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  <title>Openpolis - Argomento:  Genova</title>
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  <updated>2012-05-21T00:00:00Z</updated>
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  <title>Patrizia TOIA: Amministrative: per il PD e centrosinistra nel milanese è affermazione piena </title>
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  <updated>2012-05-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>631316</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Solo un cieco o un prevenuto può non cogliere la valenza politica forte che nasce dal voto compatto e uniforme ai candidati del centrosinistra in un'area, quella del milanese e della Brianza, un tempo feudo del centrodestra”. E’ il primo commento di Patrizia Toia, deputata europea del Partito Democratico alla notizia dell’esito delle elezioni amministrative.
&lt;p&gt;

“Queste elezioni offrono, infatti, vari spunti di riflessione e tra questi c'é anche, inequivocabile, che per il PD e per il centrosinistra nel milanese é affermazione piena! – prosegue Toia - A tutti i commentatori che oggi e domani si limiteranno alla sola lettura dei risultati di Parma (dove é la destra che fa vincere il Movimento 5 Stelle), di Palermo o di Genova, dove peraltro eravamo in coalizione, per dire che il PD non vince, rispondiamo di essere un po' meno conformisti e di capire che l'Italia cambia non solo nelle grandi città, ma anche negli altri territori”.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.info/home/images/yootheme/comunicati/comunicatotoia21052012_elezioni.pdf&quot;&gt;patriziatoia.info&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: Primarie Genova, terremoto nel Pd si dimettono i due segretari </title>
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  <updated>2012-02-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>624361</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; &quot;Non ha vinto un partito, bensì una domanda di rinnovamento. Doria è il risultato della sobrietà, del rigore intellettuale, della capacità di ascolto, della civiltà del dialogo, dell'investigazione sociale. Non è un giudizio negativo su Marta Vincenzi e Roberta Pinotti, ma Genova chiede un ricambio: la gente guarda a chi vuol cimentarsi con i suoi problemi e le sue angosce, con chi è pronto a tutelare i diritti e non si ferma davanti agli 'altrimenti': altrimenti Bruxelles, altrimenti le Borse, altrimenti gli industriali. E Basta!&quot;.

&quot;Non coltivo l'obiettivo di sottrarre consensi al Pd - sottolinea ancora Vendola -. La nostra aspirazione è costruire il cantiere dell'alternativa: bisogna rimescolare le carte del riformismo e del radicalismo per dare vita a una gara delle idee e non dei pregiudizi, ponendo al centro dell'attenzione il lavoro e portando la sinistra a cercare un compromesso con i moderati, non suicidandosi ma facendo valere le proprie ragioni. A Genova - conclude Vendola -  ha vinto il popolo del centrosinistra e ora, tutti insieme, dobbiamo costruire il futuro della città e poi, del Paese&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/politica/2012/02/13/news/vendola_genova-29794995/&quot;&gt;www.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Alessandro Lanteri: Nasce l'asse Nizza Genova e la giunta Sappa continua a guardarsi l'ombelico</title>
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  <updated>2012-01-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>623851</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Provincia Imperia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Apprendiamo dai giornali con soddisfazione di sempre nuove iniziative per collegare al meglio Nizza con Genova, grazie all'ambizioso progetto di costruire un network funzionale ferroviario (sia pendolare sia ad alta velocità), navale e aeroportuale che è stato recentemente presentato dai primi cittadini delle due città. Questa situazione potenzialmente ha grandi risvolti positivi per il nostro territorio, peccato che il ruolo che abbiamo giocato è stato nullo, mentre dovremmo essere i primi interessati a migliori collegamenti con Francia e Genova&quot;.

Lo scrive il gruppo PD in Provincia ad Imperia, che prosegue: &quot;Ci viene quindi spontaneo constatare l'assoluta inconsistenza dell'Amministrazione della Provincia di Imperia nel partecipare e incentivare un'effettiva politica di transfrontaliera. Sappiamo che le collaborazioni con Nizza vanno bene solo per finire sui giornali d'estate dietro a qualche proposta strampalata e inattuabile (come non ricordare la provincia unica Nizza - Cuneo - Imperia?) oppure per spendere soldi in progetti comunitari che non hanno alcuna ricaduta sul tessuto economico e sociale del nostro territorio&quot;.

