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  <title>Openpolis - Argomento: parlamento europeo</title>
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  <updated>2012-05-23T00:00:00Z</updated>
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  <title>Patrizia TOIA: Tassa sulle Transazioni Finanziarie: grande soddisfazione per approvazione a larga maggioranza; scelta di interesse per i cittadini</title>
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  <updated>2012-05-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Finalmente il Parlamento ha battuto un colpo e ha varato finalmente a larga maggioranza della Tassa sulle Transazioni finanziarie. Adesso tocca al Consiglio approvarla definitivamente. Questa proposta ha una logica ferrea e si basa su un fondamento chiaro, rigoroso e anche giusto, se si potesse usare questo termine in materia economica”. Lo ha affermato Patrizia Toia, deputata europea del Partito Democratico e vicepresidente del gruppo S&amp;D ai margini della Sessione Plenaria del Parlamento Europeo a Strasburgo che ha visto l’approvazione della Tassa sulle Transazioni Finanziarie con 487 voti.
&lt;p&gt;
 
“Tutte le obiezioni che si possono fare non scalfiscono questa logica che vuole semplicemente chiamare anche le istituzioni finanziarie - che tanti disastri hanno fatto con le loro speculazioni - al pagamento di una lieve tassa per concorrere, come hanno fatto tutti in questi anni, allo sforzo generale di trovare qualche nuova risorsa per lo sviluppo e la crescita. Tra l'altro questa tassa, che si applica solo alle operazioni più speculative, avrà l'effetto di disincentivare le operazioni più spericolate e di indirizzare le risorse verso investimenti rivolti all'economia delle imprese.” – ha continuato Toia.
&lt;p&gt;
 
“Oggi, i cittadini chiedono alle istituzioni la capacità di ritrovare un ruolo e di dare regole alla finanza, perché questo è il nostro compito e la nostra sovranità di carattere generale. Quindi, l’approvazione da parte del Parlamento Europeo della Tassa sulle Transazioni Finanziarie, è una scelta giusta, a cui il gruppo S&amp;D ha lavorato con convinzione e determinazione e che sicuramente verrà apprezzata dai cittadini.” – ha concluso Toia.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info/home/images/yootheme/comunicati/comunicato_tassatransazionifinanziarie23052012.pdf&quot;&gt;patriziatoia.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Rinnovabili: Toia lancia European solar day, Italia è leader</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/05/10/patrizia-toia/rinnovabili-toia-lancia-european-solar-day-italia-%C3%A8-leader/627310"></link>
  <updated>2012-05-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627310</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'Italia è uno degli stati europei “a più grande potenziale nel campo delle rinnovabili, soprattutto per il solare. Le caratteristiche del nostro paese, con un gran numero di industrie energivore, fanno sì che ci sia bisogno di un approvvigionamento energetico sicuro, stabile ed accessibile. Tutto ciò può essere garantito dall'energia solare”. Così, &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, vicepresidente al Parlamento europeo del comitato per l'industria, la ricerca e l'energia (Itre), introducendo i lavori dell'&lt;i&gt;European solar day&lt;/i&gt; oggi a Bruxelles, ha sottolineato che in Italia esistono ancora spazi di ricerca per sviluppare nel solare una tecnologia tutta italiana. L'eurodeputata si è fatta portavoce della presidente del Comitato, Amalia Sartori, impossibilitata ad intervenire all'evento, da lei patrocinato e voluto all'Europarlamento.
&lt;p&gt;

Il confronto ha anche permesso di analizzare il rapporto tra i cittadini e il loro futuro energetico. L'&lt;i&gt;European solar day&lt;/i&gt; infatti, con eventi organizzati in tutto il mondo, “permette alle persone di sviluppare una connessione personale e diretta con il mondo dell'energia e di scoprirne i vantaggi”, ha sottolineato &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2012/05/10/Rinnovabili-Toia-lancia-European-solar-day-Italia-leader_6850943.html&quot;&gt;Ansa&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Inaccettabile il no degli Stati ad una politica di coesione solidale e a favore dei più deboli</title>
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  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626914</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Inaccettabile che gli Stati Membri deroghino ai principi di uguaglianza, eliminando la clausola antidiscriminatoria dalla proposta della Commissione europea sulla politica di coesione” - dichiara l'eurodeputata Patrizia Toia - Vicepresidente S&amp;D, alla luce dell’incontro del 24 aprile del Consiglio Affari generali tenutosi a Bruxelles. 
&lt;p&gt;

“Investire in progetti che consentono la creazione di posti di lavoro, il miglioramento delle infrastrutture é un progetto ambizioso e centrale per l’Europa – continua Toia - ma é importante che gli Stati membri, per poter usufruire di questi fondi, rispettino prima di tutto i diritti dei cittadini. Eliminare la clausola di non discriminazione significa ledere i valori fondamentali della politica di coesione, la solidarietà e l'attenzione alle categorie svantaggiate. Garantire l'uguaglianza in materia d'istruzione, occupazione e assistenza sanitaria è prioritario, altrimenti andremo incontro a carenze strutturali irrimediabili”.
&lt;p&gt;

“Il Parlamento europeo deve ancora avviare negoziati con il Consiglio e confido che in questa sede sarà possibile far valere l’importanza di tale clausola che rappresenta la base per la garanzia e il rispetto dei diritti dei cittadini” conclude l’eurodeputata. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info/home/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=238:inaccettabile-il-no-ad-una-politica-di-coesione-solidale&amp;catid=8&amp;Itemid=204&quot;&gt;patriziatoia.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: La cooperazione è un settore strategico per l'Europa</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/24/patrizia-toia/la-cooperazione-%C3%A8-un-settore-strategico-per-leuropa/626891"></link>
  <updated>2012-04-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626891</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Con la conferenza Le cooperative sociali in Europa e l’iniziativa sull’impresa sociale si crea un’occasione per dare visibilità agli ottimi risultati ottenuti in questo ambito nel corso degli anni”. Lo afferma Patrizia Toia, deputata europea del Partito Democratico e vicepresidente del gruppo S&amp;D, la quale ricorda che “le cooperative presenti all’interno dell’Unione Europea sono 300.000 mila, e 2,3 milioni sono le persone coinvolte da questo settore. Le prestazioni delle cooperative, inoltre, hanno un impatto notevole nella vita dei circa 83,5 milioni di soci e in quella di moltissimi cittadini europei”. 
&lt;p&gt;

“Non dimentichiamo che il 2012 è stato proclamato Anno Internazionale delle Cooperative dalle Nazioni Unite e la Settimana Europea delle Cooperative, che si sta celebrando in questi giorni, mira ad incoraggiare i governi a realizzare politiche adeguate per il settore, evidenziando il valore enorme che assume la cooperazione, in virtù del modello economico sostenibile che rappresentano realtà quali cooperative, mutue, organizzazioni sociali e fondazioni, che meritano uno specifico riconoscimento all’interno del mercato economico europeo” – prosegue Toia.


