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  <title>Openpolis - Argomento: G8</title>
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  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
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  <title>Antonio POLITO: L'isolamento dei più forti</title>
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  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626917</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;Scenari politici e pressioni su Berlino.

&lt;p&gt;Sarà di nuovo maggio il mese fatale dell'Europa? Diremo anche dell'euro che «ei fu, siccome immobile/ dato il mortal sospiro»? La sera del sei maggio le urne potrebbero sancire che la maggioranza dei greci non vuole più restare nella moneta unica, premiando la galassia di partiti che sperano di liberarsi dei sacrifici mandando a quel paese la troika, la Bce e la Merkel. E nella stessa sera dovremo prendere atto che anche la maggioranza dei francesi non vuole più stare nell'Europa così come è oggi. Se vincerà Hollande, la sfida è chiara: rinegoziare il patto fiscale appena sottoscritto con la Germania. Ma anche se vincesse Sarkozy, ad ascoltare i suoi ultimi comizi a caccia di voti lepenisti, il futuro non sembra meno tempestoso: «Ora basta, cambiamo o non ci sarà più l'Europa».

&lt;p&gt;
Se si aggiunge che a maggio votano anche due Länder tedeschi in un turno che potrebbe affondare la coalizione tra la Merkel e i liberali; e che è in crisi di governo pure l'Olanda, fino a ieri il più arcigno guardiano del rigore teutonico, si capisce l'allarme, ma anche l'ansia e il senso di impotenza, che si sta impadronendo delle élite europee e italiane. Nessuna cura sembra funzionare. I mercati hanno prima punito il poco rigore dei Paesi debitori, poi hanno punito l'eccesso di rigore imposto ai Paesi debitori, e ora sembrano temere che gli elettori fermino la politica del rigore. In Italia stiamo facendo, più o meno bene, tutti i compiti a casa che ci sono stati richiesti, eppure lo spread resta sotto la sufficienza. Lo stesso spirito di salvezza nazionale che aveva spinto Monti al governo sembra smarrirsi: i partiti pensano ai loro nomi e ai loro soldi, i giornali pensano di nuovo a Ruby, e i sindacati pensano a far chiudere i supermercati il 25 Aprile.

&lt;p&gt;
Tutti si chiedono che fare. E tutti chiedono alla Merkel di fare qualcosa. È un coro che va da Washington a Madrid, dal Manzanarre al Reno. Il governo tedesco sente la pressione e cerca l'azione. Si spiega così l'annuncio dato ieri dell'incontro svoltosi la settimana scorsa tra il consigliere europeo della Cancelliera e il nostro ministro Moavero. La Germania propone di scrivere un nuovo Patto, con vincoli e sanzioni, dopo quello sul rigore dei bilanci: un altro «Compact», che stavolta dovrebbe riguardare le riforme strutturali (non a caso rilanciate ieri da Draghi) e la competitività. Berlino vorrebbe cioè legare tutti i Paesi dell'area a una maggiore convergenza non solo delle finanze pubbliche ma anche delle economie, nella speranza che questo favorisca la crescita. L'Italia di Monti è ovviamente d'accordo, ma ha ripetuto a Berlino che non basta. Roma vuole due cose, e ora sa che le vuole anche Hollande: bond europei per finanziare grandi progetti (da non confondere con gli eurobond, cioè titoli comuni del debito, sui quali nessuno si illude di convincere oggi Berlino) e nuovi capitali per la Banca europea degli investimenti.

&lt;p&gt;
Anche se il governo italiano preferirebbe evitare scossoni politici in Francia, e dunque sui mercati, è evidente che ha già un piano per giocare la carta Hollande. Palazzo Chigi sa bene che non basterà cambiare presidente a Parigi per cambiare politica a Berlino: oggi la Francia non è in condizioni di dettare legge.

&lt;p&gt;
Perciò qualcuno dovrà per forza rimettere insieme le due ruote dell'asse carolingio, e quel qualcuno non può che essere Monti. La strategia è: aiutare la Merkel a tenere a freno le bizze di Hollande sul rigore, in cambio di una seria apertura sulla crescita. Cominciando con il chiedere a Berlino di non respingere al prossimo G8 un'interpretazione «dinamica» del rigore. Ne abbiamo bisogno: il nostro pareggio di bilancio nel 2013 sarà «strutturale», ma non «nominale»: verrà cioè corretto al rialzo in ragione del ciclo economico negativo. D'altra parte la Germania, che pure lamenta gli squilibri dell'euro-zona, è essa stessa protagonista di uno squilibrio formidabile quando attrae ingenti capitali pagandoli con tassi di interesse negativi, cioè inferiori all'inflazione. Userà almeno una parte di queste risorse a basso costo per stimolare la sua domanda interna, e così anche le nostre esportazioni?

&lt;p&gt;
Finora l'Italia di Monti si è mossa per rendere la vita facile alla Merkel, nella convinzione che ciò la rendesse più facile anche a noi. Ma se così non è, e se Sarkozy ne sarà la prima vittima, Roma dovrà chiedere qualcosa in cambio di una nuova alleanza.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1E52IA&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sonia ALFANO: Bertolaso abbia la decenza di tacere</title>
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  <updated>2011-11-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>618087</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l' Europa) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
E’ passato esattamente un anno dal giorno in cui Guido Bertolaso ufficializzò le sue dimissioni da capo del dipartimento di Protezione Civile e da sottosegretario, ma non si è ancora rassegnato: ama stare al centro dell’attenzione e sbagliare, per esempio utilizzando la stampa per difendersi dalle accuse che lo hanno letteralmente travolto per la sua gestione assolutistica, privatistica e personalistica di quel “carrozzone” che è diventata la Protezione Civile dopo il suo arrivo.
&lt;p&gt;
In data odierna Il Giornale ha pubblicato una sua lettera indirizzata a Vittorio Feltri: uno scritto intriso di un vittimismo urticante per qualunque cittadino informato e onesto. 
&lt;p&gt;L’ex sottosegretario dice che da un anno cerca di essere dimenticato, eppure è lui stesso a cercare le pagine dei giornali (prima il Corriere della Sera, ora il megafono berlusconiano). 
&lt;p&gt;Dice soprattutto che i “veleni” politici contro di lui hanno indebolito la Protezione Civile.
In verità le responsabilità del decadimento della Protezione civile “migliore del mondo” sono prima di tutto sue. Ed è opportuno chiarire che quando si dice Protezione civile “migliore del mondo” si intende l’attenta architettura legislativa e l’accurato know-how costruito negli anni antecedenti alla affaristica gestione bertolasiana.
&lt;p&gt; Molti ricorderanno i fringe-benefits del sistema Bertolaso: auto di lusso, arredamenti, ristrutturazioni immobiliari, prostitute. E molti ricorderanno altrettanto bene le stabilizzazioni dei suoi amici che da semplici cittadini furono nominati (e lo sono ancora purtroppo) dirigenti generali della Presidenza del Consiglio dei Ministri pur non avendo alcun requisito richiesto e quel che è peggio, senza aver superato alcuna prova, test, quiz e quant’altro. I famosi 4 amici che lui amava chiamare “squadra”. Uno dei quali è imputato a L’Aquila ma attuale presidente dell’Ispra, un altro messo a parcheggio presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri dopo aver fatto i danni come commissario a Pompei, un altro al Servizio Civile e l’ultimo attualmente nelle grazie di Catherine Ashton, “ministro”degli esteri della UE, che sbarcato a Bruxelles sta tentando di fare la stessa operazione, non riuscita in Italia: la protezione civile SpA europea. 
&lt;p&gt;Non a caso, aprendo i lavori della seconda giornata della conferenza internazionale su Protezione civile e interventi umanitari a Roma, l’attuale Capo Dipartimento ha testualmente detto: “è necessario aprire un dialogo che non schiacci o snaturi l’identita’ e il ruolo della protezione civile a vantaggio dell’intervento privato, e con esso il ruolo degli Stati“. 
&lt;p&gt;Il lupo perde il pelo ma non il vizio.&lt;br /&gt;

