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  <title>Openpolis - Argomento: secessione</title>
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  <updated>2011-09-20T00:00:00Z</updated>
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  <title>William TAMI: DA VENEZIA IL TUONO DI BOSSI: “Referendum e Secessione”</title>
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  <updated>2011-09-20T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Pavia di Udine (UD) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Umberto Bossi, dopo le parole del Monviso, torna alla carica da Venezia. &quot;Adesso basta. Il popolo non può vivere schiavo del centralismo, abbiamo diritto alla nostra libertà, e abbiamo la forza per ottenerla se fosse necessario. L'importante è che ci siano milioni di persone pronte a combattere, fate bene i conti. La faremo finita con questi ladrocini imperanti, e vogliono anche avere ragione&quot;. 
Il Senatùr e leader della Lega Nord, alla festa dei popoli padani, torna a parlare di secessione, e rilancia la &quot;via democratica, forse anche attraverso un referendum, perché un popolo importante e lavoratore come il nostro non può continuare a mantenere l'Italia&quot;. 
Il Senatùr così, prima della secessione con l'esercito padano, mira ad ottenerla per via referendaria. &quot;Abbiamo salvato noi della Lega le pensioni, se non c'eravamo noi non so come finiva. Ma l'abbiamo spuntata. Dicono che io mostro il dito - ha proseguito -, sì! Io mostro il dito perché so che cosa vuol dire aver lavorato una vita e non essere sicuri di avere la pensione. Eravamo in pochi, ma la vecchia Lega ce l'ha fatta. Abbiamo fatto resistenza e alla fine abbiamo convinto Berlusconi e Tremonti&quot;. 
Poi la conclusione del discorso di Bossi: &quot;Sono contento, la battaglia sulle pensioni l'abbiamo fatta per voi, l'abbiamo fatta per i vecchietti, come quello che in un supermercato di Milano era stato beccato a rubare una bistecca perché era lì senza soldi&quot;.

&quot;Bossi il leader&quot; - Nei giorni scorsi Bossi aveva fatto tremare il governo: &quot;Il 2013? E' lontano. E queste parole del Senatùr sono state poi riprese e confermate a Venezia anche dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, che ha spiegato come il governo, dal punto di vista leghista, andrà avanti finché lo dirà il Senatùr. Maroni ha ammesso: &quot;Andare avanti è difficle&quot;, e ha poi aggiunto che per il Carroccio &quot;il governo non è un mezzo ma un fine per combattere la nostra battaglia sul federalismo e ci saremo fino a quando ce lo dirà Umberto Bossi&quot;. Alla festa del Carroccio ha parlato anche Roberto Calderoli: &quot;Il nostro è un governo politico, gli altri sono degli inciuci&quot;. Il ministro per la Semplificazione chiude così a un governo tecnico: &quot;La maggioranza è quella del Parlamento, il nostro obiettivo è mantenere la coalizione fino alla fine&quot;.

Caso-Senatùr - A tener banco alla festa dei popoli padani è il 'caso-Bossi'. In pensione? Per Calderoli non se ne parla proprio: lo ha spiegato ai cronisti a margine dell'evento. Al giornalista che gli chiedeva se il Senatùr dovrebbe ritirarsi, il ministro ha risposto: &quot;Probabilmente in pensione dovrebbe andarci lei&quot;. Quindi Calderoli, nel corso del suo intervento, ha difeso l'unità del partito respingendo le voci giornalistiche che parlano di forti frizioni interne tra le anime del partito. &quot;Vorrei anche tirare le orecchie a qualcuno che dice: 'Bisogna far di qui, bisogna far di lì' - ha tuonato Calderoli -, e poi gli danno spazio sui giornali perché parla fuori dal coro. No ai fratelli coltelli - ha proseguito - come fa qualcuno. Se non c'era Bossi non c'era la Lega&quot;. Quindi una frase di forte impatto: &quot;Io, Maroni e gli altri di noi non saremmo un cazzo senza Bossi. Ricordo ai più realisti del re che senza Bossi non sarebbe niente&quot;:

Legge elettorale e secessione - Calderoli ha poi affrontato altri due temi caldi. Il primo, quello delle elezioni: &quot;Se c'è la volontà di cambiare la legge elettorale è meglio farlo in Parlamento e non con il taglia incolla delle proposte del referendum. Per me ha più senso cambiare la Costituzione&quot;. Il secondo, la secessione invocata da Bossi sul Monviso. &quot;La secessione? Questo è l'antidoto: il modello padano. Se c'è ascolto su questo modello bene, altrimenti...&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://leganordpaviadiudine.blogspot.com/&quot;&gt;Privata&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mario BORGHEZIO: Bossi su secessione? Condivido, era ora</title>
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  <updated>2011-08-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Colgo l'occasione per ringraziare i 1700 romani che mi hanno votato alle europee sulla fiducia leggendo il nome sulla lista elettorale. Le dichiarazioni di Bossi mi vedono concorde, semmai il mio commento è 'era ora', non che io dubiti della vocazione padanista di Bossi. Bossi - ha spiegato - è il simbolo del desiderio di libertà della Padania, poi come arrivarci si vedrà, io sono per una via veloce. Io sono per la secessione ieri mattina, in via pacifica ovviamente. A mio avviso ogni minuto perso è buttato via, e danneggia la Padania ed il mio paese&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Credo - ha aggiunto - che quella di Bossi sia stato un atto dovuto. In una situazione come questa bisogna ammettere lealmente che l'uscita di Bossi sia stata di forte moralità politica, essere coerenti con cosa si pensa&quot;.
&lt;p&gt;
Dichiarazione rilasciata in un'intervista a Radio Ies dal suo &quot;esilio volontario a Malta, in attesa che termini la sospensione dal partito&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.wallstreetitalia.com/articolo-stampa.aspx?IdPage=1197813&quot;&gt;TMNews  | wallstreetitalia.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto MARONI: «Noi abbiamo un grande sogno: una Padania libera e indipendente»</title>
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  <updated>2011-06-19T00:00:00Z</updated>
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  <id>585243</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Interni (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Roberto Maroni, ministro degli Interni della Repubblica italiana, è intervenuto al raduno della Lega a Pontida e ha detto, tra le altre cose:

    «Noi abbiamo un grande sogno: una Padania libera e indipendente»&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilpost.it/2011/06/19/il-sogno-del-ministro-maroni/&quot;&gt;www.ilpost.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rosanna FILIPPIN: Le sparate di Gobbo e i bisogni del Veneto.</title>
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  <updated>2010-08-18T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Bassano del Grappa (VI) (Partito: PD) - Assessore  Comune Bassano del Grappa (VI) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Puntuali come i temporali di fine estate, ecco anche quest’anno le sparate leghiste di ferragosto.  La minaccia della secessione è un vecchio arnese della retorica leghista. Non mi scandalizza né mi sorprende che un leghista ne faccia uso. Piuttosto direi che dimostra l’imbarazzo della Lega: se è davvero così efficace il federalismo che sta cucinando il Governo Berlusconi, di che si preoccupa Gobbo?
&lt;br /&gt;

Credo si preoccupi di una triste verità. Il centrodestra ha prodotto sul federalismo un compromesso insufficiente, che rinvia al futuro i cambiamenti e anticipa ad oggi i costi scaricati sugli enti locali.

