<?xml version="1.0" encoding="UTF-8" ?>
<feed xmlns="http://www.w3.org/2005/Atom" xml:lang="en">
  <title>Openpolis - Argomento: an</title>
  <link rel="alternate" href="http://www.openpolis.it/"></link>
  <link rel="self" href="http://politici.openpolis.it/feed/tagDeclarations/716"></link>
  <id>http://www.openpolis.it/</id>
  <updated>2012-04-24T00:00:00Z</updated>
<entry>
  <title>Silvio BERLUSCONI: Se si vota a ottobre vince la sinistra</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/24/silvio-berlusconi/se-si-vota-a-ottobre-vince-la-sinistra/626895"></link>
  <updated>2012-04-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626895</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Se si andasse a elezioni a ottobre la sinistra potrebbe vincere, con questa legge elettorale, visto che la Lega masochisticamente ha deciso di andare alle amministrative da sola e Fini ha fatto quello che ha fatto». 

&lt;p&gt;«Stiamo lavorando a una legge elettorale con la sinistra che si avvicini al modello proporzionale tedesco, dove i partiti si presentano da soli e il partito che ottiene più voti ha la responsabilità di formare il governo, che può essere quello formato con la destra o con la sinistra come ha fatto Merkel che ha fatto un governo con i liberali e un altro con i socialdemocratici. Se questo non fosse possibile si andrà a votare con l'attuale legge per coalizioni e quindi ancora una voltà di più sarà fondamentale che i moderati si presentino insieme».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I rapporti con gli ex An&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Il nostro partito resta lo stesso, composto dalle stesse persone che credono nelle stesse cose, nelle nostre idee».&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ansa.it/web/notizie/rubriche/politica/2012/04/24/Partiti-Pd-propone-dimezzamente-rimborsi-subito_6766384.html&quot;&gt;ANSA&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Elena DONAZZAN: “Da Galan pochezza politica e nostalgia estemporanea”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/29/elena-donazzan/%E2%80%9Cda-galan-pochezza-politica-e-nostalgia-estemporanea%E2%80%9D/626375"></link>
  <updated>2012-03-29T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626375</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Veneto (Partito: PdL) - Consigliere Regione Veneto&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;&quot;Vedo troppi capetti candidati ad assumere il ruolo di censori o selettori&quot;.
Replica all'ex governatore del Veneto Galan, che vuole rifondare Forza Italia e invita gli ex An in disaccordo “ad andare a casa”. “Non ci sono gli ex di questo o di quello, c'è il Pdl”. &quot;Più di qualcuno è preso da delirio di onnipotenza”.
&lt;p&gt;“Galan vuole cacciare gli ex An? Forse così potrebbe provare a risolvere il problema di pochezza politica che sta manifestando in questo ultimo periodo tutto preso da una nostalgia estemporanea: non ci sono né ex di questo né di quello, c’è il Pdl.&quot;
&lt;p&gt;
Risponde così Elena Donazzan, assessore regionale del Veneto all’Istruzione, Formazione e Lavoro, all’intervista di Giancarlo Galan su “Italia Oggi” e intitolata “Galan, ora fuori An dalle balle” (vedi link a fine pagina).
&lt;p&gt;l’ex presidente del Veneto sostiene di voler seppellire il Pdl, rifondare Forza Italia e dice che chi dei provenienti da Alleanza Nazionale non è d’accordo se ne deve andare a casa.
&lt;p&gt;
“Invece di perdere energia e tempo a trovare nemici interni - precisa l’assessore regionale - dovremmo piuttosto offrire soluzioni alla difficoltà delle imprese, alla tassazione oltre l'umana sopportazione, all'aggressività della finanza speculativa, alla paura della gente, all'aumento dell'incertezza e della criminalità.”
&lt;p&gt;
“Il resto sono espressioni da delirio di onnipotenza, delirio che ahimè, sta prendendo più di qualcuno, ma che poco interessano a chi ci osserva da fuori, e io non perderò del tempo dietro a chi vuole allontanare dalla politica e dividere, perché preferisce essere solo al comando, invece di costruire un movimento popolare diffuso e partecipato.”
&lt;p&gt;
“Nessuno in questi anni da assessore regionale mi ha chiesto da dove venivo, se ero ex di qua o di là. Mi hanno sempre chiesto invece dove volevo andare e cosa stavo facendo, oppure cosa proponevo per risolvere i tanti, troppi problemi in cui imprenditori, giovani studenti, lavoratori in cassa integrazione, madri lavoratrici si trovavano e si trovano ad affrontare.”
&lt;p&gt;
“Ciascuno di noi se ha una storia di appartenenza deve andarne fiero e ha il proprio bagaglio di valori e di cultura, ma il momento non ci permette di vivere di nostalgia o torcicollo, ma impone alla politica coerenza , credibilità e chiarezza.”
&lt;p&gt;
“Vedo però troppi capetti candidati ad assumere il ruolo di censori o selettori, quando al contrario abbiamo bisogno di essere inclusivi, partecipativi e propositivi e soprattutto dobbiamo avvicinare persone nuove innamorate del senso del dovere per la propria terra, per la propria gente, capaci di rinnovare la politica nello spirito, capaci di schierarsi.”
&lt;p&gt;
“A me piace costruire e rispondere alle persone, alle imprese alle loro esigenze e nel Popolo della Libertà siamo in tanti a pensarla così.”
&lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CV76E&quot;&gt;Intervista a G.Galan di Emilio Gioventù su Italia Oggi &quot;Ora fuori An dalle balle&quot;&lt;/a&gt;&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://notizie.bassanonet.it/politica/10697.html&quot;&gt;Bassanonet.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Benedetto Fabio GRANATA: «La nomina di Alfano è solamente il maquillage della disperazione»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/07/benedetto-fabio-granata/%C2%ABla-nomina-di-alfano-%C3%A8-solamente-il-maquillage-della-disperazione%C2%BB-intervista/582733"></link>
  <updated>2011-06-07T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>582733</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Escludo categoricamente qualsiasi ritorno al passato, tanto meno nella &quot;casa dei moderati&quot; proposta da Alfano: “Si rivolgano soprattutto all’Udc e a Casini”».
&lt;p&gt;«Siamo nati per cambiare l’Italia, non per fare alleanze retrospettive col Pdl»:&lt;br /&gt;
 Fabio Granata, tra i falchi di Futuro e Libertà, non crede alla «rifondazione pidiellina» di Scajola, né alla «nuova casa dei moderati» del neo segretario azzurro Angelino Alfa-no: «Si tratta di un’operazione di facciata, una mossa dettata dalla disperazione. Se Alfano gestirà il partito così come ha gestito la giustizia, agirà solo in nome e per conto di Berlusconi. Non vedo nessun elemento di novità».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Esclude, dunque, che Fli possa tornare a dialogare con il Pdl?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Non ho mai percepito nelle ultime dichiarazioni di Scajola e Alfano un riferimento a Fli, hanno parlato soprattutto di Casini e dell’Udc. Questa apertura è stata colta all’interno del nostro partito solo da chi soffre di nostalgia per il Pdl. Noi stiamo lavorando per radicare il nuovo Polo nella prospettiva di un’uscita dal bipolarismo fallimentare e per aprire la nuova fase della Terza Repubblica.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Pensa che sia stato un errore sciogliere An?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Con i se e con i ma, in politica, come nella vita, non si va lontano. Fini si rese conto che buona parte del gruppo dirigente era già berlusconizzato e ha provato a giocare la partita in campo aperto per vedere se le idee e i valori della destra europea potessero trovare spazio nel Pdl.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nessuna nostalgia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Non abbiamo nostalgie né verso un progetto nato morto come quello del Pdl, né per future case comuni, anche perché se, poi, l’invito viene da Scajola, è abbastanza inopportuno. A differenza sua, siamo abituati a stare all’interno di case di cui conosciamo la proprietà.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lo sbocco per il Terzo Polo è l’alleanza con il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

