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  <title>Openpolis - Argomento: green economy</title>
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  <updated>2012-05-10T00:00:00Z</updated>
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  <title>Patrizia TOIA: Rinnovabili: Toia lancia European solar day, Italia è leader</title>
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  <updated>2012-05-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'Italia è uno degli stati europei “a più grande potenziale nel campo delle rinnovabili, soprattutto per il solare. Le caratteristiche del nostro paese, con un gran numero di industrie energivore, fanno sì che ci sia bisogno di un approvvigionamento energetico sicuro, stabile ed accessibile. Tutto ciò può essere garantito dall'energia solare”. Così, &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, vicepresidente al Parlamento europeo del comitato per l'industria, la ricerca e l'energia (Itre), introducendo i lavori dell'&lt;i&gt;European solar day&lt;/i&gt; oggi a Bruxelles, ha sottolineato che in Italia esistono ancora spazi di ricerca per sviluppare nel solare una tecnologia tutta italiana. L'eurodeputata si è fatta portavoce della presidente del Comitato, Amalia Sartori, impossibilitata ad intervenire all'evento, da lei patrocinato e voluto all'Europarlamento.
&lt;p&gt;

Il confronto ha anche permesso di analizzare il rapporto tra i cittadini e il loro futuro energetico. L'&lt;i&gt;European solar day&lt;/i&gt; infatti, con eventi organizzati in tutto il mondo, “permette alle persone di sviluppare una connessione personale e diretta con il mondo dell'energia e di scoprirne i vantaggi”, ha sottolineato &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2012/05/10/Rinnovabili-Toia-lancia-European-solar-day-Italia-leader_6850943.html&quot;&gt;Ansa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Rinnovabili: modificare i decreti e dare stabilità al quadro normativo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/05/07/dario-franceschini/rinnovabili-modificare-i-decreti-e-dare-stabilit%C3%A0-al-quadro-normativo/627179"></link>
  <updated>2012-05-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;L'Italia si trova oggi al quarto posto nei G20 per investimenti in energia pulita, prima nella crescita degli investimenti degli ultimi 5 anni e sesta come energia pulita installata. Mentre gli altri Paesi hanno significativamente ridimensionato gli incentivi, il nostro Paese li ha protetti con risultati più che soddisfacenti. L'Italia deve continuare su questa strada dando stabilità al quadro normativo ed evitando di cambiare le regole ogni sei mesi, come successo negli ultimi anni.  Perchè solo stabilizzando il sistema possiamo dare certezza agli investitori e agli operatori del settore delle energie rinnovabili che hanno costituito e costituiscono una delle poche fonti di introito per i Comuni, oggi in grande difficoltà per aver subito tagli significativi e un patto di stabilità eccessivo. Per queste ragioni i decreti del cosidetto 'V Conto energia' vanno profondamente modificati garantendo in ogni caso gli investimenti in corso, con l'obiettivo di favorire lo sviluppo delle energie rinnovabili e dell'efficienza energetica. E' paradossale, infatti, che si rischi di affossare uno dei pochi settori trainanti dell'economia italiana. Perchè puntare su un sistema di energia distribuita aiuta alla liberalizzazione di un mercato, quello energetico, che è ancora pesantemente condizionato dai grandi produttori di energia elettrica&quot;.
&lt;p&gt;

Lo afferma in una nota il capogruppo del Pd alla Camera &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=7200&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Quattro sì al Referendum del 12-13 giugno</title>
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  <updated>2011-06-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>583713</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Il 12-13 giugno è importante andare tutti a votare al referendum. In gioco ci sono temi che riguardano la vita di tutti i cittadini per il presente e per il futuro”. Ad affermarlo è &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, deputata europea del Partito Democratico.


&lt;p&gt;“L’acqua deve restare un bene comune perché essa è la vita ed è indispensabile quotidianamente per tutti quanti e tutti vi devono avere libero accesso. È insensato mettere un bene così prezioso nelle mani di pochi privati, che dovrebbero seguire una stretta logica di profitto. – prosegue &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt; - Si vadano a vedere tutti quei luoghi in Italia in cui la gestione del servizio idrico è in mano ai privati;&lt;br /&gt;
 si vadano a vedere i costi elevatissimi che i cittadini di quei luoghi sono costretti a pagare (spesso l’acqua del rubinetto, in quelle zone, arriva a costare più dell’acqua minerale) per avere un servizio indispensabile che però non sempre viene garantito con la dovuta adeguatezza così si capirà che non è vera l’argomentazione di coloro che sostengono che privatizzazione significhi gestione più oculata e maggior economicità”.

&lt;p&gt;
In merito al quesito sul nucleare, &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt; dichiara: “Pensiamo anche alla questione energetica: il mondo intero va verso la green economy e sta facendo enormi investimenti nelle fonti di energia rinnovabile e alternativa. Soltanto in Italia, Paese che potenzialmente dovrebbe trarre enormi vantaggi dalla sviluppo delle bioenergie, il governo sceglie sconsideratamente un ritorno al nucleare: fonte energetica pericolosa perché lascia troppi nodi irrisolti, di difficile realizzazione, dai costi esorbitanti e a cui nessuno ha ancora ipotizzato soluzioni certe per la gestione delle scorie radioattive”. 
&lt;p&gt;
“Al di là di una posizione aprioristica, bisogna tener conto del fatto che, anche costruendo centrali nucleari oggi, occorrono comunque 10-20 anni per avere poi energia da esse. E da qui ad allora, sono sicuramente molti i progressi che può compiere la ricerca sulle energie alternative”, sostiene &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;.

&lt;p&gt;“La Germania, che non è certo un Paese che fa scelte estemporanee, ha appena annunciato la chiusura, entro due anni, di tutte le centrali nucleari, in quanto ritenute non sicure e noi, in Italia, nonostante il drammatico passato di Chernobyl (i cui bambini segnati da quella tragedia, tornano nel nostro Paese ancora oggi a passare periodi di vacanze e si portano ancora sulla pelle i segni di quel disastro) e nonostante i recenti avvenimenti giapponesi (uno dei Paesi dalla tecnologia più avanzata al mondo) con lo scoppio di Fukushima, continuiamo a insistere su quella strada errata”, sottolinea &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;. 

&lt;p&gt;
Sul capitolo giustizia, secondo &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, “è evidente che se vogliamo che valga il principio costituzionale secondo cui tutti i cittadini sono uguali di fronte alla legge, non è pensabile che qualcuno possa esserne superiore, non presentandosi ai processi che lo vedono imputato. Quella sul legittimo impedimento è chiaramente una legge ad personam realizzata per salvare il premier Berlusconi dai suoi guai giudiziari mentre, invece, sarebbe opportuno che facesse chiarezza, andando in tribunale a difendersi per dimostrare la sua innocenza e non scappando”. 

