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  <title>Openpolis - Argomento: Fini Berlusconi</title>
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  <updated>2011-01-27T00:00:00Z</updated>
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  <title>Italo BOCCHINO: «Se Berlusconi andrà al voto sarà la sua fine come presidente del Consiglio»</title>
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  <updated>2011-01-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>557386</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Se Berlusconi vuole le dimissioni di Fini vada alle urne.
&lt;p&gt;Futuro e Libertà sfida Silvio Berlusconi ad andare alle urne: &quot;Se vuole liberarsi di Gianfranco Fini - dice Italo Bocchino, capogruppo di Fli alla Camera, in una conferenza stampa alla Camera convocata per polemizzare sulle dichiarazioni rilasciate al Senato dal ministro degli Esteri Franco Frattini sul caso Tulliani-Saint Lucia - Berlusconi ha un solo modo: deve avere il coraggio di andare subito al voto&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Ma lui - prevede l'esponente finiano - non lo farà:&lt;br /&gt;
 resterà asserragliato a palazzo Chigi. Ha paura del voto, se si andrà al voto sarà la fine di Silvio Berlusconi come presidente del Consiglio&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.tmnews.it/newspolitica/20110127_224248_e570a1_110287.html&quot;&gt;TMNews&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Italo BOCCHINO: «Il simbolo del Pdl? Silvio non può usarlo»</title>
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  <updated>2010-11-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548254</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Dicono che Berlusconi stia preparando un nuovo partito per rinnovarsi in vista del voto. Comprendiamo la sua esigenza, anche perchè il nome e il simbolo del Pdl sono in comproprietà con Fini e non potrà utilizzarli&quot;. 
&lt;p&gt;Lo afferma il capogruppo di Futuro e Libertà Italo Bocchino, che sottolinea  come &quot;dal 17 maggio scorso&quot; anche il nome '&quot;il vero centrodestrà  è stato registrato da noi all'ufficio marchi e brevetti di Roma&quot;.
&lt;p&gt; L'esponente di Fli ha inoltre smentito ogni ipotesi di &quot;inciucio&quot; in controtendenza rispetto a quanto espresso da Fini a Bastia Umbra: &quot;C'è da chiedersi - ha affermato - che cosa farebbe Berlusconi se con lo shopping parlamentare conquistasse la fiducia per uno, due o tre voti. 
&lt;p&gt;Un destino infame, come quello di Romano Prodi la scorsa legislatura. Una vittoria di Pirro per diventare un Re Travicello sbertucciato da tutte le rane dello stagno.
&lt;p&gt; Sarebbe quindi meglio prendere atto della realtà e rispondere con senso di responsabilità alla sollecitazione venuta da Gianfranco Fini nella convention di Perugia.
&lt;p&gt; Oggi è evidente - aggiunge - che la maggioranza emersa dal voto del 2008 non c'è più e che Berlusconi se va avanti con la sua ormai inutile prova muscolare fa un enorme danno al paese e un danno esiziale a se stesso. 
&lt;p&gt;Quando si perde - sottolinea Bocchino - si deve avere l'onestà e la dignità di ammetterlo; &lt;br /&gt;
e Berlusconi ha perso due volte. Ha perso politicamente - rimarca il presidente dei deputati di Fli - perchè ha distrutto il Pdl facendo prevalere la pancia sulla ragione espellendo Fini dal partito che avevano in comproprietà.&lt;br /&gt;
 Ha perso come uomo di governo perchè senza Fini non ha più la maggioranza, ma soprattutto perchè non è riuscito a fare ciò che aveva promesso agli italiani&quot;.
&lt;p&gt; Per Bocchino, &quot;se Berlusconi ama l'Italia deve prendere atto della situazione e aprire una nuova stagione, così come gli ha chiesto Fini, ma sappiamo purtroppo che questo amore per la Nazione in lui è soffocato dall'odio verso chi si permette di contraddirlo&quot;. 
&lt;p&gt;Al paese, sottolinea il capogruppo dei futuristi a Montecitorio, &quot;serve una nuova legge elettorale che garantisca il principio di rappresentanza e la scelta dei parlamentari da parte degli elettori, una seria riforma del fisco per alleggerire il peso dello Stato sui bilanci delle famiglie e un grande provvedimento economico sociale che tagliando drasticamente la spesa pubblica improduttiva generi risorse per sostenere lo sviluppo dell'economia finanziando le imprese, introduca il quoziente familiare per alleggerire le famiglie numerose e tuteli i lavoratori a rischio. Berlusconi avrà l'amore per l'Italia e il coraggio di fare questo? 
&lt;p&gt;In cuor nostro speriamo di sì - ma la conoscenza dell'uomo ci spinge a dire che è quasi impossibile e che
la conseguenza non potrà che essere una sfiducia irreversibile nei suoi confronti da parte nostra e da parte degli italiani&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.secoloditalia.it/stories/Politica/900_bocchino_il_simbolo_del_pdl_silvio_non_pu_usarlo/&quot;&gt;Secolo d'Italia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rosanna FILIPPIN: «Il più grande pasticcio della legislatura? Il compromesso al ribasso sul federalismo»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/18/rosanna-filippin/%C2%ABil-pi%C3%B9-grande-pasticcio-della-legislatura-il-compromesso-al-ribasso-sul-federalismo%C2%BB/504533"></link>
  <updated>2010-08-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>504533</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Bassano del Grappa (VI) (Partito: PD) - Assessore  Comune Bassano del Grappa (VI) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Paura del voto? No, manderò a casa la cricca.&lt;br /&gt;


Non temiamo il voto, perché manderà a casa la cricca oggi al Governo”. 
&lt;p&gt;Rosanna Filippin, segretario regionale del Partito Democratico del Veneto, replica così alle dichiarazioni diffuse oggi a Calalzo dal Ministro Umberto Bossi.
&lt;p&gt; “Di una sola secessione è capace la Lega: quella dalla realtà dei fatti. Il voto degli elettori italiani non lo temiamo per nulla. Perché saranno proprio gli elettori a mandare a casa Berlusconi, Bossi e tutta l’incapace cricca che doveva governare questo paese e invece si è occupata bellamente dei propri affari personali”.
&lt;p&gt; “Quanto ai pasticci che teme Bossi – ha aggiunto il segretario del Pd –  vorrei dirgli tre cose. La prima è che il più famoso ribaltone degli ultimi 20 anni è quello fatto dalla Lega 15 anni fa, quando mandò a casa il Cavaliere, che all’epoca Bossi chiamava “il mafioso di Arcore”. 
&lt;p&gt;La seconda è Fini è un alleato suo, mica nostro. E se il centrodestra è diviso è un problema della Lega, ma un’opportunità per l’Italia. 
&lt;p&gt;La terza è che il più grande pasticcio di questa legislatura è quello apparecchiato da Bossi e Berlusconi sul federalismo: che regala fondi speciali per Roma capitale e tagli indifferenziati per i Comuni del Nord. Alla faccia del merito e della coerenza tra le parole e i comportamenti!&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=1565&quot;&gt;Partito Democratico Veneto - official web site&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo GUZZANTI: «Integralisti e poveracci. Vedono nel premier il nuovo Duce»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/14/paolo-guzzanti/%C2%ABintegralisti-e-poveracci-vedono-nel-premier-il-nuovo-duce%C2%BB-intervista/504317"></link>
  <updated>2010-08-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>504317</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PT già IR) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Vedono nel premier il nuovo Duce, Fini me lo aveva detto. Ma il Fascismo aveva almeno delle idee, un'architettura, una mistica. Questi hanno le pezze al culo&quot;
&lt;p&gt;
Anche se sta in America non perde una battuta di quello che sta accadendo in Italia. Ascolta le radio su internet, legge i giornali su Internet, verga comunicati. A lui, Paolo Guzzanti - vicesegretario del risorto Partito Liberale – giornalista caustico, l’inventore della “puttanocrazia”, la vicenda della casa di Montecarlo pare un polverone senza costrutto: “Avete fatto male anche voi del Fatto a cavalcarla, questa storia: capisco l’interesse, la curiosità, ma una cosa è chiara: Fini se ne deve fregare”.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Senatore Guzzanti, si è appena svegliato e ha già scritto un comunicato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Certo. Ho tenuto a ribadire che Napolitano non deve azzardarsi a sciogliere le Camere. Vedo che in modo pacato lo ha fatto già capire, ma è il principio fondante della Repubblica parlamentare. Finché c’è una maggioranza non si vota.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei sa bene che Berlusconi chiede di votare ogni giorno…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Una minaccia inefficace. Un nulla di fatto. Una follia.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Addirittura.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Silvio ha intorno ormai solo quattro stronzi servili che gli danno informazioni sbagliate. E che questa volta lo hanno davvero fregato.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Prego?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Massì, gli avevano raccontato che i finiani erano la metà di quello che poi si è scoperto. Hanno fatto male i conti, e adesso sono in un tunnel senza uscita. Si è formato un gruppo di 33 deputati…

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cambia molto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Tutto. Lui voleva fare una notte dei lunghi coltelli, un piccolo, scientifico massacro: ha finito per azzoppare la sua stessa maggioranza. Così, provvidenzialmente, ecco che salta fuori la casa di Montecarlo, il cognato della Tulliani…

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Una ritorsione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Né più né meno. I giornali ci sono saltati sopra come se si trattasse di un grande caso giornalistico.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E non lo è?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
A me non pare. Manca la pistola fumante. E con questo non intendo dire un dettaglio, o una ricevuto del mobilio: manca lo sperpero di denaro pubblico.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ci sono anche scandali che riguardano il privato dei politici, lo abbiamo visto in questi mesi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ma non era Berlusconi che ai tempi di Noemi e della D’Addario ha stabilito il principio secondo cui “a casa mia faccio il cazzo che mi pare”? Ebbene, adesso ne gode anche Fini!

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ne è sicuro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Senta, pochi giorni dopo la famosa intervista del “A Fra’ che te serve”, Evangelisti dovette dimettersi. Ma lì c’erano i soldi dello Stato. Si dimise un ministro per il caso Kappler, ma lì c’era un nazista che fuggiva alla giustizia… Ripeto, qui ci sono solo le casse di Alleanza Nazionale, è una questione che riguarda, al massimo, quel gruppo dirigente e il suo leader.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quindi Fini deve restare al suo posto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ma certo. Non deve farsi intimidire da questa aggressione sciacallesca e strumentale.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La appassiona la battaglia finale tra Fini e Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
A me Berlusconi ha sempre detto: “Fini è un fascista!”. Ce l’aveva sulle palle da dieci anni…
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;E Fini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Stava costruendosi una maggioranza parlamentare per andare al Quirinale. Ma anche Berlusconi aveva quell’obiettivo, magari lasciando un fiduciario come la Gelmini o Alfano a Palazzo Chigi e creando di fatto una repubblica presidenziale…

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quindi lo scontro era inevitabile?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Fini ha reagito ad una aggressione. Con una guerra di logoramento che aveva un unico limite: quello di non avere un obiettivo politico chiaro.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E adesso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Mi pare che la strategia sia abile, ma l’obiettivo continui a mancare.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il suo problema è uno solo: evitare le elezioni. E abrogare la schifezza del porcellum, cosa che io condivido in pieno…

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Siamo passati dalla puttanocrazia al plebiscitarismo immobiliare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Macché, molto peggio. Siamo in piena velinocrazia!