È troppo presto per dirlo, non è ancora il tempo delle alleanze ma di politiche di identità e radicamento sul territorio. A seconda dello scenario politico e della legge elettorale che si proporrà prima delle prossime elezioni, poi, decideremo con gli alleati del nuovo Polo. Con il centrosinistra si possono fare insieme le riforme: dalla legge elettorale alla Costituzione, che non è un tabù, e si può modificare, a partire dal superamento del bicameralismo perfetto con un Senato delle regioni.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ritiene che l’alleanza tra moderati e progressisti sia già un fatto politico nell’elettorato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Condivido profondamente l’analisi che fa Bersani sull’unione degli elettorati, come è stato dimostrato dai ballottaggi a Milano e Napoli, e, soprattutto, in tema referendario.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ronchi ha detto che voterà quattro no. Teme rotture all’interno di Fli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Sulle questioni più importanti, dai ballottaggi ai referendum, Ronchi e, in parte, Urso si trovano sempre in disaccordo, la posizione di Fli, invece, lascia libertà di coscienza ma invita a votare. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Voterà quattro sì?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Si, anche ai referendum sull’acqua. La liberalizzazione così come viene concepita è solo la privatizzazione di un bene pubblico, anche la Chiesa ha questa posizione. Ronchi mi ha accusato di portare indietro Fli di 20 anni e di trascinarla sulle posizioni di Di Pietro. Lui, e pochi altri, invece, vogliono portare indietro Fli di un solo anno, dentro il Pdl.Solo che nessuno di noi ci sta.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non crede al rilancio del Pdl?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Non credo, il Pdl è fallito, è il partito del predellino, è uno strumento del berlusconismo, bisogna andare oltre. Se uno ci crede, resta con Fli oppure si può accomodare con Alfano e Scajola a cercare di ricostruire il Pdl. Un’esperienza chiusa, che non ci riguarda.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nemmeno se Berlusconi dovesse fare un passo indietro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Lo escludo. Il Pdl è un partito personale, il suo progetto è strettamente connesso a Berlusconi. In uno scenario di scomposizione del quadro politico, si apre una nuova fase. La Lega ha posizioni incompatibili con il processo di evoluzione della destra che si deve muovere, invece, nella prospettiva ambiziosa del partito della Nazione e del patriottismo repubblicano.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Auspica, invece, un passo avanti di Montezemolo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Montezemolo è uomo di qualità che ha fatto cose importanti per l’Italia ma ritengo che la politica debba mantenere una sua specificità. Si apre una fase nuova, in cui credo che i gruppi dirigenti debbano dimostrare autonomia dal mondo delle imprese. Il nuovo Polo, ad esempio, ha al suo interno leader che possono dare un valido contributo per riformare l’Italia.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=10YB1R&quot;&gt;il Riformista - Francesco Persili&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Andrea AUGELLO: pubblica con un click </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/26/andrea-augello/pubblica-con-un-click/582044"></link>
  <updated>2011-05-26T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>582044</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Pubblica amministrazione e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;giovedì 26 maggio 2011
IL SOTTOSEGRETARIO SMENTISCE L`IPOTESI DI UN &quot;RITORNO AL PASSATO&quot; AN BIS? AUGELLO: «E UNA BUFALA» ? Giuliano Rocca Ripartire da An? Macché, è la solita bufala. Che pure, ieri, ha avuto sui giornali una certa eco. Secondo alcum organi di informazione, infatti, il gotha degli ex An (Urso, Ronchi, Alemanno, Augello...) si sarebbe visto al Campidoglio per progettare un nuovo sogetto politico ispirato al partito che raccolse l`eredità dei Msi. Qualche quotidiano, ieri, ha ipotizzato la volontà, da parte di alcuni ex An, di creare un gruppo autonomo in Parlamento con Altero Matteoli e Andrea Augello più gli (ex?) Fli, Urso e Ronchi e magari Gianfranco Miccichè. Peccato che sia tutto falso. Il sottosegretario di Stato alla funzione pubblica, Andrea Augello, lo ha spiegato in maniera categorica:&lt;b&gt; «Nessun progetto -ha detto -- finalizzato alla resurrezione postuma di Alleanza Nazionale.
Non corrisponde al vero il fatto che io mi sta incontrato col sindaco Alemanno econ gli onorevoli Ronchi. e Urso. Ancora più fanta- siosa è l`idea che io stia lavorando alla creazione di gruppi parlamentari diversi da quello del Pdl».&lt;/b&gt; Nessuna scissione, rifondazione o spaccatura alle porte, quindi. Augello, tuttavia, non ha nascosto le sue idee anche innovative rispetto ai destini del Pdl: &lt;b&gt;«Restano ferme le mie posizioni - ha precisato il sottosegretario - sulla necessità di riformare il Pdl, trasformandolo in una grande federazione di tutto il centrodestra e modificando la legge elettorale, togliendo di mezzo l`anomalia di diversi criteri di assegnazione di premi di maggioranza tra Camera e Senato, restituendo la possibilità agli elettori di scegliere i propri candidati ed introducendo, per legge, le primarie per la designazione del premier di ogni coalizione.
Come tutti gli altri dirigenti del Popolo della Libertà -- ha con cluso Augello - mi preparo ad esprimere queste proposte nell`as sise congressuale che prima o poi dovrà essere convocata. Il resto&lt;/b&gt; &lt;b&gt;è fantasia».&lt;/b&gt;
http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=61503938 

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=61503938&quot;&gt;rassegna.governo.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Paolo CIRINO POMICINO: «B. muore e il veleno è Santanchè»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/25/paolo-cirino-pomicino/%C2%ABb-muore-e-il-veleno-%C3%A8-santanch%C3%A8%C2%BB-intervista/573035"></link>
  <updated>2011-05-25T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>573035</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Non ha mai capito niente di politica. E' ambiziosa, ma è pura plastica senza contenuto. Ha plagiato il Cavaliere, stanco e invecchiato: quasi una circonvenzione di incapace. E presto lo tradirà». Parla  Paolo Cirino Pomicino: uno che la conosce molto bene.
&lt;p&gt;Onorevole Paolo Cirino Pomicino, lo ammetta: tutta colpa sua? «Sì, lo confesso. Sono io il colpevole dell'ascesa di Daniela Garnero Santanchè. Fui io a presentarla a Silvio Berlusconi nel Duemila. Attraccammo alla Certosa, Silvio indossava un kaftano bianco, Daniela era emozionata». Attraverso la carriera della Crudelia del Pdl, l'ex ministro, uno dei potenti della Prima Repubblica, ripercorre vent'anni di berlusconismo. Miseria senza nobiltà.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quando conobbe la Santanchè?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Nel 1988, ero ministro della Funzione pubblica. Lei era fascista fino all'inverosimile, non lo nascondeva».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E lei invece aveva fama di tombeur de femmes...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Una fama usurpata, ma quella volta respinsi ogni provocazione. Anche perché non era rivolta a me, ma a un ministro».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;D'accordo: ma allora perché era così amico della Santanchè?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ho sempre avuto attenzione per le pecorelle smarrite...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A quale ovile voleva portarla?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La mia megalomania mi spingeva a pensare che le avrei insegnato cos'è la politica vera. E invece scoprii quasi subito che Daniela era puro marketing, il prodotto non c'era. Una volta la chiamai ladra di cognomi perché usava quello dell'ex marito. Mi rispose: &quot;Santanchè non è un cognome, è un brand&quot;».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Aveva già le idee chiare. Altri segnali di ambizione?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Nel '95 mi assillò perché partecipassi alla giuria di una gara culinaria da lei presieduta. Mi fecero assaggiare pietanze immangiabili, finché me ne portarono una disgustosa ed esclamai: &quot;Fa schifo!&quot;. Mi arrivò un pugno, era lei: &quot;Zitto, è il mio piatto, devi farmi vincere&quot;. Vinse, infatti. E poiché presiedeva la giuria fece consegnare il premio al compagno Canio Mazzaro. Lui, il mio più caro amico, commentò: &quot;La tua amica non conosce vergogna...&quot;».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Girare con Pomicino in quegli anni, però, era un atto di coraggio...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Daniela diceva che i suoi referenti politici erano Andreotti e Cirino Pomicino, uno sotto processo per mafia, l'altro per corruzione. Ma lo faceva per acquistare credito. Stare con me le consentiva di entrare in politica. Nel '99 fu eletta consigliera provinciale a Milano. E poi la presentai a Berlusconi. Con Silvio magnificai le sue qualità: la tenacia, l'ambizione che in quel momento non era ancora sfrenata, la rapidità di intelligenza che può diventare una circostanza aggravante...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un anno dopo, infatti, diventò deputato, in quota An.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E lì cominciarono scene indimenticabili. Un giorno mi si presentò la seguente visione: Daniela scosciata intenta a farsi fare una pedicure, dietro di lei un professore di storia con un libro in mano che le raccontava le guerre di indipendenza. Il poveretto era stato assunto per farle ripetizioni di storia, nonostante la Santanchè vantasse una laurea in scienze politiche».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E lei, invece, su quale materie doveva esibirsi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ero il ghost writer, scrivevo i discorsi. Una fatica allucinante! Le avevo suggerito di entrare in commissione Bilancio».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Voleva continuare a dettare legge tramite la sua amica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io dettavo una sola cosa, i suoi discorsi. Lei li scriveva e poi li rileggeva ad alta voce in casa, costringendo la mia compagna a cronometrarla per restare nei tempi della Camera. Una volta Publio Fiori in aula la elogiò sarcasticamente: &lt;br /&gt;
&quot;Ottimo intervento, onorevole Pomicino&quot;».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei invece era fuori dal Parlamento. Chissà la frustrazione!&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Assolutamente no perché intanto ero diventato Geronimo. I rapporti si guastarono quando tornai in Parlamento. Frequentando uomini di potere si era convinta di essere una delle donne più influenti d'Italia. Mi disse che avrebbe potuto scatenarmi contro i poteri dello Stato. Il 9 aprile 2007, mentre entravo in sala operatoria per il trapianto di cuore, rivelò a una persona vicina di sperare che io non mi risvegliassi più. Mai sentito un politico augurare la morte a un collega».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come si spiegò questo odio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Nascondeva una preoccupazione: morto io non avrei più potuto rivelare le cose che sapevo della sua vita privata».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A cosa si riferisce?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non dico nulla. Sono un gentiluomo napoletano: della sua vita privata non parlerei e non parlerò».
&lt;p&gt;