&lt;p&gt;
Quattro sì, dunque, per &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, come chiede anche il Partito Democratico, per abrogare il disegno di legge che privatizza la gestione dell’acqua, per impedire che i privati a cui è affidata la gestione dei servizi possano effettuare ulteriori rincari per trarre profitto dalla loro gestione, per impedire la costruzione di centrali nucleari in Italia e per abrogare la legge sul legittimo impedimento. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ermete REALACCI: Referendum: Votare Sì per un futuro migliore</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/09/ermete-realacci/referendum-votare-s%C3%AC-per-un-futuro-migliore/583690"></link>
  <updated>2011-06-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Andare a votare Sì al referendum contro il nucleare non è solo per scongiurare il rischio nucleare in Italia, ma per costruire un futuro migliore per il nostro paese. Con un’economia, come esortano anche le parole di oggi di Benedetto XVI, più a misura d’uomo, più avanzata, che punta sulle fonti pulite e rispetta l’ambiente. 
&lt;p&gt;E’ solo con un forte investimento sulla green economy che si può essere più competitivi ed uscire dalla crisi. E non è un caso che un grande paese come la Germania, in prima linea nelle fonti rinnovabili, nella ricerca e nell’innovazione, ha un’economia che cresce quattro volte più di quella italiana. Non è certo il ritorno al vecchio nucleare, antieconomico e insicuro la strada del domani&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20110609-referendum-realacci-pd-votare-si-per-un-futuro-migliore&quot;&gt;AgenParl&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ermete REALACCI: «Troppi costi e pericoli. Meglio le rinnovabili»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-06-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>583580</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Ermete Realacci, ex presidente di Legambiente, antinuclearista doc, deputato Pd. Perchè è necessario andare a votare per bloccare l'atomo? Il governo dice che sul nucleare è già stata messa una pietra sopra...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«E' necessario perché la legge approvata dal governo non blocca affatto il nucleare, ma lo sospende.
Del resto l'interpretazione autentica l'ha data il presidente Berlusconi che ha pubblicamente dichiarato che il blocco serviva a non far votare gli italiani adesso e a rinviare la decisione a fra un anno, quando, sedimentata Fukushima, si sarebbe potuto allegramente riproporre il nucleare. E quindi serve che gli italiani dicano una parola chiara per evitare che si continui a perdere tempo su una scelta che è vecchia, costosa e pericolosa»
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Perchè il nucleare e una scelta superata?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Perchè è una tecnologia vecchia. Il nucleare ha problemi irrisolti che vengono dal passato - gestione delle scorie e piccola ma non inesistente possibilità di incidente catastrofico - e una crescente insostenibilità economica. In occidente il nucleare non è stato fermato dai referendum, ma dai costi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quale mix energetico proponete invece?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Un saggio mix di risparmio energetico, gas, rinnovabili. Il fotovoltaico si sta avvicinando a grandi passi alla competitività con le fonti fossili: nel Sud Italia ci arriveremo entro un paio d’anni. E allora, vogliamo legarci le mani per 40 anni con il nucleare? Non esiste.&lt;br /&gt;

Facciamo invece come la Germania e diventiamo leader nella green economy»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non crede che molti elettori del Pd temano che il referendum  diventi una conta sul premier, e finiranno per restare a casa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E’ possibile ma la sensibilità sul tema del nucleare e dell’acqua è molto forte anche tra gli elettori del centrodestra, e non credo che rinunceranno al diritto di scelta. A loro dico: guardate al futuro vostro e dei vostri ﬁgli».&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=10ZNCD&quot;&gt;Giorno/Resto/Nazione - Alessandro Farruggia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Le nostre tre grandi sfide per risollevare il Paese</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/25/dario-franceschini/le-nostre-tre-grandi-sfide-per-risollevare-il-paese/572858"></link>
  <updated>2011-05-25T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;''Il Paese e' stremato'' e lo e' a causa di un governo che non e' stato in grado in tre anni di attuare quelle riforme liberali che aveva promesso. E' quanto ha affermato il presidente dei deputati democratici &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, intervenendo in Aula alla Camera per la dichiarazione di voto finale sul Dl Omnibus. Un Paese, ha sottolineato citando i recendi dati Istat, nel quale sono cresciuti disoccupati e precari al punto che ''un giovane su quattro non ha lavoro'' e non ne ha prospettiva.
&lt;p&gt;

Un Paese ''dove l'11,1% non ce la fa a pagare le bollette'' e l'11,5% ''non riesce a scaldare il proprio appartamento e nel quale il 35% non riesce ad andare in vacanza per una settimana''.
&lt;p&gt;

Di fronte a questo quadro drammatico, &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; ha riconfermato l'intenzione del Pd di affrontare tre ''grandi sfide'' in grado di risollevare il Paese.
&lt;p&gt;

''Noi -ha detto- partiremo, oggi dall'opposizionee domani dal governo, su tre grandi sfide che ci rendono profondamente diversi da questa destra: la prima e' la sfida di investire nella scuola, nell'universita', nella ricerca, nella cultura, nella formazione delle nuove generazioni: esattamente dove voiavete tagliato, tasgliando sul futuro dei nostri figli''.
&lt;p&gt;

La seconda sfida e' quella di ''un grande welfare universale. Una sfida come quella degli anni '70 quando si decise che nell'incontro con la malattia non deve contare il proprio ceto sociale: oggi come allora lo si deve applicare al mondo del lavoro. Quando si perde il lavoro, al di la' del titpo di contratto, lo Stato non ti deve abbandonare e riconoscere un'indennita' di disoccupazione''.

&lt;p&gt;
''La terza grande sfida -ha aggiunto &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;- e' quella per la green economy, il volano vero e possibile di crescita del nostro Paese. Quella che fu l'informatica per il mondo negli anni '80. La vocazione di un Paese che deve investire su se stesso e sul proprio ambiente. L'opposto di quello che avete fatto voi mortificando un settore in crescita come il fotovoltaico e facendo la scelta folle di rientrare nel nucleare''.
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://youtu.be/eW6CsxtlYr0&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'intervento alla Camera di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=5036&quot;&gt;&lt;b&gt;Testo della dichiarazione di voto di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://youtu.be/eW6CsxtlYr0&quot;&gt;DarioFranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuliano Pisapia: Le risposte per governare Milano: «Si può voltare pagina con ascolto e sviluppo»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-05-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>572724</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;Domande poste da Mario Bellini, Architetto, progettista della &quot;Grande Brera&quot; - Giulio Ballio, Rettore del Politecnico di Milano dal 2002 al 2010 - Annamaria Testa, Pubblicitaria, saggista e docente di marketing.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Grande Brera. &lt;br /&gt;
Un progetto finito o si può rilanciare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ogni grande città deve avere spazi pubblici destinati alla produzione culturale che generano anche ritorni economici e sviluppano la creatività, senza limitarsi alla politica degli eventi e dei tagli di nastri. Noi vogliano realizzare la Grande Brera, che richiede intesa tra governo locale e statale. Mi auguro che il governo – che con Rutelli ministro diede segnali favorevoli in questo senso, poi svaniti – potrà essere partecipe di un progetto di grande rilievo internazionale.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Case Aler.&lt;br /&gt;
 Il Comune pensa di intervenire sulle liste d’attesa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Sì, ritengo scandaloso che ci siano circa 5000 appartamenti Aler vuoti. Si devono sbloccare le tante richieste di cambio alloggio che spesso - inspiegabilmente - non vengono accettate. Penso, inoltre, che la gestione dei contratti, delle liste di attesa, dei programmi di manutenzione debba vedere maggiori competenze da parte dei consigli di zona, perché più vicini alle condizioni materiali dei quartieri.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Misure antismog.&lt;br /&gt;
 È per il centro chiuso o le targhe alterne? Nella cintura verde saranno più severi i vincoli al cemento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il 12 e il 13 giugno i milanesi dovranno esprimersi sui 5 referendum ambientali promossi da un comitato civico trasversale alle forze politiche. Sono state raccolte 25mila firme su ogni quesito. La nuova giunta dovrà rispettare l’esito di questi referendum di indirizzo. Questo significa che le misure per la diminuzione del traffico privato, per il miglioramento del trasporto pubblico e, di conseguenza, per il necessario cambio di passo per la riduzione dell’inquinamento saranno condivise con i cittadini milanesi. Sono a favore di una sempre più ampia pedonalizzazione del centro storico e della creazione di aree pedonali in ogni quartiere. Le targhe alterne hanno dimostrato di essere poco efficaci anche nei momenti di emergenza smog. Intorno alla città bisogna tutelare le grandi aree verdi esistenti come il Parco Sud, il Parco Nord, e l’area dei parchi di cintura che comprende il sistema del verde, del Forlanini e del Lambro, da una parte e dei parchi di Trenno, delle Cave e del Bosco in Città dall’altra. Quindi questi polmoni verdi devono essere tutelati e resi vivibili per i milanesi e per l’intera area metropolitana.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Expo.&lt;br /&gt;
Come renderlo qualcosa di sentito dai milanesi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Innanzitutto ricordandoci tutti che &quot;Nutrire il pianeta, energia per la vita&quot; non deve essere solo uno slogan, ma un impegno per Milano. Il motto di Wendell Berry, &quot;Mangiare è un atto agricolo&quot;, è il punto di riferimento per quanti hanno a cuore questi temi. Dobbiamo raccogliere intorno alla questione dell'alimentazione del pianeta saperi, energie, capacità scientifiche e tecnologiche, competenze industriali ed economiche. È l'occasione, da qui al 2015, per chiedere ai giovani di contribuire con idee, esperienze, progetti di cooperazione nazionale e internazionale a ricostruire il senso del legame con la terra e la catena alimentare. In primo luogo, questo vuol dire la conoscenza e la valorizzazione effettiva del patrimonio naturale, paesistico e produttivo della pianura milanese e lombarda, la sua storia agricola e ambientale, a partire dal Parco Agricolo Sud. E poi ho sempre fatto riferimento all'Expo diffusa, orientata cioè a valorizzare e far conoscere lo straordinario patrimonio storico e culturale della nostra città.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Case vuote.&lt;br /&gt;

