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  <title>Openpolis - Argomento: mpa</title>
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  <updated>2012-04-21T00:00:00Z</updated>
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  <title>Raffaele LOMBARDO:  (Mpa) &quot;Nuovo Polo, non ci saremo. Conosco bene Casini&quot;</title>
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  <updated>2012-04-21T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Sicilia (Partito: MOV. PER L'AUTONOMIA) - Consigliere Regione Sicilia (Gruppo: MpA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''La cosa mi interessa molto poco'' e, comunque, ''noi non ci saremo''.
&lt;p&gt; Lo afferma il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo, in relazione al Partito della Nazione per cui l'Udc ha gia' aperto il cantiere.
&lt;p&gt;
''Sono stato nel partito di Pier Ferdinando Casini che negli anni ha cambiato nome piu' volte. Da questo partito sono state cacciate, per impossibilità di viverci liberamente e poter fare politica liberamente, uomini come Tabacci, Follini e D'Antoni, oltre al sottoscritto''. In sostanza, per Lombardo, ''è molto complicato stare là dentro e la cosa mi interessa, poco o niente. Certo, noi non ci saremo''.&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-Nuovo_Polo__Lombardo_(Mpa)__non_ci_saremo__Conosco_bene_Casini-1146966-POL.html&quot;&gt;www.asca.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Raffaele LOMBARDO: &quot;Il Pdl ha sputtanato l'Italia&quot; </title>
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  <updated>2012-04-15T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626693</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Sicilia (Partito: MOV. PER L'AUTONOMIA) - Consigliere Regione Sicilia (Gruppo: MpA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Berlusconi e il suo partito hanno lasciato in ginocchio il Paese&quot;.
&lt;p&gt;&quot;Io sono uno dei fondatori di un piccolo partito, qual è il Movimento per l'Autonomia, e mi trovo da quattro anni a governare la Regione. Alfano, in qualità di luogotenente del Cavaliere, è il segretario di un partito e insieme, questo partito e i loro uomini, hanno sputtanato l'Italia a livello internazionale e lasciato in ginocchio l'intero Paese, oseremmo dire in braghe di tela. Chi paga di più i danni di questo Governo son le regioni Meridionali e le fasce deboli&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Ci hanno lasciato un buco della Sanità che è stato oggetto di un piano di rientro che abbiamo rispettato. Ci tengo anch'io molto a differenziare le nostre posizioni. Il disastro lo abbiamo ereditato. Abbiamo cercato di correre ai ripari e, nonostante le mille difficoltà, stiamo cercando di restituire una Sicilia più pulita e certamente migliore ai siciliani&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lasiciliaweb.it/stampa.php?id=75361&quot;&gt;lasiciliaweb&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Enzo BIANCO: «Parola alla base e governo che prepari al voto»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-10-05T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609785</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Adesso non c'è più ragione per non farlo e per questo dico dico grazie a Bersani».
&lt;p&gt; &lt;i&gt;Enzo Bianco incassa il no del segretario nazionale a una giunta politica e rilancia il referendum sull'appoggio al governatore, per il quale insieme ad altri big del partito, ha raccolto cinquemila firme.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Senatore Bianco, Bersani ha stoppato i suoi colleghi di partito che volevano l'ingresso in giunta.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Francamente, qualcuno in questi mesi ha cercato di fare il furbo. Nel documento del 19 giugno era detto in maniera esplicita. L'esperienza tecnica del governo Lombardo era stata dichiarata esaurita e avremmo lavorato per un'alleanza in vista delle prossime amministrative. Ma, solo dopo una verifica con la base e attraverso delle primarie di coalizione».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bersani non chiarisce: potrebbe essere una consultazione di circoli, non per forza un referendum.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non ci possono essere più dubbi. Esiste uno statuto e le firme sono state raccolte. Sarà un momento di coinvolgimento con i nostri elettori, come avvenne a Caltagirone. E sono pronto a fugare qualsiasi preoccupazione su un eventuale inquinamento».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Come? Potrebbero presentarsi gli elettori del Pdl e dell'Mpa.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Usiamo gli elenchi di coloro che hanno partecipato alle primarie per eleggere il segretario nazionale e regionale. Duecentomila elettori. Questo partito ha bisogno di aria pulita. Il partito d'iscritti vale per il secolo scorso.. E poi ricordo quando facevamo i comizi dicendo che Lombardo era il continuatore del cuffarismo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il capogruppo del Pd all'Ars, Cracolici, dice che anche lui è stato condannato per reati elettorali.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non confondiamo le cose. Affiggere un manifesto del Pci non è la stessa cosa che stringere un patto politico elettorale con i capi del clan Santapaola, almeno questo risulta dagli atti».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sì, ma di fatto ancora, appoggiate la giunta Lombardo, almeno fino a prossime elezioni.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Si è data per esaurita la fase di appoggio al governo tecnico, quindi? Lo diceva pure Lupo. La mia posizione è chiara, soprattutto in vista delle amministrative e di ipotetiche elezioni politiche. Bisogna togliere l'appoggio al governo tecnico e limitarsi ad un governo di transizione che ci porti ad elezioni».
&lt;p&gt;


