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  <title>Openpolis - Argomento: giovani</title>
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  <updated>2012-05-08T00:00:00Z</updated>
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  <title>MARINA STACCIOLI: CANNABIS, “DA ROSSI AFFERMAZIONI STUPEFACENTI”</title>
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  <updated>2012-05-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627289</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Toscana (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;


“Un tentativo puerile diretto ad accattivarsi le simpatie dei giovani. L’unico risultato che si ottiene a suon di permissivismo è quello di far passare il messaggio sbagliato”. Con queste parole Dario Locci e Marina Staccioli, consiglieri regionali del Gruppo Misto, replicano al Presidente Enrico Rossi, che ieri ha “sdoganato” lo spinello. “Siamo stupefatti dalle affermazioni di Rossi – dichiarano – . Un conto è parlare di farmaci cannabinoidi per alleviare il dolore, un conto è legittimare il fumo a scopi ludici. Come può il Presidente della Regione incoraggiare i giovani a farsi le canne? Così si alimenta l’equazione divertimento uguale sballo, già piuttosto diffusa nell’universo giovanile”. “Continuiamo così, tutto è lecito, tutto va bene: per l’ennesima volta – commenta Locci – il Governatore mette in liquidazione la nostra società in nome di una buona uscita sulla stampa. Un po’ di coerenza non guasterebbe da parte di un Presidente che accoglie allo stesso modo il Gay Pride e la visita del Papa e ora sdogana anche lo spinello”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.consiglio.regione.toscana.it/politica/comunicati-stampa-dei-gruppi-politici/comunicato/testo_comunicato.asp?id=9334&amp;filtro=&quot;&gt;www.consiglio.regione.toscana.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Stefano Boeri: Disoccupazione. Le cifre reali sono più alte (E la mia proposta)</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/05/03/stefano-boeri/disoccupazione-le-cifre-reali-sono-pi%C3%B9-alte-e-la-mia-proposta/627042"></link>
  <updated>2012-05-03T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>627042</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Milano (MI) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Nelle statistiche non viene contata la cassa integrazione a zero ore che ha toccato di nuovo il picco massimo. Serve una riforma del mercato del lavoro e quella proposta da questo governo non va bene. Serve stabilità per i giovani.
&lt;p&gt;Sicuramente i dati sulla disoccupazione sono sottostimati perché abbiamo il fenomeno della cassa integrazione a 0 ore che è ancora molto esteso. Ce lo dimostrano i dati pubblici dell'Inps delle ultime settimane che sottolineano come la Cassa integrazione sia tornata ai massimi e se dovessimo tenere conto di queste persone, che di fatto non lavorano (anche se formalmente non sono disoccupate), la disoccupazione sarebbe più alta - come abbiamo dimostrato anche sul sito de La Voce - di circa due punti percentuali. Questo per quanto riguarda la disoccupazione in generale, se poi parliamo più semplicemente della disoccupazione giovanile si vede che la distanza, rispetto alla disoccupazione generale, è aumentata. Ci sono circa 26 punti di differenza, 2600 punti base di spread, se vogliamo usare questo termine, rispetto agli altri lavoratori. Senza dimenticare che ci sono molte forme di lavoro e di sott'occupazione tra i giovani, che risiedono nei contratti precari. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il dibattito sull'articolo 18 è stato molto forte in questi giorni. Ma è un problema reale? Se le aziende chiudono, le tutele dell'articolo 18 forse non hanno ragion d'essere. Che ne pensa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

A mio avviso il problema oggi è un problema di bassa domanda che pesa tantissimo, pesa come un macigno sul mercato del lavoro. A questa si aggiunge la situazione specifica dei giovani, perché sale la disoccupazione complessiva, ma sale ancora di più quella dei giovani. Penso che sarebbe stato utile creare un canale di ingresso nel mercato del lavoro con delle tutele progressive per i giovani, per chi non ha ancora un contratto a tempo indeterminato. Questo avrebbe permesso di dare più prospettive ai giovani. La riforma del mercato del lavoro era una riforma importante da fare, anche se siamo tutti consapevoli del fatto che i problemi della nostra economia in questo momento sono problemi legati al fatto che c'è bassa domanda, che le condizioni dell'economia in generale sono difficili, e che tutto ciò ha poi degli effetti sul mercato del lavoro. Però ritengo sia importante comunque fare una riforma del mercato del lavoro, e mi sarei augurato una riforma diversa da quella che è adesso in discussione al Senato. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Le aziende hanno difficoltà sotto 2 profili: quello della produzione, perché non producono tanto da riuscire a sopravvivere, e quello finanziario dell'accesso, limitato, al credito. Come se ne esce?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Per quanto riguarda l'accesso al credito delle imprese credo sia un problema molto complicato. Una prima cosa da fare sarebbe davvero affrontare questa questione dei debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese. Lo Stato dovrebbe riconoscere il fatto. La pubblica amministrazione dovrebbe riconoscere di avere questi debiti contratti con le imprese così da dare la possibilità alle imprese stesse di accedere al sistema bancario e poter, in qualche modo, far anticipare queste somme. Poi bisogna un po' stimolare le piccole imprese che sono la statura portante della nostra economia, a creare dei consorzi e nell'ambito di questi concorsi cercare di trovare finanziamenti anche al di fuori del sistema bancario, mettendo delle obbligazioni. Ma ritengo anche che vadano fatte delle riforme nel sistema bancario perché abbiamo un sistema bancario strabico, che guarda più alla grande che alla piccola impresa e su questo bisogna sicuramente cercare di agire.

&lt;p&gt;&lt;b&gt;La mia proposta?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

