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  <title>Openpolis - Argomento: di pietro</title>
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  <updated>2012-01-13T00:00:00Z</updated>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Legge elettorale:ora intesa larga e trasparente</title>
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  <updated>2012-01-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;''Al di la' delle chiacchiere, le valutazioni della Consulta sono di carattere giuridico, costituzionale, non politico. E non si puo' commentarle con un mi piace o non mi piace''. Lo afferma all'Unita' il capogruppo del Pd alla Camera, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, a proposito del 'no' della Corte all'ammissibilita' dei quesiti referendari sulla legge elettorale, in un'intervista a &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6820&quot;&gt;&lt;b&gt;L'Unità&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;p&gt;

Quanto alle parole del leader Idv, &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; sottolinea: ''Faccio fatica a commentare assurdita' simili, incredibili attacchi al Capo dello Stato. Di Pietro soltanto ieri aveva detto che avrebbe rispettato il responso della Consulta, qualunque fosse. E oggi usa parole di una simile violenza''. Per &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; ci sono le condizioni per approvare una nuova legge elettorale: ''Io sono abbastanza ottimista. Nessuno capirebbe, che si tratti di elettori di destra o sinistra, se il Parlamento avendo piu' di un anno davanti e con un clima di sostanziale tregua non facesse una legge elettorale. La gente ci correrebbe dietro, e a ragione. Neanche chi preferisce questa legge potra' sottrarsi''. Serve un'intesa ''il piu' possibile larga che coinvolga anche Idv, Lega e anche le forze come Sel che non sono in Parlamento''.
&lt;p&gt;

''Dobbiamo mettere in condizione di governare chi vincera' le prossime elezioni - spiega &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; -, quindi dobbiamo anche riformare i regolamenti parlamentari e il sistema bicamerale. Per approvare una nuova legge elettorale bisogna prima sapere se ci sara' una sola Camera e quanti saranno i parlamentari. Naturalmente non si puo' aspettare la fine del percorso costituzionale. E allora serve un accordo politico trasparente in cui si stabilisca qual e' la cornice istituzionale''.

&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6820&quot;&gt;&lt;b&gt;Intervista a Dario Franceschini - L'Unità&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6820&quot;&gt;L'Unità&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Autenticazione firme: stupisce la reazione di Di Pietro</title>
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  <updated>2011-12-18T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>622820</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Capisco la voglia di strumentalizzare e cavalcare ogni cosa, ma a tutto c'è un limite. La proposta di legge sull'autenticazione delle firme è conosciuta da mesi, essendo in calendario della Commissione Affari Costituzionali e in quello dell'Aula. Io stesso ne ho parlato da tempo personalmente con tutti i capigruppo, compreso quello dell'IdV&quot;. Lo ha affermato &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;. &quot;E mi stupisco della reazione di Di Pietro, sempre così guardiano delle questioni di legalità. Il referendum non c'entra nulla. Si tratta solo di ritornare alle norme per l'autenticazione delle firme che sono state in vigore per 50 anni per ogni tipo di elezione e che affidavano la possibilità di autenticare le firme a notai, cancellieri, segretari comunali e sindaci&quot;. &quot;Come Di Pietro dovrebbe sapere bene, da quando questa facoltà di autentica è stata estesa a consiglieri comunali, circoscrizionali etc - aggiunge &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - si è moltiplicato il numero di inchieste su firme false. L'IdV si sottrae ad una necessaria battaglia di legalità e trasparenza?&quot;

()
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6662&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Debora Serracchiani: «Di Pietro come Feltri e Ferrara»</title>
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  <updated>2011-11-10T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''C'è chi specula sul rischio Italia per un pugno di voti''. 
&lt;p&gt;Lo afferma l'europarlamentare del Pd Debora Serracchiani, commentando l'intenzione espressa dal leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, di non sostenere un Governo di emergenza. 
&lt;p&gt;''Di Pietro conosce benissimo la situazione finanziaria del Paese e il rischio spaventoso cui sono esposti i cittadini italiani, se non si prendono immediatamente drastiche misure per interrompere la spirale della crisi. Il suo rifiuto di tenerne conto, e quindi il no a un Governo di emergenza, dicono che il suo interesse elettorale viene molto prima di quello del Paese''.

&lt;p&gt;
 ''Anche se non è facile, ci sono momenti drammatici in cui bisogna saper superare divisioni anche profondissime per remare assieme e salvare la barca che ci porta tutti. Amareggia perciò scoprire che Di Pietro sta facendo una scelta che lo allontana dall'interesse generale della comunità e lo colloca in piazza accanto a Feltri e Ferrara''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-GOVERNO__SERRACCHIANI__DI_PIETRO_COME_FELTRI_E_FERRARA-1065823-POL-1.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: &quot;Dialogo con l'opposizione? Berlusconi lasci Palazzo Chigi&quot;</title>
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  <updated>2011-06-27T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>586770</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il Pd e' pronto a dialogare con il governo sulle riforme a patto che il premier non sia piu' Silvio Berlusconi. Lo sostiene &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, capogruppo dei Democratici alla Camera in &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=5117&quot;&gt;un'intervista a &lt;i&gt;Repubblica&lt;/i&gt;&lt;/a&gt;.
&lt;p&gt;

''Dialogo con l'opposizione? Vada via - dice &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - lasci Palazzo Chigi. L'anomalia e' proprio lui, e' lui che blocca il sistema italiano. Senza Silvio Berlusconi in campo, tutto diventerebbe politicamente possibile...''. La strada maestra, ribadisce, ''per noi resta il voto: alle urne, con una nuova legge elettorale. Ma se non fosse possibile, una volta uscito di scena Berlusconi anche altre opzioni potrebbero maturare.
&lt;p&gt;