&lt;p&gt;“Le cooperative non licenziano, non delocalizzano, sono utili al welfare: nel corso della crisi economica in atto, hanno dato prova del loro valore aggiunto in termini di coesione sociale e sviluppo del territorio, tendendo a proteggere i posti di lavoro e a garantire la costante erogazione del credito alle imprese attraverso le banche cooperative. – ricorda l'eurodeputata italiana - Il modello di economia sociale che caratterizza l’Europa trova la sua migliore espressione in questo mondo. Inoltre, si tratta un settore strategico per l’Europa: le cooperative operano in modo consistente in tutti i settori dell’economia con percentuali elevate dall'agricoltura (55% in Italia) alle attività bancarie, alla vendita al dettaglio, al settore farmaceutico e sanitario, alle tecnologie dell'informazione, formazione, consulenza legale o fiscale. In Italia le cooperative rappresentano quasi 15% dell'economia totale”.
&lt;p&gt;

“È importante, quindi, che l’Europa si impegni a sostenere adeguatamente lo sviluppo di queste attività. Per questo, insieme ad altri colleghi, abbiamo richiesto alla Commissione europea uno Statuto volto a favorire l’inserimento delle cooperative nel mercato europeo, fornendo loro gli strumenti giuridici adeguati a sviluppare le attività in cui sono impegnate anche a livello internazionale. Un’altra parte importante del lavoro è stata avviata includendo il ruolo della cooperazione nella Strategia Europea 20.20.20, oppure con misure legislative previste nell’ambito dell’imprenditoria sociale come la messa a disposizione di un fondo di investimento apposito per questo settore” – conclude Toia. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info/home/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=234:la-cooperazione-e-un-settore-strategico-per-leuropa&amp;catid=8&amp;Itemid=204&quot;&gt;patriziatoia.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Noi siamo cittadini europei</title>
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  <updated>2012-04-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626892</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Se parlate con un cittadino di uno Stato degli USA vi dirà come prima cosa che é americano, poi che é della Florida o del Mariland. Se invece parlate con un francese o con un italiano non vi dirà che é europeo, ma esibirà subito e solo la cittadinanza nazionale perché sentirsi europei é un traguardo ancora lontano. Eppure essere cittadini europei é un diritto sancito dal Trattato di Maastricht. Il prossimo anno ricorreranno i venti anni dall’entrata in vigore del trattato ed é anche per questo che é stato proposto il 2013 come &lt;i&gt;Anno europeo dei cittadini&lt;/i&gt;”. Lo scrive &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, deputata europea del Partito Democratico sul mensile &lt;i&gt;In Piazza&lt;/i&gt;.
&lt;p&gt;&quot;Troppo spesso il concetto di cittadinanza viene percepito più come un valore astratto che come una categoria giuridica reale e questo implica un limitato esercizio di tale principio. Per esempio, in quanti sanno che qualsiasi cittadino può esercitare in qualsiasi momento il diritto di presentare una petizione al Parlamento europeo, individualmente o in associazione con altri? Oppure chi conosce la possibilità di esigire il rispetto dei diritti europei presso la Corte Europea di Giustizia? Sempre, ma soprattutto in questo delicato momento economico, dove i cittadini sono chiamati a molti doveri, é giusto ricordare anche i loro diritti. Sopratutto per prevenire una chiusura verso atteggiamenti nazionalistici e xenofobi. Ora più che mai c’é bisogno di solidarietà, di apertura tra i Paesi membri e di coesione&quot; - prosegue &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt; &quot;C’é bisogno insomma di unità europea, di Unione! La cittadinanza europea arricchisce la nostra identità nazionale, non va certo a sostituirla, ed é importante che tutti i cittadini europei siano consapevoli dei diritti garantiti a livello europeo. Come consumatori possono per esempio acquistare beni e servizi in altri Stati membri e come cittadini possono accedere ai sistemi di istruzione, ottenere il riconoscimento delle qualifiche professionali, beneficiare dell’assistenza medica, acquisire o preservare diritti assistenziali o ancora votare e candidarsi alle elezioni del Parlamento europeo e alle elezioni comunali nello Stato membro in cui risiedono. E sempre più questo spazio di libertà civile e di giustizia si andrà ampliando con l’implementazione del Trattato di Stoccolma. Il vero rafforzamento della cittadinanza europea é però avvenuto grazie all’entrata in vigore del Trattato di Lisbona che ha dato all’UE un vero profi lo istituzionale, ha rafforzato il ruolo del Parlamento Europeo (univa istituzione eletta dai cittadini, che ora ha maggiori poteri di codecisione) e ha previsto un nuovo strumento di democrazia: l’Iniziativa Europea dei cittadini. Il diritto d’iniziativa dei cittadini europei consente ad un milione di cittadini di almeno sette Stati membri di prendere direttamente parte all’elaborazione delle politiche dell’Unione Europea, invitando la Commissione europea a presentare una proposta legislativa. Dal 1 aprile 2012 quindi i cittadini europei avranno non più solo il diritto di voto e di petizione, ma anche di portare all’attenzione dei temi su cui l’Unione Europea dovrà legiferare. Il percorso che ha portato all’attribuzione del concetto di cittadinanza europea a tutti coloro che sono cittadini di uno Stato dell’Unione Europea, è stato graduale, e connesso all’evoluzione non solo economica ma anche politica, dell’Unione. Molti i successi fi n qui ottenuti. Ora però é arrivato il momento di rimuovere anche gli ultimi ostacoli all’esercizio dei diritti collegati alla cittadinanza europea e la proposta per l’‘Anno europeo dei cittadini’ sembra proprio l’occasione giusta.” - conclude l'eurodeputata italiana.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info/home/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=233:noi-siamo-cittadini-europei&amp;catid=8&amp;Itemid=204&quot;&gt;patriziatoia.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Mafia: &quot;Grande soddisfazione per insediamento commissione Ue di contrasto&quot;</title>
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  <updated>2012-04-19T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;L'insediamento definitivo a Strasburgo della Commissione antimafia europea è un passo avanti per l'Europa e, per la Delegazione del Partito democratico, motivo di grande soddisfazione&quot;. Lo afferma &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;, capogruppo del Pd al Parlamento europeo.
&lt;p&gt;
&quot;Il lavoro tenacemente portato avanti in questi anni dai nostri deputati, a partire da Rita Borsellino, ha condotto oggi l'Europa ad un passaggio cruciale, che consentirà di assestare colpi importanti alla criminalità organizzata in tutta Europa. Con la nomina di Rosario Crocetta a primo vicepresidente della Commissione, e di Sonia Alfano alla presidenza, è stato riconosciuto un contributo importante, grazie al quale la legislazione antimafia italiana diventa da oggi un modello operativo per l'intera Unione europea&quot; &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocratico.it/doc/234663/mafia-sassoli-grande-soddisfazione-per-insediamento-commissione-ue-di-contrasto.htm&quot;&gt;partitodemocratico&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: La libertà di religione deve essere garantita al pari delle altre libertà</title>
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  <updated>2012-04-19T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La Corte amministrativa federale tedesca ha invitato la Corte di giustizia a precisare le circostanze in cui una violazione della libertà di religione (con particolare attenzione al diritto di un individuo di professare apertamente la propria fede), possa costituire un «atto di persecuzione» ai sensi della Direttiva europea 2004/83/CE, in relazione alla controversia tra le autorità tedesche e due richiedenti asilo di nazionalità pakistana, membri attivi della comunità Ahmadiyya (movimento riformista dell'Islam osteggiato dai musulmani sunniti, maggioritari in Pakistan, le cui attività sono severamente limitate dal codice penale pakistano). 
&lt;p&gt;