&quot;Purtroppo questa - termina il PD provinciale - è l'ennesima conferma di un fallimento continuo del centrodestra al governo di questa provincia, sempre troppo incline a guardarsi l'ombelico, il solito modo vecchio di fare politica, incapace di rendersi conto dello sfacelo creato in questi anni e pertanto inadatto a governare il cambiamento necessario&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.sanremonews.it/leggi-notizia/argomenti/politica-1/articolo/nasce-lasse-nizza-genova-pd-in-provincia-la-giunta-sappa-continua-a-guardarsi-lombelico.html&quot;&gt;Sanremonews&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: «Rifondazione è in movimento, Berlusconi è fermo all'Ottocento»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2010-12-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548985</id>
  <summary type="html"> &lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Segretario, se andassero in porto i tagli all'editoria, questa potrebbe essere una delle ultime interviste a &quot;Liberazione&quot;. Bel regalo di Natale dal governo Berlusconi....&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Berlusconi ha un'idea fascista dell'informazione. Mettere in ginocchio giornali e piccoli editori significa trasformare l'informazione in informazione di regime. Nella stampa dei poteri forti. Ma chi pensa che l'antidoto al regime sia il mercato commette un grave errore. Magari chi è nelle grazie degli imprenditori avrà pubblicità e soldi, ma chi invece li critica, chi contesta il sistema non avrà una lira. Il mercato non è un antidoto alla lottizzazione o al regime, ne è l'altra faccia.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E l'altra faccia di questo governo sono le piazze piene di studenti che protestano, non solo contro la riforma Gelmini ma contro la loro precarietà esistenziale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Questo movimento nasce dentro la crisi economica. Un'intera generazione che si ribella a un destino di precarietà, al ruolo che le è stato riservato dalle classi dominanti e dalle politiche europee. La gestione capitalistica della crisi mette in ginocchio le nuove generazioni e prevede il loro impoverimento. Essere giovani oggi non è solo una condizione generazionale ma è come appartenere ad una classe sociale sfruttata, precarizzata, senza speranza. Va colto il nodo strutturalmente, potenzialmente anticapitalistico della condizione giovanile oggi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I ragazzi chiedono futuro, la politica è incapace di rispondere.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Questo movimento è nato e sta crescendo dentro la crisi della politica. Nati e cresciuti dentro il bipolarismo, i giovani di oggi non hanno mai avuto alcuna risposta dalla politica. Non sperano più nella capacità della politica di affrontare e risolvere i problemi della loro condizione sociale e si potrebbe dire anche esistenziale. Le proteste del '68 e del '69 trovarono uno sbocco politico attraverso partiti, sindacati, associazioni. Anche il movimento di Genova ha avuto un legame forte con la politica, con un importante ruolo di Rifondazione comunista. Oggi no, non più. Le delusioni che i giovani hanno avuto in questi vent'anni dai diversi governi - compreso Prodi e Rifondazione - hanno prodotto una sfiducia verso i partiti che è del tutto comprensibile. La politica non è vista come il terreno attraverso cui si possono cambiare le cose. Da qui un senso di estraneità e di rivolta, che chiede il cambiamento ma proprio per questo non ritiene i partiti uno strumento utile a dare una risposta. Vi è una grossa domanda politica, di cambiamento, che giustamente è diffidente verso la politica così come oggi è organizzata nel teatrino bipolare dell'alternanza tra simili.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;I ragazzi in piazza esprimono valori forti: la cultura, la ricerca, il lavoro.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il movimento chiede un cambiamento radicale della società: diritto allo studio, un lavoro decente, una vita degna di essere vissuta. I ragazzi si ribellano a un mondo dove i soldi sono gestiti dalle banche, i ricchi sono sempre più ricchi, i poveri aumentano giorno dopo giorno. Diciamo che la radicalità dei contenuti non ha oggi un linguaggio e un universo simbolico a disposizione per rappresentare la propria voglia di cambiamento. A questo nodo politico dobbiamo lavorare per porci l'obiettivo di formulare, con i ragazzi e le ragazze del movimento, delle risposte.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;C'era molta rabbia in piazza.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Alcune forme di protesta sono frutto di questa giusta arrabbiatura per l'impermeabilità del sistema politico. Così come sono il frutto della spettacolarizzazione del sistema dell'informazione: per finire in prima pagina non devi fare un corteo pacifico di centomila studenti ma devi fare a botte. Il sistema è questo. I moralisti dell'informazione che se la prendono con gli studenti rivoltosi sono gli stessi che parlano degli studenti solo se ci sono casini.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E la politica? Si chiude nelle zone rosse?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il potere si è blindato nella zona rossa. L'unico che ha fatto un gesto politico positivo è stato Napolitano, ricevendo gli studenti e quindi riconoscendo le ragioni della loro protesta. La politica ha dato di sé uno spettacolo devastante: compravendita di voti, passaggi di casacca. Il Governo non si è posto il problema di ascoltare i ragazzi. Li considera nemici senza neppure discuterci. Cercano di trasformare un problema politico in problema di ordine pubblico. La democrazia conquistata a fatica nel novecento viene cancellata con un colpo di spugna. Fra Bava Beccaris che a fine ottocento spara con i cannoni sulla folla e Giovanni Giolitti che non manda i soldati contro gli operai che occupano le fabbriche c'è una differenza profonda. Beccaris non riconosce la questione sociale, per lui è solo un problema di ordine pubblico. Giolitti fa l'esatto contrario. Ora Berlusconi sta uscendo dal novecento per tornare all'ottocento. Chi non è d'accordo con lui, chi protesta è un nemico.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Di politici in piazza mercoledì ce ne erano ben pochi. E un unico segretario, lo stiamo intervistando.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
In piazza c'era Rifondazione comunista, la federazione della Sinistra, mancava l'opposizione parlamentare. Del resto le avances del Pd al Terzo polo sono politicamente devastanti. Il più grande partito di opposizione ha teso la mano a chi come Fini vota la riforma Gelmini e avvalla le politiche del governo sul lavoro. Così facendo la politica si autoconfina nella zona rossa.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quali saranno i prossimi passi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Rifondazione è nel movimento. In strada come sui tetti. Vogliamo capire ed imparare. Vogliamo partecipare ad organizzare le lotte e a sviluppare la riflessione su come costruire un progetto di trasformazione, un movimento politico di massa. Abbiamo contribuito alla riuscita della mobilitazione del 16 ottobre, siamo dentro le lotte studentesche. Vogliamo continuare a starci per costruire insieme un rafforzamento del movimento e un dialogo tra studenti e lavoratori che metta in discussione la comune condizione di sfruttati senza prospettive.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ora che la Gelmini ha avuto il via libera del Parlamento che ne sarà del movimento, studentesco e non solo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Durerà se saprà costruire &quot;istituzioni di movimento&quot;. Nel biennio '68-'69 successe così: nacquero consigli di fabbrica, comitati di zona. Dopo Genova sono nati i social forum. La ribellione contro un provvedimento ingiusto può e deve trasformarsi in un movimento di massa per cambiare lo stato delle cose presenti, per fare questo deve sedimentarsi in forme di partecipazione democratica. E' questa la sfida delle prossime settimane.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che fare allora?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Occorre evitare due errori. Il primo è mettere al centro dell'azione del movimento la sola rivolta. Ci riporta diritti all'ottocento. Lo stato si chiude nella zona rossa e a te non resta che dar l'assalto al municipio. Per cambiare lo stato delle cose non basta il carnevale della rivolta. La reazione è comprensibile ma non è sufficiente. Un altro errore è pensare che lo sbocco del movimento sia quello elettorale, come una specie di passaggio di testimone dalla lotta alla rappresentanza istituzionale. Fu l'errore fatto da Rifondazione dopo Genova. Evitare il ribellismo e il politicismo per costruire consapevolmente un movimento politico di massa che si sedimenti nel tempo e nello spazio. Si dia una prospettiva e si radichi sui territori.
