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  <title>Openpolis - Argomento: Interrogazione</title>
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  <updated>2012-05-09T00:00:00Z</updated>
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  <title>DELIA MURER: Invalidità, subito i correttivi</title>
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  <updated>2012-05-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627276</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Un’interrogazione al Ministro Fornero sulle nuove procedure Inps per l’accertamento dell’invalidità. L’ha presentata, alla Camera dei deputati, l’on. Delia Murer, che da mesi sta svolgendo una battaglia su questi temi.
&lt;p&gt; “La Camera – dice la deputata veneziana – ha approvato nel luglio dello scorso anno, una serie di mozioni, tra cui una del Pd. Con questi atti si mettevano in luce carenze, inefficienze e difficoltà causate dalle nuove procedure per l’invalidità, varate dall’Inps con la ragione di contrastare le frodi&quot;.
&lt;p&gt;&quot;In quella occasione, si è votato un impegno a carico del Governo per avere una revisione della procedura stessa, l’emanazione di linee guida che facessero chiarezza su alcuni aspetti e, in trenta giorni, una relazione sullo stato delle cose. Ad oggi non abbiamo visto ancora nulla.&lt;br /&gt;

Spero che con questa nuova interrogazione si possa riaccendere l’attenzione su un problema che sta causando gravissimi disagi a persone già drammaticamente colpite”.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Di seguito il testo integrale dell’interrogazione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Interrogazione a risposta scritta&lt;p&gt;

al Ministro del Welfare
&lt;p&gt;
dall'on. Delia Murer
 
&lt;p&gt;
per sapere, premesso che:
&lt;p&gt;
 
in data 21 luglio 2011 veniva approvata dalla Camera dei deputati, congiuntamente ad altri atti analoghi, la mozione 1-00626, a prima firma Anna Margherita Miotto;
&lt;p&gt;
 
tale mozione si concentrava sul tema della nuova procedura per l'accertamento dell'invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità, varata dall'Inps, dopo l'entrata in vigore dell'articolo 20 del decreto-legge 1o luglio 2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, «Contrasto alle frodi in materia di invalidità civile», con l'intento di ottenere tempi più rapidi e modalità più chiare per il riconoscimento dei relativi benefici;
&lt;p&gt;
la mozione evidenziava che con la nuova procedura, invece di portare chiarezza e celerità, si sono registrate gravissime inefficienze, che hanno provocato disagi a persone già drammaticamente colpite, costrette ad aspettare mesi e mesi prima di vedere riconosciuto il loro diritto;
&lt;p&gt;
 
la mozione sopra menzionata ha impegnato, tra le altre cose, il Governo ad assumere le necessarie iniziative dirette a rivedere e modificare la procedura prevista dall'articolo 20 del decreto- legge 1o luglio 2009, n. 78; ad emanare urgentemente linee guida chiare e precise nei confronti dell'Inps onde evitare ulteriori controlli su soggetti portatori di menomazioni di natura irreversibile o di patologie rispetto alle quali sono escluse visite di controllo sulla permanenza dello stato invalidante, ai sensi del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze 2 agosto 2007, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 27 settembre 2007, n. 225, evitando così che tali soggetti debbano subire un'ulteriore umiliazione rispetto al loro stato di salute;
&lt;p&gt;
 
con l'approvazione della mozione sopra citata si è impegnato il Governo, altresì,
a predisporre &quot;con la massima sollecitudine e comunque non oltre entro 30 giorni dall'approvazione dell'atto&quot; una relazione esaustiva sulla situazione relativa all'applicazione della nuova procedura indicando:
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;a)&lt;/b&gt; quante siano oggi le pratiche evase rispetto a quelle depositate;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;b)&lt;/b&gt; quale sia la loro distribuzione territoriale, quante siano le nuove pensioni riconosciute dall'entrata in vigore della procedura prevista dall'articolo 20 del decreto-legge n. 78 del 2009;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;c)&lt;/b&gt; per quale motivo fino ad oggi gli uffici territoriali dell'Inps non siano stati in grado di evadere nei tempi stabiliti dallo stesso decreto-legge le pratiche relative all'invalidità;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;d)&lt;/b&gt; quali siano i motivi del ritardo nel riconoscimento delle invalidità, specificando se tali ritardi debbano essere imputati a ragioni di mero risparmio, o al fatto che i programmi informatici tra le aziende sanitarie locali e l'Inps non sono uniformi e, quindi, all'impossibilità di comunicare tra i due enti;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;e)&lt;/b&gt; quale sia la situazione relativa all'appalto con Postel per l'inserimento dei dati della pratiche relative alle richieste d'invalidità, indicandone i costi, la durata, gli obiettivi, nonché il numero di dati immessi in ciascuna regione;&lt;p&gt;

 
ad oggi non risulta alla scrivente che tale relazione sia stata prodotta, nonostante il termine tassativo di trenta giorni sia abbondantemente scaduto: 
&lt;p&gt;
 
dal Ministro se e in che tempi il Governo intenda tenere fede agli impegni a cui è stato chiamato dalla Camera dei deputati in data 21 luglio 2011 con l'approvazione, congiuntamente alle altre, della mozione nr. 1-00626, relativamente alle nuove procedure per l'accertamento dell'invalidità civile.
 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=6%3Ainterrogazioni-interpellanze-mozioni&amp;id=413%3Ainvalidita-subito-i-correttivi&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;deliamurer.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Marò italiani: è ora che si muova l'Europa</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/07/patrizia-toia/mar%C3%B2-italiani-%C3%A8-ora-che-si-muova-leuropa/625570"></link>
  <updated>2012-03-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625570</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, Vicepresidente del Gruppo S&amp;D, guida la richiesta di un intervento formale del Super Ministro degli Esteri Europeo per un intervento rapido a favore dei due marò italiani che si trovano attualmente detenuti nel carcere di Trivandrum.
&lt;p&gt;
&quot;Ho chiesto ai miei colleghi italiani, trovando da subito grande condivisione, di aderire all’interrogazione che ho presentato alla Ashton: occorre che anche l’Europa si attivi rapidamente per i  marò italiani in prigione in India” - dichiara &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;

&quot;I nostri marò sono soldati italiani ma anche e soprattutto soldati europei, non possiamo consentire che sia solo il Governo Italiano ad intervenire in questa triste vicenda” - continua &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;

“Questa vicenda potrebbe costituire un precedente gravissimo non solo per i militari italiani all'estero, ma per tutte le nazioni che impegnano i propri militari nella difesa delle navi civili contro la pirateria, fenomeno purtroppo ancora troppo diffuso contro cui l’Europa è impegnata. Ci attendiamo quindi che l'Alto Rappresentante faccia la sua parte per ottenere il rilascio immediato dei due marò” – conclude &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: Permessi di soggiorno, question time sulla tassa</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/02/29/delia-murer/permessi-di-soggiorno-question-time-sulla-tassa/625319"></link>
  <updated>2012-02-29T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625319</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Question time nell’aula di Montecitorio sulla vicenda dei permessi di soggiorno.
&lt;p&gt; Lo ha illustrato l’on. Delia Murer, cofirmataria di una interrogazione urgente al Ministro dell’Interno sulla vicenda della tassa sul rinnovo e sul rilascio del permesso di soggiorno. 
&lt;p&gt;Al Ministro è stato chiesto “quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere affinché tale tassa non incida in maniera così rilevante in un momento di crisi economica e sociale”. 
&lt;p&gt;“Si tratta di un balzello assurdo che va a colpire categorie già deboli che, come gli italiani, sentono duramente la crisi. Il Governo aveva annunciato una volontà di revisione del meccanismo ma poi non se n’è saputo più nulla”. 
&lt;p&gt;L’on. Murer ha presentato un analogo atto di sindacato ispettivo anche nella Commissione Affari costituzionali. Interlocutoria la risposta del Ministro dell’Interno, che ha riconosciuto l’esistenza del problema e ha garantito un ‘iniziativa legislativa per “un disegno complessivo di razionalizzazione e semplificazione delle procedure previste dalla legge per il rilascio dei permessi di soggiorno”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Testo integrale dell’intervento dell’on. Murer e la risposta del Ministro Cancellieri.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
DELIA MURER. &lt;br /&gt;
Signora Presidente, signora Ministro, con questa interrogazione noi abbiamo voluto porre all'attenzione un tema importantissimo. Dal 30 gennaio 2012 i cittadini stranieri non comunitari pagano una tassa per il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno di un importo molto rilevante, che varia da 80 a 200 euro. &lt;br /&gt;
Questo applicando un decreto del precedente Governo.&lt;br /&gt;

Noi siamo assai preoccupati per questa tassa, proprio per il suo ammontare, perché interviene in un momento di grave crisi, in cui anche il peso di questo importo grava sui lavoratori stranieri, come sui lavoratori italiani, che comunque soffrono della crisi. Quindi, la domanda è capire come il nuovo Governo intenda affrontare questo tema.
&lt;p&gt;
ANNA MARIA CANCELLIERI, Ministro dell'interno. &lt;br /&gt;
Signor Presidente, onorevoli deputati, ringrazio l'onorevole Murer, l'onorevole Livia Turco e gli altri deputati che, con l'interrogazione all'ordine del giorno, pongono l'attenzione su un problema che ho subito affrontato non appena assunta la responsabilità di Ministro dell'interno. Il 1o febbraio scorso, rispondendo ad uno specifico quesito posto in Commissione affari costituzionali di questa Camera, ho precisato che il mio obiettivo è perseguire un disegno complessivo di razionalizzazione e semplificazione delle procedure previste dalla legge per il rilascio dei permessi di soggiorno.
&lt;p&gt;
Nell'ambito di questo progetto, potrà essere affrontato anche il problema posto dagli onorevoli interroganti senza rimettere in discussione un provvedimento, quello concernente il contributo per il rilascio e il rinnovo dei permesso di soggiorno, da poco entrato in vigore e destinato a sostenere l'attività dei diversi uffici a vario titolo preposti all'espletamento delle istruttorie e, in parte, ad alimentare il Fondo rimpatri. Voglio, a tale proposito, precisare che è mia intenzione fare in modo che con le risorse di tale Fondo vengano finanziati i programmi di rimpatrio volontario e assistito, attuabili dal gennaio di quest'anno per effetto dell'entrata in vigore del decreto interministeriale che ne ha disciplinato l'attuazione.
&lt;p&gt;
L'ipotesi di intervento normativo, che si trova in avanzato stato di definizione e che si realizzerà proprio in questi giorni con apposito emendamento al decreto-legge cosiddetto di semplificazione, in corso di conversione, si incentra sull'allungamento della validità, in particolare in fase di rinnovo, delle tipologie dei permessi di soggiorno più diffuse. Mi riferisco soprattutto ai permessi per lavoro e, conseguentemente, a quelli per motivi familiari, la cui durata è commisurata a quella del lavoratore straniero a cui ci si ricongiunge.
&lt;p&gt; L'allungamento della validità di questi permessi comporterà una sensibile riduzione degli adempimenti a carico delle questure e, conseguentemente, un risparmio di risorse organizzative e finanziarie per l'amministrazione. Inoltre, la contrazione dei tempi di rilascio dei titoli e i miglioramenti organizzativi attesi consentiranno una maggiore fruibilità complessiva degli uffici da parte dell'utenza.
Da questa semplificazione deriverà indirettamente anche un alleggerimento degli oneri economici posti a carico degli stranieri per il pagamento del contributo, per la minore frequenza con la quale saranno chiamati a rinnovare il titolo di soggiorno. Questo è lo scenario che abbiamo davanti, dando una giusta risposta alle aspettative dei cittadini stranieri che giungono nel nostro Paese per motivi di lavoro o di ricongiungimento familiare nel rispetto della legge, mantenendo inalterato - e d'altronde non può farsi diversamente - il livello del gettito corrente per assicurare la giusta funzionalità sia degli uffici immigrazione che degli sportelli unici.
&lt;p&gt;
PRESIDENTE.&lt;br /&gt;
 L'onorevole Murer ha facoltà di replicare.
&lt;p&gt;
DELIA MURER. &lt;br /&gt;
Signor Presidente, mi dichiaro solo parzialmente soddisfatta, perché credo che il tema meriti anche un approfondimento e un confronto prima di arrivare al voto del disegno di legge sulle semplificazioni. Credo che comunque abbattere il costo intervenendo in varie modalità, ma anche sulla durata e le modalità del rinnovo dei permessi di soggiorno sia proprio una emergenza.&lt;br /&gt;

