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  <title>Openpolis - Argomento: magistrati</title>
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  <updated>2012-04-19T00:00:00Z</updated>
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  <title>Paola Severino: «Norme anti corruzione occasione per i partiti»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-04-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626820</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Giustizia&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ministro Severino, l'emendamento da lei promesso al disegno di legge anti corruzione è arrivato nei tempi previsti, ma la discussione è slittata a maggio. Non sembra un buon segnale, come se per i partiti il contrasto al malaffare non fosse una priorità...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non penso di poter condividere questa sensazione, almeno per il momento. Il rinvio a dopo le elezioni amministrative era prevedibile, e la fissazione dei tempi per gli emendamenti e l'inizio della discussione tra il 4 e l'8 maggio mi pare ragionevole. Se poi dovessi constatare un rallentamento, chiederò ai presidenti delle commissioni congiunte della Camera di fissare un calendario di sedute più fitto». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quindi non teme agguati o passi indietro dei partiti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Penso che in un momento difficile come questo i partiti debbano e vogliano dare una prova di maturità, promuovendo riforme volte a un recupero di moralità e legalità. Tutti mi sembrano consapevoli del diffuso disagio nei confronti della politica che percorre il Paese, della sua pericolosità e della necessità di riaffermare il principio di &quot;governo della politica&quot;, riconquistando la fiducia dei cittadini. Mi auguro che questa occasione non vada persa. Anche perché il contrasto alla corruzione è davvero una priorità, anche dal punto di vista socio-economico». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Però nel Pdl hanno già storto il naso, parlando di «emendamento non condiviso». Si sono lasciati le mani libere per il dibattito parlamentare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«A dire il vero, a conclusione dell'ultima riunione al ministero l'onorevole Ghedini del Pdl ha detto che si doveva considerare un &quot;quasi miracolo&quot; l'essersi seduti tutti allo stesso tavolo. Dopodiché considero del tutto fisiologico che in Parlamento si discuta e si propongano modifiche. Non vedo particolari problemi. Quello che riterrei patologico sarebbe uno stravolgimento delle linee strutturali della nostra proposta, che ne mettesse in discussione l'impianto».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Sta dicendo che sono possibili correzioni marginali ma non uno stravolgimento della sua iniziativa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Esattamente. Ovviamente tutto è migliorabile, ma non si può trasformare un progetto che ha un suo filo conduttore in un insieme disarmonico di norme che non combaciano più tra loro».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In quel caso il governo si tirerebbe indietro, col rischio di bloccare tutto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In quel caso vedremo, ma sinceramente spero di non doverci arrivare». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Qual è il filo conduttore della sua proposta che considera intangibile?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Le nuove norme e i criteri distintivi dei comportamenti. Mi riferisco in particolare all'introduzione delle fattispecie di &quot;corruzione tra privati&quot; e di &quot;traffico di influenze illecite&quot;, al tentativo di graduare le varie forme di corruzione e di distinguerle più puntualmente, nonché di differenziare le ipotesi in cui il privato è costretto a pagare il pubblico ufficiale da quelle in cui è solo indotto».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Era proprio necessario separare la concussione dall'induzione, introducendo il nuovo reato di «induzione indebita a dare o promettere utilità», che va a incidere sul processo in corso a Milano contro Berlusconi, l'inchiesta a carico del democratico Penati e altri procedimenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«L'intenzione è quella di distinguere meglio le situazioni in cui il privato è punibile da quelle in cui non dev'esserlo; se un soggetto usa la sua autorità per costringere un altro a sottostare alle proprie volontà è un conto, se lo induce lasciando all'altro soggetto un margine di scelta è un altro: in quest'ultimo caso chi accetta di sottostare al ricatto merita anche lui una punizione, seppure minore. Di qui la distinzione in due reati. Non si può bloccare la produzione di nuove norme solo perché vi sono dei processi in corso».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Questa era la scusa con cui si giustificavano le leggi ad personam che hanno contraddistinto le ultime legislature. Non teme anche lei questa accusa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Spero di no e credo di non meritarla. Fior di professori e giuristi hanno già valutato che, nel caso dei processi da lei citati, ci sia una continuità normativa che non li mette a rischio. Sarà un problema di chi deve interpretare la legge. Io credo che le leggi non vadano viste nel contingente, ma nella loro proiezione futura». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Molti considerano insufficiente l'allungamento dei tempi entro cui si devono celebrare i processi derivante dall'aumento delle pene. Perché non intervenire direttamente sulla prescrizione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Modificare l'intero meccanismo della prescrizione è estremamente complesso, e nell'attuale quadro politico molto difficile. Oltretutto, intervenire su una sola categoria di reati sarebbe tecnicamente sbagliato, mentre mi è sembrato corretto commisurare la graduazione delle pene all'entità degli interessi tutelati».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;A proposito di quadro politico, c'è il problema della responsabilità civile dei magistrati, ai quali la soluzione da lei escogitata sembra non piacere per niente. Come pensa di uscirne?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Qui la situazione è ancora più complicata, perché c'è già un voto della Camera, a larga maggioranza, su un emendamento a cui il governo aveva dato parere contrario. E andiamo verso un voto al Senato che potrebbe essere anch'esso a scrutinio segreto. Dunque occorre procedere con prudenza, cercando soluzioni equilibrate rispettando la volontà del Parlamento. Io ascolto e comprendo le ragioni di tutti, ma dobbiamo trovare una via d'uscita rapida ed efficace, prendendo atto della situazione».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cioè quella dell'emendamento Pini che se non passa la sua modifica sarà approvato così com'è?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Mi pare un dato di fatto». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E sulle intercettazioni, a che punto siete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«C'è un testo distribuito ai partiti che è un punto di partenza per tentare di tenere insieme le esigenze dell'informazione con quelle della tutela della privacy e dell'efficienza delle indagini. Speriamo di arrivare a un buon risultato, naturalmente condiviso».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma come pensa di realizzare in meno di un anno ciò che non si è fatto in quattro?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Io devo comunque provarci. È difficile, ma non credo impossibile».
&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Anche se la giustizia è da diciotto anni terreno di scontri durissimi tra i due maggiori partiti che sostengono il governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Certamente. Se esiste questo governo significa che la situazione lo richiedeva, e anche in materia di giustizia occorre tentare di ottenere risultati concreti e apprezzabili, nonostante sia difficile. Se non ci riuscissimo non sarebbe una sconfitta mia, ma di tutti». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1DTCA0&quot;&gt;Corriere della Sera - Giovanni Bianconi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Responsabilità civile dei magistrati: il PdL aveva garantito al Governo il voto contrario</title>
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  <updated>2012-02-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624072</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il voto con il quale la Camera ha approvato la norma che introduce la responsabilità civile dei magistrati (emendamento alla legge Comunitaria presentato da Pini, Lega Nord) &quot;avrà conseguenze&quot;. 
&lt;p&gt;
&quot;Il Governo non ha chiesto il rinvio - ha dichiarato il capogruppo del PD alla Camera, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; - perchè aveva avuto l'impegno da parte del PdL a votare per la soppressione dell'articolo. Con il voto segreto è successo esattamente il contrario. Evidentemente su alcuni argomenti PdL e Lega si ricompattano&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6858&quot;&gt;&lt;b&gt;Testo e video della dichiarazione di voto di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6858&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Niccolo' GHEDINI: Caso Unipol, il gip non molla: Silvio a processo per Consorte</title>
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  <updated>2011-09-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609429</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il gip di Milano Stefania Donadeo ha disposto l’imputazione coatta per il Cav nella vicenda sul passaggio di mano dell’intercettazione tra Fassino e Consorte nell’inchiesta Bnl-Unipol (scarica il pdf). Il giudice ha rigettato la richiesta di archiviazione che aveva invece formulato il pm Maurizio Romanelli e ordinato che le carte tornino in procura per la richiesta di rinvio a giudizio, che sarà poi valutata da un gup
Il gip di Milano Stefania Donadeo ha disposto l’imputazione coatta per Silvio Berlusconi nell’ambito della vicenda sul passaggio di mano dell’intercettazione tra Fassino e Consorte nell’inchiesta Bnl-Unipol. Il giudice ha rigettato la richiesta di archiviazione che aveva invece formulato il pm Maurizio Romanelli e ordinato che le carte tornino in procura per la richiesta di rinvio a giudizio, che dovrà poi essere in seguito valutata da un gup. &quot;&lt;b&gt;Dobbiamo leggere ancora il provvedimento, ma a Milano nulla mi stupisce - ha commentato il legale del premier, Niccolò Ghedini - è una decisione infondata, tra l’altro c’è una conclamata incompetenza territoriale&quot;&lt;/b&gt; 
La decisione del gip Il pm aveva chiesto l’archiviazione per il premier, ma il gip non aveva accolto la richiesta e aveva fissato lo scorso luglio un’udienza per far discutere le parti. Oggi è arrivato il provvedimento del giudice che ha disposto l’imputazione coatta per Berlusconi, ossia il pm dovrà formulare la richiesta di processo per il presidente del Consiglio e la richiesta arriverà poi davanti a un altro giudice, un gup, che dovrà esaminarla. Berlusconi rischia, dunque, qualora il gup accogliesse la richiesta, di dover affrontare un altro processo a Milano, dopo quelli già in corso sui casi Ruby, Mediaset, Mediatrade e Mills. Per la vicenda del passaggio di mano della famosa intercettazione &quot;abbiamo una banca&quot; tra Fassino e Consorte ai tempi della scalata di Unipol alla Bnl, è già a processo il fratello del premier, Paolo Berlusconi, editore del Giornale, e la prima udienza è fissata per ottobre. L’intercettazione venne pubblicata sul quotidiano della famiglia Berlusconi il 31 dicembre del 2005 e, secondo l’accusa, venne ’trafugatà dai computer della Procura di Milano quando ancora erano in corso le indagini e doveva restare segreta. Per la stessa vicenda è già stato condannato con rito abbreviato l’imprenditore Fabrizio Favata e ha patteggiato Roberto Raffaelli, all’epoca titolare dell’azienda che si occupava delle intercettazioni per conto dei pm milanesi. Stando alle indagini, il premier la vigilia di Natale del 2005 ricevette ad Arcore Favata e Raffaelli, alla presenza anche di Paolo Berlusconi, i quali sarebbero andati nella villa del presidente del Consiglio per fargli ascoltare il &quot;nastro&quot; con l’intercettazione. Da qui l’accusa di concorso nella rivelazione del segreto d’ufficio. 
Le motivazioni del gip &quot;Il nastro dell’intercettazione tra Piero Fassino e Giovanni Consorte ai tempi della scalata alla Bnl fu un «regalo ricevuto&quot; da Silvio Berlusconi &quot;stante l'approssimarsi delle elezioni politiche&quot;. Nell’ordinanza con cui ha ordinato l’imputazione coatta per il premier, la Donadeo spiega che la pubblicazione dell’intercettazione sul Giornale &quot;avrebbe leso, così come è stato, l’immagine di Piero Fassino&quot;. 
Belpietro: &quot;Ho solo pubblicato una intercettazione&quot; &quot;Sono sopreso, anche perché fino a questo istante non ne sapevo proprio nulla, lo sto apprendendo ora&quot;, ha commentato il direttore di Libero ed ex direttore del Giornale Maurizio Belpietro, che è stato iscritto nel registro degli indagati. L’imputazione mossa a Belpietro è di concorso in rivelazione del segreto d’ufficio: &quot;Io ho soltanto pubblicato sul Giornale l’intercettazione della telefonata tra Giovanni Consorte e Piero Fassino. Per il resto, di quella vicenda non so proprio nulla&quot;. Ha ricostruito il direttore: &quot;Mi è stata portata l’intercettazione e, come moltissimi altri direttori di giornale in casi simili, ho deciso di pubblicarla. tutto qui. Ora - ha poi concluso Belpietro - vedrò le carte e cercherò di capire la decisione del gip di Milano, che al momento non posso che reputare sorprendente&quot;. 