Semplice: eliminare tutti i contratti precari, inclusi gli stage (da riconoscere al più con stretto rigore numerico e temporale), e riconoscere la subordinazione alle partite iva con attività prevalente per un solo committente, sia anche un professionista (quanti studi professionali si avvalgono di collaboratori che di fatto sono dipendenti su cui vengono scaricati gli oneri contributivi?), il tutto senza escamotage. al contempo portare la tassazione sul lavoro ai minimi europei. solo così credo possano ripartire le assunzioni, i salari, e l'economia.
&lt;p&gt;Il grafico tra disoccupazione totale e giovanile a confronto su &lt;a href=&quot;http://www.lavoce.info/articoli/pagina1003045.html&quot;&gt;lavoce.info&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.cadoinpiedi.it/2012/05/03/disoccupazione_la_cifre_reali_sono_piu_alte.html#anchor&quot;&gt;cadoinpiedi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Meri Marziali: Con i giovani un fiammifero diventa un incendio. &quot;Giovani e Lavoro. Difficoltà e nuove prospettive&quot;</title>
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  <updated>2012-05-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626983</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Monterubbiano (FM) (Partito: LISTA CIVICA) - Consigliere  Consiglio Comunale Monterubbiano (FM) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Lo scorso sabato 28 aprile ho avuto il piacere di prendere parte ad un’iniziativa organizzata presso l’I.T.C.G.T. CARDUCCI GALILEI dall’associazione degli ex-alunni “NOI DEL CARDUCCI GALILEI”. Iniziativa rivolta ai ragazzi delle classi quarte e quinte dell’istituto e riguardante il mondo del lavoro tra difficoltà e nuove prospettive.
&lt;p&gt;
Di questa iniziativa e di quest’invito ringrazio ancora il Presidente dell’Associazione “Noi del Carducci Galilei” Fabio D’Erasmo e il vicepresidente Maurizio D’Ercoli perché mi hanno regalato un’emozione unica. Una grande emozione dettata dal tornare tra quei corridoi che ho percorso quotidianamente per cinque anni della mia vita e poi da un aula magna piena di giovani curiosi ed attenti.
Mentre iniziavo a parlare a quei ragazzi mi sono tornati alla mente molti ricordi vissuti in quell’istituto: le amicizie, il ricordo dei professori, il legame di amicizia rimasto con alcuni di essi, il dolore per la perdita del nostro caro Preside Antonio Battista, a cui oggi è intitolata l'aula magna, nella quale stavo parlando. Ho comunicato questo tripudio di emozioni a quei ragazzi, dicendo loro che ero molto felice di essere lì con loro, di rimettermi a disposizione da ex alunna per un istituto che ha significato moltissimo per la mia formazione umana, personale e professionale.
&lt;p&gt;
Il tema della mattinata riguardava i giovani e il lavoro tra difficoltà e nuove prospettive, un argomento non semplice visto il grave momento che sta attraversando il nostro Paese. Una crisi che ha colpito tutti ma in particolare le nuove generazioni nate in una società che ha espresso come valore la “costruzione del mondo” ma che poi li espelle da questa costruzione. Ed è questa la grande risposta che i giovani stanno attendendo.
&lt;p&gt;
I dati sulla disoccupazione giovanile non sono certo incoraggianti , nel terzo trimestre 2011 secondo l’Istat un milione e 574 mila disoccupati, il dato più alto dal 2004 (anno in cui sono partite le serie storiche). L’ultimo scatto fotografa il nostro Paese con un tasso di disoccupazione complessivo del 8,6% e quella giovanile del 30,1% (quasi un under 25 su tre è senza lavoro). Se si pensa poi che 2.100.000 ragazzi (+134.000 rispetto al 2009) pari al 22,4% degli under 30 transitano nella categoria dei neet (not in education, employment or training) quelli che non ne possono più di cercare,bussare, aspettare e neppure sperare per questo abbandonano tutto.  
&lt;p&gt;
Eppure credo che i giovani non debbano rinunciare a prepararsi, al conseguimento di un diploma o meglio ancora di una laurea che certo non daranno immediatamente i loro frutti ma comunque arriveranno. Investimento nella conoscenza, nello studio e in esperienze parallele al percorso scolastico: tirocini formativi, stage, borse lavoro, esperienze all’estero che contribuiranno ad allargare il loro orizzonte futuro.
Certamente la crisi attuale fa percepire molto più lontani i frutti di un percorso scolastico e/o universitario ma questo non deve assolutamente scoraggiare le nuove generazioni, questa assenza di futuro che ci viene ripetuta come una giaculatoria passerà, come passerà questa crisi.
&lt;p&gt;
La crisi per essere superata avrà però bisogno della costruzione di un nuovo tessuto sociale, economico e non di meno politico, occorre toccare il fondo per ritrovare le fondamenta e le fondamenta non potranno che essere le nuove generazioni. Mi sono sentita ancor più di ribadire a quell’aula magna gremita di giovani che è importantissimo studiare, imparare bene le lingue straniere, le conoscenze tecnologiche: la fortuna non esiste, fortuna potrebbe volere dire la possibilità di trovare un’occasione lavorativa nel momento in cui si è pronti e dunque se rinunceranno a prepararsi bruceranno delle opportunità che possono non arrivare immediatamente ma che prima o poi arrivano. E non dovranno farsi scoraggiare da un mondo del lavoro non sempre accogliente, invincibile non è certo chi vince sempre ma chi non rinuncia a battersi di nuovo.
&lt;p&gt;
Al termine della mattinata durante la quale abbiamo simulato colloqui di lavoro, domande di selezione, non sono stata io ad aver fatto una lezione a loro ma loro a me. I giovani ci provano, sono preparati, stanno lavorando, elaborando proposte concrete, coerenti e costruttive, spetta a noi però farli diventare i protagonisti di questo tempo.&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.facebook.com/note.php?note_id=10150867980898694&quot;&gt;Facebook&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Familiarizzare i giovani con la scienza significa creare un terreno fertile perché i talenti possano manifestarsi</title>
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  <updated>2012-04-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626736</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Familiarizzare i giovani con la scienza significa creare un terreno fertile perché i talenti, magari nascosti, possano manifestarsi e la ricerca e lo spirito innovativo diventino una pratica quasi normale&quot;, ha sottolineato &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, deputata europea del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione ITRE - Industria Ricerca Energia, durante la cerimonia di premiazione del Concorso Europeo &quot;I Giovani e le Scienze 2012&quot; che si è svolta a Milano.
&lt;p&gt; &quot;Questo è il nostro compito se vogliamo un'Unione dell'innovazione in tutti i campi, dalla scienza, alla tecnologia e al sociale. L'innovazione nella società, nell'economia e nell'impresa non può che partire dai giovani facendo leva sulla loro freschezza, intelligenza, curiosità di sapere e di creare&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info/home/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=213:concorso-europeo-qi-giovani-e-le-scienzeq&amp;catid=8&amp;Itemid=204&quot;&gt;patriziatoia.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio ZIPPONI: «Sono solo licenziamenti facili, e i giovani son fregati due volte»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-03-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625960</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Vedremo il Pd in parlamento. Alleati, va bene, ma il lavoro è uno spartiacque. Qui si ridisegna la reale rappresentanza politica».
&lt;p&gt;Maurizio Zipponi è il responsabile lavoro dell’Idv, unica forza parlamentare apertamente contro la «riforma» del mercato del lavoro.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Qual’è il tuo giudizio generale su questa riforma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non è una riforma, sono licenziamenti facili. È un rendere all’impreditore più semplice licenziare la gente.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sulle altre materie, oltre l’art. 18?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sono partiti su due punti condivisibili: uno, ci sono 4 milioni di precari giovani (spesso 40enni) che non hanno nessuna tutela. Mentre altri 8 milioni (senza i pubblici) hanno cassa, mobilità, ecc. E chiaramente non è possibile avere all’infinito due binari così diversi. Secondo, l’Italia è un paese dove gli investimenti stranieri strutturali non arrivano perché ci sono eccessive rigidità. Risultato: per i precari le forme contrattuali restano quelle che erano, non una di meno. Ma non c’è quello che come Idv avevano chiesto. Lasciamo perdere le discussioni su «modello olandese» o tedesco, che poi hanno scoperto costare un casino e capaci di dare più garanzie di quelle che ci sono in Italia, ma facciamo una cosa subito: mettiamo un salario minimo e una copertura contributiva per i periodi di non lavoro dei precari, altrimenti andranno in pensione con quasi nulla. Niente. Pure con la nuova «assicurazione» (Aspi, ndr), si scopre che la può avere solo chi ha almeno un anno di contribuzione negli ultimi due. Se così fosse, sono partiti con «i giovani» e li han fregati due volte.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E sugli investimenti stranieri?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Da mesi stiamo incontrando fondi di investimento «non speculativi». Dicono: non investiano in Italia perché non si sa quanto tempo passerà prima di poter avviare davvero l’attività per i problemi burocratici; che la corruzione, proprio perché la «carta da bollo» fa fatica a camminare, è enorme a ogni livello; terzo, ci sono aree del paese, non solo nel Sud, sotto il controllo della malavita organizzata. Se gli chiedo dell’art. 18 si mettono a ridere, è un sistema paese che non funziona, non un dettaglio. Francamente, siamo davanti a un’assenza di rigorosità e serietà. Questi professori neanche studiano…
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Però si accontentano dell’art. 18…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ma perché lo fanno? Non porta un posto di lavoro o euro di investimento in più… Secondo me, perché non hanno un euro a disposizione per ridisegnare un welfare davvero nuovo, per coprire anche quei lavoratori tra i 55 e i 66 anni di cui le aziende vogliono liberarsi. Per la prima volta abbiamo un problema di copertura per questa fascia di età… E allora hanno bisogno di una bandiera ideologica, di uno «scalpo». Usano il simbolo al posto dell’euro. I simboli contano, ovviamente. E questo serve rispetto ai banchieri europei: «qui abbiamo abolito un diritto, sta a voi ora occupare questo spazio».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sono 40 anni che ci dicono: «sacrifici per l’interesse generale del paese». Il paese è in ginocchio, perde la struttura industriale, chi lavora sta peggio. Che senso ha?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Anche a sinistra sarebbe necessaria un’operazione di onestà intellettuale. Molti hanno seriamente pensato che una riduzione dei diritti acquisiti potesse comportare un’assunzione di diritti per chi ne era privo. A distanza di 20 anni, possiamo tirare una riga e dire: ma il lavoratore, giovane o anziano, medico o operaio, sta meglio o peggio? Se stessero meglio, significa che il paese regge la crisi. E invece tutti i dati sociali, dal disagio ai suicidi, tra lavoratori e piccoli imprenditori, ci dicono l’esatto opposto. Il bilancio, anche sulla vita della persona è terribilmente negativo. Fare un bilancio onesto significherebbe mettere riparo a errori di lungo periodo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In parlamento ci sono margini di aggiustamento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Rispetto a questa proposta, no. Abbiamo presentato al Senato una mozione che chiede al governo di togliere dai provvedimenti il capitolo sull’art. 18. E lì vedremo che fa il Pd. Lo dico sinceramente: va bene dichiarare l’alleanza fra noi, ma sul lavoro si segna uno spartiacque e un ridisegno della reale rappresentanza politica. Qui si possono ridefinire nuovi schieramenti e nuove alleanze. Perché quando rompi col movimento dei lavoratori, commetti un delitto.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CIYN7&quot;&gt;il manifesto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgia MELONI: «Oggi i giovani sono pària Vogliamo continuare così?»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-03-22T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625953</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«L’articolo 18 riguarda solo i lavoratori che hanno un posto certo e per tutta la vita, il 30 per cento del totale».
&lt;p&gt;«Il punto è che in questo Paese esistono dei pària e questi pària sono la nostra generazione. Sull’articolo 18 io sono una laica, non penso che sia la soluzione a tutti i problemi del mondo del lavoro né penso che la sua modifica ne rappresenti la distruzione. Penso, però, che sia un elemento del lavoro ineguale e che il lavoro ineguale vada superato». Giorgia Meloni, quindi, si dice favorevole alla riforma proposta dall’esecutivo. «Poi, certo, dobbiamo vedere i testi, ma è necessaria, prioritaria e dalle anticipazioni mi sembra che il governo abbia trovato una sintesi abbastanza credibile», aggiunge l’ex ministro della Gioventù.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non teme che le garanzie dei lavoratori siano smantellate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ecco, cominciamo col chiarire questo: si parla sempre di garanzie dei lavoratori, quando in realtà quelle garanzie valgono solo per alcuni lavoratori. L’articolo 18 ne è un esempio perfetto: riguarda solo i lavoratori che hanno un posto certo e per tutta la vita, il 30 per cento del totale. Il centrodestra l’allarme sull’ineguaglianza l’ha lanciato vent’anni fa, quando si è iniziato a capire che un numero sempre maggiore di persone sarebbe stato escluso dalle garanzie. Per i nuovi lavoratori sono valse sempre meno.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma comunque le riforme necessarie non sono arrivate…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
C’è stato un patto scellerato che ha coinvolto tutti – sindacati, parti sociali, politica – e tutto il peso della flessibilità, della quale non si poteva fare a meno, è stato scaricato solo sui nuovi lavoratori e, quindi, sui giovani. Così è stata costruita un’Italia a due velocità, in cui qualcuno aveva tutte le garanzie e qualcun altro no. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E quindi, per rimediare, quelle garanzie si levano a tutti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