Quindi, la ringrazio. Sono parzialmente soddisfatta e penso che sarebbe utile avere un confronto proprio anche su questa proposta che il Governo si appresta a realizzare (Applausi dei deputati del gruppo Partito Democratico).
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ecco il testo integrale dell’interrogazione presentata&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 
Al Ministro dell'interno
&lt;p&gt;
Per sapere – premesso che: 
&lt;p&gt;

con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze del 6 ottobre 2011, adottato di concerto con il Ministro dell'interno, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 31 94 del 2009 dicembre 2011, in ottemperanza alla norma prevista dalla legge n. (il cosiddetto pacchetto sicurezza), è stato stabilito il versamento di una tassa per i cittadini stranieri non comunitari per il rilascio od il rinnovo del titolo di soggiorno a decorrere dal 30 gennaio 2012; 
&lt;p&gt;
l'importo della tassa sui permessi di soggiorno varia dagli 80 ai 200 euro, a seconda dei casi così come riportati: 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;a)&lt;/b&gt; 14,62 euro per la marca da bollo da apporre sull'istanza;
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;b)&lt;/b&gt; 27,50 euro per il rilascio del titolo in formato elettronico;
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;c)&lt;/b&gt; 30 euro per la spedizione tramite Poste italiane; 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;d)&lt;/b&gt; 80 euro per il rilascio/rinnovo di titolo di soggiorno di durata superiore a tre mesi e inferiore o pari ad un anno; 

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;e)&lt;/b&gt; 100 euro per il rilascio/rinnovo di titolo di soggiorno di durata superiore ad un anno e inferiore o pari a due anni; 

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;f)&lt;/b&gt; 200 euro per il rilascio del permesso di soggiorno CE per i soggiornanti di lungo periodo e per i titoli di soggiorno rilasciati ai sensi dell'articolo 27, comma 1, lettera a), 286 del 1998 ovvero per i del testo unico di cui al decreto legislativo n. dirigenti o personale altamente specializzato che ha fatto ingresso in Italia al di fuori delle quote previste dai decreti flussi; 
&lt;p&gt;
tale norma è discutibile non solo perché incide sugli stranieri che già contribuiscono con il loro lavoro alle finanze dello Stato, ma perché reperisce le risorse necessarie alle espulsioni gravando su chi è regolarmente presente sul territorio; 

&lt;p&gt;

è sulla regolarizzazione di chi non lo è e sull'emersione del lavoro nero che le fonti di finanziamento alle politiche migratorie e di integrazione vanno trovate: &lt;br /&gt;

quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere affinché tale tassa non incida in maniera così rilevante in un momento di crisi economica e sociale, che colpisce non solo gli italiani, ma anche i lavoratori stranieri presenti nel nostro Paese.  
&lt;p&gt;
(3-02117) &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it/attivita-parlamentare/interrogazioni/386-permessi-di-soggiorno-question-time-sulla-tassa.html?tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;www.deliamurer.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elisabetta ZAMPARUTTI: Interrogazione. Un emblematico caso di lottizzazione formigoniana</title>
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  <updated>2012-02-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625072</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Prima firmataria di un’interrogazione al presidente del Consiglio nella quale si denuncia un episodio significativo del sistema di potere economico lombardo. Nel caso specifico, riguarda la nomina di Luigi Roth, formigoniano di ferro, a capo del padiglione Italia dell’Expo di Milano; una nomina che reca la firma del Governo. Episodio, ripetiamo, emblematico di un sistema consolidato e che si perpetua; chi dovrebbe opporsi a questo sistema, similmente ai ladri di Pisa, di giorno finge di litigare, di notte si accorda per meglio dividersi le spoglie.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Al Presidente del Consiglio dei ministri. Per sapere - premesso che:&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
il 14 febbraio 2012, il Presidente del Consiglio dei ministri ha firmato il decreto con cui nomina il dottor Luigi Roth commissario incaricato della realizzazione del padiglione italiano dell'Expo 2015 di Milano;
&lt;p&gt;
tale nomina è intervenuta dopo le perplessità che a più livelli aveva sollevato il decreto con il quale il Presidente del Consiglio dei ministri pro tempore, Silvio Berlusconi, aveva affidato a Roberto Formigoni, in qualità di commissario generale dell'evento, la scelta del responsabile del padiglione italiano, da lui già individuato nella persona di Luigi Roth;
&lt;p&gt;
lo stesso Vicente Loscertales, segretario generale del Bureau International des Expositions (BIE), l'ente che assegna l'Expo e che segue e vigila sulla regolarità anche dell'edizione milanese, ha avuto modo di esprimere abbastanza chiaramente il suo disagio di fronte a una prassi irrituale nella tradizione delle esposizioni, rafforzando la perplessità di Palazzo Chigi;
&lt;p&gt;
infatti, l'articolo 13 della convenzione relativa alle esposizioni internazionali, stabilisce che il Governo di ogni paese partecipante in una Esposizione nomina un Commissario Generale di Sezione nel caso di una Esposizione registrata o di un Commissario di Sezione nel caso di una Esposizione riconosciuta che lo rappresenti di fronte al Governo invitante. Il Commissario Generale di Sezione o il Commissario di Sezione ha la responsabilità esclusiva per l'organizzazione della Esposizione del suo paese. Egli informa il Commissario Generale della Esposizione o il Commissario del Padiglione del contenuto di questa Esposizione e assicura che i diritti e gli obblighi degli espositori siano rispettati;
&lt;p&gt;
in base al principio base che regola l'esposizione universale, che si fonda cioè su sezioni nazionali, i commissari di sezione di tutti i Paesi partecipanti sono «responsabili esclusivi» dell'organizzazione dell'esposizione del proprio Paese e, quindi, liberi delle proprie decisioni nei confronti dello stesso commissario generale e del comitato organizzatore; il commissario di sezione «è, in fondo, padrone nella sua sezione. Così che, in base alle competenze ricevute dal suo Governo, può liberamente o in consultazione con altre autorità nazionali sviluppare il programma della partecipazione, regolare la destinazione o la distribuzione delle sedi, procedere con l'ammissione degli espositori e usare il suo potere di polizia per disciplinare il tutto. Egli rimane libero nelle sue decisioni rispetto al Commissario Generale del Governo...»; 
&lt;p&gt;(MEIZOZ, Roger: La Réglementation des expositions sur le plan international. Genève 1965: Librairie Droz.. pag. 54);
&lt;p&gt;
superata da parte dell'attuale Governo l'irrituale scelta compiuta da quello precedente di, delegare al commissario generale Roberto Formigoni la nomina del commissario di sezione italiano, è cambiata la forma, ma non è cambiata la sostanza: il commissario designato è, appunto, il dottor Luigi Roth, nome indicato a suo tempo da Formigoni, da lui riproposto e concordato il 24 gennaio 2012 con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà e il 14 febbraio, a nomina avvenuta, prontamente annunciato alla stampa dallo stesso Formigoni;
&lt;p&gt;
«La persona prescelta è il dr. Luigi Roth, secondo la mia indicazione condivisa dal presidente Monti», ha dichiarato Formigoni. «La nomina spetta a me - aveva spiegato - ma ho preferito lavorare per coinvolgere anche il Governo e quindi ho parlato col Presidente del Consiglio, per condividere la scelta della persona»;
&lt;p&gt;
mentre la nomina del dottor Luigi Roth quale commissario per l'Italia a Expo Milano 2015 è stata accolta «con soddisfazione» da Giuliano Pisapia, sindaco di Milano e commissario straordinario del Governo per Expo 2015, polemico, invece, è stato il commento alla nomina da parte del presidente del consiglio comunale di Milano, Basilio Rizzo, che ha rilevato la preminenza del legame di Roth con la regione Lombardia: «Quella di Roth mi sembra una scelta troppo legata alla Regione, non capisco dove sia l'accordo con il Comune»;
&lt;p&gt;
la stessa credibilità di Roberto Formigoni, in quanto governatore della Lombardia, è fortemente intaccata dalla vicenda delle firme false denunciata dai Radicali e dalle inchieste della magistratura di questi mesi su ipotesi di reato molto gravi che coinvolgono a diverso titolo figure di primo piano di regione Lombardia;
&lt;p&gt;
il commissario generale Roberto Formigoni, che controlla il cosiddetto tavolo delle infrastrutture e cioè la gestione degli ingenti lavori pubblici necessari all'Expo, è nello stesso tempo presidente del consiglio di sorveglianza di Infrastrutture Lombarde, società stazione appaltante voluta dal presidente della regione Formigoni e da lui costituita nel 2003, controllata da regione Lombardia e convenzionata sia con Expo 2015 spa per la predisposizione di tutte le procedure di evidenza pubblica sia con Arexpo spa per l'acquisizione e gestione delle aree del sito Expo; mentre Roth avrà il compito di rappresentare e tenere i rapporti con i Governo, ma soprattutto di affidare a un archistar il progetto per la realizzazione del padiglione più importante di Expo 2015, quello della nazione ospitante, e di tenere i rapporti con le aziende italiane che accetteranno di partecipare;
&lt;p&gt;
al di là del tentativo, fallito, di arrivare a una nomina diretta del responsabile del Padiglione Italia, occorre evidenziare altresì lo stretto legame politico-professionale tra il commissario generale Roberto Formigoni e il neo commissario di sezione Luigi Roth che risale:
&lt;p&gt;
alla nomina e alla riconferma dello stesso Roth a presidente della Fondazione Fiera Milano nel 2001 e nel 2006, con decreti di nomina spettanti alla giunta regionale lombarda presieduta dal governatore Formigoni dal 1995;
&lt;p&gt;
alla nomina di Luigi Roth, risalente al 1996, a presidente della società Ferrovie Nord Milano, nomina anche in questo caso spettante alla giunta regionale lombarda presieduta anche allora da Roberto Formigoni; Roth assumerà contemporaneamente il ruolo di amministratore delegato della stessa società e di presidente e amministratore delegato di Ferrovie Nord Milano Esercizio spa;
&lt;p&gt;
alla nomina di Luigi Roth nel 2009 per volontà di Roberto Formigoni alla guida del consorzio destinato a realizzare a Milano l'immenso polo ospedaliero città della salute voluto e finanziato da regione Lombardia;
&lt;p&gt;
alla nomina nel 2005 di Luigi Roth nel consiglio di amministrazione della Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena di Milano, nomina derivata dalla partecipazione di Fondazione Fiera Milano nella Fondazione Ospedale Maggiore, operazione voluta da Luigi Roth e da Roberto Formigoni (l'operazione è stata possibile attraverso una modifica all'articolo 4 dello statuto dell'8 ottobre 2004 approvata con decreto del presidente della regione del 26 novembre 2004 che ha permesso a Fondazione Fiera Milano di ampliare la propria mission).
&lt;p&gt; La Fondazione Fiera Milano è «entrata» portando in dote circa 13 milioni di euro in sette anni. Roth ha dichiarato che l'idea di questa collaborazione è nata «da un incontro in Regione con il Presidente Roberto Formigoni»;
&lt;p&gt;
alla comune appartenenza e/o vicinanza al movimento confessionale Comunione e Liberazione, Movimento dall'interno del quale è nata l'associazione imprenditoriale Compagnia delle Opere alla quale si stima che siano iscritte oltre 70 mila società. La vicinanza di Luigi Roth a Comunione e Liberazione e a Roberto Formigoni è regolarmente evidenziata da un quindicennio dai media italiani nonché rafforzata dalle numerose presenze in qualità di conferenziere del dottor Roth al Meeting di Rimini, evento annuale promosso da Comunione e Liberazione (quattro partecipazioni nel corso degli anni). Roth è inoltre Gentiluomo di Sua Santità, membro laico, dunque, della Famiglia Pontificia;
&lt;p&gt;
anche alla luce della recente stretta sui doppi incarichi e su potenziali conflitti d'interesse, la scelta del dottor Luigi Roth, che attualmente ricopre contemporaneamente incarichi di vertice in istituti bancari (presidente di Banca Popolare di Roma, Gruppo CARIFE e consigliere di amministrazione di Mediorbanca, Gruppo BPER) e in imprese a controllo pubblico e privato (presidente di Terna spa, presidente di TELAT Srl, consigliere di amministrazione in Pirelli &amp; C. spa, consigliere di amministrazione di Autostrada Torino Milano spa), non appare agli interroganti la più indicata quale commissario per l'Italia a Expo Milano 2015:
&lt;p&gt;
come intenda operare per assicurare che l'incarico del dottor Luigi Roth quale commissario del padiglione Italia sia esercitato con la massima trasparenza e indipendenza rispetto sia al suo principale e dichiarato sponsor sia rispetto al sistema di potere economico lombardo di cui il presidente della regione Lombardia e commissario generale dell'Expo è espressione e di cui lo stesso commissario di sezione nella sua brillante carriera ha fatto e fa tuttora parte.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.radicali.it/print/3965&quot;&gt;notizie.radicali.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: Aeroporto Marco Polo di Venezia: No alla terza pista </title>
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  <updated>2012-02-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>624949</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Interrogazione al Ministro dei trasporti sulla questione della terza pista dell’aeroporto Marco Polo di Venezia.
&lt;p&gt;“L'Ente nazionale per l'aviazione civile, nella relazione tecnica ai cosiddetti piani di vincolo, fa un esplicito riferimento alla realizzazione della terza pista aeroportuale a Venezia, dandone per effettiva l'entrata in servizio entro il 2030. La cosa appare del tutto inutile rispetto alle esigenze di sviluppo di un aeroporto proporzionato ai bisogni di una città come Venezia. Il tutto, poi, è stato fatto senza una vera consultazione dei livelli territoriali. Per questo chiedo al Governo di intervenire rapidamente”.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ecco il testo integrale dell’interrogazione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Per sapere - premesso che&lt;/b&gt;:
&lt;p&gt;
l'Ente nazionale per l'aviazione civile, con riguardo all'aeroporto Marco Polo di Venezia, nella relazione tecnica ai cosiddetti piani di vincolo, fa un esplicito riferimento alla realizzazione della terza pista aeroportuale a Venezia, dandone per effettiva l'entrata in servizio entro il 2030 e prevedendo di conseguenza i vincoli ad essa assegnati nelle apposite mappe;
&lt;p&gt;
il 6 febbraio 2012, il consiglio comunale di Venezia, con un voto ad una mozione collegata al Pat (piano di assetto del territorio) si è opposto a tale ipotesi ritenendo «improponibile nel breve e medio termine ogni ipotesi di espansione del sedime aeroportuale a nord della statale 14 Triestina per la realizzazione di nuove piste aeroportuali»;
&lt;p&gt;
le mappe di vincolo sono state approvate dall'Enac il 6 dicembre 2011 e sono state trasmesse il 19 dicembre a 17 comuni per l'apposita pubblicazione; resteranno in visione fino al 3 aprile del 2012 ed entro questo termine si potranno inviare osservazioni oppure opposizioni ad esse;
&lt;p&gt;
per ammissione dello stesso Ente nazionale per l'aviazione civile, le mappe non sono state concertate con le amministrazioni comunali interessate ma sono state direttamente predisposte dal gestore aeroportuale, in qualità di soggetto titolare del certificato di aeroporto, la Save spa;
&lt;p&gt;
è allo studio dell'ufficio tecnico del comune di Venezia l'intero complesso delle mappe consegnate da Enac al fine di capire l'impatto sulle nuove costruzioni e le problematiche connesse alle fasce di rispetto, che potrebbero avere serie conseguenze su alcuni progetti di edilizia pubblica e privata già avviati;
&lt;p&gt;
la costruzione di una terza pista all'aeroporto Marco Polo di Venezia appare all'interrogante del tutto inutile rispetto alle esigenze di sviluppo di un aeroporto proporzionato alle esigenze di una città importante come Venezia;
&lt;p&gt;
molto più importante appare intervenire sullo sviluppo del sedime a disposizione della Save spa, utilizzando al meglio i 330 ettari, che, se ben configurati con terminal all'avanguardia, nuova aerostazione, radar, parcheggi aeromobili, possono portare il Marco Polo a 15 milioni di passeggeri e oltre, lasciando nel contempo inalterato il territorio e la vita civile:
&lt;p&gt;
se il Ministro interrogato sia a conoscenza di quanto sopra esposto e se non ritenga di intervenire, per quanto di propria competenza, al fine di bloccare una mappatura che prevede la terza pista senza alcuna consultazione con le amministrazioni locali interessate; se non ritenga di assumere iniziative, nell'ambito delle proprie competenze, per favorire una concertazione reale tra i comuni e l'ente titolare dell'aeroporto per le dinamiche di sviluppo dello scalo, che non possono essere programmate a dispetto della volontà delle comunità locali.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=6%3Ainterrogazioni-interpellanze-mozioni&amp;id=383%3Amarco-polo-no-alla-terza-pista&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;www.deliamurer.it&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>DELIA MURER: Sbloccare i pagamenti alle imprese</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/25/delia-murer/sbloccare-i-pagamenti-alle-imprese/623612"></link>
  <updated>2012-01-25T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>623612</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Interrogazione a risposta scritta.&lt;br /&gt;

