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  <title>Openpolis - Argomento: promesse</title>
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  <updated>2011-11-19T00:00:00Z</updated>
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  <title>Gianfranco FINI: &quot;Stop ai vitalizi per gli ex parlamentari. Basta al calvario della precarietà&quot;</title>
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  <updated>2011-11-19T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>621551</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Camera   (Lista di elezione: PdL) - Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ok alla riforma delle pensioni ma basta ai contratti a termine.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Stop ai vitalizi degli ex parlamentari&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&quot;Non è la politica che costa sono gli apparati, gli enti e i parlamentari a incidere. In questi 18 mesi accanto alle riforme del Governo le Camere dovranno intervenire per dare l’esempio. Dovremo garantire nei mesi prossimi la tenuta del governo: si parte con la volontà di scalare una montagna ma c’è l’obiettivo di creare una società attraverso quelle riforme che dovranno essere all’insegna dell’equità e che dovranno riguardare tutti a partire dai più fortunati&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Tra qualche settimana l’ufficio di presidenza della Camera ha deliberato di disporre una riforma per le quale la Camera abolirà il vitalizio degli ex parlamentari. E' una piccola cosa ma è l’esempio che deve dare la politica&quot;.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Calvario precarietà&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&quot;E' necessario che venga meno per i ragazzi il calvario dei contratti a termine.&lt;br /&gt;
 Crescita ed equità vuol dire anche licenziare, ma il contratto di assunzione non può essere sempre di sei mesi, a tempo a progetto. Sia un contratto unico a tempo indeterminato&quot;. Quando si ipotizzano interventi di riforma sui licenziamenti credo che da parte del Terzo Polo si debba indicare chiaramente una politica che parta dal dovere di cambiare le procedure attraverso le quali si viene assunti&quot;.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Riforma pensioni&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Facciamola la riforma delle pensioni e diciamo ai padri ‘lavora qualche anno in più per garantire ai figli di poter lavorare a loro volta. Dobbiamo mettere assieme  quei ragazzi che sanno fare, che magari lavorano sin da giovanissimi e dobbiamo aiutarli con qualche finanziamento, ma cerchiamo ciò che unisce nell’interesse unico e supremo dei nostri ragazzi. E' con questo spirito che apriamo una nuova fase politica per una nuova Italia. Tutti abbiamo il dovere di ricordare che l’Italia deve salvarsi tutta assieme. Se c’è un pericolo che va combattuto è che si radichi l’idea che in questo momento storico di difficoltà ci possa essere per un’area geografica che abbia la possibilità di salvarsi prescindendo dall’unità nazionale che è la prerogativa del nostro popolo. Serve una coesione che consenta a tutti grandi e piccoli di marciare assieme, non si può immaginare che il Nord si defili da solo&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://qn.quotidiano.net/politica/2011/11/19/622632-fini_promette_stop_vitalizi_politici.shtml&quot;&gt;quotidiano.net&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>MICHELE MOGNATO: Vinyls: operai sulla torre</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/10/11/michele-mognato/vinyls-operai-sulla-torre/609833"></link>
  <updated>2011-10-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609833</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Venezia (VE) (Lista di elezione: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Comprendiamo la scelta di Lucio e Nicoletta di tornare sulla torre per la difesa del posto di lavoro e per la loro fabbrica.&lt;br /&gt;

Chiediamo a nome di chi parlava il Ministro Romani, rassicurando una soluzione quando ancora ieri in un’intervista il Ministro Galan ha rivendicato “il superamento della chimica…”.Evidenti sono le responsabilità.
&lt;p&gt; Riteniamo che il governo per quel che resta, faccia la sua parte chiamando Eni a dare risposte di prospettive a Marghera.
&lt;p&gt;

