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  <title>Openpolis - Argomento: emissioni CO2</title>
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  <updated>2012-05-15T00:00:00Z</updated>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Rinnovabili: lettera al ministro Passera. Serve accordo con le Regioni</title>
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  <updated>2012-05-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627368</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;I decreti ministeriali per l'incentivazione del fotovoltaico e per le altre fonti di energie rinnovabili appaiono carenti e discutibili ed hanno inevitabilmente sollevato le proteste degli operatori e le osservazioni delle Regioni. In particolare il quinto conto energia, così come è stato proposto, sembra più una scorciatoia per tagliare le tariffe che il frutto di una strategia coerente e complessiva e rischia di mettere in seria difficoltà le imprese e gli investitori italiani ed esteri, i quali chiedono innanzitutto certezza, stabilità, trasparenza e semplicità delle norme e un percorso di riduzione degli incentivi verso la 'grid parity' che consenta di calcolare un credibile e adeguato ritorno degli investimenti&quot;.
E' quanto scrive in una lettera il presidente dei deputati del PD Dario Franceschini al ministro dello sviluppo economico Corrado Passera.
&lt;p&gt;
Dopo aver espresso al ministro &quot;la preoccupazione che il 'conto energia' non alimenti bolle speculative e ricadute dannose sul territorio&quot;, Franceschini ha osservato di condividere &quot;il proposito di alzare i traguardi della politica nazionale per il raggiungimento e il superamento degli obiettivi del programma Europa 2020 per quanto riguarda la produzione di energia da fonti rinnovabili, il risparmio energetico e il taglio delle emissioni di CO2&quot;. &quot;Questo perchè soltanto una strategia capace di combinare 'cambiamento del paradigma energetico', liberalizzazioni e mercato e sviluppo di una filiera nazionale di imprese dedicate alla produzione e alla efficienza energetica, potrà garantire al paese non solo di evitare le sanzioni internazionali derivanti dal mancato raggiungimento del burden sharing, ma la sicurezza degli approvvigionamenti e la riduzione dei costi della bolletta energetica a carico delle famiglie e delle imprese&quot;.
E proprio per queste considerazioni che deriva, secondo Franceschini, la &quot;carenza dei decreti per l'incentivazione del fotovoltaico e delle altre fonti di energie rinnovabili&quot;.
&lt;p&gt;
&quot;E' del tutto evidente - sottolinea Franceschini nella lettera - che una strategia energetica per il futuro del paese non può mettere al centro la crescita del consumo (e la importazione) di idrocarburi. Al contrario, occorre accelerare le politiche a favore dell'efficienza energetica e il ricorso diffuso alle fonti energetiche rinnovabili, facendo leva sulla ricerca, sulla crescita e l'innovazione dell'industria nazionale e sull'impegno coerente delle Regioni e degli Enti Locali&quot;.
&lt;p&gt;
La lettera si conclude con un invito al ministro Passera: &quot;E' nostra opinione che un accordo con le Regioni sia necessario, anche alla luce delle proposte presentate da queste ultime al Tavolo Governo Regioni. Siamo certi che lei lavorerà per questo obiettivo che se raggiunto, renderà agevole ogni successivo passaggio politico e parlamentare&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=7232&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario ROMANO: 'Senigallia nel mirino dei depositi di stoccaggio di CO2'</title>
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  <updated>2012-02-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626701</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Senigallia (AN) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Preoccuparsi dell’ambiente è ormai pratica consueta, persino per le più grandi società mondiali, che spesso cercano di bypassare le amministrazioni locali per evitare spiacevoli intoppi burocratici, ma durante il Consiglio Comunale di Senigallia riunitosi ieri (27 febbraio ndr), è stato sollevato dal consigliere Dario Romano, un argomento che non è passato inosservato perché può rappresentare una questione molto importante, in chiave futura, per le coste marchigiane e per tutto il Mare Adriatico.
&lt;p&gt;
Secondo l’ultimo numero del “Bollettino ufficiale degli idrocarburi e delle georisorse”, pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico, la società “Independent Energy Solutions” ha fatto istanza per ottenere una licenza di esplorazione al fine di stoccare il biossido di carbonio al largo delle coste di Senigallia. “Qualche giorno fa ho avuto modo di apprendere questa novità quantomeno inaspettata, e di primo acchito certamente non positiva. 
&lt;p&gt;È stata mia premura informare il Sindaco e presentare in Consilgio Comunale un’interrogazione in merito”, ha commentato Romano. Nel dettaglio, la direttiva 2009/31/CE, tradotta in Italia con il d.l. 162/2011, prevede il rilascio provvisorio di licenze per esplorare il suolo ai fini dello stoccaggio geologico del biossido di carbonio.
&lt;p&gt; Tali provvedimenti, assunti dal Ministero dello Sviluppo Economico, però, prevedono che “le amministrazioni locali competenti, laddove previsto, siano sentite”. Inoltre, il principio europeo prevede che i depositi di stoccaggio possano essere installati a patto che la pratica si mostri come una “tecnologia ambientalmente sicura”: ciò, in un territorio a rischio sismico medio-alto, appare difficile. 
&lt;p&gt;Lo stoccaggio di anidride carbonica è una di quelle azioni promosse dall’Unione Europea per ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020. Il proposito di diminuire i livelli di anidride carbonica è sicuramente lodevole, e pertanto sostengo con forza l’azione dell’UE.

&lt;p&gt;
“Purtroppo non mi trovo d’accordo sulle modalità: il concetto di nascondere la polvere sotto lo zerbino, ahimè, è valido solo per il breve periodo e le soluzioni-ponte non godono della progettualità di cui necessitano le politiche macroeconomiche continentali”. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;La costa marchigiana, al largo della quale è anche prevista la costruzione di un rigassificatore (a Falconara Marittima - AN), sarebbe oggetto dell’ennesima richiesta di utilizzo a fini industriali di un bene fondamentale, qualora nei prossimi anni l’iter della pratica procedesse.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; “Pertanto, io e l’intera amministrazione comunale di Senigallia saremo vigili e attenti su ogni singolo passo di questa istanza, perché non vogliamo in alcun modo che il nostro territorio “possa correre il rischio di essere deturpato e aggredito da soggetti e interessi che non ci appartengono””, come sottolineato dal Sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi nella lettera inviata all’Assessore Sandro Donati per chiedere alla Regione Marche di prendere una posizione decisa in merito. “Non siamo contrari allo sviluppo, tutt’altro, ma teniamo di più alla sicurezza e alla salute dei nostri abitanti, e faremo tutto ciò che è in nostro potere per difendere fino in fondo i diritti dei cittadini marchigiani e senigalliesi”, ha concluso Romano.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&amp;articolo_id=339291&quot;&gt;Vivere Senigallia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ermete REALACCI: Clima: a dicembre scade eco-bonus 55%. Intervenire per stabilizzarlo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/24/ermete-realacci/clima-a-dicembre-scade-eco-bonus-55-intervenire-per-stabilizzarlo/621994"></link>
  <updated>2011-11-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>621994</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Se il Governo non interverrà, l’eco-bonus del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici, terminerà alla fine di dicembre di quest’anno. Sarebbe un fatto grave perché si è trattata della misura anticiclica di gran lunga più importante che è stata attivata in questi anni. Ha contrastato gli effetti della crisi nel settore dell'edilizia, ha contribuito a ridurre le bollette energetiche degli italiani e le emissioni di CO2. 
&lt;p&gt;E’ stata utilizzata da 1 milione e 360 mila famiglie, con investimenti pari a 16,5 miliardi, ha attivato ogni anno oltre 50.000 mila posti di lavoro nei settori coinvolti, soprattutto nelle migliaia di piccole e medie imprese nell'edilizia e nell'indotto e si è anche favorita un'importante innovazione e una spinta di tutto il comparto verso la qualità. Parliamo dunque di una misura i cui benefici hanno pienamente ripagato le mancate entrate determinate dallo sgravio fiscale, tanto che sarebbe opportuno  estenderla anche agli interventi per la messa in sicurezza antisismica del patrimonio edilizio esistente”.