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/interni/caso_unipol_pm_non_mollano_silvio_processo_consorte/consorte-unipol-intercettazione-fassino-silvio_berlusconi-processo/15-09-2011/articolo-id=545950-page=0-comments=1&quot;&gt;www.ilgiornale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: I magistrati non facciano polemica politica</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/21/giorgio-napolitano/i-magistrati-non-facciano-polemica-politica/590210"></link>
  <updated>2011-07-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>590210</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Palazzo del Quirinale, 21/07/2011
&lt;p&gt;

Signor Ministro della Giustizia,
&lt;p&gt;
Signor Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura,
&lt;p&gt;
Signor Primo Presidente della Corte di Cassazione,
&lt;p&gt;
Signor Procuratore Generale della Corte di Cassazione,
&lt;p&gt;
&lt;p&gt;
Signori Componenti del Consiglio Superiore della Magistratura,
&lt;p&gt;
&lt;p&gt;
Cari magistrati in tirocinio,&lt;br /&gt;


a tutti voi e a tutti i collaboratori del Consiglio Superiore per il tirocinio e la formazione professionale, il mio più cordiale saluto.&lt;br /&gt;

Ringrazio il Vice Presidente on. Vietti per l'intervento di apertura nel quale ha richiamato il ruolo fondamentale che il Consiglio Superiore sta svolgendo per assicurare ai magistrati in tirocinio un valido percorso formativo.

&lt;p&gt;
Al Vice Presidente Vietti desidero poi rivolgere un vivo ringraziamento per l'impegno e l'equilibrio con cui ha guidato il Consiglio nel suo primo anno di attività. Con lui mantengo continui contatti che mi consentono di essere costantemente informato e posto in grado di formulare osservazioni e suggerimenti.

&lt;p&gt;
Le essenziali e delicate funzioni attribuite al Consiglio Superiore richiedono che non si ponga indugio nella sostituzione del consigliere laico la cui decadenza è stata da tempo dichiarata. Ai Presidenti delle Camere chiederò di adoperarsi, sollecitando i gruppi parlamentari a una concreta assunzione di responsabilità.
A voi, giovani magistrati ormai prossimi all'assunzione delle funzioni, il più caloroso benvenuto.&lt;br /&gt;

Come ha detto poco fa il Vice Presidente Vietti, la riunione augurale con i magistrati ordinari in tirocinio è ormai divenuta tradizione e costituisce appuntamento particolarmente importante e di alto valore simbolico.

&lt;p&gt;
Per me, che nella veste di Presidente della Repubblica e di Presidente del Consiglio Superiore sono garante dei principi costituzionali dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura, è infatti motivo di compiacimento e conforto incontrare giovani magistrati che si accingono a compiti di grande rilievo con quell'entusiasmo e, assieme, con quella responsabile consapevolezza che trapelano oggi dai vostri volti, come già ebbi modo di constatare negli incontri precedenti con i vostri colleghi, nel maggio del 2008 e nell'aprile dello scorso anno.

&lt;p&gt;
Peraltro, debbo purtroppo tornare oggi a denunciare il funzionamento gravemente insufficiente del &quot;sistema giustizia&quot; e la crisi di fiducia che esso determina nel cittadino destinato, come titolare di bisogni e di diritti, a farvi ricorso.
Nelle sedi più autorevoli è stato segnalato il danno che da ciò discende anche per lo sviluppo del Paese sotto molteplici aspetti.
&lt;p&gt;
Occorre, da parte di tutti, uno sforzo ulteriore per una migliore organizzazione dei servizi, un'adeguata, coerente e sistematica semplificazione dei procedimenti, un'ampia diffusione di quelle tecnologie informatiche alle quali Governo e Consiglio Superiore stanno peraltro dando encomiabile impulso anche acquisendo concretamente contributi dall'esterno del mondo della giustizia. Auspico che su questi temi permanga vigile l'attenzione del legislatore che ha dedicato a essi alcune previsioni del recente provvedimento sulla stabilizzazione finanziaria.
&lt;p&gt;
In effetti, in una fase di seria difficoltà sia per il consolidamento degli equilibri della finanza pubblica sia per il conseguimento, parimenti indispensabile, di un più elevato ritmo di crescita economica in tutto il paese, occorre riconoscere e affrontare senza fatali ulteriori incertezze, lentezze e false partenze, le strozzature che dal lato del sistema giustizia maggiormente pesano sullo sviluppo complessivo del paese. I tempi e le pesantezze del funzionamento della giustizia sono parte della generale difficoltà del risanamento dei conti pubblici, dell'abbattimento dell'ormai insostenibile stock di debito pubblico, e fanno ostacolo a un'intensificazione dell'attività d'impresa e degli investimenti, in particolar modo di quelli esteri.
&lt;p&gt;
Gli stessi obbiettivi di fondo - in chiave di evoluzione civile e di rafforzamento della democrazia - cui voi vi siete ispirati nello scegliere la strada del servizio in magistratura : lotta a tutte le forme di criminalità, e in special modo alla criminalità organizzata, sicurezza delle istituzioni e dei cittadini, garanzia del rispetto dei doveri e del godimento dei diritti egualmente sanciti in Costituzione, si incrociano con le pressanti esigenze del rilancio della crescita produttiva e occupazionale, su basi più stabili ed equilibrate. Siete e sarete dunque, col vostro impegno nei ranghi della Magistratura, portatori di una funzione di fondamentale interesse nazionale : anche intervenendo su ogni, singolo concreto caso in cui si manifestino sindromi di violenza, forme vecchie e nuove di corruzione, abusi di potere e attività truffaldine, che oggi dominano la cronaca quotidiana e fortemente impressionano i cittadini onesti.&lt;br /&gt;

E' questo l'autentico senso della missione che deve animarvi, con il decisivo supporto della cultura giuridica, della passione per il diritto, della preparazione e della cultura professionale.