Al Ministro dell'Economia e al Ministro dello sviluppo economico.
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Una interrogazione ai ministri dell’Economia e dello Sviluppo economico per chiedere misure al fine di intervenire sui ritardi nei pagamenti della Pubblica amministrazione. L’ha presentata alla Camera dei deputati Delia Murer.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; “Oggi la situazione dei pagamenti della Pubblica amministrazione verso i suoi fornitori è allarmante e drammatica; i tempi medi sono intollerabili rispetto alla sostenibilità stessa delle imprese; particolarmente grave appare la situazione delle cooperative sociali, che avviano al lavoro soggetti svantaggiati, e vengono colpiti non solo come imprese ma anche come servizi territoriali di inclusione per i più deboli. Chiedo al governo un intervento rapido”. 
&lt;p&gt;
Di seguito il testo integrale dell’interrogazione.
&lt;p&gt;- Per sapere, premesso che: 
&lt;p&gt;

la direttiva 2011/7/UE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, da recepire entro e non oltre il 16 marzo 2013, stabilisce termini rigorosi e non derogabili per l'adempimento delle obbligazioni monetarie delle pubbliche amministrazioni; sancisce, cioè, che i pagamenti della Pubblica amministrazione verso i suoi fornitori debbano avvenire entro 30 giorni, e solo in casi eccezionali entro 60 giorni;
&lt;p&gt;

secondo la direttiva, chi non rispetterà i tempi stabiliti dopo l'entrata in vigore della norma, dovrà pagare interessi aggiuntivi pari all'8 %, con una maggiorazione rispetto ai tassi di riferimento della Bce;
&lt;p&gt;

oggi la situazione dei pagamenti della Pubblica amministrazione verso i suoi fornitori è allarmante e drammatica; i tempi medi sono intollerabili rispetto alla sostenibilità stessa delle imprese; 

Secondo una ricerca di Assosistema, per il comparto sanità, la media nazionale dei ritardi è a oltre 7 mesi, con picchi di 14 mesi in Campania ed Emilia Romagna. 
I ritardi sono geograficamente distribuiti lungo l’intera penisola; 

Le dimensioni del problema sono emerse con chiarezza nel corso della Relazione annuale del Presidente dell'Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici per l’anno 2009; i dati numerici divulgati dall'Autorità di Vigilanza dicono che i tempi di pagamento oscillano in un range compreso tra un minimo di 92 giorni ed un massimo di 664 giorni. L'entità dei ritardi mediamente accumulati è circa doppia rispetto a quanto si registra nel resto dell'Unione Europea: mediamente 128 giorni contro i 65 che si computano a livello europeo;

&lt;p&gt;
Il ritardo è per lo più imputato ai tempi di emissione dei certificati di regolare esecuzione (46,3%) e dei mandati di pagamento (29,6%) da parte delle stazioni appaltanti e, ancor più in generale, a lentezze che derivano da vischiosità burocratiche interne alla Pubblica Amministrazione (32,5%);

&lt;p&gt;
La presunta esposizione debitoria della Pubblica amministrazione, calcolata sulla base della stima effettuata dalle associazioni interpellate dall'Autorità di Vigilanza, ammonterebbe a circa 37 miliardi di euro (una somma pari al 2,4 per cento del PIL nazionale del tempo);

secondo la stima del Ministro dello sviluppo economico, riportata in un'intervista al Corriere della Sera dell'8 gennaio scorso, lo scaduto dei pagamenti privati e pubblici è ancora più grave e raggiunge ormai la cifra di 60-80 miliardi di euro di debito forzoso; 

&lt;p&gt;
La medesima Autorità ha sottolineato, nella Relazione del 2009, come la problematica sia particolarmente avvertita dalle piccole e medie imprese che, soprattutto nell'attuale congiuntura economica di difficile accesso al credito bancario, risentono in maniera grave della mancanza di liquidità;

&lt;p&gt;
particolarmente grave appare la circostanza dei mancati pagamenti quando questi riguardano cooperative sociali, che avviano al lavoro soggetti svantaggiati, e vengono colpiti non solo come imprese ma anche come servizi territoriali di inclusione per i più deboli;
&lt;p&gt;

I ritardati pagamenti non incidono solo sulle imprese direttamente interessata ma agiscono, in termini negativi, a più livelli: la stessa Pubblica amministrazione paga un prezzo dal momento che l’assunzione del rischio connesso alla dilazione dei pagamenti induce i partecipanti ad una gara pubblica a considerare l’onere finanziario che si presume di dover sostenere per il ritardo nei pagamenti nell’ambito del prezzo proposto alla stazione appaltante, con conseguente impoverimento della competitività delle offerte; inoltre, l’obbligo di corrispondere gli interessi di mora conseguenti al ritardato pagamento implica l’aumento delle risorse economiche necessarie per il conseguimento delle prestazioni oggetto di appalto; ed ancora, il ritardato pagamento ridonda in termini negativi anche sull’indotto a valle dell’appalto, investendo le imprese subappaltatrici e subfornitrici sulle quali i ritardi vengono sovente ulteriormente ribaltati;

