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  <title>Openpolis - Argomento:  editoria</title>
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  <updated>2011-07-20T00:00:00Z</updated>
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  <title>Donatella PORETTI: Radicali contro legge corporativa sul prezzo dei libri, provvedimento per casta editoria </title>
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  <updated>2011-07-20T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Proprio in questi giorni, in cui si fa un gran parlare di casta accusando la casta della politica, questo provvedimento, riguardante l’aumento del prezzo dei libri, ci rientra a pieno titolo. Si parla di un’altra casta, quella dell’editoria. Ancora una volta vogliamo sottolineare che questo è un provvedimento corporativo e protezionista, che vede il mercato come un qualcosa di pericoloso, come una giungla non da regolamentare e da disciplinare, ma da cui scappare a gambe levate. Questo provvedimento, limitando gli sconti ed imponendo i prezzi per legge, dovrebbe imporre ed invogliare la lettura e l’acquisto di un libro ma gli effetti saranno chiaramente opposti. 
&lt;p&gt;Per questi motivi, con il collega Marco Perduca ci asterremo dal votare questo provvedimento.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog.donatellaporetti.it/?p=2353&quot;&gt;blog.donatellaporetti.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Editoria: il mondo del libro può tirare un sospiro di sollievo</title>
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  <updated>2011-07-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590176</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Il mondo del  libro può tirare un sospiro di sollievo. Grazie alla nuova legge Levi sul prezzo del libro,da oggi gli editori, i librai, i lettori, gli autori, sono tutti più protetti e l'Italia sa che potrà continuare a contare su un'offerta culturale ricca, diversificata e plurale.  Il merito maggiore di questo successo e di questa legge va all'on. Ricardo Franco Levi del Partito Democratico che l'ha voluta, l'ha firmata e ha contribuito a portare alla fine le Camere ad un voto unanime con un attento ascolto delle voci di tutti gli attori del mercato del libro e con un tenace lavoro parlamentare&quot;. E' quanto si legge in una nota di &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; capogruppo del Pd alla Camera.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20110720-editoria-franceschini-pd-il-mondo-del-libro-puo-tirare-un-sospiro-di-sollievo&quot;&gt;AGENPARL&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Berlusconi: alla mafia supporto promozionale da Piovra e Gomorra</title>
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  <updated>2010-04-16T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>497513</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La mafia italiana, non so in base a quale classifica, risulta la sesta nel mondo, ma in realtà è la più conosciuta grazie al supporto promozionale che ha ricevuto dalle otto serie tv come 'La piovra', vista in 160 Paesi e anche dalla letteratura, come ad esempio 'Gomorra'. Noi invece ci siamo posti come obiettivo quello di contrastarla.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2010/04/16/visualizza_new.html_1763412030.html&quot;&gt;ANSA&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: «&quot;Liberazione&quot; Costa molto e vende poco»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2009-01-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>383322</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;Accusare Bonaccorsi e Fagioli solo perché trattano con me è schizofrenia&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Segretario, e il suo viaggio in Palestina? Pure su quello si è sentito trattato male da Liberazione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;No, no, hanno coperto bene. Laggiù c'è una situazione talmente grave. Però, non è mica una questione personale fra me e il giornale&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Paolo Ferrero, come segretario del partito, versus Sansonetti, direttore. Si arrabbia ancora ogni giorno aprendo il quotidiano?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Certo capita. Però oggi, primo dell'anno, sono a sciare sul Bianco, tremila metri... &quot;.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma la valanga sta per abbattersi sul direttore.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Se mi trovano tre milioni e mezzo di euro sono pronto pure al passo indietro. Quello lì è il buco 2008 che il partito è chiamato a coprire. E non ce la facciamo più. Anche perché la minoranza gioca scientificamente allo sfascio&quot;.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Scissione vicina?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Non so se la minoranza la voglia davvero: un quarto mini-partitino in nome dell'unità a sinistra? Boh. Comunque, io non caccio nessuno. Perché sono un vero democratico. Ma certo non mi suicido&quot;.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il Prc non si scioglie.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Ma certo che no. Tutti questi attacchi hanno in realtà anche la funzione di coprire porcherie, di subalternità al Pd. A Firenze i due consiglieri fuoriusciti hanno bocciato la commissione d'inchiesta sulla Fondiaria. In Calabria l'assessore ha ratificato il piano Gelmini&quot;.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Liberazione così non dura?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;La metto in un altro modo: quanto dura così il partito della Rifondazione comunista? Buttiamo dentro il giornale più quattrini che per le nostre iniziative politiche. E' come L'Unità che andava trascinando nel baratro anche il Pci&quot;.&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Coraggio, arrivano i nostri. L'editore Bonaccorsi, da lei stesso lanciato a sorpresa. Un kamikaze o uno che punta ai soldi pubblici dell'editoria?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Qui voglio fare chiarezza. Perché il buco di tre milioni e mezzo è già al netto degli introiti per l'editoria, già calcolati in quel deficit. Non si possono perciò fare giochetti con i contributi, non mi pare aria di furbetti del quartierino&quot;.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Un kamikaze, allora?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Un editore. Che rischia, perché intravede un mercato. Che esiste. Prima di Sansonetti del resto eravamo a diecimila copie. Ora circa a metà&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Ai vendoliani non piace. E Luxuria protesta perché teme un ritorno all'omofobia, sentite anche le parole di Massimo Fagioli.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Che debbo rispondere, che siamo alla schizofrenia? Quanto è figo il guru Fagioli se Bertinotti va nella sua libreria 'Amore e psiche' nientemeno ad aprire la campagna elettorale. Ma quanto è stronzo se invece incoraggia Bonaccorsi, che tratta con Ferrero per Liberazione. E non basta&quot;.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Che altro?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Bonaccorsi è l'editore di 'Alternative per il socialismo', la rivista di Bertinotti, bravissimo allora. Ha finanziato la riunione della minoranza, a Roma, a metà dicembre. Un grande. E fa 'Left', punto di riferimento per i vendoliani. Eccezionale. Poi, ne parlo io, e patatrac, tutti questi stessi compagni mi massacrano. Stalinista. Affossatore del giornale. Imbroglione&quot;.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L'editore non ha presentato un piano.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Perché siamo ancora nella fase della manifestazione di interesse. Il piano arriverà presto, subito dopo le feste. Vedremo. Valuteremo. Insieme ad altre eventuali offerte&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
C'è quella di Sansonetti: date il giornale ai giornalisti, con un comitato di garanti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Discuteremo anche dell'ipotesi cooperativa. Ma sempre che ci dicano anche come ripianare il buco&quot;.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KC6I1&quot;&gt;La Repubblica - Umberto Rosso&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Furio COLOMBO: Un «editore fortunato» e un uomo libero nell’ Italia di regime</title>
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  <updated>2008-12-18T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>383084</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Lo stendardo
dell’Anpi in una basilica romana
accanto al corpo di un
principe di cui si stanno celebrando
le esequie, un vescovo
che si rivolge alla persona
scomparsa ricordando la
Resistenza, ricordando l’impegno
civile, la partecipazione mai interrotta
nei momenti difficili, controversi, pericolosi,
nella vita del Paese, tutto ciò non è una tipica
scena italiana ai giorni nostri. Ma è ciò che è
accaduto nella basilica di San Bartolomeo, all’Isola
Tiberina, la mattina del 17 dicembre.
Il principe era Carlo Caracciolo, morto la
sera del 15 dicembre. Il vescovo era monsignor
Paglia, che molti conoscono per il suo
legame con la comunità di Sant’Egidio e con
le imprese di pace di quella comunità. La bandiera
dei partigiani era lì a ricordare che Carlo
Caracciolo, anni 83, non aveva mai dimenticato
o oscurato quel passaggio giovane della
sua vita in cui aveva partecipato alla Liberazione
e dunque alla ricostruzione di una Italia
nuova e libera.
&lt;p&gt;

