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  <title>Openpolis - Argomento: politici nuovi</title>
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  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
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  <title>Antonio DI PIETRO: «Il Quirinale parla contro i disperati che protestano»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626919</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Io difendo l’uomo qualunque, cioè il cittadino normale. Le parole di Napolitano sono contro di lui, contro le persone disperate e che protestano. Ci manca davvero poco perché la rivolta sociale diventi violenta. Il capo dello Stato ha indicato il dito, come al solito. Non la luna”.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Qual è la luna, onorevole Di Pietro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Lo spettacolo squallido dei partiti di oggi. L’anti-politica è l’effetto non la causa di questa situazione. Il problema non sono il dipietrismo o il grillismo campioni dell’anti-politica, il problema è questa politica squallida, che sta a guardare ed è incapace di prendere decisioni. E si arrabbia se a decidere è la magistratura”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come nel Novantadue di Tangentopoli.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Esatto, ma c’è una differenza. Allora tra una monetina e l’altra, la gente sperò nel cambiamento. Adesso c’è solo disperazione contro questa classe politica che è al capolinea e andrebbe cacciata a calci nel sedere. Le parole di Napolitano sono un attacco a questa gente. Avrebbe dovuto parlare prima, non fare come Ponzio Pilato”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Perché Napolitano non ha parlato nel periodo in cui ha governato il centro-destra? Berlusconi ha piegato le istituzioni ai suoi interessi, con le leggi ad personam. Questa è la vera anti-politica, non io o Grillo”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma lei teme Grillo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Da me non sentirete mai una parola contro di lui. Il male è il politico che ruba non un comico che fa politica. Tra me e Grillo c’è una sola differenza”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Io critico ma voglio costruire un’alternativa, lanciare un modello riformista e legalitario. Lui invece mira a sfasciare tutto e basta”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In ogni caso, dice Napolitano, il populismo e la demagogia di turno non lasceranno traccia. Un concetto simile a quello espresso da D’Alema qualche giorno fa.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Io non penso alla fine che faremo, non mi interessa. Penso che l’attacco di Napolitano alimenti il disegno di far disertare le urne e avere solo un voto costretto, ricattato, imposto per far eleggere questi politici. L’obiettivo è di fare di tutta l’erba un fascio, ma non siamo tutti uguali. Noi facciamo politica e siamo gli unici a non prendere pomodorate nelle piazze”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma per il capo dello Stato c’è un filo tra i partiti e la Resistenza.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Dove sono questi partiti? I padri costituenti si saranno ribaltati nella tomba con le leggi ad personam e il Porcellum. I partiti di oggi sono traditori della Resistenza, non sono più figli di quella fase eroica. Il pericolo sono loro, non il qualunquismo o la demagogia”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cioè l’anti-politica, secondo il Quirinale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Chiedo al capo dello Stato: forse è anti-politica proporre l’abrogazione del finanziamento pubblico ai partiti, i referendum per l’acqua pubblica e contro il Porcellum e il nucleare? Perché Napolitano non prende in considerazione le nostre proposte di non candidare i condannati in primo grado, di non dare poltrone ai politici sotto processo, di reintrodurre il falso in bilancio? L’Italia dei Valori agisce secondo le regole della democrazia e fa l’opposizione”.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Berlusconi non governa più.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Io sono felice che Monti abbia preso il suo posto. Ma oggi a pagare sono gli esodati e non gli evasori fiscali e le banche. Questo è il governo di don Rodrigo, che sta instaurando un nuovo feudalesimo”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Forse però si vota prima, nell’autunno prossimo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Purtroppo e ripeto tre volte purtruppo, si voterà nel 2013 e al posto del Porcellum ci sarà una legge elettorale che consentirà ai partiti di tenersi le mani libere prima delle elezioni. Questo è il tavolo che ci stanno apparecchiando. Una nuova forma di prostituzione politica, eppure Napolitano se la prende con l’anti-politica”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Grillo a parte, il capo dello Stato sarà preoccupato anche dal voto di protesta alle presidenziali francesi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Io avrei votato il socialista Hollande e non Le Pen. A me interessa rilanciare la foto di Vasto con Bersani e Vendola e costruire un’alternativa. Questa è anti-politica?”