E che dire poi del fatto che in soli sei anni di gestione Bertolaso il Dipartimento cosiddetto Nazionale (aggettivo che scimmiotta linguaggi militari) è passato senza che ce ne fosse effettiva necessità, da 300 dipendenti ai quasi mille attuali. Settecento persone, alcune assunte per effettivo titolo ma la maggior parte precari d’alto rango. Tra i “contatti” più prestigiosi: la moglie di un sottosegretario, i figli dei generali amici, dei giudici amici e dell’alta borghesia (amica!), alti burocrati dello Stato, capo del personale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, e addirittura figlio dell’ex Presidente della Consulta e sindacalisti autonomi, tutti funzionali a lui e al suo perverso disegno di piegare a fini privati una istituzione dello Stato. Un bel regalo a tutti i lavoratori. Un bel regalo perché adesso il Dipartimento è sovraffollato, con un organico tre volte superiore rispetto a quello necessario e quindi, con i tempi che corrono, nell’occhio del mirino per essere sottoposto ad una drastica cura dimagrante. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Tutti assunti a tempo indeterminato, con i soldi sottratti ai terremotati abruzzesi (circa 8 milioni di euro)!&lt;/b&gt; Una vera e propria macchina del consenso. 
&lt;p&gt;E poi anche a Napoli (emergenza rifiuti: per la quale Bertolaso, commissario straordinario, è stato iscritto nel registro degli indagati per traffico illecito di rifiuti e truffa ai danni dello Stato) e alla Maddalena (il famigerato G8 degli appalti truccati: Bertolaso è stato rinviato a giudizio per il reato di corruzione) una pioggia di incarichi per parenti e amici. Ovviamente tutte assunzioni tramite ordinanza di protezione civile e mai per concorso.
&lt;p&gt;
Oggi, quindi, bisogna chiedersi e nello stesso tempo far sapere alcune cose: la prima, perchè nella lettera inviata al Giornale Bertolaso lamenta le modifiche intervenute con il decreto milleproroghe, se la responsabilità è unicamente della sua gestione fatta di sperperi (per esempio i Grandi Eventi festosi), di provvedimenti ad personam (vedi le assunzioni di amici e parenti tramite apposita ordinanza) e di privilegi acquisiti sulla pelle di terremotati e alluvionati? 
&lt;p&gt;Perché non dice per una volta una verità: per esempio che lui è andato via ma al Dipartimento tutti i dirigenti di prima e seconda fascia sono gli stessi che ha nominato lui con i metodi di cui sopra, amici suoi fedelissimi che stanno portando la protezione civile in un vicolo cieco anche sul piano operativo come abbiamo visto appunto in questi giorni. Dirigenti fideizzati e affiliati a lui?
&lt;p&gt; Anzi, a pensarci bene, qui si pone un problema d’ordine democratico: chi è questa gente che senza credenziali e senza concorso è stata messa a dirigere una struttura così delicata? Chi è? Cosa fa lì? A chi risponde? E può questa gente impostare linee guida che mettano sotto botta i sindaci legittimamente eletti dal popolo? Stia zitto Bertolaso e si vergogni: di danni ne ha fatti tanti, tantissimi, come il suo ex capo. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.soniaalfano.it/blog/2011/11/11/bertolaso-abbia-la-decenza-di-tacere/#more-4996&quot;&gt;www.soniaalfano.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SERGIO GAETANO COFFERATI: Una risposta ideologica</title>
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  <updated>2011-10-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617790</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
C'è da chiedersi, preoccupati, quale sia la ragione per la quale il vertice delle istituzioni europee ha apprezzato la lettera d'intenti che il governo italiano ha loro inviato nei giorni scorsi. 
&lt;p&gt;Credo che l'accettazione nasca da due motivi. Il primo è quasi banale, il governo italiano ha fissato quasi sotto dettatura delle scadenze alle azioni che annuncia. I vertici europei che gli hanno posto come dirimente la certezza dei tempi attuativi delle presunte riforme non potevano che apprezzare. Poco importa se alcuni dei tempi fissati appaiono di pura fantasia. Basterebbe leggere quelli scelti per risolvere il problema del divario nord-sud o quelli sulla riduzione dei costi e dei prezzi dei servizi. 
&lt;p&gt;Problemi complessi o addirittura storici, ignorati per l'intera legislatura, che dovrebbero essere risolti all'istante.
&lt;p&gt;
In pari tempo, ed è la seconda ragione a mio parere dell'apprezzamento della lettera, il governo italiano sposa appieno la linea del Consiglio europeo suggerita energicamente da Merkel e Sarkozy di agire «per la stabilità finanziaria senza crescita». 
&lt;p&gt;Dunque il nostro governo si conferma, purtroppo, condizionato pesantemente e privo della necessaria autonomia per agire positivamente anche nel contesto europeo.
&lt;p&gt;
Il documento/lettera del governo Berlusconi è la somma di intenzioni a volte roboanti a volte minimaliste, sempre mirate però a confermare quella che è diventata una vera e propria ideologia: l'idea che la crescita sia prodotta automaticamente dal mercato e che i governi si devono sostanzialmente occupare del debito e del suo controllo.
&lt;p&gt; I grandi avvenimenti di questi anni hanno dimostrato che il controllo del debito è fondamentale ma per nulla sufficiente a evitare crisi e a stimolare crescita (come bene sanno tutti i paesi del G8 che sono stati colpiti dal 2008 ad oggi dagli effetti dello tsunami finanziario partito dagli Stati uniti).
&lt;p&gt;
Ma nel documento c'è un'altra e più grave mistificazione:&lt;br /&gt;
 quella che attribuisce alla possibilità di licenziare da parte delle imprese lo stimolo alle stesse per assumere, prescindendo da qualsiasi relazione con le dinamiche economiche o organizzative. È così che si cerca di chiudere il cerchio. 
&lt;p&gt;Con l'articolo 8 si è introdotta la possibilità di derogare dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori assegnando la deroga vergognosamente alle parti sociali. 
&lt;p&gt;Ora si passa direttamente ai licenziamenti collettivi, cercando di nobilitarli senza ritegno come leve per la crescita economica. Mi auguro che le forze politiche, non solo quelle dell'opposizione, e i sindacati contrastino efficacemente questo tentativo e questa assurda ideologia.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=164YEW&quot;&gt;il manifesto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Romano PRODI: «Troppe contraddizioni sulle rivolte arabe. Così l'Italia perderà peso in Nordafrica»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/16/romano-prodi/%C2%ABtroppe-contraddizioni-sulle-rivolte-arabe-cos%C3%AC-litalia-perder%C3%A0-peso-in-nordafrica%C2%BB-intervista/584656"></link>
  <updated>2011-06-16T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>584656</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«E` ondivaga la politica dell`Italia verso il Nordafrica. Le oscillazioni italiane, i continui cambiamenti, non ci giovano in nessuno scenario, qualunque sia l`esito finale in Libia e altrove». Romano Prodi è a Washington per presiedere la seconda conferenza internazionale &quot;Africa: 53 Countries One Union&quot; e da qui lancia l`allarme per la perdita d`influenza del nostro paese in un`area strategica.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quale prezzo pagherà l`Italia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «In Libia e in tutto il Nordafrica aumenterà l`influenza di quei paesi che hanno strategie più chiare: la Francia e l`Inghilterra tra gli europei, la Cina sicuramente, anche la Turchia per il suo peso economico crescente.
Il problema non si limita alla Libia. Sono in preda a sconvolgimenti tutti i paesi nei quali storicamente l`Italia si trova al primo o secondo posto come partner economico: Egitto, Tunisia, Siria, Iran.&lt;br /&gt;

L`ondeggiare non ci aiuta, l`Italia vaverso una perdita secca su questo fronte strategico. Manca la capacità di inventare una nuova politica. Il governo italiano dovrebbe farsi promotore di una nuova visione europea, perché solo un approccio multilaterale ci può salvare».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei qui a Washington oggi incontra i dirigenti americani e cinesi, oltre ai rappresentanti dell`Unione europea e dell`Africa.&lt;/b&gt;

&lt;b&gt;Di tutte le rivoluzioni democratiche incompiute quale la preoccupa di più?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«L`Egitto, per l`importanza unica di questo paese. Le cose non stanno andando bene al Cairo, le difficoltà economiche sono enormi, l`industria turistica ha visto crollare le entrate in valuta, aumenta la delinquenza, un milione e mezzo di emigrati egiziani in Libia sono tornati e s`inaridiscono le rimesse.
I capitali sono fuggiti, gli imprenditori sono in carcere o progettano di scappare all`estero».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei propone &quot;una grande prova di amicizia&quot; verso quei paesi. Al G8 di Deauville Barack Obama ha già annunciato la cancellazione del debito egiziano e tunisino.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E' importante, ma bisogna vigilare al rispetto degli impegni, i G8 non hanno una gran tradizione nel mantenere le promesse».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Lei chiede di trasferire risorse e competenze all`Unione africana, ma paesi come la Francia e l`Inghilterra si oppongono.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E` comprensibile, in certi paesi africani le ex potenze coloniali ancora svolgono un ruolo immenso, gestiscono molti servizi essenziali. Ma bisogna uscirne, non è credibile una gestione degli interventi affidata ai vecchi colonizzatori».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Potrebbe uscire da questa conferenza una mediazione per sbloccare l`impasse libica?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«La parola mediazione è impropria. La Nato non la vuole, evidentemente pensa che la vittoria è vicina. Ma la fine di Gheddafi avrà implicazioni profonde in tutta l`Africa, basti pensare che l`Unione africana otteneva il 30% dei suoi fondi dalla Libia».

&lt;br /&gt;
 &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=118ANK&quot;&gt;la Repubblica - Federico Rampini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Berlusconi ha fatto fare all'Italia una figura da tappetari</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/27/david-maria-sassoli/berlusconi-ha-fatto-fare-allitalia-una-figura-da-tappetari/573029"></link>
  <updated>2011-05-27T00:00:00Z</updated>
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  <id>573029</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &lt;br /&gt;
“Una bella figura da ‘tappetari’ quella che al G8 ha fatto fare il presidente del Consiglio al nostro Paese. Non contento della figuraccia con il presidente degli Stati Uniti,  Berlusconi  non perde l’ennesima occasione e impone un altro teatrino dei suoi”. 
&lt;p&gt;Lo afferma il capogruppo del Pd al Parlamento europeo, David Sassoli. “Sarà insieme divertente e tragico vedere stasera i telegiornali amici del premier alle prese con le parole di fuoco che Berlusconi ha pronunciato contro i giornalisti. La verità è che a delegittimare le istituzioni, purtroppo, è invece chi dovrebbe rappresentarle e la prova più evidente di quello che è ormai un fatto è l’imbarazzo di Obama mentre ascolta gli stessi ritornelli contro i giudici che Berlusconi impone al Paese da 17 anni”. 
&lt;p&gt;“Con il voto di domenica – conclude Sassoli - i cittadini italiani sapranno dire a voce alta di voler finalmente voltare pagina per restituire autorevolezza al Paese”.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.davidsassoli.it&quot;&gt;davidsassoli.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Guido Bertolaso: &quot;Speravo in un'archiviazione. Non ho mentito. Ho la coscienza pulita&quot; </title>
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  <updated>2010-05-07T00:00:00Z</updated>
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  <id>499864</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Sottosegretario  Presidenza del Consiglio delega Protezione Civile&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;All'Aquila nessuna impresa di Anemone è stata contattata o ha avuto appalti partecipando alla ricostruzione&quot;, ha detto Bertolaso. &quot;Anemone è venuto a trovarmi all'Aquila - ha proseguito con voce rotta, bevendo un bicchier d'acqua - vengo accusato di corruzione, quando per tutta la vita ho combattuto questi fenomeni&quot;. E sui timori di eventuali dichiarazioni di Anemone ai media come già minacciato dallo stesso imprenditore, chiarisce: &quot;Se uno teme qualcosa, cerca di tenere un profilo basso e non farebbe mai una conferenza stampa come questa. Io non ho nulla da temere e non ho nulla da nascondere e, come detto, non sono mai stato ricattabile&quot;.