No, quindi si inizia uniformando i diritti per tutti e poi si lavora per alzarne l’asticella. Noi ci troviamo in una condizione in cui, ancora oggi, chi va in pensione a 58-59 anni con il sistema retributivo prende l’80 per cento dell’ultimo stipendio, mentre la nostra generazione andrà in pensione a 70 anni e con il contributivo, quindi con una media del 40 per cento di quanto guadagnava, senza neanche avere indietro tutto quello che ha versato. Se ci trasferiamo dalle pensioni al lavoro il principio è lo stesso: c’è chi ha tutto e chi ha nulla o poco più. Davvero possiamo pensare di continuare così? Io non avrei condiviso una riforma che avesse modificato le norme solo per i nuovi lavoratori. Quello che si fa, va fatto per tutti. E per tutti bisognerà cercare di costruire il più alto grado di diritti possibili, compatibilmente con le risorse disponibili e in base a un principio di equità da cui nessuno sia escluso. Noi ci batteremo per questo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Vuol dire che siete pronti a dare battaglia parlamentare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Voglio dire che siamo pronti a fare il nostro lavoro. Voglio ricordare che, in questi mesi, quando la politica è stata chiamata in causa ha migliorato i provvedimenti. Prendiamo il “Salva Italia”: loro lo hanno presentato come di “rigore ed equità”, ma l’equità ce l’abbiamo messa noi. Nel testo originale si bloccavano le indicizzazioni delle pensioni, ma non si toccavano quelle d’oro; si alzavano del 60 per cento gli estimi catastali delle case della gente e solo del 20 per cento quelli delle banche. Noi abbiamo corretto molti aspetti di quel decreto. Sulla riforma del lavoro non è diverso. Il governo dice che vuole alzare il costo del lavoro precario. Giusto, sono d’accordo. Ma la riforma deve prevedere anche una riduzione del costo del lavoro a tempo indeterminato, altrimenti l’unico risultato che rischiamo di avere è l’aumento del lavoro nero e della disoccupazione. Io mi auguro che il governo accetti il più ampio confronto possibile, la politica può fare molto.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Secondo lei, rimandando la riforma al Parlamento, Monti ne ha riconosciuto la centralità o ha fatto un po’ di scaricabarile?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Questo lo scopriremo durante i lavori, dobbiamo vedere come il governo affronterà l’iter. Certo è che il governo Monti non ha la legittimazione del popolo, la sua unica legittimazione è parlamentare e con il Parlamento si deve confrontare. Invece, ad oggi, nonostante una maggioranza inedita e straordinaria, ha messo la fiducia praticamente su tutti i suoi provvedimenti, e questo rappresenta un problema.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non potevate farla voi questa riforma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi non avevamo lo stesso sostegno di questo governo: la maggioranza non era altrettanto ampia e non c’era la solidarietà a 360 gradi di stampa e parti sociali. La politica viene messa in mora più facilmente dei tecnici, anche se vede i problemi prima di loro. Il centrodestra dell’articolo 18 ha provato a parlarne già dieci anni fa ed è stato linciato. Comunque, non è nemmeno del tutto vero che il governo Berlusconi non sia intervenuto. Voglio segnalare che, come al solito, molti provvedimenti di questa riforma erano già stati immaginati dal precedente governo. Sul lavoro la continuità è assoluta. Il contratto di apprendistato, uno dei pilastri di uguaglianza del provvedimento, è stato rilanciato e riformato da noi. Noi lo abbiamo trasformato in quello strumento straordinario di cui oggi può fregiarsi la Fornero.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa pensa del cambio di passo nel confronto con le parti sociali? La fine della concertazione è un bene o un male?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Penso che una cosa sia la concertazione, altra cosa sia l’immobilismo. Il rapporto tra governo e parti sociali va rivisto. Il governo, i governi devono dialogare il più possibile, la politica non deve mai avere la presunzione di essere sufficiente a se stessa, ma in molti casi il tentativo di portare a casa l’accordo di tutti è diventato un mito incapacitante. Bisogna trovare un giusto equilibrio tra la necessità del confronto e quella della decisione, nella consapevolezza che sarà una formula utile anche per il futuro perché quello che vale oggi varrà anche domani.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CIWE1&quot;&gt;Annamaria Gravino - Secolo d’Italia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MATTEO RENZI: &quot;I nonni politici ci hanno lasciato il debito pubblico&quot;</title>
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  <updated>2011-10-30T00:00:00Z</updated>
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  <id>617828</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Firenze (FI) (Partito: Cen-sin) - Consigliere  Consiglio Comunale Firenze (FI) (Lista di elezione: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;I nostri nonni ci hanno lasciato una casa, ma i nostri nonni politici ci hanno lasciato il conto al ristorante&quot;. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Con questa battuta, il sindaco di Firenze, Matteo Renzi spiega cosa intenda con le sue rivendicazioni per le giovani generazioni. Non si tratta di potere:&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; &quot;Se qualcuno degli amici che stanno fuori da qui pensava che la Leopolda fosse l'elenco delle ambizioni di un giovane in cerca di una poltrona, si è sbagliato di grosso&quot;. Noi reclamiamo il futuro per ciascuno di noi, per i nostri figli con un principio base per cui il futuro non può essere quella cosa su cui si scaricano i problemi&quot;. 
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Il conto lasciato al ristorante dai nonni politici è invece:&lt;/i&gt;
&lt;p&gt; &quot;Debito pubblico, che è la cosa più ingiusta e immorale che un bambino si trovi oggi ad affrontare&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.tmnews.it/web/sezioni/news/PN_20111030_00063.shtml#stampa&quot;&gt;TMNews&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: &quot;Black bloc figli del precariato diamo risposte o sarà un'escalation&quot;  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/22/nichi-vendola/black-bloc-figli-del-precariato-diamo-risposte-o-sar%C3%A0-unescalation-intervista/617545"></link>
  <updated>2011-10-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>617545</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;La sinistra si faccia carico della loro rabbia. Ricorrere a leggi speciali sarebbe un riconoscimento politico, un fiore all'occhiello per i violenti&quot;
&lt;p&gt;&lt;i&gt;Un attempato ammiratore degli incappucciati l'ha aspettato ieri fuori dal bar Canova, in piazza del Popolo, ai margini della manifestazione della Fiom e l'ha aggredito: &quot;Pezzo di merda, come ti permetti di dire che quelli di sabato erano barbari? Eroi sono, eroi&quot;. È soltanto l'ultimo e in fondo meno preoccupante episodio di intolleranza nei confronti di Nichi Vendola da parte di un mondo di rivoluzionari immaginari che considera il leader di Sel, come dice lui stesso, &quot;ormai il vero nemico, più della destra, che in fondo gli va benissimo così&quot;.
&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Vendola, chi sono, che cosa rappresentano questi incappucciati in nero che s'infiltrano nelle manifestazioni per distruggere le città? Figli di un tempo paradossale o un nuovo partito armato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Non è ancora un partito armato, ma c'è il rischio che lo diventi. Possono reclutare nella crescente disperazione delle nuove generazioni e in più godono dell'aiuto di uno stato incapace. La reazione del governo ha dell'incredibile. Non hanno saputo fare prevenzione e hanno mandato allo sbaraglio le forze dell'ordine. E dopo il disastro, che fanno? Il blocco nero chiede la guerra e lo Stato gliela concede. La proposta di leggi speciali va esattamente in quel senso. Di fatto, costituirebbero un riconoscimento politico, un fiore all'occhiello per il blocco nero. Senza contare che naturalmente non servono a nulla. &lt;br /&gt;
Serve piuttosto che i servizi imparino almeno a leggere quanto circola sulla rete, dove c'era già tutto da giorni e settimane&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma da chi è composto questo aspirante partito armato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Il blocco nero coinvolge frammenti di antagonismo e di estrema destra sociale, mescolando vaghi miti ideologici con pratiche da guerriglia metropolitana e di semplice gangsterismo. La palestra ideologica e il luogo concreto di reclutamento sono le curve degli stadi. Quanto al programma politico, diciamo così, è piuttosto rozzo: dagli allo sbirro&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Del terrorismo rosso si disse che c'entrava, in qualche modo, con l'album di famiglia della sinistra e purtroppo era vero. Ma esiste oggi un legame reale fra black bloc e movimenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Stavolta non dobbiamo avere ambiguità. Il blocco nero è l'esatto capovolgimento politico della principale idea da cui sono partiti i movimenti in questi anni, cioè la tutela dei beni comuni. Loro negano proprio il bene comune. La città, la piazza, nel significato di bellezza urbana e di luogo della politica, per il blocco nero non sono beni comuni, terreni da attraversare con amore e rispetto: sono prede. Distruggono la città per distruggere la polis, quindi la bella politica, che i movimenti vogliono invece far rinascere. D'altra parte la frattura in piazza è stata nettissima, fra gli indignati e i barbari, come continuo a chiamarli&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Una frattura politica, ma anche emotiva, fra chi comunque crede ancora in un progetto di cambiamento e chi è in preda a una furia nichilista, disperata.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Se esiste un elemento che illustra l'egemonia culturale di questi anni è il concetto di &quot;eterno presente&quot; elaborato dal filosofo Pietro Barcellona. Il passato è stato abrogato, dal futuro ci si aspetta soltanto la perpetuazione del presente all'infinito. In questa terra di nessuno della memoria si muovono gli incappucciati&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come il terrorismo è stato in fondo il miglior alleato del potere, prolungando la vita di un ceto politico finito, così questi sedicenti antagonisti possono dare una mano alla sopravvivenza di questo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Ma sono antagonisti a che cosa? Gli incappucciati sono l'altra faccia della violenza del Potere con la maiuscola. Ne condividono il machismo, lo spirito eversivo, perfino il gusto per la mascherata. Erigono barriere, escludono dalla lotta i deboli, hanno in testa una loro zona rossa dove si separa l'estetica della guerra dall'etica della politica&quot;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Al potere italiano i sovversivi sono sempre piaciuti, perché?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;L'humus è lo stesso. Quello che Gramsci chiamava il sovversivismo delle classi dirigenti italiane. Il presidente del consiglio che favoleggia con un personaggio come Lavitola una specie di rivoluzione di piazza, tumulti violenti contro sedi di giornali e palazzi di giustizia, s'inserisce appunto nel filone di questa storia&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L'odio degli incappucciati nei confronti delle forze dell'ordine può essere visto come un pendant dal basso delle campagne di un potere criminaloide contro i magistrati?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Nel nome del comune disprezzo per la legalità, che è la base del gioco democratico. Ora non voglio citare la famosa poesia di Pasolini sugli scontri di valle Giulia, ma insomma ricordare che i poliziotti sono lavoratori, vengono dalle classi popolari e sono ridotti a furia di tagli in condizioni di lavoro penose. Il crollo di consenso della destra nelle caserme è palpabile e con la frustrazione, il dolore di quel mondo una sinistra che voglia davvero cambiare le cose deve confrontarsi, dare risposte. Ed è quello che avviene già spontaneamente in piazza, anche e anzi soprattutto nella piazza del 15 ottobre. L'applauso dei manifestanti pacifici alle forze dell'ordine che caricavano il blocco nero, la carezza del poliziotto a una manifestante colpita, sono gesti nuovi e importanti&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Senza voler trovare alibi alla sociopatia, non trova che comunque fra i giovani la categoria dei non rappresentati sia pericolosamente cresciuta negli anni, col rischio di alimentare esplosioni di rabbia sociale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;E si allargherà sempre di più fino a quando la politica e i media non capiranno che la questione del lavoro precario, della vita da precari, è il problema numero uno. Prima del debito pubblico, della crisi, dei precetti del Fondo Monetario o delle banche centrali. La precarizzazione di intere generazioni può portare a una rottura antropologica. Questo fenomeno o trova una rappresentazione mediatica e una rappresentanza politica oppure rischia di fare la fortuna dei blocchi neri, quelli di strada e quelli di palazzo. Del resto, se lo comprendono Draghi e i vescovi, confido che possa farlo anche il centrosinistra italiano&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non esiste davvero alcun legame fra le imprese del blocco nero e l'alba del terrorismo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Troppa storia è passata, con cambiamenti epocali. Un solo pericolo è comune. Il fascino della vecchia idea che i fini possano giustificare i mezzi. Ora, se la storia del Novecento ci ha insegnato qualcosa è che per un mondo più gentile si può ottenere soltanto praticando la gentilezza. Un mezzo barbaro prefigura un esito di barbarie. Lo dico mentre passano queste immagini della rivolta in Libia, che mi preoccupano. Perché ho paura di chi festeggia il vilipendio di un cadavere, perfino se è il cadavere di un dittatore assassino come Gheddafi&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=15VTLC&quot;&gt;la Repubblica - Curzio Maltese&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE: Saluto del presidente del consiglio comunale in occasione della visita del presidente della Repubblica on. Giorgio Napolitano</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/07/giuseppe-tassone/saluto-del-presidente-del-consiglio-comunale-in-occasione-della-visita-del-presidente-della-repubblica-on-giorgio-napolitano/609750"></link>
  <updated>2011-10-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609750</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Signor Presidente della Repubblica, &lt;br /&gt;