&lt;p&gt;
Gobbo dice che il concetto di Padania risale alle proposte di 20 anni fa della Fondazione Agnelli. Non ha del tutto torto, anche se a Gobbo si potrebbe ricordare che di Padania parlavano già, a metà anni Settanta, l’ex Presidente comunista dell’Emilia Romagna Guido Fanti, Giuseppe De Rita e Romano Prodi. Ma a parte la storia, il punto è un altro. Il problema non è riconoscere l’omogeneità sociale e di interessi che unisce le regioni del Nord. Il problema è capire che il futuro di queste regioni non passa dalla chiusura e dal localismo, ma dall’innovazione e da un’apertura intelligente al resto d’Europa e del mondo. Serve una strategia nuova per unire le eccellenze venete nel campo dell’economia, della formazione e dell’amministrazione pubblica. Delegando dove serve e semplificando dove si può, a partire dalla pletora delle società partecipate e dei loro cda.

&lt;p&gt;
Gobbo ha ragione su un punto. È vero che l’economia, al Nord, ha sempre anticipato la politica. Ma non nel senso che intende lui. Il malessere del Nord, vent’anni fa, ha messo sì in crisi la Prima Repubblica, ma ha pure dato la spinta per l’aggancio all’Europa. Era quello che serviva alla nostra economia, eppure la Lega non ha mai condiviso quella prospettiva. Oggi che la crisi colpisce tutte le economie europee, non si tratta di rinunciare alla nostra identità, né di fare gli ingenui. Con il buonismo non si integrano gli stranieri e con la globalizzazione senza regole non si protegge la nostra ricchezza. Ma per uscire dalla crisi e costruire le basi del nostro benessere nel futuro, crediamo davvero che basti dare un inno in dialetto alla nostra regione? Quando manca un progetto vero per il futuro, e nelle proposte della Lega per il Veneto questo progetto manca, il ripiegamento nel cortile di casa è solo la via per un sicuro declino.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/primopiano.asp?ID=91&quot;&gt;Partito Democratico Veneto - official web site&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Simonetta RUBINATO: Secessione? «Il vero pericolo è la deriva antidemocratica»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/18/simonetta-rubinato/secessione-%C2%ABil-vero-pericolo-%C3%A8-la-deriva-antidemocratica%C2%BB/504532"></link>
  <updated>2010-08-18T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>504532</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) - Sindaco  Comune Roncade (TV) (Partito: LISTA CIVICA) - Consigliere  Consiglio Comunale Roncade (TV) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il vero pericolo è la deriva antidemocratica conseguente all'incapacità di chi ci governa che sta generando un sentimento di antipolitica, sempre più diffuso tra i cittadini, delusi e sconcertati anche da esempi di corruzione e malcostume. Se a tutto questo si aggiunge la minaccia propagandistica della secessione e della rivolta popolare, che in realtà serve a nascondere il fallimento della politica degli annunci sul federalismo, il passo è breve verso una pericolosa deriva autoritaria. Per questo dobbiamo prepararci ad una nuova resistenza democratica per combattere il sistema padronale di malgoverno costruito dal Centro Destra di cui la Lega è una colonna portante&quot;.

&lt;p&gt;
L’on. Simonetta Rubinato, deputata del Pd, concorda con l’analisi del segretario della Lega veneta, Gian Paolo Gobbo, laddove riferisce la rabbia dei cittadini per un sistema istituzionale che non si riesce a cambiare e a risanare, ma ricorda che “se i cittadini del nord (e non solo) sono arrabbiati la responsabilità principale è di quella maggioranza di Centro Destra che, pur governando il Paese e gran parte delle Regioni, Veneto compreso, sta tradendo la loro fiducia”.

&lt;p&gt;
Per la parlamentare trevigiana l’unica secessione che i cittadini onesti chiedono è “quella da una cattiva politica che trova oggi la massima espressione in chi sta al Governo e in chi ha promesso al Veneto il federalismo e poi ha votato in parlamento le leggi per ripianare i bilanci in rosso di Roma, Catania e Palermo”.

&lt;p&gt;
“Sarebbe opportuno un maggior senso di responsabilità da parte di tutti – mette in guardia l’on. Rubinato – o qualcuno potrebbe approfittare di questo clima di sfiducia per far passare l’idea dell’uomo solo al comando come unica soluzione per i nostri mali. I segnali premonitori non mancano, basti pensare al modo in cui si sta esautorando il parlamento della sua funzione legislativa, a suon di decreti legge e di voti di fiducia, o alle campagne mediatiche per delegittimare chi la pensa diversamente o ancora ai proclami discriminatori e razzisti che si lanciano nelle adunate di qualche forza politica”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=1564&quot;&gt;Partito Democratico Veneto - official web site&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: «Si può considerare penoso chi, nel Sud o nel Nord, balbetti giudizi liquidatori sulll'Unità d'Italia. Chi prova ad immaginare secessioni o separazioni,  coltiva un salto nel buio». </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/11/giorgio-napolitano/%C2%ABsi-pu%C3%B2-considerare-penoso-chi-nel-sud-o-nel-nord-balbetti-giudizi-liquidatori-sulllunit%C3%A0-ditalia-chi-prova-ad-immaginare-secessioni-o-separazioni-coltiva-un-salto-nel-buio%C2%BB/499992"></link>
  <updated>2010-05-11T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Le celebrazioni del 150° siano l'occasione per un clima nuovo nel rapporto tra le diverse realtà del Paese&quot;
&lt;p&gt;

&quot;Siano le celebrazioni del 150° del nostro Stato nazionale, l'occasione per determinare un clima nuovo nel rapporto tra le diverse realtà del paese, nel modo in cui ciascuna guarda alle altre, con l'obbiettivo supremo di una rinnovata e più salda unità. Unità che è, siamone certi, la sola garanzia per il nostro comune futuro&quot;. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Marsala nel discorso celebrativo del 150° anniversario dello sbarco del Mille.