“L’Europa è da tempo impegnata nella tutela dei diritti e della libertà degli individui. In materia di asilo, l'obiettivo della Direttiva 2004/83/CE è quello di riconoscere lo status di rifugiato a chi rischia di essere esposto, nel suo Paese d'origine, ad una persecuzione, quindi alla lesione della sua persona e dei suoi diritti inderogabili. In questo ambito rientra anche la libertà di religione, la quale non può essere confinata obbligatoriamente ad un ambito privato della vita delle persone”. Lo ricorda Patrizia Toia, deputata europea del Partito Democratico e vicepresidente del gruppo S&amp;D al Parlamento Europeo. 

&lt;p&gt;“Si tratterebbe, quindi, di un primo importante passo e che se fosse riconosciuto dalla corte diventerebbe effettivo in tutta Europa, cioè tutti gli Stati dell’Unione sarebbero tenuti a dare asilo alle vittime di persecuzione religiosa. – afferma Toia – Un passo avanti, dunque, per avere maggiori certezze in questa materia così delicata e standard comuni in tutta Europa. Oltretutto, in questo ambito, la legislazione italiana si è fatta molto stringente e poche sono state le concessioni di diritto d’asilo alle persone che ne hanno fatto richiesta”. 
&lt;p&gt;

“Vi sono Paesi in cui la religione può costituire motivo di persecuzione e, spesso, chi arriva in Europa a richiedere asilo è perché nel suo Paese d’origine rischia addirittura la vita, come purtroppo hanno mostrato i recenti fatti avvenuti in alcuni Paesi dell’Africa e dell’Asia a danno delle comunità cristiane. 
&lt;p&gt;
L’Europa deve fare sentire più forte la sua voce nel mondo in difesa di chi rischia ogni giorno di essere perseguitato e a cui vengono negati i propri diritti e le proprie libertà essenziali. Ci auguriamo che, con il pronunciamento della corte, possa arrivare un segnale chiaro da mandare a tutti sull’impegno che l’Europa si assume facendosi portabandiera di diritti, garanzie e libertà” – conclude l’eurodeputata. &lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info/home/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=221:la-liberta-di-religione-deve-essere-garantita-al-pari-delle-altre-liberta&amp;catid=8&amp;Itemid=204&quot;&gt;patriziatoia.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: Riforma del lavoro, più azioni per l'inclusione delle donne</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/13/delia-murer/riforma-del-lavoro-pi%C3%B9-azioni-per-linclusione-delle-donne/626808"></link>
  <updated>2012-04-13T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E’ cominciato in Commissione, al Senato, la discussione sulla riforma del mercato del lavoro. Si è parlato molto, giustamente, in queste settimane di articolo diciotto, di flessibilità, di ammortizzatori sociali e di precarietà. Non si è parlato quasi per nulla di misure a sostegno dell’occupazione femminile. Un tema messo ai margini della discussione, mentre dovrebbe essere un elemento cardine per il rilancio e lo sviluppo del Paese. I dati Istat sul mercato del lavoro di marzo ci dicono che mentre il tasso di occupazione maschile (67,2 per cento) è stabile rispetto a febbraio, quello femminile (46,7 per cento) è in calo del 4 per cento rispetto al mese precedente. 
&lt;p&gt;Non solo: il 49,2 per cento delle giovani donne del Mezzogiorno è disoccupato. E laddove le donne trovano lavoro, prevalentemente si collocano nel segmento dei precari. Esiste, quindi, una specificità della questione femminile nella più generale vicenda del mercato del lavoro. La riforma proposta dal Governo, pur contenendo alcune proposte, non sembra tenerne conto. Il dibattito parlamentare dovrà spostare questo asse e introdurre misure più stringenti sul tema. Sia sul fronte di misure dirette sia su quello del riconoscimento del peso della donna nel ruolo familiare e nel lavoro di cura, su cui bisogna investire per dare un impulso all'occupazione femminile. 
&lt;p&gt;I tagli di questi anni stanno mettendo a dura prova i servizi pubblici locali per la famiglia: asili nido, tempo prolungato nelle scuole, assistenza ad anziani e disabili. La donna, nell’ambito familiare, è in genere caricata di tutte queste incombenze, e, venendo meno il servizio pubblico, sparisce un sistema di sostegno alla figura stessa della donna, costretta a tagliare il tempo del lavoro per dedicarsi alla cura dei figli, dei genitori anziani, della famiglia. Ripristinare, e anzi rilanciare, la rete di servizi per la genitorialità, per l’istruzione, per l’assistenza, serve a restituire alla donna una funzione più attiva sul mercato del lavoro.
&lt;p&gt;

