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  <title>Openpolis - Argomento: ambientalismo</title>
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  <updated>2011-06-14T00:00:00Z</updated>
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  <title>Elisabetta ZAMPARUTTI: Sul pozzo di reiniezione Eni &quot;Monte Alpi 9or Deep&quot;</title>
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  <updated>2011-06-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>584343</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;C’è da augurarsi che questa volta i Ministri Prestigiacomo e Romani decidano di rispondere all’ennesima interrogazione che abbiamo inteso rivolgergli sugli effetti collaterali delle estrazioni petrolifere in Basilicata. In quella che un tempo è stata la città di Grumentum, nella Valle dell’Agri, ormai sempre più Valle dell’Agip, il pozzo di reiniezione “Monte Alpi 9Or DEEP”, che per l’Eni è strategico per poter incrementare la produzione di greggio, è una bomba ad orologeria, una spada di Damocle sospesa sulla testa dei cittadini di una delle più belle valli lucane. Nella letteratura scientifica si può apprendere che iniettare liquidi, come ad esempio acque di strato ricavate dall’estrazione di petrolio, può stimolare e riattivare una significativa attività sismica. Non a caso, il professor Vito Mazzilli, Presidente regionale del WWF, il 15 gennaio 2010 sottolineava che tale attività può essere stimolata dalla re-immissione di acque di strato nel pozzo Monte Alpi 9 Or Deep. In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera l’8 giugno 2011, Leonardo Seeber, geologo, sismologo di fama mondiale e professore al Lamont-Doherty Earth Observatory della Columbia University, nel rispondere alla domanda in che modo l’uomo può peggiorare o prevenire il rischio di una catastrofe, affermava: “E’ noto che i terremoti si possono “stimolare”. Uno dei casi più tipici è quando si pompano liquidi ad alta pressione giù nella crosta per estrarre il petrolio. Il petrolio è importante, anch'io ho la macchina in garage. Ma bisogna stare attenti a stuzzicare così la faglia, è necessario calcolare i rischi mentre chi fa estrazione ha la tendenza a ignorare, o a nascondere, il problema. Ed è pericoloso”. Noi riteniamo che la Ola(Organizzazione lucana ambientalista) abbia ragione quando parla di superficialità riferendosi allo studio di impatto ambientale prodotto dall’Eni sul pozzo Monte Alpi 9 Or Deep. Quello studio non prende in considerazione la possibilità di incidenti, malfunzionamenti e rischio sismico. Come se non bastasse, il pozzo Monte Alpi 9 or Deep è ubicato in prossimità di uno dei più importanti invasi lucani: la diga del Pertusillo. Insomma, la vicenda petrolifera lucana ancora una volta richiama uno dei capitoli del dossier Radicale “La Peste italiana”, quello dedicato al dissesto idrogeologico prodotto dal dissesto ideologico. Il buon senso e il principio di precauzione imporrebbero una sospensione dell’iter di autorizzazione del pozzo Monte Alpi 9 Or Deep. Prima di immettere oltre un miliardo di litri l’anno di acque di sottoprodotto, derivanti dalle attività estrattive, in un’area a rischio sismico,  ubicata a pochi metri da un importate bacino idrico, è bene rifletterci con la dovuta attenzione. Ci auguriamo che i ministeri competenti vogliano e sappiano rispondere. La memoria, che qualcuno vorrebbe farci perdere, ci spinge a ricordare l’incidente verificatosi nel 1999 a Montemurro con il cedimento dell’incamiciatura del pozzo di reiniezione “Costa Molina 2”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/comunicati/20110614/zamparutti-bolognetti-sul-pozzo-di-reiniezione-eni-monte-alpi-9or-deepla-siritid&quot;&gt;Radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco CAPPATO: «Amici Verdi, lavoriamo insieme sui contenuti»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-06-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391620</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Marco Cappato dei Radicali: «Torniamo all’uninominale e introduciamo la doppia tessera nei partiti».&lt;br /&gt;
 Straordinaria mobilitazione per l’assemblea di Chianciano. 
&lt;p&gt;

