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  <title>Openpolis - Argomento: programmi elettorali</title>
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  <updated>2010-01-30T00:00:00Z</updated>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: Dobbiamo essere partito lavoro, sociale e famiglia.</title>
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  <updated>2010-01-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>477521</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il segretario del Partito democratico, Pier Luigi Bersani, ritiene che il Pd debba necessariamente essere un partito &quot;che si occupi di lavoro, di sociale e di famiglia. Dobbiamo assolutamente occuparci di questo, sicuramente la destra - ha detto durante la festa per il tesseramento al teatro Zelig - non può rispondere a queste esigenze, ci porta dall'altra parte&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Spero che da questa tre giorni - ha continuato il segretario - venga un messaggio semplice. La crisi c'è o no? È psicologica come ci dicono? Il peggio è alle spalle? Stiamo meglio degli altri? La risposta è no. &lt;br /&gt;
Noi abbiamo detto fin dal primo giorno che sarebbe stata dura, bisogna occuparsene, ma questi raccontano un altro film&quot;. Bersani ha citato l'attenzione che sul tema della crisi viene data nelle altre democrazie occidentali e si è chiesto &quot;possiamo noi occuparci di processo breve? 
&lt;p&gt;Serve uno sforzo nazionale per sostenere chi è sul fronte&quot; come i 20mila titolari di esercizi commerciali che sono stati costretti a chiudere rispetto allo scorso anno, i lavoratori della Alcoa e quelli di Malpensa. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.apcom.net/newspolitica/20100130_165247_2785a0f_81697.html&quot;&gt;APCom&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Teodoro BUONTEMPO: &quot;Da presidente della Provincia collaborerò col Campidoglio''</title>
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  <updated>2008-04-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>331485</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;“Se sarò eletto presidente della Provincia di Roma, collaborerò con il Campidoglio anche se, anziché Storace, dovesse essere eletto sindaco Rutelli o Alemanno: non mi metterò di traverso”.&lt;br /&gt;

 E’ quanto assicura il candidato de La Destra alla guida di Palazzo Valentini, Teodoro Buontempo nel corso dello 'Speciale Elezioni 2008' dell'Adnkronos.&lt;br /&gt;
 “Con me si trova sicuramente l'accordo sulle cose concrete da fare - rassicura - perché non sono un uomo di potere, non devo lottizzare, non devo comandare la mia ‘casta’, non devo fare carriera politica; ma solo pensare ai servizi per i cittadini”.&lt;br /&gt;


Il candidato de La Destra parla poi dell'impossibilità di una candidatura comune di tutto il centrodestra per la poltrona di primo cittadino della capitale: “A Roma – ammette - il centrodestra per una sorta di maledizione o, meglio, di rapporti inconfessabili, da anni sembra aver rinunciato di fatto a conquistare il Campidoglio”.&lt;br /&gt;
 E lamenta: &lt;b&gt;“Quando il piano regolatore di una città come Roma, che ha un'estensione abitativa di 60 chilometri quadrati, viene votato e approvato 48 ore prima dello scioglimento del Consiglio comunale per le dimissioni del sindaco, è davvero inquietante.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Vuol dire - osserva Buontempo - che persone, come me o come Storace candidato de La Destra a sindaco di Roma, che vantano una piena autonomia e libertà, risultano essere non addomesticate e dunque scomode, perché non rispondono alle logiche di lottizzazione e di potere”.&lt;br /&gt;


Quanto alle ipotesi di abolizione delle Province, per Buontempo la questione da porsi è prima di tutto “quale ente debba essere chiamato a governare i processi, le reti, i servizi inter-comunali.&lt;br /&gt;
 Serve un organo intermedio, per aree omogenee, fra i Comuni e la Regione – afferma - Ora, la Provincia ha poteri effettivi sull'urbanistica, sullo smaltimento dei rifiuti, sulla tutela dell'ambiente, sulla viabilità, sulla manutenzione delle scuole, sui trasporti.&lt;br /&gt;
 Mi pare strano che si candidi a guidarla chi vuole abolirla”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Il candidato de La Destra fa poi un appello al voto: “Noi siamo nel centrodestra, ma rappresentiamo un valore aggiunto, sui contenuti, rispetto al Popolo della libertà di Berlusconi”. &lt;br /&gt;
“Il voto che ci daranno gli elettori di centrodestra – sottolinea - sarà la migliore garanzia che, dopo le elezioni, si rispetterà la loro volontà e non sarà preso in giro chi si sarà recato alle urne”.&lt;br /&gt;


Quanto ai temi che caratterizzeranno maggiormente l'azione de La Destra nel prossimo Parlamento, Buontempo indica “anzitutto la certezza della pena: senza gli indulti votati anche da buona parte del centrodestra nella legislatura appena terminata. &lt;br /&gt;
E poi, una forte attenzione ai temi sociali: dal precariato sul lavoro alle pensioni, dall'istituzione del garante per l'infanzia alla tutela fiscale delle famiglie con figli, anziani o portatori di handicap al loro interno”.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2045898797&quot;&gt;adnkronos.&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>WALTER VELTRONI: ''Da Berlusconi no al confronto tv perché perderebbe voti''</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/04/01/walter-veltroni/da-berlusconi-no-al-confronto-tv-perch%C3%A9-perderebbe-voti/331270"></link>
  <updated>2008-04-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>331270</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;Il leader del Pd: ''Lo ha detto ieri Bossi''. E sugli attacchi del Pdl dice: ''Tanto più noi non rispondiamo tanto più loro impazziscono perché vogliono la rissa''. In mattinata dai microfoni di 'Euro News' ha ribadito: ''Se vinciamo governiamo da soli. &lt;br /&gt;
L'ipotesi della grande coalizione non è mai esistita''. E dall'Ance ha avvertito: ''È un momento decisivo per la vita del Paese Se non cambiamo sarà progressivo declino''. &lt;br /&gt;
Poi l'appello contro l'astensionismo: ''Con il voto si decide''. E annuncia &quot;un investimento di 3 miliardi di euro per 100 mila nuovi alloggi di edilizia popolare&quot;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 Walter Veltroni a Frosinone per una tappa del suo tour elettorale, &lt;b&gt;torna a chiedere il confronto televisivo con Silvio Berlusconi&lt;/b&gt; e spiega il vero motivo del no del Cavaliere citando le parole di Umberto Bossi: &quot;Ieri Bossi, che è persona simpatica, ha detto perché il leader dello schieramento a noi avversario non vuole il confronto tv.&lt;br /&gt;
 Ha spiegato che un po' di stupidaggini le ha dette, che in tv verrebbero moltiplicate e che queste sono cose che fanno perdere i voti.&lt;br /&gt;
 Ecco: non camuffiamo sotto la legge una cosa che - conclude Veltroni - si chiama in un altro modo&quot;.&lt;br /&gt;


Quindi il leader del Pd è tornato a ribadire che non seguirà i toni polemici dei suoi avversari ma proseguirà nella sua campagna elettorale concentrata sui contenuti: &quot;Tanto più noi non rispondiamo tanto più loro impazziscono perché vogliono la rissa, ma la rissa si fa in due, altrimenti diventa un'aggressione&quot;. &lt;br /&gt;


Tuttavia Veltroni ha sottolineato le diversità che ci sono nella coalizione del centrodestra, in particolare tra An e Lega: &quot;Ma come può l'elettorato di An perdere così la propria identità in un marasma in cui ci sono i peggiori nemici dei loro valori?&quot;. &lt;br /&gt;
Il Pd, invece, si presenta come una formazione coesa, ha aggiunto Veltroni, e per questo ha scelto di andare solo rinunciando a uno schieramento che andava &quot;da Dini e Caruso&quot;.&lt;br /&gt;


E ha puntato il dito contro Berlusconi: &quot;Il leader dello schieramento a noi avversario non mantiene gli impegni presi neanche sulle candidature&quot;, ha affermato ricordando che il Cavaliere aveva promesso di non ricandidare quei senatori che avevano partecipato al marasma nell'aula di palazzo Madama al momento della caduta del governo Prodi.&lt;br /&gt;
 Tra questi c'è anche Domenico Gramazio: &quot;Uno dei protagonisti della sarabanda al Senato, che ieri ha messo le mani addosso al direttore di una Asl finendo su tutti i giornali, è stato ricandidato dal centrodestra. &lt;br /&gt;
E' l'espressione di una certa cultura politica che torna in Parlamento&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



In mattinata Veltroni ai microfoni di 'Euro News' era tornato a ribadire che dopo il voto non ci saranno 'inciuci'.&lt;br /&gt;
 ''L'ipotesi della grande coalizione non è mai esistita. &lt;br /&gt;
Chi vince governa. Poi penso che si debbano fare delle riforme istituzionali insieme&quot;, ha affermato.&lt;br /&gt;


&quot;Se vinciamo, l'ipotesi - ha aggiunto il leader del Pd- è assolutamente quella di governare da soli, come gruppo del Partito Democratico.&lt;br /&gt;
 E' un'ipotesi realistica perché la legge elettorale italiana - ha spiegato - prevede che alla Camera chi prende un voto in più prende il 55% dei seggi.&lt;br /&gt;
 Al Senato, ci vorrebbe uno scienziato termonucleare per spiegarci come funziona la legge voluta dalla Destra&quot;. &lt;br /&gt;


Quindi Veltroni ha ribadito che &quot;&lt;b&gt;per me le priorità sono due&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
 La prima è quella sociale. &lt;br /&gt;
Col vento di recessione che sta per arrivarci dall'America di Bush rischiamo di avere una situazione molto difficile.&lt;br /&gt;
 Dobbiamo alimentare la domanda interna, facendo un intervento su stipendi e salari che sono fermi dal 2000, sulle pensioni che sono troppo basse. &lt;br /&gt;
E dobbiamo intervenire sulla precarietà in cui si trovano milioni di italiani''. 

