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  <title>Openpolis - Argomento:  politica</title>
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  <updated>2012-04-11T00:00:00Z</updated>
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  <title>Patrizia TOIA: I partiti rinuncino alla tranche di luglio del finanziamento pubblico</title>
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  <updated>2012-04-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Mentre si prepara la legge, i partiti esprimano subito una rinuncia a incassare la tranche di luglio di finanziamento. Non è demagogia, ma senso di realtà e buon senso. Piuttosto, se mancano risorse per i dipendenti e spese essenziali si promuova una sottoscrizione straordinaria tra gli iscritti e i simpatizzanti. E intanto si prepari una legge più giusta sul finanziamento ai partiti. In un momento in cui si stanno chiedendo ai cittadini enormi sacrifici, i partiti hanno l'obbligo morale di fare un passo indietro”. Lo afferma Patrizia Toia, deputata europea del Partito Democratico e Vicepresidente del Gruppo S&amp;D al Parlamento Europeo. 
&lt;p&gt;

“Non sono solo gli scandali emersi in questi giorni a doverci far riflettere sulla necessità di cambiare le norme vigenti. Anche il Consiglio d’Europa ha punto il dito contro l’Italia, con un documento che denuncia che il sistema di calcolo per i rimborsi é pari anche a tre volte le spese sostenute dai partiti.” – prosegue Toia.
&lt;p&gt;

“Bene ha fatto il segretario Bersani a sollecitare l’apertura di una discussione per giungere ad una proposta condivisa. Il problema va affrontato e risolto presto: non è più accettabile che ai partiti vengano date così ingenti somme di denaro pubblico. Occorre un taglio di questi costi, una gestione corretta e trasparente dei soldi pubblici. Una buona riforma per me deve basarsi su due punti cardine: una riduzione al minimo del rimborso pubblico che pure è necessario se si vuole garantire a tutti l'accesso alla politica, il secondo è precisione e severità nei controlli e non c'è bisogno di creare nuovi organismi e authority, che peserebbero di nuovo sulle spalle dei cittadini” – conclude Toia.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info/home/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=210:i-partiti-rinuncino-alla-tranche-di-luglio-del-finanziamento-pubblico&amp;catid=8&amp;Itemid=204&quot;&gt;patriziatoia.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea Riccardi: La politica non mi fa schifo. Ma non sarà mai il mio lavoro  - INTERVISTA </title>
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  <updated>2012-03-19T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625833</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Cooperazione internazionale e integrazione&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La bufera per una sua frase «rubata» sulla «politica che fa schifo» non ha fatto perdere le vecchie abitudini al ministro per la Cooperazione internazionale, Andrea Riccardi: una lunga passeggiata in una mattina già primaverile, per lasciarsi alle spalle le polemiche. E qui il fondatore della Comunità di Sant’Egidio accetta di rispondere alle domande di Panorama.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quattro anni fa, in un’altra intervista a «Panorama», descriveva il disagio che provò nel 1968 partecipando ai collettivi studenteschi. È lo stesso fastidio che sente oggi per la politica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Allora ero un ragazzo di 18 anni, che avvertiva un fortissimo desiderio d’impegnarsi. Nei collettivi ascoltavo tante parole, ma sentivo che mancava il contatto concreto con la realtà. E mancava anche la profondità spirituale. Capivo che fuori da quel modo di fare politica c’era il mare immenso della vita, i poveri, una città come Roma, piena di disuguaglianze, e la gente che nessuno ascoltava. Per questo ho lasciato i collettivi e ho cominciato a frequentare le baracche a Ponte Marconi e a Primavalle.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Oggi quelle baracche non ci sono più, ma un certo modo di fare politica la infastidisce lo stesso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Oggi è diverso: avverto una grande domanda di politica. Certo, alla gente non interessa più stare davanti alla tv a vedere leader che litigano. E in fondo non interessa nemmeno se a vincere sarà Pier Luigi Bersani, Pier Ferdinando Casini, Angelino Alfano o Silvio Berlusconi in quanto tali. I cittadini oggi sono più interessati alle proposte che ai leader. C’è voglia di partecipare e di dire la propria. I partiti dovrebbero tornare fra la gente, tornare a parlare di cose concrete.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Con la Comunità di Sant’Egidio avete fatto politica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In un certo senso penso di sì. Siamo convinti che la carità possa cambiare il mondo. Il cristianesimo non si vive nelle nuvole, ma in mezzo agli uomini. La pace che la Comunità di Sant’Egidio ha negoziato in Mozambico è stata un fatto politico, anche se l’obiettivo andava oltre la politica. Il doposcuola con i rom o la lotta all’aids sono un modo di fare politica fuori dal Palazzo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dopo il suo contestato «fuori onda» lei ha avuto anche apprezzamenti: l’antipolitica riscuote sempre successo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
I cittadini non sono interessati alle frasi rubate e io non penso di essere un campione dell’antipolitica. Tutt’altro. Ho sempre detto, e molto prima di diventare ministro, che la politica deve crescere, che c’è bisogno di politica, ma fatta in modo diverso. E credo che molti abbiano compreso quello che volevo dire veramente. Certo, il rischio dell’antipolitica c’è sempre, alimentato dal ribellismo e dalle proteste. La vita è dura per chi non vede prospettive davanti a sé. Ma l’antipolitica si combatte mostrando l’attività di un governo che con pochissimo tempo a disposizione cerca di mettere le basi per il futuro del Paese.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dicono che si candiderà sindaco a Roma…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
No, non sono candidato al Comune di Roma e non ci ho mai pensato. A 62 anni penso che il mio compito possa essere diverso. Continuerò a parlare di cultura e di politica. Ma non diventerò mai un politico di professione. Più volte, in questi anni, ho rifiutato ruoli e candidature. Ho risposto di sì alla telefonata di Mario Monti, la mattina del 16 novembre, perché ho pensato si trattasse di un’emergenza nazionale e di un servizio per il Paese che non avevo in alcun modo sollecitato.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non c’è conflitto d’interessi tra il suo ruolo nella Comunità di Sant’Egidio e il suo compito da ministro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non vedo quale possa essere il conflitto. Ho portato la mia esperienza nel governo. Il mio ministero mette insieme due temi molto diversi ma correlati: la cooperazione internazionale e l’integrazione. Mi sono trovato a dover costruire il mio ministero, a dover perimetrare le mie competenze anche rispetto a quello degli Esteri. La cooperazione internazionale è molto cambiata e va ripensata perché sono molto cambiati anche i paesi che ne beneficiano. Togliere il bollo alle rimesse degli immigrati è un modo per fare cooperazione. Allo stesso tempo, non sono il ministro degli stranieri: sono il ministro degli italiani e di tutti coloro che vivono nel nostro Paese.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Voi ministri cattolici siete stati accusati di aver fatto troppo poco per i temi che stanno a cuore alla Chiesa, a parte l’Ici. Cominciando dalla famiglia.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Salvare l’Italia dal default ha voluto dire salvare anche lo stato sociale. Non dimentichiamolo. In caso di fallimento del nostro Paese i primi a pagarne le conseguenze sarebbero stati i poveri e le famiglie.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche lei lavora per far rinascere la Dc?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
Il mondo cattolico, scioccato dalla crisi della Dc, si era allontanato dalla politica. Oggi invece nei cattolici riemerge un certo gusto per la politica. I cattolici hanno idee per il futuro del Paese. Ma non saprei cosa vuol dire far rinascere la Dc. Penso che i cattolici saranno in tutte le parti politiche ma forse si condenseranno un po’ di più in qualche schieramento. Pretendere di eliminare il centro, in nome di un bipolarismo forzato, è impossibile. L’Italia è un paese plurale, dove il bipartitismo non può esistere. Ma attenzione: non mi candido a diventare leader di un polo dei cattolici.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Se Corrado Passera scenderà in campo alle prossime elezioni, gli starà accanto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
Passera non mi ha mai parlato dei suoi progetti. Ha lasciato i suoi impegni per mettersi al servizio dell’azione di governo. Ma mi pare prematuro immaginare ora, con più di un anno di anticipo, scenari elettorali futuri. Nessuno fra noi ministri discute su quello che farà dopo: siamo concentrati sui problemi da risolvere. Io stesso non riesco neppure a immaginarmi come «consigliori» cultural-politico di qualcuno.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma allora che cosa farà, una volta terminato di essere ministro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Vorrei spendermi per il rapporto tra il Nord e il Sud del mondo e per promuovere il dialogo. Perciò immagino i prossimi anni fatti d’incontri, studi, viaggi ed esperienze tra l’Europa, l’Africa e il Mediterraneo.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog.panorama.it/italia/2012/03/19/andrea-riccardi-la-politica-non-mi-fa-schifo-ma-non-sara-mai-il-mio-lavoro/&quot;&gt;Panorama - Ignazio Ingrao&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MARINA STACCIOLI: Democrazia paritaria: Lastri, persiste un deficit democratico</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/29/marina-staccioli/democrazia-paritaria-lastri-persiste-un-deficit-democratico/625314"></link>
  <updated>2012-02-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625314</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Toscana (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Oggi a palazzo Panciatichi, primo di una serie di incontri delle consigliere regionali con la rete dei comitati di “Se non ora quando”.
&lt;p&gt;