&lt;p&gt;
le amministrazioni mettono in pratica, dal canto loro, politiche di rigore per gli adempimenti fiscali e del recupero dei tributi non pagati, innescando un tragico paradosso per cui la Pubblica amministrazione da una parte non paga i suoi debiti, dall'altra esige con rapidità i suoi crediti;

tutto ciò nel cuore di una durissima crisi economico-finanziaria che sta stritolando il reticolo di piccole e medie imprese, mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza e di riflesso il mantenimento dei livelli occupazionali;
&lt;p&gt;

La Spagna, che è considerata - unitamente all'Italia - un paese assai lento in punto di pagamenti, ha già emanato un provvedimento volto ad accelerare il pagamento dei crediti della Pubblica Amministrazione (il provvedimento, che entrerà a regime dal 2013, anticipando i contenuti della nuova direttiva 2011/7/UE, stabilisce che la Pubblica amministrazione avrà trenta giorni per pagare le fatture delle imprese creditrici, senza possibilità di ammettere alcuna deroga);
&lt;p&gt;

La situazione italiana in merito ai ritardati pagamenti ha invece subito – se possibile – persino un peggioramento a seguito del sopravvenire dei vincoli imposti dal patto di stabilità interno: spesso gli enti locali committenti, pur in presenza di una lecita assunzione di impegni di spesa in precedenti esercizi, si trovano a dover decidere se pagare il debito maturato dall’appaltatore (violando il patto di stabilità) o non effettuare i pagamenti dovuti (violando la normativa in materia di transazioni commerciali)-: 
&lt;p&gt;
se i Ministri interrogati sono a conoscenza della situazione sopra menzionata; se sono in grado di tracciare una stima dei ritardati pagamenti della Pubblica amministrazione e un quadro dei danni che essi comportano sul sistema economico nazionale; se e quali misure intendano elaborare per risolvere questa situazione di vera emergenza e per impedire l'accumularsi di ulteriori debiti da parte delle Pubbliche amministrazioni nei confronti di privati; se non ritengano di anticipare, con proprio provvedimento, quanto fissato nella direttiva 2011/7/UE, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce termini rigorosi e non derogabili per l'adempimento delle obbligazioni monetarie delle pubbliche amministrazioni.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=7%3Ageneraliste&amp;id=370%3Asbloccare-i-pagamenti-alle-imprese&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;deliamurer.it&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Dario FRANCESCHINI: Lavitola: Frattini ammetta di aver sbagliato</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/20/dario-franceschini/lavitola-frattini-ammetta-di-aver-sbagliato/617510"></link>
  <updated>2011-10-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>617510</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Il Ministro ammetta di aver sbagliato e spieghi come mai il faccendiere Valter Lavitola è stato ritratto in sua compagnia, insieme con il ministro albanese Ilir Meta. La questione non è se si trattasse di una occasione ufficiale o ufficiosa: chiediamo di sapere i motivi per cui un personaggio come Lavitola ha potuto mostrare, seppure in tempi non sospetti per l'opinione pubblica, una vicinanza equivoca anche nei confronti della Farnesina&quot;. E' quanto chiede un'interrogazione al ministro degli Esteri, Franco Frattini, presentata dal presidente dei Deputati del Pd, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, sottoscritta da tutti gli esponenti dell'ufficio di Presidenza del Gruppo dei Democratici alla Camera, dopo che un servizio della TV albanese Tch mostra la foto dell'incontro del 21 ottobre 2009 in cui l'ex direttore dell'Avanti Valter Lavitola appare in compagnia del ministro Frattini e del vicepremier e ministro degli Affari esteri albanese Ilir Meta.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6380&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Matteo Olivieri: Interrogazione su depuratore di Roncocesi: perchè non sfruttare biogas per produrre energia verde?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/01/matteo-olivieri/interrogazione-su-depuratore-di-roncocesi-perch%C3%A8-non-sfruttare-biogas-per-produrre-energia-verde/582279"></link>
  <updated>2011-06-01T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>582279</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Reggio nell'Emilia (RE) (Lista di elezione: Movimento 5 stelle) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il depuratore di Roncocesi produce grandi quantità di biogas che attualmente vengono bruciate in una torcia e l'energia dispersa in atmosfera. Presentata interrogazione in Consiglio Comunale per proporre lo sfruttamento come energia rinnovabile.

&lt;p&gt;


Il depuratore di Roncocesi è dotato di una struttura &quot;gonfiabile&quot;, detta gasometro, dove si raccoglie il biogas prodotto dai processi digestivi. Tuttavia questo gas viene attualmente bruciato senza sosta da una grande torcia, che disperde l'energia in atmosfera.&lt;br /&gt;

Il biogas è infatti ricco di metano, e l'energia contenuta può essere sfruttata per produrre energia elettrica e calore in cogenerazione. Energia pulita e rinnovabile.

&lt;p&gt;



Abbiamo presentato un'interrogazione in Consiglio Comunale per conoscere quali sono i limiti tecnici che non hanno consentito finora di sfruttare questa preziosa risorsa, dove chiediamo anche tutti i dati tecnici per eseguire autonomamente una nostra valutazione.

&lt;p&gt;


Si allegano foto del depuratore e testo dell'interrogazione.
&lt;p&gt;

Matteo Olivieri, Consigliere Comunale&lt;br /&gt;
Vito Cerullo, Cons. Circoscrizione OVEST&lt;br /&gt;

&lt;hr /&gt;

TESTO INTERROGAZIONE:
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;
INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;



&lt;b&gt;Premesso che:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;




- presso il depuratore di Roncocesi è attivo un sistema di raccolta del biogas, detto gasometro, che è quasi costantemente al massimo livello di contenimento quasi tutti i giorni dell’anno;&lt;br /&gt;

- accanto al gasometro è attiva, quasi senza interruzioni, una torcia, cioè un sistema di combustione del gas che evita il rilascio in atmosfera di gas inquinanti e climalteranti, primo fra tutti il metano;

&lt;p&gt;



&lt;b&gt;Considerato che:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;




- lo sfruttamento del biogas, in macchine a diversa tecnologia, è una tecnica consolidata, che consente di produrre energia rinnovabile, di incassare incentivi sulla produzione di elettricità dai certificati verdi e convogliare il calore verso utenze che lo necessitino;
&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;
Tutto ciò premesso si interroga il Sindaco e la Giunta in merito:&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;




- si richiede di conoscere l’eventuale presenza di un cogeneratore presso l’impianto, ipotesi remota vista l’intensità del lavoro svolto dalla torcia durante tutto l’anno;&lt;br /&gt;

- si chiede se sono stati effettuati studi sulla possibilità di sfruttare il biogas prodotto in un processo di cogenerazione;&lt;br /&gt;

- si chiede quali sono gli eventuali ostacoli tecnici all’utilizzo del biogas per la cogenerazione;&lt;br /&gt;

- si richiede una descrizione dettagliata, se possibile corredata da schemi di flusso ed impiantistici per cui rivolgiamo contestuale richiesta di accesso agli atti, del processo che innesca la produzione di biogas, nonché documenti attestanti la quantità e qualità del gas prodotto, anche attraverso analisi chimico fisiche e/o dichiarazioni già fornite, meglio se in serie storica.&lt;br /&gt;




&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.reggio5stelle.it/2011/06/02/biogas-a-roncocesi-si-puo-fare/&quot;&gt;www,reggio5stelle.ii&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>DELIA MURER: Pulizie, vertenza dura </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/12/delia-murer/pulizie-vertenza-dura/560882"></link>
  <updated>2011-05-12T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>560882</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Si inasprisce la vertenza dei lavoratori delle pulizie nelle scuole. Dopo la ripresa della trattativa sul tavolo del Ministero dell'Istruzione, le notizie non sono confortanti. Il Governo avrebbe dato garanzie per la protezione solo di circa 11mila posti di lavoro, mentre sarebbero 14mila i posti a rischio a causa della direttiva 103 del 2010, che prevede tagli notevoli agli appalti. In pericolo soprattutto le cooperative sociali e molti soggetti svantaggiati.  “E’ una vertenza che si trascina da mesi – dice l'on. Delia Murer -. Il Governo si era impegnato a trovare una soluzione ma dà risposte inadeguate”. Per martedì 17 è annunciata una mobilitazione dei lavoratori a Roma. Nella stessa giornata, l'on. Murer,  depositerà una nuova interrogazione al Ministro Gelmini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Ecco il testo integrale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

 

Interrogazione a risposta scritta
&lt;p&gt;

Al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca.
&lt;p&gt;

presentata da DELIA MURER
&lt;p&gt;

 

- Per sapere - premesso che:
&lt;p&gt;

 

rischia di inasprirsi la vertenza che riguarda ex lavoratori socialmente utili e  lavoratori degli appalti storici delle pulizie nelle scuole, nata in seguito alla direttiva 103 del 2010 del Ministero sopra citato che prevede tagli agli appalti delle pulizie nelle scuole tali da mettere a rischio migliaia di posti di lavoro;

 
&lt;p&gt;

si stanno svolgendo, da alcune settimane, presso il Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, incontri e tavoli di trattative con le organizzazioni sindacali e le associazioni datoriali, per discutere le procedure relative alle nuove gare, con l'obiettivo di garantire il mantenimento dell'occupazione e del reddito delle lavoratrici e dei lavoratori del settore;

 
&lt;p&gt;

nello specifico, secondo quanto sarebbe emerso da uno degli ultimi incontri, ci sarebbe un orientamento del Ministero a rendere disponibili risorse economiche sufficienti  a coprire l'assorbimento di 11800 addetti, il che si tradurrebbe in circa 14mila licenziamenti;

 
&lt;p&gt;

l'orientamento del Governo ha ovviamente generato un senso di forte allarme tra le organizzazioni sindacali, i lavoratori e le imprese stesse, in buona parte rappresentata da cooperative sociali dove trovano avviamento al lavoro soggetti svantaggiati;

 
&lt;p&gt;

sono previste per i prossimi giorni manifestazioni di protesta e la richiesta sindacale di avviare la trattativa su nuove basi, garantendo l'impegno di reperire i fondi atti ad assicurare la continuità occupazionale di tutti i lavoratori già impegnati nello svolgimento dei servizi;

 


&lt;p&gt;

 

Quali siano gli intendimenti del Governo in merito alla vertenza, alla luce delle novità emerse e dello stato di agitazione dei lavoratori, e se non ritenga, il Ministro, molto grave che per una chiara scelta del Governo vengano tagliati migliaia di posti di lavori, molti dei quali di soggetti svantaggiati,

in un momento in cui la crisi economica incide moltissimo sulle famiglie e in cui ci si aspetterebbero dal Governo interventi per contenere la perdita del lavoro invece che produrne a sua volta.

 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=7%3Ageneraliste&amp;id=278%3Apulizie-vertenza-dura&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;DeliaMurer.it&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Dario ROMANO: Wi-fi pubblico. Interrogazione al Sindaco in Consiglio</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/01/dario-romano/wi-fi-pubblico-interrogazione-al-sindaco-in-consiglio/566984"></link>
  <updated>2011-04-01T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>566984</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Senigallia (AN) (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Nel corso del Consiglio Comunale di mercoledì, il consigliere comunale della lista civica di centro sinistra 'Vivi Senigallia' Dario Romano ha presentato al Sindaco Maurizio Mangialardi un'interrogazione scritta a risposta orale in merito alla questione del wi-fi in centro a Senigallia.

&lt;p&gt;
Il Consigliere Romano, premettendo &quot;Internet dovrebbe essere riconosciuto come un diritto universale, del quale ogni cittadino dovrebbe potere godere gratuitamente e -continua nella sua interrogazione il consigliere- che il Comune di Senigallia è stato tra i primi comuni italiani a dotarsi di una rete wi-fi pubblica a disposizione di tutti i cittadini e turisti che ne facciano richiesta&quot;, chiede al primo cittadino &quot;a che punto è lo stato dell’arte per quanto riguarda il wi-fi pubblico e quali interventi sono stati fatti e sono previsti nel prossimo futuro&quot;.