Le porgo il saluto del Consiglio Comunale e il ringraziamento per averci voluto onorare della sua autorevole presenza nel 150° anniversario dell’Unità Nazionale. 
Un saluto non formale: le dò il benvenuto in una città dagli alti valori di libertà, di giustizia e di fratellanza che crede, come ebbe a sottolineare il nostro grande concittadino Duccio Galimberti, nella necessità di accelerare il processo d’integrazione europea.
&lt;p&gt;
Le manifesto la forte preoccupazione dei Consigli Comunali che si dibattono fra incertezze e scarsa chiarezza sul proprio futuro. I comuni, da quelli più piccoli a quelli maggiori, sono la base su cui poggia la nostra vita civile e la loro funzione va potenziata e non impoverita. Anche perché proprio dai consiglieri comunali giunge quel segnale di capacità a lavorare e dedicarsi ai propri cittadini con abnegazione e passione nel rispetto e nello spirito dell’articolo 54 della nostra Carta Costituzionale.
Altra grande preoccupazione, e mi permetta di sottolinearla anche come genitore di un disabile, è quella sul futuro del settore socio assistenziale: norme poco chiare e di ancor più oscura applicazione stanno per porre fine all’attività dei Consorzi Socio Assistenziali senza che si prospettino valide alternative.
Cuneo offre, nel campo sociale, servizi di eccellenza, fiore all’occhiello per tutto il nostro Paese: è necessario assicurarne la continuità anche per non mettere a repentaglio la stessa coesione sociale, già così provata.
&lt;p&gt;
Mi permetta di ricordarle un problema che sta assillando la città e che ha visto il nostro Consiglio unito e determinato: quello della paventata chiusura della sede di Cuneo dell’Alpitour. 
Si tratta di 300 posti di lavoro, in buona parte femminili e part time, si tratta di un’azienda che rappresenta una parte viva della vita e della storia della città. 
Siamo uniti e determinati nella sua difesa.
&lt;p&gt;
Un’ultima raccomandazione, Signor Presidente, che so le sta particolarmente a cuore, quella dei nostri giovani, della loro precarietà, della difficoltà enorme ad assicurare loro un lavoro stabile con contratti giusti, correttamente retribuiti che consentano di poter formare una famiglia. 
Rappresentano il nostro futuro, non dobbiamo dimenticarcelo.
&lt;p&gt;

