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  <title>Openpolis - Argomento: sud</title>
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  <updated>2012-04-15T00:00:00Z</updated>
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  <title>Raffaele LOMBARDO: &quot;Il Pdl ha sputtanato l'Italia&quot; </title>
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  <updated>2012-04-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626693</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Sicilia (Partito: MOV. PER L'AUTONOMIA) - Consigliere Regione Sicilia (Gruppo: MpA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Berlusconi e il suo partito hanno lasciato in ginocchio il Paese&quot;.
&lt;p&gt;&quot;Io sono uno dei fondatori di un piccolo partito, qual è il Movimento per l'Autonomia, e mi trovo da quattro anni a governare la Regione. Alfano, in qualità di luogotenente del Cavaliere, è il segretario di un partito e insieme, questo partito e i loro uomini, hanno sputtanato l'Italia a livello internazionale e lasciato in ginocchio l'intero Paese, oseremmo dire in braghe di tela. Chi paga di più i danni di questo Governo son le regioni Meridionali e le fasce deboli&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Ci hanno lasciato un buco della Sanità che è stato oggetto di un piano di rientro che abbiamo rispettato. Ci tengo anch'io molto a differenziare le nostre posizioni. Il disastro lo abbiamo ereditato. Abbiamo cercato di correre ai ripari e, nonostante le mille difficoltà, stiamo cercando di restituire una Sicilia più pulita e certamente migliore ai siciliani&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lasiciliaweb.it/stampa.php?id=75361&quot;&gt;lasiciliaweb&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: Riforma del lavoro, più azioni per l'inclusione delle donne</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/13/delia-murer/riforma-del-lavoro-pi%C3%B9-azioni-per-linclusione-delle-donne/626808"></link>
  <updated>2012-04-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626808</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E’ cominciato in Commissione, al Senato, la discussione sulla riforma del mercato del lavoro. Si è parlato molto, giustamente, in queste settimane di articolo diciotto, di flessibilità, di ammortizzatori sociali e di precarietà. Non si è parlato quasi per nulla di misure a sostegno dell’occupazione femminile. Un tema messo ai margini della discussione, mentre dovrebbe essere un elemento cardine per il rilancio e lo sviluppo del Paese. I dati Istat sul mercato del lavoro di marzo ci dicono che mentre il tasso di occupazione maschile (67,2 per cento) è stabile rispetto a febbraio, quello femminile (46,7 per cento) è in calo del 4 per cento rispetto al mese precedente. 
&lt;p&gt;Non solo: il 49,2 per cento delle giovani donne del Mezzogiorno è disoccupato. E laddove le donne trovano lavoro, prevalentemente si collocano nel segmento dei precari. Esiste, quindi, una specificità della questione femminile nella più generale vicenda del mercato del lavoro. La riforma proposta dal Governo, pur contenendo alcune proposte, non sembra tenerne conto. Il dibattito parlamentare dovrà spostare questo asse e introdurre misure più stringenti sul tema. Sia sul fronte di misure dirette sia su quello del riconoscimento del peso della donna nel ruolo familiare e nel lavoro di cura, su cui bisogna investire per dare un impulso all'occupazione femminile. 
&lt;p&gt;I tagli di questi anni stanno mettendo a dura prova i servizi pubblici locali per la famiglia: asili nido, tempo prolungato nelle scuole, assistenza ad anziani e disabili. La donna, nell’ambito familiare, è in genere caricata di tutte queste incombenze, e, venendo meno il servizio pubblico, sparisce un sistema di sostegno alla figura stessa della donna, costretta a tagliare il tempo del lavoro per dedicarsi alla cura dei figli, dei genitori anziani, della famiglia. Ripristinare, e anzi rilanciare, la rete di servizi per la genitorialità, per l’istruzione, per l’assistenza, serve a restituire alla donna una funzione più attiva sul mercato del lavoro.
&lt;p&gt;

Gli interventi previsti dalla riforma Fornero, in questo senso, appaiono insufficienti. Buono il congedo di paternità obbligatorio ma sono pochi i tre giorni. Siamo ben lontani dal modello occidentale. Il Parlamento europeo, infatti, non a caso chiede il congedo di paternità per almeno 15 giorni. Tutta la materia dei congedi parentali, in realtà, andrebbe riscritta, sul fronte della loro convenienza, della protezione da eventuali discriminazioni, per l’allargamento alle fasce di precariato, per il riconoscimento delle differenze e delle specificità.
&lt;p&gt;

Addirittura fuorviante la misura dei voucher per le baby sitter, che fa emergere il lavoro nero ma di certo non aiuta la maternità, collegata com’è al rientro al lavoro della donna in tempi più rapidi. Una misura che sottrae spazi all’esercizio della maternità e non compensa i tagli alla spesa e ai servizi per gli asili nido. Anche la norma sulle dimissioni in bianco, che andrebbe a tutelare maggiormente le donne, soggetto tradizionalmente più esposto a questa pratica, segna, al tempo stresso, un elemento positivo per l’iniziativa in sé ma un arretramento rispetto alla Proposta di legge che sta maturando in Commissione Affari sociali. Nell’insieme, quindi, il quadro degli interventi per una maggiore inclusione delle donne nella vita economica previsti dalla riforma del lavoro è insufficiente. Ci sarà da fare un lavoro attento, a cominciare dal Senato e poi alla Camera, per introdurre correttivi, misure più efficaci e ribaltare una impostazione che sembra puntare lo sguardo più sul passato che sul futuro.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/en/articoli-e-interventi/404-riforma-del-lavoro-piu-azioni-per-linclusione-delle-donne.html?tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;www.deliamurer.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sergio Nucci: L'anello al naso</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/27/sergio-nucci/lanello-al-naso/626336"></link>
  <updated>2012-03-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626336</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Cosenza (CS) (Gruppo: Altro) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Non ci scandalizza la decisione di dotare l’ospedale di Catanzaro “Pugliese-Ciaccio” di un Centro Pediatrico Regionale “Bambin Gesù”.
&lt;p&gt;
La nostra regione e, soprattutto, tutti i calabresi hanno titolo e diritto di rivendicare la migliore sanità possibile. Ben vengano, dunque, nuovi reparti, eccellenze e fiori all’occhiello disseminati in ogni dove nella nostra regione. Ciò che però ci lascia perplessi è di come, ancora una volta, venga realizzata la pratica dei “due pesi e due misure” da chi dovrebbe essere imparziale nelle decisioni. 
Ci riferiamo all’annosa vicenda della cardiochirurgia negata al nostro ospedale.
Da più tempo si parla dell’istituzione di cardiochirurgia a Cosenza, e da più tempo si risponde che è inutile duplicare un servizio che è già presente a Catanzaro e Reggio Calabria.
&lt;p&gt;
Allora ci chiediamo, prima che come consiglieri, come cosentini: è mai possibile che quando si pensa di istituire un nuovo reparto nell’Annunziata la risposta è che non si possono duplicare le strutture, ma quando le strutture esistenti a Cosenza (vedi chirurgia pediatrica) vengono duplicate in altre parti della regione queste diventino normale routine?&lt;br /&gt;

E ancora: l’apertura del nuovo reparto di chirurgia pediatrica, non inciderà pesantemente sui già provati bilanci della sanità calabrese?  E se la logica è quella di ridurre la spesa di 230 milioni per l’emigrazione sanitaria non sarebbe più opportuno dotare i maggiori ospedali regionali di strutture di eccellenza per la gran parte delle discipline medico-chirurgiche?
&lt;p&gt;
Che qualcuno ritenga che nella città di Telesio gli abitanti portino ancora l’anello al naso?
&lt;p&gt;

Sergio Nucci - “Buongiorno Cosenza”&lt;br /&gt;

Michelangelo Spataro - &quot;Lista Scopelliti”&lt;br /&gt;

Massimo Bozzo - “Unione di Centro”&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sergionucci.it/LeNews.htm&quot;&gt;Sito WEB&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelo BONELLI: “Mi candido a Taranto per l’aria pulita. Se sarò eletto, mi dimetterò da consigliere in Lazio&quot;  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/08/angelo-bonelli/%E2%80%9Cmi-candido-a-taranto-per-l%E2%80%99aria-pulita-se-sar%C3%B2-eletto-mi-dimetter%C3%B2-da-consigliere-in-lazio-intervista/625564"></link>
  <updated>2012-03-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625564</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Se sarò eletto, mi dimetterò da consigliere in Lazio e da presidente dei Verdi&quot;.
&lt;p&gt;“Mi candido a sindaco di Taranto per farne una grande questione nazionale”. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, lo ha annunciato ufficialmente.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; “Ci ho pensato molto in questi giorni e alla fine ho deciso di accettare. Sono consapevole della lacerazione che questo causerà nel centrosinistra, ma ritengo che sia una lacerazione necessaria per fare chiarezza: per me il modello economico dell’acciaio e della diossina è inaccettabile”.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Prima cosa: che c’entra lei con Taranto, Bonelli? Vive a Ostia.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

Già, e non è un mistero. La richiesta di candidarmi mi è arrivata da ‘Aria Pulita’, cartello di associazioni civiche e ambientaliste, seguita da pressioni molto forti perché accettassi. Sono persone straordinarie e visto cosa sta accadendo ho accettato. Sa che c’è scritto nella perizia epidemiologica su Taranto? Che la città ‘produce inquinamento e morte’.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;D’accordo, ma lei che ne sa di Taranto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

