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  <title>Openpolis - Argomento: caliendo</title>
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  <updated>2010-08-08T00:00:00Z</updated>
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  <title>Massimo Cacciari: «Addio coalizioni meglio i partiti che poi si alleano»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-08-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>504065</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Massimo Cacciari, dopo il voto pro o contro Caliendo e l’astensione di Fini Casini Rutelli, in Italia dobbiamo dare l’addio al bipolarismo come alcuni commentatori hanno sentenziato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Ma il bipolarismo in Italia non è mai nato. Lo si è visto subito. Lo si è visto quando Berlusconi per vincere nel ‘94 s’è dovuto appoggiare alla Lega, perdendo appena se ne è separato o, meglio, Bossi si è separato da lui. Lo si è visto dal percorso del post Pci. Che cosa hanno fatto gli eredi del Pci se non cercare per governare alleanze e unioni con qualche centro o con una certa sinistra, come dimostra l’esperienza, fallimentare, dell’Ulivo”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Fallimenti tanti, certo. Comunque adesso siamo arrivati al Partito democratico, uno dei due poli… O no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Ho dato l’anima per costruire il partito democratico. Quindici anni. Ma ho di fronte agli occhi solo vecchi centri e vecchie sinistre. In politica occorre realismo e con realismo dobbiamo rassegnarci a constatare che l’esperimento proprio non funziona. Ho dato l’anima perché si costruisse qualcosa che si presentasse con una destinazione comune. Invece ho trovato soltanto quattro mura in comune che rischiano di saltar per aria. Prima del litigio devastante, che significherebbe l’annientamento elettorale, meglio separarsi, chi da una parte chi dall’altra”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma così si torna davvero al passato, a una incomprensibile geografia di partiti e partitini.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Ci siamo già, dopo l’esplosione del Pdl berlusconiano e con la crisi del Pd. Diciamo che viviamo una situazione di grande dinamismo e che il dinamismo è segno di vita. Ma la mia sensazione è che tutto questo gran movimento ci porti… verso il vecchio. Tuttavia, anche se il vettore sembra essere ancora il particolarismo, vi sono novità. Una è rappresentata da Fini, che davvero ha vissuto e sta vivendo una profonda trasformazione politica e che cerca di costruire una moderna destra europea. Mentre il mare è mosso, per il Pd sarebbe il momento di trarre qualche conclusione: che, ad esempio, esiste in Italia una forte tradizione socialista e socialdemocratica che potrebbe tranquillamente allearsi con espressioni di cultura cattolica e liberale, mentre è assurdo illudersi di trovare una sintesi tra storie tanto diverse. Sarebbe rovinoso stare a dilaniarsi sulla candidatura di Vendola o di qualcun altro, impegnarsi in primarie, per dire come siamo stati bravi a organizzare le primarie, come se le primarie bastassero a sanare i dissidi. Ciascuno vada per la sua strada e peschi voti dove può e dove sa, lasciando alla componente cattolica il compito di cercare al centro, come è in grado benissimo di fare, soprattutto approfittando di questo momento di dinamismo, si diceva, di turbolenza, di rotture. Così è. Punto. È evidente. Bene, bene, bene: prendere atto”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Perché, secondo lei, questo fallimento nostro e, permetta, anche suo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Perché nessuno s’è rivelato all’altezza del discorso…”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si fa l’autocritica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Mi faccio tutte le autocritiche del mondo. Ma il problema è che la politica non è fatta di buone idee, ma è fatta di buone pratiche. D’Alema docet. Aveva i suoi dubbi e ha assistito all’avverarsi dei suoi dubbi per dire poi che aveva ragione lui. Rutelli e Fassino ci credevano, invece, ma probabilmente non erano all’altezza. Si arriva alla conclusione: se sei costretto a convivere con chi non sopporti, finisce a coltellate, quindi meglio separarsi al più presto... Il Pd eviterebbe guai maggiori e soprattutto potrebbe godere degli spazi politici enormi che si aprono, come ha ben capito Berlusconi che vorrebbe arrivare al più presto alle elezioni, infatti”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Salvo poi ripensare ad una alleanza. Ma ci si allea contro Berlusconi o ci si allea per realizzare alcuni di obiettivi di un programma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Per amor di Dio, lasciamo stare Berlusconi. Fossi stato Prodi al governo avrei subito fatto approvare una legge di un solo articolo, semplicissimo, che avrebbe dovuto affermare: Berlusconi è innocente. Basta con questo pazzesco intoppo. Liberiamoci dall’ossessione di Berlusconi. Per vincere, impegniamoci su occupazione, giovani, scuola. Affrontiamo un serio discorso sul federalismo, come finora non s’è neppure tentato. Costruiamo insomma l’unità programmatica e lasciamo a ciascuno la sua tradizione. Per quanto ci riguarda diamoci una bella organizzazione di partito che rispetti la voglia di autonomia che la realtà sociale e politica e culturale esprime”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Addio poli, si torna alla frammentazione da prima repubblica.