Grazie, Presidente, per la visita alla nostra città: lo Scalone che consente di raggiungere questa sala reca la lapide dettata da Piero Calamandrei.
&lt;p&gt; 
I cuneesi sono un popolo unito, uomini liberi, adunati per dignità. 
Mi permetto, allora, di salutarla con le parole di Calamandrei che rappresentano per noi cuneesi un impegno morale ed una ragione di vita: “Ora e sempre Resistenza!”.    
&lt;p&gt;




&lt;i&gt;Beppe Tassone&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;

Presidente del Consiglio Comunale di Cuneo&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it&quot;&gt;sito web personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Bene le proposte di Barosso: ora un'agenda per realizzarle</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/28/david-maria-sassoli/bene-le-proposte-di-barosso-ora-unagenda-per-realizzarle/609646"></link>
  <updated>2011-09-28T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>609646</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Il discorso sullo stato dell’Unione di Barroso di stamane ha fatto registrare una grande sintonia tra le famiglie politiche europee”. Lo afferma il Presidente degli eurodeputati del Pd, &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;

“Il presidente della Commissione – aggiunge &lt;b&gt;Sassoli&lt;/b&gt; - ne prenda atto e tragga da questo la forza e il coraggio necessari a rilanciare lo spirito europeo. L’Europa, soprattutto in questo momento, non può permettersi di apparire imbrigliata da contaddizioni difficilmente spiegabili, ai cittadini come ai mercati. Per questo ciò che adesso occorre è una agenda stringente che realizzi le importanti proposte avanzate oggi, a partire dalla introduzione degli Eurobond e della Tobin Tax, e dalla messa a punto di politiche per l’occupazione giovanile”.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/esteri/20110928-crisi-sassoli-pd-bene-proposte-barroso-ora-agenda-per-realizzarle&quot;&gt;AGENPARL&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgia MELONI: «Si tocchino le pensioni di anzianità»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/09/09/giorgia-meloni/%C2%ABsi-tocchino-le-pensioni-di-anzianit%C3%A0%C2%BB-intervista/609266"></link>
  <updated>2011-09-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609266</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  della Gioventù (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;La manovra non ha ancora esaurito il suo travagliato cammino, ma il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, si porta avanti e per il futuro chiede che venga introdotto in Costituzione il principio in base al quale ogni provvedimento venga preventivamente verificato nel suo impatto sulle generazioni a venire.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ministro, di che si tratta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Propongo un meccanismo che, d`ora in avanti, eviti che si prosegua nell`esercizio in cui si sono distinte le ultime generazioni: scaricare il peso di ogni provvedimento su quelle successive».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E come funzionerebbe?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Oggi (&lt;i&gt;ieri per chi legge, ndr&lt;/i&gt;) abbiamo licenziato in Consiglio dei ministri il provvedimento sull`introduzione del principio del pareggio di bilancio nella Costituzione. A mio parere bisognerebbe introdurre in Costituzione un altro principio di equità: quello della verifica dell`impatto dei provvedimenti a lungo termine».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In Costituzione?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«In Costituzione o tra gli strumenti fondamentali di verifica della manovra».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come è stata presa la proposta in Consiglio dei ministri?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «I colleghi mi sono parsi interessati».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ministro dell`Economia compreso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Tremonti mi ha detto di considerare il principio giusto e che bisognerà studiare la formula adeguata perché non si leghino troppo le mani».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Molto brutalmente: chi dovrebbe pagarne il conto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Il sistema finora ha scaricato i costi sulle nuove generazioni. Ci sono stati genitori che in qualche modo hanno tradito i figli e ipotecato il loro futuro. Eppure ci sono spese improduttive che andrebbero tagliate».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quali? Questa manovra dovrebbe aver raschiato il barile, o no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Il nostro Paese ha bisogno di misure che favoriscano le famiglie, la natalità, la casa, gli strumenti per l`impiego. Ci sono diritti e privilegi che non possono considerarsi definitivamente acquisiti: vanno colpiti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un esempio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Si parta dalle &quot;pensioni d`oro&quot; e si dica che, sopra un certo tetto, la pensione si calcola con il sistema contributivo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non sono poi tantissime le «pensioni d`oro»...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Si prendano le pensioni d`anzianità, che i giovani con l`innalzamento dell`età pensionabile si possono sognare, direi che si potrebbe anche qui applicare il contributivo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Mi scusi, ma se c`è qualcosa che invocano in molti è la riduzione dei privilegi della politica che sono rimasti quasi intonsi. Si veda l`ultimo blitz sulle indennità.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«È una cosa di cui non abbiamo parlato collegialmente. Lo abbiamo scoperto a cose fatte. Certo che bisogna dare l`esempio:

anche i parlamentari rientrano tra le categorie che oggi non stanno nel contributivo.

E comunque voglio ricordare che la legge che tagliava il numero dei parlamentari non l`ha voluta l`opposizione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Da ministro della Gioventù, come giudica la flessibilità introdotta dall`articolo 8 della manovra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «È una norma che va incontro alla maggiore autonomia richiesta dalle parti sociali. E' stata contestata solo dalla Cgil che evidentemente non si fida di se stessa».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Veramente ci sono anche i dubbi del Quirinale...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Tutti quelli che ne sono coinvolti non hanno protestato. Tutti tranne la Cgil che continua a garantire solo i propri iscritti mentre la gente muore di fame...».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=142FZW&quot;&gt;Corriere della Sera - Antonella Baccaro&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «Sulle pensioni sono pronto a discutere»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/23/pier-luigi-bersani/%C2%ABsulle-pensioni-sono-pronto-a-discutere%C2%BB-intervista/607914"></link>
  <updated>2011-08-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>607914</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ne ha per il tandem Berlusconi-Tremonti, rei «di aver disseminato il Paese di macerie»; e ne ha - naturalmente - per la Lega, perché «è un anno che denuncio le loro contraddizioni, e ora osservo l’effetto della crisi strategica in cui sono caduti». Ma Pier Luigi Bersani commenta anche l’ultima uscita (lunedì a Cortina) di Luca Cordero di Montezemolo, prendendosela con «un certo terzismo che attacca destra e sinistra ma non dice mai da che parte sta». Interrotte le vacanze (in realtà mai cominciate) per tornare a Roma e definire gli emendamenti pd alla manovra-bis del governo, il leader democratico accoglie con cortesia la richiesta di intervista. Che non può che cominciare dall’intervento pronunciato dal Capo dello Stato l’altroieri a Rimini.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il Presidente Napolitano è parso avercela anche col Pd, colpevoli di far risalire a Berlusconi qualunque problema investa il Paese.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Noi ripassiamo sempre due o tre volte, nella nostra testa, quello che dice il Presidente. Lo ascoltiamo. Io rivendico al Pd di aver fin dal primo giorno, inascoltato, descritto la situazione per quel che era: inascoltato sia da chi raccontava le favole sia da chi faceva finta di crederci. La crisi è stata sottovalutata e tenuta nascosta: è un’accusa che teniamo ferma e che siamo pronti a documentare. Mi pare che il Presidente riconosca che sia andata così. Mi piacerebbe un riconoscimento anche da parte di altri...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quanto al resto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Quale resto?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Chiamiamolo un presunto eccesso di antiberlusconismo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il Presidente, come tutto il Paese, sa che noi intendiamo essere un’opposizione di governo assolutamente responsabile: ma alternativa. Ripeto: alternativa. Perché la cura berlusconiana cui è sottoposta l’Italia, è un assoluto disastro».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il Quirinale insiste nel chiedere a tutti coesione e senso di responsabilità. Dopo il varo della manovra di luglio e poi le mancate dimissioni del governo, lei disse: la nostra responsabilità si ferma qui. E oggi, dunque?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Intendevo ed intendo che la nostra responsabilità si ferma alla soglia del merito delle scelte. Noi ci prendiamo come sempre la responsabilità di cercare soluzioni, garantiamo il saldo di bilancio e perfino i patti con l’Europa fatti da Tremonti (sui quali avremmo molto da dire). Però le ricette no: la nostra collaborazione si ferma davanti a un merito che non condividiamo. Perché non ci possono raccontare, per esempio, che in un momento così non si può far pagare chi non ha mai pagato».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Raccontano questo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Da molte parti sta venendo fuori questa favola: che non è possibile, non è mai possibile far pagare chi non ha mai pagato. E’ vergognoso. E noi su questo ci impuntiamo con tutti e due i piedi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si riferisce al “no” ricevuto all’idea di prelievo sui capitali cosiddetti “scudati”?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non solo a quello. La nostra proposta di articola su pochi punti. Primo: una terapia choc contro l’evasione. Proporremo l’uso di sette o otto grimaldelli che, se utilizzati, possono aiutare a cominciare a vincere la battaglia. Secondo: una imposta sui patrimoni immobiliari rilevanti. Terzo: un ridimensionamento drastico di pubblica amministrazione, istituzioni e costi della politica. Quarto: un contributo di solidarietà che finalmente gravi non sui tassati ma sui condonati. A questo aggiungiamo liberalizzazioni, dismissioni ragionevoli del patrimonio pubblico, e un po’ di politica industriale e di sostegno all’economia. Per l’amor di Dio: si può non essere d’accordo, ma non si snobbi questo piano. Perché non ci faremo intimidire da chi dice semplicemente che non si può».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E le pensioni, scusi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Le pensioni sono un discorso serio, ed è ora di smetterla di tentare di cavar soldi da lì, per coprire il buco del giorno, per non toglierli agli evasori o a chi è sempre al riparo. E’ insopportabile. Comunque, se dopo tutto quello che ho elencato si vuol parlare di evoluzione del sistema pensionistico a favore dei giovani, si ricordi che noi siamo i primi ad aver fatto la riforma. Io sono per discutere, dunque. Abbiamo sempre detto che per noi la messa a regime del sistema consiste nell’individuare una fascia di anni nella quale ci sia flessibilità di uscita in ragione di meccanismi di convenienza. Parliamone. Quel che non accetto è che per colmare il buco degli enti locali si vogliano toccare le pensioni: si facciano pagare i condonati e si metta una tassa sui patrimoni rilevanti. Se non sanno come si fa, glielo spieghiamo noi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Magari lo sanno ma non vogliono farlo...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Possibile. Allora, però, non accusino noi di chiusura. Della flessibilità di cui dicevo, per altro, avevamo parlato già nella nostra conferenza sul lavoro, mesi fa. Altro che chiusura».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche Montezemolo, però, critica il presunto silenzio del Pd sulla manovra e dice che il poco che avete proposto la ritassazione dei capitali “scudati” non si può fare.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Devo dire la verità: a me le sue dichiarazioni non sono piaciute. Nel merito: si limiti a dire se sia più giusto chiedere solidarietà ai condonati o ai tassati, perché siamo grandi e non siamo nati ieri, a renderla praticabile ci pensiamo noi. Più in generale - e alludo a Montezemolo e non solo - è uno sport antico di certo terzismo cercare di farsi largo semplicemente criticando a destra e a manca: ma sono cose, diciamo così, da precampionato...&lt;br /&gt;
 Noi siamo in un sistema ormai radicalmente bipolare: e oltre a dire cosa si vuol fare, bisogna anche spiegare da che parte si sta. Perché finché c’è il precampionato, va tutto bene: ma quando si arriva al dunque, bisogna scegliere.&lt;br /&gt;
 Chiunque entra in politica con obiettivi positivi, naturalmente, è sempre benvenuto: ma scelga e spieghi da che parte sta. Perché l’Italia, al punto in cui è, per i precampionati davvero non ha più tempo».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=13FHR3&quot;&gt;La Stampa - Federico Geremicca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: «Presente Angoscioso.Torniamo Affidabili»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/21/giorgio-napolitano/%C2%ABpresente-angoscioso-torniamo-affidabili%C2%BB/607880"></link>
  <updated>2011-08-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>607880</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Bisogna parlare il linguaggio della verità». «Basta debolezze nella lotta all'evasione».
&lt;p&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt; Ecco ampi stralci del discorso pronunciato dal capo dello Stato al Meeting di Cl.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
  (...) È un fatto che ormai da settimane, da quando l'Italia e il suo debito pubblico sono stati investiti da una dura crisi di fiducia e da pesanti scosse e rischi sui mercati finanziari, siamo immersi in un angoscioso presente, nell'ansia del giorno dopo, in un'obbligata e concitata ricerca di risposte urgenti. A simili condizionamenti, e al dovere di decisioni immediate, non si può naturalmente sfuggire. Ma non troveremo vie d'uscita soddisfacenti e durevoli senza rivolgere la mente al passato e lo sguardo al futuro (...)
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L'Unità e il linguaggio della verità&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