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1E4XP9&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano - Fabrizio D'Esposito&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MAURIZIO MARTINA: «Ho 32 anni, a Renzi dico: c’è bisogno di tutte le generazioni»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-11-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547671</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Maurizio Martina, segretario regionale in Lombardia, è uno dei giovani “rampolli” del Pd. Classe 1978: tre anni meno di Renzi. Insomma, le carte più che in regola per iscriversi al partito dei “rottamatori”. «Ma ora - assicura - c’è bisogno di tutte le generazioni».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Alla sua età, nemmeno un po’ di voglia di rottamare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «L’espressione non mi piace».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Ma a Firenze ci andrà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Sarò a Milano, abbiamo una tre-giorni di mobilitazione a sostegno di Stefano Boeri, in vista delle primarie cittadine del 14 novembre: sabato raccoglieremo idee e suggerimenti per la città con 50 presidi nelle stazioni metropolitane e domenica abbiamo organizzato un pranzo multietnico in viale Padova, luogo simbolo della Milano insicura. È la nostra idea di convivenza: meno paura, più relazioni sociale. Alternativa a Pdl e Lega che in questi anni hanno soffiato sul fuoco. Il laboratorio Milano, se lavoriamo bene, potrà essere una parte del cambiamento di cui il paese ha bisogno».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Ma un po’ di curiosità non ce l’ha per quello che diranno a Firenze?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Assolutamente sì anche perché tanti di quelli che saranno lì li conosco e so che hanno voglia di ragionare nel merito. In questo momento non possiamo permetterci però una discussione che ci avviti su noi stessi. Dobbiamo concentrarci su ciò che c’è fuori di noi: il clima che si respira nei confronti della politica tutta intera è pesantissimo, la debacle del berlusconismo e della maggioranza rischia di trascinare anche noi se di fronte alla crisi di sistema non diamo segnali chiari dell’alternativa che stiamo costruendo».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;E il rinnovamento della classe dirigente non sarebbe un bel segnale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Certo, figuriamoci. Personalmente, se dovesse rimanere l’attuale legge elettorale, sono a favore delle primarie per la selezione dei candidati. Ma nel Pd non siamo all’anno zero. Anche se ogni tanto qualche calcio negli stinchi si deve tirare. In Lombardia 7 segretari di federazione su 12 hanno meno di quarant’anni, nei gruppi consiliari abbiamo dato spazio ai giovani e a persone che venivano da percorsi inediti, per l’elezione dei consiglieri regionali abbiamo fissato il limite dei due mandati e lo abbiamo fatto rispettare. Anche Boeri interpreta il bisogno di allargare l’orizzonte politico». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Ma è della generazione di Veltroni e D’Alema...&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Appunto, schiacciare tutto sul rinnovamento anagrafico è molto limitato, può piacere ai media ma non risolve il problema: riconnettere la politica alla società. Il gap è clamoroso. Per recuperarlo servono tutte le generazioni. &lt;br /&gt;
Anche perché c’è una questione generazionale ulteriore che sfugge anche ai trentenni: tra gli under 25 la Lega ha fatto incetta di voti, molti rischiano di votare Berlusconi e Bossi o di non votare per niente. La sfida per conquistarli alla politica è culturale e non solo anagrafica. Bisogna saper parlare agli italiani disorientati.&lt;br /&gt;
 E la vera partita è nell’innovazione delle idee».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Un consiglio a Bersani rispetto ai “rottamatori”?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Praticare il rinnovamento, come sta già facendo». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.unita.it/news/italia/105441/ho_anni_a_renzi_dico_c_bisogno_di_tutte_le_generazioni&quot;&gt;L'Unità - Maria Grazia Gerina&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo DE CASTRO: «Caro Renzi, leader si diventa sudando»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-11-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547670</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
I «rottamatori»? Paolo De Castro - presidente di Red, braccio politico della dalemiana Fondazione ItalianiEuropei - spara a zero: «Se sei un trombone, saranno i cittadini a stabilirlo, mica può farlo Matteo Renzi con la sua prosopopea...». 