Le tante abitazioni vuote possono essere gestite per i giovani?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

C’è da negoziare un “patto” tra sistema della proprietà edilizia e istituzioni pubbliche per un razionale piano di pieno utilizzo del patrimonio tale da realizzare un effettivo investimento sociale nel sistema casa. Vi sono esperienze nel mondo da studiare, anche forme di immobiliari pubbliche che qualcuno ha proposto. Per questo abbiamo immaginato la competenza sulla casa nel quadro di una complessiva politica sulle infrastrutture.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Università.&lt;br /&gt;

Cosa fare per rendere Milano città amica degli studenti Universitari?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ho dedicato molto spazio nel programma a questo tema. Ricorderò, tra le altre cose, una carta dello studente per l'accesso a tutti i servizi di tipo culturale, ricreativo e sportivo e per gli studenti stranieri, che dobbiamo attrarre con specifiche azioni, anche l'assistenza sanitaria. Dato che la questione cruciale è l'abitazione assicureremo l'ampliamento dell’offerta di posti letto sia in residenze pubbliche sia in strutture private convenzionate con garanzia di trasparenza nel mercato e prezzi calmierati. Una città che attrae i migliori cervelli è una città che si arricchisce nel tempo. Dobbiamo fare in modo che gli studenti amino e apprezzino Milano perchè si fermino qui anche dopo l'università.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Personale in Comune.&lt;br /&gt;

Come selezionare il personale di comando nei posti chiave del Comune?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Alla base ci deve essere la valutazione del rapporto tra competenza e adeguatezza, tanto più con le innovazioni che abbiamo proposto nella struttura della Giunta. Penso ad esempio al tema dell'internazionalizzazione e attrazione delle risorse, ma anche a questioni cruciali come trasparenza, finanza pubblica, coesione, qualità dei servizi. Abbiamo bisogno di assessori selezionati sulla base del merito e non con criteri legati alle appartenenze partitiche e di dirigenti competenti: percorsi ed esperienze professionali chiari e verificabili sapendo che una volta la dirigenza pubblica doveva garantire solo controllo e procedure, mentre oggi è necessario assicurare anche risultati e sviluppo del territorio. La giunta Moratti ha sistematicamente umiliato il patrimonio di competenze e professionalità esistenti.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Demanio comunale.&lt;br /&gt;

Con quali strumenti intende perseguire il mai raggiunto obiettivo di una gestione politica efficace e imparziale del grande demanio comunale? Quali strumenti per la gestione più efficiente del demanio pubblico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Innanzitutto un inventario qualitativo del patrimonio per rendere trasparente una situazione oggi opaca e per chiarire quali siano le risorse a disposizione per finanziare lo sviluppo. Non è una formuletta. Il tema è già nelle mie proposte di riorganizzazione come competenza chiara nell’area Bilancio e Finanza civica. Con il demanio pubblico non si devono alimentare privilegi o speculazioni, ma deve essere occasione per generare sviluppo. Dunque né beni morti né oggetto di rapina.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Welfare.&lt;br /&gt;

Attraverso quale politica tenterà di favorire l’insediamento in città di coppie giovani? E come giudica l’attuale politica del Comune verso gli anziani? Come giudica il welfare comunale? E quali aiuti nuovi saranno dati agli anziani? Tagli o no alla sussidiarietà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il ringiovanimento di Milano, città invecchiata, è argomento di fondo. Voglio occuparmi personalmente del tema delle nuove famiglie e di come dare maggiori prospettive ai giovani perchè questa è una mia priorità. Ci vogliono serie politiche sociali, infrastrutturali, educative, occupazionali. Con imprenditori e sindacati ci siamo interrogati per avvicinare i giovani alle imprese, al lavoro, al merito, alla libertà. Sì, anche libertà. Per i giovani una bandiera. Nella libertà da condizionamenti mafiosi, dall’inchinarsi a padrini e raccomandazioni per lavorare, il clima sociale e istituzionale di una città conta. L’allungamento dell’età media pone un problema degli anziani come risorsa. La tradizione riformista del Comune mette a disposizione strumenti e consenso sociale a questo fine e sarà fondamentale dotarsi di Centri di Quartiere per proporre “patti di collaborazione” tra giovani e anziani. Per quel che riguarda le persone non autosufficienti occorre potenziare i servizi di assistenza domiciliare.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La creatività e l’integrazione.&lt;br /&gt;
 
Via Padova è un modello? La scuola di Paravia è un ghetto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Milano è stata una grande città aperta. Ha omologato nell’etica del lavoro gente diversa che non è stata né tollerata né ghettizzata (come è successo altrove). Ciò ha creato sviluppo e – come si dice giustamente – creatività (un’area che sfiora il 15% del Pil locale). Contro chi vuole Milano chiusa e barricata, noi non vogliamo né buonismi né razzismi. Ma sviluppare un’integrazione rispettosa di quella identità che è tradizione e vanto di Milano. E’ quello che pensa anche l’imprenditoria. Per cui lo strumento essenziale è: progetti condivisi, non proclami. Secondo me via Padova può essere un interessante modello. La scuola di via Paravia invece è una situazione gestita male e se diventa un ghetto è per responsabilità di chi ha rinunciato a governare i processi reali.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Donne e Milano.&lt;br /&gt;

Oggi Milano non è molto amica della donne. Che cosa nel suo programma aiuterà le donne che lavorano? Le donne che hanno figli piccoli? Le molte anziane sole? Le ragazze che vogliono inserirsi nel mondo del lavoro? E le donne che vogliono fare impresa? Quali aiuti per le donne che lavorano e che fanno impresa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Le donne milanesi fanno una fatica doppia rispetto agli uomini. Farsi carico dei problemi familiari, lavorare e vivere in una città convulsa e complessa come Milano è molto complicato. Le donne non hanno bisogno dell'aiuto degli uomini per affermarsi, ma di politiche corrette, di asili nido che funzionino, di servizi organizzati dal Comune per l'assistenza nelle faccende domestiche e nella cura delle persone anziane. Una vera rivoluzione poi è quella degli orari per conciliare il lavoro con la vita quotidiana.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Comunicazione.&lt;br /&gt;

