulla».&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=SRN7F&quot;&gt;La stampa - Paolo Festuccia&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: «Un governo di responsabilità nazionale, per il quale non è possibile avanzare veti su Berlusconi»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/12/pier-ferdinando-casini/%C2%ABun-governo-di-responsabilit%C3%A0-nazionale-per-il-quale-non-%C3%A8-possibile-avanzare-veti-su-berlusconi%C2%BB-intervista/502960"></link>
  <updated>2010-07-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>502960</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Un «governo di responsabilità nazionale». Secondo Pier Ferdinando Casini è l'unico modo per uscire dalla «crisi politica in atto»: un esecutivo aperto a tutti, che sarà guidato da chi sceglierà il Capo dello Stato, ma per il quale «non è possibile avanzare veti» su Silvio Berlusconi, perché «ha vinto lui le elezioni». 
&lt;p&gt;È l'appello che lancia il leader dell'Udc dopo le polemiche a non finire seguite alla cena da Vespa, alla quale ha partecipato assieme al Cavaliere. A tavola Casini era seduto tra Gianni Letta e il cardinal Bertone: «Si è trattato di una gradevolissima serata, con simpatici commensali e una padrona di casa deliziosa». L'invito gli è arrivato una ventina di giorni prima, giustificato dal cinquantesimo di attività giornalistica del conduttore di Porta a Porta e lui è andato da solo mentre quasi tutti gli altri ospiti erano accompagnati dalle rispettive consorti. Per il resto «ottime pietanze», clima disteso, Berlusconi che parlava, «come sempre del più e dei meno». E il segretario Vaticano «messo ingiustamente in mezzo: di politica italiana non ha detto niente, ha parlato dei rapporti con la Chiesa Russa e dei progressi diplomatici con il Vietnam».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nient'altro da quella cena? E l'offensiva che avrebbe portato avanti il Cavaliere nei suoi confronti, con Bossi che è arrivato a dire «o noi o loro»?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Beh, stando così le cose, allacciamoci le cinture di sicurezza: se basta una cena a far tremare il governo e a far parlare alcune forze politiche di &quot;complotto ai vertici dello Stato&quot;, come ha fatto l'Idv, siamo davvero messi male».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La Lega è letteralmente insorta.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Insorgono per un nulla. Ammesso e non concesso che ci siano state offerte all'Udc, cosa che comunque non era possibile in quella cena, appare chiaro a tutti gli italiani che il nostro partito non ha alcuna intenzione di entrare nella maggioranza. Consiglio quindi a tutti gli amici, a destra e a sinistra, di evitare colpi di sole. Ma ciò che più mi meraviglia è che tra gli agitati ci sia soprattutto Tremonti: non vedo perché debba esserlo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Niente che lo giustifichi davvero?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Siamo usciti due anni fa da elezioni in cui tutti ci davano per morti. Poi hanno visto che alle europee abbiamo incassato un successo e alle Regionali siamo stati determinanti. E oggi facciamo addirittura spaventare Bossi e Tremonti. Avevamo detto che il bipolarismo non avrebbe portato a nulla di buono e in effetti non ha fatto altro che gonfiare la Lega e Di Pietro».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Resterete quindi distanti dai due poli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Forse non sono &quot;pierfurbi&quot;, come si dice, ma neanche &quot;pierfessi&quot;: se insisto con la proposta di un Partito della Nazione, che possa essere un approdo per tanti, ci sarà un motivo. Anche l'altra sera, a casa di Vespa, ho ripetuto ciò che dico ormai da settimane e cioè che ci sarebbe bisogno di un armistizio».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Che cosa vuol dire?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Se fossi il Presidente del Consiglio farei un appello: &lt;br /&gt;
di fronte alla gravità della crisi economica e alla difficile situazione del Paese chiederei a tutte le forze politiche una responsabilità più ampia».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Un governo di larghe intese, guidato da Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «La guida la sceglie il Capo dello Stato. Ma se Berlusconi assumesse questa iniziativa sarebbe intelligente perché ne avrebbe solo da guadagnare: a quel punto caricherebbe di responsabilità chiunque, di fronte a quell'offerta, decidesse di sbattere la porta in faccia».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Si rischierebbe di perdere partiti come la Lega e l'Idv, che si sono sempre dichiarati contrari a questo tipo di ipotesi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Problemi loro. Ma ci sarebbe un'assunzione chiara di responsabilità. E credo che nel Pd siano in molti a rendersi conto che così non si può andare avanti: mancano ancora tre anni alla fine della legislatura e non può essere disperso il tempo necessario alle riforme. Ormai è già troppo tardi e, comunque, se non si farà questo passaggio prevedo che qualcuno, a breve, punti a percorrere la scorciatoia delle elezioni anticipate».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma davvero Berlusconi non le ha offerto nulla in quella cena da Vespa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «A cena no».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E in altre occasioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Che Berlusconi pensi a rafforzare il suo governo è comprensibile, ma per quanto mi riguarda non c'è alcun interesse a partecipare a questo esecutivo: sarebbe ridicolo e umiliante. Bossi è un esperto di ribaltoni. Io no. Penso sempre ai miei elettori».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;C'è chi sostiene che l'Udc potrebbe sostituire i finiani.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ritengo offensivo pensare che possa interessarmi una vendetta contro Fini per la scelta che portò due anni e mezzo fa alla creazione del Pdl. Non ho mai coltivato nella mia vita politica miserie simili».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Può essere invece un alleato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Mi auguro che Fini ritenga positivo il mio ragionamento e la necessità di un'alleanza tra forze che puntano a realizzare riforme importanti per il bene del Paese».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quali?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Penso alle grandi riforme economiche. In questi giorni ci stiamo lamentando della spesa delle Regioni, ma non ci rendiamo conto di quante grandi opere sono state annunciate da questo governo e non realizzate: fate una verifica sull'attuazione delle delibere del Cipe...».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=SRMXM&quot;&gt;Corriere della Sera - Roberto Zuccolini&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Massimo DONADI: «Siamo nel mirino dei &quot;poteri&quot;, vogliono eliminare noi e Lega»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/06/08/massimo-donadi/%C2%ABsiamo-nel-mirino-dei-poteri-vogliono-eliminare-noi-e-lega%C2%BB-intervista/501413"></link>
  <updated>2010-06-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>501413</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Donadi, cosa c'è dietro la campagna mediatica di alcuni quotidiani, in particolare del Corriere della Sera, contro l'Idv?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Questa è una fase politica molto delicata, con un sistema di potere, il berlusconismo, che anche solo per ragioni anagrafiche volge al termine. Quindi, sono sempre più evidenti le manovre dei poteri forti per garantire, anche dopo questo ciclo politico, il consolidarsi di un equilibrio che dia continuità del loro business. Non è casuale che alcuni quotidiani, in primis il Corriere della Sera, perseguano la volontà di attaccare l'Idv, unico partito anti-sistema, mascherando da inchieste della vecchia spazzatura pubblicata dai giornali berlusconiani e rimessa in circolo al di là di ogni elemento di attualità della notizia. Questo si congiunge al tentativo dell'Udc di scardinare le forze che più hanno investito nel sistema bipolare: cioè l'Idv e la Lega. Si vuole tornare alla Prima Repubblica, quella che ha prodotto &quot;Manipulite&quot;...
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Nell'immediato, si punta ad aprire la strada ad un governo delle larghe intese che proprio sulla manovra economica, da oggi all'esame del Senato, potrebbe vivere un primissimo test fatto di dialoghi bipartisan?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
E' indubbio che Casini sia in fase di avvicinamento a Berlusconi, dal quale peraltro non si è mai separato del tutto, basti pensare al legittimo impedimento praticamente &quot;scritto&quot; dall'Udc. Ma non credo che nei prossimi mesi ci sia spazio per un governo istituzionale, Berlusconi andrà avanti fino in fondo. E inoltre l'elettorato del Pd non reggerebbe la scelta del partito di Bersani di appoggiare una tale &quot;creatura&quot; istituzionale. Più che intesa tra i partiti, credo ci sia un'intesa tra leader di partito, Udc in testa, e alcuni poteri per scardinare il bipolarismo, che invece è una conquista e, passato Berlusconi, potremmo averlo in una forma &quot;normale&quot; anche in Italia.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Casini però ha aperto alla possibilità di un governo di larghe intese con Berlusconi, a patto che il premier ci metta la faccia a chiedere l'aiuto all'opposizione nella gestione della crisi. Parole che suonano come il ragionamento del vicesegretario del Pd, Letta. Vi sentite nell'angolo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Se nascesse in Italia un governo così, fatto per tagliare le ali più radicali delle due coalizioni, cioè noi e la Lega, gli unici a perdere sarebbero quelli che ne prendono parte, mancherebbero volontà e capacità di dare una nuova prospettiva al paese.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dimentica però l'appello di Napolitano alla collaborazone tra i poli per scongiurare il &quot;pericolo Grecia&quot;.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi abbiamo presentato un'intera manovra finanziaria alternativa a quella del governo che contiene spunti sulla lotta all'evasione fiscale senza condoni e per una maggiore equità sociale. Lì ci sono proposte concrete, credo che Napolitano sia il primo a pensare che forze politiche diverse non possano votare provvedimenti che non condividono solo per via della crisi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ha citato molto la Lega. Prevede intese bipartisan con il Carroccio su emendamenti alla manovra economica? Esclude invece intese con il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Da chi vengono le proposte non ci è mai interessato. Il punto è che di buone proposte dal governo non ne arrivano.&lt;br /&gt;
 Sul federalismo invece abbiamo lavorato per approvare testi in aula, penso a quello demaniale, perchè se ben attuato può migliorare l'efficienza del sistema italiano. Così valuteremo tutto il resto: il punto è che questa manovra la bruciamo tutta, perchè con una mano si dice contro l'evasione fiscale, con l'altra pensa al condono edilizio, da un lato il premier pensa a lacrime e sangue e poi non ha il coraggio di dirlo. &lt;br /&gt;
Il governo è in evidente stato confusionale.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=S49U8&quot;&gt;Liberazione - Angela Mauro&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: «Dalla Lega attacchi odiosi alla Chiesa e i lumbard dettano legge al governo»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/09/pier-ferdinando-casini/%C2%ABdalla-lega-attacchi-odiosi-alla-chiesa-e-i-lumbard-dettano-legge-al-governo%C2%BB-intervista/474367"></link>
  <updated>2009-12-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>474367</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Devono rinunciare al processo breve.
&lt;p&gt;
«L’attacco della Lega al cardinale Tettamanzi è doppiamente odioso. Per le inaccettabili volgarità rivolte ad un pastore che tanto bene ha fatto alla sua diocesi e alla Chiesa italiana. E per quel malizioso tentativo di dividere la Cei tra buoni e cattivi: la politica non deve permetterselo, figuriamoci se può farlo un partito esperto del rito delle ampolle». 
&lt;p&gt;Pier Ferdinando Casini comincia dalla Lega. Anche perché è convinto del ruolo ormai dominante nel governo. E vede Berlusconi sia sempre più debole nei confronti di Bossi. Per questo il leader Udc avverte: «Alle regionali non potremo fare alleanze laddove le coalizioni sono imperniate sulla Lega e sulla sua cultura».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non siete stati anche voi in passato alleati della Lega?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ho sempre sostenuto che l’integrazione della Lega nell’area di governo avesse aspetti positivi e non ho cambiato idea. Berlusconi è riuscito a depotenziare alcune spinte separatiste. Ma ora è cambiato il segno del suo rapporto con Bossi. Oggi il peso della Lega è preponderante. Quando l’Udc era nella coalizione di governo, eravamo noi il bilanciamento. Adesso Bossi ha le chiavi del governo e il Pdl è costretto a pagarla concedendole l’appalto esclusivo del Nord».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Insomma, è una questione di potere di coalizione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non solo. È una grande questione politico-culturale. La Lega sta sviluppando con coerenza la propria strategia. Attacca il cardinale di Milano, propone la Cassa integrazione dimezzata per gli immigrati, si fa portabandiera delle ronde, tenta persino di strumentalizzare il crocifisso in una campagna semi-razzista: ma in realtà il suo scopo non è ottenere risultati concreti. La Lega vuole distillare paura nella società. Paura e divisioni viscerali. Per proporsi poi come demiurgo, come soluzione finale».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ha descritto il paradigma del populismo. Ma qual è la risposta? Lei, Fini e Pisanu siete d’accordo, ad esempio, su nuove regole per la cittadinanza. La maggioranza di governo però mi pare chiusa ad ipotesi di riforma.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La verità è che ormai parole come destra, centro, sinistra sono casacche logore. Siamo davanti ad un bivio di portata storica: la nostra società può rinascere oppure disgregarsi. La politica seria dovrebbe cambiare agenda. L’immigrazione è un fenomeno epocale. Se non costruiremo insieme un nuovo modello di cittadinanza, se non emergerà un senso di Patria condivisa, l’Italia avrà meno sicurezza e meno ricchezza. Non è una questione ideologica: è in gioco il bene comune. Si discutano senza pregiudizi le idee migliori: per quanto mi riguarda, l’idea della cittadinanza a punti del ministro Sacconi mi pare interessante».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Rutelli ha proposto a Fini di rompere con il Pdl e partecipare alla costruzione del nuovo Centro.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non bisogna bruciare i tempi. Sono convinto che ognuno debba tessere la propria tela, poi chi avrà più filo prevarrà. Il nostro compito non è approfondire le contraddizioni tra Berlusconi e Fini, ma proporre con forza ed equilibrio i temi di un’Italia più moderna, più unita, più solidale, più efficiente. Coltivare l’illusione della caduta del governo per un colpo di mano è un’idiozia. Così come è stupido rifugiarsi nell’antiberlusconismo: dopo la piazza viola di sabato scorso e la deposizione di Spatuzza credo che Berlusconi sia più forte, non più debole».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sembra un paradosso il suo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Ma non lo è. La spallata è solo una fuga dalla realtà. Mentre invece la crisi di Berlusconi si manifesta quotidianamente nell’incapacità di governare i processi reali. Guardiamo la legge finanziaria: non c’è nulla per le piccole e medie imprese (salvo la conferma degli ammortizzatori sociali), non c’è nulla di quanto promesso alle famiglie. Tutti i Paesi aggrediscono la crisi. Noi tiriamo a campare sperando che la tempesti passi da sola. Compito di un’opposizione responsabile ed efficace è mostrare al Paese queste contraddizioni e indicare vie diverse. È l’opposizione che fa più male al governo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma qual è il destino dell’Udc? Una formazione inedita, con personalità di provenienza diversa, sul modello del Kadima israeliano oppure un Centro di ispirazione cristiana?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L’ho già detto: non vorrei più usare la parola Centro... &lt;br /&gt;