E’ una città che frequento e conosco da anni. Sono l’unico leader nazionale che ha sempre partecipato alle battaglie ambientaliste e sociali della città: per questo mi hanno chiesto di candidarmi.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Non lo fa solo per farsi pubblicità?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ma per favore. Questa è stata una scelta difficile proprio per i motivi contrari: in questa sfida ho tutto da perdere. Tra un anno ci sono le politiche e sarei potuto andarmene in Parlamento. Per di più, se il risultato sarà negativo, so bene che ne pagherò le conseguenze, soprattutto nel partito.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E allora?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ho deciso di correre in una città difficile e senza un profilo nazionale forte per contrastare sul territorio un modello politico ed economico inaccettabile: quello che continua a mettere in conflitto lavoro e salute, un modello trasversale agli schieramenti politici del Novecento. Le persone hanno diritto a lavorare per prendere uno stipendio, non per beccarsi un tumore.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei è già consigliere regionale nel Lazio. Prenderà un doppio stipendio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 

Se sarò eletto farò solo il sindaco: mi dimetterò non solo da consigliere, ma anche da presidente dei Verdi. Insisto: ho tutto da perdere.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Vuole fare delle comunali un referendum sull’Ilva?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

No, sarà un referendum su un’economia diversa. Non c’è solo l’Ilva, c’è l’Enichem, il quarto inceneritore pugliese che Vendola ha autorizzato proprio a Taranto, come se mancassero emissioni nocive.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come si crea questa economia diversa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Fosse per me io chiuderei subito le cokerie a caldo, come d’altronde avevano chiesto anche i carabinieri, per arrivare ad una dismissione programmata che dia il tempo alla città di rilanciarsi in ambiti più sostenibili: pesca e miticoltura, turismo e attività portuali.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Migliaia di posti di lavoro persi e lei propone le cozze e il turismo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Faccio un esempio. Pittsburgh è stata per decenni la capitale dell’acciaio, James Parton nel XIX secolo la definì “un inferno scoperchiato”. Bene, ha chiuso il suo polo siderurgico vent’anni fa e nel 2007 la rivista Forbes l’ha giudicata la città più pulita d’America. E non solo: ha avuto anche un incredibile sviluppo economico puntando sull’educazione, le tecnologie verdi, la robotica, la sanità. Si può rinnovare solo con una proiezione verso il futuro, l’avanguardia.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Torniamo al centrosinistra: lei si candida contro i suoi alleati.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Vero, ma mi è stato chiesto di candidarmi a Taranto dalla maggior parte del movimento che in questi anni ha dato una speranza alla città. Il sindaco Stefàno, invece, non le ha indicato nessuna alternativa e sull’Ilva ha pure firmato – dopo Vendola, comunque – l’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) che prevede di raddoppiare la produzione di acciaio e allenta i controlli ambientali.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ora l’Aia la contesta pure Vendola.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Bizzarro. Quando lo attaccai su questa cosa mi dissero che volevo solo speculare. Meglio tardi che mai, però non ho dimenticato che due giorni prima di quella firma i carabinieri del Noe (Nucleo operativo ecologico, ndr) avevano già consegnato il verbale dei loro accertamenti nell’Ilva e chiedevano il sequestro degli impianti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Vuole dare la colpa dell’Ilva a Vendola?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

Ma che c’entra? Dico che finora dalle istituzioni cittadine e regionali c’è stata una certa tolleranza rispetto ai grandi colossi industriali: è il conflitto tra salute e lavoro di cui parlavo. E poi è stato un pessimo segnale farsi surrogare dalla magistratura: erano anni che chiedevamo le perizie chimica ed epidemiologica, ma Regione e comune niente. Ci ha dovuto pensare il Gip. Intanto la gente ha continuato ad ammalarsi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come sarà la sua campagna elettorale?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

L’alleanza civica che stiamo costruendo, che includerà anche una lista ‘Mamme per Taranto’, chiederà il voto a tutti. Voglio ricordare uno striscione di ragazzi di Taranto che vidi in una manifestazione già nel 2009: “Né destra, né sinistra, vogliamo aria pulita”.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/08/angelo-bonelli-candido-sindaco-taranto-laria-pulita-anche-contro-miei-alleati/196300/&quot;&gt;il Fatto Quotidiano -  Marco Palombi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE BORTOLUSSI: Lavoro: Cgia Mestre, busta paga precari è di 836 euro al mese</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/06/giuseppe-bortolussi/lavoro-cgia-mestre-busta-paga-precari-%C3%A8-di-836-euro-al-mese/624285"></link>
  <updated>2012-02-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624285</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: Altro) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Su un totale di oltre 3.315.000 lavoratori senza un contratto di lavoro stabile - esordisce il segretario della CGIA di Mestre - quasi 1.289.000, pari al 38,9% del totale, non ha proseguito gli studi dopo aver terminato la scuola dell'obbligo.
&lt;p&gt; Questi precari con basso titolo di studio sono in questa fase di crisi economica quelli più a rischio. Nella stragrande maggioranza dei casi svolgono mansioni molto pesanti da un punto di vista fisico e sono occupati soprattutto nel settore alberghiero, in quello della ristorazione e nell'agricoltura. 
&lt;p&gt;Per questo ritengo che i percorsi formativi debbano essere posti al centro di un seria riflessione tra i politici e gli addetti ai lavori, affinchè vengano si individuino delle risposte in grado di avvicinare in maniera più costruttiva l'attività formativa e il mondo delle imprese».
&lt;p&gt;Un lavoratore precario percepisce mediamente 836 euro al mese, solo il 15% ha una laurea, la Pubblica amministrazione è il suo principale datore di lavoro e nella maggioranza dei casi lavora nel Mezzogiorno (35,18% del totale). 
&lt;p&gt;Secondo l'analisi della CGIA di Mestre l'identikit del lavoratore precario italiano include le seguenti tipologie di occupati: i dipendenti a temine involontari; i dipendenti part time involontari; i collaboratori che presentano contemporaneamente 3 vincoli di subordinazione, monocommittenza, utilizzo dei mezzi dell'azienda e imposizione dell'orario di lavoro; i liberi professionisti e lavoratori in proprio (le cosiddette Partite Iva) che presentano in contemporanea i 3 vincoli di subordinazione descritti nel punto precedente.

&lt;p&gt;
In termini assoluti l'esercito dei precari è pari a 3.315.580 unità, e la retribuzione netta mensile media tra i giovani con meno di 34 anni è di 836 euro. Questa retribuzione sale a 927 euro mensili per i maschi e scende a 759 euro per le donne. La CGIA tiene a precisare che questi importi escludono altre mensilità (tredicesima, quattordicesima, etc.) e le voci accessorie percepite regolarmente tutti i mesi, come ad esempio i premi di produttività, le indennità per missioni, etc.. 
&lt;p&gt;Per quanto riguarda il titolo di studio, quasi uno su due (per l'esattezza il 46% del totale) ha un diploma di scuola media superiore, il 39% circa ha concluso il percorso scolastico con il conseguimento della licenza media e solo il 15,1% è in possesso di una laurea.

&lt;p&gt;La più alta concentrazione di lavoratori precari italiani è nel Pubblico impiego. Infatti, nella scuola e nella sanità ne troviamo 514.814, nei servizi pubblici e in quelli sociali 477.299. Se includiamo anche i 119.000 circa che sono occupati direttamente nella Pubblica amministrazione (Stato, Regioni, Enti locali, etc.), il 34% del totale dei precari italiani è alle dipendenze del Pubblico (praticamente uno su tre). Gli altri settori che registrano una forte presenza di questi lavoratori atipici sono il commercio (436.842), i servizi alle imprese (414.672) e gli alberghi ed i ristoranti (337.379).
&lt;p&gt;