In una organizzazione complessa come una città, la comunicazione tra istituzioni e cittadini non è un fatto accessorio, propagandistico o decorativo. In che modo gruppi, associazioni, persone, potranno ottenere la sua attenzione? Più attenzione ai cittadini Ascolto e risposte dirette Con quali strumenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Parliamo per primi di “dibattito pubblico”, cioè spazi di co-decisione che richiedono informazioni adeguate e controlli di autorità indipendenti. Pensiamo che la rete sia un ambito di interazione su cui investire. Abbiamo visto troppa propaganda fatta a spese del contribuente per non avere voglia di cambiare radicalmente pagina. E poi si prevede di costruire una competenza definita per la comunicazione sia verso l’area della partecipazione, sia verso l’area della promozione della città.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Moschea e campi rom. &lt;br /&gt;
Come gestirà le ansie sul centro islamico? O come risolverà i campi rom abusivi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Hanno piluccato frammenti, parole, da usare come clava propagandistica per generare paure. Una di queste storie è la moschea, fantasma inventato a tavolino a scopi denigratori. Invece ho sostenuto che vada riconosciuto un principio, un diritto umano fondamentale: quello di poter esercitare in libertà e dignità la propria fede, nel solco di Giovanni XXIII, del cardinale Martini e del cardinale Tettamanzi e della nostra Costituzione repubblicana. Oggi esistono diversi luoghi di preghiera irregolari e i cittadini milanesi chiedono che il problema venga risolto, non che si faccia finta che non esista. I campi abusivi sono indegni e sono il risultato delle pessime politiche dell'amministrazione Moratti. Noi dobbiamo contrastare la criminalità, lo sfruttamento dei minori e il racket dell'accattonaggio, cercando invece di costruire relazioni positive con le famiglie e con i bambini attraverso la frequenza della scuola e il lavoro degli assistenti sociali.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Vigili di quartiere. &lt;br /&gt;
Quanti Ne potrebbero essere impiegati?
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Vogliamo che torni al centro il rapporto diretto, quotidiano, di confidenza con i cittadini, i negozianti, le attività economiche: i 500 vigili di quartiere promessi e mai entrati in servizio probabilmente sono una quantità sufficiente, ma noi li metteremo davvero. E vogliamo anche che le fondamentali funzioni di controllo delle attività commerciali, edilizie, e le delicate funzioni di polizia giudiziaria attribuite dalla magistratura vengano svolte con il pieno riconoscimento della competenza e delle alte capacità professionali di un Corpo e di tanti agenti impegnati e meritevoli che non possono essere ridotti a strumento di politiche tanto sgradevoli quanto poco efficaci come quelle volute dalla giunta Moratti.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Pulizia e buche nelle strade.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Con quali strumenti si interverrà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Tenendo pulito e coprendo le buche: è un problema che riguarda l'efficienza e l'efficacia degli interventi delle aziende alcune pubbliche e altre private, i cui contratti di servizio verranno attentamente riesaminati. Ci sarà la ricognizione costante sulla situazione: questa volta lo faranno le zone e i cittadini, che sanno bene di che cosa abbiano bisogno i loro quartieri.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;La strategia delle partecipate.&lt;br /&gt;
Come sarà il futuro di A2A Ci saranno dismissioni in Sea?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Gli interventi di responsabilità istituzionali richiedono la verifica seria di contesti diversi. Ho letto le forti critiche che da molti autorevoli commentatori sono state rivolte alla gestione Moratti delle partecipate. Potrei in queste poche righe segnalare ciò e basta. A2A deve diventare sempre di più una protagonista dello sviluppo della green economy nel nostro territorio contribuendo anche alla riduzione dell'inquinamento attraverso interventi di efficienza nella produzione e nella distribuzione dell'energia e del calore, Sea avrà un ruolo sempre più strategico perchè abbiamo contribuito ad approvare in Consiglio Comunale la sua quotazione con un particolare riguardo alla partecipazione azionaria dei dipendenti e dei milanesi.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;In questa pagina lo&lt;/b&gt; &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/speciali/2011/elezioni-amministrative/sondaggio/voisietequi.shtml&quot;&gt;&lt;b&gt;speciale Amministrative 2011 dell'Associazione Openpolis: Voi Siete Qui&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; &lt;b&gt;- Come orientarsi tra le città al voto.&lt;/b&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/speciali/2011/elezioni-amministrative-ballottaggi/notizie/risposte_pisapia_a4812916-8510-11e0-80e3-cc32f5990b02.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera - M.Bellini, G.Ballio, M.Vitale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ermete REALACCI: Rinnovabili: &quot;Bene l' approvazione della mozione. Il Governo non la stravolga&quot;.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/16/ermete-realacci/rinnovabili-bene-l-approvazione-della-mozione-il-governo-non-la-stravolga/559111"></link>
  <updated>2011-03-16T00:00:00Z</updated>
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  <id>559111</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''E' positivo che il Parlamento abbia approvato la mozione unitaria che impegna il Governo a rivedere drasticamente il decreto legislativo sulle rinnovabili che nella forma attuale e' una mannaia sull'intero settore e rischia di mandare in rovina migliaia di imprese e di addetti ai lavori''. 
&lt;p&gt;Lo afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del PD a proposito dell'approvazione dell'aula di Montecitorio della mozione sulle rinnovabili. 
&lt;p&gt;''Ci auguriamo - aggiunge - che questa volta le indicazioni che arrivano dal Parlamento non vengano stravolte dal Governo come e' accaduto con l'attuale decreto. Sarebbe il reiterasi di un fatto gravissimo e vigileremo, a partire dalla riunione che si terra' lunedi' prossimo, affinche' questo non accada''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://it.notizie.yahoo.com/19/20110316/tpl-rinnovabili-realacci-bene-approvazio-1204c2b.html?printer=1&quot;&gt;Asca | notizie.yahoo.com &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ENRICO ROSSI: «I lavoratori dell’Isi hanno fatto bene ad occupare lo stabilimento»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/14/enrico-rossi/%C2%ABi-lavoratori-dell%E2%80%99isi-hanno-fatto-bene-ad-occupare-lo-stabilimento%C2%BB/559022"></link>
  <updated>2011-03-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559022</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Toscana (Partito: PD) - Consigliere Regione Toscana (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Oltre 1.300 lavoratori a rischio del posto di lavoro.
&lt;p&gt;
«I lavoratori dell’Isi hanno fatto bene, dando l’esempio e occupando lo stabilimento. Andremo a Roma per chiedere al governo di cambiare il catastrofico decreto sulle rinnovabili. Ci vuole un’azione comune da parte di istituzioni, forze economiche e sociali che credono nello sviluppo e nella green economy».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/news/2011/03/la-rivolta-degli-operai-occupata-una-fabbrica&quot;&gt;Terra.it - Alessandro De Pascale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SIMONE GHERI: I dipendenti dell’Isi barricati nello stabilimento: «I lavoratori hanno ragione, l’immobile è la loro dote»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/14/simone-gheri/i-dipendenti-dell%E2%80%99isi-barricati-nello-stabilimento-%C2%ABi-lavoratori-hanno-ragione-l%E2%80%99immobile-%C3%A8-la-loro-dote%C2%BB/559021"></link>
  <updated>2011-03-14T00:00:00Z</updated>
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  <id>559021</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Scandicci (FI) (Partito: Cen-sin) - Consigliere  Consiglio Comunale Scandicci (FI) (Lista di elezione: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L’occupazione dello stabilimento di Scandicci (Fi) dell’Italia solare industrie (Isi) è il primo effetto tangibile del decreto Romani sulle rinnovabili. Da venerdì i 370 dipendenti sono infatti barricati all’interno della fabbrica.
&lt;p&gt; «I lavoratori hanno ragione, l’immobile è la loro dote», spiega Simone Gheri, primo cittadino della cittadina di 50mila abitanti dell’area collinare ad ovest di Firenze. «Ora va messa sotto pressione la politica - continua il sindaco - per attivare i parlamentari toscani della maggioranza affinché intervengano sul governo per reinserire gli incentivi sul solare, per far partire la nuova cordata. Noi ci siamo, non molleremo e come abbiamo fatto in occasione del presidio di Natale, ci attiveremo per sostenere i lavoratori».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/news/2011/03/la-rivolta-degli-operai-occupata-una-fabbrica&quot;&gt;Terra.it - Alessandro De Pascale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>STEFANO FRACASSO: Energie rinnovabili: &quot;E' stato fatto un passo indietro. Aspettiamo il piano energetico regionale”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/09/stefano-fracasso/energie-rinnovabili-e-stato-fatto-un-passo-indietro-aspettiamo-il-piano-energetico-regionale%E2%80%9D/558971"></link>
  <updated>2011-03-09T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558971</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Arzignano (VI) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Veneto (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Sulle rinnovabili bisognava accelerare e invece è stata messa la retromarcia. Male per l’Italia, ancora peggio per il Veneto che già era in ritardo”. Il consigliere regionale del Pd e vice presidente della Commissione regionale ambiente Stefano Fracasso commenta così il decreto governativo sulle energie rinnovabili sostenendo la necessità di una correzione da parte del Governo così come richiesto anche in una recente interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole PD Ermete Realacci e del senatore Pd Francesco Ferrante. “Così com’è, il decreto sulle rinnovabili è un passo indietro insostenibile. 
&lt;p&gt;Per l’Italia, perché ci allontana dagli obiettivi europei e rischia di colpire duramente le imprese in termini di lavoro e occupazione. E per il Veneto che già pagava un grave ritardo sulle energie rinnovabili. Se il Governo deve tornare sui suoi passi, la Regione deve invece fare passi avanti concreti. Stiamo aspettando il piano energetico regionale sulle rinnovabili come votato con la recente finanziaria.&lt;br /&gt;
 Dobbiamo assolutamente cambiare marcia con azioni concrete sui temi della green economy e investimenti sulle energie rinnovabili”.