&lt;p&gt;
“Inoltre”, prosegue Realacci, “quando l’evidenza degli effetti dei mutamenti climatici diventa sempre più drammatica, sarebbe sbagliato mettere un freno ad una misura significativa per ridurre le emissioni di gas serra e i consumi energetici del patrimonio edilizio italiano, uno fra i più energivori di tutta Europa”. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Lo afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del PD.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ermeterealacci.ilcannocchiale.it/2011/11/24/clima_a_dicembre_scade_ecobonu.html&quot;&gt;blog &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuliano Pisapia: «I cittadini hanno capito che possono decidere»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/07/giuliano-pisapia/%C2%ABi-cittadini-hanno-capito-che-possono-decidere%C2%BB-intervista/582744"></link>
  <updated>2011-06-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>582744</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Milano (MI) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Spero quorum ed è importante il voto in una città chiamata ad esprimersi anche per altri cinque quesiti, tutti ambientali.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Sindaco, perché andare a votare il 12 e il 13 giugno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
E’ importante andare a votare perchè i cittadini hanno la possibilità di intervenire sulle scelte che li riguardano da vicino. Sono fermamente convinto che la partecipazione è il fondamento di qualsiasi democrazia. Ci sono beni comuni, infatti, come l’acqua, sui quali è giusto che decidano i cittadini e facciano pesare la loro opinione. Ci sono poi temi come quello del nucleare che non vanno sottovalutati perchè hanno a che fare con lo sviluppo energetico dei prossimi anni e la sicurezza dell’ambiente.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma nella sua città sarà un weekend elettorale all’insegna dell’ambiente.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il tema ambientale è prioritario per tutti i Comuni, in particolare per Milano.&lt;br /&gt;
  Oltre al referendum sul nucleare in campo ambientale, i milanesi sono chiamati a votare per i 5 referendum, grazie ai quali avremo la possibilità di trasformare il capoluogo lombardo anche in vista di Expo 2015, in una città in cui la vivibilità e la salute siano davvero una priorità. Ridurre traffico e smog, potenziare i mezzi pubblici e la mobilità sostenibile, estendere la rete di piste ciclabili e le aree verdi, proteggendo quelle già esistenti, è una questione di fondamentale importanza.&lt;br /&gt;
 A questo proposito mi impegno a dare concretezza al Patto dei Sindaci in linea con il Protocollo di Kyoto sottoscritto anche dalla nostra città, ma mai rispettato in tema di riduzione delle emissioni, miglioramento e riconversione energetica.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Si può raggiungere il quorum? Che cosa farà in questi giorni per informare i cittadini sul referendum?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
I milanesi hanno capito l’importanza della partecipazione attiva ma anche tutti i cittadini italiani hanno compreso che con il loro apporto possono sentirsi parte delle decisioni. Auspico quindi che il quorum venga raggiunto. Visto che a Milano sono 9 le schede, tra i 4 referendum nazionali e i 5 quesiti legati al tema dell’ambiente e della mobilità, in questi giorni ci sarà una grande campagna informativa sugli organi di stampa e sul sito istituzionale del Comune perché tutti possano appropriarsi del fondamentale principio “conoscere per deliberare”,  espresso dalla cultura liberale di Luigi Einaudi.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Che peso potrebbe avere a livello politico nazionale la vittoria dei 4 si? Potrebbe segnare la ﬁne di questa maggioranza di governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sicuramente la vittoria dei 4 si per quanto riguarda i referendum nazionali sarebbe un altro colpo che metterà alla prova la linea e forse anche la tenuta del Governo.  Se questo possa anche significare la ﬁne della maggioranza è ancora presto per dirlo.  
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=10YB7T&quot;&gt;Terra - Anna Pellizzone&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GABRIELLA MEO: Beni comuni e profitti privati</title>
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  <updated>2010-12-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548870</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Emilia Romagna (Lista di elezione: Lista Civica - Cen-Sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La consigliera regionale Gabriella Meo ha posto il problema dei ridicoli canoni di concessione per le acque minerali.
&lt;p&gt;Ho presentato un’interpellanza sui canoni di concessione che la Regione incassa dalle aziende che imbottigliano acque minerali.
&lt;p&gt; Vale la pena ricordare alcuni dati emersi dalla ricerca “Il far west dei canoni di concessione per le acque minerali” realizzata da Legambiente e Altreconomia lo scorso marzo (scaricabile su &lt;a href=&quot;http://www.altreconomia.it/site/fr_raggruppamento_detail.php?intId=5&quot;&gt;www.imbrocchiamola.org&lt;/a&gt;). L’acqua che arriva al rubinetto di casa è buona, controllata per legge e assolutamente salutare in quanto i valori di soglia previsti dalle leggi vigenti per i metalli pesanti, colibatteri, sono più bassi per l’acqua di rubinetto piuttosto che per quella in bottiglia. 
&lt;p&gt;In Italia nel 2008, leggiamo nella ricerca, sono stati imbottigliati 12,5 miliardi di litri d’acqua per un consumo pro capite di 194 litri, più del doppio della media europea e americana.
 
&lt;p&gt;
A fronte del fatturato miliardario delle società imbottigliatrici, ci sono dei canoni di concessione ridicoli corrisposti alle regioni che ospitano le fonti. Emblematica la situazione dell’Emilia-Romagna dove nel 2008 erano state autorizzate 23 concessioni di acqua minerale per una quantità di acqua complessivamente imbottigliata in regione di 340.885.898 litri per i quali sono stati pagati dalle aziende canoni per un totale di 35.374,73 euro. 
&lt;p&gt;Questa cifra ridicola deriva da canoni stabiliti con legge regionale (la 32 del 1988) ed è perfino inferiore allo stipendio del funzionario regionale che segue l’iter burocratico delle concessioni. Ogni anno svendiamo alle multinazionali miliardi di litri d’acqua di sorgente, acqua che frutta a queste società un giro d’affari di oltre 2,3 miliardi di euro. A che prezzo?
 
&lt;p&gt;
Il 79% delle bottiglie che escono dagli stabilimenti sono in plastica di cui solo il 35% viene riciclato. Solo l’imbottigliamento comporta l’uso di 365mila tonnellate di Pet, 693mila tonnellate di petrolio, e 950mila tonnellate di CO2 equivalente in atmosfera. Solo il 18% dell’acqua viaggia su ferro, il resto su gomma con un’ulteriore e assai considerevole immissione di CO2 dovuto alle decine di migliaia di Tir. In più c’è la questione prezzo. 
&lt;p&gt;Considerato che il “Documento di indirizzo delle Regioni italiane” prevede tre tipologie di canone (da 1 a 2,5 euro per metro cubo o frazione di acqua imbottigliata; da 0,5 a 2 euro per metro cubo o frazione di acqua utilizzata o emunta; almeno 30 euro per ettaro o frazione di superficie concessa), con l’interpellanza sollecito la Giunta ad adeguare la normativa, aumentando i canoni di concessione e calcolando quanto dovuto dalle aziende sulla base dei litri di acqua prelevati dalle sorgenti e non, come avviene ora, sugli ettari di superficie della concessione.
 
