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  <title>Openpolis - Argomento: innovazione</title>
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  <updated>2012-04-16T00:00:00Z</updated>
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  <title>Patrizia TOIA: Familiarizzare i giovani con la scienza significa creare un terreno fertile perché i talenti possano manifestarsi</title>
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  <updated>2012-04-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Familiarizzare i giovani con la scienza significa creare un terreno fertile perché i talenti, magari nascosti, possano manifestarsi e la ricerca e lo spirito innovativo diventino una pratica quasi normale&quot;, ha sottolineato &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, deputata europea del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione ITRE - Industria Ricerca Energia, durante la cerimonia di premiazione del Concorso Europeo &quot;I Giovani e le Scienze 2012&quot; che si è svolta a Milano.
&lt;p&gt; &quot;Questo è il nostro compito se vogliamo un'Unione dell'innovazione in tutti i campi, dalla scienza, alla tecnologia e al sociale. L'innovazione nella società, nell'economia e nell'impresa non può che partire dai giovani facendo leva sulla loro freschezza, intelligenza, curiosità di sapere e di creare&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info/home/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=213:concorso-europeo-qi-giovani-e-le-scienzeq&amp;catid=8&amp;Itemid=204&quot;&gt;patriziatoia.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>STEFANO LEPRI: Bilancio 2012, no a forzature e scorciatoie </title>
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  <updated>2011-12-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>622786</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il PD è consapevole della difficilissima situazione economica e non intende strumentalizzarla. Ci sono tuttavia questioni di metodo e di merito.

Quanto al metodo, non sono accettabili forzature come quelle tentate anche oggi, per cui si sarebbe voluto approvare il bilancio 2012 in due giorni senza neanche aver assestato i conti del 2011. Alcuni emendamenti presentati da una parte della maggioranza, che prevedono la alienazione di importanti società partecipate, puntavano a forzare decisioni che meritano una approfondita discussione. Non ci piacciono le lungaggini, ma neanche le scorciatoie.

Quanto al merito: non c’é una vera strategia tesa ad affrontare strutturalmente i nodi della spesa pubblica, i tagli sembrano più frutto degli equilibri tra i partiti e tra gli assessori. Ad esempio, l’anno scorso ci fu bocciata la proposta di istituire il fondo immobiliare per la vendita e la valorizzazione del patrimonio regionale. Ora, dopo un anno perso, la proposta è stata finalmente ripresa dalla maggioranza.

Se si vuole sostenere lo sviluppo non si possono ridurre così pesantemente le opere pubbliche (-30%), l’innovazione, la ricerca e l’università (-22%) l’istruzione e la formazione (-24%).

E’ poi incredibile il dimezzamento dei fondi per le politiche sociali, cioè per gli anziani, i disabili, le famiglie in difficoltà, nonostante le finte rassicurazioni sentite fino ad oggi. E’ una vergogna che pagheranno duramente i soggetti più deboli. Su questo certo non cederemo.

L’unico incremento che sembra esserci è quello dei trasporti, ma in realtà c’é un recupero solo parziale del taglio di oltre 200 milioni che é stato fatto slittare sul bilancio 2012.

Siamo disponibili a un confronto franco e che sappiamo difficile, purché si cambino stile e priorità.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.stefanolepri.it/?p=2015&quot;&gt;www.stefanolepri.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: L’Europa punta su ricerca e innovazione per uscire dalla crisi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/30/patrizia-toia/l%E2%80%99europa-punta-su-ricerca-e-innovazione-per-uscire-dalla-crisi/622172"></link>
  <updated>2011-11-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Buone notizie dall'Europa, almeno per quanto riguarda ricerca e innovazione: un aumento significativo di risorse da investire (da 50 a 80 miliardi).  “Ottima la scelta del programma &lt;i&gt;Horizon 2020&lt;/i&gt;, con cui la  Commissione Europea propone investimenti per 80 miliardi di euro nella ricerca e nell’innovazione”. Lo afferma &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, deputata europea del Partito Democratico e Vicepresidente del gruppo S&amp;D al Parlamento Europeo.  
&lt;p&gt;

“L’Europa mostra così di puntare sul futuro, scegliendo di investire in ricerca (in particolare quella applicata  e trasferimenti ai processi industriali) e innovazione, supportando lo sviluppo delle nuove tecnologie e garantendo un forte sostegno alle PMI (a cui si prevede di destinare 8 miliardi di euro) per stimolare la crescita e per rilanciare l’occupazione. Si tratta di una scelta molto importante che indica implicitamente che l’uscita dalla crisi è possibile solo rilanciando l’economia reale e per fare questo sono necessari ingenti investimenti che consentano di portare avanti programmi di lungo termine” – prosegue &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;. 
&lt;p&gt;

“&lt;i&gt;Horizon&lt;/i&gt;, inoltre, semplifica di molto le procedure di accesso ai finanziamenti, garantendo importi forfait per aree specifiche (come cambiamento climatico, energia sostenibile, tecnologie per la comunicazione e l’informazione, salute, mobilità e trasporti, società intelligente e sicura) e regole uguali di accesso ai bandi per tutte le realtà che desiderano concorrere. Un passo avanti, dunque, da parte dell’Europa per venire incontro alle esigenze di aziende e enti di ricerca al fine di rendere più agevole il loro lavoro e più competitivo e sviluppato il nostro continente” – conclude &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;. 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Ricerca &amp; Sviluppo: servono politiche per incentivare l’innovazione</title>
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  <updated>2011-10-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617515</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Deve far riflettere l’allarme lanciato dalla commissaria Ue per la Ricerca e l'innovazione, Maire Geoghegan-Quinn, secondo cui le società europee investono poco in ricerca e sviluppo rispetto ad alcuni dei loro principali concorrenti mondiali. I Paesi europei devono intervenire perché senza ricerca non c’è innovazione e senza questa, le nostre imprese difficilmente riusciranno a riemergere dalla crisi in cui ci troviamo e far fronte alle sfide che il mercato globale impone”. Lo afferma Patrizia Toia, eurodeputata del Partito Democratico e vicepresidente del gruppo S&amp;D al Parlamento Europeo. 


&lt;p&gt;“È sconfortante vedere che nella graduatoria sugli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore industriale, tra le prime cinquanta imprese, non ve ne sia neanche una italiana. Sulla ricerca e l’innovazione si gioca, non solo la sopravvivenza, ma anche il futuro delle industrie, la loro competitività, il loro saper stare sul mercato: gli investimenti in questo ambito sono importantissimi e non possono mancare. L’Europa, in generale, e l’Italia, in particolare, hanno bisogno di molta più innovazione per superare il momento economicamente difficile che stiamo attraversando e, dove le aziende non riescono ad arrivare da sole a coprire i costi (spesso troppo elevati) che sono necessari per una ricerca applicata di successo, occorre che vi siano politiche industriali in grado di supportarle con incentivi” – prosegue Toia.
&lt;p&gt;