A livello territoriale è il Sud che ne conta il numero maggiore. Se oltre 1.108.000 precari lavorano nel Mezzogiorno (pari al 35,18% del totale), le realtà più coinvolte, prendendo come riferimento l'incidenza percentuale di questi lavoratori sul totale degli occupati a livello regionale, sono la Calabria (21,2%), la Sardegna (20,4%), la Sicilia (19,9%) e la Puglia (19,8%).&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-Lavoro__Cgia_Mestre__busta_paga_precari_e__di_836_euro_al_mese-1121315-ECO.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: Riforma del lavoro, attenzione alle pari opportunità</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/25/delia-murer/riforma-del-lavoro-attenzione-alle-pari-opportunit%C3%A0/623613"></link>
  <updated>2012-01-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623613</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Governo, insieme alle parti sociali, ha avviato il tavolo di discussione e di elaborazione per una riforma del mercato del lavoro. Si tratta di uno snodo fondamentale per modernizzare il Paese e consentire all’Italia di governare meglio questa insidiosa crisi economica internazionale. Si parla di riforma della cassa integrazione, di redditi più alti per i precari, di nuovi ammortizzatori sociali, di costo del lavoro e di produttività.
&lt;p&gt;
Inutile, in questa fase, commentare le indiscrezioni sulle misure che sono in cantiere. Non c’è ancora una traccia precisa ed è bene rinviare ogni commento a quando il Governo avrà presentato, con chiarezza, una sua proposta organica. Il Partito Democratico è impegnato, però, nel suo sostegno al Governo, a segnalare con forza il grosso disagio che attraversa il mercato del lavoro e in particolare le categorie più deboli, più esposte alla crisi. Parliamo di chi perde il posto di lavoro, di chi è disoccupato da troppo tempo, di chi entra sul mercato dalla porta secondaria della precarietà e, invece di progredire, rimane sempre su quell’uscio incerto che ne condiziona la realizzazione personale e professionale. Tra i temi su cui faremo una battaglia c’è sicuramente il lavoro delle donne, questa difficile frontiera che vede le donne dover conciliare faticosamente i vari ruoli a cui sono chiamate, doverlo fare in condizioni più difficili, con meno prospettive di carriera, con meno retribuzione, pur avendo più competenze e preparazione. Dati drammatici, in questo senso, sono emersi di recente nel rapporto ombra Cedaw, uno studio sull’applicazione della Convenzione internazionale sui diritti delle donne per garantire pari opportunità in ambito sia pubblico che privato. La ricerca, condotta da associazioni e organizzazioni, è stata presentata qualche giorno fa alla Camera dei deputati con una iniziativa chiamata “Lavori in Corsa”.  
&lt;p&gt;Diversi i dati che colpiscono. La pensione delle donne è mediamente più bassa del 30,5% rispetto a quella degli uomini: gli uomini rappresentano il 47% dei pensionati ma incassano il 56% del “monte pensioni”.  Le studentesse rappresentano il 58% dei laureati, ma le ricercatrici universitarie sono il 40%, le professoresse associate il 32%, le ordinarie solo il 14% e sono 2 le uniche donne rettore in tutta Italia.
Una donna su due non cerca lavoro, e nelle Regioni del Sud il tasso raggiunge picchi del 63%. In Italia oltre un quarto delle donne occupate abbandona il lavoro dopo la maternità: solo nel 2010 per questo motivo 800 mila donne sono uscite dal mercato del lavoro. 
&lt;p&gt;Infine c’è il problema delle ‘dimissioni in bianco’, una pratica usata dai datori di lavoro per licenziare le lavoratrici che finiscono in maternità.&lt;br /&gt;
 Si calcola che un lavoratore su quattro abbia conosciuto questa cosa almeno una volta nella sua vita professionale. 
&lt;p&gt;Il quindici per cento dei contratti a tempo indeterminato viene accompagnato dalla “richiesta” di firmare contestualmente anche le dimissioni in bianco.&lt;br /&gt;
 Nel 90 % dei casi queste vengono depositate quando una lavoratrice ha una gravidanza. Per porre fine a questa terribile pratica, nel 2007 il Parlamento italiano aveva approvato una legge in base a una direttiva europea. Era la legge 188. E imponeva l'obbligo di redigere le dimissioni su un apposito modello informatico, predisposto e reso disponibile da uffici autorizzati, impedendo, quindi, di poter conservare le dimissioni in bianco e poterle depositare a piacimento del datore di lavoro. Il governo Berlusconi, purtroppo, ha cancellato quella norma nel giugno del 2008. Il tema deve assolutamente tornare nell’agenda del Governo. Il Ministro Fornero ha detto che la questione è allo studio del suo Ministero ma ha escluso, in un question time al Senato, il ritorno della legge 188. Il Pd, invece, deve fare una battaglia proprio per il ripristino di quella legge, che rappresenta l’unico strumento in grado di debellare una pratica selvaggia, inumana e antidemocratica. In questo senso segnalo che è cominciata in Commissione Lavoro alla Camera l’esame di una Proposta di legge di cui sono firmataria che mira proprio a ripristinare la norma cancellata.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=7%3Ageneraliste&amp;id=371%3Ariforma-del-lavoro-attenzione-alle-pari-opportunita&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;deliamurer.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco Pastore: Tagli di Trenitalia: &quot;La Bat è la più penalizzata&quot;</title>
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  <updated>2011-11-17T00:00:00Z</updated>
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  <id>618155</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Puglia (Gruppo: Misto) - Pres.  Consiglio Comunale Barletta (BT) (Gruppo: PS) - Consigliere  Consiglio Comunale Barletta (BT) (Gruppo: PS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«La logica del profitto da una parte e il disinteresse dall’altra hanno prodotto i tagli al sistema del trasporto pubblico nella nostra Regione. Trenitalia e il Governo uscente hanno tagliato fuori una parte del Paese, mentre altrove, in Val di Susa vogliono imporre quello che le popolazioni non vogliono, privano il Sud dei collegamenti necessari col resto dell’Italia, tagliando corse e soste di treni a lunga percorrenza e non solo».
&lt;p&gt;

«Nel territorio della Sesta provincia, infatti, oltre ai tagli degli Eurostar ci sono stati quelli sulla linea Barletta-Spinazzola. Anche di questo si parlerà nel prossimo Consiglio regionale, dei disagi del nostro territorio e di tutta la regione. In questo senso mi sento di condividere la mozione di Sel e PpV e l’obiettivo che contiene di programmare e riorganizzare la nostra rete di trasporti, anche per ottemperare all’indirizzo che la regione Puglia e il governo regionale, si è da principio dato sul tema di uno sviluppo di sistemi di trasporto integrato e sostenibile». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.barlettalive.it/news/Cronaca/165865/focus.aspx#main=articolo&quot;&gt;www.barlettalive.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: “L’Italia deve essere orgogliosa di contribuire al sostegno delle istituzioni europee”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/26/patrizia-toia/%E2%80%9Cl%E2%80%99italia-deve-essere-orgogliosa-di-contribuire-al-sostegno-delle-istituzioni-europee%E2%80%9D/617681"></link>
  <updated>2011-10-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617681</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Assurde le contestazioni mosse da Castelli all’Europa. L’Italia deve essere orgogliosa di contribuire al sostegno delle istituzioni europee, che non sono affatto una “baracca”, come dice lui». È il commento di &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, deputata europea del Partito Democratico e vicepresidente del gruppo S&amp;D al Parlamento Europeo, all’intervista rilasciata da Roberto Castelli a &lt;i&gt;Il Giornale&lt;/i&gt;. 
&lt;p&gt;

«L’Europa eroga moltissimi finanziamenti che sostengono l’economia italiana, le nostre imprese, le nostre iniziative sul territorio; fondi che, purtroppo, come è emerso anche dalle cronache recenti, vengono utilizzati troppo poco nel nostro Paese (soprattutto dalle Regioni del Sud che, invece, sarebbero quelle che ne hanno maggiore necessità)  e di questo scarso utilizzo delle risorse che l’Unione Europea mette a disposizione la colpa è nostra che non vogliamo o non sappiamo muoverci per richiedere quanto occorre. Anziché accusare l’Europa per quello che prende dall’Italia, Castelli farebbe bene ad accusare il governo italiano e gli amministratori per come non sono in grado di utilizzare quanto, invece, l’Europa concede» - prosegue &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;.


&lt;p&gt;«L’Europa è la nostra patria, è il luogo in cui si deve stare per contare qualcosa nello scenario globale e per affrontare le sfide future, troppo grandi e complesse per essere superate dai singoli Stati da soli. Se poi Castelli ritiene che l’Italia debba ottenere ulteriori finanziamenti, chieda al suo governo di impegnarsi per ottenerli, invece di lamentarsi o di assistere in silenzio alle figuracce che il Presidente del Consiglio fa fare all’Italia ogni volta che si presenta alle istituzioni europee. Anche perché se abbiamo così pochi finanziamenti é perché non siamo capaci di contribuire con il cofinanziamento» - conclude &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;. 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marcello Lanotte: Barletta: «Bisogna compiere una riflessione seria sullo stadio nuovo»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/07/marcello-lanotte/barletta-%C2%ABbisogna-compiere-una-riflessione-seria-sullo-stadio-nuovo%C2%BB/609246"></link>
  <updated>2011-09-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609246</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Barletta (BT) (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Alla luce del dibattito sviluppatosi in questi ultimi mesi, ritengo sia giunto il momento di compiere una riflessione seria sulla questione stadio». 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Interviene così, ai microfoni di Barlettalife, il consigliere comunale Marcello Lanotte.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

«A tal proposito appare opportuno interrogarsi se i lavori di adeguamento dello stadio, 3 mln di euro circa, non rischinodi risultare un investimento su una struttura obsoleta e fortemente condizionata, apparendo, così, l'ennesimo sperpero di danaro pubblico. Pertanto, ritengo si debba scartare la predetta ipotesi ed indirizzarsi verso la realizzazione di un nuovo stadio.
&lt;p&gt;


In quest'ultimo anno in molti hanno parlato in maniera propagandistica, per non dire a vanvera, senza offrire una soluzione concreta. Oggi, occorre, invece, passare dalle enunciazioni strumentali ai fatti. A mio avviso, alla luce delle ristrettezze economiche pubbliche, ci sarebbero due possibilità di realizzazione di un nuovo stadio: unproget financing, che consenta ai privati di realizzare una struttura sportiva in grado di rappresentare un contenitore in cui realizzare le più disparate attività, garantendo al privato attuatore anche un ritorno economico, oppure la cessione in gestione di una struttura sportiva polifunzionale da realizzare in un'area comunale da gestirsi in compartecipazione mista tra pubblico e privato.