&lt;p&gt;
Secondo i dati del Gestore dei servizi energetici nel 2009, rispetto all’obiettivo europeo di portare al 20% il contributo delle rinnovabili alla produzione energetica nazionale, il Veneto è al 12° posto, con il 13.4% dei consumi lordi, contro una media nazionale del 19%. La potenza rinnovabile installata in Veneto è di soli 1.301 Megawatt, contro i 5.538 della Lombardia. Nella classifica nazionale il Veneto è all’8° posto. Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, Puglia e Lazio superano il Veneto anche sullo specifico fronte dell’energia solare.

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=2030&quot;&gt;partitodemocraticoveneto.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Un governo sempre più leghista taglia le risorse alle energie verdi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/04/patrizia-toia/un-governo-sempre-pi%C3%B9-leghista-taglia-le-risorse-alle-energie-verdi/558826"></link>
  <updated>2011-03-04T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558826</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Il Governo italiano si pone fuori dall'Europa sul tema delle energie rinnovabili. Mentre l’Unione Europea invita gli Stati membri ad incentivare lo sviluppo delle fonti alternative, il governo italiano emana decreti per ridurre gli incentivi. 
&lt;p&gt;I settori del fotovoltaico e dell’eolico che, al momento, risultano quelli a più alto potenziale di espansione per l’Unione Europea e che offrono enormi possibilità occupazionali (quanto mai utili in tempi di crisi come quelli che stiamo attraversando), necessitano dei massimi sforzi per ottenere supporto. Eppure in Italia il ministro Romani propone tagli e blocchi agli incentivi”. Lo afferma &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, eurodeputata del Partito Democratico.


&lt;p&gt;“Il governo italiano che, evidentemente, ha deciso di puntare sul nucleare, nonostante l’iter di approvazione del decreto sembri essere diventato alquanto complicato e nonostante il parere contrario espresso dalla quasi totalità delle Regioni , cerca scuse inconsistenti per nascondere tale operato. Nucleare che, oltretutto, - prosegue Toia - gli italiani hanno già decretato con un referendum di non volere”. 


&lt;p&gt;“A tutto questo si aggiunge un altro inquietante aspetto, di pura propaganda politica ad opera della Lega Nord che, - sostiene &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt; - come si può ben leggere dall’intervista rilasciata dall’onorevole Torazzi, lascia perfettamente intendere che i tagli a fotovoltaico ed eolico andrebbero a colpire in prevalenza le regioni del Meridione (più adatte ad ospitare parchi di grandi dimensioni e dove vi è anche una maggior necessità, soprattutto per le giovani generazioni, di trovare sbocchi lavorativi). 
&lt;p&gt;È evidente che il governo, sempre più verde per il dominio su tutte le questioni da parte della Lega Nord, non è affatto verde quando si tratta di scegliere in quali fonti di energia investire. E stupisce che proprio la Lega, che ipocritamente, si erge a paladina del territorio e dell’ambiente, diventi improvvisamente contraria alle tecnologie e a forme energetiche che consentano di avere un minor impatto ambientale, al solo scopo di non dare soldi al Meridione, paventando la possibile ombra della mafia sul business energetico. 
&lt;p&gt;Ci sono dati e statistiche che dimostrano perfettamente che le infiltrazioni mafiose oggi sono molto presenti anche nel Nord Italia, proprio nelle Regioni tanto care alla Lega e a cui si continua ad elargire fondi per sopperire proprio alle colpe dei leghisti (come è accaduto con il decreto mille proroghe che ha tolto i fondi per le cure dei malati oncologici per pagare le multe delle quote latte)”.

&lt;p&gt;
La deputata europea del Pd, inoltre, sottolinea che: “Il mondo punta sulla green economy, come forma di sviluppo per un’energia pulita e duratura ed è in questo settore che nascono anche le maggiori opportunità di crescita e di occupazione, come dimostrano i progressi compiuti negli ultimi anni dai Paesi in via di sviluppo.
&lt;p&gt; L’Italia anziché rimettersi al passo con i tempi, resta indietro e guarda al passato, privilegiando forme energetiche non sicure e dalle possibilità di sviluppo molto lente. La green economy e l'efficienza energetica, insieme allo sviluppo delle rinnovabili sono la vera sfida per il futuro e per la crescita di questo Paese.
&lt;p&gt; L’arretratezza del pensiero di questo governo in tutti gli ambiti, sempre dominato dagli interessi di parte, non fa bene al Paese e non permette uno sviluppo adeguato in linea con il resta del mondo”.&lt;br /&gt;



&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info/home/images/stories/RassegnaStampa2011/comunicato_rinovabili_4marzo2011.pdf&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Sulla Green economy il governo è in collisione con l’Europa</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/01/dario-franceschini/sulla-green-economy-il-governo-%C3%A8-in-collisione-con-l%E2%80%99europa/558677"></link>
  <updated>2011-03-01T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>558677</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Ancora una volta il governo italiano si è posto fuori dall’Europa. Vi è molta apprensione da parte delle centinaia di imprese e delle migliaia di lavoratori riguardo al Decreto che il Consiglio dei Ministri si presta a varare sulle energie rinnovabili. Nonostante un parere unanime del Parlamento sul riordino degli incentivi tutto indirizzato a favorire la crescita delle rinnovabili, il ministro Romani continua a sostenere che queste fonti energetiche sono costate agli italiani 20 miliardi di euro tra il 2009 e il 2010. La grandissima parte di queste risorse, come è noto, non hanno nulla a che vedere con le fonti rinnovabili:   negli anni passati abbiamo speso tra i 40 e i 50 miliardi di euro per finanziare i combustibili fossili e la chiusura del vecchio nucleare. Se fossero stati ben spesi, ci avrebbero reso un paese leader nel campo delle rinnovabili. Ora che finalmente l’Italia sta costruendo un sistema seguendo gli obiettivi europei sulle energie verdi, il Governo si appresta a dare uno stop a questo giovane mercato che già ha dato e può dare migliaia di posti di lavoro coniugando ambiente e sviluppo. Il Partito Democratico sostiene la green economy e vede nell’efficienza energetica e nello sviluppo delle rinnovabili la vera sfida per il futuro della crescita di questo paese. Sarebbe paradossale che questo Governo non accetti la sfida del futuro e ancora una volta si collochi fuori dall’Europa giocando una partita tutta conservativa rivolta al vecchio nucleare.”, lo ha detto il capogruppo Pd, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deputatipd.it&quot;&gt;DeputatiPd&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ermete REALACCI: «Sull' eco incentivo del 55% il Governo parla con lingua biforcuta» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/11/ermete-realacci/%C2%ABsull-eco-incentivo-del-55-il-governo-parla-con-lingua-biforcuta%C2%BB/547898"></link>
  <updated>2010-11-11T00:00:00Z</updated>
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  <id>547898</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Sul credito di imposta del 55% per gli interventi di miglioramento energetico nell’edilizia il Governo parla con lingua biforcuta.  
&lt;p&gt;Non solo sono state approvate dal Parlamento due mozioni che impegnavano il Governo a stabilizzare la misura, e il Ministro dell’Ambiente in più di un occasione aveva assicurato il suo impegno in questa direzione, ma da ultimo nel Programma nazionale di Riforma presentato dal Ministro delle Politiche Europee Andrea Ronchi e approvato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 5 novembre, fra le misure strategiche per una crescita intelligente del paese e per raggiungere gli obiettivi nazionali di riduzione di Co2 si evidenzia “che la detrazione fiscale del 55% per la riqualificazione energetica degli edifici si è rivelata di particolare efficacia non solo in termini di risparmio energetico, ma di emersione del lavoro e di maggiori entrate tributarie, con conseguenti benefici per le casse dello Stato e per la collettività”.
&lt;p&gt; Ci troviamo di fronte ad una nuova vergognosa schizofrenia del “Governo del fare” che non solo penalizzerà i cittadini, ma che avrà ripercussioni pesanti sulle migliaia di piccole e medie imprese del settore dell’edilizia e nell’indotto”, lo rende noto Ermete Realacci, responsabile green economy del PD, commentando il taglio del 55% dalla legge di stabilità.