“Il Parlamento Europeo, nelle scorse settimane, si è speso in favore di un maggiore sostegno alla ricerca applicata, proprio perché siano lasciate sole quelle imprese e quegli enti che contribuiscono a creare innovazione e sviluppo; occorre però che anche gli Stati membri facciano la loro parte, in particolare l’Italia dove il governo, da troppo tempo, parla di politiche per lo sviluppo e non è stato in grado di metterne in atto neanche una. Si portino avanti presto delle proposte valide perché le nostre imprese ne hanno bisogno e con esse, ne ha bisogno tutto il Paese per crescere” – conclude Toia. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: L’Italia è in ritardo con lo sviluppo della banda larga: non si perda anche questa opportunità</title>
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  <updated>2011-10-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609710</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Di malavoglia e con dispiacere dobbiamo ancora una volta prendere atto che l’Italia è ferma. Mente l'Europa procede speditamente sul tema della banda larga e sulla sua diffusione, l’Italia è ancora al palo” - afferma &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, deputata europea del Partito Democratico e vicepresidente del gruppo S&amp;D al Parlamento Europeo, ricordando che “L’Europa discute di &lt;i&gt;Digital Divide&lt;/i&gt; e, pur nella complessità delle posizioni attuali, si è posta l’ambizioso obiettivo della diffusione delle tecnologie e della banda larga, che può venire in aiuto ai cittadini nella risoluzione di tante problematiche quotidiane, tra cui la riduzione degli spostamenti in favore del telelavoro (che mira a comportare una riduzione delle emissioni e quindi va in aiuto alla lotta ai cambiamenti climatici, obiettivo della &lt;i&gt;Strategia Europa 2020&lt;/i&gt;) e il programma per la ‘salute digitale’ (ovvero tutte quelle procedure che possono essere risolte online). In Italia, purtroppo, lo sviluppo dell’economia digitale e delle infrastrutture che occorrono perché questo percorso si avvii, non risultano essere nell’agenda del governo”.
&lt;p&gt;

“È questo l’amaro quadro che emerge dalle ultime rilevazioni e ricerche. L’Italia è fortemente arretrata non solo nella diffusione della banda larga (strumento indispensabile per la connessione veloce alla rete), ma lo è anche per quanto riguarda la diffusione della rete in generale – ci sono ancora troppe zone con connessioni precarie e senza connessione, tra le quali anche alcune tra le aree economicamente più sviluppate, come la Lombardia – e questo, ovviamente, comporta un grave danno per le nostre aziende, che si trovano a competere partendo da uno stato di inferiorità rispetto a quelle delle altre regioni europee” – prosegue &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;
 
“Il governo italiano, che purtroppo è distratto dalle problematiche personali del premier, deve intervenire e rimettere mano all’agenda delle priorità, investendo per far crescere questo Paese, renderlo moderno e collegato con il resto del mondo e per cui lo sviluppo della banda larga è imprescindibile. Se si vuole far crescere il Paese, occorre infatti investire nella ricerca e nelle nuove tecnologie che consentano alle nostre imprese di essere al passo con i tempi, di comunicare in modo più rapido con il resto del mondo, così da poter reggere su un mercato fortemente competitivo come quello globalizzato.
&lt;p&gt;
Poiché adesso si parla di un decreto specifico per la crescita, sia questa l’occasione per compiere qualche scelta efficace in questo ambito”.&lt;br /&gt;
 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: L'Europa deve finanziare maggiormente la ricerca applicata</title>
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  <updated>2011-09-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609567</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“La preparazione del quadro strategico comune per il finanziamento della ricerca e dell’innovazione costituisce una delle più grandi opportunità che lo sviluppo e l’economia europea hanno davanti a sé. Si tratta, infatti, di agire sulla leva che può innescare davvero un momento di crescita e anche di nuova occupazione qualificata quale può essere quella dei ricercatori e dei giovani che si dedicano, appunto, alle nuove opportunità dell’innovazione della tecnologia e delle professioni ad essa collegate”. Lo ha affermato &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, deputata europea del Partito Democratico e Vicepresidente del gruppo S&amp;D al Parlamento Europeo nel corso della dichiarazione di voto in Sessione Plenaria a Strasburgo, in materia di nuova politica commerciale dell’Unione nel quadro della Strategia Europa 2020.
&lt;p&gt;

“Un’osservazione che emerge da questo lavoro è che noi dobbiamo sempre più accentuare in Europa una ricerca e una innovazione che arrivino all’applicazione pratica, che arrivino a far nascere nuove imprese, che arrivino a realizzare nuovi brevetti e che non rimangano soltanto una ricerca di base e pura conoscenza, che è certamente importante ma non è sufficiente per far scattare davvero la molla per l’innovazione e sviluppo. La seconda osservazione è il rapporto con gli enti locali, le Regioni e i territori che pure sono un importante strumento per la programmazione sul territorio e per l’incontro tra ricerca, università, centri di eccellenza e imprese”. Ha concluso &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>CORRADO GHIRARDELLI: La burocrazia si fa snella grazie alla tecnologia</title>
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  <updated>2011-04-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559624</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Brescia (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
Nel mare di proposte per «sburocratizzare» il territorio bresciano, alleggerendo da una parte il carico di lavoro per gli
enti pubblici, e dall'altra facilitando l'invio delle pratiche da parte di cittadini ed imprese locali, arriva «BresciaGov»,
realizzato dall'assessorato Innovazione e tecnologie di Corrado Ghirardelli. Il nuovo portale (www.bresciagov.it)
permette di inviare richieste online direttamente al proprio Comune, senza doversi presentare allo sportello o inviare
documenti in forma cartacea. Ad oggi i servizi disponibili sono 752 (467 ai cittadini, 221 alle imprese e 64 agli enti
comunali), mentre sono 25 i Comuni che hanno attivato almeno un servizio accessibile dal sito istituzionale, e altri 19
hanno attivato la «Guida ai Servizi» (che fornisce al cittadino indicazioni utili su tutti i servizi offerti da! ll'ente,
modalità di accesso, responsabili, requisiti, costi e tempistica), per un totale di 298.547 cittadini e 23.714 imprese.
L'impegno della pubblica amministrazione è che tutti i Comuni siano «standardizzati» per avere a disposizione la
stessa qualità dei servizi. «L'innovazione ci viene incontro nel superare le distanze - spiega Corrado Ghirardelli - e nel semplificare la vita quotidiana dei cittadini bresciani, ma anche dei dipendenti pubblici». Oltre ai servizi
più «semplici», entro l'estate il progetto prevede di attivare anche l'integrazione con una piattaforma per consentire il
pagamento online dei servizi erogati attraverso carta di credito o associando la propria Carta Regionale dei Servizi
(necessaria per accedere al portale) al proprio conto corrente bancario. «Per questo - prosegue Ghirardelli - sarà
fondamentale l'interazione costante e la collaborazione con tutti gli addetti ai lavo! ri, sia nella parte di
sperimentazione, che per procedere con ! l'iter necessario all'attivazione di tutte le offerte a disposizione». I servizi
sono suddivisi per tipologia di utente e sono navigabili secondo differenti logiche, quali l'ordine alfabetico, l'argomento
di interesse, il target cui il servizio è rivolto. Sarà inoltre disporre di una pagina personale per servizi attivati e richieste
effettuate.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://clic.bresciaoggi.it/GiornaleOnLine/BresciaOggi/index.php&quot;&gt;Brescia Oggi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>CORRADO GHIRARDELLI: Lo sportello è on-line: servizi in rete per cittadini e imprese</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/04/corrado-ghirardelli/lo-sportello-%C3%A8-on-line-servizi-in-rete-per-cittadini-e-imprese/559623"></link>
  <updated>2011-04-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559623</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Brescia (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ghirardelli:
«Puntiamo
a crescere
ancora»
BRESCIA «Risparmiare tempo, risorse e uniformare l'erogazione di servizi». Raffaele
Gareri, direttore dell'Area innovazione, sintetizza così BresciaGov. Assente per
indisposizione l'assessore all'Innovazione Corrado Ghirardelli, è toccato proprio a
Gareri dar conto dello stato di sviluppo del progetto. «Prendendo spunto da quanto
realizzato qualche anno fa a Como - ha spiegato -, abbiamo elaborato un sistema che
consentisse la gestione on line delle pratiche. Adesso, oltre ad aver uniformato
procedure e modulistica, garantiamo anche assistenza ai Comuni».
Secondo Gareri «i vantaggi sono numerosi: offriamo una tecnologia valida e uguale
per tutti, sviluppata in assessorato e in collaborazione con le Amministrazioni. Senza
contare il risparmio di tempo, che per i piccoli Comuni si traduce anche in
ottimizzazione delle risorse». Attualmente il bacino di utenza di BresciaGov è di 35mila
famiglie e 23mila imprese.
A giudicare dai commenti di alcuni amministratori presenti ieri, laddove sono già
partiti, i servizi on line funzionano. Ed è su questo aspetto che, in una nota, si è
concentrato l'assessore Ghirardelli. «La partecipazione di sindaci e amministratori - ha
sottolineato l'assessore - conferma la bontà della proposta, che coinvolge tutto il
territorio e aiuta in piccoli Comuni con progetti legati all'innovazione. Per il futuro
l'impegno della Provincia è far sì che tutti i Comuni arrivino ad essere modernizzati
allo stesso modo e che la qualità dei servizi sia uguale per tutti».
Trattandosi di un cosiddetto «progetto di riuso», BresciaGov non è costato nulla a
Palazzo Broletto, che lo ha elaborato con forze proprie. Anzi, i contributi ricevuti per
portare a regime la piattaforma tecnologica sono stati investiti in formazione, specie a
favore dei Comuni coinvolti. Adesso si sta pensando ad ampliare ulteriormente il
bacino di utenza, cercando di coinvolgere il maggior numero di Amministrazioni
possibile.