Marco Cappato, segretario dell’associazione Luca Coscioni ed esponente dei Radicali illustra a Terra le prospettive dell’assemblea di Chianciano del prossimo 26 giugno.&lt;br /&gt;
 Rivelando un rapporto “preferenziale” con l’area ecologista di Sinistra e libertà.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Chianciano: che significato ha?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Assemblea dei Mille vuol dire innanzitutto assemblea di persone, di obiettivi, prima che di organizzazioni. Occorre mandare a casa la partitocrazia, il regime che in Italia abbiamo da sessant’anni di partiti e di corporazioni. Anche di sinistra.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Chi parteciperà all’assemblea, sulla quale ci sono forti aspettative e un’annunciata ampia partecipazione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Innanzitutto i singoli, l’iniziativa è autoconvocata. Al momento, tra i nomi ci sono Gennaro Migliore, Angelo Bonelli, Monica Frassoni, la fondazione Fare futuro, Renata Polverini, Cesare Salvi, Pasqualina Napoletano, Riccardo Nencini, Franca Chiaromonte. Ma molti seguiranno...
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Obiettivi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Le prospettive sono rivolte a chi ci sta. La relazione d’apertura di Aldo Loris Rossi sarà incentrata su due aspetti: la questione della rottamazione edilizia post bellica non di qualità e non antisismica, per convertire tutto in ecocittà fatte con tecnologie innovative ed ecocompatibili che possano consentire un grosso investimento sulle fonti rinnovabili, sugli eco materiali e le città pulite. Inoltre, sarà importante una visione che veda il Sud priorità strategica dell’Europa.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Altre priorità?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Questione fondamentale è che si elimini nell’organizzazione dei partiti ogni incompatibilità della doppia tessera, introducendo il principio della libertà d’associazione. Esempio: un militante verde con la tessera radicale, o viceversa. Non ci sarebbe stato bisogno di scissioni se questa proposta fosse passata. La seconda questione: collegi uninominali con un maggiore collegamento tra cittadini ed eletti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che rapporti ci sono con Sinistra e libertà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Con un Pd chiuso, assente, tutto ciò che di altro si muove ci vede interessati. In campagna elettorale Sl dava l’impressione di essere un cartello elettorale: per trasformarlo in qualcosa di più c’è bisogno di obiettivi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;C’è una potenzialità ulteriore nel rapporto con i Verdi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La riqualificazione del sistema produttivo in chiave ambientalista rappresenta certamente uno dei grandi temi della politica del futuro. Peraltro, il movimento ambientalista è nato in parte anche dal movimento radicale. Credo ci sia una grossa possibilità di lavorare insieme, ma più che rapporti tra partiti ciò può riuscire sulla base dei contenuti, che poi coinvolgono le forme. Una volta d’accordo sui primi, poi si pensa alle seconde.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E dopo l’assemblea?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Auspico che dall’interno dei partiti i singoli possano promuovere iniziative in modo trasversale. Chianciano sarà un successo se si riuscirà a dare una continuità agli obiettivi. L’elemento scardinante è quello dei collegi uninominali, e anche sul fronte ambientale si possono avviare iniziative significative e conseguire risultati importanti.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/news/2009/06/%C2%ABamici-verdi-lavoriamo-insieme-sui-contenuti%C2%BB&quot;&gt;Terra - Valerio Ceva Grimaldi &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanna MELANDRI: «In Europa spira un vento che è contro i socialisti»</title>
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  <updated>2009-06-08T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391480</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Giovanna Melandri, responsabile cultura per il Pd, commenta i primi risultati registrati nei vari paesi europei nello studio di &lt;i&gt;Porta a porta&lt;/i&gt;: &lt;br /&gt;
«Sì, certo, sicuramente c'è questo vento che spira in Europa che non favorisce i partiti socialisti, socialdemocratici, progressisti.
&lt;p&gt;
Questo interroga molto anche noi, come questo campo di forze in Europa abbia o non abbia saputo interpretare le domande che vengono paradossalmente in un momento in cui la crisi economica - finanziaria avrebbe dovuto tendenzialmente rafforzare alcune ragioni di fondo del campo progressista».
&lt;p&gt;Melandri invita a riflettere sull'«aumento significativo e interessante» che in Francia registra «Cohn-Bendit, che porta un segno molto interessante, perchè è il superamento di un ambientalismo dell'interdizione, del no, è un tentativo di portare innovazione e modernità nelle grandi tematiche e ambientali e Cohn-Bendit fa un risultato straordinario».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MGYTN&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «Siamo noi il nuovo»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-06-06T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391470</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Gruppo: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Ci hanno oscurato, ma il cambiamento è inevitabile» Il presidente della Puglia e l'ostacolo dello sbarramento: «Sinistra e libertà è la vera novità politica di queste elezioni. Dopo il voto la costituente non si fermerà. Contro Berlusconi il Pd è prigioniero delle sue mediazioni. E chi si chiude nel sarcofago dell'ortodossia fa la fine della mummia»