&lt;p&gt;&lt;b&gt;Senza di lei, però, la Santanchè ha spiccato il volo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E' il segno della decadenza della politica. E' riuscita a plagiare un Berlusconi sempre più stanco e invecchiato, quasi una circonvenzione di incapace. Daniela, più di tutti, è al servizio del Cavaliere. E servendolo lo indirizza».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Eppure fu lei a dire: Berlusconi è ossessionato da me, ma io non gliela dò.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Quando la ascoltai scoppiai a ridere. Mi venne in mente la scena di &quot;Natale a casa Cupiello&quot; quando Eduardo chiede al figlio Lucariello se ha visto le scarpe di zio Pasquale. &quot;E che mi vendevo le scarpe di zì Pasquale?&quot;, risponde Lucariello. E Eduardo, sconsolato: &quot;Pascà, Lucariello si è venduto e' scarpe&quot;. La vecchia excusatio non petita».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Le manovre più evidenti di Daniela?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E' lei che organizza il Consiglio di guerra di cui fanno parte Verdini, La Russa e qualche giornalista. E' lei che ha consigliato a Berlusconi la rottura con Fini che odia perché le tolse la guida delle donne di An. Ed è sempre lei la causa dei problemi di Moratti: la linea aggressiva e insultante del Pdl porta il suo nome».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Fino a che punto può arrivare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Fino all'implosione del Pdl. Questo Pdl santanchizzato, plasticato e aggressivo, finirà per scoppiare. E' il veleno con cui sta morendo Berlusconi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il berlusconismo può finire a Milano?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non c'è un automatismo tra un'eventuale sconfitta e la caduta, la coda del berlusconismo può essere molto lunga. Il Pdl è dilaniato tra gli ex socialisti come Tremonti che non si riconosce più in Berlusconi, ex dc a disagio come Scajola e Formigoni. E poi ci sono persone serie come Quagliariello: ma non basta essere seri se non si ha il coraggio della serietà».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa dovrebbero fare i dissidenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«I moderati del Pdl possono evitare l'implosione se qualcuno riesce a convincere Berlusconi a passare la mano al governo. Altrimenti faremo tutti la fine di Sansone e i filistei, in un Paese con un debito del 120 per cento del Pil e sempre più marginale sul piano internazionale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E la sua ex amica che fine farà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«A tempo debito sarà la prima a condannare Berlusconi e le sue scorribande con Lele Mora e Emilio Fede».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Se la Seconda Repubblica è da buttare non sarà colpa vostra? Non si sente un cattivo maestro?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Al contrario. Ottimi maestri e pessimi allievi. Nel caso di Daniela, però, riconosco il mio fallimento».&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://espresso.repubblica.it/dettaglio/b-muore-e-il-veleno-e-santanche/2152079#commenti&quot;&gt;l'Espresso - Marco Damilano&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Ignazio LA RUSSA: Su Fini: &quot;Che tristezza vedere il tuo generale cambiare bandiera&quot;  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/09/06/ignazio-la-russa/su-fini-che-tristezza-vedere-il-tuo-generale-cambiare-bandiera-intervista/505645"></link>
  <updated>2010-09-06T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>505645</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Onorevole Ignazio La Russa, coordinatore del Pdl e ministro della Difesa, come si sente a essere defi­nito “traditore”?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Fini non ha avuto il corag­gio di usare questo termine, ma ha detto di peggio, una bu­gia: che abbuiamo cambiato generale e siamo pronti a cam­biarlo ancora. Il generale ce l’ha indicato lui, la scelta di fa­re il Pdl noi l’abbiamo condivi­sa ma l’ha decisa lui. Noi non abbiamo cambiato generale ma siamo rimasti nel progetto condiviso». 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Una ferita non solo politica ma anche umana?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Non auguro a nessuno la tristezza nel vedere il proprio generale cambiare bandiera ed esser pronto a cambiarla ancora Perché noi siamo anda­ti avanti sul progetto che ci era comune su immigrazione, si­curezza, identità nazionale. Sulla legge elettorale e sulle ri­forme è Fini che ha cambiato bandiera». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ha seguito l’intervento del presidente della Camera?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«No. Non l’ho fatto perché ero certo di quello che avreb­be detto, non c’è stata la mini­ma sorpresa. Ero sicuro che si sarebbe barcamenato dando un colpo al cerchio e uno alla botte. Né tornare con Berlu­sconi né fargli la guerra. Né sciogliere il gruppo né fare un nuovo partito. Né stare coi cen­tristi né dare l’ok alla Bindi». 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Come interpreta quindi il discorso?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Solo un tentativo di tenere insieme i vagoni a velocità va­riabile di chi in questo mo­mento è vicino a lui con ragio­ni spesso contrastanti. La tra­dotta va alla velocità del vago­ne più lento se non vuole per­dere i pezzi e l’unico rimedio è mettere il cerino in mano a Berlusconi». 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;A proposito di risposte, Fi­ni ha definito «infame» lali­nea editoriale del «Giorna­le».&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«È contraddittorio che chi aderiva alle tesi della sinistra nella battaglia sostenga che una determinata campagna di stampa si debba o non si debba fare». 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa ne deduce?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Tutte le sue tesi mi sono sembrate ancora una volta un appoggio esplicito alle tesi del­la sinistra. Anche sulla stessa giustizia la tattica è il “vorrei ma non posso”e quindi è d’ac­cordo sulla tesi generale salvo non dare l’ok su leggi concrete come il processo breve». 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;C’è un punto politico vero e proprio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «L’unico intervento politico non comiziale è che il Pdl è morto. No, non è morto, è vivo così come non è morta An quando è uscito Storace o quando al primo congresso uscì Rauti. I progetti sopravvi­vono alle scelte degli uomini. Si metta il cuore in pace:c’è an­cora il progetto del Pdl di dare all’Italia un partito europeo che aderisca al Ppe». 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Dove andrà Fini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Mi chiedo dove potrebbe fi­nire una compagine non ac­cettata nel Ppe, non foss’altro perché ci vuole il parere favo­revole di chi ne fa parte». 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quali sono gli scenari?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Fini sostiene che dovremo fare i conti con lui, noi li fare­mo col Parlamento. Una mo­zione in cinque punti e poi le singole leggi. Se votassero con­tro, ci potrebbe essere una maggioranza sostitutiva con parlamentari che sostituisco­no i finiani senza che il gover­no cada. Oppure potrebbe non esserci la maggioranza e allora la richiesta al presiden­te della Repubblica sarà quel­la di sciogliere le Camere. Og­gi (ieri) non c’è stato nessun elemento nuovo».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Da coordinatore del Pdl co­sa farà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Non cambiamo il nostro percorso. Il partito continue­rà a lavorare ai suoi appunta­menti. Siamo moderati: avremmo potuto dichiarare decadenza dagli incarichi di partito di chi ha aderito a Fli ma abbiamo deciso di affidar­ci ai probiviri sperando nella loro resipiscenza». 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sarete più falchi o più co­lombe?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
«Non sono né falco né co­lomba, ma ci vuole chiarezza. Ho sempre lavorato in An per tenere insieme Fini con Berlu­sconi con Fini che non ne vole­va sapere ed ero pronto a farlo ancora ma mi pare che questi spazi non ci siano più». 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa direbbe ai finiani?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Uscite dalla strategia del­l’ambiguità: se il Pdl è morto, dimettetevi dal Pdl». 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ha sentito Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
«Non ancora, ma so che insi­sterà sull’incompatibilità con il ruolo di presidente della Ca­mera. Se la sinistra non prote­sta, è solo perché lo considera un utile idiota. Ma Fini è tut­t’altro che un idiota». 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa le rimarrà di Mirabel­lo 2010?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
«Tatarella e Almirante che si rivoltano nella tomba. Il pri­mo perché Fini è andato in di­rezione opposta. Il secondo perché mai si sarebbe aspetta­to uno striscione dei gaylib , un gruppo contro cui non ho nulla, ma che non appartiene alla storia di Almirante».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/interni/la_russa_che_tristezza_vedere_tuo_generale_cambiare_bandiera/06-09-2010/articolostampa-id=471565-page=1-comments=1&quot;&gt;Il Giornale&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Flavia PERINA: Lettera alle donne del Pdl: non vi sentite a disagio?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/09/04/flavia-perina/lettera-alle-donne-del-pdl-non-vi-sentite-a-disagio/505552"></link>
  <updated>2010-09-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>505552</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La “donna del nemico” sfila, metaforicamente rapata a zero e con al collo il cartello del disonore, sulle prime pagine di “Libero” e del “Giornale” da oltre tre settimane. &lt;br /&gt;
È uno spettacolo indecente, e viene da chiedersi come mai nell’area del centrodestra soltanto Irene Pivetti abbia sentito il dovere di difenderla, esprimendo pubblica solidarietà per la «quotidiana e tragica azione di killeraggio» contro Elisabetta Tulliani. Cosa ne pensa la responsabile delle donne del Pdl Barbara Saltamartini? Cosa ne pensa un giovane ministro donna come Giorgia Meloni? E il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna? Il linciaggio della compagna del presidente della Camera è il dato centrale di questo agosto indecente, che ha segnato un salto di qualità persino rispetto alle vette – che a torto ritenevamo insuperabili – della lapidazione mediatica di Veronica Lario, la “velina ingrata” dell’estate scorsa, esposta al pubblico ludibrio per aver chiesto pubblicamente e ad alta voce la separazione dal “capo”. Inseguita in spiaggia mentre gioca con le sue figlie, bersagliata dalle insinuazioni malevole di gente come Sgarbi (uno che dice: «la donna va dominata, se non sei capace lascia perdere»), vivisezionata dagli specialisti in gossip malevolente, paragonata addirittura alla Petacci dal mondadoriano “Oggi” (chissà se le auguravano pure la stessa fine), è stata Elisabetta Tulliani più che Gianfranco Fini a subire il “trattamento Boffo” a suo tempo evocato dall’on. Straquadanio. Ed è su questo accanimento contro una donna che ci piacerebbe interpellare le colleghe che abbiamo prima citato.
&lt;p&gt; Cara Barbara, cara Giorgia, cara Mara, non vi vengono i brividi a vedere lo scalpo della “donna del nemico”, una moglie e una madre che non ha cercato in alcun modo la ribalta, sventolato pubblicamente come un trofeo di guerra? &lt;br /&gt;
