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  <title>Openpolis - Argomento: sinistra arcobaleno</title>
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  <updated>2008-07-31T00:00:00Z</updated>
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  <title>Giulio TREMONTI: C’è da aspettare anche se il Parlamento protesta. Niente soldi ai partiti.</title>
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  <updated>2008-07-31T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>358495</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Economia e Finanze (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
ROMA - I soldi non ci sono. Per ora i partiti restano a secco. Niente rimborsi per
le elezioni dell’aprile scorso. Questo anche se il Parlamento ha deliberato la
ripartizione di fondi per oltre 100 milioni di euro. E allora i presidenti di Camera e
Senato Gianfranco Fini e Renato Schifani si sono precipitati a scrivere al ministro
dell’Economia Giulio Tremonti. Nella lettera avrebbero chiesto di assumere «le
necessarie iniziative» per poter dar seguito «a quanto previsto dalle disposizioni
legislative vigenti», visto che allo stato attuale «sono state solo parzialmente
messe a disposizione» dei due rami del Parlamento le somme per procedere alla
liquidazione dei rimborsi elettorali. Preoccupati i presidenti avrebbero fatto
presente che non è possibile «procedere tempestivamente e integralmente alla
erogazione dei rimborsi».&lt;br /&gt;

Le comunicazioni finora giunte dal ministero dell'Economia «non chiariscono nè
l'entità complessiva delle somme ancora da trasferire nè la data in cui verranno
trasmesse le ulteriori risorse finanziarie». E dal Tesoro fanno sapere che sarà
proprio il ministro Tremonti ad ”informare” per via ufficiale come stanno le cose.
&lt;b&gt;I fondi elettorali di Camera e Senato ammontano a 50 milioni di euro ciascuno e
sono costituiti calcolando la cifra di un euro (prima il rimborso era pari a 800 lire)
per ogni avente diritto al voto.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Da questo fondo ad ogni partito è attribuita una
quota sulla base delle percentuali ottenute. Inoltre, una legge ad hoc approvata
con voto bipartisan all'inizio del 2006, poco prima di andare a votare, aveva
sancito il diritto dei partiti a continuare ad incassare i rimborsi anche in caso di
voto anticipato: &lt;b&gt;«Se la legislatura ha termine prima della scadenza naturale, lo
Stato deve comunque pagare le somme già maturate per tutti e cinque gli anni
della legislatura».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Il conto è semplice: 100 milioni di euro tra Camera e Senato,
per i restanti tre anni della passata legislatura, cioè fino alla sua scadenza
naturale nel 2011, significano 300 milioni di euro da distribuire
complessivamente ai partiti.
Quanto ai rimborsi 2008, la delibera della Camera ha stabilito che al Pdl spettano
19 milioni e 383 mila euro, al Pd 17 milioni e 233 mila euro, alla Lega 4 milioni
243 mila euro, all'Udc 2 milioni 937 mila euro, all'Italia dei valori 2 milioni 272
mila euro, alla Sinistra arcobaleno 1 milione 595 mila euro, a La Destra 1 milione
240 mila euro, al Movimento per le autonomie 575 mila euro, al Partito socialista
498 mila euro, alla Svp 161 mila euro, alle Autonomie 80 mila euro, al
Movimento associativo italiani all'estero 51 mila euro, alle Associazioni italiane in
sudamerica 37 mila euro.
E i partiti aspettano.&lt;b&gt; A parte la Sinistra Arcobaleno non ci sono proteste.&lt;/b&gt; Dice
Ettore Rosato tesoriere del gruppo del Pd alla Camera: «Tra le priorità del Paese
non c’è quella dei rimborsi. E poi i partiti potranno fare delle fideiussioni con le
banche sapendo di poter contare su importi sicuri». Caustico il commento del
tesoriere della Sinistra arcobaleno Marco Fredda: «La decisione del governo?
Un'ottima mossa di maquillage. Se poi il Pd non ha nulla da dire e non si
lamenta, allora va tutto benissimo...Anche perchè il Pd, alle elezioni del 2006
non c'era, mentre tutti gli altri partiti sì. E se ora i rimborsi 2008 slittano, per ora il
partito di Veltroni non riceve nulla, mentre gli altri continuano a percepire le rate
dei rimborsi del 2006». Commenta Francesco Storace: «Ce ne faremo una
ragione».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IUORB&quot;&gt;Il Messaggero - Paola Orefice&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni RUSSO SPENA:  &quot;Non lasceremo a Di Pietro l'egemonia dell'opposizione&quot; - Intervista</title>
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  <updated>2008-07-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>357677</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Sorride Giovanni Russo Spena. Sorride, quando un po' provocatoriamente, gli si chiede se, dopo la manifestazione di piazza Navona, Antonio Di Pietro è il nuovo leader della sinistra italiana.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

«Non penso proprio - risponde l'ex capogruppo di Rifondazione al Senato -, non l'ho mai considerato tale e non comincerò certo oggi».
&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Però lei, martedì sera, era alla manifestazione organizzata dall'Idv. Perché?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;



«Abbiamo deciso di esserci, ma per portare la nostra piattaforma. Senza delegare niente a Di Pietro e senza pensare che le sue posizioni possano assolvere le nostre».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;E in cosa differisce la vostra piattaforma da quella del leader dell'Idv?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;



«Ad esempio nella difesa dell'articolo 3 della Costituzione e dei diritti dei migranti che oggi vengono duramente attaccati dal governo. Ma anche la battaglia sui salari che per noi è centrale».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;La giustizia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;



«Certo, siamo anche contro le cosiddette leggi ad personam, ma per noi si tratta di un tema uguale agli altri».
&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;A piazza Navona, però, la vostra piattaforma ha avuto poca visibilità.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;



«Non è una novità. In Italia i temi che riguardano i salari, le pensioni, i diritti di cittadinanza assumono sempre meno rilievo mediatico. Succede dai tempi di Mani Pulite. Se però parliamo di rilievo politico è un'altra cosa e martedì, in piazza, c'era un fronte molto ampio, di sinistra, a rappresentarli. Da alcune associazioni, fino a Rifondazione, passando per la Sinistra Democratica e il Pdci. Non mi sembra un dato da sottovalutare».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;L'impressione, però, è che ormai Di Pietro abbia l'egemonia dell'opposizione.&lt;/b&gt;
&lt;br /&gt;