“Il 16 per cento di presenza femminile nell’assemblea legislativa Toscana è un dato inaccettabile e rappresenta un deficit di democrazia”. Con queste parole ha esordito la consigliera dell’Ufficio di Presidenza Daniela Lastri, nel corso di un incontro che si è tenuto quest’oggi a palazzo Panciatichi con la rete dei comitati di “Se non ora quando”. Democrazia paritaria, questo il tema dell’incontro, organizzato nell’intento di promuovere la piena cittadinanza e partecipazione delle donne nelle istituzioni.

&lt;p&gt;
Dal confronto di oggi è scaturita la “necessità di un dialogo costruttivo” fra tutte le componenti femminili, con il proposito di continuare la collaborazione avviata e ricercare un percorso condiviso per incidere nella prossima riforma della legge elettorale. Tra gli obiettivi anche la definizione di una “carta d’intenti” al fine di raggiungere una piena e soddisfacente partecipazione delle donne nei luoghi decisionali.
&lt;p&gt;

Hanno preso parte all’incontro le consigliere regionali Rosanna Pugnalini, Monica Sgherri, Marta Gazzarri, Marina Staccioli e Stefania Fuscagni. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.regione.toscana.it/agenzia-stampa/Comunicati-stampa/comunicato/testo_comunicato.asp?id=16609&quot;&gt;Consiglio Regionale della Toscana&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Governo: nel 2013 si tornerà alla politica </title>
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  <updated>2012-02-26T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Questo governo è per sua natura di transizione, sostenuto da avversari che si presenteranno alle prossime elezioni come avversari. Il che non vuol dire tornare all'Unione da una parte e Berlusconi dall'altra. Ma un bipolarismo normale. Non si tornerà alla politica di prima, ma si tornerà alla politica&quot;. 
&lt;p&gt;Lo dice il capogruppo del Pd &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6925&quot;&gt;&lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, intervistato dal 'Corriere della Sera'&lt;/a&gt;. 
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6925&quot;&gt;&lt;b&gt;Intervista a Dario Franceschini - Corriere della Sera&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6925&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Da qui può nascere il partito dei socialisti e democratici europei</title>
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  <updated>2012-02-24T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Oggi è un esercizio inutile sia mettere in contrapposizione Pd e socialismo che lavorare per rintracciare al nostro interno il pedigree di culture del 900. Noi dobbiamo essere orgogliosi di quanto fatto fin qui e adesso bisogna continuare a lavorare per costruire una forza progressista europea». 
&lt;p&gt;Lo ha detto &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt; in &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocratico.it/doc/231361/sassoli-da-qui-pu-nascere-il-partito-dei-socialisti-e-democratici-europei.htm&quot;&gt;un'intervista al quotidiano &lt;b&gt;L'Unità&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;p&gt;
«Partiamo da un concetto: non servono battaglie nominalistiche e non partiamo da zero. Il Pd ha fondato un nuovo gruppo nel Parlamento europeo che può essere la premessa per la nascita del Partito dei socialisti e dei democratici europei. Naturalmente, perché questa esperienza possa progredire c’è bisogno dell’impegno di tutti. Come ha ricordato di recente lo stesso Bersani, anche i socialisti devono cambiare» - continua &lt;b&gt;Sassoli&lt;/b&gt;.

