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  <title>Openpolis - Argomento: fascismo</title>
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  <updated>2012-04-24T00:00:00Z</updated>
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  <title>Furio COLOMBO: Il loro 25 aprile</title>
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  <updated>2012-04-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Da ieri nelle strade e nelle piazze della Capitale italiana, si vedono grandi manifesti che celebrano la Repubblica di Salò. Avete capito bene. Celebrano la repubblica di Salò sotto la data del 25 aprile. La scritta è stampata in alto sopra la foto di un reparto di Brigate nere passate in rivista dall'ultimo segretario del Partito fascista, Pavolini. Non confondete. 
&lt;p&gt;Non erano soldati per combattere. Erano soldati da rastrellamento. Rastrellamento vuol dire (nel linguaggio della mia infanzia, quando ho visto ciò che accadeva con lo stesso orrore che provo oggi) catturare antifascisti e partigiani destinati a morire. Sono i &quot;soldati&quot; impegnati a tempo pieno a trovare e catturare cittadini italiani ebrei, bambini e malati inclusi, da consegnare ai camerati tedeschi per lo sterminio nei campi. Quei campi hanno continuato a uccidere fino all'ultimo giorno e all'ultimo fascista in condizione di &quot;combattere&quot; quella guerra ignobile e spaventosa. 
&lt;p&gt;Fa impressione che quei manifesti siano affissi negli spazi con la scritta &quot;Comune di Roma&quot;. Fa impressione e orrore che lo slogan del manifesto sia la scritta: &quot;Tutti gli eroi sono giovani e belli&quot;. Sono gli eroi che hanno mandato a morte ogni ebreo, ogni partigiano, ogni antifascista su cui sono riusciti a mettere le mani. Mani non di combattenti ma di carnefici. Sono gli eroi che hanno dato una mano alla razzia romana del 16 ottobre (tutte le famiglie trovate nel ghetto, mille persone con tutti i bambini, quasi nessuno è tornato). 

&lt;p&gt;Sono i complici delle stragi compiute dai camerati tedeschi nei villaggi e paesi dove anche il parroco è stato ucciso, Sono coloro che pagavano lire 5.000 a quelli che indicavano il nascondiglio di un italiano ebreo da mandare a morire. Sono i &quot;ragazzi&quot; che si sono preoccupati di far arrivare ad Auschwitz Primo Levi, catturato mentre combatteva da partigiano. Il macabro manifesto reca in basso la scritta &quot;ai ragazzi di Salò&quot;. 
&lt;p&gt;Nei giorni scorsi l'ambasciatrice svedese a Roma mi ha espresso il desiderio di celebrare insieme, a Roma, l'anniversario della nascita di Raul Wallenberg, il giovane diplomatico svedese che, assieme all'italiano Giorgio Perlasca, ha salvato migliaia di ebrei ungheresi. Le ho detto sì. Non nella Roma di Alemanno. A Roma hanno fatto bene le associazioni della Resistenza a non invitare le istituzioni di questa città e di questo manifesto alla celebrazione del 25 aprile. 
&lt;p&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1E1D6K&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Fosse Ardeatine: impegno per non dimenticare</title>
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  <updated>2012-03-23T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Il giorno della commemorazione delle vittime della strage delle Fosse Ardeatine si intreccia drammaticamente con i fatti di cronaca che in questi giorni hanno sconvolto l’Europa, e che stanno lì a ricordarci come gli spettri del razzismo e dell’antisemitismo vanno combattuti ogni giorno, nei piccoli gesti quotidiani come nelle grandi scelte della politica. E’ su questa idea che affonda le radici l’Europa in cui oggi ci riconosciamo e nostro impegno deve essere quello di mantenere sempre vivo il ricordo, per combattere sul nascere i semi dell’intolleranza e non rivivere mai più drammi come quelli che hanno sconvolto il Continente nel secolo scorso. Anche per questo è importante che il governo intervenga, come siamo certi farà, per continuare a sostenere l’Associazione Nazionale familiari dei martiri”. Lo afferma in una nota il capogruppo del Pd al Parlamento europeo, &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/00011130-fosse-ardeatine-sassoli-pd-impegno-europa-e-per-non-dimenticare&quot;&gt;AgenParl&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LUCA RICCIUTI: vedo un nuovo grande partito di destra identitaria, radicata sul territorio sullo stile di Joerg Haider</title>
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  <updated>2011-08-30T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>608015</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Abruzzo (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; i politici locali non hanno una dialettica interna viva che permetta di confrontarsi con i vertici del partito. «Allora dovremo 'rompere' questo sistema e marcare una linea di discontinuità. Non serve tanto far uscire un leader ma le posizioni silenti fino ad ora. Le nuove generazioni in realtà rischiano di venire schiacciate dalle vecchie logiche. C'è tanta gente dentro il centro destra che si sta preparando al dopo Berlusconi. Io, personalmente, vedo un nuovo grande partito di destra identitaria, radicata sul territorio sullo stile di Joerg Haider, che farà presa sui cittadini su tematiche tipo la globalizzazione, l'Europa, gli stranieri»&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilcapoluogo.com/Rubriche/L-Editoriale-del-direttore/Centro-destra-sbuca-il-nome-di-Liris-candidato-sindaco-61706&quot;&gt;www.ilcapoluogo.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>CLAUDIO VEDOVELLI: Bolzano: Lista Grillo a supporto di Casa Pound. «Siete andati tutti fuori tema»</title>
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  <updated>2011-05-24T00:00:00Z</updated>
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  <id>572832</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Bolzano - Bozen (BZ) (Lista di elezione: Movimento 5 stelle) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 In merito al consiglio comunale di Bolzano del 31/03/2011 e alla  mancata iscrizione di Casa Italia nell’albo comunale delle associazioni.
&lt;p&gt;
Ieri sera siamo usciti dall’aula, e non è stata una scelta indolore, per porre in rilievo un problema importante di democrazia e di regole.&lt;br /&gt;



Siamo consci e attenti al pericolo che ogni forma di fascismo (anche quello contro l’ambiente) può rappresentare e siamo altrettanto convinti che siamo tutti cittadini con il diritto di vivere con dignità, con le proprie convinzioni al contempo rispettando quelle degli altri.

&lt;p&gt;
Escludere un gruppo di ragazzi che non solo hanno le carte in regola (regole che si è dato il Comune!) ma anche, fino ad ora, organizzato serate su temi diversi e interessanti, senza segni di apologia, solo perché si ritiene siano in contatto con gruppi neo o nuovi fascisti, ci pare sbagliato oltrechè rischioso.

&lt;p&gt;
Sbagliato, perché il rifiuto, il sentirsi respinti dalle istituzioni, potrebbe rappresentare un’ulteriore spinta in braccia pericolose, ma soprattutto perché pone nelle scelte culturali della commissione, improntate alla massima generosità per tutti, al di là di credi religiosi, politici, culturali ecc, delle discriminanti politiche, che seppur condivisibili nella sostanza, non sono state discusse in precedenza, nè era chiaro se realmente necessarie in questa associazione locale.

&lt;p&gt;
Meglio sarebbe stato dare la possibilità a questo gruppo di avere un riconoscimento istituzionale e seguire con attenzione la loro attività, cercando di comprendere se ci possano essere segni di apologia di fascismo.

&lt;p&gt;
Così, oltrechè aver creato altri “relitti”, quindi altri che si sentiranno discriminati, si è anche generato un pericoloso precedente che dovrà comunque essere chiarito al fine di trovare regole e criteri chiari e univoci nel futuro lavoro della stessa commissione cultura.

&lt;p&gt;
Questi i motivi della nostra scelta di uscire, apprezziamo le numerose dichiarazioni antifasciste della maggioranza, ma come dice spesso il presidente del consiglio comunale di Bolzano: “ Siete andati tutti fuori tema”, non di questo si trattava ieri sera, come  per noi non si trattava di una questione di direttori di ufficio o di gestione della cultura in generale, temi importanti che affronteremo in altro momento. 

&lt;p&gt;
Claudio Vedovelli                                                                 

&lt;p&gt;
Cons. com. Lista civica M5SBz

&lt;p&gt;
membro commissione cultura
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://claudiovedovelli.wordpress.com/&quot;&gt;claudiovedovelli.wordpress.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SEBASTIANO BONZIO: Venezia. «Sfregio di Fn alla Partigiana, striscione contro il 25 aprile»</title>
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  <updated>2011-04-25T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560056</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Venezia (VE) (Lista di elezione: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Stupida provocazione. Rappresentano il braccio armato di un cervello spento».
&lt;p&gt;Il 25 delle polemiche si apre con uno sfregio. A Venezia infatti, sul celebre monumento alla Partigiana a Castello, sarebbe stato messo uno striscione (subito rimosso) con la scritta «25 aprile lutto nazionale». A riportare la notizia Sebastiano Bonzio, Capogruppo Federazione della Sinistra al Comune di Venezia: «Un gruppo di attivisti di Forza Nuova avrebbe appeso uno striscione con scritto &quot;25 Aprile, lutto nazionale&quot;. Evidentemente è proprio rispondente al vero l'adagio secondo cui &quot;La madre dei cretini è sempre incinta&quot;. Queste azioni non hanno mero intento provocatorio ma cercano di riscrivere la storia, stravolgendone gli esiti e ribaltandone meriti, responsabilità e ruoli - scrive Bonzio in una nota - rappresentando il braccio armato e il cervello spento di quelle forze politiche che, in Parlamento, propongono di modificare la Costituzione nei suoi principi fondamentali e in quelle norme che vietano la ricostituzione del partito fascista».
&lt;p&gt; «Per contrastare questa deriva culturale la Federazione della Sinistra, assieme alle associazioni democratiche (Anpi in testa), è impegnata, ogni anno, a perpetrare la memoria di quella straordinaria epopea di popolo che fu la Resistenza e a riattualizzarne i valori».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2011/25-aprile-2011/sfregio-fn-partigiana-striscione-contro-25-aprile-190504554497_print.html&quot;&gt;Corriere del Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>CRISTANO DE ECCHER: «Apologia del fascismo. Il reato è da abolire»</title>
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  <updated>2011-04-06T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559654</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Spulciando tra le proposte di legge si scopre che cinque senatori del Pdl e uno del Fli, tutti con trascorsi missini, hanno presentato lo scorso 29 marzo un progetto per abrogare la XII disposizione transitoria e finale della Costituzione, quella che vieta, sotto qualsiasi forma, la ricostituzione del disciolto Partito fascista.
 