&lt;p&gt;
Le ragioni della crisi di fiducia nel &quot;sistema - giustizia&quot; possono rinvenirsi certamente in gravi inadeguatezze normative e strutturali, fin troppo analizzate e rispetto alle quali hanno tardato e tardano risposte di riforma, da concepire peraltro con organicità, con equilibrio e con volontà di ampia condivisione. Concorre però alla crisi di fiducia in atto anche un offuscamento dell'immagine della magistratura, sul quale non mi stanco di sollecitare una seria riflessione critica.

&lt;p&gt;
Fin dal 2007 - come avrete modo di leggere negli interventi raccolti nella pubblicazione che vi è stata consegnata - ho invitato i magistrati a ispirare le proprie condotte a criteri di misura e riservatezza, a non cedere a fuorvianti &quot;esposizioni mediatiche&quot;, a non sentirsi investiti di &quot;improprie ed esorbitanti missioni&quot;, a non indulgere in atteggiamenti protagonistici e personalistici che possono mettere in discussione la imparzialità dei singoli, dell'ufficio giudiziario cui appartengono, della magistratura in generale.

&lt;p&gt;
L'affermazione e il riconoscimento del ruolo dei magistrati non può prescindere dal rispetto dei limiti che, di per se stesso, tale ruolo impone. Il magistrato deve assicurare - in ogni momento, anche al di fuori delle sue funzioni - l'imparzialità e l'immagine di imparzialità su cui poggia la percezione che i cittadini hanno della sua indipendenza e quindi la loro fiducia.
&lt;p&gt;
Vanno perciò evitate condotte che comunque creino indebita confusione di ruoli e fomentino l'ormai intollerabile, sterile scontro tra politica e magistratura.
Ciò accade ad esempio, quando il magistrato si propone per incarichi politici nella sede in cui svolge la sua attività oppure quando esercita il diritto di critica pubblica senza tenere in pieno conto che la sua posizione accentua i doveri di correttezza espositiva, compostezza, riserbo e sobrietà.
&lt;p&gt;
Ho perciò apprezzato gli orientamenti che il Consiglio Superiore e la sua Sezione disciplinare hanno recentemente espresso in proposito ribadendo poi, per la parte relativa all'esercizio di uffici politici, anche la necessità di un urgente intervento legislativo.

&lt;p&gt;
Su questi punti si è ieri soffermato con voi anche il Presidente Lupo sottolineando che la spettacolarizzazione piuttosto che il concentrarsi nel silenzioso impegno quotidiano rischia di spingere la professione del giudice al centro di polemiche personali e di conflitti istituzionali e che, solo nell'esercizio imparziale dei suoi compiti, il magistrato può conquistare e meritare credibilità &quot;pur se contingentemente può dispiacere ad alcuni o a molti&quot;.
&lt;p&gt;
Ieri, facendo proprio l'insegnamento di Antonio Brancaccio - già mio compianto predecessore al Ministero dell'Interno -, il Presidente Lupo vi ha anche ricordato che qualità essenziali di un buon magistrato sono la costante attenzione culturale, la forte tensione morale e l'umiltà. Un richiamo, quello all'umiltà, che è stato ribadito poco fa anche dal Vice Presidente Vietti e che è quanto mai attuale in tempi carichi di tensioni e &quot;tentazioni&quot;.

&lt;p&gt;
Accanto alla competenza, frutto di preparazione e di continuo aggiornamento, contano dunque molto i comportamenti. Rigore e senso di responsabilità saranno in particolare richiesti a coloro tra voi che, a seguito della deroga transitoria ai principi generali appena approvata, saranno destinati a svolgere da subito le delicate e incisive funzioni di Pubblico Ministero.
&lt;p&gt;
Nell'avvio e nella conduzione delle indagini, sappiate applicare scrupolosamente le norme e far uso sapiente ed equilibrato dei mezzi investigativi bilanciando le esigenze del procedimento con la piena tutela dei diritti costituzionalmente garantiti.
&lt;p&gt;
Il discorso vale, in specie, per le intercettazioni cui non sempre si fa ricorso - come invece insegna la Corte di Cassazione - solo nei casi di &quot;assoluta indispensabilità&quot; per le specifiche indagini e delle quali viene poi spesso divulgato il contenuto pur quando esso è privo di rilievo processuale, ma può essere lesivo della privatezza dell'indagato o, ancor più, di soggetti estranei al giudizio.

&lt;p&gt;
In via più generale, non posso che ribadire con forza l'invito che ho formulato già negli scorsi anni a evitare l'inserimento nei provvedimenti giudiziari di riferimenti non pertinenti o chiaramente eccedenti rispetto alle finalità dei provvedimenti stessi, così come l'invito a usare il massimo scrupolo nella valutazione degli elementi necessari per decidere l'apertura di un procedimento e, a maggior ragione, la richiesta o l'applicazione di misure cautelari.
&lt;p&gt;
Il rispetto di questi elementari principi e la capacità di calare le proprie decisioni nella realtà del Paese - facendosi carico delle ansie quotidiane e delle aspettative della collettività - possono impedire o almeno attenuare attriti e polemiche in grado di lasciare strascichi velenosi e di appesantire le contrapposizioni tra politica e giustizia.

&lt;p&gt;
In ogni momento, nell'esercizio delle vostre funzioni, potrete peraltro contare sulla esperienza dei capi dei vostri uffici cui spetta, specie dopo la riforma dell'ordinamento giudiziario, anche quella funzione di stimolo e di vigilanza, il cui fondamentale e oggettivo rilievo mi induce a ricordare al Consiglio l'importanza del procedere tempestivamente al conferimento degli uffici direttivi.

&lt;p&gt;
L'accentuazione dei poteri di sorveglianza appresta un efficace rimedio interno all'ordinamento in grado di evitare l'insorgere di contrasti e di assicurarne il sollecito superamento. Per altro verso, essa si traduce in un attento esercizio del potere di valutazione delle condotte deontologicamente scorrette dei singoli magistrati e, alla fine, nella possibilità di interventi disciplinari molto più incisivi di quanto fosse in passato.
&lt;p&gt;
Negli ultimi anni vi è stata una sensibile crescita dei procedimenti disciplinari avviati e un corrispondente aumento delle conclusioni sanzionatorie.
Le sanzioni inflitte dal Consiglio Superiore sono intervenute principalmente a fronte di episodi di trascuratezza, sciatteria, irragionevole ritardo: a fronte cioè degli episodi e delle condotte che più minano la credibilità dei magistrati e che, in alcuni casi, costituiscono vere e proprie forme di &quot;giustizia negata&quot;.
&lt;p&gt;
La eccezionale deroga per voi intervenuta al divieto di assegnazione, in prima battuta, a funzioni inquirenti o giudicanti monocratiche penali trova ragione nella necessità di far fronte ai vuoti dell'organico, che, come ha ricordato il Vice Presidente Vietti, superano ormai le 1300 unità e comportano drammatiche scoperture, specie negli uffici posti nei territori più esposti all'aggressione della criminalità organizzata.&lt;br /&gt;

L'arrivo di nuove energie dà conforto, ma non basterà a far fronte alle esigenze di efficienza del sistema.