BRESCIA«No, la coda falla tu. I preferisco passare dal web».
Palazzo Broletto, dopo un lavoro di messa a punto, ha presentato ieri i primi risultati di BresciaGov, progetto di «semplificazione telematica» con cui la Provincia mette in Rete una serie di servizi gestiti dai Comuni con l'obiettivo di risparmiare tempo ed uniformare tutta la modulistica. La chiave di volta del sistema è il Centro innovazione e tecnologie della Provincia: solo gli enti aderenti potranno accedere ai servizi on line già attivi o di prossimo avvio. Il guadagno è presto detto: addio alle code agli sportelli e stop all'invio di documenti in forma cartacea. Una miglioria che vale tanto per i cittadini tanto per le imprese.
Accendiamo (virtualmente) il nostro pc e vediamo in che cosa consiste la piattaforma tecnologica BresciaGov. L'idea di base è rilasciare quattro lotti (denominati 0,1, 3 e 4) di servizi via web. Attualmente solo il «lotto 0» è attivo, ma nel giro di qualche settimana toccherà anche al «lotto 1» (nel grafico a fianco elenchiamo quali sono i servizi già erogati e quali, invece, saranno attivati nel giro di poche settimane).
Se tutto andrà come previsto, per la fine del mese in corso ci sarà un pacchetto da 24 servizi cui sarà possibile accedere. Per i lotti 3 e 4, infine, i Comuni dovranno aspettare ancora, probabilmente fino alla fine del 2011. Un'attesa giustificata da una maggiore complessità dei processi amministrativi che saranno gestiti via pc. Quando BresciaGov sarà a pieno regime, garantirà complessivamente 78 opzioni.
Parlando del presente, in alcuni Comuni (ad esempio) è già possibile ottenere un certificato di residenza solo collegandosi alla Rete. L'accessibilità è legata al sito del proprio Comune, mentre l'autenticazione dell'utente avviene attraverso la Carta regionale dei servizi (Crs). Un passaggio finalizzato a garantire la tutela dei propri dati personali. Va poi detto che chi fruisce del sistema può seguire, sempre tramite internet, l'iter della propria pratica
L'estate dovrebbe portare anche importanti novità rispetto al prezzo delle prestazioni richieste. Il pagamento on line (che sarà consentito o tramite carta di credito o attraverso Crs connessa al proprio Iban bancario) sarà a condizioni agevolate, con costi - assicurano dall'assessorato all'Innovazione - al di sotto della media di mercato.
Attualmente i Comuni coinvolti in BresciaGov sono 44: 25 Municipi hanno reso possibile l'accesso ad almeno un servizio on line, mentre sono 19 quelli che hanno attivato la Gas (Guida ai servizi), vademecum mirato a fornire tutte le indicazioni utili, compresi modalità di accesso, tempi, costi e requisiti. L'auspicio dell'assessorato è che la «famiglia» possa crescere ancora.


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.giornaledibrescia.it/gdb-online/gdb/gdb-online-7.373&quot;&gt;Giornale di Brescia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Cesare DAMIANO: A Marchionne chiediamo</title>
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  <updated>2011-02-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557795</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Adesso il governo deve intervenire. L’ipotesi lanciata da Marchionne (e poi subito ridimensionata secondo uno schema ormai collaudato) di una possibile fusione Fiat-Chrysler, con conseguente trasferimento a Detroit della testa del gruppo, impone all’esecutivo di battere un colpo.
&lt;p&gt;
Palazzo Chigi non ha più alibi, sabato prossimo dovrà chiedere conto all’azienda delle sue reali intenzioni. E se, come dice, vuole continuare a governare, deve concepire ed attuare quella politica industriale rimasta finora ignota al suo vocabolario. 
&lt;p&gt;Le domande da porre sono molte. Ne propongo alcune. C’è l’impegno di mantenere a Torino la testa del gruppo? C’è l’impegno a mantenere in Italia ricerca, sviluppo e parte importante della manifattura? Ancora. Che ne è del progetto di “Fabbrica Italia”, sbandierato in gran pompa un anno fa e finora rimasto avvolto dalla nebbia? Quando verranno avviati gli investimenti concordati con gli accordi di Mirafiori e Pomigliano? Che tipo di relazioni sindacali il gruppo intende instaurare per creare quel consenso indispensabile a vincere la sfida sul mercato globale?
&lt;p&gt; I vertici del Lingotto non possono sottrarsi dal dare risposte. L’Italia non può permettersi di perdere anche la sua industria automobilistica. Se ciò avvenisse, il suo destino di potenza industriale sarebbe segnato.
&lt;p&gt;
Che ci siano ragioni urgenti per intervenire lo dicono non solo le intenzioni, ma anche i fatti. Per la Fiat, sul fronte del mercato, il 2011 è cominciato ancora peggio del 2010. Nel mese di gennaio, rispetto al gennaio dello scorso anno, le immatricolazioni del Lingotto sono calate del 27,7 per cento (contro il meno 20,7 del mercato in generale) e la quota di mercato è scesa dal 32 al 29,2 per cento. È un dato allarmante. Che non può essere dimenticato quando si analizzano i recenti accordi firmati dall’azienda con parte del sindacato.
&lt;p&gt;
L’andamento negativo delle vendite mette anzitutto a nudo un aspetto fondamentale di quegli accordi. Insistere solo sulla competitività da costi per battere la concorrenza sul mercato globale – come prevede il “modello Marchionne” – è una scelta sbagliata e perdente. Comprimere il costo del lavoro, che incide solo per il sette per cento sul totale del valore di un’auto, può al massimo portare marginali benefici di bilancio e soddisfare gli azionisti. Ma niente di più.
&lt;p&gt; La sfida vera, quella del mercato, la si vince sul piano dell’innovazione, dell’efficienza produttiva e della qualità del prodotto. Sono i modelli a fare la differenza, la Volkswagen insegna. E la Fiat in questa fase è a corto di modelli vincenti.
&lt;p&gt;
Una conferma viene comparando alcuni altri dati riguardanti i due gruppi, come evidenziato in un recente convegno dell’Associazione “Lavoro&amp;Welfare”. Negli stabilimenti Volkswagen l’orario di lavoro giornaliero effettivo è di 392 minuti.&lt;br /&gt;
 In quelli del Lingotto è di 410 minuti, destinati a diventare 420 per effetto dei recenti accordi sulle pause. Una differenza di 28 minuti al giorno. Nonostante ciò il salario di un operaio tedesco si aggira attorno ai 2.600 euro netti mensili, comprensivi di tutte le maggiorazioni per i turni. Mentre quello del lavoratore italiano, che svolge analoghe mansioni arriva a 1.200/1.300 euro, che potranno aumentare anch’essi leggermente con le maggiorazioni dovute alle nuove turnistiche, ma sicuramente non raddoppiare.
&lt;p&gt;
Alla Volkswagen la giornata di lavoro è più breve e la busta paga è più pesante.&lt;br /&gt;
 Secondo la logica del Lingotto, ciò dovrebbe avvantaggiare la casa torinese rispetto alla concorrenza. Invece avviene l’opposto. Alla Fiat gli stabilimenti lavorano da anni a ritmo ridotto e il ricorso alla cassa integrazione è massiccio e continuo. Alla Volkswagen non si riesce a tenere il passo delle richieste del mercato a causa di un insufficiente approvvigionamento di componenti.&lt;br /&gt;