&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nel senso di Striscia la notizia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
No, nel senso più classico, quello dei servizi segreti.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei è convinto che ci sia lo zampino degli apparati di intelligence?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ma è ovvio. Negli uffici degli apparati dello Stato si fanno segreti servizi al capo del governo.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In base a cosa lo dice, senatore?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Conosco quel mondo dai tempi della commissione Mitrokhin. Non c’è bisogno di scomodare la Cia. Ci sono cognati, parenti, questuanti… Un piccolo mondo in cerca di carriera.Tutta gente che capisce una sola cosa: al capo del governo serve colpire il suo nemico, e quindi l’aiuto degli zelanti viene ricompensato.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei pensa che arrivino da lì, gli spunti per le inchieste?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Bella domanda. Lei crede davvero che siano le segnalazioni dei lettori? La vera inchiesta da fare è proprio questa: come saltano fuori le polpette avvelenate contro Fini.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;C’è un salto di qualità rispetto al passato o è la stessa storia di sempre?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sì, c’è. E l’ha introdotto il giornalismo berlusconiano. È un giornalismo che si pone esplicitamente l’obiettivo di far fuori un nemico, di colpire, di rieducare. Il trattamento Boffo, secondo la felice definizione di quel gentiluomo di Stracquadanio…
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;C’è ironia nella sua voce?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Nessuna. Esisteva l’antiberlusconismo militante. Adesso è nato un fondamentalismo islamico berlusconiano, fanatico ed integralista. Stracquadanio ne è il prototipo perfetto, persino affascinante, nel suo genere, perché come tutti gli integralisti dice sempre il vero.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Addirrittura.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
È un kamikaze del berlusconismo. È una cintura imbottita a spasso per il parlamento.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ci va leggero…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sa cosa mi disse una volta Fini? Tutti i più fascisti dei miei ex camerati stanno adesso con Berlusconi, perché riconoscono in lui il nuovo Duce.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;E lei che cosa ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Che ci sia del ducismo in lui non è un mistero, vista anche l’inquietante e rinnovata amicizia con Putin visto le vacanze comuni, e persino quello che ha scritto il Corriere, senza mai precisare, purtroppo, sull’aiuto che i servizi segreti russi avrebbero dato a Berlusconi.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La inquieta l’amicizia tra Berlusconi e Putin?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ormai è l’asse forte della politica estera italiana. Lo dico con somma tristezza: siamo nelle mani dei despoti e del Kgb.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa intende per ducismo berlusconiano?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Vede, il fascismo aveva almeno delle idee: una architettura, una mistica. Questi integralisti berlusconiani sono dei poveracci con le pezze al culo. Zero idee, zero passioni, stanno al fascismo come Bracardi al mussolinismo. Macchiette.


&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Puttanocrazia e velinocrazia, dunque?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Passiamo da una storiaccia all’altra, in un clima pieno di turpitudini e di volgarità, in cui il malcostume genera malcostume.&lt;br /&gt;

Se conosco Fini tirerà fuori le palle e se ne fregherà.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=TDOXQ&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano - Luca Telese &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luca Giorgio BARBARESCHI: «Nel Pdl forse sono di sinistra»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-08-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>504240</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Il Pdl per ora non c'è. E' un partito che ha perso i valori dell'etica e della politica in generale.»

«Sui rapporti tra Fini e Berlusconi non c'è alcun dubbio: è il Cav che vuole rompere con i finiani»
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il caso Brancher e le dimissioni:

qualcuno ha parlato di una vittoria dei finiani, lei come la vede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Io piuttosto che vedere una vittoria dei finiani ci vedo un autogol della Lega e questo con tutto il mio spirito critico nei confronti del Pdl e anche nei confronti di Berlusconi. Credo che paradossalmente in questo caso Berlusconi non c'entri niente, dopodiché chi è finiano come me sa che quello dei finiani è un movimento d'opinione all'interno di un partito, il Pdl, che per ora non c'è. Un partito che ha perso i valori dell'etica e dell'estetica e della politica in generale. Amavo la politica prima di farne parte e poi quando sono entrato mi sono accorto del rischio che quotidianamente corriamo e cioè un continuo scollamento fra quello che è il palazzo e quello che accade fuori dal palazzo. Ma non solo. C'è uno scollamento fra il 
palazzo, il popolo e chi realmente gestisce il potere. La politica e questo Obama ce lo sta insegnando, dovrebbe riavere centralità, ma politica nel senso di una politica altissima dal punto di vista etico, estetico, morale, della responsabilità. La posizione dei finiani rispello a queste vicende io la vedo da padre di famiglia: ho quattro figlie ed ho insegnato loro che ci sono regole da seguire e che farlo è difficile ma visto in un percorso che tende al miglioramento di noi stessi è una bella sfida, come nella visione spinozia della realtà l'uomo al centro dell'universo e le sue responsabilità.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E del ddl intercettazioni cosa ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Se io forzo il diario di una delle mie figlie per capire se sta rubando qualcuno potrebbe obiettarmi che non avrei dovuto farlo, perché in tal modo ho violato la sua privacy. Nel caso in cui io per scoprissi che i miei sospetti erano reali, mi chiedo: la cosa grave sono io che apro il diario di mia figlia o lei che ruba? Per me il dolo è ancora il furto, non l'intercettazione dopodiché sono d'accordo che in questi anni l'uso delle intercettazioni in maniera strumentale abbia creato molti danni ma stiamo attenti a non spostare la responsabilità politica sul dolo perché altrimenti continueremo a vedere processi finiti per decorrenza di termini. Io, ad esempio sto pagando una causa a Previti per 23mila euro perché gli ho detto che è un ladro e la cosa più comica è che è reo confesso, condannato a nove anni agli arresti domiciliari.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Iei ha parlato spesso di un partito, il Pdl, che non è mai nato davvero. Perché questa idea?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Quando si dice a noi finiani vi manderemo via dal partito io mi chiedo, ma quale partito? C'è mai stato un partito? Io ho tentato per due anni di parlare con i capi-gruppo, e questi non avevano mai tempo, poi ho letto sui giornali ed ho capito: erano affaccendati in altro. Sono sempre stato molto critico nei confronti di un partito che non è tale, avrei votato una monarchia costituzionale o una oligarchia economica come il partito di Mediaset e Mondadori, dove tutti noi saremmo stati funzionali a rendere più ricco il nostro sovrano. Sinceramente io sono un ex socialista e credo in uno Stato socialista. Forse sono di sinistra. Sicuramente lo sono più di Berlusconi a cui sono serviti i socialisti ma per diventare ricco non per dare un nuovo incipit al Paese. A Berlusconi abbiamo dato fiducia una volta, gliel'abbiamo ridata una seconda volta con qualche dubbio, ma questa è stata l'ultima chance.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Tra Fini e Berlusconi si va verso un'intesa o verso una rottura definitiva?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La rottura la vuole Berlusconi, nessuno vuole andarsene dal Pdl, ma Berlusconi deve capire che ha fatto un partito e che non siamo a Publitalia, qualcuno glielo spieghi, glielo ricordi, perché la ybris in greco arroganza, fa perdere di vista le cose normali della vita. Berlusconi non si rende conto della volgarità che ha nei confronti delle donne e soprattutto pare non rendersi conto delle responsabilità che ha: editoriali, grazie alle sue tv; verso la Rai per le nomine che lui fa e che mettono Viale Mazzini in grande imbarazzo. Certo è stato eletto democraticamente ma ricordiamoci che non sempre il popolo ha una grande visione, la peggiore elezione democratica è stata quella di Hitler.&lt;br /&gt;
 La democrazia italiana è la più giovane al mondo per cui è rischiosissimo fare del populismo fra slogan, proclami sul predellino e ghe pensi mi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La manovra finanziaria ha ricevuto molte critiche dal mondo dello spettacolo, sono critiche che condivide?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Il mondo dello spettacolo ha il mio completo appoggio e contemporaneamente ha anche la mia disistima nel senso che questo mondo lo conosco come le mie tasche e dovrebbe iniziare a ragionare con parametri di logica. Perché c'è da ammettere che negli ultimi venti anni sono stati fatti dei furti in tutte le associazioni, in tutte le fondazioni in cui i produttori prendevano i soldi dallo Stato e non facevano i film. Noi esportiamo solo cultura museale, non innovativa. Viviamo delle innovazioni fatte dai grandi mecenati del 600, ma non di arte contemporanea e di innovazione tecnologica. In Israele è come l'Emilia Romagna: ci sono otto milioni di abitanti e la più grande concentrazione di brevetti in campo di ricerca tecnologica. Perché non possiamo creare una realtà del genere anche in Italia? La finanziaria tiene conto della realtà del Paese. Quando perciò Tremonti dice che è stufo del sud ha ragione, sempre considerando che in realtà del genere, accanto ad una spiccata malvivenza ci sono delle eccellenze degne di nota.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ha seguito il presidente della Camera Fini in Israele, cosa ha capito da questo viaggio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Per prima cosa mi sono reso conto della concentrazione di aziende e di know how con il quale dovremmo interfacciarci creando una condivisione delle intelligenze. Aprirsi ad altre realtà, come quella di Israele per esempio, ci aiuterebbe anche a capire cos'è il problema dell'Islam.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In una puntata del programma in onda su La7, Barbareschi Sciock si è occupato dei detenuti e della situazione italiana delle carceri, cosa ha capito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Mi è venuto in mente Cesare Beccaria con il suo Dei delitti e delle Pene ma soprattutto ho capito quanto sia importante il percorso di rieducazione, più che il semplice stare in cella. Una pena detentiva, per quanto breve sia, produce effetti devastanti sulla persona, quindi diventa importante la rieducazione, in un percorso che miri comunque a far capire alla persona che ha sbagliato, senza però attivare l'annientamento della persona.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il suo nome è fra quelli che circolano per la direzione del Teatro Argentina a Roma, la lusinga la cosa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Da pazzi e sarei davvero molto contento perché Roma ha bisogno di un'accademia nazionale di un grandissimo progetto e questo perché ritengo, come ha detto anche il ministro degli Interni tedesco che i paesi che hanno grande sviluppo culturale hanno minore delinquenza.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=TCHZ5&quot;&gt;l'Opinione - Afra Franizzi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Umberto BOSSI: «Siamo nella palude. Ormai non c'è alternativa al voto»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-08-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>504164</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Riforme per il Federalismo (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«In politica non conta l`amicizia»
&lt;p&gt;
&lt;p&gt;«Ora lo sapete che cosa succederà vero? Il Pd cercherà a tutti i costi di varare un governo tecnico, ma la verità è che loro hanno paura del voto. E anche Fini ha paura di andare al voto. Invece dobbiamo andare presto alle elezioni perché siamo in una palude e dobbiamo uscirne ai più presto. Alla nostra gente servono le riforme e noi dobbiamo dargliele». Il leader dei Carroccio, Umberto Bossi, non ha dubbi e nel suo tradizionale bagno di folla agostano ad Alassio, per le fasi eliminatorie di &quot;Miss Padania&quot;, avverte i leghisti: «State pronti, presto si andrà a votare».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Buonasera senatur, é qui ad Alassio in vacanza?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Sì, per vacanza e per lavoro».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ha una casa qui? Anche a lei l`hanno affittata o venduta a sua insaputa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non scherziamo, sono in albergo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Ma ora, a Roma, cosa succede?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Siamo in una palude, dobbiamo andare al voto per forza. E allora ne vedrete delle belle».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Ci spiega?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il popolo è sovrano e voterà ancora una volta per Bossi e Berlusconi.