&lt;p&gt;Dopo il disastro dell'Arcobaleno e la scissione di Rifondazione, la sinistra rischia di scomparire anche in Europa, divisa di fronte all'ostacolo del 4 per cento. A sentire Nichi Vendola, uscito dal Prc e attuale leader di Sinistra e libertà, qualunque sarà il riisultato del voto, non sembra proprio che le strade degli ex compagni possano tornare a incrociarsi. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Superare lo sbarramento è questione di vita o di morte o al contrario, come dice Bertinotti, per la rinascita della sinistra italiana «tanto peggio, tanto meglio»?&lt;/b&gt;[...] 
&lt;p&gt;

Tutta l'intervista con &lt;b&gt;Vai alla pagina&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MG0VM&quot;&gt;Il Manifesto - Micaela Bongi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto MUSACCHIO: Un ecologismo del fare. « In my backyard, please ! »</title>
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  <updated>2009-06-04T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391457</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo confederale della sinistra unitaria europea / Sinistra verde nordica) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
« In my backyard, please ! » é una campagna lanciata da Alessandro Bottoni e Roberto Musacchio, volta a sensibilizzare sul tema dell’ambientalismo.

&lt;p&gt;
In particolare, chiediamo a tutti i parlamentari o candidati, di qualunque partito ed area politica, di sottoscrivere questo appello a favore di un “ecologismo del fare”. Un ecologismo cioè che rifiuta opere pubbliche il cui costo ambientale sarebbe insostenibile, e che allo stesso tempo promuove opere tecnologiche e ambientali per un’economia rinnovabile, che consenta ai grandi cicli della riproduzione biologica di mantenersi in equilibrio.

&lt;p&gt;
”In my backyard, please!” e’ il nome dato all’iniziativa, nella consapevolezza che, si sottolinea, ”nella campagna per le elezioni Europee 2009 si parla poco di ambiente”.

&lt;p&gt;
Nel testo dell’appello si chiede l’impegno pubblico, in caso di elezione, a sostenere attivamente la realizzazione di opere dell’economia
rinnovabile, come quelle per il risparmio energetico, la diffusione dell’uso di sistemi quali pale eoliche e pannelli fotovoltaici, per la produzione di energia elettrica; pannelli solari termici per la produzione di acqua calda; o la creazione di piccole centrali a bio-gas.

&lt;p&gt;
Trovate il sito ufficiale qui:&lt;br /&gt;

http://inmybackyardplease.wordpress.com/&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://inmybackyardplease.wordpress.com/&quot;&gt;inmybackyardplease.wordpress.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefania PRESTIGIACOMO: «Italia a rischio delocalizzazione»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2008-10-21T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>375816</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Ambiente, Tutela del Territorio e del Mare (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Non perde stile e compostezza, ma riserva critiche sferzanti al controverso pacchetto su energia e clima, messo in cantiere dalla Commissione Ue e ora all`esame dei 27 Governi. E così Stefania Prestigiacomo si rivela la più battagliera tra i ministri all`Ambiente europei riuniti a Lussemburgo, nell`additare i rischi di delocalizzazione delle misure in discussione e l`azzardo di aste per permessi ad inquinare che potrebbero rivelarsi tasse occulte sulle imprese comunitarie.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ministro Prestigiacomo lei definisce il pacchetto clima come una &quot;Maastricht dell`ambiente&quot;:

ma c`è veramente il rischio di strangolare il sistema produttivo italiano o c`è anche l`opportunità di diventare più virtuosi, attraverso investimenti in nuove tecnologie pulite?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Chi dice che noi non abbiamo tenuto dei vantaggi economici del pacchetto si sbaglia di grosso.