&lt;p&gt;
“Il Partito democratico”, conclude Realacci, “darà battaglia durissima per far rientrare questa decisione grave e miope. Si tratta della misura anticiclica di gran lunga più importante che è stata attivata in questi anni, uno dei successi più significativi della green economy nel nostro paese, affossarla sarebbe sbagliato e senza senso”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ecologistidemocratici.ilcannocchiale.it/?r=137742&quot;&gt;ecologistidemocratici.ilcannocchiale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Welfare e green economy al centro delle nostre proposte</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/01/dario-franceschini/welfare-e-green-economy-al-centro-delle-nostre-proposte/546606"></link>
  <updated>2010-10-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>546606</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;
Intervento alla scuola politica: &quot;Non ripetiamo gli errori del passato, uniti per parlare a tutti gli italiani&quot;
&lt;p&gt;
Per anni il terreno dello scontro politico e le sue regole in Parlamento sono stati condivisi da tutti. Ma con Berlusconi quel terreno è stato messo in discussione e paradossalmente “la nostra opposizione deve difendere le regole, sottraendo energie e tempo all’opposizione ai temi di governo. Siamo trascinati all’emergenza continua. Oggi Berlusconi propone una commissione d’inchiesta contro i magistrati che vogliono delegittimarlo. E’ la confusione totale, l’idea che vincendo le elezioni si è sopra tutto il resto. Siamo antiberlusconiani perché parliamo sempre di questo? E’ complicato non parlarne. Dobbiamo rassegnarci a lavorare su due piani tenendoli distinti: i contenuti e le alleanze, su entrambi come se la legislatura durasse fino al 2013, sapendo che quella è la ragione sociale del PD, e dicendo chiaramente che se ci trovassimo di fronte a un’emergenza elezioni anticipate con il porcellum e il premio di maggioranza senza soglia minima per farlo scattare”. 
&lt;p&gt;Parte dall’attualità il capogruppo democratico alla Camera, dario Franceschini, per poi ricordare che “siamo nati con un progetto ambiziosissimo di cambiamento della società italiana, un grande disegno di cambiamento progressista che superi logiche di appartenenza e blocchi sociali di riferimento, un grande partito nazionale ha dentro tutto il paese, non un blocco sociale, un partito riformista deve riscrivere le categorie individuali del Novecento, tutto con una missione ambiziosissima di cambiamento, quello è il nostro collante. Siamo un partito giovane e non emerge l’appartenenza ed è surreale ma così quando c’è un leader che non ci piace o un tema sgradito diciamo facciamo un’altra cosa. non va, non siamo insieme per l’orgoglio di una storia, abbiamo storie diverse tra noi no?
&lt;p&gt; Stiamo insieme per una storia nuova, anche scomponendo vecchi legami con forze sociali di riferimento, parlando a mondi che abbiamo colpevolmente lasciato alla destra, usiamo le straordinarie opportunità che offre fare un partito nuovo in un tempo nuovo, pieno di rischi e opportunità formidabili per la politica. la globalizzazione è questo , pensate a come è messo in discussione il concetto di sovranità nazionale. 
&lt;p&gt;La globalizzazione attraversa la politica e dobbiamo buttarci in fretta. Pensate alle famiglie politiche europee, se sappiamo di stare dalla stessa parte al di là dello strumento con cui coniugano con uno o più partiti quest’appartenenza nello stesso stato devono aver urgentemente luoghi di riflessione comuni, noi, in Europa e poi i democratici americani, i progressisti di Lula e dell’India”.
&lt;p&gt;
E l’altro grande tema su cui insiste a sorpresa è quello dell’allungamento della vita media: “La nostra risposta è pigra, si pensa che allunga solo al vecchiaia invece allunga tutte le fasi. Se si allunga la vita media la scuola non dovrebbe cominciare più tardi? 
&lt;p&gt;Pensate agli anni ’90, dicevamo che non ci sarebbero più state differenze. Una cretinata solenne, la globalizzazione richiede valori, regole, meccanismi di solidarietà, bisogna sfidare la destra sui valori, non inseguirla con semplici correttivi come è successo in Europa dove si continua a perdere. 
&lt;p&gt;Tranne che in Spagna e Grecia abbiamo perso ovunque perché abbiamo rinunciato a sfidare la destra su valori alternativi, non sul giorno dopo ma sulla società che vogliamo costruire. Obama ha vinto su questo. Ma se la gente vota a destra oggi sa cosa vota: lega, il nucleo culturale è lo stesso nel Pdl, individuazione delle paure reali, loro alimentazione e incasso dei consensi. Poi al governo la faccio sparire dalla comunicazione. 
&lt;p&gt;Dobbiamo ricostruire la missione collettiva e un identità nazionale spiegando a tutti che si può usare il cambiamento per migliorarci. Facciamolo rendendoci riconoscibili perché noi tendiamo a dire cose buone su tutto ma non abbiamo tratti distintivi, non facciamo capire qual è il messaggio”.