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;Domanda delle domande: come sconfiggere Berlusconi? Stiamo parlando di David contro Golia.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Bisogna sconfiggere Berlusconi e costruire un'alternativa al bipolarismo. Se continuiamo a ragionare secondo la logica del meno peggio - essenza del bipolarismo - non andiamo da nessuna parte. Noi vogliamo costituire un fronte democratico con chi effettivamente si oppone a Berlusconi, non con chi vota i suoi provvedimenti, come Fini. Per questo diciamo al Pd di smetterla con il politicismo e di costruire da subito il fronte democratico delle opposizioni, che deve essere costruito nel paese prima che sul terreno elettorale. Parallelamente proponiamo a tutta la sinistra, da Sel alle forze alla nostra sinistra, di formare un polo della sinistra italiana perché questo centrosinistra è totalmente inadeguato per rispondere alle richieste degli studenti e anche a quelle degli operai. Occorre costruire un fronte democratico per sconfiggere Berlusconi e un polo della sinistra per sconfiggere anche il berlusconismo.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=WBDC9&quot;&gt;Liberazione - Frida Nacinovich&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: «Rai, è un blitz contro l’Idv Orgogliosi della nostra lotta»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2008-11-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>382212</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;«In Abruzzo se andiamo a votare
non è perché domani piove ma
perché ha piovuto governo ladro».
Così Di Pietro introduce il tema del
“miracolo” compiuto dall’Idv nel
mettere insieme una coalizione che
terrà testa al Pdl. «All’inizio dell’estate,
eravamo a -22. Ci ho creduto e
oggi siamo in gara».
&lt;p&gt;
Orgoglioso» per la battaglia
di «principio»
e di «rispetto per le
istituzioni» sulla Vigilanza
Rai. Nessun
rancore col Pd e meno che mai
con Veltroni «tradito» da Villari e
«a cui per primo ho telefonato per
dire che avremmo fatto un passo
indietro». Il senatore Latorre e i
suoi pizzini “un problema che non
ci tocca». Nel centrosinistra, in
una coalizione «riformista» a prescindere
da Berlusconi. Fiero del
cartello elettorale messo in campo
in Abruzzo. E infine esplicito sul
G8 di Genova: «Un anno fa mi sono
opposto a una Commissione
parlamentare d’inchiesta, con poteri
quindi pari a un magistrato,
perché non c’era stato ancora il primogrado
di giudizio. Oggi chiedo
un organismo d’indagine perché
la politica deve poter dare la sua
ricostruzione di quei fatti. Insomma,
a ognuno il suo mestiere».
Antonio Di Pietro,leader unico
e indiscusso dell’Italia dei Valori,
è ospite de l’Unità per il forum in

redazione. È tarda mattinata e il caso
Villari-Rai sembra concluso. Cosa
che poi non sarà.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Onorevole Di Pietro, la storia della Vigilanza,
in pillole e come se dovesse
spiegarlo a un bambino. Soprattutto,
perché è significativa non solo politicamente.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«L’Italia dei Valori,43 parlamentari
eletti e rappresentanza completa
a Camera e Senato,cosa che ad
esempio non ha l’Udc, ha avuto un
consenso elettorale tale per cui ha
maturato il diritto di partecipare a
ruoli e incarichi istituzionali e parlamentari.
Come vuole la consuetudine
e la prassi. Dopo il voto, però, ci
è stato notificato che non era esattamente
così. Ad esempio all’Idv non
poteva andare una delle vicepresidenze
della Camera. E noi abbiamo
detto “vabbè, lasciamo stare”. In
cambio ci hanno offerto la Vigilanza,
una commissione di garanzia
importante, ci fu detto, anche per
dare un messaggio a Berlusconi.
Erano tutti d’accordo, Pd e anche
Udc».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Così nasce la candidatura di Orlando.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Quando abbiamo fatto il suo nome
hanno gioito tutti, la sua storia come
ex sindaco di Palermo parla per
lui. Questo lo dico per dire che è stata
una candidatura dell’opposizione,
tutta».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;E qui, siamo a giugno, cominciano subito
le barricate, le votazioni a vuoto,
la maggioranza che fa mancare il numero
legale.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«A dimostrazione che il problema
non era Orlando ma l’Italia dei valori.
