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  <title>Openpolis - Argomento: forza italia</title>
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  <updated>2012-05-02T00:00:00Z</updated>
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  <title>Mario MONTI: «Su Forza Italia confesso di aver nutrito molte attese»</title>
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  <updated>2012-05-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore a vita-  Pres. del Consiglio  -  Ministro  Economia ad interim&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Il paradosso è che molte liberalizzazioni le ha fatte la sinistra».
&lt;p&gt;
«Nel '94 con molta attesa, anche da parte mia, si è affermato un nuovo movimento politico, ma poi si è visto che il nuovo movimento era portatore di molte istanze e fremiti ma non di una ordinata cultura da schiacciasassi di liberalizzazioni e di rimozione dei vincoli corporativi». &lt;p&gt;«Non aspettiamoci troppo da riforme strutturali come quella del lavoro, come dimostra l'esperienza americana».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/economia/12_maggio_02/monti-stiglitz-crescita-economia-europa_097045a8-947b-11e1-ae3e-f83a8e51ff45_print.html&quot;&gt;Corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elena DONAZZAN: “Da Galan pochezza politica e nostalgia estemporanea”</title>
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  <updated>2012-03-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626375</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Veneto (Partito: PdL) - Consigliere Regione Veneto&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;&quot;Vedo troppi capetti candidati ad assumere il ruolo di censori o selettori&quot;.
Replica all'ex governatore del Veneto Galan, che vuole rifondare Forza Italia e invita gli ex An in disaccordo “ad andare a casa”. “Non ci sono gli ex di questo o di quello, c'è il Pdl”. &quot;Più di qualcuno è preso da delirio di onnipotenza”.
&lt;p&gt;“Galan vuole cacciare gli ex An? Forse così potrebbe provare a risolvere il problema di pochezza politica che sta manifestando in questo ultimo periodo tutto preso da una nostalgia estemporanea: non ci sono né ex di questo né di quello, c’è il Pdl.&quot;
&lt;p&gt;
Risponde così Elena Donazzan, assessore regionale del Veneto all’Istruzione, Formazione e Lavoro, all’intervista di Giancarlo Galan su “Italia Oggi” e intitolata “Galan, ora fuori An dalle balle” (vedi link a fine pagina).
&lt;p&gt;l’ex presidente del Veneto sostiene di voler seppellire il Pdl, rifondare Forza Italia e dice che chi dei provenienti da Alleanza Nazionale non è d’accordo se ne deve andare a casa.
&lt;p&gt;
“Invece di perdere energia e tempo a trovare nemici interni - precisa l’assessore regionale - dovremmo piuttosto offrire soluzioni alla difficoltà delle imprese, alla tassazione oltre l'umana sopportazione, all'aggressività della finanza speculativa, alla paura della gente, all'aumento dell'incertezza e della criminalità.”
&lt;p&gt;
“Il resto sono espressioni da delirio di onnipotenza, delirio che ahimè, sta prendendo più di qualcuno, ma che poco interessano a chi ci osserva da fuori, e io non perderò del tempo dietro a chi vuole allontanare dalla politica e dividere, perché preferisce essere solo al comando, invece di costruire un movimento popolare diffuso e partecipato.”
&lt;p&gt;
“Nessuno in questi anni da assessore regionale mi ha chiesto da dove venivo, se ero ex di qua o di là. Mi hanno sempre chiesto invece dove volevo andare e cosa stavo facendo, oppure cosa proponevo per risolvere i tanti, troppi problemi in cui imprenditori, giovani studenti, lavoratori in cassa integrazione, madri lavoratrici si trovavano e si trovano ad affrontare.”
&lt;p&gt;
“Ciascuno di noi se ha una storia di appartenenza deve andarne fiero e ha il proprio bagaglio di valori e di cultura, ma il momento non ci permette di vivere di nostalgia o torcicollo, ma impone alla politica coerenza , credibilità e chiarezza.”
&lt;p&gt;
“Vedo però troppi capetti candidati ad assumere il ruolo di censori o selettori, quando al contrario abbiamo bisogno di essere inclusivi, partecipativi e propositivi e soprattutto dobbiamo avvicinare persone nuove innamorate del senso del dovere per la propria terra, per la propria gente, capaci di rinnovare la politica nello spirito, capaci di schierarsi.”
&lt;p&gt;
“A me piace costruire e rispondere alle persone, alle imprese alle loro esigenze e nel Popolo della Libertà siamo in tanti a pensarla così.”
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CV76E&quot;&gt;Intervista a G.Galan di Emilio Gioventù su Italia Oggi &quot;Ora fuori An dalle balle&quot;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.bassanonet.it/politica/10697.html&quot;&gt;Bassanonet.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco CAPPATO: Denunciato alla procura Berlusconi e i direttori dei TG che hanno trasmesso le sue pseudo interviste</title>
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  <updated>2011-05-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>572829</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Depositato una denuncia alla Procure della Repubblica di Roma e di Milano contro Berlusconi ed i direttori dei TG che venerdì 20 maggio hanno trasmesso le pseudo-interviste registrate del Presidente del Partito del Popolo della Libertà.
&lt;p&gt;Al riguardo la dichiarazione: “Si è trattato di spot analoghi a quelli, celebri, che Berlusconi inscenava per Forza Italia sino a quando è entrata in vigore la legge n. 28 del 2000; mancava solamente la foto di famiglia in bella vista sulla scrivania.
&lt;p&gt; L'occupazione delle TV da parte di Berlusconi non è cosa alla quale si può rimediare con dei semplici spazi di riparazione, ne può essere sufficiente  l'intervento dell'AGCOM. Fatti così gravi debbono essere valutati anche in sede penale, come da tempo sottoponiamo alla Procura di Roma”.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/print/comunicati/20110523/bonino-cappato-denunciano-alla-procura-berlusconi-direttori-dei-tg-che-hanno-tra&quot;&gt;radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco PARDI: “Italia”, l’ignominia del nuovo simbolo di B.</title>
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  <updated>2011-01-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>556981</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: IdV) - Senatore (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Può darsi che si tratti di un’ipotesi pubblicitaria destinata a essere sostituita da un’altra. Ma l’idea di proporre come nuovo marchio del partito di Berlusconi un simbolo in cui il nome è la sola parola “Italia” dovrebbe costringere tutti al soprassalto, anche i più scettici. Con tutto ciò che si può pensare della “serva Italia” a nessuno può essere consentita la più sfacciata delle appropriazioni.
&lt;p&gt;
Già, alle origini, Forza Italia aveva sequestrato il nome del paese, ma lì per lì il senso comune vi aveva letto soprattutto la mimesi col patriottismo calcistico. Un grido da stadio: sequestro vernacolare, di grado minore. Errore minimizzarlo come furbizia di lusinga calcistica (siamo gli Azzurri!) e trascurarlo nella sua natura espropriatrice. 
&lt;p&gt;
Nel passaggio successivo, lo slittamento dal Partito al Popolo della libertà esprimeva una brutale mistificazione: negare la propria natura di parte e millantare un’aspirazione universale. Non più partito ma popolo, non più porzione ma totalità. Incardinata su un rapporto prepolitico, di sangue, con il leader. Popolo e capo, anzi capo e popolo.
&lt;p&gt;
Ora si colmerebbe la misura. Non basta più neanche il popolo. Ci vuole l’intero paese, la nazione, la Repubblica. “Italia” campeggia in alto nel campo azzurro sorretta dal perentorio “Berlusconi presidente”. Magari salterà su qualcuno a cantare le lodi della consueta genialità pubblicitaria. E certo l’insistenza con cui la scritta Berlusconi presidente ha riempito in questi anni tutti i manifesti del centrodestra, anche quelli sulle beghe di quartiere, risponde a precisa esigenza pubblicitaria. 
&lt;p&gt;Così come i suoi monologhi alla stampa vanno in scena sotto l’enorme patacca circolare in cui sta scritto, per chi non ci credesse, che lì c’è il presidente del consiglio.
&lt;p&gt;
Ma il simbolo con su scritto “Italia-Berlusconi presidente” va oltre il martellamento pubblicitario. Non è solo appropriazione privatistica di bene pubblico. E’ manifestazione conclamata di pulsione totalitaria. Sottrae la Repubblica al paese, la identifica col possesso monocratico.
&lt;p&gt;
Se questa fantasia malata dovesse prendere corpo sarà necessario promuovere, oltre al ricorso agli strumenti giuridici, un’autentica rivolta culturale contro l’ignominia.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://temi.repubblica.it/micromega-online/italia-lignominia-del-nuovo-simbolo-di-b/?printpage=undefined&quot;&gt;micromega - online&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni ALEMANNO: «Berlusconi è battibile. Nel Pdl servono congressi e classe giovane»</title>
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  <updated>2010-07-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>503552</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Roma (RM) (Partito: PdL) - Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Berlusconi è battibile basta che la sinistra crei un'alternativa fattibile».
&lt;p&gt; È questo l'invito del sindaco di Roma, Gianni Alemanno parlando durante la trasmissione Omnibus, in onda su La7.
&lt;p&gt; «Se però non ha nessuna proposta e va in giro con Bersani che borbotta e non sa cosa dice credo che non vincerà mai, se si organizza, invece, può giocarsela».
&lt;p&gt; «È una follia - ha continuato Alemanno - dire nel nostro paese non c'è pluralismo o dibattito. La dittatura mediatica non esiste. La scommessa del Pdl è andare avanti oltre le leadership di Berlusconi o Fini, il futuro non è nuovo Berlusconi ma una squadra giovane».