«Non è un segreto che, anche tra gli elettori di sinistra, Di Pietro rappresenti l'unica vera opposizione del governo. Ma noi non abbiamo intenzione di lasciargli l'egemonia assoluta. Anche perché il dipietrismo non è la nostra ideologia. Io, ad esempio, sono garantista».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Insomma, siete pronti a dare battaglia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;



«Nessuno può chiedere a Di Pietro di difendere i precari e i pensionati, non sono i suoi temi».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;E voi come intendete difenderli dopo la sconfitta elettorale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;



«Ci stiamo riprendendo da una pesante sconfitta e abbiamo ricominciato a portare le nostre idee nella società. Penso all'ultima manifestazione sulla sicurezza, o a quelle contro la schedatura dei rom, la Tav e la base Dal Molin. Ecco, io inserisco la protesta di piazza Navona in una ripresa politica della sinistra che si registra ormai da qualche settimana. E che non si fermerà».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Avete in programma altre iniziative?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;



«A fine settembre lanceremo dei momenti più di massa sui temi toccati dalla Finanziaria».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Quindi non temete che le europee del 2009 siano un remake delle poliche di quest'anno? Magari con Di Pietro al 10%?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;



«No, io credo che alle elezioni del 2009 la sinistra riprenderà parte del voto utile che è andato al Pd di Veltroni. E comunque ripeto: non è giusto lasciare a Di Pietro il monopolio dell'opposizione. Occupiamo spazi diversi».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Ripeterete l'esperienza dell'Arcobaleno?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;



«L'arcobalenismo ha fallito definitivamente. Bisogna ricostruire partendo dal basso con un processo aperto che coinvolga tutti coloro che, con Rifondazione, condividono un determinato programma».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=INNMJ&quot;&gt;Il Tempo - Nicola Imberti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: SONDAGGIO EUROMEDIA: Il 60% degli italiani è con Berlusconi</title>
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  <updated>2008-07-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>357582</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;b&gt;&lt;br /&gt;
SONDAGGIO EUROMEDIA: Il 60% degli italiani è con Berlusconi.&lt;br /&gt; 
07 luglio 2008 ore 11:42&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Sei italiani su dieci hanno piena fiducia nel governo. Il nostro presidente Berlusconi, gode di un gradimento personale del 61,5%. Sono questi alcuni dati di un sondaggio commissionato a fine giugno dal premier a &quot;Euromedia research&quot; e pubblicato oggi da ’il Giornale’. Cala la fiducia verso la magistratura che arriva al 18%, e si riduce addirittura al 6% tra gli elettori di centrodestra. Cresce il Pdl arrivando al 39,8%, nel complesso la maggioranza otterrebbe il 49,4%; mentre cala la fiducia nel Pd e Idv che insieme si ferma al 35%. La sinistra arcobaleno, secondo i dati riportati da Euromedia, raddoppia i consensi e dal 3,1% di aprile passa al 5,5%. 4,5% di gradimento per l’Udc. Differenza sostanziale con il sondaggio commissionato da Repubblica anche sul gradimento del segretario del Pd Walter Veltroni: per Euromedia e’ al 30% (partenza 38% ad aprile).&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
7/7/2008&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilpopolodellaliberta.it/notizie/arc_13675.htm&quot;&gt;Sito web del Popolo della Libertà&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Fausto BERTINOTTI: &quot;Walter attento al regime dolce&quot;.</title>
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  <updated>2008-06-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>356741</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
E’ ricomparso in pubblico ieri pomeriggio nel centro di Roma: «Ma di politica non parlo oggi». &lt;br /&gt;
Doveva presentare un libro e così ha fatto. Di politica però ne parlerà dopodomani, sempre a Roma, quando introdurrà una giornata di studio intitolata «Le ragioni della sconfitta».&lt;br /&gt;
 Il personaggio in questione Fausto Bertinotti, ex presidente della Camera nonché leader di Rifondazione comunista nonché candidato premier di quella Sinistra Arcobaleno che non è riuscita nemmeno a entrare in Parlamento, ottenendo solo il 3 per cento dei voti.&lt;br /&gt;
 Due mesi di silenzio, nessuna apparizione pubblica, niente interviste, talk show, niente di niente. Che ha fatto Bertinotti in tutto questo tempo? &lt;br /&gt;
I suoi collaboratori e i politici di Rifondazione che gli sono più vicini raccontano che ha riflettuto, ha meditato, ha sofferto molto per la morte del fratello Ferruccio, di tredici anni più grande e che per lui è stato una sorta di secondo padre.&lt;br /&gt;


Ma non solo questo. Ha avuto parecchi incontri, ha diretto diverse riunioni di quelli che collaborano alla sua rivista, insomma ha preparato la sua rentrée nel mondo della politica. &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Si è tenuto rigorosamente fuori dallo scontro che sta dilaniando il suo partito&lt;/b&gt;, ma ha incontrato molte volte Nichi Vendola (di cui ha firmato la mozione) e gli altri suoi fedelissimi, da Franco Giordano a Gennaro Migliore: &lt;b&gt;«Ditemi cosa posso fare per aiutarvi, mi metto a disposizione come militante»&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
 E loro hanno apprezzato il gesto, anche perché – spiegano quelli che lavorano con Vendola – «è giunto il momento che questo gruppo dirigente dimostri di saper esistere anche senza Fausto. &lt;br /&gt;
Di non essere insomma Fausto-dipendente come è stato finora e, in particolare, durante il governo Prodi».&lt;br /&gt;
 Certo, &lt;b&gt;se Vendola dovesse riuscire a vincere&lt;/b&gt;, poi qualcosa Bertinotti farà. I suoi prevedono che tornerà ad avere un ruolo attivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Nel frattempo, &lt;b&gt;tra una riflessione e l’altra, Bertinotti qualcosa in privato l’ha detta.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Per esempio che non si fida di Veltroni&lt;/b&gt;, visto che «il leader del Pd ci aveva assicurato che non avrebbe fatto la campagna elettorale sul voto utile perché lui puntava a prendere i voti al centro. &lt;br /&gt;
E invece ha fatto esattamente il contrario».&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Non a caso ha aperto un fitto dialogo con D’Alema e i suoi&lt;/b&gt; uomini, invitando Nicola Latorre a parlare giovedì e incontrandosi pochi giorni fa con Pierluigi Bersani.&lt;br /&gt;
 Dialogo che si è sviluppato su tre questioni fondamentali: il no dell’ex ministro degli Esteri allo sbarramento elettorale per le elezioni europee (un no ovviamente molto apprezzato da Rifondazione); la sua contrarietà all’autosufficienza del Partito democratico perseguita da Veltroni; e la sua spinta per le alleanze con la sinistra radicale alle elezioni amministrative.&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Tanto fitto è questo rapporto che Bertinotti e D’Alema pensano&lt;/b&gt; addirittura a una sinergia tra la rivista del primo (Alternative) e la Fondazione del secondo (Italianieuropei). &lt;br /&gt;
Come fossero intorno a un biliardo, i due giocano di sponda.&lt;br /&gt;
 L’ex presidente vede con molto favore anche le uscite dell’ex ministro contro il governo Berlusconi (per esempio sugli immigrati), ci legge la volontà di fare un’opposizione più determinata.&lt;br /&gt;
 Mentre &lt;b&gt;giudica il dialogo tra Veltroni e Berlusconi un «regime dolce»&lt;/b&gt;, un «co-governo».&lt;br /&gt;