&lt;p&gt;
&quot;Oggi - ha detto il Presidente Napolitano - siamo qui per rievocare il ruolo della Sicilia nel compimento del processo di unificazione nazionale. Senza la Sicilia e il Mezzogiorno non si sarebbe certo potuto considerare compiuto quel processo, non si sarebbe potuto far nascere uno Stato che rappresentasse pienamente la nazione italiana e che si ponesse, in pieno Ottocento, tra i maggiori Stati europei&quot;.

&lt;p&gt;
Il Capo dello Stato ha ricordato che &quot;le celebrazioni del 150° anniversario della fondazione del nostro Stato nazionale offrono l'occasione per mettere in luce gli apporti della Sicilia e del Mezzogiorno a una storia comune e ad una comune cultura, che affondano le loro radici in un passato plurisecolare, ben precedente lo sviluppo del processo di unificazione statuale della nazione italiana. Di quel patrimonio, culminato nelle conquiste del 1860-1861, possiamo come meridionali essere fieri: non c'è spazio, a questo proposito, per pregiudizi e luoghi comuni che purtroppo ancora o nuovamente circolano, nell'ignoranza di quel che il Mezzogiorno, dando il meglio di sé, ha dato all'Italia in momenti storici essenziali&quot;.

&lt;p&gt;
Il Presidente ha poi rilevato che &quot;in un bilancio critico del lungo periodo che ha seguito l'unificazione d'Italia, non si coltivino nel Mezzogiorno rappresentazioni semplicistiche delle difficoltà che esso ha incontrato, dei prezzi che ha pagato, per errori e storture delle politiche dello Stato nazionale nella fase della sua formazione e del suo consolidamento. Il ripescare le vecchissime tesi (perché vecchissime sono) - come qualche volta si sente fare - di un Mezzogiorno ricco, economicamente avanzato a metà '800, che con l'Unità sarebbe stato bloccato e spinto indietro sulla via del progresso, non è degno di un approccio serio alla riflessione storica pur necessaria. E non vale nemmeno la pena di commentare tendenze, che per la verità non si ha coraggio di formulare apertamente, a un nostalgico idoleggiamento del Regno borbonico&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;&lt;b&gt;Si può considerare solo penoso&lt;/b&gt; che da qualunque parte, nel Sud o nel Nord, si balbettino giudizi liquidatori sul conseguimento dell'Unità, negando il salto di qualità che l'Italia tutta, unendosi, fece verso l'ingresso a vele spiegate nell'Europa moderna. Mentre chi si prova a immaginare o prospettare una nuova frammentazione dello Stato nazionale, attraverso secessioni o separazioni comunque concepite, coltiva un autentico salto nel buio. Nel buio, intendo dire, di un mondo globalizzato, che richiede coesione degli Stati nazionali europei entro un'Unione più fortemente integrata e non macroregioni allo sbando. Lasciamo scherzare con queste cose qualche spregiudicato giornale straniero&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;&lt;b&gt;Non è la prima volta che lo dico&lt;/b&gt; - ha affermato il Presidente Napolitano - e sento il bisogno di ripeterlo; le critiche che è legittimo muovere in modo argomentato e costruttivo agli indirizzi della politica nazionale, per scarsa sensibilità o aderenza ai bisogni della Sicilia e del Mezzogiorno, non possono essere accompagnate da reticenze e silenzi su quel che va corretto, anche profondamente, qui nel Mezzogiorno, sia nella gestione dei poteri regionali e locali e nel funzionamento delle amministrazioni pubbliche, sia negli atteggiamenti del settore privato, sia nei comportamenti collettivi. E parlo di correzioni essenziali anche al fine di debellare la piaga mortale della criminalità organizzata che è diventata una vera e propria palla di piombo al piede della vita civile e dello sviluppo del Mezzogiorno&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Nello stesso tempo - ha concluso il suo intervento il Presidente della Repubblica - si deve chiedere a tutte le forze responsabili che operano nel Nord e lo rappresentano, di riflettere fino in fondo su un dato cruciale : l'Italia deve nel prossimo avvenire crescere di più e meglio, ma può riuscirvi solo se crescerà tutta, se crescerà insieme, solo se si metteranno a frutto le risorse finora sottoimpiegate, le potenzialità, le energie delle regioni meridionali&quot;.

&lt;p&gt;
Successivamente il Capo dello Stato si è recato a Salemi dove ha inaugurato il restaurato Palazzo Municipale e visitato i Musei del Risorgimento e della Mafia, e la Mostra del FAI &quot;Paesaggi d'Italia&quot;.

&lt;p&gt;
Ultima tappa del viaggio in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell'Unità d'Italia è stata Calatafimi dove il Presidente Napolitano ha deposto una corona al Sacrario di Pianto Romano e scoperto una targa in ricordo dei garibaldini che persero la vita nella battaglia del 15 maggio 1860 alla presenza dei sindaci delle città di provenienza dei caduti.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=7361&quot;&gt;Il Quirinale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: &quot;Chi pensa a secessioni coltiva un salto nel buio&quot; </title>
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  <updated>2010-05-11T00:00:00Z</updated>
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  <id>499973</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Si può considerare solo penoso che da qualunque parte, nel Sud o nel Nord, si balbettino giudizi liquidatori sul conseguimento dell'unità, negando il salto di qualità che l'Italia tutta, unendosi, fece verso l'ingresso a vele spiegate nell'Europa moderna&quot;, ha detto, sottolineando il ruolo &quot;non passivo, ma da protagonista&quot; della Sicilia nel moto unitario e lo &quot;storicamente indiscutibile&quot; contributo del Mezzogiorno.