&lt;p&gt;
«Ho esposto la mia idea di un partito strutturato e della necessità di congressi a Berlusconi: lui è perplesso perché ci sono culture diverse. Sta valutando la situazione anche perché la richiesta di congressi e di strutturare il partito viene anche dai forzisti doc», ha detto il sindaco di Roma.
&lt;p&gt; Alemanno, rispondendo ad una domanda del conduttore, ha sottolineato di aver detto al presidente del Consiglio che «l'unico modo per avere una classe dirigente meritocratica e sconfiggere la tendenza al correntismo è quello di avere congressi perchè ci sia un confronto dinamico».

&lt;p&gt;
Nella tre giorni che si terrà a Orvieto, da oggi a domenica, ha aggiunto Alemanno, «parleremo del federalismo ma anche di come sviluppare il Pdl: noi vogliamo un partito strutturato non alla vecchia maniera e cioè sulle tessere e sugli iscritti ma in modo più aperto anche all'elettorato».

&lt;p&gt;
«Io credo che siamo di fronte, e questo è evidente, a una serie di problemi interni al Pdl che devono in qualche modo essere superati. Quello che io personalmente spero è che nei prossimi giorni, o a settembre, ci sia un chiarimento tra il presidente Berlusconi ed il presidente Fini».
&lt;p&gt; «Noi dobbiamo verificare in qualche modo sul territorio - ha proseguito Alemanno - quello che in realtà è un punto di riferimento reale per il Pdl. Il Pdl non è fallito, perché nella dialettica di questi anni abbiamo visto tante intersezioni e punti di contatto tra gli ex di An e gli ex Fi,cioè una distribuzione nel dibattito politico che non rispecchia più il vecchio schema Alleanza Nazionale e Forza Italia ma punta ad una distribuzione interna a mio avviso molto interessante. 
&lt;p&gt;Il Pdl peraltro è il primo partito nella storia repubblicana che mette insieme la destra ed il centro, ed io credo sia un esperimento che va portato avanti anche se ovviamente in tutti questi passaggi ci sono difficoltà di carattere personale, politico e culturale. Bisogna progressivamente andare a superarli».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.unita.it/news/italia/101575/alemanno_berlusconi_battibile_nel_pdl_servono_congressi_e_classe_giovane&quot;&gt;l'Unità &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ugo Cappellacci: Dell'Utri? «Colto, capace, gli si deve la nascita di Forza Italia». </title>
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  <updated>2010-07-17T00:00:00Z</updated>
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  <id>503360</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Sardegna (Partito: PdL) - Consigliere Regione Sardegna (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E com'è Dell'Utri?
«Colto, capace, gli si deve la nascita di Forza Italia». &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/10_luglio_18/intervista_cappellacci_a56f0750-923e-11df-a4a6-00144f02aabe.shtml#&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Riccardo Tosello: Dimissioni da assessore al Comune di Cavarzere (VE)</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/11/riccardo-tosello/dimissioni-da-assessore-al-comune-di-cavarzere-ve/502891"></link>
  <updated>2010-07-11T00:00:00Z</updated>
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  <id>502891</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Provincia Venezia (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'assessore al Bilancio, Riccardo Tosello, ha presentato al sindaco Parisotto le dimissioni.
&lt;p&gt;
      «Le motivazioni che hanno indotto tale decisione sono dovute principalmente al fatto che, essendo anche consigliere della Provincia di Venezia, ho poco tempo da dedicare alle deleghe da assessore» spiega Tosello.
&lt;p&gt; A dire il vero già da alcuni mesi si mormorava di dissidi interni all'interno dell'ex Forza Italia, dove si chiedevano le dimissioni di Tosello già all'indomani della sua elezione a consigliere provinciale. Ma le dimissioni sono arrivate circa un anno dopo e a pochi mesi dal voto in Comune che si terrà la prossima primavera.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraStoria.php?TokenStoria=778357&amp;Data=20100711&amp;CodSigla=VE&quot;&gt;Il Gazzettino ed. Venezia - Mattia Da Re&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: &quot;A me la politica non è mai piaciuta e non mi piace nemmeno adesso&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/01/silvio-berlusconi/a-me-la-politica-non-%C3%A8-mai-piaciuta-e-non-mi-piace-nemmeno-adesso/391410"></link>
  <updated>2009-06-01T00:00:00Z</updated>
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  <id>391410</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;La politica non mi piace, ma c'è ancora bisogno di me.&lt;br /&gt;
Circondati da gente per male, io coraggioso argine contro la deriva&lt;br /&gt;
&lt;p&gt;
&quot;A me la politica non è mai piaciuta e non mi piace nemmeno adesso&quot;. &lt;br /&gt;