È il momento per ciascuno di noi di liberarci del retaggio ideologico del ventesimo secolo. E di sfidarci sui contenuti nuovi, senza nostalgie. Per questo ho parlato del nostro progetto come di un Partito della Nazione».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Si chiamerà così?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Forse il nome sarà diverso. Ma spero di aver chiarito il senso: politica per noi oggi è ridare slancio un Paese in difficoltà, suscitare un nuovo orgoglio di essere italiani, premiare merito, giovani, innovazione, ricerca, declinare in chiave di modernità l’interesse nazionale. Si può fare questo solo dando una nuova rappresentanza all’Italia moderna e moderata. Fermo restando che alcuni valori di riferimento della nostra identità cristiana restano pilastri sui quali possono riconoscersi credenti e non credenti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Che giudizio si è fatto della deposizione di Gaspare Spatuzza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Da cittadino non mi ha convinto. Da politico, ovviamente, penso che i magistrati debbano valutare con serietà e rigore. I pentiti sono delinquenti, non monaci. Ma le loro deposizioni hanno dato frutti importanti nella lotta alle mafie: dunque, toglierei la legge sui pentiti dall’elenco delle riforme prioritarie».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Fin dove arriva la disponibilità dell’Udc sulle recenti proposte di Berlusconi in tema di giustizia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Prima la giustizia smetterà di essere terreno di scontro, meglio sarà per il Paese. Noi con coraggio, visto che siamo all’opposizione, abbiamo cercato di dare una mano per evitare che nello scontro si sfasci anche l’intero sistema».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Avete proposto una mediazione sul legittimo impedimento, che Berlusconi ha in buona parte modificato. E nel frattempo ha tenuto in campo il suo progetto sul processo breve.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dopo il ddl sul processo breve, un progetto che produrrebbe disastri per il nostro ordinamento, abbiamo fatte proposte per ridurre il danno. In politica a volte il meglio è nemico del bene. Resta la nostra contrarietà ad applicare ai processi in corso le norme-tagliola che vuole Berlusconi. Tuttavia siamo disposti ad affrontare il tema della tutela del premier nello svolgimento del suo mandato: ovviamente non nella nuova formulazione, ma in quella proposta da Vietti. Naturalmente, la disponibilità dell’Udc vale solo se la legge sul processo breve viene abbandonata dalla maggioranza».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sta dicendo che se Berlusconi continuasse nel doppio binario, si interromperebbe il dialogo con l’Udc?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Chi sta in Parlamento non smette di dialogare. Ma, se Berlusconi insisterà sul processo breve, vorrà dire che farà tutto da solo. Noi ci opporremo. E, secondo me, finirà di nuovo in un vicolo cieco».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa farete invece sul lodo Alfano in versione legge costituzionale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ci astenemmo già sul lodo Alfano. Di fronte ad un ddl costituzionale sulla temporanea tutela delle alte cariche dello Stato non potremmo che discuterne».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei crede che il confronto bipartisan sulle riforme, avviato in questi giorni in Senato, darà finalmente quei frutti che sono mancati nei quindici anni passati?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In Senato speravo che si arrivasse ad una vera convergenza, sia pure su documenti di indirizzo. Invece la montagna ha partorito di nuovo un topolino. Per noi dare una mano alle riforme resta un imperativo morale. E non verremo meno all’impegno, sempreché non torni nel Pdl e nel Pd la tentazione di costruire un sistema che tagli fuori gli altri competitori».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Casini, cosa pensa delle prime settimane di Bersani come segretario del Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Bersani è una persona seria e per bene. Se fossero tutti Bersani, sarebbe facile un accordo con il Pd. Invece quel partito ha nel suo codice genetico un assemblaggio di idee e di umori così diversi da paralizzarne spesso l’azione. Per questo il Pd si trova ora in balia di Di Pietro, ora della piazza viola, ora delle spinte massimaliste della sinistra. E non sempre riesce ad esprimersi in autonomia».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Intanto, dopo l’iniziativa di Rutelli, avete accolto nelle vostre file anche Dorina Bianchi, proveniente dal Pd.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Rispetto il travaglio dei partiti. Ma non posso certo fermare chi in questi giorni sceglie di venire da noi. Non c’è nulla di ostile: è il bipartitismo che sta andando definitivamente in crisi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sono ancora possibili alleanze Pd-Udc in qualche Regione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Da forza di opposizione quale siamo, abbiamo dato disponibilità ad alleanze periferiche con la sinistra. Ma siccome non siamo un partito trasformista chiediamo alcune discontinuità, sui programmi e sugli uomini. L’alleanza con l’Udc è possibile a fronte di chiare innovazioni. Vedo che Bersani ha difficoltà, che ci sono personalismi che bloccano il Pd. A noi però nessuno può chiederci di fare numero per battere Berlusconi. Peraltro è lo stesso argomento che Berlusconi usa con noi: venite con noi per battere la sinistra. La nostra politica invece è uscire dallo schema duale Berlusconi-antiBerlusconi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sulla finanziaria però la vostra opposizione al governo è piena.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E ci mancherebbe altro. Il governo ha persino impedito il confronto sugli emendamenti in commissione perché ha paura dei contrasti in seno alla maggioranza. Al Pd però chiedo ora di ridurre gli emendamenti in aula all’essenziale per non dare alibi al governo sulla fiducia e sfidarli in votazioni che Pdl e Lega mostrano di temere».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=OO6XG&quot;&gt;Il Messaggero - Claudio Sardo&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: «Stop alla deriva populista. L'UdC non fa patti con questo Pdl»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/11/pier-ferdinando-casini/%C2%ABstop-alla-deriva-populista-ludc-non-fa-patti-con-questo-pdl%C2%BB-intervista/418214"></link>
  <updated>2009-10-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418214</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Col populismo berlusconiano non ci si allea. Gravi, ingiustificati, gli attacchi al capo dello Stato, autentica garanzia di tutti: indegna la gazzarra seguita alla sentenza della consulta sul Lodo Alfano». 
&lt;p&gt;Pier Ferdinando Casini resta convinto che le elezioni anticipate siano la soluzione migliore. Almeno per i centristi. Che adesso guardano con attenzione al Pd. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Eppure, Berlusconi sostiene che il matrimonio con l'UdC alle regionali s'ha da fare.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Sento parlare di un matrimonio che non sarebbe d'amore ma d'interesse. E di interesse vedo quello di Berlusconi, non il nostro. Per quanto ci riguarda, stiamo parlando del nulla».&lt;br /&gt;
«Il presidente del Consiglio dovrebbe riconoscere che dalla deriva populista nulla di buono può venire al Paese e che molti errori sono stati compiuti in questo primo anno di governo. Ma mi sembra che vada in tutt'altra direzione. Quindi, l'Udc rispetta il mandato degli elettori: siamo all' opposizione, alternativi al Pdl e resteremo tali».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;E alle prossime regionali come vi collocherete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Le alleanze a geometria variabile sono l'unico modo per sancire la nostra indipendenza politica. Perché, se facessimo un'alleanza omogenea nazionale, contraddiremmo tutta la critica che abbiamo mosso a questo bipolarismo che ha messo sugli altari la Lega e Di Pietro».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Oggi la convention del Pd. In che misura siete interessati?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Siamo interessati a capire se nel Pd può maturare una seria correzione di rotta. Se, cioè, il partito è intenzionato ad abbandonare la scia di Di Pietro, che un giorno chiede di andare in piazza contro Berlusconi e il giorno prima ci va contro Napolitano».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Forse attendete anche di capire cosa faranno i centristi, a cominciare da Rutelli, vostro interlocutore privilegiato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Rutelli è una persona che stimo molto. Ma lui non è l'unico nel Pd. Su tante questioni, a cominciare da quelle eticamente sensibili, abbiamo apprezzato la sua posizione. Tuttavia noi non tiriamo per la giacca nessuno. Staremo a vedere».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Il clima resta rovente. La preoccupa l'attacco senza precedenti al Quirinale e alla Consulta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Berlusconi ha detto una cosa ovvia: che la storia di Napolitano è quella di un uomo di sinistra. L'80 per cento degli italiani tuttavia sa anche che quando un uomo politico diventa presidente della Repubblica si spoglia delle appartenenze e diventa garanzia per tutti. E Napolitano lo è. Ecco perché sono profondamente ingiusti gli attacchi a lui rivolti, che non trovano d'accordo nemmeno l'elettorato di centrodestra».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Il presidente di Confindustria Marcegaglia invita il governo ad andare avanti. Voi invece confidate nelle elezioni anticipate.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Certo, un Paese in piena crisi economia necessiterebbe di riforme, aiuti alle famiglie e alle imprese, un clima istituzionale sereno. Tutto quello che in Italia non c'è.
Detto questo, un partito di opposizione non può che auspicarle sempre, le elezioni».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Montezemolo ha appena lanciato la sua fondazione. Si è fatto un gran parlare delle del ruolo del presidente Fiat dietro il progetto di &quot;grande centro&quot;. Cosa c' è di vero?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«La stagione degli uomini della provvidenza è finita. E per quanto ci riguardaè finita male. Montezemolo è persona seria ed è un amico. Ha smentito più volte di essere interessato alla politica. Pertanto il discorso finisce qui. Naturalmente, se in futuro cambierà idea, sarà un fatto rilevante. Oggi stiamo ai fatti».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Il governo pensa alla scialuppa di salvataggio dell' immunità parlamentare. Voi?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Siamo in Italia, con migliaia di disoccupati, le famiglie dimenticate che attendono ancora il quoziente familiare, gli aiuti al palo. E noi dovremmo imbarcare il Parlamento in una discussione sull'immunità: ma siamo sulla luna? Non è una priorità per la politica, non è il momento di affrontare questo tema».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Neanche la riforma del Csm, alla quale il guardasigilli sta già lavorando?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Evocarla in queste ore significa semplicemente pensare a ritorsioni piuttosto che alle riforme. Noi alle riforme siamo disponibili, alle ritorsioni no».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=NN4ZQ&quot;&gt;La Repubblica - Carmelo Lopapa&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI:  «II 25 aprile è la festa della Liberazione, il nome non si tocca». «Adesso Berlusconi fermi la legge su Salò»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/26/dario-franceschini/%C2%ABii-25-aprile-%C3%A8-la-festa-della-liberazione-il-nome-non-si-tocca%C2%BB-%C2%ABadesso-berlusconi-fermi-la-legge-su-sal%C3%B2%C2%BB/391064"></link>
  <updated>2009-04-26T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391064</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ora il Pd chiede un atto concreto. Dopo l’apprezzamento per il discorso pronunciato dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi a Onna, il segretario democratico Dario Franceschini invita il Cavaliere a far ritirare la proposta di legge che equipara repubblichini e partigiani. 
&lt;p&gt;«Siano coerenti, questo è il passo da compiere fin dalle prossime ore», incalza il leader del Pd. Berlusconi, però, fin dalla mattinata aveva evitato di prendere direttamente posizione su quel provvedimento - nove articoli, primo firmatario il socialista Lucio Barani, relatore Edmondo Cirielli - che da giugno è in commissione Difesa a Montecitorio. 
&lt;p&gt;Nove articoli che prevedono l’istituzione dell’Ordine Tricolore e, di fatto, assegnano onorificenze e vitalizi a tutti coloro che combatterono tra il 1940 e il 1945, siano essi repubblichini, ex deportati o partigiani. Una proposta che crea sconcerto e sdegno nell’opposizione, perché - spiega Franceschini - «c’era chi era dalla parte giusta e chi combatteva per una causa drammaticamente sbagliata». «Un conto è il rispetto umano, un conto l’equiparazione. E lo dico io, con mio padre partigiano che ha sposato la figlia di un repubblichino», conclude.&lt;br /&gt;
 Su questo punto non si può transigere, dice il Pd compatto. E perché non ci sia dubbio alcuno Massimo D’Alema sottolinea che «chi ha combattuto per Salò, lo ha fatto contro il nostro Paese e quindi non si può mettere sullo stesso piano la Resistenza e Salò». &lt;br /&gt;
«La pietà è per tutti, la riconoscenza solo per chi ci ha dato la libertà. Non si azzardino a proporre norme in contraddizione con questo semplice principio», incalza Pierluigi Bersani. Contro il muro eretto dal Pd si infrange anche l’ipotesi lanciata da Berlusconi di trasformare la Festa della Liberazione in Festa della libertà, in modo da «togliere a questa ricorrenza - dice il premier - il carattere di contrapposizione».&lt;br /&gt;
 «Quel nome lo hanno deciso i nostri padri e non si tocca», è lo stop di Franceschini.&lt;br /&gt;
 «Il 25 aprile è la Festa della Liberazione, come il 2 giugno è la Festa della Repubblica, come il 25 dicembre è la festa del Natale. Qualcuno pensa forse di cambiare nome alla festa del 2 giugno o del 25 dicembre? No. E perché si dovrebbe cambiare il nome alla festa del 25 aprile? Cos’altro si dovrebbe festeggiare se non la liberazione dal nazifascismo», è il ragionamento chiaro di Rosy Bindi. 
&lt;p&gt;Anche il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini considera l’idea inaccettabile: «Il 25 aprile è la festa della Liberazione e tale deve rimanere. Non vedo il bisogno di revisionismi storici. Se proprio dobbiamo istituire la festa della Libertà allora si può fare il 18 aprile», perché in quella data - nell’anno 1948 - si svolsero le prime elezioni politiche democratiche. Casini, anche lui ieri presente a Onna, invita tutti all’unità, tanto più in un momento così tragico come quello vissuto dagli abruzzesi, colpiti dal terremoto. 
&lt;p&gt;Se Pd e Udc sottolineano la novità nelle parole di Berlusconi, sinistra e Idv rimarcano la loro preoccupazione di fronte a questo governo. «Un 25 aprile non fa primavera. Bisogna difendere la Costituzione che dopo anni è in pericolo. Non sono d’accordo sull’idea del ”volemose bene”». Per il governatore della Puglia Nichi Vendola «questa riconciliazione non ha senso, perché non si possono equiparare i partigiani chi stava con Salò; è un brutto revisionismo». &lt;br /&gt;
E dalla parte di chi combatte per la liberazione dai nazifascisti si schiera anche il ministro dell’Interno Roberto Maroni che ieri ha celebrato il 25 aprile a Varese, con un gruppo di allievi delle scuole elementari: «Bisogna preservare la memoria di quegli avvenimenti e della lotta contro nazisti e fascisti».&lt;br /&gt;