Carlo Caracciolo ha fatto per tutta la vita
l’editore. Non era solo, all’inizio nel progetto
di dare un contributo moderno e intelligente
al Paese. Per esempio, tutto comincia quando
Adriano Olivetti decide di affidare a lui
l’Espresso. L’Espresso è un settimanale diverso,
nato libero, con una parentela francese
(L’Express di Jean-Jacques Servan-Schreiber),
una affinità americana (Newsweek) e
un occhio più o meno consapevole al periodico
politico-culturale tipo Die Zeit.Vi lavorano
ovi collaborano già personaggi nuovi e diversi.
Di tutti e tre questi giornalismi senza frontiere,
alcuni vengono o verranno dal mitico Il
Mondo (proprietà di un altro Olivetti, Arrigo).
Altri verranno e saranno per un lungo
periodo il riferimento alto del giornalismo italiano.
Assediato dalla Confindustria che già
allora non amava giornali come L’Espresso,
premuto dai grandi eurocrati che erano anche
potenti clienti della grande fabbrica italiana
di calcolatrici e macchine per scrivere,
Adriano Olivetti si rende conto che, per essere
veramente nuovo e libero, un giornale come
L’Espresso non poteva appartenere a un
industriale e che bisognava inventare la figura
dell’«editore puro», già allora estranea alla
vita pubblica e alla società italiana.
Olivettiha scelto Carlo Caracciolo.E il principe
Carlo Caracciolo di Castagneto, figlio
dell’unico ramo di grande nobiltà italiana
estraneo alla monarchia e al fascismo, al punto
di fare il combattente della Resistenza, è
diventato il dottor Carlo Caracciolo, Editore.
&lt;p&gt;