Non è vero che Berlusconi non
vuole Orlando, Berlusconi non vuole
l’Italia dei Valori.Una volta chiarito
questo si capisce perché abbiamo
tenuto la posizione e la candidatura
di Orlando fino in fondo: è una questione
di principio e di dignità politica,
non gliela si può dare vinta... Berlusconi
non può fare il controllore e
il controllato, non può scegliere lui
chi dirige un organo di garanzia che
per prassi istituzionale tocca all’opposizione.
Per tutti questi motivi, a
cui aggiungo il rispetto della dignità
politica del partito e personale di Orlando,
abbiamo scelto di non cedere».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Avete tenuto il punto. Nelle opposizioni
tutti d’accordo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Tutti,lo dico con soddisfazione e
con orgoglio».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Beh, ogni tanto qualcuno si è alzato
per dire la sua...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Sono stati casi singoli di mal di pancia.
Io dico sempre che ci sono due
categorie di persone: i protagonisti
e quelli che parlano dei protagonisti
per diventare protagonisti».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;E arriviamo a una settimana fa, quando il
senatore ex Margherita Riccardo
Villari ottiene la maggioranza dei voti
in Vigilanza.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Un blitz: Villari è stato contattato
da maggioranza e ha detto sì. Uno
dei voti che gli hanno dato la maggioranza
è il suo. L’altro... lo chiederò
a Bocchino visto che si cambia
pizzini con Latorre. Comunque Italia
dei valori ha ancora tenuto fermo
il punto per qualche giorno poi
martedì mattina ho chiamato Veltroni
e gli ho detto che avremmo fatto
un passo indietro. Visto che qualcuno
ci definisce eversivi, vorrei ricordare
che noi abbiamo difeso fino
in fondo una questione di principio
in quanto di democrazia. Poi ho delegato Veltroni
per trovare una soluzione...
sempre che questo Villari si
dimetta,sarei curioso di sapere se
lo fa (Di Pietro è ospite dell’Unità
tra le 12 e le 13 e 30. La notizia che
Villari non si dimette arriva alle 15
e 40 ndr). Tanto non è certo la Vigilanza
in quanto tale a dare garanzia
di una risposta da parte degli elettori».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Orgoglioso di questa battaglia.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Molto, ancora una volta abbiamo
smascherato Berlusconi che ha mentito
e corrotto politicamente. C’è
una fila enorme di casi. Vorrei ricordare
che nel 1994 Berlusconi comincia
così,prima con Cusumano, poi
Grillo,pah ... in una settimana tutto
il Patto Segni era passato con Forza
Italia. Se non è corruzione politica
questa, ditemi voi come la dobbiamo
chiamare. Anzi, direi che sta diventando
una dazione ambientale
anche questa».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
La transumanza politica è fenomeno
antico.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«La transumanza c’è sempre stata
ma qui il problema è che il diavolo
tentatore è sempre lui. Il problema è
il diavolo tentatore».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Oltre che con Villari hanno provato a
contattare anche altri?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Il primo che hanno cercato è stato
proprio Orlando. Secondo copione
Orlando doveva andare là e mettersi
a disposizione. Orlando è venuto
da me e mi ha detto, “ma ti rendi
conto”. Poi hanno trovato Villari,
ma Villari farà la fine di Mastella».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Sono arrivate in redazione molte mail
sul famigerato pizzino che il senatore
diessino Nicola Latorre passa in tv al
vicecapogruppo del Pdl Italo Bocchino.
I commenti non variano molto:
«Scandaloso, penoso, vergognoso».&lt;/b&gt;

&lt;b&gt;Onorevole Di Pietro, ha ancora senso
parlare di centrosinistra oppure in
Parlamento, anche nel partito Democratico,
c’è chi rema contro di lei?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Il problema di Latorre non ci tocca,
punto. Non vorrei che si invertisse
l’ordine dei problemi e ci sfuggisse il
senso generale. Quella del pizzino è
stata una boiata pazzesca. È anche
vero che nei nostri confronti c’è una
certa irridenza e riserva mentale,
ogni volta che prendiamo la parola
in Parlamento sale sempre un certo
chiacchiericcio. Ma giudicare i comportamenti
in base a questo sarebbe
riduttivo. Purtroppo l’Italia dei valori
e DiPietro servono per fare polemica.
Io sono molto amareggiato
per questo e me ne faccio una colpa.
Ad esempio, io non ho mai chiesto
al Pd un’istruttoria su Latorre e i pizzini.
Mercoledì per tutto il giorno
l’Idv ha ripetuto che non ci riguarda,
che semmai era un problema del
Pd. Poi in serata a Montecitorio mi
compare accanto un giornalista e ripeto
che se il Pd vuole un’istruttoria
se la vedranno loro. Titolo di oggi su
quel giornale: Di Pietro vuole
un’istruttoria».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Quindi il senatore Latorre e i pizzini
non sono un problema.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«No,lo dico a verbale. Non me ne
può fregà de meno. Se fosse questo il
problema sarebbe risolvibile in 24
ore con una stretta di mano, magari
ci si manda a quel paese e poi finisce
lì. Il problema è un altro: Idv e altri
partiti che si contrappongono a Berlusconi
possono fare squadra oppure
no? Più volte,ad esempio,mozioni
e ordini del giorno del centrosinistra
hanno perso per una manciata
di voti mentre dall’altra parte decine
di persone che votavano per due
o per tre. Anche ieri - dopo un battibecco
con il presidente Fini per la
solita scena dei pianisti e perchè gli
avevo fatto notare che quando una
persona fa finta di non vedere un reato
o è connivente o è colluso - hanno
battuto le mani anche nei banchi
del centrosinistra. Allora, abbiate
pazienza...».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Risulta però che Di Pietro sia tra i più
assenti dall’aula.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«È un’ingiustizia totale specie accanto
a un Bossi che risulta aver votato
il 99 per cento delle volte o Brunetta
che risulta al 100 per cento.