&lt;p&gt;
Siete 253 - con una netta prevalenza della componente femminile che, ancora una volta, rilevo con grande apprezzamento e senso di rispetto; ma il vostro numero è decisamente inferiore ai 500 posti messi a concorso.
Mi rallegro con voi per essere riusciti a superare - grazie alla vostra preparazione e alla forza delle vostre motivazioni - un concorso estremamente selettivo; dall'altro però non posso non constatare che il limitato numero dei vincitori rispetto agli oltre 5500 partecipanti alle prove denota che la preparazione universitaria e quella specialistica successiva non producono a sufficienza le eccellenze cui non può rinunciarsi in relazione a un'attività tanto impegnativa e delicata come quella che state per iniziare. Trovano così conferma le preoccupazioni di carattere generale che altre volte ho espresso su questo tema.

&lt;p&gt;
La cronica scopertura degli organici della magistratura e la palese impossibilità di farvi fronte solo attraverso periodici concorsi rende non più rinviabile una seria e comune riflessione sulla distribuzione degli uffici giudiziari sul territorio.
Sul punto il Consiglio Superiore insiste - e a ragione - da tempo. Soluzioni funzionali, ma non radicali, mi appaiono prospettabili e meritevoli di essere perseguite.

&lt;p&gt;
L'attuale geografia giudiziaria vede sparsi sul territorio uffici troppo piccoli per essere efficienti, ma alla cui soppressione si oppongono - insieme con insostenibili particolarismi - le ragioni delle comunità locali che in essi vedono un baluardo di sicurezza e legalità.
&lt;p&gt;
Quella geografia giudiziaria potrebbe subire una rimodulazione non traumatica mediante la trasformazione degli uffici in sedi distaccate del tribunale provinciale accorpante. Di più non spetta a me dire. Così come in generale - colgo l'occasione per sottolinearlo - non spetta al Capo dello Stato suggerire o valutare disegni di riforma della giustizia, che sono prerogativa del Parlamento nella sua dialettica tra maggioranza e opposizione e nella ricerca di qualificati apporti esterni a fini di ampia condivisione.
&lt;p&gt;
In ogni caso, e comunque, ciò cui dobbiamo mirare tutti assieme è un recupero di funzionalità, e insieme di razionale e limpido profilo, del sistema. Ognuno può e deve fare la sua parte. A unirci e unirvi deve essere la tenacia, il rigore, la serenità, il senso del dovere, il lavoro preso sul serio: un lavoro quotidiano che, come è stato detto, diventi vocazione e realizzazione personale, ma anche contributo al divenire della collettività.
Il mio saluto di oggi costituisce occasione per augurarvi una vita professionale piena e soddisfacente, in cui la spinta e le motivazioni originarie trovino corrispondenza e concreta realizzazione nell'esercizio delle funzioni.

&lt;p&gt;
Appartenete a un mondo di &quot;servitori dello Stato&quot; che ha espresso personalità di straordinaria sapienza e sensibilità e che ha saputo dare contributi essenziali per la tutela della legalità fino a sacrificarsi cadendo vittime della follia omicida dei terroristi o della sanguinaria barbarie mafiosa.
A loro va il nostro omaggio, il pubblico riconoscimento che il Paese deve ai suoi cittadini migliori per la dedizione, la professionalità, la passione civile e il coraggio che li hanno animati. È un patrimonio che nessuna contestazione può cancellare o svilire: un patrimonio, come ho detto altre volte, che voi siete chiamati a raccogliere e rinnovare.

&lt;p&gt;
Con senso della misura, slancio ideale e senza mai perdere di vista i postulati costituzionali di autonomia e indipendenza dell'ordine giudiziario e di soggezione dei giudici solo alla legge.

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://it.reuters.com/articlePrint?articleId=ITMIE76K08U20110721&quot;&gt;&lt;b&gt;Pagina Reuters&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Discorso&amp;key=2238&quot;&gt;Quirinale.it |  Reuters&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: «Ora Silvio lasci Palazzo Chigi a un altro premier di centrodestra»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/27/dario-franceschini/%C2%ABora-silvio-lasci-palazzo-chigi-a-un-altro-premier-di-centrodestra%C2%BB-intervista/586783"></link>
  <updated>2011-06-27T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>586783</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Dialogo con l’opposizione? Vada via, lasci Palazzo Chigi. L’anomalia è proprio lui, è lui che blocca il sistema italiano. Senza Silvio Berlusconi in campo, tutto diventerebbe politicamente possibile…».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Le dimissioni del premier, onorevole Franceschini, per il Pd che scenari aprirebbero?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La strada maestra per noi resta il voto: alle urne, con una nuova legge elettorale.&lt;br /&gt;
 Ma se non fosse possibile, una volta uscito di scena Berlusconi anche altre opzioni potrebbero maturare. Un governo di transizione, di cui si è già parlato, col compito principale appunto di cambiare la legge elettorale. Ma anche l’ipotesi di un nuovo governo di centrodestra, guidato da una diversa personalità di questo schieramento, e con cui il centrosinistra potrebbe provare a riprendere il confronto. Un rapporto finalmente normale, fra maggioranza e opposizione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Una via percorribile?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ogni cosa è meglio di Berlusconi. Ma, certo, di difficile realizzazione. Quasi un’ipotesi accademica, di scuola. Finché nel centrodestra quelli che si lamentano in privato, poi in pubblico non escono allo scoperto. Sono impauriti perché hanno visto che alle prime critiche Fini è stato cacciato».
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Ma dovesse mai prendere corpo un altro governo di centrodestra, che spazio potrebbe aprirsi per il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Quello di un confronto costruttivo tra maggioranza e opposizione nella parte finale di questa legislatura».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Le sirene del dialogo che il premier rilancia possono far breccia in qualche altro settore del centrosinistra, per esempio Di Pietro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Confesso di essere rimasto senza parole di fronte all’intervento pronunciato in aula da Di Pietro, nel dibattito sulla verifica, e dal suo attacco al Pd anziché al governo. Il compito che abbiamo di fronte è prima di tutto chiudere con la stagione del berlusconismo, e poi ricostruire sulle macerie che purtroppo ci lascerà in eredità. Nessun espediente tattico, di riposizionamento, e nessun trabocchetto, devono distrarci da questo obiettivo. E non si tratta di essere ossessionati, accecati dal “nemico” Berlusconi: si tratta di una necessità storica».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Il Cavaliere annuncia una svolta nel Pdl, con l’arrivo al vertice di Angelino Alfano.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non cambierà proprio nulla, sarà sempre Berlusconi a dettare legge. Alfano ha ubbidito ai suoi ordini da ministro della Giustizia, figuriamoci da segretario».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche questa è una bufala?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Berlusconi, proprio mentre lancia i suoi appelli al dialogo con l’opposizione, in piena vicenda P4 si ripresenta in Parlamento con le norme delinquenziali per bloccare le intercettazioni come strumento di indagine, ostacolare il lavoro dei magistrati, tentare di mettere il bavaglio alla stampa e continuare a farla franca. Ci riprova, con la legge che esattamente un anno fa alla Camera l’opposizione fece saltare. E come capogruppo alla Camera: “Disponibili al confronto ma con un altro governo” se non bastasse, mercoledì arriva in aula anche l’emendamento, inserito in modo del tutto strumentale nella legge comunitaria, per inasprire la responsabilità civile dei magistrati».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma perché vi tende la mano?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Perché pensa di non poter andar via, e lancia l’sos. E’ prigioniero di tutti i suoi incubi, a cominciare da quello giudiziario. Quando Berlusconi ha il vento in poppa, usa arroganza e prepotenza. Quando è in difficoltà, tira fuori lo specchietto delle allodole del dialogo. Impossibile cascarci. In un paese normale, in qualsiasi altra situazione, un uomo politico nelle sue condizioni si sarebbe fatto da parte. Se non per il bene del suo paese, almeno per salvare la sua maggioranza».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche se ha raggiunto quota 317 alla Camera, la più alta dopo la scissione di Fini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ma i numeri sempre gli stessi, non c’è stato alcun allargamento. I conti sono presto fatti. Dispongono di 320 voti (nell’ultima votazione erano assenti in tre) ma garantiti solo con la presenza massiccia in aula di tutti i ministri e i sottosegretari. Che però si presentano soltanto quando c’è in ballo la fiducia al governo. Per cui, in tutte le altre occasioni, la maggioranza è allo sbando, e rischia di finire sotto. Il risultato è la paralisi completa di ogni attività legislativa. Un governo con in Parlamento una maggioranza raffazzonata, grazie a poltrone concesse e promesse, e che nel paese è minoranza».
&lt;p&gt;