&lt;p&gt;
I firmatari (Cristiano De Eccher, Fabrizio Di Stefano, Francesco Bevilacqua, Achille Totaro e Giorgio Bornacin) perdono però per strada il finiano Egidio Digilio dopo che quest'ultimo ha avuto un colloquio con Italo Bocchino. La loro iniziativa diventa un caso politico suscitando forti polemiche da parte dell'opposizione e della comunità ebraica di Roma che per bocca del suo presidente Riccardo Pacifici la definisce «inquietante e scellerata», invitando quindi «tutto il Parlamento a bocciarla sonoramente». Anche ambienti riconducibili al centrodestra prendono le distanze giudicandola «una mossa stupida perché resuscita un fantasma ormai morto e sepolto. La pacificazione è un fatto ormai avvenuto e sarebbe allo stesso modo altrettanto stupido che qualcuno proponesse oggi la messa fuori legge del Partito comunista». Non solo. La stessa fonte ricorda che in passato i radicali di Marco Pannella condussero una battaglia al riguardo e che «la medesima norma transitoria non fu applicata quando nel 1946 nacque il Movimento sociale italiano ad opera di un gruppo di reduci della Rsi». E di fronte a questa discutibile trovata il presidente del Senato Renato Schifani, viene fatto sapere, è rimasto «esterrefatto e sorpreso» e ha invitato gli autori a ritirarla.

&lt;p&gt;
In realtà, i cinque residui firmatari non mostrano alcun ripensamento e in una nota tengono a precisare che «non si tratta di una battaglia ideologica». «Nessuno di noi - insistono - ha mai pensato di avviare una battaglia di questo tipo fuori dal tempo e dalla storia. Il nostro disegno di legge infatti si prefigge di intervenire su una norma transitoria che per sua stessa natura era destinata, secondo la volontà dei padri costituenti, a valere per un tempo limitato». Il loro intendimento sarebbe quello di «intervenire su reati di opinione, tra l'altro non più attuali, in conformità con quanto già proposto da tanti parlamentari liberali e antifascisti in tempi nei quali le passioni ideologiche erano assai più vive di oggi».
 
&lt;p&gt;
Ed è proprio su questo aspetto che si concentrano le critiche delle opposizioni. «Trovo molto grave e offensivo per la storia del Paese e della Repubblica e per la nostra democrazia - commenta Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd a Palazzo Madama - che il Pdl voglia abolire attraverso una legge il reato di apologia del fascismo. Chiediamo che questo atto venga ritirato». Il dipietrista Pancho Pardi le fa eco domandandosi: «Quando presenteranno una legge per abolire il 25 aprile e il Primo maggio?». Obiezioni alle quali replica il ministro Gianfranco Rotondi («Non c'è alcuna volontà del governo né del Pdl di promuovere l'abolizione del reato di apologia di fascismo») invitando il Pd a non alimentare con «polemiche strumentali l'impressione che le forze politiche si dividano anche sull'antifascismo che è il valore fondante della nostra democrazia».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=YSSFQ&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Furio COLOMBO: Governo con il morto   (È lo stile Gasparri, fascismo senza più maschere)</title>
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  <updated>2010-12-21T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>548925</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Gli ultimi giorni di ciò che resta di Berlusconi e del suo governo amputato saranno pericolosi. Alcune cose le sappiamo. Altre accadono senza portare alcuna chiarezza. Dubbi o discussioni su ciò che è accaduto vengono fatti passare come un insidioso screditamento della polizia. 
&lt;p&gt;Invece è una critica, per forza durissima, del ministro dell’Interno, incompetente, portato come gli altri quadrumviri leghisti, alla rissa, e apparso impegnato fin dall’inizio a far apparire le manifestazioni anti-Gelmini come “criminali” (parole sue) pericolose fin da quando i ragazzi venivano avanti con i titoli dei libri sugli scudi di cartone.

&lt;p&gt;
Che tutto dipenda da chi sta al Viminale lo dimostra il tragico e caotico periodo Scajola (il G8 di Genova) e l’ordinato e civile periodo Pisanu pur nello stesso sgangherato governo. Ma adesso il pericolo è grande non solo per la guida priva di saggezza e di equilibrio di Maroni. 
&lt;p&gt;Un segnale d’allarme ce lo dà l’articolo di Sergio Rizzo (&lt;a href=&quot;http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefnazionale/View.aspx?ID=2010122017460657-1&quot;&gt;Corriere della Sera, 17 dicembre&lt;/a&gt;) nota che decine di provvedimenti del Consiglio dei ministri, compresi i decreti legge che entrano subito in vigore, vengono approvati in due (due) minuti. È lo stile fascista ma senza una visione del Paese e del mondo che il fascismo, sia pure in modo spregevole, aveva. 
&lt;p&gt;Per chiarire il senso francamente fascista di questi giorni che promettono rischio costituzionale e pericolo fisico, entra in scena il senatore Gasparri. Questa volta il suo modo confuso e sconclusionato di esprimersi diventa una chiara minaccia e mostra la scomparsa di ogni finzione.

&lt;p&gt;
Annuncia che il prossimo corteo di studenti sarà gremito di assassini. Propone, in modo folle ma esplicito, l’arresto preventivo. Con questo presagio tragico si aprono gli ultimi giorni di Berlusconi, i più distruttivi. Il titolo lo lancia – per incarico di Berlusconi – il settimanale Panorama: “Vogliono il morto”. &lt;br /&gt;
È lo stile Gasparri, fascismo senza più maschere.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=W8G98&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano - Furio Colombo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio SACCONI:  «Soldi agli sposi con figli»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/09/maurizio-sacconi/%C2%ABsoldi-agli-sposi-con-figli%C2%BB/547773"></link>
  <updated>2010-11-09T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547773</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Ministro  Lavoro Salute e Politiche sociali (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Nell'Italia reale crescono le separazioni e i divorzi e aumentano le coppie di fatto e i single. Si torna a fare figli ma le forme familiari sono sempre più variegate: etero, omosessuali, monoparentali. La maggioranza delle famiglie è composta al massimo da due componenti. Eppure, malgrado la fotografia scattata in un dossier dell'Istat, e il parere di molti esperti che parlano di procreazione basata sempre più sulla scelta personale e meno su questioni economiche, la Conferenza nazionale della famiglia si è aperta ieri a Milano all'insegna della solita Italia da barzelletta. Malgrado l'assenza di Silvio Berlusconi, non gradito per manifesto «imbarazzo» dal Forum delle associazioni familiari dopo gli ultimi scandali a luci rosse, i toni dell'apertura dei lavori affidati al sottosegretario Carlo Giovanardi e al ministro del Welfare Maurizio Sacconi non hanno tradito le più nere aspettative. Ha cominciato il senatore modenese che, a testa bassa, ha ritirato fuori la storia del «far west della provetta» per difendere oltre ogni limite (e contro ogni sentenza della Corte costituzionale) la legge 40 sulla fecondazione artificiale: «Una delle emergenze della famiglia». E ha continuato il ministro del Family day che ha voluto scavalcare a destra l'assemblea futurista riproponendo un welfare da Ventennio dove «il primato pubblico» spetta alla «famiglia naturale fondata sul matrimonio e orientata alla procreazione». 
&lt;p&gt;
Una dichiarazione che, siccome perfino nell'Italia papalina è riuscita a creare scompiglio e sdegno, è stata subito dopo corretta dallo stesso autore: «Non sono un nazista - aggiusta il tiro Sacconi - le politiche pubbliche si occupano della famiglia naturale basata sul matrimonio e della natalità più in generale, anche di quella fuori dal matrimonio». «Senza nulla togliere al rispetto che meritano tutte le relazioni affettive che però riguardano una dimensione privatistica - continua il ministro cercando di marcare la distanza da certe affermazioni dei finiani - le politiche pubbliche che si realizzano con benefici fiscali sono tarate sulla famiglia naturale fondata sul matrimonio e orientata alla procreazione». Crisi economica? Scarse risorse dello Stato? «Una stronzata», risponde lapidario Sacconi. Le famiglie già usufruiscono di «agevolazioni e detrazioni fiscali», spiega il titola del Welfare che fa l'esempio dei contributi per i non autosufficienti, «pari complessivamente a 18 miliardi di euro». Il problema dunque non è trovare risorse, ma «riallocarle» in modo giusto. Come? «In proporzione - sostiene - alla composizione familiare e in riferimento ai soggetti deboli, con una specifica attenzione alla natalità». Aiuto ai figli della Patria, dunque. Da qualsiasi legame vengano. Tranne che dagli omosessuali. «Un esempio classico è quello della pensione di reversibilità - insiste Sacconi - si dà al sopravvissuto di una relazione omosessuale? Le politiche pubbliche si occupano della famiglia, quindi gli omosessuali non hanno pensione di reversibilità». Ecco perché la provetta, secondo Giovanardi, è il pericolo numero uno, quello che potrebbe farci «irrimediabilmente» perdere «il concetto costituzionale di famiglia».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=40&amp;id=9334&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;Il Manifesto - Eleonora Martini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Furio COLOMBO: Il ritorno del Ventennio</title>
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  <updated>2010-10-03T00:00:00Z</updated>
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  <id>526894</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Sembrava toccato un fondo umiliante con la scuola di Adro, edificio dello Stato vandalizzato dalla Lega. E con il voto di fiducia ottenuto da Berlusconi per forzare a un atto di sottomissione chi ha già detto ad alta voce e in pubblico ciò che pensa di lui.
&lt;p&gt;