&lt;p&gt;
Sono consapevole che queste sono solo due possibili soluzioni di questa annosa questione, ma se la politica cittadina dovesse agire in maniera sinergica e coesa, senza farsi prendere dalla polemica sterile e controproducente, potrebbero svilupparsi ulteriori soluzioni. Ecco perchè nei prossimi giorni sarebbe opportuno dare voce ad un dibattito ufficiale, magari attraverso un Consiglio comunale monotematico, consentendo così a tutti i consiglieri comunali, senza distinzione politica, di confrontarsi pubblicamente e nell'interesse supremo della città su questa annosa questione.

&lt;p&gt;
Ritengo, altresì, sia opportuno che, a seguito dell'auspicato Consiglio comunale, ogni successivainiziativa venga coordinata congiuntamente dallo stakanovista ed encomiabile Presidente Tatò e dal nostro Sindaco che, al di là dellechiacchiere di «politici da bar», ha sempre manifestato affetto edinteresse rispetto alle sorti del Barletta calcio intuendo che oggi losport è una valvola di sfogo sociale e ricreativo per i nostri concittadini.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.barlettalife.it/magazine/notizie/bisogna-compiere-una-riflessione-seria-sullo-stadio-nuovo/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+barlettalife+%28Barlettalife+Magazine%29&amp;utm_content=Google+Reader&quot;&gt;www.barlettalife.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio Carpagnano: Barletta. Degrado nel centro storico: «Useremo le segnalazioni per migliore i servizi per il territorio» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/05/antonio-carpagnano/barletta-degrado-nel-centro-storico-%C2%ABuseremo-le-segnalazioni-per-migliore-i-servizi-per-il-territorio%C2%BB/609240"></link>
  <updated>2011-09-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609240</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Vicesindaco  Comune Barletta (BT) (Partito: PSI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Dopo la pubblicazione degli articoli di stampa sull'argomento, interviene l'Assessore all'Ambiente che ha effettuato un'accurata ricognizione dei luoghi.&lt;/i&gt; 
&lt;p&gt;
&quot;Desidero innanzitutto ringraziare i cittadini che mantengono alto il livello di attenzione sulla qualità della vita, segnalando le disfunzioni e gli inconvenienti che nocciono alla fruizione ed alla percezione che si ha del patrimonio culturale ed ambientale della nostra città. Ad essi faccio appello affinchè proseguano in tale utile azione civica.
&lt;p&gt;

Nel contempo è nostro preciso compito utilizzare tali segnalazioni quale leva gestionale per migliorare ed ottimizzare i servizi svolti sul territorio. Stante l'attuale andamento climatico erano stati già programmati alcuni interventi aggiuntivi di lavaggio e disinfezione dei cassonetti e della pavimentazione del centro storico.

&lt;p&gt;
Dobbiamo prendere atto che la filiera richiede l'azione congiunta di tre attori: il comune che formula gli indirizzi ed assicura lo stanziamento delle risorse, la Bar.S.A. che assicura la gestione del servizio e l'utenza che deve fruire correttamente del miglior servizio possibile. Nel corso dell'odierno sopralluogo congiunto tra Comune e Bar.S.A., con l'ausilio di agenti della Polizia Municipale, si è preso atto che alcuni operatori commerciali depositano i rifiuti fuori dai cassonetti determinando sgocciolamenti, insudiciamento del suolo pubblico e produzione di cattivi odori. Sarà nostra premura sensibilizzare gli esercenti affinchè fruiscano del servizio senza determinare quegli impatti negativi che, alla fine, penalizzano tutti.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.barlettalife.it/magazine/notizie/degrado-nel-centro-storico-interviene-l-assessore-carpagnano/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+barlettalife+%28Barlettalife+Magazine%29&amp;utm_content=Google+Reader&quot;&gt;www.barlettalife.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco MICCICHE': «Stop allo strapotere della Lega, il Sud merita più attenzione»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/05/gianfranco-micciche/%C2%ABstop-allo-strapotere-della-lega-il-sud-merita-pi%C3%B9-attenzione%C2%BB-intervista/608074"></link>
  <updated>2011-09-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>608074</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) -  Sottosegretario  Presidenza del Consiglio delega al CIPE (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Sono favorevolissimo al laboratorio per il Sud proposto dal presidente del Senato Renato Schifani. Anzi, ci vorrebbero più occasioni di confronto come questa. Dichiaro fin da adesso la mia disponibilità», dice il sottosegretario Gianfranco Micciché, leader del Grande Sud. Perché è questo, da oggi, il nome nuovo di Forza Sud, partito nato per fare da contraltare «allo strapotere della Lega».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Sottosegretario, come mai tanto entusiasmo, visto che proprio lei è stato spesso molto critico verso la sua stessa maggioranza, definita perlomeno disattenta verso il Mezzogiorno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Questa è una proposta che arriva da una carica istituzionale e non ha il marchio di alcun partito. Il Grande Sud, che punta a una rappresentanza sul territorio, non può che approvare iniziative di questo genere che servono anche a bilanciare il peso della Lega, che ha sempre condizionato questo centrodestra. Comunque, la scarsa attenzione per il Sud è una caratteristica di tutti i governi».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Che cosa c’è per il rilancio del Sud in questa manovra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ma è un provvedimento che impone sacrifici, non ci possono essere elementi di rilancio».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Rilancio, crescita, è questo che chiede l’Europa per tutto il Paese. Va bene risparmiare, tagliare, ma senza crescita non si va da nessuna parte.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Questa manovra è stata fatta per un problema di bilancio, perciò è più semplice immaginare di ridurre le spese. Vedremo nei fatti come avranno trattato il Sud: se i sacrifici saranno distribuiti in modo equilibrato allora capiremo che non si vuole penalizzare il Mezzogiorno. Il rilancio è iniziato con il piano per il Sud e lo sblocco dei Fas regionali, un segnale importante. Resta da vedere se è una tendenza strutturale, anche se abbiamo qualche dubbio visto che hanno tentato di intervenire sulle pensioni – il riscatto degli anni di laurea e del servizio militare – che avrebbero penalizzato soprattutto chi vive in regioni dove il precariato e la disoccupazione raggiungono percentuali molto alte».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;I fondi Fas sono salvi, ma se non vengono spesi che si fa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Lo chieda alle Regioni. Mica sono come Tremonti e la Lega, che pensano sia inutile dare soldi che poi non verranno utilizzati. Noi siamo invece convinti che verranno spesi bene, come già è avvenuto».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;La metamorfosi della manovra è continua. Che ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«È stata l’Europa a chiederci questa manovra e noi non ci opponiamo. Il mio partito ha presentato i suoi emendamenti e ha avuto le sue vittorie. Mi chiedo solo che senso abbia restare in Europa a queste condizioni…».
&lt;p&gt;