&quot;Non c'è nulla di retorico nel celebrare l'unità conseguita dall'Italia, è un modo di rinnovare il patto fondativo della nostra nazione&quot;, ha ribadito Napolitano sul molo del porto, salutando le due imbarcazioni salpate da Quarto che simboleggiano lo sbarco della spedizione garibaldina del 5 maggio di 149 anni fa, rievocazione ostacolata oggi dal forte vento. Vento su cui il presidente si è concesso una battuta: &quot;E' una giornata bellissima e ventosa. E siamo davanti a una meravigliosa manifestazione di popolo&quot; ha detto rivolgendosi alla gente in piazza, scolaresche, cittadini, molti bambini con camicie e berretti rossi, in onore del colore delle divise garibaldine. Questo &quot;fa capire che l'unità è uno straordinario e fondamentale patrimonio collettivo del popolo italiano. Celebrarla quindi non ha nulla di retorico ma è un modo di rinnovare il patto fondativo della nostra nazione&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2010/05/11/news/napolitano_unit_italia-3979303/&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LUCA ZAIA: Celebrazioni del 150esimo. «Questi festeggiamenti mi sembrano inutili»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-05-06T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Veneto (Partito: Lega) - Consigliere Regione Veneto (Lista di elezione: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Presidente Zaia, ha sentito? Per il Capo dello Stato le celebrazioni dell`Unità d`Italia «non sono tempo perso»: è una chiara replica a Bossi...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Ho il massimo rispetto per Napolitano, ma questi festeggiamenti mi sembrano inutili se parliamo solo di unificazione senza indicare la vera essenza della nostra Costituzione».

&lt;p&gt; &lt;b&gt;Che sarebbe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il federalismo. E stata scritta da padri costituenti che credevano fortemente nelle autonomie.

Lo stesso don Sturzo, siciliano, nel `49 sosteneva di essere un &quot;federalista impenitente&quot;.

Già a quei tempi al Sud dicevano di essere diversi da quelli del Nord e del Centro. Volevano il federalismo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ne è sicuro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Sì. Solo che una volta approvata, la Costituzione è sempre stata interpretata in senso centralista.

Anche nella Carta ci sono le premesse per applicare quella che io chiamo &quot;autonomia a tasso variabile&quot;».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ne ha appena parlato nel suo discorso di insediamento al consiglio regionale del Veneto: che cosa intende, esattamente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «La mia Regione ha lo stesso grado di autonomia della Calabria.

Questo non va bene. Lo stesso Napolitano ha detto che il federalismo consiste in una giusta assunzione di responsabilità da parte degli amministratori. Quelli che lasciano riempire le strade di spazzatura come in Campania, che alimentano la voragine del deficit sanitario come in Calabria, che nulla fanno per contrastare la penetrazione della criminalità, non osiamo certo definirli responsabili».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dunque?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «L`ho detto nel mio discorso:

non siamo disposti ad alcuna forma di solidarietà con altre Regioni in assenza di un reale riscatto etico, civile, economico di questi territori».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Torniamo alle celebrazioni del 150esimo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Bene, e allora ricordiamo le cannonate di Bava Beccaris (non degli austriaci, ma di un generale sabaudo) ai milanesi. Oppure la strage di Bronte, in Sicilia. Non è che a quei tempi la popolazione, composta tra l`altro per il 90 per cento da analfabeti, si riversasse felice per le strade mentre arrivavano i &quot;liberatori&quot; sabaudi. Che al Sud, tra l`altro, sparavano a contadini inermi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nulla da festeggiare, dunque?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Prima di festeggiare bisognerebbe guardare ai risultati che si sono raggiunti con l`Unità del Paese. Ilresto è retorica, quasi che a cantare le lodi dell`unificazione sia rock, e non farlo sia pop. Voglio dire che il problema non è partecipare o meno alle celebrazioni, ma guardare avanti, a quello che si può fare conlanostra Costituzione per dare maggiore autonomia ai territori. Né più né meno di quello che accade in Catalogna o in Baviera».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma la Spagna e la Germania hanno Costituzioni diverse dalle nostre.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Eh no, basta leggere l`articolo 116: qualsiasi realtà regionale può negoziare con lo Stato centrale alcune competenze esclusive».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A Quarto, Napolitano ha aperto una polemica con voi leghisti.

È in forse l`asse tra il Quirinale e Bossi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ilpresidente è il difensore della Costituzione, ha voluto fare solo qualche puntualizzazione. Ma per come lo conosco io, per la sua coerenza, confermerà sempre le sue posizioni federaliste. Lo dico con grande tranquillità: si è speso molto nel difendere le celebrazioni dell`Unità, io auspico che abbia la stessa attenzione nel difendere le ragioni dell`autonomia.

In questa fase caratterizzata dalle riforme, se vuole lui è il dominus di tutta la partita. Se non altro per i tempi che occorrono per realizzare i cambiamenti: Napolitano può accelerarli o ritardarli».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bossi sostiene che il Nord non voleva l`Unità...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ha ragione. Guardiamo alla prima guerra mondiale: i soldati non sapevano bene per che cosa si battevano, e se non si gettavano contro il nemico erano quelli delle file dietro a sparargli, perché questi erano gli ordini. Perché negarlo? Se qualcuno vuole nobilitare tutto, prendiamo atto, ma è una bugia dire che c`era un popolo felice e contento di costruire questa benedetta unità. Anzi, un falso storico».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quel «qualcuno» si chiama Napolitano?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «No, assolutamente. In ogni caso il modo migliore per celebrare questa ricorrenza è uno solo:

guardiamo avanti, non indietro».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=RFT3P&quot;&gt;La Repubblica - Rodolfo Sala&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo Cacciari: «Il Paese non si compatta con la demagogia»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/06/massimo-cacciari/%C2%ABil-paese-non-si-compatta-con-la-demagogia%C2%BB-intervista/499831"></link>
  <updated>2010-05-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>499831</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Filosofo ed ex sindaco di Venezia. Sul forfait della Lega Nord alle celebrazioni per l’Unità d’Italia, Massimo Cacciari non fa una piega. E spiega che tutto era assolutamente prevedibile.
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Il Carroccio diserta Genova...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ma la Lega non fa altro che fare il suo mestiere. Insomma, fa quello che ha sempre fatto. Ed è perciò proprio per questo del tutto coerente con quello di cui ha sempre parlato. Anzi. Agisce di conseguenza. D’altra parte perché mai avrebbe dovuto partecipare ad un evento come la commemorazione dell’Unità di Italia se non vede l’ora di dividere il Paese?».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;In che senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il partito di Umberto Bossi esiste per spaccare. Per portare avanti il suo disegno di federalismo, per separare la gente dalla gente, gli indigeni dagli immigrati, per tagliare, isolare. Ma questo non ha assolutamente niente a che fare con il federalismo vero».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Come dovrebbe essere?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Questo è al massimo una sorta di regionalismo, alla Lega Nord non interessa proprio niente dei Comuni, degli enti locali, il suo disegno non è niente di serio. Rimane solo la rivendicazione di una egemonia territoriale di una corsa alla conquista delle Regioni. Niente di più».
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Dunque qual è il vero problema?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il nodo più stretto non è costituito dalla Lega e dalle sue mire espansionistiche, piuttosto dal fatto che ancora oggi non esiste nessuno che sia in grado di affrontarla. Di fronteggiarla. E di opporsi alla sua avanzata con delle proposte serie. Dei fatti. Non facendo ricorso alla pura, semplice e sterile demagogia. Questo è il problema. Finchè ci sarà l’assenza totale di un serio contraddittorio al Carroccio non si arriverà mai da nessuna parte»&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=RFTV6&quot;&gt;Il Mattino - Alessandra Chello &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Umberto BOSSI: L'Unità d'Italia è una ricorrenza inutile ci vado se me lo chiede Napolitano»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/04/umberto-bossi/lunit%C3%A0-ditalia-%C3%A8-una-ricorrenza-inutile-ci-vado-se-me-lo-chiede-napolitano%C2%BB-intervista/499702"></link>
  <updated>2010-05-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>499702</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Riforme per il Federalismo (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Le celebrazioni per i 150 anni dell'unità d'Italia mi sembrano le solite cose inutili, un po' retoriche. Non so se ci andrò, devo ancora decidere. Ma se dovesse chiamarmi Napolitano...&quot;. Il leader della Lega, Umberto Bossi, parla del rapporto tra Carroccio e unità d'Italia all'indomani delle feroci polemiche innescate dalle parole di Roberto Calderoli. Il ministro leghista per la Semplificazione aveva detto che i padani erano pronti a disertare i festeggiamenti ufficiali e che lui, in ogni caso, avrebbe preferito lavorare per la realizzazione del federalismo.&lt;br /&gt;

Certo, anche Bossi sogna di arrivare all'anniversario dell'unificazione &quot;con il federalismo fatto&quot;, un passo che per il leader leghista rappresenterebbe &quot;il mantenimento della promessa di Cavour e disattesa dal re&quot;, il tassello mancante per &quot;il vero compimento della storia&quot; nazionale nonché l'unico modo per &quot;raddrizzare&quot; il Paese ed evitare di farlo finire come la Grecia: &quot;Un po' di regole farebbero bene a tutti, il Nord smetterebbe di pagare e il Sud di buttare via i soldi&quot;. Eppure Bossi lascia uno spiraglio alla sua presenza ai festeggiamenti: &quot;Il presidente Napolitano mi è sempre stato simpatico&quot;. Come dire, se mi chiama, io vado. Ma per lui le celebrazioni resteranno l'occasione per rivedere una storia, quella nazionale, &quot;troppo semplificata&quot; perché non è possibile che &quot;da un lato c'è chi paga e dall'altro chi spende&quot;. La storia, per il Senatùr, &quot;è una partita doppia&quot;, una medaglia a due facce...&lt;br /&gt;
 Ed è questo che spiegherà al popolo padano.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ministro, domenica Calderoli ha detto di non essere affatto certo di andare alle celebrazioni per l'unità d'Italia. Lei invece cosa farà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Vedremo, ma la mia speranza è di arrivarci con il federalismo fatto, che sia legge e diventi finalmente realtà. Se ci pensa bene questo è l'unico pezzo che manca al compimento della vera storia del nostro Paese&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi lei lega la legittimazione del Risorgimento e dell'unità nazionale al federalismo del 2010?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Cavour era federalista, la promessa e l'impronta federalista sono state fondamentali nel percorso di unificazione del Paese. Senza questa premessa e senza questa impronta i Lombardi non ci sarebbero mai stati a finire sotto il Piemonte. Poi il re in qualche modo ha tradito perché ha imposto il centralismo. Oggi è arrivato il momento di riprendere quella promessa e mantenerla compiendo davvero la storia&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi a suo modo di vedere il federalismo di oggi rappresenta il vero compimento dell'impresa risorgimentale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Tutti sanno che il federalismo viene da molto lontano. È un'attesa che per la nostra gente dura da troppo tempo e allora io dico: meglio tardi che mai. Non perderemo questa occasione per raddrizzare il Paese&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
In che senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Se andiamo avanti di questo passo avremo troppi sindaci e troppi presidenti di regione che buttano via i soldi. Non si può continuare così perché con questo andazzo rischiamo di finire male, come un'altra Grecia ma di grandi dimensioni e con esiti disastrosi per tutti&quot;.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
E il federalismo è il rimedio? È la ricetta contro il rischio di un tracollo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Si, non c'è dubbio. Perché il federalismo significa dare delle regole, finalmente. E un po' di federalismo e un po' di regole faranno bene sia al Nord che al Sud. Perché il Nord del dopo crisi non può più dare i soldi che dava prima, dovrà vivere con regole nuove. E il Sud i soldi non potrà più buttarli&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come parlerà alla sua gente quando ci saranno i festeggiamenti per l'unità d'Italia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Bisognerebbe scrivere bene la storia, dire la verità. È stata troppo semplificata mentre invece la storia è una partita doppia. Da una parte c'è il popolo, dall'altra c'è la classe dirigente dominante; da una parte c'è chi spende, dall'altra c'è chi paga&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma lei alla fine alle celebrazioni ufficiali ci andrà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Per la verità non ci ho ancora pensato. A naso mi sembrano le solite cose un po' inutili e un po' retoriche, ma devo ancora vedere e capire&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dica la verità, se il presidente Napolitano dovesse chiamarla lei direbbe di sì?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Beh, se Napolitano mi chiama... lo sa che il presidente mi è sempre stato simpatico&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=RDY7U&quot;&gt;La Repubblica - Alberto D'Argenio&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: &quot;Berlusconi finirà come Saddam&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/09/19/antonio-di-pietro/berlusconi-finir%C3%A0-come-saddam/417787"></link>
  <updated>2009-09-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>417787</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Presto ci sarà l'implosione di Berlusconi, che cadrà con il dito alzato, facendo finta di niente fino all'ultimo minuto, esattamente come Saddam Hussein&quot;. Antonio Di Pietro, nel suo discorso alla festa del partito a Vasto, torna ad attaccare il premier, accusandolo di aver &quot;ridotto il paese al lastrico, alla invivibilità e al discredito internazionale&quot;. 