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“D’altra parte mi sembrano impensabili coalizioni, pure di già vaneggiate, Fini-Pd o Casini-Fini-Pd”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cioè divisi, per costruire sane alleanze programmatiche in vista delle elezioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Facendo politica, altrimenti continuando tra gli scandali e una opposizione troppo debole si porta solo acqua al mulino della Lega. Che rischia di dilagare, guadagnando al centro. E non solo nelle sue zone tradizionali: anche in Emilia e in Toscana e via…”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Di fronte alle difficoltà di Berlusconi, con una possibile crisi di governo, con il rinvio del federalismo fiscale, non ci potrebbe attendere un altro ribaltone della Lega?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Ci si può aspettare di tutto, anche un ribaltone della Lega quando il re del federalismo fiscale sarà completamente nudo, quando i leghisti si accorgeranno di aggirarsi solo tra i fantasmi di un federalismo autentico. Per ora aspettano”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Potremmo misurare un’altra novità elettorale: i grillini in campo. Riusciranno i grillini a sottrarre voti alla sinistra come è successo alle regionali?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
“Non credo. Con il sistema elettorale in corso o con un sistema che preveda uno sbarramento abbastanza alto. Un conto è guadagnare un consigliere locale. Un altro è entrare in Parlamento. Comunque dipende dalla sinistra o dal centro sinistra: dalla voglia di far politica”.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.unita.it/news/italia/102189/cacciari_addio_coalizioni_meglio_i_partiti_che_poi_si_alleano&quot;&gt;l'Unità - Oreste Pivetta&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuseppe FIORONI: «Subito col terzo polo»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-08-06T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>504018</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'ombra di un voto ora appare piu concreta e nel Pd non tutto va liscio. Dal terzo Polo arrivano le sirene di Rutelli che invita a lasciare Di Pietro per un progetto moderato e gli ex popolari come Giuseppe Fioroni
 sembrano aprire a questa nuova fase.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Intanto non tutti siete d'accordo per un governo
di transizione&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Berlusconi e Bossi sono Braccio di Ferro, le elezioni
gli spinaci. Per ritrovare vigore devono piombare in
campagne elettorali permanenti. Bossi preferisce andare alle elezioni con il federalismo che non c'è perchè,
quando ci sarà, gli italiani si renderanno conto che senza
soldi è una presa per i
fondelli».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma il Pdl insiste: non ci sono alternative a questa maggioranza.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L'interesse del paese non è questo. Ci dicono: avete
paura del voto, ma la paura ce l'hanno gli italiani, con le
incertezze sul loro futuro. Dalla politica cercano delle risposte ma trovano solo qualcuno che ai problemi del
paese antepone un tornaconto personale. L'economia comincia
 a mandare timidi segnali di ripresa, Bossi e Berlusconi credono che dureranno a lungo? E' irresponsabile
parlare di voto anticipato»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Però anche nel Pd l'area di chi vuole andare a votare sta crescendo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Si vede che la sindrome di Braccio di ferro è contagiosa. Per chi fa politica la battaglia carica sempre di motivazioni ma non dobbiamo farci tirare dentro questo meccanismo»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il voto su Caliendo ha segnato una novità. Al Centro, sta succedendo qualcosa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Due cose. Primo un pezzo
della maggioranza di destra
si è avvicinata alle opposizioni di centro. Secondo hanno votato insieme Fini Casini e
Rutelli e questo è politicamente rilevante. Poi se son
rose fioriranno, devono passare dalle prove tecniche a
un progetto».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Può essere piu esplicito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Rutelli chiama il PD e dice: quale terzo polo, noi
puntiamo a diventare il primo polo, scegliete tra noi e Di Pietro ....
&lt;p&gt;
«In questo paese per vincere occorre mettere in piedi
una coalizione che oltre al Pd coinvolga i moderati, eviti il profilo della gioiosa macchina da guerra. E allora occorre
individuare un presidente del consiglio che vada
oltre i soggetti politici»
&lt;p&gt;&lt;b&gt;
Sta pensando anche lei al governatore Mario Draghi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non partecipo a questi giochi dico che ho in mente
il modello Prodi Andreatta.