&lt;p&gt;A poche ore dall'inizio della tre giorni di Firenze, indetta dal sindaco Matteo Renzi e da Pippo Civati, sulla parola d'ordine del ricambio generazionale, i promotori sono riusciti a far accendere i riflettori sull'evento e anche un battitore libero di fede dalemiana come l'ex ministro delle Politiche Agricole Paolo De Castro va all'assalto.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La parola d'ordine dei «rottamatori» sarà semplistica, ma è chiara: dopo 15 anni a casa...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Se stessimo alla loro logica, oggi al Quirinale non avremmo il presidente Napolitano, una personalità che gode il massimo della fiducia degli italiani E non mi pare che abbia 35 anni...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Forse ci sono dei politici che hanno saputo affrontare la maturità meglio di altri?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Guardi, nel saper dare le risposte giuste in politica, non conta l'età. La politica è responsabilità e rispetto dei cittadini: se hai 90 anni e riesci nella missione politica meglio di uno di 30, belloccio e con la parlantina, vivaddio, meglio uno di 90 anni! Una battuta certo, per dire: l'alternativa non deve essere tra giovane o vecchio, ma tra bravo e incapace».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Restiamo ai fatti: ai vertici del Pd ci sono gli stessi personaggi - da Bersani a D'Alema, da Finocchiaro a Veltroni - che erano in prima fila nel 1996, quando i leader nel mondo erano Clinton, Blair, Chirac, tutti usciti di scena...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Anche in altri schieramenti i leader sono gli stessi di allora: Berlusconi, Fini, Casini. Perché la politica è frutto di battaglie. Si diventa leader sudando. Con gli atti concreti, guadagnando giorno per giorno la fiducia di chi ci ha eletto. Non si occupano le poltrone, per diventare leader con le interviste sui giornali». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Certo, è altamente opinabile sostenere che uno è più bravo solo perché è più giovane, ma non pensa che una intera generazione si sia logorata, tra gelosie e risentimenti che durano anni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ma figurarsi, ognuno può avere dei difetti.&lt;br /&gt;
 E governando, abbiamo dovuto fronteggiare sicuramente una eccessiva litigiosità. Ma andiamo al dunque: uno come D'Alema, che può essere simpatico o antipatico, ma è un politico invidiato in tutta Europa. Vogliamo pensare cosa sarebbe la politica estera dell'Ue se invece della signora Ashton avessimo avuto lui?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Insomma il Pd deve tenersi e valorizzare i suoi leader di sempre?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «lo ribalterei l'accusa: si rimprovera ad una generazione un eccesso di personalismo, ma questa campagna per la rottamazione, cosa altro è, se non un altro tipo di personalizazione?».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Renzi si è guadagnato la ribalta, battendo i notabili...&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Ma è appena arrivato! Faccia il sindaco per 5 anni e poi vediamo, magari si guadagna così i galloni da leader». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=V4V3I&quot;&gt;La Stampa - Martini Fabio&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE CIVATI: «Da Bersani risposte zero. Rottami almeno i tentennamenti»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/05/giuseppe-civati/%C2%ABda-bersani-risposte-zero-rottami-almeno-i-tentennamenti%C2%BB-intervista/547669"></link>
  <updated>2010-11-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547669</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
A Firenze la kermesse dei giovani scapigliati di Renzi. Preparano una Costituente per la Terza Repubblica.&lt;br /&gt;
 Via web.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Beppe Civati, oggi a Firenze, Stazione Leopolda, parte l'iniziativa dei 'rottamatori'. Di nuovo Finocchiaro vi dà dei populisti e demagoghi. Se davvero volete evitare queste polemiche, non potreste smettere dare del 'rottame' ai vostri colleghi più anziani?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; È che sono tanto permalosi. O ci liquidano come se la nostra iniziativa fosse una ragazzata. Che è bizzarro: io faccio il consigliere regionale, Matteo Renzi fa il sindaco di una grande città, forse dovrebbe essere rispettato di più...