&lt;p&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.partitodemocratico.it/doc/231361/sassoli-da-qui-pu-nascere-il-partito-dei-socialisti-e-democratici-europei.htm&quot;&gt;&lt;b&gt;Intervista a David Sassoli - L'Unità&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocratico.it/doc/231361/sassoli-da-qui-pu-nascere-il-partito-dei-socialisti-e-democratici-europei.htm&quot;&gt;l'Unità&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCO MIRABELLI: La politica deve dare un messaggio di sobrietà: tagliare i costi senza cedere alla propaganda </title>
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  <updated>2012-01-09T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Da tempo sosteniamo che la politica deve dare un messaggio chiaro di sobrietà, tagliare i costi, abolire quelli che giustamente vengono considerati dai cittadini come privilegi inaccettabili in una fase di crisi e di difficoltà per il Paese e per gli italiani. Occorre tagliare i costi della politica anche per togliere argomenti a chi cerca di dare un messaggio pericoloso: cioè che la democrazia e le istituzioni sono un costo che il Paese non può permettersi. Si deve tagliare senza cedere alla propaganda e alla demagogia, nella convinzione che chi fa le leggi è giusto abbia un riconoscimento economico che lo renda indipendente e che consenta, non solo a chi è ricco di suo, di stare nelle istituzioni&quot;. E' quanto ha dichiarato il Consigliere Regionale Pd della Lombardia Franco Mirabelli nel corso di &lt;a href=&quot;http://francomirabelli.it/html/novita-e-commenti/intervista-su-consiglio-regionale-e-costi-della-politica&quot;&gt;un'intervista&lt;/a&gt;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.areadem.info/adon.pl?act=doc&amp;doc=11835&quot;&gt;AreaDem&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea Riccardi: Cattolici e politica</title>
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  <updated>2011-12-27T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Cooperazione internazionale e integrazione&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;I cattolici sparsi nei partiti o nella società pensano la politica maggiormente insieme. Hanno ritrovato il gusto della politica come servizio al bene comune. Quando tutto non si riduce solo a un 'Berlusconi si'-Berlusconi no' si riappassionano&quot;. 
&lt;b&gt;Parole di Andrea Riccardi, che in un'intervista al &quot;Corriere della Sera&quot;, traccia un bilancio della sua esperienza al governo e nella quale assicura che non sta lavorando per la trasformazione dell'esecutivo da tecnico a politico.&lt;/b&gt;
 &quot;Chi mi conosce -precisa Riccardi- sa che non ho voluto mai fare politica. Sono solo convinto che il governo Monti rappresenti un'occasione per il risanamento economico ma anche per il rilancio della politica e delle ragioni che tengono insieme il Paese. Il governo non coinvolge i partiti ma valorizza pienamente la vita parlamentare. Insomma per i partiti c'è' l'opportunità storica di ripensarsi, di rifondarsi&quot;. Il bipolarismo conflittuale, continua il ministro per la Cooperazione e l'Integrazione, &quot;ha prodotto lacerazioni, spesso con un linguaggio improntato all'odio e al disprezzo. Ma un periodo e' finito. Nei due schieramenti si e' ripetuto il multipartitismo. Deduco che la politica italiana sia basata molto sulla mediazione oltre che sull'alternanza. La cosiddetta II Repubblica e' stata l'età' di Berlusconi, anche quando non ha governato&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Daily_Life/Edicola/Governo-Riccardi-I-cattolici-hanno-ritrovato-il-gusto-della-politica_312791014836.html&quot;&gt;adnkronos/corriere della sera del 27/12/2011 p11&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Stipendi parlamentari: la decisione di parametrarli alla media europea è già stata presa </title>
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  <updated>2011-12-10T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;La decisione di parametrare lo stipendio dei parlamentari italiani alla media tra quelli dei Paesi europei è già stata presa dalla Camera e, come ha detto il presidente Fini, l'applicheremo in tempi brevi, senza esitazioni e nel rispetto delle regole costituzionali&quot;. Lo ha dichiarato &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; (Pd).