Un governo di transizione, di cui si e' gia' parlato, col compito principale appunto di cambiare la legge elettorale. Ma anche l'ipotesi di un nuovo governo di centrodestra, guidato da una diversa personalita' di questo schieramento, e con cui il centrosinistra potrebbe provare a riprendere il confronto. Un rapporto finalmente normale, fra maggioranza e opposizione''. Insomma, conclude &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;, ''ogni cosa e' meglio di Berlusconi''.
&lt;p&gt;
&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=5117&quot;&gt;&lt;b&gt;Intervista a Dario Franceschini - Repubblica&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=5117&quot;&gt;Repubblica&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: «Una piazza per il nostro programma»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-06-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>586628</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Di Pietro torna il moderato delle origini. E alla fine ripropone gli incontri fra leader nelle stanze chiuse.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Di Pietro dice a Bersani di darsi una mossa e convocarvi. E a voi di Sel, Vendola, di non anteporre le primarie al programma.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non mi piace l’atteggiamento di chi ha sempre addosso una toga e un dito puntato. Propongo a tutti una clausola di stile: evitiamo gli effetti speciali. Capisco il problema di Di Pietro: vede esaurito lo spazio della rincorsa a sinistra. E sceglie di ricollocarsi come ala destra del centrosinistra. In sostanza torna al moderatismo radicale delle origini. Intendiamoci, non è trasformismo, solo un riposizionamento. Ma è inaccettabile il modo: offre un argomento formidabile a una maggioranza allo sbando, attacca Bersani e me dicendo che non c’è l’alternativa. E propone il tema del programma nella forma più vecchia e politicistica: lui, io e il leader Pd dovremmo riunirci in una stanza per scrivere il libro del futuro?
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non ci sta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ma sarebbe capovolgere il significato di quello che è accaduto in Italia nelle ultime settimane. Sottrarre alla partecipazione democratica, a quel diritto di ingerenza che ha scompaginato i giochi ai referendum, l’oggetto vero del cambiamento, e cioè le scelte che devono riguardare la vita, il lavoro, la scuola, l’ambiente, la parità di genere. Facendo leva su un punto vero, il ritardo di tutti noi a mettere in campo quel processo e quel cantiere oggi maturi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ecco, nel merito l’ex pm ha ragione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non se riduce l’alternativa a un problema di agreement fra stati maggiori.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quando invece chiedete primarie di programma che proponete nei fatti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Faccio un esempio che mi riguarda: se nelle primarie pugliesi avesse vinto Francesco Boccia (deputato Pd, due volte sconfitto da Vendola, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;) il più grande acquedotto d’Europa, il nostro, sarebbe stato privatizzato. Era immaginabile decidere del sì o no alla privatizzazione in un incontro riservato del centrosinistra? Invece ha deciso il popolo. E per piacere, non facciamo un’inutile disputa nominalistica sulla nozione di popolo. Ma il Pd alla direzione di oggi (ieri, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;) ha fatto scelte importanti. Ha superato il dibattito su primarie sì o no, oggi siamo al come e al quando. E se posso dire una cosa a Bersani sul come, più vasta è la platea più rappresentano il cambiamento.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Insisto: in concreto cosa sono le primarie sul programma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Nella contesa bella, spero, incassiamo le convergenze, penso alla tassazione delle rendite, e discutiamo alla luce del sole sui punti di divergenza. Per esempio di cosa significa fuoriuscire dal contratto nazionale con il rischio di far schiantare la condizione di lavoratrici e lavoratori. Di questi temi, ormai liberi da ipoteche ideologiche, non è forse giusto parlare dentro la piazza, perché la politica non sia un discorso calato dall’alto?
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Parlate di una nuova sinistra unitaria, ma Bersani non risponde.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il popolo del centrosinistra è mescolato, arricchito dalle competenze e dalle passioni di tanti senza tessere in tasca. La politica non si esaurisce nel recinto dei partiti. E la forza di alcune questioni, sottovalutate anche dal centrosinistra, è evocare una nuova fondazione della res publica, la trama dei beni comuni, il primato dell’interesse collettivo, un’idea forte di socialità.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non è rischioso convocare i gazebo prima di sapere quando si vota?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ormai è possibile mettere le primarie in calendario. Senza paura del confronto tra noi. Non ho la sindrome del vampiro, non ho l’ossessione di erodere consensi al Pd. Ho lavorato a costruire un soggetto politico il cui obiettivo non fosse l’autosufficienza. E lo stile non fosse la boria di partito.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei definisce Sinistra ecologia libertà ‘movimento’, non partito. Non a tutti piace, in Sel.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Movimento è più importante, comprende il partito, ma più tante altre cose. Bisogna essere laici, non avere atteggiamenti feticistici verso i luoghi che costruiamo. Sono solo strumenti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma se non chiedete un tavolo dei leader, dove dovranno essere decise le primarie e il programma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non dico che gli incontri fra noi non siano importanti. Ma dobbiamo dare segnali all’altezza dell’attesa che si è creata nel paese. Si tratta di costruire anche momenti simbolici.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Come si immagina questi ‘momenti’ simbolici?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non voglio immaginare niente, non mi interessa avere il copyright di nulla. Tanta Italia ci guarda con molta speranza e qualche ansia. Dobbiamo interrogarla, continuare a farla sentire protagonista, chiederle di aiutarci a scrivere l’agenda del cambiamento. Faccio un esempio: le mobilitazioni nella scuola, nell’università, nella cultura hanno squadernato una straordinaria dimensione di competenze a cui è indispensabile attingere. Oppure: ora tutti si accorgono di quanto sia catastrofica la dimensione della precarietà. Il mondo dei precari racconta storie, propone scelte. Vogliamo ascoltarli? Ho in testa la stagione milanese: una riappropriazione della politica come dello strumento che ti fa capire dove siamo finiti. Il berlusconismo è stato la più grave forma di privatizzazione della politica. Gramsci avrebbe detto ‘rivoluzione passiva’. Il centrosinistra non può che essere il contrario della passivizzazione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Questa piazza comune include la Federazione della sinistra? Loro temono che vogliate tenerli fuori.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Figuriamoci se è mia intenzione escluderli. Sono io oggetto di un atteggiamento schizofrenico: un giorno la proposta unitaria, un altro la contumelia. Mi piacerebbe tornare a discutere con loro. Vedo che anche nel dibattito interno si sollevano critiche alla marginalità e all’orgoglioso sconfittismo a cui sembrano candidarsi. Per quanto mi riguarda, chi declina la radicalità in termini di minoritarismo non sta sulla mia strada. Detto questo, lotterò perché non ci siano esclusioni a sinistra. Ma il tema è l’autoesclusione di chi considera il terreno del governo come una sorta di perdizione e quello dell’opposizione una salvazione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non le dispiace essere considerato un populista di sinistra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Se posso fare la parte del vanitoso, no. Faccio tendenza. Le espressioni che ho inventato, dalla «rivoluzione gentile» all’«Italia migliore», alla «narrazione», sono state imitate e emulate. Ma lascerei correre questa discussione stucchevole. Oggi (ieri, &lt;i&gt;ndr&lt;/i&gt;) Massimo Mucchetti, economista rigoroso, elogia sul Corriere della sera il lavoro del presidente Vendola sull’acquedotto pugliese. Ecco cosa intendo: sento il dovere di sottrarmi alla scorciatoia della bella sconfitta. Siamo chiamati a organizzare la speranza e a trasformarla in un blocco sociale, una nuova egemonia culturale.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11HUAT&quot;&gt;Il Manifesto - Daniela Preziosi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO:  ‘Ndrangheta, Di Pietro: “Porcino è estraneo”</title>
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  <updated>2011-06-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;‘Ndrangheta, Di Pietro: “Porcino è estraneo”
&lt;b&gt;“L’onorevole Gaetano Porcino non ha avuto alcun tipo di rapporto, nemmeno politico, con le persone coinvolte nell’inchiesta Minotauro”.&lt;/b&gt; Così il leader dell’Idv, Antonio di Pietro, difende il parlamentare e consigliere comunale del suo partito a Torino. Coinvolto nella nuova inchiesta anti ‘ndrangheta perché, sostengono i giudici, visto a intrrattenere rapporti con Salvatore Demasi, detto ‘Giorgio’, capo della locale di Rivoli, in un bar torinese
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/09/ndrangheta-di-pietro-porcino-e-estraneo-fassino-primarie-pulite-stop-ai-sospetti/117073/
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/06/09/ndrangheta-di-pietro-porcino-e-estraneo-fassino-primarie-pulite-stop-ai-sospetti/117073/&quot;&gt;www.ilfattoquotidiano.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MATTEO RENZI: PD SENZA BUSSOLA MA CHI SI E’ PERSO E’ L’IDV DI TONINO</title>
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  <updated>2011-05-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Firenze (FI) (Partito: Cen-sin) - Consigliere  Consiglio Comunale Firenze (FI) (Lista di elezione: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;http://www.libero-news.it/news/671655/Pd_senza_bussola__ma_chi_si_%C3%A8_perso_%C3%A8_l_Idv_di_Tonino.html



PD SENZA BUSSOLA MA CHI SI E’ PERSO E’ L’IDV DI TONINO
….L'astro nascente del Pd, che in realtà vorrebbe &quot;rottamare&quot; lo stesso partito - il sindaco di Firenze Matteo Renzi - chiude a Fini e all'ammucchiata, e dichiara che, ormai, non capisce più la linea di Pier Luigi Bersani. Il segretario Pd, pochi giorni fa, aveva tirato per la giacchetta addirittura la Lega Nord: &quot;Venite con noi e facciamo il federalismo&quot;. Siamo al più totale &quot;confusionismo&quot;, e Renzi sbotta: &quot;Per mesi abbiamo inseguito Fini. Ora che ci ha detto 'no', continuiamo a corteggiarlo inseguendo pure Bossi&quot;. E in tutto questo, Tonino che fine ha fatto?....

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.libero-news.it/news/671655/Pd_senza_bussola__ma_chi_si_%C3%A8_perso_%C3%A8_l_Idv_di_Tonino.html&quot;&gt;www.libero-news.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: &quot;Non bastano i rimproveri tra poco la rivolta sociale&quot;</title>
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  <updated>2011-05-09T00:00:00Z</updated>
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  <id>560816</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;http://www.ilgiornale.it/interni/di_pietro_incita_piazza_non_bastano_rimproveri_tra_poco_rivolta_sociale/pietro-berlusconi-piazza-rivolta-rivoluzione/09-05-2011/articolo-id=522034-page=0-comments=1
Di Pietro incita la piazza: &quot;Non bastano i rimproveri tra poco la rivolta sociale&quot;
… ma Di Pietro è agitato più del solito: &quot;Non si è mai visto in un Paese civile, e in uno Stato di diritto, che un imputato, mentre è in aula sotto processo per un reato grave come quello di aver corrotto un testimone, accusi coloro che lo stanno giudicando…..

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/interni/di_pietro_incita_piazza_non_bastano_rimproveri_tra_poco_rivolta_sociale/pietro-berlusconi-piazza-rivolta-rivoluzione/09-05-2011/articolo-id=522034-page=0-comments=1&quot;&gt;www.ilgiornale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: Tonino vuole la guerra: &quot;Presto rivolta sociale&quot;</title>
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  <updated>2011-05-09T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;http://caprievent.altervista.org/blog/tonino-vuole-la-guerra-presto-rivolta-sociale/

Tonino vuole la guerra: &quot;Presto rivolta sociale&quot;
 scritto da caprievent on mag 9th, 2011 and filed under Copertina, Primo Piano, Ultime Notizie. 
Antonio Di Pietro ha un’idea: la rivolta. La rivoluzione. Più che un’idea è una minaccia. Rivolta al presidente della Repubblica. Per l’ultrà dell’Idv Giorgio Napolitano “ha il dovere di fermare l’attacco alle istituzioni” operato, ovviamente, da Silvio Berlusconi. Il Capo dello Stato, secondo Di Pietro, non si può limitare a “raccomandazioni e rimbrotti”, ma devge “fare passi concreti, altrimenti tra poco ci penserà il popolo. Quel popolo che sta passando dalla manifestazione di piazza alla rivolta sociale”.
“RIVOLUZIONE!” – Lo spunto per l’ultimo delirio di Di Pietro sono state le dichiarazioni rese dal premier a margine dei lavori in aula, a Milano, del processo Mills. “Non si è mai visto in un Paese civile, e in uno stato di diritto, che un imputato, mentre è in aula sotto processo per un reato grave come quello di aver corrotto un testimone, accusi coloro che lo stanno giudicando. E’ grave che Berlusconi – prosegue il leader dell’Idv – forte del suo ruolo di presidente del Consiglio, di capo del partito di maggioranza, nonchè del suo essere proprietario di gran parte delle televisioni private e dominus di quelle pubbliche, lo stesso giorno del processo, inveisca contro i suoi giudici definendoli criminali, eversori e componenti di un associazione a delinquere. Addirittura, servendosi di questa maggioranza asservita e comprata da lui, ha minacciato l’istituzione di una commissione parlamentare d’inchiesta, cioè di un vero e proprio tribunale speciale”: queste le infuocate dichiarazioni di Di Pietro affidate a una nota. 
“PARLAMENTO IMMONDO” - Quindi un ulteriore appello al Presidente della Repubblica affinchè sciolga le Camere. Questa volta è arrivato da Pavia, dove Di Pietro si trovava per sostenere il candidato alle provinciali Daniele Bosone. Al suo fianco c’era il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Secondo Tonino “ci troviamo in un momento importante, per le amministrative ed i referendum, ed è l’occasione per andare a dire una volta per tutte, al governo Berlusconi, che non ha più la maggioranza degli italiani. La maggioranza numerica in Parlamento – continua nell’attacco – è comprata, venduta, ricattata, e non corrisponde alla maggioranza degli italiani. Ed è bene quindi – questa la conclusione al vetriolo – che il Capo dello Stato, al più presto, sciolga questo Parlamento pieno di persone immonde e di Giuda”.