La moglie. &quot;Mia moglie, professionista in giardini, ebbe lavori da Anemone per il Salaria Sport Center. Fece solo gli studi preliminari e ricevette 25mila euro, regolarmente fatturati. A mia moglie, dopo avere pagato i suoi colleghi, rimasero solo 7-8 mila euro, regolarmente denunciati nella dichiarazione dei redditi&quot;. Bertolaso ha affermato anche che &quot;Anemone fece lavori di falegnameria nella casa dove abita, intestata a sua moglie. Per quei lavori diedi un assegno di 20mila euro&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2010/05/07/news/bertolaso-g8-3892294/&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: «Bertolaso non lo conosco, come tecnico è capace, come amministratore ha usato le regole che gli hanno dato»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/02/14/antonio-di-pietro/%C2%ABbertolaso-non-lo-conosco-come-tecnico-%C3%A8-capace-come-amministratore-ha-usato-le-regole-che-gli-hanno-dato%C2%BB/477982"></link>
  <updated>2010-02-14T00:00:00Z</updated>
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  <id>477982</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Bertolaso non lo conosco, come tecnico è capace, come amministratore ha usato le regole che gli hanno dato&quot;. Così Antonio Di Pietro, leader di Idv, parla del Capo della Protezione civile indagato per corruzione nell'inchiesta sul G8 alla Maddalena. Ospite di In Mezz'ora Di Pietro attacca il governo che vuole &quot;trasformare la Protezione Civile, da occuparsi di terremoti e catastrofi le hanno affidato i campionati di nuoto, l'Expo, con lo scopo specifico di favorire amici e lobby vicine&quot;. &lt;br /&gt;
Quanto al fatto che sia Balducci, presidente del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, arrestato nella stessa inchiesta che Bertolaso abbiano lavorato anche con il centrosinistra, Di Pietro spiega che &quot;i dirigenti dello stato non possono essere buttati fuori ma spostati, io spostai Balducci per far ruotare gli incarichi ogni due anni perchè penso che stando nello stesso posto si comincia a diventare amici di quelli che si dovrebbero controllare&quot; detto questo a suo avviso &quot;i tecnici possono essere bravi ma usati male, c'è la responsabilità politica&quot;. Secondo l'ex pm però quello che manca per evitare episodi come questi &quot;è una regola fondamentale secondo la quale quando un pubblico ufficiale viene condannato non deve poter più svolgere quella funzione invece ancora adesso da Milano a Catania i condannati di Mani Pulite sono al loro posto, anzi con incarichi superiori perchè legge non permette di buttarli fuori&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.apcom.net/newspolitica/20100214_151903_177d9c1_82721.html&quot;&gt;APCom&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Guido Bertolaso: «Le dimissioni quando vuole Berlusconi, con un certo sollievo e una certa gratitudine»</title>
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  <updated>2010-02-14T00:00:00Z</updated>
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  <id>477974</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Sottosegretario  Presidenza del Consiglio delega Protezione Civile&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Dopo che ieri il leader del Pd gli ha chiesto di dimettersi, il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, indagato nell'ambito di una inchiesta su appalti illeciti, ha detto oggi che le sue dimissioni &quot;sono sempre sul tavolo del presidente (del Consiglio Silvio) Berlusconi&quot;, ma ha detto che senza di lui non si sarebbero realizzate importanti opere.

&lt;p&gt;
Ma mentre alcuni giornali scrivono che una donna brasiliana avrebbe ammesso in un interrogatorio di avere avuto relazioni sessuali con Bertolaso - il quale attraverso il suo legale nega - alcuni esponenti della maggioranza e del governo di centrodestra chiedono cautela sulla creazione della nuova Protezione civile spa, come invece vorrebbe l'esecutivo con l'obiettivo dichiarato di garantire la massima efficacia agli interventi.

&lt;p&gt;
Le dimissioni, dice Bertolaso in un'intervista pubblicata oggi dal &quot;Sole 24 Ore&quot;, &quot;sono sempre sul tavolo del presidente Berlusconi. Gli ho detto: presidente, quando vuole, lei mi chiama e io faccio le valigie in un minuto, anche con un certo sollievo e una certa gratitudine&quot;.

&lt;p&gt;
Il premier però avrebbe risposto al sottosegretario e capo della Protezione civile &quot;di lavorare&quot;.

&lt;p&gt;
Nell'intervista Bertolaso ripete che i suoi rapporti con la fisioterapista &quot;Francesca&quot;, citati nei documenti dei magistrati di Firenze che hanno arrestato per la stessa vicenda quattro persone, consistevano solo in massaggi.

&lt;p&gt;
E la donna ha confermato la versione in un'intervista pubblicata sempre oggi da un altro quotidiano, &quot;Il Giornale&quot;: &quot;Si trattava di un massaggio decontratturante, in quanto Bertolaso soffriva di cervicale&quot;, ha detto la massaggiatrice 43enne, che ha risposto &quot;assolutamente no&quot; alla domanda se abbia avuto &quot;relazioni personali anche di natura sessuale&quot; con Bertolaso.

&lt;p&gt;
Alcuni giornali scrivono oggi, senza citare la fonte, che un'altra donna, la brasiliana Monica, avrebbe detto ai carabinieri del Ros che l'hanno interrogata di aver conosciuto il sottosegretario e di essere &quot;stata con lui&quot;. Ma l'avvocato di Bertolaso, sentito dal quotidiano &quot;Il Messaggero&quot;, ha detto che &quot;non c'è traccia di soldi, né di festini a base di sesso&quot;.

&lt;p&gt;
Secondo i magistrati Bertolaso avrebbe concesso appalti per il G8 della Maddalena - che fu poi trasferito all'Aquila dopo il terremoto - a una serie di imprenditori in cambio di favori sessuali e altre prestazioni.

&lt;p&gt;
In un'altra intervista pubblicata oggi dal &quot;Giornale&quot;, Bertolaso dice che nella richiesta di dimissioni avanzata ieri dal segretario del Pd Pierluigi Bersani &quot;c'è molta irresponsabilità&quot;: &quot;Dirigo la Protezione civile. E secondo lei, per far piacere a Bersani, possiamo lasciare il Paese senza il numero uno dell'emergenza, così, da un giorno all'altro?&quot;.

&lt;p&gt;
Al &quot;Sole 24 Ore&quot;, che gli ha chiesto se &quot;non sarebbe stato meglio se in questi anni aveste assunto qualche responsabilità in meno&quot;, Bertolaso ha risposto: &quot;Che cosa sarebbe successo in questi anni? Glielo dico io. Il passante di Mestre non ci sarebbe. L'Expo non ci sarebbe. E non perché io voglio andare a fare quei lavori... ma perché il governo (di centrosinistra di Romano) Prodi decise che l'Expo era un grande evento ancor prima di andare a Parigi al comitato organizzatore&quot;.

&lt;p&gt;
Sempre nell'intervista al &quot;Sole&quot;, Bertolaso dice infine che &quot;non è un mistero per nessuno che io ho più amici nel Pd che nella maggioranza&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://it.reuters.com/articlePrint?articleId=ITMIE61D00U20100214&quot;&gt;Reuters.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Guido Bertolaso: Non merito la berlina, forse qualcosa è sfuggito</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/02/12/guido-bertolaso/non-merito-la-berlina-forse-qualcosa-%C3%A8-sfuggito/477956"></link>
  <updated>2010-02-12T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Sottosegretario  Presidenza del Consiglio delega Protezione Civile&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La polvere sollevata dal ciclone mediatico che ha investito il capo della Protezione civile Guido Bertolaso comincia a posarsi lasciando intravedere nuovi risvolti della vicenda. E qualcosa potrebbe essere “sfuggito”. “In dieci mesi abbiamo dovuto fare lavori per cui ci sarebbero voluti dieci anni. Forse ho sbagliato a fidarmi di certe persone”, spiega il sottosegretario sul quale più di qualcuno ha già puntato l’indice accusatorio “giustizialista”, in un'intervista a Skytg24. La tentazione di farsi da parte, perchè sarebbe venuta meno la &quot;serenità necessaria&quot;, in Bertolaso è forte. Se – come spiega a La Stampa un suo collaboratore – vuole andare via, riposarsi “perché queste polemiche politiche lo fanno vomitare”, il premier però non ci sta e lo vuole invece “inchiodato” al suo posto: “Bertolaso non si tocca, i magistrati si vergognino”, grida da Bruxelles. E se il procuratore fiorentino Giuseppe Quattrocchi replica “non rispondo a nessuno, io faccio il mio lavoro”, è lo stesso capo della Protezione Civile a mettere i puntini sulle “i” non vedendo l’ora di chiarire con la procura questo “grandissimo equivoco”: “Ho tutti gli elementi per dimostrare la mia correttezza; purtroppo temo che i tempi si allungheranno molto e questo mi impedirà di chiarire e di tornare con la serenità che mi serve al lavoro che stavo facendo”. Poi il “mea culpa”: “Forse mi sono fidato troppo di qualcuno, al G8 qualcosa può essere sfuggito”.