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6598&quot;&gt;ANSA&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Crisi: ci aspetta un cammino difficile. Necessario costruire una sintesi su scelte coraggiose</title>
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  <updated>2011-11-28T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;E' evidente che ci aspetta un cammino difficile, ma con il governo Monti ci sono le condizioni per iniziarlo&quot;. E' il commento di Dario Franceschini, capogruppo Pd alla Camera, di fronte alle proiezioni negative dell'Ocse per l'economia italiana. &quot;Non c'è la bacchetta magica, c'è il bisogno di scelte coraggiose e di buona volontà delle forze politiche&quot;, ha sottolineato a margine dell'assemblea regionale del Pd a Bologna. Secondo Franceschini, infatti, un appoggio bipartisan &quot;più che possibile, è assolutamente necessario&quot;, dal momento che &quot;questo governo non si basa su una maggioranza politica omogenea, ma su una larga maggioranza parlamentare di forze che sono state avversarie e che torneranno ad essere avversarie&quot;. Dunque, ha proseguito, &quot;bisogna costruire punti di sintesi e sarà abbastanza facile se tutti in questo momento avranno la consapevolezza che gli interessi del Paese vanno davanti a quelli di parte&quot;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6539&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCO MIRABELLI: Un governo per ridare fiducia</title>
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  <updated>2011-11-14T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Un governo così può aiutarci a cancellare due fondamenti del berlusconismo: l’idea che la politica non si assume la responsabilità della soluzione dei problemi dei cittadini ma si limita a cavalcarli e la contrapposizione ideologica che ha cancellato il confronto e impedito di affrontare le questioni nella loro complessità. In sintesi possiamo ricostruire le condizioni per ridare credibilità alla politica come strumento per fare l’interesse del Paese e non altro&quot;. Lo ha affermato &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt;, consigliere regionale Pd.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.blogdem.it/franco-mirabelli/2011/11/14/un-governo-per-ridare-fiducia/&quot;&gt;Blog Dem&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Chiesa interpreta le inquietudini di tutti</title>
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  <updated>2011-10-24T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Ancor una volta la Chiesa dice a tutti che senza giustizia non si esce dalla crisi&quot;. Lo afferma da Strasburgo il capogruppo del Pd al Parlamento europeo, David Sassoli. &quot;Come è già accaduto in altri momenti cruciali della storia - il pensiero va a Papa Wojtyla e alla sua coraggiosa presa di posizione contro la guerra in Iraq - anche oggi la Chiesa si fa portavoce dell'inquietudine e delle preoccupazioni che stanno attraversando il nostro tempo, interpretando i sentimenti di tutti, credenti e non credenti&quot;. &quot;In particolare - aggiunge Sassoli - la proposta per una tassa sulle transazioni finanziarie, un tema su cui da mesi si battono i progressisti europei, è la dimostrazione che quando al centro c'è la reale volontà di contrastare le iniquità e di non lasciare indietro nessuno, non esistono steccati ma solo buon senso. Adesso, dopo l'ennesimo autorevole richiamo, il Consiglio europeo di mercoledì dica finalmente una parola chiara su una misura necessaria e urgente&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20111024-crisi-sassoli-pd-chiesa-interpreta-inquietudini-di-tutti&quot;&gt;AGENPARL&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo Fraschini: Ridare forza alla politica</title>
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  <updated>2011-09-16T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Lissone (MB) (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ridare forza alla politica

Siamo in un momento difficile per il nostro Paese. Molte delle cause sono esterne – la congiuntura internazionale, la speculazione finanziaria – ma ciò che colpisce è anche la difficoltà nel fare scelte che abbiano una direzione politica decisa e chiara. Non è una critica al Governo, basta guardare alle opposizioni per consolarsi data la loro evidente inconsistenza, ma è una constatazione di quanto oggi la politica sia indebolita da meccanismi che tendono a soverchiarla.
Il rischio che l’approssimarsi delle elezioni porti i partiti a misurare le scelte in base al consenso che possono produrre è quanto di più distruttivo possa verificarsi: la composizione eterogenea degli interessi, il desiderio di non scontentare nessuno, rende difficile l’essere  incisivi; ritarda i tempi di reazione, indebolisce l’efficacia dei provvedimenti.
Non è certo un problema solo italiano, accade in ogni Paese all’approssimarsi degli appuntamenti elettorali, ma in circostanze così gravi è necessario rischiare riforme e scelte anche difficili per portare il Paese al sicuro e ridare fiducia alla gente.
La politica ormai è vista come un elemento negativo, come una pura composizione di interessi e dunque lo slogan demagogico dei “tagli ai costi della politica” piace all’opinione pubblica; attenzione però: si rischia di ridurre lo spazio della democrazia e della rappresentatività con vantaggi poco significativi. Lo stesso discorso vale anche per la riduzione dei costi della spesa pubblica. Gli sprechi sicuramente esistono e vanno eliminati ma non con tagli grossolani ed orizzontali; per potare una pianta non si abbatte l’albero ma si scelgono con cura i rami perché la pianta cresca meglio.
Non condividiamo questa deriva della politica che rende appetibili ipotesi di “governi tecnici” che tolgono spazio alla democrazia parlamentare e mettono in mano l’Italia agli oligopoli finanziari, in realtà in gran parte responsabili dei problemi attuali. Non a caso il Presidente Napolitano, svolgendo il suo ruolo di garante delle istituzioni repubblicane e democratiche, ha recentemente affermato:  “Fino a che c’è un governo che gode della fiducia del Parlamento, non posso nemmeno sovrapporre, non dico il fatto, ma nemmeno l’idea di un governo diverso”.

La strada che vediamo è opposta a quella che circola nei salotti finanziari: più democrazia nei partiti, a partire dal PDL, con reali congressi e ipotesi progettuali; conferma di fiducia a chi governa perché non abbia remore a fare le scelte necessarie e a farsi poi valutare dagli elettori al prossimo appuntamento elettorale.
Parlavamo dell’Italia, è evidente, ma crediamo si colgano tutte le analogie col livello locale.