 
&lt;b&gt;
Niente primarie, Berlusconi ancora candidato premier per il 2013. D’accordo con Angelino Alfano?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non mi interessano le primarie, se il Pdl vuole che se le faccia. Personalmente le considero la negazione della politica, che dovrebbe avere la capacità di scegliere la persona più adatta da candidare alla guida del Paese. Fare le primarie mi sa tanto di Ponzio Pilato: me ne lavo le mani, che decidano gli altri».
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Dunque, riconfermare Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Mi sembra abbastanza logico. Finora il premier è stato costretto più che altro a mediare tra i territori, sotto il perenne ricatto della Lega. Con il Grande Sud l’equilibrio sarà già raggiunto all’interno della maggioranza».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=13W6O8&quot;&gt;Il Mattino - Maria Paola Milanesio&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: «Ma quale antipolitica e voto di protesta. Napoli non è forcaiola, chiede legalità»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/31/luigi-de-magistris/%C2%ABma-quale-antipolitica-e-voto-di-protesta-napoli-non-%C3%A8-forcaiola-chiede-legalit%C3%A0%C2%BB-intervista/574918"></link>
  <updated>2011-05-31T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>574918</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) - Sindaco  Comune Napoli (NA) (Partito: IdV) - Consigliere  Consiglio Comunale Napoli (NA) (Lista di elezione: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Sei tu il sindaco? Ormai parlano tutti con te. Guarda che non ho problemi, me ne vado». Gioca Luigi de Magistris. Gioca con Marzia Bonacci, il suo portavoce-angelo custode. Scherza con il tecnico di Sky che gli mette il microfono: «Allunghi il filo, il sindaco è alto. Mica è come Berlusconi». Posa insieme a due pizzettai che imbracciano una mega-margherita con su scritto «de Magistris sindaco». Tira aria di festa all’hotel Royal Intercontinental e l’ex pm accetta di rispondere alle domande dei giornalisti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;De Magistris, cominciamo con Napolitano. Cosa ha detto al presidente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Gli ho raccontato la gioia, la mobilitazione della gente. La vittoria dei giovani, soprattutto. Ho voluto trasmettere al Presidente il grandissimo entusiasmo che si respira in questi giorni nella sua città. Gli ho garantito che ridarò orgoglio e dignità a Napoli. Mi ha detto che fare il sindaco è uno dei compiti più difficili, ma mi ha incoraggiato».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un ex pm sindaco di una città ad alto tasso di criminalità. Farà lo sceriffo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Purtroppo non sono più un pubblico ministero. Dico purtroppo perche l’avrei voluto fare per tutta la vita, ma mi è stato impedito. Napoli non ha scelto un ex pm, ha scelto un politico a tutto tondo. Magistrati dentro si è sempre, ma Napoli non è forcaiola e giustizialista. Napoli vuole giustizia sociale e legalità. Una legalità seria, una legalità nei diritti, non nelle manette facili».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ha fatto il pieno, si aspettava il 65%?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«No, neppure in sogno, basta pensare che i partiti che mi sostenevano erano al 6-7%. Ma la storia insegna che gli ultimi saranno i primi. Qui è successo qualcosa di straordinario, con gli apparati e i soldi che erano dall’altra parte. E’ accaduto che è nato un nuovo modo di fare politica che va oltre Berlusconi e oltre i partiti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Milano chiama, Napoli risponde.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Finalmente Napoli è libera e liberata. Finalmente l’Italia è unita. Unita non più nel malaffare, ma nella solidarietà, giustizia e uguaglianza. Credo molto al messaggio che unisce Napoli a Milano. Ma a Napoli è accaduto qualcosa di più importante di ciò che è successo a Milano: qui parte un laboratorio inedito, fuori dallo schema centrosinistra-centrodestra. Abbiamo scritto una pagina del tutto nuova della politica: la politica fuori dagli apparati, una militanza e un entusiasmo che forse a Napoli non si erano mai visti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Porterà la protesta a palazzo San Giacomo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il mio non è un voto di protesta. Non è anti-politica. I napoletani hanno dimostrato cuore e cervello. Il messaggio che viene da qui è una partecipazione straordinaria dal basso: protesta contro il sistema e proposta verso chi, come me, dà un segnale di cambiamento della politica facendo politica. Nessun analista aveva previsto la mia vittoria, tanto meno di queste proporzioni. Siamo ben oltre all’Idv e al centrosinistra. Questa è l’occasione straordinaria anche per la nascita di una nuova classe dirigente del Mezzogiorno: il Sud dimostra di saper rispondere a un messaggio forte di cambiamento».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Aveva detto: «Non sarò il sindaco dell’Idv». Ma oggi Di Pietro era al suo fianco. E’ tornato nei ranghi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La presenza di Di Pietro è fisiologica. Tonino fa bene ad essere contento, perché questa è una vittoria anche dell’Idv. Come fanno bene il Pd e la Sel a festeggiare, visto che mi hanno sostenuto dopo il primo turno. Ma io non sono il sindaco dell’Idv e non lo sarò. Sono il sindaco della città, tant’è che rinuncerò alla tessera e a ogni incarico di partito. La mia amministrazione non darà conto a nessuno, se non ai cittadini».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
C’è chi dice che per voler fare il sindaco a Napoli bisogna essere un po’ folli.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La responsabilità è forte, ma la vivo con leggerezza. Avverto il forte sostegno della gente e sono sicuro che i napoletani mi aiuteranno a governare: insieme, oserei dire, abbiamo stretto un patto d’amore. E poi, i napoletani hanno molto bisogno di esempi di etica pubblica e di poter credere nelle istituzioni. Ma se hanno il modo di poterci credere, rispondono benissimo. Meglio che al Nord. Napoli è dipinta senza orgoglio e senza dignità, ma non è così. E con questo voto la città, i napoletani, hanno reagito. Hanno scritto una pagina storica».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non ha il timore che, finita la festa, chi sta dietro alla vicenda rifiuti le faccia trovare presto Napoli piena di munnezza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«I trabocchetti, gli intralci, sono dietro l’angolo. E sono sicuro che di problemi ce ne saranno tanti. E’ scontato, visto che ho preso l’impegno di rompere definitivamente il rapporto tra camorra e politica. Ma mi sento forte. Il popolo, i giovani, sono con me. Sento dietro di me un grande mandato popolare, i numeri lo dimostrano. Sarò il sindaco anche di chi ha votato Lettieri al primo e al secondo turno. Mi auguro, però, che l’opposizione lavori correttamente in Comune e abbandoni ogni tentazione di ricorrere al metodo Boffo fatto di dossier. Metodo che non appartiene alla cultura democratica di questa città».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Regione e Provincia sono governati dal Pdl. Cosa si aspetta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Con le altre istituzioni cercherò di avere un rapporto corretto. Soprattutto con Caldoro, il presidente della Regione, sono sicuro non ci saranno problemi: anche lui ha tutto l’interesse che Napoli e la Campania decollino. E se non fosse d’accordo, abbiamo la forza per fargli cambiare idea su alcune scelte che non condividiamo, a cominciare dal secondo termovalorizzatore a Ponticelli».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quale sarà la fisionomia della giunta. Darà spazio ai partiti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E’ presto per dirlo. Sto solo ora cominciando a realizzare che ho preso il 65%, che è un risultato straordinario. Ora posso dire che voglio giovani e donne, persone oneste, competenti, credibili e coraggiose. I partiti? Li ascolterò, non sono demoniaci e non sono una maledizione, sono fondamentali per la democrazia. Ma i partiti hanno capito che devono stare un passo indietro: sarò io ad assumermi la responsabilità di ogni scelta, in piena libertà».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ha detto: «Pasquino del Terzo Polo darà un contributo importante». Entrerà in giunta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Di Pasquino ho apprezzato la serietà con cui ha condotto la campagna elettorale e ho apprezzato che mi abbia sostenuto. E non era affatto scontato. Ma in giunta non entrerà, lo vedo perfetto nel ruolo di presidente del Consiglio comunale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Roberto Saviano l’ha sostenuta.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E gliene sono molto grato. Abbiamo liberato Napoli anche per lui. Oggi scatta la nostra liberazione. Creerò subito le condizioni perché Saviano possa tornare a vivere una vita normale in città».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=10RB7K&quot;&gt;Il Messaggero - Alberto Gentili&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giulio TREMONTI: &quot;Il Sud è troppo lontano Spreca risorse ma non cresce...&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/14/giulio-tremonti/il-sud-%C3%A8-troppo-lontano-spreca-risorse-ma-non-cresce/560877"></link>
  <updated>2011-05-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>560877</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Economia e Finanze (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Non ci si può sognare di fare lo sviluppo con la spesa pubblica&quot;. Poi parla del Sud: &quot;E' una realtà che va indietro e non avanza. Bisogna fare di più. Cominciando a spendere i soldi dell'Europa&quot;
&lt;p&gt;&quot;Non ci si può sognare di fare lo sviluppo con la spesa pubblica. L’unico sviluppo che si fa con la spesa pubblica è l’aumento della stessa spesa pubblica&quot;. Lo ha detto il ministro dell’Economia e delle Finanze Giulio Tremonti intervenendo al convegno Crescere tra le righe organizzato al Borgo La Bagnaia dall’Osservatorio permanente Giovani - Editori.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La questione meridionale&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Il problema dell’Italia &quot;resta la grande questione meridionale&quot;. Il fatto che l’Italia sia un &quot;paese duale&quot; che cresce a due velocità ne frena lo sviluppo. Tremonti torna a sollevare il problema del Mezzogiorno e in particolare punta il dito contro lo spreco che viene fatto dei fondi europei. &quot;Quest’anno - ha ribadito - stiamo rischiando di perdere 6 miliardi&quot;. &quot;Il Nord - ha osservato il ministro - è la regione più ricca d’Europa, mentre il Sud è una realtà che arretra e non avanza&quot;.  

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Spendere i soldi dell'Europa&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &quot;La questione meridionale - ribadisce il responsabile dell'Economia - è un fatto politico. Il grande punto del Meridione è che deve spendere i soldi europei che ci sono&quot;. &quot;Al Sud vengono spesi solo il 10% delle risorse provenienti da Bruxelles -continua Tremonti- si vantano quando arrivano al 20%. Quei soldi non spesi vanno ad altri Paesi europei. Questa è una follia&quot;. Allora, conclude il ministro, &quot;la classe politica del Mezzogiorno è capace di spendere questa infinita quantità di capitali o no? Quest’anno stiamo rischiando di perdere 6 miliardi di euro&quot;.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Potremmo tornare avanti alla Germania&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 L’Italia potrebbe recuperare il terreno perso rispetto all’economia tedesca. &quot;Per cinque anni - ha detto Tremonti - siamo stati davanti alla Germania. Poi è avvenuto un cambiamento, la Germania ha fatto più e diversamente, e ha avuto la fortuna terribile di incrociare la domanda cinese&quot;. Tuttavia - ha aggiunto - &quot;non è detto che tra qualche anno ci troviamo posizione ribaltata&quot;. Tremonti ha anche salutato ironicamente con un &quot;welcome, Germania&quot; il fatto che l’economia tedesca si sia ritrovato con il terzo debito pubblico mondiale durante la crisi, facendo retrocedere l’Italia alla quarta posizione. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Le spiagge&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &quot;Per lo sviluppo - rivela il ministro - abbiamo fatto un decreto l’altro giorno ed è per certi aspetti pittoresco quanta attenzione sia stata data al tema delle spiagge. E ora posso dire che delle spiagge non me ne frega un tubo&quot;. Quello che è importante, ha spiegato il ministro, &quot;sono i distretti turistici, che sono fondamentali per il paese&quot;. Poi il ministro ha ricordato come nel recente decreto per lo sviluppo varato dal governo &quot;i distretti industriali sono in campo&quot;, lamentando come alcuni aspetti innovativi siano stati ignorati: &quot;voglio solo ricordare ad esempio che c’è il credito d’imposta per la ricerca e c’è credito d’imposta per chi assume nel Sud&quot;. Poi, il titolare del discatero di via XX Settembre bacchetta i media: &quot;Parlando tra l’altro di stampa alla stampa, ho fatto notare che mentre il decreto sviluppo si espandeva dal Mezzogiorno alle opere pubbliche, dalla ricerca scientifica alla semplificazione, ai distretti-alberghieri, l’attenzione si è curiosamente e freneticamente concentrata solo sulle spiagge&quot;. &lt;br /&gt;