Mai costi sono certi, mentre svantaggi dipendono da molti fattori che non siamo in grado di prevedere, perché derivano dall`andamento dell`economia e dalla competitività.

Quando si pensa di far pagare i permessi di emissione a tutte le aziende, ciò si traduce in una tassa che di vantaggi, in termini ambientali, ne dà molto pochi.

E, in un momento come questo, non mi pare proprio il caso di caricare le aziende manifatturiere di nuovi pesi. Fanno presto i Paesi che non hanno un`industria manifatturiera a dire che sono d`accordo.

Ma così si rischia di dare una mazzata, non un aiuto.

&lt;b&gt;&lt;br /&gt;
Però il commissario Ue all`Ambiente, Stavros Dimas ha definito esagerate le vostre stime di un costo di 181 miliardi del pacchetto per l`Italia.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Si tratta di cifre tratte da uno studio effettuato dalla stessa Commissione. Le posso dare le tabelle.

Comunque mi sono accordata perché nei prossimi giorni si apra un tavolo tecnico tra i nostri esperti e quelli di Bruxelles per un chiarimento.
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Cosa risponde a chi sostiene che l`Italia, assumendo posizioni più critiche degli altri grandi partner storici europei, dimostra scarso europeismo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Non c`entra niente l`europeismo.

Chi fa queste accuse le fa strumentalmente, solo per dare addosso al Governo e alla maggioranza.

Anche i settori più accorti del partito democratico sono stati cauti e hanno ammesso che si devono apportare modifiche al pacchetto. Se siamo arrivati a questo punto è perché si è trattato questo tema con grandissima leggerezza, in nome di un ambientalismo di bandiera, scollegato da tutto. Una scelta fallimentare perché le politiche ambientali sono economiche a tutti gli effetti e richiedono risorse, ma le risorse non sono illimitate, soprattutto ora.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quindi non si può fare nulla per aiutare l`Italia a recuperare sugli obiettivi del Trattato di Kyoto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 No, questo non vuol dire che non ci stiamo impegnando su Kyoto: abbiamo avviato un fondo rotativo per 600 milìoni di euro che mette in moto investimenti per tre miliardi, per recuperare il ritardo accumulato negli anni passati.

Non siamo affatto fermi. Chi ci accusa di scarso europeismo e di non avere a cuore una politica ambientale dovrebbe spiegare che cosa ha fatto nei due anni e mezzo in cui è stato al Governo.

Dal centro-sinistra sono stati presi questi impegni penalizzanti per il nostro paese. Noi siamo per ripartire un pacchetto così ambizioso in maniera equa tra i Paesi membri e soprattutto insistiamo sul rapporto tra costi e benefici.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Qual è la posizione italiana sul regolamento per limitare le emissioni di Co2 delle auto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Abbiamo fatto presente che paradossalmente il metodo di intervento contraddice gli obiettivi, perché rischia di penalizzare la diffusione di auto leggere che consumano meno a favore di auto pesanti che inquinano di più. La curva sulla distribuzione degli sforzi e il meccanismo sanzionatorio non ci vanno bene. E vogliamo anche criteri chiari per le aziende in deroga, come la Ferrari, senza limitarli solo a case indipendenti.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Quali mete ritiene irrinunciabili ora nel negoziato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Il rischio principale è la delocalizzazione e anche Paesi come la Germania hanno posto il problema.

Ma ci vogliono criteri chiari.