Se vogliamo ambire al primo polo dobbiamo saper parlare
all'Italia laboriosa. Ci vuole qualcuno che quel mondo lo
sappia interpretare e rassicurare. Quindi Casini e Fini
debbono fare un passo indietro»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Berlusconi ai suoi ha detto che si lavora anche ad agosto Voi andate in vacanza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La cosa più importante in politica è stare in mezzo alla
gente a misurare la proposta. Noi abbiamo questa
straordinaria opportunità delle Feste Democratiche e
non dobbiamo perderla. Se il Pd frequenta meno salotti e
talk show e coglie queste occasioni, cresciamo anche nei
consensi».&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=T8TZJ&quot;&gt;Gruppo Editoriale L’Espresso - Nicola Corda &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo Cacciari: «Avranno un futuro solo se rinunceranno a ribaltoni e accordicchi»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-08-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>503976</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt; «Il bipolarismo porta il Paese alla malora, bene l'alleanza centrista»
&lt;p&gt;
«Per il momento si sta ammazzando il vecchio». Il «vecchio», per Massimo Cacciari, è il «falsissimo bipolarismo all'italiana», e le prove di terzo polo cominciate ieri con la decisione presa insieme da Fini, Casini, Rutelli e dai sudisti di Lombardo possono aprire una fase nuova nella politica italiana. «Naturalmente aggiunge l'ex sindaco di Venezia, a certe condizioni, e la prima è un'intesa vera sulle cose da fare di qui alla scadenza naturale della legislatura».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Professor Cacciari, il suo sembra un giudizio sospeso...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Intanto una cosa è certa: la cacciata di Fini dal Pdl segna la fine dei due blocchi che hanno dominato la scena negli ultimi anni. Anche se dovesse continuare a funzionare, il partito di Berlusconi sarà sempre più condizionato dalla Lega, e il Pd sottoposto alle pressioni esterne dei vari Vendola e Di Pietro».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Fini, Casini e Rutelli sono sulla strada giusta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sì, se non si limiteranno ad accordicchi come l'astensione sulla sfiducia a Caliendo, se non lavoreranno per improponibili ribaltoni o governi tecnici. Se avranno il coraggio di andare fino in fondo. Insomma, devono prendere di petto alcune questioni cruciali per il Paese e offrire soluzioni condivise: parlo di federalismo fiscale, di welfare, di politiche per l'immigrazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Pensa che ci riusciranno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Che la morte del vecchio sia l'inizio di qualcosa di nuovo è la speranza di tutte le persone ragionevoli, ormai convinte che questo Paese sta andando in malora».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L'alternativa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Coltivare disegni ribaltonisti non farà altro che spingere Berlusconi alle elezioni anticipate. Che rivincerà alla grande scaricando su altri responsabilità che sono tutte sue. Aggiungo che se Bossi non riuscirà a incassare in tempo utile la bufala del suo federalismo fiscale, sarà lui il primo a mollare il Cavaliere».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E un governo Tremonti? Anche nel Pd c'è chi lo caldeggia...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Fanno malissimo, anche il nuovo blocco che potrebbe nascere deve evitare questo errore.Intanto perché Berlusconi non se ne andrà mai con le propie gambe».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E poi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«A Tremonti, e anche a Bossi, che sono gli eredi designati, non penso affatto convenga fare le Idi di marzo proprio adesso. Se questa maggioranza riuscirà ad andare avanti bene, altrimenti sarà il premier a chiedere a Napolitano di sciogliere le Camere. Nel caso l'avesse vinta, ci sarà il bel risultato della Lega che sopra il Po supererà il 40 percento».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Qual è la prima cosa che dovrebbero fare i partner di questo possibile nuovo blocco?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Denunciare la bufala del federalismo fiscale in salsa leghista, incalzare il governo con una proposta seria che restituisca davvero autonomia ai territori. Su questo, però, nutro qualche dubbio».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E cioè?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Temo che si accordino per far saltare il federalismo fiscale, una riforma che invece ritengo indispensabile. E solo per far saltare l'accordo di ferro tra Berlusconi e Bossi. E anche la presenza di Lombardo in questa compagnia a rafforzare questo mio timore».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
In conclusione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Stiamo a vedere. Se il vecchio muore la speranza c'è. Ma bisogna attrezzarsi subito, da adesso: il nuovo polo faccia un'opposizione intelligente in Parlamento e nel Paese, e si prepari ad affrontare le elezioni del 2013. Forse sarà la volta buona per votare partiti e coalizioni degni di questo nome».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=T794D&quot;&gt;La Repubblica - Sala Rodolfo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelino ALFANO: Sui principi non ci si astiene, La P3? Costruzione di pm e sinistra. </title>
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  <updated>2010-08-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>503961</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Giustizia (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Sui principi non ci si astiene. Ci si astiene sulle leggi, ci si astiene sui provvedimenti, ma non sui principi».