Questo lasciar andare le situazioni insieme alle promesse mancate e agli accordi disattesi crea un clima di sfiducia nelle istituzioni che nessuno può più permettersi.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticovenezia.org/newsite/?p=1499&quot;&gt;partitodemocraticovenezia.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Enrico LETTA: &quot;Ci muoviamo sulla linea del Colle saremo responsabili per salvare il Paese&quot;  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/11/enrico-letta/ci-muoviamo-sulla-linea-del-colle-saremo-responsabili-per-salvare-il-paese-intervista/589968"></link>
  <updated>2011-07-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>589968</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Responsabilità nazionale. Modello Prodi-Ciampi. Napolitano come stella polare. L`opposizione è pronta a scendere in campo, dice Enrico Letta, vicesegretario del Pd. Pronta anche ad un governo di salvezza nazionale.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;La situazione è tesa.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Di grandissima preoccupazione. Ne siamo consapevoli, più del governo. L`ultima volta che l`Italia ha vissuto un venerdì così nero era nel `92, quando la lira uscì dallo Sme».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come rispondete?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Ci muoviamo sulla linea indicata da Napolitano, fatta propria da Bersani e Casini, sabato a Bologna. Il Pd si candida ad essere il country party, il partito dell`Italia. E per farlo costruiamo un`opposizione alla Prodi-Ciampi, in termini di rigore e salvezza del Paese».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Basterà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«L`attacco di venerdì non è stato generico, ma legato all`impressione che il governo italiano ha finito la benzina. Ora è il momento che l`opposizione scenda in campo. Lo faremo presentando, domani, gli emendamenti alla manovra. E ci impegneremo perché sia approvata nei tempi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In che modo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Niente ostruzionismi. Diremo sì o no. Se metteranno la fiducia, voteremo no. Ma per respingere la speculazione occorre che la manovra sia approvata. Entro agosto ci sono 30 miliardi di titoli pubblici da rinnovare».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non pensa che l`entità da 40 miliardi, ma solo 25 assicurati dall`attuale decreto, sia insufficiente ad azzerare il deficit?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il balletto delle cifre di questi giorni - prima 40, poi 47, addirittura 68 e ora 25 - è indicativo della scarsa credibilità del governo. E, certo, i mercati hanno capito che si tratta di una manovra da governo Leone, da esecutivo balneare, da aumenti della benzina. Si raccattano soldi un po` ovunque. Al contrario, è arrivato il momento di cominciare a parlare di privatizzazioni. Penso a Poste, Ferrovie, Eni, Enel, Finmeccanica e alle 20 mila aziende partecipate degli enti locali. Ma alla manovra manca l`anima, la strategia. Per questo abbiamo chiesto che il governo si dimetta un minuto dopo la sua approvazione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per dare spazio a un governo di responsabilità?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Per noi la strada maestra sono le elezioni subito. Ma ci fidiamo del presidente Napolitano. Sarà lui a indicare il voto o un governo di salvezza nazionale che termini la legislatura e difenda i conti. Siamo agli sgoccioli. Berlusconi è alla fine. E a noi interessa salvare il Paese».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sarete concilianti sulla manovra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«La responsabilità nazionale non significa accettare tutto a scatola chiusa. Domani presenteremo le nostre proposte».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ad esempio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Il capitolo crescita e sviluppo manca del tutto. Bisogna rilanciare su liberalizzazioni, privatizzazioni e infrastrutture. Poi modulare l`imposta sui titoli. Rivedere il patto di stabilità per gli enti locali. Toccare le pensioni solo dopo aver tagliato i vitalizi dei parlamentari. E ripulire la manovra dalle &quot;marchette&quot;, come quella sulle quote latte. Guardando al dopo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ovvero?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sarà un`estate di lavoro per il Pd. Intanto lanceremo il nostro &quot;Progetto Italia&quot; alle Feste del Pd. E poi stiamo preparando delle proposte per rimettere in piedi la politica industriale».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Secondo quali direttrici?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Calare due nuovi campioni nazionali, con una golden share pubblica e una gestione manageriale. Da una parte il Polo delle reti italiane, che unisca Terna e Snam Rete Gas scorporata da Eni, sul modello inglese. Sarebbe un gigante europeo. Dall`altra parte l`Ans, l`Aziendanord servizi, grande come Eni ed Enel, sul modello tedesco, che raggruppi tutte le ex grandi municipalizzate del Nord. Una politica choc per il Paese».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11YBXL&quot;&gt;La Repubblica - Valentina Conte&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ENRICO GASBARRA: «Non servono sceriffi, ma più politiche sociali»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/01/enrico-gasbarra/%C2%ABnon-servono-sceriffi-ma-pi%C3%B9-politiche-sociali%C2%BB-intervista/589587"></link>
  <updated>2011-07-01T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>589587</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il modello del sindaco-sceriffo si è dimostrato un fallimento. Gianni Alemanno a Roma ha provato a fare come Rudolph Giuliani a New York. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Ma non è il momento delle polemiche»: Enrico Gasbarra, deputato del Pd, è stato vicesindaco con Veltroni e presidente della Provincia. Ma si chiama fuori dal gioco delle accuse reciproche e delle recriminazioni. «Certo sarebbe facile ricordare al sindaco che lui e tutto il centrodestra cavalcarono il tema della sicurezza in maniera anche strumentale in campagna elettorale, sull'onda emotiva di alcuni gravi episodi di cronaca. &lt;br /&gt;
E come oppositore avrei gioco facile a sottolineare come nulla è cambiato, anzi. Ma non è questo che serve alla città adesso».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E allora che cosa serve?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ciascuno deve fare il proprio mestiere. Il sindaco deve amministrare la città, smettendo i panni dello sceriffo o del superpoliziotto. Fortunatamente a Roma abbiamo un questore molto in gamba, abbiamo forze dell'ordine di altissimo livello che anche in un quadro di risorse e mezzi limitati svolgono un lavoro eccellente».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Che cosa dovrebbe fare Alemanno dunque?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Prima di tutto dovrebbe fare meno il politico e più l'amministratore. Dovrebbe lasciare da parte le beghe interne del suo partito e occuparsi della città. E come primo obiettivo dovrebbe cercare di ricreare coesione sociale, comportandosi come il padre di una comunità che deve vivere in armonia. Il modello non deve essere quello di Giuliani, quanto piuttosto quello di Giorgio La Pira (sindaco di Firenze per due mandati negli anni Cinquanta e Sessanta, ndr), che aveva messo al centro della propria attività l'impegno sociale improntato alla solidarietà». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Perché? Che cosa non funziona a Roma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Si sta sgretolando il tessuto sociale. Se vengono tagliate le risorse a centri di aggregazione sociale, se vengono meno i fondi per chi offre servizi per la comunità, aumenta il disagio sociale. E allora si alimenta la rabbia, i deboli finiscono per litigare fra loro con sempre maggiore violenza per spartirsi le briciole».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Secondo lei non servono misure più rigide? Più controlli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Sicuramente più controlli, più volanti in strada, più risorse per le forze dell'ordine sarebbero importanti per contrastare tutti i fenomeni di criminalità. Ma quel lavoro lasciamolo fare al questore. Non è compito di Alemanno. Il sindaco deve amministrare la città. Solo che adesso lui stesso si ritrova prigioniero delle promesse fatte in campagna elettorale. Ma il ruolo suo non è fare lo sceriffo. E' creare un tessuto sociale che attenui tensioni e motivi di scontro».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma a Roma oggi c'è più o meno sicurezza rispetto a due, tre o quattro anni fa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Al di là delle statistiche che qualcuno può agitare strumentalmente, è del tutto evidente che si susseguono con sempre maggiore frequenza episodi di violenza inaudita. Ma è una conseguenza. A Roma è peggiorata la qualità della vita. La nostra città era nel 2007 all'ottavo posto nella classifica della qualità della vita, adesso è scivolata al 35°. Il tasso di disoccupazione è superiore alla media nazionale.&lt;br /&gt;
 Come ha sottolineato la Caritas, a Roma c'è un 7% della popolazione che non riesce a procurarsi un pasto normale. Non sono queste le condizioni di una città che vuole essere civile e accogliente».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=11NXCY&quot;&gt;Corriere della Sera ed. Roma - Paolo Foschi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>PIETRO VIGNALI: Lettera del sindaco alla città &quot;Non mi ricandiderò nel 2012&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/27/pietro-vignali/lettera-del-sindaco-alla-citt%C3%A0-non-mi-ricandider%C3%B2-nel-2012/589399"></link>
  <updated>2011-06-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>589399</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Parma (PR) (Partito: LISTA CIVICA) - Sindaco  Comune Parma (PR) (Partito: Lista Civica - Cen-Sin) - Consigliere  Consiglio Comunale Parma (PR) (Lista di elezione: LISTA CIVICA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Sento il dovere in queste ore, dopo i fatti che hanno scosso e sbigottito tutti noi, di rivolgermi ai parmigiani per dire che considero in dirittura d’arrivo la mia vicenda di amministratore di questa città: nel 2012 non mi ricandiderò alla carica di sindaco. Ne sono profondamente addolorato. Essere sindaco, però non è soltanto un onore, ma anche una grande responsabilità a cui non intendo sottrarmi e lasciare oggi senza guida questa città avrebbe conseguenze gravissime.
&lt;p&gt;
Se rimango ancora in carica, non è per l’attaccamento alla poltrona o per la mia carriera politica, ma soltanto per ottenere i finanziamenti e approvare i piani industriali che sono necessari per pagare le imprese, per non lasciare a metà i cantieri di opere fondamentali su cui sono stati già spesi milioni di euro, per mettere definitivamente in sicurezza il sistema delle società partecipate.
Diversamente tutto questo sarebbe a rischio. Sto parlando di pochi passaggi amministrativi che sono il frutto di un lunghissimo lavoro con le banche, con il territorio, con il Governo, che sarebbe irresponsabile abbandonare ora. Lasciare oggi sarebbe la soluzione più facile, almeno personalmente. Ma la peggiore per la città.

&lt;p&gt;
Spero che tutti, la città, il Consiglio Comunale, la maggioranza e l’opposizione, lo comprendano. La mia maggioranza ha dato indicazioni precise e responsabili in questo senso, sottolineando la necessità di un percorso condiviso con le forze sociali ed economiche e con la stessa opposizione consiliare. Esiste la loro disponibilità a condividere un’agenda di fondamentali priorità? Certo, non avrei mai pensato di dover dire queste parole per parlare della mia esperienza di amministratore. Un’esperienza che ha assorbito completamente più di dieci anni della mia vita. Ci ho messo anima e corpo, tutto il mio impegno, tutte le mie capacità prima come assessore e poi come sindaco. Lo voglio dire: non mi sono risparmiato, e sono convinto di aver anche lavorato bene.

&lt;p&gt;
Ci siamo trovati in mezzo al fiume mentre arrivava la piena di una crisi economia pesantissima, con le finanze pubbliche svuotate, in uno scenario politico sempre più deteriorato. Ma con le famiglie e le imprese che guardavano a noi per essere aiutate e sostenute. Allora mi sono reso conto che era necessario invertire la rotta, che quell’idea di città che avevamo tutti perseguita, non era più sostenibile in un mondo completamente cambiato. Innanzitutto mi sono reso conto che era impossibile realizzare la metropolitana, e che era molto difficile, ma ormai imprescindibile, riprendere il controllo di una mole di investimenti che il Comune aveva già programmato negli anni precedenti la crisi, ma che rischiavano, in questo nuovo contesto, di trascinare come una zavorra il Comune a fondo. Nonostante quello che si continua a dire la situazione finanziaria del Comune, di Stt, Parma Infrastrutture sono sotto controllo. Manca solo l’ultimo passo.