Perché avviene questo? Credo che siano tre le ragioni di fondo. Due le abbiamo già anticipate. 
&lt;p&gt;La Fiat perde quote di mercato perché non ha un numero sufficiente di modelli all’altezza delle esigenze della potenziale clientela. Oggi un kg di vettura Fiat, quanto a valore aggiunto, vale un terzo di un kg di Volkswagen. Se vuole invertire rotta, la casa torinese deve tornare indietro, ai primi tempi dell’era Marchionne, quelli della sfida basata sul prodotto e sfornare modelli medio-grandi con un più alto valore aggiunto. Il Suv previsto a Mirafiori va in questa direzione? Va però ricordato che i volumi di produzione previsti per questo modello sono alquanto risicati.
&lt;p&gt;
La seconda ragione riguarda il contesto in cui le case automobilistiche operano. Anche di questa abbiamo parlato. La concorrenza a livello mondiale è spietata. Ma le condizioni non sono uguali per tutti i giocatori. Negli Usa, per rimettere in sesto Ford, Chrysler e General Motors, Obama ha speso sessanta miliardi di dollari. In Germania Angela Merkel ha investito tre miliardi di euro per la Opel. In Francia Sarkozy ne ha messi sette a sostegno di Psa e Renault.
&lt;p&gt;
Da noi, zero. Il governo Berlusconi, esauriti gli incentivi, ha ritenuto di non dover fare più nulla, secondo la collaudata logica del lasciar fare. Niente politiche industriali, nessun sostegno all’innovazione. Il risultato è che le nostre aziende – in questo caso la Fiat – restano penalizzate a vantaggio dei concorrenti.
&lt;p&gt;
C’è poi un terzo motivo, che non sempre viene analizzato con la necessaria attenzione, che pesa in negativo sulla nostra industria. Alla Volkswagen il livello di coinvolgimento dei lavoratori sulle scelte dell’azienda attraverso i comitati di sorveglianza è elevatissimo. Da noi questo coinvolgimento non esiste e solo a ipotizzarlo si grida all’attentato alla libertà di impresa. A Wolfsburg è istituzionalizzato da decenni. E funziona. &lt;br /&gt;
Alla Fiat l’azienda pretende di imporre semplicemente le sue decisioni, quando invece sarebbe necessario il consenso. Con quel che ne consegue sul piano del conflitto.
&lt;p&gt;
Serve voltar pagina. Se il governo continua a rimanere assente, se si continua a perseguire come un obiettivo la divisione del sindacato e se, alla ricerca della competitività perduta, si interviene esclusivamente sulla compressione del costo del lavoro, per la Fiat il destino è segnato. Diventare una succursale della Chrysler potrebbe essere davvero l’unica, scoraggiante prospettiva. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=XAZD2&quot;&gt;Europa - Cesare Damiano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Italia fanalino di coda nello Studio di Bruxelles, ma il futuro si costruisce sull’innovazione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/02/patrizia-toia/italia-fanalino-di-coda-nello-studio-di-bruxelles-ma-il-futuro-si-costruisce-sull%E2%80%99innovazione/557610"></link>
  <updated>2011-02-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557610</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“L’Italia deve investire di più sull’innovazione perché è a partire da lì che si costruisce il futuro e la ricchezza di un Paese” – afferma &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, europarlamentare del Pd e vicepresidente della Commissione Europea Industria, Ricerca e Energia. 
&lt;p&gt;“Lo Studio presentato a Bruxelles sul grado dell’innovazione dei vari Paesi ha mostrato tutti i limiti della situazione italiana: troppo modesti gli investimenti dei privati nella ricerca e sviluppo, troppo piccole e frammentate le realtà imprenditoriali del nostro Paese e con scarsa capacità di fare rete tra loro, e soprattutto, carenze enormi nella politica del governo per incentivare il settore.

&lt;p&gt;
&lt;p&gt;“L’innovazione è essenziale per un’economia moderna di successo – prosegue &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt; - e l’Europa stessa, anche attraverso il lancio della Strategia Unione per l’Innovazione sta promuovendo questo obiettivo e ha invitato gli Stati membri ad aumentare gli investimenti nel settore della ricerca e sviluppo, delle nuove tecnologie e dell’innovazione”. “I tagli del governo italiano, tuttavia, - sottolinea &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt; - soprattutto nel settore dell’istruzione e della ricerca, sembrano portare il nostro Paese verso una direzione contraria.” 
&lt;p&gt;Tagliare i fondi all’istruzione e alla ricerca significa ridurre la competitività del nostro Paese, significa fuga dei cervelli e dispersione di risorse importanti per il nostro futuro.
&lt;p&gt;
Altro dato allarmante che emerge dall’analisi presentata a Bruxelles è l’eterogeneità a livello regionale di questi dati. Segno di un’Italia che, oggi, è sempre più divisa e frammentata al suo interno, mentre invece occorre una politica che, soprattutto in un tempo di crisi, ristabilisca la coesione.
&lt;p&gt;

&lt;p&gt;“Il governo italiano – conclude &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt; - esca dall’immobilismo, segua il monito dell’Europa e di Napolitano e rimetta in moto il futuro promuovendo una politica che incentivi la ricerca e l’innovazione.”
&lt;p&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info&quot;&gt;PatriziaToia.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: Ci attendono prove molto impegnative. Occorre tenere aperto il confronto sul futuro dell'Italia»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/05/giorgio-napolitano/ci-attendono-prove-molto-impegnative-occorre-tenere-aperto-il-confronto-sul-futuro-dellitalia%C2%BB/549570"></link>
  <updated>2011-01-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>549570</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Ci attendono prove molto impegnative. Occorre uno scatto, una mobilitazione. E occorre soprattutto tenere aperta la linea di &lt;b&gt;comunicazione con le generazioni piu' giovani&lt;/b&gt;, i cui problemi sono esattamente quelli del futuro dell'Italia&quot;. Così il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto ad alcune domande dei giornalisti a margine di una visita al Pio Monte della Misericordia a Napoli.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sulla situazione dei rifiuti&lt;/b&gt; nel capoluogo campano, il Presidente Napolitano ha richiamato gli incontri e i contatti di questi giorni con i rappresentanti delle autorità locali: &quot;Ho trovato molto impegnati il Sindaco e il Presidente della Regione rispetto le competenze di ogni istituzioni al di là di ogni schermaglia, pare che ci sia un clima in questo momento molto costruttivo che lascia ben sperare. Ne ho ricavato il senso di un impegno realmente comune sentendo per telefono anche il Presidente della Provincia, Cesaro. Le tre istituzioni sono su posizioni comuni, sulla stessa linea per quanto riguarda la gestione completa dell'emergenza rifiuti e poi la messa a regime del sistema di smaltimento dei rifiuti&quot;.

&lt;p&gt;
Il Presidente Napolitano ha risposto anche a una domanda sul difficile &lt;b&gt;confronto tra Fiat e parti sociali:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &quot;Credo che nessuno possa negare che esiste un problema di bassa produttività nel lavoro. Però non è una questione legata esclusivamente al rendimento lavorativo delle maestranze. La produttività dipende in larga misura anche dalla innovazione tecnologica, dalle scelte di organizzazione del lavoro e quindi ci deve essere un confronto e si deve assumere questo obiettivo. Tutte le parti in causa debbono riconoscere l'essenzialità di questo impegno ad aumentare la produttività del lavoro ai fini della competitività internazionale della nostra economia. Poi, il modo di affrontare questo problema, soprattutto il punto delle modifiche che ne possono derivare nelle relazioni industriali sono oggetto di contenzioso. Mi auguro che si trovi di nuovo un modulo più costruttivo di discussione&quot;.