''La seconda priorietà - ha aggiunto il segretario democrartico - è la riforma istituzionale.&lt;br /&gt;
 Bisogna dimezzare il numero dei parlamentari, avere una sola Camera che faccia le leggi, bisogna fare una serie di interventi contro la frammentazione politica&quot;. &lt;br /&gt;


Quanto alla contrapposizione tra laici e cattolici Veltroni ha insistito: &quot;L'Italia ha bisogno di unirsi, ha bisogno di cercare quella cosa complessa ma affascinante che è la sintesi.&lt;br /&gt;
 La penso esattamente come Barack Obama: lo Stato deve essere laico e deve prendere le sue decisioni autonomamente ma non c'è nulla di male se chi ha opinioni politiche al tempo stesso porti dentro la vita politica delle opinioni religiose, delle scelte di fede&quot;.&lt;br /&gt;


Precedentemente intervenendo all'Ance Veltroni aveva sottolineato: &quot;Siamo in un momento decisivo per la vita del Paese non solo perché ci sono le elezioni ma perché nei prossimi mesi si deciderà se l'Italia tornerà a essere protagonista della scena europea.&lt;br /&gt;
 E' arrivato il tempo in cui dover prendere decisioni forti di cambiamento altrimenti ci sarà un progressivo declino del nostro paese&quot;.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;&quot;L'Italia - ha aggiunto - non può permettersi di andare avanti come negli ultimi 15 anni o conosce una stagione di crescita o sarà condannata a un progressivo declino&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
 E mentre noi continueremo a parlare nel giardinetto rissoso di casa nostra di brogli e stalinismo con uno Stato barocco, burocratico e una politica invadente gli altri Paesi, invece, continueranno a correre&quot;.&lt;br /&gt;
 

&quot;Sento in giro - sottolinea ancora l'ex sindaco di Roma - qualcuno che dice che si asterrà dal votare alle elezioni.&lt;br /&gt;
 Se ci si astiene però poi non ci si può lamentare se le cose vanno in un certo modo.&lt;br /&gt;
 Le elezioni sono il momento in cui si decide e in questo Paese serve una politica stabile&quot;.&lt;br /&gt;
 

Veltroni annuncia inoltre &quot;un investimento di 3 miliardi di euro per 100 mila nuovi alloggi di edilizia popolare&quot;.&lt;br /&gt;
 E' il piano per l'edilizia popolare esposto all'Ance, l'Associazione nazionale dei costruttori edili. &lt;br /&gt;
Il leader del Pd ha inoltre ribadito l'impegno per le infrastrutture: &quot;Case e infrastrutture sono due priorità&quot;, sottolinea.&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2028520409&quot;&gt;adnkronos.&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>WALTER VELTRONI: ''Cancelleremo 5mila leggi entro il 2008''</title>
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  <updated>2008-03-31T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>331214</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;Se il Pd vincerà le elezioni abrogheremo 5 mila leggi entro il 2008&quot;. &lt;br /&gt;
E' quanto annuncia Walter Veltroni presentando lo schema di un disegno di legge per la semplificazione normativa e burocratica che sarà in agenda nella prima riunione del Consiglio dei ministri in caso di vittoria alle elezioni.&lt;br /&gt;
 

Il candidato premier del Partito Democratico ricorda che nel nostro Paese ci sono 21.691 leggi statali e circa 100mila regolamenti, contro le 4.500 leggi in Germania e 9.800 in Francia. &lt;br /&gt;
Per questo serve un &quot;disboscamento della giunta normativa&quot;. Al testo per la semplificazione normativa ha lavorato l'ex ministro Franco Bassanini.&lt;br /&gt;


Il processo di semplificazione sarà avviato anche a livello regionale con il dimezzamento delle leggi regionali entro il 2010. &lt;br /&gt;
La legge permetterà di ridurre di almeno un terzo gli oneri burocratici complessivi per i cittadini e le imprese entro il 2011, con l'eliminazione di migliaia di autorizzazioni, licenze, nulla osta, la semplificazione dei procedimenti amministrativi e l'estensione dell'autocertificazione.&lt;br /&gt;


In mattinata, a 'Viva voce' su 'Radio24, a proposito del voto disgiunto di cui si parla in questi giorni, Veltroni aveva detto categorico: ''Io sono contrario&quot;.&lt;br /&gt;
 &quot;Queste sono furbizie, giochini che non mi piacciono.&lt;br /&gt;
 Il voto deve essere chiaro, nitido e poi - ha aggiunto il candidato premier del Pd - a fare questi giochini ci pensa già la destra con l'alleanza al Nord con la Lega Nord e al Sud con la Lega Sud&quot;.&lt;br /&gt;


&quot;Non vanno bene né l'inciucio né le larghe intese&quot;, ribadisce quindi Veltroni, che torna a sottolineare: &quot;Non so più che devo dire per far capire che la mia è una posizione da democrazia anglosassone: chi vince governa e le riforme istituzionali si devono fare insieme senza larghe intese''.&lt;br /&gt;


Quanto al Popolo delle Libertà, Veltroni fa notare: &quot;La legislatura deve ancora cominciare e già è partita una sarabanda nello schieramento a noi avversario sugli immigrati.&lt;br /&gt;
 Ma si puo' continuare cosi'? con questi litigi? Io credo di no. Va aperto un ciclo politico nuovo&quot;.
&lt;br /&gt;

&quot;Il voto agli immigrati alle amministrative è giusto e va fatto rapidamente - rimarca quindi il candidato del Pd a Palazzo Chigi - perché serve al processo di integrazione di cui abbiamo bisogno&quot;. &lt;br /&gt;
&quot;Noi - aggiunge - dobbiamo saper accogliere e stabilizzate le persone che fanno crescere il nostro Paese ma essere molto molto duri con chi viene in Italia per commettere reati''.

E tornando sul confronto tv con Silvio Berlusconi, il leader del Pd attacca il Cavaliere accusandolo di ingannare gli italiani: &quot;Ieri - dice - il candidato alla presidenza del Consiglio dello schieramento a noi avversario ha detto cose false agli italiani. &lt;br /&gt;
Ha detto che il confronto tv non si può fare.&lt;br /&gt;
 Non è vero! Ma dove sta scritto?&quot;.&lt;br /&gt;


Veltroni aggiunge che comprenderebbe maggiormente il candidato premier del Pdl se avesse detto sin da principio che il confronto tv non lo voleva fare: &quot;Capirei se non si volesse fare, ma Berlusconi prima è andato a dire 'io spacco tutti' e cose da match di boxe del tipo 'ti spacco in quattro'. Poi però non va sul ring''.&lt;br /&gt;
 

E a proposito della possibilità che il faccia a faccia possa svolgersi su una delle reti Mediaset, Veltroni risponde che è pronto a farlo anche se &quot;si tratta comunque di un'anomalia, perché nei Paesi occidentali non si è mai visto che un candidato alla presidenza del Consiglio vada a sfidare l'avversario nelle tv che sono di sua proprietà&quot;.&lt;br /&gt;


Sull'emergenza rifiuti in Campania e sul ruolo del governatore Antonio Bassolino, il candidato premier del Pd dice: &quot;Andar via durante l'emergenza non sarebbe stato un atto di responsabilità, ma che finita l'emergenza serva un atto di discontinuità&quot;.&lt;br /&gt;
 Questa l'opinione di Walter Veltroni sull'emergenza rifiuti e il ruolo di Antonio Bassolino. &lt;br /&gt;


Veltroni si dice &quot;convinto che la situazione in Campania non sia solo colpa di Bassolino.&lt;br /&gt;
 E' una storia che dura da molti anni e chi è stato al governo tra il 2001 e il 2006 ha delle responsabilità&quot;.&lt;br /&gt;


Più tardi, commentando gli ultimi dati che vedono un aumento ulteriore dell'inflazione a febbraio, Veltroni rimarca: &quot;Di fronte ad un'inflazione a questi livelli occorre un aumento della domanda interna innalzando salari e pensioni e poi lavorare sul controllo della filiera dei prezzi&quot;.&lt;br /&gt;