&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/economia/crisi_economica_ricetta_tremonti__non_si_fa_sviluppo_spesa_pubblica/tremonti-crisi_economica-ripresa-debito_pubblico/14-05-2011/articolo-id=523167-page=0-comments=1&quot;&gt;www.ilgiornale.it&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Giulio TREMONTI: «Spiagge? Posso dirlo adesso, non me ne frega un tubo»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/14/giulio-tremonti/%C2%ABspiagge-posso-dirlo-adesso-non-me-ne-frega-un-tubo%C2%BB/560870"></link>
  <updated>2011-05-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>560870</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Economia e Finanze (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il problema per la crescita italiana è il Sud. E pesa anche un'economia illegale che ha ancora una quota rilevante nel Paese. A dirlo è Giulio Tremonti, durante un convegno organizzato dall'Osservatorio Giovani-Editori nel quale il ministro dell'Economia avverte che la medicina del debito pubblico è finita e ironizza sulle polemiche relative al decreto sviluppo e all'allungamento del diritto di superficie sulle spiaggie al 90 anni, poi ridotti a 20. È «pittoresca» - dice - tutta «l'attenzione che è stata data alle spiagge, di cui, posso dirlo adesso, non me ne frega un tubo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;WWF e FAI: Tremonti si occupi dell'evasione fiscale degli stabilimenti balneari.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Il ministro Tremonti dice che delle spiagge 'non me ne frega un tubò mentre invece dovrebbe, visto i pochi soldi che lo Stato incassa per le concessioni demaniali e vista l'altissima evasione fiscale degli stabilimenti balneari». &lt;br /&gt;
Lo affermano il Fai e il Wwf in una nota congiunta. «Gli incassi dell'erario per le concessioni demaniali relative alle spiagge nel 2009 sono stati di 103 milioni di euro, un'inezia se si considera che gli stessi gestori dichiarano incassi per circa 2 miliardi di euro e se si considera che alcune stime attendibili ritengono che gli introiti reali siano addirittura 5 volte superiori. Infatti non tutti sanno che gli stabilimenti balneari per i servizi in concessione (ombrelloni, lettini e cabine) non sono tenuti allo scontrino fiscale ma a una rendicontazione quotidiana che avviene a fine giornata rendendo praticamente impossibile ogni controllo». «La prova provata degli alti introiti - concludono Fai e Wwf - consiste anche nel fatto che molti stabilimenti subappaltano la gestione dei servizi ristoro il che significa che a guadagnare sono due distinti soggetti, il titolare della concessione e il gestore della ristorazione.
&lt;p&gt; Insomma, considerando 18 milioni di metri quadrati di spiagge in concessione lo Stato incassa 50 centesimi per metro quadro al mese. Introiti tutti a vantaggio dei privati e forse su questo il ministro Tremonti, che per la verità aveva tentato un aumento dei canoni di concessione, dovrebbe tornare ad occuparsene».   &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.leggo.it/stampa_articolo.php?id=121362&quot;&gt;Leggo Italia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelino ALFANO: Senza legalità non ci sarà lo sviluppo del Sud</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/10/angelino-alfano/senza-legalit%C3%A0-non-ci-sar%C3%A0-lo-sviluppo-del-sud/560433"></link>
  <updated>2011-05-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560433</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Giustizia (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;

“Il Mezzogiorno necessita di sviluppo e di legalità“.
&lt;p&gt; Lo afferma il ministro della Giustizia, Angelino Alfano. “A nulla serviranno, spiega Alfano, incentivi alle imprese, contratti di programma, agevolazioni fiscali se c’e’ un contesto in cui manchi, innanzitutto, una infrastruttura immateriale chiamata legalità”. “Lo Stato, aggiunge il Guardasigilli, deve metterci del suo per realizzarla, ma ognuno, qui, deve concorrere con forza al suo successo”.&lt;br /&gt;
 