&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://sfoglia.ilmattino.it/mattino/view.php?data=20090426&amp;ediz=NAZIONALE&amp;npag=4&amp;file=obj_128.xml&amp;type=STANDARD&quot;&gt;Il Mattino.it - Maria Paola Milanesio&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: Pdl. «Il progetto non c’è, nasce e finisce con Berlusconi»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/05/pier-ferdinando-casini/pdl-%C2%ABil-progetto-non-c%E2%80%99%C3%A8-nasce-e-finisce-con-berlusconi%C2%BB/390550"></link>
  <updated>2009-03-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390550</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
In Italia c'è stato il disegno di passare al bipartitismo e il &quot;gravissimo errore&quot; di Walter Veltroni è stato proprio quello di &quot;assecondare Silvio Berlusconi&quot; in questo progetto. Anche perché, la &quot;differenza di voti è talmente forte&quot; che avremmo &quot;un monocolore berlusconiano sempre, fin quando Berlusconi è in campo&quot;.

&lt;p&gt;
Ne è convinto il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini che spiega: &quot;Il Pdl ha un inizio e una fine che si chiama Silvio Berlusconi. Questa è una constatazione oggettiva&quot;.
&quot;La sua -insiste- è una leadership straordinaria, lui è il Pdl: il progetto non esiste, è imperniato solo su Berlusconi. E' un allargamento di Fi, anche se questo irrita An&quot;.
Il leader dell'Udc riafferma quindi la posizione alternativa del suo partito: &quot;Io credo ai partiti e non ad un bipartitismo fondato sulla finzione di essi&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;L'Udc - sottolinea- non può tradire il mandato dei propri elettori con i quali ha stretto un patto di fedeltà. Siamo collocati al centro e alternativi sia al Pd che al Pdl. Non possiamo quindi cambiare le carte in tavola. E continueremo così&quot;.

&lt;p&gt;
Quanto allo &quot;pseudo ricatto&quot; di Ignazio La Russa (che ha ammonito i centristi sul fatto che &quot;la politica dei due forni non paga&quot;) Casini lo respinge al mittente: &quot;La Russa non è in condizione di dare nessun ultimatum all'Udc&quot;, sottolinea, osservando che &quot;la politica dei due forni è la politica di chi cerca di lucrare dei posti dalle divisioni, ma la scelta di andare da soli ci fa perdere posti, non guadagnare. Forse La Russa si riferisce a qualcuno dei suoi alleati di oggi, a qualcuno del Pdl, quando parla di politica dei due forni&quot;.
&lt;p&gt;
&quot;Noi - ribadisce l'ex presidente della Camera- abbiamo un patto di fedeltà che ci lega ai nostri elettori, siamo andati al centro, alternativi al Pd ma anche a Berlusconi. Noi siamo fuori dal potere ma ci rimaniamo, e continueremo così sennò saremmo degli opportunisti della politica&quot;.