Ma nelle stesse ore due fatti ci hanno ricordato che, se il presente è squallido, il peggior passato italiano si sta facendo largo tra le rovine di Berlusconi e non ha più vergogna di ciò che è stato.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Fenomenologia dei tempi correnti&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Ecco il primo fatto. È mercoledì 29 settembre, siamo a Milano, siamo in via Bagutta, siamo di fronte a una manifestazione di studenti, quasi tutti di scuola media e alcuni universitari che per comodità e per giustificare alcuni eventi, verranno descritti come “centri sociali”. La manifestazione è piccola ma la ragione che porta i ragazzi in strada, di fronte alla sede dell’Unione Ufficiali in congedo, è grande. Il ministro della Difesa La Russa, il sindaco di Milano Moratti e il ministro dell’Istruzione Gelmini hanno deciso che d’ora in poi mille ragazzi delle scuole milanesi parteciperanno ogni anno a un corso che si chiama “allenati per la vita”. &lt;br /&gt;
Vuol dire armi, esercitazioni, sfide fra pattuglie, esercizio alla “frequentazione di luoghi ostili”. Vuol dire cultura di guerra a scuola. L’affermazione non è eccessiva perché un simile training non è affatto un modo di accostarsi alla vita dei soldati veri. Facile provarlo.

&lt;p&gt;
È evidente l’equivoco: gli metti l’arma in mano, lo fai agire come una persona armata, creando una presunzione di razza a parte, di razza superiore. Ed è evidente il pericolo: Impari i gesti ma non il senso, come insegnare a qualcuno ad usare il bisturi, col pretesto che non si sa mai, ma senza la scuola di Medicina.

&lt;p&gt;
Ho detto che un simile folle progetto non si ritrova mai nelle scuole del mondo democratico. Ma occorre aggiungere che era tipico del fascismo, che esercitava i ragazzi anche con armi finte (che diventavano vere dopo i 15 anni) su scala di massa.&lt;br /&gt;

Dunque, senza alcun dubbio, l’iniziativa è fascista, nel senso classico e antico della parola. È il fascismo di Mussolini che voleva indurire gli italiani “molli e pacifisti”.
&lt;p&gt;

Tutto ciò per spiegare l’evento di Milano. Questo giornale ne ha parlato accuratamente il primo ottobre. A  me preme far notare qualcosa di strano e di pericoloso nella sequenza dei fatti.

&lt;p&gt;
Primo, non era una grande manifestazione, i partecipanti erano pochi (pensando all’irresponsabilità di adulti come La Russa, Moratti, Gelmini, titolari del potere, viene voglia di dire “peccato”). Saranno stati rumorosi ma certo non pericolosi. Non risulta che vi siano stati contatti fisici di alcun genere.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il modello ‘Genova’ per le vie di Milano&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Secondo,  i ragazzi hanno avuto l’impressione che vi fosse, oltre alle normali forze dell’ordine (carabinieri) un gruppo di militari diverso e speciale. Non diversa la divisa, ma il comportamento. O (direbbero gli specialisti) la missione.

&lt;p&gt;
Qui occorre sentire la voce di Leon Blanchaert,  anni 23, corso di laurea in Scienze politiche, Università Statale, uno dei pochi adulti nella dimostrazione contro la cultura della guerra degli studenti di scuola media il 29 settembre a Milano.

&lt;p&gt;
&lt;i&gt;“Tutto era finito in modo pacifico ma all’improvviso due di noi, io e una ragazza, evidentemente identificati come i capi della dimostrazione, siamo stati bloccati da un gruppo di militari che ci seguiva. Alla ragazza hanno storto il braccio come per romperlo. Io sono stato tenuto fermo mentre uno di loro mi picchiava sulla faccia fino a staccarmi il&lt;/i&gt; &lt;i&gt;setto nasale. Sono in ospedale e nei prossimi giorni sarò operato. L’evento è stato terrorizzante per i ragazzi e le ragazze più piccoli (alcuni di 13 e 14 anni). Anche a nome loro chiediamo un intervento parlamentare. Vogliamo sapere chi ha ordinato una  simile azione, lungo quale catena di comando, visto che il ministro della Difesa è il promotore dell’iniziativa che noi chiamiamo “la guerra a scuola” e, allo stesso tempo, il comandante in capo di coloro che ci hanno aggredito come per darci una lezione esemplare, benché nessuna misura di ordine pubblico giustificasse una simile spedizione punitiva”.
&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;
La mattina del primo ottobre mi sono assunto il compito di intervenire in aula. Era in corso la discussione generale sull’aumento ed estensione dei pedaggi sulle autostrade. Ma proprio in quel momento in Senato era accaduto qualcosa di insolito e grave. L’evento ha indotto la presidente di turno Rosy Bindi a permettere al deputato Fiano (poi a Nirenstein e poi a me) di intervenire.  Ecco che cosa era accaduto.  &lt;br /&gt;
Il Senatore Giuseppe Ciarrapico,  che si è sempre vantato di essere stato e di essere tuttora fascista, ha detto: “Vedremo quanti voti prenderà il transfuga Fini. Ma mi domando: i finiani hanno già ordinato la kippah? Perché di questo si tratta. Chi ha tradito una volta tradisce sempre”.
La kippah è il tradizionale copricapo degli ebrei, avvertono le agenzie che hanno diffuso la notizia.

&lt;p&gt;
Intervenendo con forza e passione sul senso che hanno quelle parole nell’Italia che stiamo vivendo, Fiano ha aperto la strada che mi ha consentito di  raccontare subito all’Assemblea il pestaggio organizzato a Milano contro ragazzi estranei ad ogni azione o organizzazione pericolosa, colpevoli di essersi opposti alla “scuola di guerra”, da parte di un gruppo che forse è un’unità speciale con una missione speciale, qualcosa di separato dalle normali forze dell’ordine. Insomma, assieme alle parole di Ciarrapico si intravede  l’altra faccia del fascismo, che si sente libero e anzi voglioso di esserci e di farsi notare, si sente autorizzato di venire sfacciatamente allo scoperto.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;
Niente scorre, tutto torna&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Con il comportamento del sindaco leghista di Tradate che vieta il pagamento del premio di natalità se i genitori del nuovo nato non sono tutti e due italiani. E spiega senza ritegno che la sua iniziativa ha lo scopo di proteggere “ la nostra cultura”, torna, nella sua tipica forma odiosa, la difesa della razza. Quando il docente del conservatorio di Milano Johanne Maria Pini non esita a raccomandare l’eliminazione dei disabili, il nazismo torna ad  insediarsi in Italia  senza esitazione e senza pudore.

&lt;p&gt;
Ecco la nuova Italia di cui ci ha parlato a lungo Berlusconi, prima di addormentarsi in Senato, placato e confortato da se stesso dopo aver annunciato che tutto va bene, dopo essere stato il protagonista di un “fuori onda” in cui ripete di voler dare la caccia ai giudici e racconta le sue umilianti barzellette sugli ebrei.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/10/03/sembrava-toccato-un-fondo-umiliante-con-la/67322/&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marco PANNELLA: Verso il baratro - Lettera. </title>
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  <updated>2010-09-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>505449</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Presidente Berlusconi,&lt;br /&gt;