Escludere solo alcuni comparti dalle aste a pagamento di permessi di emissione è un po` una contraddizione perché tutti i settori manifatturieri sono a rischio di delocalizzazione. Non si può individuarne solo alcuni e non tenere conto di altri. In ogni caso, mi sembra superficiale pensare che il sistema delle aste possa dare benefici all`ambiente. Non mi piace parlare di deroghe ma ci vorrà più flessibilità, per raggiungere con meno oneri risultati importanti per l`ambiente. Ma per avere una soluzione equa ci dovrà essere poi un accordo globale, che coinvolga anche i Paesi concorrenti non europei.

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JLWKA&quot;&gt;Il Sole 24 Ore - Enrico Brivio&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ermete REALACCI: Ambientalismo per un nuovo patto per lo sviluppo.</title>
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  <updated>2008-06-28T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;VIDEO di DEMOCRATICA TV&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
clicca su &quot; Vai alla pagina &quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;28/6/2008 - Intervento di Ermete Realacci all'Assemblea degli Ecologisti Democratici.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.democratica.tv/video/4709&quot;&gt;Democratica TV&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio LA MALFA: Il nucleare non è uno spot.</title>
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  <updated>2008-05-28T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
È senz’altro positivo che si riapra la discussione sull’energia nucleare in Italia. &lt;br /&gt;
In fondo sono passati quasi 20 anni da Cernobyl e dal referendum che sancì l’interruzione del programma nucleare italiano e, senza riaprire le polemiche su quella decisione e sui costi che ne derivarono, è indispensabile riconsiderare oggi, alla luce dei prezzi attuali degli idrocarburi e delle prospettive di ulteriori aumenti, la situazione energetica italiana e il modo di farvi fronte.&lt;br /&gt;
 Il governo, con un intervento del ministro delle Attività Produttive all’assemblea della Confindustria, ha enunciato l’intento di far ripartire in tempi brevi un programma di costruzione di nuove centrali nucleari.&lt;br /&gt;
 Pur condividendo questo proposito, ritengo che annunci come quello siano prematuri e che finiscano per alimentare un dibattito confuso, polemiche inutili come quelle del professor Rubbia contro Umberto Veronesi o prese di posizione anticipate come quelle della presidente della Regione Piemonte di domenica su La Stampa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Le condizioni per un eventuale ritorno al nucleare debbono essere preparate con molta cura dal governo e sottoposte alla più ampia discussione nel Parlamento e nel Paese.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


 &lt;b&gt;Ciò specialmente alla luce della decisione referendaria del 1989.&lt;/b&gt; L’esigenza fondamentale è scegliere la strada della &lt;b&gt;massima trasparenza dei dati di base&lt;/b&gt; e della più &lt;b&gt;ampia discussione delle alternative possibili.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 A questo fine converrebbe adottare una procedura in tre fasi.&lt;br /&gt;
 

Il primo passo sarebbe costituito dalla creazione di una Commissione di alto profilo con il compito di predisporre entro 6 mesi dalla sua istituzione un Rapporto sulla situazione e le prospettive di approvvigionamento energetico italiano: sui costi delle varie alternative; sulle tecnologie che potrebbero essere utilizzate negli impianti nucleari da costruire e sui tempi di realizzazione; sulle problematiche della sicurezza con riferimento non solo alla sicurezza intrinseca degli impianti, ma anche al problema che si pone oggi (e non si poneva ieri) dei rischi connessi al terrorismo; sullo smaltimento dei rifiuti radioattivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Il passo successivo sarebbe una consultazione che dovrebbe durare due o tre mesi di tutti i possibili interlocutori - le forze economiche e sociali, le associazioni ambientalistiche, le autonomie regionali e locali e qualunque gruppo di interesse che ritenga di fare conoscere le proprie opinioni al governo - conclusa da un dibattito nel Parlamento nazionale. &lt;br /&gt;


Nella terza fase, infine, il governo, raccogliendo gli esiti della consultazione, predisporrebbe un vero e proprio programma energetico accompagnato dagli eventuali atti normativi o regolamentari necessari e dall’individuazione delle fonti di finanziamento del programma stesso.&lt;br /&gt;
 Un tempo di tre mesi per questo ultimo adempimento sarebbe probabilmente sufficiente.&lt;br /&gt;
 