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://news.denaro.it/blog/2011/05/10/alfano-senza-legalita-non-ci-sara-lo-sviluppo-del-sud/&quot;&gt;www.news.denaro.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MICHELE EMILIANO: «Il Pd è meno credibile del giullare Berlusconi»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/15/michele-emiliano/%C2%ABil-pd-%C3%A8-meno-credibile-del-giullare-berlusconi%C2%BB-intervista/559853"></link>
  <updated>2011-04-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559853</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Bari (BA) (Partito: Cen-sin) - Consigliere  Consiglio Comunale Bari (BA) (Lista di elezione: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Archiviate le esperienze Bassolino e Loiero, Michele Emiliano prova a diventare il punto di riferimento del Partito democratico nell’Italia meridionale. Sabato scorso ha tenuto a Bari una megaconvention per lanciare il progetto di un coordinamento a Sud del partito. Dice di non avere ambizioni nazionali. Ma secondo molti, il primo obiettivo che si è prefissato è la successione di Chiamparino alla presidenza dell’Anci.
&lt;p&gt;
 &lt;b&gt;
Sindaco, ha intenzione di fare un nuovo partito del sud?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non ho mai fatto parte dei partiti e non me ne frega nulla»
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Ma lei è il presidente regionale del Pd in Puglia.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È vero, ma sono anche presidente di molte altre cose. Il partito è solo un mezzo. Le idee sono il fine»
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Però, di fatto, ha gettato le basi per la costituzione di una nuova corrente.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ma quale corrente. Io sono un’energia civile e non un politico. Qui al sud siamo incazzati neri. Quella che abbiamo lanciato è una battaglia vera su delle proposte e delle istanze precise. Per questo abbiamo chiamato la manifestazione “Mezzogiorno di fuoco”. È come un duello all’ultimo sangue. Lo sceriffo o vince o muore. Non c’è spazio per tatticisimi o politicismi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt; 
E per Vendola c’è spazio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Vendola è il politico più furbo d’Italia, ha delle grandissime intuizioni tattiche.&lt;br /&gt;
 Quando all’inizio io dicevo che i partiti non servivano, lui mi contestava duramente. Adesso però è diventato molto più antipolitico di me. Questo perché ha una grande intelligenza politica, ma non è un grande uomo di governo. Non perché non ne abbia le capacità per poterlo fare, il problema è che non ha mai avuto una formazione da amministratore. Vendola non sa fare il presidente di Regione, come io all’inizio non sapevo fare il sindaco. Al Sud serve un nuova classe dirigente che va formata».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei parla di nuova classe dirigente, ma alla sua manifestazione le conclusioni le ha fatte D’Alema.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io sono tra due fuochi: Vendola e D’Alema. Sono molto simili e quindi incompatibili. Entrambi a un certo punto si sono resi conto che il loro dio, il comunismo, non esisteva. Uno è stato addestrato nella Germania dell’Est e un altro nell’Urss. Per me, anche se ho sempre votato Pci, in passato questo costituiva un problema. Io ho fatto il magistrato e quindi chiunque avesse a quei tempi relazioni con il nemico era da tenere d’occhio. Ora le cose sono cambiate. D’Alema è stato l’unico in Italia a mollare la poltrona».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E del resto del gruppo dirigente del Pd cosa pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Credo che se uno perde 3 o 4 partite di seguito, a un certo punto dovrebbe decidere di fermarsi. La classe dirigente del partito, che è la stessa del Pci, è stata sovraesposta e ha perso tutte le elezioni con Berlusconi. E per sconfiggere uno che si mette i tacchi, che ha i capelli finti e abitudini personali così discutibili basterebbe trovare un candidato dignitoso. Ma noi eravamo peggio di lui e meno credibili. La storia da giullare di Berlusconi è molto più divertente della grigia storia di un dirigente medio del Partito democratico».
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;La riproposizione della questione meridionale non è però esattamente una novità.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Noi vogliamo dimostrare che anche se siamo meridionali e siamo del Pd possiamo farci venire buone idee. La classe dirigente meridionale del centrosinistra non è solo emergenza rifiuti. Sono tantissime le città un cui siamo riusciti a gestire in modo eccellente il problema della spazzatura, altre in cui siamo in grado di chiudere i conti in modo corretto e altre ancora dove siamo stati capaci di demolire milioni di quadrati costruiti in modo illegale».
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Di nuovo cosa c’è nella sua iniziativa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Le faccio un esempio. Una delle prime proposte che vorremmo fare è una legge sul ripristino della bellezza. Grazie a dio non siamo più comunisti. E quindi possiamo coniugare la bellezza con il mercato. Non è detto che ogni demolizione di cose brutte si debba fare solo con soldi pubblici ed europei».
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;È cominciata la sua corsa per la leadership nazionale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non è un’ipotesi in campo. Io sono magistrato di cassazione e sono stato investigatore. Se continuo a far arrabbiare tutti, la cosa più probabile è che me ne torni in magistratura».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/news/2011/04/emiliano-%C2%ABil-pd-e-meno-credibile-del-giullare-berlusconi%C2%BB&quot;&gt;Terra&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Anna FINOCCHIARO: «Così il premier ha indebolito l'Italia»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/25/anna-finocchiaro/%C2%ABcos%C3%AC-il-premier-ha-indebolito-litalia%C2%BB-intervista/559467"></link>
  <updated>2011-03-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>559467</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Il Cavaliere non ha tutelato la dignità del Paese nei rapporti con il raìs e non si è schierato apertamente con il popolo libico&quot;
&lt;p&gt;Il presidente Berlusconi non è stato capace di tutelare la dignità e l`autorevolezza dell`Italia nei rapporti con il raìs prima e poi è stato contraddittorio nel momento in cui doveva assumere la decisione di schierarsi, senza se e senza ma, con gli oppositori e con il popolo libico. E ancora oggi non si presenta in Parlamento e non scioglie le ambiguità della sua maggioranza. Con la risoluzione Pdl-Lega, Berlusconi ha tenuto insieme la maggioranza ma ha indebolito l`Italia». 
&lt;p&gt;A sostenerlo è Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Senato del Partito democratico.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quale immagine dà di sé alla Comunità internazionale un Paese il cui primo ministro è assente mentre il Parlamento discute dell`intervento militare in Libia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Una immagine di estrema debolezza del Governo ma anche di debolezza della posizione dell`Italia nella Comunità internazionale. Avevamo chiesto al presidente Berlusconi
di assumere lo stesso comportamento tenuto da Fillon, da Zapatero, da Cameron...&lt;br /&gt;
 Così non è stato. Il presidente del Consiglio teme che da una sua presenza in Parlamento possa derivare una lacerazione nella maggioranza».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Si voleva lanciare un segnale di unità, si è finito per votare cinque volte al Senato mentre alla Camera la risoluzione Pdl-Lega-Ir è passata per soli 7 voti di scarto...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Noi abbiamo provato in tutti i modi, al Senato, a evitare che la giornata si concludesse con una serie di votazioni che hanno reso sostanzialmente incomprensibile quello che, a nostro avviso, doveva essere invece mostrato con tutta evidenza, in maniera limpida, e cioè l`impegno dell`Italia a onorare i suoi obblighi internazionali derivanti dall`adesione alle risoluzioni Onu 1970 e 1973. Io ho chiesto di ritirare tutte le risoluzioni, a cominciare dalla nostra, per votare il dispositivo secco delle dichiarazioni del ministro degli Esteri, Franco Frattini. Questa offerta è stata sdegnosamente respinta dal Pdl e dalla Lega per una ragione evidente...»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Solo sull`ambiguità della risoluzione Pdl-Lega, sulla sua incompletezza e anche sulle sue mistificazioni, la maggioranza poteva mantenere la propria unità. Tanto è vero che il ministro Frattini, mentre ha dato parere favorevole sulla risoluzione del Pd, esclusivamente su di essa fra le tante che erano state presentate, lo stesso Frattini ha dato parere favorevole alla risoluzione Pdl-Lega alla condizione che fosse assorbita la risoluzione del Pd. Questo per la ragione che la nostra era l`unica risoluzione chiara. Ed era anche quella che riproduceva il deliberato delle commissioni Esteri e Difesa che si erano riunite qualche giorno prima. Peraltro nelle sue dichiarazioni, il ministro Frattini ha smentito la risoluzione Pdl-Lega almeno su due punti importanti».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;C`è chi sostiene che i diritti umani non si difendono con le bombe...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L`affermazione è del tutto giusta. Abbiamo però un problema: se non tacciano i cannoni di Gheddafi e se non si arresta il massacro del popolo libico, se non si difendono, cioè, i diritti umani degli oppositori e dei civili, non si può ristabilire la legalità di cui il capitolo dei diritti umani è parte essenziale. Non dobbiamo mai dimenticare che milioni di persone che si sono ribellate a un regime dittatoriale e che per questo stanno subendo azioni di guerra e rischi per la loro stessa incolumità fisica, civili innocenti abbandonati alla furi a oppressiva».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L`Italia è stata tacciata di tradimento da Gheddafi e, al tempo stesso, non riesce a conquistare la completa fiducia degli oppositori...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Questo perché il presidente Berlusconi non è stato capace di tutelare la dignità e l`autorevolezza dell`Italia nei rapporti con il raìs prima e poi è stato contraddittorio nel momento in cui doveva assumere la decisione di schierarsi, senza se e senza ma, con gli oppositori e con il popolo libico. E ancora oggi non si presenta in Parlamento e non scioglie le ambiguità della sua maggioranza. Il meno che si possa dire è che la gestione della vicenda libica è stata, da parte del Governo, ondivaga e confusa».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Invece che un mare di dialogo e di cooperazione, il Mediterraneo rischia di essere trasformato nel mare dei respingimenti forzati...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Questo è il grave rischio se lasciamo alla Lega la libertà di trattare la questione dei profughi e degli aventi diritto alla protezione internazionale, come una questione di immigrazione clandestina. Su questo punto si misura lo scarto più drammatico, perché riguarda la vita e il destino di migliaia di esseri umani, tra la posizione della maggioranza e quella del Partito democratico».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In Italia e fuori di essa, c`è chi guarda agli sconvolgimenti in atto nel Nord Africa e nel Vicino Oriente solo in termini negativi, di preoccupazione...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E' un approccio sbagliato, che non condivido. Vorrei che si guardasse con un altro spirito e con maggiore lungimiranza e coraggio a ciò che accade sulla sponda Sud del Mediterraneo. Perché accanto ai conflitti e alle tragedie di oggi, si apre però la speranza di milioni di persone, per lo più giovani, circa la fine dell`era delle
dittature e l`inizio di una stagione democratica. Questo impegnerà moltissimo i Paesi occidentali, a cominciare dall`Italia, perché lo scarto tra le politiche che finora si sono praticate con quei regimi, in nome della realpolitik, e quelle che si rendono oggi necessarie, è uno scarto assoluto. E come i Paesi occidentali si comporteranno oggi e nell`immediato futuro, che deciderà chi è legittimato ad affrontare, assieme ai popoli protagonisti della &quot;Primavera araba&quot;, un futuro di democrazia». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.senatoripd.it/dettaglio/76117/&quot;&gt;l'Unità - Umberto De Giovannangeli&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>GIUSEPPE BORTOLUSSI: Le famiglie italiane piu’ tartassate di quelle francesi (che hanno il “quoziente familiare”)</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/07/giuseppe-bortolussi/le-famiglie-italiane-piu%E2%80%99-tartassate-di-quelle-francesi-che-hanno-il-%E2%80%9Cquoziente-familiare%E2%80%9D/625475"></link>
  <updated>2011-03-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625475</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: Altro) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il peso delle tasse sulle famiglie italiane è tra i più alti d’Europa: se, poi, il confronto lo facciamo con la Francia, la situazione è a dir poco sconsolante. Per i redditi medio bassi (30.000 € annui) una famiglia italiana composta da una coppia con 2 figli paga dalle 2.530 alle 4.700 € circa di tasse in più all’anno delle famiglie francesi. Queste ultime, come tutti ben sanno, “godono” del cosiddetto “quoziente familiare”, uno sgravio fiscale che prevede l’applicazione di una imposta sulle persone fisiche che decresce all’aumentare del numero dei componenti.
&lt;p&gt;

Per rendere omogeneo il confronto, la CGIA di Mestre, che ha curato l’elaborazione, ha preso come riferimento una famiglia italiana e una francese, composte entrambe da marito e moglie e 2 figli a carico, con redditi da lavoro dipendente. Dalla CGIA ricordano che la comparazione riguarda solo la tassazione derivante dall’imposta personale, senza tener conto delle addizionali IRPEF.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I livelli di reddito presi in esame sono tre:&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;1)&lt;/b&gt;    30.000 euro di imponibile IRPEF;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;2)&lt;/b&gt;    55.000 euro di imponibile IRPEF;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;3)&lt;/b&gt;    150.000 euro di imponibile IRPEF.
&lt;p&gt;

Solo per la famiglia italiana, visto che ai fini fiscali in Francia non cambia nulla, si sono fatte due ipotesi:
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;a)&lt;/b&gt;    reddito percepito solo dal capo famiglia;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;b)&lt;/b&gt;    reddito percepito da entrambi i coniugi.
&lt;p&gt;

Vediamo i risultati riferiti al primo caso.