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11J2H1&quot;&gt;la Repubblica - Umberto Rosso&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelino ALFANO: &quot;Pubblicare intercettazioni irrilevanti è reato&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/24/angelino-alfano/pubblicare-intercettazioni-irrilevanti-%C3%A8-reato/586551"></link>
  <updated>2011-06-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>586551</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Giustizia (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Alfano: &lt;b&gt;&quot;Pubblicare intercettazioni irrilevanti è reato&quot;&lt;/b&gt;
Il ministro della Giustizia: &lt;b&gt;&quot;Non vanno pubblicate&quot;&lt;/b&gt;. E nega l'ipotesi di un ddl: &lt;b&gt;&quot;Seguiamo il nostro percorso stabilito tre anni fa&quot;.&lt;/b&gt;
&lt;b&gt;Le intercettazioni si devono fare, rappresentano un servizio giusto perchè aiutano a scoprire i criminali&quot;&lt;/b&gt; dice il ministro della Giustizia Alfano, &lt;b&gt;&quot;Ma quelle non penalmente rilevanti non devono essere pubblicate perchè la pubblicazione delle intercettazioni penalmente irrilevanti, oltre ad essere sbagliata moralmente, è anche un reato da perseguire. Sono già in vigore dei divieti precisi di pubblicazione&quot;……&quot;Le persone estranee le cui intercettazioni sono pubblicate infatti subiscono un torto che poi nessuno può riparare&quot; ha aggiunto il ministro….&lt;/b&gt;.Alfano risponde: &lt;b&gt;&quot;Noi abbiamo scritto un percorso tre anni fa e non intendiamo fare un decreto legge nè orientare la prua in una direzione diversa&quot;.&lt;/b&gt;

http://www.iltempo.it/2011/06/24/1267479-alfano_pubblicare_intercettazioni_irrilevanti_reato.shtml
24/06/2011, 12:31&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.iltempo.it/2011/06/24/1267479-alfano_pubblicare_intercettazioni_irrilevanti_reato.shtml&quot;&gt;www.iltempo.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelino ALFANO: Intercettazioni, stop agli abusi - Reato pubblicare </title>
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  <updated>2011-06-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>586549</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Giustizia (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Intercettazioni, stop agli abusi - Reato pubblicare 
•	
Il Guardasigilli annuncia che il governo recupererà il ddl Alfano sulle intercettazioni e smentisce quindi il ricorso a un decreto. Poi bacchetta i giudici: &lt;b&gt;&quot;La pubblicazione di intercettazioni penalmente irrilevanti è un reato da perseguire, ma nessuno lo persegue&quot;&lt;/b&gt;. Frattini: &quot;Faremo una buona legge entro agosto ispirata alle regole europee…
Roma - &lt;b&gt;&quot;Oltre ad essere moralmente sbagliata, la pubblicazione delle intercettazioni penalmente irrilevanti è anche un reato da perseguire&quot;.&lt;/b&gt; Così il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, in riferimento alle intercettazioni sulla P4 pubblicate in questi giorni, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi sullo stato d’attuazione del Piano straordinario per la digitalizzazione della Giustizia. &lt;b&gt;&quot;Nessuno però si fa carico di riparare al torto&quot;&lt;/b&gt;, ha rimarcato il Guardasigilli, mentre anche questo è un &lt;b&gt;&quot;reato da perseguire in base al principio dell’obbligatorietà dell’azione penale&quot;. &quot;Ci sono già dei casi - ha spiegato il guardasigilli - in cui è vietato pubblicare delle intercettazioni tanto penalmente irrilevanti da non essere prese in considerazione nemmeno ai fini dell’ordinanza di custodia cautelare: esse gettano disdoro intorno a persone che non c’entrano niente con l’inchiesta, ma nessuno si fa carico di riparare al torto e di esercitare la giustizia&quot;&lt;/b&gt;…..
.........Alfano ha poi ribadito la strada che il governo intende intraprendere e ha dichiarato che l'esecutivo vuole recuperare il ddl Alfano sulle intercettazioni, arenatosi alla Camera l’estate scorsa dopo il compromesso con la ex componente finiana della maggioranza che aveva parzialmente allentato la stretta…..….. Alla domanda se il recupero del ddl Mastella, che risale alla precedente legislatura, possa essere una soluzione, &lt;b&gt;il Guardasigilli ha replicato: &quot;Noi abbiamo scelto un percorso tre anni fa e non intendiamo fare un decreto né orientare la prua in direzione diversa dal ddl che è stato già discusso alla Camera il 29 luglio 2010&quot;.&lt;/b&gt;

http://www.ilgiornale.it/interni/intercettazioni_alfano_accelera_reato_pubblicare_quelle_irrilevanti/alfano-intercettazioni-governo-frattini-legge-pubblicazione-giudici/24-06-2011/articolo-id=531277-page=0-comments=1


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/interni/intercettazioni_alfano_accelera_reato_pubblicare_quelle_irrilevanti/alfano-intercettazioni-governo-frattini-legge-pubblicazione-giudici/24-06-2011/articolo-id=531277-page=0-comments=1&quot;&gt;www.ilgiornale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi de MAGISTRIS: «Fui trasferito dopo la perquisizione a Bisignani»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/16/luigi-de-magistris/%C2%ABfui-trasferito-dopo-la-perquisizione-a-bisignani%C2%BB/584654"></link>
  <updated>2011-06-16T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>584654</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) - Sindaco  Comune Napoli (NA) (Partito: IdV) - Consigliere  Consiglio Comunale Napoli (NA) (Lista di elezione: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Intervento sull'inchiesta P4: &quot;Grande attenzione per l'inchiesta che mi ostacolò&quot;.
&lt;p&gt;&quot;Sono saltato professionalmente perchè, tra i vari motivi, nel 2007 feci una perquisizione a Luigi Bisignani&quot;. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, all'epoca magistrato, commentando l'inchiesta sulla P4.
Subito dopo ha aggiunto: &quot;Pochi giorni dopo l'allora ministro della Giustizia Clemente Mastella accelerò la procedura ispettiva, condotta da magistrati che sono nell'inchiesta P4. Nel giro di pochissimi giorni fu chiesto il trasferimento d'ufficio e in altrettanti pochissimi giorni fui trasferito&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Da cittadino, da sindaco di Napoli e da ex magistrato osservo con grande attenzione e con grande interesse quest'inchiesta che coinvolge personaggi che già negli anni scorsi, compreso l'onorevole Alfonso Papa, hanno lavorato per cercare di ostacolarmi&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://napoli.repubblica.it/cronaca/2011/06/16/news/de_magistris_fui_trasferito_dopo_la_perquisizione_a_bisignani-17770578/&quot;&gt;la Repubblica ed. Napoli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: «Aggredito anche il mio patrimonio»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/27/silvio-berlusconi/%C2%ABaggredito-anche-il-mio-patrimonio%C2%BB/573034"></link>
  <updated>2011-05-27T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>573034</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Berlusconi, al G8 nuovo attacco ai pm:
«Aggredito anche il mio patrimonio»
Il premier e lo sfogo a Obama: «Mio dovere spiegare. Le toghe sono patologia, l'ho detto agli altri leader»
Il Cavaliere ha respinto l'accusa mossa dalle opposizioni di aver gettato discredito sul Paese: &lt;b&gt;«Troppo spesso - ha detto - la realtà è travisata da certa informazione che, anziché narrare i fatti, tende a delegittimare le istituzioni del nostro Paese. Ritengo fondamentale - ha proseguito - che si sappia non solo a quale persecuzione sono stato e vengo sottoposto, ma qual è oggi il tentativo di aggredirmi». Toni duri sono arrivati anche in risposta alla domanda dell'inviato di Repubblica: «È scandaloso che voi non vi scandalizziate per le 24 accuse che mi riguardano cadute nel nulla e che continuiate ad amplificarle. Mi permetto di dire ancora una volta &quot;vergognatevi&quot;».&lt;/b&gt;
http://www.corriere.it/politica/11_maggio_27/frattini-berlusconi-frasi-obama-sofferenza_a364b5b2-8843-11e0-9f3b-7863374fa955.shtml
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/11_maggio_27/frattini-berlusconi-frasi-obama-sofferenza_a364b5b2-8843-11e0-9f3b-7863374fa955.shtml&quot;&gt;www.corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuliano Pisapia: Ora Pisapia chiede aiuto ai pm: aperta inchiesta per diffamazione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/25/giuliano-pisapia/ora-pisapia-chiede-aiuto-ai-pm-aperta-inchiesta-per-diffamazione/572877"></link>
  <updated>2011-05-25T00:00:00Z</updated>
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  </author>
  <id>572877</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ora Pisapia chiede aiuto ai pm: aperta inchiesta per diffamazione
La sinistra alza i toni degli ultimi giorni di campagna elettorale a Milano. Ora Pisapia vuole spostare la sfida direttamente nelle aule del Tribunale di Milano. La Procura di Milano ha infatti avviato un'indagine con l’ipotesi di reato di diffamazione dopo che i legali del candidato sindaco del centrosinistra hanno depositato un esposto in cui denunciano, tra l’altro, la presenza di alcuni finti fan del candidato sindaco travestiti da rom che distribuiscono volantini dal contenuto falso e diffamatario.
Le cose che si dicono su di me &quot;sono - ha detto Pisapia al termine dell’incontro con i delegati della Cisl - di una gravità incredibile che non possono derivare da iniziative personali&quot;. &quot;Dietro - ha proseguito - c’è una regia, c’è una strategia che è quella di cercare di infangare la mia immagine&quot;. Per Pisapia, le menzogne in questione &quot;sono quelle che si leggono su tutti i cartelli elettorali e che continuano ad essere dette in televisione&quot; e per questo auspica che &quot;il suo programma sia conosciuto direttamente dai cittadini milanesi e non attraverso le menzogne e le falsità della propaganda del centrodestra
http://www.ilgiornale.it/interni/adesso_pisapia_chiede_aiuto_pm_aperta_inchiesta_diffamazione/pisapia-moratti-elezioni-ballottaggio_esposto-indagine-procura-milano-rom/25-05-2011/articolo-id=525355-page=0-comments=1&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/interni/adesso_pisapia_chiede_aiuto_pm_aperta_inchiesta_diffamazione/pisapia-moratti-elezioni-ballottaggio_esposto-indagine-procura-milano-rom/25-05-2011/articolo-id=525355-page=0-comments=1&quot;&gt;www.ilgiornale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefano CALDORO: «Il vero erede di Bassolino? De Magistris, è lui la casta»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/23/stefano-caldoro/%C2%ABil-vero-erede-di-bassolino-de-magistris-%C3%A8-lui-la-casta%C2%BB/572811"></link>
  <updated>2011-05-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>572811</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Campania (Partito: PdL) - Consigliere Regione Campania (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;http://www.ilgiornale.it/interni/il_vero_erede_bassolino_de_magistris_e_lui_casta/23-05-2011/articolo-id=524813-page=0-comments=1