&lt;p&gt;
Ci sono stati errori? Certamente sì. I fatti di questi giorni lo dimostrano. Non ne sapevo nulla e ho provato a dirlo alla città.&lt;br /&gt;

Ma mi rendo conto che oggi c’è il rischio che si faccia di tutta l’erba un fascio, e che quindi sia lesa la credibilità dell’intera Amministrazione, e compromesso il lavoro della mia giunta e dei dipendenti di questo Comune che in questi anni hanno lavorato tanto e bene. Meritano la gratitudine mia e della città. Ritengo pertanto che sia giusto fare un passo indietro, ma non scappare davanti alle responsabilità. La città era in mezzo a un guado pericoloso, ora siamo a un passo dalla riva. Voglio portarla su quella riva, poi lascerò&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://parma.repubblica.it/cronaca/2011/06/28/news/lettera_del_sindaco_alla_cit-18337366/&quot;&gt;parma.repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Italo BOCCHINO: «Oramai sono solo una maionese impazzita»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-06-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>583691</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Per aver invocato il libero dissenso in un partito monarchico, un anno fa Italo Bocchino fu minacciato di espulsione dal redivivo collegio dei probiviri del Pdl. Lui, Carmelo Briguglio e Fabio Granata. Ma il provvedimento non venne mai discusso perché nel frattempo i finiani fondarono Futuro e libertà, di cui Bocchino è vicepresidente. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Bocchino, il tutti contro tutti nel Pdl per lei è uno spettacolo imperdibile.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Io assisto nel ruolo di premartire.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Oggi i martiri spuntano a getto continuo. Galan contro Tremonti. Alemanno contro Calderoli.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Nel Pdl sta impazzendo la maionese. Accade quando manca una linea e non ci sono vie d'uscita. Una deriva inevitabile in un partito ancora padronale, nonostante tutto, e che continua a essere appiattito sulla Lega.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;La lunga agonia del berlusconismo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Io individuo tre tipi di atteggiamenti.
&lt;p&gt;&lt;b&gt; II primo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Quello alla Micciché, che vuole fare i gruppi autonomi di Forza del Sud. Per la serie: io voglio organizzarmi adesso per avere un potere negoziale nel post-Berlusconi. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Il secondo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Il comportamento di chi vuol rimanere leale al Cavaliere, ma si muove lo stesso serva uscire. Riguarda la maggior parte di quelli che litigano.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Riposizionamento strisciante ma ineluttabile, che spacca anche i Responsabili.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;Appunto.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Terzo e ultimo atteggiamento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; I giapponesi della foresta berlusconiana. Coloro che pensano in futuro a gestire non un partito al 36 per cento, come quando c'era Fini; non un partito al 28 con il solo Berlusconi; ma una formazione al 15 per cento.
&lt;p&gt; Questione ex An: la Biancofiore ha detto che hanno il correntismo nel sangue. Il problema non è il correntismo.
&lt;p&gt;&lt;b&gt; E qual'è?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Gli ex an sono entrati in un nuovo mondo che avevano un leader forte, Fini. Senza, quelli rimasti nel Pdl sono orfani di prospettiva. E saranno trattati sempre più come appestati. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Poi c'è la caccia a Tremonti, altro capitolo a parte.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Qui il problema è a monte.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Cioè?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Berlusconi, a turno, ha sempre bisogno di un colpevole che non gli fa fare le cose. Deve giustificare tutte le promesse non realizzate sin dal '94. Ha cominciato con Bossi, poi Casini e Fini. Adesso tocca a Tremonti.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Nella balcanizzazione avanza la novità delle primarie. Chi le vuole finte, per riconsacrare Berlusconi, chi vere per la successione.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Con o senza il premier, mi pare siano comunque primarie di stampo berlusconiano.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Ma se B. non si candidasse, Fini non potrebbe avere la tentazione di correre per la leadership del centrodestra?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; No, lo escludo.
&lt;p&gt; &lt;b&gt;Per Granata sarebbe meglio se Fini si dimettesse da presidente della Camera.&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;Improponibile. Le istituzioni vanno onorate sino alla fine. E poi, senza Fini, Berlusconi metterebbe un altro suo uomo lì.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=110UDD&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano - Fabrizio D'Esposito&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco CARRA: Ministeri. Bossi e Calderoli promettono Ministero Agricoltura a Mantova</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/27/marco-carra/ministeri-bossi-e-calderoli-promettono-ministero-agricoltura-a-mantova/573020"></link>
  <updated>2011-05-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>573020</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Dopo che il Ministro dell'Agricoltura Romano, in visita elettorale a Mantova, ha promesso gli Stati Generali dell'Agricoltura nella città virgiliana, salvo poi annunciare in Commissione Agricoltura della Camera che si terranno a Cremona, dopo che il Ministro Calderoli ha promesso, prima del primo turno delle elezioni amministrative, che trasferirà il Ministero delle Riforme a Mantova, è ancora Calderoli, in coppia con Bossi, a prendere per il naso gli elettori mantovani promettendo il trasferimento del Ministero dell'Agricoltura a Mantova. 
&lt;p&gt;
Fortunatamente la campagna elettorale volge al termine altrimenti ci sentiremmo promettere la sede dell'Onu!
&lt;p&gt;
 L'unico sentimento che si può provare di fronte a queste pagliacciate è un'imbarazzata compassione. Trattano i cittadini come dei numeri, incapaci di intendere e di volere; pecore in un gregge dove il pastore si chiama, a seconda dei casi, Bossi o Calderoli o Romano. 
&lt;p&gt;Gli agricoltori non abboccheranno a questa farsa. Li hanno conosciuti con le politiche devastanti che hanno portato avanti in questi anni, pur promettendo balle a non finire. 
&lt;p&gt;Non consentirò che si prendano gioco della mia gente e martedì presenterò una risoluzione che impegni il Governo a mantenere le promesse fatte ai mantovani. In questo modo, il bluff sarà svelato”. 
&lt;p&gt;Così il &lt;b&gt;deputato democratico&lt;/b&gt; componente della commissione Agricoltura della Camera, &lt;b&gt;Marco Carra&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20110527-ministeri-pd-calderoli-e-bossi-promettono-agricoltura-a-mantova&quot;&gt;AgenParl&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Finita la fase delle bugie, per il centrodestra, inizia quella delle regalie</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/25/patrizia-toia/finita-la-fase-delle-bugie-per-il-centrodestra-inizia-quella-delle-regalie/572838"></link>
  <updated>2011-05-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>572838</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Finita la fase delle bugie inizia quella delle regalie!”, così &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;, parlamentare europea del Partito Democratico, commenta le ultime promesse elettorali di Letizia Moratti.



&lt;p&gt;“Prima la maggioranza e poi Letizia Moratti, dopo aver passato mesi di campagna elettorale a cercare di screditare il suo avversario con bugie assurde e accuse totalmente prive di fondamento, invece che rispondere dei suoi cinque anni a sindaco della città, ora ha pensato bene di passare agli omaggi per i potenziali elettori”, prosegue &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt;.

&lt;p&gt;“Così vanno considerati gli ultimi provvedimenti annunciati dalla Moratti in materia di ecopass, parcheggio gratis ai residenti sulle strisce blu… Ogni giorno il sindaco uscente aggiunge qualcosa al cesto dei regali elettorali, che poi si riveleranno vani, esattamente come l’annuncio della Lega di portare i Ministeri a Milano. Senza contare che si tratta di provvedimenti che contraddicono profondamente tutta la linea politica portata avanti dalla Moratti durante gli anni del suo mandato di sindaco in città”, commenta &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;.


&lt;p&gt;“Letizia Moratti, anziché annunciare promesse mirabolanti per il futuro di Milano farebbe bene a spiegare come mai il suo programma elettorale è pressoché identico a quello presentato cinque anni fa e a spiegare cosa ha fatto in questi anni anziché amministrare la città e perché ora smonta tutte le sue politiche messe in atto come un regalo agli elettori che, evidentemente, di quelle politiche contenti non erano”, conclude&lt;b&gt; Toia&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio BORGHESI: Così Berlusconi prende in giro le Forze dell’Ordine: 25 euro una tantum non pensionabili! </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/04/antonio-borghesi/cos%C3%AC-berlusconi-prende-in-giro-le-forze-dell%E2%80%99ordine-25-euro-una-tantum-non-pensionabili/572708"></link>
  <updated>2011-05-04T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>572708</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Le Forze dell’Ordine e della Sicurezza da tempo attendono alcuni provvedimenti di natura retributiva e contrattuale.
&lt;p&gt;

Il ritardo inusitato del governo ha scatenato da tempo le proteste dei Sindacati di Polizia (tutti) che alla fine si sono presentati ad Arcore accerchiando la villa del premier.