Intervistato da Rete Oro, Silvio Berlusconi torna sulle origini della sua vita politica: &quot;Quello che faccio e ho fatto da presidente del Consiglio e capo dell'opposizione è lontanissismo da quello che mi piacerebbe fare, ma nel 1994 - ricorda - si era verificata una situazione per cui, se non ci fosse stata una novità costituita da Forza Italia e dalle alleanze messe in piedi con An e Lega, la sinistra avrebbe conquistato più dell'80% dei seggi&quot;.
&lt;p&gt;
 &quot;Io - aggiunge il premier - questa sinistra l'ho sempre conosciuta per quello che era e che è: l'idea che il paese nel quale ho avuto fortuna di nascere, studiare e affermarmi potesse cadere nelle mani di questa sinistra ancora ideologicamente orientata era un'idea che non potevo sopportare e siccome non c'era altra soluzione che scendere in campo direttamente, sono sceso in campo. L'ho fatto con grande sacrificio e lasciando un'attività imprenditoriale che mi piaceva moltissimo.
&lt;p&gt; Oggi - rincara il Cavaliere - sono ancora in campo, credo di non poter lasciare perchè siamo tutti circondati da troppa gente per male, nella politica, nella magistratura e nella stampa&quot;.&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Quindi, il ragionamento è&lt;/b&gt;, &quot;c'è ancora bisogno che una persona di buona volontà e buon senso, coraggiosa come Silvio Berlusconi sia qui a fare argine nei confronti di una deriva negativa che potrebbe segnare il futuro del paese&quot;, che sarebbe un Paese &quot;confuso e illiberale&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilriformista.it/stories/apcom/68059/&quot;&gt;ReteOro/Apcom/Il Riformista.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto FORMIGONI: Il Pdl deve essere un partito dove si vota e si viene votati</title>
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  <updated>2009-03-28T00:00:00Z</updated>
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  <id>391543</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Lombardia (Partito: PdL) - Consigliere Regione Lombardia (Lista di elezione: FI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 «Il Pdl deve essere un partito democratico, dove ci si confronta, si vota e si viene votati. Un partito laico ma non laicista». Lo ha affermato Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia e vice presidente di Forza Italia, durante il suo intervento al Congresso del Pdl: «Nasce un partito con cui tutti dovranno fare i conti».

&lt;p&gt;
Questo riguarda sia il centrosinistra che «vive una situazione tragica, una crisi senza precedenti». Ma riguarda anche la Lega Nord che «non può essere contemporaneamente partito di lotta e di governo e’ troppo facile dire sul territorio che il buono e’ merito della Lega e il resto, le cose cattive, sono merito nostro».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilpopolodellaliberta.it/congresso-nazionale-27-28-29-marzo-2009/51_robertoformigoni.asx.asx&quot;&gt;ilpopolodellaliberta.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo GUZZANTI: «Silvio è come Kim Il Sung. Addio al Pdl»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-02-03T00:00:00Z</updated>
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  <id>388539</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PT già IR) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;
«Il Cavaliere è l´unico leader che si presenta alla gente circondato dai gorilla»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Paolo Guzzanti ha stampato l´addio a Forza Italia. Una lettera aperta a Silvio Berlusconi. Berlusconi, intimo dell´odiato Putin (descritto come uno squartatore della democrazia, esecutore dell´omicidio della Georgia, uomo del Kgb e parecchio altro), è col tempo divenuto «Kim Il Sung». Il Cavaliere, monarca assoluto, resta l´unico leader «che si presenta alla sua gente nei teatri circondato dai gorilla con la radiolina all´orecchio». Il partito è poi composto «da una corte osannante», i parlamentari sono «nominati» con criteri che in alcuni casi «provocano imbarazzo o rossore».&lt;br /&gt;