Gli interventi previsti dalla riforma Fornero, in questo senso, appaiono insufficienti. Buono il congedo di paternità obbligatorio ma sono pochi i tre giorni. Siamo ben lontani dal modello occidentale. Il Parlamento europeo, infatti, non a caso chiede il congedo di paternità per almeno 15 giorni. Tutta la materia dei congedi parentali, in realtà, andrebbe riscritta, sul fronte della loro convenienza, della protezione da eventuali discriminazioni, per l’allargamento alle fasce di precariato, per il riconoscimento delle differenze e delle specificità.
&lt;p&gt;

Addirittura fuorviante la misura dei voucher per le baby sitter, che fa emergere il lavoro nero ma di certo non aiuta la maternità, collegata com’è al rientro al lavoro della donna in tempi più rapidi. Una misura che sottrae spazi all’esercizio della maternità e non compensa i tagli alla spesa e ai servizi per gli asili nido. Anche la norma sulle dimissioni in bianco, che andrebbe a tutelare maggiormente le donne, soggetto tradizionalmente più esposto a questa pratica, segna, al tempo stresso, un elemento positivo per l’iniziativa in sé ma un arretramento rispetto alla Proposta di legge che sta maturando in Commissione Affari sociali. Nell’insieme, quindi, il quadro degli interventi per una maggiore inclusione delle donne nella vita economica previsti dalla riforma del lavoro è insufficiente. Ci sarà da fare un lavoro attento, a cominciare dal Senato e poi alla Camera, per introdurre correttivi, misure più efficaci e ribaltare una impostazione che sembra puntare lo sguardo più sul passato che sul futuro.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/en/articoli-e-interventi/404-riforma-del-lavoro-piu-azioni-per-linclusione-delle-donne.html?tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;www.deliamurer.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARINA STACCIOLI: STOP ALL’ESM, “LO STATO SI STA SVENDENDO AI BUROCRATI DI BRUXELLES” </title>
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  <updated>2012-04-03T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Toscana (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Con Locci presentata una mozione contro l’attribuzione del fondo “Salva Stati” a un organismo finanziario internazionale.
&lt;p&gt;

“Fermiamo la deriva tecnocratica della politica italiana ed europea. Il Consiglio regionale si esprima compatto contro l’attribuzione ad un’organizzazione finanziaria del fondo Salva Stati”. 
&lt;p&gt;I consiglieri Dario Locci e Marina Staccioli (Gruppo Misto) sono pronti a mandare un forte segnale &lt;b&gt;contro il trattato ESM&lt;/b&gt;, che sbarcherà a breve in Parlamento. Lo faranno attraverso una mozione, che sarà discussa in Aula nella seduta di domani. 
&lt;p&gt;“&lt;b&gt;Il trattato ESM&lt;/b&gt; non è solo un insieme di regole finalizzate ad ottenere la stabilità finanziaria della ‘zona euro’: si tratta di un documento che disciplina l’istituzione di un organismo finanziario internazionale, all’interno del quale i Paesi aderenti dovranno negoziare scelte di politica nazionale, non in qualità di Stati sovrani, ma di soci e di debitori, al fine di ottenere la liquidità necessaria per evitare il default”. 
&lt;p&gt;“Gli Stati europei stanno abdicando al proprio ruolo mettendo la politica nazionale nelle mani di un gruppo di banchieri, che di fatto detterà la linea dei Governi. Basta guardare ciò che sta succedendo alla Grecia per rendersene conto. Ma se Spagna, Portogallo e Irlanda hanno deciso di sottoporre la questione a referendum popolare, l’Italia sembra propensa a farla passare sottotraccia. Eppure siamo i prossimi sulla lista tra coloro che potrebbero dover chinare la testa di fronte a questo implacabile meccanismo”. 
&lt;p&gt;Tagli alle pensioni, riduzione dei salari minimi, privatizzazioni selvagge: questo il prezzo da pagare per aver ratificato il trattato, secondo i due consiglieri.
&lt;p&gt; “Senza contare il fatto che tutti i membri di questo organismo finanziario, compresi quelli dello staff sarebbero immuni da procedimenti legali in relazione ad atti da essi compiuti nell’esercizio delle proprie funzioni. Avranno dunque le mani completamente libere”. 
&lt;p&gt;Il Parlamento Europeo si è già espresso a favore di questo trattato, con 494 voti favorevoli, “il che significa che la maggioranza delle forze politiche è d’accordo su questo imbroglio – accusano Locci e Staccioli – e la stessa cosa si è ripetuta nelle commissioni parlamentari”. 
&lt;p&gt;“Ci appelliamo al Consiglio regionale e ai parlamentari toscani affinché si informino e riflettano su questa questione: l’autonomia degli Stati e il ruolo dei parlamenti democraticamente eletti non possono essere svenduti in nome dell’euro”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/comunicati-stampa-dei-gruppi-politici/comunicato/testo_comunicato.asp?id=9221&amp;filtro&quot;&gt;Consiglio Regionale della Toscana&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Mafia: Pd, svolta in Europa, da oggi non piu' fenomeno solo italiano</title>
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  <updated>2012-03-29T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;''Con l'elezione oggi a Bruxelles dei membri della Commissione speciale sulla criminalita' organizzata si compie l'atto finale di un passo storico, frutto del lavoro e dell'impegno in Europa dei parlamentari italiani e del Partito democratico in particolare. Da oggi la mafia cessa di essere un fatto tutto italiano per assumere le sue reali fattezze, quelle di un fenomeno europeo e internazionale che necessita per essere contrastato della giusta consapevolezza e di strumenti adeguati alla sfida''.
&lt;p&gt;