Io però, se si va a vedere meglio, ho
votato 450 volte e Bossi tre. Però io
risulto con il 26 per cento. Sapete
perchè? Perchè chi è in missione risulta
votato anche se assente. Ma
per favore...Noi non facciamo doppi
voti e risultiamo più assenti degli
altri. Se non è un’ingiustizia questa...».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Lei conferma di non rientrare in Commissione
Vigilanza?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Assolutamente no, per noi è un capitolo
chiuso».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;E nel Consiglio di amministrazione
della Rai.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Nessuno ci ha contattato. D’altra
parte quello che succede nel Parlamento
e nelle sacrestie non ci ha
mai interessato. Noi abbiamo sempre
detto che nel Cda Rai ci devono
stare le maestranze».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Sarebbe strano se l’Italia dei Valori
mostrasse una disponibilità ad entrare
nel Cda Rai e poi venisse eletto da un organismo che lei non riconosce tanto da dimettersi in blocco.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«La prima vera contraddizione è
quella per cui i membri del Cda della
Rai sono scelti dai partiti anzichè
all’interno della professione.
Ripeto: nel cda Rai ci devono stare
le maestranze e non i partiti».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Corre voce di una nomina per Marco
Travaglio.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Vorrei sapere chi è quello che l’ha
detto. Non ci risulta, nè a me nè a
lui. Dopodichè, ce ne fossero come
Travaglio nel Cda Rai. Comunque,
non ci sono là dentro (in Vigilanza
ndr) e non so che dire».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Arrivano mail in continuazione. Insistono
con il caso Latorre e la vigilanza
Rai. Un lettore la ringrazia
per come fa opposizione, le chiede
perchè Orlando non è stato eletto
e se “all’interno del Pd c’è una spaccatura
tra Veltroni e D’Alema di cui
ne fa le spese il suo partito”. Un altro
fa notare se “per caso qualcuno
rema contro Veltroni e la sua leadership
per mettere nell’angolo il
rapporto con l’Italia dei Valori nell’angolo”.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Chiedetemi dell’Italia dei Valori,
non chiedetemi degli altri altrimenti
poi esce sempre e solo quello
che dico degli altri e del mio
partito. Comunque io penso che
Veltroni sia vittima di questa storia
di Villari. L’ho vissuto sulla
mia pelle e so quello che dico. Cosa
deve fare Veltroni? Tutti noi
nelle opposizioni stiamo facendo
una battaglia di principio e di legalità
contro una prepotenza del
Presidente del consiglio che non
contento va a fare ammuina con
uno del Pd, come si deve sentire il
capo di quel partito? Come faccio
a prendermela con lui? Che gli
faccio a Veltroni che è stato tradito.
Prendetevela col traditore
non con il tradito. E... con il diavolo
tentatore».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Rapporto comunque complesso
tra voi e il Pd: dagli screzi di piazza
Navona all’addio di settembre fino
alle cortesie di questi ultimi giorni.

Voglia e tentativo di fare squadra?
O necessità di concordia in vista
delle regionali in Abruzzo?
«All’indomani del voto Pd e Idv
partono su binari paralleli ma non
coincidenti. Il punto di divisione
era questo: la semplificazione ricercata da
Veltroni sarebbeun tentativo
più che apprezzabile in un
paese normale ma qui siamo in sudamerica;
a questo dai un dito e si
prende un braccio; predica bene e
razzola male; è uno che non finirà
mai di fare gli interessi propri e dei
suoi amici. Ecco perchè dal primo
giorno, dalla prima Navona in poi,
ho detto ci stiamo incamminando
in un regime. Il Parlamento non è
più in funzione tra pianisti, decreti
legge e voti di fiducia; la giustizia
non è in grado di operare; l’informazione
viene imbavagliata o
comprata. In queste condizioni il
segretario del Pd ha continuato a
ripetere, fino all’estate: “Ma io così
non riesco a dialogare bene e a costruire
quel paese normale”. Il problema
è che a questo paese va tolto
il tumore altrimenti restano le
metastasi che colpiscono a raffica,
pa-pa-pa-pa. Il problema non è Berlusconi ma sono
i berluschini: nel paese
si sta riproducendo ad ogni livello
un modo di governare come quello
di Berlusconi.
Detto questo, oggi non c’è più la
ragion del contendere. Oggi da ogni
parte si ripete la parola regime, anche
l’Associazione nazionale magistrati
lo dice. Forse il contadino Di
Pietro tanto scemo non è».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;L’Anm chiede l’intervento dell’Onu
per i troppi attacchi da parte del premier.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«La magistratura è sopraffatta su
più fronti. Il rapporto tra magistrati
e imputati ormai, nell’opinione pubblica,
è diventato una questione tra
bande di ladri. Da una parte il magistrato
è stato volutamente e dolosamente
criminalizzato nel suo ruolo
per depotenziare il risultato delle
sue indagini. Dall’altra sono state
create norme che hanno reso impossibile
accertare fatti e arrivare a sentenze
e verità.È stato ridotto volutamente
il fondo finanziario per il
comparto giustizia, non ci sono più
strumenti e mezzi. La magistratura
è stata oggettivamente menomata
nella sua indipendenza. Così come
ogni organo indipendente che pensa
di poter restare tale, viene prima
mortificato e poi cambiato. Nasce
da qui l’appello all’Onu».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;La «messa in prova» per sfoltire le carceri.