&lt;p&gt;
Certo, precisa, &quot;non abbiamo fatto voto di castità: nelle periferie dove si registrano novità positive, come a Trento, cerchiamo di appoggiarle. Se si alleano con noi in qualche parte in periferia non è per fare un favore a noi, ma per farlo a loro&quot;.

 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.liberal.it/colonnasinistra/casini_2009-03-05.aspx?altTemplate=Stampa&quot;&gt;Liberal&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: «Basta chiacchiere sulle riforme, Berlusconi pensi a famiglie e ceto medio»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/24/pier-ferdinando-casini/%C2%ABbasta-chiacchiere-sulle-riforme-berlusconi-pensi-a-famiglie-e-ceto-medio%C2%BB-intervista/383174"></link>
  <updated>2008-12-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>383174</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il presidenzialismo? Il premier combatta piuttosto la povertà che avanza»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Pier Ferdinando Casini ne ha da dire al governo e all’opposizione. Ai partiti di regali ne fa pochi e c’è un po’ di carbone per tutti. Mentre l’unico regalo vorrebbe farlo alle famiglie che si stanno impoverendo.
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Presidente Casini, l’ha letto l’ultimo dato Istat sul 5% delle famiglie che non hanno da mangiare? E questo succedeva l’anno scorso, prima della crisi dei mercati.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«E’ importante il federalismo, è importante l’assetto presidenziale, ma qui non bisogna introdurre diversivi nella vita pubblica. Qui c’è un’emergenza economica drammatica. Rischiamo d’avere un milione di disoccupati nel 2009 e abbiamo già molti cassintegrati che vedono ridotto il loro stipendio e molte famiglie che si trovano sulla soglia della povertà. Una parte di ceto medio rischia di scivolare nella fascia di povertà».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;E dunque cosa chiede al governo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Di intervenire con più risolutezza di quanto ha fatto. Sia chiaro, comprendo la prudenza del governo e del ministro dell’Economia. Non la biasimo. Abbiamo le aste dei titoli di Stato all’orizzonte, un debito pubblico pesante, però...il decisionista Berlusconi è ora che dimostri d’essere decisionista».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Come?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«In questo caso non è il presidenzialismo che deve fare, ma il decisionista. I mezzi li ha, non deve evocare mezzi eccezionali. Noi avevamo proposto un bonus di 100 euro mensili per figlio e 50 per il secondo a scalare, una spesa totale di 6 miliardi. Era una spesa possibile se non avessimo messo 3 miliardi su Alitalia e altrettanti per levare l’Ici della prima casa, creando ai comuni diversi problemi per garantire i servizi. Bisogna prendere misure espansive per l’economia, chiediamo un grande piano per le famiglie».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Dare un po’ di respiro ai consumi...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Certo, li rimette in moto. I consumi ristagnano proprio perché le famiglie non ce la fanno più».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Il premier ripete a tutti: consumate, consumate.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Posso anche capire Berlusconi, il presidente del Consiglio deve dare un messaggio di ottimismo. Però il problema vero è che la fascia alta può consumare, quella medio bassa non è più nelle condizioni. Gli appelli sono comprensibili, ma rischiano di cadere nel vuoto».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Dalla detassazione degli straordinari siamo passati al confronto sulla settimana corta: non ci vede un po’ di schizofrenia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«C’è contraddizione, sì. Ma più che altro non c’è capacità di previsione su quanto sta capitando. Stavamo alla Robin Hood tax, per togliere soldi alle banche, invece ce li abbiamo messi. Prevedevano un corso espansivo con la detassazione degli straordinari...tutta questa preveggenza nel governo non c’era. Non dico che ci fosse nell’opposizione, non faccio demagogia, però...».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Ma c’è uno spazio di dialogo sulle misure anti crisi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Lo dico con sincerità: se fossi Berlusconi cercherei uno spazio di collaborazione con l’opposizione. Chi nell’opposizione lo chiama “Hitler” è un fanatico e un irresponsabile, e poi fa anche il gioco della maggioranza. Di Pietro è il loro avversario di comodo. Ma l’opposizione non è Di Pietro, è fatta anche di persone perbene che danno consigli sereni e tranquilli al premier».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Da questo orecchio non pare ci senta.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Lui continua a spiegare di non averne bisogno. Evoca l’immagine dell’uomo solo al comando».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Qualche giorno fa Fini ha parlato dei rischi del cesarismo, Aznar mette in guardia dal populismo. Che fanno, alludono?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Io non alludo a nessuno e alludo a tutti. Il problema è essere seri. Il populismo è una malattia gravissima, una degenerazione del popolarismo. Populismo e demagogia sono nemici del bene. Il bene è anche fare le scelte impopolari, perché le decisioni vanno prese e il Paese va guidato. Colgo in molte vicende come quelle, ad esempio, della formazione del Pdl, dei gazebo, metodologie molto diverse dalla grande partecipazione che c’è nei paesi presidenziali. Negli Usa l’apparato di Hillary Clinton è stato battuto e Obama ha avuto la sua opportunità, ma tutto secondo regole democratiche e partecipative».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;E qui invece?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Qui si evoca un bipartitismo senza partiti; un bipartitismo dove alla fine è importante levare il voto di preferenza perché i capi devono scegliere i parlamentari; il Parlamento considerato un impiccio sulla strada di un governo efficiente. Silvio, lo chiamo così affettuosamente, ritiene che tutti i mediatori, nel rapporto che lui ha col popolo, siano una perdita di tempo. Io ho un’idea diversa».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Beh, qualcuno come Fini cerca di frenarlo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non so cosa pensi Fini. Quando si fondò un partito sul predellino io sono stato coerente e non ci sono entrato. Con tutto il rispetto per il Pdl e per chi ci sta».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Un piccolo passo indietro. Ma del caos Alitalia che dice?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Che se ci fossimo risparmiati lo spot elettorale sulle spalle di Alitalia sarebbe stato meglio per tutti. l’Alitalia sarebbe andata ai francesi e i cittadini italiani non avrebbero pagato i debiti. Così l’Alitalia andrà ai francesi e gli italiani pagheranno i debiti. E i patrioti faranno un affare. E quello che sta capitando in queste ore la dice lunga».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;L’intesa sancita da Letta traballa parecchio.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non ho mai detto una parola su Gianni Letta, se non positiva. Sia perché è un amico, sia perché lo stimo tantissimo e fa grandi servigi alla democrazia. In quel caso però dissi a Letta che quello era un pasticcio e non una crostata. Continuo a pensarlo».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Passiamo alle riforme. Dell’Utri dice che tra cinque anni, col presidenzialismo, Berlusconi salirebbe al Quirinale.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«E’ legittimo che il premier aspiri ad andare al Quirinale, è l’uomo che prende più voti di tutti in Italia. Che ci riesca è un altro discorso».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Del presidenzialismo che diciamo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Che di per sé è un metodo democraticissimo. Ma qui mi sembra si pensi ad una cosa diversa: un presidenzialismo senza pesi e contrappesi, ad un rapporto diretto leader-popolo, a meccanismi in cui i partiti sono tali formalmente ma sostanzialmente non rispondono a quei criteri partecipativi dei grandi partiti europei. Il problema è la modalità con cui si chiede l’elezione diretta del presidente».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Ma i partiti non erano già d’accordo sul premierato, cioé sul dare maggiori poteri al premier?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Questo è giusto. Non creiamoci alibi però: oggi sono le decisioni che mancano, non i poteri del premier».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;La riforma della giustizia, invece, si può fare?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Va fatta ed è il banco di prova del riformismo del Pd e del suo rapporto con Di Pietro. L’ultima direzione del Pd è sembrata molto “sì ma”. Il Pd è nelle condizioni di dimostrare quello che sa fare, se vuole emanciparsi dal giustizialismo di Di Pietro, che peraltro pagano in prima persona. Basta seguire i consigli seri che ha dato Violante per capire da che parte deve andare».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Il federalismo? C’è Bossi che incalza.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Perché abbiamo posto il problema dell’abolizione delle province? Bisogna avere la garanzia che il federalismo non consista nella moltiplicazione dei centri di spesa. Se non si dà un segnale forte sulle province non si è credibili. Secondo: è in atto un grandissimo trasferimento di risorse dal Sud al Nord, attraverso i fondi del Fas. Mi preoccupo molto per il Sud».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;E le intercettazioni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«C’era una legge proposta sotto il governo Prodi, è stata ripresa ma nessuno l’ha portata all’attenzione del Parlamento. E allora di cosa si lamenta il governo? Naturalmente bisogna salvaguardare la libertà di stampa e dare la possibilità di reprimere i reati contro la Pubblica amministrazione: favori ai corrotti non se ne possono fare».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Chiudiamo con Roma. Di Alemanno che giudizio dà?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Francamente non ricordo cosa abbia fatto in questi primi mesi. La cosa più significativa mi pare la battaglia sulla pajata».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KACDP&quot;&gt;Il Messaggero - Claudio Rizza&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Francesco Pionati: «Casini chiederà asilo a Berlusconi perché il partito non ci sarà più»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/09/francesco-pionati/%C2%ABcasini-chieder%C3%A0-asilo-a-berlusconi-perch%C3%A9-il-partito-non-ci-sar%C3%A0-pi%C3%B9%C2%BB-intervista/382817"></link>
  <updated>2008-12-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382817</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PT già IR) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Alla fine, Pier Ferdinando Casini chiederà asilo a Berlusconi.

