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  <title>Openpolis - Argomento: verità</title>
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  <updated>2012-03-08T00:00:00Z</updated>
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  <title>Giuseppe GIULIETTI: Verità e Giustizia per Stefano, Federico, Giuseppe, Aldo.</title>
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  <updated>2012-03-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625588</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ilaria Cucchi è una giovane donna che, da anni, lotta per chiedere verità e giustizia sulla morte del fratello Stefano, entrato vivo ed uscito morto dal carcere.

&lt;p&gt;
Patrizia Aldrovandi Moretti è la mamma di quel Federico che fu pestato a morte da un gruppo di poliziotti a Ferrara. La storia fu oscurata e censurata, la famiglia oltraggiata, quasi messa all’indice per aver osato ribellarsi alle veline di regime.
Adesso Patrizia, insieme con i giornalisti della Nuova Ferrara, tornerà in tribunale, ma per essere processata per aver “Diffamato” chi avrebbe dovuto tutelare suo figlio Federico. Le hanno chiesto quasi due milioni di euro come risarcimento.

&lt;p&gt;
Lucia Uva è invece la sorella di Giuseppe, morto in carcere a Varese, probabilmente in seguito ad un pestaggio eseguito da alcuni ” Tutori dell’ordine”.
Non si è mai rassegnata, ha rotto il muro delle omertà e delle connivenze. Proprio in questi giorni Luigi Manconi ha avanzato l’ipotesi che, prima di morire, Uva sarebbe stato addirittura violentato dai suoi aguzzini.

&lt;p&gt;
Rudra Bianzino è invece un giovane ragazzo di Perugia che, una triste mattina, si è visto arrestare il papà, Aldo, accusato di coltivare canapa indiana e di possesso di altre droghe. Aldo è morto in carcere, il suo corpo portava segni di violenze, le inchieste hanno negato ogni responsabilità dei suoi custodi, poi li hanno rinviati a giudizio per omesso soccorso, intanto Rudra è restato solo, è morta anche la mamma travolta dal peso di una tragedia immane.
&lt;p&gt;

A questi “Fantasmi” ha dedicato una lettera Ilaria Cucchi. Ci sembra giusto pubblicarla anche qui, perché non è solo un grido di dolore per le ferite subite, ma anche un vero e proprio manifesto di chi, nonostante tutto, continua a credere nello stato di diritto e a reclamare legalità, verità, giustizia.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Noi siamo fantasmi…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

di Ilaria Cucchi
&lt;p&gt;

Stefano, Federico, Giuseppe, Aldo. Tutti fantasmi. Non esistevano in vita e tanto più si vuole non esistano ora che sono morti in mano allo Stato. Fantasmi che avevano tutti una vita… una vita senza valore calpestata ed annientata in nome dello Stato supremo. Tutti morti le cui vite non valevano nulla.
&lt;p&gt;

Non valevano l’umana pietà, non valevano l’aiuto di coloro che avevano il dovere di aiutarli, non valevano la tutela di coloro che avevano il dovere di tutelarli, non valevano le cure di coloro che dovevano curarli, non valevano il rispetto di coloro che dovevano rispettarli.
&lt;p&gt;

Non degni di considerazione.&lt;br /&gt;

Però questi fantasmi, una volta vivi, ora hanno i loro processi….
Sono tutti processi storti, sì… storti perché mai aderenti ai fatti, con imputati sbagliati, pm sbagliati, accuse sbagliate.&lt;br /&gt;

Ma questi processi storti stanno regalando ai nostri cari… fantasmi la verità delle loro morti….

&lt;p&gt;
La Giustizia non se ne cura più di tanto… ma noi regaliamo loro la sensazione di valere ancora qualcosa, di esistere e di essere importanti.&lt;br /&gt;

Sono processi storti per una giustizia miope. Ma ci sono, anche per tutti gli altri, tanti, troppi, fantasmi che non hanno mai avuto un processo, sia pure storto.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2012/03/08/giuseppe-giulietti-verita-e-giustizia-per-stefano-federico-giuseppe-aldo/&quot;&gt;micromega&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: Trattative Stato mafia</title>
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  <updated>2009-10-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418420</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
C’è un’inquietante e per certi versi vergognosa passerella mediatica e non solo che vede sfilare esponenti istituzionali guariti dall’amnesia, che con la memoria -spesso intermittente e mutevole- ritrovano anche il coraggio di esprimere verità su cui per anni non si sono pronunciati. Si tratta di persone che negli anni ’90 ricoprivano incarichi importanti –da ex ministri a magistrati- che offrono, anche ai media, i loro ricordi riconquistati con un coraggio ad orologeria, che scatta in modo a dir poco sospetto: in concomitanza con il recente slancio investigativo delle procure di Palermo e Caltanissetta. 
&lt;p&gt;

Perché il procuratore nazionale antimafia Grasso soltanto ieri, con un candore che lascia sgomenti, parla della trattativa - sino ad ora negata - come una verità di pubblico dominio? Perché oggi il generale Mori, così come fatto dall’ex ministro Mancino, nega l’esistenza di quella stessa trattativa che pure pare ormai verità indiscutibile? La storia della Repubblica non è infatti mai stata estranea alle trattative: i vertici della Dc, le Br, la Camorra di Raffaele Cutolo, il Sismi ed il Sisde (con esponenti apicali della P2) si avvinsero in un torbido patto nel caso Cirillo. In questa vicenda del tentativo di intesa Stato-mafia degli anni ’90 mancano solo le Br, ma politica, criminalità, servizi e istituzioni sono ingredienti che invece permangono. 
&lt;p&gt;

Perché Grasso, Mancino, ma anche Violante, Martelli, Ayala e tanti altri ancora non hanno parlato negli ultimi 17 anni, ed agito nelle sedi istituzionali, quando soprattutto Salvatore Borsellino lanciava il grido d’allarme sull’esistenza di una trattativa tra Stato e mafia che avrebbe determinato l’omicidio di suo fratello, evidentemente contrario? La trattativa è esistita, ma resta da capire per conto e a nome di chi trattarono - per come sembra emergere - il colonnello Mori e il capitano De Donno, della cui attività l’allora ministro Mancino si dice inconsapevole, lasciando che si sollevi un inquietante interrogativo sulla capacità di controllo di chi era responsabile della sicurezza nazionale (lasciando che operassero con spregiudicatezza schegge deviate di apparati investigativi) oppure sollevando l’ipotesi dell’esistenza di poteri paralleli allo Stato e stile P2 che agivano autonomamente. 
&lt;p&gt;

C’è da augurarsi che la magistratura possa lavorare serenamente senza le interferenze della politica, ma anche da parte dello stesso ordine giudiziario che puo' insinuarsi da più parti, per arrivare alla verità che, sola, può spazzare via dal Paese le ceneri immorali e drammatiche di una vicenda che lo ha segnato profondamente nella sua storia e nel suo destino. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/elezioni/candidati/demagistris/2009/10/trattativa_mafiastato_una_pass.html&quot;&gt;www.luigidemagistris.it&lt;/a&gt;</summary>
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