&lt;p&gt;Per il messaggio del PD Franceschini suggerisce tre temi:&lt;br /&gt;
 conoscenza, welfare, ambiente e green economy, e li rivendica come dati di fondo non solo contrastando i tagli di Tremonti a questi settori. Spiega che “dentro l’investimento su cervelli e saperi c’è l’unica chiave che possiamo giocare nel mondo e tanti destini individuali che si vedono passare davanti i meno bravi con le conoscenze giuste. &lt;br /&gt;
Qui abbiamo lasciato la parola merito alla destra, come se fosse un’alternativa all’eguaglianza, invece bisogna dare le stesse possibilità di partenza a tutti per mandare avanti chi è più bravo. La nostra storia è arrivata ai punti di eccellenza quando è arrivato l e bruciare il sistema formativo brucia la prima risorsa italiana nella battaglia globale.
&lt;p&gt;
La seconda non può continuare a farci presentare come un campo che ha il modello del mercato del lavoro con il posto fisso uguale e garantito nella stessa città tutta la vita. Perché all’estero le società sono dinamiche, fanno integrare chi ha un colore diverso, il futuro è riprofessionalizzarsi, cambiare lavoro e città, io farei un’Erasmus interno mandando 50.000 giovani del sud a studiare al nord e viceversa. Che il paese si conosci, si integri, mobilità sociale! Spostiamo le risorse per aiutare gli affitti.
&lt;p&gt;
Pensate al Servizio Sanitario Nazionale che sembrava una follia ed è una realtà bellissima, da noi quando incontri la malattia non contano ceto e reddito, in America provare a farlo sarebbe una rivoluzione. Dobbiamo rivoluzionare il lavoro dicendo: quando lo perdi lo Stato non ti abbandona.
&lt;p&gt; Basterebbe recuperare il 15% dell’evasione fiscale, con le buone o le cattive, per garantire che nessuno si trovi a zero euro con il dramma della povertà che gli piomba nella vita.
&lt;p&gt;
La terza grande battaglia è la green economy non solo per l’approvvigionamento energetico ma perché fa crescere la nostra economia. Anche qui eravamo davanti e poi ci siamo persi, investiamo non solo perché è giusto ma per il territorio e le potenzialità che abbiamo. A destra parlano di nucleare come soluzione di tutti i problemi mentre tutto il mondo cerca di superarlo”.
&lt;p&gt;
Per questo invita tutti a fare “una battaglie contro la destra sui contenuti, con comportamenti personali coerenti da chi quelle storie le pronuncia. Prima di parlare di alleanze chiediamoci in prospettiva: chi ci sta con noi su queste idee? Quando vedo tutti questi che si candidano alle primarie 2012 senza sapere con chi ci alleeremo resto stupefatto, che cosa stanno facendo? Usiamo tutto quel che abbiamo, difendiamo le regole con un partito unito, senza ripetere gli errori che ci hanno fatto tanto male dal ’96. 
&lt;p&gt;Si elegge un leader e poi si comincia a parlarne male, a indebolirlo. E’ sempre stato così, vorrei essere l’ultimo di quella fila. I nostri elettori non sopportano più quel difetto, quando ci siamo presentati alle primarie in una prova di formidabile maturità collettiva con più di 3 milioni di persone a votare ci siamo detti: dal giorno dopo comunque vada sosterremo lealmente chi vincerà.
&lt;p&gt; Un patto più forte delle storie personali e delle amicizie che vuol dire non rinunciare alle proprie idee ma difenderle accettando che diventino un contributo per arricchire la linea del PD e non per dividerlo. Su quel che riusciremo a fare è affidato il futuro del paese, noi democratici dobbiamo tornare alla guida del paese per cambiarlo. Dimostriamolo non solo con le scelte collettive ma con i comportamenti individuali perché il PD è il partito che abbiamo aspettato tutta la vita”.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocratico.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=108497&amp;t=/documenti/stampa.htm&quot;&gt;partitodemocratico.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco FERRANTE: Linee guida su rinnovabili vanno applicate ovunque </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/09/20/francesco-ferrante/linee-guida-su-rinnovabili-vanno-applicate-ovunque/507225"></link>
  <updated>2010-09-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>507225</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Da sette anni si aspettavano le Linee guida nazionali per gli investimenti nell'energia verde. Finora la crescita delle rinnovabili nel nostro Paese si e' dovuta scontrare contro la rete delle regole regionali, spesso confuse e contraddittorie da una zona all'altra. Ora finalmente le Linee guida sono legge&quot;. 
&lt;p&gt;Lo dichiara il senatore Francesco Ferrante, responsabile per le politiche relative ai cambiamenti climatici del Pd. &quot;Con la pubblicazione, avvenuta il 18 settembre, - prosegue - dal 3 ottobre prossimo saranno operative su tutto il territorio nazionale&quot;.&lt;br /&gt;

&quot;Entro il primo gennaio del 2012 - prosegue ancora Ferrante - tutte le regioni dovranno adeguare se vogliono le rispettive discipline ad un provvedimento che era atteso da tempo da tutti gli operatori per dare un quadro di certezze nell'ambito di una normativa regionale contraddittoria e spesso in contrasto con la Costituzione&quot;.
&lt;p&gt; &quot;Grazie alle Linee guida - continua - andra' riscritta la normativa emanata dalle Regioni, che in vari punti si discosta da quella nazionale, per quanto attiene a limiti troppo rigidi sui siti di localizzazione e al versamento di somme spesso esagerate per chi installa&quot;.
&lt;p&gt;
&quot;Le Linee guida -aggiunge Ferrante- sono dunque un passaggio decisivo per spingere la green economy nel nostro Paese, perche' favoriscono gli investimenti e consentono di coniugare le esigenze di crescita e il rispetto dell'ambiente e del paesaggio&quot;. &quot;Ora finalmente non ci sono piu' margini di incertezza. Il prossimo passo - conclude Ferrante - deve essere quello di stabilizzare gli incentivi in modo da dare certezza agli operatori e sventare le manovre di infiltrazione della criminalita' organizzata in un settore vitale e promettente per il futuro del nostro paese&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/In_Pubblico/Energia-Ferrante-linee-guida-su-rinnovabili-vanno-applicate-ovunque_990152742.html&quot;&gt;www.adnkronos.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: «Il Ponte mette in comunicazione mafia e ‘ndrangheta»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-09-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>506270</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«L'ambiente è diventato da tempo un luogo in cui fare affari, basta guardare l’esempio dei rifiuti. Ci sono pezzi della politica che vogliono fare affari in questo settore e poi ci sono le tradizionali speculazioni del territorio cominciate negli anni ’60 che vanno avanti ancora oggi». 
 
&lt;p&gt;
A parlare è Luigi de Magistris, eurodeputato dell’Italia dei Valori, che ha raccontato al nostro giornale come l’ambiente sia diventata la torta più ricca in cui oggi affaristi e parte della politica vogliono mettere le mani. &lt;br /&gt;

«Quello che preoccupa di più - aggiunge de Magistris - è che oggi l’imprenditoria e le cricche si lanciano anche sulla green economy. Si tratta di uno snodo cruciale che deve essere affrontato una volta per tutte. Tramite l’ambiente potremmo rimettere in moto l’economia, l’occupazione e aumentare la qualità della vita». 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Dalla sua esperienza quali sono le possibili soluzioni legislative e tecniche a questi problemi?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
C’è un mancato rispetto delle leggi e la legislazione va migliorata, ad esempio con norme sulle emissioni nocive in atmosfera, che vanno abbassate, penso all’Ilva di Taranto. Dobbiamo decidere che fare nel futuro, se certe opere servono per lo sviluppo o non servono, come il ponte sullo Stretto che serve a mettere in comunicazione Cosa nostra con la ‘ndrangheta. O come il nucleare, che non è sicuro. Dobbiamo puntare invece sul fotovoltaico, sul geotermico, sulla raccolta differenziata, sulla politica dei risparmi e del consumo zero. 
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Oggi parte della società ha la percezione di assistere ad una classe politica sempre più collusa che però viene costantemente riconfermata. Quali sono le urgenze per sbloccare questa situazione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
C’è un blocco politico, sociale, economico, soprattutto al sud, nato attraverso il controllo illegale della spesa pubblica. Una  borghesia mafiosa. Un partito unico della spesa che controlla il lavoro, decide a chi dare appalti e a chi la manodopera, creando dei vincoli di appartenenza. Se controlli il lavoro controlli la vita delle persone. Bisogna spezzare il legame criminale tra la gestione del denaro pubblico e la criminalità organizzata, mettere in circuito virtuoso i finanziamenti pubblici, per l’imprenditoria giovanile, le cooperative, i parchi, i prodotti locali. 
 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei si è trovato ad operare in prima linea contro la criminalità. Ci può raccontare un esempio particolare di come funziona il rapporto tra politica e illeciti ambientali?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Mi è rimasto particolarmente impresso il caso delle  3000 tonnellate di ferriti di zinco smaltite nei campi agricoli e l’amianto per la realizzazione delle scuole vicino Crotone. è un tema che non deve interessare solo gli addetti ai lavori, ma tutti, viste le ricadute e gli enormi rischi che questi fatti comportano sulla popolazione. 
 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa rappresenta in questo quadro l’omicidio di Angelo Vassallo?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
Quando la politica cambia rotta e diventa veramente luogo dove si esercita l’interesse pubblico il politico diventa il primo bersaglio, spesso indifeso, della criminalità. Perché la tutela ce l’ha il ministro, non il sindaco che si trova a mani nude esposto quotidianamente alle pallottole della criminalità. Se riusciamo a creare un movimento forte, verso l’interesse della collettività, della natura, dei valori costituzionali, noi diventiamo autotutela e scorta anche per chi singolarmente si espone. Altrimenti, chi si espone da solo diventa solo tiro al bersaglio.   &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=TYK4I&quot;&gt;Terra - Giulio Finotti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco FERRANTE: Energia: da Governo grave distrazione su rinnovabili </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/09/07/francesco-ferrante/energia-da-governo-grave-distrazione-su-rinnovabili/546557"></link>
  <updated>2010-09-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>546557</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;E' grave la mancanza di esponenti di Governo&quot; all'inaugurazione oggi a Roma di ZeroEmission Rome 2010, una delle maggiori kermesse sulle rinnovabili del Paese. Ad affermarlo all'Adnkronos e' il Capogruppo Pd in Commissione Ambiente del Senato, Francesco Ferrante, che sottolinea quanto sia, dunque, &quot;grave la distrazione di questo Governo nei confronti delle rinnovabili, uno dei pochi settori che invece potrebbe garantire un rilanciio dello sviluppo economico&quot;.