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://caprievent.altervista.org/blog/tonino-vuole-la-guerra-presto-rivolta-sociale/&quot;&gt;caprievent.altervista.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Romano PRODI: Continua lo scandalo delle &quot;babypensioni&quot; e Prodi dopo la smentita: &quot;E' vero, ne ho tre&quot;. </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/02/romano-prodi/continua-lo-scandalo-delle-babypensioni-e-prodi-dopo-la-smentita-e-vero-ne-ho-tre/607906"></link>
  <updated>2011-04-02T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Babypensioni, ecco anche Di Pietro e Granata
Da Marrazzo a Granata: ecco la casta di chi ha iniziato presto a vivere &quot;di rendita&quot;. Orlando somma due vitalizi...
Qualche anno fa scrisse su Oggi , che bisogna &lt;b&gt;«disboscare il sistema previden¬ziale di tutte le rendite parassitarie e esa¬gerate ».&lt;/b&gt; E chissà se fra le rendite parassi¬tarie ed esagerate considerava anche quella di chi va in pensione a solo 44 an¬ni, prende circa 2mila euro al mese e poi cumula quell’assegno con uno stipendio da parlamentare. Perché se fosse così Antonio Di Pietro,l’eroe di Mani pulite, il moralizzatore d’Italia,l’uomo che tuona con¬tro ogni privilegio, dovrebbe cominciare a disboscare la sua, di rendita. In effetti: che c’azzecca , per dirla in diepietre¬se, un 44enne con la pensione? Eppure eccolo lì: 1 settembre 1995, decorrenza originaria, numero iscrizione 03167..., co¬dice fiscale DPTNTN50etc, il cedolino «in carico alla provin¬cia di Bergamo » che ogni mese fa transitare sul conto corrente dell’onorevole Di Pietro la pen¬sione da magistrato: 2.644,57 euro lordi al mese, 1956 euro netti. Che forse non saranno molti, ma sono sempre quasi cinque volte più della minima. E che si vanno a cumulare sen¬za alcuna decurtazione al ricco stipendio da parlamentare. Non male per chi passa le sue giornate a tuonare contro i pri¬vilegi altrui, non è vero?
La coerenza per l’uomo ve¬nuto da Montenero di Bisaccia è sempre stato un optional, un po’ come la grammatica.E così succede che l’uomo che tuona contro le rendite della casta, il moralizzatore d’Italia,il censo¬re di ogni malcostume, ebbe¬ne, proprio lui, è andato in pen¬sione a 44 anni. E oggi, che è ap¬pena sessantenne, può vantar¬si ( ah, la moralizzazione!) di ri¬cevere un vitalizio previdenzia¬le dal 1995, cioè da 15 anni, cioè da quando c’era ancora la Jugoslavia e Toto Cutugno a Sanremo cantava «Voglio an¬dare a vivere in campagna».
Se la sua esistenza dovesse durare quanto quella media di un italiano (lunga vita!), finirà per incassare il vitalizio alme¬no per altri 20 anni. E dunque è evidente che il magistrato Di Pietro ha versato all’ente previ¬denziale solo una minima par¬te di quello che il pensionato Di Pietro dall’ente previdenzia¬le ha preso e prenderà. È così che nascono i buchi nei conti, ma che importa? «Tanto alla fi¬ne è sempre il cittadino che pa¬ga ». Lo sapete di chi sono que¬ste parole? Di Tonino, natural¬mente. Un moralizzatore baby pensionato. Un uomo sempre molto attento ai valori. Così at¬tento che ha cominciato a in¬cassarli già a 44 anni...
La moglie di Bossi? In pen¬sione a 39 anni.
Del resto quel¬lo dei baby pensionati in Italia è un vero esercito, all’interno del quale si nascondono molte sorprese. Per esempio Manue¬la Marrone, la moglie di Bossi, che oggi ha 57 anni, prende la pensione dal 1º settembre 1992, cioè da quando ne aveva 39. L’assegno non è molto so¬stanzioso (766,37 euro), ma lo riceve regolarmente da 18 anni e mezzo: non male per la com¬pagna di vita dell’uomo che ha dichiarato guerra a tutti gli spre¬chi, no? 
Il banchiere d’oro:in pen¬sione a 44 anni (prende 18mila euro). Assai più ricco l’assegno del professor Rainer Stefano Masera, oggi preside della facoltà di economia del¬l’Università Marconi di Roma. Nel ’95 come ministro del Bi¬lancio nel governo Dini, quello del ribaltone, partecipò alla ri¬forma che ha reso più severe le norme per i pensionati: severi¬tà di cui, per altro, non si trova traccia nell’assegno che l’Inps versa ogni mese al super baby pensionato Masera: 18.413 eu¬ro lordi al mese. Ma il fatto sin¬golare è che il professor Mase¬ra, che oggi ha 66 anni, prende il vitalizio da quando ne aveva 44,cioè da 22 anni:correva l’an¬no 1988, il Muro di Berlino era ancora in piedi, Massimo Ra¬nieri vinceva il festival di Sanre¬mo. E Masera, dal canto suo, la¬sciava la Banca d’Italia per as¬sumere una serie infinita di al¬tri incarichi privati e pubblici (ministero compreso). Del re¬sto uno che ha 44 anni può mi¬ca fare il pensionato anche se ha una pensione che arriva a 18mila euro al mese?
Marrazzo in pensione a 52 anni. Deve accontentarsi di una cifra inferiore, invece Piero Marrazzo: solo 2000 euro al me¬se. Che ci volete fare? Troppo breve la sua permanenza in Re¬gione, causa transessuali e coca¬ina. Ricordate? Dopo le dimis¬sioni da governatore, Marrazzo è tornato a fare quello che face¬va prima di diventare governa¬tore del Lazio: il giornalista in Rai. Ma appena timbrato il car¬tellino di viale Mazzini, come al¬¬tri trenta ex consiglieri laziali, ha presentato apposita domanda per ottenere il vitalizio che gli spetta per legge. Si badi bene: Marrazzo ha appena 52 anni.
I baby pensionati Fabio Gra¬nata e Leoluca Orlando. An¬cor meglio è riuscito a fare la nuova stella del moralismo un tanto al chilo, il pasdaran dei fi¬niani Fabio Granata, l’uomo che sventola la bandiera del fu¬turo ma nel fr¬attempo si crogio¬la nei privilegi del passato: infat¬ti è st¬ato uno degli ultimi politi¬ci viventi a poter andare in pen¬sione a 50 anni.
E che ha subito unito il baby vitalizio (8.000 eu¬ro) al maxistipendio da onore¬vole, oltre che a qualche altro gettone, come quello di vice¬presidente di un ente regiona¬le ( Cinesicilia srl). Fabio Grana¬ta, come l’ex sindaco di Paler¬mo, esponente di spicco del¬¬l’Idv, Leoluca Orlando, figura nell’elenco di 13 fortunati, ex consiglieri regionali che som¬mano la pensione da ex consi¬glieri regionali all’indennità parlamentare, un privilegio che non è previsto in nessun al¬tro posto del mondo e che ha suscitato l’indignazione anche del medesimo presidente del¬l’Assemblea siciliana, France¬sco Cascio: «Come possiamo chiedere sacrifici ai cittadini se poi lasciamo passare simili sciali?»,si è chiesto.Nessuna ri¬sposta, naturalmente.
Frisullo e i baby pensionati pugliesi. Vi ricordate Sandro Frisullo, l’ex vicepresidente della Regione Puglia indagato e arrestato nello scandalo della sanità? Ebbene: riceve regolar¬mente la baby pensione.

http://www.ilgiornale.it/interni/babypensioni_ecco_anche_di_pietro_e_granata/sanguisughe-mario-giordano-pensioni/02-04-2011/articolo-id=515052-page=0-comments=33
...