&lt;p&gt;
Ho anche chiesto che la Regione definisca canoni di concessione differenziati introducendo sistemi di premialità per le aziende che utilizzano le bottiglie in vetro o, meglio ancora, il vuoto a rendere e per quelle che imbottigliano quantità minori di acqua. 
 &lt;br /&gt;
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/print/18251&quot;&gt;Terra - Gabriella Meo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ermete REALACCI: «Sull' eco incentivo del 55% il Governo parla con lingua biforcuta» </title>
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  <updated>2010-11-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547898</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Sul credito di imposta del 55% per gli interventi di miglioramento energetico nell’edilizia il Governo parla con lingua biforcuta.  
&lt;p&gt;Non solo sono state approvate dal Parlamento due mozioni che impegnavano il Governo a stabilizzare la misura, e il Ministro dell’Ambiente in più di un occasione aveva assicurato il suo impegno in questa direzione, ma da ultimo nel Programma nazionale di Riforma presentato dal Ministro delle Politiche Europee Andrea Ronchi e approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 5 novembre, fra le misure strategiche per una crescita intelligente del paese e per raggiungere gli obiettivi nazionali di riduzione di Co2 si evidenzia “che la detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici si è rivelata di particolare efficacia non solo in termini di risparmio energetico, ma di emersione del lavoro e di maggiori entrate tributarie, con conseguenti benefici per le casse dello Stato e per la collettività”.
&lt;p&gt; Ci troviamo di fronte ad una nuova vergognosa schizofrenia del “Governo del fare” che non solo penalizzerà i cittadini, ma che avrà ripercussioni pesanti sulle migliaia di piccole e medie imprese del settore dell’edilizia e nell’indotto”, lo rende noto Ermete Realacci, responsabile green economy del PD, commentando il taglio del 55% dalla legge di stabilità.

&lt;p&gt;
“Il Partito democratico”, conclude Realacci, “darà battaglia durissima per far rientrare questa decisione grave e miope. Si tratta della misura anticiclica di gran lunga più importante che è stata attivata in questi anni, uno dei successi più significativi della green economy nel nostro paese, affossarla sarebbe sbagliato e senza senso”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ecologistidemocratici.ilcannocchiale.it/?r=137742&quot;&gt;ecologistidemocratici.ilcannocchiale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ugo Cappellacci: Regioni protagoniste delle politiche energetiche UE</title>
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  <updated>2010-10-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547305</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Sardegna (Partito: PdL) - Consigliere Regione Sardegna (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt; 
“Il nostro incontro di oggi – ha detto - intende approfondire il ruolo centrale che, in tema di nuova strategia europea di intervento ambientale ed energetico, possono e devono svolgere le Regioni e gli Enti locali”. 
&lt;p&gt;Il presidente ha messo in luce l’importanza istituzionale nella rappresentazione delle istanze delle Comunità locali e regionali e il ruolo determinante nell’attività legislativa dell’Unione Europea da parte del Comitato delle Regioni. 
&lt;p&gt;“Il Comitato – ha spiegato- ha competenza in un ampio ambito di politiche, comprese quelle riguardanti l’ambiente e lo sviluppo regionale, in particolar modo attraverso la Commissione Enve, interviene direttamente nella politica europea sull’ambiente e sulle energie sostenibili”.
&lt;p&gt;
Anche la Sardegna – ha concluso il presidente Cappellacci - sta lavorando per individuare, definire ed implementare metodologie il suo modello di green economy per uno sviluppo organico e coordinato del proprio sistema energetico. 
&lt;p&gt;Abbiamo obiettivi ambiziosi per rendere la nostra Regione leader nazionale ed internazionale nel settore della riduzione delle emissioni di gas clima alteranti e dello sviluppo energetico sostenibile.
&lt;p&gt; Per le nostre caratteristiche geografiche, economiche, sociali ed infrastrutturali possiamo e vogliamo assumere un ruolo di Regione pilota per l’implementazione di una serie di azioni integrate e coordinate di breve, medio e lungo periodo destinate a ridurre progressivamente il bilancio delle emissioni di CO2 della Regione Sardegna. &lt;br /&gt;
Sono questi gli obiettivi strategici del nostro progetto che abbiamo chiamato Sardegna Co2.zero di cui oggi presentiamo lo stato dell’arte”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/news/20101022-sardegna-cappellacci-regioni-protagoniste-politiche-energetiche-ue&quot;&gt;www.agenparl.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelo BONELLI: Ministero Ambiente trucca le cifre </title>
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  <updated>2010-09-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>507248</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Arrivano dei dati truccati sulle previsioni dei consumi elettrici a uso e consumo dei sostenitori dell’atomo.&lt;br /&gt;

E’ quantomeno azzardato, se non falso affermare che al 2030 i consumi elettrici saranno aumentati del 45% quando il gestore della rete Terna afferma che nel 2020 si potrebbe avere un aumento dell’11% e l’Europa per la stessa data chiede una diminuzione del 20% nei consumi complessivi d’energia.
&lt;p&gt;
Nessun evidente risparmio, insomma, per Bonelli, da un ritorno all’atomo. Il nucleare non è economico. Sarà almeno ecologico? Tutt’altro. Bonelli definisce una favola anche
la riduzione delle emissioni di CO2 grazie all’energia atomica. 
&lt;p&gt;E’ assolutamente irrealistico, e lo dimostrano i ritardi in Finlandia e Francia che anche un solo reattore entri in funzione nel 2020 in maniera da poter contribuire alla riduzione, tutta presunta, di gas serra. 
&lt;p&gt;La realtà che appare evidente dai numeri presentati dal Ministero dell’Ambiente è che per trovare un mercato a questo 25% di energia nucleare voluto dal Governo si vogliono spostare i consumi termici, come il riscaldamento, sull’elettrico da nucleare come accade in Francia.

&lt;p&gt;
Bonelli conclude sparando a zero anche sull’Enel, la compagnia elettrica più indebitata di tutta l’Unione Europea.&lt;br /&gt;

Una politica di questo tipo non è altro che un regalo di Stato a un’azienda privata come Enel che, è il caso di ricordarlo, è una delle compagnie elettriche più indebitate di tutta l’Unione europea. 
&lt;p&gt;L’avvio del programma nucleare, infine, non alleggerirà le bollette dei cittadini, poiché ci sarà un grande gestore che detterà a proprio piacimento i prezzi e metterà la pietra tombale su qualsiasi politica di efficienza energetica.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ecologiae.com/nucleare-italia-2/22872/&quot;&gt;www.ecologiae.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: «Il Ponte mette in comunicazione mafia e ‘ndrangheta»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-09-15T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>506270</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«L'ambiente è diventato da tempo un luogo in cui fare affari, basta guardare l’esempio dei rifiuti. Ci sono pezzi della politica che vogliono fare affari in questo settore e poi ci sono le tradizionali speculazioni del territorio cominciate negli anni ’60 che vanno avanti ancora oggi». 
 