È stato un lungo percorso fortunato, come
racconta lui stesso nel libro di Nello Ajello.
Però non è il tipo di fortuna che va dove porta
il vento, che si lascia spingere, dirigere, trainare
da ciò che conviene. Si forma un patto di
fiducia fra editore e giornalisti, che vanno da
Arrigo Benedetti a Giorgio Bocca, da Camilla
Cederna a Bernardo Valli (ma i nomi sono
tanti, cominciano tutti da giovani, si possono
scrivere i nomi di Arbasino, di Eco, ma anche
il mio) con un perno che è tuttora Eugenio
Scalfari.&lt;br /&gt;

C’è un prima e un dopo, nella vita dell’editore
fortunato, a cui è riconosciuta la bravura
di un equilibrio che non è fra un’idea e un’altra,
fra un po’ di opposizione e un po’ di regime,
ma in un testardo attaccamento a quella
che una scuola di business chiamerebbe «costante
innovazione del prodotto». Lo spartiacque
fra quel prima e quel dopo è la nascita di
la Repubblica. Caracciolo e Scalfari, come in
un western da brivido, puntano tutto su un
nuovo quotidiano nel Paese più conservatore,
abitudinario, sorvegliato e conformista
del mondo. La scommessa, arrischiata, prima
vince poi stravince.&lt;br /&gt;
E nasce in Italia un giornalismo
che anche adesso, mentre la firma di
Scalfari è tuttora la più autorevole (la sola a
cui ogni domenica Radio Radicale dedica
una lettura quasi completa) è di gran lunga il
giornalismo più giovane e innovativo d’Europa.
Sto scrivendo queste cose (mentre Ezio
Mauro, sul giornale di Caracciolo, proprio il
giorno del suo funerale, raccomanda
“strappo dai vecchi apparati e piazza pulita”
parlando di corruzione a sinistra) per nostalgia
o per disperazione? Si può fare a meno, in
Italia, a parte il dolore e la mancanza, dell’”
Editore fortunato”?
&lt;p&gt;
Certo - dai giorni di Adriano Olivetti - Caracciolo
ha contato molto, anno per anno nelle
strane e disorientanti stagioni della vita politica
italiana. E certo è stato un grande ostacolo
al giornalismo da lancio pubblicitario e
da campagne di potere guidate a distanza. Farò
un esempio. Il 16 dicembre, il giorno dopo
la sua morte, ho preso l’iniziativa di ricordare
Carlo Caracciolo alla Camera. Ho detto alcune
delle cose che avete letto in questa pagina
perché fossero incluse nei verbali del Parlamento
italiano. Ma nello spazio di un minuto,
il tempo concesso a un intervento per
“ragioni personali” e al di fuori del dibattito
in corso. Un minuto per il principe-editore
che viene dalla Resistenza e lascia una onorevole
eredità e dignità professionale ai giornalisti
e ai lettori che hanno accettato il patto e
avuto fiducia. I presenti nell’aula della Camera
- destra e sinistra - dopo il breve discorso
hanno applaudito. L’intervento in morte di
una persona evoca, il più delle volte, comportamenti
di cortesia. Non sempre. Il deputato
Giancarlo Lehner (Popolo della Libertà),
mentre ancora duravano gli applausi ha chiesto
subito la parola. E ha detto (trascrivo):&lt;br /&gt;