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/interni/babypensioni_ecco_anche_di_pietro_e_granata/sanguisughe-mario-giordano-pensioni/02-04-2011/articolo-id=515052-page=0-comments=33&quot;&gt;www.ilgiornale.it/&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Anna FINOCCHIARO: «Accolte le proposte Pd ma il ddl intercettazioni non lo voteremo mai»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/07/23/anna-finocchiaro/%C2%ABaccolte-le-proposte-pd-ma-il-ddl-intercettazioni-non-lo-voteremo-mai%C2%BB-intervista/503545"></link>
  <updated>2010-07-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>503545</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Legge inutile per il premier? Al contrario, a lui interessa colpire le indagini&quot;
&lt;p&gt;
Resta chiaro che noi questa legge così come è non la voteremo mai». Anna Finocchiaro, capogruppo Pd al Senato, mentre parla ha davanti a sé la sua dichiarazione di voto a Palazzo Madama durante le battute finali sul ddl intercettazioni. Ieri il Pd in commissione giustizia ha votato un emendamento con il governo e l`Udc, contraria l`Idv.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ieri la Commissione ha detto sì anche per i reati spia e per le cimici in auto e negli uffici. Un ulteriore passo avanti. Gli ex An si aggiudicano il merito...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Rileggevo la dichiarazione di voto che ho fatto a nome del mio gruppo quando venne posta la fiducia sul testo,
nel passaggio in cui illustravo la legge che avremmo voluto noi. Oggi constato che stanno approvando emendamenti che ricalcano la nostra proposta. Sono io a rivendicare il ruolo che abbiamo avuto in questa vicenda,
che è andata avanti per ben due anni, e non capisco a questo punto la logica di Di Pietro secondo il quale il
testo è meglio che resti così come è. Mi sembra un atteggiamento irresponsabile».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Va letto in questo senso il voto del Pd in commissione Giustizia ieri?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Assolutamente. È una posizione giusta e responsabile e se c`è qualcuno che ritiene di non dover avere un atteggiamento di responsabilità votando no deve sapere che rischia la complicità con Berlusconi che non avrebbe
modificato di una virgola il testo. Vorrei ricordare che al Senato il ddl è stato blindato per non dare spazio alle
critiche interne».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Le modifiche apportate sono un passo avanti, ma restano le limitazioni alle indagini. Quindi il giudizio del pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Noi non voteremo quel testo perché ci sono delle parti assolutamente inaccettabili per tutte le difficoltà e gli intralci che vengono messi all`esercizio e all`uso delle intercettazioni telefoniche.&lt;br /&gt;

Stiamo parlando di quelle norme che vanno dal trasferimento del processo se il magistrato fa una qualunque dichiarazione sulle indagini di cui è titolare al fatto che l`autorizzazione alle intercettazioni deve essere chiesta da un giudice collegiale. A questo si aggiungono le tante limitazioni che si mettono all`azione dei magistrati proprio sull`utilizzo di uno strumento fondamentale come le intercettazioni».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Su queste norme quanti margini di intervento ci sono?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Pochissimi, dal momento che c`è stata una doppia lettura di Camera e Senato, motivo per cui il Parlamento non può reintervenire. Proprio per questo dico a Di Pietro che se ci sono parti che aprono un varco per affermare finalmente la libertà di informazione, non solo noi votiamo a favore,
ma rivendichiamo il fatto che questo risultato è frutto di una dura battaglia parlamentare e nel paese. Aggiungo
anche che aver votato sì a queste aperture non si traduce in un sì al testo finale perché temo che la parte che riguarda l`uso nel processo nelle intercettazioni
resterà tale».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Berlusconi ha detto nei giorni scorsi che una legge così è inutile.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non credo, penso invece, che la parte che gli interessa di più sia quella che taglia le unghie ai magistrati e alla possibilità di fare investigazione».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L`apertura sulla libertà di stampa, ma non sul nodo delle indagini, è stato solo un modo per cercare di superare le &quot;criticità&quot; osservate dal Colle e far passare il resto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È possibile, d`altronde era stretto da un`opposizione che non gli ha dato tregua, dal Colle, dalla Federazione
della Stampa... È chiaro che il premier ha ceduto sul punto che per lui è meno costoso perché la parte a cui
tiene di più è come limitare l`azione investigativa della magistratura».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Frattini dice che si deve arrivare al voto prima della pausa estiva. È credibile?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non c`è tutta questa fretta, capisco che questa vicenda mette in chiaro una spaccatura molto profonda dentro
la maggioranza, vogliono archiviare il capitolo ma qui non c`è niente da archiviare. Adesso si inizia a ragionare su come restituire ai magistrati la libertà e il dovere di indagare».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Bocchino prevede la necessità di un decreto dopo la legge perché ci sarà un blocco dei collegi dei giudici.
Che senso ha?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ma ci rendiamo conto della follia che rappresenta la norma del giudice collegiale? Tra l`altro mi chiedo
come può essere garantita la riservatezza del segreto d`ufficio con tutti questi faldoni che vanno avanti e indietro per i Tribunali. E' pura follia...»
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;In buona sostanza queste aperture altro non sarebbero che uno specchietto per le allodole?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Esatto. Anche se in questo caso lo specchietto per le allodole ha un suo contenuto perché apre un varco a ripristino della libertà di informazione e a questo voto sì. Ma non si aspettino un sì per il resto».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei rivendica il ruolo del Pd eppure i commentatori politici vi definiscono a dir poco silenti. Faccio a lei la stessa domanda che abbiamo fatto ad Orlando qualche giorno fa: sicuri che sono critiche esagerate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Comincio a pensare che l`opposizone che &quot;passa&quot; è quella di Di Pietro che pur di fare il &quot;descamisado&quot; preferisca
che tutto resti come è. Nella mia cultura politica l`opposizione è responsabile nei confronti del Paese,
tutto, non soltanto dei propri elettori e quando lavora in Parlamento e fuori non lo fa per avere un punto in più di gradimento ma per evitare i guasti profondi che le politiche liberticide del governo Berlusconi hanno finora prodotto.»

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=SZBQ8&quot;&gt;l'Unità - Maria Zegarelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea Filippini: Andrea Filippini: ad accoglierlo nell'Idv c'è Leoluca Orlando</title>
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  <updated>2010-02-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Ancona (AN) (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ieri l'ingresso ufficiale del Presidente del Consiglio Comunale Andrea Filippini nell'Idv. Testimone d'eccezione l'ex Sindaco di Palermo Leoluca Orlando, in tour elettorale nella regione: &quot;Siamo il Partito che vuole essere piazza d'incontro, non una casta chiusa&quot;. David Favia: &quot;Dopo le elezioni ripartirà il confronto col Pd, ma senza un suo ruolo egemone nella coalizione&quot; 


Ieri ad Ancona, l'Idv ha salutato ufficialmente nella propria sede l'annunciato ingresso nelle sue file di Andrea Filippini, Presidente del Consiglio Comunale. L'ospite d'eccezione, nel contesto di un tour elettorale nelle Marche, è stato l'ex Sindaco di Palermo On. Leoluca Orlando, al quale ha fatto gli onori di casa l'On. David Favia. Presenti anche i Consiglieri comunali Franco Brandoni, altro 'acquisto' dell'Idv, e Serenella Moroder, approdata al gruppo misto dal Pd e candidata capolista Idv per la circoscrizione di Ancona alle prossime elezioni regionali, nonchè il vice Sindaco Franco Brasili. Filippini lascia il Pdci dopo una militanza pluriennale. 





&quot;Militanza che non rinnego - ha esordito Filippini - anzi la mia impostazione di studio e approccio alle problematiche era e resta di stampo marxista. Tuttavia io, come il compagno Bruno Brandoni, ho a cuore una politica dinamica e del fare, che trova il suo esempio concreto nel fondo di solidarietà comunale, un traguardo che abbiamo cercato e ottenuto con caparbietà insieme agli amici dell'Idv. Il problema centrale del partito da cui provengo era l'assoluta autoreferenzialità. Un atteggiamento lontano dalla realtà, che ha condotto al 2% il più grande partito comunista d'Occidente. Le Marche costituiscono un laboratorio politico d'eccezione nell'ottica di un centrosinistra che si confronti al suo interno senza autoreferenzialità, e punti su valori condivisi al servizio delle persone, pur provenendo da origini ideologicamente così distinte&quot;.





Flippini si è detto emozionato della stima espressa nei suoi confronti da Orlando, che ha dichiarato: &quot;Ringrazio tutti voi salutando Andrea e David Favia, che è un pò la chioccia per una nuova generazione di politici. Intendiamo fare di questo movimento un partito, un partito che sia nuovo, non come gli altri. Un partito che abbia al centro i valori del cuore e della mente, illuminati dalle persone. Un partito che funga da pendolo verso la società civile e che costituisca una piazza d'incontro e non una casta chiusa. La garanzia di ciò a livello nazionale? Si chiama Antonio Di Pietro. Noi siamo il partito del diritto al lavoro, alla libertà d'informazione e alla libertà d'iniziativa economica. Quindi ci poniamo contro il sistema delle proroghe e delle deroghe che caratterizza e paralizza la politica, contro il troppo mercato nello Stato, che è poi il cosiddetto sistema Bertolaso. Vogliamo essere alleati scomodi di un grande Presidente della Regione Marche&quot;.