Dopodomani il suo discorso analizzerà le ragioni della sconfitta (di cui ha parlato a lungo anche con Rossana Rossanda, fondatrice del manifesto).&lt;br /&gt;
 Sconfitta che, come si dice nel gergo della sinistra, «viene da lontano».&lt;br /&gt;
 E che però ha avuto la sua precipitazione col governo Prodi: «Intanto perché le elezioni del 2006 le avevamo perse e invece abbiamo creduto di averle vinte.&lt;br /&gt;
 E poi perché non siamo riusciti a fare quello che avevamo promesso al nostro elettorato, che ci aveva concesso un’ultima apertura di credito».&lt;br /&gt;
 Un’occasione sprecata insomma, così come la Sinistra Arcobaleno: «Dovevamo farla prima e molto meglio – spiegano – invece siamo arrivati tardi e male. &lt;br /&gt;
E l’abbiamo pagata».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Nel frattempo il suo partito è spaccato in due&lt;/b&gt;, tanto che l’ex ministro &lt;b&gt;Ferrero (rivale di Vendola) ha organizzato un’iniziativa contemporanea e alternativa a quella di Bertinotti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Spaccato come una mela tra chi vuole dar vita alla Costituente della sinistra (dunque a un graduale superamento del Prc) e chi invece vuole ricominciare dall’identità del partito. &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;E se nessuno dei due schieramenti riuscisse&lt;/b&gt; a raggiungere la maggioranza assoluta, quindi a eleggere un segretario e a scegliere una linea politica chiara, &lt;b&gt;Rifondazione rischierebbe di affondare per sempre nelle sue sabbie mobili.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=ID2T8&quot;&gt;La Stampa - Riccardo Barenghi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Claudio FAVA: Fava: il vizio della autosufficienza è malattia grave</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/05/16/claudio-fava/fava-il-vizio-della-autosufficienza-%C3%A8-malattia-grave/355834"></link>
  <updated>2008-05-16T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>355834</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo socialista al Parlamento europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il vizio dell’autosufficienza è una presunzione grave, da qualunque parte politica provenga.

Nessuno di noi ha nostalgia per l’Unione, né per coalizioni assieme a Dini
o Mastella.
Si tratta di capire se esistono le condizioni e la volontà politica per costruire un nuovo  centrosinistra vincente nel Paese.

Se il Pd non ritiene di doversi confrontare su questo obiettivo, ne prenderemo
atto e dovrà cambiare la nostra strategia nelle tante di giunte locali in cui centrosinistra, con il contributo determinante della sinistra e con il Pd, è forza di
governo.

Di tutto questo avremo occasione di parlarne lunedi
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sinistra-democratica.it/fava-il-vizio-della-autosufficienza-malattia-grave&quot;&gt;ansa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Alessia Maria MOSCA: Sistema-Italia immobile per i giovani, contrastare la bassa occupazione femminile; il Nord chiede una politica semplice e vicina ai problemi concreti; sì ad alleanze e livello locale.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/05/14/alessia-maria-mosca/sistema-italia-immobile-per-i-giovani-contrastare-la-bassa-occupazione-femminile-il-nord-chiede-una-politica-semplice-e-vicina-ai-problemi-concreti-s%C3%AC-ad-alleanze-e-livello-locale/382507"></link>
  <updated>2008-05-14T00:00:00Z</updated>
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  <id>382507</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;b&gt;La sua età e il suo ruolo nel Pd le consentono un punto di osservazione privilegiato nei confronti dei giovani. Quale pensa sia il punto più critico del sistema-Italia rispetto al resto dell’UE?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Uno dei problemi più gravi per i giovani italiani è la presenza di un sistema sociale sostanzialmente immobile. Oggi chi nasce da una famiglia di operai ha meno possibilità rispetto ad altri di studiare all’università, fare esperienze internazionali e realizzarsi dal punto di vista professionale. Si tratta di un handicap per i giovani come singoli e per l’intero paese. Se davvero abbiamo a cuore il futuro delle giovani generazioni, dobbiamo attivarci da subito per rimuovere gli ostacoli che impediscono a ciascuno di realizzarsi sul piano umano e professionale. Questo significa riformare il sistema educativo premiando il merito, investire somme importanti nella formazione per avvicinare domanda e offerta di lavoro, mettere in atto politiche per conciliare esigenze lavorative e familiari.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Al Nord il PD non ha avuto il successo sperato. Per lei in cosa consiste e quanto ha pesato la “questione settentrionale”?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Dipende da cosa si intende con questa espressione. Nelle ultime settimane si è parlato di questione settentrionale per intendere cose molto diverse tra loro. A mio modo di vedere, quella che arriva dal Nord è una domanda di politica semplice, post-ideologica, che dà una soluzione ai problemi concreti. Una politica non invasiva del mercato, ma regolatrice. Evidentemente non siamo riusciti a far passare la nostra idea moderna.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ci sono temi legati al lavoro su cui ritiene che si potranno raggiungere intese tra il Pd e la nuova maggioranza?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

Dal mio punto di vista, una delle principali emergenze del paese è il basso livello di occupazione femminile. In Italia lavora solo il 45,5 di madri con un’età compresa tra 25 e 44 anni, contro il 60% della media UE. Se mettiamo la crescita dell’occupazionale femminile in cima all’agenda politica, si potranno cercare convergenze sulle modalità per arrivarci. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La divisione con la sinistra radicale sembra essere stata premiata. Pensa che la scelta fatta per le politiche sia da applicare alle prossime amministrative?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