&lt;p&gt;
A parlare è Luigi de Magistris, eurodeputato dell’Italia dei Valori, che ha raccontato al nostro giornale come l’ambiente sia diventata la torta più ricca in cui oggi affaristi e parte della politica vogliono mettere le mani. &lt;br /&gt;

«Quello che preoccupa di più - aggiunge de Magistris - è che oggi l’imprenditoria e le cricche si lanciano anche sulla green economy. Si tratta di uno snodo cruciale che deve essere affrontato una volta per tutte. Tramite l’ambiente potremmo rimettere in moto l’economia, l’occupazione e aumentare la qualità della vita». 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Dalla sua esperienza quali sono le possibili soluzioni legislative e tecniche a questi problemi?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
C’è un mancato rispetto delle leggi e la legislazione va migliorata, ad esempio con norme sulle emissioni nocive in atmosfera, che vanno abbassate, penso all’Ilva di Taranto. Dobbiamo decidere che fare nel futuro, se certe opere servono per lo sviluppo o non servono, come il ponte sullo Stretto che serve a mettere in comunicazione Cosa nostra con la ‘ndrangheta. O come il nucleare, che non è sicuro. Dobbiamo puntare invece sul fotovoltaico, sul geotermico, sulla raccolta differenziata, sulla politica dei risparmi e del consumo zero. 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Oggi parte della società ha la percezione di assistere ad una classe politica sempre più collusa che però viene costantemente riconfermata. Quali sono le urgenze per sbloccare questa situazione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
C’è un blocco politico, sociale, economico, soprattutto al sud, nato attraverso il controllo illegale della spesa pubblica. Una  borghesia mafiosa. Un partito unico della spesa che controlla il lavoro, decide a chi dare appalti e a chi la manodopera, creando dei vincoli di appartenenza. Se controlli il lavoro controlli la vita delle persone. Bisogna spezzare il legame criminale tra la gestione del denaro pubblico e la criminalità organizzata, mettere in circuito virtuoso i finanziamenti pubblici, per l’imprenditoria giovanile, le cooperative, i parchi, i prodotti locali. 
 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei si è trovato ad operare in prima linea contro la criminalità. Ci può raccontare un esempio particolare di come funziona il rapporto tra politica e illeciti ambientali?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Mi è rimasto particolarmente impresso il caso delle  3000 tonnellate di ferriti di zinco smaltite nei campi agricoli e l’amianto per la realizzazione delle scuole vicino Crotone. è un tema che non deve interessare solo gli addetti ai lavori, ma tutti, viste le ricadute e gli enormi rischi che questi fatti comportano sulla popolazione. 
 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa rappresenta in questo quadro l’omicidio di Angelo Vassallo?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
Quando la politica cambia rotta e diventa veramente luogo dove si esercita l’interesse pubblico il politico diventa il primo bersaglio, spesso indifeso, della criminalità. Perché la tutela ce l’ha il ministro, non il sindaco che si trova a mani nude esposto quotidianamente alle pallottole della criminalità. Se riusciamo a creare un movimento forte, verso l’interesse della collettività, della natura, dei valori costituzionali, noi diventiamo autotutela e scorta anche per chi singolarmente si espone. Altrimenti, chi si espone da solo diventa solo tiro al bersaglio.   &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=TYK4I&quot;&gt;Terra - Giulio Finotti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelo BONELLI: «La Presidente Polverini cancella le rinnovabili e l’efficienza energetica»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/05/angelo-bonelli/%C2%ABla-presidente-polverini-cancella-le-rinnovabili-e-l%E2%80%99efficienza-energetica%C2%BB/499789"></link>
  <updated>2010-05-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>499789</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Angelo Bonelli spiega come l’ambiente sia stato danneggiato nei primi atti della Giunta. 
&lt;p&gt;Primi passi della Giunta guidata da Renata Polverini e prime polemiche. E subito, in primo piano, ci sono le questioni ambientali. Attacca il presidente azionale del ‘Sole che ride’ Angelo Bonelli, neo eletto in Consiglio regionale: «La Presidente Polverini cancella le rinnovabili e l’efficienza energetica. Dalle modifiche al Regolamento regionale, il primo atto della nuova Giunta di centrodestra, appare evidente che le rinnovabili e l’efficienza energetica sono assolutamente ignorate, ponendo il Lazio al di fuori delle politiche europee. Ed è altrettanto grave, inoltre, il fatto che le rinnovabili non facciano più capo all’Assessorato all’Ambiente, smantellando una struttura regionale che in questi anni ha accumulato un notevole know how in materia».
 
&lt;p&gt;
Insomma, denunciano i Verdi, i primi atti della nuova maggioranza regionale non sono stati certo improntati alla sostenibilità. «Ciò che sta accadendo alle rinnovabili nel Lazio - ha spiegato Bonelli - è l’ennesimo indice della scarsa sensibilità del centrodestra italiano verso le tematiche ambientali che invece in altri paesi sono un patrimonio che va al di là degli schieramenti politici, come nel caso della Francia e della Germania e rappresentano un pezzo importante delle misure anticrisi. L’assoluta genericità con la quale la Polverini fin dall’inizio tratta le tematiche energetiche, inoltre, apre uno scenario inquietante, poiché con un simile approccio la Regione diventerà un mero spettatore passivo di fronte alla costruzione di impianti altamente inquinanti come la centrale nucleare di Montalto di Castro, la seconda centrale a carbone a Civitavecchia e l’inceneritore di Albano».
 
&lt;p&gt;
I Verdi annunciano battaglia dalle file dell’opposizione alla Pisana, una sorta di marcatura strettissima dell’attività della maggioranza. «Si tratta di questioni sulle quali Renata Polverini e il nuovo assessore all’Ambiente e allo sviluppo sostenibile, Marco Mattei, dovranno esprimersi con assoluta chiarezza - ha puntalizzato il leader del ‘Sole che ride’ -, ricordandosi magari che durante la campagna elettorale si sono espressi sia contro il nucleare, sia contro nuove centrali termoelettriche, poiché la stessa Polverini ha affermato che il Lazio è autonomo dal punto di vista energetico. Con queste politiche il tanto decantato Made in Lazio della Presidente Polverini sarà composto da emissioni inquinanti che aggraveranno il riscaldamento globale, aumenteranno le già gravi multe per le emissioni di CO2 e, soprattutto, lederanno la salute dei cittadini del Lazio, già provati dall’inerzia di sindaci come quello di Roma che da due anni non fa nulla contro l’inquinamento atmosferico».  &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/print/10698&quot;&gt;Terra Lazio - Michele Scotti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefano SAGLIA: Risolvere problema emissioni Co2</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/04/29/stefano-saglia/risolvere-problema-emissioni-co2/499122"></link>
  <updated>2010-04-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>499122</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) - Pres. commissione Camera Lavoro -  Sottosegretario  Sviluppo economico (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Stiamo discutendo in commissione Finanza e Attivita' produttive alla Camera, nell'ambito del decreto legge incentivi, il problema delle emissioni di Co2 nell'atmosfera.&lt;br /&gt;
 Se non risolveremo questo problema molto grave si rischia di scaricare l'onere sulle bollette.&lt;br /&gt;
 Una cosa che non vogliamo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMTAwNDI4MTUxNjUxLnhtbCI7fQ==&quot;&gt;IlTempo.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pierantonio BELCARO: Col sistema 'cold ironing', l'alimentazione delle navi in sosta tramite connessione a terra con energia fotovoltaica,  siamo all’avanguardia fra tutta le citta’ portuali del Mediterraneo per quanto riguarda la green economy</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/02/02/pierantonio-belcaro/col-sistema-cold-ironing-lalimentazione-delle-navi-in-sosta-tramite-connessione-a-terra-con-energia-fotovoltaica-siamo-all%E2%80%99avanguardia-fra-tutta-le-citta%E2%80%99-portuali-del-mediterran/477831"></link>
  <updated>2010-02-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>477831</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Venezia (VE) (Partito: SDI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Banchine elettrificate e fotovoltaico. Firmato il 2 febbraio a Roma dai presidenti delle due Autorita’ Portuali un protocollo d'intesa con l'Enel diretto a ridurre le emissioni inquinanti. Tra le principali iniziative l'adozione del sistema del cold ironing per l'alimentazione delle navi in sosta, che permette una cospicua riduzione dell'inquinamento e l'eliminazione del rumore.