Alfano dice che è stata una sua
idea.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«È deprimente assistere a un ministro
della Giustizia che copia: se gli
interessava me lo diceva e gli avrei
spiegato come fare. Il problema è
che lui ha stravolto quello che avevamo previsto
noi, cioè la messa in prova
fino a tre anni e nelle more del
giudizio. Loro, al solito, prendono,
copiano e se l’aggiustano come serve.
Nel loro progetto rientrano un
sacco di reati che noi avevamo escluso.
Fanno sempre così: con i recidivi,
con le intercettazioni. Prendono
una bottiglia buona e invece di metterci
l’acqua ci mettono veleno».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Altri lettori, altre mail, chiedono consulenze
che possiamo far diventare
domande. Ad esempio se il ministro
Brunetta può essere denunciato per
diffamazione per aver detto che i fannulloni
sono di sinistra. Oppure capi
di imputazione per Cossiga per aver
suggerito di infiltrare agenti provocatori
nel movimento studentesco.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«In un paese normale altro che impeachment.
Il problema è che ormai si
è creata una giurisprudenza per cui
ogni parlamentare può dire tutto».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Voto gli immigrati, sempre contrario?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Veltroni, che una volta ha detto
che io sono contario, mi deve due
caffè. Questa affermazione non ha
nè capo nè coda. È chiaro che nel
momento in cui uno straniero diventa
cittadino italiano, può votare alle
politiche. Per quello che riguarda le
amministrative abbiamo sempre
detto che uno straniero può votare».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Il suo partito nell’ottobre 2007 votò
contro la Commissione d’inchiesta
sul G8 di Genova. Ora la chiede. Cosa
le ha fatto cambiare idea?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non ho cambiato idea. Credo che
ognuno debba fare il suo mestiere.
Ero e resto contrario a una Commissione
parlamentare d’inchiesta, con
poteri identici a quelli di una procura,
che indaga mentre ci sono inchieste
e processi in corso. Sono adesso,
dopo le sentenze di primo grado, favorevole
a che il Parlamento avvii
una commissione di indagine, e non
d’inchiesta, su quei fatti per ricostruire
il clima politico e tutto quello che
non ha funzionato e che i processi
non hanno potuto fissare. Credo sia
nell’interesse di tutti sapere che la
magistratura non deleghi ad una
maggioranza politica il giudizio su
fatti come questi».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Secondo lei durante i processi sul G8
sono intervenuti fatti nuovi, che hanno
a che fare ad esempio con la reticenza,
e che chiedono supplementi di
indagine?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ci sarà il secondo grado, l’appello,
e valuterà il giudice. Ha i mezzi per
farlo».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Come valuta la lettera del capo della
polizia, il prefetto Antonio Manganelli,
in cui dice che “il paese ha bisogno
di spiegazioni su ciò che accadde a Genova”.
È un fatto nuovo per un eventuale
processo di appello?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Quella lettera non è nè una chiamata
di correità nè in reità ma qualcosa che nobilita l’attuale Capo della polizia
che si assume la responsabilità
morale per quello che è successo e
chiede scusa. Quella lettera, però,
può essere utile a una Commissione
parlamentare d’indagine».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Di Pietro, il cemento e il motore della
sua opposizione è l’antiberlusconismo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Se Berlusconi non ci fosse noi saremmo
comunque in una formazione
riformista, e ci saremmo convintamente
e determinatamente. Ma
Berlusconi c’è, è un’anomalia ed è
giusto parlarne. Accusare me è come
accusare quello a cui schiacciano
i piedi, il poveretto urla e gli altri
dicono “ma perchè urli sempre”. Ecco
io sono contro il perbenismo di
facciata per cui non bisogna disturbare
il manovratore. Non si penserà
mica per davvero che Berlusconi, a
lasciarlo fare, si possa convertire sulla
via di Damasco? Vi cito il mio maresciallo
che mi diceva: “Dottò, qui
bisogna infrenare il fenomeno”. Voleva
dire che bisognava limitarne i
danni».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Va bene, ma con chi si vede meglio,
con l’Udc o con la sinistra radicale?
Con Tabacci, Casini o Ferrero?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Grande rispetto per Tabacci, uomo
e politico molto preparato. Casini
vedo che ogni volta si astiene dal voto,
è come quello che sta lì in bordo
fiume per vedere su quale barca è
meglio salire».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Con la sinistra più radicale?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Italia dei valori non si è mai voluta
dare un’etichettatura ideologica. E
infatti i nostri elettori hanno origini
culturali e politiche più svariate. Detto
questo non siamo extraparlamerntari
no global. Non lo siamo. Noi siamo
moderati. Ripeto: noi saremmo
da questa parte a prescindere da Berlusconi
perchè crediamo che una formazione
conservatrice e destrorsa
non possa fare il bene di tutti e che
invece possa fare il bene di pochi. Da
qui a passare per extraparlamentare,
no global, ce ne corre».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;In Abruzzo siete alleati con Ferrero.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Certo, è stato il primo nucleo della
coalizione che correrà in Abruzzo.
Io con Ferrero ho sempre lavorato
bene. L’ho avuto di fianco per quasi
due anni in Consiglio dei ministri e
posso dire che è una persona corretta
pur non condividendo alcune sue
posizioni».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Quindi con la sinistra radicale sono
possibili alleanze su alcuni punti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Lo stiamo già facendo. Sulla giustizia
- stiamo raccogliendo insieme le
firme contro il lodo Alfano - e sulle
questioni sociali. In questo momento
quale altra battaglia va fatta se
non quella di contrastare un governo
che toglie ai poveri e dà ai ricchi?