PDL Lissone
Pubblicato da Massimo Fraschini &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/static/bookmarklet&quot;&gt;www.openpolis.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Martinazzoli: con lui scompare un uomo decisivo per la storia politica italiana</title>
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  <updated>2011-09-04T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Con Mino Martinazzoli se ne va un uomo che ha messo passione, competenza e cultura in ogni passo della sua vita professionale e politica. Se ne va anche un pezzo decisivo e importante della storia politica italiana: senza la sua scelta coraggiosa di traghettare i cattolici democratici dalla Dc nella nuova stagione politica degli anni '90, non sarebbero nati l'Ulivo e il PD. Un'intera generazione gli è poi debitrice di indimenticabili momenti di entusiasmo e speranze. Alla sua famiglia le condoglianze di tutti i deputati del gruppo del PD e mie personali, con affetto e dolore.&quot; Lo afferma in una dichiarazione &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, presidente deputati Pd
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6195&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dorino Piras: La mano invisibile dell'Europa</title>
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  <updated>2011-08-10T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Se, come sembra, esistono lettere che vanno e vengono tra il nostro governetto e i palazzi della Banca Centrale Europea, bisogna pensare che c’è – o sta nascendo – un governo europeo che sovraintende la politica economica del nostro Continente. Sulla sua eventuale forza non possiamo esprimerci meglio, dato lo scarso peso e la manifesta incapacità del nostro governetto che non può essere considerato se non come la periferia di qualunque imperium. La Francia sì, potrebbe essere un valido test per questo Leviatano economico, dato il sentore di declassamento che anche la Republique inizia a sentire. Sarebbe comunque utile saperne qualcosina  di più  sui meccanismi di questo governo transnazionale che non assomiglia al WTO o ad altri figlioletti di Bretton Woods. Magari per diversi anni abbiamo inteso male cosa fosse in realtà la famosa “mano invisibile”…&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dorinopiras.it/2.0/2011/08/la-mano-invisibile-delleuropa/&quot;&gt;www.orinopiras.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco Caputo: Barletta: Il 'compare' innominato di Franco Caputo. Trasformismi e questione morale secondo l'ex segretario del Pd Franco Caputo  Le notizie da Barletta e dalla provincia BAT </title>
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  <updated>2011-08-04T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">«Giosuè Carducci - queste le parole dell'ex segretario del Pd Franco Caputo - in uno scritto del 1883, diceva: «Trasformismo, brutta parola a cosa più brutta. Trasformarsi da sinistri a destri senza però diventare destri e non però rimanendo sinistri. Come nel cerchio dantesco dei ladri non essere più uomini e non essere ancora serpenti; ma rettili sì, e rettili mostruosi...». La dura attualità impone forza, coraggio ed onestà intellettuale per riconoscere tutta la negatività di questa fase politica non solo a livello nazione ma anche e soprattutto a livello locale al fine di assumere azioni conseguenti.

La questione morale non può essere relegata solo a riconoscibili pratiche illecite o illegittime, benché oggettivamente più gravi. Essa riguarda ormai connotati strutturali dell'agire politico e dei comportamenti della classe politica. Lo dice molto bene il Presidente Vendola in una recente intervista, nella quale sostiene che la questione morale è diventata una questione politica e sociale, aggiungendo che: &quot;… i fenomeni di immoralità, soprattutto nel campo del centro sinistra, non si possono pesare e non hanno una gerarchia&quot;.

Il trasformismo che caratterizza in forma sistemica anche la politica barlettana, con connotati sempre più spregiudicati, rappresenta uno degli aspetti più deleteri della crescente immoralità della politica nella nostra Città. Ma non vi è, ne vi sarà mai soluzione fino a quando non si sarà capaci di far valere alcune regole mettendo in conto alcuni rischi, compreso quello di &quot;andare a casa&quot; anticipatamente; un rischio che deve essere assunto da tutti (Sindaco e Partiti).

Vi è invece il sospetto che certi cambi di casacca vengano pensati a tavolino con oculate regie, prendendo a pretesto motivazioni vacue e talvolta patetiche che a ben guardare non hanno nulla di politico. Rispetto a quello che sta accadendo è lecito chiedersi quali questioni politiche rilevanti hanno impegnato l'agenda politica dei partiti tanto da generare lacerazioni politiche o &quot;dichiarazioni di indipendenza&quot;: la pianificazione urbanistica, grandi interventi ad impatto ambientale, la privatizzazione della Barsa? Invece no, niente di tutto questo, tutto è funzionale a &quot;posizionamenti&quot; tesi unicamente all'occupazione dei posti di potere, quelli politici e quelli gestionali, compresi quelli di controllo e di valutazione. Così non la politica dei Partiti, ma la &quot;mala politica&quot; dell'oligarchia degli eletti in barba ai buoni propositi pre-elettorali, ai programmi, ai vagheggiati interessi generali della città ed alla finta appartenenza a Partiti e schieramenti, agiscono esclusivamente in nome e per conto proprio o di qualche &quot;compare&quot; interessato in modo sempre più violento ed arrogante.

Ma rispetto a tutto questo ed alla totale assenza del ruolo politico dei Partiti, a parte qualche buontempone che riesce a cimentarsi in preoccupanti rappresentazioni farsesche, la Città sembra essere indifferente, non ci si indigna più di tanto e si tira a campare sperando che non accada il peggio.

Il trasformismo ed il degrado frutto di puri accordi di potere, di cui la politica barlettana ne è esempio, rischia di sommergere e brutalizzare ogni aspetto della vita pubblica. Occorre lavorare per una proposta di netta alternativa morale, politica e sociale per Barletta, una scelta e forse una necessità ineludibile.

Quei cittadini che si erano illusi di un nuovo corso, di un piglio decisionista da parte del Sindaco saranno rimasti delusi; ancora una volta abbiamo assistito all'ennesimo dietrofront: le finte dimissioni in salsa barlettana ritirate senza che vi fossero le &quot;auspicate nuove condizioni&quot;. Tutto nella collaudata logica del tirare a campare costi quel che costi. Peraltro si è prossimi a segnare nuovi record: dopo aver approvato il Bilancio di Previsione 2010 nel mese di luglio, quest'anno si arriverà ad agosto. E pensare che il Sindaco aveva detto di voler approvare il Bilancio di Previsione 2011 addirittura prima delle Primarie (Feb. 2011).