Mentre ospite di 'Otto e mezzo' in onda stasera su La7, Veltroni sottolinea: ee il Pdl di Berlusconi vincerà le elezioni, darà vita ad un ''governicchio''.&lt;br /&gt;
 E liquida le affermazioni del Cavaliere secondo cui vi sarebbe un patto tra Pd e sinistra per ricoalizzarsi dopo il voto: ''Come opporsi alle stranezze della disperazione altrui? Mi sembrerebbe impietoso farlo''.&lt;br /&gt;
 ''Non ho davvero nulla da dire su affermazioni del genere - aggiunge Veltroni.&lt;br /&gt;
 Sono cose di antiquariato degli ultimi quindici anni. &lt;br /&gt;
'Se avessimo voluto farlo, non avremmo rotto una coalizione, saremmo rimasti alleati''.&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2024844742&quot;&gt;adnkronos.&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Piero FASSINO: &quot;Le priorità per il Nord&quot; - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/03/31/piero-fassino/le-priorit%C3%A0-per-il-nord-intervista/331201"></link>
  <updated>2008-03-31T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>331201</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'ex segretario dei Ds al forum del Trentino: &quot;Qui la gente è più esigente, bisogna dare risposte in tema di sicurezza, infrastrutture, lavoro&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;TRENTO&lt;/b&gt; . Una ricetta in sei punti. E quella che ha in mente Piero Fassino per affrontare la “questione settentrionale”. &lt;br /&gt;
Il già segretario dei Ds ieri ha trascorso alcune ore in Trentino, incontrando il coordinamento degli imprenditori e partecipando ad un forum nella redazione del nostro giornale. &lt;br /&gt;
Fassino, accompagnato da Remo Andreolli, ha dimostrato di conoscere la situazione politico-economica locale assai meglio di quasi tutti i big nazionali paracadutati da queste parti da una campagna elettorale che si gioca su poco tempo e tanti chilometri da percorrere: «Non c’è una vera situazione di difficoltà del centrosinistra qui al nord.&lt;br /&gt;
 Anche perché governiamo 14 regioni su 20, il 60 per cento delle province italiane.&lt;br /&gt;
 Qui c’è una società più dinamica, più forte, abituata con l’internazionalizzazione delle sue imprese a competere con quello che succede nel mondo.&lt;br /&gt;
 Una società che chiede molto di più.&lt;br /&gt;
 E lo chiede a noi come alla destra.&lt;br /&gt;
 Si deve essere in grado di corrispondere a queste aspettative: si deve puntare su infrastrutture, fisco più giusto, pubblica amministrazione efficiente.&lt;br /&gt;
 Vi è poi il tema del lavoro: occorre restituirgli dignità. &lt;br /&gt;
Per concludere con la sicurezza».&lt;br /&gt;
 Fassino si è detto fiducioso di poter completare la rimonta nei confronti del centrodestra convincendo gli indecisi e, in tema di autonomia, ha detto che occorre verificare i risultati prodotti dalla riforma del titolo Vº della Costituzione in questi sette anni.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Onorevole Fassino iniziamo dalla cronaca: ovvero i sondaggi.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il Pd, con uno sforzo enorme e con l’idea di andare da solo, ha colmato buona parte dello svantaggio con il centrodestra.&lt;br /&gt;
 Ma ora sembra mancargli il fatidico “ultimo miglio”.&lt;br /&gt;
&lt;/b&gt;«Non credo che i sondaggi di oggi rappresentino il risultato finale.&lt;br /&gt;
 Intanto perché abbiamo ancora 15 giorni di campagna elettorale. &lt;br /&gt;
E sono giorni decisivi perché, come sappiamo, quella quota di indecisi che può fare la differenza si orienta in queste settimane. &lt;br /&gt;
Dipende molto da quello che mettiamo in campo.&lt;br /&gt;
 Ci sono tutte le condizioni per vincere. &lt;br /&gt;
Mi ricordo la mattina del lunedì delle elezioni del 2006 con le urne che si stavano per chiudere.&lt;br /&gt;
 Feci un giro di telefonate ai principali sondaggisti e chiesi loro, sulla base degli exit poll, come più o meno poteva finire.&lt;br /&gt;
 A tre ore dalla chiusura dei seggi davano il centrosinistra in testa di 4/5 punti.
Tre ore. Abbiamo vinto per 25 mila voti.&lt;br /&gt;
 La partita è aperta e abbiamo molte armi a nostra disposizione».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ci riassume le principali?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Primo: siamo un fattore di novità in questa campagna elettorale e non solo perché siamo un nuovo partito.&lt;br /&gt;
 Ma perché il Pd ha prodotto un primo grande cambiamento: il Parlamento che abbiamo sciolto era fatto di 39 partiti, quello che eleggeremo di partiti, nazionali, ne avrà cinque, massimo sei. &lt;br /&gt;
E questo non è avvenuto per caso, ma è merito del Pd.&lt;br /&gt;
 Che poi ha spinto gli altri nella stessa direzione, perché Fini e Berlusconi si sono messi insieme per competere con il grande Partito democratico.&lt;br /&gt;
 Lo stesso vale per Verdi, Rifondazione e Comunisti italiani: assieme per contare di più.&lt;br /&gt;
 Con tutto questo porteremo il doppio di donne, rispetto ad ora, in Parlamento».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il secondo elemento?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Nel Pd abbiamo un leader sicuramente più credibile e convincente.&lt;br /&gt;
 Prova ne sia che mentre nei sondaggi sulle intenzioni di voto c’è un vantaggio, per ora, del centrodestra, leader contro leader Veltroni risulta più gradito. &lt;br /&gt;
Interpreta meglio la domanda di cambiamento, ad un nuovo rapporto con la società. Ma c’è un terzo elemento».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Di che cosa si tratta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Noi siamo una forza che può offrire al Paese una classe dirigente vera, non solo perché abbiamo governato l’Italia in questi 20 mesi e prima dal’96 al 2001, ma anche perché governiamo 14 regioni su 20, il 60 per cento delle province italiane».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Infatti lei si inalbera quando le parlano di una “questione settentrionale”, di un problema nord per il centrosinistra.&lt;br /&gt;
 Anche di recente ha ribattuto che si tratta semmai di difficoltà concentrate al lombardo-veneto.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«E che non riguardano nemmeno tutto il Veneto. Ricordo che governiamo oltre la metà degli 8000 comuni italiani e, se guardo al nord, le regioni sono otto e ne governiamo sei.&lt;br /&gt;
 E lo stesso vale per le grandi città: il centrosinistra, se togli Milano e Trieste, governa Genova, Torino, Venezia, Padova. Ma anche Trento, Bolzano, Pordenone, Udine. &lt;br /&gt;
In Lombardia abbiamo comunque cinque amministrazioni provinciali su dieci, compresa quella di Milano.&lt;br /&gt;
 Il vero problema del nord non è quello che si identifichi nel centrodestra ma è che il nord è più esigente nei confronti della politica.&lt;br /&gt;
 Qui c’è una società più dinamica, più forte, abituata con l’internazionalizzazione delle sue imprese a competere con quello che succede nel mondo.&lt;br /&gt;
 Una società che chiede molto di più.&lt;br /&gt;
 E lo chiede a noi come alla destra.&lt;br /&gt;
 Si deve essere in grado di corrispondere a queste aspettative».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Per farlo dovere affrontare delle questioni specifiche.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Esatto. E sono cinque. Le infrastrutture, perché qui c’è una domanda di mobilità maggiore connessa al sistema produttivo. &lt;br /&gt;
Fisco, visto che al nord c’è la maggioranza di contribuenti, sia di lavoro dipendente che di lavoro autonomo.&lt;br /&gt;
 Pubblica amministrazione, perché questa è una parte del Paese abituata a vedere cosa succede fuori e misura la pubblica amministrazione su quella tedesca, svizzera, perché gira e ogni volta che la trova inefficiente è più sensibile.&lt;br /&gt;
 Vi è poi il tema del lavoro: occorre restituirgli dignità.&lt;br /&gt;
 Per concludere con la sicurezza.&lt;br /&gt;
 Se si vuole affrontare la questione settentrionale non si può presumere da queste cinque questioni».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Su temi come infrastrutture e sicurezza, l’aver lasciato la sinistra al suo destino vi facilita un po’ le cose?&lt;br /&gt;
&lt;/b&gt;
«Certo. Su ognuno di questi cinque temi la sinistra radicale ha espresso in questi anni posizioni di retroguardia.&lt;br /&gt;
 Penso alla questione dell’alta velocità, credo sia fondamentale che l’Italia abbia un sistema analogo a quello degli altri paesi europei.&lt;br /&gt;
 Sono le cose che ho detto stasera, in un incontro molto interessante, al coordinamento degli imprenditori trentini: dobbiamo fare crescere l’Italia di più di quanto ha fatto in questi anni. &lt;br /&gt;
Cina e India crescono del 10 per cento all’anno, in Europa la crescita media è del 2, 2,5 all’anno. In Italia è più bassa».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Onorevole Fassino ci saremo tenuti per la fine la fatidica domanda sul Pd in Trentino. Non c’è...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Guardate che anche su questo non ho assolutamente nessun problema a rispondere.&lt;br /&gt;
 Noi abbiamo riconosciuto, in omaggio alla specificità trentina, una fase transitoria con tempi diversi di costruzione del Partito democratico.&lt;br /&gt;
 Chiaro che si tratta di una fase transitoria e che l’obiettivo è quello di fare partire anche qui il Pd.&lt;br /&gt;
 All’indomani delle elezioni bisognerà discutere come e quando, anche tenendo conto che in ottobre qui si torna alle urne».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Visto che si parla di Trentino c’è il problema di un’autonomia che comincia ad essere vista con invidia/antipatia dalle regioni confinanti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Come ritiene vada affrontato questo tema?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ho seguito la questione dei comuni confinanti che hanno votato i referendum per passare nella vostra regione.&lt;br /&gt;
 La linea non è quella di togliere poteri e competenze alle regioni speciali.&lt;br /&gt;
 Ma, come si è cominciato a fare con la riforma del titolo Vº aumentare le competenze di quelle ordinarie.&lt;br /&gt;
 Dopo sette anni della sua modifica occorre verificare come ha funzionato».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quindi lei valuta positivamente delle strutture anche politiche, non solo amministrative autonome, come avete fatto qui, per il Senato, alleandovi con la Svp.&lt;br /&gt;
 Qualcuno ne ha criticato le modalità&lt;/b&gt;.br /&gt;
«A mio avviso si tratta di un’alleanza ben fatta. La Svp è un partito di raccolta e come tale deve tenere assieme cittadini di lingua tedesca che possono avere orientamenti diversi. &lt;br /&gt;
Per fare questo difficilmente ci si colloca in un blocco piuttosto che in un altro. &lt;br /&gt;
Al tempo stesso la Svp sa bene che il Partito democratico è un interlocutore attento sul tema dell’autonomia».&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://trentinocorrierealpi.repubblica.it/stampa-articolo/1438970&quot;&gt;Il Trentino - Gianpaolo Tessari&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ANDREA CEFFA: La Lega ha un progetto, gli altri partiti dei programmi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/03/30/andrea-ceffa/la-lega-ha-un-progetto-gli-altri-partiti-dei-programmi/332081"></link>
  <updated>2008-03-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>332081</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Vigevano (PV) (Lista di elezione: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Andrea Ceffa sintetizza la differenza tra la Lega e tutti gli altri partiti: «Il Carroccio è l’unico ad avere un progetto: la Padania, il Federalismo, madre di tutte le riforme».
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=87906,1,1&quot;&gt;La Padania On Line&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto CASTELLI: SUGLI IMMIGRATI FINI TEORIZZA NEL NON RISPETTO DEL PROGRAMMA PDL.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/03/30/roberto-castelli/sugli-immigrati-fini-teorizza-nel-non-rispetto-del-programma-pdl/331152"></link>
  <updated>2008-03-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>331152</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Le affermazioni di Fini circa la possibilita' di trovare in Parlamento una maggioranza per far approvare il voto agli immigrati contengono un principio pericoloso poiche' Fini teorizza il non rispetto del programma''.&lt;br /&gt;
 Cosi' il presidente dei senatori della Lega Nord, Roberto Castelli, replica a Gianfranco Fini che sul voto per gli immigrati.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.2023483810&quot;&gt;adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LUCA ZAMBIANCHI: Considerazioni politiche</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/03/26/luca-zambianchi/considerazioni-politiche/331030"></link>
  <updated>2008-03-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>331030</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Forlì (FC) (Lista di elezione: FI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;PRECARIATO: siamo la nazione con il miglior sistema di assistenza sociale, con i migliori sindacalisti (almeno dicono),però se ti licenziano a 45-50 anni sei solo con te stesso e ti arrangi.Vedi ASTERIX non a caso ho scritto delle aziende e società partecipate. Se a fine anno fai la somma degli sprechi che fa il nostro comune (pensa all'Italia)in questa materia ti rendi conto come tante cose si risolverebbero.Se le &quot;fondazioni&quot; investissero i &quot;frutti&quot; dei nostri conti correnti, sulle risorse umane invece di investire solo in beni immobili ristrutturando questo o quel palazzo,oppure offrissero tassi di interesse a costo veramente basso per i ragazzi che presentano progetti di lavoro innovativi, andrebbe tutto molto meglio. Dalla parte dei giovani però esorto ad avere la voglia di scommettere su se stessi. Chi meglio di noi fa i nostri interessi.Io voglio essere messo nelle condizioni di lavorare seriamente e poi sono io che mi tutelo. Lo pretendo e mi deve essere dato. Vedi l' albero fa l'albero poi io gli faccio fare i frutti, li raccolgo li mangio li vendo li metto via per l'inverno, uso il legno per il camino...
SICUREZZA STRADALE:
Facile dire ci vorrebbero più controlli. Ci vorrebbe più senso civico.Ci vorrebbe più organizzazione.Ci vorrebbe più serietà.Proviamo...qualche esempio...Stagi del sabato sera. Io metterei i controlli nelle discoteche da parete di chi gestisce le discoteche stesse. Se mi voglio ubriacare lo faccio ma poi non devo essere messo nelle condizioni di guidare:se non mi rendo conto di essere nelle condizioni di tornare a casa o di andare in giro, qualcuno me lo deve dire e mi deve mettere nelle condizioni di smaltire la sbornia. Se all' interno del locale non ci sono aree relax dove riposare e ritornare il più normale possibile, non devo essere messo nelle condizioni di potermi ubriacare o assumere sostanze allucinogene.Basta solo non prendersi in giro. TRA: ballo,mi ubriaco,dormo,smaltisco l' abuso,guido e torno a casa E ballo, mi ubriaco, guido e forse torno a casa c'è un bel pò di differenza.
Farei comunque più controlli sulle strade.Pensa a quanti corpi dello Stato ci sono in attività vigili urbani, polizia, carabinieri, guardia di finanza...
e quanti pochi se ne vedono in giro,soprattutto quando servono: perchè? Lo sai che se per caso qui a Forlì telefoni alla Polizia perchè un ubriaco minaccia di spaccare una vetrina o qualsiasi altra cosa,interviene una pattuglia che si deve tenere in carico lo sballato fino a quando non ritorna in se se questo non ha fissa dimora?Che senso ha che i passaporti e le licenze di porto d'armi vengano rilasciate dalla questura? le gestisca il comune e quei polizziotti vadano a svolgere il lavoro per il quale sono pagati (poco).Mancano le leggi? Facciamole.
RIAPERTURA DELLE CASE CHIUSE:
SI'
RUOLO DELLA SCUOLA SULLE NUOVE GENERAZIONI:
Fondamentale se va parallelamente con la educazione della famiglia per le scuole elementari. Non si deve sostituire al nucleo familiare.
Le scuole medie inferiori sono le scuole di transizione. Si viene dai cinque anni di gioco-apprendimento e si affronta il &quot;dovere&quot; studiare, avere regole precise, imparare un metodo di studio che poi sarà utile per tutta la vita.
LE MEDIE SUPERIORI:Si è aperto il portellone dell' aereo e ci si prepara al lancio...o si va a lavorare o si va all' università. Il lancio però non è ordinato, c'è chi lo fa con il paracadute chi senza, c'è chi lo fa ad occhi ben aperti e chi ben chiusi, c'è chi lo fa come capita...NON CI SONO REGOLE. Predisponiamo di segreterie capaci di indirizzare i nostri studenti per le attitudini di ciascuno di loro nei settori che più si avvicinano alle loro esigenze? No! proviamo a farle.
UNIVERSITA': Ho già detto che non sono assolutamenta daccordo sul decentramento mentre pretenderei quello che neanch' io ho avuto: una visione di prospettive di lavoro o esperienze di lavoro che la segreteria dell'istituto dovrebbe fornire.
CERTEZZA DELLA PENA:
CERTO.
LAVORI SOCIALMENTE UTILI:
SI'. Rieducare è lo spirito e rieducazione sia, seriamente però!&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://lucazambianchi.blogspot.com/&quot;&gt;Blogger.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>WALTER VELTRONI: &quot;La presenza italiana all’estero va confermata&quot;</title>
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  <updated>2008-03-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>330762</id>
  <summary type="html">&lt;i&gt;DOMANDA: In Afghanistan la Nato chiede da tempo all’Italia un maggiore impegno militare nella guerra contro i talebani. Se dovrete governare questo paese, che farete?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;