Solo noi abbiamo i titoli per governare e continueremo a farlo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma il popolo leghista potrebbe non capire il ritorno alle urne.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il popolo leghista capisce eccome.

Infatti non va mai in vacanza.

Guardatevi attorno, qui ad Alassio c`è pieno di gente. Sono tutti qui.


Niente ferie, siamo leghisti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si parla di nuove alleanze...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Se andremo alle elezioni, naturalmente, saremo alleati con Berlusconi che è una persona perbene.

Perché mai dovremmo sparargli alla schiena?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non vede proprio un governo tecnico o di transizione? Napolitano non é per niente incline a sciogliere le Camere.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Un governo tecnico sarebbe insensato, peggio, una scusa della sinistra che ha paura di andare ai voto.

Siamo fermi al palo, ci troviamo in una situazione difficile e a noi della Lega questa situazione non va più bene. Andiamo al voto, torniamo presto alle urne e vedremo chi è il più forte».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E Fini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Anche lui ha paura. Per quanto stupido possa essere, sa bene che non lo voteranno nemmeno i suoi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Pesante, ministro...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Fini ha svenduto il partito a Berlusconi.

Ora non può pretendere di riprenderselo mandando all`aria quell`alleanza che gli ha consentito di diventare il presidente della Camera».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ci sarebbe anche Casini...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non diciamo fesserie».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bossi, ai tempi eravate amici.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«In politica non conta l`amicizia.

In politica contano i programmi, e le idee: Casini non ha né programmi né idee. Vuole solo tornare al potere».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ministro, lei parla così perché con Fini sull`Aventino il federalismo ve lo scordate.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il federalismo è la missione di questo governo. Ora però non possiamo andare avanti così con Berlusconi costretto tutti i giorni a spiegare quello che fa e il fuoco amico che lo colpisce alle spalle. Non ci sono alternative, bisogna andare ai voto».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma lei come risolverebbe la questione con Fini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Se io fossi stato al posto di Berlusconi l`avrei buttato fuori subito».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=TBSOO&quot;&gt;Il Secolo XIX - Paolo Crecchi&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Italo BOCCHINO: «Si dimettano Berlusconi e i ministri imputati. Il premier è il mandante di tutta l`operazione»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/11/italo-bocchino/%C2%ABsi-dimettano-berlusconi-e-i-ministri-imputati-il-premier-%C3%A8-il-mandante-di-tutta-loperazione%C2%BB-intervista/504163"></link>
  <updated>2010-08-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>504163</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Fini non è inquisito. Si rischia una deriva pericolosa.
&lt;p&gt;
&lt;p&gt;«Prima di chiederlo a Fini, dovrebbe essere Berlusconi a dimettersi perché è sotto processo.&lt;br /&gt;


E con lui si dovrebbero dimettere, per lo stesso motivo, i ministri Matteoli. Fitto e il sottosegretario Bertolaso». Se il capo del governo pensava che la quotidiana manganellata mediatica, fermasse gli uomini del presidente della Camera, si dovrà ricredere.&lt;br /&gt;


Cala la sera a Filicudi, quando Italo Bocchino lancia l`ultima sfida.

Le probabilità che Fini si dimetta «sono pari a zero». E certo, prima di lui, «che non è nemmeno sotto processo», toccherebbe ad altri, in primis a Silvio Berlusconi, «al contrario imputato in più processi», e ad altri esponenti del suo governo, farsi da parte e lasciare la poltrone.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bocchino, lei sta dicendo parole pesanti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sono parole adeguate alla situazione.

Se vanno avanti di un solo passo siamo alla crisi istituzionale.

La sta aprendo il presidente Berlusconi, consapevolmente o inconsapevolmente, nel momento stesso in cui chiede le dimissioni del presidente della Camera. E` una deriva pericolosa, gravissima. La nostra Costituzione prevede che il presidente del consiglio dipenda dal Parlamento che gli dà la fiducia ma il Parlamento non può e non deve dipendere dal governo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il presidente della Camera è la terza carica dello Stato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Appunto. E un governo che ne chieda le dimissioni apre una seria ferita istituzionale, viola il principio della leale collaborazione tra i poteri dello Stato».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Fini comunque non ha alcuna intenzione di dimettersi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Mi chiedo come faccia Berlusconi a pretendere un passo del genere, proprio lui che è imputato in più processi, così come lo sono Matteoli, Fitto e Bertolaso. Noi non abbiamo mai chiesto le loro dimissioni. Pensiamo che debbano continuare a fare il loro lavoro e che la magistratura debba esprimersi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Comunque, al caso, lei dice: se qualcuno deve saltare quello non è Fini.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Certo. Si dimettano prima gli altri».
&lt;p&gt;

C`è da dire che Berlusconi in questi giorni ufficialmente non si è pronunciato...
&lt;p&gt;

«Ci sono prove inconfutabili che lui sia il mandante di tutta l`operazione.

Le dimissioni le ha chieste il portavoce del suo partito, Daniele Capezzone, e lui non lo ha mai smentito. L`altra prova è la raccolta di firme contro Fini avviata da «Il Giornale» che è una sua proprietà».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A questo punto si va alla crisi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non saremo certo noi ad aprirla. Noi non lavoreremo mai a scenari alternativi rispetto a quello emerso dal voto, mai ad alleanze con la sinistra. E` chiaro però che quando lo scontro esce dall`alveo della politica e approda ad un livello istituzionale e personale, il viottolo per risolvere i problemi si fa sempre più stretto».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E allora che cosa chiedete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Esigiamo come precondizione il rispetto del ruolo istituzionale e politico di Gianfranco Fini.

Non possiamo più stare a guardare gli avvoltoi, non possiamo più tollerare che il presidente della Camera sia quotidiano bersaglio della stampa berlusconiana».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi stop alla richiesta di dimissioni.&lt;/b&gt;


&lt;b&gt;E poi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «E poi si può tornare a far politica.

Berlusconi convochi un vertice di maggioranza con i tre gruppi, Pdl, Lega e Futuro e Libertà, e si vada ad una verifica su come proseguire l`azione di governo e il lavoro parlamentare.&lt;br /&gt;


Noi garantiamo tre cose: L`ancoraggio al centrodestra; la fedeltà al mandato elettorale ricevuto sulla base del programma con il quale ci siamo presentati; e la disponibilità a sostenere il governo fino all`ultimo giorno della legislatura».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bocchino, scusi, allo stato dei fatti, sembra fantascienza. Tra di voi volano gli stracci.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Lo ripeto. Se ha sensibilità istituzionale, Berlusconi deve fermare gli uomini del suo partito e i lanciatori di stracci dei giornali di sua proprietà».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Più facile si apra la crisi e poi si vada ad elezioni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Lo scenario alternativo lo può costruire solo Berlusconi. Ma non è detto che dalla crisi si arrivi alle elezioni. Non dimentichiamoci che il presidente della Repubblica ha il dovere di verificare il parere dei gruppi parlamentari e in quel contesto è indubbio che, a causa dello spirito di sopravvivenza dei singoli, potrebbe materializzarsi una maggioranza contraria alle elezioni. Difficile dire che tipo di maggioranza e per fare cosa».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;C`è da immaginarsi un presidente della Repubblica allarmato dalla situazione cosi deteriorata e addirittura del possibile insorgere di una crisi istituzionale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Nessuno può interpretare il suo pensiero ma, conoscendo lo spessore di Napolitano, sarà certamente preoccupato di quel che sta accadendo. Sono convinto che garantirà sempre la libertà di espressione degli organi costituzionali e quindi anche la libertà di espressione del presidente Fini».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=TBQSK&quot;&gt;La Repubblica - Alessandra Longo&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Rosy BINDI: «Il voto non ci spaventa. Apprezzo Fini, ma chiarisca tutto»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/11/rosy-bindi/%C2%ABil-voto-non-ci-spaventa-apprezzo-fini-ma-chiarisca-tutto%C2%BB-intervista/504162"></link>
  <updated>2010-08-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>504162</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Bindi, il leader dell´Udc Casini spedisce sms ai suoi per avvertire: prepariamoci a votare. Il Pd resta solo nella richiesta del governo di transizione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Se pure fosse, sarebbe prova che la nostra richiesta nasce da un supplemento di responsabilità, non dal timore della competizione. Andare alle elezioni anticipate per il paese è un trauma violento. È solo nell´interesse di Berlusconi, che vuole a tutti i costi il voto per regolare i suoi conti interni con Fini e per evitare di cambiare il Porcellum. Ciò detto, il Pd non ha alcuna paura delle elezioni. Anzi, con un bilancio fallimentare del governo su economia e questione morale, per l´opposizione il voto sarebbe una grande occasione. Ne usciremmo, ne sono certa, vincenti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma senza Di Pietro, senza l´Udc, senza Fini, come fate a mettere su un governo di emergenza, per liberarvi di Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Secondo me gli scenari sono ancora aperti. E la strada del voto non ancora obbligata. Del resto la maggioranza potrebbe ancora ritrovarsi insieme. Se Berlusconi sapesse che cos´è la politica avrebbe già provato a ricucire. Fini ha rotto con il Pdl ma non ha lasciato la maggioranza. E la Lega continua a mandare segnali contraddittori».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il problema però non sembra più politico: il presidente della Camera è finito nel tritacarne per il caso Montecarlo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Mi auguro che il presidente Fini faccia chiarezza fino in fondo, ci sono ulteriori elementi da spiegare, ma è da apprezzare la volontà di fornire i chiarimenti necessari. Poi, sarà la magistratura a far luce. Ma non c´è dubbio che l´attacco nei suoi confronti sia strumentale: la questione morale viene usata come una clava di lotta politica interna, per tentare di mettere a tacere le voci contro. Con Fini bollato prima come dissidente e poi come disfattista. Certo, come dice &lt;i&gt;Famiglia Cristiana&lt;/i&gt; c´è una classe dirigente che continua in una condotta non esemplare ma non mi sentirei di mettere tutti sullo stesso piano».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il Pd però appare diviso e, nonostante le rassicurazioni, molto preoccupato dal rischio elezioni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Nient´affatto. Siamo di fronte ad una maggioranza sgretolata. Ed è per questo che chiediamo che crisi venga ufficializzata in Parlamento. Non è il Pd ad essere spaccato e siamo pronti all´alternativa. Noi in campagna elettorale avremmo mille argomenti contro Berlusconi. Che vuol provocare una crisi istituzionale per risolvere i contrasti interni, e con quale concezione della democrazia è facile intuirlo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma con chi allearsi per evitare la corsa alle urne?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Con le forze del centrosinistra e dell´opposizione. Con chi è disposto ad evitare lo sfascio del paese e delle istituzioni. E impedire che Berlusconi vada al voto chiedendo tutti i poteri per sé, stravolgendo la Costituzione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Porte aperte a Fini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non metto limiti. L´alleanza più grande ed omogenea possibile. Del resto in altre circostanze, di fronte ad un allarme, a momenti eccezionali, il paese ha dimostrato di saper rispondere unito. Il tentativo di cambiare la Costituzione non è passato, il 52 per cento degli italiani disse di no al referendum confermativo. Il Pd, insisto, come partito avrebbe tutto da guadagnare dal voto. Abbiamo un progetto per l´Italia, un programma credibile e una classe dirigente seria. Ottima e abbondante, perfino troppa... ».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Nel senso che noi abbiamo l´imbarazzo della scelta mentre penso con tristezza al Pdl che deve ancora una volta solo incoronare Berlusconi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ci sono troppi candidati alla guida del Pd in giro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Le primarie sono previste dal nostro statuto e non capisco perché non dovremmo usarle. Le nostre regole prevedono che il candidato del Pd sia il segretario, e quindi non c´è dubbio alcuno che il nostro candidato si chiama Pierluigi Bersani».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;D´Alema non voterebbe Vendola leader.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Neanch´io. Il che però non significa non volerlo in gara».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=TBQY1&quot;&gt;La Repubblica - Umberto Rosso &lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>GIANCARLO GALAN: «Il voto può riservare molte sorprese»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/09/giancarlo-galan/%C2%ABil-voto-pu%C3%B2-riservare-molte-sorprese%C2%BB-intervista/504064"></link>
  <updated>2010-08-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>504064</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Prima delle elezioni viene l`interesse del Paese». Giancarlo Galan, Pdl, ministro delle Politiche agricole, consiglia prudenza al premier Berlusconi. «Anche per scaramanzia, visto che chi presenta al voto senza aver concluso la legislatura viene di solito punito dagli elettori».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I punti del patto con Fini non sono emendabili, dicono gli ambasciatori di Berlusconi, mentre i finiani fanno sapere che valuteranno nel dettaglio i provvedimenti. E possibile che in realtà nessuno dei due voglia l`accordo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Se fosse così bisognerebbe riconoscere che c`è una volontà di rottura di cui mi sembrerebbe giusto prendere atto. Mi sorprende, però, che si tanto di crisi senza tenere conto del ruolo del capo dello Stato. Nutro grande stima e rispetto per il presidente Giorgio Napolitano; è a lui che spetterà decidere in caso di crisi. E questo Fini lo sa benissimo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La casa di Montecarlo: suoi colleghi di partito chiedono le dimissioni del presidente della Camera. Non è un`altra mina sul terreno della trattativa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Certo è stravagante quanto successo.