ascoltando le tue dichiarazioni a e con Gheddafi, ho provato un empito di vergogna. Ripetendo a più riprese, come hai fatto, che, non solo i due Stati, ma anche i &quot;due popoli&quot;, l'Italiano e il Libico, sono oggi uniti per festeggiare l'intesa tra la Repubblica italiana e la Jamaria, ti qualifichi come erede, semmai, dei &quot;Graziani&quot; di quella Italia, estraneo perfino a questa partitocratica, non democratica, che gestisci.
&lt;p&gt;
In tal modo tu rappresenti il popolo italiano tanto quanto Gheddafi quello libico. Non adontarti di questa equazione: è tua!
&lt;p&gt;
Se un feroce dittatore, per te, rappresenta il suo popolo tanto quanto il premier di una Repubblica dalla Costituzione democratica, ravvivi il ricordo di quell'individuo per il quale il Fascismo offriva vacanze non male ai suoi oppositori: dai Matteotti ai Carlo e Nello Rosselli, dagli Ernesto Rossi agli Altiero Spinelli, ai Pertini e migliaia di altri vacanzieri antifascisti.
&lt;p&gt;
Della Libia si sa così poco, da non sapere se le vittime del tuo grande amico personale siano di meno o di più di quelli uccisi da noi Italiani. Comunque ci sono come anche altri Africani, spesso Eritrei, Somali, Etiopi, i cui genitori conobbero anch'essi la civiltà di quel colonialismo.
&lt;p&gt;
Voglio precisare che qui non discuto affatto, come in Parlamento, il principio e modalità importanti imprenditoriali e commerciali, anche di per loro positivi, dell'accordo. Ma del costo gravissimo e superfluo, e francamente intollerabile, che tu imponi ai danni di standard internazionali democratici e più semplicemente civili, morali.
&lt;p&gt;
Presidente, lo so che anche per D'Alema la Libia è &quot;strategica&quot;; ma mi chiedo fin dove tu sia, ormai, capace di intendere e di volere più o diversamente da un Gheddafi o da un &quot;Graziani&quot; qualsiasi. &lt;br /&gt;
Sei davvero divenuto uno di quei capaci davvero, ma davvero proprio di tutto. Categoria, questa, che finisce per far precipitare nel vuoto di ragionevolezza, di democrazia e legalità i suoi eroi. Temo che tu sia in questa condizione e che rischi di precipitare anche tu con la sola forza accelerata di gravità in questo baratro. 
&lt;p&gt;Faremo - lo sai - tutto il possibile per impedirti di finire - e farci finire - come fanno in genere costoro. Con la nostra nonviolenza e tolleranza confido che ci riusciremo. Evitando pure che ti e vi seguiamo nello stesso destino anche noi, vostri popoli, il libico l'africano e l'italiano.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.radicali.it/print/rassegna-stampa/lettera-verso-baratro&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano - Marco Pannella &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marcello DELL'UTRI: «Mussolini troppo buono.  A Salò partigiani di destra»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/05/marcello-dellutri/%C2%ABmussolini-troppo-buono-a-sal%C3%B2-partigiani-di-destra%C2%BB/391143"></link>
  <updated>2009-05-05T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391143</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Mussolini dittatore «troppo buono». Sue le leggi razziali anche in Italia, certo, ma in fondo qui erano «blande». E i suoi repubblichini, altro non erano che «partigiani di destra». Rieccolo, il solito, provocatorio, Marcello Dell´Utri. &lt;br /&gt;
Bibliofilo ma soprattutto cultore di storia, da rivedere e correggere a suo modo, all´occorrenza. Il senatore siciliano risponde a tutto campo a Klaus Davi nell´intervista per il programma &quot;Klauscondicio&quot;, lo stesso nel quale un anno fa, alla vigilia delle Politiche, aveva definito Vittorio Mangano, stalliere di Arcore, un «eroe». Stavolta il braccio destro di sempre di Silvio Berlusconi guarda anche all´imminente nomina dei vertici Rai per non escluderne, ironicamente, l´occupazione. «Perché no? Ma naturalmente speriamo di non doverla occupare. È in mano alla sinistra, non so come stia in piedi, un´altra azienda sarebbe fallita». 
&lt;p&gt;
Idee chiare e tranchant, come sempre. Anche sulle polemiche e i veleni di questi giorni, storie del Capo, delle sue donne e del privato che finisce in politica. «Le veline laureate e preparate politicamente - sentenzia Dell´Utri - sono di gran lunga più apprezzabili di alcune tele-giornaliste, che non conoscono l´italiano». E comunque, alle prossime Europee il leader Pdl non sarà penalizzato, anzi, avrà un «plebiscito: più del 70%». 
&lt;p&gt;
Ma a scatenare le prevedibili reazioni preoccupate, dal centrosinistra all´Udc, sono le riflessioni su fascismo e occupazione della tv pubblica. «Mussolini - è la tesi del senatore - ha perso la guerra perché era troppo buono. Non era affatto un dittatore spietato e sanguinario come Stalin». Dell´Utri ha letto e riletto i diari del Duce e confessa di aver trovato «Mussolini straordinario, di grande cultura». E non è stata affatto colpa sua se «il fascismo è stato un orrendo regime». Nella visione dellutriana, anche l´alleanza con Hitler non è stata voluta. E questo, precisa il parlamentare ancora sotto processo per concorso esterno, non per «fare dell´apologia del fascismo». Ma anche quella storia della persecuzione degli ebrei in Italia va ridimensionata, «nei suoi diari, Mussolini scrive che le leggi razziali devono essere blande».&lt;br /&gt;
 Come pure i ragazzi di Salò, in fondo: «Erano al 100% partigiani di destra, credevano in alcuni valori». Parole che finiscono per stridere con quelle che, sempre ieri, pronunciava il presidente della Camera Gianfranco Fini, parlando ai giovani della Luiss di Roma. Lui, i conti col passato li ha fatti. «Il no al fascismo e il sì ai valori della democrazia che An pronunciò a Fiuggi - scandisce - erano frutto di convinzione e non di convenienza». 
&lt;p&gt;
L´opposizione accusa Dell´Utri di revisionismo e insorge. «È la conferma che il paese è a rischio: dicendo che la Rai va occupata, che Mussolini non era poi tanto male e che le veline sono meglio delle giornaliste Rai, Dell´Utri getta la maschera» accusa dal Pd Roberto Cuillo. Francesco Pardi, senatore Idv, lo invita a fare una visita in via Tasso a Roma (luogo delle torture delle Ss) «dove forse perfino lui sa che cosa succedeva al tramonto del regime». A definire «sconcertanti» le parole di Dell´Utri è anche l´Udc, con Roberto Rao, membro della Vigilanza Rai, preoccupato per l´ipotesi &quot;occupazione&quot;: «Il cda saprà rispondere a questo tentativo con nomine autorevoli». La Federazione della stampa respinge l´insulto alle giornaliste tv e bolla come «ignorante chi vanta un dittatore o auspica occupazioni».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=LQC58&quot;&gt;La Repubblica - &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco FINI: «Un'infamia le leggi razziali. E la Chiesa, come l'Italia, si adeguò»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/16/gianfranco-fini/%C2%ABuninfamia-le-leggi-razziali-e-la-chiesa-come-litalia-si-adegu%C3%B2%C2%BB/382943"></link>
  <updated>2008-12-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>382943</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Camera   (Lista di elezione: PdL) - Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Nel 70esimo anniversario delle leggi antiebraiche e razziste:«Pagina vergognosa della nostra storia»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


ROMA - Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, torna a condannare duramente «l'infamia» delle leggi razziali, ma questa volta lo fa sottolineando anche l'immobilismo della società italiana e della Chiesa cattolica contro la legislazione antiebraica. «L'ideologia fascista non spiega da sola l'infamia delle leggi razziali» spiega Fini in un passaggio del suo intervento alla conferenza organizzata a Montecitorio nel 70esimo anniversario delle leggi antiebraiche e razziste. «C'è da chiedersi - ha aggiunto il numero uno di Montecitorio - perché la società italiana si sia adeguata nel suo insieme alla legislazione antiebraica e perché, salvo talune luminose eccezioni, non siano state registrate manifestazioni particolari di resistenza. Nemmeno, mi duole dirlo - ha sottolineato Fini - da parte della Chiesa cattolica». 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;«PAGINA BUIA»&lt;/b&gt; - «Rievochiamo oggi - ha aggiunto il presidente della Camera - una pagina vergognosa della storia italiana. Quelle leggi hanno rappresentato uno dei momenti più bui nelle vicende de nostro popolo». La «coscienza dei cittadini» va tenuta «sempre vigile e desta» dalla democrazia, per contrastare «con efficacia l'antisemitismo nelle vecchie e nuove forme ideologiche che questo oggi assume» ha affermato Fini. «C'è - ha spiegato il presidente della Camera - l'antisemitismo esplicito dell'estrema destra e del neonazismo. C'è quello mascherato da antisionismo dell'estremismo no global e dell'ultrasinistra. E c'è quello ammantato di pretesti pseudoreligiosi dell'islamismo radicale che assume spesso gravi forme terroristiche, come è accaduto a Mumbai». Per Fini «le Istituzioni devono impedire che di fronte a questi fenomeni si produca assuefazione nell'opinione pubblica. Oggi come settant'anni fa un'ideologia che sopprime i diritti dell'uomo e propugna l'annientamento di uno Stato e di un popolo può produrre grandi tragedie e sofferenze nella complicità silenziosa di una società distratta e indifferente». 

&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/08_dicembre_16/fini_leggi_razziali_4cc2d656-cb55-11dd-839f-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Marcello DELL'UTRI: '[Mussulini fu] 'uomo di valore, dal punto di vista sia umano che culturale''. Antifascismo ''un concetto obsoleto''</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/11/04/marcello-dellutri/mussulini-fu-uomo-di-valore-dal-punto-di-vista-sia-umano-che-culturale-antifascismo-un-concetto-obsoleto/381910"></link>
  <updated>2008-11-04T00:00:00Z</updated>
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  <id>381910</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;''Mussolini sbagliò, non c'è dubbio, ma quando era al potere lo Stato era più presente di quanto non lo sia adesso. Aveva dato, e in questo è stato l'unico, un senso di patria al Paese, che non c'era prima e non c'è stato neanche dopo''. A parlare di fascismo ai microfoni di 'KlausCondicio', la trasmissione condotta da Klaus Davi, è Marcello Dell'Utri .E le sue parole scatenano immediatamente la polemica.