&lt;p&gt;
Un'interrogazione mirata del Consigliere Dario Romano che, ritenendo che &quot;il centro storico della città dovrebbe essere considerato il fiore all’occhiello di Senigallia che l'estensione della rete wi-fi cittadina lungo tutto Corso 2 Giugno sarebbe un ulteriore valore aggiunto per il nostro centro storico&quot;, interoga il Sindaco su un'eventuale ipotesi dell’Amministrazione ad &quot;ampliare ulteriormente la rete wi-fi cittadina, comprendendo tutto il tragitto di Corso 2&quot;.

&lt;p&gt;
A tal proposito quindi, il Sindaco Mangialardi ha fornito risposta nel corso del Consiglio Comunale, dichiarando: “nella progettualità, compatibilmente alle disponibilità finanziarie, rientra l’allargamento del wi-fi pubblico a Corso 2 Giugno, Piazza Saffi e i nuovi Giardini Catalani” perchè il wi-fi pubblico è un “segnale di partecipazione e democrazia, che va esteso anche sul piano territoriale”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.viveresenigallia.it/index.php?page=articolo&amp;articolo_id=288622&quot;&gt;Vivere Senigallia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GRAZIANO AZZALIN: Sanità: “Ospedale di Trecenta, la Giunta dica chiaramente cosa ha in mente”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/18/graziano-azzalin/sanit%C3%A0-%E2%80%9Cospedale-di-trecenta-la-giunta-dica-chiaramente-cosa-ha-in-mente%E2%80%9D/559148"></link>
  <updated>2011-03-18T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>559148</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Interrogazione del consigliere del Pd e del collega Fds Pettenò: “Si intende realmente chiudere i reparti di Chirurgia, Ginecologia, Ostetricia del San Luca proseguendo nell’opera di depauperamento del sistema sanitario pubblico e universale, a vantaggio di un modello sbilanciato sempre più fortemente sul privato?”&lt;br /&gt;
_______________________

&lt;p&gt;L’allarme lanciato sui possibili tagli all’ospedale San Luca di Trecenta (Ro) dal vicepresidente della Provincia di Rovigo Guglielmo Brusco non è caduto nel vuoto è prontamente il consigliere regionale Graziano Azzalin ed il collega Fds Pietrangelo Pettenò hanno redatto una bozza di interrogazione urgente a risposta immediata, che sarà presentata la prossima settimana, nella quale chiedono che la Giunta faccia chiarezza sulla vicenda.
&lt;p&gt;
In particolare, i due consiglieri regionali chiedono “se intenda realmente chiudere o ridimensionare i reparti di Chirurgia, Ginecologia, Ostetricia dell’ospedale San Luca di Trecenta, indicando chiaramente di voler proseguire nell’opera di depauperamento del sistema sanitario pubblico e universale, a vantaggio di un modello sbilanciato sempre più fortemente sul privato” e, “se nel caso intenda davvero procedere allo svuotamento progressivo dell’ospedale di Trecenta, non ritenga di dovere confrontarsi con gli enti locali e, in particolare, con i sindaci dell'ambito dell’Ulss 18, nonché con le rappresentanze dei lavoratori e degli utenti. In ipotesi contraria, si avrebbe la conferma di uno stile di lavoro marcatamente centralista”.
Che non si tratti, purtroppo, solo di un’ipotesi è messo nero su bianco nella relazione al Bilancio di previsione 2011, ove compare la formula: “Riorganizzazione dell’Ospedale di Trecenta e concentrazione delle attività chirurgiche e ostetriche presso l’Ospedale di Rovigo”.
&lt;p&gt;
“L’ospedale San Luca di Trecenta – spiega Azzalin - è, con il Santa Maria della Misericordia di Rovigo, uno dei due principali poli della sanità pubblica nel bacino dell’Ulss 18 che serve un comprensorio di oltre quaranta comuni, in un’area molto estesa ma poco popolata e caratterizzata da un forte tasso di anzianità. La direzione sanitaria in questi anni ha valorizzato questa impostazione, lanciando la formula ‘un ospedale su due sedi’ evitando già duplicazioni di servizi e attenendosi a tutte le disposizioni regionali in materia di taglio dei posti letto. Già negli anni passati questa area del Polesine ha assistito alla chiusura di tre nosocomi (Badia Polesine, Castelmassa, Lendinara), proprio nell’ottica di razionalizzare l'offerta concentrandola sul nuovo complesso Trecenta, che ha sostituito la vecchia struttura a propria volta dismessa. La destrutturazione del San Luca si tradurrebbe in un declassamento da ospedale per acuti, imprescindibile per l’area”.
&lt;p&gt;
Ma è tutto il disegno complessivo sulla sanità della Giunta che i due consiglieri intendono meglio approfondire e mettere in discussione. Per questo, nell’interrogazione chiedono anche se la Giunta “intenda aprire un serio confronto politico per riformare strutturalmente il rapporto con la sanità privata, restituendo margine di manovra ai territori, superando le rigidità centraliste nella contrattazione delle convenzioni; se in quest’ottica non ritenga prioritario agire perché tagli di posti letto e riduzione di costo vengano applicate con rigore anche al privato, a fronte di un eccesso di offerta rilevato, appunto, anche dalla stessa Corte dei conti; se non intenda, semmai, incentivare gli accordi di collaborazione con i medici di medicina generale per contenere il ricorso inappropriato a esami, dannoso per i conti e inutile sul versante terapeutico quanto le ospedalizzazioni improprie”.

&lt;br /&gt;

 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=2062&quot;&gt;partitodemocraticoveneto.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Gelmini difende il premier, non la scuola pubblica</title>
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  <updated>2011-03-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>558968</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Il ministro Gelmini, rispondendo oggi alla nostra interrogazione, ancora una volta ha superato se stessa nel suo dovere istituzionale di difendere sempre e comunque il Presidente del Consiglio, qualsiasi cosa dica o faccia&quot;. Lo ha detto alla Camera durante il question time il presidente dei Deputati Democratici, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;

''Le frasi intollerabili di Berlusconi contro la scuola pubblica, insieme agli otto miliardi e mezzo di tagli, - ha aggiunto &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - dimostrano quale sia l'idea del governo del settore sul quale noi dovremmo investire di piu', per rispetto dei nostri ragazzi e, soprattutto, per investire sull'unica risorsa che l'Italia ha per reggere nel mondo globale, cioe' i cervelli, l'intelligenza, la creatività''.
&lt;p&gt;

''Per questo, dopo la manifestazione delle donne del 13 febbraio, - ha concluso &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - le piazze torneranno a riempirsi sabato prossimo per difendere insieme la scuola e la Costituzione, che sono due facce della stessa medaglia, due aspetti della stessa battaglia civile. Quelle piazze dimostreranno che vi e' un'Italia che ha voglia di voltare pagina''.
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=Ml52Wjlg-E4&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'interrogazione del Pd al Ministro dell'Istruzione, con l'intervento di Dario Franceschini&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;
&lt;p&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4804&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: Invalidità, ritardi e disagi</title>
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  <updated>2011-03-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558966</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Riflettori accesi, ancora una volta, sulle pensioni di invalidità. La ridefinizione dei percorsi relativi all’accertamento e al riconoscimento dell’invalidità, la nuova disciplina di tempi e modalità, l’attività della commissione medica superiore, i ritardi nell’espletamento e il rapporto tra medici e Inps sono stati i temi di un question time nella Commissione Affari sociali della Camera.&lt;br /&gt;

A rispondere il Ministero del lavoro. Cinque le interrogazioni presentate, alcune anche dalle fila della maggioranza di centrodestra.
&lt;p&gt; “La vicenda – dice l’on. Murer, firmataria di numerosi atti ispettivi sul tema – sta diventando davvero imbarazzante per questo Governo. Ritardi, inefficienze e problemi si moltiplicano, così come i disagi per una utenza su cui già grava un insieme di problemi. In tutto questo, le risposte che arrivano dal Governo sono sempre tentennanti e confuse, segno di un grande imbarazzo”.
 
&lt;p&gt;
Di seguito l’interrogazione presentata in commissione dalle deputate del Pd Schirru e Murer.
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Al Ministro del lavoro e delle politiche sociali.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

- Per sapere - premesso che: 

&lt;p&gt;
con l'articolo 20 del decreto-legge n. 48 del 2009 - «Contrasto alle frodi in materia di invalidità civile» - convertito dalla legge 3 agosto 2009 n. 201, il Governo ha inteso rivedere le modalità di presentazione delle domande di accertamento delle minoranze civili, handicap (legge n. 104 del 1992) e disabilità (legge n. 68 del 1999) e delle procedure di valutazione, concessione e ricorso giurisdizionale; 

&lt;p&gt;
secondo le dichiarazioni del Governo, il provvedimento, attribuendo all'INPS nuove competenze, avrebbe dovuto consentire una maggiore rapidità e modalità più chiare per il riconoscimento dell'invalidità civile, dell'handicap e della disabilità; 

&lt;p&gt;
l'articolo 20, non faceva alcun riferimento rispetto ad una diversa fissazione dei tempi massimi di accertamento e di concessione; 

&lt;p&gt;
ad oggi, gli effetti del provvedimento risultano essere, almeno in Sardegna, decisamente controversi; 

&lt;p&gt;
con le nuove regole previste dal dispositivo di legge - affermano le organizzazioni sociali e i patronati - una pratica per il riconoscimento di invalidità civile, handicap o disabilità deve essere esaminata tre volte: dai medici della Asl, poi da quelli dell'INPS e, infine, dalla sovrintendenza medica nazionale a Roma. Una procedura più complessa che fa lievitare i costi ma, soprattutto, i tempi di attesa. Si hanno casi di persone che hanno dovuto attendere fino a sette mesi per una visita e, tra queste, anche un malato oncologico che, per legge, avrebbe dovuto essere convocato entro 15 giorni; 

&lt;p&gt;
non sono in discussione le iniziative di contrasto alle frodi in materia di invalidità civile né le misure che tendono a ripristinare la legalità violata e a riaffermare i princìpi di un'etica pubblica che queste frodi invece ammorbano e avvizziscono. Tuttavia, se la ricerca e la scoperta dei «falsi invalidi» rappresenta un imperativo dell'etica pubblica e della legalità, è meno evidente la ratio che presiede alla convocazione dinanzi alle commissioni di tutti gli invalidi, comprese le persone down; tetraplegici; sordomuti; ciechi assoluti, le persone affette da ritardi e malattie mentali e croniche fin dalla nascita. Cosa che accade in Sardegna e che pare colpevolizzare tutti gli invalidi, compresi quindi coloro che non falsificano alcunché. Da notizie in possesso dell'interrogante, ritardi anomali dovuti alla registrazione informatica delle richieste, convocazioni dei pazienti e controllo dei verbali delle commissioni mediche delle Aziende usl e medico INPS, sono attribuibili alle procedure imposte dalla nuova normativa, si stanno accumulando compromettendo in tal modo i diritti delle persone disabili gravi nell'erogazione delle provvidenze economiche, permessi retribuiti, esenzione tickets per visite mediche e farmaci ed altre forme di assistenza sociale; 