&lt;p&gt;
Ma per quanto riguarda le intercettazioni che lo vedrebbero coinvolto in orge, festini e comportamenti a favore di alcune imprese “francamente – precisa Bertolaso – mi sembra umiliante”. Alla Maddalena “abbiamo dovuto correre, quindi non sono stato in grado di controllare tutto al meglio giorno per giorno... Se qualcosa ho mancato me ne faccio una colpa e un rammarico, ma non per questo devo essere messo alla berlina”. Ma è anche vero che per ora le accuse rimangono solo ipotesi: non esistono infatti riscontri certi, diretti o indiretti del passaggio di denaro fra l’imprenditore Diego Anemone e Guido Bertolaso, si legge sul Giornale. E non si è neppure trovata traccia di un solo euro dei 50 mila di cui Anemone, per conto suo, parla al telefono con un amico sacerdote. Così come non finisce nelle tasche di Bertolaso nemmeno un centesimo – scrive ancora il quotidiano diretto da Vittorio Feltri – dei diecimila euro che alla fine Anemone riesce a recuperare. Anzi, non vi è neppure la certezza che i due si siano incontrati quel giorno. Ma certo suona comunque strano che possano bastare diecimila euro come contropartita per l’aggiudicazione di appalti milionari. Tanto da spingere il sottosegretario a ironizzare: “pensare che si possa imbonire o addirittura comprare con diecimila euro uno come me, che ha gestito lavori per centinaia di milioni di euro è perfino umiliante”. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilvelino.it/articolo_stampa.php?isEnglish=&amp;Id=1061012&quot;&gt;il velino.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Inchiesta su Bertolaso: &quot;I pm si devono vergognare&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/02/11/silvio-berlusconi/inchiesta-su-bertolaso-i-pm-si-devono-vergognare/477929"></link>
  <updated>2010-02-11T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L'ira del premier Berlusconi per la vicenda Bertolaso non accenna a sbollire. «I magistrati si devono vergognare» ha detto rivolgendosi ai giornalisti italiani tra cui l'inviato del Corriere della Sera Marco Galluzzo passeggiando tra i negozi antiquari nelle strade di Bruxelles. «La legge sulla Protezione Civile Spa va avanti».
&lt;br /&gt;

SCANDALI - E sui presunti scandali sessuali il premier ha aggiunto: «Bertolaso è andato a farsi curare la schiena: soffre di mal di schiena. I magistrati hanno un potere che dovrebbe essere più controllato». «Ho parlato con Bertolaso, so che aveva mal di schiena e andava da una fisioterapista, una signora di mezza età che, tra l'altro, oggi è in ospedale per farsi operare per un problema alla spina dorsale» aggiunge ancora il premier. «Quindi - dice ancora il presidente del Consiglio - tutte queste cose qui sono assolutamente non accertate, non vere e infondate». Berlusconi, quindi, ribadisce di escludere ogni possibilità di dimissioni di Bertolaso: «Non si tocca». Berlusconi poi aggiunge: «Non si possono rovinare lavori così perfetti e efficienti per il nostro Paese per un 1% di irregolarità» &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/10_febbraio_11/berlusconi_ira_bertolaso_giudici_2b391618-172f-11df-aecd-00144f02aabe.shtml&quot;&gt;corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: G8. «Complimenti a Obama per il nuovo corso della politica Usa».</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/10/silvio-berlusconi/g8-%C2%ABcomplimenti-a-obama-per-il-nuovo-corso-della-politica-usa%C2%BB/391866"></link>
  <updated>2009-07-10T00:00:00Z</updated>
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  <id>391866</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Obama ha stupito tutti perché, nonostante non abbia una lunga vita politica, neppure un passaggio da Governatore, sta dimostrando grande buon senso e mitezza. 
Il mio pensiero è condiviso da tutti i colleghi con i quali ho parlato, a proposito della nuova stagione della politica degli Stati Uniti. 
&lt;br /&gt;

Complimenti a Obama».
&lt;p&gt;
 Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi, lodando in conferenza stampa il presidente degli Stati uniti Barack Obama al termine del G8 dell'Aquila. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.apcom.net/newspolitica/20090710_153001_30fff52_65929.html&quot;&gt;Apcom&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: «E' con un mondo globale che dobbiamo fare i conti»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/09/giorgio-napolitano/%C2%ABe-con-un-mondo-globale-che-dobbiamo-fare-i-conti%C2%BB/391857"></link>
  <updated>2009-07-09T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391857</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«La crisi offre un'occasione di cambiamento nel governo del mondo»
&lt;p&gt;

L'Aquila - La crisi economica e finanziaria crea «gravi difficoltà», ma poiché impone una risposta comune della comunità internazionale, offre «una decisiva occasione di cambiamento nella visione e nel governo del mondo», una occasione da «cogliere» riprendendo le ispirazioni e le intuizioni più lungimiranti emerse già alla fine della seconda guerra mondiale. Lo ha detto Giorgio Napolitano ai capi di Stato e ai leader internazionali che partecipano al G8 suoi ospiti stasera al pranzo ufficiale all'Aquila.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;IL DISCORSO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«La crisi finanziaria ed economica che da un anno stiamo vivendo costituisce la prova inconfutabile che è con un mondo globale che dobbiamo fare i conti, che è un mondo globale quello che si deve governare. Nessun paese e nessun continente può fare da solo. Nessun direttorio di 7 o di 8 potenze economiche e Stati può assicurare lo sviluppo mondiale, la salvezza e il futuro del mondo» ha spiegato Napolitano.
&lt;p&gt; «Sono entrati in scena nuovi grandi protagonisti e - ha aggiunto Napolitano - il loro ruolo va pienamente riconosciuto; e si deve dare voce ai Paesi che sono rimasti più indietro sulla via dello sviluppo, ai popoli più sfortunati di cui tanta parte vive penosamente nella povertà e nella fame».
&lt;p&gt; Occorre riprendere oggi «ispirazione dalle intuizioni e dalle scelte più lungimiranti» che alla fine della seconda guerra mondiale, ha sottolineato il capo dello Stato, fecero nascere le Nazioni Unite e le istituzioni di Bretton Woods. Da allora «molto si è costruito. Ma non poco purtroppo si è negli ultimi tempi venuto perdendo.
&lt;p&gt; Come ci dice la crisi attuale, si sono smarrite regole di comportamento, si sono oscurate grandi responsabilità comuni, sono cresciuti elementi di disordine e di ingiustizia che hanno finito per esplodere provocando danni pesanti alle economie e alle popolazioni nelle loro parti più deboli».

&lt;p&gt;
&lt;i&gt;GHEDDAFI E OBAMA&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;
Alla cena offerta dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano a Coppito, al termine della seconda giornata dei lavori del summit G8, il premier Silvio Berlusconi è seduto tra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama (alla sua destra) e il leader libico Muammar Gheddafi. Il cerimoniale aveva inizialmente previsto che al posto occupato da Gheddafi ci fosse il presidente egiziano Hosni Mubarak, mentre il leader libico avrebbe dovuto sedere tra il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva e il premier giapponese Taro Aso. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_luglio_09/napolitano_discorso_cena_g8_2bc4aaca-6cbc-11de-864b-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Carlo Azeglio CIAMPI: «Contro la crisi i grandi della terra devono fare di più» </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/07/carlo-azeglio-ciampi/%C2%ABcontro-la-crisi-i-grandi-della-terra-devono-fare-di-pi%C3%B9%C2%BB/391828"></link>
  <updated>2009-07-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391828</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore a vita&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«La domanda che mi sto ponendo con insistenza in queste ore è se a livello globale siamo stati in grado di dare le necessarie risposte globali alla crisi». Alla vigilia dell'atteso vertice del G-8 all'Aquila, Carlo Azeglio Ciampi si interroga sull'effettiva capacità che le grandi potenze mondiali hanno avuto finora nell'affrontare la più grave crisi globale del dopoguerra.

&lt;p&gt;
La risposta è in qualche modo già contenuta nell'interrogativo: tutti ormai concordano che la crisi finanziaria, poi trasferitasi all'economia reale, richieda azioni sempre più coordinate. Ma da questo punto di vista, soprattutto nel Vecchio Continente è soffiato forte il vento degli egoismi nazionali. «Non mi sembra che le risposte fornite finora siano state all'altezza della crisi». Lo sostiene un padre riconosciuto della nuova Europa, che da ministro del Tesoro ha guidato il Paese nella faticosa rincorsa all'euro, e poi da presidente della Repubblica ha esortato a più riprese l'Unione europea a dotarsi di una politica economica comune. Ha usato il termine &quot;zoppìa&quot;, per fotografare l'asimmetria che si è creata tra il fondamentale approdo alla moneta unica e l'assenza di conseguenti strategie concordate di politica economica. La crisi ha esasperato ancor più questa frattura, e la paralisi del percorso costituente ha fatto il resto.

&lt;p&gt;
Ciampi tuttavia resta ottimista sul futuro dell'Europa. Ha appena dato alle stampe un libro edito dal Mulino, «La libertà delle minoranze religiose», a cura di Francesco Paolo Casavola, Gianni Long e Francesco Margiotta Broglio. È la rivisitazione di un suo testo giovanile, la tesi di laurea che presentò nel 1945, sulla libertà religiosa come diritto fondamentale e inalienabile della persona. «Fiducia e credibilità - osserva - ecco i due elementi essenziali per uscire dalla crisi». Ciampi rinvia all'articolo pubblicato sul «Sole 24 Ore» del 4 giugno, nell'ambito delle «lezioni per il futuro», nel passaggio in cui ricorda che nell'immediato dopoguerra la classe dirigente «fu unita per la ricostruzione dell'Italia. Uomini e donne con storie e convinzioni diverse, così tanto diverse da sembrare inconciliabili, superarono nell'interesse del Paese le ragioni pure profonde che opponevano gli uni agli altri».

&lt;p&gt;
Occorrerebbe oggi uno slancio simile, in Italia come in Europa. «Credibilità soprattutto da parte delle istituzioni», ripete Ciampi e cita la Bce che «questa credibilità l'ha conquistata sul campo nei suoi dieci anni di vita». Un anno fa, il 2 giugno 2008, ospite d'onore a Francoforte per il decennale della Bce, sostenne che la «creatura» di cui si festeggiava l'anniversario «operando sulla base di un saggio ordinamento statutario, ha sviluppato muscoli e intelletto, in un processo di apprendimento fattivo che ha fugato quegli antichi dubbi. La storia di questi anni è qui a dimostrare che l'Eurosistema ha funzionato». La Bce «ha saputo conquistarsi il più ambito dei riconoscimenti per una Banca centrale, quello della credibilità e dell'autorevolezza». Poi la crisi è esplosa in tutta la sua forza, e Ciampi resta convinto come allora che l'Europa «deve poter parlare con una voce sola. Serve un governo dell'economia, capace di promuovere una crescita del reddito, una sua più equa ripartizione e migliori opportunità per l'occupazione». Perché una cosa deve essere chiara: senza crescita «non può esservi durevole stabilità, né monetaria, né reale».