In molte realtà locali il PD è alleato con i partiti che si sono presentati alle elezioni politiche sotto le insegne della Sinistra Arcobaleno e lo fa senza particolari divisioni. Dobbiamo tenere distinti l’ambito nazionale, in cui si decide tra le altre cose su lavoro e politica estera, da quello locale, che richiede risposte alle esigenze quotidiane dei cittadini.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quale “battaglia” per la sua regione intende portare avanti a Roma?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Il mio impegno sarà improntato a una politica di prossimità, vicina alle esigenze dei cittadini. Il PD ha attirato straordinarie competenze e professionalità sul territorio: ora occorre fare rete per valorizzare al massimo le qualità di tutti.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&amp;act=art&amp;id_art=3868&amp;edi=94&amp;dated=14-05-08&amp;aa=2008&quot;&gt;L'Opinione&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GENEROSO MELILLA: Rifondazione chiude con l’Arcobaleno? Ne prendiamo atto, decideremo da soli cosa fare</title>
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  <updated>2008-04-18T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Abruzzo (Lista di elezione: DS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Rifondazione comunista annuncia la fine dell’esperienza unitaria di Sinistra arcobaleno. Ne prendiamo atto. Nessuno di noi aveva pensato di aderire a Rifondazione, bensì ad un partito della sinistra unitario e plurale nelle sue sensibilità diverse. Questa ipotesi è stata sconfitta nettamente. Non ci siamo accorti del terremoto che stava arrivando: siamo stati visti dai cittadini come una forza residuale, che non incideva nello scontro elettorale decisamente avviato su una logica bipolare se non bipartitica. Ma non possiamo non sottovalutare la stanchezza e il rifiuto popolare per risse continue e divisioni incomprensibili che hanno coinvolto il Governo Prodi, ma anche tante esperienze abruzzesi. Faccio un esempio: come era spiegabile la posizione di Rifondazione a Pescara, il suo rifiuto di sostenere D’Alfonso quale sindaco? L’elettorato pescarese ha scelto di votare D’Alfonso penalizzando chi, pretestuosamente, puntava solo al secondo turno per appoggiarlo.Ma non è solo Rifondazione a decidere il “licenziamento” della sinistra unita. Diliberto ha detto che bisogna ripartire dalla “falce e martello”. Ne prendiamo atto. Si apre una nuova fase in cui ognuno deciderà come lavorare per gli ideali della sinistra. Noi di Sinistra democratica lo stiamo già facendo».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmessaggero.it/view.php?data=20080418&amp;ediz=08_ABRUZZO&amp;npag=39&amp;file=D_3429.xml&amp;type=STANDARD&quot;&gt;Il Messaggero d'Abruzzo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ramon MANTOVANI: Dichiarazione sui risultati elettorali</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/14/ramon-mantovani/dichiarazione-sui-risultati-elettorali/331820"></link>
  <updated>2008-04-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>331820</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Quattro partiti prendono un milione di voti e diventano extraparlamentari.

Se il gruppo dirigente irresponsabile che ha portato a questo disastro insiterà sulla linea della sinistra arcobaleno sarà travolto dai militanti e dagli iscritti di rifondazione comunista.

Sarebbe bene per loro e per il partito che si dimettessero immediatamente.

E’ stata l’esperienza di governo a deludere gli elettori e ad allontanarci dai movimenti e dalle lotte.

Bisogna ripartire da rifondazione e ripartiremo da rifodazione, anche cercando una unità seria con altre forze mettendo da parte l’idea elettoralistica e subalterna al partito democratico della sinistra e l’arcobaleno”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ramonmantovani.it&quot;&gt;www.ramonmantovani.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LUCA ROBOTTI: (PDCI), VELTRONI CANCELLA LA SINISTRA DALLE ISTITUZIONI.</title>
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  <updated>2008-04-14T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>331740</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Lista di elezione: PDCI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Torino, 14 apr. - ''Se verra' confermato il risultato elettorale la sinistra sara' esclusa da ambedue le camere.&lt;br /&gt;
 Un risultato incredibile che segna l'inizio di una lunga fase di bipolarizzazione del parlamento e del sistema politico.&lt;br /&gt;
 Uno scollamento tra paese reale e le istituzioni che rischia di innescare conflitti sociali non mediabili che ci portera' ad una situazione di scontro senza precedenti nella storia repubblicana''.&lt;br /&gt;
Cosi' il consigliere regionale del Pdci, Luca Robotti che punta il dito contro il candidato premier del Pd. 

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2072947274&quot;&gt;Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Fausto BERTINOTTI: ''Lascio la direzione. L'ampia sconfitta è colpa nostra ma anche del Pd''.</title>
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  <updated>2008-04-14T00:00:00Z</updated>
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  <id>331738</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) - Pres. Camera   (Lista di elezione: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Il leader della Sinistra Arcobaleno reagisce così al dato elettorale: ''Bisognerà aprire una discussione molto approfondita.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;i&gt;&lt;b&gt;Le cause vanno indagate in noi stessi ma anche il Partito democratico sarà chiamato a riflettere''. E annuncia: ''Io lascio la guida della sinistra, continuerò da militante''&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt; Quindi afferma: ''Serve un profondo rinnovamento''.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Roma, 14 apr. - &quot;Un atto di onestà intellettuale impone di riconoscere questa sconfitta come netta, dalle proporzioni impreviste che la rendono anche più ampia&quot;.&lt;br /&gt;
 

Fausto Bertinotti non usa mezzi termini per giudicare la performance negativa della coalizione Arcobaleno alle elezioni. &lt;br /&gt;
&quot;Ora bisognerà aprire una discussione molto approfondita, allargata, in quelle parti che hanno l'ambizione di costruire una sinistra italiana in campo aperto&quot;, ha aggiunto Bertinotti. &lt;br /&gt;


Il presidente uscente della Camera non ha dubbi sulle responsabilità: &quot;Le cause vanno indagate in noi stessi, nell'errore di previsione siamo stati tutti coinvolti, questa è una delle cause da indagare&quot;.&lt;br /&gt;
 Però, Bertinotti ha aggiunto: &quot;C'è anche una riflessione in termini più ampi, ci sono delle concause, anche il Pd sarà chiamato a una riflessione visto che la sua scelta di andare da solo e poi di puntare sul voto utile ha concorso allo svuotamento della sinistra senza vincere, anzi, portando alla sconfitta&quot;.&lt;br /&gt;