«Il vero erede di Bassolino? De Magistris, è lui la casta»
Roma  «De Magistris rappresenta il voto di pancia e a Napoli questo richiamo è forte. Bisogna rispondere con la testa e con il cuore, ricordando che non è certo l’Italia dei Valori che può incarnare la discontinuità, visto che ha avuto responsabilità dirette nelle giunte Bassolino e Iervolino». Stefano Caldoro, eletto lo scorso anno governatore della Campania, invita i napoletani ad aprire gli occhi, a guardare la realtà dei fatti e mobilitarsi per il ballottaggio.
Presidente Caldoro, De Magistris si autodefinisce «la novità di queste elezioni».
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/interni/il_vero_erede_bassolino_de_magistris_e_lui_casta/23-05-2011/articolo-id=524813-page=0-comments=1&quot;&gt;www.ilgiornale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Benedetto Fabio GRANATA: «Gli attacchi ai pm un segnale ai mafiosi»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/12/benedetto-fabio-granata/%C2%ABgli-attacchi-ai-pm-un-segnale-ai-mafiosi%C2%BB-intervista/560466"></link>
  <updated>2011-05-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>560466</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Le accuse a Pisapia? Ridicole. Ma attenzione: attaccando i pm di Milano e Napoli, i berlusconiani stanno lanciando messaggi pericolosi a chi controlla pacchetti di voti. Se fossi un elettore milanese, al ballottaggio non voterei per la Moratti»
&lt;p&gt;Fabio Granata mette insieme «le accuse di Berlusconi e dei berlusconiani ai magistrati napoletani, alla procura di Palermo, a Ilda Boccassini». Il finiano vicepresidente della commissione parlamentare Antimafia, intervistato dal Riformista, sostiene che «si tratta di una strategia mirata. Un chiaro segnale ai mafiosi, a quegli ambienti oscuri che controllano pacchetti consistenti di voti sul territorio».    
&lt;p&gt;  

&lt;b&gt;Granata, il tema centrale delle ultime ore sono le accuse rivolte dalla Moratti a Pisapia.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Una cosa ridicola, semplicemente ridicola. Parlando di queste accuse inesistenti si rischia di mascherare lo stato di illegalità diffusa che sta caratterizzando la campagna elettorale del Pdl su gran parte del territorio nazionale.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che senso, scusi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ma vi rendete conto che, &lt;i&gt;stranamente&lt;/i&gt;, Berlusconi e i suoi stanno prendendo di mira tutti i magistrati impegnati nella lotta alle più importanti organizzazioni criminali che agiscono in questo Paese? L’attacco ai pubblici ministeri di Milano, culminati negli insulti a Ilda Boccassini. E poi le polemiche contro la procura di Palermo. Infine, le accuse che il presidente del Consiglio ha rivolto alla procura di Napoli, che è in prima fila nella sfida alla camorra.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sta dicendo che...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sto dicendo che non si tratta di battute estemporanee. Questa è una strategia mirata, fatta di messaggi molto pericolosi. Vogliono dire ai classici «ambienti oscuri», a quella zona grigia che sta tra i clan e la politica, che le mafie possono tranquillamente votare per loro.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sta per caso dicendo che Berlusconi e i suoi stanno facendo campagna elettorale usando messaggi cripto-mafiosi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Al di là delle etichette, in alcuni settori del Pdl si sta realizzando una nitida connessione con ambienti criminali. Con quegli stessi ambienti che, sul territorio, controllano pacchetti di voti non indifferenti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Accuse tutt’altro che lievi, le sue. Significa che il Terzo Polo, di cui lei fa parte, farà di tutto pur di non agevolare i candidati di questo centrodestra al ballottaggio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sulle strategie future decideremo tutti insieme.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Però si può dire che, a Milano...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Milano è la partita principale. Lo ha fatto capire anche Berlusconi, che dal capoluogo lombardo ha fatto partire l’ennesimo referendum su se stesso. Noi lì sosteniamo la corsa di un candidato eccellente, Manfredi Palmeri.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lasciando perdere i suoi compagni di strada, viene difficile immaginare il “cittadino” Granata che al secondo turno vota per la Moratti.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Se fossi un elettore milanese, al ballottaggio non voterei per la Moratti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E a Napoli? Il candidato del Terzo Polo, Raimondo Pasquino, non ha &lt;i&gt;chances&lt;/i&gt; di arrivare al secondo turno.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
L’obiettivo principale è impedire che il candidato di Nicola Cosentino, Lettieri, diventi sindaco di Napoli. Se arrivasse al ballottaggio, noi avremmo delle buone alternative. A cominciare dal prefetto Morcone, che è in campo per il Pd. Quanto all’uomo dell’Italia dei valori, Luigi de Magistris, ha delle posizioni a volte “estreme”, diverse dalle nostre. Ma è senz’altro una persona perbene. Però, oltre alle sfide nelle città principali, invito tutti a prestare attenzione a quello che succederà a Latina e a Olbia. Sul primo fronte, dove noi siamo impegnati con la lista di Pennacchi, la curiosità è vedere se esiste ancora un elettorato moderato e di centrodestra libero da eventuali “condizionamenti”. A Olbia, dove il candidato sindaco Gianni Giovannelli è sostenuto da una coalizione che va da Fli a Vendola, potrebbe succedere qualcosa di molto interessante. Tipo che a Silvio Berlusconi, dopo il voto, venga ritirata la cittadinanza onoraria.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Se il Cavaliere uscisse “ammaccato” dal voto, avrebbe ben altri problemi rispetto alla cittadinanza onoraria di Olbia. Non trova?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sicuramente succederebbe qualcosa. Anche in Parlamento.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;D’Alema, intervistato dal Piccolo di Trieste, è tornato a parlare della Santa Alleanza di tutti - Fini compreso - contro Berlusconi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ho visto. Però questo è un tema che affronteremo quando le prossime elezioni politiche avranno una data certa. Intanto va registrato che le opposizioni, in Parlamento, affrontano già moltissime battaglie insieme. E non è una cosa da poco.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Se Moratti perde Milano, tenterete di riagganciare la Lega?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Tolti quelli che puntano solo alla distruzione dell’avversario, in politica bisogna discutere con tutti. E quello con la Lega può diventare un dialogo molto importante. Il Carroccio, tra l’altro, esprime il miglior esponente di questo governo. Anzi, tolto il clamoroso errore che ha fatto a Napoli l’altro giorno, quando s’è presentato in città per sostenere il candidato di Cosentino, credo che Roberto Maroni sia il miglior ministro dell’Interno degli ultimi anni.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=106ZHQ&quot;&gt;Il Riformista - Tommaso Labate&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Amministrative: Berlusconi cerca la rissa per mettersi al centro del dibattito politico</title>
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  <updated>2011-05-10T00:00:00Z</updated>
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  <id>560388</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Berlusconi ha paura del giudizio degli italiani su questi tre anni di governo&quot;. A dirlo è stato il presidente dei deputati del Pd, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, oggi a Catanzaro per sostenere il candidato sindaco Salvatore Scalzo.
&lt;p&gt;
&quot;Ha paura dei nostri candidati - ha aggiunto - che sono dappertutto più credibili, sono più dentro i problemi delle città che si candidano a governare e sfugge a questa paura cercando di trasformare anche queste elezioni amministrative in una specie di referendum a favore o contro di lui, provocando ogni giorno una rissa che lo metta al centro del dibattito politico ma è troppo tardi anche per lui&quot;. 
&lt;p&gt;
In merito alle ultime affermazioni di ieri del premier &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; ha commentato: &quot;Una commissione d'inchiesta sull'operato dei magistrati è un orrore giuridico e politico&quot;. &quot;Oltre a ricordare i tanti magistrati che hanno perso la vita per la loro attività basta ricordare tutti quei magistrati che ogni giorno fanno il loro lavoro cercando di fare rispettare quella scritta che sta alle loro spalle e che dice 'la legge è uguale per tutti' e non che la legge è uguale per quasi tutti o che ci sono delle eccezioni&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://youtu.be/cvkoMtGhSIE&quot;&gt;&lt;b&gt;Video della dichiarazione di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4986&quot;&gt;ANSA&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: &quot;Serve una verifica&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/09/silvio-berlusconi/serve-una-verifica/560818"></link>
  <updated>2011-05-09T00:00:00Z</updated>
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  <id>560818</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;http://www.ilgiornale.it/index.pic1?SS_ID=3618
Commissione d'inchiesta contro i pm politicizzati:ecco la proposta del Pdl 