&lt;p&gt;
ROMA - Banchine 'elettrificate' con il sistema 'cold ironing', che permette l'alimentazione delle navi durante la sosta nel porto attraverso la connessione con il sistema da terra, e lo spegnimento dei motori ausiliari di bordo: la prima sta per arrivare a Civitavecchia, il progetto e’ stato appena consegnato dall'Enel, ma presto altre verranno realizzate per i porti di Venezia e La Spezia. &lt;br /&gt;
I presidenti delle Autorita’ Portuali di Venezia e La Spezia hanno firmato infatti oggi a Roma con l'amministratore dell'Enel Fulvio Conti &quot;protocolli di intesa finalizzati a ridurre le emissioni&quot;.

&lt;p&gt;
Un'iniziativa importante considerato che si tratta di strutture che accolgono un gran numero di navi da crociera, ma anche per il trasporto di merci. Venezia in particolare nel 2009 e’ diventato il primo Home Port del Mediterraneo per il numero di 'passeggeri croceristi movimentati' (i passeggeri in transito l'anno scorso sono stati infatti 1,9 milioni).

&lt;p&gt;
L'Italia avra’ dunque a breve tre 'porti verdi', con forti riduzioni delle emissioni ma anche del rumore. Le banchine elettrificate, spiegano infatti gli esperti dell'Enel, sono gia’ operative in Nord America nei porti di Los Angeles, Seattle, Juneau e Vancouver, e in Europa a Goteborg, Lubecca, Zeebrugge (Belgio), oltre che in tre porti finlandesi. Il sistema del 'cold ironing', grazie alla maggiore efficienza e ai sistemi di abbattimento delle emissioni presenti nelle centrali elettriche, permette, rispetto ai tradizionali generatori di bordo, &quot;una riduzione di oltre il 30 per cento delle emissioni di CO2, di piu’ del 95 per cento per gli ossidi di azoto e il particolato e l'azzeramento dell'inquinamento acustico&quot;.

&lt;p&gt;
Cosa succede per esempio se una nave da crociera viene alimentata con il cold ironing, anziche’ con i generatori di bordo? In dieci ore di sosta le emissioni si riducono da 72,20 a 50,16 tonnellate di anidride carbonica, da 1,47 a 0,04 tonnellate di ossido di azoto e da 1,23 a 0,04 tonnellate di ossido di zolfo.

&lt;p&gt;
Se il tipo di alimentazione nelle banchine e’ la principale caratteristica dei porti verdi, ci sono pero’ altre iniziative che verranno prese per ridurre le emissioni inquinanti. Infatti i protocolli d'intesa firmati oggi a Roma prevedono anche lo studio di sistemi di mobilita’ elettrica all'interno del porto, lo sviluppo di fonti rinnovabili come il solare e l'eolico, l'adozione di sistemi di illuminazione a led basso consumo, iniziative di 'illuminazione artistica' e, in generale, il miglioramento dell'efficienza dei sistemi energetici dei porti.

&lt;p&gt;
Nel porto di Civitavecchia e’ stato gia’ realizzato un impianto fotovoltaico, e un analogo progetto verra’ studiato per Venezia e per La Spezia. Inoltre agli armatori verra’ imposto l'uso di combustibili &quot;con tenore di zolfo allo 0,1 per cento durante la sosta in porto&quot;, pena un incremento di costo per la maggiore onerosita’ del combustibile e per la necessita’ di predisporre una doppia cisterna.

&lt;p&gt;
Soddisfazione espressa dall’Assessore all’Ambiente del Comune di Venezia Pierantonio Belcaro che afferma: “Dopo i positivi risultati sulle emissioni dei fumi, grazie all’accordo con le grandi compagnie di navigazione sull’utilizzo di combustibili con minore presenza di zolfo, la realizzazione di questo progetto permettera’ di migliorare ancora di piu’ la qualita’ dell’aria, ponendo Venezia all’avanguardia fra tutta le citta’ portuali del Mediterraneo per quanto riguarda la green economy”.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.letterasocialista.it/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=322&amp;mode=&amp;order=0&amp;thold=0&quot;&gt;la Repubblica.it/letterasocialista.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Paolo CENTO: A Copenaghen migliaia da tutto il mondo «è l’inizio di una nuova stagione dopo Seattle». </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/13/pier-paolo-cento/a-copenaghen-migliaia-da-tutto-il-mondo-%C2%AB%C3%A8-l%E2%80%99inizio-di-una-nuova-stagione-dopo-seattle%C2%BB/474430"></link>
  <updated>2009-12-13T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>474430</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
In decine di migliaia da tutto il mondo hanno sfilato a Copenaghen. Contro il global warming e a favore di regole certe. Tra canti, colori e balli si leva un’unica comune richiesta: «Il mondo ha bisogno di una vera intesa».
&lt;p&gt;
Per Paolo Cento «è l’inizio di una nuova stagione dopo Seattle. Il movimento ecologista ed altermondialista contrappone alla crisi una nuova moltitudine. Un grande segnale».
&lt;p&gt;
 Motore, colore, azione! A Copenaghen atterra il negoziatore più importante e sottovalutato: la piazza, a rappresentanza dei cittadini della Terra, che oggi hanno richiesto a gran voce un vero accordo sul clima. Cambiare il sistema non l’ambiente è il corollario delle proteste in tutto il mondo, in riferimento al capitalismo consumista e inquinante ma anche agli interessi economici che inevitabilmente comprometteranno un vero accordo a Copenaghen. «Il mondo vuole un vero accordo », hanno urlato le 80.000 persone, forse 100.000, che ieri hanno attraversato la capitale danese per porre assedio al Bella center, dove fino a venerdì si svolgeranno di negoziati sul clima. Un fiume di colori, canti costumi, slogan utopici e richieste concrete. Come 350: la soglia di ppm di CO2 massima che secondo il climatologo James Hansen la terra può sopportare (oggi sono 389). O 2015, data ultima per il picco massimo delle emissioni di carbonio. E 200, i miliardi necessari per supportare i paesi più poveri.
 