&quot;C'è stato uno svuotamento della sinistra senza provocare una crisi della destra&quot;.&lt;br /&gt;
 Quindi, &quot;c'è un punto di autocritica della sinistra e una discussione in tutto il campo del centro e della sinistra che devono essere aperte&quot;.&lt;br /&gt;
 

Quindi annuncia: &quot;La mia vicenda di direzione politica termina qui, purtroppo con una sconfitta.&lt;br /&gt;
 Non cambio la mia decisione di continuare perché la mia vita è impegnata nella politica&quot;. &lt;br /&gt;
Insomma, &quot;proseguirò da militante, nei ruoli che mi saranno dati&quot;.&lt;br /&gt;


Tuttavia, afferma il leader: &quot;Ciò che va salvato in questa sconfitta è l'idea del viaggio. &lt;br /&gt;
Può essere cambiato tutto, le vele o il timone, ma penso che per un fortissimo rinnovamento della sinistra ciò che deve essere salvato è proprio l'idea di rinnovamento&quot;. &lt;br /&gt;


Nel suo ultimo atto formale da leader della Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti spiega dunque che il progetto dell'Arcobaleno non deve essere abbandonato nonostante il risultato negativo delle elezioni.&lt;br /&gt;
 &quot;Domani si deve aprire una fase costituente della nuova sinistra italiana&quot;, ha sollecitato Bertinotti commentando i dati elettorali.

&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2072410407&quot;&gt;Adnkronos/Ign&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Fausto BERTINOTTI: Walter? Solo immagine</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/10/fausto-bertinotti/walter-solo-immagine/331670"></link>
  <updated>2008-04-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>331670</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) - Pres. Camera   (Lista di elezione: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Il leader della Sinistra arcobaleno: in questa campagna elettorale è stato stravolto il senso della democrazia&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
 

ROMA - Continua la polemica tra la Sinistra l’Arco­baleno e il Pd. &lt;br /&gt;
Fau­sto Bertinotti torna a con­testare le tesi sia del Pdl che del partito di Walter Veltroni sull’efficacia della scelta elettorale.&lt;br /&gt;
 «Penso – afferma Bertinotti – che il voto utile sia utile per chi vota e non per chi è votato.&lt;br /&gt;

  In questa campagna eletto­rale è stato stravolto il sen­so della democrazia e c’è l’impossibilità per la politi­ca di dare risposte al popo­lo ». &lt;br /&gt;
E poi il candidato pre­mier della coalizione di si­nistra incalza: «Il Pd ha molto appeal», però solo «su un certo piano, quello dell’immagine», ma «non riesce ad andare in profon­dità, ad arrivare agli strati più sofferenti».&lt;br /&gt;
 Così il pre­sidente della Camera u­scente esemplifica le aree in cui il messaggio del Pd non arriva: «i lavoratori che si sentono soli, anche ab­bandonati, aree del mezzo­giorno colpite ancora du­ramente dalla disoccupa­zione », i giovani colpiti dal­la precarietà, «nell’impos­sibilità di farsi una fami­glia, di avere una casa».&lt;br /&gt;

  Nuccio Iovene, poi, si uni­sce alle critiche al parago­ne fatto da Dario France­schini tra Bertinotti ed il verde usa Ralph Nader: «Se il Pd riteneva che i voti del­la sinistra fossero indi­spensabili per battere Ber­lusconi non aveva che da percorrere una strada sem­plice e lineare: accordarsi con noi della Sinistra l’Ar­cobaleno per costruire un nuovo centrosinistra».&lt;br /&gt;

  Sempre dalle fila della me­desima coalizione, Cesare Salvi rimprovera a Veltroni l’errore di aver fatto «finta di recidere i legami con il Pci anche perché nella sto­ria del Pci non c’è nulla di cui vergognarsi».&lt;br /&gt;
 Infine il segretario del Prc, Franco Giordano, torna a lanciare l’allarme sul «rischio di un governo di larghe intese».&lt;br /&gt;

  &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=HQM7I&quot;&gt;Avvenire&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Fausto BERTINOTTI: &quot;Prodi non ha ancora capito chi l'ha tradito&quot; - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/09/fausto-bertinotti/prodi-non-ha-ancora-capito-chi-lha-tradito-intervista/331667"></link>
  <updated>2008-04-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>331667</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) - Pres. Camera   (Lista di elezione: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Si comincia con Pro­di, anzi contro Prodi che proprio ieri sul nostro giornale ha ac­cusato la sinistra ra­dicale di aver provocato la cadu­ta del suo governo. &lt;br /&gt;
E si finisce col comunismo, che «resterà so­lo una tendenza culturale». &lt;br /&gt;
Fau­sto Bertinotti, presidente della Camera e candidato premier del­la Sinistra Arcobaleno, ieri mat­tina ha risposto per un'ora alle domande dei nostri lettori in una video-chat messa in onda sul no­stro sito.&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Un nostro letto­re, in evidente sintonia con Prodi, scrive che la colpa del­la caduta del governo è vostra.&lt;br /&gt;
 Soprattutto sua che ha paragonato il presi­dente del consiglio a un poeta morente...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Penso che sia più grave, per Prodi, non aver capito le ragioni della crisi del suo governo ancor più che averla subita.&lt;br /&gt;
 Bisogna di­stinguere tra il dito e la luna: il dito è ciò che ci viene attribuito, cioè l'aver segnalato uno stato di crisi. &lt;br /&gt;
Dopo aver sostenuto il go­verno con tutte le nostre forze, ci siamo accorti che la sinistra si sta­va scavando un fossato tra il suo elettorato che voleva cambiare la politica di Berlusconi, ma i risulta­ti non arrivavano. &lt;br /&gt;
Certo, c'erano state buone cose come la politica estera, ma sulle pensioni, i salari, la tragedia delle morti sul lavoro, la precarietà, la redistribuzione del tesoretto... niente. &lt;br /&gt;
Un niente che è stata la rispo­sta dei ministri del Partito Democrati­co alle nostre solle­citazioni». &lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;E allora chi ha fatto cadere il governo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Sta sotto gli occhi di tutti: i poteri forti e la parte centrista e modera­ta della coalizione»&lt;br /&gt;
 