«Sarò deputato del glorioso partito liberale».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Bello. Esiste ancora?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Con Carlino Scognamiglio, l´amico De Luca... spero anche Renato Altissimo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E con lei siete in quattro.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Obama ha dimostrato che quando c´è una grande crisi il Paese ha bisogno prima di tutto di un sogno».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Ricordo l´adorazione con la quale segnalava ogni alito di Berlusconi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Io non l´ho adorato. Però meriterebbe un monumento d´oro: ha creato da zero un partito democraticamente affidabile che non esisteva».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Quell´enfasi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Enfaticissimo. Scrivo e mi esprimo con passione».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Sembrava proprio la corte di Kim Il Sung.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Be´ che fa, mi ruba le battute? Sono io che ho paragonato certe manifestazioni di Forza Italia al compleanno di Kim Il Sung. Ma io sono stato con Berlusconi nei momenti più difficili, quando la popolarità era ai livelli più bassi. E gli riconosco meriti storici che nessuno potrà mai cancellare».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E infatti l´ha scritto.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Però l´ho criticato e aspramente proprio sul Giornale della famiglia»&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Lascia il partito e anche il Giornale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Non ho nessuna intenzione di dimettermi da lì. Ricordo che scrissi una serie di articoli durissimi contro la gestione di Forza Italia. Successe il finimondo, era il 2006».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
In estate ha bisticciato con Mara Carfagna che aveva querelato sua figlia Sabina.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Mi sono ribellato al fatto che la signorina Carfagna, avendo una lite in corso con l´attrice Sabina Guzzanti, ha pensato bene di tirare in ballo me».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
&quot;Mignottocrazia&quot; . Chi lo scrisse?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«E´ un mio copyrighit. L´ho lanciato sul mio blog e ha fatto il botto».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Poi però consegnò a Mara una rosa in segno di pace.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Sì perché non c´era nulla di personale. Era solo una dura opinione politica su ciò che vedevo e vedo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Comunque Sandro Bondi le chiede di restituire il seggio.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Bondi è il mio più caro amico insieme a Cicchitto e ho trovato molto doloroso vederli assumere questo ruolo da Torquemada. Farmi attaccare dall´uomo sulle cui spalle mi sono appoggiato... ».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ha pianto sulla spalla di Bondi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Gli ho confidato le mie perplessità».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Anche il coordinatore laziale di Forza Italia ricorda le sue telefonate.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Vero».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ladro di seggio!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«No, io sono perfettamente consapevole di rappresentare molti più elettori di quanti ne bastino per eleggere un deputato».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei sogna.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ho proposto l´istituzione delle primarie per legge».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Oggi è triste.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Assolutamente no. Ho avuto valanghe di consensi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Domattina a Montecitorio la sbraneranno.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Non credo proprio. Domattina alla Camera dovrò solo spostarmi di posto».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La trasferiscono? Giusto.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Sarò iscritto al gruppo misto».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Va nel Pli. Più che un partito è un ricordo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«E´ il luogo della memoria liberale e riformista».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il polo laico, diamine!&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Poiché mi piace sognare rispondo sì: sogno il polo laico».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KNIW5&quot;&gt;La Repubblica - Antonello Caporale&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Italo BOCCHINO: «AI PdI non serve il monarca Silvio»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/20/italo-bocchino/%C2%ABai-pdi-non-serve-il-monarca-silvio%C2%BB-intervista/388306"></link>
  <updated>2009-01-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388306</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) - Vicepres. Camera VICE PRESIDENTE GRUPPO DEPUTATI POPOLO DELLA LIBERTA'  (Gruppo: AN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Non sarà il partito dell`uomo solo al comando»: Italo Bocchino vicepresidente dei parlamentari del Pdl fissa i sui paletti sul nuovo partito.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Gazebo andati male, statuto in alto mare, data del congresso non definita. Che succede nel Pdl?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Partirei da un`analisi politologica:

accade sempre, quando i partiti sono al governo, che per un paio d`anni si concentrino più sui problemi del paese che sulle questioni interne.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Vuole dire: nessun problema?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Il dibattito di questi giorni è fisiologico visto che siamo alla vigilia di un passaggio anche burocratico.

Ma, politicamente, il Pdl è già nato. Alle elezioni, presentandoci insieme, abbiamo preso più della somma dei due partiti.

Nei gruppi parlamentari ci muoviamo come esponenti del nuovo partito e non come Forza Italia o An. Ora si tratta di affrontare questioni spinose: sedi, incarichi, organizzazione, statuto. Ed emerge qualche difficoltà. In fondo, è più facile innamorarsi che mettere su casa insieme.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Come sarà la nuova casa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Questo è un grande tema. Anche perché le case di provenienza sono ben chiare. Forza Italia, che non è un partito di plastica, si può definire, usando la brillante espressione di Tremonti, una &quot;monarchia anarchica&quot;. An invece si è mossa sulla base di un presidenzialismo costituzionale, in cui Fini decideva, eccome, ma all`interno di una dialettica interna.
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Quale sarà la sintesi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Una via di mezzo. Il modello dove uno decide per tutti non funziona:

chi appartiene a un partito non può seguire in silenzio le decisioni altrui.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Propone una sorta di monarchia costituzionale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Qualcosa di più. La monarchia prevede un uomo solo al comando.

lo dico che il Pdl deve avere una leadership duale. O, per dirla con un termine che si è usato per Mediobanca, una governance duale. Così come le liste unitarie hanno preso più della somma dei singoli partiti, la governance Berlusconi-Fini rende di più della somma tra i due.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Significa che vuole un partito democratico?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Noi possiamo anche fare una norma nello statuto che prevede che finché farà politica Berlusconi resta leader e decide quello che vuole, sempre d`intesa con Fini ovviamente. Ma il punto è che dobbiamo costruire un partito per i prossimi cinquant`anni, altrimenti non ha senso e preferisco stare a casa mia. Come modello penso a una moderna Dc.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Intende radicato e non di plastica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Intendo strutturato nella società, con aderenti, moderne forme di iscrizione. Insomma fatto non solo di internet e blog ma in cui il territorio decide. Possiamo non chiamarle sezioni, ma uno non può apprendere le candidature al suo Comune leggendo i giornali.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Berlusconi è abituato a fare così.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Berlusconi ha un tratto antipolitico nel suo modo di essere che lo rende geniale. E' abituato ad affidarsi all`intuito e ai sondaggi.

E capisco che per lui una direzione con cento persone che parla di candidature è una sofferenza.

Ma un sistema di regole serve. E occorrono luoghi in cui se uno non è d`accordo si possa alzare e dirlo.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Dentro An ci sono malumori.

Alemanno ha detto: no ad annessioni.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Questo lo abbiamo detto tutti.

