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  <title>Openpolis - Argomento: roma</title>
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  <updated>2012-04-24T00:00:00Z</updated>
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  <title>Furio COLOMBO: Il loro 25 aprile</title>
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  <updated>2012-04-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Da ieri nelle strade e nelle piazze della Capitale italiana, si vedono grandi manifesti che celebrano la Repubblica di Salò. Avete capito bene. Celebrano la repubblica di Salò sotto la data del 25 aprile. La scritta è stampata in alto sopra la foto di un reparto di Brigate nere passate in rivista dall'ultimo segretario del Partito fascista, Pavolini. Non confondete. 
&lt;p&gt;Non erano soldati per combattere. Erano soldati da rastrellamento. Rastrellamento vuol dire (nel linguaggio della mia infanzia, quando ho visto ciò che accadeva con lo stesso orrore che provo oggi) catturare antifascisti e partigiani destinati a morire. Sono i &quot;soldati&quot; impegnati a tempo pieno a trovare e catturare cittadini italiani ebrei, bambini e malati inclusi, da consegnare ai camerati tedeschi per lo sterminio nei campi. Quei campi hanno continuato a uccidere fino all'ultimo giorno e all'ultimo fascista in condizione di &quot;combattere&quot; quella guerra ignobile e spaventosa. 
&lt;p&gt;Fa impressione che quei manifesti siano affissi negli spazi con la scritta &quot;Comune di Roma&quot;. Fa impressione e orrore che lo slogan del manifesto sia la scritta: &quot;Tutti gli eroi sono giovani e belli&quot;. Sono gli eroi che hanno mandato a morte ogni ebreo, ogni partigiano, ogni antifascista su cui sono riusciti a mettere le mani. Mani non di combattenti ma di carnefici. Sono gli eroi che hanno dato una mano alla razzia romana del 16 ottobre (tutte le famiglie trovate nel ghetto, mille persone con tutti i bambini, quasi nessuno è tornato). 

&lt;p&gt;Sono i complici delle stragi compiute dai camerati tedeschi nei villaggi e paesi dove anche il parroco è stato ucciso, Sono coloro che pagavano lire 5.000 a quelli che indicavano il nascondiglio di un italiano ebreo da mandare a morire. Sono i &quot;ragazzi&quot; che si sono preoccupati di far arrivare ad Auschwitz Primo Levi, catturato mentre combatteva da partigiano. Il macabro manifesto reca in basso la scritta &quot;ai ragazzi di Salò&quot;. 
&lt;p&gt;Nei giorni scorsi l'ambasciatrice svedese a Roma mi ha espresso il desiderio di celebrare insieme, a Roma, l'anniversario della nascita di Raul Wallenberg, il giovane diplomatico svedese che, assieme all'italiano Giorgio Perlasca, ha salvato migliaia di ebrei ungheresi. Le ho detto sì. Non nella Roma di Alemanno. A Roma hanno fatto bene le associazioni della Resistenza a non invitare le istituzioni di questa città e di questo manifesto alla celebrazione del 25 aprile. 
&lt;p&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1E1D6K&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Fosse Ardeatine: impegno per non dimenticare</title>
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  <updated>2012-03-23T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Il giorno della commemorazione delle vittime della strage delle Fosse Ardeatine si intreccia drammaticamente con i fatti di cronaca che in questi giorni hanno sconvolto l’Europa, e che stanno lì a ricordarci come gli spettri del razzismo e dell’antisemitismo vanno combattuti ogni giorno, nei piccoli gesti quotidiani come nelle grandi scelte della politica. E’ su questa idea che affonda le radici l’Europa in cui oggi ci riconosciamo e nostro impegno deve essere quello di mantenere sempre vivo il ricordo, per combattere sul nascere i semi dell’intolleranza e non rivivere mai più drammi come quelli che hanno sconvolto il Continente nel secolo scorso. Anche per questo è importante che il governo intervenga, come siamo certi farà, per continuare a sostenere l’Associazione Nazionale familiari dei martiri”. Lo afferma in una nota il capogruppo del Pd al Parlamento europeo, &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/00011130-fosse-ardeatine-sassoli-pd-impegno-europa-e-per-non-dimenticare&quot;&gt;AgenParl&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Furio COLOMBO: CIE. «Gabbie e squallore, senza pietà né diritto» </title>
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  <updated>2012-03-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Li dentro finiscono molti che non hanno commesso reati».
&lt;p&gt;Si apre un immenso cancello scorrevole. Al di là c’è un soldato che verifica e trattiene i documenti. Noi siamo deputati o politici (l’iniziativa è del giovane segretario del partito radicale, Mario Staderini, e dell’onorevole Rita Bernardini) e questo determina una curiosa estraneità, come una differenza di mondi. Passano veicoli militari lungo la striscia d’asfalto che separa il grande cancello dagli edifici in cui stiamo per entrare e che – da fuori, da lontano – sono lastroni di cemento senza aperture.
&lt;p&gt;
Qui, alle porte di Roma, a Ponte Galeria, un contenitore di cemento e metallo, grande e ben sigillato, è stato preparato per chi viene catturato nel perverso gioco dei clandestini. Gente che vive e lavora in Italia dopo essere sfuggita ala morte di guerra e alla traversata del mare, viene fermata mentre porta i bambini a scuola o commette l’imprudenza di andare in ospedale, viene “catturata” mentre va o viene dal lavoro. E – come in quei Paesi estranei alla democrazia – i catturati sono portati in grandi gabbie a cielo aperto, che cedono il passo a piccole stanze gelide con dodici o quindici letti.
&lt;p&gt;
Qui un essere umano costa alla Repubblica italiana 47 euro al giorno, quasi solo per piatti precotti con giorni di anticipo e che tutti – uomini e donne, ucraini e africani – descrivono come immangiabili, un bel vantaggio per chi (chissà con quali regole) ha vinto l’appalto. La nostra visita non porta pace. I detenuti parlano con affanno. Si capisce subito che non incontrano mai nessuno, che il giudice di pace, quando viene, non può che certificare che “mancano i documenti” e che “gli avvocati d’ufficio” scompaiono subito, dopo la prima formalità di un finto processo.
Molti, detenuti qui, non hanno mai commesso alcun reato. Lavoravano legalmente in Italia. Qui – in un centro detto di “identificazione” – ci sono anche persone portate nelle gabbie dopo aver scontato anni nelle prigioni italiane, dunque dettagliatamente identificate per il processo e la detenzione. 
&lt;p&gt;L’emozione è difficile da controllare, anche se l’uomo che hanno portato via mentre tornava a casa, dopo il lavoro nella piccola impresa di cui è titolare, per cenare con moglie e figli e raccontare la giornata e sentire le storie di casa, non può far finta di non piangere. Quanto agli ex detenuti, essi sono vittime di una doppia illegalità: fingere di non sapere chi sono e ammanettarli senza alcun provvedimento di un giudice.
&lt;p&gt;
I detenuti aspettano nel vuoto del tempo e nello squallore dei posto, dove nessuno ti difende, nessuno ti ascolta, nessuno ti cura. Ho già detto – e vorrei ripeterlo – che due medici della Croce rossa (uno nero, uno bianco, il dottor Amos Dawodu è il responsabile) provvedono da soli e senza mezzi, come nell’avamposto assediato di una guerra. Le Asl del Lazio di questi malati non ne vogliono sapere. Non ci sono nomi o numeri di telefono per cercare l’aiuto di un avvocato.
&lt;p&gt;
Ho già detto – e ripeto – che l’80 per cento di donne e uomini portati nelle gabbie di Ponte Galeria non ha commesso alcun reato, non è accusato di nulla. La detenzione illegale di cui è colpevole lo Stato italiano durava fino a sei mesi. Poi, nel 2010, il ministro leghista Maroni l’ha portata a un anno e mezzo. «Per ragioni di sicurezza», ha detto. Il momento più temuto è quando due agenti ti affiancano e ti portano all’aeroporto per farti salire insieme a loro su un velivolo diretto in un luogo che il più delle volte i deportati non conoscono perché tutto ciò che hanno, dai figli al lavoro, è in Italia. Una legge detta “pacchetto sicurezza”, che tratta tutti gli immigrati come criminali, li deporta dal Paese che hanno arricchito con il loro lavoro, fuori dalla Costituzione italiana, lontano da ogni riferimento alla Carta dei diritti dell’uomo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CH27W&quot;&gt;Famiglia Cristiana&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FABIO NOBILE: Ignobili tentativi di reprimere il dissenso</title>
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  <updated>2012-03-12T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Testimonierò al processo che vede coinvolto Paolo Di Vetta, dirigente nazionale Usb e gli esponenti del comitato di lotta per la casa dopo i fatti di venerdì scorso al Cipe. La mia deposizione, in quanto testimone oculare dei fatti accaduti quella mattina, metterà in luce una verità che inequivocabilmente dovrà far tornare liberi tutti”. 
&lt;p&gt;E’ quanto afferma il consigliere regionale della Federazione della Sinistra, Fabio Nobile, presente questa mattina alla conferenza stampa indetta dai movimenti davanti alla sede di via della Mercede.
&lt;p&gt;