David Favia ha poi aggiunto: &quot;Salutiamo Andrea Filippini, altro ingresso prestigioso nel partito dopo quello di Serenella Moroder, e siamo contenti che al suo 'battesimo' sia presente un uomo della statura politica di Leoluca Orlando. Questo partito ha seminato e ora inizia a raccogliere, puntando sui giovani.In questi giorni non abbiamo replicato alle accuse che ci sono state mosse, perchè pensiamo che la città abbia problemi ben più rilevanti che questioni del genere. Sul piano politico, ci tengo a precisare due aspetti. Il primo riguarda l'alleanza col Pd. Essa non è in discussione, lavoriamo insieme per le elezioni regionali, ma dopo l'appuntamento di fine marzo il confronto riprenderà partendo da paletti ben chiari, nel senso di un superamento dell'asse di monopolio del Partito Democratico. Il secondo riguarda il prossimo Consiglio Comunale di Lunedì 1 Marzo, in cui verrà discussa la sfiducia al Presidente Filippini. Ebbene sgombro il campo da qualsiasi ipotesi di baratto tra il voto del Pd ad Andrea Filippini in cambio della rinuncia di Serenella Moroder alla carica di capogruppo. Il baratto non rientra nel nostro modo di fare politica&quot;.

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.vivereancona.it/index.php?page=articolo&amp;articolo_id=234475&quot;&gt;VivereAncona&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Andrea Filippini: Andrea Filippini lascia il Pdci e si prepara all'ingresso nell'IdV</title>
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  <updated>2010-02-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>504010</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Ancona (AN) (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Andrea Filippini, Presidente del Consiglio Comunale, lascia il PDCI. Scontato l'approdo all'Italia dei Valori. Venerdì la conferenza stampa dell'annuncio ufficiale. &quot;Concludo una militanza pluriennale restando orgogliosamente di sinistra, ma troppe cose a livello locale ormai non andavano bene&quot; 

Il Presidente del Consiglio Comunale di Ancona Andrea Filippini ha voluto rilasciare delle dichiarazioni in merito alla conclusione della sua esperienza politica nel PDCI, anticipando l'approdo all'IDV di David Favia.




&quot;Concludo un'esperienza politica pluriennale, che mi ha visto primo Assessore comunista di Ancona, e Assessore più giovane d'Italia, restando orgogliosamente di sinistra e garantista&quot; -  ha esordito Flippini.





&quot;Purtroppo a livello locale ho constatato come la gestione del partito ricalcasse degli schemi contraddistinti da mancanza di democrazia interna e di principio di rotazione nelle cariche. Inoltre, su un piano politico più generale penso che le istanze sociali delle persone si difendano da una piattaforma politica che possa condizionare le scelte di governo, quale è quella che anche a livello nazionale vede l'IDV posizionarsi a fianco del PD, con la variabile UDC. Non condivido il progetto di Sinistra e Libertà. Tornando alla realtà anconetana, sottolineo fermamente che col passaggio all'IDV nè la mia Presidenza del Consiglio Comunale, nè la Presidenza della Commissione Porto del compagno Bruno Brandoni, sono minimamente in discussione. Il Sindaco? Ha semplicemente preso atto della mia scelta quando, giorni fa, gliel'ho preannunciata&quot; - ha concluso Andrea Filippini.

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.vivereancona.it/index.php?page=articolo&amp;articolo_id=233991&quot;&gt;VivereAncona&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Enrico LETTA: «Il nostro motivo è la difesa del capo dello stato e della ragione delle riforme».</title>
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  <updated>2010-01-05T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Non basta aspettare: imprese e precari sperano nella ripresa, che non si vede.
&lt;p&gt;
Il Pd lo dice a chiare lettere: «Il nostro motivo è la difesa del capo dello stato e della ragione delle riforme». Così il vicesegretario Enrico Letta prende le distanze dagli attacchi rivolti da Antonio Di Pietro al Quirinale. Ma i dem non ci stanno a farsi dettare l’agenda nemmeno dalla maggioranza e per questo chiedono che l’attenzione sia rivolta prima di tutto alle «riforme economiche e sociali, perché le famiglie e le imprese sono colpite dalla crisi e tutti dobbiamo aiutarle a uscirne». Gli effetti della crisi, intanto, si fanno sentire anche sull’inflazione, ferma a +0,8 per cento rispetto allo scorso anno, la più bassa dell’ultimo mezzo secolo. Un dato che si accompagna alla maggiore contrazione del Pil annuale nello stesso periodo. Una combinazione che, secondo gli economisti del Cerm, denota una «strutturale debolezza della domanda delle famiglie e, soprattutto, una marcata correzione al ribasso dei prezzi della produzione ». Su questi temi, il Pd sta preparando la propria campagna d’inverno, che lo condurrà fino alle elezioni regionali. Le priorità per i dem saranno la lotta al precariato, il sostegno alle piccole imprese e alle partite Iva, la riduzione delle tasse sul lavoro.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/115595/ne_di_pietro_ne_inciuciolitalia_parla_di_tasse_e_lavoro&quot;&gt;Europa.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Angelo BONELLI: «Se si farà il Ponte sullo Stretto sarà grazie a Di Pietro che non ha sciolto la società Stretto di Messina. E sul nucleare Di Pietro vuole metterci il cappello sopra»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/23/angelo-bonelli/%C2%ABse-si-far%C3%A0-il-ponte-sullo-stretto-sar%C3%A0-grazie-a-di-pietro-che-non-ha-sciolto-la-societ%C3%A0-stretto-di-messina-e-sul-nucleare-di-pietro-vuole-metterci-il-cappello-sopra%C2%BB/474664"></link>
  <updated>2009-12-23T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>474664</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
L’Idv ha già depositato i quesiti per la consultazione popolare sul ritorno dell’atomo nel nostro Paese senza coinvolgere altri soggetti. Il presidente del Sole che ride Angelo Bonelli accusa: «Ha voluto metterci il cappello sopra».

&lt;p&gt;
Mentre il governo prosegue la sua marcia nucleare e nel Paese si moltiplicano le iniziative di protesta, è polemica sulla fuga in avanti - giudicata strumentale e rischiosa da una parte del mondo ambientalista dell’Italia dei valori, che qualche giorno fa in solitaria ha presentato i quesiti referendari contro la privatizzazione dell’acqua e, appunto, contro il ritorno al nucleare. Secondo Angelo Bonelli, presidente dei Verdi, il partito di Di Pietro ha voluto farne «solo di uno strumento di lotta politica, hanno voluto metterci il cappello sopra». Come lui, Legambiente: «Una scelta strumentale, in funzione delle elezioni regionali, col solo obiettivo di acquistare punti nell’area politica concorrente».
 
&lt;p&gt;
Ma Giuseppe Vatinno, responsabile Energia e ambiente dell’Idv, respinge le critiche: «Cosa dovremmo fare, restare con le mani in mano? Oggi è l’unico mezzo a disposizione». 
&lt;p&gt;I Verdi non hanno dimenticato il pedigree dell’ex ministro delle Infrastrutture:&lt;br /&gt;
 «Che Di Pietro non sia un ambientalista lo sanno tutti - sottolinea Bonelli -. Se si farà il Ponte sullo Stretto è grazie a lui, che non ha sciolto la società Stretto di Messina. D’altronde Di Pietro al governo diceva di lavorare in continuità col programma infrastrutturale del precedente esecutivo Berlusconi, quello del ministro Lunardi che “con la mafia bisogna conviverci”…». Il presidente dei Verdi è convinto che per fermare il nucleare il referendum sia «una scelta inevitabile».
 