E infatti stiamo lavorando per costruire una cosa nuova. Tra l`altro il patrimonio culturale della destra nel nuovo partito lo abbiamo già portato. Basta vedere le nostre proposte sulla sicurezza o sull`economia.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il matrimonio sarà in comunione dei beni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Sarà in comunione dei beni futuri. La dote che portiamo è il rimborso elettorale. Se si riferisce agli immobili di An, diciamo che quelli fanno parte invece del patrimonio della famiglia di provenienza.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Il governo perde cinque punti nei sondaggi. Come reagirete al malessere del Nord?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Costruendo il partito. Dopodiché non si può accontentare sempre il rivendicazionismo della Lega. Un riequilibrio è un problema di tutti, ma soprattutto del premier, visti i suoi incontri periodici ad Arcore con Bossi, e anche del ministro dell`Economia che ama molto il Caroccio. Altrimenti il rischio di pagare in termini elettorali è evidente.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E il federalismo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 L`accordo è fatto e manterremo gli impegni. Ma sul Mezzogiorno dobbiamo fare di più. Penso a un istituto di credito, a un utilizzo serio dei Fas, a ridurre l`assistenzialismo nell`uso dei fondi pubblici, alla meritocrazia. Il Sud è una partita tutta da giocare.

 &lt;br /&gt;

 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KI7IC&quot;&gt;Il Riformista - Alessandro De Angelis&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Silvio BERLUSCONI: «Se continua così il Pdl me lo faccio da solo»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/14/silvio-berlusconi/%C2%ABse-continua-cos%C3%AC-il-pdl-me-lo-faccio-da-solo%C2%BB/388192"></link>
  <updated>2009-01-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388192</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
A Fini sta stretto il ruolo istituzionale che si è scelto&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
«Se continua così, il Pdl me lo faccio da solo». &lt;br /&gt;
Irritato, ma anche poco sorpreso della sortita di Gianfranco Fini, Silvio Berlusconi ieri sera si è morso la lingua per non replicare ancora una volta al presidente della Camera che, dopo aver difeso il Parlamento, ha sostenuto che la fiducia al pacchetto anticrisi è stata chiesta dal governo per problemi interni alla maggioranza.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;
Tre bacchettate nel giro di pochi giorni sono troppi anche per uno, come il Cavaliere, che in questa legislatura sembra preoccuparsi molto poco delle «beghe da cortile», malgrado tra i suoi collaboratori cresca l’allarme. &lt;br /&gt;
Lo stop dato alla tassa sugli immigrati, la lettera al ”Corriere” con i sei punti sulla giustizia e l’affondo di ieri, sono per Berlusconi i classici tre indizi che compongono una prova. Ovvero, come sostenuto qualche tempo fa dallo stesso Cavaliere, «che a Fini sta stretto il ruolo istituzionale che si è scelto» e che si appresta a rendere sempre più politica la sua presidenza.&lt;br /&gt;

Stretto tra il pressing del Carroccio e le bordate di Fini, il premier si consola con l’assoluta sintonia che vanta con Bossi e i ministri di An, i quali ieri si sono guardati bene dall’intervenire in difesa dell’ex presidente del partito.&lt;br /&gt;
 Non può però sopportare che un leader della sua parte politica possa sostenere, con gli stessi toni del capogruppo alla Camera del Pd Antonello Soro, che la maggioranza ha dei problemi. Berlusconi è al corrente dei fortissimi maldipancia dei parlamentari azzurri del Mezzogiorno nei confronti del ministro dell’Economia per la norma che differenzia per aree geografiche le tariffe elettriche, ma non ammette che un leader costituente del Pdl possa lavorare contro.
&lt;p&gt;
«Questo è il governo del Nord», ammetteva ieri sconsolato il salernitano azzurro Mario Pepe. Berlusconi, attraverso Letta e lo stesso Tremonti, era stato informato passo-passo delle scelte della sua maggioranza e la sera prima era stato lo stesso sottosegretario alla presidenza del Consiglio a spiegare a Fini i problemi del governo legati al rischio di scadenza del decreto. Passano però poche e arriva l’affondo del presidente della Camera in difesa delle prerogative del Parlamento che prende spunto dal non troppo felice intervento del ministro Elio Vito - stigmatizzato anche dal repubblicano Francesco Nucara - il quale, per evitare che dal ministero dell’Economia arrivasse un maxiemendamento sul quale porre la questione di fiducia, ha provato a difendere il lavoro fatto in Commissione chiedendo la fiducia su quel testo e non su norme nuove di zecca.&lt;br /&gt;

Berlusconi, che davanti ai giornalisti si tappa la bocca limitandosi ad un laconico «la fiducia era necessaria», con i suoi collaboratori è molto più esplicito e, come accadde qualche giorno fa dopo la lettera al Corriere, si interroga con crescenti sospetti sulla «sintonia esistente tra presidenza della Camera e Quirinale non solo sul tema della giustizia. Ieri sera il Cavaliere ironizzava però sugli elogi dell’opposizione incassati dal presidente della Camera e ricordava come dalla penultima lettera di Fini, riportata sempre dal ”Corriere” un paio di anni fa, aveva trovato la spinta per fare la ”svolta del predellino” e lanciare l’idea del Pdl.&lt;br /&gt;

Ora che, come ripete spesso, «gli elettori di An mi vogliono forse più bene dei miei» e che «i ministri di An sono con me», il premier interroga i suoi sul modo per «tranquillizzare Gianfranco» anche in vista della nascita del nuovo partito nel quale non è facile trovare un ruolo per il leader di An che sia compatibile con le aspirazioni di molti altri colonnelli di Forza Italia. Prima del congresso, fissato per il 27 marzo, Berlusconi si è impegnato a trovare un equilibrio tra An e FI e nei rapporti con la Lega che, malgrado le rassicurazioni di Bossi, continua a ”giocare in propri” su molti argomenti marcando la differenza dal resto della coalizione. «Quello che prenderà il tuo testimone è ancora al liceo!», sostenne una sera Gianfranco Rotondi per sollevare il morale al Cavaliere. Di anni ne sono passati da quella cena e nel centrodestra c’è chi affila le spade.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/KFZ/KFZJA.pdf&quot;&gt;Il Messaggero - Marco Conti&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Gianfranco ROTONDI: «Difendo soltanto la laicità del Pdl»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/31/gianfranco-rotondi/%C2%ABdifendo-soltanto-la-laicit%C3%A0-del-pdl%C2%BB/383298"></link>
  <updated>2008-12-31T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>383298</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Attuazione del programma (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Gentile Direttore,&lt;br /&gt;
 apprendo dal Suo bel giornale che assieme al collega Brunetta sarei sotto esame da parte del presidente del Consiglio per aver proposto una legga sui diritti delle persone conviventi. Poiché nessuna smentita è venuta alla ricostruzione del bravissimo Magri, diamo per giuste le fonti e vere le notizie. E` doveroso allora rispondere alle gole profonde di Forza Italia che nessun ministro è sotto esame perché tutti sono stati scelti dal presidente del Consiglio sulla base di un rapporto di fiducia che non è venuto meno.