 
&lt;b&gt;
Adesso però molti leader politici del Partito democratico imputano alla sua Sinistra l'eventuale vittoria di Berlusconi.&lt;br /&gt;
 E anche diversi lettori della Stampa ci scrivono che lei at­tacca sempre Veltroni e mai il lea­der del Popolo della libertà...&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Noi siamo sempre stati e sempre saremo contro Berlusconi e le de­stre, queste sono accuse inaccet­tabili.&lt;br /&gt;
 Tanto più che è stato Vel­troni a decidere, legittimamente per carità, di andare da solo alle elezioni e di rompere con noi. &lt;br /&gt;
Adesso è al Pd che spetta l'onere di contendere il potere a Berlusco­ni.&lt;br /&gt;
 E se non ci riesce significa che la sua strategia, oltre a essere sba­gliata nei confronti della sinistra, è complessivamente sbagliata».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Voi  quindi  starete  all'opposizione chiunque vinca?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Esattamente».&lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;Anche se ci fosse un pareggio, oppu­re se Veltroni avesse bisogno di voi per governare?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Intanto io non vedo proprio la pos­sibilità di un pareggio.&lt;br /&gt;
 Noi comun­que staremo all'opposizione, tanto più se nascesse un governo di lar­ghe intese. &lt;br /&gt;
Con il Pd poi ci sono dif­ferenze strategiche profonde, che al momento non consentono colla­borazioni sul piano nazionale. &lt;br /&gt;
Di­verso il discorso a livello locale, Co­muni, Regioni, Province, dove in­fatti siamo alleati».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Senta Bertinotti, ma lei pensa che la Sinistra Arcobaleno reggerà al­l'urto elettorale o si sfascerà il gior­no dopo? &lt;br /&gt;
E se resistesse, diventerà un Partito unico o resterà una coali­zione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Il nostro progetto si chiama Sini­stra Arcobaleno, cioè un soggetto unico. Con un suo gruppo dirigente unico. &lt;br /&gt;
Né un semplice cartello elet­torale né una coalizione. &lt;br /&gt;
Un sogget­to unitario e unico».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; E il comunismo che fine fa, scompare dalla vostra storia?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Ho detto che ci chiamiamo e ci chiameremo Sinistra Arcobaleno. &lt;br /&gt;
Il comunismo resterà come tenden­za culturale, al pari del femmini­smo, dell'ecologismo...». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=HQ58P&quot;&gt;La Stampa - Riccardo Barenghi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco FORGIONE: GRAVI DICHIARAZIONI DI DELL'UTRI SU MANGANO</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/09/francesco-forgione/gravi-dichiarazioni-di-dellutri-su-mangano/331649"></link>
  <updated>2008-04-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>331649</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;
Catanzaro - &lt;b&gt;&quot;Le dichiarazioni di Marcello Dell'Utri sul boss Mangano sono gravissime perche' a poche ore dal voto aprono un'interlocuzione con le forze della mafia&quot;.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 E' quanto afferma il presidente della commissione nazionale antimafia, e capolista al Senato per &quot;la Sinistra L'Arcobaleno&quot; in Calabria, Francesco Forgione, in merito alle dichiarazioni del candidato della Pdl, Marcello Dell'Utri. &lt;br /&gt;
&quot;Dire che Mangano e' un eroe quando in questo Paese uomini dello Stato, dirigenti politici, imprenditori hanno pagato con la vita l'impegno contro le organizzazioni criminali e' un fatto gravissimo e vergognoso - afferma Forgione - per chi ne se fa portatore, intollerabile da qualsiasi punto di vista dell'etica pubblica e di qualunque morale.&lt;br /&gt;
 A maggior ragione, visto che chi pronuncia queste parole ha una condanna a nove anni per associazione mafiosa.&lt;br /&gt;
 Nessuno si faccia scudo di un finto garantismo, in Calabria come in Sicilia come in Campania, se questo serve solo a mantenere un sistema di relazioni mafiose con la politica e gli affari. &lt;br /&gt;
Ancora piu' grave e' anche l'affermazione di Berlusconi sui pubblici ministeri: prefigura una nuova stagione di riforme della giustizia - dice ancora il capolista al Senato per La Sinistra Arcobaleno - tese a rigenerare un sistema di impunita' ed ad inibire l'azione della magistratura.&lt;br /&gt;
 Dopo anni di riforme tese a garantire Caino sara' giunto il momento di fare una riforma della giustizia che abbia al centro Abele - conclude Forgione - cioe' le vittime della mafia, della violenza e della corruzione, e non le impunita' per chi e' protagonista di questi soprusi&quot;.&lt;br /&gt;

  &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/news/notizie/200804091634-cro-rt11168-art.html&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: DA MONTEZEMOLO INACCETTABILE ATTACCO AI DIRITTI DEI LAVORATORI</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/09/paolo-ferrero/da-montezemolo-inaccettabile-attacco-ai-diritti-dei-lavoratori/331634"></link>
  <updated>2008-04-09T00:00:00Z</updated>
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  <id>331634</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Solidarietà Sociale (Partito: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;''Le proposte di Montezemolo sono inaccettabili e indicano quale sia la linea portata avanti dagli industriali:&lt;/b&gt; quella di ridurre in ogni modo la rappresentanza e i diritti dei lavoratori. &lt;br /&gt;
Dopo che la Confindustria si e' rifiutata per mesi di chiudere importanti contratti nazionali ecco che si avanza la proposta di accordi separati''. &lt;br /&gt;
Ad affermarlo in una nota e' il ministro della Solidarieta' sociale, Paolo Ferrero, commentando le dichiarazioni del presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Economia/?id=1.0.2057152782&quot;&gt;Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco GIORDANO: DA PRODI SGRADEVOLE E FUORVIANTE ATTACCO ALLA SINISTRA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/08/francesco-giordano/da-prodi-sgradevole-e-fuorviante-attacco-alla-sinistra/331556"></link>
  <updated>2008-04-08T00:00:00Z</updated>
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  <id>331556</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Sono sgradevoli e fuorvianti le dichiarazioni del presidente del consiglio Romano Prodi che alludono a una responsabilita' della sinistra nelle difficolta' incontrate dal governo&quot;.&lt;br /&gt;
 Lo dice Franco Giordano, segretario di Rifondazione comunista ed esponente della Sinistra arcobaleno, che aggiunge: &quot;Prodi sa perfettamente che i problemi sono stati creati sempre e soltanto dalle aree moderate della coalizione, in particolare, dal Pd.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Ricordiamo che i punti di sofferenza del governo sono stati sulle pensioni, sulla redistribuzione sociale, sui diritti civili.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Non e' un caso se si tratta proprio di quei punti sui quali oggi si e' aperta una sfida tra la Sinistra Arcobaleno e il Pd sulla vera alternativa alla destra di Berlusconi e Fini&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/ultime-notizie-page/200804081201-pol-rom1058-art.html&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco GIORDANO: Un progetto che va oltre il 14 aprile</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/08/francesco-giordano/un-progetto-che-va-oltre-il-14-aprile/331521"></link>
  <updated>2008-04-08T00:00:00Z</updated>
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  <id>331521</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
&lt;p&gt;Il voto da cui ci separa ormai meno di una settimana peserà molto sul futuro e sulla natura della sinistra in Italia. La sinistra è stata il centro della campagna elettorale sinora, e ancor più lo sarà nei prossimi giorni. Non è un'affermazione dettata da esasperato egocentrismo. E' una pura constatazione, di cui ci si può facilmente sincerare.