&lt;p&gt;
secondo un articolo comparso sul Corriere della Sera del 16 febbraio 2011, a pagina 17, Sassari e Cagliari hanno il 76 e 64 per cento delle pensioni d'invalidità revocate dall'Inps a malati che, secondo le verifiche fatte dall'Istituto, o non sono più tali, o hanno ridotto considerevolmente la percentuale d'invalidità, ai primi due posti in Italia. Ma secondo il presidente provinciale e regionale dell'Anmic (Associazione nazionale mutilati e invalidi civili), in Sardegna non ci sono falsi invalidi e quei numeri non corrispondono al vero. In provincia di Sassari è stato revocato il 9 per cento delle pensioni. Non solo: nel 3 per cento dei casi, si tratta di sospensioni arbitrarie dovute al fatto che il paziente non ha ricevuto la lettera di convocazione alla visita e quindi, naturalmente, non si è presentato. Il dato reale dunque, secondo l'Anmic, si aggira sul 6-7 per cento; 

&lt;p&gt;
ma la metà di quel 7 per cento di persone a cui è stata revocata la pensione la sta per ottenere di nuovo in seguito ai ricorsi che si stanno facendo contro le sospensioni arbitrarie, fatte sulla carta senza nemmeno vedere il paziente. Risultato: l'INPS sta spendendo soldi facendo controlli a campione con criteri discutibili, visto che si vanno a cercare sempre le stesse persone a distanza di poco tempo. E invece di risparmiare si troverà a pagare mille euro per ogni ricorso per spese processuali. Con quello che ha speso finora, avrebbe potuto pagare quattro pensioni d'invalidità civile -: 

&lt;p&gt;
se il Ministro abbia notizie circostanziate della situazione in Sardegna prodottasi a seguito dell'approvazione della nuova disciplina relativamente ai tempi di accertamento e riconoscimento dell'invalidità civile, dell'handicap e della disabilità; 

&lt;p&gt;
se il Ministro non intenda riconsiderare il meccanismo di commissioni mediche doppie e triple che comportano un aggravio dei costi per INPS e ASL e un'insostenibile dilatazione dei tempi; 

&lt;p&gt;
se il Ministro non intenda intervenire, con opportuni provvedimenti, nei casi in cui la dilazione dei tempi risulti oggettivamente penalizzante per persone, riconosciute invalide o in attesa di riconoscimento, affette da patologie gravi e conclamate; 

&lt;p&gt;
se il Ministro abbia fornito indicazioni relative ad un presunto «contingentamento» a livello provinciale di riconoscimenti di invalidità civile, handicap e disabilità, determinato da obiettivi di contenimento della spesa;

&lt;p&gt;
se il Ministro, a fronte di ritardi penalizzanti causati dalla nuova normativa, non intenda provvedere al riconoscimento di un disagio suscettibile di una qualche mitigazione o compensazione. &lt;br /&gt;

(5-04254)
 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=6%3Ainterrogazioni-interpellanze-mozioni&amp;id=251%3Ainvalidita-ritardi-e-disagi&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;Delia Murer&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: Nuove procedure Inps, solo ritardi.</title>
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  <updated>2011-02-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>557881</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Una interrogazione al Ministro del Lavoro per sapere quale siano i risultati raggiunti con l’adozione della nuova procedure introdotta dall’Inps per il riconoscimento dell’invalidità. L’ha presentata l’on. Delia Murer, prima firmataria, con la deputata del Pd Margherita Miotto. 
&lt;p&gt;“Nella realtà dei fatti – dice l’on. Murer - sembra che l’introduzione della nuova procedura invece di accelerare l’iter per il riconoscimento delle invalidità lo abbia ulteriormente dilatato, in quanto presso gli uffici territoriali dell’Inps giacciono innumerevoli pratiche inevase”. L’interrogazione cerca di fare luce proprio su quest’ultimo aspetto, chiedendo conto al Ministro dell'arretrato effettivo e della reale efficacia dei nuovi meccanismi.

&lt;p&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=6:interrogazioni-interpellanze-mozioni&amp;id=241:nuove-procedure-inps-solo-ritardi&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;&lt;b&gt;A seguire il testo integrale dell'atto presentato&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.pdf?view=article&amp;catid=6:interrogazioni-interpellanze-mozioni&amp;id=241:nuove-procedure-inps-solo-ritardi&quot;&gt;Delia Murer - official web site&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luigi ZANDA: Berlusconi ha violato anche le norme antiriciclaggio?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/04/luigi-zanda/berlusconi-ha-violato-anche-le-norme-antiriciclaggio/557657"></link>
  <updated>2011-02-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>557657</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;I pagamenti cash erogati da Berlusconi alle numerose donne che hanno animato le sue feste violano le norme anti-riciclaggio?''. &lt;br /&gt;
Lo chiede il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, in un'interrogazione urgente rivolta al ministro dell'economia e delle finanze Giulio Tremonti.
&lt;p&gt;

Si legge nell'interrogazione: ''Dagli atti trasmessi dalla Procura della Repubblica di Milano alla Camera dei deputati in merito alla richiesta di autorizzazione a procedere a perquisizioni domiciliari a carico di Berlusconi risulta che il Presidente del Consiglio ha in più occasioni erogato - direttamente o per il tramite di suoi collaboratori - ingenti somme di denaro, anche cash, a diverse persone coinvolte nell'inchiesta giudiziaria.
&lt;p&gt; A prescindere dall'effettiva natura di questi pagamenti, ancora oggetto di accertamento nell'ambito del procedimento penale per i reati di prostituzione minorile e concussione, e' evidente che essi siano avvenuti in violazione delle norme anti-riciclaggio, inasprite dallo stesso governo Berlusconi'' e che vietano il trasferimento ''di denaro contante'' effettuato ''a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, quando il valore oggetto del trasferimento e' complessivamente pari o superiore a 5.000 euro''.
&lt;p&gt;

Zanda chiede quindi al ministro Tremonti di intervenire poiché, ''la frequenza, la mancata giustificazione formale e l'entità' dei pagamenti accertati, anche quelli avvenuti per bonifico bancario'', impongono le verifiche previste dalla normativa antiriciclaggio.

&lt;p&gt;
Il vicepresidente dei senatori del Pd chiede inoltre al ministro di ''accertare l'origine, la natura e il percorso dei flussi di denaro oggetto dei pagamenti illeciti, al fine di escludere la provenienza da attività criminose o l'accantonamento e l'utilizzo quali 'fondi neri' per il finanziamento di attività riconducibili agli interessi patrimoniali del presidente del Consiglio, direttamente o per il tramite di persone o societa' ad esso legate''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.rosarossaonline.org/art/2011/02/04/pd-berlusconi-ha-violato-anche-le-norme-antiriciclaggio_11462&quot;&gt;rosarossaonline.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: Associazioni e pensioni, due interrogazioni </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/10/delia-murer/associazioni-e-pensioni-due-interrogazioni/547822"></link>
  <updated>2010-11-10T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>547822</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Due interrogazioni al Ministro del Welfare sono state presentate alla Camera dei deputati dal deputato Delia Murer.&lt;br /&gt;
 Nella prima si richiama l’attenzione sugli annunciati tagli alle associazioni da parte della Giunta regionale del Veneto; nella seconda si fa riferimento alla necessità di accertare presso l’Inps la prassi di chiamare a visite di controllo anche malati irreversibili. Di seguito il testo delle due interrogazioni.

&lt;p&gt;
Interrogazione a risposta scritta

&lt;p&gt;
 

al Ministro del Welfare

&lt;p&gt;
dall’on. Delia Murer

&lt;p&gt;
 

per sapere, premesso che:

 

- da notizie di stampa si apprende che la Giunta regionale del Veneto, attraverso l’assessorato ai Servizi sociali, si appresta a tagliare i contributi che la Regione eroga da molti anni a otto associazioni e organizzazione del sociale;

 
&lt;p&gt;

- tali contributi, ammontanti complessivamente a circa 500mila euro, secondo quanto annunciato dalla Giunta regionale, saranno ridotti sensibilmente quest’anno, e saranno del tutto cancellati dal prossimo anno;

 

- tra le associazioni vittime dei tagli ci sono, oltre all’Associazione dei mutilati e degli invalidi, anche enti di rappresentanza e tutela dei disabili; tra questi il Centro internazionale del Libro parlato di Feltre e l’Ente nazionale per la protezione e l’assistenza dei sordi,

 
&lt;p&gt;

- l’annuncio è stato accompagnato dall’assessore Remo Sernagiotto con dichiarazioni del tipo: “Non tolgo i soldi ai sordi ma alle loro associazioni, per darli alle famiglie”;

 

- la politica di taglio netto ai finanziamenti per le associazioni ignora del tutto il principio di sussidiarietà cui da tempo i governi, centrale e locali, si ispirano, principio consistente nella diffusione dei servizi sul territorio, il più possibile prossimi ai fruitori, per ripristinare un centralismo assistenziale regionale; inoltre non considera che le associazioni dei disabili hanno nella materia competenze specifiche, che gli uffici regionali non sempre hanno;

 
&lt;p&gt;

- le associazioni ed organizzazioni cui vuole sottrarre le risorse finora erogate dalla Regione, oltre ad essere titolari della rappresentanza e tutela delle loro categorie, sono anche erogatori di servizi per conto ed in supplenza delle amministrazioni pubbliche; il Centro del Libro Parlato di Feltre, per esempio, svolge esclusivamente attività che sarebbero di pertinenza del settore pubblico;

 
&lt;p&gt;

- l’annuncio dei tagli ha determinato l’attivazione di uno stato di agitazione nelle associazioni, con grave pregiudizio del loro lavoro sul sociale e sui territori e gravi ripercussioni sui servizi che esse erogano anche in sostituzione del settore pubblico;

 

- :

 

&lt;p&gt;
dal Ministro in oggetto se sia a conoscenza dei fatti sopra esposti e se non ritenga che colpire in maniera così dura le associazioni di categoria contrasti con i principi fondamentali del nostro sistema integrato di Welfare, così come fissati nella normativa nazionale, a partire dalla legge 328/00, e se non ritenga, fermo restando il rispetto delle competenze e delle funzioni, di intervenire, nei modi più opportuni, per consentire alle associazioni di cui in premessa di non essere cancellate dalla rete di interventi sociali del territorio e di continuare, quindi, a svolgere le loro funzioni di rappresentanza e tutela.