“Oltre a esprimere solidarietà nei confronti del comitato – sottolineano il consigliere Nobile e il portavoce romano della Fds, Fabio Alberti, presente anch’egli alla conferenza stampa - chiediamo l’immediato rilascio di Paolo Di Vetta e giustizia per tutti gli altri e stigmatizziamo la gravità di un’azione repressiva finalizzata esclusivamente a soffocare il dissenso. L’iniziativa al Cipe, sollevava un tema vero, quello dello spreco dei fondi pubblici e chiedeva la destinazione dei miliardi della Tav alla costruzione di case popolari. Queste proteste non vanno trattate con interventi di ordine pubblico, ma ascoltate e comprese. Nella volontà di criminalizzare le lotte sociali e nel tentavo di sgombero dell’occupazione di Casal Boccone, avvenuto nella stessa giornata di venerdì, leggiamo invece qualcosa di inquietante. Il sospetto che ci sia un collegamento tra i due fatti è lecito, così come è lecito pensare che si voglia in questo modo togliere di mezzo la voce del dissenso rappresentata dai movimenti, per lasciare il campo libero agli speculatori. In quest’ottica, i comitati di lotta per la casa, che si stanno opponendo ai grandi affari come lo stabile di Casal Boccone, dove Ligresti ha fatto cacciare gli anziani per realizzare un’enorme speculazione in deroga al piano regolatore, rappresentano un ostacolo e una voce critica nei confronti dell’operato del governo da eliminare”.

 
&lt;p&gt;

 