E chi lo deve fare se non queste forze
politiche che hanno un contatto
diretto con le fasce sociali più deboli?
Ogni provvedimento deciso da
questo governo va a favore di una
casta imprenditoriale finanziaria
speculativa. Ma insomma: perchè
togliere i soldi alla scuola e alla sanità,
alla giustizia? Toglili agli evasori
fiscali confessi che non hanno pagato
per sei miliardi».&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;
Elezioni in Abruzzo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Abbiamo ricostruito una coalizione
che non c’era più. E nessuno dei
candidati ha problemi con la giustizia.
È una scommessa in cui bisogna
credere. Io ci ho creduto, dall’inizio».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;L’Idv è favorevole alla scuola privata?.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Anche le private hanno diritto di
esistere ma non quando sottraggono
risorse a quelle pubbliche. Ciò
detto la scuola, specie l’università,
va riformata sotto il profilo della trasparenza,
dei corsi di laurea e degli
incarichi». Dopo aver ribadito che
sul capitolo Vigilanza e Pd «l’Italia
dei valori ci hamesso una pietra sopra
», Di Pietro concede la sua firma
autografa al forum. La vedete qui accanto.
L’ex pm, è diffidente. E borbotta
che non è solito concederla così
facilmente.&lt;br /&gt;



&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JY5MM&quot;&gt;l'Unità - Claudia Fusani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianclaudio BRESSA: «Fu una spedizione punitiva. E si sospesero i diritti civili e umani»  -  Intervista</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/18/gianclaudio-bressa/%C2%ABfu-una-spedizione-punitiva-e-si-sospesero-i-diritti-civili-e-umani%C2%BB-intervista/358127"></link>
  <updated>2008-07-18T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>358127</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Quello che si è intravisto nel 2001 al G8 di Genova sta diventato legge in questi giorni con il governo Berlusconi». Gianclaudio Bressa, vicepresidente dei deputati del Piddì commenta così le richieste di condanne ai 28 poliziotti per la sanguinosa irruzione alla scuola «Diaz». E sottolinea: «È in atto la sospensione dei diritti per motivi di sicurezza».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Si spieghi meglio.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Nel 2001 a Genova ci fu la sospensione dei diritti umani, ignorando le più elementari norme di diritto penale e diritto penitenziario. È quanto si può vedere in trasparenza in questi giorni con la sospensione del diritto umano e lo stravolgimento del diritto penale».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Si riferisce forse alla spinosa questione dei nomadi e della loro identificazione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Esattamente. Si prendono le impronte ai Rom, si vogliono identificare i campi, si vogliono spogliare di ogni forma di diritto e di statuto politico i nomadi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Restiamo al G8 di Genova. Il pm ha chiesto il processo per l’assalto alla Diaz. Pensa che finirà come Bolzaneto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«La Diaz fa un po’ il paio con Bolzaneto. Quella sentenza di pochi giorni fa, pur essendo molto, molto brutta, ha sancito che nella democraticissima Italia c’è la sospensazione dei diritti. Le pene sono state leggere anche perché non c’è il delitto di tortura, pur essendo stato ratificato fin dal 1988 il trattato internazionale».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;E per la Diaz?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Al di là delle gravissime richieste per i poliziotti indagati: falso, calunnia, arresto illegale, lesioni, c’è anche qui il riconoscimento di spedizione punitiva. Esattamente come per Bolzaneto».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Lei si spese molto per una Commissione d’inchiesta sul G8, poi negata dal Parlamento. Ha qualche rammarico?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«Ho un rammarico politico. La Commissione non voleva indagare le responsabilità personali di quello che era successo a Genova: per fare questo c’è la magistratura; ma arrivare ad atti di chiarimento politico. Così ecco che quello che si è intravisto nel 2001 sta diventando legge: la sopensione dei diritti per motivi di sicurezza».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri ha detto dallo schermo di La7 che «la manifestazione di Firenze è andata meglio di quella di Genova perchè i manifestanti violenti hanno capito che lo Stato non scherza». Come commenta?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«È la riprova che Gasparri ha gli occhi foderati di prosciutto. Il suo tasso di ideologia è tale che non riesce a distinguere. Furono il sindaco e l’allora prefetto Achille Serra a far sì che le manifestazioni fossero controllate e che la polizia si comportasse a dovere: cioè, tutelare la sicurezza pubblica. Ma non mi meraviglia: Gasparri non è la prima volta che sui fatti relativi alla sicurezza mostra una cultura di impronta fascista».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ha ragione il Guardian nel dire: «La polizia italiana è fascista»?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«La nostra polizia non è fascista. Ci sono stati episodi che possono essere inquadrati come squadrismo. Abbiamo bisogno di polizia credibile».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;I poliziotti coinvolti nel sanguinoso assalto alla Diaz, dovrebbero chiedere scusa o quantomeno dimettersi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;


«L’Italia esce svergognata da queste vicende. Il problema è politico. Quei poliziotti portano una responsabilità personale che non gli consente di essere credibili: le forze di polizie, da subito, avrebbero dovuto prendere provvedimenti disciplinari».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=IQFSZ&quot;&gt;l'Unità - Maristella Iervasi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Vittorio AGNOLETTO: E' fondamentale che il processo sulle violenze alla Diaz si concluda e non venga sospeso a causa della salva premie</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/07/04/vittorio-agnoletto/e-fondamentale-che-il-processo-sulle-violenze-alla-diaz-si-concluda-e-non-venga-sospeso-a-causa-della-salva-premie/357461"></link>