&lt;p&gt;
Come un anno fa, Ciampi resta convinto che «solo parlando con una sola voce l'Europa può essere realmente soggetto della storia, soprattutto in un mondo globalizzato come quello in cui viviamo». Processo che passa necessariamente attraverso un opportuno ricambio generazionale, tema anch'esso molto caro a Ciampi. La sua generazione, un contributo decisivo al Paese lo ha già dato. «Gli ideali e i valori ai quali mi sono formato sono stati la bussola che ha orientato la mia vita», scrive nella breve introduzione al suo saggio. «Hanno concorso a dar voce a quel maestro interiore al cui ascolto Sant'Agostino rinvia ogni uomo per discernere il cammino dell'esistenza, per orientare la propria condotta nella vita pubblica come in quella privata. Perché non c'è cesura tra le due. L'una e l'altra rientrano nella sfera della coscienza intesa come atto che unisce la conoscenza razionale con l'azione libera».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MTHZP&quot;&gt;Il Sole 24 Ore - Dino Pesole&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Franco Frattini: «Italia fuori dal G8? Buffonata. Via il Guardian dai giornali mondiali»  [Link: Guardian - Financial Time - Le Monde]</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/07/franco-frattini/%C2%ABitalia-fuori-dal-g8-buffonata-via-il-guardian-dai-giornali-mondiali%C2%BB-link-guardian-financial-time-le-monde/391827"></link>
  <updated>2009-07-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391827</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Affari Esteri (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 All'interno del G8 aumentano le richieste di escludere l'Italia dal gruppo degli 8 grandi, visto il caos intorno ai preparativi del summit a L'Aquila.&lt;br /&gt;
Kofi Annan a Berlusconi: l'Italia rispetti gli impegni sugli aiuti all'Africa.
&lt;p&gt;«Spero che il &lt;a href=&quot;http://www.ilmessaggero.it/stampa_articolo.php?idapp=19683&quot;&gt;&lt;b&gt;Guardian&lt;/b&gt;&lt;/a&gt; esca dai grandi giornali del mondo». E' il commento del ministro degli Esteri Franco Frattini sull'articolo del quotidiano britannico secondo il quale, citando fonti degli staff diplomatici, all'interno del G8 aumentano le richieste di escludere l'Italia dal gruppo degli 8 grandi, visto il caos intorno ai preparativi del summit a L'Aquila.

&lt;p&gt;
Il ministro ha definito una «buffonata» la notizia, riportata sempre dal Guardian, che gli Usa abbiano dovuto prendere in mano l'organizzazione del summit dell'Aquila con una videoconferenza tra gli sherpa. «È una sciocchezza», ha commentato Frattini da Bucarest dove si trova per colloqui istituzionali. Secondo Il portavoce della Farnesina, Maurizio Massari c'è «un evidente fraintendimento» perché in effetti una videoconferenza tra gli sherpa c'è stata, ma è stata organizzata da Washington in vista del G20 di Pittsburgh, che si terrà a settembre in Usa, non certo per preparare l'agenda G8! Il Vertice G20 - ha aggiunto - si terrà negli Usa nonostante siano gli inglesi ad avere la Presidenza G20».

&lt;p&gt;
In secondo luogo, sempre commentando l'articolo del Guardian, il portavoce della Farnesina ha rilevato che «l'iniziativa 'food' è un'iniziativa del nostro Paese, non degli Usa, come dimostra il policy paper che l'Italia aveva fatto circolare nel 2008 fra i partner G8». «Semmai gli Usa - ha aggiunto Massari - l'hanno così apprezzata da impegnarsi attivamente, destinandovi cospicue somme di denaro. D'altra parte, a riprova della centralità che la questione 'food' riveste nell'ambito dell'agenda della Presidenza G8 dell'Italia, basti ricordare che per la prima volta nella storia del G8 su iniziativa italiana è stata organizzata una ministeriale dedicata proprio ai Ministri dell'Agricoltura».

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Annan al premier:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 Italia rispetti impegni su aiuti. Kofi Annan, ex segretario generale dell'Onu, ha scritto una lettera a Berlusconi, sottolineando il ritardo dell'Italia rispetto a tutti gli altri Paesi del gruppo dgli otto nei piani di aiuti per l'Africa. &lt;br /&gt;
Lo rivela oggi il &lt;a href=&quot;http://www.ft.com/cms/s/fc562fe6-6a8d-11de-ad04-00144feabdc0,dwp_uuid=ebe33f66-57aa-11dc-8c65-0000779fd2ac,print=yes.html&quot;&gt;&lt;b&gt;Financial Time&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;. «Non onorare gli impegni e ridurre l'assistenza per lo sviluppo non renderebbe giustizia ai valori del tuo Paese - scrive Annan a Berlusconi, stando a quanto riporta FT -. Un vertice del G8 che non dà vita a risultati consistenti per un supporto finanziario verso i Paesi più poveri, non solo non rispetta gli impegni presi, ma danneggia la credibilità e la leadership del gruppo (degli otto grandi)».

&lt;p&gt;
Frattini: diritti umani assoluta priorità. La presidenza italiana del G8 invierà un «messaggio che non potrà non confermare la scelta politica di considerare i diritti umani un'assoluta priorità». Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in un'intervista a La Stampa, interviene sulla questione dei diritti umani venuta alla ribalta con il massacro della minoranza uighura nello Xinjiang e con il concomitante viaggio a Roma del presidente cinese Hu Jintao. «Il governo sta lavorando - sottolinea Frattini - affinchè l'Ue adotti una dichiarazione comune, al cui contenuto ci rimetteremo».

&lt;p&gt;
Appello a Obama sul diritto all'acqua. Viene da lettera aperta scritta da un folto gruppo di Premi Nobel e premi Oscar italiani, tra questi Rita Levi Montalcini, Dario Fo, Bernardo Bertolucci, Nicola Piovani, Umberto Veronesi e Dacia Maraini. L'accesso all'acqua, si legge, è un diritto umano oggi negato nel mondo a 1,2 miliardi di persone. A Obama si chiede di intervenire perché «l'acqua è un diritto umano, non è una merca ma un bene comune che deve essere governato da istituzioni legittime come l'Onu, a cui va restituita autorità».

&lt;p&gt;
Lula preferisce il G20. Il G8 «non ha più ragione d'essere», e deve essere sostituito dal G20, che è «più importante, più rappresentativo, più vicino dunque alle realtà delle crisi che attraversiamo». È quanto sostiene il presidente brasiliano Luiz Inacio &lt;b&gt;Lula da Silva in un'intervista al quotidiano&lt;/b&gt; &lt;a href=&quot;http://www.lemonde.fr/web/imprimer_element/0,40-0@2-3220,50-1216200,0.html&quot;&gt;&lt;b&gt;Le Monde&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;.

&lt;p&gt;
Canada chiederà una posizione comune sull' Iran. Al summit il Canada spera «che i leader del G8 abbiano un dialogo sulla questione Iran e pervengano a una posizione coerente di fronte a questo regime pericoloso, che vanta tra l'altra un programma di proliferazione nucleare».

&lt;p&gt;
Il regalo del premier ai Grandi del summit. &lt;br /&gt;
C'è anche un dvd in alta definizione con le immagini più belle d'Italia tra i regali che Silvio Berlusconi donerà ai Grandi della Terra per il G8. Parliamo di 'Magnifica Italià, quindici minuti di immagini del Belpaese, ideate dal Cavaliere e prodotte dal Governo per rilanciare il turismo in Italia. Il video è stato presentato dal premier il 24 giugno scorso durante una conferenza stampa a palazzo Chigi insieme al ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettino.it/stampa_articolo.php?id=64852&quot;&gt;Il Gazzettino.it /Il Messaggero.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo CIALENTE: Abruzzo. «Traditi dal governo»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/07/massimo-cialente/abruzzo-%C2%ABtraditi-dal-governo%C2%BB-intervista/391826"></link>
  <updated>2009-07-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
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  <id>391826</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune L'Aquila (AQ)- Consigliere  Consiglio Comunale L'Aquila (AQ)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il sindaco del capoluogo abruzzese: «Il G8? Non ci riguarda. A novembre solo pochi cittadini avranno un tetto sulla testa. La città rischia di svuotarsi».&lt;br /&gt;
 E i fondi scarseggiano.
&lt;p&gt;
«Il G8 è là, un pezzo di città, esterno, chiuso. Non ci riguarda. L’unica cosa che speriamo è che sia un’occasione per far ripuntare i riflettori su L’Aquila, ma stavolta in maniera corretta, su quello che sta succedendo qui davvero». Il sindaco de L’Aquila Massimo Cialente, accompagnato solo da un vigile urbano, è confuso fra i cinquemila cittadini del capoluogo che con una silenziosa fiaccolata si sono ripresi la notte per commemorare il terzo mese dalla scossa del 6 aprile.