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;È lui che ha iniziato con la storia delle rottamazioni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ma ha detto anche molte cose su cui non ha risposto nessuno. Abbiamo chiesto il rispetto dello statuto per i tre mandati per i parlamentari, e Bersani niente. E le primarie territoriali per gli eletti.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Per i tecnici con il porcellum non si possono fare.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Una palla. Sono difficili, ma basta studiarsi la cosa.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Del resto anche D'Alema le propone.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Benone, abbiamo convinto D'Alema. Io le ho proposte nel 2008. Del resto, c'erano nella mozione Bersani, poi se l'è dimenticate. Parliamo di altri contenuti: noi qui a Firenze abbiamo un Pd che fa le unioni civili. Il moderato Renzi è d'accordo. A Roma ce l'abbiamo una proposta? Sarebbe una maniera chiara di rispondere alle battutacce di Berlusconi. E ancora, diciamo 'metà parlamentari a metà prezzo': non si capisce perché un deputato guadagni tre volte il sindaco di Firenze. Il Pd è d'accordo? Parleremo di beni comuni: non siamo comunisti, ma l'acqua non deve essere un bene finanziario. E il Pd? Forse siamo ragazzi, però i ragazzi pensano che un partito deve avere una posizione. Che non è per forza una posizione più radicale.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Un anno fa Debora Serracchiani, che oggi è con voi, spiccò in un'assemblea di circoli del partito. Volendo, il Pd non è così chiuso ai nuovi dirigenti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sarà per questo che Bersani sabato ha organizzato la stessa riunione in contemporanea con la nostra assemblea. Io spero che lui ne trovi dieci, di Serracchiani. Noi qui ne abbiamo cento, però. E poi, le cose che chiedeva la Serracchiani, sono successe?
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;È diventata europarlamentare.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non nascondiamoci dietro una Serracchiani.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Bersani dice che molti suoi dirigenti sono under 40.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Suoi, appunto, eletti in forza della maggioranza. E comunque: Bersani ha vinto il congresso, però non ci pare che di fronte al crollo di Berlusconi il Pd aumenti i consensi. Abbiamo delle proposte da parte dei giovani elettori. Non temi 'giovanilistici': se parliamo di banda larga parliamo dello sviluppo del paese. C'è una generazione che forse neanche Nichi Vendola riesce a intercettare.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Preferite Vendola a Bersani?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ci piace Vendola, ma anche Bersani. Il problema è ridare fiducia a questa nuova generazione, quella del web. Alla quale proporremo di diventare deputati Costituenti della Terza Repubblica. Su internet, dove si può discutere e votare in modo partecipativo. Produrremo un vocabolario di temi, e lo manderemo a Bersani, alla Finocchiaro, a Franceschini sennò si ingelosisce. E a tutti. E lanceremo un appello al Pd.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Scusi, 'noi' chi? Nella migliore tradizione correntista del Pd, anche voi negate di essere una corrente.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non siamo una corrente, nessuno userà questa platea per fare operazioni strane. Vogliamo promuovere una campagna sui nostri contenuti, un treno che arrivi in più stazioni possibili. Le nostre cose del resto sono copyleft, chi le vuole le usa. Ma lo sa che l'Idv ha fatto copia e incolla con il nostro dossier sui veri numeri degli immigrati e sulla Lega? Ma va bene, purché circolino.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=V4V50&quot;&gt;Il Manifesto - Daniela Preziosi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>VINCENZO CENNAME: rimosso da Sindaco di Camigliano: «Se i comuni escono dalla gestione dei rifiuti il consorzio provinciale aumenta la tariffa»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/09/05/vincenzo-cenname/rimosso-da-sindaco-di-camigliano-%C2%ABse-i-comuni-escono-dalla-gestione-dei-rifiuti-il-consorzio-provinciale-aumenta-la-tariffa%C2%BB/547526"></link>
  <updated>2010-09-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547526</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;Il sindaco del comune casertano è stato destituito da un decreto del ministero dell'Interno. Il motivo? Si oppone alla provincializzazione della gestione dei rifiuti.