D'altronde, anche nel celebrare il Centocinquantenario dell'Unità, abbiamo teso a tracciare un filo che congiungesse il passato storico, complesso e ricco di insegnamenti, il problematico presente e il possibile futuro dell'Italia (...)&lt;br /&gt;
 Ebbene, abbiamo insistito tanto, e con pieno fondamento, su quel che l'Italia e gli italiani hanno mostrato di essere in periodi cruciali del loro passato, e sulle grandi riserve di risorse umane e morali, d'intelligenza e di lavoro di cui disponiamo, perché le sfide e le prove che abbiamo davanti sono più che mai ardue, profonde e di esito incerto. Questo ci dice la crisi che stiamo attraversando. Crisi mondiale, crisi europea, e dentro questo quadro l'Italia, con i suoi punti di forza e con le sue debolezze, con il suo carico di problemi antichi e recenti, di ordine istituzionale e politico, di ordine strutturale, sociale e civile (...) &lt;br /&gt;
Ma dinanzi a fatti così inquietanti, dinanzi a crisi gravi, bisogna parlare (...) il linguaggio della verità: perché esso «non induce al pessimismo, ma sollecita a reagire con coraggio e lungimiranza». Abbiamo, noi qui, in Italia, parlato in questi tre anni il linguaggio della verità? Lo abbiamo fatto abbastanza, tutti noi che abbiamo responsabilità nelle istituzioni, nella società, nelle famiglie, nei rapporti con le giovani generazioni? Stiamo attenti, dare fiducia non significa alimentare illusioni; non si dà fiducia e non si suscitano le reazioni necessarie, minimizzando o sdrammatizzando i nodi critici della realtà, ma guardandovi in faccia con intelligenza e con coraggio (...)
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Approcci angusti e strumentali&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Le difficoltà sono serie, complesse, per molti aspetti non sono recenti (...)&lt;br /&gt;
 Ad esse ci riporta la crisi che stiamo vivendo in questa fase, nella quale si intrecciano questioni che a noi spettava affrontare da tempo e questioni legate a profondi mutamenti e sconvolgimenti del quadro mondiale. Ma se a tutto ciò dobbiamo guardare, anche nel momento in cui ci apprestiamo a discutere in Parlamento nuove misure d'urgenza, bisogna allora finalmente liberarsi da approcci angusti e strumentali. Possibile che si sia esitato a riconoscere la criticità della nostra situazione e la gravità effettiva delle questioni, perché le forze di maggioranza e di governo sono state dominate dalla preoccupazione di sostenere la validità del proprio operato, anche attraverso semplificazioni propagandistiche e comparazioni consolatorie su scala europea? Possibile che da parte delle forze di opposizione, ogni criticità della condizione attuale del Paese sia stata ricondotta a omissioni e colpe del governo, della sua guida e della coalizione su cui si regge? Lungo questa strada non si poteva andare e non si è andati molto lontano. Occorre più oggettività nelle analisi, più misura nei giudizi, più apertura e meno insofferenza verso le voci critiche e le opinioni altrui. Anche nell'importante esperienza recente delle parti sociali (...) ci sono limiti da superare nel senso di proiettarsi pienamente oltre approcci legati a pur legittimi interessi settoriali. Bisogna portarsi tutti all'altezza dei problemi da sciogliere e delle scelte da operare. Scelte non di breve termine e corto respiro, ma di medio e lungo periodo (...)
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Un'autentica svolta&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Si impone perciò un'autentica svolta: per rilanciare una crescita di tutto il Paese — Nord e Sud insieme; una crescita meno diseguale, che garantisca una più giusta distribuzione del reddito; una crescita ispirata a una nuova visione e misurazione del progresso, cui si sta lavorando ormai da anni, su cui si sta riflettendo in qualificate sedi internazionali. Al di là del Pil (...) in quelle sedi si è richiamata l'attenzione su altri fattori: «È certamente vero che, nel determinare il benessere delle persone, gli aspetti quantitativi (a cominciare dal reddito e dalla speranza di vita) contano, ma insieme a essi contano anche gli stati soggettivi e gli aspetti qualitativi della condizione umana». È a tutto ciò che bisogna pensare quando ci si chiede se le giovani generazioni, quelle già presenti sulla scena della vita e quelle future, potranno (...) aspirare a progredire rispetto alle generazioni dei padri come è accaduto nel passato. La risposta è che esse possono aspirare e devono tendere a progredire nella loro complessiva condizione umana (...)
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il fardello del debito pubblico&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Quell'autentica svolta che oggi s'impone passa, naturalmente, attraverso il sentiero stretto di un recupero di affidabilità dell'Italia, in primo luogo del suo debito pubblico. E qui non si tratta di obbedire al ricatto dei mercati finanziari, o alle invadenze e alle improprie pretese delle autorità europee, come dicono alcuni, forse troppi. Si tratta di fare i conti con noi stessi, finalmente e in modo sistematico e risolutivo; ho detto e ripeto che lasciare quell'abnorme fardello del debito pubblico sulle spalle delle generazioni più giovani e di quelle future significherebbe macchiarci di una vera e propria colpa storica e morale. Faccia dunque ora il Parlamento le scelte migliori, attraverso un confronto davvero aperto e serio, e le faccia con la massima equità come condizione di accettabilità e realizzabilità.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lotta all'evasione, crescita e riforme&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Anche al di là della manovra oggi in discussione, e guardando alla riforma fiscale che si annuncia, occorre un impegno categorico; basta con assuefazioni e debolezze nella lotta a quell'evasione di cui l'Italia ha ancora il triste primato, nonostante apprezzabili ma troppo graduali e parziali risultati. È una stortura, dal punto di vista economico, legale e morale, divenuta intollerabile, da colpire senza esitare a ricorrere ad alcuno dei mezzi di accertamento e di intervento possibili. L'Italia è chiamata a recuperare affidabilità non solo sul piano dei suoi conti pubblici, sul piano della cultura, della stabilità finanziaria, ma anche e nello stesso tempo sul piano della sua capacità di tornare a crescere più intensamente. E questo è anche il contributo che come grande Paese europeo siamo chiamati a dare dinanzi al rallentamento dello sviluppo mondiale, al rischio o al panico — fosse pure solo panico — di una possibile onda recessiva. In questo quadro, è importante che l'Italia riesca ad avere più voce, in termini propositivi e assertivi, nel concerto europeo (...)
&lt;p&gt;

Una svolta capace di rilanciare la crescita e il ruolo dell'Italia implica riforme: dopo l'avvio, in senso federalista, della concreta attuazione del Titolo V della Carta, riforme del quadro istituzionale e dei processi decisionali, delle pubbliche amministrazioni, di assetti e di rapporti economici finora non liberalizzati, di assetti inadeguati anche del mercato del lavoro. Ma non starò certo a riproporre un elenco già noto: mi piace solo notare come in queste settimane, sospinto da alcuni impulsi generosi, si stia prospettando in una luce più positiva il tema della riforma — in funzione solo dell'interesse nazionale — e del concreto funzionamento della giustizia. Anche perché alla visione del diritto e della giustizia sancita in Costituzione repugna la condizione attuale delle carceri e dei detenuti (...)
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L'apporto della politica e dello Stato&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ma potrà anche l'apporto insostituibile della politica e dello Stato manifestarsi in modo da rendere possibile il superamento delle criticità e delle sfide che oggi stringono l'Italia? Ci sono momenti in cui — diciamolo pure — si può disperarne. Ma non credo a una impermeabilità della politica che possa durare ancora a lungo, sotto l'incalzare degli eventi, delle sollecitazioni che crescono all'interno e vengono dall'esterno del Paese. Il prezzo che si paga per il prevalere — nella sfera della politica — di calcoli di parte e di logiche di scontro sta diventando insostenibile (...)
&lt;p&gt;