&lt;p&gt;
Guarda al futuro, Di Pietro. A un dopo Berlusconi che pare vedere prossimo. &quot;Siamo in un momento di transizione molto pericoloso perché Berlusconi è al tramonto e sta tramontando come è accaduto a Nerone, Catilina, Hitler e Mussolini. Ma a farlo fuori ci sta pensando la sua stessa maggioranza che si spartisce le spoglie del despota che muore&quot; continua Di Pietro.

&lt;p&gt;
E' un fiume in piena, il leader dell'Idv. Che ne ha per tutti. Per Bruno Vespa (&quot;ha scambiato la Rai e Porta a Porta con il salotto di casa sua&quot;) e per Umberto Bossi che &quot;ha giurato fedeltà alla costituzione ed è uno spergiuro quando torna a parlare di secessione&quot;.Poi &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-27/sviluppi-7set/sviluppi-7set.html?ref=search&quot;&gt;&lt;b&gt;ricorda le parole del presidente del Consiglio&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; e le ribalta: &quot;Questo governo è il peggiore degli ultimi 150 anni e Berlusconi è stato il premier peggiore. Se ne vada per sempre prima della celebrazione dei 150 anni dell'unità d'Italia&quot;.

&lt;p&gt;
Infine, intervistato da &quot;A&quot;, Di Pietro azzarda un nuovo paragone a tutto danno del premier: &quot;Gli italiani sono fortunati perché Berlusconi non ha il fisico e la forza di Hitler. C'è un regime e ormai non lo dico solo io, come nell'autunno scorso in piazza Navona. Allora tutti mi davano del pazzo, anche dal Pd. Oggi sono tutti d'accordo con me&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-28/berlusconi-saddam/berlusconi-saddam.html&quot;&gt;Repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Umberto BOSSI: La Padania un giorno sarà uno stato libero, indipendente e sovrano. Neppure il carcere ci spaventa.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/09/13/umberto-bossi/la-padania-un-giorno-sar%C3%A0-uno-stato-libero-indipendente-e-sovrano-neppure-il-carcere-ci-spaventa/417764"></link>
  <updated>2009-09-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>417764</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Riforme per il Federalismo (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Non basterà il federalismo, vogliamo cambiamenti più radicali. Venezia e Milano, se avessero fatto l’accordo secoli fa, non sarebbe arrivato neanche Napoleone». E ancora: «Saremo liberi con le buone o con le meno buone. È un diritto dei popoli essere liberi». Nella giornata conclusiva della festa dei popoli padani, poco prima di riversare in Laguna l'ampolla con l'acqua del Po prelevata sul Monviso, Umberto Bossi è tornato ad alzare i toni e a rilanciare, di fatto, la tematica secessionista. Perchè «l'Italia è già federalista» e ora la gente della Padania non si accontenta più.

&lt;p&gt;
«NON CI FERMA NEANCHE IL CARCERE»&lt;br /&gt;
 «Non ci fermeremo - ha detto il Senatùr -, neppure il carcere ci spaventa. Ci fanno la guerra in tutti i modi ma alla fine pagheranno perchè i popoli vincono. I lombardi, i veneti quando furono uniti non furono mai sconfitti». Il giorno dopo avere buttato lì, durante un comizio a Ferrara, l'ipotesi di elezioni anticipate qualora non si completi il passaggio alla forma dello stato federalista, il capo della Lega gioca una volta di più la carta dell'identità. E annuncia per l'anno prossimo una catena umana sul Po, un atto che dovrebbe simboleggiare una barriera contro l'immigrazione e per ribadire che i popoli padani vogliono ottenere «i loro diritti di libertà».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_settembre_13/lega_venezia_voto_anticipato_calderoli_bossi_8edc9712-a047-11de-8194-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Umberto BOSSI: «Via libera al maestro unico. Federalismo? O così o secessione»  -   INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/09/umberto-bossi/%C2%ABvia-libera-al-maestro-unico-federalismo-o-cos%C3%AC-o-secessione%C2%BB-intervista/359181"></link>
  <updated>2008-09-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>359181</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Riforme per il Federalismo (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Bossi: &quot;Con la Gelmini ho un buon rapporto, il suo è un compito difficile&quot;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