&lt;p&gt;
Con un reddito (imponibile Irpef) di 30.000 €, in Francia il carico fiscale annuo (indipendentemente se la famiglia è mono o bireddito) è di 313 €. In Italia, invece, se il nucleo è mono reddito il peso fiscale raggiunge i 5.010 € (+ 4.698 € rispetto alla francese). Se bireddito, il peso delle tasse raggiunge i 2.842 € (differenza pari a + 2.530 € ).
&lt;p&gt;

Con un reddito di 55.000 €, invece, la nostra famiglia francese è sottoposta ad una tassazione di quasi 3.000 € (precisamente 2.913 €). In Italia il nucleo mono reddito paga 15.989 € (+ 13.076 € dei quella francese), quello bireddito versa all’Erario 10.530 (+ 7.618 € della francese).
&lt;p&gt;

Infine, con un reddito di 150.000 € i cugini transalpini pagano un’imposta di 24.948 €: sulla famiglia italiana mono reddito grava, invece, un peso di 57.670 € (differenza pari a + 32.722 €) e su quella bireddito 50.331 € (differenza pari a + 25.383 €).
&lt;p&gt;

“Nonostante gli sgravi fiscali dati in questi ultimi decenni dai vari Governi che si sono succeduti – commenta Giuseppe Bortolussi segretario della CGIA di Mestre – il peso delle imposte sulle famiglie italiane è ancora troppo elevato. Soprattutto per quelle mono reddito, che costituiscono quasi la metà dei nuclei familiari italiani. Una tipologia, quest’ultima, concentrata prevalentemente al Sud e tra le più colpite dalla crisi economica di questi ultimi anni.”
&lt;p&gt;

Ma secondo gli artigiani mestrini c’è un ulteriore aspetto da mettere in evidenza.

&lt;p&gt;
“In questa analisi – &lt;b&gt;conclude Bortolussi&lt;/b&gt; – noi calcoliamo il peso fiscale. Ma rispetto ai principali paesi europei, le famiglie italiane sono oggetto di ulteriori costi, dovuti all’inefficienza del nostro sistema pubblico, che gli altri non subiscono. Mi riferisco ai lunghissimi tempi di attesa per effettuare le visite specialistiche presso i nostri ospedali che costringono molte persone a rivolgersi alle strutture private. Oppure, all’inadeguatezza del nostro sistema di trasporto pubblico che spesso obbliga molti italiani, ad esempio per recarsi al lavoro, ad usare l’automobile privata”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cgiamestre.com/2011/03/le-famiglie-italiane-piu-tartassate-di-quelle-francesi/&quot;&gt;CGIA Mestre&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Tommaso SODANO: Napoli, le condizioni di un &quot;nuovo inizio&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/06/tommaso-sodano/napoli-le-condizioni-di-un-nuovo-inizio/558894"></link>
  <updated>2011-03-06T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558894</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Provincia Napoli (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Due fatti delle ultime ore che aiutano a capire quello che sta succedendo a Napoli.&lt;br /&gt;

Venerdì pomeriggio, passata la paura dell'arrivo del Commissario prefettizio, Rosa Russo Jervolino, sindaco di Napoli da 10 anni, è tornata a Palazzo San Giacomo ed ha tenuto una riunione di Giunta che ha approvato importanti delibere. Ordinaria amministrazione? No, purtroppo. Ma una variante al Piano urbanistico attuativo di Bagnoli su cui si misura il fallimento, dopo 18 anni, del governo della città di Napoli.
&lt;p&gt; Una variante grave perché sostanzialmente consente la costruzione di 600 case in più in sostituzione di attività del terziario avanzato. Bagnoli, luogo simbolo del presidio operaio della Italsider, che aspettava bonifiche, recupero della linea di costa attraverso la rimozione della colmata a mare e rilancio produttivo con attività a basso impatto ambientale, si trova oggi a veder stravolto quello che era stato il Piano regolatore voluto da Vezio de Lucia a fine anni 90. 
&lt;p&gt;Su Bagnoli si tradisce lo spirito della scelta iniziale di una grande opera di trasformazione urbana e industriale, sull'esempio delle migliori esperienze europee. Con il cambio di destinazione urbanistica si stravolge quello spirito e si cede alla lobby dei costruttori.
&lt;p&gt;
Sabato mattina, nel centro storico di Napoli, in un teatro stracolmo con centinaia di persone rimaste fuori, è partita la campagna elettorale di Luigi De Magistris, candidato a Sindaco di Napoli. C'erano le associazioni, i comitati di cittadini contro le discariche e gli inceneritori, c'erano gli operatori del terzo settore che denunciano la pessima gestione delle politiche sociali del Comune e del mancato finanziamento da parte della Regione, c'erano gli operai della Fiom, il mondo dei saperi dall'Università alle professioni, c'erano gli artisti, ma c'era soprattutto il popolo della sinistra che è stanco delle modalità di governo di questi anni.
&lt;p&gt;
C'era la Napoli che non si rassegna all'idea che per liberarsi dalle gestioni clientelari del centrosinistra e del bassolinismo debba consegnare anche la città di Napoli alla destra collusa con la camorra dei Cosentino e dei Cesaro.
&lt;p&gt;
C'era il Prc e la FdS, ma le assenze che si notavano di più erano soprattutto quelle del Pd e di Sel.&lt;br /&gt;

Non si capisce perché Sel continui a nicchiare e a mantenere una sorta di subalternità al Pd campano che, dopo il disastro delle primarie, piuttosto che fare autocritica e lasciare la mano a chi meglio potrebbe incarnare la voglia di riscatto di una città e del suo popolo, vuole imporre un suo nome come quello del prefetto Morcone, sconosciuto nella città.
&lt;p&gt;
Sembra quasi che il Pd preferisca perdere le elezioni a Napoli piuttosto che cambiare radicalmente il modo di concepire il governo, come è già avvenuto alle Provinciali del 2009 e alle regionali del 2010. Se non si fanno i conti con quello che è avvenuto in questi 18 anni di governo delle Istituzioni locali, non si uscirà dal tunnel. Se non si fa un'autocritica profonda e vera rispetto alle aspettative deluse dei cittadini, difficilmente si può riprendere un cammino comune. 
&lt;p&gt;Bisogna tornare indietro nel tempo, al 1993, quando Bassolino fu eletto per la prima volta Sindaco di Napoli con l'appoggio del Pds, del Prc e della Rete, con il Partito popolare all'opposizione. Un'alleanza frontista, come si diceva un tempo.
&lt;p&gt; Una Giunta di altissimo valore che creò, nei primi anni, uno straordinario entusiasmo e una partecipazione della città con tutte le sue voci. Si parlò forse con troppa enfasi di un nuovo Rinascimento napoletano, ma sicuramente c'era una città viva, con grandi opere come la metropolitana che prendevano avvio e, soprattutto, con un grande fermento culturale.&lt;br /&gt;
 Ma con il passare degli anni qualcosa comincia a cambiare. 
&lt;p&gt;Nel 1998 Bassolino diventa Ministro del Lavoro nel Governo D'Alema. Un'esperienza che dura poco e con risultati che offuscano un pò l'immagine che aveva costruito come Sindaco. Da lì inizia un lento declino del personaggio. Nel 2000 si candida alle Regionali, e diventa Presidente. Ma non c'è più la società civile protagonista e partecipe come nel 93. C'è il sistema delle consulenze e delle prebende che assume la centralità nell'azione di Governo. 
&lt;p&gt;La crisi dei rifiuti, il buco nella sanità, la gestione fallimentare della formazione professionale e dei finanziamenti comunitari alle imprese sono il tratto distintivo degli ultimi anni. E c'è soprattutto l'abbraccio mortale con De Mita, Mastella e i poteri forti a caratterizzare quegli anni.&lt;br /&gt;

Si crea &quot;il sistema &quot;.
&lt;p&gt; Il consenso elettorale non lo si forma più con la condivisione di un progetto e la partecipazione, ma con il metodo clientelare. Bassolino, che aveva combattuto il sistema di corruzione nella ricostruzione post terremoto in Irpinia, si trova a utilizzare pratiche e metodi tipici di quel periodo.
&lt;p&gt;
Le vicende di queste ultime ore, con le dimissioni farlocche di 31 consiglieri comunali, rappresentano plasticamente il segno del decadimento delle Istituzioni a Napoli e in Campania. La fine di un'epoca. Sarebbe auspicabile un sussulto di dignità della Jervolino con le dimissioni volontarie e la parola fine a una storia che si chiude mestamente.
&lt;p&gt;
Con Luigi De Magistris oggi ci sono le condizioni per un nuovo inizio a Napoli, nel meridione e con uno sguardo attento a quanto ci arriva dall'altra sponda del mediterraneo.

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=39&amp;id=12491&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;Liberazione&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: Milleproroghe: «Ennesimo vergognoso scippo al Mezzogiorno»</title>
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  <updated>2011-02-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 ''E' l'ennesimo vergognoso scippo perpetrato ai danni del Mezzogiorno''. &lt;br /&gt;
Cosi' il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha commentato da Bruxelles il maxi emendamento sul decreto Milleproroghe presentato oggi dal governo al Senato e sul quale e' stata posta la fiducia. 
&lt;p&gt;''Un vero e proprio crimine - ha aggiunto - ai danni degli allevatori, degli agricoltori, degli alluvionati della Puglia e della Campania, di tutti i cittadini delle regioni del Sud che ancora una volta vengono letteralmente derubati in nome e per conto di un asse politico Pdl-Lega che sottrae al Sud per beneficiare il Nord. Invece di dimettersi, il Governo, sempre piu' lontano dal Paese reale, continua a porre la fiducia su provvedimenti indifendibili che spaccano in due l'Italia mettendo a serio rischio la tenuta democratica del Paese''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/ext/printNews.php?cat=Economia&amp;sec=News&amp;loid=3.1.1687481547&quot;&gt;Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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