«Signor presidente vorrei sia messo agli atti
che, per ragioni morali, io mi dissocio dal signor
Caracciolo, mi dissocio profondamente.
È un personaggio che io ho considerato sempre
pericoloso». Sono parole che si possono
trascurare se il tema è la decenza o anche solo
le buone maniere.&lt;br /&gt;

Ma in un testo di storia di questa Italia, rancorosa
e spaccata, divisa fra ricatti e ronde,
fra processi aboliti per legge e minacce sempre
più ravvicinate di interventi pesanti sui
magistrati, definire Carlo Caracciolo, mentre
muore, «personaggio pericoloso» è un documento
utile e tragico per conoscere la storia
contemporanea italiana.&lt;br /&gt;

Dopotutto, in questa Italia di regime, non
c’è peggior nemico di un uomo libero. Per
giunta fortunato.&lt;br /&gt;
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=K868Q&quot;&gt;l'Unità - Furio Colombo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto CASSINELLI: &quot;E ORA IL TESTO DEFINITIVO&quot;</title>
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  <updated>2008-12-08T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>382863</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Tutto secondo i piani. Una settimana dopo averVi presentato la proposta 2.0, ecco che è pronto quello che credo possa essere davvero il testo definitivo.
&lt;p&gt;

Rispetto alla versione precedente, le modifiche sostanziali sono due:
&lt;p&gt;

1. È specificato che fra le “due o più persone regolarmente retribuite” che farebbero, insieme alle altre condizioni necessarie, scattare l’obbligo di registrazione, non è incluso l’editore del prodotto editoriale (in pratica, il proprietario del sito): quindi si tratta di “due o più persone” oltre all’editore.
&lt;p&gt;
2. Il limite per gli introiti da pubblicità è spostato da 36.000 euro a 50.000 euro lordi. Mi sembra un aumento significativo.

&lt;p&gt;
Entrambe queste modifiche mi sono state proposte da molti di Voi qui sul blog, ed anche via e-mail e su Facebook.

&lt;p&gt;
Trattandosi di richieste condivisibili e molto frequenti, mi è parso giusto accoglierle entrambe.
&lt;p&gt;

Le altre modifiche che leggerete sono più che altro di tipo formale.

&lt;p&gt;
Cliccando &lt;a href=&quot;http://www.robertocassinelli.it/pdl%20blog%20def.pdf&quot;&gt;qui&lt;/a&gt; potete scaricare il testo integrale della proposta di legge, corredato dalla sua relazione.

&lt;p&gt;
Mi pare che, insieme, in queste settimane, abbiamo lavorato davvero bene. Forse non ce ne siamo accorti, ma abbiamo messo in atto una primissima forma di e-democracy che è assai rara nel nostro Paese.

&lt;p&gt;
Confido sinceramente di poter continuare nel solco costruito con Voi in questi ultimi tempi, per renderci protagonisti di una nuova era in cui il web sia davvero al centro delle attenzioni della politica.