In molte occasioni ho riconosciuto come andassero considerate attentamente le proposte e i suggerimenti di Fini. Ma la vicenda di quell`immobile è indubbiamente nuova, c`è qualcosa di insolito, tanto più per chi è alla guida di istituzioni così importanti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sarà la Lega l`ago della bilancia? Umberto Bossi potrebbe cercare un accordo in Parlamento in nome del federalismo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Interessa anche a me che vengano attuate le riforme. Ma se dovesse sfasciarsi tutto non restano che le elezioni. Ho una sensazione, però. Se si va a un voto ravvicinato sono convinto che ci saranno molte sorprese».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Prevede che i finiani saranno penalizzati, perché cadrà su di loro la responsabilità della crisi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&lt;p&gt; «Il gruppo dei finiani non ha alcun interesse a presentarsi ora di fronte agli elettori. Non sono ancora radicati nel Paese e non lo sono certamente al nord».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Allora dove vede la sorpresa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il mio ragionamento è questo: in ogni situazione tendo a pensare agli interessi generali e non a quelli particolari. Cito due casi che riguardano il ministero delle Politiche agricole: le quote latte e il regolamento per la pesca. In entrambe le situazioni non mi si può certo accusare di aver difeso la regione che ho guidato per 15 anni, il Veneto. Tutto questo per dire che deve prevalere il senso di responsabilità. Anche a Berlusconi, convinto di un nuovo successo, consiglio prudenza».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che cosa le fa pensare che il Pdl possa avere un calo?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Storicamente chi interrompe la legislatura quando si presenta agli elettori viene punito. E io sono molto scaramantico. Sono invece convinto che se Berlusconi conclude la legislatura sarà ricompensato da un grande risultato, anche perché ha di fronte un centrosinistra tuttora senza programma».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=TAHE1&quot;&gt;Il Mattino - Maria Paola Milanesio&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Italo BOCCHINO: «Noi mai insieme alla sinistra. Quale terzo polo? Siamo figli del bipolarismo»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/06/italo-bocchino/%C2%ABnoi-mai-insieme-alla-sinistra-quale-terzo-polo-siamo-figli-del-bipolarismo%C2%BB-intervista/504016"></link>
  <updated>2010-08-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>504016</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il Pdl sostiene che se si andrà alle urne la colpa sarà vostra, Come vi comporterete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Per quanto ci riguarda, alle urne non ci si deve andare. In una repubblica parlamentare si va a votare quando il governo non ha più la fiducia del Parlamento. Non verrà mai meno in questa legislatura la fiducia al governo da parte dei nostri gruppi.&lt;br /&gt;


Noi siamo impegnati in tutto ciò su cui c`è il vincolo di maggioranza e sul programma. Sul resto si dovrà decidere:

immagino che si terranno dei vertici con i tre gruppi di maggioranza dove si prenderanno volta per volta delle decisioni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Se invece si andasse a votare, è possibile che il Pdl e la Lega facciano man bassa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «I pronostici elettorali non è bene farli prima del tempo. E poi oggi c`è una maggioranza alla Camera che non ritiene utile per il paese un ricorso anticipato alle elezioni. Al Senato per due voti non c`è ancora una maggìoranza in tal senso, ma presto è probabile che ci sia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Se il premier prova a forzare la situazione ci sarebbero i voti in Parlamento per un governo tecnico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Per sciogliere un Parlamento ci deve essere una maggioranza favorevole a scioglierlo. Sarà difficile. Se i parlamentari eletti con la maggioranza assicurano che daranno la fiducia al governo per tutta la legislatura, come può il premier ricorrere al voto? Con quale motivazione? Che vuole più potere, che gli sta antipatico Fini?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Potrebbe farvi votare la fiducia sul processo breve, per esempio.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Quella legge non fa parte del programma e non prevede un vincolo di maggioranza preventivo. Se verrà posta la fiducia noi la voteremo, poi per quel che riguarda il voto finale sul provvedimento valuteremo la nostra posizione sulla base del risultato raggiunto nel confronto di merito interno alla maggioranza».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;II premier potrebbe dimettersi per poi tornare alle Camere e chiedervi la fiducia su un nuovo programma di governo a voi indigesto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Volendo si può anche esprimere una fiducia &quot;tecnica&quot;, come si sa. Ma in ogni caso sarebbe difficile da spiegare al paese e alle istituzioni il paradosso di un governo che torna alle Camere per farsi votare una sfiducia. E se pure la ottenesse, il capo dello Stato ha il dovere istituzionale di esperire altri tentativi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E qui torniamo alla domanda sul governo tecnico. Lo votereste?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Non abbiamo nel nostro orizzonte politico governi alternativi a quello scelto dagli elettori. Uno scenario diverso in Parlamento lo può generare solo Berlusconi se forza la mano per andare al voto e non credo che accadrà. Se capitasse non sarebbe una scelta di Fini.&lt;br /&gt;


E poi chiedo: la Lega vuole andare al voto e perdere tutto il federalismo fiscale? E in autunno scadono più di cento miliardi di euro di titoli di Stato e bisogna fare le aste per il rinnovo...»
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Se si andasse a votare, voi vi presentereste da soli?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Oggi Fini rappresenta la principale novità politica del paese e un`opzione elettorale con un forte appeal, con un grosso consenso nell`alveo naturale di una coalizione di centrodestra. E nel caso Berlusconi volesse rompere, Fini è il soggetto migliore nel mercato elettorale per un esperimento innovativo. Esperimento che esclude ribaltoni o coalizioni pasticciate.&lt;br /&gt;


Noi siamo avversari della sinistra con la quale non sono possibili alleanze. Facciamo parte del centrodestra, ma se esso dovesse prendere una deriva non di stampo europeo, estremizzando le posizioni, Fini avrebbe la forza per costruire una coalizione con i soggetti della cosiddetta &quot;area della responsabilità&quot; che mai e poi mai sarà un terzo polo, perché lui è figlio del bipolarismo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ora che il suo leader è sotto i riflettori non dovrebbe a suo avviso spiegare i misteri della casa a Montecarlo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Su quella vicenda ci sono due punti fermi a difesa di Fini:

la querela al Giornale del suo avvocato Bongiorno in cui dice di non aver nulla a che vedere con quella casa; e il fatto che dica &quot;ben vengano le indagini della magistratura&quot; segna una profonda differenza tra lui ed altri. Saranno i giudici a dire se ha ragione o torto. Fini è lombrosianamente lontano da tutto ciò che possa puzzare di malaffare».&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=T8T2V&quot;&gt;La Stampa - Carlo Bertini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Al primo incidente si va al voto</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/03/silvio-berlusconi/al-primo-incidente-si-va-al-voto/503889"></link>
  <updated>2010-08-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>503889</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) -  Ministro  Sviluppo Economico (ad interim) (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Silvio Berlusconi avverte: &quot;La via è stretta, al primo incidente si va al voto&quot;. 
&lt;p&gt;Il premier al ricevimento con i senatori del Pdl non fa alcun cenno diretto alla calendarizzazione immediata della mozione di sfiducia contro il sottosegretario Caliendo, ma fissa i paletti per i corretti rapporti con il presidente della Camera Gianfranco Fini ed i suoi nuovi gruppi parlamentari.
&lt;p&gt;&quot;Fanno parte del governo e non lo faranno cadere&quot;. &quot;Voteranno all'interno del programma della maggioranza&quot;, assicura.
&lt;p&gt;&quot;lavorerò durante le vacanze per il rinnovo del partito e sui temi della campagna elettorale da qui a tre anni, se non servirà prima&quot;.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2010/08/02/visualizza_new.html_1877922057.html&quot;&gt;Ansa.it&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Antonio POLITO: La maledizione dei governi Berlusconi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/30/antonio-polito/la-maledizione-dei-governi-berlusconi/503816"></link>
  <updated>2010-07-30T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>503816</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
La maledizione di metà legislatura ha colpito di nuovo il governo di Silvio Berlusconi. Accadde già nella legislatura 2001-2006, ed anche allora tutto cominciò con un mal di pancia di An, causato dalla sconfitta del candidato della destra alle provinciali di Roma. Si avviò così un percorso di crisi virtuale del governo (rottura con Casini, subgoverno con Fini, caduta di Tremonti e ritorno di Tremonti) che portò il berlusconismo sfinito e di fatto già sconfitto alle elezioni.
&lt;p&gt;La maledizione di metà legislatura ha colpito di nuovo il governo di Silvio Berlusconi. Accadde già nella legislatura 2001-2006, ed anche allora tutto cominciò con un mal di pancia di An, causato dalla sconfitta del candidato della destra alle provinciali di Roma. Si avviò così un percorso di crisi virtuale del governo (rottura con Casini, subgoverno con Fini, caduta di Tremonti e ritorno di Tremonti) che portò il berlusconismo sfinito e di fatto già sconfitto alle elezioni.