&lt;p&gt;
Il senatore del Pdl elogia il Duce, ''uomo di valore, dal punto di vista sia umano che culturale'', e parlando di antifascismo lo bolla come ''un concetto obsoleto''. ''Ogni qualvolta si tocca questo tasto - sostiene - succede un'insurrezione poiché questa situazione non è mai stata chiarita del tutto e la verità non è mai venuta a galla. Credo che ci sia ancora da lavorare da parte di tutti''. E aggiunge: ''C'è anche da dire che il concetto di antifascismo, di per sé obsoleto ritorna puntualmente in auge perché mancano nuovi argomenti seri di discussione e si finisce con il rivangare sempre gli stessi''.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/Politica/?id=3.0.2667565819&quot;&gt;adn kronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giuliano AMATO: E' allarme razzismo in Italia.  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/10/02/giuliano-amato/e-allarme-razzismo-in-italia-intervista/374974"></link>
  <updated>2008-10-02T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>374974</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;&quot;Le ragioni della sicurezza inducono a credere che è giusto essere contro i diversi&quot;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;



Forse la pagina più buia del '900. Esattamente settanta anni fa, nel settembre e poi nel novembre del 1938, il governo fascista varò le cosiddette leggi razziali. Un vero e proprio manifesto della discriminazione.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Professor Giuliano Amato, cosa furono quelle leggi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;A loro modo una sorpresa&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Una sorpresa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Sì. L'ingresso del razzismo antiebraico come politica del regime stupì gli italiani tutti. Gli ebrei erano integrati nella nostra comunità e lo stesso fascismo li aveva trattati sempre paritariamente. C'erano stati ministri ebrei, Mussolini aveva avuto consiglieri ebrei...&quot;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Quelle leggi parvero insomma un cedimento all'alleato nazista...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Sostanzialmente sì. Non a caso ci furono grosse resistenze nel Paese&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Vuol dire che sostanzialmente gli italiani non le fecero proprie?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Voglio dire che davanti alle leggi razziali gli italiani si divisero in due: chi le applicò con zelo e chi, invece, cercò di darne interpretazioni più flessibili&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Adriano Prosperi, sostiene che nel cacciare gli ebrei dal mondo della scuola, gli italiani furono più intransigenti dei nazisti...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Gliel'ho detto: in taluni casi ci fu zelo dettato anche da motivazioni corporative. Negli ordini professionali, ad esempio, l'espulsione degli ebrei venne accolta con gioia semplicemente perchè riduceva la concorrenza. Se ne profittò in qualche modo. Però...&quot;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Però?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Sono convinto che il salto di qualità sul tema razziale lo si fece solo durante la Repubblica di Salò col manifesto di Verona del novembre 1943&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Si può azzardare l'idea che, per cultura e costumi, l'Italia sia refrattaria all'intolleranza?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Non lo so. Di sicuro dico che l'intolleranza nei confronti degli ebrei incontrò una resistenza culturale&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Oggi invece...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Oggi le differenze sono più visibili. Con gli ebrei a dividere era la religione, ovvero una specie di razzismo spirituale. Oggi, che a dividere è il colore della pelle, la lingua, le tradizioni, stanno purtroppo emergendo pulsioni razziste determinate da oggettive difficoltà di adattamento a un contesto nuovo di multietnicità a cui non  eravamo abituati da secoli. Non  solo&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Dica.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Purtroppo queste pulsioni sono facilitate da politiche nelle quali le ragioni della sicurezza sono diventate talmente predominanti da dare la sensazione agli italiani che in fondo è giusto essere contro i diversi&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;C'entra qualcosa in tutto ciò anche la crisi economica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Non c'è dubbio che questo pesi. Ma in Italia la ragione principale della diffidenza è la sicurezza&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Prendere le impronte ai Rom è dunque razzismo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Io, anche da ex ministro degli Interni, non ho nessuna riserva sull'uso delle impronte digitali. Ma se qualcuno dice che vuol prenderle solo ai Rom, come posso non trovarci del razzismo?&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;I giornali, la tv, la scuola possono fare qualcosa per ridurre l'intolleranza?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Possono fare moltissimo. Non c'è nulla di atavico nell'atto di avere fiducia o sfiducia verso il diverso. Queste sono tutte induzioni culturali. E sulle induzioni culturali, chi concorre a formare le opinioni di ciascuno di noi  ha un grande potere di insieme&quot;. &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Professore, secondo lei oggi c'è più razzismo a destra o a sinistra?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

&quot;Se si guarda ai partiti e alle espressioni politiche ce n'è di più a destra. Ma se si osservano invece i ceti sociali di riferimento, la cosa si fa più complessa. Per questo, una risposta onesta e non ideologica alla sua domanda è: non lo so&quot;.  &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JERAD&quot;&gt;Giorno/Resto/Nazione - Stefano Cecchi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giovanni ALEMANNO: &quot;La sinistra mi stima ma mi demonizza&quot;  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/29/giovanni-alemanno/la-sinistra-mi-stima-ma-mi-demonizza-intervista/374843"></link>
  <updated>2008-09-29T00:00:00Z</updated>
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  <id>374843</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Roma (RM) (Partito: PdL) - Consigliere  Consiglio Comunale Roma (RM) (Lista di elezione: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&lt;b&gt;«Abbiamo fatto insieme molte cose per l'ambiente. Poi ho vinto a Roma ed è tornato l'odio ideologico»&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