 Il premier: &quot;Serve una verifica&quot;

Milano - &quot;I magistrati uccisi dal terrorismo sono degli eroi&quot;. All'uscita del tribunale di Milano - a soli due giorni dalle accuse contro i pm di Milano - il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi invita gli italiani a &quot;inchinarsi&quot; davanti a chi ha dato la vita per la giustizia e per il bene del Paese. La posizione del Cavaliere non è cambiata rispetto a sabato. Anzi. Se da una parta ricorda l'eroismo di chi ha lottato per la legalità, dall'altra avverte la necessità (sempre più stringente) di istituire &quot;una commissione di inchiesta per evidenziare se all’interno della magistratura c’è un’associazione con fini a delinquere&quot;. Quel &quot;cancro&quot; di cui parlava sabato, appunto. 
La commissione di inchiesta sull’uso politico della giustizia prende forma in una proposta del Pdl (prima firmataria Iole Santelli) a Montecitorio. Cinque le circostanze da verificare visto il fenomeno della &quot;politicizzazione di parte della magistratura e della caratterizzazione di una corrente della stessa come un autentico soggetto politico che si propone di modificare il sistema politico e di trasformare radicalmente il sistema economico&quot;. Presentata il 4 febbraio dello scorso anno la proposta prevede che, nel termine di un anno, si accertino le disfunzioni che &quot;hanno eventualmente leso i diritti fondamentali dei cittadini garantiti dalla Costituzione&quot;, l’eventuale &lt;b&gt;&quot;presenza all’interno dell’ordine giudiziario di orientamenti politico-ideologici e di rapporti di interdipendenza con forze politiche parlamentari o....
&lt;/b&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/index.pic1?SS_ID=3618&quot;&gt;www.ilgiornale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: GUERRA CIVILE CONTRO DI ME</title>
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  <updated>2011-05-09T00:00:00Z</updated>
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  <id>560372</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;GUERRA CIVILE CONTRO DI ME
Berlusconi attacca e corregge:&quot;Pm cancro? No, solo quelli di Milano&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/103D/103DGZ.pdf&quot;&gt;www.rassegna.governo.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: &quot;No alla violenza e alla rottura della legalità in qualsiasi forma&quot;</title>
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  <updated>2011-05-08T00:00:00Z</updated>
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  <id>560336</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;No alla violenza e alla rottura della legalità in qualsiasi forma: è un imperativo da non trascurare in nessun momento, in funzione della lotta che oggi si combatte, anche con importanti successi, soprattutto contro la criminalità organizzata, ma più in generale in funzione di uno sviluppo economico, politico e civile degno delle tradizioni democratiche e del ruolo dell'Italia&quot;.
&lt;p&gt; Lo ha scritto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel testo 'Il nostro omaggio' che apre il libro 'Nel loro segno' edito dal CSM in memoria dei magistrati uccisi dal terrorismo e dalle mafie e che verrà presentato dal Presidente della Corte Suprema di Cassazione, Ernesto Lupo, nel corso della celebrazione del 9 maggio al Quirinale. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=16739&quot;&gt;Quirinale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: Biotestamento: «Berlusconi usa la legge contro i magistrati»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/27/ignazio-roberto-maria-marino/biotestamento-%C2%ABberlusconi-usa-la-legge-contro-i-magistrati%C2%BB/560157"></link>
  <updated>2011-04-27T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560157</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Sit-in in piazza Montecitorio a Roma.
&lt;p&gt; 
«Il ddl dalla Camera ripasserà al Senato, dobbiamo batterci affinché vi siano le necessarie modifiche» e aggiunge «Silvio Berlusconi la sta trasformando in un suo personale mezzo di lotta contro i giudici, condotta a spese di tutti gli italiani.&lt;br /&gt;
 Come mai - continua - si sono lasciate trascorrere quattro legislature senza arrivare mai ad una legge e proprio oggi questo provvedimento diventa tanto urgente da spingere la maggioranza addirittura ad invertire l'ordine del giorno alla Camera?».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=HSPNyLxI86o&amp;feature=player_embedded&quot;&gt;ilfattoquotidiano.it | youtube.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Italo BOCCHINO: Moratti mente, una bufala il ritiro di Lassini</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/22/italo-bocchino/moratti-mente-una-bufala-il-ritiro-di-lassini/560008"></link>
  <updated>2011-04-22T00:00:00Z</updated>
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  <id>560008</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Lo faranno eleggere, il premier l'ha chiamato e Il Giornale è sponsor.
&lt;p&gt;&quot;Sui manifesti che accusano i magistrati di essere brigatisti la Moratti mente sapendo di mentire. Il ritiro di Lassini è una bufala e la struttura del premier è già scesa in campo per eleggerlo con moltissime preferenze, come dimostrano la telefonata di solidarietà del premier e la sponsorizzazione del Giornale di proprietà di Berlusconi&quot;. 
Lo ha detto in una nota il vicepresidente di Futuro e Libertà, Italo Bocchino.

&lt;p&gt;
&quot;Se la Moratti fa sul serio - ha aggiunto Bocchino - pretenda il ritiro ufficiale della candidatura, come prevede una vecchia sentenza della Corte Costituzionale, altrimenti dica con chiarezza che cerca i voti di chi addita i magistrati al pubblico ludibrio. Tra l'altro è facile provare che il mandante dei manifesti è Silvio Berlusconi in persona. È certamente il mandante morale, come ha ammesso lo stesso Lassini, mentre la sua struttura propagandistica potrebbe essere il mandante materiale, visto che la grafica e i caratteri del manifesto sono identici a tutte le campagne berlusconiane e al simbolo del Pdl&quot;, evidenzia il Vice Presidente di Fli.