&lt;p&gt;
Stavolta non c'è voluta nemmeno un'elezione locale perché la maledizione si avverasse: da oggi la maggioranza politica uscita dalle urne non c'è più. E non solo perché è numericamente più ridotta - vedremo quanto - ma perché è politicamente diversa e più debole. Dunque la legislatura è davvero a una svolta, e non è neanche detto che duri se veramente gli apostoli di Fini sono 12 al Senato e 33 alla Camera.

&lt;p&gt;
Che cos'è dunque questo virus misterioso che uccide allo scoccare della mezza età tutti i sogni di gloria duratura del berlusconismo?

&lt;p&gt;
Innanzitutto c'è la sfiga. Bisogna dare a Silvio ciò che è di Silvio: entrambe le sue legislature si sono aperte con un terremoto internazionale che ha sconvolto i programmi liberali di tagli di tasse e spesa e imposto politiche impopolari di austerità e fiscalità. Nove anni fa fu l'11 settembre, stavolta è stata la crisi dei subprime.

&lt;p&gt;
Ma, subito dopo la sfiga, viene Silvio, e vengono le sue responsabilità politiche e personali. Politicamente parlando, i governi Berlusconi soffrono tutti di spossatezza e debilitazione programmatica. Nati per rifare il sistema della giustizia penale, di solito si riducono a una Cirielli o a un lodo Alfano, quando non scivolano nell'obbrobrio di un caso Brancher. 
&lt;p&gt;Nati per scrivere la libertà d'impresa addirittura nella Costituzione, finiscono per inciampare su un articolo 18, sbattere il muso su Marchionne o inseguire Bossi sulle quote latte. Così che quando Berlusconi esalta il governo del fare è come se ammettesse implicitamente la fine del governo del pensare: incapace di cambiare l'Italia secondo promesse, Silvio di solito si riduce a gestirla come meglio può.

&lt;p&gt;
Infine, last but not least, c'è anche un tratto personale del premier che gioca il suo ruolo nella maledizione di metà legislatura: ed è l'impossibilità del leader carismatico di usare le armi tipiche della leadership politica, che dopo aver vinto le elezioni deve saper gestire le alleanze politiche oltre la logica semplice e brutale del padrone. 
&lt;p&gt;In verità, per il modo stesso in cui è giunto in politica e per la narrazione che fa di sé, Berlusconi si concepisce come un deus ex machina, o se volete come un unto del signore, o come un Cesare ad esser maligni; il che rende impossibile la convivenza con chiunque abbia una considerazione di sé non acquistabile con scambio merci. 
&lt;p&gt;Così Berlusconi, l'uomo che passa per essere il grande seduttore, è riuscito a litigare con Umberto Bossi nella prima legislatura, con Pierferdi Casini nella seconda e con Gianfranco Fini nella terza. &lt;br /&gt;
Avendo così esaurito l'intera gamma dei suoi alleati, tant'è che per cercarne di nuovi è già al secondo giro con Bossi e sarebbe pronto a tornare anche con Casini.

&lt;p&gt;
In questa vicenda, che segnala l'esplosione del Pdl dopo l'implosione del Pd e dunque sancisce la fine del bipartitismo perfetto vagheggiato appena due anni fa, Fini si è comportato da politico consumato. Forse anche troppo consumato, perché si ha l'impressione che l'elettorato del centrodestra non ne abbia apprezzato la capacità manovriera.
&lt;p&gt; Ma quello che ne esce peggio è proprio Berlusconi. Innanzitutto perché conferma la sua incapacità di essere normale e di gestire con saggezza ed efficacia un'intera legislatura: prima o poi gli elettori si chiederanno se è sempre colpa di qualcun altro quando il governo si arena.
&lt;p&gt; Ma ancor di più sarà Berlusconi a pagare la seconda metà della legislatura. Perché quando lui dice che con l'uscita dei finiani non cambierà niente, dice il vero: non cambierà niente. Per far passare una legge come quella delle intercettazioni continuerà ad aver bisogno di contrattarla punto per punto; difendere i suoi coordinatori e sottosegretari inseguiti dai pm non diventerà certo più agevole perché si è dato uno schiaffo a Fini.&lt;br /&gt;
 La nascita di un altro gruppo politico nel centrodestra renderà le fatiche del governo solo più improbe.

&lt;p&gt;
Insomma, espellere il dissenso non lo elimina, come gli avrebbero ben potuto spiegare gli odiati comunisti. Più soli non ha mai voluto dire più forti; non in politica. Più conflitto non ha mai portato più consenso. Dalle maggioranze bulgare che avevano dato a Berlusconi, gli italiani si aspettavano anni tranquilli e fattivi, non questo Vietnam.
&lt;p&gt; Qui siamo davvero già fuori dal berlusconismo e in acque inesplorate, come dice Bersani. Il problema della democrazia italiana è che sono inesplorate anche per Bersani e per l'opposizione, il che ci fa temere che insieme alla crisi virtuale del governo Berlusconi sia cominciata anche una crisi istituzionale, morale e politica dagli sbocchi del tutto incerti.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=T3XZ7&quot;&gt;Il Riformista - Antonio Polito&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco FINI: «Non daro' le dimissioni da presidente della Camera»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/30/gianfranco-fini/%C2%ABnon-daro-le-dimissioni-da-presidente-della-camera%C2%BB/503815"></link>
  <updated>2010-07-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>503815</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Camera   (Lista di elezione: PdL) - Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Non daro' le dimissioni da presidente della Camera perche' e' a tutti noto che il presidente deve garantire il rispetto del regolamento e la imparziale conduzione della attivita' della Camera, non deve certo garantire la maggioranza che lo ha eletto&quot;.
&lt;p&gt; Cosi' Gianfranco Fini, durante una dichiarazione alla stampa, ribadisce che restera' al suo posto di presidente delal Camera dopo che il premier Silvio Berlusconi lo aveva invitato a lasciare l'incarico.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/ext/printNews.php?sec=News&amp;cat=Politica&amp;loid=3.1.757448405&quot;&gt;IGN - Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Silvio BERLUSCONI: «Fini fuori dal Pdl lasci la presidenza della Camera»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/30/silvio-berlusconi/%C2%ABfini-fuori-dal-pdl-lasci-la-presidenza-della-camera%C2%BB/503814"></link>
  <updated>2010-07-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>503814</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) -  Ministro  Sviluppo Economico (ad interim) (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E' finita. Berlusconi ha emesso il verdetto: Fini e i suoi sono fuori dal Pdl. Bocchino, Briguglio e Granata deferiti ai probiviri mentre Fini pur essendo uno dei due fondatori del Pdl, non è iscritto al partito e quindi non può essere cacciato.
&lt;p&gt;Il giudizio politico sul presidente della Camera è di una tale durezza da risultare inedito perfino perle cronache politiche italiane. 
&lt;p&gt;«Vogliono fare il gruppo? Facciano quello che vogliono, sono fuori dal partito», ha sentenziato Berlusconi. «Non sono più disposto ad accettare il dissenso, un vero partito nel partito». 
&lt;p&gt;Berlusconi chiede espressamente che Fini lasci la presidenza della Camera: «I comportamenti di Fini sono incompatibili con i valori del Pdl e con i nostri elettori. Viene quindi meno la fiducia anche per il suo ruolo di garante come presidente della Camera».
&lt;p&gt;«Naturalmente riteniamo che siano i membri del Parlamento a dover assumere un'iniziativa al riguardo». 
&lt;p&gt;Ai ministri finiani non chiede di lasciare il governo. Un'eventualità del genere aprirebbe un problema immediato nell'esecutivo.
&lt;p&gt;«Questa decisione sarà assunta nella sede del governo - precisa infatti il premier - ma per quanto mi riguarda non ho nessuna difficoltà a continuare una collaborazione con validi ministri».
&lt;p&gt;«L'unico breve periodo in cui Fini ha &quot;rivendicato&quot; nei fatti un ruolo superpartes - si legge nel documento di sei pagine, è stato durante la campagna elettorale per le regionali al fine di giustificare l'assenza di un suo sostegno ai candidati del Pdl».
&lt;p&gt;«Fini ha via via evidenziato un profilo politico di opposizione al governo, al partito ed alla persona del presidente del Consiglio». Non si tratta, precisa il Pdl, di impedire il dibattito, ma «le posizioni di Fini si sono manifestate sempre di più come uno stillicidio di distinguo o contrarietà nei confronti del programma di governo, come una critica demolitoria alle decisioni prese dal partito». E questo è un rischio mortale per la tenuta del centrodestra: «I nostri elettori sono sempre più sconcertati e non tollerano più che nei confronti del governo ci sia un atteggiamento di opposizione permanente spesso in sintonia con la sinistra». Per questo «non sono più disponibile ad accettare una forma di dissenso nel partito» che si manifesta «come una vera e propria opposizione, con tanto di organizzazione e un vero e proprio partito nel partito, pronto a dar vita ad una aggregazione politica alternativa al Pdl». «Questo gioco al massacro - ha concluso il capo del governo è incompatibile con la storia del nostro partito e con i nostri elettori. Era l'ora di fare chiarezza».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=T40MF&quot;&gt;la Repubblica - Gianluca Luzi &lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Massimo Cacciari: «Bossi e Tremonti possono fare il golpe»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/28/massimo-cacciari/%C2%ABbossi-e-tremonti-possono-fare-il-golpe%C2%BB-intervista/503799"></link>
  <updated>2010-07-28T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>503799</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Se il Carroccio dovesse annusare che Berlusconi
è bollito, per raggiungere i propri obiettivi potrebbe
scaricarlo in pochi minuti.
Tutto è possibile, La Lega è l’unico partito che può
cambiare strategia senza pagare dazio.
&lt;p&gt;
Per l’ex sindaco di Venezia è più probabile che l’avvicendamento tra il superministro
e il premier avvenga a fine legislatura. Però con gli scandali, le inchieste, la crisi...&lt;br /&gt;