Era uno dei “colonnelli” di Fini. Si trascinava dietro una fama di “duro” conquistata quando militava nel Fronte della Gioventù. Nominato ministro dell’Agricoltura, gli avversari politici cominciarono ad esaminarlo con interesse perché mostrava grande attenzione ai temi dell’ambientalismo e diceva spesso cose “eretiche”. In pochi anni, così, Gianni Alemanno è diventato uno dei politici di destra più stimato dalla sinistra. Poi ha vinto le elezioni a sindaco di Roma. «E la sinistra - dice ha ricominciato a maltrattarmi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E’ finita la pacchia…&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Avevo fatto molte cose trasversali insieme alla sinistra. Le quote latte, la lotta contro gli Ogm...»&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Invece adesso...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«E’ di nuovo demonizzazione ideologica. Sono tornate le accuse di fascismo... Un certo razzismo ideologico di sinistra tende a catalogare tutto quello che è di destra come fascismo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;C’è qualcuno del centro sinistra da cui non se lo sarebbe aspettato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Francesco Rutelli. Con lui c’erano rapporti più che cordiali. Nel periodo del ballottaggio, quando fu aggredita la studentessa del Lesotho, una certa sinistra giunse ad accusarci di aver organizzato quell’aggressione».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Rutelli non lo fece.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Ma mi sarei aspettato che prendesse posizione contro quella strumentalizzazione, Invece zitto. Anche altri, con i quali ci eravamo scambiati reciproci apprezzamenti, come Realacci o Bertinotti, hanno taciuto».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ricorda quando D’Alema diceva che lei era il miglior ministro di Berlusconi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Non è più il tempo di apprezzamenti di questo genere».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Dica la verità, le piacciono quelli di sinistra?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Sì, quando vedo una sensibilità sociale vera. Non ho schemi pregiudiziali, non parto dal presupposto che se uno è di sinistra mi sta per forza antipatico».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Chi le piace?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Carlin Petrini di Slow Food. E’ una persona geniale che ha aperto un fronte completamente nuovo sulla critica alla globalizzazione. In realtà lui è al di là della destra e della sinistra ma non se ne rende conto».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Dopo Petrini?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Sicuramente Bertinotti. Forte autenticità dei valori. Spirito aristocratico. Utopia. Mi piace anche Realacci. E D’Alema, nonostante il suo carattere».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Tra D’Alema e Veltroni?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«D’Alema. Certo molto duro, aggressivo. Ma nel Pd è l’unico che ha capacità di leadership. Ma è molto più disponibile e onesto di Veltroni. Veltroni sembra aperto e disponibile ma in realtà è molto più fazioso di quello che appare. E’ convinto di avere sempre ragione. Ed è troppo legato all’immagine».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei contro Veltroni aveva perso.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Ricordo ancora la campagna di Veltroni. Impressionante. C’era Donna Assunta Almirante che parlava bene di lui sui giornali. Io la chiamai e le dissi: “Assunta, perché mi fai questo?” Rispose: “Veltroni mi manda sempre i fiori, è gentilissimo”».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Che cosa invidia alla sinistra?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«La capacità di strutturare un pensiero complesso».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E voi...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Noi dobbiamo rimontare. Non riusciremo mai ad essere così egemoni come lo sono stati loro. Ma mi accontenterei di un pareggio. I valori del centrodestra sono più autentici di quelli della sinistra. Ma spesso sono declinati in maniera unilaterale e rozza».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Le capita di avere pensieri di sinistra?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Mi capita il contrario. Sento parlare quelli di sinistra e dico: “Questa è una cosa di destra”».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Facciamo qualche esempio.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«L’identità del territorio, la difesa dei centri storici, l’ambientalismo. Tutta roba che rimanda a radici, a tradizioni... Roba di destra».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;A sua moglie, Isabella Rauti, piace Moretti.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«A me no. E’ troppo negativo nei nostri confronti. Essere di destra per lui è un insulto».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;All’inizio vi piaceva Di Pietro.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Di Pietro tendenzialmente è un uomo di destra. Ma la sua propensione a utilizzare i mezzi delle giustizia come un’arma politica è pessima. Il suo giustizialismo è qualunquismo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Una volta i duri eravate voi, tutti legge e ordine...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Per lungo tempo è stato uno dei limiti della destra. Essere così unilaterali è un errore».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Molti di destra in questo momento sono a sinistra. Travaglio per esempio...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Non so se Travaglio è di destra. Io lo trovo troppo aggressivo e voglioso di distruggere».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Teodoro Buontempo disse che quelli come lei scimmiottavano la sinistra.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Nel nostro passato c’è stato anche questo. Soprattutto quando ci sentivamo emarginati. Era il gusto della trasgressione. Verso la fine degli Anni Ottanta in alcuni gruppi giovanili si era addirittura cercato di usare Che Guevara come simbolo».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Lei ha fama di violento. Si dice sempre: Alemanno, ex picchiatore fascista.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Veramente Alemanno ex picchiatore fascista lo dicono soltanto gli extraparlamentari di sinistra: sono stato un militante dell’Msi in anni difficili, ma non credo davvero di poter essere definito un picchiatore. Anche nelle situazioni più difficili ho sempre cercato di dialogare con gli avversari».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Non picchiatore ma mediatore?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«A quei tempi a Roma c’era una spirale di odio. Quando uccisero uno dei nostri, Paolo Di Nella, io ero appena diventato segretario del Fronte della Gioventù. Riuscii a bloccare ogni ritorsione e finalmente uscimmo da quel vicolo cieco».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Praticamente un pompiere.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«L’odio e la faziosità non mi sono mai piaciuti».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Anche quando fu arrestato per l’aggressione a uno studente di sinistra?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Le cose non andarono proprio così. C’era stata un’aggressione precedente».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;C’è sempre un’aggressione precedente.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Avevano rotto un braccio proprio a Paolo Di Nella. Due schieramenti contrapposti. Uno di noi esagerò tirando fuori un bastone. Non voglio presentarmi in maniera angelica, ma quando qualcuno superava il limite coinvolgeva tutti gli altri».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei è sempre stato di destra?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Mio padre era militare. Fino a 12 anni ho girato l’Italia vivendo in caserma. Tricolore, patria, disciplina. Così dopo, quando al liceo parlavo dei miei valori, tutti mi dicevano: “Fascista!” Un’etichetta che ti appiccicavano addosso».
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;E’ mai stato innamorato di una ragazza di sinistra?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non era possibile. Erano due clan separati. Noi ci fidanzavamo con ragazze di destra. Tranne rarissimi casi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E quei rarissimi casi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ne menavano gran vanto. Tipico atteggiamento maschilista».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Quando ha cominciato a fare politica?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Prestissimo. Avevo solo 13 anni quando mi mandavano a parlare nelle assemblee».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma allora vi facevano parlare...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Io stavo in un liceo di destra, il Righi. C’era abbastanza spazio. Negli altri licei era impossibile».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ha preso mai botte?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«In quegli anni poteva capitare qualche baruffa per un volantinaggio. E magari anche di peggio. Tuttavia ho avuto la fortuna di non subire mai danni gravi. Fortuna, appunto, perché molti ragazzi in quella assurda riedizione dei Montecchi e Capuleti, si rovinarono l’esistenza».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E’ più di destra lei o sua moglie?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Credo io. A lei piace Moretti».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Vi siete separati per motivi politici. Sua moglie era contro la svolta di Fiuggi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Siamo stati separati per cinque anni. Ma un passo prima del divorzio ci abbiamo ripensato».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei ha mai girato armato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«No».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il suo braccio destro, Umberto Croppi, mi ha detto che una volta ha comprato una pistola.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Non ho mai perso il senso del limite, né la percezione del rischio di cadere nel baratro della violenza cieca e distruttiva».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Una molotov comunque l’ha tirata.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«E mi è costata la prigione. Ma non l’avevo tirata io».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Un suo stretto collaboratore, Marcello De Angeli, ha militato in Terza Posizione.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Non era un gruppo terroristico, era un gruppo extra-parlamentare. Era la Lotta Continua della destra».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Il fascismo aveva elementi positivi... ricorda l’intervista al Corriere della Sera?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Ho commesso un grave errore di comunicazione: ho cercato di esprimere considerazioni storiche difficili in una confusa intervista che è stata strumentalizzata dai miei avversari politici».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quindi aveva elementi positivi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Il fascismo, come tutte le ideologie di destra e di sinistra degli Anni Trenta, fu segnato dalla perversione del totalitarismo. Questo fece sì che anche i valori positivi della destra si rovesciassero in senso negativo. La patria diventò nazionalismo aggressivo, l’autorità diventò dittatura».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E le leggi razziali?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Il cedimento al razzismo fu non l’unico ma il più grave degli orrori. Lo abbiamo sempre condannato, anche ai tempi dell’Msi. Chi si dichiarava antisemita, nell’Msi, veniva espulso».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Vogliamo dire con coraggio che cosa pensa del fascismo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Va rispettato chi aderì al fascismo in buona fede, convinto di combattere per un ideale e rifiutando comportamenti criminali. Pensiamo a Giorgio Perlasca, a Giovanni Gentile, a Marinetti. Ma questo non ci deve impedire di fare scelte nette e chiare di condanna complessiva del fascismo, perché altrimenti rimangono spazi di ambiguità che non permettono di dare dei fondamenti precisi a una destra moderna e democratica».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;C’è qualcosa che la divide da Fini?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Lui è veloce e determinato. Io sono più riflessivo, tormentato».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E’ ancora arrabbiato con la Bignardi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«La considero una persona scorretta».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Le chiese di mostrare in diretta la croce celtica che porta al collo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Ci sono cose che fanno parte dell’intimità di una persona. Io caddi nella trappola, rimasi spiazzato. Potevo anche rifiutarmi e non l’ho fatto. Non mi sono tirato indietro di fronte alla provocazione della Bignardi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Però, la croce celtica...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Io non la ostento mai. La porto con me perché è un ricordo di Paolo Di Nella, un amico che non c’è più».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La croce celtica è fuorilegge...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Come simbolo politico. Ma in realtà è un simbolo religioso, un modo di disegnare la croce cristiana molto diffuso in Irlanda e anche nelle chiese di Roma. Io l’ho portata da un prete e me l’ha benedetta. Anche Francesco Cossiga la porta al collo come segno di amicizia al popolo irlandese».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Mai stato a Predappio?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Mai».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Mai indossata la camicia nera?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Mai. Nemmeno quando avevo quindici anni».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Mai fatto il saluto romano?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Da molti anni per evitare il minimo equivoco saluto sempre con la sinistra».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Busto di Mussolini in casa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Non mi identifico in questi cimeli».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Anche lei, come Rutelli, ha negato il patrocinio al Gay Pride.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Il Gay Pride è una manifestazione di tendenza».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ce l’ha con gli omosessuali?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Ho dichiarato la massima disponibilità alla comunità gay a studiare azioni in comune contro forme di discriminazione sessuale».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Se un giorno suo figlio arriva a casa col suo fidanzato lei non fa una piega.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Beh... non credo che mi farebbe piacere».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Beh, ovviamente cercherei di capire...»&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Si sente imbarazzato ad avere come alleati i leghisti?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Qualche problema c’è. Per loro la Patria è la Padania e per me è l’Italia. Su questo bisognerà lavorare ancora parecchio. Comunque pian piano ci si abitua. Adesso io mi sento amico di Maroni e Calderoli».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quando insultano la bandiera e l’inno lei come la mette con la Patria?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Mi dà molto fastidio. E quando gli si va a contestare la cosa in privato la buttano sullo scherzo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Sono anni che aiutate Berlusconi a far approvare le leggi ad personam...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«C’è un attacco pregiudiziale nei suoi confronti che giustifica un atteggiamento difensivo. Quando uno è il simbolo di uno schieramento va protetto. Il rischio di ricatto è troppo forte. Va costruito uno schermo, un meccanismo di difesa».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Anche lei ha avuto qualche piccola grana giudiziaria.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Cose per le quali sono stato completamente prosciolto. Da un giudice di sinistra».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Vede? I giudici di sinistra sono bravi.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«I giudici, nella stragrande maggioranza, sono delle ottime persone».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Una delle prime cose che ha fatto appena arrivato in Campidoglio: ha venduto le auto blu.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Le due Thesis di Veltroni».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quanto ha incassato?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Poco, 200 mila euro. Erano blindate, c’era la televisione. Io preferisco girare con una semplice Fiat Croma».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Lei si è definito il campione del mondo di alpinismo senza allenamento.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Era una battuta. Però effettivamente mi alleno poco».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
E’ stato sull’Himalaya.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«L’anno scorso, sull’Ama Dablam, una montagna di 6800 metri. Sono arrivato al secondo campo, 6000 metri, poi è nevicato e siamo tornati indietro».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quando ha preso il posto di Pecoraro Scanio al ministero ha fatto benedire l’ufficio. “Visti i precedenti...”, ha detto...».&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Una battuta. Poi mi sono chiarito con lui».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma la benedizione?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Faccio sempre benedire i locali quando entro in un ufficio nuovo».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Lei vuol fare un Casinò a Roma.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Non mi sembra uno scandalo. In tutte le capitali europee c’è un Casinò. Non capisco questa demonizzazione. A Roma la sinistra ha fatto 20 sale Bingo. Che tra l’altro sono tutte mezze fallite».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Era favorevole all’indulto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«All’inizio. Tutti i parroci delle carceri lo chiedevano perché la situazione era indecorosa. Poi durante il dibattito parlamentare ho cambiato opinione. Non mi piaceva quel colpo di spugna su tanti reati».&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Si farà via Almirante?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Almirante è stato un grande leader che ha portato la destra verso la democrazia. Un riconoscimento lo merita. Dedicare una via non significa santificare una persona».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma gli articoli contro gli ebrei...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Il manifesto per la difesa della Razza fu firmato anche da Giorgio Bocca e perfino da Fanfani. Almirante non ha nascosto quei vergognosi errori giovanili ma ne ha preso nettamente le distanze».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Gioco della torre. Alessandra Mussolini o Buontempo?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Teodoro ha una storia, un percorso, è una persona che merita rispetto».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La Mussolini?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Ha una storia politica più breve».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Però ha un bel nome. Il nome Mussolini non la commuove?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«No. Non mi interessa».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Travaglio o la Guzzanti?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Butto Travaglio. La Guzzanti è simpatica e fa ridere».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La Russa o Gasparri?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Butto La Russa perché con Gasparri mi sono riappacificato da poco. Io e Gasparri siamo sempre stati cane e gatto. A lui piace la politica schematica. O è rosso o è nero».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Berlusconi le piace?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«E’ un’icona per tutto il centrodestra. Oggi ho grande rispetto per Berlusconi».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E ieri?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Ero più critico. Mi sembrava estraneo alla cultura politica. Non capivo che era il suo punto di forza».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Santoro o Floris?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Floris è migliorato. Non è più fazioso. Da Santoro certe volte sembra di stare in un tribunale di quarta categoria».&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Perché la destra non produce un programma accettabile?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«L’unico non fazioso è Porta a Porta. Speriamo che la nuova gestione della Rai riesca a crearne altri». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=JDGTV&quot;&gt;La Stampa - Claudio Sabelli Fioretti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>CARLO FIDANZA: “Antifascismo? Andiamoci piano”  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/19/carlo-fidanza/%E2%80%9Cantifascismo-andiamoci-piano%E2%80%9D-intervista/359527"></link>
  <updated>2008-09-19T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>359527</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI) (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Fascismo e antifascismo. Razzismo, immigrazione, violenza: a Milano Alleanza Nazionale viene messa sotto i riflettori da una polemica artificiosa sulla memoria condivisa. Ieri la maggioranza di Palazzo Marini è stata oggetto di contestazione da parte del corteo di studenti e appartenenti ai centri sociali, organizzato dal Coordinamento dei Collettivi Studenteschi di Milano, che ha ricordato Abdul Salam G., il diciannovenne di origini africane, ucciso a sprangate da due commercianti domenica scorsa. Abbiamo chiesto a Carlo Fidanza, tra i dirigenti emergenti di An, capogruppo al Comune di Milano e vice presidente di Azione Giovani, di parlarci del clima di questi giorni.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Cosa risponde a chi dice che Milano sta diventando una città razzista?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Che siamo di fronte ad un caso tipico di speculazione politica su un fatto tragico che tutta la città ha immediatamente condannato ma che, come ha precisato la polizia e il magistrato che indaga sull’episodio, non ha nessun tipo di connotazione discriminatoria o razzista. E’ un omicidio, un fatto criminale gravissimo che nulla ha a che fare con la politica. Ci auguriamo che i responsabili vengano puniti molto duramente, come meritano.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quando si parla di criminalità, entra in gioco la cosiddetta percezione di insicurezza. La situazione sta cambiando con il governo del Pdl?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Sta cambiando qualcosa soprattutto con il nuovo governo. Adesso finalmente ci sono strumenti nuovi, normative nazionali che contrastano con più energia questi fenomeni. Per anni centrodestra e centrosinistra hanno invocato maggiori poteri, ora che questi poteri ci sono – ed abbiamo provvedimenti concreti come quelli dei militari nelle città – abbiamo un clima nuovo e spero si possa continuare a lavorare con questo contesto di attenzione alla sicurezza.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;In questi giorni si è acceso il dibattito, anche dentro An, sul giudizio storico sul fascismo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Gli italiani oggi sono molto attenti ai problemi della loro quotidianità e non molto sensibili a questa discussione. La popolarità del governo Berlusconi registra non a caso il massimo nella scala del gradimento, proprio perché ha iniziato a spron battuto e sta affrontando e risolvendo uno dopo l’altro i problemi degli italiani.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Però un giudizio sulla storia del Ventennio ce l’ha.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