&lt;p&gt;
È con i suoi concittadini, arrabbiato e deluso come loro, e forse con qualche dato in più per essere alterato visto il ruolo che ricopre. «Forse l’errore che abbiamo fatto è stato quello di mantenere un profilo istituzionale senza alzare polemiche e rendere pubbliche le tante divergenze e i tanti dubbi che sorgevano di volta in volta appena finita la fase dei primi soccorsi. Forse l’hanno presa come una posizione di incapacità o di passività. Ma così non è stata, e non è».
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Cosa si è rotto fra amministratori, e in particolare, tra il Comune de L'Aquila e il Governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Quando c’è qualcuno che va in giro per i campi a dire che abbiamo già ricevuto i soldi e che siamo noi delle amministrazioni locali a rallentare tutto, è evidente che diventa davvero difficile mantenersi, per responsabilità, su un livello puramente istituzionale. Ci hanno estromesso da ogni decisione ponendoci sotto due commissari, Bertolaso e il presidente della Regione Chiodi. Poi… Io ho ricevuto solo 20 milioni di euro 6 giorni fa, un finanziamento relativo agli indennizzi delle case di tipo A, ovvero quelle che necessitano solo di piccole riparazioni per essere abitabili. E questi soldi non posso neanche spenderli se Chiodi non emette il prezzario. Notare che aveva la possibilità di farlo da più di un mese visto che il provvedimento relativo è del 25 maggio. Ora dice che lo farà questa settimana. Vedremo. E, comunque, 20 milioni di euro sono una goccia in un oceano.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E la questione delle tasse?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Questa è proprio la condanna a morte di questa città. Non sono state sospese, non sono state spostate avanti negli anni. Per l’Umbria e per le Marche le tasse del periodo dell’emergenza, e al 40 per cento, sono state versate poche settimane fa. Dodici anni dopo. Noi invece le ripagheremo dal primo gennaio 2010.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;C'è il pericolo di uno svuotamento della città?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sì. Il rischio è questo.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si parla del più grande cantiere d'Europa in piedi a L'Aquila. E' davvero così?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Assolutamente no. C’è un piccolo cantiere. Potenzialmente lo è, ma è partito davvero poco. E bisogna capire quali interessi si muoveranno quando partirà. Quali saranno i soggetti che ne usufruiranno economicamente, quali le imprese e quali settori economici. Anche su questo noi aquilani rischiamo di essere esclusi. A novembre solo una piccola parte di noi avrà un tetto sulla testa con il piano Case.

&lt;p&gt;
Per il resto ci sarà un secondo esodo verso la costa, con una città che, lo vedete, è ormai una città fantasma. Poi dicono che si useranno gli appartamenti sfitti. Ma anche qui ho dei dubbi, anche perché molti di questi appartamenti hanno bisogno comunque di riparazione anche se sono di categoria A. Bisognava muoversi prima, coinvolgendo i proprietari. Cosa che non è avvenuta forse proprio perché lo avevamo proposto noi locali. Ci si sta muovendo troppo lentamente.