«L’Italia deve restare impegnata nelle missioni di pace. Considero sbagliata l’idea di andar via dal Libano e di andare in Iraq. La presenza italiana all’estero è una presenza massiccia e molto importante, che va confermata».
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=6006&amp;sez=ELEZIONI2008&amp;desc_sez=Elezioni%A02008&quot;&gt;ilmessaggero.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>WALTER VELTRONI: Alzare l'età pensionabile? No</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/03/22/walter-veltroni/alzare-let%C3%A0-pensionabile-no/330744"></link>
  <updated>2008-03-22T00:00:00Z</updated>
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  <id>330744</id>
  <summary type="html">&lt;i&gt;DOMANDA: Tornerete ad alzare l’età pensionabile?&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;
«No. Anche l’ex ministro Maroni ha detto: non riapriamo questo dossier. Il problema delle pensioni in Italia è che tantissimi pensionati non ce la fanno più. Ho letto che a Milano c’è la fila degli anziani davanti ai negozi Compro Oro, si vanno a vendere le cose per arrivare a fine mese. Questo in un paese civile non è accettabile».
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=6006&amp;sez=ELEZIONI2008&amp;desc_sez=Elezioni%A02008&quot;&gt;ilmessaggero.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>WALTER VELTRONI: Abolizione delle province, tra le ricette per ridurre la spesa pubblica</title>
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  <updated>2008-03-22T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>330732</id>
  <summary type="html">&lt;i&gt;Siete in grado di indicare almeno due interventi immediati, ancorché impopolari, che ritenete indispensabili per fronteggiare l’emergenza economica?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Un intervento è la riduzione della spesa pubblica che per me significa cose concrete: riduzione dei costi della politica, abolizione delle province, livelli di efficienza nella pubblica amministrazione.&quot; (...)&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=6006&amp;sez=ELEZIONI2008&amp;desc_sez=Elezioni%A02008&quot;&gt;ilmessaggero.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>RICCARDO ILLY: «Gli elettori del Nord-est? Li abbiamo persi per sempre» - Intervista</title>
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  <updated>2008-03-21T00:00:00Z</updated>
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  <id>330660</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Friuli Venezia Giulia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Friuli Venezia Giulia (Lista di elezione: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;«È già molto se il malcontento del Nord non è sfociato in rivolta».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Presidente Illy, è diventato secessionista?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Guardi, non faccio proposte secessioniste, però osservo la situazione nel Nord-Est».&lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;Appunto, da quelle parti molti farebbero volentieri a meno di Roma.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
«Sento tanti imprenditori del Nord-Est, piccoli, medi e grandi, e tutti sono ben consapevoli delle migliori condizioni, innanzitutto fiscali, che esistono nei Paesi che ci circondano, che fanno promozione per attrarre le imprese italiane nei loro territori. E ci riescono sempre di più. Il pericolo è questo: la &quot;secessione&quot; delle nostre migliori energie verso l'estero».
&lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;Ma di chi è la colpa se il Nord non si sente rappresentato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Tutti hanno sbagliato con il Nord. &lt;br /&gt;
Perché Roma è lontana dall'Austria, dalla Francia, dalla Slovenia, ma qui noi ci siamo attaccati.&lt;br /&gt;
 E le risposte non arrivano.&lt;br /&gt;
 In cinque anni il centrodestra non ha attuato veramente il federalismo, mentre l'Unione ha fatto l'errore clamoroso di alzare le tasse. &lt;br /&gt;
È stato il punto di rottura definitivo con il Nord, qualcosa che forse neppure si aspettavano».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Definitivo, addirittura?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Non credo che il Nord se ne dimenticherà così presto.&lt;br /&gt;
 E il Pd ne pagherà le conseguenze.&lt;br /&gt;
   Perfino gli elettori di centrosinistra erano veramente arrabbiati quando hanno aumentato le tasse».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Veltroni però dice che «è caduto un muro» nel Nord-Est.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Io non arriverei a dire che è caduto un muro, anche se c'è stata senza dubbio un'inversione di tendenza. Veltroni ha saputo coinvolgere molti cittadini del Nord che dalla politica stavano lontani».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Candidare Calearo e Colaninno servirà a qualcosa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«A livello nazionale è stata una mossa giusta, perché da un segnale sulla capacità di coinvolgere gli imprenditori. Ma credo che sul territorio sollevino qualche perplessità. &lt;br /&gt;
Sì, diciamo che ho sentito molta perplessità dagli imprenditori con cui ho parlato...».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Lei si ricandida alla guida del Friuli-Venezia Giulia ma è pessimista sul Pd nel Nord-Est.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Mi pare evidente che un distacco dal Pdl ci sia ancora e sia significativo, soprattutto nel Nord. &lt;br /&gt;
Però il voto non è domani mattina per cui può ancora cambiare qualcosa».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Veltroni vuole un ministro del Nord-Est. Lei lo farebbe?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Non assumerei un ruolo di governo con questa legge elettorale che porterà a un governicchio, chiunque vinca. Poi, non credo che mi chiameranno (ride, ndr), ci sono sempre tante persone dei partiti da sistemare.&lt;br /&gt;
 E siccome io sono un indipendente...».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Perché non è entrato nel Pd?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Lo trovo un passo avanti, ma non mi sento un uomo di partito, resto un imprenditore prestato alla politica».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Ha detto che il Pd è una «scorciatoia». Cioè?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Non mi ha convinto il metodo seguito.&lt;br /&gt;
 Bisognava prima cercare un accordo sul programma con la sinistra, e solo di fronte a questa impossibilità decidere di correre da soli».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Ma perché il centrosinistra non capisce il malessere del Nord?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«La colpa è anche nostra. Qui ci si impegna nelle imprese, ma non si ritiene utile impegnarsi nella guida del Paese.&lt;br /&gt;
 Dobbiamo chiederci cosa abbiamo fatto per far arrivare le nostre istanze a Roma. La risposta è: poco».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;Nemmeno la Lega?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Per certi aspetti ci è riuscita. Se si è in parte applicato il federalismo è soprattutto grazie alla Lega». 
&lt;br /&gt;

 

&lt;b&gt;La sua ricetta per recuperare il Nord.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Cinque punti. Meno tasse sulle imprese; ridurre le aliquote previdenziali; infrastrutture; liberalizzazioni dei servizi di pubblica utilità; semplificazione della burocrazia.&lt;br /&gt;
 Abbiamo 40mila leggi, in Francia e Germania ne hanno da 5 a 7mila.&lt;br /&gt;
 La burocrazia frena lo sviluppo».&lt;br /&gt;


 

&lt;b&gt;C'è nel programma del Pd?&lt;/b&gt;

«Questo non l'ho trovato da nessuna parte».&lt;br /&gt;
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/view.php?id=119132&quot;&gt;Il Giornale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: &quot;Ripresenterò il primo giorno della nuova legislatura la terza lenzuolata&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/03/20/pier-luigi-bersani/ripresenter%C3%B2-il-primo-giorno-della-nuova-legislatura-la-terza-lenzuolata/330847"></link>
  <updated>2008-03-20T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>330847</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: L'  Ulivo) -  Ministro  Sviluppo economico (Partito: DS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sulle liberalizzazioni una collaborazione bipartisan - dice Bersani - «sarebbe assolutamente logica perché lo capiamo tutti che ci sono ingessature e posizioni di rendita che stanno aggravando la situazione». Basterebbe, insomma, evitare i «sabotaggi parlamentari» e le «manifestazioni di difesa di singole categorie» che Bersani rimprovera al centro-destra.
&lt;p&gt;

Màroni giura che molti tentennamenti che il centro-destra ha mostrato dal 2001 a oggi sono superati.
&lt;p&gt;

Il programma di Pdl e Lega mette al primo posto «la liberalizzazione dei servizi pubblici privati e pubblici, a partire dalle bollette dei consumatori». Stop ai monopoli delle exmunicipalizzate, ma i benefici devono andare ai consumatori e non a qualche nuovo campione nazionale nato dalla fusione tra vecchie aziende pubbliche.
&lt;p&gt;