Qui in Italia va perciò valorizzato ogni sforzo di disgelo e di dialogo, come quello espressosi nella nascita e nelle iniziative, cari amici Lupi e Letta, dell'Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà. Ma bisogna andare molto oltre, e rapidamente. Spetta anche a voi, giovani, operare, premere in questo senso: e predisporvi a fare la vostra parte impegnandovi nell'attività politica (...)&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=13EA7O&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>William TAMI: Basta proclami, i giovani aspettano i fatti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/17/william-tami/basta-proclami-i-giovani-aspettano-i-fatti/590974"></link>
  <updated>2011-08-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590974</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Pavia di Udine (UD) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ogni giorno un giornale e vedo solo tante polemiche sui costi della politica e pochi fatti concreti.
Ad oggi i veri tagli li ha proposti solo la Lega Nord, ma a qualcuno a Roma e a Trieste non piacciono né a destra, né a sinistra.
Si possono fare Petizioni, si possono fare promesse, ma ciò che si aspettano i giovani, le famiglie, gli anziani, sono delle risposte, dei fatti che possano far ripartire quel meccanismo che ha portato il nostro paese ai vertici mondiali dell’economia.
&lt;p&gt;
Come pubblicato da diversi giornali basta fare una Legislatura in Regione FVG per percepire al mese 1676 euro di vitalizio; e che ad oggi un Consigliere semplice senza Commissioni, né Presidenze, né Assessorati, percepisce 7460 euro al mese per i 5 anni di legislatura.
&lt;p&gt;
Ora cosa dovrebbe dire un impiegato medio che prende 1200 euro mensili?
Ad oggi solo il ministro Roberto Calderoli ha  presentato una riforma Costituzionale concreta, per il dimezzamento dei parlamentari (portandoli a 500), l’eliminazione dei Senatori a Vita, l’eliminazione delle Circoscrizioni all’Estero, lo stipendio a cottimo per i Parlamentari ed esponenti di Regione e Province, accorpamento di 36 piccole province, eliminazione di assessori, consiglieri regionali e provinciali in esubero, accorpamento piccoli comuni e infine l’eliminazione dei vitalizi partendo da questa legislatura.
&lt;p&gt;
Ora vorrei chiedere al Sig. Massimo Blasoni (PDL dal 2003 Consigliere Regionale FVG) e al Sig. Carlo Giacomello (PD) quanti dei loro Rappresentanti Politici a settembre voteranno a favore di questa riforma con la Lega Nord?&lt;br /&gt;

La risposta credo di conoscerla ma mi auguro che non sia così.
Intanto continuo a rimanere dell’opinione che i Giovani d’oggi come me si aspettano FATTI dai nostri Politici, non Proclami Elettorali che tra un po’ di mesi come d’incanto rimarranno solamente tali.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://leganordpaviadiudine.blogspot.com/&quot;&gt;Blog personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: «L'Euro non basta serve la federazione politica»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/09/emma-bonino/%C2%ABleuro-non-basta-serve-la-federazione-politica%C2%BB-intervista/590848"></link>
  <updated>2011-08-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590848</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il problema è che in assenza di quello che Altiero Spinelli nel Manifesto di Ventotene chiamava, &quot;Gli Stati Uniti d'Europa&quot;, cioè il governo di quei grandi settori che sono l'Economia, la Politica estera e la moneta, di fronte a questa crisi stanno cadendo tutti i tabù. Il no-bail-out degli Stati membri, il ruolo della Bce, l'emissione di eurobond per rimpiazzare titoli nazionali: avviene tutto sotto la pressione degli eventi, senza una meta finale».&lt;br /&gt;
 Emma Bonino, da federalista radicale, quale è, canta fuori dal coro.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;La crisi mette tutti di fronte alle proprie responsabilità, Europa compresa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È evidente: quello che manca è l'assunzione di responsabilità di un ministero delle Finanze europeo. La meta a cui bisogna tendere è l'unione politica, una federazione europea. Non basta l'unione monetaria, c'è bisogno di un'unione politica e per far questo ogni Stato-deve essere disposto a cedere un po' della propria sovranità in maniera egualitaria, perché se i governi non trasferiscono all'Ue alcune loro funzioni non possono esserci né Tesoro né finanza europei. Dobbiamo recuperare questo ritardo di 50 anni».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei non solo non è tra coloro che denuncia il commissariamento dell'Italia, ma denuncia la mancanza di un &quot;sovragoverno&quot;.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Invece di piangere per la sovranità nazionale persa - vorrei ricordare che per il &quot;commissariamento&quot; sono passati già Grecia e Spagna -, a me viene da dire &quot;meno male&quot;. Meno male che c'è qualcuno che corregge le nostre cantonate e i nostri endemici ritardi. Invece di avere un governo &quot;tecnico&quot; con sedi sparse, sintetizzando al massimo quello che ha detto Mario Monti in un suo editoriale, tanto vale averne uno politico a livello federale a Bruxelles con un mandato e dei poteri circoscritti per legge. Bisognerebbe fare di questa debolezza che oggi è sotto gli occhi di tutti una forza creando un'unione politica».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma nell'immediato urgono interventi a livello europeo e nazionale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Urgono interventi che qui in Italia si sarebbero dovuti fare da tempo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il governo intende anticipare la manovra. Basterà questo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Iniziamo con il dire che quella manovra - che fissava per ragioni elettorali il pareggio al 2014 e che oggi dietro la spinta dell'Europa ha anticipato al 2013 - non contiene un solo elemento per la crescita, nessuno spiraglio per le liberalizzazioni delle corporazioni. Tutto è fermo a quello che fece Bersani. La riforma forense presentata al Senato è addirittura più corporativa di quella esistente».
&lt;p&gt;
 
&lt;b&gt;Si parla di un decreto che dovrebbe contenere misure aggiuntive.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Aspettiamo di vedere di cosa si tratta. Dopo il discorso privo di contenuti fatto da Berlusconi alle Camere, la successiva riunione con le parti sociali in cui non ha concluso nulla e la conferenza stampa di venerdì sera, è meglio non fare previsioni. Non voglio speculare su quello che dirà il governo giovedì, ma è chiaro che dovrà venire con proposte articolate perché finora ha dato i &quot;titoli&quot;. Adesso vorremmo conoscere i sottotitoli».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nei &quot;titoli&quot; e &quot;sottotitoli&quot; dovrebbero esserci le pensioni...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«In nome di un patto generazionale di cui ha parlato anche Monti - non sono contraria, e l'ho sostenuto anche a livello femminile, ad aumentare l'età pensionabile. Ma così, in questo modo e ora, non serve a nulla: né ai giovani, né alle donne né all'accesso al mercato del lavoro. Servirà soltanto a tappare qualche mega buco come è successo con i 4 miliardi di risparmio di adeguamento delle pensioni sul pubblico: dovevano essere destinati all'occupazione femminile e invece con la manovra sono spariti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bonino, lei è contraria ai governi tecnici e a quelli di emergenza nazionale. Va bene questo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Questo è un governo debole ma la gravità delle crisi politica in cui versa questo Paese non si risolve con i cosiddetti governi tecnici, che non so bene come siano perché comunque devono essere sostenuti da una maggioranza parlamentare. Penso che non ci siano scorciatoie, noi abbiamo un problema di fondo, sarà anche un'analisi tutta radicale, ma la mancanza di uno Stato di diritto e di legalità fa sì che si creano leggi per poi violarle. Qui dobbiamo tentare di spegnere l'incendio ma non serve l'artiglieria di Palazzo usata finora».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E come si spegne l'incendio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non ho la ricetta magica. Credo, come ho già detto che sia necessario affrontare la questione europea da una parte, e dall'altra che sia necessario un intervento a livello nazionale. Vorrei usare un termine, &quot;rivoluzione&quot;, perché non è più tempo di aggiustamenti in un Paese dove non tiene più niente. Non tiene la la legge elettorale, non c'è giustizia, non c'è legalità. Questo è il nostro dramma».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=130A5D&quot;&gt;l'Unità - Maria Zegarelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni Barbo: Giovani e libertà d'espressione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/08/giovanni-barbo/giovani-e-libert%C3%A0-despressione/607885"></link>
  <updated>2011-08-08T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>607885</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Trieste (TS) (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“In una città che auspicabilmente vuole tornare a crescere – anche demograficamente – sono molte le istanze, provenienti da varie culture e generazioni, che chiedono risposta e che la buona amministrazione deve tenere in considerazione e far coesistere in maniera armonica. Nella lettera pubblicata su “Il Piccolo” del 30 luglio 2011, la signora Zago si lamenta della musica metallara nel piazzale antistante l’Università, auspicando un ritorno al silenzio come avviene nel giardino del Centro Internazionale di Fisica di Miramare. Su questo tema sono già intervenuto ed ho, inoltre, partecipato in veste di spettatore ad un paio dei concerti incriminati dalla signora Zago. Tralasciando il fatto che tutto c’era fuorché musica heavy metal (di cui sono fruitore, così come del silenzio quando è opportuno), mi permetto di sottolineare la libertà d’espressione che, nei limiti delle regole (entro le ore 23 salvo deroghe, entro i decibel previsti per leggere – a prescindere dal genere di musica!), va rispettata e in qualche caso oserei dire pure incoraggiata! In una città che vuole crescere ed aprirsi al mondo è inevitabile che si manifestino diverse voci e diversi esigenze, l’importante è che la nostra libertà non vada a soffocare la libertà dell’altro. Il diritto a dormire è legittimo, così pero vale anche per il diritto di esprimersi. E l’espressione, ovviamente nel rispetto delle regole di convivenza comune, è libera: la musica, che sia classica o heavy metal, che sia pop o rock, è cultura. Voler imporre ai giovani schemi di pensiero superati, voler imporre un modo di vivere tout court, è profondamente sbagliato: a vent’anni hanno strumenti per pensare e decidere, e vanno messi nelle condizioni di farlo in prima persona. Prendendosi libertà e responsabilità in uguale misura, rispettando gli altri e gli stili di vita delle generazioni diverse dalla loro, sia chiaro. Ma è così che si cambia davvero.”&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://giovannibarbo.wordpress.com/&quot;&gt;Il Piccolo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Roma: Alemanno vuole salvarla? Si dimetta</title>
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  <updated>2011-07-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Alemanno dice di voler salvare Roma: difficile fare due parti in commedia, visto che i risultati sono il frutto di tre anni della sua amministrazione. Per rimediare dovrebbe solo dimettersi”. Questo il commento di &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;, presidente degli europarlamentari del Pd, alla conferenza stampa del sindaco della Capitale. “In questi tre anni Roma ha perso qualsiasi primato, dal turismo alla crescita economica agli investimenti all’imprenditoria giovanile. L’unico primato che è rimasto in città è quello della questione morale che coinvolge l’amministrazione capitolina. Per il resto Alemanno si rassegni: non ci sarà una seconda volta perché i romani sono stufi di vedere la loro città immersa nel degrado, senza visione del futuro, incapace di imporsi a livello internazionale per quello che merita”.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.davidsassoli.it&quot;&gt;davidsassoli.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni Barbo: I giovani, la strumentalizzazione. il futuro</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/15/giovanni-barbo/i-giovani-la-strumentalizzazione-il-futuro/607886"></link>
  <updated>2011-07-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Trieste (TS) (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“È passato poco più di un mese dalle elezioni amministrative che hanno visto la vittoria di Roberto Cosolini e della coalizione di centrosinistra, portando inoltre nella Giunta e nei gruppi di maggioranza del Consiglio Comunale una ventata di rinnovamento, nei volti e nell’età anagrafica. Rinnovamento che ben rispecchia il dato forse più significativo riguardante i votanti, e cioè quello che si riferisce agli elettori di età compresa fra i 18 e i 24 anni, fascia che è stata quella con la più alta percentuale di affluenza dopo gli over 65. Le statistiche dicono che questi elettori hanno votato in larga parte il programma di Cosolini, che nei principi ed in proposte concrete risponde alla domanda di cambiamento della nostra città, troppo a lungo prigioniera di logiche conservatrici e del “no se pol”.
 