Non è solo questione di solidarietà personale o femminile. Questa estate indimenticabile rischia di incardinare nell’immaginario del partito uno stereotipo a nostro giudizio intollerabile e del tutto estraneo alla destra dalla quale proveniamo. Secondo questa visione, le donne si dividono in due categorie: le belle-e-compiacenti a destra e le racchie a sinistra. Chi si sottrae a questa catalogazione, deve esservi ricondotto con le buone o con le cattive. Abbiamo visto in passato la bastonatura mediatica di Alessandra Mussolini, colpevole di essersi distaccata dal clichè dell’obbedienza pronta, cieca e assoluta. Ma ne hanno prese, e di sonore, anche Chiara Moroni e Barbara Contini, che per il loro eccesso di indipendenza sono state letteralmente travolte da una valanga di veleno: di Chiara si è arrivati a dire (per bocca di Lucio Barani) che ha tradito perché si è innamorata di un giornalista dell’Espresso; di Barbara che è invidiosa della prestanza fisica di chi può permettersi tacchi a spillo (il copyright è di Daniela Santanché). &lt;br /&gt;
Ma ricordiamo a suo tempo sinistri avvertimenti contro Stefania Prestigiacomo, colpevole di essersi spesa per le quote rosa. E la stessa Mara Carfagna ha dovuto difendersi dall’accusa di simpatizzare per i finiani solo per la moderazione con cui in tv si è espressa sul tema dell’immigrazione e dei diritti. Che lo stesso schema denigratorio sia applicato a Elisabetta Tulliani, che con il partito non c’entra affatto, non deve stupire: nella visione berlusconiana, come è ben noto, non c’è distinzione tra il personale e il politico, categorie perfettamente sovrapposte nel bene e nel male. Così, può capitare che quando si deve fare una lista elettorale si reclutino amiche e conoscenti (o igieniste dentali). Oppure può succedere che per demolire un avversario interno si meni sua moglie o i suoi figli come è accaduto non solo a Gianfranco Fini ma anche a Italo Bocchino e ad Adolfo Urso.E allora, care Barbara, Giorgia, Mara, care colleghe del Pdl, non vi viene voglia di dire qualcosa in proposito? Tutte “veline ingrate” le ragazze o le signore di destra che avanzano critiche sul partito o entrano nel mirino del Cavaliere? E davvero nessuna intravede dietro al film di questa estate una escalation maschilista sgradevole per tutti e intollerabile per la destra? 
&lt;p&gt;Vi sembra normale il trattamento ancillare riservato alle “fedelissime” tra cene al castello, complimenti e regali e la brutalità che è toccata alle “dissidenti”? Chi come noi viene da An ha impegnato decenni nel tentativo di liberare la destra italiana dallo stereotipo machista che gli avversari gli avevano cucito addosso: anni di impegno, di letture, di scritti, di manifestazioni e convegni, di ragionamenti sui diritti e sui doveri, di pubblica solidarietà per la causa delle donne in tutte le sue sfaccettature. E ora dovremmo far finta di non sentire, di non vedere, di non capire quelli che «la donna va dominata e se non sei capace lascia perdere»? O addirittura dargli una mano a pubblicizzare il concetto? &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.secoloditalia.it/stories/Politica/784__lettera_alle_donne_del_pdl_non_vi_sentite_a_disagio/&quot;&gt;Secolo d' Italia.it - Flavia  Perina&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Adriana POLI BORTONE: «Ma questo Pdl ha ben poco di liberale»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/09/04/adriana-poli-bortone/%C2%ABma-questo-pdl-ha-ben-poco-di-liberale%C2%BB-intervista/505551"></link>
  <updated>2010-09-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>505551</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: CN) - Consigliere Provincia Lecce (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Sud li ha allontanati poco più di un anno fa, e sempre il Mezzogiorno li ha poi riavvicinati. Per Adriana Poli Bortone, ex sindaco di Lecce, ex ministro delle Risorse agricole e presidente di Io Sud, creato dopo l’uscita da An nel 2009, l’appuntamento di domenica per il discorso di Gianfranco Fini rappresenta una tappa politica a cui lei non può mancare: perché il meridione, dalle corde del governo, sembra essere stato messo davvero da parte. Ecco perché, proprio su questa questione, le battaglie di Fini sul rilancio del Sud continuano ad attrarre interlocutori importanti. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Onorevole Poli Bortone dopo un periodo di incomprensioni, torna alla festa di Mirabello. Con quale stato d’animo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Torno con spirito libero, aperto, e col piacere di trovare una grande attenzione per il tema del Meridione da parte del presidente Fini e di una parte dell’ex Alleanza nazionale che sta con lui e che su questo tema ha sempre dibattuto. Oggi, che finalmente qui a Mirabello si riprende questo percorso, è chiaro che sono molto interessata a che tipi di obiettivi si vuole dare Futuro e Libertà, e insieme a questo che tempistica vuole dare al governo, tenuto presente che Berlusconi ha inserito anche il Mezzogiorno tra i cinque punti: ma l’aver detto che ci sono soldi non aggiunge nulla di nuovo, anche perché i cento miliardi per il Sud ci sono e sono dell’Unione europea. Per cui è necessario sapere come oggi vogliono impegnarli, con quale rapporto rispetto all’attuazione del federalismo: è questo che mi interessa. Da un lato quindi avrò il piacere di ritrovare i sodali di sempre e dall’altro avrò la curiosità su che tipo di protagonismo nel centrodestra vuole rappresentare Futuro e libertà.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Oltre al Mezzogiorno un altro tema su quale Fini insiste molto è quella della legalità.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
È  una battaglia fondamentale che condivido appieno, e per questo non vorrei che fosse relegata alle regioni meridionali: perché le cronache dimostrano che è un problema nazionale. E rispetto a questo ciascuno di noi deve farsi un esame di coscienza. E tentare di ricominciare daccapo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Partendo ad esempio dal codice etico?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sì il codice etico credo che sia un’ottima idea, e credo anche che questo debba essere condiviso da tutti i partiti e richiesto dai cittadini stessi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quali sono i punti che lei reputa prioritari per il Sud?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Rivedere il piano delle infrastrutture, stabilire cioè un timing diverso, perché fino ad ora si è privilegiato il Nord. Per cui prima di attuare il federalismo è necessaria la perequazione infrastrutturale. Poi occorre impegnarsi in una grande e bella scuola per la pubblica amministrazione del Mezzogiorno. Il terzo punto dovrebbe essere dare vita a una scuola di economia. Nel senso che abbiamo tanti bravi imprenditori al Sud che agiscono però in maniera troppo isolati.  E queste eccellenza vanno accompagnate.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Torniamo ai nodi del centrodestra. Come giudica quello che è successo a Fini nel Pdl?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Molto spiacevole. Nel senso che si comprende tutto in politica, si sa che ci possono essere degli attriti ma  la &quot;cacciata&quot; mi è sembrata eccessiva. Non può essere che in un soggetto politico liberale quando non si è d’accordo su alcune cose si venga aggrediti in quel modo. Insomma, credo che il Pdl come partito si debba ancora strutturare, e anche qui bisogna darsi delle regole: perché è una stranezza che non ci possa essere una voce di dissenso. Io e Fini veniamo da un partito, come il Msi, che veniva considerato “chiuso”: ma forse, rispetto a questo Pdl, avevamo fin troppo democrazia…
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Del  resto lei non ha mai visto con entusiasmo il Pdl. Per questo uscì da An.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Vede, io aderii alla lista del Pdl perché credevo al programma elettorale, quando poi mi sono accorta che quel patto per il Sud veniva tradito, mi sono data una regolata. Provai all’epoca a dire a La Russa che bisognava dare più voce al Mezzogiorno, e successivamente lui mi mise a un bivio: o obbedire o scegliere l’indipendenza. Ebbene io ho scelto la libertà delle idee. Allo stesso modo la medesima intolleranza la si sta registrando contro Fini: e tutto ciò non è all’altezza di un partito democratico e liberale.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei ha spiegato all’Unità che Silvio Berlusconi ormai è debole. Che significa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Nel senso che, nonostante quello che si dice, non riesce più a assumere delle decisioni. Prima ascoltava, faceva sintesi e alla fine decideva. Ma io l’ho visto nel caso della Puglia per le regionali: di fronte alla possibilità di un accordo con il mio piccolo movimento, che poteva rappresentare però un segnale importante di attenzione, vi sono state altre spinte che lo hanno condotto altrove, con i risultati che sappiamo. Insomma il fatto che una personalità così forte come Berlusconi da una parte si pieghi alle ragioni dei maggiorenti locale e dall’altra faccia la stessa cosa al Nord con la Lega (che è riuscita a imporre la sua linea al governo), mi fa concludere che Berlusconi non è più così forte. Per cui per discutere occorre bussare ormai al partito di Bossi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Mi sembra di capire che non crede che, pur essendo nei cinque punti di rilancio, il Sud sia interesse del governo…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
È messo soltanto nell’elenco, nella nota della spesa, non è che ci credono davvero. Perché per arrivare a crederci occorre un’azione positiva. Non basta inventarsi un giorno la banca del Sud e il giorno dopo i cento miliardi dell’Ue e poi non dare nessuna possibilità di decollo reale. Insomma, questo governo ha commissariato per l’emergenza rifiuti e per la sanità:  perché non l’ha fatto anche per gli amministratori incapaci?
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come giudica il fatto che, assieme a lei, diversi esponenti dell’autonomismo meridionale guardino con attenzione a Fini?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Credo che quella dell’autonomia sia un’esigenza avvertita da tutti. Ciascuno di noi poi ha cercato di prendersi uno spazio di libertà, ma siamo consapevoli che da soli non si va da nessuna parte e quindi dobbiamo guardare con interesse a chi può dare una prospettiva politica a questa novità.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Terzo polo all’orizzonte o destra che sta nascendo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Penso che non confliggono per nulla le due cose. Ragion per cui se Fini riprende la bandiera della destra fa una cosa sana e giusta, e nello stesso tempo può mettere su una nuova forza, anche terza, che può considerare assieme modernizzazione e partecipazione, democrazia interna e rappresentatività.
&lt;p&gt;
NOTA:&lt;i&gt;Questa stessa dichiarazione è stata pubblicata in cartaceo sul  &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=TQKMD&quot;&gt;Secolo d'Italia&lt;/a&gt;&lt;/i&gt; &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&amp;Art=8061&amp;Cat=1&amp;I=../immagini/INTERVISTA/AdrianaPoliBortone_int.jpg&amp;IdTipo=0&amp;TitoloBlocco=L%27Intervista&amp;Codi_Cate_Arti=39&quot;&gt;ffwebmagazine.it - Antonio Rapisarda&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Giovanni ALEMANNO: «Berlusconi è battibile. Nel Pdl servono congressi e classe giovane»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/23/giovanni-alemanno/%C2%ABberlusconi-%C3%A8-battibile-nel-pdl-servono-congressi-e-classe-giovane%C2%BB/503552"></link>
  <updated>2010-07-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>503552</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Roma (RM) (Partito: PdL) - Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Berlusconi è battibile basta che la sinistra crei un'alternativa fattibile».
&lt;p&gt; È questo l'invito del sindaco di Roma, Gianni Alemanno parlando durante la trasmissione Omnibus, in onda su La7.
&lt;p&gt; «Se però non ha nessuna proposta e va in giro con Bersani che borbotta e non sa cosa dice credo che non vincerà mai, se si organizza, invece, può giocarsela».
&lt;p&gt; «È una follia - ha continuato Alemanno - dire nel nostro paese non c'è pluralismo o dibattito. La dittatura mediatica non esiste. La scommessa del Pdl è andare avanti oltre le leadership di Berlusconi o Fini, il futuro non è nuovo Berlusconi ma una squadra giovane».