Dal canto suo, Bersani annuncia:«Ripresenterò il primo giorno della nuova legislatura la terza lenzuolata che è rimasta impantanata in Parlamento con 40-50 norme importanti, fra cui l`abolizione del massimo scoperto». Ma avanti tutta anche con i servizi locali, la riforma delle professioni e quella delle Authority.
&lt;p&gt;
Maroni darà il suo sostegno a quel provvedimento, ma invita a fare le cose «con gradualità», rimproverando a Bersani di aver messo troppa carne al fuoco e tutta insieme.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pierluigibersani.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=900&quot;&gt;pierluigibersani.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Rilancero' l'Italia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/03/18/silvio-berlusconi/rilancero-litalia/330515"></link>
  <updated>2008-03-18T00:00:00Z</updated>
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  <id>330515</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FI) - Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI) (Lista di elezione: FI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La ricetta di Silvio Berlusconi per far &quot;rialzare&quot; l'Italia?&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;&quot;E' quella liberale che tutte le democrazie occidentali hanno messo in pratica per rilanciarsi negli ultimi vent'anni&quot;&lt;/b&gt;, risponde il Cavaliere, intervistato da 'Gente' per il numero domani in edicola.&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;&quot;Diminuire le tasse sulla famiglia, sul lavoro, sulle imprese - spiega - significa accrescere i consumi, la produzione, i posti di lavoro e, quindi, l'aumento delle entrate nelle casse dello Stato, da utilizzare per aiutare chi ha bisogno, per realizzare le infrastrutture, per diminuire il debito pubblico&quot;.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;&quot;Con chi mi consiglio per le scelte politiche?&lt;/b&gt; - aggiunge - &lt;b&gt;Con tutti i miei collaboratori, con gli alleati, con gli esperti delle varie materie.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; E alla fine decido io&quot;.&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ansa.it/opencms/export/site/notizie/rubriche/daassociare/visualizza_new.html_41076237.html&quot;&gt;ANSA&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Enrico BOSELLI: Più facile per noi arrivare al 5% che per Veltroni andare al governo - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/03/18/enrico-boselli/pi%C3%B9-facile-per-noi-arrivare-al-5-che-per-veltroni-andare-al-governo-intervista/330510"></link>
  <updated>2008-03-18T00:00:00Z</updated>
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  <id>330510</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: La rosa nel pugno) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;Enrico Boselli, leader del Partito Socialista e candidato premier, non sembra mostrare paura rispetto alla gara in solitaria che sta correndo. Anche se si lamenta per il trattamento mediatico che ritiene non sia adeguato.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Boselli, la ascoltiamo. Però ammetterà che non si gioca proprio il primo posto.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
I sondaggi li prendo con le pinze. &lt;br /&gt;
Perché due anni fa sballarono completamente. &lt;br /&gt;
Veltroni parla di rimonta travolgente, ma ha 8 punti di distacco. &lt;br /&gt;
Se lui parla di vittoria, anche io posso parlare di travolgente risultato che ci aspetta.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Diciamo che in termini calcistici lei si gioca il posto Uefa con la Santanchè.&lt;br /&gt;
 Ha dati diversi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Credo che ci sia un uso politico dei sondaggi. &lt;br /&gt;
Quello che so per certo è che c’è una gran parte di elettori che ancora non ha scelto e che noi possiamo arrivare tranquillamente al 5-6%.&lt;br /&gt;

I sondaggi dicono che state intorno al 2%.&lt;br /&gt;

Non lo considero uno scenario realistico.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Suvvia Boselli, il 5-6% è tanto.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Allora mettiamola così: è più facile che io prenda il 5% piuttosto che Veltroni vada a palazzo Chigi.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;In molti si aspettavano che sarebbe andato al loft per pregare Veltroni di avere 5-6 deputati.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; Sarebbe stato più comodo, no?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

I retroscena che disegnavano questa mia salita in ginocchio erano tutti suggeriti da Goffredo Bettini.&lt;br /&gt;
 Io vado da solo perché, come ha detto Emma Bonino, non sono un accattone.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Veltroni le aveva fatto una proposta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
La stessa umiliante proposta che ha fatto ai Radicali.&lt;br /&gt;
 Ma noi abbiamo una storia e una forza politica che non vogliamo far scomparire.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Pensa che Veltroni pagherà un prezzo con il Partito Socialista Europeo per non aver fatto l’alleanza con voi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Veltroni non fa parte del Pse.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Però Massimo D’Alema è vicepresidente dell’Internazionale Socialista.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

E la sua unica attività di vicepresidente la svolge non facendo l’accordo con i socialisti italiani.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Ha proprio il dente avvelenato con Pd…&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Se per questo ne ho ancora.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Dica.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Uno che preferisce l’Idv di Antonio Di Pietro ai socialisti vuol dire che ha scelto un suo marchio di denominazione controllata.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Alcuni sostengono che voi abbiate scelto di andare da soli perché è politicamente sconveniente, ma economicamente redditizio: stando sopra l’1% incasserete diversi milioni di euro di rimborso elettorale.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Questa campagna ci costerà circa 4-5 milioni di euro.&lt;br /&gt;
 2,4 ci arrivano direttamente dai 74mila iscritti che hanno pagato 30 euro ciascuno.&lt;br /&gt;
 Se avessimo accettato lo scioglimento che ci proponeva Veltroni, avremmo evitato queste spese.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Tre punti del programma del Partito Socialista diversi dagli altri?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Scuola pubblica.&lt;br /&gt;
 Vogliamo realizzare l’agenda di Lisbona e arrivare al 3% del Pil nella scuola e nell’università.&lt;br /&gt;
 Non è un no alla scuola privata, ma che se la paghi chi la frequenta. &lt;br /&gt;
Le tasse, invece, devono finanziare la scuola dello Stato.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Poi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Laicità e diritti. &lt;br /&gt;
Noi la pensiamo come Zapatero.&lt;br /&gt;
 Vogliamo introdurre il divorzio breve, difendere la 194, approvare la legge sulle unioni civili e, soprattutto, rendere chiara la distinzione tra chiesa e Stato.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Terzo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Applicare il libro bianco di Marco Biagi sul lavoro flessibile.&lt;br /&gt;
 Noi pensiamo che si possa fare un lavoro flessibile senza dover essere precari.&lt;br /&gt;
 Vogliamo difendere i 3,5 milioni di giovani che oggi sono precari.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;La laicità sembra uno dei temi su cui spingete di più.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

E non da oggi.&lt;br /&gt;
 Vogliamo vivere in un Paese dove i diritti aumentano.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;E Veltroni non li aumenterebbe?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Da sindaco di Roma ha impedito il registro delle unioni civili.&lt;br /&gt;
 I suoi colleghi di Berlino, Parigi e Londra si vergognerebbero di lui.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;A proposito di Roma: Sinistra Arcobaleno e Pd sono divisi alle politiche, ma uniti alle amministrative, mentre voi a Roma in polemica con Rutelli avete candidato Franco Grillini.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Rutelli farà peggio di Veltroni.&lt;br /&gt;
 Sulla laicità Rutelli ha un curriculum che somiglia piuttosto ad un libro nero. &lt;br /&gt;
Con Grillini candidato ci sarà una campagna elettorale vera.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Boselli, scommetto che ne ha pure per il Papa che non ha detto nulla sul Tibet…&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
Stavolta la deludo: anche perché non è mai troppo tardi. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog.panorama.it/italia/2008/03/18/boselli-piu-facile-per-noi-arrivare-al-5-che-per-veltroni-andare-al-governo/&quot;&gt;Blog_Panorama.it - Vasco Pirri Ardizzone&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Paolo GIARETTA: Nel programma del PD, parole chiare sul federalismo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/03/17/paolo-giaretta/nel-programma-del-pd-parole-chiare-sul-federalismo/330509"></link>
  <updated>2008-03-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>330509</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;«È il momento di lavorare ad un’alleanza tra la rappresentanza istituzionale e i ceti produttivi per lo sviluppo del Paese.»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Lo afferma Paolo Giaretta, segretario del Partito Democratico veneto. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;«Il federalismo è uno strumento per rendere più efficace la spesa pubblica e per introdurre una competizione virtuosa tra le diverse aree del Paese&lt;/b&gt; – continua il leader democratico.&lt;br /&gt;
 &lt;b&gt;Nel programma del PD ci sono parole chiare su questo punto, sia relative al federalismo fiscale e infrastrutturale sia relative all’efficienza della democrazia, che significa democrazia capace di decidere.&lt;br /&gt;
 In questo senso va anche la proposta di un Senato di 100 membri, scelti dalle autonomie regionali e locali, e sede della collaborazione tra lo Stato e tali autonomie.»&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=245&quot;&gt;Sito uff.le Pd Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gavino ANGIUS: Priorita' a scuola, lavoro e casa per i giovani. Gavino Angius apre la campagna elettorale in Liguria</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/03/17/gavino-angius/priorita-a-scuola-lavoro-e-casa-per-i-giovani-gavino-angius-apre-la-campagna-elettorale-in-liguria/330460"></link>
  <updated>2008-03-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>330460</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Vicepres. Senato   (Gruppo: SDSE) - Senatore (Gruppo: SDSE) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;“Una scuola pubblica che funzioni, un lavoro stabile per tutti, una casa per i giovani: sono queste le tre emergenze italiane secondo Gavino Angius, che oggi a Genova per la presentazione dei candidati della Liguria, ha illustrato in una conferenza stampa i punti programmatici del Partito.&lt;/b&gt;”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;&lt;b&gt;Poi ci sono altre due emergenze&lt;/b&gt; che vivono le famiglie italiane: la &lt;b&gt;sicurezza nei quartieri e del posto di lavoro e poi gli stipendi&lt;/b&gt; - continua Angius -, che bisogna trovare il modo di aumentarli attraverso l'uso della leva fiscale e cioè non tassando più le tredicesime e gli straordinari e gli aumenti per i prossimi cinque anni a qualsiasi titolo percepiti”.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt; “Il partito socialista - ha proseguito Angius - vuole essere una forza del socialismo europeo, simile a quella che vince dappertutto, che ha vinto ieri anche in Francia o in Spagna con Zapatero.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 &lt;b&gt;&lt;b&gt;La cosa curiosa e' che il Partito Democratico&lt;/b&gt; ha subito tenuto a dire che non erano socialisti e adesso si affannano a rincorrere Zapatero, ma nel partito di Veltroni non c'e' traccia di cio' che invece connota il programma di Zapatero, che non a caso si chiama socialista per di piu' operaio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;
&lt;b&gt; Io penso che siano necessarie grandi politiche pubbliche nel nostro Paese, una sorta di New Deal, per investire in strutture e infrastrutture, ma servono politiche pubbliche per la scuola, per la sanita', per sostenere l'impegno dei comuni - ha concluso Angius - non e' pensabile che tutto cio' che e' pubblico sia degradato.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