Ma a titolo personale, perché il partito non ci sarà più».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Invece lei, onorevole Francesco Pionati, questo salto già l`ha compiuto.&lt;/b&gt;


&lt;b&gt;E pensare che fino a un mese fa era portavoce dell`Udc.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Sì, ma ero costretto a tenere una linea che non condividevo. Che predicava la rottura continua con il governo, che invece secondo me andava appoggiato, allora come oggi».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
E quindi ha fondato l`Alleanza dì centro. Ormai, i partitini ex Dc non si contano più..&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«E qual'è il problema? Il mio è un partito-nicchia, lo so. Però ho già dalla mia cinque consiglieri regionali e 200 amministratori locali».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Non poteva andare con Giovanardi, Rotondi o Baccini?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «No, perché loro sono già nel Popolo della Libertà, mentre io intendo correre da solo alle amministrative del 2009, ovviamente alleato col PdL. La confluenza arriverà, ma non subito».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Lei accusa Casini di indecisionismo tra destra e sinistra. Lui la chiama coerenza.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ma che serietà è definire un giorno Berlusconi &quot;statistico&quot; anziché statista e il giorno dopo dichiarare al quotidiano di famiglia (il Giornale, ndr) che non si esclude di tornare nel centro destra? E magari dopo un po` tornare ad attaccarlo dalle pagine del Messaggero?».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Non potrebbe essere semplice tattica politica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «La verità è che già dopo le elezioni Casini disse che il polo di centro era irrealizzabile. Ma se il suo modo di preparare il rientro nel centro destra si fonda sulla speranza che a Berlusconi venga un colpo apoplettico...».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lo dice come battuta?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Naturalmente si. Ma lo dico anche perché so bene come ragiona Pierfurby, come lo chiamano».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Pionati, non ha paura di fare la fine che ha fatto Follini nel Pd?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Proprio la fine di Follini dimostra che gli elettori dell`Udc non sono di sinistra. Ma Casini finge di non averlo capito».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=K4MPK&quot;&gt;Libero - Mar.Pri.&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: «Contro la crisi serve unità, ma Berlusconi divide il Paese»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/11/02/pier-ferdinando-casini/%C2%ABcontro-la-crisi-serve-unit%C3%A0-ma-berlusconi-divide-il-paese%C2%BB-intervista/381891"></link>
  <updated>2008-11-02T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>381891</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
ROMA - Pier Ferdinando Casini vede buio sul futuro dell’Alitalia («Non siamo profeti di sventura, è positivo che Gianni Letta abbia sfornato la sua crostata; però più che un dolce è un pasticcio e si vedrà presto, senza nulla togliere ai suoi grandi meriti verso il Paese») e soprattutto giudica assai negativamente le mosse di Silvio Berlusconi in questa fase così delicata di emergenza finanziaria: «Guardi, davvero non lo capisco. Davanti alle difficoltà economiche e davanti alla disponibilità e alla solidarietà che l’opposizione - almeno nelle sue componenti più serie - gli ha dato per affrontare la crisi, il presidente del Consiglio non trova di meglio che rispondere con la politica degli insulti. Cercando dal mattino alla sera di delegittimare l’opposizione, espropriando il Parlamento, e offrendo così l’impressione di voler dividere il Paese. Il contrario di quel che oggi serve all’Italia, che ha assoluto bisogno di coesione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Secondo lei perché: è il frutto di una sindrome di autosufficienza del Cavaliere?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Autosufficienza? Mah, io penso che qui siamo al delirio di onnipotenza. Perchè qualsiasi responsabile della politica, in qualsiasi Paese occidentale, alla mano tesa dell’opposizione risponde con il dialogo, non certo con gli insulti. E lo fa nell’interesse in primo luogo dei cittadini, non solo di chi governa. Berlusconi ha ottenuto alle elezioni una grande vittoria. Poteva essere incoronato re, e invece con i comportamenti che ha assunto si ritrova con una parte dei cittadini che gli si ribella contro. Con il risultato che anche quelli che potevano essere fenomeni contenibili si trasformano in crepe sempre più ampie».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Si riferisce alla scuola, evidentemente. Ma lei condivide la protesta degli studenti contro la legge Gelmini?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Sui contenuti del provvedimento io non sono contrario. Tuttavia constato con amarezza che il problema vero non sono quelle norme bensì i tagli decisi da Tremonti. Al di là del merito del provvedimento, dove ci sono cose che condivido, il vero elemento caratterizzante è la riduzione di finanziamenti decisa dal ministro dell’Economia. Noi abbiamo detto che faremo la nostra opposizione in Parlamento, non in piazza. Il primo elemento da garantire deve essere il rispetto dell’autonomia degli studenti. Per questo non mi piacciono i politici che vanno in piazza con gli studenti: dà l’idea che si voglia approfittare della protesta, che si voglia mettere un cappello di partito alle loro richieste. E debbo dire che anche il ”vaffa” dei ragazzi di Bologna a Beppe Grillo è positivo. E’ il segno che la società non è così disponibile a farsi abbindolare dai telepredicatori».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Torniamo a Berlusconi. Voi gli offrite la mano tesa e lui vi insulta, lei dice. Forse è perché non si fida...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Noi dell’Udc la politica della mano tesa non l’abbiamo proclamata solo a chiacchiere: alle Camere ci siamo astenuti su moltissimi provvedimenti, legge Gelmini compresa. Abbiamo sostenuto il governo nell’azione di risanamento di Napoli dai rifiuti, e devo riconoscere che lo stesso Pd nella manifestazione del Circo Massimo non mi pare abbia usato toni barricaderi. A tutto questo si risponde - e faccio solo un esempio tra tanti - con l’abuso dei decreti. Scelta che chiaramente determina una spaccatura sociale nel Paese. Per questo lancio un appello: spero proprio che la Gelmini non faccia un decreto anche sull’Università».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Insisto: perché secondo lei il presidente del Consiglio è così sordo alle vostre offerte?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Berlusconi vuole fare tutto da solo. Ma è bene che comprenda che nessuno può governare così; ci vuole umiltà, tutti hanno bisogno degli altri. E non è che se uno chiede una mano o se dice grazie viene vulnerato nella sua leadership: i leader veri, infatti, sanno lavorare con gli altri, non si compiacciono di fare i solisti. Perchè poi il giorno in cui cambia il clima, e già si vede che sta cambiando, qual è il risultato? Che cresce la divaricazione nel Paese. Mentre quello che serve in un passaggio così difficile è l’unità, pur nella distinzione dei ruoli di ciascuno».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma quale deve essere il ruolo di una opposizione non barricadera?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Uno innanzi tutto: evitare di seguire Di Pietro. Perché è palese che il più grande alibi a questi atteggiamenti autosufficienti e liquidatori di Berlusconi lo fornisce Di Pietro».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
E il Pd?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«E’ chiaro che c’è un discrimine tra noi e loro, altrimenti avremmo fatto le stesse scelte. Invece siamo in Parlamento per due percorsi diversi. Debbo tuttavia riconoscere che un elemento che ci unisce è la difesa delle prerogative del Parlamento. Io vedo che il presidente Fini continua a lamentare l’assenteismo dei deputati. Credo che faccia benissimo a fare questa battaglia, l’ho condotta a suo tempo io in prima persona e so quanto è difficile, gli auguro di avere maggiore fortuna. Però l’elemento vero è che i deputati sono assenteisti perché il Parlamento è un’assemblea di nominati che oltretutto viene costantemente bypassata. Per cui io mi aspetto che il presidente di Montecitorio, così come ha fatto con l’annuncio dello scrutinio segreto sulla legge elettorale e gliene do atto, allo stesso modo difenda la Camera evitando che se ne continui l’esproprio; ponendo un freno all’uso dei decreti e all’esorbitante ricorso al voto di fiducia. Peraltro voglio rilevare che sta emergendo una questione molto delicata anche dal punto di vista dei rapporti istituzionali: non si può sottoporre al capo dello Stato un decreto con un testo e poi stravolgerlo nel cammino parlamentare inserendo elementi che il Quirinale non ha potuto valutare».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Presidente, sui rapporti col Pd vorrei fosse chiaro come lo è stato su Berlusconi. Per esempio: D’Alema ha detto che si vince al centro. Lo considera un proposta di alleanza?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Prima di tutto voglio sottolineare che mi rendo conto che il Pd è in momento delicato di costruzione del partito per cui assolutamente non voglio intervenire in loro questioni interne. Lo dico perchè prende corpo una aberrante politica dei sospetti per cui se parlo di D’Alema o di Rutelli sembra che io voglia complottare con loro. Io parlo con Veltroni che è il segretario, con lui ho motivi di assenso e di dissenso come è giusto e naturale. Ciò detto non voglio essere elusivo: che si vinca al centro, scusate, mi pare una grande ovvietà. E’ chiaro che Berlusconi ha prevalso perchè ha attratto gran parte dell’elettorato centrista e moderato nonostante la defezione dei due milioni e passa di voti Udc. Aggiungo: bisogna riconoscere che il Pd ha fatto e sta facendo uno sforzo di cambiamento reale rispetto al passato».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma è proprio per questo che molti nel Pd guardano all’Udc come possibile alleato...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Loro guardano a me e io guardo a Berlusconi. Sa perché? Perché voglio evitare che Berlusconi abbia il monopolio degli elettori moderati. Perché se gli si concede questo formidabile atout, un’alternativa vera e concreta di governo non si creerà mai. Ecco la ragione per cui noi in Abruzzo con una decisione, me lo lasci dire, ancora una volta coraggiosa, siamo andati da soli anche a costo di sacrificare un patrimonio politico. E’ una scelta che impedisce a Berlusconi di poter dire: lo vedete, questi vanno a sinistra. Perchè sarebbe il più grande favore che potessimo fargli».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E allora andiamo al dunque: sulla crisi economica, di fronte agli spettri di recessione, voi vi preparate ad appoggiare il governo sì o no?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Noi vogliamo che ci siano provvedimenti veri a favore delle famiglie, molte delle quali stanno scivolando sotto la soglia di povertà. Abbiamo proposto un bonus - non un prestito: le famiglie sono già abbastanza indebitate - di cento euro mensili per il primo figlio e di cinquanta per il secondo fino a 18 anni: è una misura che comporta spese elevate ma sostenibili. E’ una grossa cifra lo so, ma un provvedimento di questo genere avrebbe un’immediata e positiva ricaduta sull’economia reale. Noi dell’Udc ci auguriamo che sul fronte delle famiglie, delle imprese e anche del Mezzogiorno si dia luogo ad una politica di incentivi fiscali e detassazioni. Ho apprezzato l’abolizione dell’Ici ma proprio per questo mi sento autorizzato a dire che è stata una operazione a favore dei redditi medio-alti: ora è il momento di misure a favore dei ceti medio-bassi che non ce la fanno. Tremonti ha sparso retorica a fiumi sulla Robin Hood tax, che doveva levare soldi alle banche. Adesso i soldi nelle banche ce li dobbiamo mettere per salvarle: è la conferma che tutti gli scienziati non esistono e che tutto questo acume non si è visto».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=10779&amp;sez=HOME_INITALIA&amp;npl=&amp;desc_sez=&quot;&gt;Il Messaggero - Carlo Fusi&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: «Finirà l'idillio tra Berlusconi e la Lega»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/10/27/pier-ferdinando-casini/%C2%ABfinir%C3%A0-lidillio-tra-berlusconi-e-la-lega%C2%BB-intervista/381771"></link>
  <updated>2008-10-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>381771</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;«Silvio ha scelto il Carroccio come alleato privilegiato, fra non molto capirà l’errore».&lt;br /&gt;
 Il bipartitismo: «È una finzione»&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Udc con le mani libere. Né col Pdl, «anche se il dialogo può sempre riprendere» perché «finirà la luna di miele con la Lega», né col Pd anche se, più di qualche volta, c'è piena sintonia come la difesa delle preferenze. Pier Ferdinando Casini , leader dei centristi, smorza chi vorrebbe un addio definitivo con Berlusconi perché è convinto che in Italia non può esistere il bipartitismo, anche «se lo vogliono indicare come soluzione dei problemi dell'Italia, in effetti serve solo a Berlusconi».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Pier Ferdinando Casini , è rammaricato per non aver partecipato a &quot;Salva l'Italia&quot; organizzata da Veltroni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Tutt'altro. È stata comunque una grande manifestazione pacifica...».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Con molto &quot;fair play&quot; lo hanno riconosciuto anche Fini, Alemanno, Brunetta e anche Bondi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«... come fece Berlusconi contro il governo Prodi. Ma...».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma non sono queste le risposte ai problemi del Paese?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Oggi le risposte ai problemi dell'Italia non possono venire dalla piazza. Noi siamo in Parlamento avendo fatto un percorso diverso da quello di Veltroni, non avrebbe avuto senso la nostra presenza al Circo Massimo. Sono più che certo che non basta essere opposizione per avere un minimo comune denominatore, serve qualcosa di più».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Come dice il suo ex amico Follini, ora responsabile dell'informazione del Pd, non è scendendo in piazza che si conquistano i voti dei moderati...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Il ruolo dell'Udc è diverso da quello del Pd. Noi ci sforziamo di continuare il dialogo con quanti nel perimetro del centrodestra capiscono che un Paese non si governa con le suggestioni ma dando risposte concrete».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Di qui l'opposizione al governo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Che, però, non è ideologica ma concreta. Quando il governo fa qualcosa di positivo come a Napoli e come per l'emergenza finanziaria, lo votiamo; quando, invece, fa solo spot lo contrastiamo. Il problema vero è questo popolo di centrodestra che è stato abbindolato sul bipartitismo...».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Cosa c'entra il bipartitismo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«In base ai sondaggi, non ultimo quello di ieri di Mannheimer, si manifesta una realtà: il consenso per il governo cala, ma non a favore del Pd».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
In questo fallimento del bipartitismo, rientra anche la spaccatura tra Pd e Di Pietro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Affari loro. Credo, invece, che il grave errore di Veltroni in campagna elettorale sia stato quello di far crede che il bipartitismo era la soluzione dei problemi italiani. Il fatto che i consensi per la Lega siano aumentati, idem per Di Pietro, che noi siamo in Parlamento come terza forza... questi non sono elementi virtuali, ma concreti e fanno capire come il disegno del bipartitismo non è vincente. O meglio, è un disegno che va solo a vantaggio di Berlusconi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Bipartitismo come finzione. Altrettanto il bipolarismo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Il bipolarismo ha una logica: è un sistema di alleanze attorno a due forze maggiori. Il bipartitismo, invece, è la riduzione a due forze politiche delle presenze parlamentari: ed è talmente una finzione, che non lo si vuole costruire col consenso ma negando delle libertà ai cittadini...».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Negare libertà come quella di poter esprimere le preferenze, come vuole il Pdl, alle prossime elezioni europee?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Già. Vede, per tenere in piedi un bipartitismo finto si escogita l'abolizione delle preferenze. Questa è la migliore dimostrazione che le nomenclature di partito per poter tenere in piedi finti partiti, che si reggono solo su atti notarili, hanno bisogno che la gente non voti. Però...».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Però?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Si moltiplicano le prese di posizione di consigli comunali e regionali al cui interno il Pdl ha votato per le preferenze».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quindi Pdl sempre più lontano?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Vorremmo fosse della partita pro-preferenze. Ma alle parole non seguono i fatti, restano rigidi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Veltroni annuncia la fine dell'alleanza con Di Pietro; Berlusconi si dimentica dell'Udc. È bipartitismo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Di Pietro viene accettato e respinto a giorni alterni, ma era alleato organicamente al Pd. L'Udc non era né alleato di Berlusconi, né alleato di Veltroni...».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Mani libere.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«... noi siamo in Parlamento non grazie a Berlusconi, ma ai nostri elettori. Il fatto che in Abruzzo...».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il Cavaliere ha posto il veto ad un'alleanza con voi per il voto anticipato alle regionali.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«... che ci debba essere una prevaricazione da Roma sulle scelte dei dirigenti locali... la dice lunga sia sulla concezione federalista sia sulla fiducia di cui gode la classe dirigente locale».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Veto che finora non è stato posto in Veneto, considerando che le regionali sono nel 2010, seppure sia la vigilia di un importante voto amministrativo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«In Veneto siamo nella giunta Galan, e abbiamo un giudizio positivo del presidente e della sua squadra. Il pragmatismo ci contraddistingue. Però, vedo frequenti polemiche contro Galan...».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Invece l'Udc lo promuove.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Galan ha il suo carattere e il suo modo di procedere, ognuno ha il suo. Però alla fine il nostro giudizio è positivo, siamo in giunta in base alla condivisione di un programma...».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Nessun ostacolo dall'Udc per una riconferma di Galan fra due anni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Il nostro auspicio è che venga riconfermato come candidato...».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Carroccio permettendo, che in Veneto punta alla poltrona più alta.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Una coalizione guidata dalla Lega avrebbe tutto un altro sapore».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La Lega del Veneto chiede la vostra testa; Galan evita di rispondere.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Non mi pare sia scorretta nei nostri confronti, la Lega fa il suo gioco. Ha tutto l'interesse a radicalizzare nel populismo le coalizioni con le quali governa. Non mi meraviglio, perché dovrebbe fare il gioco di Forza Italia?».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Come si attesta l'Udc di fronte alla crescita della Lega?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«La crescita al Nord è figlia delle condizioni in cui Berlusconi ha collocato la Lega eleggendola ad alleato privilegiato. Quando uno vota la Lega fa un doppio voto: sceglie un partito di governo e uno di protesta. In queste condizioni crescerebbe chiunque perché c'é una naturale vocazione delle gente a protestare e una naturale propensione a non voler sprecare il proprio voto».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Radicalizzando il populismo, la Lega ha finora raccolto buoni frutti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Finora, appunto. Oggi c'é la luna di miele con il Pdl e il problema può essere irrilevante; domani, quando ritengo che le cose sarano più difficili, si capirà quanto è sbagliata la scelta».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il Carroccio radicalizza la sua territorialità, poi però accetta i fondi per Catania e Roma.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«I fondi non andavano concessi, hanno dato un messaggio errato. Cioé,che i virtuosi sono sacrificati a favore di chi ha fatto amministrazioni dissennate».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei non vuole lasciare l'egemomia dei moderati a Berlusconi...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Oggi la battaglia può sembrare persa, ma la vita è lunga e ho tempo per aspettare».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Mani libere. Però, in Trentino, pur essendo stata bocciata la lista, sostenete il centrosinistra di Dellai.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Il Pdl non ci ha chiesto nulla, ha candidato uno della Lega, ci ha detto &quot;prendere o lasciare&quot;. Ogni partito ha la sua dignità...».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma Dellai...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Non è del Pd, ma di un partito territoriale. Sono andato a Trento a un comizio con Dellai e Enrico Letta... alle mie spalle c'era un ritratto di De Gasperi. Mi sentivo a casa».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
È ancora convinto di un ritorno al dialogo con Berlusconi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Nonostante le provocazioni che subiamo, dico: calma, calma, calma. Siamo disposti a dialogare, non ad accettare diktat o prepotenze».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Cosa pensa dell'azione di &quot;pulizia&quot; messa in atto da Brunetta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Brunetta è uomo intelligente che sta facendo tante cose positive. Probabilmente se non facesse un effetto speciale al giorno sarebbe meglio per lui e per la sua credibilità».&lt;br /&gt;