&lt;p&gt;
Rispondendo a una giornalista, che gli ha chiesto se i tempi della concertazione siano ormai finiti, il Presidente ha detto: ''Ho appena letto un intervento del ministro del Lavoro il quale dice che nell'accordo del '93 erano sanciti diritti che bisogna fare salvi. Mi pare che questo sia un aspetto importante. Per quanto siano cambiate le cose e si possa vedere quanto dell'accordo del '93 rimanga valido, vi sono dei punti importanti che riguardano senza dubbio il &lt;b&gt;diritto di rappresentanza&lt;/b&gt;&lt;b&gt;:&lt;/b&gt; è tutta una materia che ormai va affrontata''.

&lt;p&gt;
Il Capo dello Stato è intervenuto nuovamente sugli attacchi alla comunità cristiana sollecitando una riflessione in sede europea: &quot;Credo che sia giusto chiedere che in sede europea il tema della &lt;b&gt;libertà religiosa&lt;/b&gt; diventi oggetto di discussione e iniziativa&quot;. &lt;br /&gt;
Il Capo dello Stato ha osservato che &quot;quello che è accaduto in Egitto è anche parte di una situazione interna del Paese, di grande tensione e preoccupazione&quot;. E ha ricordato che lo scorso 20 dicembre, incontrando al Quirinale il corpo diplomatico, aveva posto &quot;con molta forza la questione della libertà religiosa&quot; perché &quot;parlando in generale del tema dei diritti umani, non si può ignorare questo aspetto specifico così significativo e rilevante&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=13115&quot;&gt;Il Quirinale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi LUSI: No al WiFi libero</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/22/luigi-lusi/no-al-wifi-libero/549015"></link>
  <updated>2010-12-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>549015</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
”Nel testo del decreto ‘milleproroghe’, oggi all’attenzione del Cdm, sembra che il Governo abbia inserito disposizioni che abrogano alcune importanti norme utili a rintracciare e perseguire le attivita’ criminose attraverso internet. 
&lt;p&gt;Sono norme importantissime per il contrasto non solo e non tanto alla microcriminalita’, ma soprattutto a quella organizzata e internazionale che, sempre piu’, comunica, promuove e organizza la propria attivita’ utilizzando internet e i piu’ moderni canali di comunicazione”.
&lt;p&gt;
Lo afferma il senatore del Pd Luigi Lusi, vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato.&lt;br /&gt;

”L’augurio -conclude Lusi- e’ che il governo e la sua maggioranza rinsaviscano, ristabilendo i controlli necessari a contrastare il pericolo e il diffondersi di attivita’ criminose che mettono a repentaglio la sicurezza di tutti i cittadini e restituendo alle Forze dell’ordine e alla Magistratura gli strumenti per perseguire i responsabili dei reati commessi via internet. Se la notizia dell’abrogazione di queste importanti norme fosse confermata, presenteremo i necessari e opportuni emendamenti che, sono certo, anche i colleghi della maggioranza vorranno sostenere”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2010/12/23/oh-ecco-uno-che-ha-capito-tutto/&quot;&gt;gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «Finanziare imprese verdi per uscire dalla crisi»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/01/nichi-vendola/%C2%ABfinanziare-imprese-verdi-per-uscire-dalla-crisi%C2%BB/547594"></link>
  <updated>2010-11-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547594</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Le imprese “verdi” sono il futuro dell’economia, e l’ingrandimento strutturale farà il resto per far uscire l’Italia dalla crisi. 
&lt;p&gt;E’ questo il succo del Vendola-pensiero intervistato dal Sole 24 Ore. Il leader di Sinistra Ecologia e Libertà, nonché aspirante candidato del centrosinistra alle prossime elezioni politiche, parla dall’alto della sua esperienza di Presidente della Regione Puglia, la quale sotto il suo mandato è diventata una delle Regioni più verdi del Paese.

&lt;p&gt;
Il trucco sta nel far ingrandire le aziende già presenti sul territorio e farle puntare sull’innovazione tecnologica, in primo luogo quella che riguarda le novità ecologiche. L’errore che secondo lui lo Stato sta facendo è lasciare sole le migliaia di piccole e medie imprese che non riescono ad affrontare la sfida della globalizzazione. Ma per uscire da questo stallo basterebbe puntare sull’efficienza energetica, sulle rinnovabili e sulle altre opportunità che la scienza ci mette oggi a disposizione.

&lt;p&gt;
    Lo Stato non deve diventare imprenditore ma essere il punto di vista dell’interesse globale e su questo indirizzare i finanziamenti alle attività produttive. Non possiamo avere il 90% di microaziende che come i lillipuziani faticano a competere con il Gulliver della globalizzazione. &lt;br /&gt;
[Propongo] finanziamenti che incentivino la crescita dimensionale, la crescita qualitativa e l’ambientalizzazione degli apparati produttivi, la formazione permanente. Questi sono fattori competitivi, nella mia visione: mettere insieme sapere e lavoro, cercare un compromesso avanzato tra economia ed ecologia. 

&lt;p&gt;
Una visione verde da condividere, anche se a livello teorico tutto sembra più facile di come non lo sia. Un’idea di come dovrebbe agire lo Stato Vendola la dà, indicando ciò che lui, con i poteri conferitigli, ha potuto fare in Puglia:

&lt;p&gt;
    una legge sui finanziamenti per i distretti di filiera che hanno consentito ai diversi attori di cicli produttivi omogenei di mettersi in rete accompagnando processi di internazionalizzazione, avendo creato distretti tecnologici messi al servizio degli apparati produttivi.

&lt;p&gt;
Il leader di Sinistra Ecologia e Libertà torna anche sul problema dei rifiuti, scattando una fotografia piuttosto nitida della situazione:

&lt;p&gt;
    Viviamo in un Paese davvero bizzarro. Dopo il “miracolo” napoletano dell’attuale Governo, da ogni pertugio delle strade campane continua a fuoriuscire monnezza. E non mi riferisco solo alla spazzatura che invade da giorni vicoli e vie cittadine ma a quella politica, capace di insozzare dignità e diritti dei cittadini, anziché rappresentarli e tutelarli.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ecologiae.com/vendola-finanziare-imprese-verdi-crisi/26006/print/&quot;&gt;ecologiae.com - Marco Mancini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio CANCIAN: Recovery plan: fondi residui per l'energia europea</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/26/antonio-cancian/recovery-plan-fondi-residui-per-lenergia-europea/547585"></link>
  <updated>2010-10-26T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>547585</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo del Partito popolare europeo (Democratici-cristiani) e dei Democratici europei) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Secondo la relazione della commissione Itre, i fondi del progetto Recovery plan europeo sull'energia sono da destinarsi a progetti innovativi circa l'efficienza energetica e le fonti rinnovabili. Dotazione iniziale 150 milioni.
&lt;p&gt;Nuovi fondi a sostegno del settore energetico è questo l'obiettivo della commissione Industria, ricerca ed energia (Itre) che oggi ha approvato il rapporto sull'utilizzo dei fondi residui del Recovery plan europeo sull'energia.

&lt;p&gt;
Con questi fondi si intende finanziare progetti nel settore dell'efficienza energetica e delle energie rinnovabili tramite diversi strumenti finanziari per favorire la ripresa economica.

&lt;p&gt;
Il relatore ombra, l'onorevole Antonio Cancian, sottolinea la vera novità del testo il quale prevede che i singoli progetti, dopo aver raggiunto il livello di break even, siano in grado di garantire una redditività restituendo in tal modo le somme investite dal fondo.