 &lt;b&gt;Questo, secondo noi, puo' costituire una leva economica per la ripresa economica del paese”.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitosocialista.it/site/artId__356/306/Primo-piano.aspx&quot;&gt;Sito Uff.le Partito Socialista&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Giulio TREMONTI: &quot;Tra noi e il Pd intese possibili sull’economia&quot; - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/03/15/giulio-tremonti/tra-noi-e-il-pd-intese-possibili-sull%E2%80%99economia-intervista/330386"></link>
  <updated>2008-03-15T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>330386</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Vicepres. Camera   (Gruppo: FI) - Deputato (Gruppo: FI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;«Ma questa sinistra pare
sbarcata a Disneyland»
&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Professor Giulio Tremonti, si è molto parlato di una somiglianza fra il programma del Pd e del Pdl. Parlando solo di contenuti, qual è la differenza più importante fra i due programmi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Quello del Pd è scritto sull’ipotesi di perdere le elezioni, il nostro sulla concreta eventualità di una vittoria. Ne consegue che il nostro programma contiene il presupposto di una crisi economica che potrebbe aggravarsi, è sottoposto ai vincoli imposti dal trattato europeo, dai conti pubblici e dai mercati finanziari. Per questo gli obiettivi sono definiti in termini di gradualità e fattibilità, per un totale prudenziale di 20-30 miliardi. La grande differenza? Noi parliamo di crisi, loro di miracolo. La sinistra sembra sbarcata a Disneyland».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Enrico Morando ha recentemente distinto tra il suo libro (“La paura e la speranza”) e il programma del Pdl. Si dichiara in relativa sintonia col primo e non col secondo. Qual è il punto principale di sintonia con il programma di Veltroni, steso da Morando?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«E’ stato detto che il loro programma è copiato dal nostro. Può anche essere. In ogni caso in politica non esiste copyright. In realtà il problema non sta in quello che hanno scritto, ma nella credibilità che avrebbero nel realizzarlo. I precedenti non sono proprio a loro favore. Parlano come se fossero all’opposizione, dimenticando che sono ancora maggioranza. Come se avessero avuto un indulto politico. Poi il libro è una cosa, il programma un’altra. In entrambi si propone comunque di intervenire sull’Unione Europea perché difenda la produzione europea contro la concorrenza asimmetrica che viene dall’Asia. Noi chiediamo solo che l’Europa faccia come l’America, che all’interno del Wto protegge la sua produzione. Solo questo».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Però l’hanno accusata di protezionismo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«E’ un argomento falso e strumentale, la prova che non hanno nient’altro da dire. Protezionismo significa uscire dal mercato. Noi, restandoci dentro, sappiamo però che un eccesso di regole spiazza la nostra produzione e crea costi artificiali addizionali. L’Europa eviti di autosuicidarsi e chieda maggiori simmetrie. Lo ha capito anche il ministro Bonino che ha chiesto a Bruxelles dazi antidumping sui compressori ad aria provenienti dalla Cina». &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Se doveste fare un governissimo con il Pd, cosa che nessuno esclude tassativamente, quale dovrebbe essere il punto di maggior attrito e di differenziazione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«La sua è un’ipotesi scolastica. Comunque le grandi coalizioni sono agende economiche che su tempi e oggetti definiti stabiliscono un percorso comune. Ferme le differenze tra sinistra e destra, ferme le differenze su valori e princìpi, un’agenda economica sarebbe in teoria fattibile in termini relativamente omogenei». &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Anche sulle liberalizzazioni nei servizi pubblici locali?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Nel 2001 è stata la nostra proposta, si è scontrata contro il Titolo V. Il disegno di legge del ministro Lanzillotta ha ripreso la nostra proposta. Ma si è piantato in Parlamento. Comunque escludeva l’acqua, su cui pesava il veto ideologico e ancestrale della sinistra radicale». &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Nel suo libro si critica la proposta del professor Pietro Ichino di creare un’autorità esterna per affrontare il problema dei fannulloni e dell’inefficienza della Pubblica Amministrazione. Qual è la vostra soluzione in merito? Sarebbe possibile combinare le vostre idee con quella di Ichino?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Noi proponiamo di “abrogare” il ‘68, attraverso leggi che ricostruiscano le catene di comando, di controllo e responsabilità dentro la Pubblica Amministrazione, riportando all’attualità la figura centrale e antica del “capo dell’ufficio” che risponde insieme davanti ai cittadini e ai suoi superiori. Occorrono gerarchia e responsabilità. Sono scettico sulla proliferazione delle autorità. E’ stata più utile la Casta e il suo effetto di aver introdotto meccanismi di remora, aver scatenato una reazione dei cittadini su cui bisogna puntare molto. Il mio non è un no a priori su un’autorità esterna, ma credo che sia introducibile solo come ultima istanza di intervento».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L’Osservatorio del Nord Ovest ha stimato sprechi nella Pubblica Amministrazione per almeno 80 miliardi all’anno su 500 miliardi di spesa. Nel caso vinca il Pdl qual è l’ordine di grandezza di riduzione degli sprechi nel quinquennio?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«A essere realistici tra 1 e 2 punti di Pil, circa 30 miliardi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Siete molto prudenti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 
«Non vedo alternative. Siamo legati dalle competenze regionali dettate dal dannosissimo Titolo V della Costituzione. Chiederemo più risparmio alle Regioni dove gli sprechi sono maggiori. Servono strumenti per rendere effettivi i vincoli, penso ai commissariamenti delle “regioni canaglia”, ma anche a interventi incisivi dentro la conferenza Stato-Regioni dove è maturata l’idea che non tutti possono essere trattati allo stesso modo. Poi, ovvio, serve gradualità».&lt;br /&gt;
 
&lt;b&gt;
In Italia l’ordine di grandezza dell’evasione fiscale è di almeno 80 miliardi. Quanto si può pensare di recuperare in una legislatura?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Mentre sugli sprechi ci si può porre obiettivi di partenza, sulla lotta all’evasione i conti si fanno dopo, sui risultati ottenuti e non sulle grida. E’ fondamentale approntare strumenti nuovi. Bisogna continuare sulla strada giusta aperta da noi della nazionalizzazione della riscossione e della partecipazione dei Comuni all’accertamento. Infine vanno rifatti gli studi di settore, costruendoli dal basso. Quanto guadagna un maestro di sci di Bressanone, lo sanno a Bressanone non a Roma. Sarebbero più realistici e attiverebbero un grande meccanismo di controllo da parte dell’opinione pubblica. Però, nonostante l’accertamento su Valentino Rossi sia iniziato quando al ministero c’ero io, non l’avrei mai dato in pasto ai giornali. Questione di stile».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Come risponde agli economisti de Lavoce.info che chiedono di non fare più condoni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non ci sono più presupposti per fare condoni».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Sgravi fiscali: qual è la priorità?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Sono due: l’abolizione dell’Ici sulla prima casa, per trasmettere un messaggio di equità e civiltà; la detassazione degli straordinari legati alla produttività. In un secondo tempo sarà fondamentale togliere almeno l’Irap sulle perdite».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Ma così non si ridurrebbe granché la pressione fiscale sulle imprese.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«I governi europei contemporanei non fanno l’economia. L’economia la fa l’economia. Hanno però il potere-dovere di fare la piattaforma su cui si fa l’economia. Nel grande andare ci sono due interventi fondamentali: la riforma costituzionale del Titolo V, che ci spiazza e ci penalizza. L’altro è il passaggio al nucleare».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Cosa farete su articolo 18 e Statuto dei Lavoratori? Si ha l’impressione che nel Pdl le posizioni siano piuttosto diverse e che la sua sia la più conservatrice dell’esistente, è così?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;