La storia io la lascerei scrivere e commentare agli storici. Non c’è nessun dubbio sul percorso della destra italiana che si riconosce da moltissimi anni nei valori della Costituzione, della libertà e della democrazia e ne fa una sua bandiera: nella nostra attività politica è un dubbio che non si è mai posto.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Alla festa di Azione Giovani, Atreju, Gianfranco Fini ha dichiarato di riconoscersi nei valori della democrazia italiana, a partire dall’antifascismo. Si associa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Sono valori di base per una destra moderna quelli della libertà e della democrazia. Devo altresì sottolineare che l’antifascismo italiano è stato non soltanto un antifascismo democratico, ma anche altro, anche un fenomeno antidemocratico, nel nome del quale si sono consumati lutti e tragedie. Per questo non possiamo approvarlo in toto.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Quindi l’antifascismo non è stato del tutto positivo.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

E’ stato positivo per alcuni aspetti ma ha conosciuto anche tante pagine tragiche. Io combatto ogni giorno per la democrazia e per i valori della nostra Costituzione, ma non è vero che quei valori sono stati incarnati da una parte sola.&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Definirebbe o no il fascismo come un male assoluto?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

Io lascio la categoria del male assoluto ai teologi. La politica deve ragionare su categorie diverse. Ci sono state delle abiezioni e delle tragedie che sono scritte e sancite dalla storia e sulle quali il nostro giudizio è quello di tutti gli italiani. Dopodiché ogni fenomeno va storicizzato, ma noi guardiamo avanti, non accettiamo nessun processo da parte di nessuno e sulla nostra affidabilità non si discute, dimostriamo ogni giorno con i fatti la nostra fede nella democrazia.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
In questi giorni gli studenti tornano sui banchi di scuola. Qual è l’istanza di Alleanza Nazionale nei confronti della ricerca di una memoria storica condivisa?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

E’ molto importante che una memoria comune e condivisa si basi su una verità storica riconosciuta. Per troppi anni si è insegnata ai nostri ragazzi una verità parziale, con tante pagine di storia strappate per ragioni ideologiche e ragioni politiche. Questo fortunatamente sta venendo meno: si sta squarciando questa coltre di silenzio, e tanti episodi drammatici, come le Foibe ma anche altri fatti sanguinari della storia italiana, stanno diventando oggetto di studio. Conoscere la vera verità è un presupposto insopprimibile, e in tanti da destra e da sinistra si sono adoperati negli ultimi anni, come ad esempio il presidente Ciampi durante il suo settennato. Stiamo recuperando sul terreno dell’amor patrio, un elemento culturale messo al bando solo pochi anni fa.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.opinione.it/pages.php?dir=naz&amp;act=art&amp;edi=197&amp;id_art=7477&amp;aa=2008&quot;&gt;l'Opinione.it - Aldo Torchiaro&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto GIACHETTI: «Altro che esultare, è un fallimento per il Pd»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/17/roberto-giachetti/%C2%ABaltro-che-esultare-%C3%A8-un-fallimento-per-il-pd%C2%BB-intervista/359423"></link>
  <updated>2008-09-17T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>359423</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
A sinistra sono contenti, ma il parlamentare del Pd Roberto Giachetti - già braccio destro del sindaco Francesco Rutelli - non è affatto entusiasta della rinuncia di Giuliano Amato. «Non mi pare proprio uno di quei risultati per cui tifare, come invece fanno molti nel mio partito».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;
Ma come, lei è uno dei recordman delle critiche a Gianni Alemanno e voleva che Amato collaborasse con lui?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Senta, considero Alemanno un cattivo amministratore e su questo continuerò ad attaccarlo. Ma se mette in campo una iniziativa utile e positiva, almeno potenzialmente, non capisco perché ci si debba sputare sopra. Credo che la politica debba saper alzare un po’ lo sguardo se vuole recuperare nobiltà».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Ma da gran parte dei suoi colleghi di partito si plaude alla rinuncia di Amato.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«So che la mia è un’opinione minoritaria. Ma è coerente con l’idea di lavoro per la città che avevamo anche noi, quando eravamo al governo della Capitale. Con la commissione proposta da Alemanno non si stava parlando di collaborare all’ordinaria amministrazione, dando una mano alla giunta di centrodestra, ma di costruire una struttura straordinaria che lavorasse al rilancio di Roma e del suo ruolo. Mi pareva intelligente l’idea di coinvolgere anche personalità autorevoli dell’opposizione: esattamente come abbiamo fatto noi ai tempi del Giubileo o delle Olimpiadi. Se poi la commissione si fosse rivelata un “pacco”, avremmo sempre potuto uscire. Ma in politica bisogna andare a vedere, invece di liquidare a priori le proposte».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Dal Pd però hanno obiettato che non si può collaborare con un sindaco che fa apologia del fascismo...&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Beh, senza fare equiparazioni banali vorrei segnalare che ognuno ha i suoi nostalgici, e noi governavamo con chi voleva portare in Italia la salma di Lenin. Da una parte come dall’altra ci sono scorie del passato da lasciarsi alle spalle. E magari la commissione per Roma poteva essere un’occasione utile anche in questo senso».&lt;br /&gt;