&lt;p&gt;
Ho diverse idee che ritengo possano interessarVi. Presto tornerò a disturbarVi per cercare ancora una volta di coinvolgerVi.

&lt;p&gt;
Vi saluto e mi raccomando: restiamo connessi. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://robertocassinelli.blogspot.com/2008/12/ed-ora-il-testo-definitivo.html&quot;&gt;robertocassinelli.blogspot.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Candidatura Ciarrapico: &quot;E' l'editore di giornali importanti e credo che sia assolutamente importante che questi giornali non siano ostili, visto che quasi tutti i grandi quotidiani stanno dall'altra parte&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/03/11/silvio-berlusconi/candidatura-ciarrapico-e-leditore-di-giornali-importanti-e-credo-che-sia-assolutamente-importante-che-questi-giornali-non-siano-ostili-visto-che-quasi-tutti-i-grandi-quotidiani-stanno-dallaltra/330166"></link>
  <updated>2008-03-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>330166</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FI) - Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI) (Lista di elezione: FI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La decisione di candidare Ciarrapico? «Per essere molto chiari – dice il leader del Pdl Silvio Berlusconi– si deve fare una campagna elettorale e si deve vincere. Ciarrapico è l'editore di giornali importanti e credo, allo stesso tempo, che sia assolutamente importante che questi giornali non siano ostili, visto che quasi tutti i grandi quotidiani stanno dall'altra parte». Il Cavaliere torna sulla vicenda dello scontro nel Pdl sulla candidatura di Giuseppe Ciarrapico, l'editore ciociaro che ha dichiarato di non aver mai rinnegato il fascismo, salvo poi correggere il tiro, dicendo di aver sempre condannato la perdita della democrazia e le leggi razziali.