“Contro questi ignobili tentativi di reprimere il conflitto, in difesa della casa e dei beni comuni – concludono - parteciperemo sabato al corteo indetto dai movimenti, che partirà alle 15 da piazza Vittorio”.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.fabionobile.it/site/comunicati/proteste-al-cipe/stampa.html&quot;&gt;sito web personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Shoah: stroncare il clima di odio che avvelena la città di Roma</title>
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  <updated>2012-01-12T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Lo sfregio compiuto verso le “pietre d’inciampo” installate alcuni giorni fa dall’artista tedesco Gunter Demnig a Roma a memoria delle vittime delle deportazioni naziste, fra cui le sorelle Spizzichino, è solo l’ennesimo, vergognoso episodio che conferma il clima di pesante intolleranza che sta oramai da tempo avvelenando la città. Gli autori di un atto così vile non sono dissimili per natura e inclinazioni da chi, sempre oggi, dalle pagine di Facebook si è permesso di inneggiare alla morte di un autorevole magistrato, incitando all’odio e alla violenza. Il ripetersi di tali fatti segnala con urgenza la necessità di un intervento di condanna, rigoroso e inequivocabile, da parte delle istituzioni che governano la città, pena il sopravvento di pericolosi fanatismi”. E’ quanto dichiara il Presidente degli europarlamentari Pd, &lt;b&gt;David Sassòli&lt;/b&gt;, intervenuto proprio oggi all’Aquila alla cerimonia per l’installazione della “pietra d’inciampo” deposta da Demnig in Piazza Duomo a memoria di Giulio della Pergola, cittadino ebreo deportato e deceduto nel campo di concentramento di Auschwitz.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/regionali/20120112-shoah-sassoli-pd-stroncare-clima-d-odio-che-avvelena-citta-di-roma&quot;&gt;AgenParl&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Al festival del cinema di Roma va in onda uno spettacolo indecente</title>
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  <updated>2012-01-04T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Le istituzioni culturali di Roma dovrebbero essere trattate da tutti con ben altra sensibilità: sono una ricchezza della città e non meritano di essere usate con quel piglio lottizzatore che contraddistingue la malapolitica&quot;. Così &lt;b&gt;David Sassòli&lt;/b&gt;, europarlamentare del Pd, a proposito delle polemiche sulla direzione del Festival del cinema di Roma. &quot;Quello che sta andando in onda è uno spettacolo umiliante per la nostra città. L'arrivo di Muller - prosegue Sassòli - dovrebbe essere salutato da tutti col rispetto che merita un apprezzato organizzatore culturale e con la soddisfazione di vedere ormai consacrato a livello internazionale il Festival del cinema della Capitale. Ingaggiare il direttore del Festival di Venezia farebbe gola a qualsiasi mostra del cinema del mondo. Sostenere che Muller non può venire a Roma perché da direttore artistico di Venezia era contrario al Festival del cinema della Capitale è una sciocchezza. Così come è insopportabile che Alemanno e Polverini non rispettino l'autonomia degli organismi di gestione e impongano aut-aut. Prevale purtroppo l'idea che i partiti considerino cosa propria le istituzioni culturali di questa città. Le istituzioni pubbliche partecipino alle attività culturali ma non impongano soluzioni, facciano un passo indietro, non usino i soldi dei contribuenti per occupare spazi buoni solo per fare clientele. Le polemiche di questi giorni - conclude Sassòli - sono la prova che a Roma è ormai giunto il momento di voltare pagina e di avviare un profondo rinnovamento della classe politica&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.areadem.info/adon.pl?act=doc&amp;doc=11816&quot;&gt;areadem&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: San Giovanni prova a Europa possibile alternativa</title>
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  <updated>2011-11-05T00:00:00Z</updated>
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  <id>617950</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;La piazza di oggi è un`iniezione di fiducia e la dimostrazione agli occhi dell`Europa che l`Italia possiede le energie, le competenze, la passione necessarie a traghettare il Paese fuori dal tunnel in cui lo hanno portato i colpi di coda del declino berlusconiano&quot;.
&lt;p&gt;Lo ha affermato il capodelegazione del Pd al Parlamento europeo, &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lapoliticaitaliana.it/Articolo/?d=20111105&amp;id=46358&quot;&gt;TM News&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Una piazza bellissima, piena di voglia di cambiare</title>
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  <updated>2011-11-05T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Una piazza bellissima, piena di voglia di cambiare la storia d'Italia e un discorso di Bersani che indica con chiarezza e forza la strada che il PD imboccherà nell'interesse del Paese&quot;. 
&lt;p&gt;Lo ha scritto in rete &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; a margine della manifestazione del Pd a Piazza San Giovanni a Roma.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6446&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «L'euro non è la malattia. La malattia è l'Europa delle destre, l'Europa della Merkel e di Sarkozy»</title>
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  <updated>2011-11-05T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Dopo l'euro non si va indietro, si va avanti perché l'euro non è la malattia.
 La malattia è l'Europa delle destre, l'Europa della signora Merkel e del signor Sarkozy. Quanto a Berlusconi lui nella tragedia si è ritagliato un posto, ma solo nelle vignette di satira. E sia chiaro che anche di questa vergogna dovrà rispondere.
La destra ha messo in ginocchio l'Europa a partire da come è stata gestita l'emergenza Grecia».
&lt;p&gt;A Roma, in Piazza San Giovanni, di fronte ad un'imponente folla riunita per la manifestazione organizzata dal Pd, il segretario Pier Luigi Bersani ha detto che serve &lt;b&gt;«un nuovo governo o si va al voto»&lt;/b&gt; per &lt;b&gt;«ridare dignità all'Italia»&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;
«San Giovanni non è solo una piazza. È il simbolo di tutte le piazze del nostro paese: luoghi dove il popolo italiano con i suoi partiti, le sue associazioni, i suoi sindacati, ha fatto la nostra democrazia. Luoghi di pace, di festa, di lotta. Noi non permetteremo mai che rimangano vuoti. E non permetteremo che rimangano muti. Questa manifestazione si svolge nel cuore di un'emergenza drammatica per l'Europa e per l'occidente e ancora più drammatica per l'Italia. Proprio la coscienza della difficoltà ci spinge a pronunciare oggi una promessa e a stringere un patto con le grandi forze del progressismo europeo. La nostra promessa è che riporteremo l'Italia là dove deve stare. Là dove ci aspetta il mondo. Riporteremo l'Italia alla sua dignità, al suo buon nome, alla vocazione europeista che fu di Spinelli, di De Gasperi, di Prodi».
&lt;p&gt;