Procedendo in questo modo, si potrebbe pervenire nel giro di un anno a una decisione concreta che certamente non eviterebbe il dissenso di una parte del Paese, ma darebbe però il senso di una scelta fondata su dati effettivi, su un’attenta considerazione dei vantaggi e dei costi del ritorno al nucleare, del modo di affrontare le questioni della sicurezza.&lt;br /&gt;
 Mi auguro che il governo faccia propria questa proposta e le dia una rapida attuazione.&lt;br /&gt;
 

Il nuovo decisionismo del governo è accolto con favore dall’opinione pubblica, ma c’è pur sempre una differenza fra il problema dei rifiuti della Campania, nel quale la ricerca di una soluzione non lascia molte alternative, e una scelta come quella del ritorno al nucleare che va spiegata bene ai cittadini e resa convincente da ogni punto di vista.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=I8F5Y&quot;&gt;La Stampa - Giorgio La Malfa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Raffaele FITTO: Energia nucleare in Italia</title>
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  <updated>2008-05-23T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Rapporti con le regioni (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Il tema del nucleare e' un tema che vede il nostro paese in ritardo, perche' anche la discussione che si sta aprendo dopo le dichiarazioni di ieri, sconta un problema di fondo: il nostro paese non ha solamente detto no al nucleare trenta anni fa, il che gia' di per se' fu una scelta sbagliata, ma ha abbandonato la ricerca sul tema&quot;.

&quot;Quindi noi oggi per poter avviare un programma sul nucleare dobbiamo andare a recuperare fuori dal nostro paese tutto il know how adeguato&quot;. 

&quot;Questo lo possiamo collegare a tutte le diverse questioni sul tema dell'energia, perche' non e'possibile che il paese non abbia i rigassificatori, che non si possa in alcune parti del paese realizzare termovalorizzatori&quot;.