&lt;p&gt;
«Ho esposto la mia idea di un partito strutturato e della necessità di congressi a Berlusconi: lui è perplesso perché ci sono culture diverse. Sta valutando la situazione anche perché la richiesta di congressi e di strutturare il partito viene anche dai forzisti doc», ha detto il sindaco di Roma.
&lt;p&gt; Alemanno, rispondendo ad una domanda del conduttore, ha sottolineato di aver detto al presidente del Consiglio che «l'unico modo per avere una classe dirigente meritocratica e sconfiggere la tendenza al correntismo è quello di avere congressi perchè ci sia un confronto dinamico».

&lt;p&gt;
Nella tre giorni che si terrà a Orvieto, da oggi a domenica, ha aggiunto Alemanno, «parleremo del federalismo ma anche di come sviluppare il Pdl: noi vogliamo un partito strutturato non alla vecchia maniera e cioè sulle tessere e sugli iscritti ma in modo più aperto anche all'elettorato».

&lt;p&gt;
«Io credo che siamo di fronte, e questo è evidente, a una serie di problemi interni al Pdl che devono in qualche modo essere superati. Quello che io personalmente spero è che nei prossimi giorni, o a settembre, ci sia un chiarimento tra il presidente Berlusconi ed il presidente Fini».
&lt;p&gt; «Noi dobbiamo verificare in qualche modo sul territorio - ha proseguito Alemanno - quello che in realtà è un punto di riferimento reale per il Pdl. Il Pdl non è fallito, perché nella dialettica di questi anni abbiamo visto tante intersezioni e punti di contatto tra gli ex di An e gli ex Fi,cioè una distribuzione nel dibattito politico che non rispecchia più il vecchio schema Alleanza Nazionale e Forza Italia ma punta ad una distribuzione interna a mio avviso molto interessante. 
&lt;p&gt;Il Pdl peraltro è il primo partito nella storia repubblicana che mette insieme la destra ed il centro, ed io credo sia un esperimento che va portato avanti anche se ovviamente in tutti questi passaggi ci sono difficoltà di carattere personale, politico e culturale. Bisogna progressivamente andare a superarli».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.unita.it/news/italia/101575/alemanno_berlusconi_battibile_nel_pdl_servono_congressi_e_classe_giovane&quot;&gt;l'Unità &lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Italo BOCCHINO: «Se si rompe la coppia Berlusconi-Fini,  va a rotoli tutto il partito»  -   INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/01/05/italo-bocchino/%C2%ABse-si-rompe-la-coppia-berlusconi-fini-va-a-rotoli-tutto-il-partito%C2%BB-intervista/475216"></link>
  <updated>2010-01-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>475216</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) - Vicepres. Camera VICE PRESIDENTE GRUPPO DEPUTATI POPOLO DELLA LIBERTA'  (Gruppo: AN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Così si corrono dei rischi.

Troppi guastatori ormai in giro, intenzionati a rompere la coppia Berlusconi-Fini. Sbagliano, però, se pensano che il premier possa prescindere dal cofondatore del Pdl. Sarebbe un errore gravissimo. Se si rompe, va a rotoli tutto il progetto, tutto il partito».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Italo Bocchino, finiano doc e vice capogruppo del Pdl, la campagna del Giornale di casa Berlusconi ha raggiunto il suo picco. E ora?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«L`ultimo articolo è inaccettabile.

Abbiamo condiviso con La Russa una lettera che ha smontato pezzo per pezzo la tesi di Feltri, non può esserci alcun parallelismo tra Fini e Di Pietro, per molte ragioni. Incomprensibile:

c`è una sinistra allo sbando, un governo che funziona e il giornale edito dal presidente del Consiglio non ha dimeglio da fare che sparare sull`accampamento amico».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Ecco il punto. La fondazione finiana Farefuturo lamenta proprio il fatto che il quotidiano in questione appartiene «casualmente» alla famiglia Berlusconi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non c`è dubbio che questo problema esiste. Resto convinto tuttavia che Berlusconi sia vittima più che carnefice».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Dice? Ne è convinto davvero? Dopo i numerosi precedenti, non risulta che Feltri sia stato rimosso.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Feltri si è innamorato della tesi del Fini fuori rotta, che può essere emarginato. E cerca di convincere il premier. Ma il direttore, e chi la pensa come lui, sbaglia: non potrà esserlo, per il consenso di cui gode nel paese, per il peso nel partito che ha contribuito a fondare, per la presenza di uomini e parlamentari a lui vicini».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Comprende anche lei che il direttore del Giornale non è una voce isolata nel Pdl.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il lavoro di Feltri andrebbe stigmatizzato da tutti. Invece, sembra sia un amplificatore di umori. Berlusconi se la prende, ma tanti altri sono soddisfatti. Io lancio un appello a tutti i colonnelli ex An ed ex Forza Italia, perché facciamo uno sforzo comune per favorire l`armonia tra i due leader. Quando i genitori si separano è tutta la famiglia che si rompe, che patisce le conseguenze».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nei giorni scorsi, nel mirino era finita la vostra Polverini. Temete anche lì fuoco amico alle regionali?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «No, Renata è un candidato straordinario, molto apprezzato anche dai forzisti nel Lazio. E poi, Feltri fa molta opinione, ma non sposta un voto. Certo, anche lì, il giornale di casa Berlusconi che invita a non votare il candidato del centrodestra risulta incomprensibile. Che dire, hanno scelto il nemico in casa, anziché dall`altra parte».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non pensa che, al netto di Feltri e dei falchi, un problema esista, eccome, tra Berlusconi e Fini? Non sarà un caso se i due continuano a ignorarsi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Si sono sentiti prima di Natale, dandosi appuntamento al rientro a Roma dopo le vacanze.

Nessun caso. Anche su questo, sono i guastatori ad alimentare la tensione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma se il clima è questo dentro il Pdl, come sarà possibile intavolare un confronto col Pd sulle riforme?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Abbiamo tutti il dovere di provarci. E lo faremo, partendo dalla bozza Violante, della quale sono stato a suo tempo relatore, ma con correttivi importanti:

norme antiribaltone e più poteri al premier, tra gli altri».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=P4P1W&quot;&gt;la Repubblica - c.l.&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Benedetto DELLA VEDOVA: «A Granata dico: Niente ultrà sulle toghe»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/25/benedetto-della-vedova/%C2%ABa-granata-dico-niente-ultr%C3%A0-sulle-toghe%C2%BB-intervista/446556"></link>
  <updated>2009-11-25T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>446556</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Finiani giustizialisti? Benedetto Della Vedova non vuole saperne di finire gettato nel caldero ne degli ex An insofferenti per lo scontro tra PdL e magistratura. 
&lt;p&gt;
«Non siamo mica una caserma», dice ironicamente a Libero, rivendicando la sua storia da garantista doc, fatta di referendum sulla responsabilità civile delle toghe, di battaglie per la separazione delle carriere e per l’abolizione delle leggi sul pentitismo. Inevitabile, dunque, che la sortita del “finiano” Fabio Granata sia piaciuta poco. «Condivido assolutamente», spiega, «le preoccupazioni e le  analisi sui rischi della contiguità tra mafia e politica, ma da questo non consegue che si debba arrivare ad una logica da tifoseria pro o contro la magistratura».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma è vero che il PdL sta delegittimando il potere giudiziario?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Se è per questo le toghe si delegittimano benissimo da sole. Basta guardare De Magistris. Non credo che condurre una limpida battaglia garantista significhi delegittimare la magistratura e resto convinto che l’armamentario dell’antimafia, dal concorso esterno al pentitismo, sia costituito da forza ture che distruggono il sistema penale ma non la mafia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche Cosentino è finito sotto la tagliola dei pentiti. Il suo garantismo arriva fino al punto da difenderne la candidatura?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Qui non si tratta di garantismo, ma di opportunità politica. E concordo con Fini nel ritenere inopportuna una candidatura del sottosegretario. Trovo però doveroso che un grande partito difenda i propri uomini da accuse pesanti, ma tutt’altro che dimostrate».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E se Berlusconi venisse condannato in primo grado?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sul piano del garantismo resta innocente. Sul piano dell’opportunità dovrebbe restare al suo posto, perché l’accanimento giudiziario che va avanti da 15 anni ha assunto ormai caratteristiche statistiche che nessuno può negare».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Allora è vero che serve una riforma della giustizia anche per tutelare la politica?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non l'ho mai messo in dubbio. Credo che la strada del Lodo Alfano fosse corretta. Ora bisogna ripartire con un ddl costituzionale. Ma si deve andare avanti anche con il processo breve, che riguarda il premier ma realizza un segmento della riforma della giustizia nell’interesse dei cittadini».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Una battaglia garantista, dunque?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Certo. I problemi sorgono quando il Pdl si dimentica di esserlo. Non si possono indossare i galloni garantisti per replicare alla sinistra e poi svestirli quando c’è da compiacere l’alleato leghista che chiede di inserire un reato-manifesto di immigrazione clandestina tra le esclusioni del processo breve.».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=OEI6V&quot;&gt;Libero - Sandro Iacometti&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Gianfranco FINI: «Nel Pdl non mi piace l'aria da caserma»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/08/gianfranco-fini/%C2%ABnel-pdl-non-mi-piace-laria-da-caserma%C2%BB/418793"></link>
  <updated>2009-11-08T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418793</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Camera   (Lista di elezione: PdL) - Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Su alcuni temi ho opinioni differenti da Berlusconi. Il premier rispetti gli organi costituzionali»
&lt;p&gt;
«Il Pdl così com'è organizzato non mi soddisfa al 100 per cento. È la caserma che non mi piace». Lo ha detto Gianfranco Fini a «Che tempo che fa». A una domanda del conduttore della trasmissione, Fabio Fazio, sull'ipotesi avanzata dal direttore del Giornale, Vittorio Feltri, di Berlusconi che chiede a tutti i parlamentari del Pdl di firmare un documento che li impegnano ad appoggiare una legge che metterebbe il premier al riparo dai processi, il presidente della Camera ha risposto: «Gli autografi si chiedono a Sting non ai deputati. Il presidente della Camera non firma nulla. I deputati si regolano loro. Comunque quel che scrive Feltri mi lascia del tutto indifferente. Feltri è un direttore indipendente. Bisogna vedere se è indipendente dalla sua volontà».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;OPINIONI&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Non ho difficoltà a dire che su alcune questioni con Berlusconi abbiamo opinioni diverse», ha aggiunto l'ex leader di An. «Quando non condivido alcuni obiettivi non lo mando a dire, lo dico. Quando si è leali con una persona, occorre dire cosa non si condivide, se no non si è leali, si è supini».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;GIUSTIZIA&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Una legge sulla prescrizione breve danneggerebbe molti cittadini in cui sono parte lesa nei processi che cadrebbero in base a questa norma. «Il 95% dei magistrati è da ringraziare. La magistratura ha pagato un tributo altissimo di vite. Fatte queste premesse, discutiamo pure delle cose che non vanno, come l'abnorme lunghezza dei processi». Fini ha detto di ricordarsi del «problema di non togliere ai cittadini il sacrosanto diritto di sapere chi ha ragione e chi ha torto. Se con una leggina questo diritto gli viene tolto, giustamente il cittadino si arrabbia».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;RISPETTO DELLA COSTITUZIONE&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Berlusconi ha diritto di governare perché glielo hanno dato gli elettori», ha aggiunto il capo di Montecitorio. «Ma deve governare nel pieno rispetto di altri organismi previsti dalla Costituzione. Governare implica rispetto della Corte costituzionale, del Parlamento, del presidente della Repubblica e della magistratura. Auspico che le riforme siano condivise. Una riforma a maggioranza non è oppressione, ma le istituzioni sono la casa degli italiani».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_novembre_08/fini-pdl-fazio_8993be02-cca2-11de-b450-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>IDA SCARPATO: Dimissioni. Troppi coni d’ombra. Io voglio lavorare con persone trasparenti in un ambiente sano e pulito e al Comune di Castellammare questo non è più possibile.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/10/14/ida-scarpato/dimissioni-troppi-coni-d%E2%80%99ombra-io-voglio-lavorare-con-persone-trasparenti-in-un-ambiente-sano-e-pulito-e-al-comune-di-castellammare-questo-non-%C3%A8-pi%C3%B9-possibile/418600"></link>
  <updated>2009-10-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>418600</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Castellammare di Stabia (NA) (Lista di elezione: AN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Così la consigliera comunale del Pdl Ida Scarpato ha spiegato la decisione di dimettersi da Palazzo Farnese. &lt;br /&gt;
Dimissioni protocollate nella tarda mattinata di ieri e che contribuiscono ad esasperare il clima già di per se avvelenato che si respira all’interno del palazzo di città dopo l’arresto dei killer di Gino Tommasino e gli inquietanti particolari emersi dalle indagini condotte dagli agenti del commissariato stabiese.

&lt;p&gt;
“Se mi allontano - continua la consigliera eletta nelle file di Alleanza Nazionale, candidata a sindaco nella tornata elettorale che vide la vittoria di Salvatore Vozza - è solo con l’augurio che l’istituzione comunale possa tornare a brillare di luce propria perchè tutti questi dubbi e questi sospetti contribuiscono a creare un clima torbido e la città non se lo merita.

&lt;p&gt;
Il mio unico appello è affinchè si faccia luce sulla vicenda al più presto. Il clima che si è respirato in tutti questi mesi è stato eccessivamente pesante ed è stato impossibile lavorare. Penso che avremmo fatto bene a dare un segnale forte come istituzioni e purtroppo non è stato così”.

&lt;p&gt;
Un consigliere comunale che rinuncia al mandato datogli dagli elettori perchè impossibilitata a lavorare con serenità e tranquillità. Una decisione che rischia di far traballare ulteriormente i già precari equilibri su cui si regge il governo cittadino e che potrebbe contribuire a spianare la strada all’arrivo della commissione d’accesso.

&lt;p&gt;
“In questo momento l’unica cosa importante - continua - è far luce sulla vicenda e far venir fuori che la politica è pulita perchè se così non fosse sentirei anche su di me il peso del fallimento. Per questo ben venga la commissione d’accesso. Non ritengo invece necessario richiedere le dimissioni del sindaco dal momento che fino ad ora non mi sembra che ci siano legami tra quanto accaduto e questa amministrazione. Mi auguro - conclude - che le indagini proseguano e che al più presto si faccia chiarezza”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.metropolisweb.it/legginews.asp?idarticolo=21424&amp;titolo=Scarpato%20si%20dimette%20dal%20consiglio:%20Clima%20torbido,%20impossibile%20lavorare&quot;&gt;metropolis web&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Pier Ferdinando CASINI: Pdl. «Il progetto non c’è, nasce e finisce con Berlusconi»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/05/pier-ferdinando-casini/pdl-%C2%ABil-progetto-non-c%E2%80%99%C3%A8-nasce-e-finisce-con-berlusconi%C2%BB/390550"></link>
  <updated>2009-03-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>390550</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
In Italia c'è stato il disegno di passare al bipartitismo e il &quot;gravissimo errore&quot; di Walter Veltroni è stato proprio quello di &quot;assecondare Silvio Berlusconi&quot; in questo progetto. Anche perché, la &quot;differenza di voti è talmente forte&quot; che avremmo &quot;un monocolore berlusconiano sempre, fin quando Berlusconi è in campo&quot;.

&lt;p&gt;
Ne è convinto il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini che spiega: &quot;Il Pdl ha un inizio e una fine che si chiama Silvio Berlusconi. Questa è una constatazione oggettiva&quot;.
&quot;La sua -insiste- è una leadership straordinaria, lui è il Pdl: il progetto non esiste, è imperniato solo su Berlusconi. E' un allargamento di Fi, anche se questo irrita An&quot;.
Il leader dell'Udc riafferma quindi la posizione alternativa del suo partito: &quot;Io credo ai partiti e non ad un bipartitismo fondato sulla finzione di essi&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;L'Udc - sottolinea- non può tradire il mandato dei propri elettori con i quali ha stretto un patto di fedeltà. Siamo collocati al centro e alternativi sia al Pd che al Pdl. Non possiamo quindi cambiare le carte in tavola. E continueremo così&quot;.

&lt;p&gt;
Quanto allo &quot;pseudo ricatto&quot; di Ignazio La Russa (che ha ammonito i centristi sul fatto che &quot;la politica dei due forni non paga&quot;) Casini lo respinge al mittente: &quot;La Russa non è in condizione di dare nessun ultimatum all'Udc&quot;, sottolinea, osservando che &quot;la politica dei due forni è la politica di chi cerca di lucrare dei posti dalle divisioni, ma la scelta di andare da soli ci fa perdere posti, non guadagnare. Forse La Russa si riferisce a qualcuno dei suoi alleati di oggi, a qualcuno del Pdl, quando parla di politica dei due forni&quot;.
&lt;p&gt;
&quot;Noi - ribadisce l'ex presidente della Camera- abbiamo un patto di fedeltà che ci lega ai nostri elettori, siamo andati al centro, alternativi al Pd ma anche a Berlusconi. Noi siamo fuori dal potere ma ci rimaniamo, e continueremo così sennò saremmo degli opportunisti della politica&quot;.

&lt;p&gt;
Certo, precisa, &quot;non abbiamo fatto voto di castità: nelle periferie dove si registrano novità positive, come a Trento, cerchiamo di appoggiarle. Se si alleano con noi in qualche parte in periferia non è per fare un favore a noi, ma per farlo a loro&quot;.

 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.liberal.it/colonnasinistra/casini_2009-03-05.aspx?altTemplate=Stampa&quot;&gt;Liberal&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Italo BOCCHINO: «AI PdI non serve il monarca Silvio»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/20/italo-bocchino/%C2%ABai-pdi-non-serve-il-monarca-silvio%C2%BB-intervista/388306"></link>
  <updated>2009-01-20T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388306</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) - Vicepres. Camera VICE PRESIDENTE GRUPPO DEPUTATI POPOLO DELLA LIBERTA'  (Gruppo: AN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Non sarà il partito dell`uomo solo al comando»: Italo Bocchino vicepresidente dei parlamentari del Pdl fissa i sui paletti sul nuovo partito.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Gazebo andati male, statuto in alto mare, data del congresso non definita. Che succede nel Pdl?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Partirei da un`analisi politologica:

accade sempre, quando i partiti sono al governo, che per un paio d`anni si concentrino più sui problemi del paese che sulle questioni interne.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Vuole dire: nessun problema?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Il dibattito di questi giorni è fisiologico visto che siamo alla vigilia di un passaggio anche burocratico.

Ma, politicamente, il Pdl è già nato. Alle elezioni, presentandoci insieme, abbiamo preso più della somma dei due partiti.