&lt;p&gt;
E’ successo a Camigliano, provincia di Caserta quando lo scorso 3 agosto il primo cittadino, Vincenzo Cenname, è stato destituito da un decreto del ministero dell’Interno.&lt;br /&gt;
 La scure di Bobo Maroni questa volta non è andata a colpire un comune colluso con la mafia, ma un’amministrazione che ha fatto della raccolta differenziata la sua missione, arrivando a riciclare quasi il 70% della spazzatura.
&lt;p&gt;
L’unica colpa quella di essersi opposto alla provincializzazione della gestione dei rifiuti che, visto il curriculum del consorzio Napoli-Caserta da cui la nuova società nasce, significa clientela, sprechi e tasse per i cittadini.
&lt;p&gt;
La legge 26 (quella che sanciva la fine dell’emergenza immondizia in Campania), impone ai comuni di farsi da parte e di lasciare la gestione dei rifiuti, compresa la riscossione delle tasse, al nuovo ente provinciale.
&lt;p&gt;
Ma l’ormai ex sindaco non vuole cedere: “ Mi sono sempre opposto alla gestione del consorzio e ora lo faccio con la società provinciale. Preferisco usare uomini e mezzi del comune, imposte all’ente locale in cambio di un servizio efficiente”. 
&lt;p&gt;Ma Maroni non ci sente e in piena estate fa firmare il decreto di scioglimento al presidente della Repubblica.&lt;br /&gt;
 Peccato perché la raccolta differenziata di Camigliano e delle sue 17 provincie è così avanzata da fare invidia ai paesi dell’Alto Adige.
&lt;p&gt; Raccolta degli oli esausti, distribuzione di pannolini lavabili alle neo mamme e i bambini che portano la plastica a scuola vengono premiati con ecoeuro per comprare materiale didattico. Questi sono solo alcuni esempi e i numeri danno ragione all’ormai ex primo cittadino: costi contenuti, bilancio in ordine.
&lt;p&gt; “ Se i comuni – continua Cenname – escono dalla gestione, la nuova società provinciale con l’ingresso dei privati, ereditando i disastri finanziari del consorzio, avrà un solo modo per ripianare i buchi: aumentare la tariffa. Una logica che rigetto, tra l’altro sulla legge 26 c’è una proposta di modifica, avanzata dalla provincia di Caserta, guidata dal centro-destra”.
&lt;p&gt; La nuova società provinciale eredita la gestione allegra del consorzio unico Napoli-Caserta, guidato fino all’aprile scorso dal plurindagato Antonio Scialdone, e ancor prima l’esperienza dei consorzi di bacino, tra cui il famigerato Ce4, retto da Giuseppe Valente, l’uomo di Cosentino, già condannato due volte.
&lt;p&gt;
La rimozione di Cenname è avvenuta in soli 7 giorni.&lt;br /&gt;
 Ingegnere ambientale, under 40, preparato e competente.&lt;br /&gt;
 Troppo per la provincia casertana dove si contano 28 comuni sciolti per infiltrazioni mafiose. Ma l’ex sindaco promette battaglia: “ Valuteremo i prossimi passi. Nei giorni scorsi c’erano i ragazzi di Libera, venivano da Padova, non sono riuscito a spiegare perché mi hanno cacciato, sono rimasti allibiti”. 