&lt;p&gt; Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, si riallaccia indirettamente alle parole di Silvio Berlusconi concludendo il suo intervento alla Camera nel giorno in cui l'assemblea di Montecitorio è chiamata a votare la mozione di sfiducia sul sottosegretario Giacomo Caliendo, coinvolto nell'inchiesta sulla cosiddetta loggia massonica «P3». Un'inchiesta che per il Guardasigilli altro non sarebbe che una «costruzione dei pm e della sinistra».

&lt;p&gt;
«COSTRUZIONE DEI PM» - «Sono il ministro della Giustizia e non posso occuparmi del merito di questa indagine» ha detto Alfano. Tuttavia, richiamandosi all'intervento dell'on Contento, che aveva parlato in precedenza, ha detto di credere «che non c'è niente, non c'è niente, non c'è niente e che financo la P3 sia, probabilmente, frutto di una costruzione di taluni pm e di una certa sinistra che accusa in base a quella costruzione».

&lt;p&gt;
GARANTISMO E PRINCIPI - Alfano ha ribadito la linea garantista del governo e ha ammonito quanti invocano le dimissioni come atto dovuto in presenza di un'iscrizione nel registro degli indagati: «E' una posizione pericolosa e che rischia in futuro di ritorcersi anche contro chi oggi la sostiene - ha detto il Guardasigilli, rivolgendosi in particolare ai deputati del centrosinistra -. Il voto sulla mozione vi resterà nel curriculum e ciascuno si troverà prima o poi a fare i conti con la mozione presentata e il voto espresso. Noi potremmo fare riferimento al passato, ma non lo facciamo, potremmo fare riferimento ai tanti casi in cui uomini delle istituzioni sono stati iscritti nel registro delle indagini e poi prosciolti». E ancora: «Deve invece valere il principio che per tutti i cittadini italiani, anche i membri del governo, debba valere la presunzione di innocenza. Noi difendiamo Caliendo con esso difendendo un principio e un valore». Il ministro ha ribadito la linea garantista dell'esecutivo e della maggioranza e ha lanciato un monito, senza mai citarli, anche ai finiani, parlando di «tatticismo parlamentare di un solo giorno» a cui il «nobile principio» garantista verrebbe «piegato» con un voto di astensione.&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/10_agosto_04/alfano-caliendo-mozione-sfiducia-camera_e231c234-9fce-11df-ad29-00144f02aabe.shtml&quot;&gt;www.corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonino LO PRESTI: Non voterò mai la sfiducia a Caliendo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/02/antonino-lo-presti/non-voter%C3%B2-mai-la-sfiducia-a-caliendo/503838"></link>
  <updated>2010-08-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>503838</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Caliendo - osserva il parlamentare siciliano - non mi pare sia meritevole di sfiducia. Anche per i rapporti personali e di stima che ho con lui, per il lavoro fianco a fianco in commissione Giustizia, non ci penso affatto a sfiduciarlo. Su questo non ho dubbi e non credo significhi venire meno alla lealtà a Fini&quot; che tuttavia, sottolinea Lo Presti, non si è ancora pronunciato nel merito della mozione.

&lt;p&gt;
Lo Presti fa sapere che il neonato gruppo Futuro e Libertà per l'Italia non ha ancora discusso della mozione di sfiducia a Caliendo ma osserva: &quot;Non credo che la nostra battaglia sulla legalità si infranga su questa mozione&quot; e &quot;non credo neanche che su Caliendo si possa ipotizzare una prova di forza del nostro gruppo. Sarebbe ridicolo&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.virgilio.it/notizie/politica/2010/8_agosto/01/governo_lo_presti_non_votero_mai_la_sfiducia_a_caliendo,25448012.html&quot;&gt;notizie.virgilio.it&lt;/a&gt;</summary>
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