E' quanto afferma il capogruppo del Pd, &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;, commentando il voto dell'Aula di Bruxelles sulla composizione della Commissione speciale sulla criminalita' organizzata, la corruzione e il riciclaggio di denaro, che ha eletto per il Pd Rita Borsellino e Rosario Crocetta.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-Mafia__Pd__svolta_in_Europa__da_oggi_non_piu__fenomeno_solo_italiano-1139726-POL.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: L'Europa sostiene i poveri del mondo</title>
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  <updated>2012-03-29T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Bruxelles, 29 marzo 2012 – Il programma per la distribuzione di derrate alimentari agli indigenti nell'Unione europea proseguirà anche dopo il 2013. Questa la posizione espressa oggi al Parlamento Europeo dalla Commissione Europea a seguito delle sollecitazioni della Commissioni Affari sociali e Agricoltura. 

&lt;p&gt;
&quot;E´stato raggiunto un risultato importante poiché, va ricordato, questo strumento garantisce la distribuzione di 440 mila tonnellate di cibo gratis ad oltre 18 milioni di poveri e famiglie in difficoltà - sottolinea l´eurodeputata Patrizia Toia -  un numero che include anche numerosi bambini ed é per questo che il Parlamento europeo non potrà considerare conclusa la propria iniziativa politica finché non verranno presentate misure concrete da parte della Commissione&quot; .

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info&quot;&gt;patriziatoia.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Roaming: trovato accordo tra Parlamento e Consiglio Europeo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/28/patrizia-toia/roaming-trovato-accordo-tra-parlamento-e-consiglio-europeo/626347"></link>
  <updated>2012-03-28T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Bruxelles, “Quando abbiamo cominciato a trattare il roaming quattro anni fa venivamo guardati come dei folli, regolamentare un servizio a livello europeo e creare un mercato unico per le comunicazioni telefoniche sembrava avveniristico. Oggi i servizi mobili per le telefonate e lo scambio dei dati accessibili in tutta l'Unione non sono più un miraggio”.
&lt;p&gt; Lo afferma Patrizia Toia, eurodeputata del Pd e vicepresidente del Gruppo dei Socialisti e Democratici, a proposito dell'accordo sul roaming raggiunto ieri tra il Parlamento europeo e il Consiglio.
&lt;p&gt;

“Con gli obiettivi previsti - sottolinea Toia -, porre fine alle tariffe di roaming entro il 2016 e la riduzione dei prezzi ridotti nel breve termine, in futuro non ci sarà più alcuna differenziazione tra le tariffe nazionali e il roaming. Ed entro il 2014 per chi viaggia nell'Ue il costo per 1 Mb di dati scaricati sarà di 20 centesimi a fronte dei circa 3 euro attuali, e già per questa estate sono previste delle tariffe più economiche, con un massimo di 70 centesimi. Sono misure che favoriranno la maggiore mobilità dei cittadini europei e che testimoniano l'impegno delle istituzioni europee di garantire tariffe eque per il consumatore, che oggi subisce l'imposizione di tariffe assolutamente ingiustificate, vista l'esiguità dei costi sostenuti dalle compagnie&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;La riduzione delle tariffe roaming è una condizione essenziale per un'economia dinamica e per realizzare un'Europa sempre più digitale. Per questo motivo il voto in commissione Industria del Parlamento europeo del prossimo 24 aprile rappresenta una tappa fondamentale, in attesa di quello in plenaria, previsto per il 10 maggio a Bruxelles”.
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info/home/images/yootheme/articoli/lastampa29032012.pdf&quot;&gt;&lt;b&gt;Nuove tariffe per il roaming: articolo su 'La Stampa'&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info/home/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=187:raggiunto-accordo-sul-roaming-tra-pe-e-consiglio&amp;catid=8&amp;Itemid=204&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: L'UE agisca contro il land grabbing!</title>
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  <updated>2012-03-28T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626341</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Non è vero, come si dice spesso, che la cooperazione europea non sia efficace. Infatti è stato positivo il riscontro della Corte dei Conti Europea che, dopo un’attenta analisi, ha segnalato che gli aiuti UE allo sviluppo per la sicurezza alimentare nell’Africa subsahariana sono in gran parte efficaci e contribuiscono in modo determinante al conseguimento della sicurezza alimentare delle popolazioni che abitano quei territori”. Ad affermarlo è Patrizia Toia, deputata europea del Partito Democratico e vicepresidente del gruppo S&amp;D al Parlamento Europeo.
&lt;p&gt;

“La sicurezza alimentare è un problema globale: oggi, circa un miliardo di persone nel mondo soffre la fame. Nell’Africa subsahariana, in particolare, secondo i dati raccolti nel 2010, 239 milioni di persone, pari al 30% della popolazione totale, soffrivano la fame. Per far fronte a questa necessità, tra il 2002 e il 2012, l’Unione Europea ha stanziato oltre 3,1 miliardi di euro. Siamo consapevoli del fatto che molto ancora c’è da fare in questo ambito, affinché il cibo sia un diritto garantito per tutti e, sicuramente, l’Europa terrà in considerazione le indicazioni fornite dalla Corte” – prosegue Toia.
&lt;p&gt;

“Personalmente, da tempo, insieme ad altri colleghi, porto avanti la battaglia al fenomeno del land grabbing, ancora poco noto alle cronache ma che in molti Paesi del Sud del mondo si verifica in modo indiscriminato, andando ad incidere in modo pesantemente negativo sulle popolazioni locali (spesso poverissime), privandole dei loro diritti e, conseguentemente, anche delle possibilità di accedere al cibo. La lotta a questo fenomeno è difficoltosa: il land grabbing vive sulla corruzione, sulla scarsa trasparenza negli accordi per l’acquisizione delle terre da parte di grandi multinazionali o addirittura di governi e servirebbero regole chiare a livello globale che stabiliscano in modo certo i diritti, ma qualcosa comincia a muoversi, anche grazie alle tante denunce di associazioni e ONG che operano in quei territori, e la politica deve saper raccogliere questa importante battaglia, che andrà a beneficio della sicurezza alimentare di molti che oggi ne sono privi” – conclude Toia. 
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Italia per un bilancio europeo ambizioso</title>
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  <updated>2012-03-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626294</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Per il futuro, l´Italia deve essere in prima linea nel sostenere che il prossimo bilancio europeo sia ambizioso, perché davvero l´Europa, nei fatti, diventi motore e sostenitrice di sviluppo. Senza risorse non si fa nulla e non si possono generare investimenti e occupazione - dichiara Patrizia Toia, che continua - questa é la richiesta che ho fatto al ministro Moavero il quale, con la consueta competenza, ha illustrato ai membri italiani del Parlamento europeo la situazione emersa dal Consiglio Affari Generali sulle prospettive finanziarie 2014-2020&quot;.
&lt;p&gt; 