&lt;p&gt;

&quot;Quello che non capisce la maggioranza ed il governo di centro-destra -prosegue Ferrante- e' che le fonti rinnovabili non solo sono utili nel cambattere i cambiamenti climatici ma sono uno dei pochi settori industriali che possono garantire occupazione e che attraggono investimenti dall'estero&quot;. &quot;Perfino la Francia molto nuclearista sta puntando sulle rinnovabili. Credo -aggiunge l'esponente del Pd- che ci sia un freno ideologico della maggioranza rispetto alle rinnovabili&quot;. &quot;Quello che e' certo e' che in Italia serve che la politica, ed il Partito democratico su questo si deve impegnare, metta al centro dell'agenda semplificazione e incentivi stabili -sottolinea Ferrante- per lo sviluppo delle fonti rinnovabili&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;Il Pd -riferisce- nella sua ultima assemblea fra i tre punti che ha discusso c'e' stato proprio quello sulla Green Economy ed ha approvato un documento che e' molto chiaro e deciso sulla stabilizzazione degli incentivi, sul sostegno al comparto e sulla certezza dei tempi nelle autorizzazioni&quot;. &quot;Se fossimo in imminenza di elezioni e nel momento di parlare di un programma di governo, -conclude Ferrante- sono certo che il Pd questa volta non mancherebbe l'occasione di segnare la Green Economy fra i suoi punti fondamentali&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.libero-news.it/regioneespanso.jsp?id=483220&quot;&gt;www.libero-news.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MATTEO RICCI: Ambiente: a Cagli sorgera' villaggio ecosostenibile  Marche </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/16/matteo-ricci/ambiente-a-cagli-sorgera-villaggio-ecosostenibile-marche/500205"></link>
  <updated>2010-05-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>500205</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Provincia Pesaro Urbino (Partito: Cen-sin) - Consigliere Provincia Pesaro Urbino (Lista di elezione: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nella provincia 'ecosotenibile' ci sara' presto anche una 'citta'' della green economy. E' il 'Villaggio del sole e del vento', presentato a Cagli dal presidente della Provincia di Pesaro Urbino Matteo Ricci. ''L'ente - ha spiegato - possiede un'area di 110 ettari a San Vitale di Cagli'', di grande valore paesaggistico. ''Potevamo inserirla nel Piano delle alienazioni. Abbiamo deciso, invece, di incentivare un investimento privato ecosostenibile e a impatto zero, per lo sviluppo ricettivo e la produzione di energie rinnovabili. Un progetto unico nel genere a livello nazionale''&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/marche/2010/05/16/visualizza_new.html_1793076389.html&quot;&gt;www.ansa.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ENRICO ROSSI: Regione Toscana: Green economy toscana: polo energetico, boschi e agricoltura</title>
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  <updated>2010-05-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>499912</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Toscana (Partito: PD) - Consigliere Regione Toscana (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Poggia su tre pilastri la green economy che ha in mente Enrico Rossi: il polo energetico della costa, la cura dei boschi e lo sviluppo della filiera corta. Il presidente della Regione Toscana lo ha spiegato intervenendo al convegno “Dalla old alla green economy - Globalizzazione, competitività e energia”, organizzato dall'associazione Amerigo, che si è tenuto stamani presso l'Istituto Geografico Militare a Firenze.
«Sui cambiamenti climatici e sull'inquinamento si misurerà la nostra capacità di reagire e sarà poi la storia a giudicarci». E' stato partendo da una frase del discorso che Barack Obama ha tenuto all'Onu lo scorso settembre, che Rossi ha tratteggiato le linee del programma “green” toscano, «un programma – ha detto – che, tenendo presenti i parametri comunitari di riduzione d i CO2, investa in energia pulita e candidi la nostra regione a occupare una posizione pilota in campo nazionale».
Un ruolo fondamentale lo giocherà, secondo il presidente, il polo energetico della costa. «Storicamente – ha spiegato il presidente - la nostra regione è una terra che produce energia. Oggi questa realtà è ancora forte ma ha bisogno di un programma strategico complessivo e di un polo altrettanto strategico di energia pulita che risponda all’obiettivo di produrre energia riducendo le emissioni nell’aria, risanando gli ambienti più compromessi e sviluppando le rinnovabili. Dovrà essere valida un'equazione: se si aumenta l'energia prodotta dai fossili, si deve diminuire l'emissione di CO2. Ovvero, per ogni chilowatt in più prodotto con fossili si dovrà sviluppare qualcosa di più da energie rinnovabili. Allo stesso tempo dovremo perseguire l’autosufficienza regionale tramite fonti energetiche locali proponendosi anche come “green provider” di energie e tecnologie pulite per altre regioni italiane».
Secondo pilastro, il settore agroforestale, a cui si legano le biomasse. «Pur in un territorio che ha alle spalle una grande politica e una grande tradizione di tenuta e attenzione – ha spiegato Rossi - i cambiamenti climatici travolgono anche noi. E la tenuta del bosco è la prima garanzia dell'assetto idrogeologico. Gli allagamenti e le frane del Natale 2009 hanno prodotto oltre 500 milioni di danni. Per questo la giunta regionale stanzierà 30 milioni di euro per mettere in sicurezza il territorio e ridurre il rischio di frane e allagamenti. Ciò consentirà di aumentare 1000 posti di lavoro in un anno e anche di realizzare in montagna impianti di cogenerazione alimentati a biomasse: «Sarà un passo importante per la società toscana e un modello».
Terzo pilastro, la filiera corta. «Non possiamo venire travolti dai cambiamenti del mercato – ha proseguito il presidente - ma dobbiamo rispondere con una politica che valorizzi la filiera corta. Colmare il rapporto tra produzione trasformazione e commercializzazione ci permetterà di avere un assetto più ordinato e pulito».
Fino ad ora la Toscana ha marciato a passi lunghi e già raggiunto vari obiettivi. A metà del 2008 ha elaborato un Piano energetico in linea con gli obiettivi comunitari al 2020. Ha stanziato 678 milioni di euro nel Piano Regionale di Azione Ambientale 2007-2010, creando (fonte Irpet) 10mila unità occupazionali entro il 2010. Si è lavorato molto anche sul fronte fonti rinnovabili. Nell'ultimo anno e mezzo l'idroelettrico è cresciuto di un + 1,8 %, la geotermia di un + 10 %, le biomasse di un + 132 %, il fotovoltaico di un + 1.428,5% e l'eolico di + 378,6 %. Non solo, l a Toscana, su 66 indicatori di sostenibilità, è al secondo posto dopo il Trentino Alto Adige. Tra i dati migliori spiccano l'alta percentuale di auto euro 4 e euro 5, il basso livello di occupazione irregolare e la altrettanto bassa quota di permessi a costruire concessi, con una media regionale inferiore di un terzo rispetto a quella nazionale.
Si può fare ancora meglio? Sì. Risponde il presidente Rossi, che ricordando il pensiero del filosofo Cesare Luporini ha concluso: «La ferita inferta dall'uomo alla natura può essere risolta solo con l'uso consapevole della scienza e della tecnica».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/sezioni/economia_finanza/qualita_economica/visualizza_asset.html_927194256.html&quot;&gt;www.regione.toscana.it&lt;/a&gt;</summary>
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