&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sta ricevendo molti attacchi, anche sul piano personale...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Parliamo dell’accusa di essere uno sfollato di lusso? Un bell’attacco, falso, che mi era stato addirittura annunciato se non prendevo un atteggiamento diverso. Io quando sono a L’Aquila dormo in un camper. La prima settimana in auto. La mia famiglia è in un campeggio, nei bungalow. Addirittura da un campeggio siamo stati cacciati perché abbiamo dei cani e il regolamento ne vietava la presenza. Ho capito perfettamente che sono attacchi pro tempore, che si farà di tutto per farmi saltare». &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MTMLP&quot;&gt;Terra - Pietro Orsatti &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Domenico SCILIPOTI: «G8: Comprensibili preoccupazioni di comitati spontanei»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/06/domenico-scilipoti/%C2%ABg8-comprensibili-preoccupazioni-di-comitati-spontanei%C2%BB/391807"></link>
  <updated>2009-07-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391807</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PT già IR) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Va stigmatizzato il tentativo in atto di trasformare, con un cinico gioco di prestigio, il dolore ed il disagio della popolazione dei terremotati abruzzesi in una vetrina propagandistica”. 
&lt;p&gt;Così l’On. Domenico Scilipoti dell’Italia dei Valori in merito alle ragioni dei comitati di cittadini in piazza all’Aquila.
&lt;p&gt; “La nascita di comitati spontanei, che legittimamente chiedono attenzione e sollecitano un accertamento inflessibile in merito alle responsabilità, deve far riflettere. &lt;br /&gt;
Evidentemente – prosegue il deputato IDV – la realtà è ben distante dalle rassicurazioni forzate che vorrebbero archiviare il disastro come problema già risolto.
&lt;p&gt; Comprendiamo le preoccupazioni dei manifestanti – conclude Scilipoti – e riteniamo la decisone di ospitare il G8 all’Aquila frutto di una chiara speculazione politica, che non solo non apporterà alcun beneficio al territorio interessato, ma anzi rischierà di determinare ulteriore disagio per tutta la popolazione direttamente coinvolta, costretta a subire anche l’imposizione di zone rosse, permessi e speciali pass».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/comunicati/2009/07/g8_comprensibili_preoccupazion.php&quot;&gt;Ufficio stampa IdV - Camera &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Franco Frattini: «Dal G8 sul clima in arrivo un’intesa storica»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/06/franco-frattini/%C2%ABdal-g8-sul-clima-in-arrivo-un%E2%80%99intesa-storica%C2%BB-intervista/391806"></link>
  <updated>2009-07-06T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Affari Esteri (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«I media stranieri? Ci attacchino pure, sarà lo stesso un successo»
&lt;p&gt; Ormai le battute si sprecano. “Sarà certo un G8 che darà la scossa”, “la vera exit strategy è la fuga dei grandi da l’Aquila”. I giornali stranieri, soprattutto gli inglesi, ci mettono quella manciata di pepe che a Franco Frattini suona molto come un rigurgito anti italiano. Scrivono che ci saranno “problemi logistici da incubo”, che una nuova tornata di foto osé colpirà la traballante immagine del premier...
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Ministro, gli inglesi ironizzano e sparlano. Che effetto le fa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ci sono molti, dentro e fuori l’Italia, che non amano l’Italia. Io la amo, quindi la mia risposta è che il G8 sarà un grande successo per il nostro Paese; che noi tutti dobbiamo essere orgogliosi del lavoro fatto; che nessuno avrebbe immaginato una riconversione della caserma di Coppito, un centro che accoglierà alla grande i leader del mondo. Questi giornali scrivano quel che vogliono, hanno il diritto di farlo. Noi faremo un grande G8».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;La stampa è rompiballe per missione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Poi questi giornalisti sapienti li invito tutti ad un forum con me, nella loro lingua madre non nella mia, e vedremo chi vince».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Senta, ma se una grande scossa arrivasse davvero? Quale exit strategy avete pensato? Li ospita lei tutti alla Farnesina?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Speriamo che una di magnitudo 4, 5 non ci sia. La Protezione civile ha previsto tutte le possibilità, è il loro dovere. Ma stando a Coppito siamo convinti che tutti i nostri ospiti saranno in una zona altamente antisismica, senza problemi. Sarà un G8 sicuro sotto ogni punto di vista».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Anche sotto quello no global?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non abbiamo indicazioni di concentrazioni aggressive.&lt;br /&gt;
 Evidentemente anche il movimento no global ha compreso, spero, che questo G8 vuole portare un messaggio di solidarietà. Dovesse esserci qualcosa come a Vicenza, le forze di polizia interverrebbero. Dal punto di vista sismico nessuno può prevedere, ma siamo pronti».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Anche allo scossone.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sì, anche se gli scienziati dicono che lo sciame sismico può durare mesi ma una scossa come quella di aprile non è probabile».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E le scosse politiche? Lei è già stato assai prudente sull’Iran. Si avvicina un G8 pieno di impegni ma senza grandi decisioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Due grandi temi lo affronteremo in modo ambizioso. Il primo è l’ambiente. Il Measure economy forum, che raccoglierà i paesi che producono il 90% del prodotto interno lordo del mondo, si accorderà su due obiettivi: dimezzare entro il 2050 le emissioni di Co2 nell’atmosfera. Lo slogan è -50 nel 2050: se ci accorderemo con Cina, India, Corea, con i paesi africani e sudamericani sarà un obiettivo estremamente ambizioso».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E poi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Scrivere nell’impegno finale: il riscaldamento del pianeta limitiamolo a 2 gradi centrigradi e non di più».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Le mosse di Obama dovrebbero aiutare.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sì, anche se Obama ha fatto un discorso serio. Non bastano Usa e Ue da soli, servono tutti gli altri paesi. Confido che alla fine ci sia un grande impegno del G8 contro la deforestazione selvaggia».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il secondo tema?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«E’ L’Africa. Faremo di tutto per raccogliere l’appello del Papa. In agenda ci sono dichiarazioni solenni, cioè impegni politici: il mondo ricco e l’Africa devono dare una risposta sull’insicurezza alimentare, sotto il profilo della qualità ma anche della quantità. Incrocio le dita per riuscire ad adottare un fondo per l’Africa sulla food security di almeno 15 miliardi di dollari. E spero in una dichiarazione ad hoc sull’accesso all’acqua».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Berlusconi però ha già detto che i soldi sono pochi e che non abbiamo ora disponibilità di cassa.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ci saranno tre anni di tempo per rimettersi in carreggiata. Voglio ricordare che questa dichiarazione politica sul piano di rientro probabilmente non verrà adottata perché non tutti i paesi del G8 saranno disponibili ad accettare il piano di rientro. Noi che siamo indicati come il paese peccatore però il piano lo proponiamo, a patto che il rientro sia obbligatorio».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sui temi politici non sembrano esserci grandi novità. Lei ha già detto che sull’Iran non verranno prese misure. La real politik sta avendo il sopravvento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il primo obiettivo è la non proliferazione. Lo slogan ambizioso è “un mondo privo di armi nucleari”. Che significa non aumentare gli arsenali e insistere col disarmo. Quello che stanno facendo Russia e Stati Uniti ci conforta molto».
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Un messaggio a Iran e Corea del Nord. Ma con Teheran che farete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non avremo nuove sanzioni sull’Iran ma un programma a termine. Verificheremo a New York, il 24 settembre, nel G8 dei ministri degli esteri il dossier nucleare».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;C’è chi spinge per le sanzioni e chi frena, l’Occidente è diviso.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Non ho sentito nessuno che abbia chiesto sanzioni, tranne la Gran Bretagna che ha avuto gli arresti in ambasciata. Tutti ritengono giusto il doppio binario: condannare la violazione dei diritti umani e dialogare sul nucleare per coinvolgere l’Iran».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Sull’economia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Per il global standard la tappa fondamentale sarà Pittsburg al G20».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E la cooperazione allo sviluppo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Spendere per la cooperazione è un investimento. Se oggi riducessimo dell’1% il dazio sui prodotti agricoli dai paesi poveri ciò equivarrebbe all’intero ammontare degli aiuti destinati ai paesi poveri. Ci sarebbero 50 miliardi di dollari a disposizione. Bisogna chiudere il negoziato di Doha».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Gli aiuti ai paesi in via di sviluppo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«La nostra idea è ridurre del 50% il costo delle rimesse dei migranti, che in media è del 10% e ingrassa le banche: si avrebbero a disposizione subito 13 miliardi di dollari l’anno». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MT6DB&quot;&gt;Il Messaggero - Claudio Rizza&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ACHILLE VARIATI: «Io, sindaco anti-Base, difendo la polizia»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/06/achille-variati/%C2%ABio-sindaco-anti-base-difendo-la-polizia%C2%BB-intervista/391802"></link>
  <updated>2009-07-06T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Vicenza (VI) (Partito: PD) - Consigliere  Consiglio Comunale Vicenza (VI) (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«Non ha certo picchiato cittadini inermi. Ma coltivo un’utopia: far cambiare idea a Obama»
&lt;p&gt;
Chi va con lo zoppo, impara a zoppicare. Tradotto in salsa vicentina: chi sta con i no global, non può sorprendersi se accade quel che è accaduto sabato al corteo contro la base Usa. Ma Achille Variati, sindaco berico che cerca di far cambiare idea ai governi italiano e americano, non è d’accordo con i proverbi. «Vuol dire che io sarei un no global? Ma dài, non scherziamo... Ho alle spalle una vita da democristiano, cattolico, basata sui valori della riflessione e del rispetto. Dirò di più: non sono neanche antimilitarista, e neanche pacifista di sinistra. E sono amico degli americani».
&lt;p&gt;
     &lt;b&gt; Ma non li vuole tra i piedi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Mai detto questo. Io difendo solo le ragioni della mia comunità, e ho una certezza: Obama non sa quello che il suo Paese sta facendo qui. Chissà cosa penserebbe se qualcuno gli dicesse che in una città europea patrimonio mondiale dell’Unesco gli Usa stanno per costruire la più grande base militare europea a tre chilometri dal centro storico, sopra una delle falde acquifere più importanti della pianura padana che serve milioni di abitanti. E che questa base si costruisce senza prima aver espletato alcun controllo di valutazione di impatto ambientale».
&lt;p&gt;
   &lt;b&gt;   Davvero pensa che il presidente degli Usa non sappia niente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Penso proprio di no, ha ben altri problemi. Non sa, perché nessuno gliel’ha detto, che di fronte all’attuale base ci sono centinaia e centinaia di metri quadrati di campagna dove potrebbero allargare senza problemi l’attuale base invece di spostare tutto invadendo un parco cittadino».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;      Ma il movimento No Dal Molin non propone un’alternativa: dice solo &quot;no alla base Usa&quot;.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Nel movimento ci sono molte componenti. C’è anche l’ala radicale, ma garantisco che la stragrande maggioranza è consapevole di ciò che ho detto. Ed è a quella che mi riferisco, non agli altri. La domanda è semplice: perché fare violenza a una città quando si potrebbe raggiungere lo stesso obbiettivo in un’ottica di equilibrio?».
&lt;p&gt;
    &lt;b&gt;  E la violenza dei no base?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Indecenti, inqualificabili. Ho però orgoglio: qui a Vicenza nessuno si è mai fatto del male. Ho sempre cercato di incanalare la protesta nel solco della democrazia. C’è stata qualche sbavatura ingiustificabile, ma insomma niente di drammatico».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;      È vero o no che la città è ostaggio di una minoranza? C’è stato anche un referendum sul no alla base, ed è fallito.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Anche gli ultimi sondaggi, e cito quelli di Ilvo Diamanti non di un ricercatore qualunque, hanno dimostrato che i vicentini sono esattamente spaccati al 50%. Se invece si chiede: la base sarà costruita? Il 70-80% dice sì, c’è un’ampia e comprensibile rassegnazione. E la penso così anch’io».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;      Anche alcuni assessori hanno partecipato alla manifestazione e quello alla Pace, Giuliari, ha sostenuto che Vicenza diventerà terra di altre manifestazioni. Condivide?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Non è un auspicio, è una preoccupazione legittima. Vicenza rischia di diventare il punto di riferimento, il simbolo dell’antiamericanismo. Cosa che noi non vogliamo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;      La consigliere di maggioranza e leader del movimento No Dal Molin, Cinzia Bottene, si appresta a marciare su L’Aquila con centinaia di manifestanti. Condivide?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Se l’obbiettivo è aggregarsi a manifestazioni generiche anti G8, io in quei pullman non ci sono».
&lt;p&gt;
      &lt;b&gt;Cosa pensa della richiesta di dimissioni del Questore?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Cosa può fare un questore quando uno pretende di entrare in un’area militare? Ha fatto quello che doveva fare. Le forze dell’ordine non hanno certo picchiato cittadini inermi».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;      Paolo Costa, commissario straordinario del Governo per l’ampliamento della base, si aspetta che dopo la manifestazione «venga rispettato con eguale convinzione il diritto dell'Italia a realizzare l'insediamento nei modi e nelle forme previste».&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Parla da uomo di Stato. Lavorerò con lui per controllare che vengano mantenuti tutti gli impegni. C’è chi li chiama &quot;compensazioni&quot;; in realtà sono opere complementari. Spero non ci siano imbrogli».
&lt;p&gt;
    &lt;b&gt;  Cosa teme?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Al momento, nel bilancio dello Stato di queste compensazioni non c’è traccia. Non vorrei sorprese. Costa mi ha sempre detto che l’idea dell’area alternativa è bella, ma tardiva. In effetti io rispetto a Costa coltivo ancora un’utopia. Ma un sindaco deve anche essere pragmatico e realista. Se non si potrà, punto e capo».
&lt;p&gt;
    &lt;b&gt;  E quando sarà posato il primo mattone?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «Fino ad allora lotterò per la verità e per il buon senso. In solitudine, purtroppo. Il governatore del Veneto spesso è stato un orgoglioso difensore delle autonomie regionali: davvero non capisco perché invece qui non abbia voluto approfondire la situazione, limitandosi a farsi condizionare da chi ha assunto posizioni ideologiche antiamericane. Così non posso appoggiarmi a nessuna spalla, neanche a Roma dove sia il centrodestra che il centrosinistra sono presi dal teatrino della politica. Ci hanno lasciati soli».
&lt;p&gt;
     &lt;b&gt; Ma ormai non c’è più tempo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
      «No, volendo c’è ancora tempo. Vicenza si prepara a consegnare il Piano attuativo territoriale, in tre mesi l’area dietro l’attuale base da agricola potrebbe diventare militare. Basterebbe un po’ di buon senso da parte di tutti. Se solo Obama sapesse che c’è un’alternativa...».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://carta.ilgazzettino.it/MostraOggetto.php?TokenOggetto=660897&amp;Data=20090706&amp;CodSigla=PG&quot;&gt;Il Gazzettino - Ario Gervasutti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Franco Frattini: Iran, Frattini: dialogo condizionato e intesa con Russia e Cina</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/07/01/franco-frattini/iran-frattini-dialogo-condizionato-e-intesa-con-russia-e-cina/391794"></link>
  <updated>2009-07-01T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Affari Esteri (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L’offerta per il dialogo, condizionato, con l’Iran resta valida. Occorre poi lavorare d’intesa non solo con l’Ue ma anche con Cina e Russia, senza dimenticare di sostenere la società civile iraniana. Mentre la possibilità di nuove sanzioni è “prematura”. È questa la posizione del governo italiano sulla situazione in Iran illustrata dal ministro degli Esteri, Franco Frattini, nel corso di un’audizione davanti alle commissioni Esteri di Camera e Senato in seduta congiunta. “Con qualche speranza in meno di ieri, dobbiamo continuare a lavorare&quot; per il dialogo con Teheran, ha affermato il capo della Farnesina, secondo il quale la situazione nella Repubblica islamica fa sì che ci siano &quot;minori possibilità che l'Iran accolga la mano tesa di Obama. Ma se anche le chance sono ridotte - ha proseguito il ministro - vediamo come risponderanno alla nostra offerta di dialogo”. Anche perché, ha aggiunto, &quot;non vogliamo offrire ai radicali iraniani pretesti per opporsi al dialogo&quot;.

&lt;p&gt;
I CAVEAT – Il dialogo, ha ricordato Frattini,&quot;non è a tempo indeterminato&quot;, ma si conclude con la fine dell'anno in corso, come indicato dal presidente americano Barack Obama. “Ho convocato una riunione dei ministri degli Esteri del G8 a New York il 24 settembre per fare il punto sulla situazione in Iran. E la scadenza si pone esattamente all'interno dell'arco temporale indicato dal presidente Usa&quot;. Accanto al fattore tempo gli altri due “caveat” per il dialogo sono la dinamica dell'offerta negoziale e il binomio diritto/responsabilità. La dinamica ha finora implicato che &quot;siamo stati noi a offrire il dialogo sull'Afghanistan e sul dossier nucleare. Ma oggi la palla è nel campo iraniano”. Frattini ha poi accennato al binomio diritto/responsabilità, che indica da un lato &quot;il diritto al nucleare pacifico&quot; ma dall'altro &quot;la responsabilità nella trasparenza sulla non proliferazione. C'e' il diritto della non interferenza e della sovranità - ha spiegato Frattini allargando il tema dal nucleare ai diritti umani - ma ci sono anche i diritti universali e assoluti che travalicano la sovranità dello Stato, primo fra tutti quello della vita umana&quot;.