Ma questo a qualcuno sembrerà poca cosa, ahinoi! Ma tornando alla questione morale ed anche ad una etica politica e amministrativa, ritengo che generare inefficienze e pratiche di malgoverno fatte di precarietà, di tempi lunghi e di indeterminatezza delle scelte, per i danni oggettivi che ciò determina, sia altrettanto grave quanto perpetuare azioni e comportamenti illeciti.

Ma noi continueremo ad essere fiduciosi nell'auspicio, anzi nella certezza, che i nuovi e rampanti &quot;rettili&quot; (per dirla alla Carducci) sapranno fare molto meglio dei bistrattati &quot;dinosauri&quot; della prima Repubblica, nella speranza di non dover rimpiangere anche quest'ultima &quot;nobile&quot; specie animal-politica». &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.barlettalife.it/magazine/notizie/il-compare-innominato-di-franco-caputo/?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=feed&amp;utm_campaign=Feed%3A+barlettalife+%28Barlettalife+Magazine%29&amp;utm_content=Google+Reader&quot;&gt;www.barlettalife.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Meri Marziali: PRENDIAMO QUOTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/23/meri-marziali/prendiamo-quota/590458"></link>
  <updated>2011-07-23T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Monterubbiano (FM) (Partito: LISTA CIVICA) - Consigliere  Consiglio Comunale Monterubbiano (FM) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La presenza femminile negli organi decisionali centrali e locali è ancora scarsa.
Ciò comporta ostacoli alle politiche in favore delle donne, alla loro presenza nel mondo del lavoro e quindi anche minore competitività di tutto il sistema produttivo.
Azioni positive, mirate e temporanee per raggiungere una presenza paritaria delle donne nelle istituzioni sono indispensabili. Ma le “quote rosa” per alcune suonano come un’offesa.
Lunedì 25 Luglio 2011 alle ore 21,00
donne e uomini sono invitati a confrontarsi su questi temi
a San Benedetto del Tronto, Auditorium delle Palme Via Gramsci 16.
Dopo il saluto del Segretario Provinciale PD Antimo Di Francesco, i lavori saranno introdotti e moderati da Stefania Spacca della Direzione Provinciale PD.
Interverranno:
Micaela Girardi – Commissione Pari Opportunità Uomo Donna Regione Marche
e Assemblea Regionale del PD
Meri Marziali – Commissione Pari Opportunità Uomo Donna Regione Marche
e Assessore Pari Opportunità Comune di Monterubbiano
Sara Giannini – Assessore alle Attività Produttive Regione Marche, Consigliere Regionale
e primo segretario del Partito Democratico Regionale.
Dopo il dibattito, a trarre le conclusioni
Stefania Benatti – Presidente Conferenza Regionale Donne Democratiche.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://capirebattiato.altervista.org/?p=1781&quot;&gt;Gianluca Pompei Personal Website&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Meri Marziali: Cittalia e Anci Giovane a Londra per il primo corso di alta formazione per amministratori under 35. Per il Fermano c'è Meri Marziali</title>
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  <updated>2011-07-19T00:00:00Z</updated>
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  <id>590349</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Monterubbiano (FM) (Partito: LISTA CIVICA) - Consigliere  Consiglio Comunale Monterubbiano (FM) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
I temi della leadership e della comunicazione sono al centro dell’Executive Leadership Programme dell’Imperial College, che termina oggi a Londra
L’iniziativa formativa di Anci Giovane e Cittalia, presentata nell’ambito dell’ultima assemblea nazionale di Anci Giovane a Taormina, è rivolta ai giovani amministratori locali italiani nel quadro di un programma di attività formative mirate al miglioramento delle capacità di governo degli under 35 nei contesti locali. 
&lt;p&gt;Stili di leadership, capacità di fare rete e comunicare efficacemente la propria azione politica sono alcuni degli argomenti che i docenti dell’Imperial College propongono al gruppo di venticinque giovani amministratori, tra cui sindaci, consiglieri e assessori, selezionati sulla base dei principi della rappresentatività territoriale, della parità di genere e della conoscenza della lingua inglese tra le oltre cento richieste di partecipazione pervenute. 
&lt;p&gt;
Per il Fermano è stata selezionata Meri Marziali, giovane assessore del Comune di Monterubbiano, presente dunque alla due giorni londinese.
Grande soddisfazione espressa dall'Assessore Marziali. &lt;br /&gt;



&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.golosariapiazzetta.it/index.php?action=index&amp;p=64&amp;art=29375#&quot;&gt;Informazione.tv&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Carmine Doronzo: Riflessioni sulla situazione politica barlettana</title>
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  <updated>2011-07-16T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Barletta (BT) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Che stanno combinando?&quot; E' questa la domanda che mi sento ripetere decine di volte da cittadini smarriti ed inquieti mentre cammino in questi giorni per le strade della città. La mia risposta, il più delle volte, è meno lapidaria e più complessa; ne riporto per iscritto alcuni contenuti.