&lt;p&gt;
La creatività e la dedizione di chi lotta per salvare l’ambiente con azioni semplici quotidiane hanno messo in penombra le azioni violente, figlie, giustifica qualcuno, del timore generato dalle scarse possibilità che i grandi della terra non arrivino a un vero compromesso. L’urgenza ha il sopravvento sulla rabbia, tendono a sottolineare molti dei partecipanti che non si sono fatti intimidire dai ligi celerini biancocrociati. «Non abbiamo un piano B per questo pianeta», recitano i cartelli, mentre un mondo con un salvagente fluttua sulle teste. Tanti quelli vestiti di blu a simboleggiare «un mondo sommerso per il riscaldamento globale», spiega un’attivista tedesca. Fanno capolino anche un manipolo di negazionisti del global warming. «L’ambiente ama il CO2», dice una ragazza norvegese ben vestita. Gli astanti sorridono e passano oltre. I partecipanti sono venuti da tutto il mondo come Mark, ugandese.
 «Anche nel mio Paese in questo momento si sta svolgendo una grande manifestazione. Qui rappresentiamo l’Africa, una delle vittime del global warming e uno degli interlocutori inascoltati. Tantissimi i big presenti, come Naomi Klein e Desmond Tutu che hanno officiato una vigilia al Bella center, mentre i manifestanti arrivavano ordinatamente per l’assedio simbolico. Innumerevoli le sigle delle organizzazioni, da Greenpeace a via Campesina, ai Verdi europei, e le sinistre di mezzo mondo. «Una manifestazione bellissima commenta Alberto Zoratti di Fair, mentre per Paolo Cento «è l’inizio di una nuova stagione dopo Seattle. Il movimento ecologista ed altermondialista contrappone alla crisi una nuova moltitudine. Un grande segnale».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/print/6065&quot;&gt;Terra - Emanuele Bompan&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Stefania PRESTIGIACOMO: Giochi di Prestigiacomo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/11/stefania-prestigiacomo/giochi-di-prestigiacomo/418663"></link>
  <updated>2009-11-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418663</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Dopo la pubblicazione di questo articolo nella rubrica 'Riservato' sul numero 45 de L'espresso (in edicola), il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha annunciato la sospensione dall'incarico dell'ingegnere Bonaventura Lamacchia. &lt;br /&gt;
A Lamacchia era stata affidata dalla Commissione autorizzazione ambientale la questione dell'Ilva di Taranto, il polo industriale al centro di uno scontro tra governo e regione Puglia per le emissioni.&lt;br /&gt;
 Il ministro ha dichiarato al Corriere della Sera: «Se soltanto una delle notizie sarà confermata, l'ingegnere verrà destituito». 
&lt;p&gt;
Il ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha nominato il nuovo presidente della Commissione Ippc che, attraverso la concessione Aia (Autorizzazione integrata ambientale), decide il destino delle 200 più grandi aziende italiane e che, inoltre, si occupa dei limiti alle emissioni di gas serra in base al protocollo di Kyoto e di quelle di biossido di carbonio previste dal pacchetto 'clima-energia' del Consiglio d'Europa. 
&lt;p&gt;Il neopresidente è Dario Ticali, 33 anni, ingegnere e ricercatore all'università privata Kore di Enna. Ticali vanta pubblicazioni riguardanti il comportamento delle pavimentazioni stradali. Suo primo atto, come egli stesso ha rivelato ad Antonietta Podda di Radio Popolare Salento, quello di scegliere tra i 23 membri della Commissione voluti dalla ministra l'ingegnere Bonaventura Lamacchia come referente per la questione più spinosa, l'istruttoria per l'Aia all'Ilva di Taranto (entro il 30 marzo 2009 si tratta di decidere se l'azienda potrà o meno continuare la sua attività).

&lt;p&gt;
Lamacchia ha un curriculum giudiziario di tutto rispetto. Calabrese, deputato nella XIII legislatura per la lista Dini, poi Upr con Cossiga e infine Udeur, è stato condannato a 2 anni e 5 mesi, pena patteggiata, come ad e presidente del Cosenza calcio.&lt;br /&gt;
 I reati? False fatturazioni, costi inesistenti riferiti a documenti contabili mai esistiti, ricettazione, falso in bilancio, falso ideologico, evasione fiscale quantificata dalla Guardia di Finanza in oltre 30 miliardi di lire. Inoltre la Procura federale della Federcalcio lo ha interdetto per cinque anni da qualsiasi incarico di natura sportiva, a causa dell'irregolare iscrizione del Cosenza Calcio ai campionati 1990-91 e 1994-95).
&lt;p&gt; Lamacchia, quando era sindaco del suo paese, incassò anche un anno di reclusione per turbativa d'asta. &lt;br /&gt;
Nel 2002, dopo un anno di latitanza trascorsa tra Bratislava, Bari e Milano, venne arrestato. &lt;br /&gt;
Fu condannato nel 2004, pena patteggiata, a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta e tentata estorsione: aveva distratto, destinandoli ad altre società, circa 2 miliardi di lire dalla Edicom e dalla Edilrestauri. Nella veste di procacciatore d'affari della canadese Warner Lambert, produttrice di caramelle alla liquirizia, aveva tentato di costringere produttori calabresi a cedere le radici di liquirizia a un prezzo inferiore al dovuto. 
&lt;p&gt;Per finire, la settimana scorsa la Procura di Cosenza lo ha rinviato a giudizio per calunnia dopo che aveva denunciato il furto di assegni, risultati scoperti, per 12 mila euro.
&lt;p&gt; Quanto agli altri membri della Commissione nominata dalla Prestigiacomo, ben tre sono magistrati: Umberto Realfonzo, della 3 sezione del Tar del Lazio, sotto cui ricade la valutazione dei ricorsi all'Aia che Realfonzo contribuirà a redigere, Massimo Forciniti e Stefano Castiglione. Entra anche la giurista Cinzia Albertazzi, dirigente Enel, azienda in attesa di almeno 50 Aia, e Maria Grazia Gerratana, siciliana come buona parte dei nuovi membri, legale e socia di un'impresa di costruzioni.
&lt;p&gt; Nel frattempo, 21 membri della Commissione Ippc a suo tempo nominata da Prodi, e che in meno di un anno avevano chiuso 78 istruttorie, hanno fatto ricorso al Tar contro la loro estromissione decisa dal ministro Prestigiacomo.&lt;br /&gt;
 I membri dell'ex organismo azzerato erano tutti studiosi di chiara fama.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://espresso.repubblica.it/dettaglio//2048199/2&amp;print=true&quot;&gt;L'Espresso - (S. A.)&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Grazia FRANCESCATO: «Ricuciamo insieme la tela del centrosinistra»  -  INTERVISTA </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/09/grazia-francescato/%C2%ABricuciamo-insieme-la-tela-del-centrosinistra%C2%BB-intervista/418115"></link>
  <updated>2009-10-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418115</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Grazia Francescato è la portavoce uscente dei Verdi. A lei innanzitutto chiediamo un parere sulla bocciatura del Lodo Alfano da parte della Corte costituzionale. E, sul congresso del Sole che ride, l’ex presidente del Wwf dice: «Spero in un confronto vero e costruttivo».
&lt;p&gt;
 
 
&lt;b&gt;Come giudica la decisione della Consulta sul Lodo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Quella di martedì è stata una gran bella giornata. La Corte ha confermato un principio costituzionale fondamentale, e cioè che la legge è uguale per tutti. Non c’è un primus super pares, secondo la linea che volevano far passare gli avvocati del premier, tra cui Ghedini e Pecorella. Peraltro, appena appresa la notizia, come Sinistra e libertà ci siamo precipitati a palazzo Chigi a promuovere un sit in. La nostra è stata una reazione di festeggiamento e, insieme, di monito. Bisogna accettare con rispetto la sentenza della Corte, non soffiare sul fuoco dello scontro istituzionale come hanno fatto Bossi e altri.
&lt;p&gt;
  
&lt;b&gt;E ora, politicamente, cosa ritiene che accadrà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi siamo garantisti. Crediamo che Berlusconi ora si debba far processare. Forse il premier vorrebbe chiamare le piazze a raccolta, ma io credo che il centrodestra andrà avanti a governare. Il presidente del Consiglio, politicamente, è però molto indebolito. è un’anatra zoppa, bisogna vedere quanto terrà il centrodestra. 
&lt;p&gt; 
 
&lt;b&gt;Il presidente del Consiglio ha avuto una reazione molto violenta. Ha attaccato sia la Corte che il capo dello Stato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Bisogna accettare con rispetto le sentenze della Consulta. Berlusconi, però, attiene più alla psichiatria che alla politica: il premier ritiene di essere l’unto dal Signore. La realtà è che lui è uguale a tutti i cittadini.
&lt;p&gt;
  
&lt;b&gt;Ne chiederete le dimissioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi riteniamo che se ne debba andare. Comunque sia, ritengo che occorra vincere sulla politica, sui contenuti, non nelle aule giudiziarie. 
&lt;p&gt; 
 
&lt;b&gt;Come commenta l’assoluzione di Gianni De Gennaro e di Spartaco Mortola sui fatti del G8?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Con sconcerto. Questa vicenda ci conferma che tutta la questione della gestione dell’ordine pubblico di Genova la si è sempre voluta limitare a una responsabilità che non coinvolgesse mai i vertici delle forze dell’ordine né la gestione politica di quelle giornate.&lt;br /&gt;
 Noi a Genova c’eravamo e ci ricordiamo esattamente ogni minuto di quelle giornate: la mattina seguente al macello nella scuola Diaz le chiazze di sangue presenti sull’asfalto ricordavano il Cile di Pinochet. Noi e tutti coloro che hanno vissuto le giornate di Genova non dimentichiamo e continueremo a chiedere giustizia. Concordiamo con Heidi Giuliani, quando ricorda che purtroppo in Italia ci sono un po’ troppi intoccabili.
  