In questo primo mese sono arrivate, a mezzo stampa o sotto forma di mozioni, accuse o proposte puntuali che riguardano il mondo giovanile. Che dire? Da un lato non si può che condividere – e ci mancherebbe! – il principio che bisogna ascoltare le istanze di giovani e associazioni che per loro costituiscono un punto di riferimento più di quanto non lo siano le istituzioni, dall’altro – e proprio qui sta il punto – non si può rimanere in silenzio di fronte all’ipocrisia di chi proprio di queste istituzioni era a capo ed ora si permette di tirare fuori l’ “argomento giovani” in maniera del tutto strumentale.
 
E non si tratta, da parte mia, di una presa di posizione figlia della vecchia logica maggioranza vs. opposizione: ad esempio le mozioni che chiedono incentivi per gli esercizi pubblici che promuovono la musica dal vivo – utili, aggiungo, soprattutto nell’ottica di rivitalizzare rioni ed aree periferiche, come da programma di Cosolini – sono condivisibili, fatte salve le verifiche degli uffici competenti. Altra cosa, però, è tirare in ballo i giovani strumentalmente per attaccare il Sindaco su scelte che con i giovani non hanno peraltro nulla a che vedere, oppure chiedere che venga realizzato un progetto che solo in origine aveva tenuto conto delle esigenze delle associazioni che interagiscono più o meno direttamente con il mondo delle culture giovanili.
 
Proposte e necessità dei giovani stanno profondamente a cuore prima di tutto a noi: non faccio, qui, riferimento solo alla nostra parte politica, ma piuttosto alla nostra generazione. Parliamo, quindi, di quell’offerta culturale importantissima nella nostra città, che da questo punto di vista ha molto da offrire e molto da dare anche in termini lavorativi. Parliamo – come del resto abbiamo fatto già nel nostro programma – di un centro di aggregazione giovanile dove i ragazzi possano studiare, esprimersi, ritrovarsi. Parliamo, però, anche del contesto in cui si muovono sempre più giovani e meno giovani vittime di un sistema che ha trasformato la flessibilità in precariato ad oltranza. Parliamo di una prospettiva di sviluppo concreto per la nostra città, che non ci costringa ad andare altrove per realizzare il nostro progetto di vita. Discorsi che difficilmente troveranno diritto di cittadinanza in un centrodestra che ripropone le solite facce che ragionano in base alle solite logiche per i soliti gruppi di potere che da anni tengono ferma Trieste.
 
È ora di cambiare davvero, rimbocchiamoci le maniche e non lasciamo che una parte politica ci trasformi in merce di scambio quando in ballo c’è il futuro nostro e della nostra città.”
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://giovannibarbo.wordpress.com/&quot;&gt;Il Piccolo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Carmine De Lucia: Congresso Pd: 'Spazio ai giovani e ai territori' </title>
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  <updated>2011-07-08T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Santa Maria a Vico (CE) (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La domanda che arriva dai territori è domanda di un partito forte, radicato ed organizzato. Ma soprattutto un partito nuovo, disancorato dalla gerontocrazia del passato. Dario Abbate dovrà contribuire al percorso di ristrutturazione del partito; i suoi suggerimenti e quelli degli amici che lo accompagnano in questa avventura sono certamente preziosi ma questo è il tempo dei giovani e dei territori.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.casertaon.it/web/provincia/51-santa-maria-a-vico/12475-congresso-pd-de-lucia-spazio-ai-giovani-e-ai-territori&quot;&gt;casertaon.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «Il nuovo centrosinistra è il popolo dei referendum»</title>
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  <updated>2011-06-18T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Riunione dell'Assemblea nazionale di Sinistra ecologia e libertà.
&lt;p&gt; ''Siamo riusciti nel nostro primo compito che era quello di riaprire la partita della speranza. Noi in particolare abbiamo anche rimesso in campo un'idea di sinistra e abbiamo restituito all'Italia una prospettiva di futuro''
&lt;p&gt;''Attenzione a leggere il risultato dei referendum come una semplice vittoria del centrosinistra. Hanno vinto le associazioni, i movimenti, i settori cattolici che si sono mobilitati per l'acqua pubblica e contro il nucleare. I vincenti sono molteplici protagonisti. Tra loro, le donne e i giovani''. &lt;br /&gt;
 Arriva poi un attacco 'ai politologi e ai politicanti': ''Hanno perso coloro che concepiscono la politica come le battaglie navali che si giocano a tavolino. Che continuano a dire che si vince al centro e parlano di moderatismo, mentre l'Italia resta un paese sconosciuto nelle sue scomposizioni sociali''.&lt;br /&gt;

 ''Si vince quando la politica ha a che fare con la vita, torna chiave del cambiamento, è educazione alla complessità e assume la democrazia come strumento e fine''. Il leader di Sel ribadisce la sua predilezione per le primarie: ''Anch'io, come Bersani, sono contro il leaderismo. Ma dico al segretario del Pd che per vincere davvero il leaderismo occorre allargare la platea di coloro che partecipano e scelgono''.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Il mio centrosinistra ideale:&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
''Occorre affrontare il tema della precarietà, abolire la legge 30, mettere al centro il valore sociale del lavoro, cambiare la politica economica di Tremonti, avere il coraggio di riaprire il discorso su un'Europa che non puo' essere quella che ha cancellato i veri responsabili della crisi facendo tagliare le risorse per il welfare ai singoli Stati''.&lt;br /&gt;

''Il minoritarismo è una brutta bestia. Dobbiamo liberarcene avendo curiosità per le tante forze che ci hanno aiutato a vincere nelle elezioni e nei referendum: il nostro interlocutore è proprio il popolo del referendum. Le vecchie divisioni tra sinistra radicale e moderata si superano guardando in avanti e non facendosi prendere dal torcicollo''.&lt;br /&gt;


''Occorre tassare la rendita, colpire l'evasione fiscale, pensare ai territori come luoghi dove sperimentare politiche ecologiche e di biodiversità''.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;La vittoria di Giuliano Pisapia a Milano:&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
 ''Abbiamo contrastato l'idea della Lega di un territorio autosufficiente senza ricorrere il suo localismo. Abbiamo proposto Milano come un grande laboratorio del cosmopolitismo in risposta alla paura di costruire una moschea''.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Sel non si scioglie e non ha intenzione di confluire prima o poi nel Pd:&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
''Costruiamoci ma non automitizziamoci. Il tema della ricostruzione del nuovo soggetto del socialismo del futuro è aperto, anche se so che socialismo non è di per sè una parola esaustiva delle nostre culture e delle nostre proposte''.&lt;br /&gt;

''Il problema di una sinistra più grande e unitaria è rinviato a tempi migliori: Ora dobbiamo fare i conti con il crollo del berlusconismo e con una certa idea di potere che viene fuori dallo scandalo della P4''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-SEL__VENDOLA__NUOVO_CENTROSINISTRA_E__IL_POPOLO_DEI_REFERENDUM-1027374-ORA-.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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