&lt;p&gt;
Quanto alla proposta dei cosiddetti DiDoRe, è vero che il presidente dei Consiglio mi ha chiesto di separarla dalla linea del governo che è ben diversa. Essa è stata presentata dagli onorevoli Lucio Banani e Franco De Luca, ed è l`occasione per annunziare che l`hanno sottoscritta ben ottanta parlamentari del PdL. A questo punto, sotto esame non sono io ma la laicità del Popolo delle Libertà, al quale ho aderito ritenendolo una prosecuzione del più grande partito laico di ispirazione cristiana che è stata la Dc. Se mi dovessi accorgere che il PdL evolve in un`opzione clericale indigesta per noi ultimi cattolici democratici, se dovessi accorgermi di questo non esiterei un attimo a separare tutte le mie responsabilità da scelte sbagliate. Le scelte politiche, infatti, si possono correggere, quelle culturali no.

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KBTZV&quot;&gt;La Stampa - Gianfranco Rotondi&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Maurizio GASPARRI: Intercettazioni. «Impedire gli eccessi, senza limitare le indagini. Nel Pdl il dialogo serve più degli annunci»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/24/maurizio-gasparri/intercettazioni-%C2%ABimpedire-gli-eccessi-senza-limitare-le-indagini-nel-pdl-il-dialogo-serve-pi%C3%B9-degli-annunci%C2%BB-intervista/383173"></link>
  <updated>2008-12-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>383173</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Intercettazioni inutili ai fini dell’indagine. Pubblicazione di circostanze penalmente irrilevanti. Discredito gratuito gettato anche su chi raccomanda un padre di una figlia di 14 anni uccisa dalla camorra. Ogni giorno che passa assistiamo ad abusi e a nuovi eccessi nell’uso delle intercettazioni. Il problema è che dobbiamo impedire gli eccessi senza limitare la capacità di indagine». Maurizio Gasparri, capogruppo Pdl in Senato, ne ha discusso ieri prima con Berlusconi e il ministro Alfano, poi a pranzo con Fini e i vertici di An. Il problema è anche che sui limiti alle intercettazioni An e Lega non sono d’accordo con Berlusconi. Il premier vuole ridurle alle sole indagini di mafia e terrorismo. An e Lega sono contrarie ad escludere i reati di corruzione.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Come conciliare posizioni così distanti?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Discutendo insieme. Oggi abbiamo deciso di mettere al lavoro gli esperti. E sono certo che la soluzione si troverà. Nella maggioranza tutti ritengono che gli eccessi vanno fermati. Ma il messaggio non sarebbe compreso dal nostro popolo se escludessimo le intercettazioni nel contrasto ai reati di corruzione».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Il presidente del Senato ha suggerito di dividere in due il ddl Alfano sulle intercettazioni e di cercare prima un’intesa con Pd e Udc sulla tutela della privacy e i limiti alle pubblicazioni.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Il problema ormai è così grave che va affrontato senza rinvii. È vero che sui limiti alle pubblicazioni è più facile trovare un’intesa con le opposizioni. Ma abbiamo una maggioranza robusta e dobbiamo dare una risposta anche alle questioni più spinose».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Qual è il vostro programma in tema di giustizia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«A gennaio il ministro Alfano presenterà un pacchetto di riforme a Costituzione invariata. In seguito verranno presentate le modifiche costituzionali. Uno dei punti-chiave del pacchetto di gennaio è riequilibrare i rapporti tra pm e polizia giudiziaria, in modo da restituire a quest’ultima autonomia e poteri perduti».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Dovrete difendervi dall’accusa di voler imbavagliare i pm.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«La verità è che i poteri della polizia giudiziaria sono stati sostanzialmente azzerati negli ultimi anni. E questo non è interesse dei pm. Comunque noi andremo avanti».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Se va fatta la riforma costituzionale della giustizia, perché non farla insieme alla forma di governo e al federalismo istituzionale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«La riforma della giustizia è una priorità. Dopo lo scontro tra le procure di Catanzaro e Salerno, dopo le parole del Capo dello Stato, bisogna intervenire senza attendere i tempi più lunghi delle altre riforme. La separazione delle carriere tra giudici e pm non è più rinviabile».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Tanti malumori in An sembrano nascere dal fatto che Berlusconi e gli uomini di Forza Italia spesso vi mettono di fronte al fatto compiuto.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«A creare problemi a volte sono certi annunci. Quando si discute invece l’intesa si trova. Perché abbiamo un programma condiviso. E la cultura di An ha già lasciato il segno in provvedimenti importanti come quelli sulla sicurezza, l’immigrazione, l’impiego dei militari».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KACBQ&quot;&gt;Il Messaggero - Claudio Sardo&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>PIO LUIGINO CAMPAGNOLO: Lega. «Il Gazebo del Pdl non è autorizzato» Multa da 148 euro per occupazione del suo pubblico senza permesso</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/23/pio-luigino-campagnolo/lega-%C2%ABil-gazebo-del-pdl-non-%C3%A8-autorizzato%C2%BB-multa-da-148-euro-per-occupazione-del-suo-pubblico-senza-permesso/383190"></link>
  <updated>2008-12-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>383190</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Cittadella (PD)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Gazebo non autorizzato del Pdl
multato dalla giunta leghista di Cittadella&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

PADOVA - Forza Italia allestisce in piazza a Cittadella un gazebo del Pdl per la campagna di tesseramento, ma si vede contestare da parte della giunta leghista una multa da 148 euro per occupazione del suo pubblico senza permesso. Ad accompagnare i vigili che hanno elevato la sanzione, infatti, c'era l'assessore alle Attività produttive Pio Campagnolo.

La multa ha fatto andare su tutte le furie il coordinatore cittadino di Forza Italia Antonio Perozzo, che se l'è presa con Campagnolo: «Avrebbe potuto darci l'autorizzazione anche in quel momento, invece si è attaccato ad un cavillo burocratico. Scriverò al direttivo del partito denunciando il comportamento dell'amministrazione leghista. Si tratta di un chiaro rifiuto politico, non amministrativo».