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ora occorrerebbe una maggiore organicità dell’intero fronte di opposizione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Infatti. Bisogna costruire un centrosinistra che dia risposte ai problemi della società e si candidi a tornare a governare il Paese. Occorre compiere un salto di qualità della coscienza collettiva dell’Italia. Ognuno di noi si deve adoperare nella realtà in cui vive e lavora, altrimenti il centrosinistra non vincerà.
&lt;p&gt;
  
&lt;b&gt;Quale ritiene sia il ruolo dei Verdi in questo processo di recupero di una coscienza collettiva?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi Verdi siamo fondamentali. Siamo portatori deboli di un pensiero forte. Pur con tutte le nostre difficoltà, abbiamo lavorato per far affermare un pensiero forte. Noi contrastiamo un modello di sviluppo insostenibile.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt; Con quali proposte?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Bisogna integrare politiche economiche e sociali. Il nostro obiettivo è raggiungere la rivoluzione verde.
&lt;p&gt;
  
&lt;b&gt;New green deal: se ne parla tanto. Ma, in concreto, non rischia di rimanere solo uno slogan?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Assolutamente no! La verità è che la rivoluzione verde è già in atto. In Italia ci sono 167mila imprese, un milione e 400mila occupati, l’importante realtà del commercio equo e solidale, il turismo sostenibile. Dobbiamo sostenere politicamente questo cambiamento e farlo diventare il pensiero politico cardine. Dobbiamo contaminare il centrosinistra con le nostre tematiche rivoluzionarie: devono diventare il “manifesto” dell’alleanza. è questa la grande sfida che ci aspetta.
&lt;p&gt;
  &lt;b&gt;
Per far questo, però, c’è bisogno di un’alleanza rigenerata.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
E infatti va ricucito il tessuto stracciato delle alleanze. Bisogna concentrarsi sui contenuti. 
&lt;p&gt; 
  
&lt;b&gt;Lei chiede una nuova visione al centrosinistra. Strategia e non tattica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Certo. Le alleanze non vanno fatte nella speranza di entrare in Parlamento. Bisogna portare avanti i valori forti. Ci vuole un’effettiva condivisione di contenuti, e in questo processo la questione ambientale deve essere prioritaria. In questo senso, l’inserimento della parola “ecologia” nel simbolo di Sinistra e libertà è un fatto estremamente positivo perché siamo riusciti a rendere immediatamente riconoscibile il matrimonio tra le ragioni del lavoro e quelle dell’ambiente  E questa è una grande vittoria per l’ecologia politica nel nostro Paese. Non è certo una “tassa” pagata ai Verdi...
&lt;p&gt;
 
 
&lt;b&gt;La rivoluzione energetica per la quale i Verdi si battono in tutto il mondo punta tutto sullo sviluppo delle energie rinnovabili. Basteranno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Puntare tutto sulle energie pulite non è la sola misura per ridurre le emissioni inquinanti e garantire un futuro migliore al nostro pianeta. Innanzitutto, infatti, bisogna puntare sull’efficienza energetica, che da sola è in grado di ridurre del 30% i costi. Poi occorre puntare sulla ricerca e l’innovazione.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt; 
Intanto il governo pensa al nucleare.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Purtroppo questo centrodestra “atomico” guarda al vecchio, all’indietro. Ha ingranato la marcia “indietro tutta”. &lt;br /&gt;
E, purtroppo, come ha scritto di recente il premio Nobel per l’Economia Paul Krugman, non si tratta solo di una questione di “interessi forti”, ma anche di un’inerzia culturale, una cultura avvitata su se stessa che privilegia solo i vecchi processi. E la lista delle negatività del governo Berlusconi è davvero lunghissima. Si va dall’ambiente ai respingimenti, dai diritti alla laicità, dal già citato nucleare alla scuola. Insomma: quest’esecutivo è una maglia nera. Anzi, nerissima, come il carbone.
&lt;p&gt;
 
 
&lt;b&gt;Cosa si aspetta dal congresso dei Verdi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Per prima cosa nessuno pensa di sciogliere i Verdi. &lt;br /&gt;
Io ritengo che ci sia bisogno di un rilancio di una forza ecologista ma anche di unità. E per questo credo che il processo federativo di Sinistra libertà ecologia sia la strada giusta. E al nostro congresso spero che ci sia un confronto vero sulle diverse linee politiche. Nel merito, credo che occorra accettare il confronto per seguire un percorso con gli altri. &lt;br /&gt;
E, in più, trovo che il ruolo delle donne sia fondamentale. Sarebbe un bel segnale se le mie consegne passassero a un’altra donna.
&lt;p&gt;
 
 
&lt;b&gt;Oggi Terra pubblica l’appello all’Italia e agli ecologisti firmato, tra gli altri, da Mario Tozzi e Giobbe Covatta, un documento in cui si chiede di porre al centro dell’azione politica di ogni governo la lotta ai cambiamenti climatici, al degrado degli ecosistemi e alla povertà. Lei cosa ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non solo lo condivido ma lo sottoscrivo pienamente. Nella mozione da me sottoscritta, peraltro, chiediamo di lanciare entro l’anno la convocazione de “La tavola dell’Ecologia”, in collaborazione con i Verdi europei: non un incontro velleitario e autoreferenziale, ma un appuntamento di confronto permanente attraverso il quale rilanciare l’ecologismo politico ovunque collocato.&lt;br /&gt;
 
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/print/4415&quot;&gt;Terra - Valerio Ceva Grimaldi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Paolo CENTO: «E' aria da mobilitazione. Le relazioni di potere tra i potenti del mondo non risolveranno i problemi né dell’economia né del clima. Sosteniamo la ripresa di una nuova stagione di mobilitazione dell’opinione pubblica e dei movimenti»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/09/27/pier-paolo-cento/%C2%ABe-aria-da-mobilitazione-le-relazioni-di-potere-tra-i-potenti-del-mondo-non-risolveranno-i-problemi-n%C3%A9-dell%E2%80%99economia-n%C3%A9-del-clima-sosteniamo-la-ripresa-di-una-nuova-stagione/417892"></link>
  <updated>2009-09-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>417892</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Le conclusioni del vertice di Pittsburgh contengono una novità nel metodo e pessime decisioni nel merito. Cala il sipario sul G8 e il timone dell’economia mondiale viene trasferito al G20, dove ai tradizionali Paesi più ricchi si aggiungono nuove potenze e Paesi emergenti, allargando il tavolo delle responsabilità con un peso maggiore a Cina, Brasile e India. Cambiano i fattori ma il risultato è sempre pessimo: nessuna scelta concreta nella lotta alla povertà, nessun tetto fissato ma solo limiti generici ai bonus dei super manager del sistema bancario, nessuna strategia di consolidamento del controllo pubblico sull’economia ma anzi la messa in campo di una politica di fuoriuscita dalle misure anticrisi per affidarsi nuovamente a un mercato liberista e senza regole.
&lt;p&gt;