Pochi giorni fa, sottoscrivendo il manifesto bipartisan e antileghista «Verso Nord», ha decretato la fine del bipolarismo italiano. «È evidente che la possibilità di un riassetto politico basato su uno schema bipolare quasi bipartitico è fallita». Non è di certo la prima volta che Massimo Cacciari scolpisce nel marmo previsioni tanto lapidarie quanto azzeccate: era già 
accaduto alla vigilia della crisi del Partito democratico («Non è questo il Pd che desideravo io» ribadisce ad ogni occasione) e di quella del Popolo della Libertà («La rottura tra Berlusconi e Fini è inevitabile» aveva sentenziato una settimana prima del famoso scontro in Direzione). Ma una
volta archiviata la presunta Seconda Repubblica e il suo bipolarismo anomalo e deficiente resterebbe da capire cosa ci aspetta nel futuro. Sul lento ma inesorabile deterioramento del Pd e del Pdl Cacciari vede «differenze
rispetto ai sintomi scatenanti, ma nella sostanza è la stessa cosa: si tratta di due partiti che sono
nati con le migliori intenzioni, coagulare culture sulla base di nuove destinazioni e nuove idee, ma in realtà non ci sono assolutamente riusciti. Questa fusione di tradizioni diverse ma tutte miranti ad uno stesso nuovo fine, questa
operazione niente affatto semplice, è già fallita. Possiamo dire che si tratta di due partiti mai nati».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ritiene che alla base ci sia uno scontro fra personalismi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non credo si tratti di personalismi: le personalità rappresentano culture e storie, prospettive diverse. È uno scontro tra modi diversi di intendere la politica, tra modi diversi di identificare le riforme necessarie per questo Paese, sono scontri di carattere culturale e politico. Direi più culturale che politico e questo vale sia per il Pd che per il Pdl. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il bipolarismo potrà avere un’altra occasione, magari con interpreti diversi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non credo, non credo che dopo il fallimento di questi generosi tentativi, cui ho partecipato nel mio modestissimo ruolo, possa riprendersi. È stato un tonfo abbastanza clamoroso.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;C’è una panacea?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Secondo me occorre una operazione di decostruzione intelligente, perché è altrettanto difficile attaccare che ritirarsi sia in arte militare che in politica.
Una decostruzione intelligente, che non lasci troppi cadaveri sul terreno e che soprattutto lasci la possibilità di lavorare sul piano delle intese, del governo e del programma. Se si continua a convivere forzatamente si finisce con l’uccidersi. Penso che una separazione consensuale sarebbe la cosa migliore.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Si riferisce a Berlusconi e Fini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Certamente.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come andrà a finire questo duello all’arma bianca?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
Mi auguro che Fini possa al più presto essere nelle condizioni di poter percorrere la sua strada. Una strada che evidentemente diverge in toto da quella berlusconiana e ancor più da quella leghista.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Con chi dovrebbe intraprendere il cammino?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Forse da solo, perché penso che Fini abbia la forza di creare un soggetto proprio. Poi dovrebbe coalizzarsi, sul piano del governo e dell’attività governativa, con altre forze di centro. Anche se è difficile pensare a un soggetto nuovo con il presidente della Camera e Casini insieme, perché si ritornerebbe a una leadership doppia che non funziona. Due soggetti separati potrebbero però trovare ampi motivi di convergenza, infinitamente di più di quanti non abbiano singolarmente Fini e Casini nei confronti di Berlusconi e della Lega.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa sta aspettando Fini per fare il grande passo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il momento migliore, il momento giusto per dare vita a un nuovo soggetto. Quando sarà nato potrà sintetizzarsi sul piano dei programmi di governo con una forza di centro come quella di Casini, con un’eventuale nuova forza
intorno all’ipotesi Montezemolo, e tutte queste forze di centro-centrodestra potrebbero trovare ampie convergenze almeno sul piano delle riforme improcrastinabili, con lo stesso Pd.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Fini dovrebbe accelerare questo processo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Fosse per lui l’avrebbe già fatto, ma strappare ora significherebbe dare a Berlusconi su un piatto d’argento la possibilità delle elezioni anticipate. Se dovesse accadere, con questo sistema elettorale Berlusconi potrebbe fare fuori tutti garantendosi un governo con puri yesman anche arrivando soltanto al trenta per cento.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quale può essere allora la strategia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Lavorare bene fino alla fine della legislatura, creare le condizioni affinché la coalizione tra Pd e centro possa dare una svolta in questo Paese.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Crede che Berlusconi riuscirà a portare a termine la legislatura?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Tutto sommato me lo auguro, perchè non portarla a termine, lo ripeto, significherebbe spianargli la strada alle elezioni.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il Cavaliere, per parte sua cosa dovrebbe fare per uscire da questa situazione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Provocare, provocare, provocare. Nell’attesa
spasmodica che anche Fini se ne vada per conto suo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La Lega come si comporterà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
È l’unico partito in grado di fare quello che vuole. Oggi si allea con Hitler e domani può farlo con Stalin, ora con la Thatcher e domani con Brandt, e così via. La Lega è l’unico partito che può fare di tutto senza perdere un elettore. Per queste e per altre ragioni resta un’incognita: il giorno in cui dovesse annusare che il suo obiettivo è in pericolo, chissà cosa potrebbe fare.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Qual è l’obiettivo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Quello di un’autonomia che sfiori l’indipendenza per le Regioni che sta già dominando, grazie al combinato disposto di impotenza del Pd e acquiescenza del Pdl, malgrado le grida di allarme che arrivano da esponenti come Galan, Formigoni e non solo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa potrebbe accadere se questo obiettivo venisse minacciato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Se il Carroccio dovesse annusare che Berlusconi per un motivo o per l’altro è bollito, che non ce la fa più, e che per raggiungere il suo obiettivo conviene
una convergenza anche tattica con altre forze, Bossi ci mette cinque minuti a scaricare Berlusconi.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Le sembra uno scenario imminente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
No, mi sembra una prospettiva piuttosto remota al momento. Mi sembra che il patto con Berlusconi, attraverso Tremonti, sia abbastanza consolidato e che ormai la prospettiva di Bossi sia quella di sostituire, quando sarà, Berlusconi con Tremonti. Però tutto può accadere perché ripeto, la Lega è l’unico partito che può cambiare strategia
a centottanta gradi senza pagare dazio.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non potrebbero puntare subito sull’avvicendamento con Tremonti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Solo con l’avallo di Berlusconi e oggi non lo vedo intenzionato ad andare in pensione con le proprie gambe.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa potrebbe far pensare a Bossi che Berlusconi è “bollito”&lt;/b&gt;?
&lt;p&gt;
Gli scandali, le inchieste, la frattura politica. Se dovesse risultare evidente che Berlusconi e i suoi non ce la fanno a reggere, se il Cavaliere dovesse apparire decotto, Tremonti e Bossi potrebbero accelerare il golpe nei suoi confronti. Anche se ad oggi la prospettiva più concreta è che Tremonti e
Bossi prendano in mano l’azienda nei prossimi anni, piano piano e tranquillamente in modo da farla propria a partire dal 2013, magari con l’idea di poter fare Berlusconi presidente della Repubblica.
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ladiscussione.com/archivio/n169_280710.pdf&quot;&gt;La Discussione - Nicola Maranesi a pag.9&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Giovanni ALEMANNO: «Berlusconi è battibile. Nel Pdl servono congressi e classe giovane»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/23/giovanni-alemanno/%C2%ABberlusconi-%C3%A8-battibile-nel-pdl-servono-congressi-e-classe-giovane%C2%BB/503552"></link>
  <updated>2010-07-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>503552</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Roma (RM) (Partito: PdL) - Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Berlusconi è battibile basta che la sinistra crei un'alternativa fattibile».
&lt;p&gt; È questo l'invito del sindaco di Roma, Gianni Alemanno parlando durante la trasmissione Omnibus, in onda su La7.
&lt;p&gt; «Se però non ha nessuna proposta e va in giro con Bersani che borbotta e non sa cosa dice credo che non vincerà mai, se si organizza, invece, può giocarsela».
&lt;p&gt; «È una follia - ha continuato Alemanno - dire nel nostro paese non c'è pluralismo o dibattito. La dittatura mediatica non esiste. La scommessa del Pdl è andare avanti oltre le leadership di Berlusconi o Fini, il futuro non è nuovo Berlusconi ma una squadra giovane».

&lt;p&gt;
«Ho esposto la mia idea di un partito strutturato e della necessità di congressi a Berlusconi: lui è perplesso perché ci sono culture diverse. Sta valutando la situazione anche perché la richiesta di congressi e di strutturare il partito viene anche dai forzisti doc», ha detto il sindaco di Roma.
&lt;p&gt; Alemanno, rispondendo ad una domanda del conduttore, ha sottolineato di aver detto al presidente del Consiglio che «l'unico modo per avere una classe dirigente meritocratica e sconfiggere la tendenza al correntismo è quello di avere congressi perchè ci sia un confronto dinamico».

&lt;p&gt;
Nella tre giorni che si terrà a Orvieto, da oggi a domenica, ha aggiunto Alemanno, «parleremo del federalismo ma anche di come sviluppare il Pdl: noi vogliamo un partito strutturato non alla vecchia maniera e cioè sulle tessere e sugli iscritti ma in modo più aperto anche all'elettorato».