«La nostra proposta è un patto di governo tra progressisti e moderati per una legislatura di ricostruzione e per sostenere la riscossa dell'Italia. Noi non cerchiamo ribaltoni. Se c'è discontinuità e cambiamento noi siamo pronti con le opposizioni a un nuovo governo. Però prima di tutto c'è una vecchia pratica da sbrigare: Berlusconi deve andare a casa. O ci va da solo o ce lo manderemo noi, in Parlamento o alle elezioni. Ma deve andare a casa. Lo abbiamo detto da tempo. All'inizio quasi da soli. Poi, mano a mano, si sono uniti gli altri. Con un po' di ritardo, com'è nello stile di una parte di questo paese. Quelli che sventolano la bandiera, ma solo alla fine della partita. Ma va bene lo stesso. L'importante è che lo dicano».
&lt;p&gt;«C'è un solo modo per uscire dalla crisi, con l'equità. Se i sacrifici bisognerà farli, li decideremo noi. Almeno questo, un grande Paese deve poterlo dire. E un grande partito deve dirlo. L'Italia è un grande paese e ha un popolo che ha sempre avuto la forza di rialzarsi e partire. Anche per questo tra le cose che ci indignano di più è vedere il nostro Paese sbeffeggiato, vedere che all'estero dell'Italia si ride. Non era mai accaduto e non lasceremo che accadrà mai più. La realtà è che oggi noi non siamo quello che dovremmo essere ma siamo nel luogo più esposto della crisi, percepiti ormai come un rischio ed esposti alle scelte di altri per colpa di un governo incapace e sconsiderato». 
&lt;p&gt;«Ora serve unità per la ricostruzione, è una sfida per tutti ma tutti devono accettarla guardando il dramma del Paese. Il centrosinistra è alla prova della sua credibilità. Con questo appello alle forze di centro noi non strattoniamo nessuno ma vogliamo mettere davanti a tutti la situazione reale del Paese che non giustifica pregiudizi o barriere insormontabili per chi voglia lasciarsi alle spalle il populismo e mettere in sicurezza i fondamentali del Paese. La destra non è scomparsa, Berlusconi non è stato e non è una barzelletta, la destra ci sarà e sarà forte e aggressiva». 
&lt;p&gt;Bersani ha concluso il discorso con un chiaro riferimento all'unità d'Italia:
 «Viva l’unità per la ricostruzione, viva il Partito Democratico, viva l’Italia»&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/dichiarazione/617943&quot;&gt;Openpolis.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea Alzetta: ''Mi candido con Sel. Capisco 'er Pelliccia' ma non lo giustifico&quot;</title>
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  <updated>2011-10-20T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Lista di elezione: La Sinistra L'Arcobaleno) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Mi candido con Sel, ma solo a livello locale, a Roma. A livello nazionale no. non faremo nessuna candidatura''. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Lo ha detto alla 'Zanzara' su Radio 24 il consigliere comunale a Roma per la Sinistra e Arcobaleno, Andrea Alzetta.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; ''Credo che il dibattito che c'è oggi nel centrosinistra non sia all'altezza della sfida che dobbiamo affrontare''. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Le piace er Pelliccia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 ''Capisco 'er Pelliccia' ma non lo giustifico perchè ha rovinato la manifestazione e hanno fatto un piacere al Governo. E' una generazione che è indignata con la politica perchè è da vent'anni che siamo in un regime incentrato sulla figura di Berlusconi. C'è tanta rabbia per la mancanza di futuro. La maggior parte dei manifestanti voleva far cadere Berlusconi, cacciarlo. L'altra parte ha organizzato una sorta demenziale di insurrezione che se non è indirizzata in una forza politica rischia di essere solo disperazione''.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-ROMA_ALZETTA__MI_CANDIDO_CON_SEL__CAPISCO_ER_PELLICCIA_MA_NON_GIUSTIFICO-1059877-POL-1.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Alenia: &quot;Impedire che Roma paghi per il voto di fiducia della Lega al governo&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/30/david-maria-sassoli/alenia-impedire-che-roma-paghi-per-il-voto-di-fiducia-della-lega-al-governo/609675"></link>
  <updated>2011-09-30T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Non possono essere Roma e i suoi lavoratori a pagare il prezzo della fiducia, evidentemente non senza condizioni, concessa dalla Lega al governo Berlusconi”. Lo afferma, a proposito delle notizie di un trasferimento di Alenia da Roma al Nord Italia, il capogruppo del Pd al Parlamento europeo, &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;.

&lt;p&gt;“Il Paese e il suo tessuto produttivo non sono un Lego che si possa fare a pezzi per i capricci e le esigenze politiche di Bossi. Il governo chiarisca immediatamente, come ha chiesto il Pd, sulle voci secondo le quali nel piano di ristrutturazione di Finmeccanica sarebbe previsto il trasferimento al Nord delle sedi romane di Alenia. E il sindaco Alemanno, anziché sperticarsi nella difesa preventiva dell’alleato di governo della sua parte politica, risponda finalmente di una disastrosa guida della città di cui la perdita di Alenia sarebbe l’ennesimo, pesante tassello. Quale sarà la prossima richiesta della Lega al governo, spostare la capitale d’Italia a Milano?”
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://beta.partitodemocratico.it/doc/223089/alenia-sassoli-impedire-che-roma-paghi-per-il-voto-di-fiducia-della-lega-al-governo.htm&quot;&gt;PartitoDemocratico&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Roma: Alemanno vuole salvarla? Si dimetta</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/19/david-maria-sassoli/roma-alemanno-vuole-salvarla-si-dimetta/590159"></link>
  <updated>2011-07-19T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Alemanno dice di voler salvare Roma: difficile fare due parti in commedia, visto che i risultati sono il frutto di tre anni della sua amministrazione. Per rimediare dovrebbe solo dimettersi”. Questo il commento di &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;, presidente degli europarlamentari del Pd, alla conferenza stampa del sindaco della Capitale. “In questi tre anni Roma ha perso qualsiasi primato, dal turismo alla crescita economica agli investimenti all’imprenditoria giovanile. L’unico primato che è rimasto in città è quello della questione morale che coinvolge l’amministrazione capitolina. Per il resto Alemanno si rassegni: non ci sarà una seconda volta perché i romani sono stufi di vedere la loro città immersa nel degrado, senza visione del futuro, incapace di imporsi a livello internazionale per quello che merita”.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.davidsassoli.it&quot;&gt;davidsassoli.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Per Roma no a uomini soli al comando</title>
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  <updated>2011-07-17T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Non c’è tempo da perdere. Per la corsa per il Comune di Roma il centrosinistra ha sei mesi di tempo per mettere in moto un percorso di coinvolgimento e partecipazione dei cittadini. Lo devono fare tutti coloro che hanno responsabilità e si sentono classe dirigente alla Regione, alla Provincia, al Comune e nei municipi”. E’ quanto affermato ieri alla Festa dell’Unità di Roma dal capogruppo del Pd al Parlamento europeo, &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;, nel corso di un affollato dibattito con Rita Borsellino.