Nei gruppi parlamentari ci muoviamo come esponenti del nuovo partito e non come Forza Italia o An. Ora si tratta di affrontare questioni spinose: sedi, incarichi, organizzazione, statuto. Ed emerge qualche difficoltà. In fondo, è più facile innamorarsi che mettere su casa insieme.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Come sarà la nuova casa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Questo è un grande tema. Anche perché le case di provenienza sono ben chiare. Forza Italia, che non è un partito di plastica, si può definire, usando la brillante espressione di Tremonti, una &quot;monarchia anarchica&quot;. An invece si è mossa sulla base di un presidenzialismo costituzionale, in cui Fini decideva, eccome, ma all`interno di una dialettica interna.
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Quale sarà la sintesi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Una via di mezzo. Il modello dove uno decide per tutti non funziona:

chi appartiene a un partito non può seguire in silenzio le decisioni altrui.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Propone una sorta di monarchia costituzionale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Qualcosa di più. La monarchia prevede un uomo solo al comando.

lo dico che il Pdl deve avere una leadership duale. O, per dirla con un termine che si è usato per Mediobanca, una governance duale. Così come le liste unitarie hanno preso più della somma dei singoli partiti, la governance Berlusconi-Fini rende di più della somma tra i due.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Significa che vuole un partito democratico?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Noi possiamo anche fare una norma nello statuto che prevede che finché farà politica Berlusconi resta leader e decide quello che vuole, sempre d`intesa con Fini ovviamente. Ma il punto è che dobbiamo costruire un partito per i prossimi cinquant`anni, altrimenti non ha senso e preferisco stare a casa mia. Come modello penso a una moderna Dc.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Intende radicato e non di plastica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Intendo strutturato nella società, con aderenti, moderne forme di iscrizione. Insomma fatto non solo di internet e blog ma in cui il territorio decide. Possiamo non chiamarle sezioni, ma uno non può apprendere le candidature al suo Comune leggendo i giornali.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Berlusconi è abituato a fare così.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Berlusconi ha un tratto antipolitico nel suo modo di essere che lo rende geniale. E' abituato ad affidarsi all`intuito e ai sondaggi.

E capisco che per lui una direzione con cento persone che parla di candidature è una sofferenza.

Ma un sistema di regole serve. E occorrono luoghi in cui se uno non è d`accordo si possa alzare e dirlo.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Dentro An ci sono malumori.

Alemanno ha detto: no ad annessioni.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


Questo lo abbiamo detto tutti.

E infatti stiamo lavorando per costruire una cosa nuova. Tra l`altro il patrimonio culturale della destra nel nuovo partito lo abbiamo già portato. Basta vedere le nostre proposte sulla sicurezza o sull`economia.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il matrimonio sarà in comunione dei beni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Sarà in comunione dei beni futuri. La dote che portiamo è il rimborso elettorale. Se si riferisce agli immobili di An, diciamo che quelli fanno parte invece del patrimonio della famiglia di provenienza.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Il governo perde cinque punti nei sondaggi. Come reagirete al malessere del Nord?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Costruendo il partito. Dopodiché non si può accontentare sempre il rivendicazionismo della Lega. Un riequilibrio è un problema di tutti, ma soprattutto del premier, visti i suoi incontri periodici ad Arcore con Bossi, e anche del ministro dell`Economia che ama molto il Caroccio. Altrimenti il rischio di pagare in termini elettorali è evidente.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E il federalismo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 L`accordo è fatto e manterremo gli impegni. Ma sul Mezzogiorno dobbiamo fare di più. Penso a un istituto di credito, a un utilizzo serio dei Fas, a ridurre l`assistenzialismo nell`uso dei fondi pubblici, alla meritocrazia. Il Sud è una partita tutta da giocare.

 &lt;br /&gt;

 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KI7IC&quot;&gt;Il Riformista - Alessandro De Angelis&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Ignazio LA RUSSA: «Rischiamo di fare la fine del Pd»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/15/ignazio-la-russa/%C2%ABrischiamo-di-fare-la-fine-del-pd%C2%BB/388218"></link>
  <updated>2009-01-15T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388218</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Malgrado tutto quello che gli succede attorno, Silvio Berlusconi vuol far vedere che è di buon umore. Ieri invece ha dovuto registrare un’altra giornata di tensione che si è conclusa con il suo appello a 72 deputati sudisti che gli hanno scritto per protestare contro le continue penalizzazioni subite dalle Regioni meridionali. «Già ho le preoccupazioni della Lega - ha spiegato ad alcuni di loro nella sala del governo a Montecitorio - che cerca di intestarsi ogni vittoria per conquistare i nostri voti. Poi ci sono i problemi per la nascita del Pdl e si sta complicando tutto. Per favore, non vi ci mettete pure voi...». &lt;br /&gt;
Dopo il voto di fiducia al decreto anti-crisi, il premier però sfoggia un sorriso dei suoi. Fibrillazioni nella maggioranza? Macché, «tra noi abbiamo riso e scherzato su tutto. D’altronde, scusatemi,vedendo le condizioni in cui si trova l’opposizione non dovremmo essere allegri?».

&lt;p&gt;
Sono allegri tutti, anche Tremonti e Bossi alla buvette si fanno un po’ di risate: il leader della Lega, che ha appena incontrato il premier, annuncia che la liberalizzazione delle rotte per Malpensa è cosa fatta e portata a casa. Pazienza se l’Alitalia ha fatto l’accordo con Air-France. «Dobbiamo arrenderci all’evidenza», dice Bossi. Ma intanto scatena la guerriglia dei suoi sindaci per sforare il patto di stabilità. Un calcio negli stinchi al sindaco di Roma Alemanno che ha appena ottenuto in esclusiva nazionale questa possibilità. Bossi si permette anche di invadere il campo alleato e dire che la fusione del Pdl non funziona.

&lt;p&gt;
«Si impicci dei suoi affari e della sua base», replica Ignazio La Russa, che chiede a Bossi «un po’ di decenza e di non esagerare nella competizione». Ecco, mentre Berlusconi dice di essere allegro, i dirigenti di An seduti nei divanetti di Montecitorio hanno i musi lunghi. «Tutti - precisa La Russa - devono abituarsi al fatto che Fini è anche il leader di An e che ogni offesa a Fini è un’offesa ad An». Il problema di An è la concorrenza del Carroccio e la nascita del Pdl “modello predellino” dentro il quale rischia di essere inghiottito. Berlusconi convoca il congresso del Pdl per il 27 marzo e La Russa si affretta a dire che la data non è stata ancora decisa. Non c’è un accordo sulle regole, sul potere di decisione interna, sulla selezione della classe dirigente. A evidenziare il clima di tensione l’assenza anche di una sola stretta di mano tra Fini e Berlusconi alla Camera, dove era arrivato per votare la fiducia.

&lt;p&gt;
Infatti il premier infastidito ha confidato ai dirigenti di Fi convocati a Palazzo Grazioli che questi «continui scontri» danneggiano l’immagine del governo: «Il nostro vero capitale non è solo il lavoro che stiamo facendo, ma anche l’unità che riusciamo a esprimere. E invece questi signori stanno ancora a ragionare sul bilancino delle regole». «E’ evidente - dicono gli uomini di Fini - che qui si scontrano due modi di vedere». La Russa è stizzito. Spiega che il modello di Fi ha funzionato, ma anche quello di An ha avuto successo. «Allora nessuno deve pretendere di portare l’altro al proprio capolinea. Bisogna rendersi conto che nel Pdl ci sono due presidenti, non un solo uomo al comando. Dobbiamo incontrarci in un punto intermedio, altrimenti non è detto che questo congresso si faccia. E’ meglio che queste cose vengano chiarite, che i due presidenti si parlino prima di fare un partito insieme.

&lt;p&gt;
Se rimangono gli equivoci, facciamo la fine del Pd». E invece Fini e Berlusconi non si parlano, nemmeno in questi giorni di caos: l’ultima volta si sono sentiti a Natale, per farsi gli auguri. E’ Gianni Letta l’”ufficiale di collegamento”, ma una schiarita non c’è stata nella telefonata di ieri. Il premier dice che sarebbe da «pazzi» non fare il congresso e dissimula la sua rabbia: «Fini svolge bene il ruolo istituzionale. Bravo, chapeau». Ma Berlusconi non ha affatto gradito che il presidente della Camera sia salito al Quirinale, su invito di Napolitano, e abbia ricevuto dal capo dello Stato l’apprezzamento sincero per come si è comportato sulla fiducia. La presidenza di Montecitorio rimanda al discorso che Napolitano ha fatto alle alte cariche dello Stato (Berlusconi era assente per mal di schiena) in difesa delle prerogative del Parlamento: definì la decretazione d’urgenza «un punto dolente». «Le dichiarazioni Berlusconi, insieme a quelle di apprezzamento dell’opposizione - ha concluso ieri Fini - mi incoraggiano a proseguire su questa strada».
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/KGE/KGEGW.pdf&quot;&gt;La Stampa - Amedeo La Mattina&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Silvio BERLUSCONI:  «Così Fini farà la fine di Casini»  [Link all'interno: presidente della Camera]</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/14/silvio-berlusconi/%C2%ABcos%C3%AC-fini-far%C3%A0-la-fine-di-casini%C2%BB-link-allinterno-presidente-della-camera/388190"></link>
  <updated>2009-01-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388190</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Gianfranco cerca visibilità. Ma così il ruolo lo perde e non lo trova. Sta sbagliando tutto. Se cerca spazio nel futuro del Pdl, così farà solo la fine di Casini. Lì ce lo abbiamo messo noi e non il Pd». &lt;br /&gt;
Da qualche settimana Silvio Berlusconi ha messo nel mirino il &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/dichiarazione/388176&quot;&gt;presidente della Camera.&lt;/a&gt; E anche la strigliata fatta ieri al governo non l’ha digerita. Anzi, lo ha mandato su tutte le furie.

 
&lt;p&gt;

Eppure, quel che è accaduto ieri pomeriggio nell’aula di Montecitorio non è stato solo lo &quot;scontro&quot; sulle formalità istituzionali. Non si tratta esclusivamente di un battibecco tra il Cavaliere e il leader di An. Ma è la rappresentazione plastica delle tensioni che stanno agitando la maggioranza.&lt;br /&gt;
 E già, perché dietro la questione di fiducia si è giocata una partita molto più ampia. Che ha contrapposto le due &quot;anime&quot; che si contendono la supremazia nel centrodestra. Il partito del nord contro quello del sud. Giulio Tremonti contro Fini. La Lega di Bossi contro Gianni Letta. Il premier media, ma con il dente avvelenato nei confronti dell’inquilino di Montecitorio.