&lt;p&gt;
&quot;La Moratti anziché indignarsi ammetta di essere la rappresentante della linea Berlusconi-Lassini, linea non condivisibile neanche turandosi il naso. Questa, infatti, è un'ulteriore ragione che ci allontana dalla Moratti, che per noi sarà impossibile da votare al ballottaggio, anche perché siamo nati per aprire le narici ad aria nuova e non per turarle dinanzi all'aria stantia del vecchio sistema dei poteri economici milanesi&quot;, ha concluso Bocchino. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.virgilio.it/notizie/articolo/stampa.html?filter=foglia&amp;nsid=29302481&amp;mod=print&quot;&gt;TMNews&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto Lassini: I manifesti? Responsabilità mia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/17/roberto-lassini/i-manifesti-responsabilit%C3%A0-mia/559915"></link>
  <updated>2011-04-17T00:00:00Z</updated>
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  <id>559915</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Turbigo (MI) (Lista di elezione: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Quei manifesti sulla giustizia non volevano essere offensivi verso i magistrati, né mancare di rispetto alle istituzioni. Sono stati una provocazione. Non è mia la paternità ma sono il presidente onorario dell' associazione &quot;Dalla parte della democrazia&quot; che li ha fatti realizzare e allora eccomi ci metto la faccia. L'associazione è regolarmente registrata: l'abbiamo creata apposta per dar manforte a Silvio Berlusconi.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/11_aprile_17/lassini-manifesti-br-milano-190454393969.shtml&quot;&gt;Il Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «Alfano è arrogante e servile. Saremo contro la sua riforma in piazza e in Parlamento»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/04/pier-luigi-bersani/%C2%ABalfano-%C3%A8-arrogante-e-servile-saremo-contro-la-sua-riforma-in-piazza-e-in-parlamento%C2%BB-intervista/559608"></link>
  <updated>2011-04-04T00:00:00Z</updated>
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  <id>559608</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Alfano è arrogante come Berlusconi e servile a Berlusconi. Dunque si scordi il confronto, il &quot;fumoso&quot; dialogo. Quando annunciò la sua epocale riforma della giustizia – ricorda Pier Luigi Bersani – dissi che entro 15 giorni saremmo tornati alle leggi ad personam. Da martedì voteremo una prescrizione costruita su misura del premier e sul fatto che Ruby è la nipote di Mubarak. Più chiaro di così».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;È allarmante anche l´appello alla piazza del ministro della Giustizia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Mi allarma innanzitutto l´immagine di Alfano come emerge dall´&lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=YQ25P&quot;&gt;intervista a Repubblica&lt;/a&gt;. Un ministro impastato di arroganza e servilismo. Un ministro che tradisce il suo mestiere e ha uno stile sartoriale perché adatta sempre i suoi provvedimenti ai voleri del capo. Quanto alla chiamata del popolo è un´affermazione sconsiderata. Ma lo avverto: è difficile arrampicarsi sulle piazze quando ci si arrampica sugli specchi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il Pd, rifiutando ogni confronto, rischia di apparire conservatore e succube dei magistrati. Ha messo in conto gli effetti negativi di questa posizione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non siamo il partito dei giudici. Anzi, siamo pronti a disturbare i magistrati in nome di un servizio più efficiente per i cittadini come persino Alfano può arguire leggendo le nostre proposte di legge. Ma la riforma costituzionale ha un punto essenziale che è inaccettabile: dà alla politica un potere improprio nell´esercizio della giustizia. Contro questo e contro le leggi ad personam combatteremo in Parlamento e nelle piazze».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il Guardasigilli è convinto che il vostro no sia dettato dalla fretta. Per molti dirigenti del Pd, dice, il tempo è quasi scaduto.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Faccia bene il suo mestiere e queste cose le lasci dire al suo capo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sicuro che il Pd riuscirà a reggere senza fratture il doppio binario in piazza e in Parlamento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sarebbe una novità davvero singolare che un grande partito popolare dicesse no alla piazza o no alle aule parlamentari. Non conosco partiti popolari che si facciano di questi problemi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma nel Pd qualcuno invoca l´Aventino e qualcun altro teme scivolamenti verso il dipietrismo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Allora chiariamo. Noi combattiamo in Parlamento. Lo rispettiamo e non l´abbandoniamo. Poi ci sono le tattiche parlamentari. Ma Aventino è una parola grossa. Significa andare via dal Parlamento, non uscire dall´aula in certe occasioni».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E la piazza? I vostri potenziali alleati capiranno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Noi vogliamo avere un colloquio diretto con i cittadini che a loro volta hanno voglia di essere protagonisti. Martedì saremo al Pantheon. Poi, le notti bianche sulla scuola diventeranno anche per la democrazia. I manifesti contro la Lega tappezzeranno il Nord. I cittadini sono parte di questa battaglia. In modo democratico e civile. Non siamo noi quelli delle monetine».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei chiede le elezioni anticipate. Sotto sotto non pensa ancora a un governo tecnico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ho detto e ripeto: qualsiasi soluzione è migliore dello sfascio attuale. Ma dopo il 14 dicembre e la scesa in campo dei mitici responsabili – che hanno creato un cestino dove si mettono le uova che puoi comprare ovunque – il governo di transizione più che indebolito è tramontato. Per questo dico: si vada subito al voto. Non è una forzatura, basta guardare agli ultimi mesi. Il governo ha prodotto la scossa all´economia finita in un comunicato stampa, la riforma epocale della giustizia invece siamo sempre intorno a Ruby, la posizione ambigua sulla Libia, Parmalat, Edison e tutta la moda che volano verso l´estero».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sull´arrivo dei profughi il governo sbandiera il successo dei trasferimenti da Lampedusa.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Invece è un disastro. Noi abbiamo avanzato una proposta. A Tunisi Berlusconi chieda di bloccare i flussi. A chi è già qui si dia lo status temporaneo per circolare in Europa come è successo ai tempi del Kosovo. No alle tendopoli, sì all´accoglienza diffusa. Ma se lo spettacolo è che ogni mattina un ministro dice solidarietà e l´altro fora di ball, allora fanno da soli».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Condivide l´idea di Tremonti: frenare lo “shopping” in Italia con una nuova Iri?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«I buoi sono scappati e loro hanno dormito per due anni. La nostra posizione è chiara: non si possono allestire strumenti pubblici senza avere uno straccio di idea sulle politiche pubbliche. Quando ero all´Industria proposi degli indirizzi di politica industriale. Il governo faccia lo stesso e siamo pronti a discuterne. Ma faremo una battaglia dura contro ipotesi di Iri o Mediobanche organizzate nella versione del sistema di potere».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Proprio martedì e mercoledì al Senato si decide sull´arresto del senatore Pd Tedesco. Alcuni democratici vorrebbero votare contro. Rischiate un cortocircuito con le piazze anti-Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ho detto ai senatori: leggete bene le carte e fatevi un vostro legittimo convincimento perché in ballo c´è la libertà personale. E sappiate che il partito non ha niente da tutelare».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei come voterebbe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Bisognerebbe conoscere bene gli atti giudiziari. Ma posso dire che il Pd ha a cuore un profilo di assoluto rigore».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ad appena 51 anni Zapatero annuncia che non si ricandiderà alle prossime elezioni. Un fenomenale spot per il rottamatore Renzi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Penso esattamente il contrario».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È una straordinaria pubblicità alla nostra idea di leadership».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come dice?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Dopo due legislature è assolutamente necessario un ricambio del leader».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il vostro album di famiglia è sempre lo stesso da decenni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ma la differenza con l´esperienza spagnola e con altre, non è il ricambio, è la stabilità. Le maggioranze sono garantite per un´intera legislatura e questa garanzia viene dai partiti non dal ghe pensi mi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il nuovo può essere Montezemolo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ho trovato positivo il suo appello alle classi dirigenti e agli imprenditori che conoscono benissimo il crollo di credibilità dell´Italia nel mondo. Lo dico da tempo: chi tace oggi come potrà parlare domani?».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quindi tifa per un suo impegno in politica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Tutto quello che mette nuova energia nella cosa pubblica è benvenuto. Purchè sia chiaro un punto. Il tramonto di Berlusconi deve coincidere con la fine di un´illusione: una sola persona non ha la bacchetta magica. Il Pd vuole innovare, riformare le istituzioni e i partiti. Ma proprio per avere sia le istituzioni sia i partiti. È il tempo di leadership che siano dentro un collettivo. Solo in Italia si pensa che i problemi si risolvono con la scelta di una singola persona».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=YQM4M&quot;&gt;la Repubblica - Goffredo De Marchis&lt;/a&gt;</summary>
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