&lt;p&gt;“Siamo in presenza di un sindaco non all’altezza e noi abbiamo il dovere di farci trovare pronti, sapendo però che non è con uomini soli al comando che vinceremo questa sfida. Il vento nuovo di Milano deve arrivare a soffiare anche a Roma, per questo è urgente aprire un grande cantiere per un progetto alternativo ad Alemanno e alla destra. Ma è bene ricordare che senza il Pd Pisapia non avrebbe vinto, perciò chi pensa di andare oltre il Pd propone una cura che rischia di aggravare la malattia anziché debellarla. Nei prossimi mesi va aperta una fase nuova di partecipazione, altrimenti saranno primarie vere tra coloro che credono nella centralità del Pd e chi è preoccupato solo della conservazione. Per quanto mi riguarda, il mio impegno è perché in una coalizione di centrosinistra il nuovo sindaco di Roma sia un uomo o una donna del Pd, che crede nel progetto del Partito democratico”.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.rosarossaonline.org/art/2011/07/18/sassoli-pd-per-roma-no-a-uomini-soli-al-comando_16176&quot;&gt;Rosarossaonline&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco Maria GIRO: «Monumento malmesso, la situazione è grave»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/08/francesco-maria-giro/%C2%ABmonumento-malmesso-la-situazione-%C3%A8-grave%C2%BB-intervista/589854"></link>
  <updated>2011-07-08T00:00:00Z</updated>
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  <id>589854</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Beni e Attività Culturali (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il sottosegretario Francesco Giro pesantemente attaccato dalle rivelazioni del sito Dagospia per la Domus Aurea: «Ma in quell’articolo non c’è scritto nulla. Luciano Marchetti è stato nominato commissario quando ancora era ministro Francesco Rutelli, poi noi lo abbiamo incaricato per il terremoto dell’Abruzzo e riconfermato per Roma. Ai tempi di Rutelli se ne occupava il sottosegretario Andrea Marcucci».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Però si parla di costi lievitati, 18 milioni spesi quasi inutilmente, tre ascensori faraonici; ha letto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io ho partecipato a una sola riunione. E’ stato deciso di intervenire dall’alto; le valutazioni spettano ai comitati tecnico-scientifici: poi, alla luce delle loro indicazioni l’autorità politica compirà le scelte. I fondi: finora sono stati erogati 8,6 milioni, impegnati 3,3 e pagati 1,9; ne serviranno almeno 45, e magari di più: dovremo cercarli; forse, useremo i proventi dell’aumento delle accise sui carburanti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come mai un incremento così pronunciato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Perché lavorando là sotto si è capito come il monumento è malmesso. La situazione è più grave del previsto. Tutto ciò che è stato scritto, appartiene alla valorizzazione della Domus, e vedremo come realizzarla al momento opportuno; e a progetti anche vecchi e sorpassati. Ascensori? Io non so nulla».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma questi progetti lei li ha visti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«A una riunione, l’unica cui sono intervenuto, ho potuto dare un’occhiata a un rendering. Ma lo ripeto: dopo, tutto è cambiato. Il commissario Marchetti mi dice che lui, a volte, ha perfino paura a far entrare i funzionari nella Domus, tanto elevati sono gli attuali rischi. Mi sembra che sia abbastanza rivoluzionaria l’idea di provvedere a un consolidamento compiendo un vero e proprio scavo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Allora non si sente chiamato in causa da Dagospia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Lo ripeto: è un articolo che non dice nulla e che mi pare denunci anche scarsa conoscenza; parla d’una situazione che da tempo è ormai mutata. Io non adotto la politica degli annunci: riferisco solo quello che mi dicono i tecnici. E so, adesso, che questi mesi sono trascorsi per parecchi interventi d’emergenza: più di quanti si pensasse; e che tutta la situazione si è rivelata assai più complessa. E in più, il luogo è tanto eccezionale che richiede tutte le cautele possibili»&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11VJSE&quot;&gt;Il Messaggero&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ENRICO GASBARRA: «Non servono sceriffi, ma più politiche sociali»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/01/enrico-gasbarra/%C2%ABnon-servono-sceriffi-ma-pi%C3%B9-politiche-sociali%C2%BB-intervista/589587"></link>
  <updated>2011-07-01T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>589587</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il modello del sindaco-sceriffo si è dimostrato un fallimento. Gianni Alemanno a Roma ha provato a fare come Rudolph Giuliani a New York. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma non è il momento delle polemiche»: Enrico Gasbarra, deputato del Pd, è stato vicesindaco con Veltroni e presidente della Provincia. Ma si chiama fuori dal gioco delle accuse reciproche e delle recriminazioni. «Certo sarebbe facile ricordare al sindaco che lui e tutto il centrodestra cavalcarono il tema della sicurezza in maniera anche strumentale in campagna elettorale, sull'onda emotiva di alcuni gravi episodi di cronaca. &lt;br /&gt;
E come oppositore avrei gioco facile a sottolineare come nulla è cambiato, anzi. Ma non è questo che serve alla città adesso».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E allora che cosa serve?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ciascuno deve fare il proprio mestiere. Il sindaco deve amministrare la città, smettendo i panni dello sceriffo o del superpoliziotto. Fortunatamente a Roma abbiamo un questore molto in gamba, abbiamo forze dell'ordine di altissimo livello che anche in un quadro di risorse e mezzi limitati svolgono un lavoro eccellente».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Che cosa dovrebbe fare Alemanno dunque?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Prima di tutto dovrebbe fare meno il politico e più l'amministratore. Dovrebbe lasciare da parte le beghe interne del suo partito e occuparsi della città. E come primo obiettivo dovrebbe cercare di ricreare coesione sociale, comportandosi come il padre di una comunità che deve vivere in armonia. Il modello non deve essere quello di Giuliani, quanto piuttosto quello di Giorgio La Pira (sindaco di Firenze per due mandati negli anni Cinquanta e Sessanta, ndr), che aveva messo al centro della propria attività l'impegno sociale improntato alla solidarietà». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Perché? Che cosa non funziona a Roma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Si sta sgretolando il tessuto sociale. Se vengono tagliate le risorse a centri di aggregazione sociale, se vengono meno i fondi per chi offre servizi per la comunità, aumenta il disagio sociale. E allora si alimenta la rabbia, i deboli finiscono per litigare fra loro con sempre maggiore violenza per spartirsi le briciole».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Secondo lei non servono misure più rigide? Più controlli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sicuramente più controlli, più volanti in strada, più risorse per le forze dell'ordine sarebbero importanti per contrastare tutti i fenomeni di criminalità. Ma quel lavoro lasciamolo fare al questore. Non è compito di Alemanno. Il sindaco deve amministrare la città. Solo che adesso lui stesso si ritrova prigioniero delle promesse fatte in campagna elettorale. Ma il ruolo suo non è fare lo sceriffo. E' creare un tessuto sociale che attenui tensioni e motivi di scontro».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma a Roma oggi c'è più o meno sicurezza rispetto a due, tre o quattro anni fa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Al di là delle statistiche che qualcuno può agitare strumentalmente, è del tutto evidente che si susseguono con sempre maggiore frequenza episodi di violenza inaudita. Ma è una conseguenza. A Roma è peggiorata la qualità della vita. La nostra città era nel 2007 all'ottavo posto nella classifica della qualità della vita, adesso è scivolata al 35°. Il tasso di disoccupazione è superiore alla media nazionale.&lt;br /&gt;
 Come ha sottolineato la Caritas, a Roma c'è un 7% della popolazione che non riesce a procurarsi un pasto normale. Non sono queste le condizioni di una città che vuole essere civile e accogliente».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11NXCY&quot;&gt;Corriere della Sera ed. Roma - Paolo Foschi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni ALEMANNO: «Nuovo patto o meglio il voto. I ministeri? Una boiata»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/20/giovanni-alemanno/%C2%ABnuovo-patto-o-meglio-il-voto-i-ministeri-una-boiata%C2%BB-intervista/585191"></link>
  <updated>2011-06-20T00:00:00Z</updated>
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  <id>585191</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Roma (RM) (Partito: PdL) - Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il governo può farcela ma serve un chiarimento. I ministeri? Una boiata».
&lt;p&gt;«Ci sono dei valori non negoziabili, come la centralità di Roma Capitale. E c'è un patto di governo che non può essere messo in discussione con gli ultimatum della Lega. Se non si rispettano queste condizioni è meglio andare a votare. Ma io sono convinto che, se il Pdl affronta a schiena dritta il confronto con la Lega, il governo potrà essere rimesso in carreggiata».
&lt;p&gt; Gianni Alemanno è in auto, lo show leghista a Pontida è finito da un paio d'ore. Il sindaco di Roma è determinato. Dice sì alle primarie, ma per tutti. Anche per scegliere il premier. E chiede un chiarimento con la Lega.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sindaco Alemanno, il Carroccio non molla: vuole trasferire i ministeri al Nord...&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«La Lega insiste in questa incredibile boiata. Siamo sempre stati contrari e ci muoveremo per evitare un simile trasferimento. Domani partirà la raccolta di firme lanciata dalla Polverini, a cui aderisco pienamente, e sarà presentata anche la mozione parlamentare che è stata promossa per difendere Roma. Siamo contrari alla proposta della Lega per tanti motivi, sia simbolici sia pratici. Intanto Roma è la Capitale e non può essere smembrata e poi non possiamo buttare dalla finestra centinaia di milioni di euro per distribuire i ministeri in giro per il territorio nazionale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E le persone che lavorano nei dicasteri? Vanno a Monza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È una proposta senza senso. Nel caso dei ministeri senza portafoglio, come quelli di Bossi e Calderoli, si tratterebbe di una quarantina di dipendenti in tutto ma resta comunque un fatto grave anche solo ipotizzare il trasferimento. Poi se, come hanno detto a Pontida, volessero spostare anche i ministeri di Tremonti e di Maroni, allora i lavoratori da trasferire sarebbero decine di migliaia. E poi che succede? I ministri faranno la navetta con Roma dove c'è il Parlamento? Ci sarebbero costi incredibili». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Peraltro a Pontida i leghisti hanno proposto il taglio delle spese della politica...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ma dicono no all'abolizione delle Province, che costano fra i 3 e i 4 miliardi. C'è una profonda contraddizione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Resta sullo sfondo la politica economica.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Mi sembra che i leghisti abbiano scaricato Tremonti e fatto un elenco di cose senza spiegare dove si potrebbero prendere i soldi per realizzarle. Una maggioranza non può andare avanti per ultimatum».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Crede che a Pontida ci sia stato il funerale della Lega?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È stato un disperato tentativo di recuperare consenso, dimenticando che gli insuccessi del governo dipendono molto dalla politica leghista. Loro continuano a scaricare sul Pdl ma hanno gravi responsabilità. Maroni ha fatto approvare il decreto che permette le espulsioni degli immigrati comunitari soltanto tre giorni fa, noi sindaci lo aspettavamo da un anno e mezzo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E quindi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il Pdl affronti a schiena dritta un vero confronto con il Carroccio e riveda le cose».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma secondo lei, Bossi è finito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «C'è una grande difficoltà nella Lega che si manifesta nelle sconfitte elettorali, basti pensare a Varese. In questi tre anni sembrava che avessero scelto il federalismo e non la secessione ma, arrivati alle celebrazioni per i 150 anni dell'Italia, sono tornati a proporre un messaggio antinazionale. Sono contraddizioni, che i cittadini non accettano».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ne parlerà con il premier Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Certo. E con Alfano, che io riconosco e sostengo fin dall'inizio. Chiederò che ci sia una forte presa di posizione e un chiarimento per valutare se c'è ancora una maggioranza. Non bisogna andare avanti per forza. I governi devono avere un vero programma sostenuto da una forte maggioranza parlamentare, altrimenti, meglio andare a votare. Il 1° luglio il Consiglio nazionale del Pdl deve dare un chiaro mandato ad Alfano».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
A proposito, ma non era meglio un ticket, magari con Giorgia Meloni, invece che un unico segretario politico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «No. Non serve tornare alla vecchia logica del ticket o dei tre coordinatori che rimandano alle vecchie appartenenze di Forza Italia e An. Invece ci vuole un segretario che abbia vicino un ristretto coordinamento in cui siano rappresentate tutte le anime del partito».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei dice che serve un chiarimento tra il Pdl e la Lega. Già prima dell'estate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Sì, subito. Anche in vista della manovra finanziaria che è il banco di prova per tutti. Ovviamente io mi auguro che il governo vada avanti ma per governare ci vuole un programma preciso e una logica unitaria e senza lottizzazioni. Così si rilancia il Paese».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il contrasto con la Lega ha fatto emergere un Partito romano, ha avvicinato lei e la governatrice del Lazio Polverini...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È vero. Oggi siamo in grado di presentarci più compatti che mai, fermo restando che il Pdl rimane la forza principale e portante del centrodestra nel Lazio».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;È favorevole alle primarie del centrodestra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Sono fondamentali per sbloccare la riforma della legge elettorale e per permettere al centrodestra di rigenerarsi. Ma devono valere per tutti, anche per scegliere il premier. Se Berlusconi decidesse di ricandidarsi, le primarie sarebbero l'unico modo per rigenerare anche un suo eventuale nuovo impegno».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Anche lei ha tanti sostenitori che vorrebbero presentarla alle primarie nazionali...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ringrazio tutti quelli che mi sostengono ma il mio compito è quello di fare il sindaco di Roma. Il mio impegno a livello nazionale è finalizzato anche ad avere un contesto positivo di centrodestra che mi permetta di continuare a fare il sindaco della Capitale».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11C0YL&quot;&gt;Il Tempo - Alberto Di Majo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Anna Paola CONCIA: Il popolo pride parte della vittoria del sì</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/17/anna-paola-concia/il-popolo-pride-parte-della-vittoria-del-s%C3%AC/584788"></link>
  <updated>2011-06-17T00:00:00Z</updated>
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  <id>584788</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ci vuole tanto, tantissimo lavoro per realizzare un Pride. Soprattutto se si tratta di un EuroPride. Ci vogliono anni. Invece per dimenticare un milione di persone i piazza, le loro richieste, ci vuole poco, pochissimo.&lt;br /&gt;