Milano - Oggi Umberto Bossi vede a Roma il presidente del Consiglio. Spera di strappare il sì all'approvazione, nel Consiglio dei ministri di Giovedì, del testo di legge delega sul federalismo fiscale. Perchè, domenica, sulla veneziana Riva degli Schiavoni, il ministro delle Riforme vuole presentarsi ai padani con in mano qualcosa di più della solita promessa.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Altrimenti, ministro Bossi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Ti guarda quasi con fastidio, è una domanda oziosa ti dice con gli occhi. Poi, risponde:&quot;Venezia è da sempre una riunione per la libertà dei popoli padani. Il federalismo? Beh, se arriva è meglio di niente. Ma là vogliono la libertà, perchè c'è un Nord che sa di avere la forza e i numeri per conquistarsela. Al di là di me e della Lega&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Vuol dire che lei si sta battendo per qualcosa che non placherà tutto il Nord?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Voglio dire che il federalismo è una mediazione. Che ai padani che vengono a Venezia non gliene frega nulla&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Eppure la Lega pone il federalismo fiscale innanzi tutto. Nella maggioranza ci sono voci divergenti, anche vicino a Berlusconi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Non è vero, tra gli alleati non ci sono nemici. Certo, si vedrà, soprattutto, in commissione e poi in aula come la maggioranza voterà. Ma, attenzione, il Nord può rivelarsi una belva, se viene ancora deluso&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Lei crede che il premier sia un convinto federalista?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Non lo so, lo chieda a lui&quot;. Poi si corregge: &quot;Sono sicuro di sì, anche perchè sa bene, il presidente del Consiglio, che l'unica alternativa al federalismo sarebbe la secessione. Il Nord ha milioni di uomini, non ha paura di niente, certamente non di battersi. Meglio non farlo incazzare&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Minacciare ancora la secessione non è come gridare &quot;al lupo, al lupo&quot;?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Il Nord è in grado di farla. Ma, certo, sarebbe meglio poter scegliere una via democratica alla libertà&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;La Lega sale nei sondaggi. C'è chi dice che il premier tenda la mano all'Udc per avere un contrappeso.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Noi siamo bravi. Ma siamo fedeli agli alleati. E' il generale Berlusconi che deve decidere chi deve stare nella maggioranza. Per ora non c'è problema&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Eppure, le polemiche tra i ministri leghisti e i colleghi non mancano. Lei ha attaccato la Gelmini, per esempio.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
&quot;I giornalisti, come accade spesso, hanno capito male. A Torino, durante il mio comizio, c'era chi diceva: mandate via la Gelmini. Ma io ho sempre avuto con lei un buon rapporto e sono d'accordo sul maestro unico. E' difficile fare il ministro della Pubblica istruzione.&quot;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Le sarebbe piaciuto per la Lega quel ministero?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Non ci ho mai pensato&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Sua moglie Manuela è una maestra e dirige la scuola bosina a Varese. Ed è molto preoccupata per l'andamento dell'istruzione in Italia, vero?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Sì, lei ha una particolare sensibilità per l'argomento. Manuela ama i ragazzi ed è una brava insegnante. In casa se ne parla, è inevitabile che il problema m'interessi&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Insomma, la Gelmini è promossa. E Raffaele Fitto, ministro degli Affari regionali? Quando andrà a trovarlo in Puglia? Riuscirà a convertirlo al testo Calderoli sul federalismo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Andrò in Puglia quando avremo l'accordo. Con Fitto va tutto bene. Ci siamo parlati&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Anche con il Partito democratico va tutto bene?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;I rapporti sembrano buoni, vedo un'attenzione positiva verso la riforma federalista. D'altra parte, mi dica lei:se il Pd si mostrasse nemico del federalismo, come farebbe a prendere i voti al Nord?&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;C'è un'altra partita alla quale lei tiene molto:Malpensa. La Moratti, a volte, sembra in difficoltà con il governo. Lei da che parte sta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Prima di tutto vorrei far notare che Malpensa non è fallita. Certo, ci vorranno anche un po' di aerei della nuova Alitalia per aumentare il movimento. Ma le cose vanno meglio di quanto si temesse. Sono sicuro che il governo non ha intenzione di declassare Malpensa da hub a piccolo aeroporto. Io non ne ho mai sentito parlare&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Eppure, secondo Moratti, Milano non riceve sufficiente attenzione dal governo di centrodestra.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Milano è tenuta nella dovuta considerazione, tanto è vero che i soldi per l'Expo ci sono. E' chiaro che questo successo è dovuto molto al sindaco e alla sua famiglia. Letizia è una mia cara amica,. una grande lavoratrice, l'unica donna forte della politica&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Domenica, a Venezia, accanto a lei ci sarà suo figlio Renzo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Non so. Ora è a Saragozza, all'Expo, a studiare il problema delle Acque e Sviluppo sostenibile. Ma ci sarà sicuramente mia moglie con gli altri figli&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=J673L&quot;&gt;Giorno/Resto/Nazione - Flavia Baldi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Umberto BOSSI: Via i clandestini. Se la sinistra vuole lo scontro, pronti 300mila uomini</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/29/umberto-bossi/via-i-clandestini-se-la-sinistra-vuole-lo-scontro-pronti-300mila-uomini/332130"></link>
  <updated>2008-04-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>332130</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Dobbiamo cacciare i clandestini e fare il federalismo fiscale per questo useremo tutti gli strumenti che servono. Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi...
....I fucili sono sempre caldi&quot;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsid=81200&quot;&gt;rainews24&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Vittorio DI DIO: Il tricolore di Porta Nuova non si tocca</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/18/vittorio-di-dio/il-tricolore-di-porta-nuova-non-si-tocca/331899"></link>
  <updated>2008-04-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>331899</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Verona (VR) (Partito: AN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tornano le celebrazioni delle Pasque Veronesi, l’insurrezione antinapoleonica del 1797, che culmineranno il 25 aprile con la messa in rito romano antico in onore dell’evangelista Marco, patrono di Venezia. 
Intanto, per far posto alla bandiera della Repubblica Veneta, ieri il tricolore è sparito dai pennoni di Porta Nuova. «Non ho nulla contro la bandiera di battaglia di Venezia», fa sapere Di Dio, «ma il tricolore su Porta Nuova deve rimanerci, perché qui siamo in Italia e l’assessore Perbellini mi ha assicurato che domani tornerà e ci resterà, a costo di metterci un vigile di guardia».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.larena.it&quot;&gt;L'Arena&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIAN MARIO SPACCA: Valmarecchia - Spacca: &quot;Il disagio c’è ma è necessario non cedere alle tensioni&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/03/18/gian-mario-spacca/valmarecchia-spacca-il-disagio-c%E2%80%99%C3%A8-ma-%C3%A8-necessario-non-cedere-alle-tensioni/331509"></link>
  <updated>2008-03-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>331509</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Marche (Partito: PD) - Consigliere Regione Marche (Lista di elezione: Unione) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Da un articolo di Pia Bacchielli, dopo che il consiglio regionale delle Marche ha confermato il parere negativo espresso dalla giunta sul distacco dei Comuni dell’Alta Valmarecchia e il loro passaggio alla Provincia di Rimini.
(...)Di carenze non vuole sentir parlare però il presidente Spacca. “I servizi nella Valmarecchia sono superiori a quelli presenti in altre aree dell’entroterra montano delle Marche”, dice. Servizi che magari “non compensano quel disagio manifestato nel referendum”. Ma doveroso è “non cedere alle tensioni e valorizzare le spinte unitarie”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriereadriatico.it/articolo.aspx?varget=843616&quot;&gt;Corriere Adriatico&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SERGIO REOLON: Borse di studio, Trento sconfina e Reolon s’infuria.</title>
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  <updated>2008-01-29T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Provincia Belluno (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;i&gt;Viaggi all’estero , Dellai inserisce gli studenti di alcuni Comuni veneti secessionisti tra i beneficiari. Ed è polemica&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt;&lt;/b&gt;Venezia&lt;/b&gt;&lt;i&gt;&lt;/i&gt; – &lt;b&gt;La censura è durissima. “E’ un attacco che contraddice completamente la linea di collaborazione con noi e la Regione Veneto che Dellai aveva tenuto sin qui.”
Non usa mezzi termini &lt;i&gt;Sergio Reolon&lt;/i&gt;, presidente della Provincia di Belluno, sulla vicenda delle borse di studio per l’estero, destinate agli studenti di terza superiore, che la Regione Trentino Alto Adige ha destinato quest’anno non solo ai propri alunni, ma anche a quelli di quattro comuni confinanti veneti: i bellunesi Cortina, Colle Santa Lucia e Livinallongo e il vicentino Pedemonte. Una piccola vicenda in sé – le borse per un anno sono 60 e chissà se ci saranno studenti veneti ad usarle – che suscita però l’ennesimo vespaio politico sui confini. Perché i Comuni veneti che hanno avuto il placet sono tutti “secessionisti” (i tre bellunesi hanno detto sì con il referendum del 28 ottobre al passaggio in Alto Adige e Pedemonte terrà il suo per il Trentino il 9 marzo), ma sono solo una parte di quelli che hanno chiesto di passare il confine. E l’esclusione dell’Altopiano di Asiago e dei bellunesi Lamon e Sovramonte dai benefici delle borse di studio pare tanto, a questo punto, un’anticipazione della scelta sul sì e il no che trentini e altoatesini dovranno fare sui transfughi. Con un’aggravante: mentre il Governatore dell’Alto Adige, Luis Durnwalder, non ha mai nascosto il suo favore per la causa dei ladini di Cortina. Livinallongo e Colle, il collega  trentino, Lorenzo Dellai, che è anche presidente della Regione Trentino Alto Adige, si era astenuto sin qui dai giudizi, aprendo invece un fronte di collaborazione con il Veneto che aveva portato all’accordo di costituire un fondo per sostenere progetti transfrontalieri. E per questo la posizione del Governatore trentino, che aveva scritto prima di Natale da presidente della Regione la lettera ai sindaci informandoli della novità, sta creando più di un imbarazzo.
“Non è stata fatta nemmeno una delibera. Si tratta di una semplice lettera che ho scritto ai sindaci di alcuni Comuni
che storicamente appartenevano al Trentino – ha spiegato Dellai -. Nessuna invasione di campo ma la prosecuzione di rapporto di buon vicinato che vede Trentino e Veneto coinvolti nel progetto per finanziare iniziative di confine”.
La spiegazione però non convince Reolon: E’ un’entrata a gamba tesa contro il Veneto e Belluno, contro la dignità dei bellunesi. Se l’iniziativa fosse stata inserita nella collaborazione tra aree di confine sarebbe stata la benvenuta;ma così è un’ingerenza nel territorio del vicino, in cui i Comuni vengono discriminati su basi storiche ed etniche. Ne ho parlato col ministro Lanzillotta, che si è detta sconvolta, l’ho spiegato anche direttamente a Dellai, a cui ho chiesto di ripensarci. Credo che sia caduto in una leggerezza; ma su questo fronte non ce ne possono essere: una decisione così può creare uno sconquasso nella mia provincia.” Sconquasso o no certo le reazioni dei Comuni ammessi ed esclusi sono diverse. “ A prescindere dal referendum, ci ha fatto piacere, e l’ho scritto nella mia risposta a Dellai, che Trento ci consideri come i fratellastri che un tempo appartenevano al Trentino”, dice Daniele Carotta, sindaco di Pedemonte. “So che può esserci dietro un discorso politico. Me è un’opportunità che viene data ai nostri ragazzi e che non tocca il Comune: noi siamo stati solo informati”, aggiunge il sindaco di Cortina, Andrea Franceschi, neutrale sul nodo referendum. “E’ una fuga in avanti inopportuna, che non condivido – replica sull’altro fronte il primo cittadino di Sovramonte, Armando Scalet -.
Qui si fanno figli e figliastri, contraddicendo l’accordo Trentino – Veneto, di cui, tra l’altro, aspettiamo da mesi di vedere la traduzione in pratica.”