&lt;p&gt;
“Dall’approvazione della manovra finanziaria, nell’agosto del 2010 – spiegano gli organizzatori della manifestazione in una nota congiunta – il Governo ha assunto, in svariate occasioni e in modo ufficiale e ufficioso, l’impegno ad adottare provvedimenti di tutela della specificità del comparto sicurezza e del soccorso pubblico del nostro Paese, ma ognuno di questi impegni è stato puntualmente disatteso&quot;.

&lt;p&gt;
Berlusconi non ha potuto fare a meno di uscire e, da piazzista quale è, ha fatto precise promesse ai manifestanti, come potete sentire direttamente dalla sua viva voce.

&lt;p&gt;
“Vi prometto gli aumenti. Avete il mio impegno, questa cosa la faccio, ma la voglio fare non in modo traumatico, ma con il consenso e quindi al prossimo Consiglio dei ministri presenterò questo progetto che sia io, sia il ministro Maroni, sia il ministro La Russa, siamo assolutamente intenzionati a far passare”. 
&lt;p&gt;Ed ha poi aggiunto “So tutto. Lasciatemi qualche giorno di tempo e lo facciamo ormai ho un’età avanzata e non ho mai mancato ad una parola. Non volete mica che manchi la parola con le forze dell’ordine che sono quelle che ci devono sostenere più di tutti e che devono collaborare di più con l’esecutivo in questo momento con tutti questi sbarchi”.

&lt;p&gt;
Era il 14 marzo scorso. “Detto e fatto”. “Ghe pensi mi!”. &lt;br /&gt;
La Camera dei Deputati ha approvato ieri il provvedimento seguito alla promesse di Berlusconi. Risultato: in media 25 euro una tantum e neppure pensionabili. Per farlo hanno anche azzerato un Fondo presente in bilancio e che era destinato “al riordino delle carriere del comparto sicurezza”.

&lt;p&gt;
Come dire che questo schifo di mancia una tantum se la sono pure pagata i destinatari del provvedimento.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.antonioborghesi.it/index2.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=388&amp;pop=1&amp;page=0&amp;Itemid=1&quot;&gt;antonioborghesi.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: “Entro il 2012, tutte le scuole italiane saranno munite di reti wifi…”</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/22/renato-brunetta/%E2%80%9Centro-il-2012-tutte-le-scuole-italiane-saranno-munite-di-reti-wifi%E2%80%A6%E2%80%9D/560043"></link>
  <updated>2011-04-22T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560043</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Entro il 2012, tutte le scuole italiane saranno munite di reti wifi…” Il progetto, ambizioso, è stato presentato dal ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, in collaborazione con il ministero dell’Istruzione presieduto da Mariastella Gelmini.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://technews.it/HJKdL&quot;&gt;technews&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giulio TREMONTI: Fisco, la promessa alle imprese: &quot;Troppi lacci, basta oppressione&quot; </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/20/giulio-tremonti/fisco-la-promessa-alle-imprese-troppi-lacci-basta-oppressione/559994"></link>
  <updated>2011-04-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559994</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Economia e Finanze (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Deve esistere il diritto a dire 'non mi rompete più di tanto&quot;.
&lt;p&gt;Sui controlli fiscali, gli accessi e le visite alle imprese: &quot;è eccessivo con costi come tempo perso, stress, e occasioni di corruzione. Un'oppressione fiscale che dobbiamo interrompere&quot;. Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti risponde così alle continue richieste che arrivano dal mondo dell'impresa. Sintetizzando così la sua proposta: &quot;Deve esistere il diritto a dire 'non mi rompete più di tanto'&quot;. Parole che arrivano lo stesso giorno in cui Bankitalia definisce &quot;ambiziosi&quot; gli obiettivi del Def 2011, prevedendo un taglio della spesa per raggiungere gli obiettivi fissati. E fissando tempi stretti: &quot;Il costo di rinviare può essere molto alto. Si vede drammaticamente di questi tempi, anche negli stati uniti: prima si aggiusta meno si deve correggere&quot; dice Il vice direttore Ignazio Visco.

&lt;p&gt;
Imprese. &lt;br /&gt;
&quot;La proposta deve essere equilibrata, - aggiunge Tremonti durante una audizione in Commissione finanze alla Camera.- Non può essere del tipo della 626 (legge sulla sicurezza sul lavoro), ma potremmo immaginare una qualche tipo di concentrazione, salve esigenze di controllo erariale e ridurre il continuo controllo sulle imprese. Ne va via uno, e dopo un po' arriva il vigile urbano. Ci abbiamo già iniziato a lavorare. Fermo discorso sicurezza lavoro. Serve o un coordinamento dall'alto o un diritto dal basso: il diritto di dire 'non mi rompere piu' di tanto&quot;

&lt;p&gt;
Dl antiscalate. &lt;br /&gt;
&quot;Non abbiamo ragioni per
fare delle modifiche e credo che neanche l'opposizione ne abbia&quot; afferma Tremonti, ribadendo che il provvedimento all'esame di Montecitorio contiente una norma &quot;generale e astratta&quot;.

&lt;p&gt;
Riforme.&lt;br /&gt;
 Poi il titolare del Tesoro annuncia che nel piano nazionale sulle riforme &quot;contiene ipotesi che saranno presto oggetto di un decreto legge che saranno relative a opere pubbliche, edilizia abitativa, turismo e ricerche scientifica&quot;.

&lt;p&gt;
Borsa. &lt;br /&gt;
&quot;Per quotare una società di 80 milioni i costi quotazione sono 8 milioni: è una follia&quot; dice il ministro dell'Economia. &quot;Le possibilità di riportare capitali sono molto alte ma - continua Tremonti - bisogna offrire livelli di burocrazia competitivi. Quando si dice le barriere nell'economia, ma mica le fa solo lo stato. L'8% per la quotazione è pazzesco. Ci sono tanti fattori, anche di scelta. Il nostro capitalismo è molto familiare. Se si va in assemblea e si chiede chi di voi è posseduto da una holding italiana? Nessuno. Da una holding del Lussemburgo? Tutti&quot;.