Sul clima un vero e proprio stallo nonostante i buoni propositi alla conferenza dell’Onu e un sostanziale rinvio al summit di Copenaghen di dicembre. Fuori dal vertice del G20, intanto, le manifestazioni di protesta di un movimento che sta ridefinendo se stesso e le proprie strategie, di azione e di comunicazione, sono state represse a suon di manganellate e arresti. Ora gli occhi devono essere puntati su Copenaghen. Intanto l’Italia rimedia l’ennesima brutta figura: il commissario europeo Barroso respinge al mittente un nuovo tentativo di Berlusconi di ridiscutere i limiti di CO2 consentiti. Quella del governo è una scelta irresponsabile non solo dal punto di vista ambientale, ma economico.

&lt;p&gt;
L’Italia sta accumulando un debito finanziario ambientale per la mancata applicazione dell’accordo di Kyoto che alla fine del 2012 ammonterà a una cifra che va dai 4,8 ai 12 miliardi di euro. Questa multa salata di cui le imprese, il sistema dei trasporti, portano la principale responsabilità non può essere scaricata sulla fiscalità generale dei cittadini. Anche per questo è utile che in Italia si torni a parlare di una sorta di Carbon tax, misura fiscale che colpisce chi inquina, e che nella Francia di Sarkozy sta diventando realtà concreta. Il rischio che l’Italia si presenti a Copenaghen come uno dei Paesi leader del fronte che vuole far saltare un accoro per il clima è concreto. E sarebbe grave non aprire su questi temi un ampio confronto politico nell’opinione pubblica e nel Parlamento.

&lt;p&gt;
Noi siamo convinti che le relazioni di potere tra i potenti del mondo non risolveranno i problemi né dell’economia né del clima, per questo sosteniamo la ripresa di una nuova stagione di mobilitazione dell’opinione pubblica e dei movimenti. 
&lt;p&gt;Il vertice di Copenaghen deve essere accompagnato da un vero e proprio assedio ecologista per un accordo serio sul clima. In Italia bisogna utilizzare i prossimi due mesi per costringere il governo a cambiare rotta. Si comincia il 17 ottobre con una grande manifestazione contro il razzismo ma non c’è dubbio che entro novembre bisognerà mettere in cantiere un grande appuntamento sul clima capace di coinvolgere l’opinione pubblica per preparare bene l’Italia all’appuntamento di Copenaghen.


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/opinioni/2009/09/e-aria-da-mobilitazione-di-paolo-cento&quot;&gt;Terranews.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sandro GOZI: «E' imbarazzante il tentativo di Berlusconi di rinegoziare sotto banco le quote di Co2 assegnate all'Italia»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/09/24/sandro-gozi/%C2%ABe-imbarazzante-il-tentativo-di-berlusconi-di-rinegoziare-sotto-banco-le-quote-di-co2-assegnate-allitalia%C2%BB/417873"></link>
  <updated>2009-09-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>417873</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;E' imbarazzante il tentativo di Berlusconi di rinegoziare sotto banco le quote di Co2 assegnate all'Italia: il presidente del Consiglio italiano non vuole ancora accettare che in Europa ci sono le leggi'', commenta Sandro Gozi, capogruppo del Pd nella commissione Politiche dell'Unione europea di Montecitorio.
&lt;p&gt;
 Sono ''stupefatto dalla notizia, giunta proprio il giorno dopo in cui all'Onu lo stesso Berlusconi ha invocato, dopo Obama, le responsabilità di tutti gli Stati per il futuro del mondo. Ora c'è solo da chiedersi - conclude - se accetterà la precisazione della portavoce della commissione Ue, Barbara Hellfrich, oppure se chiederà le sue dimissioni''.
&lt;p&gt;
I tetti sulla assegnazione di quote di Co2 all'Italia &quot;non sono rinegoziabili&quot;. Così la Ue ha stoppato Berlusconi che aveva chiesto di rivedere i tetti, sostenendo che nella misura imposta dalla ue avrebbero danneggiato le nostre industrie. La notizia dello stop è stata data dalla portavoce della commisione Ue, Barbara Hellfrich, e anche questo particolare non farà piacere al premier italiano che aveva intimato ai portavoce di Bruxelles di tacere, per non danneggiare l'immagine dell'Italia.

&lt;p&gt;La Hellfrich è stata interpellata sulle notizie stampa a proposito di una lettera del premier Silvio Berlusconi al presidente dell'esecutivo europeo Barroso, per chiedere di rivedere i tetti sulle emissioni di anidride carbonica. &quot;I tetti sono stati definiti e adottati dalla commissione attraverso un processo basato sulla legislazione europea e non sono rinegoziabili&quot;, ha detto la portavoce, affermando di essere a conoscenza - attraverso la stampa - della lettera del premier con la quale l'Italia segnala l'intenzione di modificare i vincoli impostagli dalla Ue.

&lt;p&gt;
Il piano nazionale di assegnazione delle emissioni di anidride carbonica dell'Italia per il periodo 2008-2012 è stato approvato da Bruxelles il 15 maggio del 2007. La valutazione degli esperti della Commissione Ue, dopo mesi di negoziato, si è conclusa con un parere favorevole anche se condizionato ad alcune modifiche, in particolare alla riduzione del quantitativo totale di quote di emissione proposto.

&lt;p&gt;
L'assegnazione annua autorizzata di quote di emissione è pari a 195,8 milioni di tonnellate di CO2, il 6,3% in meno di quanto proposto dal governo italiano, che aveva chiesto di potere attribuire all'industria 209 milioni di tonnellate. La legislazione europea fissa in un periodo di due mesi i tempi per un eventuale ricorso.

&lt;p&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.unita.it/news/italia/88831/clima_la_ue_blocca_berlusconi_non_negoziabili_i_tetti_delle_emissioni_di_co&quot;&gt;l'Unità.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pierantonio BELCARO: I pannelli fotovoltaici si potranno installare anche sui tetti di Venezia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/02/20/pierantonio-belcaro/i-pannelli-fotovoltaici-si-potranno-installare-anche-sui-tetti-di-venezia/624408"></link>
  <updated>2009-02-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>624408</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Venezia (VE) (Partito: SDI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Il Comune di Venezia sta perseguendo l'obiettivo di ridurre del 20% delle emissioni di CO2 in atmosfera, di arrivare a utilizzare, per il 20%, fonti energetiche rinnovabili, e di ridurre del 20% i consumi.
&lt;p&gt; Venezia inoltre è uno dei pochi Comuni in Italia ad avere dal 2003 il Pec (Piano energetico comunale), con il quale studiare azioni mirate al risparmio energetico e alla riduzione dell'inquinamento, come quella presentata oggi&quot;.
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Tra gli edifici del Comune di Venezia, in centro storico e in terraferma, sono già sette quelli che hanno montato impianti fotovoltaici, e altri tre li hanno in fase di realizzazione; mentre sono ben 26 gli impianti solari termici ultimati e cinque quello in progettazione.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.comune.venezia.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24460&quot;&gt;Uff. Stampa Comune Venezia&lt;/a&gt;</summary>
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