 
&lt;p&gt;

----------------

&lt;p&gt;
 

 

Interrogazione a risposta scritta

&lt;p&gt;
al Ministro del Welfare

&lt;p&gt;
dall’on. Delia Murer

&lt;p&gt;
 

per sapere, premesso che:

 
&lt;p&gt;

- In data 29 luglio 2010, nella seduta d’Assemblea della Camera dei deputati, nel corso dell’approvazione della legge 122 del 2010 (già Ac 3638) denominata “Conversione in legge con modificazioni del decreto legge 31 maggio 2010 n. 78, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica”, veniva accolto dal Governo un ordine del giorno a prima firma della sottoscritta;

&lt;p&gt;
 

- Tale ordine del giorno impegnava il Governo a valutare l’opportunità di adottare iniziative nei confronti dell’Inps affinché avesse cura di evitare i controlli su soggetti titolari di pensione che fossero portatori di menomazione di natura irreversibile o di patologie rispetto alle quali sono escluse visite di controllo sulla permanenza dello stato invalidante;

 

- Tale richiesta nasceva dall’ovvia constatazione che chi è portatore di menomazione dichiarata irreversibile non può certo regredire dalla sua condizione e quindi la visita di controllo diventa solo un ulteriore, ed inutile, disagio per l’utente e la sua famiglia, oltre che una superflua umiliazione rispetto ad uno stato di salute già verificato e certificato come patologico e non reversibile;

&lt;p&gt;
 

- Un decreto ministeriale del Ministro dell’Economia e delle finanze del 2 agosto 2007, in virtù delle considerazioni sopra esposte, esclude esplicitamente dal piano di verifica coloro che siano affetti da malattie ingravescenti;

&lt;p&gt;
 

- Nonostante l’approvazione di tale ordine del giorno e le disposizioni normative risulta alla scrivente, da notizie che provengono da utenti e da sedi territoriali di associazioni di categoria, che l’Inps stia continuando a chiamare, nell’ambito del suo programma di verifica sulle pensioni, utenti con malattie irreversibili, come, ad esempio, cittadini affetti da sindrome di down;

 
&lt;p&gt;

- Alla scrivente risulta, inoltre, che stia aumentando presso l’Inps il volume di verbali di visita che non sono sottoposti a validazione e vengono, quindi, di fatto sospesi, allungando i tempi di erogazione;

 
&lt;p&gt;

- Dal gennaio di quest’anno, le procedure Inps, come sopra esposto, starebbero escludendo le associazioni di categorie dal loro ruolo nell’ambito delle procedure di verifica ed erogazione delle pensioni;



 

&lt;p&gt;
dal Ministro in oggetto se sia a conoscenza dei fatti sopra esposti e se non ritenga necessario intervenire al fine di ottemperare a quanto disposto nell’Ordine del giorno richiamato in premesso e accolto dal Governo, vale a dire impedire che l’Inps sottoponga, nell’ambito del suo programma di verifica, malati considerati irreversibili, a nuova visita di controllo; se non ritenga il Ministro di intervenire per verificare presso l’Inps il corretto svolgimento delle procedure di controllo e di erogazione delle pensioni di invalidità e se non ritenga che vada restituito alle associazioni di categoria il ruolo che gli è proprio di rappresentanza degli interessi dell’utenza nell’ambito delle procedure di erogazione delle pensioni di invalidità.

 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=6%3Ainterrogazioni-interpellanze-mozioni&amp;id=210%3Aassociazioni-e-pensioni-due-interrogazioni&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;www.deliamurer.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: «Solo promesse sulla legge speciale»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/13/delia-murer/%C2%ABsolo-promesse-sulla-legge-speciale%C2%BB/546976"></link>
  <updated>2010-10-13T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>546976</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Un’interrogazione al governo per sollevare la questione dei finanziamenti della legge speciale su Venezia. &lt;br /&gt;
L’ha presentata alla Camera dei deputati, Delia Murer. Soldi promessi e mai del tutto sbloccati, finanziamenti con mutui a lunghissimo termine, procedure burocratiche bloccate a causa della Regione. Ecco il testo integrale dell’atto:

 
&lt;p&gt;

 

Interrogazione a risposta scritta

&lt;p&gt;
al ministro dell’Economia

&lt;p&gt;
e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

&lt;p&gt;
dall’on. Delia Murer

 
&lt;p&gt;

per sapere, premesso che

 
&lt;p&gt;

- la legge n. 244 del 2007, all’articolo 2, comma 291, autorizza l’utilizzo di contributi pluriennali per le finalità di cui alla legge n. 139/1992, recante: “Interventi per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna”;

&lt;p&gt;
- è stato registrato presso la Corte dei Conti il Decreto Interministeriale con il quale il Comune di Venezia è stato autorizzato all’utilizzo di un contributo quindicennale con decorrenza dal 2008 e fino al 2022, assegnato a valere sulle risorse stanziate dall’art. 2, comma 291.della legge 244/2007, per il proseguimento degli interventi per la salvaguardia di Venezia e della sua Laguna;.

&lt;p&gt;
- ai sensi dell’art. 1 del suddetto Decreto l’utilizzo del contributo pluriennale in questione viene ripartito tra:

&lt;p&gt;
a) una quota ad erogazione diretta (€ 2.422.500,00 corrispondenti alle annualità 2008 e 2009)

&lt;p&gt;
b) una quota mediante attualizzazione (€ 15.746.250,00 corrispondenti alle annualità dal 2010 al 2022), al netto ricavo attivabile a seguito di un’operazione finanziaria di attualizzazione da perfezionare con Istituti di credito, secondo un piano di erogazioni stimate in complessivi € 12.560.500,00;

&lt;p&gt;
- il comma 3 del suddetto Decreto prevede altresì che eventuali variazioni del piano di erogazioni derivanti da esigenze – adeguatamente documentate – del soggetto beneficiario dei contributi dovranno essere preventivamente comunicate al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che provvederà a richiedere autorizzazione in tal senso al Ministero dell’Economia e delle Finanze;

&lt;p&gt;
- il Comune di Venezia ha chiesto l’autorizzazione alla modifica del soprarichiamato Piano di erogazioni, al fine di ripartire il piano tra una maggior quota ad erogazione diretta (€ 3.633.750,00 corrispondenti alle annualità 2008 2009 e 2010) e una conseguente minor quota mediante attualizzazione (€ 14.535.000,00 corrispondenti alle annualità dal 2011 al 2022;

&lt;p&gt;
- Le variazioni richieste al piano di erogazioni derivano da motivazioni oggettive come il ritardo, pari ad un anno, intercorso tra la data di richiesta da parte del Comune del piano di erogazioni (11 settembre 2009) e la data di comunicazione dell’avvenuta registrazione del Decreto (13 settembre 2010). Ne consegue che l’annualità 2010 inizialmente destinata a confluire nella quota da utilizzare mediante attualizzazione possa essere ora riallocata nella quota ad erogazione diretta; altro motivo è la consistente riduzione dei tassi di mercato verificatasi nel periodo intercorrente tra la data della precedente richiesta e la data odierna, durante il quale il tasso di riferimento delle operazioni di attualizzazione in questione (Eurirs 10) è sceso di circa un punto, al 2,6%, il che si riflette proporzionalmente in un minor onere per interessi che a sua volta impatta positivamente sul netto ricavo stimabile dall’operazione finanziaria di attualizzazione;

&lt;p&gt;
- Con riferimento a quest’ultimo aspetto, esiste il problema di adeguare alle mutate condizioni di mercato la normativa vigente sui limiti massimi di tasso applicabili sui mutui destinati agli interventi per la salvaguardia di Venezia attualmente dettata dal D.M. 9 marzo 1999 come modificato dal Decreto Direttoriale 23 gennaio 2003. In particolare appare necessario adeguare la normativa in questione ai limiti massimi di tasso applicabili ai mutui da stipulare con onere a carico dello Stato di importo inferiore a € 51.645.689,91, ai sensi dell’art. 45, comma 32 della citata L. 448/1998, attualmente dettata dalla Comunicazione del Direttore generale del Tesoro pubblicata sulla G.U. del 13 luglio 2010;

&lt;p&gt;
- sempre in tema di contributi per la salvaguardia di Venezia, Il Comitato di Indirizzo Coordinamento e Controllo (ex art. 4 legge 798/84), in data 23.12.2008, ha deliberato di sottoporre al Cipe una proposta di contributo pluriennale pari a 50 milioni, finalizzato agli interventi di salvaguardia, nelle competenze della Regione Veneto, del Comune di Venezia, Chioggia e Cavallino, stabilendo, nello specifico, che le risorse a favore del Comune di Venezia ammontassero a € 29.750.000;

&lt;p&gt;
- il Cipe con delibera 59 del 31.07.2009 dava corso al deliberato del Comitato misto a valere sul Fondo Infrastrutturale, stabilendo che l'intero importo di 50 milioni, comprensivo del contributo per Venezia, fosse &quot;girato&quot; alla Regione e da questa ripartito; i 50 milioni venivano, poi, suddivisi in due annualità: 30 milioni nel 2009 e 20 milioni nel 2010; su quest’ultimo contributo non risultato prodotti atti conseguenti;

&lt;p&gt;
- la delibera del Cipe é stata registrata alla Corte dei Conti in data 22.12.2009 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 21.01.2010;

&lt;p&gt;
- su sollecitazione del Comune di Venezia, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, in data 28.04.2010, comunicava che spetta alla Regione ogni azione volta alla effettiva erogazione delle risorse;

&lt;p&gt;
- ad oggi nulla risulta ancora stabilito né attivato in sede regionale e, a quanto pare, neppure in sede ministeriale sull’effettiva erogazione di tale contributo;



&lt;p&gt;

 

dai Ministri interrogati se sono a conoscenza e da cosa sono causati i ritardi nell’erogazione dei contributi per gli interventi di salvaguardia di Venezia, sia del contributo quindicennale assegnato a valere sulle risorse stanziate dall’art. 2, comma 291.della legge 244/2007, sia del contributo pluriennale di cui delibera Cipe nr. 59 del 31 luglio 2009; se valutano positivamente e intendano accogliere la richiesta di variazioni al piano di erogazioni ai sensi del comma 3 del Decreto interministeriale con il quale il Comune di Venezia è stato autorizzato all’utilizzo di un contributo quindicennale assegnato a valere sulle risorse stanziate dall’art. 2, comma 291.della legge 244/2007, per il proseguimento degli interventi per la salvaguardia di Venezia e della sua Laguna, così come motivato da richiesta del soggetto beneficiario; se intendano adeguare alle mutate condizioni di mercato la normativa vigente sui limiti massimi di tasso applicabili sui mutui destinati agli interventi per la salvaguardia di Venezia attualmente dettata dal D.M. 9 marzo 1999 come modificato dal Decreto Direttoriale 23 gennaio 2003; se intendano intervenire, e come, sul ritardo, nell’erogazione al Comune di Venezia tramite la Regione Veneto, del contributo di cui alla delibera Cipe nr. 59 del 31.07.2009.

 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=6%3Ainterrogazioni-interpellanze-mozioni&amp;id=199%3Asolo-promesse-sulla-legge-speciale&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;official web site&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: «Immigrati senza diritti e discriminati»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/13/delia-murer/%C2%ABimmigrati-senza-diritti-e-discriminati%C2%BB/546975"></link>
  <updated>2010-10-13T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>546975</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Mancanza del piano flussi, lungaggini e disservizi nelle procedure di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno, discriminazioni e ritardi nella regolarizzazione delle badanti. Tutti questi argomenti sono oggetto di una interrogazione al ministro dell’Interno presentata da Delia Murer. Ecco il testo integrale dell’atto:

&lt;p&gt;
 

 

Interrogazione a risposta scritta
&lt;p&gt;

al ministro dell’Interno

&lt;p&gt;
dall’on. Delia Murer

 
&lt;p&gt;

Per sapere, premesso che:

&lt;p&gt;
 

-         Manca il Piano triennale di programmazione dei flussi previsto dal testo unico sull’immigrazione; tale piano e' scaduto dal 2007 mentre l'ultimo decreto flussi risale al 2008 con 150.000 ingressi che si dovevano pescare dalle domande presentate l'anno precedente. Infatti nel 2007, a fronte di 170.000 ingressi autorizzati, erano arrivate 742.000 domande;

&lt;p&gt;
-         In mancanza di una programmazione dei flussi, ad oggi, nessun immigrato potrebbe entrare legalmente in Italia per motivi di lavoro e di conseguenza quelli che entrano lo fanno necessariamente in modo irregolare;

&lt;p&gt;
-         Al tempo stesso, permane una situazione di forte ritardo nella gestione di tutte le procedure burocratiche per il rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno e dei ricongiungimenti famigliari;

&lt;p&gt;
-         Gli sportelli unici che dovevano sovrintendere a tali procedure sono nel caos; la loro situazione si è ulteriormente aggravata in conseguenza della decisione contenuta nella manovra finanziaria di non rinnovare il contratto di lavoro interinale a 650 operatori; il contratto è scaduto il 31 luglio scorso mentre un altro contratto a tempo determinato per altri 650 operatori scadrà il 31 dicembre prossimo;