&lt;/b&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://sandbox.openpolis.it/upload/29ge8CV.pdf&quot;&gt;Corriere del Veneto - Federico Nicoletti -&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Umberto BOSSI: Italia schiavista, pronti ad attaccare</title>
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  <updated>2007-12-08T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo Indipendenza/Democrazia) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Abbiamo il dovere morale di liberare il nostro popolo da questa Italia schiavista. Il potere colonialista imbecille non capisce che il popolo aspetta solo il momento per attaccare, e quel momento verrà&quot;&lt;br /&gt;
&quot;I partiti non si possono comprare - attacca - non si può entrare in un partito unico perchè la Lega ha una sua identità: chi difenderà sennò il popolo della Padania nel partito unico?&quot;. Poi l'invocazione: &quot;Prepariamoci moralmente per la lotta, anche se si rischierà di lasciarci la vita&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2007/12/sezioni/politica/lega/lega/lega.html&quot;&gt;Repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Umberto BOSSI: I lombardi non hanno mai tirato fuori i fucili ma per farlo c'è sempre la prima volta</title>
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  <updated>2007-08-26T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo Indipendenza/Democrazia) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Andremo in fondo - dice il numero uno leghista - non ci fermeremo a met&amp;agrave;, costi quel che costi. La rivolta e la protesta fiscale sono parte della lotta di liberazione in atto perch&amp;egrave; il Nord ha le scatole piene di uno Stato delinquenziale&amp;quot;. E ancora: &amp;quot;Davanti alla rapina delinquenziale dell'estate che toglie la libert&amp;agrave;, sappiamo come reagire ed arrivare al bersaglio. La protesta fiscale non &amp;egrave; la fine del mondo ma una parte della lotta per la libert&amp;agrave;&amp;quot;. E infine: &amp;quot;Se la Lombardia chiude i rubinetti l'Italia muore in cinque giorni perch&amp;eacute; vivono con i soldi dei lombardi. &lt;strong&gt;I lombardi non hanno mai tirato fuori i fucili ma per farlo c'&amp;egrave; sempre la prima volta&lt;/strong&gt;&amp;quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://tv.repubblica.it/home_page.php?playmode=player&amp;cont_id=12259&quot;&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco FINI: Su Bossi</title>
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  <updated>2006-03-09T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato-  Ministro  Affari esteri (Partito: AN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Se avesse continuato a parlare di secessione non avremmo mai fatto alcun accordo. È chiaro che una logica di coalizione comporta la volontà degli interlocutori di trovare un punto di sintesi&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://it.wikiquote.org/wiki/Gianfranco_Fini&quot;&gt;Corsera Magazine&lt;/a&gt;</summary>
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