Il 3 marzo scorso ho sottoscritto l'appello di Dambra, Pannarale e Sciannamea per una sinistra autorevole ed UNITA nella città di Barletta. Il dibattito che ne è seguito ha interessato molti cittadini, associazioni, movimenti e ha posto alcuni punti fermi in una riflessione che ancora ci riguarda: Barletta è stata governata per 5 anni con la totale assenza di forze radicali, di sinistra e ambientaliste, con gli effetti che sono sotto gli occhi di tutti. Si sente forte la necessità di mettere in rete esperienze di lotta e di buon governo (si pensi ai &quot;comuni virtuosi&quot;, alla campagna &quot;stop al consumo del territorio&quot;, a &quot;rifiuti zero&quot; ecc ecc.)che possano ricoprire una funzione di controllo e di proposta sul territorio al fine di costituirsi come riferimento per la difesa dei beni comuni, ma anche come polo di idee e progetti volti all'individuazione di risorse utili al miglioramento delle condizioni di vita dei nostri concittadini, a partire dalle prospettive sociali ed economiche per le nuove generazioni.
In seguito alle prese di posizione di alcuni dei partiti coinvolti in questo dibattito, ho deciso, in sintonia con un folto gruppo di persone tra cui gli stessi sottoscrittori di quell'appello, di accettare la proposta della Federazione della Sinistra di condividere la propria lista con una rappresentanza &quot;civica e di sinistra&quot; che si ritiene &quot;indipendente&quot; dall'attuale sistema partitico. Così è nata Sinistra per Barletta – Federazione della Sinistra, con un forte apporto del mondo giovanile e studentesco, e di quello sindacale.
I presupposti del mio impegno, con l'ausilio e il sostegno di un gruppo di giovani e meno giovani con competenze elevatissime, erano evidentemente dei migliori, e lo straordinario risultato elettorale ottenuto ne è stato una naturale conseguenza. In una città fortemente colpita dal voto di scambio forse qualcosa ha iniziato a muoversi: la presenza di un voto d'opinione forte e non più ridotto a ristrettissime nicchie ideologiche.
Finalmente i temi a noi cari potevano essere affrontati e dibattuti non più solo attraverso le nostre &quot;controparti sociali&quot;, ma anche dall'interno del Consiglio comunale.
Purtroppo però l'entusiasmo iniziale ha ben presto impattato con le regole della realpolitik cittadina in cui a contare non sono né gli ideali né il bene comune, ma l'ammassarsi orgiastico di interessi di bottega più o meno grandi.
Nei giorni successivi al voto si sono registrate delle enormi difficoltà nella nomina della giunta a causa di &quot;schegge impazzite&quot; che, forti del loro risultato elettorale, disconoscevano il ruolo dei partiti che li hanno eletti. Ma la grande responsabilità è anche di quei partiti che in periodo pre-elettorale hanno aperto le proprie liste a candidature di ogni tipo senza condividere progetti politici o patti programmatici, al sol fine di &quot;pompare&quot; il risultato elettorale con l'elevato rischio che gli ospiti scomodi, una volta eletti e alla ricerca di un piatto caldo, si sarebbero diretti verso altre mete.
Tuttavia dopo lunghe trattative il sindaco Maffei si è assunto la responsabilità di nominare una giunta &quot;atipica&quot; con i primi dei non eletti delle liste di maggiornanza; un metodo ambiguo che non ha premiato liste, come la nostra, che avevano presentato, per tempo e con i criteri richiesti, il nome del possibile assessore.
Allo stesso tempo è emerso il vero grande problema che ha bloccato per settimane l'avvio del lavoro di questa nuova amministrazione: la nomina del Presidente del Consiglio Comunale.
La città, gli elettori e la coalizione tutta hanno appreso un dato incontrovertibile e cioè che il partito maggiore della città, il Partito Democratico, non è in realtà un partito, bensì due, tre, quattro partiti, a seconda degli interessi e degli accordi tra gruppi e consiglieri.
L'incapacità del Consiglio, del Sindaco e della Giunta di avviare il proprio mandato con serenità, coincide con l'incapacità del PD barlettano di fare sintesi e di indicare un candidato alla Presidenza del Consiglio Comunale che sia espressione di tutto il partito e, quindi, sostenuto da tutta la coalizione.
La lotta intestina tra il cosiddetto gruppo Mennea e il cosiddetto gruppo Caracciolo rischia di contagiare letalmente la maggioranza e l'opposizione in Consiglio.
Come ho già avuto modo di ribadire più volte, la mia posizione, che condivido con il consigliere Sciusco e con il resto della lista, in qualità di capogruppo, è di totale estraneità e non interferenza nei confronti delle dinamiche interne del PD. A tal proposito abbiamo più volte espresso la nostra volontà di sostenere un nome, qualunque esso sia, purché fosse indicato, come da accordi, da tutto il Partito Democratico.
Se invece, in seguito al ritiro delle dimissioni del sindaco Maffei, il Pd riporterà alla luce la propria incapacità di esprimere una posizione condivisa, sarà necessaria una discussione interna alla coalizione affinché si prenda atto della loro inaffidabilità politica di fronte alla coalizione e a tutta la cittadinanza.
A quel punto l'unica via d'uscita, che sosterremmo con forza, sarebbe l'individuazione del presidente del CC al di fuori del PD!
Non condivido l'idea sostenuta da alcuni commentatori secondo cui la caduta dell'Amministrazione Maffei sarebbe la soluzione a tutti i mali della città: un rapido ritorno alle urne cambierebbe poco o nulla dell'attuale panorama politico, con l'eccezione che si resusciterebbe il centrodestra cittadino dalla tomba in cui giace a causa della sua totale incapacità di esprimere un'idea alternativa di città.
Sono convinto che una chiamata prematura al voto cristallizzerebbe la situazione attuale e penalizzerebbe tutte quelle forze e quei giovani consiglieri che sventolano ideali di cambiamento.
Il panorama politico nazionale, ma anche cittadino, ci parla di lotte per i beni comuni, di vittorie referendarie, di grande partecipazione dal basso dei cittadini. Mi chiedo come possa un giovane consigliere, alla prima esperienza amministrativa, richiedere nuovamente la fiducia dei cittadini qualora la propria mission all'interno del Consiglio si fosse consumata esclusivamente con una battaglia non politica ma personalistica. Io non ci sto, e non accetterò mai di tornare a casa senza aver sostenuto le giuste battaglie per le quali sono stato votato.
Il mandato politico del consiglio e della giunta sono individuabili nel programma elettorale del centrosinistra: è su quei temi che i consiglieri dovranno distinguersi e lavorare nei prossimi anni, non sull'accaparramento delle poltrone!
Dovremo avere la forza ed il coraggio di affrontare seriamente i temi ambientali, avviando in tutta la città la raccolta differenziata &quot;porta a porta&quot; e pensando ad un piano energetico locale che contrasti l'incenerimento dei rifiuti; di ripensare lo sviluppo della città ponendo un freno al consumo del territorio con le cementificazioni selvagge e dando risposte agli scandali edilizi anche proponendo la costituzione del Comune come parte civile nei processi che coinvolgono alcuni imprenditori edili barlettani; di rivoluzionare la mobilità cittadina, limitando il traffico veicolare e incentivando l'utilizzo di mezzi puliti; di offrire ai giovani nuove opportunità economiche, formative ed occupazionali a partire dalla possibilità di ottenere un reddito di cittadinanza; di coniugare innovazione, risparmio e trasparenza per la pubblica amministrazione attraverso l'adozione dell'open source in tutti gli uffici pubblici; di promuovere la partecipazione attiva dei cittadini(singoli e associati) in ogni sua forma, soprattutto nei momenti in cui la politica dovrà affrontare scelte importanti per il futuro della città.
Questi e molti altri temi caratterizzeranno il nostro impegno, certi come siamo di rappresentare una fetta importante dell'elettorato che non si riconosce nel Partito Democratico, né a livello nazionale né a livello locale, e certissimi che la nostra azione radicale, programmatica, partecipativa non farà sconti a nessuno dei politici che opereranno per interessi personali.
Siamo estranei alle fazioni interne al PD, ma non ci limitiamo a dire questo: siamo interessati a far coincidere il nostro impegno con la crescita di una sinistra cittadina forte, unita e capace di far valere la propria voce sia dentro che fuori il &quot;palazzo&quot;. I nostri &quot;capi-bastone&quot; non sono consiglieri regionali, deputati o dirigenti nazionali, sono i cittadini che ci hanno sostenuto e che partecipano attivamente ad ogni nostra scelta amministrativa.
Eppure ci sono coloro che hanno cercato e stanno cercando in questi giorni di associarci a questi o a quegli artefici dello stallo politico, un po' strumentalmente, un po' perché incapaci di intendere la politica al di fuori dai vecchi schemi partitici di cui sono essi stessi vittime. A loro rispondo che hanno miseramente fallito perché hanno sottovalutato l'indipendenza e la forza aggregante della sinistra quando è supportata dalla società civile, per questo gli dico &quot;NON CI AVRETE MAI COME VOLETE VOI&quot;.