&lt;p&gt;
Ma con delle premesse altrettanto necessarie: «Non può essere ridotto solo a uno strumento di lotta politica. E deve essere condiviso con tutti i movimenti, le associazioni, gli ambientalisti, le forze politiche e sociali». Per questo, ricorda, «noi Verdi abbiamo avviato una raccolta di firme di pre adesione» per una campagna referendaria ampia e condivisa. Sospettoso sull’accelerazione dell’Idv anche Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, sicuro che per Di Pietro la scelta abbia «il solo scopo di accalappiare qualcosa in più alle elezioni regionali, andando in competizione coi Verdi e Sinistra ecologia e libertà ». Il rischio, afferma, «è che venga ingaggiata una battaglia per perderla. E chi resterebbe sconfitto, alla fine, sarebbero il Paese e il movimento reale che si oppone al nucleare».
&lt;p&gt;
Cogliati Dezza ritiene che «difficilmente, in questo momento, lo strumento referendario può essere adeguato. Potrà esserlo magari tra un anno», aggiunge, a patto che «venga costruito con un larghissimo schieramento di forze, senza che una parte sola ci metta il cappello, senza targhette appiccicate sopra».
&lt;p&gt; La corsa solitaria dell’Idv ricorda a Giuseppe Onufrio, direttore di Greenpeace Italia, un’esperienza analoga, «quando nel 1978 sul nucleare i Radicali cercarono un’accelerazione non condivisa dal movimento: non ne venne fuori niente». Sui contenuti dei quesiti, spiega, «siamo d’accordo, ma si tratta di vedere se oggi il referendum è lo strumento più opportuno». &lt;br /&gt;
E ricorda anche che «intanto c’è il primo step, i ricorsi delle Regioni alla Consulta: attendiamo, poi valuteremo su un eventuale referendum».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.terranews.it/print/6310&quot;&gt;Terra - Daniele Di Stefano &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo DONADI: «De Magistris faccia retromarcia oppure dovrà lasciare il partito». «E lunedì c'è l'esecutivo nazionale...»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/11/14/massimo-donadi/%C2%ABde-magistris-faccia-retromarcia-oppure-dovr%C3%A0-lasciare-il-partito%C2%BB-%C2%ABe-luned%C3%AC-c%C3%A8-lesecutivo-nazionale-%C2%BB-intervista/418894"></link>
  <updated>2009-11-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>418894</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Fermare De Magistris, fargli fare un bagno di umiltà e far balenare l'ipotesi che «se in un partito non si rispettano le regole», c'è la porta. Così Massimo Donadi, capogruppo dell'Italia dei Valori e fedelissimo di Antonio Di Pietro, risponde all'&lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=O5LZE&quot;&gt;&lt;b&gt;intervista all'Espresso&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; dell'eurodeputato che sta dando filo da torcere al partito.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;De Magistris ha detto: «Se si rompe l'intesa tra me e Di Pietro, l'IdV non va avanti». E' già un leader dell'IdV?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ma come si può prima di aver messo piede in un partito, mancare di rispetto a chi lo ha costruito? La grandezza di un uomo si misura con la sua capacità di resistere al successo e il risultato delle europee gli ha dato alla testa. &lt;br /&gt;
E poi questa volontà di presentarsi come moralizzatore dell'IdV, uno che alle riunioni non parla, e poi leggiamo le sue opinioni sui giornali».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non è iscritto,  vero?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Appunto, mentre ci sono persone come me, Belisario, La Mura, Orlando che in questi dieci anni con Di Pietro abbiamo lavorato sette giorni alla settimana, con una tempra che lui, neanche se stava altri vent'anni in magistratura! Eravamo all'8 per cento ben prima che arrivasse. trentamila iscritti, di cui il 90 per cento che prima non si occupava di politica».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un po' si vede. Tutti questi problemi locali.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non voglio nascondermi dietro a un dito. Si rende conto che cosa significa quattro gatti disperati senza un soldo, non una tv che ci considerasse? Siamo passati dallo 0 virgola all'8&quot;».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Di pietro ha dato a De Magistris un ruolo di primo piano, candidandolo ovunque per le Europee.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Io ero contrario. Ma volevamo mandare un segnale, che non ci chiudiamo nelle oligarchie. Un'idea del uomo me la sono fatta prima delle amministrative: De Magistris doveva venire a sostenere il sindaco di Padova, gli chiesi di darci una mano in provincia di Venezia. Mi rispose che si perdeva e dunque la sua faccia non la metteva».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un po' Berlusconiano...&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«L'ho pensato anch'io. Di Pietro ha cercato la buona fede e ha ricevuto in cambio solo attacchi gratuiti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ci sarà un chiarimento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Lunedì c'è l'esecutivo nazionale: o lì fa retromarcia o a quel punto la favoletta dei gemelli siamesi non è più credibile: dovrà rendersene conto anche Di Pietro».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Teme che De Magistris prenda in mano il partito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«A Tonino l'IdV non lo scippa neppure il Padreterno».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Vorrebbe che De Magistris se ne andasse?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Se c'è qualcuno che se ne va, è un fallimento, però in un partito ci si resta se si rispettano le regole».&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=O6R88&quot;&gt;Corriere della Sera - Gianna Fregonara &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «Perché al Pd serve il coraggio di riscoprisi cattolico popolare e socialista»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/08/27/pier-luigi-bersani/%C2%ABperch%C3%A9-al-pd-serve-il-coraggio-di-riscoprisi-cattolico-popolare-e-socialista%C2%BB-intervista/402795"></link>
  <updated>2009-08-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>402795</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il Partito democratico deve essere un ben strano insetto se tanti entomologi si accaniscono così tanto nello studiarlo. Ma noi stiamo solo facendo una cosa normalissima: un congresso, come lo fanno tanti altri partiti in Europa. Eppure in tanti proseguono a studiarci e a criticarci al di là dei nostri demeriti. Ma che ci lasciassero lavorare! E che si rivolgessero a quei partiti che in Italia il congresso nemmeno lo fanno».

&lt;p&gt;
Pierluigi Bersani, piacentino, 57 anni, è, fra i tre candidati alla segreteria del Pd (congresso l'11, primarie il 25 ottobre), il più deciso nel difendere il partito dagli attacchi esterni. Lo ha detto più volte, volendo forse anche rimarcare una certa differenza di atteggiamento verso i sui diretti avversari, il diellino Dario Franceschini e il medico Ignazio Marino: «Serve rispetto per tutti, la ditta non si piccona».&lt;br /&gt;
 Picconate sulla sua testa di ex ministro dello Sviluppo del governo Prodi, invece, ne sono arrivate. Gli hanno dato del «nostalgico», del «vecchio», lo hanno accusato di mettere a repentaglio il bipolarismo. Soprattutto, i suoi due avversari hanno tentato di cucirgli addosso l'abito del politico del secolo scorso, tutto apparato, tessere, militanza, poco avvezzo a guidare un partito &quot;proiettato nel futuro&quot;, qualsiasi cosa questa espressione significhi per i fan di Twitter. Bersani, dall'alto di un pronostico che lo vede favorito, ma anche forse per un senso di antica disciplina, ha sempre cercato di smussare gli angoli, di minimizzare le dichiarazioni più roventi, di usare l'ironia come arma di difesa. L'ultima volta è capitata nella settimana di Ferragosto quando qualche suo collega di partito ha usato le parole di Umberto Bossi - «Tra i tre preferisco Bersani» - per imputargli «errori su tutta la linea». &lt;br /&gt;
«Come rispondo?», dice Bersani a Tempi. «Rispondo con una battuta: si vede che gli piacciono i tipi tosti. Bossi si diverte alle nostre spalle e qualcuno ci casca. &lt;br /&gt;
Sono solo battute estive, dette a Ferragosto, senza alcuna importanza».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bersani, lei ha scelto come canzone della sua campagna Un senso di Vasco Rossi. Vasco canta che «un senso questa storia non ce l'ha». La storia del Partito democratico un senso non ce l'ha?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ho scelto questa canzone proprio per quelle due parole: &quot;senso&quot; e &quot;storia&quot;. Ma non intendevo riferirle al Pd, ma all'Italia. Beninteso, la storia l'Italia ce l'ha, ed è pure una grande e gloriosa storia, quel che vorrei fare è darle un senso oggi. Credo che il Pd possa farlo, a patto che sappia recuperare dei valori che oggi, troppo spesso, sono dati per acquisiti e scontati, come libertà, democrazia, identità.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L'Italia, dunque, non ha un senso?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Io parto nelle mie valutazioni da quello che vedo oggi accadere nel paese. L'unità non è scontata, va conquistata. Viviamo in uno Stato in cui è cresciuta enormemente la forbice tra i redditi e in cui è diminuita spaventosamente la mobilità sociale. Sono dati di fatto e la politica ha la responsabilità di fornire un programma sociale e liberale che possa sanare questa ferita. E poi si è abbassata l'asticella dello spirito civico che ci impone una grande risposta morale.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei è candidato alla leadership di un partito che però, fino ad ora, non è riuscito a raccogliere consensi adeguati per poter dare un senso a quest'Italia, anzi, litigate anche molto tra di voi su quale sia il vostro senso. Lei quale ha in mente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Io credo in un grande partito popolare che si rivolga ai ceti produttivi (le imprese, i lavoratori), ai giovani, alle fasce più deboli. Credo in un partito organizzato e che abbia un'identità chiara e definita, non matematica.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Dicono che lei non è &quot;nuovo&quot;...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Sono sempre stato assai critico con i cultori del nuovismo. Chi mi imputa di essere il &quot;vecchio&quot; è superficiale. Quel che è nuovo lo ha sempre deciso la storia. Il nuovo è davanti a noi, ma per affrontarlo bisogna essere nelle condizioni adatte. &lt;br /&gt;
Conosco la fatica del cambiamento, ma per cambiare devi sapere chi sei. Dobbiamo dire chi siamo per dire che cosa vogliamo e come intendiamo farlo. Cioè dobbiamo, prima di ogni altra questione, affrontare il tema della nostra identità. Sono anche disposto a discutere quale.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Però lei un'identità ce l'avrà già in mente. O no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Certo, io propongo di emanciparci dalla storia dei nostri ultimi trent'anni e di andare a recuperare quelle che sono le nostre radici più profonde: quelle cattoliche popolari e quelle socialiste. Radici che ci insegnano che se parti dagli ultimi, dai più deboli e sfortunati, sarai capace di costruire una società migliore per tutti. &lt;br /&gt;
Non classista, non ribellista, ma in grado di essere solidale e aperta.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si capisce che lei parte nella proposta della sua ricetta per l'Italia dall'esperienza della sua terra piacentina. Ma è una formula riproponibile su tutto territorio nazionale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt; È anche una delle accuse che le vengono rivolte: di essere troppo &quot;emiliano&quot;.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ma quell'identità popolare cui io guardo non è solo delle mie parti: io l'ho vista anche in Lombardia e perfino in Calabria e Sicilia. Io ci credo molto. Penso che solo rifacendoci a questa tradizione possiamo unificare veramente l'Italia. &lt;br /&gt;
Pensiamo solo al dibattito sulle gabbie salariali. Vent'anni fa, quando se ne discuteva, si sapeva che le gabbie bisognava farle per il Sud, ma anche per il Nord. &lt;br /&gt;
Oggi, invece, tutto il dibattito, un po' volgare e molto ingeneroso per il nostro Meridione, divide il territorio italiano in due parti: il Nord e il Sud. È un altro dei tanti punti di crisi che io vedo oggi in atto nella politica che si limita a denunciare i problemi senza fornire soluzioni su come affrontarli. &lt;br /&gt;
Oggi, anziché combattere un divario tra Settentrione e Meridione, che facciamo? Lo interpretiamo. E dopo aver fornito tante pur lodevoli chiavi di lettura, lo lasciamo così com'è.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Franceschini non è stato tenero nei suoi confronti. Nel video d'annuncio della sua candidatura apparso su YouTube, ha chiesto agli elettori di non «riconsegnare il partito a quelli venuti prima».&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Io credo che occorra portare rispetto a tutti quelli che ci hanno portato fin qui, perché, è un dato insindacabile, il Pd esiste. Va dovuto rispetto a Massimo D'Alema, Walter Veltroni, Francesco Rutelli, Franco Marini, a tutti. &lt;br /&gt;
Tutti, me compreso, sappiamo che dobbiamo girare la ruota e tirare grande una nuova generazione.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Però in molti, nel suo partito, hanno avvertito quelle parole come una dichiarazione di guerra. Qualcuno ha anche messo in dubbio che si possa continuare a mantenere l'unità del partito dopo una simile uscita.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Ma poi Franceschini s'è corretto, e mi pare che le sue successive dichiarazioni siano state più prudenti. Certamente dobbiamo trovare una &quot;chiave&quot; per non dividerci.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E per aprire anche a forze come Udc e Sinistra e Libertà di Vendola?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Faccio una premessa: avere una vocazione maggioritaria non significa fare da sé, ma cercare delle alternative. Non in seno a un antiberlusconismo sciocco, ma cercando di adempiere a quello che è lo scopo primario di un'opposizione e cioè fornire un'alternativa felice. Quindi non aspettare di avere il 51 per cento, ma tentare di fornire agli elettori un'altra possibilità di scelta. Per fare questo mi rivolgo a tutte le forze di opposizione e le invito a dialogare rispetto a due problematiche: le piegature improprie della nostra democrazia che ha ormai ridotto il ruolo del Parlamento solo a un continuum del governo e le difficoltà del nostro paese nell'affronto della crisi economica. &lt;br /&gt;
Noi pensiamo che oggi l'Italia abbia bisogno di riforme elettorali, istituzionali e di regolamenti. E di una nuova ricetta anticrisi. Con chi condivide queste preoccupazioni, noi ci siederemo a un tavolo e discuteremo con pazienza, perché so bene che non è un'operazione che si fa in un giorno. &lt;br /&gt;
Noi abbiamo in mente uno scenario plurale che si declina nel bipolarismo e non nel bipartitismo.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L'alleato più scomodo che avete è Antonio Di Pietro. Come può il Pd sopportare oltre certi suoi attacchi? Cosa c'entra con voi, con la vostra storia, i vostri ideali, una forza che fa del giustizialismo la sua unica ragion d'essere?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