&quot;Noi crediamo che sia questa l´ora di affrontare il tema delle risorse proprie, poiché sappiamo che per i Paesi della Ue é difficile aumentare il proprio tasso di contribuzione al bilancio europeo. A questo proposito andrebbero attuate alcune novità come la Tassa sulle Transazioni Finanziarie (FTT) che può portare risorse fresche senza gravare sui cittadini. Si tratta, infatti, di una tassa che riguarda i fondi istituzionali e i prodotti derivati, non il semplice risparmiatore. La FTT potrebbe ridurre l´esborso degli Stati Membri e darebbe loro nuove risorse. La proposta - spiega, inoltre, l´Onorevole Toia - prevede che l´introito, stimato inizialmente attorno a 40 miliardi (fino a 57 nel 2020), vada per 2/3 al bilancio dell´Unione, come risorsa propria, e 1/3 ai bilanci degli Stati nazionali&quot; .
&lt;p&gt;

&quot;Occorre dunque una forte azione di coinvolgimento affinché tutti gli Stati dell´Eurozona, se non tutti i 27, facciano questo importante passo. Con questa risorsa aggiuntiva si potrebbe sostenere la ricerca, l´innovazione e la politica di coesione e di competitività, creando nuovi posti di lavoro. Pensiamo che, nel momento di massima crisi economica, le istituzioni finanziarie possano pagare un piccolo contributo alla crescita dopo l´ampio sostegno ottenuto dagli Stati&quot; - conclude l´eurodeputata. &lt;br /&gt;



&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: «Subito una Federazione. Oggi l'Europa non conta nulla»  - INTERVISTA </title>
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  <updated>2012-03-16T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625749</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Penso che ritenere lo stato nazionale come l'unico contenitore possibile entro il quale esercitare la democrazia sia un grande abbaglio, oltre che un'affermazione antistorica». 
&lt;p&gt;La presidente Emma Bonino interviene così nel dibattito avviato dal nostro giornale da un articolo di Piero Sansonetti sul deficit di democrazia dell'Unione Europea che - a parere del direttore degli Altri - è congenito al modo in cui l'Europa è stata pensata.
&lt;p&gt;

Anche nella versione nobile del pensiero federalista spinelliano. «Ma la visione di Altiero Spinelli - spiega Bonino - era di un'Europa che superasse ideologie e nazionalismi per prendere una forma federale, con un parlamento europeo pienamente legittimato dal punto di vista democratico, quindi non solo eletto a suffragio universale ma con ampie competenze che ancora oggi non esercita proprio a causa delle resistenze provenienti dagli stati nazionali». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Insomma, era tutto giusto. Ma è una visione che ha perso?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

Al contrario di Sansonetti, direi che la malattia dell'Europa è proprio il fatto che non sia diventata gli Stati Uniti d'Europa. Invece di costruire la patria europea si è preferito tornare all'Europa delle patrie, come invocava De Gaulle. Così facendo, peraltro, si stanno distruggendo anche le patrie e con loro le democrazie. Basta vedere l'ondata di populismo e intolleranza che sta attraversando questa Europa delle patrie, con partiti nazionalisti e xenofobi che spuntano come funghi non solo in Ungheria, ma nella liberale Finlandia o nella tollerantissima Olanda. E trovo leggermente sprezzante relegare il pensiero di Spinelli a &quot;nobile utopia&quot; quando è proprio la mancanza di visione e di coraggio a essere uno dei difetti principali dell'attuale leadership europea. Con il risultato, di tutta evidenza, di farci tornare indietro e ripiegarci su noi stessi anziché farci andare avanti in un mondo, tra l'altro, che va al galoppo e non sta certo lì ad aspettarci.
&lt;p&gt;