&lt;p&gt;Walter Veltroni ha impostato tutta la sua campagna sul recidere ogni residua radice con la sinistra sociale e culturale, oltre che politica. Chiede il voto in nome di un'innovazione che, a conti fatti, consiste solo nella cancellazione di ogni legame con il passato e il presente della sinistra. I candidati che ha scelto e il programma che espone fanno fede di questo rottura totale. Una rottura rivendicata. Come unica garanzia di non ripetere gli errori del passato, il segretario del Pd offre la fine dell'alleanza con la sinistra politica, additata come il fattore di instabilità che ha impedito al governo Prodi di governare bene. La realtà è opposta. Gli ostacoli e gli agguati sono venuti tutti e solo dalla componente moderata di quella maggioranza, non escluse ampie aree del Pd. Ma si sa che qualsiasi bugia, se ripetuta di continuo e da un numero esorbitante di voci, riesce a soppiantare la verità. E Veltroni può contare su un coro imponente e ben disciplinato. Dario Franceschini in un'intervista a Repubblica ha addirittura affermato che il nostro voto equivale a una collusione con Berlusconi. Ma come? Se fino a ieri parlavate addirittura di &quot;separazione consensuale&quot;? E' il vecchio e mai sopito desiderio di cancellarci. Forse la frequentazione ravvicinata con tanta Confindustria presente nelle liste induce a una logica proprietaria persino sul voto.
Forse sono più semplicemente le difficoltà incontrate dal Pd in questa campagna elettorale che spingono all'inaudita aggressione.
Gli argomenti del Pdl martellano sugli stessi tasti. Berlusconi accusa il rivale di essere troppo inquinato dalla sinistra per poter mantenere i suoi impegni, sui quali però ha ben poche critiche da esprimete. 
&lt;p&gt;Quando ha stracciato platealmente il programma del Pd, lo ha fatto in segno non di disprezzo e contrapposizione ma di sfiducia e incredulità. Non era una critica a quel programma, condiviso nei fondamentali, ma ai leader che lo proponevano, troppo tarati dall'eredità di sinistra per poterlo applicare.
I media tutti partecipano ferventi alla crociata. Si sono spinti ai confini del lecito e oltre pur di dipingere, e imporre, una competizione limitata a due soli protagonisti. Il tentativo di eliminare con un colpo di cancellino la cultura e la politica della sinistra è stato clamoroso. Sfacciato.
Questa santa crociata non è stata ancora analizzata e interpretata a sufficienza. Sembrerebbe il colpo di maglio al termine di un assedio durato quasi vent'anni, il coronamento di una campagna trionfale allestita per mettere &quot;fuori dalla storia&quot; la sinistra. Solo che quella campagna non è stata affatto trionfale: piuttosto costellata di contraddizioni stridenti, sia nel mondo che nello specifico italiano. La globalizzazione ha portato povertà, guerra, devastazioni ambientali, e si trova ora ad affrontare una crisi che non è congiunturale ma di struttura. In Italia campeggia il rischio di una drastica riduzione della democrazia reale, di impoverire ulteriormente ampie fasce di popolazione, di provocare una diffusa e potenzialmente terminale sfiducia nei confronti della politica. L'offensiva contro la sinistra, più che a un'assalto finale, somiglia a una guerra preventiva, scatenata per impedire che sia in campo un reale progetto di alternativa sociale a fronte della crisi profondissima che gli assetti attuali sanno di dover affrontare, sia nel mondo che in Italia, nei prossimi mesi e anni. Una strategia dettata dalla paura.
La continuità tra i partiti che si fronteggiano in questa campagna elettorale e il disastroso ciclo precedente è in realtà totale. Di nuovo ci sono solo i nomi e i simboli: nei contenuti sia il Pd che il Pdl si limitano a ripercorrere gli stessi sentieri degli ultimi quindici anni, portando le vecchie strategie alle estreme conseguenze. Il Pdl incarna una destra il cui neoliberismo è sempre più intrecciato a elementi populisti e xenofobi. Il Pd, rinnegando ogni derivazione dalla sinistra, porta a compimento il processo iniziato nei primi anni '90. Entrambi provano a evitare l'obbligo di fare i conti con il fallimento del bipolarismo rilanciando ulteriormente, come fanno i giocatori d'azzardo messi alle corde, e puntando sulla sua forma più radicale, il bipartitismo. Entrambi, tuttavia, restano al fondo coalizioni disomogenee travestite da partiti unitari, nelle quali continuano a convivere scomodamente clamorose differenze.
La sola vera novità presente in queste elezioni è il soggetto unitario della sinistra. E' l'unica formazione che non si propone di cambiare solo la facciata, ma che mira a costituire un soggetto politico unitario e plurale dotato di un'ambizione culturale e sociale radicalmente nuova. Un soggetto capace di intrecciare il principio irrinunciabile dell'uguaglianza con la valorizzazione delle differenze e delle diversità. Di coniugare il conflitto sociale con quello di genere e la difesa dei diritti sociali con quella dei diritti civili. Di cercare e trovare un punto di equilibrio tra le esigenze dello sviluppo produttivo e quelle della salvaguardia ambientale.
Un soggetto in grado di invertire la tendenza che ha ridotto i partiti a giganteschi comitati elettorali per tornare a cercare il suo radicamento nella società, però in forme nuove e adeguate ai tempi. Un moderno &quot;soggetto di massa&quot;.
Un soggetto che si propone non solo di denunciare il progressivo inaridimento di ogni spazio pubblico ma anche, e soprattutto, di partecipare attivamente, dal basso, alla sua ricostruzione. Che non vuole solo rappresentare i conflitti ma contribuire a organizzarli e sostenerli.
Su questo percorso, le liste unitarie della Sinistra Arcobaleno rappresentano solo un primissimo passo, fondamentale ma in sé ancora del tutto insufficiente. Abbiamo subìto tempi che non erano i nostri e pagato il prezzo di una legge elettorale improponibile, che ha reso tutto molto più difficile. Un seme è stato gettato, ma non possiamo attendere troppe stagioni: finirebbe per essiccarsi, o per gelare, e i primi a non capirne le ragioni, a non accettarlo, sarebbero le donne e gli uomini che si accingono a votarci proprio perché confidano nella nostra volontà e capacità di dar vita a quel soggetto unitario e plurale. A ricostruire una sinistra adeguata ai tempi in questo paese.