&lt;p&gt;Poco distante da Camigliano, le notizie raccontano di nuovi scioperi dei lavoratori degli ex consorzi, rifiuti in strada e raccolta a rilento. Mentre l’emergenza torna protagonista, il governo manda a casa i sindaci modello.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.casertaweb.com/articoli/15629-comune-di-camigliano-troppo-virtuoso.asp&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano - Nello Trocchia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Debora Serracchiani: «Nel Pd sacche di resistenza al cambiamento»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-02-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>477954</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Domanda: Intanto, Debora Serracchiani, vuole subito spiegare come mai le sue posizioni su alcuni temi, vengono percepite dall’opinione pubblica e, forse, anche dagli stessi vertici PD, come una sorta di ‘opposizione interna’? Mi riferisco, ad esempio, alle sue dichiarazioni sulle Primarie pugliesi che ha definito, senza troppi giri di parole, uno sbaglio.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Risposta: La mia idea del fare politica non si sposa con un concetto obliquo come quello dell’opposizione interna. Sto nel PD perché è il progetto più innovativo che sia apparso nel nostro Paese durante gli ultimi anni, tanto che il Pdl ci ha copiato dal predellino. E’ il partito che assomiglia di più alla mia visione del mondo e delle donne e degli uomini. Le eventuali critiche non sono un modo di prendere le distanze, ma di stare più vicina al partito. Diffido quando mi trovo davanti a un‘adesione acritica, specie tra chi ha responsabilità di direzione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;C’è stato un momento in cui in lei si è visto il volto nuovo della sinistra italiana, punto di riferimento di una politica dalla faccia e dai contenuti politici nuovi individuandola come potenziale leader dell’intero PD, poi un profondo passo indietro, perché? Ordini di scuderia, rispetto delle gerarchie di partito, la scelta di aspettare tempi migliori, o semplice paura del grande salto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Nessuno mi ha dato, né mi dà, ordini. Sono ancora convinta di quello che ho detto allora: forse sarei andata incontro al desiderio di novità di un certo numero di persone nel PD, ma non avrei fatto un favore al partito. Sarei stata la quarta candidata alle primarie, e dubito che il risultato sarebbe stato ribaltato. Sì, magari avrei potuto farmi la mia correntina… ma non era questo che volevo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il voto alle prossime Regionali. Risolta la questione Puglia, sembrano ancora molte le incognite da definire nel PD, soprattutto al Sud. Non le sembra paradossale che, proprio nei territori in cui maggiore dovrebbe essere la presenza di un’alternativa politica riformista e nuova, il PD, come ad esempio per la discussa candidatura in Campania di De Luca, sembra essere ancora legato e relegato a vecchie discussioni di partito?
&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Voglio pensare che l’assestamento sia ancora in corso, e che la compressione dei tempi tra il congresso e le regionali non abbia per nulla aiutato. Lo dico anche per l’esperienza che sto facendo come segretaria regionale in Friuli Venezia Giulia, dove pure non votiamo: gestire le candidature e la campagna elettorale con gli organi di partito freschi di nomina è impresa durissima. Ciò detto, è anche vero che ci sono sacche di, chiamiamola così, ‘inerzia resistente’ che non bramano l’aria nuova nel PD.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Alla luce di tutto ciò, cosa vuol dire, oggi, dopo le dimissioni di Marrazzo nel Lazio e quelle richieste a più riprese e mai arrivate di Bassolino in Campania, votare PD alla prossima tornata elettorale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Significa non mollare. Significa voler testimoniare che per questo progetto moderno del PD ci sono più spazi da conquistare che disillusioni da lasciarsi alle spalle. Il fallimento del PD non sarebbe un episodio della politica italiana tra gli altri, ma una vera implosione delle energie innovatrici, un pericolo salto nel buio per la nostra democrazia, che si troverebbe affidata alle forme più deteriori del populismo. Qui non è in gioco la sorte di Marrazzo o Bassolino, ma molto di più.