&lt;p&gt;
 

L’ondata di emendamenti al decreto anticrisi, infatti, ha preso origine da questi conflitti. Il secco &quot;no&quot; del ministro dell’Economia alle richieste di molti parlamentari meridionali (in particolare sulle tariffe elettriche che penalizzerebbero le imprese del sud) ha scatenato la bagarre. Centoventi proposte di modifica, tutte presentate dal Pdl, hanno messo sulla graticola il Tesoro. Non solo. &lt;br /&gt;
Lo stesso Tremonti nello scorso week end aveva chiesto di rivedere completamente il testo del provvedimento. Per correggerlo e ampliarlo con un maxiemendamento. «Quelle richieste sono inaccettabili. Hanno capito in che situazione ci troviamo? - si è lamentato il capo di Via XX Settembre.&lt;br /&gt;
Semmai bisognerebbe cambiare il decreto per stringerlo ulteriormente». Tant’è che nessuno esclude un nuovo decreto mille proroghe per colmare qualche lacuna. Uno stop cui i deputati del Pdl hanno però reagito con nervosismo, appunto con un fiume di emendamenti. Tant’è che lunedì sera, dopo un colloquio con il capogruppo Pd Antonello Soro, Fini ha lanciato l’allarme. Difendendo le istanze &quot;sudiste&quot; e invitando l’esecutivo a correre ai ripari. Ha chiesto a Gianni Letta di evitare la fiducia. La soluzione escogitata, allora, è stata quella di sterilizzare le istanze di tutti, &quot;nordisti&quot; e &quot;sudisti&quot;, blindando il testo già approvato in commissione.

&lt;p&gt;
 

Ma i malumori non sono affatto passati. E l’ultimo scorcio della medesima partita si è consumata ieri sera con l’attacco del Carroccio a Gianni Letta. Roberto Castelli si è scagliato contro il sottosegretario sulla vicenda Malpensa-Fiumicino. &lt;br /&gt;
Ossia, ancora nord contro sud. Nello stessa logica il ministro degli Interni, Roberto Maroni, ha ripresentato l’emendamento sulla tassa sul permesso di soggiorno per gli immigrati. Così, di fronte al forcing lumbard, Fini ha rilanciato la sua parola d’ordine: «La Lega faccia quel che vuole ma noi quella tassa non la votiamo nemmeno al Senato».

 
&lt;p&gt;

Il clima pesante non piace per niente a Berlusconi. Non vuole ripercorrere il sentiero litigioso percorso nel 2001-2006. Evita di schierarsi apertamente nel braccio di ferro tra le due anime della Cdl. Ma le uscite di Fini lo indispettiscono. «Cerca visibilità - si è sfogato con i suoi - ma non si è reso conto che non lo seguono più nemmeno quelli di Alleanza nazionale. Se continua così diventa il leader del Pd». Parole che il capo del governo ripete da tempo. Come è successo sabato scorso sulla tassa sugli immigrati. «Sapeva benissimo - si era sfogato nella sua camera d’albergo a Cagliari - che non l’avrei fatta passare.&lt;br /&gt;
 E invece ha dovuto fare uno show». Stesse lamentele sulla giustizia. Perché il premier non ha affatto digerito la lettera al Corriere. «Pensano di costringermi a fare quello che vogliono loro, pensano di circondarmi». E quegli altri sarebbero il Quirinale e il Csm, Giorgio Napolitano e Nicola Mancino. «Ma sappiano - ha avvertito - che una riforma come dicono loro, io non la faccio. Tanto vale lasciare tutto così com’è».

 
&lt;p&gt;

Anche da parte di Fini i &quot;non possumus&quot; non mancano. Ieri la terza carica dello Stato se l’è presa soprattutto con il ministro per i rapporti con il Parlamento: «ha detto delle cose incredibili. Non poteva far finta di niente». Ma in gioco c’è il futuro del Pdl. Da tempo i vertici di An si lamentano per lo scarso peso assegnato nel nuovo partito.&lt;br /&gt;
 Viene rimarcata la circostanza che non è previsto un ruolo per Fini nel Popolo delle Libertà. «Un ruolo - dicono i suoi fedelissimi - che dovrebbe essere alla pari di quello di Berlusconi». Del resto, bastava leggere mercoledì scorso l’intervista rilasciata al Tempo da uno dei principali consigliere di Fini, Alessandro Campi, e in privato rivendicata dal presidente della Camera: «Se il Pdl non cambia, An rischia di entrare in un calderone e rimettersi alla volontà di Berlusconi. Un suicidio politico». Insomma, la posta in palio è la guida e i compiti nel futuro del centrodestra. Di successione, però, Berlusconi non vuole sentire parlare. Soprattutto dagli attuali &quot;contendenti&quot;.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KFZ45&quot;&gt;La Repubblica - Claudio Tito&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Andrea RONCHI: D'accordo con Napolitano, in Europa manca una guida ed è priva di identità e valori condivisi.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/02/andrea-ronchi/daccordo-con-napolitano-in-europa-manca-una-guida-ed-%C3%A8-priva-di-identit%C3%A0-e-valori-condivisi/382991"></link>
  <updated>2008-12-02T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382991</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) -  Ministro  Politiche comunitarie (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Mi identifico e tutto il governo di cui faccio parte ci identifichiamo nel richiamo del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e lavoriamo per un'Unione Europea sempre più unita che parli al più presto con una sola voce.&lt;br /&gt;

La recente gravissima crisi economica internazionale ha dimostrato che l'Europa non ha saputo dare, se non dopo tanti tentativi di mediazione, una risposta immediata ed univoca.&lt;br /&gt;


Impoverimento culturale e morale su meridionalismo ed europeismo? Il Presidente Napolitano ha pienamente ragione, Alleanza Nazionale lo denuncia da tempo. L'Europa manca di una guida e una guida prima che essere economica deve essere per forza di identità e valori condivisi.&lt;br /&gt;

[...]
E' inaccettabile che nell'Unione Europea la lingua italiana possa essere discriminata. Stiamo facendo una vera battaglia che è prima culturale e poi politica perché l'italiano possa avere il giusto ruolo all'interno dell'Unione Europea.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.politichecomunitarie.it/comunicazione/16271/napolitano-ronchi-condivido-il-richiamo-lue-parli-con-una-sola-voce&quot;&gt;Sito del Dipartimento delle Politiche Comunitarie&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Andrea RONCHI: An non si scioglie e non viene meno ai suoi principii.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/11/29/andrea-ronchi/an-non-si-scioglie-e-non-viene-meno-ai-suoi-principii/382973"></link>
  <updated>2008-11-29T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382973</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) -  Ministro  Politiche comunitarie (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nessuno pensi che An si scioglie: noi costruiremo insieme il Pdl, ma An rimane intatta. Nessuno annettera' nessuno. An portera' in questo partito la sua identita', i suoi valori, la sua cultura, le sue idee-forza, la sua costruzione morale, culturale e politica. Chiunque pensi che An si possa sciogliere o venire meno ai suoi principi si sbaglia di grosso e se ne rendera' conto presto. La scelta e' stata fatta a San Giovanni due anni fa e alle urne ad aprile che hanno dato all'intuizione di Fini e Berlusconi una grande risposta, come numero di elettori e come entita' della vittoria. Un percorso dal quale non si puo' tornare indietro. &lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Fini e' stato interpretato in modo demagogico. Il suo era un ragionamento culturale, piu' che politico. Chi ha pensato di vedere in quelle parole una critica, certamente sbaglia. Il Pdl che si va a costruire deve essere fondato su regole: non ci sono padroni nel partito. [Il Pdl] sara' fatto da democrazie interne e questo e' bene che tutti se lo mettano in testa. Lo vedrete nel congresso nel quale ritengo che An decidera' di confluire e di creare questo nuovo partito. Noi non entriamo in Forza Italia, noi facciamo un nuovo partito dove An entra con tutte le sue motivazioni, con tutta la sua storia insieme agli amici di Forza Italia. Quello che e' oggi sara' anche domani. Nessuno pensi che noi possiamo cambiare registro.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/RONCHI-INSIEME-IN-PDL-MA-AN-NON-SI-SCIOGLIE/news-dettaglio/3433224&quot;&gt;La Repubblica&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
<entry>
  <title>Gianfranco ROTONDI: No ad altri soci fondatori del Pdl, piccoli partiti si uniscano per la costituente.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/11/23/gianfranco-rotondi/no-ad-altri-soci-fondatori-del-pdl-piccoli-partiti-si-uniscano-per-la-costituente/382884"></link>
  <updated>2008-11-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382884</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Attuazione del programma (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Benvenuto alla Santanche' e alle personalita' che sceglieranno il Pdl, ma nel partito serve un chiarimento: non possiamo sciogliere i nostri partiti e poi favorire la fondazione di un partito al giorno. I soci fondatori del Pdl sono Forza Italia e Alleanza Nazionale, poi hanno aderito Dca, Azione sociale, Psi, Pri e il presidente Dini. Per noi l'elenco si chiude qui o il banco salta. Ritengo, anzi, che i partiti fuori da Forza Italia e An, per quanto piccoli, rappresentano culture omogenee e potranno anche decidere di unirsi riducendo a tre i soggetti costituenti. L'ultima cosa che potremo accettare e' una frammentazione artificiale che e' tutto il contrario del Pdl&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://iltempo.ilsole24ore.com/adnkronos/?q=YToxOntzOjEyOiJ4bWxfZmlsZW5hbWUiO3M6MjE6IkFETjIwMDgxMTIzMTI1NTUwLnhtbCI7fQ==&quot;&gt;Il Tempo&lt;/a&gt;</summary>
</entry>
</feed>