Per questo io credo che oggi si debba assumere un impegno preciso, formale, che segni una scelta irreversibile: quello di impiegare, subito dopo le elezioni, tutte le nostre energie non solo per conservare quello che abbiamo sin qui costruito, ma per accelerare i tempi di costruzione del nuovo soggetto. Non possiamo farci imprigionare da inerzie e resistenze. Non possiamo permettercelo. Il nuovo soggetto della sinistra, abbiamo detto sin dall'inizio, non potrà essere una sommatoria di gruppi dirigenti. O nascerà dal basso o non nascerà affatto. Ma per questo sarà necessario coinvolgere, molto più di quanto non siamo riusciti a fare sinora, le migliaia e migliaia di donne e uomini di sinistra che non si riconoscono in alcun partito oggi esistente. Nel nostro paese ci sono state due campagne elettorali. Una mediatica, falsa e insopportabilmente &quot;americana&quot;. L'altra fatta nella società, viva, partecipata da tanto popolo desideroso di essere coinvolto in un progetto unitario.
Voglio sin d'ora ringraziare le compagne e i compagni che si sono impegnati straordinariamente e chiedere loro l'ultimo, importante, decisivo sforzo per far crescere il consenso alle nostre liste. Ma non c'è coinvolgimento possibile senza affidare a queste donne e a questi uomini il potere di decidere, senza che abbiano voce in capitolo e possibilità di incidere sulla natura, sull'identità e le scelte del nuovo soggetto unitario e plurale. E' questo il percorso costituente che dovremo intraprendere subito dopo le elezioni, qualunque sia il responso delle urne. E' questo l'impegno che ci assumiamo con la nostra base, il patto che deve legarci a chi sceglierà di dare forza alla Sinistra Arcobaleno.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.franco-giordano.it&quot;&gt;www.franco-giordano.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pietro FOLENA:  FRANCESCHINI SALVO' BERLUSCONI DALLA LEGGE GENTILONI</title>
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  <updated>2008-04-06T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;PD TROPPO SPOSTATO AL CENTRO ORA E' NERVOSO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 &lt;b&gt;&quot;E' singolare che chi e' stato tra i responsabili dell'affossamento della legge Gentiloni sulle televisioni, oggi faccia appelli al voto utile contro Berlusconi&quot;&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
 Pietro Folena, gia' relatore del ddl di riforma dell'emittenza, attacca il numero due del Pd.&lt;br /&gt;
E rivela: &lt;b&gt;&quot;Franceschini come capogruppo del Pd propose di far slittare l'esame della legge Gentiloni nonostante fosse pronta, nonostante l'appello che i relatori indirizzarono ai capigruppo della maggioranza e nonostante i solleciti dei capogruppo della sinistra ai colleghi di maggioranza.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Quella legge, come e' noto, non e' stata mai discussa in aula anche se era pronta&quot;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2046021862&quot;&gt;adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelo BONELLI: LE PAROLE DI FRANCESCHINI SONO SEGNO DI DEBOLEZZA</title>
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  <updated>2008-04-06T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&quot;Franceschini? E' il primo a sapere di dire cose non vere&quot;.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Lo dice Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Camera ed esponente della Sinistra Arcobaleno.&lt;br /&gt;
 &quot;Gli appelli del Pd al voto utile - ha aggiunto - sono segno della debolezza della proposta politica e programmatica del Partito democratico, consapevole di non riuscire a sfondare nell'elettorato, mentre la Sinistra, nonostante il blocco operato dall'informazione, avanza e parla alla sua gente&quot;.&lt;br /&gt;
 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2046119868&quot;&gt; adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Fausto BERTINOTTI: DA FERRARA TESI REPELLENTI MA BISOGNA LASCIARLO PARLARE</title>
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  <updated>2008-04-06T00:00:00Z</updated>
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  <id>331483</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) - Assessore Regione Lazio (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Pres. Camera   (Lista di elezione: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&quot;Se discutiamo sulle tesi di Ferrara vi dico si', sono repellenti&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Pero' lasciamolo parlare, lasciamo parlare chiunque perche' le nostre idee sono piu' forti delle sue&quot;. &lt;br /&gt;
Cosi' il candidato premier della Sinistra Arcobaleno Fausto Bertinotti risponde oggi a Bologna ad una ragazza che dal pubblico del dibattito in corso ai Giardini Margherita difendeva le ragioni per le quali pochi giorni fa aveva partecipato alla contestazione in piazza Maggiore contro il candidato premier della lista 'Aborto? No grazie', Giuliano Ferrara. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2046341584&quot;&gt;adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco GIORDANO: DA PD CAMPAGNA GREVE E DISONESTA</title>
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  <updated>2008-04-06T00:00:00Z</updated>
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  <id>331482</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;&quot;In questi ultimi giorni - il Pd si e' abbandonato a una campagna propagandistica greve e soprattutto disonesta&quot;.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

E' il commento del segretario del Prc Franco Giordano all'intervista rilasciata a 'Repubblica' dal numero due del Pd, Dario Franceschini. &lt;br /&gt;
&quot;Quella di Franceschini - prosegue Giordano - e' la classica 'excusatio non petita'.&lt;br /&gt;
 Come si fa a parlare di Bertinotti come del Nader italiano dopo che il Pd per primo ha scelto di correre da solo, rifiutato ogni cofronto programmatico e parlato addirittura di 'separazione consensuale'?&quot;.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2046136620&quot;&gt;adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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