&lt;b&gt;C'è un nodo ineludibile, però. Questa Europa è sfata costruita seguendo il principio funzionalista. È realistico pensare che possa effettivamente essere convertita in un'Europa pienamente politica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In realtà è una via obbligata. Solo che la classe politica stenta a capirlo, perfino di fronte a questa crisi che ci ha colpito e che ci offre la grande opportunità di imboccare finalmente questo cammino. Ammoniva Giorgio Napolitano in un discorso nel 1999 - sul tema Altiero Spinelli e l'Europa guarda caso - che «l'approccio funzionalista, la scelta di una integrazione essenzialmente economica e in origine per singoli settori, attraverso successivi allargamenti e parziali trasferimenti di poteri, ha dato tutto quello che poteva dare». Concordo. E i Trattati post 1999 - Nizza e Lisbona - non hanno fatto neppure loro quel salto di qualità che Napolitano invocava con queste parole. A questo aggiungo che la moneta unica è stata introdotta senza quei necessari meccanismi - di governance, come si dice oggi - che ne garantissero la stabilità nel tempo, pensando che la politica avrebbe seguito.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Così non è stato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Per questo già da tempo propongo di avviarci sul cammino di una maggiore unione politica creando, come primo passo, una federazione leggera che non assorba oltre il 5% del Pil europeo - ora è del 1% e serve spesso a distribuire a destra e a manca Controproducenti sussidi - per assolvere precise funzioni di governo come la difesa, la politica estera, i grandi programmi di ricerca scientifica, le reti infrastrutturali transeuropee, la sicurezza dei traffici commerciali e delle persone... Non si tratta quindi del superstato europeo così spesso evocato dagli affossatori del progetto europeo ma di rifarsi al federalismo di Spinelli, Monnet, Adenauer adattandolo alle realtà del XXI secolo, vale a dire riconoscendo che 27 costosissimi eserciti nazionali non hanno più senso, che la ricerca ha bisogno di una dimensione di scala che nessuno stato nazionale da solo può più assicurare; che le reti infrastrutturali esistono già a supporto del mercato interno ma le finanziamo a macchia di leopardo, ognuno per conto proprio; che l'unione doganale è già una competenza esclusiva dell'Unione dì oggi ed è ridicolo quindi che sopravvivano 27 diversi organismi distinti e separati...
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L'Europa ha assunto una faccia punitiva, non esercita più fascino. Come Si può rilanciare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Certo, è difficile che questa Europa così in crisi possa rimanere un modello per altre realtà regionali che aspirino ad integrarsi. Per questo credo che nei prossimi mesi dovremmo lavorare perché l'Unione del rigore possa diventare anche l'Unione della crescita e dell'occupazione, dell'innovazione e della conoscenza, e penso che questo possa solo avvenire tornando allo spirito comunitario, coinvolgendo le istituzioni europee. Ma, anche per tornare al commento iniziale di Sansonetti, se vogliamo creare un demos europeo occorre identificarsi nelle sue strutture democratiche. Per questo sono convinta, per esempio, che l'elezione diretta del presidente della Commissione di Bruxelles aiuterebbe a rilanciare l'idea europea. E, a proposito del non rassegnarsi, proprio in questi giorni assieme al Consiglio italiano del Movimento europeo abbiamo preso un'iniziativa italo-tedesca per incoraggiare scelte di natura costituzionale allo scopo di garantire il rilancio di un processo di decisione politica che vada oltre quello fiscale e per la crescita e che possa rafforzare la democrazia europea e l'efficacia del sistema istituzionale dell'Unione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/09/marco-cappato/%C2%ABbisogna-allargare-i-confini-la-nuova-frontiera-%C3%A8-il-medioriente%C2%BB-intervista/625566&quot;&gt;Marco Cappato, nell'intervista&lt;/a&gt; che ci ha rilasciato la scorsa settimana, rilanciava l'ipotesi a voi cara di un allargamento dell'Europa verso il Medio Oriente e il Nord Africa. Quanto è sostenibile in questo momento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
La mia idea - che poi era anche quella dei padri fondatori - è che l'Europa non è un progetto geografico, né un progetto religioso. E un progetto politico, che ammette di essere perennemente in costruzione e per questo capace di autocorreggersi. Il mio timore è che la tendenza alla rinazionalizzazione delle politiche europee, che sta avvenendo in reazione alla crisi, porti al protezionismo che a sua volta porta all'autarchia. Il rischio è che l'Europa rimanga un mero mercato interno, chiuso in se &quot; stesso; stiamo andando talmente indietro da mettere in discussione persino le politiche comuni acquisite, come la concorrenza e la libera circolazione dei capitali. Temo in definitiva che vengano meno la visione e lo spirito europeo. Basta guardare alla scarsa lungimiranza con cui abbiamo trattato il dossier Turchia, per esempio. Invece l'Europa è una necessità: se non la si vuole fare per convinzione, la si faccia per necessità.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cioè?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Chi pensiamo possa autorevolmente sedersi al tavolo del G20, del Wto o del Fondo monetario ristrutturato? Sicuramente Cina, India, Stati Uniti, Brasile... Ma poi? Anche se a quei tavoli si siede il più potente paese europeo, la Germania, rischia di non avere un adeguato rapporto di forza con le altre potenze. Figuriamoci l'Italia, per non parlare della Padania... Quindi, se vogliamo avere qualcosa da dire e se vogliamo contare nella gestione complessiva degli affari del mondo a cominciare da quelli che sono sotto i nostri occhi - come una migliore gestione dell'immigrazione e della bomba demografica, fenomeni tra l'altro interconnessi - cerchiamo di fare gli Stati Uniti d'Europa. Altrimenti, presi singolarmente, non conteremo, saremo condannati all'irrilevanza.&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/print/rassegna-stampa/int-bonino-subito-una-federazione-oggi-leuropa-non-conta-nulla&quot;&gt;Nicola Mirenzi - Gli Altri&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Giustizia: importante Caselli al Parlamento Europeo</title>
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  <updated>2012-03-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Il libro di Giancarlo Caselli sulla Giustizia in Italia ha suscitato in Italia dibattito, ma anche polemiche sgradevoli e allarmanti che hanno impedito al procuratore di presentarlo in molte città italiane, provocate da gruppi che strumentalizzano le vicende in Val di Susa. Per questo abbiamo deciso di invitarlo al Parlamento europeo, per consentirgli di esporre le sue idee di riforma della Giustizia, un malato grave che ha bisogno di cure speciali&quot;. Lo afferma il capogruppo del Pd al Parlamento europeo, &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;. 
&lt;p&gt;&quot;La visita del procuratore acquista un significato particolare e simbolico anche perchè avviene anche nel giorno in cui il Parlamento europeo ha votato la struttura della Commissione speciale per la lotta al crimine organizzato, a cui il Pd ha dato un contributo determinante&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20120314-giustizia-sassoli-pd-importante-caselli-al-parlamento-europeo&quot;&gt;Agenparl&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Non ho votato la risoluzione sulla parità tra donne e uomini nell'Unione europea nel 2011 perché é diventata un ibrido</title>
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  <updated>2012-03-14T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Sulla votazione in materia di famiglia, tenutasi ieri in Parlamento Europeo all'interno della risoluzione sulla parità tra uomini e donne nell'Unione Europea nel 2011, ritengo che sia giusto che ognuno espliciti con chiarezza le proprie posizioni» - commenta Patrizia Toia, deputata europea del Partito Democratico e vicepresidente del gruppo S&amp;D al Parlamento Europeo, in seguito agli articoli apparsi oggi sui quotidiani italiani.