 


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JOAHO&quot;&gt;Il Gazzettino - Giorgio Gasco&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: «Barricate in difesa delle preferenze. Chi vuole allearsi col Pd se ne vada»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/14/pier-ferdinando-casini/%C2%ABbarricate-in-difesa-delle-preferenze-chi-vuole-allearsi-col-pd-se-ne-vada%C2%BB/359287"></link>
  <updated>2008-09-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>359287</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Alla festa del partito il leader centrista annuncia battaglia in Parlamento sulla legge elettorale per le Europee: «Gli italiani hanno diritto di scegliere»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;«Le parole di Berlusconi mi feriscono ma non per questo andremo a sinistra.»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

La vigilia della chiusura della festa dell'Udc, a Chianciano, ha i toni battaglieri con i quali il leader del partito, Pier Ferdinando Casini, si rivolge agli avversari e ai compagni di partito, e con i quali la platea subissa di fischi «in contumacia» il premier che, in mattinata, aveva detto che l'azione del governo si giova dell'assenza dell'Udc.&lt;br /&gt;


La battaglia del partito è, prima di tutto, quella contro la riforma della legge elettorale per le europee, che il governo vuole modificare imponendo liste bloccate e sbarramento al 5 per cento. Ebbene, ribadisce l'ex presidente della Camera, «sulla reintroduzione delle preferenze nella legge elettorale siamo pronti a fare le barricate in Parlamento, perché non accetteremo che ci sia questo vulnus. Sulla soglia di sbarramento - dice invece Casini - deleghiamo Berlusconi a decidere. Ma le preferenze le deve lasciare». Quindi, il leader centrista rivolge direttamente un appello a Silvio Berlusconi: non ha nessun bisogno, gli manda a dire fremente di sdegno, «di vincere le elezioni truccando le regole del gioco. Lo chiedo al premier di cui non dubito del sentimento democratico. Gli chiedo di mettere lo sbarramento che vuole - aggiunge Casini - ma di non togliere ai cittadini italiani il diritto di scegliere i propri rappresentanti. Questa - prosegue - non è una scelta di destra o di sinistra, è una scelta di buon senso. Mi viene il dubbio che questo bipartitismo che si vuole costruire sia talmente debole che ha bisogno di togliere lo spazio di libertà dei cittadini. Se si ha il coraggio di scegliere il bipartitismo, non c'è bisogno di trappole».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Riferendosi poi alle critiche rivolte da Berlusconi all'Udc, Casini sottolinea: «Le sue parole ci feriscono, ma sarebbe autolesionista se per rispondergli andassimo a sinistra. Nessuno ci può spostare dal centro». E continua: «Forse siamo petulanti e fastidiosi, ma noi non riusciamo a capire come si possa costruire una coalizione suddividendo le quote dei partiti che vi appartengono andando dal notaio. Chiediamo a Berlusconi di stare con noi, con Veltroni, con D'Alema con tutti gli italiani, consentendo loro di scegliere i loro parlamentari europei». In ogni caso, il Cavaliere sappia che «se farà cose giuste lo appoggeremo, come è successo con il decreto sui rifiuti, altrimenti lo criticheremo. Ma la mia impressione - sostiene Casini - è che finora il governo si sia impegnato più sugli spot che sui risultati concreti».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Facendo qualche esempio, Casini dice: «Bene i soldati sulle strade, ma non è quello il loro compito, mentre i sindacati di polizia denunciano che in organico mancano all'appello 8 mila unità». Sì al grembiule nelle scuole e al voto in condotta, ma «discutiamo delle conseguenze del maestro unico e dell'impatto della fine del tempo pieno sulle famiglie che non hanno aiuti per i figli che tornano a casa prima». Sì, in linea di principio, al disegno di legge anti-prostituzione, ma «attenzione a non moltiplicare le fattispecie di reato se poi le Forze dell'Ordine non sono messe in grado di perseguire i reati commessi». Sulla giustizia, sottolinea il leader centrista, «è giusto lavorare alla separazione delle funzioni dei magistrati, riformare un Csm che così non può andare e rivedere il rapporto tra pm e Polizia giudiziaria, ma si deve partire dalle esigenze dei cittadini e non da quelle dei politici». Quanto al federalismo fiscale, dice l'ex presidente della Camera, «senza vedere i numeri, parliamo del nulla», mentre sul federalismo vero e proprio «è ora di smascherare certi tabù: un federalismo che venisse imposto sugli attuali meccanismi istituzionali rischierebbe di distruggere il nostro Paese sotto il profilo politico e morale».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Ma nell'indignazione di Casini c'è spazio anche per quei compagni di strada, per quei centristi, che, dice, continuano a ripetere che o l'Udc si decide ad allearsi con il Partito democratico, o loro se ne andranno. Ebbene, li sfida furente il leader del partito, «andatevene, perché il partito non ha bisogno di voi!».