&quot;Molte delle questioni che hanno costituito in questi anni nodi fondamentali per il nostro paese nascevano non da valutazioni tecniche di merito ma c'e' stata un'impostazione ideologica che ha portato a dire no in maniera preventiva ad una serie di scelte fondamentali per il nostro paese&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/200805231633-eco-rt11151-art.html&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Fabio RAMPELLI: RAMPELLI (PDL):GIORNATA DELLA TERRA,  A RUTELLI, SU ALBERI MAI APPLICATA LA TUA LEGGE NEPPURE QUANDO SEI STATO SINDACO</title>
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  <updated>2008-04-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>331958</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: AN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Il candidato sindaco Rutelli rispolvera quel po' di ambientalismo agé recuperando dal repertorio  antiche battaglie tradite da un ex sindaco di Roma e di un ex deputato verde, che 'casualmente' portano il suo stesso nome. Nel 1992 il deputato verde, Francesco Rutelli, fece approvare una legge, 113/92,  per la quale doveva essere piantato un albero a ogni bambino nato e nel certificato di nascita doveva essere riportato il luogo della piantumazione. Ebbene quella legge, applicata in piccoli Comuni d'Italia, non fu mai rispettata a Roma governata per ben 7 anni dallo stesso Rutelli. All'ufficio nascite dell'Anagrafe hanno confermato che la legge a Roma  non è stata mai applicata e neanche un albero è stato piantato con la nascita di nuovi cittadini. I 500mila alberi di alberi di oggi rappresentano le 500mila bugie dette dal 1993 a oggi &quot;. E' quanto dichiara il deputato del PdL, Fabio Rampelli, già capogruppo in Commissione Ambiente alla Camera dei Deputati.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rampelli.it&quot;&gt;comunicato stampa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Vito GIACINO: Ricorso al Tar di Legambiente sul Piano Regolatore</title>
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  <updated>2008-02-26T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Verona (VR) (Partito: FI) - Consigliere  Consiglio Comunale Verona (VR) (Gruppo: FI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;È solo un utilizzo politico dell'ambientalismo e mi dispiace, perché anche questa amministrazione ha a cuore le questioni ambientali. E poi Verona attendeva da 33 anni il Piano regolatore e finalmente può dare vita al Piano degli interventi.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://news.google.com/news/url?sa=T&amp;ct=it/0-0&amp;fd=R&amp;url=http://www.europaconcorsi.com/db/rec/inbox.php%3Fid%3D19936&amp;cid=0&amp;ei=VzHlR8j4CIKa9wLyqIzACw&amp;usg=AFrqEzeZLfMk-jpKnhP32fkmWJ2BYq33QQ&quot;&gt;Subito.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>WALTER VELTRONI: ambientalismo del fare, par 5.e del programma integrale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/02/25/walter-veltroni/ambientalismo-del-fare-par-5-e-del-programma-integrale/329682"></link>
  <updated>2008-02-25T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">e) Infrastrutture: proporre, valutare, decidere...
Il Paese ha bisogno di infrastrutture e servizi che oggi sono ostacolati più da incapacità di decisione che da carenza di risorse finanziarie. &lt;b&gt;Maggiore partecipazione/consultazione dei cittadini e maggiore capacità di decisione sono compatibili.&lt;/b&gt; I progetti devono essere presentati agli enti locali ed anche alla cittadinanza, rendendoli disponibili su web. &lt;b&gt;Dopo uno spazio di tempo per la discussione e per l'ascolto di tutte le opinioni, il progetto viene rielaborato sulla base delle osservazioni&lt;/b&gt;, per poi decidere con un sistema di &lt;b&gt;avocazione della capacità decisionale&lt;/b&gt;. In questo contesto, va riformata la normativa di valutazione d’impatto ambientale delle opere (VIA-AIA) con l'eliminazione dei tre passaggi attuali e la concentrazione in un’unica procedura di autorizzazione, da concludere in tre mesi. Una volta assunta la decisione, deve essere previsto un divieto di revoca o l'applicazione di sanzioni pecuniarie elevate con responsabilità erariale a carico degli amministratori pubblici interessati.
L&lt;b&gt;a priorità va data al trasporto ferroviario (TAV Torino-Lione-Trieste&lt;/b&gt;, alta capacità e trasporto urbano e locale), agli impianti per produrre energia pulita, ai &lt;b&gt;rigassificatori&lt;/b&gt; indispensabili per liberalizzare e diversificare l'approvvigionamento di metano, agli impianti per il trattamento dei rifiuti, alla manutenzione ordinaria e straordinaria della rete idrica.
Ecco la novità del nostro ambientalismo del fare: basta con l'ambientalismo che cavalca ogni Nimby e impedisce di fare le infrastrutture necessarie al Paese: l'impegno va concentrato nella realizzazione di infrastrutture veramente moderne (quindi sostenibili).&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?id_doc=45315&quot;&gt;Programma integrale del Partito democratico&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>OTTAVIANO DEL TURCO: RIFIUTI: NESSUNO SCAMBIO SULLA MONNEZZA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/01/29/ottaviano-del-turco/rifiuti-nessuno-scambio-sulla-monnezza/328228"></link>
  <updated>2008-01-29T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Abruzzo (Partito: Unione) - Consigliere Regione Abruzzo (Lista di elezione: SDI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Non dite che vado a cena con Prodi per uno scambio sulla monnezza. Mi dispiace che si possa pensare ad una politica fatta così.
Non si può escludere che si arrivi a conclusioni diverse da quelle assunte qualche settimana fa&quot; in ordine al Piano regionale dei rifiuti. 
L'ambientalismo deve essere una somma di si, selezionati ma pur sempre si. 
Tre ragioni morali e politiche  per dare la disponibilità dell'Abruzzo a Palazzo Chigi. 
La prima, sta nella natura &quot;cattolico-democratica del nostro paese&quot;, la seconda ragione sta in un &quot;patriottismo che nasce dall'idea che il mondo si è fatto di noi guardando dal pertugio campano&quot;, ed infine la &quot; vittoria dello Stato è un tema che riguarda destra e sinistra&quot;. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.regione.abruzzo.it/portale/index.asp?modello=articolo&amp;servizio=lista&amp;stileDiv=mono&amp;msv=articolo14779&amp;tom=4779&quot;&gt;Regione Abruzzo&lt;/a&gt;</summary>
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