&lt;p&gt;
LA SOCIETÀ CIVILE - Il dialogo con la società civile iraniana &quot;deve accompagnare&quot; il confronto politico e sui diritti civili. Rispondendo alle sollecitazioni dei parlamentari che suggerivano, per esempio, di finanziare servizi di informazioni occidentali in lingua farsi da diffondere sul territorio iraniano, il capo della diplomazia ha ricordato che le aperture alla società civile &quot;devono essere 'fatte' anziché 'dette'&quot;. Questo per evitare che l'Iran prepari delle contromosse nel caso, per esempio, che si vogliano elaborare e diffondere virus anticensura, ma anche, ha osservato Frattini, &quot;per non rischiare di mettere in pericolo le persone alle quali ci rivolgiamo&quot; e che vogliamo aiutare. Di conseguenza, &quot;il sostegno all'opposizione deve essere una voce che non ci metta nella condizione di ferire l'orgoglio del popolo iraniano - ha continuato -. Perciò non dobbiamo dare il segnale che abbiamo scelto uno dei leader come amico dell'Occidente&quot;, Scelta che metterebbe direttamente fuorigioco quella la persona. &quot;Se io qui dicessi che sono pronto ad aumentare le quote di studenti iraniani che possono studiare in Italia – ha proseguito Frattini - metterei immediatamente nel mirino del regime quegli studenti che domani andrebbero a chiedere un visto per studiare da noi. Bisogna dunque - ha proseguito il ministro - trovare il modo di operare senza annunci pubblici, perché le dinamiche sono molto complesse. Gli iraniani - ha concluso - sono un popolo molto amico dell'Occidente e delle sue tradizioni di libertà: di conseguenza la politica della mano tesa resta&quot;.

&lt;p&gt;
UE, RUSSIA E CINA - Il dialogo con l'Iran &quot;sarà ben difficile se Russia e Cina non si atterranno ai principi da noi elencati&quot;. Il capo della Farnesina ha ricordato che al recente G8 dei ministri degli Esteri a Trieste, &quot;quando abbiamo iniziato a discutere il paragrafo della dichiarazione finale sull'Iran, la Russia non era certo sulla posizione, per esempio, di sollecitare a Teheran il rispetto della volontà popolare nel processo elettorale&quot;. Il ministro ha sottolineato la capacità dei rappresentanti del G8 di trovare una sintesi sulla situazione iraniana laddove &quot;il 5+1 non è stato in condizione di coinvolgere adeguatamente Cina e Russia. È un dato di fatto&quot;, ha affermato. Frattini ha dunque sollecitato &quot;un impegno maggiore dell'Unione europea in quanto tale&quot;, perché se il gruppo 5+1 non ha raggiunto i risultati sperati, &quot;Cina e Russia possono essere coinvolti in un dialogo strutturato come noi abbiamo fatto a Trieste con Mosca E dobbiamo farlo anche con la Cina&quot;, ha aggiunto Frattini, che ha ricordato gli sforzi della diplomazia italiana per coinvolgere Pechino sul capitolo della non proliferazione, a cominciare dalle riunioni del summit del G8 dell'Aquila, che saranno allargate alla Repubblica popolare cinese.

&lt;p&gt;
VISTI - Quanto all’approccio in seno all’Ue, il ministro ha ricordato di aver sollevato per primo con i colleghi europei la questione dell’apertura delle ambasciate a Teheran e della concessione dei visti. ''Non e' pensabile - ha sottolineato ancora Frattini ricordando la concessione di 70 visti per l’Italia fatta i questi giorni dalla nostra missione - che davanti all'ambasciata italiana si radunino centinaia di persone e davanti alle ambasciate degli altri 26 Paesi europei le porte restino chiuse''.

&lt;p&gt;
LE SANZIONI – “La politica della mano tesa con l'Iran resta valida mentre è prematura l'adozioni di sanzioni, che pure è stata evocata in alcuni tavoli europei più riservati&quot;. Frattini ne ha parlato rispondendo alla domanda di un parlamentare sulla possibilità di nuove sanzioni contro l'Iran evocata da Napoli dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. &quot;Preferisco non prefigurare un momento negativo - ha spiegato il ministro - ma oggi certamente la stessa amministrazione Usa non sarebbe pronta, credo, a dare il via libera a un nuovo programma di sanzioni&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilvelino.it/articolo_stampa.php?isEnglish=&amp;Id=890123&quot;&gt;ilVelino.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio POLITO: Il pericolo che viene dall'Ovest. L'affidabilità del premier alla prova del G8. </title>
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  <updated>2009-06-26T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Se l’Italia fosse ancora un Paese a sovranità molto limitata, come lo era durante la Guerra fredda, saremmo a un passo da una crisi di governo, e forse di sistema.

&lt;p&gt;
Se l’Italia fosse ancora la portaerei della Nato protesa nel Mediterraneo, propaggine meridionale del confine con la Cortina di ferro, gli americani e i loro alleati non la lascerebbero a lungo frollare nei misteri di Palazzo Grazioli. Ciò che si è venuto a sapere del nostro primo ministro ne riduce infatti fortemente l’affidabilità per i governi alleati.

&lt;p&gt;
Non è tanto e soltanto la passione per le donne: da che mondo è mondo i potenti ne soffrono e ne godono. È l’andirivieni nel palazzo, la facilità con cui si diventa intimi del premier, l’abitudine di chiacchierare al cellulare, e persino quella certa fragilità psicologica che è rivelata da dettagli apparentemente minori, come quello del video sui discorsi e i successi dell’uomo propinato a una folla di ragazze plaudenti.

&lt;p&gt;
Fortunamente per noi, la Guerra fredda è finita, il comunismo non minaccia più il mondo libero, e la Seconda Repubblica si basa su un più chiaro mandato elettorale.

&lt;p&gt;
Perché nella Prima si poteva cambiare un presidente del Consiglio senza cambiare il partito al potere (è accaduto varie volte, e non sempre per ragioni di politica interna); mentre nella Seconda non si può cambiare il premier senza passare per un voto popolare e senza cambiare maggioranza.

&lt;p&gt;
Ciò non toglie, però, che nei circoli politici e diplomatici americani ed europei la questione si è posta, e si pone. Per questo, e non solo per gusto del gossip anti-italiano, la stampa straniera si occupa tanto dei nostri casi. L'analisi del Financial Times di ieri, anzi, ha spiattellato la questione citando addirittura fonti interne al Governo italiano. E la questione ormai è: che cosa potrebbe venire dopo Berlusconi? ll mese di luglio, con il suo G8 a presidenza italiana (come nel '94), sarà dunque una prova del fuoco cruciale per il nostro premier, per il nostro Governo e per il nostro Paese. Nodi di politica estera e di rapporti internazionali, aggrovigliatisi da tempo, si intrecceranno con le vicende più triviali, e determineranno il comportamento, i gesti, la diplomazia di quelle che una volta si chiamavano le potenze straniere. Le quali si muovono, innanzitutto, in ragione dei loro interessi. Berlusconi, da molti punti di vista, è un “maverick”, uno stravagante. 
&lt;p&gt;Un occidentale sui generis, molto satrapico e circondato di strane amicizie. È l'unico capo di governo che partecipi al terzo G8, e questo sicuramente genera invidia. Ma è anche l'unico che possa vantare contemporaneamente un rapporto più che politico con Putin, con Gheddafi e con Erdogan, e questo sicuramente genera sospetti. Berlusconi si vanta di essere il miglior amico di Israele in Europa; ma, per qualche motivo, è anche diventato il miglior amico in Europa dell'Iran, nemico mortale di Israele, e questo sicuramente genera sconcerto. È un politico a tutto gas (russo e libico), che però dice di volersi fare il nucleare (se glielo permetteranno quelli del gas).
&lt;br /&gt;
 Per alcuni partner, tutto ciò sarà un “plus” di Berlusconi, che consiglierà prudenza. Per altri, invece, ci saranno sassolini nelle scarpe da togliersi.

&lt;p&gt;
Come si comporteranno dunque le innumerevoli delegazioni straniere che caleranno in Italia? Che cosa diranno gli sherpa nei briefing riservati ai giornalisti del loro Paese? Sappiamo per certo che la delegazione israeliana ha invitato i giornalisti al seguito di Netanyahu a non rivolgere domande per così dire private al primo ministro italiano in conferenza stampa. Faranno lo stesso Obama, Sarkozy e la Merkel? E se anche lo facessero, siamo sicuri che tutti obbediranno, rispettando regole non scritte di diplomazia nazionale?

&lt;p&gt;
Ogni istante del G8 nasconde un'insidia seria, da questo punto di vista. Lo staff di Berlusconi dovrebbe anzi decidere rapidamente che linea di condotta tenere. Esporre il premier alla curiosità della muta di mastini, il “press-pack” come lo chiamano gli inglesi, confidando nella indubbia abilità mediatica del premier?&lt;br /&gt;

Oppure proteggerlo da domande indiscrete, fargli cordone intorno? Prima del G8, di solito il premier ospitante si impegna in un tour di interviste ai grandi giornali del mondo per spiegare l'agenda del summit. Lo farà Berlusconi, nonostante il rischio implicito che questa campagna oggi comporta?

&lt;p&gt;
Immaginiamo che, al momento, la preoccupazione più seria dello staff di Palazzo Grazioli sia un'altra, quella che una fonte anonima ha rivelato ieri al Ft: la paura cioè che il premier venga personalmente coinvolto in un'inchiesta giudiziaria che, data la materia del contendere, sarebbe gravemente imbarazzante.&lt;br /&gt;

Si ha anzi la sensazione che sia proprio Palazzo Grazioli a far circolare queste voci e queste preoccupazioni per mettere le mani avanti, e ricordare alla magistratura inquirente che danno sarebbe per il Paese se si facesse il bis del '94, quando un avviso di garanzia fu recapitato da Milano a Napoli, dove Berlusconi presiedeva il meeting.

&lt;p&gt;
In ogni caso, il premier dovrà muoversi con estrema attenzione all'Aquila e dintorni. Avrà intorno capi di governo che lo sanno indebolito. Qualcuno cercherà di approfittarne in sede negoziale. Qualcuno cercherà di colpirlo usando i media. Qualcun'altro lo proteggerà considerandolo comunque il male minore in un'Italia che dopo di lui potrebbe essere anche più instabile e dunque più inaffidabile. &lt;br /&gt;
Sarà una prova dura. Per Berlusconi e per l'Italia. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MQ4F7&quot;&gt;Il Riformista - Antonio Polito&lt;/a&gt;</summary>
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