&lt;b&gt;Crede che Amato abbia rinunciato per le pressioni del Pd?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Non lo so. Ma non nascondo che ho avuto i brividi quando ho letto che il segretario romano del Pd, Milana, gli intimava di dimettersi subito: roba che neanche ai tempi del centralismo democratico succedeva...». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=J92OT&quot;&gt;Il Giornale - Laura Cesaretti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Altero MATTEOLI:  &quot;Così si mettono fuori da An&quot;  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/09/17/altero-matteoli/cos%C3%AC-si-mettono-fuori-da-an-intervista/359400"></link>
  <updated>2008-09-17T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>359400</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Orbetello (GR) (Partito: CEN-DES(LS.CIVICHE)) - Senatore (Gruppo: PdL) -  Ministro  Infrastrutture e Trasporti (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Roma - &lt;b&gt;In una lettera aperta pubblicata su Internet, il presidente di Azione giovani di Roma, Federico Iadicicco, consigliere provinciale del Pdl, si dice convinto che non ci sia «un motivo valido per essere antifascista». Anzi, afferma di averne trovati «molti per non esserlo». Ministro Altero Matteoli, che succede? Le parole di Gianfranco Fini, pronunciate alla festa di Atreju, sembrano in realtà non aver fatto breccia in tutto il partito. Quantomeno tra i ragazzi. È così?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

«Non succede nulla di traumatico e non è così».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Sì, ma a parlare è il leader romano di Ag.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Guardi, Alleanza nazionale ha rigettato con forza ogni ipotesi di regime dittatoriale che limitasse la libertà dei cittadini. Il nostro partito, quindi, ha già fatto una scelta democratica ben chiara, accettata tra l’altro da tutti. Esu questa strada certamente andremo avanti. Tutto qua». &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E le parole di Iadicicco?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«La questione è molto semplice. Chi non condivide appieno le parole di Gianfranco Fini sull’antifascismo si mette automaticamente fuori da Alleanza nazionale. Perché chi dice no, evidentemente, non condivide il nostro tragitto, politico ma anche culturale, iniziato già al Congresso di Fiuggi. Quindi, come avvenuto anche in quell’occasione, quando qualcuno decise di iniziare una nuova avventura, anche oggi, chi crede di non voler più seguire la nostra linea, può anche lasciare».&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Insomma, se la pensa così può andar via?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Esatto. Se crede, può farlo. E con lui tutti quelli che condividono la sua posizione». &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Tutti allineati sulle parole di Fini?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
«Certo, perché il presidente ha semplicemente sintetizzato con il suo discorso alla Festa di Azione giovani il pensiero comune di An, condiviso dall’intera classe dirigente, maanche dalla base del partito. A Fiuggi, infatti, avevamo accettato tutti di lanciare una nuova sfida, di andare avanti. Insomma, si trattava solo della prima fase, della prima tappa. Ma l’obiettivo finale era ed è quello di far nascere un partito unico, democratico, moderno, che guardi al futuro». Quindi, nessuna divisione interna? «Assolutamente no, non esistono divergenze tra noi sul progetto finale da raggiungere». 

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=J92PR&quot;&gt;Il Giornale - VLM&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Sandro BONDI: La lezione di Fini contro le dittature.</title>
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  <updated>2008-09-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>359342</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PdL) -  Ministro  Beni e Attività Culturali (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ilvo Diamanti scrive giustamente che &quot;è difficile guardare avanti quando si continua a camminare con la testa voltata indietro&quot;, a proposito di un passato che riaffiora di continuo nelle discussioni politiche.&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ma come dare torto a Walter Veltroni quando teme la perdita della memoria da parte dell'opinione pubblica italiana?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;
Fra questi due estremi si pone il problema dell'unità nazionale e, in ultima analisi, il fondamento più solido della nostra democrazia.&lt;br /&gt;


La memoria del nostro passato continua purtroppo ad alimentare contrapposizioni e divisioni politiche. Sia che si parli del fascismo che addirittura del Risorgimento. Basti pensare alle incredibili dichiarazioni di una persona colta come Adriano Sofri, che aveva dato l'impressione di aver riflettuto con drammatica sofferenza e lucida intelligenza alla storia dell'estremismo rivoluzionario. Oppure alle incredibili parole pronunciate ieri dallo stesso Veltroni, sì proprio Veltroni l'uomo del dialogo e del rinnovamento della sinistra, sul valore del comunismo, sia pure nella sua tragica grandezza (sic).&lt;br /&gt;


Quanto siamo lontani da un Paese normale. Eppure solo una memoria condivisa del nostro passato può al contrario rendere normale la nostra democrazia e vita politica. Bene ha fatto perciò il presidente della Camera, Gianfranco Fini, a ripetere il giudizio inappellabile nei confronti del fascismo. In questo modo, il leader di Alleanza Nazionale e del costituendo Partito della Libertà compie un atto di verità, favorendo al tempo stesso l'evoluzione positiva dell'intero sistema politico italiano.&lt;br /&gt;


Quando anche nel nostro Paese tutti saranno disposti a dichiarare la stessa e inequivocabile condanna verso tutti i totalitarismi che hanno funestato il Novecento (l'equivalenza di nazismo, comunismo e fascismo), allora saremo davvero sicuri di essere diventati una democrazia normale, di cui la libertà e la democrazia sono gli unici valori fondanti. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=J8A62&quot;&gt;Il Tempo - Sandro Bondi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Carlo Azeglio CIAMPI: «Dopo questo Fini cade il bando alla destra»  -  INTERVISTA</title>
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  <updated>2008-09-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>359338</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore a vita&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Presidente Ciampi, l’ultima svolta di Fini è caduta nel gelo di una parte di An. E’ ancora presto perché il popolo della destra ammetta che &quot;il fascismo fu una dittatura e va condannata per intero&quot;?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


«Spero proprio di no. Spero che non ci sia alcun calcolo di opportunità, né dietro certi consensi echeggiati alla festa dei giovani di Alleanza nazionale né dietro i dissensi di quanti ancora non accettano l’evoluzione impressa da Fini al suo partito (gente che magari crede di intercettare così nostalgie e umori sbagliati in radice). Apprezzo in pieno la posizione espressa dal presidente della Camera. Mi auguro che sia presto interiorizzata da tutti e che non resti per qualcuno una proclamazione retorica. Ricordo come sia implicito che chiunque assume una responsabilità pubblica deve farlo giurando sulla nostra Magna Charta. Ciò che impone di identificarsi nei principi che la ispirano, secondo un filo rosso che, ricordava Calamandrei, lega insieme il Risorgimento, la Resistenza e, appunto, la Costituzione».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Il suo successore, Napolitano, ha detto pochi giorni fa che il riconoscimento nei valori della Costituzione resta &quot;una questione aperta&quot;, per alcuni settori della società italiana.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Quel discorso mi è parso trasparente. Comunque, dopo quest’ ultimo passo di Gianfranco Fini, credo che nessuno potrà più rievocare il vecchio &quot;arco costituzionale&quot;, che per mezzo secolo ha visto calare sulla destra una sorta di bando morale (non per nulla lo chiamavano il &quot;polo escluso&quot;) e tenuto il Paese prigioniero di memorie divise. Del resto, sul nostro passato, onestà vuole che il giudizio storico sia ormai definitivo...».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Beh, mica tanto definitivo. Basta pensare alle polemiche sul significato dell’8 settembre.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«L’ho predicato infinite volte: l’8 settembre fu il momento in cui l’idea di Patria si riaffermò nelle coscienze, non certo il giorno dell’eutanasia della Nazione. Ne nacque una Resistenza allargata --- dei militari, dei prigionieri nei lager tedeschi, dei partigiani, della popolazione civile - sulla quale non è lecito attribuire egemonie politiche. Chi aderì alla Repubblica di Salò, magari in buona fede, scelse invece di stare dalla parte sbagliata, dentro un regime fantoccio, al fianco dei nazisti di Hitler. Non a caso da presidente mi opposi alla creazione di una nuova onorificenza, che qualcuno voleva attribuire a tutti i combattenti, dell’una e dell’altra parte. Non c’erano i presupposti storici per una simile parificazione. Che da oggi è improponibile pure per il leader di An».&lt;br /&gt;
 

 

&lt;b&gt;Insomma, stiamo per liberarci dall’incubo paralizzante di un passato che sembrava destinato a non passare mai?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

«Confido che sia davvero così. Rammento che nel 1946, durante un viaggio in treno, incontrai un vecchio compagno di scuola che aveva compiuto una scelta opposta alla mia, schierandosi con la Repubblica sociale. Scambiammo poche parole, tra noi, ringraziando il cielo di non esserci trovati armati l’uno davanti all’altro. Ci guardammo negli occhi e ci abbracciammo... Ecco: cito questo episodio per dire che l’Italia, depressa e moralmente in crisi di adesso, avrebbe bisogno dell’abbraccio del coraggio e della chiarezza. Possiamo e dobbiamo finalmente ritrovarci affratellati sul patrimonio di valori fondativi della nostra democrazia repubblicana».&lt;br /&gt;

 

 
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=J8A79&quot;&gt;Corriere della Sera - M. Br.&lt;/a&gt;</summary>
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