Buon lavoro e buona lotta a tutti gli onesti che vogliono davvero cambiare la città, il nostro è un progetto collettivo e voi sarete sempre i benvenuti.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.carminedoronzo.it/index.php/blog/156-riflessioni-sulla-situazione-politica-barlettana&quot;&gt;http://www.carminedoronzo.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio SAIA: Non è l'apertura della campagna elettorale</title>
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  <updated>2011-07-15T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: CN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;b&gt;&quot;Non è l'apertura della campagna elettorale&lt;/b&gt; - dice Saia - &lt;b&gt;quanto la volontà di riaggregare brave persone, che interpretino la politica per la gente, come già facemmo anni fa. Vogliamo ricreare lo spirito giusto e far tornare ai cittadini la voglia di fidarsi degli amministratori.&lt;/b&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.tgpadova.it/pages/122/259435/con_ri_fare_padova_saia_vede_palazzo_moroni.html&quot;&gt;www.tgpadova.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Serve PD in grado di animafre le comunità</title>
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  <updated>2011-07-08T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Alcune polemiche interne al Pd sembrano correre di pari passo con la crisi del berlusconismo, come se vi fosse chi ritiene di rimanere orfano degli schemi imposti in questi anni dal padrone delle tv”. Lo ha detto &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;, presidente degli eurodeputati del Pd, intervenendo alla Festa del tesseramento nel 18° municipio di Roma. “Non tutto è comunicazione e un partito di governo non può limitarsi ad inseguire stati d’animo dettati dall’indignazione.
&lt;p&gt; Bene ha fatto Franceschini a ribadire la serietà di un progetto di riforma dell’assetto costituzionale, da non confondere con i doverosi tagli ai costi della politica; bene ha fatto Bersani a sottolineare che i referendum sono uno strumento della società civile e i legislatori hanno il dovere anche morale di trovare soluzioni in Parlamento. Negli ultimi due anni il Pd è cresciuto in consapevolezza e unità – ha aggiunto Sassoli - e i risultati stanno arrivando. 
&lt;p&gt;Avremo davanti a noi mesi difficili e non possiamo permetterci di rincorrere coloro che vogliono andare oltre i partiti perché hanno già deciso di rinunciare a scommettere sul Pd e sulla sua capacità di guidare questa fase cambiamento. La maggioranza del partito – ha concluso l’eurodeputato - deve essere più consapevole del proprio ruolo e anche nelle realtà locali, come a Roma e nel Lazio, deve svolgere la propria funzione di ascolto e iniziativa per lanciare la nostra sfida ad Alemanno e Polverini. &lt;br /&gt;

Uomini soli al comando non servono; serve invece un partito in grado di animare una comunità che vuole scommettere sul cambiamento di Roma e del Lazio”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20110708-pd-sassoli-pd-serve-partito-in-grado-di-animare-comunita&quot;&gt;AGENPARL&lt;/a&gt;</summary>
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