&lt;p&gt;
«Io credo che siamo di fronte, e questo è evidente, a una serie di problemi interni al Pdl che devono in qualche modo essere superati. Quello che io personalmente spero è che nei prossimi giorni, o a settembre, ci sia un chiarimento tra il presidente Berlusconi ed il presidente Fini».
&lt;p&gt; «Noi dobbiamo verificare in qualche modo sul territorio - ha proseguito Alemanno - quello che in realtà è un punto di riferimento reale per il Pdl. Il Pdl non è fallito, perché nella dialettica di questi anni abbiamo visto tante intersezioni e punti di contatto tra gli ex di An e gli ex Fi,cioè una distribuzione nel dibattito politico che non rispecchia più il vecchio schema Alleanza Nazionale e Forza Italia ma punta ad una distribuzione interna a mio avviso molto interessante. 
&lt;p&gt;Il Pdl peraltro è il primo partito nella storia repubblicana che mette insieme la destra ed il centro, ed io credo sia un esperimento che va portato avanti anche se ovviamente in tutti questi passaggi ci sono difficoltà di carattere personale, politico e culturale. Bisogna progressivamente andare a superarli».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.unita.it/news/italia/101575/alemanno_berlusconi_battibile_nel_pdl_servono_congressi_e_classe_giovane&quot;&gt;l'Unità &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Franco Frattini: «Nel Pdl stillicidio continuo. Il partito ora va riorganizzato»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/16/franco-frattini/%C2%ABnel-pdl-stillicidio-continuo-il-partito-ora-va-riorganizzato%C2%BB-intervista/503337"></link>
  <updated>2010-07-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>503337</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Affari Esteri (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ministro Frattini, il Pdl appare in difficoltà e in affanno.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«C'è un paradosso nel centrodestra: nel Pdl -che è il cuore di una coalizione che dal 2008 ha vinto tutte le elezioni- si è innescato una sorta di “cupio dissolvi” . Come se avessimo perso noi e non lo schieramento di sinistra, diviso tra la deriva dipietrista e un Pd incapace di presentare proposte alternative, se non quelle emergenziali illustrate da D'Alema. Il legittimo dissenso interno si è tramutato in uno stillicidio quotidiano di distinguo in Parlamento da parte dei finiani, che hanno aperto una discussione non sulla base di un'azione propositiva, ma con un metodo inaccettabile e con modi talvolta aggressivi su punti fondamentali del programma elettorale, dal federalismo alle intercettazioni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che cosa accade a questo punto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«A questo punto c'è la necessità di puntare su una forte unità del partito e sulla leadership di Berlusconi. Le persone che insieme a me hanno immaginato “Liberamente” hanno voluto dare una risposta molto chiara alle difficoltà del momento, tornando a valori fondanti della rivoluzione liberale lanciata nel 94 da Berlusconi. Vogliamo ricominciare a parlare di quei temi che non possono essere lasciati nelle mani dei finiani o della Lega. Ci è spiaciuto vedere che qualcuno si erge a paladino di legalità, in particolare alcuni finiani quando noi abbiamo costruito Forza Italia dicendo che questo partito doveva cambiare il modo di fare politica. E non possiamo lasciare la bandiera del federalismo ai leghisti o quella del mezzogiorno a Lombardo che si erge a interprete della questione meridionale».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
I vostri detrattori dicono che fate le guardie del corpo del premier.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ci sbeffeggiano chiamandoci i pretoriani di Berlusconi, ma il nostro vuole semplicemente essere un richiamo alla serietà: il programma di governo è stato sottoscritto anche dai finiani e sulla sua base loro sono stati eletti. Ma c'è un'altra cosa che vorrei dire».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ossia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Abbiamo rischiato di dimenticare che, malgrado la crisi, Berlusconi è l'unico leader di un Paese europeo che ha guadagnato voti e ha vinto le elezioni. E noi qui a discutere se votare contro un membro del governo attraverso una mozione di sfiducia. Penso a come avrei potuto spiegare a un collega francese o britannico perché una parte della maggioranza voleva votare contro se stessa. Saggiamente, Berlusconi insieme a Cosentino ha deciso per le dimissioni perché altrimenti questa vicenda avrebbe nuociuto all'esecutivo. Dovremmo guardare fuori dai nostri confini: quando il presidente della Camera fa dichiarazioni contro il presidente del Consiglio è difficile spiegare all'estero che cosa sono queste complicazioni italiane».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
A quanto pare è prossima una ristrutturazione del Pdl.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«E’ certamente necessaria una riflessione sulla struttura del partito in vista della stagione congressuale: dobbiamo discutere sulla sua riorganizzazione. Occorre guardare al modello del Ppe: le varie famiglie politiche che vi entrano non lo fanno per adesione, per tesseramento. Lo statuto prevede un sistema di confronto molto vivo e acceso, ma non si svolge con il metodo “un uomo una tessera”: prevede un sistema articolato in cui sono presenti espressioni della società civili, associazioni affiliate al partito. Se noi invece andassimo incontro alla stagione di tesseramenti inciteremmo una corsa che porrebbe grandi problemi di finanziamenti, e trasparenze. Si creerebbe quel partito delle tessere che è il contrario di ciò che vuole Berlusconi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Schifani ha sollevato dei rilievi su «Liberamente».&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Per quel che riguarda le fondazioni, ce ne sono 22 con la nostra. Abbiamo convissuto con 21 fondazioni, possiamo convivere anche con 22. Pure su questo fronte guardiamo al Ppe, che ha costruito una fondazione del partito senza negare che nei singoli paesi vi siano fondazioni affiliate. L'idea su cui abbiamo ragionato con Berlusconi è quella di istituire un coordinamento tra le fondazioni e di creare una fondazione centrale del Pdl».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Lei ha proposto il coordinatore unico.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ho espresso la mia opinione, ma dobbiamo far maturare questa idea, che comunque non riguarda né il domani né il dopodomani. La logica dei tre coordinatori riflette quella delle quote spettanti agli ex di FI e agli ex An, col tempo il senso di appartenenza cesserà di esistere. E noi di Liberamente lanciamo un appello perché si acceleri questo percorso».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Tra i nomi che circolano per quell'incarico c'è anche il suo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Per quanto mi riguarda escludo categoricamente questa ipotesi: l'incarico di ministro degli Esteri mi assorbe moltissimo e comporta tanti impegni internazionali che non potrei certo disertare».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Allora spetterà a Mariastella Gelmini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«E’ evidente che i nomi sono la conseguenza di un percorso: niente di più sbagliato che parlarne adesso ». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=SUNVW&quot;&gt;Corriere della Sera - Maria Teresa Meli&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Benedetto Fabio GRANATA: «Cosentino e Verdini devono fare un passo indietro.  Berlusconi deve azzerare i vertici del Pdl»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/14/benedetto-fabio-granata/%C2%ABcosentino-e-verdini-devono-fare-un-passo-indietro-berlusconi-deve-azzerare-i-vertici-del-pdl%C2%BB-intervista/503126"></link>
  <updated>2010-07-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>503126</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Cosentino e Verdini devono fare un passo indietro. Una mozione di sfiducia, in questo clima e alla luce di quanto e venuto fuori, per noi rappresenta un passaggio che il govemo farebbe bene ad evitare. Perchè se non si dimetteranno e si dovesse arrivare al voto li sﬁduceremo».
&lt;p&gt; Il ﬁniano Fabro Granata, vicepresidente della commissione Antimafia, non usa mezzi termini «Berlusconi fara bene a riﬂettere e a dare un segno inequivocabile di pulizia con l'azzeramento dei vertici del partito. Sarebbe un grande viatico per una riappacificazione tra il Cavaliere e Fini»
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Onorevole, si allarga la questione morale all'interno del Popolo della libertà.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ormai è gigantesca. E non solo nel Pdl ma in tutto il sistema politico italiano. Ma visto che noi governiamo abbiamo il dovere di essere ancora piu attenti, visto che attiriamo di più gli appetiti di chi vuole fare affari. Per i vertici del Pdl invece, la questione morale non esiste. Il problema gravissimo ed imbarazzante non è rappresentato da ciò che emerge dalle ultime inchieste, un quadro torbido di affari, logge, dossieraggi ed associazioni a delinquere, quanto piuttosto da Italo Bocchino, Fabio Granata ed in generale dai ﬁniani. Il problema per loro è rappresentato da chi parla delle inchieste e non da chi di quelle inchieste è oggetto e protagonista.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Berlusconi è stato chiaro. fuori dal partito chi vota la sﬁducia.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Se dobbiamo essere cacciati per difendere la legalità e l'antimaﬁa è un prezzo che paghiamo volentieri. Se siamo giunti a questa assurda e paradossale situazione, la mia proposta è semplice: provate ad espellerci tutti per antimafia e legalità. Ma credo che Berlusconi farà bene invece a riﬂettere e a dare un segno inequivocabile di azzeramento dei vertici del partito. Politicamente è opportuno un passo indietro.
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Ma se l'espulsione dovesse avvenire realmente cosa farete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
È un problema più complesso di quanto si possa pensare. Se ci caccia per antimafia ne prenderemo atto. Abbiamo un senso di responsabilità e una sensibilità politica che ci spinge ad andare avanti e a non temere una minaccia del genere. La vicenda incredibile è che non abbiano più questa sensibilità persone che sono state nel Msi e in An, e che oramai non vedono non sentono e non parlano come le tre scimmiette.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Di chi parla?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ignazio La Russa, Maurizio Gasparri, Giorgia Meloni, Gianni Alemanno.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Resta il fatto che il premier vi considera dei giacobini.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Questo è un gioco di rappresentazione che fa parte della dialettica politica. Quando abbiamo chiesto le dimissioni di Scajola e Brancher eravamo giacobini. Non credo visto che poi è stato fatto esattamente cio che noi auspicavamo e consigliavamo al govemo. All'inizio forse siamo stati visti come degli eretici, poi però il partito ha sempre seguito le nostre indicazioni.
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Continuate dunque a sostenere che il Cavaliere vi ascolta.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
I fatti parlano chiaro. Berlusconi che è un grande leader politico non può non percepire ciò che sta avvenendo. Noi siamo soltanto sintomo di un malessere molto diffuso all' interno del partito. Ma non bisogna credere che sia circoscritta ai cosiddetti ﬁniani questa sensazione di insofferenza. Perchè la stragrande maggioranza dei parlamentari del Pdl è gente per bene. Ed è indispettita da quello che sta avvenendo. Lo stesso premier lo è parecchio.
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Ma è ancora pensabile un riavvicinamento tra Berlusconi e Fini?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
E' pensabile soltanto sul terreno politico. La politica deve riattivarsi, e questo può avvenire soltanto se Berlusconi riuscirà a riappropriarsi della guida del Pdl, non cercando di cacciare me o Bocchino, ma togliendo dagli incarichi di responsabilità tutti coloro che hanno tradito la sua fiducia. Se arrivasse da parte di Berlusconi una presa di posizione del genere credo che la frattura tra i due leader potrebbe risolversi.&lt;br /&gt;
 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=ST86K&quot;&gt;La Discussione - Fabiana Cusimano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato Giuseppe SCHIFANI: «Con Fini pace strategica o c’è solo la rottura»  - Colloquio</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/11/renato-giuseppe-schifani/%C2%ABcon-fini-pace-strategica-o-c%E2%80%99%C3%A8-solo-la-rottura%C2%BB-colloquio/502902"></link>
  <updated>2010-07-11T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>502902</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Senato   (Lista di elezione: PdL) - Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Se non si arrivasse a un’intesa mi aspetterei una mossa a effetto da Berlusconi»
&lt;p&gt; Sveste i panni del presidente del Senato per indossare quelli dell’ «osservatore», solo così Renato Schifani può addentrarsi nei casi politici più spinosi: parla della manovra economica «fatta di sacrifici che gli italiani hanno compreso», della «svolta positiva» che sta per arrivare sulle intercettazioni, di un possibile riavvicinamento tra Pdl e Udc «legati dalla casa comune del popolarismo europeo e dall’affinità di valori e programmi». Ma soprattutto si sofferma sulla crisi del Pdl, critica il nascente correntismo «che rischia di far implodere il partito». 
&lt;p&gt;E sul difficile rapporto tra Berlusconi e Fini sostiene che «o si arriva quanto prima a una pace strategica, con un ritorno alle motivazioni dello stare insieme, o sarà rottura traumatica» tra il premier e il presidente della Camera. Schifani va per ordine, constata che «il clima avvelenato» delle scorse settimane ha lasciato il campo a «una situazione meno tesa»: «Berlusconi, tornato dal viaggio all’estero, ha dovuto fare i conti con molti fronti aperti.
&lt;p&gt; Il suo &quot;ghe pensi mi&quot; stava a significare che si sarebbe impegnato in prima persona. Il &quot;caso Brancher&quot; aveva determinato un clima di conflittualità eccessiva, anche nel Paese. È intervenuto, ha condiviso le dimissioni del ministro, anzi non escludo che lo abbia spinto al gesto, tanto responsabile quanto opportuno.

&lt;p&gt;
Sulla manovra ha smussato la durezza di Tremonti, è andato incontro ad alcune richieste del mondo imprenditoriale, del lavoro e degli enti locali. È vero, resta aperto il fronte delle Regioni, ma è stata offerta ai governatori l’autonomia di stabilire dove attuare i tagli. E mi auguro si ristabilisca presto un rapporto proficuo. Ma la crisi economica imponeva rigore». 
&lt;p&gt;C’è poi il capitolo intercettazioni, e anche in questo caso Schifani attribuisce a Berlusconi «il cambio di rotta», sia perché si tratta di una legge «delicata» sia perché «non era utile né al premier né al Paese uno scontro con il Quirinale»: «Le ulteriori riflessioni alla Camera sono utili. Mi avevano colpito le parole del procuratore Grasso— magistrato molto competente — sul rischio che alcune norme potessero favorire la mafia. Ho voluto incontrarlo, e ritengo giusto che quelle norme vengano scritte meglio per evitare dubbi interpretativi. Ben vengano quindi nuove modifiche. Perciò penso che siamo alla vigilia di una svolta positiva, che la maggioranza voterà in modo compatto la riforma. E mi auguro che anche l’Udc possa farlo». Resta da capire perché il governo non abbia «cambiato rotta» prima, invece di farlo con le spalle al muro.
&lt;p&gt; L’inquilino di Palazzo Madama ribatte che «è preferibile avere una buona legge, sebbene dopo tanti scontri, piuttosto che un vuoto legislativo su una materia così sensibile». Così prepara la stoccata al mondo dei media, che ha scioperato contro un provvedimento ritenuto «liberticida»: «Se non ricordo male, la legge Mastella era ancor più rigorosa sul divieto di pubblicazione. E non mi pare ci fu una tale intensità di proteste. Ora, non vi è dubbio che vada salvaguardato il diritto all’informazione. Però serve il bilanciamento con un altro diritto costituzionale, quello della privacy. E il bilanciamento al momento non c’è».