&lt;p&gt;
Polemica con il Pd. &lt;br /&gt;
Infine una polemica con il Pd a proposito del &quot;contro piano economico&quot; presentato dai democratici: &quot;Conosco quel documento, e per usare una parafrasi diplomatico - eufemistica credo che il suo 'lifetime' all'Eurostat non superi i 10 minuti&quot;. Tra le proposte che il Pd mette in campo sui temi economici nazionali vi sono una serie di filoni come riforma del fisco, lotta a precarietà, liberalizzazioni.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.repubblica.it/economia/2011/04/20/news/fisco_la_promessa_di_tremonti_basta_oppressione_sulle_imprese-15166029/&quot;&gt;la Repubblica.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DAVIDE GARIGLIO: Prometto di far rinascere lo stadio Filadelfia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/24/davide-gariglio/prometto-di-far-rinascere-lo-stadio-filadelfia/558475"></link>
  <updated>2011-02-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558475</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Una promessa che rallegra il tifo granata: far rinascere il glorioso Filadelfia, teatro delle gesta del Grande Torino, di cui oggi sopravvivono solo poche rovine.
&lt;p&gt; E’ Davide Gariglio, candidato alle primarie del centro-sinistra a lanciare la sfida, ieri mattina, proprio sul prato del Fila, ai tifosi del Toro ma anche agli ex giocatori Rosario Rampanti, Roberto Salvadori, Gigi Gabetto, Beppe Pallavicini e al cappellano del Toro, don Aldo Rabino. «Ora questo è uno degli spazi più tristi della città – dice Gariglio – ma dobbiamo farlo rivivere per i tifosi, i giocatori e i volontari che si occupano di tenere pulita quest’area. 
&lt;p&gt;Ricostruire il Filadelfia non è soltanto il mio sogno di tifoso, ma penso che sia un’esigenza per la città. E’ un pezzo di storia. Se diventerò sindaco mi impegnerò a fondo per risolvere questa situazione che si trascina da tanti anni». Intanto, la prima e la quinta commissione comunale hanno dato il via libera alla cessione del diritto di superficie alla fondazione Filadelfia – che sta per essere costituita ed avvierà il progetto di restauro – per 99 anni. Il diritto riguarda quasi trentamila metri quadrati dell’impianto per un valore stimato di 1.460.000 euro. 
&lt;p&gt;«Rifare il Filadelfia è possibile – aggiunge Gariglio – anche la metropolitana sembrava un sogno per Torino, invece è diventata realtà. Il passaggio del diritto di superficie alla fondazione è un passo molto importante. Certo, non potrà rinascere uno stadio per le partite, ma potrà servire per gli allenamenti, per ospitare il museo del Grande Torino e per far giocare i ragazzi del quartiere».&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.notizieoggi.com/2011/02/gariglio-promette-di-far-rinascere-lo-stadio-filadelfia/&quot;&gt;http://www.notizieoggi.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DAVIDE GARIGLIO: &quot;Mi impegno a realizzare il nuovo stadio in memoria del grande Torino&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/23/davide-gariglio/mi-impegno-a-realizzare-il-nuovo-stadio-in-memoria-del-grande-torino/558467"></link>
  <updated>2011-02-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558467</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;La Città di Torino ha deliberato il diritto di uso dell'area del Filadelfia per 99 anni a favore della nuova Fondazione costituita con il Comune e le associazioni dei tifosi. Sono state messe le basi per la ricostruzione. Mi impegno a continuare questo percorso e a realizzare il nuovo stadio in memoria del grande Torino. 
&lt;p&gt;Al di là della fede calcistica, il Filadelfia fa parte della memoria storica della nostra città ed è doveroso ricostruirlo. Restituiremo ai tifosi e alla città non solo un simbolo, ma un nuovo luogo di promozione di attività sportive, culturali e sociali&quot;: così ha dichiarato Davide GARIGLIO questa mattina incontrando i tifosi e alcuni grandi ex giocatori del Torino Calcio, tra i quali Rosario Rampanti, Roberto Salvadori, Gigi Gambetto e Beppe Pallavicini. &quot;Non posso credere che una città come la nostra non sia in grado di ricostruire uno stadio. 
&lt;p&gt;Fino a non molti anni fa tutti parlavano della metropolitana, ma sembrava impossibile realizzarla. Io ho fatto la metropolitana quando ero amministratore della Gtt, se sarò Sindaco rifarò il Filadelfia. Sono sfide che si possono vincere, so come si fa&quot;. L'incontro di questa mattina è stato anche un'occasione per parlare di strutture e di associazionismo sportivo. 
&lt;p&gt;&quot;E' necessario riorganizzare le strutture sportive di quartiere - ha spiegato Davide GARIGLIO - coinvolgendo gli sponsor privati nella manutenzione, e promuovere politiche di integrazione tra sport e cultura , sport e ambiente , come nella maggior parte delle città europee&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=BAJIjY3bOfs&quot;&gt;http://www.youtube.com/&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE CIVATI: Noi. alleati di Fini. e Udc? È un'allucinazione  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/12/24/giuseppe-civati/noi-alleati-di-fini-e-udc-%C3%A8-unallucinazione-intervista/548999"></link>
  <updated>2010-12-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548999</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Non la capisco, oggi, questa emergenza. Non era la stessa quando c'era l'Ulivo? E allora perché non l'abbiamo modificata allora la legge elettorale?» 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cominciamo dalle alleanze. Mi sembra che anche per Civati l'intesa con Futuro e Libertà non è una strada percorribile.&lt;/b&gt; &lt;p&gt;
Hai detto bene, &quot;anche per Civati&quot;. Non sono solo. Siamo molti, e basterebbe guardarsi attorno per capirlo. E non siamo tutti rompi-coglioni, come qualcuno continua a dipingerci. &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Per non esserlo, dicono, bisogna indicare una strada alternativa. &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
E lo abbiamo fatto. Anche nell'ultima lettera, nell'appello al segretario che abbiamo lanciato dal nostro sito, ci sono tutte le indicazioni necessarie per trovare la strada.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Da dove si parte?&lt;/b&gt;&lt;p&gt;
Si parte dalle alleanze, ovviamente. Ma l'interlocutore fondamentale è il PdA, il partito dell'astensione, o dell'amarezza. &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non è quindi allargando il più possibile l'alleanza, non è un comitato nazionale di liberazione, che richiama i delusi? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
No. Ed è assai strano si debba esser noi a dirlo. Perché per anni ci hanno spiegato che gli elettori del centrosinistra si assomigliano tutti, che era importante e possibile tenerli insieme senza acrobazie, che era possibile assorbirli tutti anche solo nel Pd, nel partito a &quot;vocazione maggioritaria&quot;. &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Poi, evidentemente, è cambiato tutto. &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
Di colpo, dal giorno alla mattina — o meglio — dall'estate all'inverno. Le cose che Bersani scriveva a luglio a Repubblica, nelle lettere dall'ombrellone, sono l'esatto opposto di quello che sostiene adesso.&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;E ora dice cose insensate? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
Diciamo che il Bersani estivo è molto meglio di quello invernale. Allora si parlava di un nuovo Ulivo, mi pare. L'idea era quella di definire prima chi siamo noi e poi andare a dialogare anche con altri. Mi pare una prassi un po' più ragionevole. Ragionevole e con i piedi per terra. O almeno con i piedi ben piantanti sul più banale dei sondaggi. Non ne trovi uno che dimostri che con le alleanze così larghe si fa il pieno di voti. Anzi. &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Anzi? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
Anzi, così, si consegna il patrimonio della sinistra a Di Pietro e Vendola. Il terzo polo lo facciamo così. Però sarà alla nostra sinistra e monco dell'ala più riformista, la nostra. E mancheremmo proprio noi, proprio nel ruolo che dicevamo di voler ricoprire. Il Pd diceva di voler essere questo. L'Unione ci sembrava troppo larga, e siamo andati da soli. Ora poteva essere la volta di una giusta via di mezzo, con la sinistra meno radicale e più coesa sotto la guida di Vendola e con Di Pietro, di cui continuiamo a parlar male ma con cui — lo ricordo a tutti — siamo alleati da 16 anni, ma niente. Non si può fare. &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Questo perché Vendola, come voi un &quot;guastafeste&quot;, proprio non capisce come possa il Pd condividere la missione di Fli, &quot;ricostuire il centrodestra&quot;?&lt;/b&gt; &lt;p&gt;