«Ho sempre sostenuto che è migliore la libertà di assumere rispetto alla libertà di licenziare. Non credo che l’eliminazione dell’articolo 18, una norma largamente sopravvalutata, sia una priorità. Del resto la struttura sociale europea non è preparata a una forsennata mobilità». &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Non servono meccanismi di scongelamento almeno nella Pubblica Amministrazione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Oggi nel pubblico impiego ci sono i concorsi e i diritti. Devono entrare anche i doveri, con sanzioni forti per chi devia. E poi la mobilità come criterio generale che può e deve essere applicato».&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200803articoli/31030girata.asp&quot;&gt;LaStampa.it - Luca Ricolfi&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Luigi Scotti: I PROGRAMMI DELLE FORMAZIONI POLITICHE MI LASCIANO FREDDO</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/03/14/luigi-scotti/i-programmi-delle-formazioni-politiche-mi-lasciano-freddo/330381"></link>
  <updated>2008-03-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>330381</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Giustizia (Partito: PDCI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Roma - &lt;b&gt;&quot;I programmi di tutte le formazioni politiche mi lasciano freddo&quot;.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 E' quanto &lt;b&gt;ha affermato il ministro della Giustizia Luigi Scotti&lt;/b&gt; intervenendo a un convegno organizzato dall'Unione camere penali italiane.&lt;br /&gt;
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=1.0.1975459456&quot;&gt;Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>WALTER VELTRONI: &quot;Berlusconi? Non ha più voglia. Punta a vincere non a cambiare il Paese.&quot; - Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/03/13/walter-veltroni/berlusconi-non-ha-pi%C3%B9-voglia-punta-a-vincere-non-a-cambiare-il-paese-intervista/330334"></link>
  <updated>2008-03-13T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>330334</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Sabato il sindaco di Venezia Massimo Cacciari ha parlato di federalismo, ieri quello di Padova Flavio Zanonato ha insistito sul tema: lei invece su questo argomento nel suo tour a Nordest non si è espresso. Teme che parlando di federalismo possa perdere voti al Sud?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Assolutamente no. Il fatto è che questo e altri argomenti sui quali si è parlato troppo, e ai quali non sono corrisposti dei fatti, finiscono per perdere il loro significato reale. Sono convinto che dobbiamo fare un passo avanti soprattutto sul piano del federalismo fiscale. In sede parlamentare si è fatto un grande lavoro sull'attuazione dell'articolo 119 della Costituzione, e siamo veramente a un passo dal trovare una soluzione definitiva. Il federalismo fiscale è la soluzione alle esigenze di molte aree del paese nelle quali si ritiene che producendo e avendo bisogno di servizi, questo possa avvenire più ragionevolmente non attraverso la logica dei trasferimenti ma attraverso quella della permanenza delle risorse e delle compartecipazioni. Ho fatto l'esempio della struttura che si è fatta in Lombardia per quanto riguarda le opere pubbliche, e penso che si debba fare qualcosa di analogo per altri settori. Il federalismo deve smettere di essere un'ideologia e deve diventare una serie di decisioni pratiche. Si è sciaguratamente accompagnato in certe manifestazioni politiche alla parola secessione, e questo ha fatto enormemente male al federalismo e ha evocato spinte di alcuni comuni orientati con il voto referendario ad andare in altre regioni. Se si ideologizza una cosa razionale e moderna come il federalismo e lo si brandisce politicamente, diventa una cosa estremamente rischiosa. Deve invece essere una delle nuove forme di organizzazione di uno stato moderno ed efficiente. Il mio governo farà immediati passi avanti in questa direzione».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Se dovesse spiegare a un cittadino cosa cambierà nella sua vita con il federalismo, cosa direbbe?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Che una parte delle risorse che produce restano nel suo territorio per pagare i servizi fondamentali. Al tempo stesso lo Stato si deve impegnare a fare un patto con una regione come il Veneto su alcune questioni, ad esempio quelle infrastrutturali, che sono le più urgenti. Ed è quello che chiede tra gli altri anche il presidente di Confindustria Veneto, Riello. Il cittadino deve toccare con mano che al suo impegno devono corrispondere servizi di dimensione, efficienza e qualità analoghi. Ciò non può avvenire che con il federalismo fiscale, naturalmente in un quadro di solidarietà nazionale. Per questo dico che è sciagurata la posizione di chi dice che il 90\% delle risorse deve restare qui: chi lo dice sa benissimo che non è possibile. Ma il rapporto tra ciò che si produce e la qualità dei servizi deve riallinearsi».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;È d'accordo anche su un federalismo variabile, che si applichi prima nelle regioni che sono già in grado di farlo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Sì, come sono d'accordo sull'idea di Europa a due velocità. Se aspettiamo che tutti i Paesi si uniformino in alto, non ci arriveremo mai. Ma conta molto anche il contesto, il modo in cui si presenta questa questione al resto del Paese: se avverte che è una forma di divisione o di egoismo sociale, reagisce male. Se invece capisce che è una risorsa per tutti in un contesto che non finge di ignorare i problemi della finanza pubblica, e che può dare un risultato positivo per tutti, consente più facilmente la scelta di applicazione di un federalismo fiscale».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Nel suo programma per quanto riguarda il federalismo si parla di &quot;compartecipazioni dinamiche&quot;, e che ciascun territorio potrà completare il finanziamento dei servizi pubblici: con il debito che si ritrova l'Italia, non c'è il rischio che sia un metodo per trasferirlo ai Comuni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Non è certo questa l'idea. Tra l'altro il debito è sceso al 103\% ed è una buona notizia, ma siamo ancora molto lontani dagli obbiettivi e anche per questo il federalismo fiscale è una tappa fondamentale. Compartecipazione dinamica significa verificare se per esempio incrementi dell'Iva che si determinano in una regione possono avere dei riscontri positivi sui dati del federalismo fiscale».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La scelta del Governatore&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il governatore del Veneto, Galan, ha accettato di candidarsi vincolando la sua presenza al fatto che nei primi cento giorni l'eventuale governo Berlusconi compia determinate scelte federaliste. A prescindere da chi vincerà, il federalismo è uno dei tavoli su cui aprire un confronto tra maggioranza e opposizione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Essendo materia costituzionale, al pari delle altre deve essere sottratta al gioco maggioranza-opposizione. Centrodestra e centrosinistra hanno sbagliato a fare riforme a colpi di maggioranza. La costituzione non la cambia chi vince le elezioni: le regole del gioco si scrivono insieme, altrimenti finiamo a ricontare le schede come abbiamo fatto grottescamente per anni. Non si può continuare con tre senatori che contano più di milioni di persone. Penso che nella prossima legislatura l'opposizione, quale che sia, dovrà avere la presidenza di un ramo del parlamento, delle commissioni parlamentari, e penso che i leader debbano consultarsi su questioni di interesse generale per il Paese. Penso a una democrazia civile, in cui non ci siano urla e programmi strappati, ma una normale dialettica. Per quanto riguarda Galan, ho l'impressione di undejà-vu. Ha sostenuto la stessa cosa alle scorse elezioni. Inutile girarci intorno: si doveva candidare, e si è candidato. Una scelta non felice: o si fa il governatore o ci si candida al Parlamento. Ho letto le ipotesi sui ministri del governo Berlusconi: tutti volti noti, persone già viste all'opera. È la prosecuzione di un quindicennio non brillante, durante il quale l'Italia si è bruciata l'11 per cento di Pil in una logica di conservazione, di bipolarismo finto, in una logica di demonizzazione dell'avversario».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ma in questo periodo il centrosinistra ha governato per una buona parte...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Lo dico io per primo. Si sono fatte coalizioni nate l'una contro l'altra, di qua si andava da Mastella a Caruso, di là dalla Mussolini a Gianni Letta. Solo che noi abbiamo deciso di chiudere la collaborazione con la sinistra, mentre di là, dalla Mussolini a Gianni Letta sono rimasti in un solo partito. Noi siamo usciti dal quindicennio, non avremo il problema di assegnare un ministro alla Lega, uno ad An, e così via. Siamo un partito e potremo fare la nostra scelta riformista come Zapatero, Blair, Clinton».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La sicurezza non ha colore&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;In questi giorni lei ha detto basta con lo Stato indulgente. Ci dice almeno due iniziative in tema di sicurezza, che promette di realizzare nei primi cento giorni di governo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Una è già pronta e riguarda la lotta alla pedofilia. È un fenomeno sottovalutato e che emerge solo quando la cronaca lo porta alla ribalta. Ci sono un migliaio di casi all'anno ed è una cifra inaccettabile. Abbiamo preparato un disegno di legge con un forte inasprimento delle pene, ma anche elementi di correzione: ad esempio il fatto che la prescrizione scatta al 18° anno di età della vittima, in modo che le violenze che avvengono in ambito famigliare possano essere denunciate dalla vittima anche quando è cresciuta. Poi ci sono altre tre grandi questioni: una è l'uso delle tecnologie. Con il wi-fi e il wi-max si può coprire senza violazione della privacy praticamente tutto il territorio. Vogliamo che qualsiasi cittadino si possa dotare di un piccolo strumento, una specie di portachiavi, tramite il quale se si trova in una situazione di pericolo entra in rete e il segnale arriva alle forze dell'ordine. Poi intendiamo indirizzare prevalentemente al Nord le 4.500 unità di polizia assunte con la legge Finanziaria del 2007. Infine c'è il problema della certezza delle pene: non è possibile che, come si è letto sui giornali nei giorni scorsi, un giudice ci metta 7 anni e 8 mesi per scrivere una sentenza e questo consenta a un gruppo di mafiosi di uscire di galera. Nei casi di pericolosità sociale devono scattare elementi di tutela dei cittadini».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;E devono scattare anche provvedimenti nei confronti dei magistrati?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«In casi simili, sì. Non vi può essere un'area non criticabile e non punibile. Deve scattare una sanzione: non può essere che un magistrato si renda responsabile di una cosa simile. Tra l'altro, nella vicenda che ho ricordato, contro il magistrato era scattato un procedimento presso il Csm, che però non aveva avuto esito».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;È vero che state pensando a un provvedimento per una sorta di corsia privilegiata nei casi di reati particolarmente gravi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Nel pacchetto sicurezza che sosterremo c'è l'attribuzione a un giudice monocratico dei processi su reati particolarmente efferati, per velocizzare i tempi della giustizia».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Non crede che da parte della sinistra ci sia stata una sottovalutazione e un approccio ideologico del problema legato alla criminalità straniera?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Sì. Sono stato bersagliato di varie ingiurie per aver sostenuto il pacchetto sicurezza che il governo ha approvato. Deve essere garantita l'accoglienza degli stranieri che vengono in Italia per lavorare, e in questo la Bossi-Fini non ha funzionato come dimostra l'aumento dei clandestini; ma bisogna essere molto severi nei confronti di chi viene qui per fare altro. Non c'è giustificazionismo sociale che tenga: tra chi subisce un atto di violenza e chi lo fa, il più debole è sempre chi lo subisce. Bisogna applicare integralmente ciò che è previsto nel pacchetto sicurezza, che è molto importante e molto avanzato. Si è atteso troppo tempo prima di approvarlo. Penso che non sia una questione ideologica: ha sbagliato la sinistra e ha sbagliato certa cultura della destra ad animare un atteggiamento anti-immigrati. I reati sono reati, chiunque li compia: nessuna giustificazione, ma nessuna caccia agli immigrati».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Le agenzie per gli stranieri&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Qual è la vostra proposta per la gestione dei flussi migratori?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Oggi per assumere una persona devo immaginare che questa stia a Manila e che là entri in possesso di un contratto di lavoro. È irrealistico, non funziona mai così. Noi vogliamo che ci siano agenzie accreditate, in Italia e con terminali nei Paesi di forte emigrazione, che svolgano la funzione di mediatori contrattuali. Più facile l'accesso per chi vuole lavorare, più duri nei confronti della clandestinità».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;E i Cpt resteranno aperti?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non ho mai proposto di chiuderli, certo non devono essere luoghi disumani e mi auguro che un giorno non ce ne sia più bisogno. Ma i Cpt in Italia sono uno strumento necessario nel contrasto verso un fenomeno che non è certamente virtuoso come la clandestinità».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Come si fa a rimandare a casa coloro che non hanno diritto di restare in Italia?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Il problema è di numeri. Da sindaco di Roma avevo segnalato sia al governo Berlusconi che al governo Prodi il fatto che dopo l'ingresso della Romania nell'Ue il flusso era diventato difficilmente governabile. Ma un po' le norme farraginose, un po' il numero delle persone, rendono molto difficili i rimpatrii. Perciò bisogna lavorare a monte. Ci sono anche gli accordi tra Stati: con Amato si sono fatti passi importanti, anche Pisanu aveva fatto cose buone, ma bisogna intensificare i rapporti bilaterali per il reingresso perché ancora con molti Paesi non ci siamo».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Gli uomini e le poltrone&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Sulla stampa stanno uscendo le prime indiscrezioni su possibili ministri di un governo Berlusconi. Tra questi c'è l'amministratore delegato di Intesa San Paolo, Corrado Passera. C'è qualcuno non schierato con il PD che le piacerebbe avere come ministro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«È ancora presto per fare nomi. Vogliamo solo che si capisca che stiamo costruendo un partito nuovo: e la candidatura di Calearo con noi è il segno di qualcosa di cui ho avuto traccia in questi giorni. L'accoglienza è stata inusuale, quasi tutti si aspettavano il contrario. Come le candidature di Pietro Ichino, o di prefetti come Serra e De Sena, fanno parte di una idea nuova, di una forza riformista e democratica, che tiene uniti lavoratori dipendenti e autonomi, che superi le contrapposizioni artificiali introdotte per puro lucro politico. Mi interessa consentire al mio Paese di aprire un ciclo politico nuovo, con meotodi nuovi. Peggio della candidatura di Ciarrapico c'è la motivazione: siccome è un editore si porta dietro i giornali, e allora lo mettiamo in lista. L'obbiettivo del Pdl non è migliorare il Paese, ma vincere le elezioni. Per me invece è aprire un ciclo politico nuovo. Noi possiamo finalmente per la prima volta dire che cosa pensiamo del futuro dell'Italia, con un linguaggio che non usa i toni bellicosi e sanguinari degli ultimi 15 anni. Chi presiede questa Regione, se fosse animato da una cultura istituzionale e non di parte, dovrebbe vederlo come un fatto positivo. Più c'è consenso attorno alle istanze del Nordest produttivo che chiede di essere liberato dalle pastoie burocratiche, attorno all'idea di un fisco meno oppressivo, e meglio è»&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il mandato del presidente di Confindustria, Luca di Montezemolo, scade a maggio: il PD potrebbe offrirgli un posto da ministro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«No, no, ribadisco che è ancora un po' presto per fare i nomi dei ministri, anche se qualcuno lo farò prima del voto. Ma una cosa la voglio dire qui alGazzettino: nel mio governo ci sarà un ministro del Veneto e del Nordest. Non so se sarà un uomo o una donna, un politico o un imprenditore o un amministratore, ma ci sarà. Perché non è possibile che questa parte del Paese dopo Tiziano Treu e Paolo Costa, ovvero da 10 anni, non abbia più avuto un ministro. È importante che un governo che punta alla crescita del Paese abbia dentro di sè la parte produttivamente più dinamica del Paese stesso. È un impegno che prendo e non a caso lo faccio alla fine del tour nel Nordest. Non voglio che sembri unacaptatio benevolentiae: è un impegno reale e corrisponde all'idea di riunire e ricucire il Paese. Il fatto che alcune forze politiche abbiano teso a rendere politicamente isolata questa parte del Paese rispetto all'altra è stato un grave errore. Il Nordest deve ritornare ad essere centrale in tutto il Paese, con una vocazione di leadership e non di separazione».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Il cinema e il campanile&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Da sindaco di Roma però ha dato vita allo &quot;sgarbo&quot; della Festa del cinema in contrapposizione alla Mostra del cinema di Venezia.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Ma perché dite questo? Sapete benissimo che non è così. Purtroppo questo è lo spirito del Paese, che ha paura di qualsiasi cosa nuova, bloccato e inchiodato dal suo atteggiamento conservatore. Si è fatta la Festa di Roma e cosa è cambiato? Assolutamente nulla. Non ha preso una lira dallo Stato, ha stimolato tutti a fare meglio, mai come in questo ultimo anno Venezia, Torino e Roma sono andate così bene. Mai è andato così bene il cinema italiano, i turisti e gli appassionati sono stati contenti: dov'è il problema? In questo Paese è così per tutto: la prima parola è &quot;no&quot;. La Tav? No. Il parcheggio? No. La Festa del Cinema? No. Cominciamo a dire dei sì, a recuperare la voglia di rischiare, di fare».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Non pensa che la responsabilità di questa frattura con il Nordest sia anche di alcuni esponenti del centrosinistra che fino a poche settimane fa dipingevano la gente di queste parti come ignoranti ed evasori fiscali incalliti, privi di senso dello Stato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Il mio è un linguaggio diverso, è il linguaggio del PD: io sono per girare pagina e guardare avanti. La mia diagnosi è preoccupata e fiduciosa allo stesso tempo: la situazione è molto, molto difficile. Petrolio e grano alle stelle, dollaro deprezzato del 30\%: siamo in una situazione che definire di recessione è poco. La responsabilità è anche di chi ha governato gli Usa: in quel Paese si apre un nuovo ciclo, e anche in Italia è necessario aprire una stagione di riforme che solo il PD è in grado di assicurare. Serve una maggiore semplicità dello Stato. L'esempio è quello di un'impresa che deve potersi aprire in un giorno: fare 80 adempimenti per aprire una carrozzeria è insostenibile. Poi serve un sistema fiscale che aiuti le imprese a produrre, con tre strumenti da attivare subito: forfettizzazione fiscale per i redditi fino a 50mila euro annui, la non reiterazione degli accertamenti, la non retrodatabilità. Sono cose che queste terre chiedono da anni, e che noi abbiamo inserito in un pacchetto di misure fiscali coperte da tagli di spese. Vogliamo aggredire la spesa pubblica seriamente. Ma solo chi ha l'energia, la forza e la voglia può farlo: chi ha invece l'obbiettivo di governicchiare come si è fatto negli ultimi 15 anni, non lo può fare».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Le riforme sbagliate&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Il suo programma di riforme ne prevede alcune, come la riduzione del numero dei parlamentari e il Senato delle regioni, che il governo Berlusconi aveva varato e che il centrosinistra ha cancellato con un referendum. La raccolta di quelle firme è stato un errore?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«L'errore è stato fatto a monte: non si fanno riforme a colpi di maggioranza. E quelle riforme contenevano anche cose profondamente sbagliate: se parlate con le persone più sagge ed equilibrate del centrodestra, vi diranno che hanno dovuto fare concessioni alla Lega che non condividevano. Da qui è venuto fuori quel pasticcio. Rimettiamo l'orologio dove si può mettere. Tanto più sulla base di questi sondaggi, è reale la possibilità di un Paese che si governa con tre voti di maggioranza: se il Paese sarà ingovernabile, stavolta non sarà colpa di tutti, ma di chi ha fatto prevalere le ragioni di partito».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Per questo c'è un grande feeling tra lei e Gianni Letta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«In qualche misura sì. Anche se poi ieri ho scoperto che c'è lui dietro l'idea di candidare Ciarrapico, e questo mi ha lasciato un po' basito. Ma questo Paese è pieno di persone così. Quelli che vogliono fare a botte sono una minoranza; la maggioranza vuole un Paese normale».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Quindi è contento di essersi riconciliato con il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, che ha criticato alcune candidature?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Con Massimo non c'è bisogno di abbracciarci, siamo da sempre sulla stessa linea e insieme abbiamo sempre creduto nel Partito Democratico anche quando non ci credeva nessuno. Non c'è nessuna divisione da ricucire».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Vede per lui un ruolo specifico nel PD?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«È senza dubbio una delle persone più importanti del partito».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La Lega dice che lei è troppo romano per capire il Veneto.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«È assurdo pensare che uno non riesca a capire un pezzo del Paese solo perché è nato da un'altra parte. Vedo molti parlamentari della Lega a cena nei ristoranti e nei salotti di Roma, e non mi stupisce che si trovino bene. Quando sono lì i propositi secessionisti sono abbastanza annacquati...».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Cosa le fa pensare di aver fatto breccia in una terra che conserva ancora una forte impronta &quot;confessionale&quot; cattolica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ma davvero abbiamo l'interesse che ci siano ancora le divisioni da anni '50? Se l'Italia resterà prigioniera del passato, andrà a fondo. Un grande partito è per sua natura pluralista, e considero utile chi porta il proprio pensiero religioso. Sono necessarie laicità dello Stato e apertura al punto di vista religioso: poi spetta allo Stato laico trovare la mediazione. Per me in questo viaggio è importante il risultato elettorale, ma ancor di più che si ricostruisca il rapporto tra la parte più produttiva del Paese e un soggetto come il PD: che non ci sia separazione, ostilità. Farò sempre tutto il possibile per cucire».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;La linea del PD &quot;solitario&quot; varrà anche per le future elezioni amministrative?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«A livello locale si affrontano temi diversi: in qualche caso si andrà da soli, in altri ci potremo alleare con qualcuno».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Lei ha detto che in questi anni si è «governicchiato». Ma qual è il suo giudizio sul governo Prodi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ha fatto il lavoro più duro avendo trovato situazioni di bilancio spaventose, il centrodestra aveva lasciato condizioni devastanti: e ha risanato i conti. Il governo in quanto tale è stato una cosa, la maggioranza invece era un disastro; aveva una tale confusione politica che ha penalizzato l'azione di governo. Non deve accadere mai più che ministri vadano in piazza contro il governo. Se non avessi fatto la scelta che ho fatto, voi stareste raccontando la stessa campagna elettorale degli ultimi 15 anni. Credo che questo merito mi vada riconosciuto».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Le ipotesi sul dopo-elezioni&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Cosa accadrà se doveste vincere con una maggioranza esile al Senato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Si dovrà fare comunque un tragitto di riforme istituzionali. Diremo alle forze di opposizione: &quot;creiamo un clima civile, con garanzie costituzionali quali la presidenza di un ramo del parlamento e delle commissioni di controllo&quot;. E poi ci rivediamo alle prossime elezioni».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Quindi un governo Veltroni-Berlusconi è impossibile?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Sì, è impossibile».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Berlusconi dà l'impressione di non fare una campagna elettorale aggressiva come le altre volte. Perché, secondo lei?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Ho la sensazione che non ne abbia voglia. Spera solo che arrivino presto le elezioni, e vincerle. La vicenda Ciarrapico, per esempio, è imbarazzante anche per il suo principale alleato: oggi Ciarrapico dice a Fini che è &quot;uno sguattero&quot;. Ma come si fa a rimettersi lì, con dodici partiti, e tenere insieme la Lega Nord e la Lega Sud, Ciarrapico e Fini, la Mussolini e Bossi... No, Berlusconi non ne ha più voglia. Non ha né la forza né la volontà di cambiare il Paese: solo di vincere le elezioni».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E a fianco dei prefetti presenta il &quot;pacchetto sicurezza&quot;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