&lt;br /&gt;
La replica di Campagnolo non si è fatta attendere: «Le accuse di Forza Italia sono infondate perché la decisione di non permettere l'allestimento di gazebo politici nel periodo natalizio era stata presa da tempo nei confronti di tutti dalla giunta municipale». A farne le spese, ricorda Campagnolo, è stata la stessa Lega Nord, nonostante avesse presentato la richiesta di avere un banchetto «ben prima della decisione del Comune». Oltre al Carroccio, è stata rifiutata la domanda di An, «che ha accolto la cosa con assoluto fair play», e di un neo comitato di professori che voleva manifestare sulla legge Gelmini.

&lt;p&gt;
«Gli unici a voler per forza allestire i gazebo - dichiara l' assessore - sono stati gli esponenti locali di Forza Italia, affermando di aver avuto indicazioni in tal senso dai loro vertici politici». Solo dopo che gli azzurri erano stati multati dai vigili urbani, precisa infine Campagnolo, il suo assessorato è stato informato di quanto era accaduto.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettino.it/stampa_articolo.php?id=39530&quot;&gt;Il Gazzettino - Padova&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Francesco FORGIONE: La politica non ha più zone franche. Solo la magistratura parla di mafia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/04/francesco-forgione/la-politica-non-ha-pi%C3%B9-zone-franche-solo-la-magistratura-parla-di-mafia/382717"></link>
  <updated>2008-12-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382717</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
E’ da tempo, ormai, che ci troviamo di fronte ad un nuovo salto di qualità nei rapporti tra mafia e politica. Una mutazione profonda che, ben al di là degli aspetti giudiziari e penali, segnala una nuova grande questione morale nell’intero Mezzogiorno.&lt;br /&gt;

La cosa che più fa rabbia è che una analisi, un dibattito e la ricerca-definizione di adeguati anticorpi non nascano da una consapevolezza autonoma della politica, ma siano sempre stimolati e portati alla luce dall’azione giudiziaria. E’ come se la politica ormai fosse incapace di leggere la realtà, di cogliere i limiti e i rischi del suo rapporto col territorio in aree – sempre più diffuse - egemonizzate dalle mafie, di vedere la degenerazione della funzione del governo locale e il suo mutare in puro esercizio del potere. La politica tutta, a destra centro e sinistra. Davvero non ci sono più zone franche per un’analisi impietosa che non può fermarsi alla superficie di una questione democratica che ormai sta mutando completamente il rapporto tra rappresentanti e rappresentati in intere aree del Paese.
La sentenza del giudice Morosini di cui Liberazione ha pubblicato ampi stralci apre uno squarcio di luce sui tratti nuovi delle relazioni politico mafiose. Anzi, toglie il “trattino” di congiunzione al rapporto tra politica e mafia. Non è una novità da poco conto.&lt;br /&gt;

In passato per definire i rappresentanti dei partiti o delle istituzioni che, al di là dei fatti penali, si rapportavano in termini di favori o collusioni con le organizzazioni criminali si usava l’espressione di “referenti politici”: così è stato per uomini come Andreotti o Lima o Gava e l’elenco potrebbe continuare. Nella parola “referenti” si affermava comunque una estraneità, pur in un quadro normale di relazioni, addirittura di sistema, tra due entità: Cosa Nostra e la politica. Da almeno un decennio questo sistema è cambiato. In interi territori la mafia ha deciso di assumere la rappresentanza diretta delle sue istanze politiche.
Non è un caso che questo salto di qualità sia parallelo al processo di privatizzazione della politica e al nuovo rapporto tra politica, ruoli di governo e imprese impresso dalle politiche liberiste degli ultimi decenni con l’abbattimento di ogni forma di controllo e l’esplosione, a tutti i livelli, di conflitti d’interesse.&lt;br /&gt;

Forse è proprio questo l’aspetto più interessante della sentenza Gotha. Intanto perché emerge un vero e proprio sistema economico imprenditoriale nel quale il confine tra economia legale e illegale è sempre più sfumato e, in questo sistema, la politica o è diretta espressione delle cosche o ne è cooptata. I temi sono quelli classici: le grandi speculazioni edilizie, le aree agricole da trasformare in aree commerciali per realizzare i mostri della grande distribuzione, gli appalti e la sanità pubblica e privata, i finanziamenti nazionali ed europei. Boss, imprenditori, commercialisti, società finanziarie e rappresentanti dei partiti vecchi e nuovi nella transizione infinita che, in Sicilia come nel resto del Sud, si alimenta anche del vecchi trasformismo meridionale e del cambio di casacca come cifra del degrado della politica e del suo rapporto con la società.
Certo la nascita di Forza Italia, partorita in Sicilia da Pubblitalia di Dell’Utri, ha operato una vera e propria selezione sul territorio, riorganizzando un personale politico – inabissato dopo Tangentopoli e i grandi processi di mafia - in grado di raccogliere quel consenso che gran parte della Dc, attraverso un sistema di potere mastodontico alimentato dalla spesa pubblica, aveva costruito sulla normalità dello scambio politico mafioso.&lt;br /&gt;

A metà degli anni ‘90 nella nascente competizione con Forza Italia, prima l’Udeur e poi l’Udc di Cuffaro non potevano che sfidarsi sullo stesso terreno e nello stesso mercato della politica e del consenso. Scendono in campo le seconde file dei vecchi partiti e una serie di avvocati, medici, professionisti, imprenditori rampanti che irrompono nelle istituzioni - dai consigli comunali all’Assemblea regionale a Roma - per dare vita ad un nuovo sistema di potere e ad un nuovo blocco sociale. Lo capisce anche la mafia. Così, dopo la follia stragista di Riina del ’92 e ’93, il più “democristiano” dei corleonesi, Bernardo Provenzano, riporta Cosa Nostra alla politica, all’inabissamento, al mutismo delle armi e alla riconquista della logica d’impresa.
Per questo nell’operazione Gotha che, dopo l’arresto di Provenzano, porterà alla decapitazione di tutti i capi mandamento della città di Palermo, non ci sono più viddani, scesi all’assalto della metropoli, ma un pezzo importante e nuovo di borghesia mafiosa, tesa alla riconquista di un ruolo internazionale non solo nel traffico della droga ma anche nelle grandi attività finanziarie e commerciali. Anche per questo, l’operazione Gotha rappresenta l’operazione antimafia più importante dai tempi degli arresti dei responsabili delle stragi.&lt;br /&gt;