Questo perché oggi, a dire ovvietà, ci si azzecca. Fini, del resto, ha detto per primo, sciogliendo ogni dubbio, che con il Pd non vuole andare. Rutelli ha dichiarato di voler fare le riforme con Berlusconi. Se non sono chiari impedimenti questi, io non so più che dire. Mi pare di vivere un'allucinazione collettiva. &lt;p&gt;
&lt;b&gt;E poi c'è Torino. Con le primarie e con l'assillo. Anche quello è un partito allucinato? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
Fassino è un'ottima candidatura per il gruppo dirigente. Ed è ovvio che questo gli si stringa attorno come in un abbraccio familiare. Perché di questo si tratta. &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Fassino quindi non va bene e voi rottamatori scenderete in campo con un nome alternativo.&lt;/b&gt;&lt;p&gt;
 Ancora una volta il tentativo è quello di farci passare per rompi-coglioni. Ma noi non lo siamo. Su Profumo, ad esempio, eravamo tutti d'accordo. Quando ci presentano una candidatura seria, bella, intelligente, nessuno si oppone. Il problema è che sfumato Profumo abbiamo sentito subito odore di bruciato. E temiamo che qualcuno voglia giocare lì una partita politica, tanto che si immaginano le primarie per Fassino, e non per Torino. Si sta rinunciando — nonostante l'investitura di Chiamparino — ad ogni idea di continuità, si impedisce al ceto politico che ha governato bene la città di diventare protagonista.&lt;p&gt;
 &lt;b&gt;E invece le primarie sono un'altra cosa? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
Quando noi difendiamo le primarie non facciamo altro che ripetere quanto ci hanno insegnato. Noi ci ricordiamo ancora quello che andavamo dicendo fondando il Pd.&lt;p&gt; 
&lt;b&gt;Vi rifate ai fondatori e però a legger l'appello, sembrate pronti a lasciare tutto.&lt;/b&gt;&lt;p&gt;
 Secondo me il dibattito nel Pd non è ancora concluso. Però non si sottovaluti quello che abbiamo scritto, soprattutto perché non è il delirio di Civati o di Renzi. Noi abbiamo solo raccolto il dissenso di tanti. Il problema non è se se ne vanno Renzi o Civati. Il problema è che siamo sommersi di elettori che ci stanno abbandonando. Elettori che ci scrivono &quot;guardate che non vi votiamo più&quot;, come per darci un'ultima possibilità.&lt;p&gt;
 &lt;b&gt;Vi sottovalutano? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
Il tentativo è quello di bollarci come &quot;popolo del web&quot;, come un popolo di deficienti che sta su internet, un popolo fastidioso che è diverso da quello reale. Quando 
invece noi siamo iper reali, e segnaliamo che ora — ad esser buoni — il Pd è tra il 20 e 25%, che non abbiamo condiviso la ricerca ossessiva del governo tecnico, perché non c'erano i margini, perché non ci sono mai stati i numeri, neanche se Scilipoti fosse rimasto, e che non vogliamo aprire al Terzo Polo. Noi vogliamo organizzare il consenso nel centrosinistra e stabilire cinque punti irrinunciabili che compongono il nostro patto sociale. &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma voi, vi accusano, non fate i conti con la responsabilità nazionale.&lt;/b&gt;&lt;p&gt;
 Io, intanto, modererei i toni. Anche perché non la capisco, oggi, questa emergenza. Non era la stessa quando c'era l'Ulivo? E allora perché non l'abbiamo modificata allora la legge elettorale? Perché non abbiamo fatto il conflitto di interessi? E' molto meglio moderare i toni. &lt;p&gt;
&lt;b&gt;E moderati i toni? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
Vedi, tornano le banalità. Dobbiamo dire quello che vogliamo e su quello prendere i voti. Tenendo ben presente che ci sono questioni su cui le persone normali non transigono. Noi dobbiamo essere chiari. Precariato e rendite, ambiente e cittadinanza, concorrenza e fiscalità. Poi se Casini sottoscrive bene, figurarsi. Però è assurdo che una forza politica, che con i suoi alleati arriva al 40%, debba essere subalterna al Terzo Polo, ad una cosa dove c'è di tutto e che — peraltro — ancora non esiste. &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Così si batte Berlusconi? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
Per battere Berlusconi basta dire con chiarezza che sono vent'anni che promette cosa farà nei prossimi venti. E basta dire che noi, almeno, saremmo più veloci. &lt;p&gt;
&lt;b&gt;E poi serve il leader. Se Fassino non va bene per Torino, Bersani va bene per il paese? &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
A me pare che sia Bersani ad escludere la sua candidatura. Mi pare sia alla ricerca di altro. Mi pare che l'unica cosa detta dal palco di piazza San Giovanni e nell'intervista a Repubblica è che non è lui il candidato premier. &lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non ha detto neanche il contrario. &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
Però è bene chiarire che, se non si candida il segretario, allora si apre un ventaglio di ipotesi molto largo. Se non c'è da sostenere il segretario, non c'è più nessun vincolo, neanche psicologico. Il segretario è cosa diversa da Montezemolo, o anche da Chiamparino. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=WBHJ5&quot;&gt;Gli Altri - Luca Sappino &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco FINI: «In Italia troppa atonia morale, serve ribellione»</title>
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  <updated>2010-11-06T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Camera   (Lista di elezione: PdL) - Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Costruiremo un movimento plurale con delle regole.
&lt;p&gt; 
&quot;C'è troppa atonia morale in Italia: o i giovani alzano la bandiera della ribellione, oppure c'è davvero il rischio che le coscienze si addormentino&quot;.
&lt;p&gt; E' quanto afferma il presidente della camera, Gianfranco Fini, parlando ai Giovani di Fli riuniti per la prima volta a Perugia Indossando una felpa di Futuro e libertà donatagli dai giovani futuristi, Fini dal palco ha sottolineato come &quot;sia molto bello che in questa fase storica convulsa ci siano tanti giovani che vogliono cambiare il futuro&quot;. 
&lt;p&gt;&quot;Il desiderio di cambiare il mondo - ha aggiunto - è qualcosa che c'è sempre stato nei giovani non solo della destra, ma di tutte le forze politiche. Io ho vissuto gli anni dello scontro&quot;, rilevando come &quot;anche i giovani della sinistra volevano un mondo migliore&quot;. Il presidente della Camera ha invitato a costruire insieme un progetto politico che &quot;non guardi al passato, ma al futuro&quot;, indicando &quot;un comandamento laico: fate in modo che ognuno abbia solo ciò che merita&quot;.
&lt;p&gt; Infine una promessa: &quot;Costruiremo un movimento di opinione organizzato, molto plurale, con dei valori di riferimento e delle regole&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.apcom.net/newspolitica/20101106_235313_5ea95d1_102234.html&quot;&gt;Apcom&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Leoluca ORLANDO: Rifiuti: «Bertolaso non e' piu' credibile, si dimetta»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/24/leoluca-orlando/rifiuti-%C2%ABbertolaso-non-e-piu-credibile-si-dimetta%C2%BB/547367"></link>
  <updated>2010-10-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>547367</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Bertolaso non e' piu' credibile, ha fallito, e' ora che faccia un passo indietro. Ormai le bugie di questo governo hanno stancato i cittadini che non cadono piu' nella rete delle false promesse. 
&lt;p&gt;L'atteggiamento di Bertolaso che vuole andare al muro contro muro con i cittadini campani, giustamente, esasperati, e' pericolosissimo''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilriformista.it/stories/adnkronos/283750/&quot;&gt;Adnkronos | Il Riformista&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>DELIA MURER: «Solo promesse sulla legge speciale»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/13/delia-murer/%C2%ABsolo-promesse-sulla-legge-speciale%C2%BB/546976"></link>
  <updated>2010-10-13T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>546976</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Un’interrogazione al governo per sollevare la questione dei finanziamenti della legge speciale su Venezia. &lt;br /&gt;
L’ha presentata alla Camera dei deputati, Delia Murer. Soldi promessi e mai del tutto sbloccati, finanziamenti con mutui a lunghissimo termine, procedure burocratiche bloccate a causa della Regione. Ecco il testo integrale dell’atto:

 
&lt;p&gt;

 

Interrogazione a risposta scritta

&lt;p&gt;
al ministro dell’Economia

&lt;p&gt;
e al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti

&lt;p&gt;
dall’on. Delia Murer

 
&lt;p&gt;

per sapere, premesso che

 
&lt;p&gt;

- la legge n. 244 del 2007, all’articolo 2, comma 291, autorizza l’utilizzo di contributi pluriennali per le finalità di cui alla legge n. 139/1992, recante: “Interventi per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna”;

&lt;p&gt;
- è stato registrato presso la Corte dei Conti il Decreto Interministeriale con il quale il Comune di Venezia è stato autorizzato all’utilizzo di un contributo quindicennale con decorrenza dal 2008 e fino al 2022, assegnato a valere sulle risorse stanziate dall’art. 2, comma 291.della legge 244/2007, per il proseguimento degli interventi per la salvaguardia di Venezia e della sua Laguna;.

&lt;p&gt;
- ai sensi dell’art. 1 del suddetto Decreto l’utilizzo del contributo pluriennale in questione viene ripartito tra:

&lt;p&gt;
a) una quota ad erogazione diretta (€ 2.422.500,00 corrispondenti alle annualità 2008 e 2009)

&lt;p&gt;
b) una quota mediante attualizzazione (€ 15.746.250,00 corrispondenti alle annualità dal 2010 al 2022), al netto ricavo attivabile a seguito di un’operazione finanziaria di attualizzazione da perfezionare con Istituti di credito, secondo un piano di erogazioni stimate in complessivi € 12.560.500,00;

&lt;p&gt;
- il comma 3 del suddetto Decreto prevede altresì che eventuali variazioni del piano di erogazioni derivanti da esigenze – adeguatamente documentate – del soggetto beneficiario dei contributi dovranno essere preventivamente comunicate al Ministero delle Infrastrutture e Trasporti che provvederà a richiedere autorizzazione in tal senso al Ministero dell’Economia e delle Finanze;

&lt;p&gt;
- il Comune di Venezia ha chiesto l’autorizzazione alla modifica del soprarichiamato Piano di erogazioni, al fine di ripartire il piano tra una maggior quota ad erogazione diretta (€ 3.633.750,00 corrispondenti alle annualità 2008 2009 e 2010) e una conseguente minor quota mediante attualizzazione (€ 14.535.000,00 corrispondenti alle annualità dal 2011 al 2022;

&lt;p&gt;
- Le variazioni richieste al piano di erogazioni derivano da motivazioni oggettive come il ritardo, pari ad un anno, intercorso tra la data di richiesta da parte del Comune del piano di erogazioni (11 settembre 2009) e la data di comunicazione dell’avvenuta registrazione del Decreto (13 settembre 2010). Ne consegue che l’annualità 2010 inizialmente destinata a confluire nella quota da utilizzare mediante attualizzazione possa essere ora riallocata nella quota ad erogazione diretta; altro motivo è la consistente riduzione dei tassi di mercato verificatasi nel periodo intercorrente tra la data della precedente richiesta e la data odierna, durante il quale il tasso di riferimento delle operazioni di attualizzazione in questione (Eurirs 10) è sceso di circa un punto, al 2,6%, il che si riflette proporzionalmente in un minor onere per interessi che a sua volta impatta positivamente sul netto ricavo stimabile dall’operazione finanziaria di attualizzazione;

&lt;p&gt;
- Con riferimento a quest’ultimo aspetto, esiste il problema di adeguare alle mutate condizioni di mercato la normativa vigente sui limiti massimi di tasso applicabili sui mutui destinati agli interventi per la salvaguardia di Venezia attualmente dettata dal D.M. 9 marzo 1999 come modificato dal Decreto Direttoriale 23 gennaio 2003. In particolare appare necessario adeguare la normativa in questione ai limiti massimi di tasso applicabili ai mutui da stipulare con onere a carico dello Stato di importo inferiore a € 51.645.689,91, ai sensi dell’art. 45, comma 32 della citata L. 448/1998, attualmente dettata dalla Comunicazione del Direttore generale del Tesoro pubblicata sulla G.U. del 13 luglio 2010;

&lt;p&gt;
- sempre in tema di contributi per la salvaguardia di Venezia, Il Comitato di Indirizzo Coordinamento e Controllo (ex art. 4 legge 798/84), in data 23.12.2008, ha deliberato di sottoporre al Cipe una proposta di contributo pluriennale pari a 50 milioni, finalizzato agli interventi di salvaguardia, nelle competenze della Regione Veneto, del Comune di Venezia, Chioggia e Cavallino, stabilendo, nello specifico, che le risorse a favore del Comune di Venezia ammontassero a € 29.750.000;

&lt;p&gt;
- il Cipe con delibera 59 del 31.07.2009 dava corso al deliberato del Comitato misto a valere sul Fondo Infrastrutturale, stabilendo che l'intero importo di 50 milioni, comprensivo del contributo per Venezia, fosse &quot;girato&quot; alla Regione e da questa ripartito; i 50 milioni venivano, poi, suddivisi in due annualità: 30 milioni nel 2009 e 20 milioni nel 2010; su quest’ultimo contributo non risultato prodotti atti conseguenti;

&lt;p&gt;
- la delibera del Cipe é stata registrata alla Corte dei Conti in data 22.12.2009 e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 21.01.2010;

&lt;p&gt;
- su sollecitazione del Comune di Venezia, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, in data 28.04.2010, comunicava che spetta alla Regione ogni azione volta alla effettiva erogazione delle risorse;

&lt;p&gt;
- ad oggi nulla risulta ancora stabilito né attivato in sede regionale e, a quanto pare, neppure in sede ministeriale sull’effettiva erogazione di tale contributo;



&lt;p&gt;

 

dai Ministri interrogati se sono a conoscenza e da cosa sono causati i ritardi nell’erogazione dei contributi per gli interventi di salvaguardia di Venezia, sia del contributo quindicennale assegnato a valere sulle risorse stanziate dall’art. 2, comma 291.della legge 244/2007, sia del contributo pluriennale di cui delibera Cipe nr. 59 del 31 luglio 2009; se valutano positivamente e intendano accogliere la richiesta di variazioni al piano di erogazioni ai sensi del comma 3 del Decreto interministeriale con il quale il Comune di Venezia è stato autorizzato all’utilizzo di un contributo quindicennale assegnato a valere sulle risorse stanziate dall’art. 2, comma 291.della legge 244/2007, per il proseguimento degli interventi per la salvaguardia di Venezia e della sua Laguna, così come motivato da richiesta del soggetto beneficiario; se intendano adeguare alle mutate condizioni di mercato la normativa vigente sui limiti massimi di tasso applicabili sui mutui destinati agli interventi per la salvaguardia di Venezia attualmente dettata dal D.M. 9 marzo 1999 come modificato dal Decreto Direttoriale 23 gennaio 2003; se intendano intervenire, e come, sul ritardo, nell’erogazione al Comune di Venezia tramite la Regione Veneto, del contributo di cui alla delibera Cipe nr. 59 del 31.07.2009.