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il sistema televisivo italiano ha oramai dato l’imprinting e solcato le differenze tra gli “eterni indecisi e sempre divisi politici del PD” e gli “alacri e indaffarati uomini del governo del fare”. E’ ancora possibile risollevare, e come, questa campagna elettorale che in tanti temono si possa concludere con la perdita di molte regioni oggi governate dal PD?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Abbiamo contribuito a trasmettere questa immagine anche con errori di comunicazione non da poco. L’immagine di un partito ripiegato eternamente su se stesso, frammentato e sempre più lontano dal mondo vero, è quella che ci nuoce di più, e talvolta l’immagine riflette una condizione reale. Cambiare si può: però bisogna ascoltare la gente, i nostri pazienti elettori che ci chiedono di assumere un passo diverso, che chiedono a noi di dar loro fiducia.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il tema degli immigrati e dell’integrazione: una bomba ad orologeria armata da tempo e innescata dalle recenti dichiarazioni del Presidente del Consiglio. Quale risvolti potrà avere tutto ciò nel corso di questi mesi, soprattutto nelle regioni più ‘sensibili’, vuoi per la presenza di candidati leghisti vuoi perché teatro di scontri tra immigrati e popolazioni locali? Quale la posizione del PD su questo tema così delicato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La cosa più difficile sarà evitare la strumentalizzazione degli immigrati, in un senso o nell’altro. E siccome la posizione del PD vuole essere di equilibrio, si presta meno a essere strillata. Credo si debba distinguere, e comunicarlo bene, il problema della sicurezza, percepito dai cittadini, da quello dell’integrazione, richiesto dalle imprese. In ogni caso il PD deve stare sull’argomento in prima battuta, non di rimessa, deve farlo proprio, perché altrimenti non convinciamo nessuno.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dall’immigrazione alla Lega, il passo è breve. Cosa ne pensa, da pura ‘nordista’(!), del sempre crescente potere di veto e della crescente risposta elettorale della Lega Nord? Quali risvolti può avere, l’ascesa di questo partito nella cosiddetta ‘questione settentrionale’?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Questo è l’altro grande problema con cui la politica nazionale del PD dovrebbe fare urgentemente i conti, e invece siamo in ritardo. Non vorrei che quando avremo capito che la Lega non è affatto un fenomeno territoriale e transitorio, il danno ormai sarà stato fatto. Temo che a Roma e nel resto d’Italia non si percepisca la portata ideologica del fenomeno Lega, un partito di destra che governa in molti enti locali e che sta diventando maggioranza relativa nelle regioni più sviluppate del nord. Che stiamo facendo per reinsediarci al nord? Assai poco…
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La Giustizia. Le ultime leggi in discussione al Parlamento rischiano di smantellare l’intero sistema giudiziario facendo saltare processi e impedendo alla Magistratura di svolgere il suo ruolo. Sente anche lei il pericolo di una deriva sociale sotto l’impulso di questa pseudo riforma della Giustizia che, tra gli altri, ha anche il compito di distrarre l’opinione pubblica dal dovere che il Governo ha di ricercare soluzioni ai problemi sociali acutizzati dalla crisi economica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La giustizia è l’altra faccia dell’accordo di potere tra la Lega e Berlusconi su cui si regge il Governo. Più che per una possibile deriva sociale, sono preoccupata per l’assenza di una vera guida del Paese. Abbiamo un premier che è condannato a stare al potere per schivare i guai che gli potrebbero capitare non appena lascia la presa, e questa è una situazione anormale e pericolosa. Tutto discende da questo primo movente, che condiziona l’attività del Governo e delle Camere, e che umilia anche le intelligenze di chi sta dall’altra parte e vorrebbe fare politica davvero. Il malessere di Fini è un sintomo chiaro.
&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriereweb.net/speciali/350-speciale-regionali/1861-regionali-serracchiani-qnel-pd-sacche-di-resistenza-al-cambiamentoq.html&quot;&gt;www.corriereweb.net - Vincenzo Schinella &lt;/a&gt;</summary>
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