In fondo, apparentemente, un politico di provincia come Francesco Campanella è solo un politico di paese da 123 preferenze, ma ha accesso alle stanze del potere, dalla regione al governo nazionale, parla con la destra e la sinistra, ha due “compari” di matrimonio come Mastella e Cuffaro ma decide anche chi deve diventare sindaco di Forza Italia. La sua forza politica è solo una forza mafiosa. Come quella di Mercadante, silenzioso deputato regionale che per dieci anni ho incontrato tra i banchi dell’Ars. Quasi sempre muto, mai un intervento, mai un’espressione di indirizzo politico, ma migliaia di voti e un posto nell’aula parlamentare sempre affollato da capannelli di deputati.
Una sentenza come questa, scritta in punta di penna, dovrebbe aprire un dibattito pubblico sulla natura della politica, del governo del territorio, dei partiti. Spingere anche la sinistra ad una riflessione drastica e di fondo sul suo ruolo nelle regioni di frontiera, dalla Sicilia alla Calabria, dalla Campania all’Abruzzo. La sinistra tutta, invece, o è muta o balbetta o fa autoproclami di diversità la cui percepibilità di massa è sempre più difficile e inafferrabile.&lt;br /&gt;

In fondo, non basta dire che in Italia esiste una questione morale per autoassolversi la coscienza, occorre cominciare ad essere coerenti, drasticamente. Costi quel che costi.  

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=K3356&quot;&gt; Liberazione - Francesco Forgione&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea RONCHI: An non si scioglie e non viene meno ai suoi principii.</title>
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  <updated>2008-11-29T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) -  Ministro  Politiche comunitarie (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nessuno pensi che An si scioglie: noi costruiremo insieme il Pdl, ma An rimane intatta. Nessuno annettera' nessuno. An portera' in questo partito la sua identita', i suoi valori, la sua cultura, le sue idee-forza, la sua costruzione morale, culturale e politica. Chiunque pensi che An si possa sciogliere o venire meno ai suoi principi si sbaglia di grosso e se ne rendera' conto presto. La scelta e' stata fatta a San Giovanni due anni fa e alle urne ad aprile che hanno dato all'intuizione di Fini e Berlusconi una grande risposta, come numero di elettori e come entita' della vittoria. Un percorso dal quale non si puo' tornare indietro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Fini e' stato interpretato in modo demagogico. Il suo era un ragionamento culturale, piu' che politico. Chi ha pensato di vedere in quelle parole una critica, certamente sbaglia. Il Pdl che si va a costruire deve essere fondato su regole: non ci sono padroni nel partito. [Il Pdl] sara' fatto da democrazie interne e questo e' bene che tutti se lo mettano in testa. Lo vedrete nel congresso nel quale ritengo che An decidera' di confluire e di creare questo nuovo partito. Noi non entriamo in Forza Italia, noi facciamo un nuovo partito dove An entra con tutte le sue motivazioni, con tutta la sua storia insieme agli amici di Forza Italia. Quello che e' oggi sara' anche domani. Nessuno pensi che noi possiamo cambiare registro.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/RONCHI-INSIEME-IN-PDL-MA-AN-NON-SI-SCIOGLIE/news-dettaglio/3433224&quot;&gt;La Repubblica&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio Clelio STRACQUADANIO: Berlusconi fu quello che ammise la destra nel gioco politico da cui era stata esclusa.</title>
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  <updated>2008-11-27T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Fini non ha compreso che l'intervento di Berlusconi al consiglio nazionale di Fi era tutto testo a valorizzare An. Nel discorso del '94 si faceva appello alle forze in difesa della libertà. Fu un discorso che arrivò subito dopo l'annuncio di Berlusconi &quot;a Roma voterei Fini&quot; che ammise la destra nel gioco politico dal quale era stata esclusa. Dunque, chi è a destra dovrebbe riconoscersi a pieno.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://iltempo.ilsole24ore.com/politica/2008/11/27/957214-veti.shtml&quot;&gt;Il Tempo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco ROTONDI: No ad altri soci fondatori del Pdl, piccoli partiti si uniscano per la costituente.</title>
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  <updated>2008-11-23T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Attuazione del programma (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Benvenuto alla Santanche' e alle personalita' che sceglieranno il Pdl, ma nel partito serve un chiarimento: non possiamo sciogliere i nostri partiti e poi favorire la fondazione di un partito al giorno. I soci fondatori del Pdl sono Forza Italia e Alleanza Nazionale, poi hanno aderito Dca, Azione sociale, Psi, Pri e il presidente Dini. Per noi l'elenco si chiude qui o il banco salta. Ritengo, anzi, che i partiti fuori da Forza Italia e An, per quanto piccoli, rappresentano culture omogenee e potranno anche decidere di unirsi riducendo a tre i soggetti costituenti. L'ultima cosa che potremo accettare e' una frammentazione artificiale che e' tutto il contrario del Pdl&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgxMTIzMTI1NTUwLnhtbCI7fQ==&quot;&gt;Il Tempo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco ROTONDI: Costruiremo la cosa azzurra nel Pdl; disposti ad accogliere socialisti, liberali e forze minori di destra, centro e sinistra.</title>
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  <updated>2008-11-22T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Attuazione del programma (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La prossima settimana costituiremo la cosa azzurra nel Pdl. Dentro il Pdl noi siamo pronti ad incontrare socialisti, liberali, forze minori di destra e di centro e di sinistra che oltre ad An e Fi sono entrate nel Pdl per cambiare la politica italiana. La prossima settimana provvederemo a semplificare il quadro interno, non ci saranno piu' la Dc, il Psi e il gruppo di Dini.Stiamo lavorando ad una cosa nuova, una cosa azzurra.&lt;br /&gt;
Contiamo di rappresentare nel Pdl una realta' piu' coesa in cui ci sia il dna dei democratici cristiani e le culture che hanno fatto grande l'Italia, quella democristiana, quella socialista, quella liberale, anche la destra.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/moddettnews.php?idnews=792592&amp;canale=ORA&amp;articolo=PDL:%20ROTONDI,%20PROSSIMA%20SETTIMANA%20COSTITUIREMO%20LA%20COSA%20AZZURRA&quot;&gt;ASCA&lt;/a&gt;</summary>
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