&lt;p&gt;«Per quanto riguarda i punti controversi, ho votato per la cancellazione del paragrafo 5 (e quindi contro lo stesso), che invitava &quot;la Commissione e gli Stati membri ad elaborare proposte per il riconoscimento reciproco delle unioni civili e delle famiglie omosessuali a livello europeo tra i Paesi in cui già vige una legislazione in materia&quot; e ho votato contro il paragrafo 7 dove la relatrice si rammaricava dell'adozione da parte di alcuni Stati membri di definizioni restrittive di &quot;famiglia&quot; con lo scopo di negare la tutela giuridica alle coppie dello stesso sesso e ai loro figli. - prosegue Toia - Cito questi due punti che hanno destato l'attenzione della stampa per chiarire la mia posizione e dire che in ogni caso questa votazione non legittima nessuno a dire che l'Europa é per le famiglie gay. È, infatti, una risoluzione e non una legge e i due punti hanno un valore più ridotto di quanto appaia, perché il paragrafo 5 parla di Paesi dove é già riconosciuta la coppia gay. Tuttavia a nessuno sfugge che attraverso queste affermazioni si vuole pian piano andare in una certa direzione».


&lt;p&gt;«Per finire - conclude Toia - non ho votato la risoluzione proprio perché era diventata un ibrido: aveva perso dei punti focali sulla parità, tema su cui avrebbe dovuto concentrarsi, andando a toccare temi, come la famiglia, che sono di competenza degli Stati membri. Il tema in discussione, infatti, era la parità ma, in effetti, come alcuni hanno dichiarato, c'é stata una forzatura, da parte della relatrice del Gruppo dell'Allenza dei Liberali e Democratici Europei, Sophie In't Veld, che ha volutamente inserito dei temi che nulla hanno a che fare con i progressi raggiunti e le sfide ancora da affrontare in merito alla parità uomo-donna, con il risultato che si é perso il vero obiettivo della risoluzione e la possibilità di affrontare con forza alcuni temi, come la necessità di congedi di maternità e paternità più forti e diffusi».
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Il modello sociale è una caratteristica fondante del progetto europeo e uno statuto delle cooperative può aiutare il settore</title>
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  <updated>2012-03-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Se domani una cooperativa vuol nascere già europea serve che ci sia un buono statuto europeo delle cooperative. È questa la richiesta che abbiamo fatto oggi alla Commissione: di avere uno strumento che serva davvero alle cooperative per lavorare nel mercato europeo. Le cooperative non licenziano, non delocalizzano, sono utili all'occupazione e al welfare. Nell'Unione europea, infatti, si contano circa 300.000 cooperative, che impiegano 2,3 milioni di persone. Le prestazioni delle cooperative hanno un impatto notevole nella vita dei loro 83,5 milioni di soci e in quella di moltissimi cittadini europei. 
&lt;p&gt;
Il mio gruppo politico ritiene che il modello sociale sia una delle caratteristiche fondanti del progetto dell’integrazione europea e non semplicemente una delle tante politiche. Ecco perché, in questi tempi di tagli della spesa legati, pur sapendo che il modello sociale può essere aggiornato e modificato, lo difendiamo ancora convintamente e, anzi, riteniamo che vada mantenuto, difeso e ribadito come una priorità”. Lo ha detto Patrizia Toia, deputata europea del Partito Democratico e Vicepresidente del gruppo S&amp;D al Parlamento Europeo, intervenendo alla sessione plenaria di Strasburgo in merito alla discussione sullo “Statuto per una società cooperativa europea”.


&lt;p&gt;“In questa stessa visione dobbiamo valorizzare anche soggetti economici che fanno impresa, che fanno produzione di beni e servizi come le cooperative e che hanno un ruolo particolare nella cosiddetta economia sociale europea, in quanto sono imprese che dimostrano che si può fare produzione ed essere efficienti anche se come obiettivo non si ha il profitto ma l’occupazione, il welfare, la valorizzazione del lavoro e il contributo alla vita della comunità locale”.
&lt;p&gt;

“Ecco perché è importante che l’Europa metta a disposizione gli strumenti utili per una buona politica attiva. E fare un buono statuto per le cooperative può essere un modo per aiutare questo settore così importante” – conclude Toia.

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Un appello per la Giornata dei Giusti</title>
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  <updated>2012-03-12T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Una Giornata dei Giusti in tutta Europa per ricordare chi si oppose ai totalitarismi e ai crimini contro l’umanità. Lo hanno chiesto con una mozione al Parlamento di Strasburgo gli eurodeputati italiani Gabriele Albertini (Pdl), Niccolò Rinaldi (Idv) e &lt;b&gt;David Maria Sassoli&lt;/b&gt; (Pd). Le adesioni per ora sono 109 ma perché la Giornata venga istituita devono arrivare a 360, la maggioranza assoluta del Parlamento europeo. L’iniziativa è stata avviata su impulso dell’associazione Gariwo (Gardens of the Righteous Worldwide, «Giardini dei Giusti di tutto il mondo»). 
&lt;p&gt;Tutti d’accordo che la giornata commemorativa – che verrebbe fissata il 6 marzo – sia necessaria perché accanto al male e agli orrori, venga coltivata e preservata anche la «memoria del bene». 
&lt;p&gt;Da parte di Nissim è arrivato un appello diretto al premier Mario Monti e al suo governo perché sostenga l’iniziativa. Così come, dall’ex sindaco di Milano Albertini, un invito ai colleghi europarlamentari, in primo luogo agli italiani, a firmare al più la mozione. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/cronache/12_marzo_07/mozione-giornata-giusti_bee193f0-6844-11e1-864f-609f02e90fa8.shtml&quot;&gt;Corriere&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Africa, tre ostaggi italiani ancora nelle mani dei rapitori in Algeria e Tanzania </title>
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  <updated>2012-03-08T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
A ricordare gli altri ostaggi italiani ancora nelle mani dei rapitori all’estero è intervenuto l’eurodeputato &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt; che ha annunciato:
&lt;p&gt; “La prossima settimana a Strasburgo chiederemo, tramite il Parlamento, alle istituzioni europee di mobilitarsi, di non spegnere i riflettori e di attivarsi per la protezione degli italiani e di tutti i cittadini europei sequestrati in tante regioni del mondo perché è necessario compiere ogni sforzo per riportare quelle persone alle loro famiglie”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/03/08/africa-ancora-ostaggi-italiani-nelle-mani-rapitori/196254/&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;</summary>
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