&lt;p&gt;
-         Questi operatori che lavorano agli sportelli unici sin dalla sanatoria del 2002 e rappresentano quasi l'80 per cento del personale civile in organico agli sportelli stessi; professionalmente sono coloro che hanno consentito i processi innovativi d'informatizzazione delle procedure. E’ quindi ragionevole pensare che senza di loro gli sportelli non possano funzionare e non siano in grado di garantire neanche il già intollerabilmente basso standard di servizio erogato sin qui;

&lt;p&gt;
-         Da alcuni mesi il portale dell'ufficio immigrazione del ministero dell'Interno registra continue interruzioni e a farne le spese sono i lavoratori stranieri per i quali si allungano i tempi di attesa per ottenere il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno, con i quali regolarizzano la loro presenza nel nostro Paese. Si tratta di migliaia di cittadini stranieri che proprio per il malfunzionamento del sistema informatico rischiano di presentare le domande oltre i termini previsti dalla legge;

&lt;p&gt;
-         La regolarizzazione di Colf e Badanti fatta a settembre dello scorso anno ha raccolto circa 300.000 domande e a distanza di 12 mesi, il 41 per cento (circa 130.000) di esse sono ancora inevase; delle circa 170.000 domande evase, circa 20.000 sono state rigettate con relativo decreto di espulsione;

&lt;p&gt;
-         La maggior parte delle domande respinte sono relative a quegli immigrati che erano già destinatarie di un decreto di espulsione e, quindi, dopo la legge 94 (Pacchetto sicurezza) erano scivolati nel reato di clandestinità;

&lt;p&gt;
-         Quando è iniziata la regolarizzazione, i patronati sindacali avanzarono un quesito al Ministero dell'Interno per sapere se questa fattispecie poteva aspirare alla regolarizzazione ed il Ministero aveva risposto affermativamente. Sono state fatte quindi le domande e sono stati versati anche i contributi forfettari di 500 euro;

&lt;p&gt;
-         Solo successivamente è stata diramata una circolare del Capo della Polizia che disponeva il rigetto di queste domande;

&lt;p&gt;
-         Ci sono numerosi casi di specie che sono stati impugnati dal sindacato e ci sono sentenze di vari Tar (Piemonte-Toscana) che hanno accolto la tesi sindacale. Il ministero, per suo conto, ha ricorso al Consiglio di Stato e c'e' una sentenza del 3 settembre scorso che conferma i pronunciamenti dei Tar e dichiara illegittimo il respingimento delle domande;

&lt;p&gt;
-         Ciò nonostante s'insiste su questa linea interpretativa e si continuano a respingere le domande con queste caratteristiche;

 

&lt;p&gt;


 

-         Dal ministro le ragioni per cui non si è proceduto all’elaborazione di un nuovo Piano triennale flussi previsto dal Testo unico sull’immigrazione, dal momento che l’ultimo è scaduto dal 2007; in che modo si stanno organizzando i flussi in mancanza di una programmazione; qual è la situazione di ritardo nelle procedure di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno rispetto ai tempi stabiliti dalla legge e come si intende sopperire ad essi; come si intende far proseguire l’attività degli sportelli unici senza il rinnovo dei contratti al personale a tempo determinato; come si intendono risolvere i problemi dei portali internet a cui ci si collega per le procedure di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno;  per quale ragione non si tiene conto delle sentente Tar e Consiglio di Stato sull’ammissione alla regolarizzazione di badanti e colf anche in presenza di un loro precedente decreto di espulsione.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=6%3Ainterrogazioni-interpellanze-mozioni&amp;id=198%3Aimmigrati-senza-diritti&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;official web site&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE ROSSODIVITA: Polo della logistica di Passo Corese, presentata interrogazione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/09/24/giuseppe-rossodivita/polo-della-logistica-di-passo-corese-presentata-interrogazione/507276"></link>
  <updated>2010-09-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>507276</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Lista Bonino - Pannella) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cosa ci fa un Polo della Logistica in un’area di pregio archeologico e paesaggistico? Lo chiedono i Consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo che hanno presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta alla Presidente della Regione Lazio Polverini in merito alla realizzazione del Polo della Logistica a Passo Corese nel comune di Fara in Sabina in provincia di Rieti.

Il Consorzio  Industriale della Provincia di Rieti ha promosso la realizzazione di un Polo della Logistica, che prevede la costruzione di capannoni industriali per un volume di circa 6 milioni di metri cubi su un’area di circa 200 ettari. L’area individuata per la realizzazione del Polo insiste su una zona archeologica che il recente Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio destina a Parco Archeologico e Culturale “Cures Sabini”. La zona è stata oggetto di numerosi studi archeologici e vi sono stati fatti importanti ritrovamenti. La Soprintendenza per i Beni Archeologi del Lazio, ne  ha indagato, a tutt’oggi, circa un terzo della superficie.
Malgrado le dimensioni dell’insediamento – definito il più grande progetto di politica industriale nella provincia di Rieti dal dopoguerra - e l’entità degli investimenti previsti (solo quelli regionali già deliberati prevedono finanziamenti per 1.217.306,16 euro per la realizzazione di un depuratore e 13.912.000,00 euro per la realizzazione del raccordo stradale tra la S.S.4/dir e la S.R. 313 Ternana) sul Polo della Logistica l’informazione è molto scarsa e lacunosa.
 
Nel documento, dunque, Rossodivita e Berardo  chiedono alla  Presidente Polverini di sapere con quali criteri la Regione Lazio ha espletato l’iter autorizzativo del Polo Logistico di Passo Corese in un’area che lo stesso PTPR ha indicato come Parco Archeologico e Culturale. Si chiede, inoltre di sapere se sia stata effettuata una rigorosa valutazione di impatto ambientale dell’insediamento e degli effetti sulla qualità della vita dei cittadini e se la Regione Lazio visti anche i consistenti investimenti infrastrutturali deliberati, stia monitorando la realizzazione del Polo e se sia a conoscenza di un preciso  cronoprogramma dei lavori.
 
Si chiede anche “se esista un Piano Industriale del Polo Logistico che ne documenti l’effettiva ricaduta quantitativa e qualitativa sull’occupazione e sullo sviluppo dell’economia provinciale e regionale.” 
 
I Consiglieri Radicali chiedono di sapere, infine, “se tutte la fasi di progettazione e cantieramento dell’opera siano state accompagnate da adeguate azioni di informazione e partecipazione della cittadinanza e quali siano le ragioni per una così evidente mancanza di fonti d’informazione istituzionale sul progetto del Polo Logistico, sugli esiti delle indagini archeologiche effettuate nell’area e sullo stato di avanzamento dei lavori.”
 
“Con questa interrogazione” ha dichiarato Giuseppe Rossodivita, capogruppo della Lista Bonino Pannella in Consiglio regionale “abbiamo voluto raccogliere le sollecitazioni di Associazioni e Comitati di cittadini per denunciare la grave mancanza di informazione e partecipazione pubblica sul  progetto del Polo Logistico, se si eccettua un opuscolo inviato ai cittadini con informazioni del tutto generiche.”
“Sul Polo, infatti, risulta impossibile” ha sottolineato Rossodivita “reperire fonti di informazione completa e trasparente sui siti istituzionali di Regione Lazio, Provincia di Rieti, Comune di Fara in Sabina e del Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Rieti. Non ci risulta, inoltre, che esista un sito web del Parco Industriale della Sabina S.p.A., una carenza di informazione che desta preoccupazione e su cui i cittadini devono avere risposte.”&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/comunicati/polo-della-logistica-di-passo-corese-presentata-interrogazione-dei-consiglieri-radicali-r&quot;&gt;Radicali Italiani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ROCCO BERARDO: Polo della logistica di Passo Corese, presentata interrogazione</title>
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  <updated>2010-09-24T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lazio (Lista di elezione: Lista Bonino - Pannella) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Cosa ci fa un Polo della Logistica in un’area di pregio archeologico e paesaggistico? Lo chiedono i Consiglieri regionali della Lista Bonino Pannella, Giuseppe Rossodivita e Rocco Berardo che hanno presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta alla Presidente della Regione Lazio Polverini in merito alla realizzazione del Polo della Logistica a Passo Corese nel comune di Fara in Sabina in provincia di Rieti.

Il Consorzio  Industriale della Provincia di Rieti ha promosso la realizzazione di un Polo della Logistica, che prevede la costruzione di capannoni industriali per un volume di circa 6 milioni di metri cubi su un’area di circa 200 ettari. L’area individuata per la realizzazione del Polo insiste su una zona archeologica che il recente Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio destina a Parco Archeologico e Culturale “Cures Sabini”. La zona è stata oggetto di numerosi studi archeologici e vi sono stati fatti importanti ritrovamenti. La Soprintendenza per i Beni Archeologi del Lazio, ne  ha indagato, a tutt’oggi, circa un terzo della superficie.
Malgrado le dimensioni dell’insediamento – definito il più grande progetto di politica industriale nella provincia di Rieti dal dopoguerra - e l’entità degli investimenti previsti (solo quelli regionali già deliberati prevedono finanziamenti per 1.217.306,16 euro per la realizzazione di un depuratore e 13.912.000,00 euro per la realizzazione del raccordo stradale tra la S.S.4/dir e la S.R. 313 Ternana) sul Polo della Logistica l’informazione è molto scarsa e lacunosa.
 
Nel documento, dunque, Rossodivita e Berardo  chiedono alla  Presidente Polverini di sapere con quali criteri la Regione Lazio ha espletato l’iter autorizzativo del Polo Logistico di Passo Corese in un’area che lo stesso PTPR ha indicato come Parco Archeologico e Culturale. Si chiede, inoltre di sapere se sia stata effettuata una rigorosa valutazione di impatto ambientale dell’insediamento e degli effetti sulla qualità della vita dei cittadini e se la Regione Lazio visti anche i consistenti investimenti infrastrutturali deliberati, stia monitorando la realizzazione del Polo e se sia a conoscenza di un preciso  cronoprogramma dei lavori.
 
Si chiede anche “se esista un Piano Industriale del Polo Logistico che ne documenti l’effettiva ricaduta quantitativa e qualitativa sull’occupazione e sullo sviluppo dell’economia provinciale e regionale.” 
 
I Consiglieri Radicali chiedono di sapere, infine, “se tutte la fasi di progettazione e cantieramento dell’opera siano state accompagnate da adeguate azioni di informazione e partecipazione della cittadinanza e quali siano le ragioni per una così evidente mancanza di fonti d’informazione istituzionale sul progetto del Polo Logistico, sugli esiti delle indagini archeologiche effettuate nell’area e sullo stato di avanzamento dei lavori.”
 
“Con questa interrogazione” ha dichiarato Giuseppe Rossodivita, capogruppo della Lista Bonino Pannella in Consiglio regionale “abbiamo voluto raccogliere le sollecitazioni di Associazioni e Comitati di cittadini per denunciare la grave mancanza di informazione e partecipazione pubblica sul  progetto del Polo Logistico, se si eccettua un opuscolo inviato ai cittadini con informazioni del tutto generiche.”
“Sul Polo, infatti, risulta impossibile” ha sottolineato Rossodivita “reperire fonti di informazione completa e trasparente sui siti istituzionali di Regione Lazio, Provincia di Rieti, Comune di Fara in Sabina e del Consorzio per lo Sviluppo Industriale di Rieti. Non ci risulta, inoltre, che esista un sito web del Parco Industriale della Sabina S.p.A., una carenza di informazione che desta preoccupazione e su cui i cittadini devono avere risposte.”&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/comunicati/polo-della-logistica-di-passo-corese-presentata-interrogazione-dei-consiglieri-radicali-r&quot;&gt;Radicali Italiani&lt;/a&gt;</summary>
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