&lt;br /&gt;

 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettino.it/VisualizzaArticolo.php3?Luogo=Main&amp;Codice=3906369&amp;Data=2008-9-14&amp;Pagina=4&quot;&gt;Il Gazzettino - Claudia Giannini&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: &quot;Quel monito è proprio per Silvio basta con veline e calciatori&quot;   -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/08/pier-ferdinando-casini/quel-monito-%C3%A8-proprio-per-silvio-basta-con-veline-e-calciatori-intervista/359124"></link>
  <updated>2008-09-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>359124</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Certo che mi sono sentito chiamato in causa. Proprio come ogni cattolico che va a messa e si sente tirare le orecchie dal suo parroco&quot;. Pier Ferdinando Casini non nasconde di aver ascoltato le parole di Benedetto XVI &quot;in modo particolare&quot;: un richiamo che ha investito anche la sfera &quot;personale&quot;. Per il leader dell'Udc, però, l'ammonimento del Pontefice riguarda tutti e tutti gli schieramenti, dal Pd al Pdl di Silvio Berlusconi. Allora ricorda al premier di non poter essere &quot;al di sopra&quot; del richiamo papale e poi punta l'indice contro la televisione. Contro chi propaganda la &quot;società delle veline e dei calciatori&quot;. &quot;Bisognerebbe - dice - guardare meno la televisione e fare più volontariato&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;Cosa ne pensa del discorso del Pontefice a Cagliari?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
&quot;Intanto credo che il richiamo del Papa sia ineccepibile. Chi riteneva che la Chiesa dovesse essere confinata in un ruolo testimoniale, ora dovrà meditare sulle parole del Pontefice. La Chiesa è una risorsa per la società, un elemento fondamentale&quot;.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Però Benedetto XVI sembra bacchettare proprio i cattolici impegnati in politica come lei. Tanto da invocarne una nuova generazione.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
&quot;So bene che nel Dopoguerra c'è stata una generazione di cattolici - penso a De Gasperi, Fanfani, Moro, Andreotti - capace di impregnare la prima fase della Repubblica a cominciare dalla definizione della Costituzione. E so bene che oggi, al contrario, si avverte un deficit di rappresentanza&quot;.&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;
Un deficit che tocca anche lei?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
&quot;Chi non si sente chiamato in causa, forse non capisce. Ciascuno poi cerca di dare il proprio contributo. Io difendo un partito che si poggia sui principi richiamati da Sua Santità&quot;. &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Una riflessione che riguarda solo la politica o anche la sfera personale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
&quot;Chi è senza peccato scagli prima pietra. E chi è abituato a farlo evidentemente ha poca dimestichezza con il nostro mondo. Certo, a partire dal tema dei divorziati, ciascun credente è chiamato a interrogarsi profondamente. Altri, invece, non si pongono il problema. Ma nell'appello del Pontefice c'è dell'altro&quot;. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ossia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
&quot;Ci fa capire che la politica non è solo pragmatismo, non è solo selezione della classe dirigente attraverso la cooptazione del capo. Non è la spartizione dei posti negli studi notarili: l'esigenza che pone il Santo Padre è di far avanzare una generazione nuova che si costruisca sulla idealità e sui principi&quot;. &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Un modo per dire che anche Berlusconi non si può considerare immune? Eppure il Cavaliere da tempo dice che i cattolici li rappresenta lui.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
&quot;Se è per questo, allora mi dica: chi non rappresenta Berlusconi? Se parlassimo dei musulmani, direbbe esattamente la stessa cosa. Ma a parte le battute, il deficit di rappresentanza esiste, altrimenti non ci sarebbe stato bisogno di questo richiamo. Nessuno può pensare di essere al di sopra delle parole di Benedetto XVI&quot;.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Qualcuno ha letto come una stoccata al Cavaliere anche l'invito a non farsi affascinare da chi è ricco e famoso.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
&quot;In effetti quel che conta è l'essere e non l'apparire. Ma la società di oggi idolatra veline e calciatori perché siamo tutti schiavi di un consumismo che mercifica ogni riferimento. Penso che i nostri figli dovrebbero guardare meno la televisione e frequentare di più certe straordinarie esperienze di volontariato e di assistenza ai disabili. Ma forse questo vale per tutti noi. Le veline e i calciatori non sono dei miti, ma dei finti modelli&quot;.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Per recepire l'intervento del Pontefice, bisognerebbe tornare all'unità politica dei cattolici?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
&quot;Quella è morta e sepolta da tempo. E la Chiesa non ha mai contato tanto come in questa fase, proprio perché interloquisce con tutti. Però è vero che un'azione congiunta su alcuni temi specifici - come sulla fecondazione assistita - ci dovrebbe essere&quot;.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

&quot;Su alcune battaglie, sulla &quot;fine vita&quot; che io non chiamo testamento biologico, sui temi etici insomma, i cattolici devono uscire dall'infantilismo politico. Al di là degli schieramenti in cui sono eletti, bisogna cercare una trasversalità. Va recuperata la difesa dei valori. Questo è un grande disegno cui l'Udc sta lavorando da tempo&quot;.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;E vorrebbe coinvolgere anche i cattolici del Pd?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

&quot;Certo, mica sono dei credenti di serie B. Le grandi questioni etiche riguardano tutti e forse in Italia ce ne accorgiamo solo adesso. Se andiamo negli Usa vediamo come tra Obama e McCain la sfida sui valori etici sia centrale. Dunque smettiamola di avere complessi di inferiorità verso un certo mondo laicista che vorrebbe confinare i cattolici in &quot;riserve di caccia&quot;. È ora che anche chi sta all'avanguardia nel centrosinistra si dia una mossa&quot;. 