&lt;p&gt;
Il leader del Pdl torna sull'argomento blindando la candidatura dell'editore ciociaro, scelta indigesta sia per il presidente di An Gianfranco Fini, sia per il leader del Carroccio Umberto Bossi che aveva chiesto ieri all'imprenditore di fare un passo indietro. Ma la candidatura è rimasta: Ciarrapico è numero 11 nella circoscrizione Lazio al Senato. «Se c'è qualcuno a nostro favore – dice il Cavaliere – credo sia una cosa assolutamente logica cercare di continuare ad averli a favore»&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/SpecialiDossier/2008/elezioni-politiche-2008/articoli/berlusconi-ciarrapico-rifiuti.shtml?uuid=75b13ad6-ef77-11dc-8c36-00000e25108c&quot;&gt;il Sole 24 ore&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: una sola rete televisiva per ciascun operatore, Rai e Mediaset compresi</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/02/18/antonio-di-pietro/una-sola-rete-televisiva-per-ciascun-operatore-rai-e-mediaset-compresi/328898"></link>
  <updated>2008-02-18T00:00:00Z</updated>
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  <id>328898</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) -  Ministro  Infrastrutture (Partito: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Quattro punti secchi: &lt;b&gt;una sola televisione pubblica senza pubblicità&lt;/b&gt;, pagata dal canone e sottratta all'influenza dei partiti; l'esecuzione della sentenza europea su Europa 7 e lo spostamento di Rete 4 sul satellite; &lt;b&gt;limite di una sola rete per i concessionari privati (come Mediaset)&lt;/b&gt;; &lt;b&gt;abolizione dei finanziamenti pubblici all'editoria&lt;/b&gt;. «La Corte europea ha detto che rispetto alla diatriba tra Retequattro e Europa 7 si deve ristabilire la legalità, ridando a Europa 7 quello che è di Europa 7 e trasferendo Retequattro sul satellite. Quindi dico a Berlusconi: se non vuoi rispettare la legge e le sentenze italiane, rispetta almeno quelle europee» ha spiegato Di Pietro.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/08_febbraio_18/radicali_pd_bonino_6e261b42-de1f-11dc-ab0c-0003ba99c667.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ricardo Franco LEVI: DDL sull'editoria: Levi propone modifica per escludere i blog dall'obbligo di registrazione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2007/10/25/ricardo-franco-levi/ddl-sulleditoria-levi-propone-modifica-per-escludere-i-blog-dallobbligo-di-registrazione/327053"></link>
  <updated>2007-10-25T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: L'  Ulivo) -  Sottosegretario  Presidenza del Consiglio, delega informazione e editoria (Partito: DL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Il comma aggiuntivo - ha dichiarato ieri - dice che sono esclusi dall'obbligo di iscriversi al Roc i soggetti che accedono o operano su internet per i prodotti o i siti personali o ad uso collettivo che non costituiscano organizzazione imprenditoriale del lavoro&quot;. Secondo Levi questo significa &quot;che sono esclusi i blog che non rientrano in questo comma teso a ridefinire le responsabilità di chi opera su Internet&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2098374&quot;&gt;punto-informatico.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Beatrice Maria MAGNOLFI: La Magnolfi critica sul DDL sull'editoria: &quot;I blog devono rimanere un terreno di espressione libera&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2007/10/24/beatrice-maria-magnolfi/la-magnolfi-critica-sul-ddl-sulleditoria-i-blog-devono-rimanere-un-terreno-di-espressione-libera/327052"></link>
  <updated>2007-10-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>327052</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: L'  Ulivo) -  Sottosegretario  Riforme e l’Innovazione nella Pubblica Amministrazione (Partito: DS) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;PI: &lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;Come giudica questo intervento normativo? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Beatrice Magnolfi: Il ddl sull'editoria non &amp;egrave; sufficientemente chiaro nella definizione di prodotto editoriale. Demandando all'Autorit&amp;agrave; per le Garanzie delle Comunicazioni le definizioni specifiche e, quindi, la decisione su quali siti debbano avere l'obbligo di iscrizione al ROC. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;PI: Obbligo che molti contestano. Qual &amp;egrave; lo scopo di tale registrazione?&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;BM: Indubbiamente trovo corretto che questa iscrizione sia obbligatoria per quei siti che, sia in termini di struttura organizzativa, di funzione e di periodicit&amp;agrave;, sono assimilabili alle testate giornalistiche tradizionali. Mi sembra invece inopportuno che allo stesso obbligo siano sottoposti blog e siti personali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I blog devono rimanere un terreno di espressione libera, non sottoposto agli stessi vincoli di una testata giornalistica. Sarebbe inoltre velleitario pensare di controllarne il contenuto, senza poi considerare che possono essere realizzati dall'estero. La Rete &amp;egrave; un fenomeno nuovo, che richiede una regolamentazione dei contenuti ad hoc, definita con criteri differenti rispetto al passato, rigorosamente multistakeholder. (...)&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://punto-informatico.it/p.aspx?i=2097156&quot;&gt;punto-informatico.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo GENTILONI SILVERI: &quot;La norma sulla registrazione dei siti internet non è chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive&quot;</title>