&lt;p&gt;
Grazie all'accordo raggiunto in prima lettura, il fondo potrà essere operativo da gennaio 2011 con una dotazione iniziale di 150 milioni di euro, base che verrà incrementata nel tempo con altre risorse provenienti dalla Banca europea per gli investimenti, da altre banche pubbliche europee e anche da soggetti privati, fino ad arrivare ad un importo auspicabile di un miliardo di euro.

&lt;p&gt;
Al momento tale fondo è destinato al settore energetico tuttavia si spera che in futuro esso possa rappresentare l'avvio di un principio nuovo che potrà essere replicato anche in altri settori.

&lt;p&gt;
I destinatari del fondo sono amministrazioni locali quali regione, provincie e comuni ma anche enti privati per conto di enti pubblici.

&lt;p&gt;
I progetti dovranno interessare edifici pubblici e privati, la produzione combinata di calore ed elettricità, fonti energetiche rinnovabili decentralizzare e integrate nel contesto locale, trasporti urbani e infrastrutture locali.

&lt;p&gt;
Il testo prevede, inoltre, una clausola di revisione attraverso la quale si dimostrerà l'efficacia del rifinanziamento futuro.

&lt;p&gt;
La relazione passerà nelle mani del Parlamento europeo nella prima plenaria di novembre. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.europarlamento24.eu/recovery-plan-fondi-residui-per-l-energia-europea/0,1254,75_ART_957,00.html&quot;&gt;europarlamento24.eu&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «Questo governo uccide il futuro, toglie opportunità ai giovani e li rende meno liberi»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/20/pier-luigi-bersani/%C2%ABquesto-governo-uccide-il-futuro-toglie-opportunit%C3%A0-ai-giovani-e-li-rende-meno-liberi%C2%BB/547208"></link>
  <updated>2010-10-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547208</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ecco il decalogo sulla scuola mentre il governo abbassa l'obbligo
&lt;p&gt;Proprio nel giorno in cui il governo &quot;con un colpo di mano&quot; abbassa a 15 anni l'obbligo scolastico, il Pd attacca la Gelmini e lancia la proposta per &quot;la scuola del futuro&quot;.
&lt;p&gt; &quot;La nostra è una proposta concreta - spiega Pierluigi Bersani - da fare già domani, possibile e lungimirante perché sappiamo che solo una scuola di qualità può garantire crescita al nostro Paese&quot;. Questo, continua il segretario del Pd, &quot;è un governo che non solo smantella il presente, ma uccide il futuro, toglie opportunità ai giovani e li rende meno liberi&quot;.
&lt;p&gt;

L'approvazione definitiva da parte del Senato del collegato sul Lavoro viene bollato dal Pd come &quot;pagina nera&quot;, in contrasto con uno dei principali obiettivi del decalogo stilato dal Partito democratico nei giorni scorsi a Varese, che è quello di combattere la dispersione scolastica, una lotta da portare avanti con investimenti sull'autonomia scolastica, sulla ricerca e l'innovazione didattica.
&lt;p&gt; Insieme ad altri obiettivi che mirano a garantire a tutti i bambini da zero a sei anni un posto all'asilo nido, prima, e alla materna, dopo. 
&lt;p&gt;Generalizzare il tempo pieno e il modulo a 30 ore nella scuola elementare, assicurare la continuità didattica alla media e al superiore. Predisporre organici stabili nelle scuole e un piano per assumere i precari. Stilare un piano straordinario per rendere sicure tutti gli edifici scolastici del paese e scuole aperte tutto il giorno.

&lt;p&gt;
&quot;Guardiamo al futuro: dieci proposte per la scuola di domani&quot; è il titolo abbastanza eloquente del documento scaturito dall'assemblea nazionale a Varese, che getta le basi per una scuola diversa da quella declinata in due anni e mezzo dal governo Berlusconi. 
&lt;p&gt;Il decalogo rappresenta la posizione ufficiale del Partito democratico su uno degli temi più complessi e controversi di questa legislatura. &quot;La scuola, per garantire uguaglianza e libertà, come ci chiede la nostra Costituzione. La scuola, unico vero ascensore sociale, per ridare slancio a una società bloccata&quot;, spiegano dal Pd.

&lt;p&gt;
Il primo passo è quello di garantire a tutti i bambini italiani un posto all'asilo nido. Oggi, secondo le ultime stime dell'Istat, i piccoli di età inferiore ai due anni che trovano posto nei nidi comunali sono ancora pochissimi: appena 10 su cento. Per tutti gli altri, le famiglie devono arrangiarsi: o mobilitano i nonni oppure sono costrette a pagare un costoso asilo privato. Anche la scuola materna (ora dell'infanzia) per il 40 per cento metà è appaltata ai privati. E i genitori che non possono permettersi di pagare una retta devono mettersi in lista d'attesa. Il Pd avanza la proposta di &quot;trasformare l'asilo nido da servizio a domanda individuale a diritto educativo di ogni bambino e bambina&quot; e di &quot;assicurare a tutti i bambini del Paese un posto nella scuola dell'Infanzia&quot;.

&lt;p&gt;
Per la scuola primaria l'idea è quella di estendere il tempo pieno a livello nazionale, oggi è aperto a poco più di un quarto dei bambini, e di assicurare almeno 30 ore di lezione a tutti. Niente, quindi, maestro unico con orari di 24, 27 e 30 ore, come previsto dalla riforma Gelmini. Ma anche &quot;dare certezza di funzionamento alle scuole autonome&quot; con l'organico funzionale. 
&lt;p&gt;&quot;Ogni scuola deve poter contare su risorse economiche e umane certe per un triennio di programmazione&quot;. Si tratterebbe, in buona sostanza, di assegnare a ogni scuola un organico (funzionale) &quot;che includa personale stabile per le supplenze brevi e professionalità specializzate a supporto dei ragazzi con bisogni speciali (autismo, dislessia, discalculia, etc.) dando continuità all'insegnamento.

&lt;p&gt;
Tra i tanti vantaggi, a parità di spesa, si supererebbe il precariato scolastico. Ma non solo: le scuole potrebbero contare su risorse certe e, in piena autonomia, potrebbero organizzare &quot;la didattica per raggiungere l'obiettivo del successo scolastico dei ragazzi e delle ragazze&quot;. 
&lt;p&gt;Il Pd propone anche di dare attuazione alla modifica del titolo V della Costituzione anche per quanto riguarda la scuola, attraverso un federalismo che preveda il livelli essenziali delle competenze, anziché i livelli essenziali delle prestazioni.

&lt;p&gt;
Per i 220 mila precari in crisi per effetto dei tagli agli organici &quot;serve una terapia d'urgenza, immettendo in ruolo su tutti i posti vacanti&quot;. E chi è già di ruolo deve &quot;restare in servizio per non meno di 3 anni nella stessa scuola per garantire la continuità didattica&quot;. 
&lt;p&gt;Niente chiamata diretta da parte dei presidi e introduzione della &quot;formazione in servizio obbligatoria e certificata&quot; per aumentare la qualità dell'insegnamento. 
&lt;p&gt;La lotta alla dispersione scolastica passa attraverso il raccordo &quot;tra medie e biennio delle superiori&quot;.&lt;br /&gt;
 Un biennio che deve essere &quot;unitario per aiutare i ragazzi a fare scelte più consapevoli&quot; e con obbligo di istruzione fino a 16 anni (contrariamente a quanto approvato oggi dal Senato). Occorre, inoltre, &quot;realizzare in tutta Italia le anagrafi regionali degli studenti, presenti oggi in 11 regioni su 20&quot;.
&lt;p&gt;