 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=J5V2J&quot;&gt;La Repubblica - Claudio Tito&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Denis VERDINI: «Nel Pdl verranno anche Storace e Santanché» -  Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/18/denis-verdini/%C2%ABnel-pdl-verranno-anche-storace-e-santanch%C3%A9%C2%BB-intervista/358116"></link>
  <updated>2008-07-18T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>358116</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Ma sì che alla fine Storace verrà con noi nel Pdl. È inevitabile, lui e la Santanché fanno parte della nostra stessa area politica. Francesco è stato Governatore del Lazio e ministro, non è mica uno che non conosce la politica».Denis Verdini, coordinatore nazionale di Forza Italia, è l'uomo al quale Berlusconi ha dato l'incarico di condurre il partito alla «fusione» con An e con gli altri alleati della coalizione per arrivare a far nascere ufficialmente il partito del Popolo della Libertà. &lt;br /&gt;
E lui, battuta facile e lingua tagliente che, se non bastasse l'accento, rivelano la sua origine fiorentina, lascia aperte le porte a tutti. Anche agli ex popolari che hanno trovato ospitalità a sinistra. E ovviamente anche all'Udc. «È un peccato che ora che stiamo finalmente costruendo quello che sarà il Ppe italiano Casini rimanga fuori. È una cosa che comunque la gente non capisce, gli elettori vogliono modernizzazione e semplificazione, non i particolarismi. Indietro non si può tornare non ci possono essere mille partitini».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Ricucire con Casini sarà comunque difficile. Con Berlusconi non si sono lasciati proprio in modo amichevole...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 «Non c'è dubbio che le classi dirigenti hanno commesso un pasticcio. Ma alla fine bisognerà arrivare a un contenitore unico, non c'è alternativa». 
&lt;b&gt;Però anche dentro Forza Italia c'è chi vorrebbe più autonomia. Il Governatore del Veneto Galan ha detto, ad esempio, di volere una Pdl del nord.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«È un progetto che non ha senso. Perché non lo capirebbero gli elettori. Se Galan pensa di valorizzare il Veneto trattandolo come entità a se stante non ci siamo proprio. Sbaglia, oggi le decisioni si prendono in Europa, basta vedere cosa accade in Francia e Spagna. E poi il Veneto non è una regione a sé stante come la Catalogna, non è paragonabile».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Berlusconi ha già stabilito i tempi per arrivare al Pdl, dovrà nascere entro gennaio, al massimo febbraio. Ce la farete?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Per i primi dell'anno saremo pronti. Faremo un'assemblea costituente che consacri definitivamente quello che hanno già deciso gli elettori. È la gente che ha scelto, quando abbiamo fatto i gazebo a novembre, di fare il nuovo partito. È stato un risultato straordinario, che ha fatto perdere la testa anche a Berlusconi. E da lì è nato il famoso discorso del &quot;predellino&quot; in piazza San Babila».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Fu una vera sorpresa o voi sapevate già che avrebbe fatto quell'annuncio?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Quella domenica, man mano che arrivavano i risultati dai gazebo, saliva l'euforia. Lui ci telefonò e ci disse &quot;vi farò una sorpresa&quot;. Sapevamo che Berlusconi aveva in testa questo nuovo partito ma non avevamo idea ancora di come volesse realizzarlo. E probabilmente non lo sapeva ancora neppure lui. Lo ha deciso quel giorno. E gli elettori gli hanno dato ragione».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; 
Più difficile forse è mettere d'accordo tutti i partiti, An e FI prima di tutto.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«No, con La Russa ci vediamo costantemente, An vuole arrivare al Pdl quanto noi. In questi mesi ognuno elaborerà la sua strategia di partito per arrivare alla Costituente. Io, ad esempio, in queste settimane ho girato tutte le Regioni per spiegare agli elettori cosa faremo. Sabato concludo con la Sardegna».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;Però quando si è formato il governo qualche discussione c'è stata, non tutti hanno accettato le decisioni senza protestare.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«È vero. Ma è un fatto fisiologico. Poi si è risolto tutto». 
Con la Lega invece i rapporti sono tornati un po' tesi dopo la decisione di Berlusconi di mettere come priorità il tema della giustizia e non il federalismo. 
«Siamo alleati con Bossi, quindi si discute insieme. E poi la riforma della giustizia fa parte del programma elettorale». &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Però è un tema che vi chiude qualsiasi possibilità di dibattito con il centrosinistra.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Io credo che alla fine anche la sinistra farà la riforma con noi perché non si tratta di abolire l'ordinamento giudiziario, piuttosto di rivederlo. Non ci sono i buoni da una parte e i cattivi da un'altra, nessuno ce l'ha con i giudici, nessuno vuole demonizzarli, ma la revisione di questo tipo di giustizia è un problema che riguarda tutta la società, non solo Forza Italia o Berlusconi». 
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IQFKG&quot;&gt;Il Tempo - Paolo Zappitelli&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: &quot;Via la norma salva-premier&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/24/pier-ferdinando-casini/via-la-norma-salva-premier/357171"></link>
  <updated>2008-06-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>357171</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Chiediamo a Berlusconi di rivedere la sospensione dei processi dal decreto sicurezza e, se sara' tolta, l'opposizione non si opporra' con l'ostruzionismo ad un progetto come quello dell'immunita' gia' presente all'europarlamento oppure alla sospensione dei processi per le alte cariche dello Stato&quot;. Lo ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa il leader dell'Udc Pierferdinando Casini, ribadendo la posizione del suo partito sulla questione giustizia.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/ultima_ora/notizie.jsp?id=%7b238B4D57-8405-4E3E-93F6-0752E79A8A13%7d&quot;&gt;corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: Berlusconi è obbligato a fare bene. Sui rifiuti opposizione “collaborativa” - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/18/pier-ferdinando-casini/berlusconi-%C3%A8-obbligato-a-fare-bene-sui-rifiuti-opposizione-%E2%80%9Ccollaborativa%E2%80%9D-intervista/357022"></link>
  <updated>2008-06-18T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>357022</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L’ Udc di Pier Ferdinando Casini non ha fretta di giudicare l’operato del Governo. Il leader dell’Unione di centro parla di Campania e dice che «era doveroso per Berlusconi non “nascondersi” sull’emergenza rifiuti».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Il Governo vuole dimostrare che sull’emergenza campana non si sono fatti solo proclami, riusciranno a risolvere il problema?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Il Presidente del Consiglio ha a cuore l’interesse e l’immagine dell’Italia nel mondo, ma una cosa è lanciare proclami, un’altra è risolvere i problemi.&lt;br /&gt;
 Berlusconi è un uomo intelligente e ha capito che di fronte a tante aspettative e a una vittoria del genere non ha alibi: è obbligato a fare bene. &lt;br /&gt;
È certo partito di lena, anche se rispetto ai primi giorni già si avverte qualche balbettio. &lt;br /&gt;
Ma noi non abbiamo fretta di giudicarlo.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei è stato molto critico sulla superprocura per i reati ambientali, perché?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

La nostra sarà un’opposizione collaborativa, ma su questo che non ci siamo. &lt;br /&gt;
Ho molte perplessità sulla compatibilità di questa nuova istituzione con i principi della Carta costituzionale.&lt;br /&gt;
 Di conseguenza su questo parte del provvedimento il voto dell’Udc sarà contrario.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Quanto alla scelta dell’esercito, crede sia una scelta condivisibile per tentare una soluzione dell’emergenza nel più breve tempo possibile?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

In linea di massima, resto convinto che le forze armate vadano impiegate per i compiti istituzionalmente preposti. &lt;br /&gt;
Soprattutto, non svilite affidando loro funzioni improprie: i soldati non dovrebbero diventare i nostri netturbini.&lt;br /&gt;
 Capisco la situazione di emergenza, ma bisogna fare attenzione al rischio che la militarizzazione diventi normalità.&lt;br /&gt;
 Comunque non è un problema ideologico, ma un richiamare ciascuno ai suoi compiti. E non a quelli degli altri.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La posizione centrista sulle responsabilità è sempre stata chiara.&lt;br /&gt;
 Cosa pensa di un Bassolino ancora al suo posto e della buona intesa con Berlusconi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Che Berlusconi per necessità istituzionali collabori con gli enti locali è doveroso.&lt;br /&gt;
 Altra storia se ha in mente una liaison con Bassolino.&lt;br /&gt;
 Per l’Udc non cambia niente, la responsabilità oggettiva degli enti locali in questa emergenza resta certa.&lt;br /&gt;
 Così come è certo che noi di sconti a Bassolino non ne faremo.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Napoli sotto i rifiuti porta alla ribalta il problema dell’inquinamento ambientale, ma l’inquinamento sociale dovuto alla camorra è un altro tema cruciale ed annoso, in che modo si legano?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Anzitutto, è ovvio che la connessione tra camorra e politica è anche all’origine della vicenda dei rifiuti.&lt;br /&gt;
 Sono facce diverse di una stessa moneta.&lt;br /&gt;
 La paralisi della politica e la sua incapacità a risolvere il problema dei rifiuti è anche il frutto, nell’ipotesi migliore, di una subalternità psicologica alla camorra.&lt;br /&gt;
 Un modo serio per difendersi da questo grave pericolo è anche quello di evitare polveroni, di conservare la capacità di distinguere tra responsabilità vere e fittizie.&lt;br /&gt;
 E, soprattutto, di non utilizzare il contrasto alla camorra per battaglie di parte.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IG33F&quot;&gt;L'Opinione - Eustachio Voza&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: Al Senato l'UDC sarà determinante.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/10/pier-ferdinando-casini/al-senato-ludc-sar%C3%A0-determinante/331671"></link>
  <updated>2008-04-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>331671</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;

ROMA – E’ certo Pier Ferdinando Casini: «L’Udc può ambire ad essere determinante al Senato». &lt;br /&gt;
E fa capire che l’Unione di centro può superare lo sbarramento in Calabria, Veneto, Campania e Puglia. &lt;br /&gt;
Tuttavia premette: «Non voglio i voti dei mafiosi, dei camorristi e degli esponenti della ‘ndrangheta».&lt;br /&gt;
 Il Cavaliere lo considera «una spina nel fianco» e non perde occasione per attaccarlo. &lt;br /&gt;
In ogni caso, riflette Casini, «se Berlusconi vince governerà e saprà di poter contare per i provvedimenti giusti sul nostro voto.&lt;br /&gt;
 Naturalmente però la fiducia non gliela votiamo».&lt;br /&gt;
 Viceversa «se ci sarà una soluzione alla Merkel come in Germania si dovrà fare da parte».&lt;br /&gt;
 
Sempre nell’ipotesi di vittoria il Cavaliere «sarà assolutamente vincolato dall’appoggio determinante della Lega che non gli consentirà di avere rapporti civili con l’opposizione».&lt;br /&gt;
 Insomma, il Carroccio «avrà la golden share politica».&lt;br /&gt;
 Quindi sarebbe ora che Berlusconi «dica se Bossi sarà ministro o no».&lt;br /&gt;
 Ma c’è di più. E accusa il Pdl di essere «un prodotto pubblicitario» costruito dal Cavaliere che, grazie alla sua abilità «nelle campagne elettorali è il migliore al mondo». &lt;br /&gt;
D’altra parte «si è presentato per la quinta volta alle elezioni e non potendo lanciarsi come nuovo lancia come nuovo questo partito».&lt;br /&gt;
 Alla dichiarazione di Berlusconi «se fosse eletto un altro capo dello Stato nella nostra parte politica» potremmo dare la presidenza di una delle Camere all’opposizione, replica Casini «siamo alle comiche finali».&lt;br /&gt;
 
Accusa Casini Pd e Pdl di essere «non dei vasi di ferro ma dei vasi di coccio». &lt;br /&gt;
E il loro tentativo di «desertificare il Centro» è fallito.&lt;br /&gt;
 Inoltre toglieremo voti sia a Rifondazione comunista che alla Destra. &lt;br /&gt;
Fa presente il candidato premier dell’Unione di centro che il suo «programma sarà impopolare» con la richiesta delle dismissioni delle partecipazioni statali così come del Poligrafico dello Stato, della Tirrenia, del Cnel e «l’abolizione delle Province», ma «noi parliamo il linguaggio della verità».&lt;br /&gt;
 Tanto che «il primo giorno di apertura del Parlamento presenteremo un ddl costituzionale per l'insediamento di un'Assemblea costituente» per le riforme. &lt;br /&gt;
Visto che «la gente non mangia con le riforme istituzionali». &lt;br /&gt;
E sul conflitto di interessi? Casini dice «no a leggi punitive contro Berlusconi». &lt;br /&gt;
Poi avverte che se la Rai non sarà privatizzata farà la fine dell’Alitalia. &lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=HQLR0&quot;&gt;Il Messaggero - Paola Orefice&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: BERLUSCONI SU NAPOLITANO? COMICHE FINALI</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/09/pier-ferdinando-casini/berlusconi-su-napolitano-comiche-finali/331646"></link>
  <updated>2008-04-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>331646</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&quot;Siamo alle comiche finali&quot;.&lt;/b&gt; Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, cita volutamente una frase polemica di Gianfranco Fini nei confronti di Berlusconi per commentare le parole del leader del Pdl su Giorgio Napolitano.&lt;br /&gt;
 Intervenendo alla registrazione di 'Matrix' Casini sottolinea che &quot;e' gia' tutto scritto: Berlusconi voleva fare un Governo con Veltroni e poi ha cambiato idea quando il Pd si e' alleato con Di Pietro.&lt;br /&gt;
 Poi - aggiunge Casini - ha detto che voleva dare una camera alle opposizioni e oggi dice che Napolitano si deve dimettere: siamo alle comiche finali&quot;.&lt;br /&gt;
 Secondo il leader centrista &quot;Berlusconi dice tutto e il contrario di tutto, ma sara' assolutamente vincolato all'appoggio della Lega che non gli consentira' un rapporto civile con l'opposizione e un rapporto corretto con le istituzioni&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/politica/notizie/200804091705-pol-rt11180-art.html&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
</feed>