È un discorso lungo, le cui ragioni vanno rintracciate nella caduta del muro di Berlino e nel crollo dei pilastri che fino a quel momento avevano retto un sistema. Da allora è cresciuto molto il sentimento dell'antipolitica, condiviso anche da tanti nostri elettori. Fra noi e Di Pietro esiste un diverso modo di fare opposizione: o unisci sul tema della democrazia o ti limiti ad enunciarne le storture. &lt;br /&gt;
Solo che questa seconda via, imboccata dal leader dell'Italia dei Valori, non ti porta da nessuna parte.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Però sembra essere preferita anche da molti vostri elettori...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Io credo che se il mio partito costruisce un'alternativa credibile al governo, tanti torneranno con noi, e non soffriremo più il fenomeno Di Pietro.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.tempi.it/print/7457&quot;&gt;Tempi.it - Emanuele Boffi &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «Alleanze con Udc o Sinistra e Libertà? Non pretendiamo di fare da soli. Il Pd deve recuperare le radici cattoliche e socialiste»»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/08/19/pier-luigi-bersani/%C2%ABalleanze-con-udc-o-sinistra-e-libert%C3%A0-non-pretendiamo-di-fare-da-soli-il-pd-deve-recuperare-le-radici-cattoliche-e-socialiste%C2%BB%C2%BB/402505"></link>
  <updated>2009-08-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>402505</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Recuperare le «radici più profonde, cattoliche popolari e socialiste». Abbandonare la retorica del «nuovismo» e dell'«antipolitica». E finirla con l'«antiberlusconismo sciocco». Sono le linee guida che Pierluigi Bersani traccia per il suo Partito democratico. L'ex ministro, in un'intervista rilasciata al settimanale Tempi, spiega il suo progetto politico qualora dovesse vincere le primarie. &lt;br /&gt;
A partire dalle alleanze. Per Bersani, il Pd ha bisogno di aprirsi «in uno scenario plurale che si declina nel bipolarismo e non nel bipartitismo». &lt;br /&gt;
E Di Pietro? «Il Pd non soffrirà più se riuscirà a costruire un'alternativa credibile al governo».

&lt;p&gt;
ALTERNATIVA FELICE - A Bossi che ha espresso una preferenza per lui tra i candidati al congresso di ottobre, Bersani risponde «con una battuta: si vede che gli piacciono i tipi tosti. Bossi si diverte alle nostre spalle e qualcuno ci casca - aggiunge - Sono solo battute estive, dette a Ferragosto, senza alcuna importanza».&lt;br /&gt;
 Quanto al partito che ha in mente, l'ex ministro dice: «Io credo in un grande partito popolare che si rivolga ai ceti produttivi (le imprese, i lavoratori), ai giovani, alle fasce più deboli. &lt;br /&gt;
Credo in un partito organizzato e che abbia un'identità chiara e definita, non matematica». Bollando come «superficiali» le critiche di chi lo accusa di essere «il vecchio», Bersani propone «di emanciparci dalla storia dei nostri ultimi trent'anni e di andare a recuperare quelle che sono le nostre radici più profonde: quelle cattoliche popolari e quelle socialiste. Radici che ci insegnano che se parti dagli ultimi, dai più deboli e sfortunati, sarai capace di costruire una società migliore per tutti». Alla domanda se veda all'orizzonte l'apertura a forze come Udc e Sinistra e libertà, il candidato alla segreteria del Pd risponde: «Avere una vocazione maggioritaria non significa fare da sé, ma cercare delle alternative. Non in seno a un antiberlusconismo sciocco, ma cercando di adempiere a quello che è lo scopo primario di un'opposizione e cioè fornire un'alternativa felice».

&lt;p&gt;
RIFORME E ALLEANZE - «Noi pensiamo - aggiunge - che oggi l'Italia abbia bisogno di riforme elettorali, istituzionali e di regolamenti. E di una nuova ricetta anticrisi. Con chi condivide queste preoccupazioni, noi ci siederemo a un tavolo e discuteremo con pazienza». Infine, il rapporto con l'Italia dei Valori. «O unisci sul tema della democrazia o ti limiti ad enunciarne le storture - sostiene Bersani - Solo che questa seconda via, imboccata dal leader dell'Italia dei Valori, non ti porta da nessuna parte». E allora «se il mio partito - conclude - costruisce un'alternativa credibile al governo, tanti torneranno con noi, e non soffriremo più il fenomeno Di Pietro». Puntuale la replica del leader dell'Italia dei Valori. «Prendiamo atto che per l'aspirante segretario del Pd, Pierluigi Bersani, l'Italia dei Valori è un partito da distruggere e comunque da avversare. Evidentemente - sottolinea Di Pietro - la nostra politica di netta contrapposizione al governo Berlusconi disturba i manovratori del Pd».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_agosto_18/bersani_pd_intervista_f11076fe-8bfe-11de-a273-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: «La Rai non può attaccarmi. Dal Tg3: Attacchi insopportabili».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/08/08/silvio-berlusconi/%C2%ABla-rai-non-pu%C3%B2-attaccarmi-dal-tg3-attacchi-insopportabili%C2%BB/401998"></link>
  <updated>2009-08-08T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>401998</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E sulla raccolta rifiuti: «Presto l'emergenza anche in altre regioni»
&lt;p&gt; La situazione economica, i militari nelle città, la Rai e la vita privata. &lt;br /&gt;
È un intervento agostano a tutto campo, durato quasi un'ora, quello di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. Il premier tira le somme dei primi 14 mesi di legislatura («Credo che nessun governo ha mai fatto tanto») e pone l'accento sui dati Ocse. «L’Italia è la prima in Europa per segni di ripresa» e questa, sottolinea Berlusconi, «è una buona notizia che va nella direzione della fiducia che io insisto bisogna avere per uscire presto dalla crisi».