 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=6%3Ainterrogazioni-interpellanze-mozioni&amp;id=199%3Asolo-promesse-sulla-legge-speciale&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;official web site&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pietro ICHINO: Statuto dei lavoratori: Sacconi adotta la tattica della vedova scaltra</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/04/pietro-ichino/statuto-dei-lavoratori-sacconi-adotta-la-tattica-della-vedova-scaltra/526888"></link>
  <updated>2010-10-04T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>526888</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Con una lettera a sindacati e imprenditori il ministro del lavoro trova il modo per rinviare &lt;i&gt;sine die&lt;/i&gt; il discorso sullo Statuto dei Lavoratori: la sua presentazione in Parlamento è rinviata...a quando i destinatari della lettera si saranno accordati sul suo contenuto.
&lt;p&gt; 
Ricordate la rubrica del Bertoldo intitolata “La Vedova scaltra”? Ogni settimana una vignetta presentava la vedova falsamente rassegnata a tornare al Creatore, che lo pregava così: “Fatemi solo vedere il giorno in cui tutti pagheranno le tasse, poi sono pronta a ricongiungermi al mio adorato marito”; oppure “Possa io solo vedere il giorno in cui le Poste torneranno a funzionare, poi sono pronta a lasciare questo mondo”. 
&lt;p&gt;L’auspicio del nostro ineffabile ministro del Lavoro è lo stesso: “fatemi solo vedere l’accordo tra le parti sociali sul contenuto del nuovo Statuto dei lavori, e sarò pronto a presentarlo in Parlamento”.
&lt;p&gt;
Intendiamoci bene: che la legislazione del lavoro debba rispecchiare gli equilibri espressi dal sistema delle relazioni industriali e rispettare l’autonomia della contrattazione collettiva è principio sacrosanto (e Dio sa quanto sistematicamente violato nell’ultimo quarantennio).&lt;br /&gt;
 Ma quando il tema all’ordine del giorno è il disboscamento di una giungla legislativa ormai divenuta impenetrabile e una profonda riscrittura del diritto del lavoro, il compito di un ministro del Lavoro che si rispetti è sì di stimolare l’accordo in proposito tra le parti sociali, ma anche di prepararlo con proposte equilibrate e ben costruite. 
&lt;p&gt;Nella totale assenza di queste, il puro e semplice rinviare l’iniziativa legislativa a quando le parti sociali si saranno accordate in proposito - come ha fatto Sacconi mercoledì scorso - è solo una trovata mediatica per nascondere la propria inerzia o incapacità.
&lt;p&gt;
Questa trovata fa seguito a una serie di rinvii che, effettivamente, era diventata a dir poco imbarazzante. &lt;br /&gt;
Sacconi aveva annunciato il suo Statuto dei lavori come imminente una prima volta subito dopo le elezioni, nella primavera 2008. Poi era tornato ad annunciarlo nel Libro Bianco del maggio 2009. Nel settembre 2009, quando 55 senatori Pd presentatavano alla stampa i disegni di legge n. 1872 e 1873 per il nuovo Codice del Lavoro semplificato, il ministro aveva annunciato che il suo progetto, ormai in fase avanzata di elaborazione, sarebbe stato presentato entro la fine dell’anno; ma a Natale non se ne era vista neppure una prima bozza.
&lt;p&gt; A gennaio 2010, a chi gli chiedeva perché non fosse stato ancora presentato, il ministro era tornato a prometterlo per “subito dopo le elezioni regionali”; ma a maggio ancora non ce n'era traccia. Nell’editoriale del 2 agosto scorso per la Newsletter n. 114 di mio sito (rileggerlo presenta forse qualche spunto di interesse) denunciavo l’ennesimo rinvio: questa volta alla fine del 2010.
&lt;p&gt;
Ora la fine dell’anno si sta avvicinando pericolosamente, e il ministro del Lavoro, che è persona previdente (non per nulla ha anche la competenza per la Previdenza sociale), comincia a percepire l’improponibilità di un ennesimo rinvio alla vecchia maniera, cui sarà immancabilmente costretto. 
&lt;p&gt;Ed ecco la trovata: mercoledì scorso egli scrive alle associazioni sindacali e imprenditoriali una bella letterina, nella quale le invita alla “ricerca di intese o avvisi comuni” per la riforma del nostro diritto del lavoro.
&lt;p&gt; Qualcuno potrebbe chiedersi che cosa abbiano fatto, su questo terreno, gli esperti del ministero nei due anni e mezzo trascorsi dal primo annuncio: tutto qui? No: il frutto del loro lavoro è evidenziato dalle precise indicazioni contenute nella stessa lettera alle parti sociali: il nuovo provvedimento legislativo dovrà contenere “un Testo unico del lavoro di carattere innovativo”. Caspita! Questo sì che è parlar chiaro. Ma gli esperti del ministero si sono spinti anche oltre. Nella lettera si aggiunge che il nuovo testo unico deve contenere l’individuazione “di semplificazioni, abrogazioni e ri-regolazioni”. &lt;br /&gt;
Quali complessi studi e ricerche saranno stati necessari per giungere a questa sorprendente conclusione?
&lt;p&gt;
Ora, comunque, la rotta è finalmente chiara. E a gennaio il ministro non avrà più l’imbarazzo di dover giustificare l’ennesimo rinvio. Potrà limitarsi a dire: “ho invitato le parti a indicarmi i contenuti di un Testo unico di carattere innovativo, ho anche chiarito loro che ci dovranno essere semplificazioni, abrogazioni e ri-regolazioni. Che cosa volete di più da me? Adesso se la sbroglino loro e non prendetevela con il Governo se lo Statuto dei lavori ritarda: è colpa loro, che perdono tempo senza accordarsi”.&lt;br /&gt;

Bravissimo! Così si fa.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=UDY8S&quot;&gt;l'Unità - Pietro Ichino&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto MARONI: Sconfiggerò la Mafia in tre anni</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/05/roberto-maroni/sconfigger%C3%B2-la-mafia-in-tre-anni/504980"></link>
  <updated>2010-08-05T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>504980</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Interni (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Oggi siamo di fronte a un voto unanime, importante, che da’ forza al ddl e all’azione dello Stato. Il progetto di sconfiggere definitivamente la criminalità’ organizzata entro questa legislatura – ha spiegato il ministro della Lega Nord Padania Maroni con un eccesso di ottimismo- ovvero nei prossimi tre anni, possa davvero essere raggiunto”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.statoquotidiano.it/05/08/2010/maroni-sconfiggero-la-mafia-in-tre-anni/32607/&quot;&gt;www.statoquotidiano.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>William TAMI: Federalismo demaniale una grande vittoria per tutti i cittadini</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/29/william-tami/federalismo-demaniale-una-grande-vittoria-per-tutti-i-cittadini/500807"></link>
  <updated>2010-05-29T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>500807</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Pavia di Udine (UD) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Quello che è accaduto in parlamento è un passaggio importante, è il risultato di un grande lavoro portato avanti con grande determinazione cercando sempre il confronto con tutti, anche con le opposizioni. 
E di questo dobbiamo ringraziare Umberto Bossi e il ministro Calderoli che in tutti i modi hanno sempre favorito il dialogo e il confronto costruttivo con tutte le forze politiche. 
Un lavoro portato avanti con tenacia che oggi ci permette di poter affermare che abbiamo mantenuto una promessa con i cittadini. 
Così il sì al parere sul federalismo demaniale dato oggi dalla commissione bicamerale per l'attuazione del federalismo fiscale, da finalmente alle Regioni e agli enti locali l'occasione di riappropriarsi di una parte molto importante del proprio territorio che finora era in mano allo Stato. Spiagge, fiumi, caserme e immobili potranno essere valorizzati nel migliore dei modi a beneficio di tutti i cittadini.
Il federalismo demaniale costituisce un fenomeno accessorio del federalismo fiscale, previsto in Italia dall'art. 119 Cost. e recentemente attuato mediante la legge 5 maggio 2009, n. 42, recante «Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell'articolo 119 della Costituzione».La struttura della legge 5 maggio 2009, n. 42 prevede la possibilità per il Governo di esercitare la delega mediante atti distinti, in ogni caso sottoposti a principi e criteri direttivi comuni (art. 2), ai quali si aggiungono pricipi e criteri direttivi specifici. Il federalismo demaniale costituisce appunto un criterio direttivo specifico (art. 19) per il cui adempimento è previsto (art. 19):

a) attribuzione a titolo non oneroso ad ogni livello di governo di distinte tipologie di beni, commisurate alle dimensioni territoriali, alle capacità finanziarie ed alle competenze e funzioni effettivamente svolte o esercitate dalle diverse regioni ed enti locali, fatta salva la determinazione da parte dello Stato di apposite liste che individuino nell’ambito delle citate tipologie i singoli beni da attribuire;

b) attribuzione dei beni immobili sulla base del criterio di territorialità;

c) ricorso alla concertazione in sede di Conferenza unificata, ai fini dell’attribuzione dei beni a comuni, province, città metropolitane e regioni;

d) individuazione delle tipologie di beni di rilevanza nazionale che non possono essere trasferiti, ivi compresi i beni appartenenti al patrimonio culturale nazionale.

Nel dicembre 2009 è stato predisposto lo Schema di decreto legislativo sul federalismo demaniale, poi oggetto di discussione in Conferenza Stato-Città ed Autonomie locali, essendo sfumata la possibilità di discuterne in sede di Conferenza Unificata. Dopo una globale revisione dello Schema operata in occasione del Consiglio dei ministri del 12 marzo 2010, l'articolato è stato presentato alle Camere per l'espressione dei pareri previsti dalla legge delega.

A livello contenutistico, lo Schema prevede il trasferimento agli enti territoriali (Regioni, Province, Città metropolitane, Comuni) dei beni indicati all'art. 5. L'art. 3 fissa le modalità procedurali di trasferimento dei beni, che risulta per vero articolato ed integrato da numerose altre disposizioni dello Schema. Dello status dei beni trasferiti si occupa l'art. 4, mentre l'art. 6 si occupa della semplificazione delle procedure di attuazione del federalismo demaniale e l'art. 7 preserva tutti gli atti, contratti, formalità e altri adempimenti necessari per l'attuazione del federalismo demaniale da ogni diritto e tributo.

&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog.libero.it/LegaNordPaviaUd/&quot;&gt;blog.libero.it/LegaNordPaviaUd&lt;/a&gt;</summary>
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