  <updated>2008-07-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>357461</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo confederale della sinistra unitaria europea / Sinistra verde nordica) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Secondo l'eurodeputato Vittorio Agnoletto, portavoce del Genoa Social Forum ai tempi del G8, «è fondamentale che il processo sulle violenze alla Diaz si concluda e non venga sospeso a causa della salva premier. Al tempo il governo Berlusconi fu complice delle violenze e oggi cerca di bloccare il processo».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/cronache/08_luglio_04/processo_diaz_requisitoria_pm_massacro_13ad0390-49b0-11dd-9284-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano&quot;&gt;Corriere della Sera.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Francesco Saverio CARUSO: Orgogliosi delle accuse dei PM su Genova e Napoli</title>
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  <updated>2008-01-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>328131</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Le accuse abnormi che ci rivolge il pm sono accuse che ci riempiono di orgoglio» ha detto Francesco Caruso. «Essere accusati di cospirazione politica, le stesse accuse che venivano rivolte a Pertini e Mazzini, sono ben altra cosa da chi viene accusato e condannato per mafia, tangenti e corruzione. Per questo entriamo in Tribunale a testa alta convinti che le nostre battaglie contro le ingiustizie e le disuguaglianze sociali non possono essere fermate da un Tribunale o da un pm e ancor meno dai suoi assurdi teoremi»&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/cronache/08_gennaio_24/no_global_processo_cosenza_c996466e-ca74-11dc-bbdc-0003ba99c667.shtml&quot;&gt;corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: NO A COMMISSIONE D'INCHIESTA SUL G8</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2007/12/01/silvio-berlusconi/no-a-commissione-dinchiesta-sul-g8/328114"></link>
  <updated>2007-12-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>328114</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FI) - Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI) (Lista di elezione: FI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Una commissione parlamentare d'inchiesta sul G8 di Genova &quot;si tradurrebbe in un plotone d'esecuzione contro i tutori della legge&quot;. Così Silvio Berlusconi ha spiegato la sua contrarietà a questa ipotesi, in un messaggio di vicinanza ai sindacati autonomi delle Forze dell'ordine che oggi hanno manifestato a Milano. Secondo l'ex premier, &quot;il governo ha permesso, e molti partiti della maggioranza hanno attivamente promosso, una campagna denigratoria contro le forze dell'ordine&quot; fino appunto al tentativo di far nascere la commissione d'inchiesta. &quot;Un principio dev'essere chiaro - ha sottolineato Berlusconi -, fra i Carabinieri e i dimostranti violenti di Genova noi stiamo dalla parte dei Carabinieri, fra la polizia e i teppisti fuori dagli stadi, noi stiamo e staremo sempre dalla parte degli agenti. Dalla vostra parte&quot;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.telecittatv.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=31404&amp;Itemid=48&quot;&gt;Telecitta'&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>WALTER VELTRONI: La Commissione d’inchiesta [sul G8] avrebbe dovuto ricostruire i fatti, tutti, e chiarire le responsabilità Non dobbiamo avere paura dei fatti.</title>
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  <updated>2007-10-31T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Roma (RM) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dopo la bocciatura parlamentare della Commissione di inchiesta sul G8, Veltroni scrive al sindaco di Genova&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lanuovastagione.it/gw/producer/dettaglio.aspx?ID_DOC=3701&quot;&gt;lanuovastagione.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio DI PIETRO: L’Italia dei Valori non è contro la Commissione sul G8: è contro l’uso strumentale della Commissione</title>
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  <updated>2007-10-30T00:00:00Z</updated>
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  <id>327055</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) -  Ministro  Infrastrutture (Partito: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Di Pietro sul voto contrario dato dall'Italia dei Valori, contro la maggioranza di Governo, sulla costituzione della Commissione di inchiesta parlamentare sui fatti del G8 di Genova, presente nel programma elettorale dell'Unione&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://it.youtube.com/watch?v=oukWeNmU4_Y&quot;&gt;Blog di Antonio Di Pietro&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Claudio SCAJOLA: Al G8 detti l'ordine di sparare</title>
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  <updated>2002-02-17T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Min. Interno (Partito: FI) - Deputato&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Durante il G8, la notte in cui c'è stato il morto, ho dovuto dare l'ordine di sparare se avessero sfondato la zona rossa. A Genova, in quei giorni si giocava una partita seria, lo hanno capito tutti dopo l'11 settembre». A rivelare il particolare è il ministro dell'Interno Claudio Scajola , che conversando con i giornalisti di ritorno dal vertice europeo di Santiago de Compostela, torna a parlare del clima di tensione e dell'allarme che hanno accompagnato di giorni 'caldi' del G8. Una tensione altissima, alimentata da segnali e informative arrivate dall'intelligence di tutto il mondo e che dopo l'11 settembre si sono rivelati fondati. «A Genova - ricorda Scajola- c'erano Bush e tutti i capi di Stato stranieri, ma anche 36mila persone ... ricordiamo le polemiche sulle posizioni antimissili a Genova. Mubarak ci aveva messo sull'avviso. Poi c'è stato l'attentato alle Torri Gemelle. Presto, forse, sapremo -conclude il ministro dell'Interno- quali disposizioni qualcuno aveva avuto...».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2002/02_Febbraio/15/scajola.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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