Basta un giorno e sembra che tutti si siano dimenticati di loro, del successo del Pride, delle parole di Lady Gaga. All`oscuramento mediatico, corrisponde purtroppo la cecità politica. I fatti e il tempo trascorso parlano da soli: dal World Pride, che si è svolto sempre a Roma nel 2000, al EuroPride sono passati 11 anni e in questi 11 anni non è accaduto nulla.
&lt;p&gt;
Le richieste di lesbiche, gay, trans sono rimaste completamente inevase e l`omofobia sociale e istituzionale è ancora li a ricordarci che siamo un Paese incivile.
&lt;p&gt;Giustamente in questi giorni stiamo gioendo del successo del referendum e del modello di vita e di società che i quattro sì hanno definito. Le istanze del popolo del Pride non sono diverse, sono le stesse. E' importante capire che l`idea di società che ha vinto domenica e lunedì scorsi alle urne è la stessa che ha sfilato il sabato prima per le vie di Roma. Anzi, è importante ricordare che in questi anni, quando una parte della società civile sembrava sonnecchiare e non credere nella partecipazione, il movimento gay non ha mai smesso di scendere in piazza, per chiedere un società migliore per sé e per tutti.
&lt;p&gt;
Non vorremmo quindi che le istanze del popolo lgbt venissero proprio oggi messe nuovamente tra parentesi, venissero ancora una volta relegate in un angolo come una questione di pochi, una questione che riguarda solo una parte della società. E' quindi importante che dopo il successo dell`EuroPride si continui a discutere e a sensibilizzare opinione pubblica e politica.&lt;br /&gt;