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  <updated>2007-10-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>276757</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: L'  Ulivo) -  Ministro  Comunicazioni (Partito: DL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;h2&gt;Internet. Un errore da correggere&lt;/h2&gt;  &lt;strong&gt;di Paolo Gentiloni&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;!--&lt;b&gt;&lt;/b&gt;&lt;br&gt;--&gt; L'allarme lanciato da Beppe Grillo e ripreso da molti commenti al mio blog &amp;egrave; giustificato: il disegno di legge sull'editoria, proposto dalla Presidenza del Consiglio e&amp;nbsp;approvato una settimana fa in Consiglio dei Ministri, va corretto perch&amp;egrave; la norma sulla registrazione dei siti internet non &amp;egrave; chiara e lascia spazio a interpretazioni assurde e restrittive.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Naturalmente, mi prendo la mia parte di responsabilit&amp;agrave; -come ha fatto anche il collega Di Pietro nel suo blog- per non aver controllato&amp;nbsp;personalmente e parola per parola&amp;nbsp;il testo che alla fine &amp;egrave;&amp;nbsp;stato sottoposto al&amp;nbsp;Consiglio dei Ministri.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Pensavo che la nuova legge sull'editoria confermasse semplicemente le norme esistenti, che da sei anni prevedono s&amp;igrave; una registrazione ma soltanto per un ristretto numero di testate giornalistiche on line, caratterizzate da periodicit&amp;agrave;, per avere accesso ai contributi della legge sull'editoria.&amp;nbsp;Va bene&amp;nbsp;applicare anche ai giornali on line le norme in vigore per i giornali,&amp;nbsp;ma sarebbe un grave errore estenderle a siti e blog&lt;br /&gt;Ho sempre sostenuto questa tesi, sia in parlamento che nei dibattiti pubblici (anche martedi scorso, rispondendo a una domanda di Fiorello Cortiana).&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Il testo, invece, &amp;egrave; troppo vago sul punto e autorizza interpretazioni estensive che alla fine potrebbero limitare l'attivit&amp;agrave; di molti siti e blog. Meglio, molto meglio lasciare le regole attuali che in fondo su questo punto hanno funzionato.&amp;nbsp;&lt;br /&gt;Riconosciuto l'errore, si tratta ora di correggerlo. E&amp;nbsp;sono convinto che sar&amp;agrave;&amp;nbsp;lo stesso sottosegretario alla Presidenza Levi a volerlo fare.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.paologentiloni.it/cgi-bin/adon.cgi?act=doc&amp;doc=14116&amp;sid=1&quot;&gt;Blog di paolo Gentiloni&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pietro FOLENA: Chi fa un blog non è un editore. Quindi non deve sottostare a nessuna regola</title>
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  <updated>2007-10-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>276755</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Folena &lt;a href=&quot;/polDeclarations/index/declaration_id/276753&quot;&gt;sul ddl dell'on. Levi&lt;/a&gt; sulla regolamentazione dell;editoria su internet:&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Folena: &quot;Punti da chiarire&quot;. Il presidente della commissione Cultura della Camera chiede chiarimenti: &quot;Chi fa un blog non è un editore. Quindi non deve sottostare a nessuna regola particolare riguardante la stampa o gli operatori della comunicazione. Anche io ho un blog, e un blog è un diario. Nel quale, certo, si può fare informazione. Così come esistono migliaia di siti. Quindi - conclude - va chiarito che chi fa informazione amatoriale online, così come è oggi, se vuole usufruire dei vantaggi della legge sulla stampa si iscriverà al tribunale, altrimenti non deve iscriversi da nessuna parte. Un conto è la professione, l'impresa, altro è la libera circolazione di idee e informazioni&quot;. &lt;br /&gt;     								&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/2007/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/testo-editoria/blog-grillo-levi/blog-grillo-levi.html&quot;&gt;repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: No al bavaglio per la Rete</title>
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  <updated>2007-10-20T00:00:00Z</updated>