Per rilanciare ed equilibrare l'intero sistema di istruzione occorre anche &quot;investire sull'istruzione tecnica e professionale di qualità&quot; eliminando il &quot;divario territoriale esistente oggi&quot;. 
&lt;p&gt;E per assicurare ad alunni e insegnanti una permanenza sicura a scuola occorre lanciare un piano straordinario per l'edilizia scolastica, attraverso &quot;una razionalizzazione e un rinnovamento radicale delle strutture scolastiche destinando a questo scopo, nelle aree sotto utilizzate, i fondi Fas&quot;. 
&lt;p&gt;E siccome la scuola deve rappresentare un &quot;luogo fondante di comunità, dove oltre ai necessari insegnamenti curricolari ci si può fermare il pomeriggio per studiare, fare sport, suonare, recitare, imparare le lingue&quot;, occorre &quot;ristrutturare i luoghi e i tempi della scuola, oggi fissati rigidamente&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/scuola/2010/10/20/news/scuola_pd-8271119/?rss&quot;&gt;la Repubblica.it - Salvo Intravaia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: Sprint finale per il wi-fi libero in Italia</title>
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  <updated>2010-10-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547115</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Già nel prossimo Consiglio dei ministri potrebbe essere discussa l'abrogazione dell'articolo 7 della legge Pisanu, che a fini antiterrorismo dettava i limiti nell'accesso ai servizi wireless pubblici. Lo ha detto Renato Brunetta, ministro della Pubblica amministrazione, ieri a chiusura dell'&quot;Incontro con gli innovatori&quot; organizzato al Future center Telecom di Venezia. Per un vincolo che cade, altri si rivelano difficili da abbattere: e non è un problema di risorse.
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


«È inutile pensare agli 800 milioni che mancano per la banda larga in Italia – spiega il ministro – quando il suo livello attuale di utilizzo è inferiore al 50%». In un momento di finanza restrittiva – è la tesi – senza aumenti di spesa, entro pochi mesi, potrebbero avvantaggiarsi di un aumento di produttività e di efficienza la sanità, l'istruzione, la giustizia: «È un problema di cultura, non di rete: tutte le scuole italiane sono già collegate via internet, fra loro, con il ministero e con il mondo esterno, ma la quantità di contenuti che viene fatta circolare è praticamente nulla. Lo stesso in medicina: il fascicolo telematico con le informazioni di ogni paziente è già disponibile, ma non viene utilizzato, così come la Pec, la posta elettronica certificata per la quale la banda larga è più che sufficiente. Il solo utilizzo del protocollo Voip per la comunicazione nelle università – incalza Brunetta – consentirebbe di risparmiare fino a un terzo di spese telefoniche, recuperando l'investimento necessario in un anno e mezzo e liberando fondi».
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

Reazioni tossiche: così il ministro definisce le resistenze – inaspettate – che si sono attivate contro questo tipo di evoluzione [...]
&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


L'uso delle nuove tecnologie nel privato e nel pubblico, sotto forma di e-government, sono due facce della stessa medaglia: «Se funziona il processo di ammodernamento dello Stato – ricorda Brunetta – questo si traduce immediatamente in una domanda di servizi e prodotti da parte delle aziende». Entro la fine dell'anno il ministro ha annunciato la presentazione di un Atlante sullo stato dell'innovazione pubblica e privata: «Siamo abituati a ragionare sulla base di un'immagine arretrata, di statistiche obsolete: si vedrà che la situazione non è così negativa. Il documento, in inglese, verrà presentato in sede internazionale per attrarre nuove risorse, prima scoraggiate da un'immagine superata dell'Italia»&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-10-19/sprint-finale-wifi-libero-091606.shtml?uuid=AYqX5gbC&quot;&gt;Il Sole24Ore&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco Paonne: Presentato il nuovo sito dell'Assessorato allo Sport del Comune di Savigliano</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/02/marco-paonne/presentato-il-nuovo-sito-dellassessorato-allo-sport-del-comune-di-savigliano/557589"></link>
  <updated>2010-10-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557589</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Savigliano (CN) (Partito: Lista Civica - Cen-Sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“La realizzazione di questo sito internet, è solo l’inizio di quello che vuole essere un progetto a 360° sullo sport a Savigliano”, spiega l’assessore Marco Paonne. “Si parte da qui, da questo strumento, che vorrei definire un “work in progress” perchè in continua evoluzione. Il sito, infatti, si arricchirà di nuove funzionalità e contenuti e, per questo, invito quindi fin d’ora tutte le società sportive, dalle più grandi e storiche, alle più piccole e recenti, ad inviare i loro dati ed i loro eventi, che saranno inseriti nel portale. 
&lt;p&gt;Ringrazio in prima persona la Banca Crs che come sempre prontamente contribuisce in modi differenti per la città di Savigliano e spero che altre aziende, non solo legate al tema dello sport, ritengano questo strumento così valido ed innovativo da contribuire al suo mantenimento. 
&lt;p&gt;Il mio invito alle aziende è quello di visitare questo nuovo sito per conoscere le sue funzionalità ed eventualmente contattare l’assessorato o la Etinet per avere maggiori informazioni. In ultimo ricordo che prossimamente verrà allestita direttamente sul sito, l’asta on line con le maglie autografate dai campioni dello sport, quindi non perdete di vista www.saviglianochesport.it”&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.saviglianochesport.it/news/dettaglio.aspx?id=3&quot;&gt;www.saviglianochesport.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ENZO ZAMBITO: Siculiana, approvata proposta di registrazione audio-video delle sedute del consiglio comunale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/24/enzo-zambito/siculiana-approvata-proposta-di-registrazione-audio-video-delle-sedute-del-consiglio-comunale/590516"></link>
  <updated>2010-08-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590516</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Siculiana (AG) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Quest’importante strumento – dicono i due consiglieri –  darà la possibilità da un lato di potenziare e migliorare il sito istituzionale del Comune di Siculiana e dall’altro di coinvolgere e dare la possibilità, a chi ne è impossibilitato, di seguire le sedute del Consiglio Comunale”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://agrigentoweb.it/siculiana-approvata-proposta-di-registrazione-audio-video-delle-sedute-del-consiglio_56074/&quot;&gt;www.agrigentoweb.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luca Giorgio BARBARESCHI: «Nel Pdl forse sono di sinistra»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/12/luca-giorgio-barbareschi/%C2%ABnel-pdl-forse-sono-di-sinistra%C2%BB-intervista/504240"></link>
  <updated>2010-08-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>504240</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Il Pdl per ora non c'è. E' un partito che ha perso i valori dell'etica e della politica in generale.»

«Sui rapporti tra Fini e Berlusconi non c'è alcun dubbio: è il Cav che vuole rompere con i finiani»
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il caso Brancher e le dimissioni:

qualcuno ha parlato di una vittoria dei finiani, lei come la vede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Io piuttosto che vedere una vittoria dei finiani ci vedo un autogol della Lega e questo con tutto il mio spirito critico nei confronti del Pdl e anche nei confronti di Berlusconi. Credo che paradossalmente in questo caso Berlusconi non c'entri niente, dopodiché chi è finiano come me sa che quello dei finiani è un movimento d'opinione all'interno di un partito, il Pdl, che per ora non c'è. Un partito che ha perso i valori dell'etica e dell'estetica e della politica in generale. Amavo la politica prima di farne parte e poi quando sono entrato mi sono accorto del rischio che quotidianamente corriamo e cioè un continuo scollamento fra quello che è il palazzo e quello che accade fuori dal palazzo. Ma non solo. C'è uno scollamento fra il 
palazzo, il popolo e chi realmente gestisce il potere. La politica e questo Obama ce lo sta insegnando, dovrebbe riavere centralità, ma politica nel senso di una politica altissima dal punto di vista etico, estetico, morale, della responsabilità. La posizione dei finiani rispello a queste vicende io la vedo da padre di famiglia: ho quattro figlie ed ho insegnato loro che ci sono regole da seguire e che farlo è difficile ma visto in un percorso che tende al miglioramento di noi stessi è una bella sfida, come nella visione spinozia della realtà l'uomo al centro dell'universo e le sue responsabilità.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E del ddl intercettazioni cosa ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Se io forzo il diario di una delle mie figlie per capire se sta rubando qualcuno potrebbe obiettarmi che non avrei dovuto farlo, perché in tal modo ho violato la sua privacy. Nel caso in cui io per scoprissi che i miei sospetti erano reali, mi chiedo: la cosa grave sono io che apro il diario di mia figlia o lei che ruba? Per me il dolo è ancora il furto, non l'intercettazione dopodiché sono d'accordo che in questi anni l'uso delle intercettazioni in maniera strumentale abbia creato molti danni ma stiamo attenti a non spostare la responsabilità politica sul dolo perché altrimenti continueremo a vedere processi finiti per decorrenza di termini. Io, ad esempio sto pagando una causa a Previti per 23mila euro perché gli ho detto che è un ladro e la cosa più comica è che è reo confesso, condannato a nove anni agli arresti domiciliari.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Iei ha parlato spesso di un partito, il Pdl, che non è mai nato davvero. Perché questa idea?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Quando si dice a noi finiani vi manderemo via dal partito io mi chiedo, ma quale partito? C'è mai stato un partito? Io ho tentato per due anni di parlare con i capi-gruppo, e questi non avevano mai tempo, poi ho letto sui giornali ed ho capito: erano affaccendati in altro. Sono sempre stato molto critico nei confronti di un partito che non è tale, avrei votato una monarchia costituzionale o una oligarchia economica come il partito di Mediaset e Mondadori, dove tutti noi saremmo stati funzionali a rendere più ricco il nostro sovrano. Sinceramente io sono un ex socialista e credo in uno Stato socialista. Forse sono di sinistra. Sicuramente lo sono più di Berlusconi a cui sono serviti i socialisti ma per diventare ricco non per dare un nuovo incipit al Paese. A Berlusconi abbiamo dato fiducia una volta, gliel'abbiamo ridata una seconda volta con qualche dubbio, ma questa è stata l'ultima chance.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Tra Fini e Berlusconi si va verso un'intesa o verso una rottura definitiva?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La rottura la vuole Berlusconi, nessuno vuole andarsene dal Pdl, ma Berlusconi deve capire che ha fatto un partito e che non siamo a Publitalia, qualcuno glielo spieghi, glielo ricordi, perché la ybris in greco arroganza, fa perdere di vista le cose normali della vita. Berlusconi non si rende conto della volgarità che ha nei confronti delle donne e soprattutto pare non rendersi conto delle responsabilità che ha: editoriali, grazie alle sue tv; verso la Rai per le nomine che lui fa e che mettono Viale Mazzini in grande imbarazzo. Certo è stato eletto democraticamente ma ricordiamoci che non sempre il popolo ha una grande visione, la peggiore elezione democratica è stata quella di Hitler.&lt;br /&gt;
 La democrazia italiana è la più giovane al mondo per cui è rischiosissimo fare del populismo fra slogan, proclami sul predellino e ghe pensi mi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La manovra finanziaria ha ricevuto molte critiche dal mondo dello spettacolo, sono critiche che condivide?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il mondo dello spettacolo ha il mio completo appoggio e contemporaneamente ha anche la mia disistima nel senso che questo mondo lo conosco come le mie tasche e dovrebbe iniziare a ragionare con parametri di logica. Perché c'è da ammettere che negli ultimi venti anni sono stati fatti dei furti in tutte le associazioni, in tutte le fondazioni in cui i produttori prendevano i soldi dallo Stato e non facevano i film. Noi esportiamo solo cultura museale, non innovativa. Viviamo delle innovazioni fatte dai grandi mecenati del 600, ma non di arte contemporanea e di innovazione tecnologica. In Israele è come l'Emilia Romagna: ci sono otto milioni di abitanti e la più grande concentrazione di brevetti in campo di ricerca tecnologica. Perché non possiamo creare una realtà del genere anche in Italia? La finanziaria tiene conto della realtà del Paese. Quando perciò Tremonti dice che è stufo del sud ha ragione, sempre considerando che in realtà del genere, accanto ad una spiccata malvivenza ci sono delle eccellenze degne di nota.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ha seguito il presidente della Camera Fini in Israele, cosa ha capito da questo viaggio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Per prima cosa mi sono reso conto della concentrazione di aziende e di know how con il quale dovremmo interfacciarci creando una condivisione delle intelligenze. Aprirsi ad altre realtà, come quella di Israele per esempio, ci aiuterebbe anche a capire cos'è il problema dell'Islam.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In una puntata del programma in onda su La7, Barbareschi Sciock si è occupato dei detenuti e della situazione italiana delle carceri, cosa ha capito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Mi è venuto in mente Cesare Beccaria con il suo Dei delitti e delle Pene ma soprattutto ho capito quanto sia importante il percorso di rieducazione, più che il semplice stare in cella. Una pena detentiva, per quanto breve sia, produce effetti devastanti sulla persona, quindi diventa importante la rieducazione, in un percorso che miri comunque a far capire alla persona che ha sbagliato, senza però attivare l'annientamento della persona.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il suo nome è fra quelli che circolano per la direzione del Teatro Argentina a Roma, la lusinga la cosa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Da pazzi e sarei davvero molto contento perché Roma ha bisogno di un'accademia nazionale di un grandissimo progetto e questo perché ritengo, come ha detto anche il ministro degli Interni tedesco che i paesi che hanno grande sviluppo culturale hanno minore delinquenza.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=TCHZ5&quot;&gt;l'Opinione - Afra Franizzi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: «La ricerca può creare posti di lavoro stabili» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/03/giorgio-napolitano/%C2%ABla-ricerca-pu%C3%B2-creare-posti-di-lavoro-stabili%C2%BB/502624"></link>
  <updated>2010-07-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>502624</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Giorgio Napolitano torna a
sottolineare l'importanza della
ricerca. L'occasione è il messaggio inviato all'EuroScience
Open Forum 2010 di Torino:«L'Europa nel suo insieme - &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=8884&quot;&gt;&lt;b&gt;scrive il capo dello stato&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; - non può contare su risorse naturali o su una forza lavoro sottopagata, quindi un capitale umano qualiﬁcato e il traino della conoscenza devono costituire le nostre principali risorse ora e in futuro».
&lt;p&gt;

Nella sua lettera Napolitano ha citato la cancelliera tedesca Angela Merkel: «Argomentando in favore di maggiori investimenti pubblici nella ricerca e nell'istruzione superiore, anche in tempi di crisi economica - ha ricordato il presidente della Repubblica , ha recentemente affermato che &quot;istruzione e ricerca sono pilastri della futura sostenibilità della nostra società&quot;.
&lt;p&gt;
«Vorrei fare una necessaria aggiunta: della nostra società europea, e del modello sociale che la caratterizza». Si tratta, per Napolitano, di un «patrimonio» che
«deve essere sviluppato con investimenti provenienti da varie
fonti in un contesto di regole favorevoli». 
&lt;p&gt;Il capo dello stato ha quindi ricordato la frase di Jeffrey Sachs: «Per creare posti di lavoro stabili e di qualità» servono buone scuole, tecnologia
avanzata, infrastrutture adeguate, risultato di anni di costanti e continui investimenti, sia pubblici che privati. Lo stesso, dice Napolitano, «si può dire delle politiche che riguardano ricerca e innovazione: anche loro richiedono un impegno paziente, a lungo termine, a diversi livelli e da parte di attori molteplici».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassta.asi.it/utility/imgrs.asp?go=Articolo+Precedente&amp;numart=SMHI0&amp;tipcod=0&amp;numpag=1&amp;maxpag=1&amp;tipimm=1&amp;defimm=0&amp;titolo=&amp;tipnav=1&amp;video=0ipimm=1&amp;defimm=0&amp;titolo=&amp;tipnav=1&amp;video=00&amp;titolo=&amp;tipnav=1&amp;video=0&quot;&gt;Il Sole 24 ORE | Il Quirinale.it&lt;/a&gt;</summary>
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