E' la scommessa da fare e vincere. E' importante inventare nuove forme di pressione e di discussione, per influenzare il dibattito parlamentare e in generale il dibattito politico.
&lt;p&gt;Bisogna far capire ai tanti etero che hanno sfilato sabato e che poi hanno votato che questa deve diventare una priorità anche loro.
Se così non fosse, se ancora una volta il silenzio calasse su diritti civili e sulle azioni anti omofobia sarebbe ancora più grave del passato. Troppe parole sono state spese, troppe manifestazioni fatte. Il ritardo sta diventando ogni giorno più pesante.&lt;br /&gt;

Non aspettiamo un altro anno per dirlo. Non aspettiamo nuovi casi di omofobia e transfobia per denunciarlo.&lt;br /&gt;

Non aspettiamo le dichiarazioni di Buttiglione o Giovanardi per rispondere.
La mobilitazione di sabato deve continuare subito. Il successo dei referendum ci dice che ce la possiamo fare.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=119JJJ&quot;&gt;Gli Altri - Anna Paola Concia e Angela Azzaro&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni ALEMANNO: Alemanno sfida la Lega: «Voti il Parlamento»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/25/giovanni-alemanno/alemanno-sfida-la-lega-%C2%ABvoti-il-parlamento%C2%BB/572874"></link>
  <updated>2011-05-25T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Roma (RM) (Partito: PdL) - Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ministeri al Nord, Alemanno sfida la Lega: «Voti il Parlamento»
ROMA - Voti il Parlamento. Di fronte all'insistenza della Lega, che continua a chiedere il trasferimento di alcuni ministeri al Nord, il sindaco di Roma Gianni Almemanno chiede un voto in Parlamento. 
&lt;b&gt;«Credo sia necessario un voto parlamentare che dica no allo smembramento delle funzioni della capitale»,&lt;/b&gt; ha detto il sindaco di Roma, interpellato in merito alle ultime dichiarazioni del ministro della Semplificazione normativa Roberto Calderoli, che stamattina ha sostenuto che il progetto dello spostamento di alcuni Ministeri dalla capitale non è stato congelato. «Io credo - ha proseguito - che siamo probabilmente di fronte ad una sorta di tregua armata su questa vicenda. Credo che la reazione del territorio di Roma e delle istituzioni abbia in qualche modo frenato questi progetti». Per Alemanno, dopo i ballottaggi «bisogna avere un confronto politico molto serio per archiviare definitivamente la questione. Mi auguro che si possa affrontare questo tema dopo ballottaggi, perchè fare le due cose in contemporanea mi sembra fuori luogo ed anche autolesionista per il centrodestra».

Nessuno stop al trasferimento dei ministeri a Milano. La Lega nega che ci sia stata alcuna concessione sulla richiesta del premier Silvio Berlusconi di uno stop al trasferimento dei dicasteri, voluto fortemente dal Carroccio.