&lt;p&gt;
LA RAI E LA VITA PRIVATA - Non solo economia, però. La conferenza stampa dà modo al premier di esprimere pesanti critiche sulla Rai. «State bene? Che aria si respira in Rai con i direttori che ho fatto io....?», scherza sulle prime il premier. 
&lt;p&gt;Poi l'affondo: «Non dobbiamo più sopportare, non possiamo più sopportare che sia l’unica tv pubblica del mondo che con i soldi di tutti attacca il governo» ha però poi precisato il premier. Lo spunto gli arriva da una domanda di una giornalista del Tg3: «Lei fa parte di una testata che ieri ha fatto 4 titoli tutti negativi contro il governo» è stata la presa di posizione del premier. «Non sono ricattabile da nessuno e non ho scheletri nell'armadio.
&lt;p&gt; Non devo scusarmi, neppure con i miei familiari, per la mia vita privata» spiega poi Berlusconi rispondendo a una domanda sull'intervista rilasciata dalla figlia . «Lei mi vuole un bene dell'anima» aggiunge. Il Cavaliere si toglie poi qualche sassolino dalla scarpa e precisa che quanto dichiarato da «è infondato e vergognoso: non ci sono mai state telefonate, né intercettazioni, come può dimostrare la magistratura, c’è solo la vergogna per chi mette in circolo certe cose. È grave e si deve vergognare chi le propaga a mezzo stampa» dice il premier. «I giornali continuano a dire che odio le donne - sottolinea poi il capo del governo -. Se c'è qualcosa che adoro sono le donne, anche ministre».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;REAZIONI&lt;/b&gt; - Le dichiarazioni del premier sulla Rai fanno scattare la reazione delle opposizioni e del presidente della Rai. «Siamo di fronte a un uomo politico che sfugge impaurito il confronto con il Parlamento e con l'opposizione, che teme le critiche della stampa libera», è il commento del segretario del Pd, Dario Franceschini. Per Antonio Di Pietro (Idv): «Solo una faccia di bronzo come Berlusconi può pensare di mistificare così la realtà. Già controlla la quasi totalità dell'informazione privata, adesso ha messo le mani anche su quella pubblica. Che tristezza vedere Berlusconi costretto a fare una conferenza stampa il 7 agosto per ricordarci i grandi successi del suo governo». Replica anche il presidente della Rai, Paolo Garimberti: «L’informazione del servizio pubblico non è, e non deve mai essere, né pro né contro alcuno ma ha l’obbligo di raccontare i fatti. Le notizie non hanno colore né odore e vanno date tutte, sempre, ma tenendole accuratamente separate dalle opinioni. Tutto il resto è speculazione politica che non mi interessa e non mi tocca».

&lt;p&gt;
MILITARI NELLE CITTÀ - In conferenza stampa il presidente del Consiglio affronta anche la questione sicurezza, spiegando che il governo pensa, tra le altre cose, ad un notevole aumento del numero di militari impegnati nell'affiancamento delle forze dell'ordine nei centri urbani. Secondo Berlusconi, la mobilitazione dei militari nelle città «ha avuto un forte gradimento dai cittadini e ha portato ad una diminuzione del numero dei reati, soprattutto di quelli commessi per strada che sono i più pericolosi». Si inserisce a questo punto una critica all'opposizione che rispetto al pacchetto sicurezza «si è scatenata solo sulle ronde, definite ’fasciste’, e sul reato di clandestinità», mentre la legge «è piena di provvedimenti per i cittadini».

&lt;p&gt;
«RIFIUTI, EMERGENZA IN ALTRE REGIONI» - Berlusconi parla poi dell'emergenza rifiuti risolta in Campania e spiega che il termovalorizzatore di Acerra «è un prototipo importantissimo che potremo utilizzare quando tra poco ci saranno emergenze in altre regioni».

&lt;p&gt;
MEZZOGIORNO - A Palazzo Chigi il premier torna sulle polemiche che riguardano il Sud. «Non pensiamo ad una cassa per il mezzogiorno, ma ad un istituto snello» spiega, aprendo alla possibilità che nel nuovo Ente che sarà creato per il Sud siedano anche esponenti dell’opposizione.

&lt;p&gt;
TURCHIA - Quanto all'accordo sul super gasdotto siglata tra la Russia e la Turchia, Berlusconi smentisce quanto affermato da una fonte turca all’agenzia Reuters, e cioè di una sua &quot;intrusione&quot; indebita nella firma dell’accordo che è invece, torna a sottolineare il premier, «un grande successo italiano». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_agosto_07/berlusconi_conferenza_stampa_estate_69807a0c-8345-11de-ac4b-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della sera.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SERGIO CHIAMPARINO: «Franceschini resti, assurdo cambiare. L' Idv? Solo una sbornia»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/06/09/sergio-chiamparino/%C2%ABfranceschini-resti-assurdo-cambiare-l-idv-solo-una-sbornia%C2%BB-intervista/391493"></link>
  <updated>2009-06-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391493</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Torino (TO) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Dario ha mostrato valore. Di Pietro si rassegni, non ci accoderemo a lui»
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Sindaco Sergio Chiamparino, ma quanti amici ha nel campo avverso...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«La logica del molti nemici molto onore mi suscita ricordi per niente belli...».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Meglio molti amici molto amore.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Evidentemente mi apprezzano per il mio lavoro... Sa, sono anche presidente facente funzioni dell’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni italiani».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Il ministro leghista Calderoli è arrivato a proporla come prossimo leader del Pd. La imbarazza?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non mi imbarazza, ma è un’eventualità che non considero per niente».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Non sono maturi i tempi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non vedo il problema della leadership del Pd, né penso possa essere indicata da dirigenti di altri partiti».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Delude i suoi estimatori.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Faccio già un lavoro difficile, e vorrei portarlo a termine fino al 2011. Sempre che l’esperienza all’Anci non continui anche dopo...».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Ammirevole l’understatement.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«No, guardi, non mi tira in ballo. Secondo me quest’ansia di cambiare il segretario è del tutto fuori luogo. Se il Pd tutto sommato ha retto, se la base del progetto non è stata scardinata, lo dobbiamo al lavoro di Franceschini. Non capisco perché si debba partire dal presupposto che lui sia in partenza».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Piuttosto «in scadenza», l’ha gridato lui stesso ai quattro venti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Di lui non si può dire male».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Forse quella gaffe sul premier cattivo educatore se la poteva risparmiare.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ha usato un’espressione che poteva essere fraintesa... Visti i risultati elettorali, non mi pare però che abbia contato tanto».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Segretario che regge non si cambia.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Dico che Franceschini sta dimostrando il suo valore sul campo. Spetterà semmai al suo antagonista l’onere della prova, quando ci sarà il congresso. Guai all’unanimismo di facciata, però credo che un’altra candidatura avrà senso soltanto se si indica un percorso alternativo. Per ora il presupposto non può essere il cambio del leader: siamo il primo partito riformatore d’Europa».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Sì, alla corsa del gambero.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Sarà pure la corsa del gambero, ma siamo i più forti in un trend europeo nel quale la sinistra certo non trionfa. La verità, invece, è che Berlusconi ha perso: lo sfondamento non c’è stato, anzi il Pdl ha dovuto subire l’erosione della Lega».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Voi quella di Di Pietro.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Sì, c’è stata una redistribuzione del voto all’interno degli schieramenti, e qui in Piemonte forte è stata anche l’erosione da parte dei Radicali. L’Italia si conferma non bipartitica, ma bipolare, checché ne dica Casini... spazio al centro non ce n’è. La sfida sarà appunto quella di ricomporre il quadro».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Se il Pd soggiaceva a un Di Pietro con il 4 per cento, figuriamoci ora che ha l’8.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Di Pietro ha saputo intercettare una vena populista e le paure che nei periodi di crisi agitano la società. Aumenta il suo potere di negoziazione, ma da questo a farci la concorrenza corrono mille miglia... Non è che noi ci accodiamo dietro a Di Pietro, e scusi il bisticcio».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Il bisticcio sarà tra voi e lui.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Perché? Nostro compito sarà quello di ricondurre Di Pietro a una forma d’opposizione che costruisca l’alternativa a Berlusconi, e non sia fatta solo di antiberlusconismo».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Veramente Di Pietro vuole fare le cose in grande: ha lanciato un’«opa» ostile nei confronti del Pd.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Nessuno può lanciarci un’opa, capisco che Di Pietro fosse tentato, ma non vedo come possa riuscirci».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Magari andando al suo traino si è fatto il suo gioco.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Cosa fatta capo ha, inutile rivangare. Sono stati fatti errori, ma anche cose giuste...».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Intanto Di Pietro vi tratta da pari a pari: già detta le regole di un nuovo centrosinistra.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Capisco che una sera uno s’entusiasmi, ma poi la mattina dopo la sbornia passa. Arriva il momento nel quale occorre rispondere nei fatti, sulle cose concrete, assumendo le responsabilità di una forza di governo».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;A tale proposito, se Vendola bussasse alla porta del convento, dovreste aprirgli?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non penso ad annessioni, ma certo lui è un presidente di Regione che ha già accettato di confrontarsi con le responsabilità governative. Per me non ci sarebbe alcun problema...».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Per Rutelli e la Binetti sì. Prenderebbe in squadra anche i Verdi, che vanno fortissimo dappertutto, ma che in Italia sono talmente scoraggiati da non presentarsi neppure da soli?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non posso dire io se debbano restare autonomi o entrare nel Pd. Penso che barriere non debbano essere poste nei confronti di nessuno, se accetta il pluralismo e la logica della responsabilità. Dico a tutti, per primo a me stesso, che non bisogna cadere prigionieri del breve periodo: nutre illusioni pericolose, ma la storia è lunga, molto lunga...».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=357419&amp;PRINT=S&quot;&gt;Il Giornale.it - Roberto Scafuri&lt;/a&gt;</summary>
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