La scelta del luogo è simbolica: quella Verona guidata dal sindaco leghista Flavio Tosi portabandiera della legalità e della sicurezza in salsa padana. Walter Veltroni si è circondato anche di altri &quot;simboli&quot; in carne e ossa per presentare in campagna elettorale il programma sulla sicurezza del PD: al suo fianco c'erano tra gli altri gli ex prefetti Serra e De Sena. «La sicurezza dei cittadini non è questione né di destra né di sinistra - ha ribadito Veltroni -, ma un diritto fondamentale di ogni cittadino italiano. Per aver detto questa semplice verità ci siamo presi un sacco di improperi dall'altra parte».
Il Pd riprende in pratica parte del progetto sulla sicurezza presentato dal governo Prodi e non approvato per gli ostacoli posti da alcuni partiti della sinistra. Sei sono le proposte contenute nel pacchetto: aumentare risorse per le forze di sicurezza che devono essere razionalizzate; i patti per la sicurezza devono essere approvati in ogni capoluogo di provincia; misure di sicurezza per imprenditori e commercianti per l'utilizzo della telesorveglianza e delle nuove tecnologie; la realizzazione di un nuovo modello di sicurezza integrata; l'utilizzazione delle forze di polizia dove serve di più nel territorio e, soprattutto, al nord ed un nuovo governo dell'immigrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;






In serata, a Trento, un gruppetto di leghisti e di disobbedienti No Tav hanno fischiato Veltroni mentre era impegnato in una manifestazione elettorale in piazza Battisti. I due gruppetti sono stati subito coperti dagli applausi della gente che riempiva la piazza. «Credo che questa è l'Italia che molti vogliono lasciarsi alle spalle - ha commentato il leader del PD -, l'intolleranza, lo spirito di conservatorismo, l'idea che in Italia nulla si deve muovere».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;






Veltroni ieri ha anche commentato un sondaggio Swg che indica un recupero della sua coalizione rispetto allo schieramento guidato da Silvio Berlusconi. «Il distacco tra i due poli è passato da 5,5-8 punti a 4-5 punti in cinque giorni. A subire una perdita consistente è il Popolo della Libertà, sceso al 34,5-35\% dal precedente 36-37\%. In crescita invece la Lega Nord, che passa dal 6-6,5\% al 7\%. La coalizione Partito Democratico-Italia dei Valori è salita al 38-38,5\% dal 36,5-38\% di cinque giorni fa. Ma la cosa più significativo è che il PD e il Pdl sono sostanzialmente alla pari: la differenza la fanno i voti degli alleati».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
















































































































&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=HG2HK&quot;&gt;Il Gazzettino ed. naz.le&lt;/a&gt;</summary>
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