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  <id>276754</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) -  Ministro  Infrastrutture (Partito: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Di Pietro sul ddl del Governo &lt;a href=&quot;/polDeclarations/index/declaration_id/276753&quot;&gt;presentato dall'on. Levi&lt;/a&gt; riguardo la regolamentazione dei siti web:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Una precisazione: il disegno di legge non è stato discusso nel Consiglio dei Ministri del 12 ottobre perchè presentato come provvedimento di normale routine.&lt;br /&gt; Ho letto il testo oggi per la prima volta e la mia opinione è che vada immediatamente bloccato il disegno di legge che, nei fatti, metterebbe sotto tutela Internet in Italia e ne provocherebbe probabilmente la fine.   &lt;/p&gt;&lt;p&gt;E’ una legge liberticida, contro l’informazione libera e contro i blogger che ogni giorno pubblicano articoli mai riportati da giornali e televisioni.&lt;br /&gt; Io faccio parte del Governo e mi prendo le mie responsabilità per non aver intercettato il disegno di legge, ma per quanto mi riguarda questa legge non passerà mai, anche a costo di mettere in discussione l’appoggio dell’Italia dei Valori al Governo.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.antoniodipietro.com/2007/10/no_al_bavaglio_per_la_rete_1.html&quot;&gt;blog di Antonio Di Pietro&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ricardo Franco LEVI: &quot;non intendiamo in alcun modo “tappare la bocca a Internet”&quot;</title>
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  <updated>2007-10-19T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: L'  Ulivo) -  Sottosegretario  Presidenza del Consiglio, delega informazione e editoria (Partito: DL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Ricardo Franco Levi, autore del contestato disegno di legge di riforma dell'editoria, risponde a Beppe Grillo e alle critiche ricevute.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(...) &amp;quot;Con il provvedimento che tra pochi giorni inizier&amp;agrave; il suo cammino in Parlamento non intendiamo in alcun modo n&amp;eacute; &amp;ldquo;tappare la bocca a Internet&amp;rdquo; n&amp;eacute; provocare &amp;ldquo;la fine della Rete&amp;rdquo;. Non ne abbiamo il potere e, soprattutto, non ne abbiamo l&amp;rsquo;intenzione. (...)&lt;/p&gt;&lt;p&gt;(...) Quando prevediamo l&amp;rsquo;obbligo della registrazione non pensiamo alla ragazzo o al ragazzo che realizzano un proprio sito o un proprio blog. Pensiamo, invece, a chi, con la carta stampata ma, certo, anche con internet, pubblica un vero e proprio prodotto editoriale e diventa, cos&amp;igrave; un autentico operatore del mercato dell&amp;rsquo;editoria. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Siamo consapevoli che, soprattutto quando si tratta di internet, di siti, di blog, la distinzione tra l&amp;rsquo;operatore professionale e il privato pu&amp;ograve; essere sottile e non facile da definire. Ed &amp;egrave; proprio per questo che nella legge affidiamo all&amp;rsquo;Autorit&amp;agrave; Garante per le Comunicazioni il compito di vigilare sul mercato e di stabilire i criteri per individuare i soggetti e le imprese tenuti ad iscriversi al Registro degli Operatori. &lt;/p&gt;&lt;p&gt;L&amp;rsquo;informazione &amp;egrave; un elemento prezioso e decisivo per la democrazia e deve essere trattata con estrema attenzione e rispetto. Per questo, ripeto &amp;ndash; e non per sfuggire alle nostre responsabilit&amp;agrave; &amp;ndash;, pensiamo che sia bene, affidarsi ad autorit&amp;agrave; che abbiano la competenza per regolare una materia cos&amp;igrave; specifica e che siano indipendenti rispetto ai governi e al potere politico.&amp;quot; (...)&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.governo.it/GovernoInforma/Comunicati/dettaglio.asp?d=36855&amp;pg=1%2C2072%2C4282%2C5067&amp;pg_c=1&quot;&gt;Predidenza del consiglio dei Ministri&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Alfonso PECORARO SCANIO: Contrari alla norma anti-blogger</title>
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  <updated>2007-10-19T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Verdi) -  Ministro  Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare (Partito: Verdi) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;Pecoraro Scanio sul ddl del Governo &lt;a href=&quot;/polDeclarations/index/declaration_id/276753&quot;&gt;presentato dall'on. Levi&lt;/a&gt; riguardo la regolamentazione dei siti web: &lt;br /&gt;&lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;&amp;quot;i Verdi quindi presenteranno emendamenti&lt;/span&gt; a questa norma per evitare che ci siano restrizioni per chi apre un blog e per consentire a tutti gli utenti di poter parlare liberamente nella rete, preservando la libert&amp;agrave; di espressione e la democrazia web. Invito tutte le forze politiche &lt;span style=&quot;font-weight: bold&quot;&gt;a sostenere questa nostra iniziativa&lt;/span&gt; per non limitare la possibilit&amp;agrave; d&amp;rsquo;espressione in Rete.&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pecoraroscanio.it/index.php?mod=blog&amp;func=comments3&amp;alias=Contrari_alla_norma_anti_blogger&quot;&gt;blog ufficiale&lt;/a&gt;</summary>
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