Ieri sera dopo un vertice a palazzo Grazioli in cui si erano discusse le ultime mosse per tirare la voltata a Letizia Morati nel ballottaggio di domenica contro Giuliano Pisapia a Milano, secondo quanto era trapelato, era stata invece siglata una &quot;tregua&quot; che prevedeva proprio il congelamento del trasferimento di alcuni ministeri a Milano.
Mercoledì 25 Maggio 2011 - 09:48    Ultimo aggiornamento: 12:45
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=150454&amp;sez=HOME_INITALIA


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=150454&amp;sez=HOME_INITALIA&quot;&gt;www.ilmessaggero.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonino LO PRESTI: «Allora l'Expo facciamola a Roma. L'arroganza della Lega Nord non ha più limiti» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/23/antonino-lo-presti/%C2%ABallora-lexpo-facciamola-a-roma-larroganza-della-lega-nord-non-ha-pi%C3%B9-limiti%C2%BB/572827"></link>
  <updated>2011-05-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>572827</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«L'arroganza della Lega Nord non ha più limiti e, trincerandosi dietro il padre-padrone Berlusconi, il movimento di Umberto Bossi zittisce Gianni Alemanno e Renata Polverini». 
&lt;p&gt;Così Nino Lo Presti, deputato di Futuro e libertà, commenta la raccolta di firme che gli esponenti del Carroccio hanno organizzato a Milano, per chiedere lo spostamento al Nord di alcuni ministeri. Il deputato finiano suggerisce ad Alemanno e Polverini di «rispondere firma per firma: organizzino una petizione per portare l'Expo da Milano alla Capitale, considerando l'incapacità di Letizia Moratti e company di gestire un simile evento che sottolinea - ad oggi non ha visto l'acquisto dei terreni necessari alla sua realizzazione». 
&lt;p&gt;Per il parlamentare di Fli, infine, «le sceneggiate della Lega sono del tutto fuori luogo: i finanziamenti per le grandi opere infrastrutturali continuano ad affluire al Nord, mentre al Sud, per colpa di un governo che promette, ma non mantiene alcun impegno arrivano solo le briciole».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/print/rassegna-stampa/allora-lexpo-facciamola-roma&quot;&gt;Il Tempo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni ALEMANNO: «E' un attacco a Roma. Così si apre la crisi dentro il centrodestra»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-05-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>572722</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Roma (RM) (Partito: PdL) - Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Il trasferimento dei ministeri non è una grande trovata elettorale. Sia Formigoni sia la Moratti mi sembrano perplessi».
&lt;p&gt;
Dietro lo scontro sul trasferimento dei ministeri si apre, nel centrodestra, una nuova voragine politica. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno continua a definire «balle surreali» i proclami della Lega. «Mando un avviso ai naviganti: io e Roma non accetteremo mai lo spostamento dei dicasteri». Ma c'è di più. Nelle parole del primo cittadino c'è lo spettro della crisi. Il navigante avvisato è soprattutto Silvio Berlusconi. «A prescindere dal risultato di Milano occorre un chiarimento politico. Solo il rilancio delle grandi riforme da' valore all'alleanza. Certo questo valore non può venire dall'arruolamento di altri Responsabili». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Sindaco Alemanno, Bossi e Calderoli giurano che le loro «balle» hanno avuto il sì del premier.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Per me restano balle per di più surreali visto che si parla di traslochi leggerissimi, quasi inesistenti. Ministeri senza portafoglio. Ma i ripetuti proclami della Lega impongono un colloquio urgente con Berlusconi che io e la presidente Polverini abbiamo già chiesto».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Lei ha notizie diverse da quelle dei leghisti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ho avuto le più ampie rassicurazioni che il problema non si pone. Ma l'insistenza della Lega non può non destare preoccupazione. Il trasferimento è inaccettabile. Io su questa cosa non ci sto».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sta minacciando le dimissioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Niente dimissioni. Continuerò a fare il sindaco perché ho un mandato elettorale dagli elettori di Roma».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Si riferisce allora a una crisi di governo pilotata dagli ex An?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Dico che il via libera di Berlusconi rappresenterebbe una rottura politica gravissima. Si aprirebbe un problema molto serio nel centrodestra. La Lega aveva sempre sostenuto il principio della riduzione e del depotenziamento dei ministeri. Adesso quel grande obiettivo si riduce a minuscoli trasferimenti di burocrazie che hanno il solo scopo di indebolire il ruolo di Roma capitale».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Ma il Carroccio punta a un trofeo simbolico.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Appunto. Mi preoccupa il fatto che si sia passati dall'idea di riforme epocali a palliativi simbolici. L'invito che faccio a Berlusconi e Bossi è questo: torniamo a parlare di senato federale e di federalismo fiscale che sono cose serie e importanti. Non dei ministeri spostati che i nostri elettori non hanno votato. Il centrodestra non può tradire il suo programma. Con i dispetti territoriali non si fa molta strada».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Su quali punti è necessario il chiarimento politico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Nel Pdl va celebrato finalmente il congresso. Dobbiamo fare in modo che la struttura di partito divenga una realtà, dobbiamo eleggere la classe dirigente sul territorio e il coordinatore unico. Nel centrodestra occorre rilanciare le grandi riforme perché solo queste danno valore all'alleanza di governo. Certo non possiamo affidarci agli arruolamenti dell'ultimo minuto fatti in Parlamento».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Il famoso pranzo a base di pajata consumato davanti a Montecitorio da lei e Bossi, suona adesso come una beffa.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Quel pranzo veniva dopo le scuse di Bossi. Serviva a fermare gli insulti a Roma e gli insulti sono cessati. Ma nessuno pensava che avrebbe risolto i problemi politici».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Davvero non avrebbe senso un equilibrato decentramento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Guardi che Roma paga il suo ruolo con mille problemi organizzativi. Il punto però è la credibilità della Repubblica e della sua capitale. Il decentramento va benissimo, fa parte del federalismo. Ma gli attori non sono i ministeri. Sono le autonomie locali e le regioni. Si possono immaginare dei consigli dei ministri itineranti, si può pensare a distaccamenti operativi delle strutture statali sul territorio e non sarebbe nemmeno una straordinaria novità. L'importante è non ledere il ruolo della capitale».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Che consiglio darebbe alla Moratti e ai suoi alleati per la rimonta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il trasferimento dei ministeri non è una grande trovata elettorale. Infatti, sia Formigoni sia la Moratti mi sembrano perplessi. Il sindaco stia sui problemi quotidiani dei cittadini e dia un profilo ideologico e culturale alla sua sfida. Sicurezza, controllo dei flussi migratori, sviluppo locale. Sono temi su cui la sinistra non ha risposte».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Berlusconi fuori o dentro la campagna elettorale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Berlusconi deve partecipare. Ma la protagonista assoluta dev'essere la Moratti. Che farebbe bene a presentare nei prossimi giorni una squadra di governo che dia un'immagine forte della futura amministrazione».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=10IIF1&quot;&gt;la Repubblica - Goffredo De Marchis&lt;/a&gt;</summary>
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