&lt;p&gt;
La riforma delle intercettazioni è stato uno dei temi che ha segnato lo scontro politico tra Berlusconi e Fini. &lt;br /&gt;
Schifani riveste per un istante i panni del presidente del Senato, gli serve per dire al collega di Montecitorio che «come il magistrato dev’essere terzo nell’applicare la legge e nei suoi comportamenti pubblici, così deve essere e apparire anche il presidente di un ramo del Parlamento». Poi, da «osservatore» e da esponente del Pdl, ritiene che nei rapporto tra cofondatori «sia opportuno un chiarimento diretto, in modo che le eventuali dissonanze vengano chiarite direttamente e non attraverso i dibattiti pubblici.
&lt;p&gt; Senza una pace strategica si andrebbe a una rottura traumatica. Conosco Berlusconi: denuncerebbe il tradimento del patto elettorale». A quel punto «nulla andrebbe escluso. Mi aspetterei una mossa da parte del premier dura e ad effetto». 
&lt;p&gt;Ma le tensioni nel Pdl non si riducono al conflitto tra i cofondatori. Anche nell’area ex forzista è iniziato un duro scontro. Schifani gli dà un nome: «Correntismo ». Accusa che peraltro gli era stata lanciata tempo addietro dal finiano Bocchino, secondo il quale il presidente del Senato è a capo di una componente minoritaria in Sicilia, insieme ad Alfano.&lt;br /&gt;
 «Nessuna corrente», è la replica: «Svolgo il mio ruolo istituzionale e basta. E se qualcuno vuol fare riferimento al mio rapporto con il Guardasigilli, ribadisco che sono legato a lui da un legame di stima e amicizia del quale vado orgoglioso. Per il resto sono fuori dall’attività di partito. Accetto di partecipare ai seminari di Gubbio del Pdl, come alle feste del Pd. Detto questo, sono contro le correnti nel mio partito». 
&lt;p&gt;Schifani ricorda la sua provenienza, Forza Italia, «che non ha mai avuto una storia correntizia. Eravamo un partito anarchico e monarchico al contempo, perché il dissenso si fermava laddove si riconosceva la leadership di Berlusconi, e nessuno pensava di risolvere i problemi territoriali attrezzandosi in corrente. Non è più così. E Liberamente non può che definirsi una corrente, al di là di quanto sostengono i suoi fondatori». Gli stessi che però dicono di essersi mossi dopo l’assenso del Cavaliere. 
&lt;p&gt;«Io mi rifaccio alle dichiarazioni pubbliche di Berlusconi, che ha rinnegato le correnti. E c’è un motivo: sebbene in buona fede, oggi la creazione di una o più correnti rischia di far implodere il Pdl». Si spiega Schifani: «Non basta riconoscersi in Berlusconi, se poi si creano le condizioni per disaggregare il partito. &lt;br /&gt;
L’esperienza infatti insegna che se nasce una corrente, altre ne seguiranno. Il Pdl invece deve impegnarsi per amalgamare l’area forzista con quella proveniente da An e che ha preso le distanze da Fini, anche se la storia di quanti vengono dalla destra è più strutturata. Innestando il correntismo, invece, il processo di fusione in atto sarebbe destinato a rallentare, se non ad arrestarsi».

&lt;p&gt;
Dilaniato dal conflitto tra Berlusconi e Fini, diviso ora dallo scontro sulle correnti, il Pdl deve fare i conti anche con la «questione morale», sollevata dal presidente della Camera ed evidenziata dai recenti casi giudiziari. Schifani ammette che «negli ultimi tempi molte inchieste hanno colpito esponenti di rilevo del partito. E tutto ciò non ha aiutato l’immagine del Pdl. Ma la mia cultura garantista mi induce ad attendere l’esito delle inchieste. 
&lt;p&gt;Ritengo comunque esagerato parlare di questione morale nel Pdl. Ci possono essere singoli casi che hanno turbato l’opinione pubblica e che toccherà alla magistratura verificare». Il carico di tutti questi problemi è sulle spalle del premier, che stretto dalla Lega (e Tremonti) da una parte, e da Fini dall’altra, sembra cercare la sponda dell’Udc per uscire dalla morsa. 
&lt;p&gt;A modo suo l’«osservatore» Schifani sembra dar credito all’aggancio dei centristi in maggioranza, lo fa con prudenza. Ma lo fa: «L’Udc sta con il Pdl nel Ppe. Su molti temi, quando erano alleati, avevano una visione comune: penso alla politica estera, alla politica economica, a quella per le famiglie. Poi le contrapposizioni, provocate da questioni interne, hanno pregiudicato il cammino comune. Oggi, quello che posso dire è che i due partiti continuano ad avere gli stessi valori, che sui programmi ci sono molte affinità, e che la base elettorale dell’Udc guarda più al centrodestra che al centrosinistra». 
&lt;p&gt;Ed è osservando cosa accade nel terreno dell’opposizione che Schifani auspica un «cambio di rotta» del Pd, anche in nome delle riforme: «L’antiberlusconismo dell’Idv sta condizionando i Democratici, che invece hanno gli uomini, le intelligenze e il tempo per costruire una credibile alternativa di governo, piena di contenuti. Ritengo indispensabile che il Pd sia un partito forte, perché l’alternanza è la ricchezza di un sistema democratico. &lt;br /&gt;
E il bipolarismo per noi è strategico, e va salvaguardato».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/10_luglio_11/verderami_schifani_pace_strategica_54f19c3c-8cbe-11df-bfcf-00144f02aabe_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera - Francesco Verderami&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>NAZARENO SPERANDIO: Fini vs Berlusconi</title>
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  <updated>2010-05-03T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>499857</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Ardea (RM) (Gruppo: FI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Prendo atto che, nell’ultimo periodo, lo stimolo a parlare di politica viene meno. E’ anche vero che dire ”ultimo periodo” significa un tempo assolutamente lungo, e tutto questo mi porta a fare delle riflessioni, spero condivise anche da voi.
Credo che mi venga spontaneo , di solito, portare l’attenzione su questioni filosofiche, perciò atte a percepire i moventi generali delle cose e non le loro relazioni specifiche, cosicché ora proverò ad essere meno relativista e più pragmatico e illuminista.
Vorrei cogliere l’aspetto tecnico politico relativo al fatto che un Presidente della Camera, che non è né scelto né votato dagli Italiani, e ora aggiungerei dagli aventi diritto di voto, possa esternare valutazioni e critiche sulla condotta sia del suo partito di riferimento sia del Capo del Governo che è il Presidente del PdL.
Per l’esperienza accumulata come consigliere, analizzo un passaggio fondamentale tra delibere di giunta votate dal sindaco e dagli assessori, e delibere di consiglio votate dai consiglieri, eletti dai cittadini, nei consigli comunali. Vero è anche che le giunte sono da relazionarsi ai partiti di maggioranza, perciò in un certo senso l’assessore rappresenta un partito o una corrente (diciamo un consigliere eletto).
Il punto di riflessione nasce dal fatto che Sindaco e Giunta di solito non discutono mai le delibere con la politica, e di fatto questo organo ne è estraneo e porta solo le ratifiche in consiglio comunale, dove quest’ultimo può ratificare o, altrimenti, aprire crisi politiche.
Nel governo nazionale pare che avvengano le stesse dinamiche del piccolo Comune, e cioè l’esecutivo, con la forza del decreto legge, impone al parlamento italiano il voto di avallo e ratifica entro i termini stabiliti, che così a tutti gli effetti diventa legge. A quanto sembra, le problematiche sono molto simili: i passaggi politici anche qui non avvengono.
Cosa comporta?
Possiamo definire il decreto legge una formula rapida per l’esecutivo per marginare le urgenze, perché così si possa superare il nodo costituzionale di votare una legge almeno due volte (che ormai è incondivisibile) con tutti i suoi tempi.
Ma il Parlamento italiano, organo supremo votato per così dire dagli italiani, deve garantire il voto al decreto legge e al governo, altrimenti può aprire una crisi.
Perché mai, una critica, nell’arte è sempre accettata e in politica no?
Caro Gianfranco, il metodo da te usato non è giusto, e cioè è ingiusto.
Caro Silvio, le opinioni vanno sempre ascoltate, da qualunque parte giungano, perché rappresenti il governo italiano, il Popolo della Libertà. “Altrimenti che meriti avresti?” (Vangelo).
Diciamo che abbiamo davanti a noi un bel quadro e che lo dobbiamo analizzare. Iniziamo dall’età del quadro, perciò la sua epoca, da quale parte geografica arriva e come il suo autore ha vissuto, quale era la sua famiglia, se era borghese o povero, se nel contempo era un rivoluzionario, ecc. ecc … . Possiamo ricercare un’enormità di cose, prima di vedere il quadro. Poi, quando ne sappiamo abbastanza, ci mettiamo ad una distanza consona, e solo allora possiamo criticare, esprimendo apprezzamento o dissenso.
Ebbene, in politica non lo si fa mai. Si pensa solo a dire … “ma quello era socialista o comunista o ancora democratico cristiano”, e a seconda con chi si parla o dove meglio si crede si può dire “io sono della seconda repubblica”, e già si sta pensando alla terza. Da qui tutti capiscono e sanno chi sei, perché parli in un certo modo. Tutti litigano su tutto e per tutto.
Il motivo?
Dei giornali non voglio parlare.
Delle televisioni non voglio parlare.
Sono inutili.
Perché ?
Provate ad essere neutrali e a farvi una vostra idea, leggendo la mattina i giornali e guardando la sera trasmissioni politik-fiction. Se ci riuscite.
Di tutti i colori.
Torno al metodo. È chiaro che lamentarsi non è una scelta, di solito chi si lamenta ha qualcosa da dimostrare. Ed è chiaro che uno lo dice ad alta voce: più sei in alto e più ti ascoltano. E’ un principio semplice, ma funziona. Quando ascolto le questioni che pone Fini, non posso dargli torto, anzi dovremo aiutarlo per far si che si realizzino. Ma come? Dove? Il partito!
Il PdL nasce con un imperio, inizialmente in accettato poi condiviso. Tutte le cariche sono state distribuite in tal modo che … Tutti zitti. Figli, cognati, mogli e adozioni. Tutti a governare. Per fortuna non c’era il cavallo!!!
Ecco che non si possono discutere le linee del partito in un partito che esiste solo a livello elettorale (quando si ricordano di presentare le liste). Non si può chiedere a 50 persone di rappresentare milioni di italiani. E’ impossibile. E poi questi non sono rappresentativi, mancano di qualità, mancano della prerogativa essenziale: quella di essere leader. Su questa questione io mi sento Weberiano: i partiti servono per creare leader. Berlusconi non può essere tutto, anche se ha la stoffa per fare tutto.
“Diamo a Cesare quel che è di Cesare”, però noi sappiamo che questo non è un partito che funziona, e credo che lo sappiano anche il Presidente della Camera ed il Presidente del Governo. Almeno per ora.
E allora?
Allora niente, abbiamo sempre il rimedio: … la nostra cara ed immancabile filosofia.

Nazareno Sperandio 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://nazarenosperandio.blogspot.com/2010/05/riflessioni-politiche.html&quot;&gt;nazarenosperandio.blogspot.com&lt;/a&gt;</summary>
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