&lt;b&gt;E poi di nuovo con il Terzo Polo, quindi con l'Mpa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Cerchiamo un'alleanza con le forze affini al Pd, innanzitutto Sel, Federazione della Sinistra, Idv e con i movimenti. Ciò non significa chiudere al Terzo polo, anzi. Mi sembra che anche l'Udc cominci a star male con Lombardo, basta vedere l'ultima vicenda sulla mozione di censura, nei confronti dell'assessore Massimo Russo. Non c'è neppure una pregiudiziale etnica nei confronti dell'Mpa».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A quel punto potrebbe essere ancora il governatore, il candidato alle prossime regionali...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Ci vuole un candidato nuovo, e a sceglierlo saranno i siciliani con le primarie. Da noi si fa così».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/10/05/bianco-parola-alla-base-governo-che-prepari.html&quot;&gt;la Repubblica&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Raffaele LOMBARDO: «La Sicilia insegna: si può andare avanti anche senza il Pdl»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/11/16/raffaele-lombardo/%C2%ABla-sicilia-insegna-si-pu%C3%B2-andare-avanti-anche-senza-il-pdl%C2%BB-intervista/547993"></link>
  <updated>2010-11-16T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>547993</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Sicilia (Partito: MOV. PER L'AUTONOMIA) - Consigliere Regione Sicilia (Gruppo: MpA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il voto anticipato sarebbe un castigo di Dio»&lt;br /&gt;
«Berlusconi ci ha dimenticato»
&lt;p&gt;
&lt;p&gt;«A Palermo abbiamo già dimostrato che si può governare senza il Pdl»: Raffaele Lombardo, presidente della Regione Sicilia e leader dell'Mpa, benedice il «fronte di responsabilità democratica» per fermare Berlusconi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Avete deciso la spallata al governo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Ci siamo sganciati da maggioranza e governo. Ma non abbiamo i numeri per dare spallate».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Per contribuirvi sì...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Avevamo già preso una posizione distinta sulla fiducia, condizionata ad una inversione dirotta sulle politiche per il Sud».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Non avete dato molto tempo al governo per realizzarla.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Sono passati pochi giorni da quel voto ma due anni e mezzo da che il governo è all'opera: non c`è niente di concreto che possa convincerci che quell'inversione è possibile. Anzi, il governo è, se possibile, ancor più condizionato dalla Lega che ci porterebbe ad un federalismo pensato come egoismo fiscale che spezzerebbe l'Italia, anche giuridicamente, in due.


A questo non vogliamo arrivare».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Aveva ragione Berlusconi: il ribaltone in Sicilia era la prova generale di quello nazionale?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Se Berlusconi avesse parlato di ribaltone - in realtà lo ha fatto qualcuno dei suoi - avrebbe detto una cosa inesatta: abbiamo iniziato politiche di risanamento finanziario e il Pdl si è schierato, in modo sempre più aggressivo, contro un governo da cui alla fine non poteva non uscire».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E ora l'Mpa è parte integrante del terzo polo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «L'Mpa intende continuare un`esperienza rivelatasi positiva. In Sicilia abbiamo dimostrato che si può governare senza il Pdl e ce la caviamo molto bene. Possiamo andare avanti così anche a Roma. Per realizzare innanzitutto la riforma di una legge elettorale che è alla base della degenerazione della politica».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Senza Pdl e con il Pd?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Si può governare con chi ci sta: a fare la legge elettorale e leggi che rimettano sui binari un paese ormai deragliato.&lt;br /&gt;


Ci stanno il Pd, l`Udc, l`Mpa? Perché no? Mi chiedo perché non ci stia anche il Pdl. Nessuno avrebbe preclusioni, nemmeno sugli uomini che dovrebbero guidare il governo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nemmeno se fosse Berlusconi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Per carità... Se accettasse un programma del genere».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Se invece si andasse al voto subito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Sarebbe un castigo di Dio».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Voi andreste su tre poli o aderireste a un «fronte di responsabilità» per impedire che un terzo del paese abbia la maggioranza assoluta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; «Votare con questa legge sarebbe una catastrofe, rischiano di ripetersi situazioni che abbiamo già pagato care con Prodi e Berlusconi. Ma, se così fosse, ci guarderemmo in faccia e faremmo i conti con la legge elettorale.
&lt;br /&gt;

Penso che prevarrebbe il senso di responsabilità in parlamento e tra i partiti: faremmo in modo di non restare fregati. Che si chiami fronte di difesa o altro. Sono però fiducioso che nasca un nuovo governo: sono mesi decisivi, le elezioni potrebbero essere fatali per l'Italia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Berlusconi l'ha mai cercata per evitare la rottura?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;«Assolutamente no. Del resto lui sa bene che il nostro rapporto non è entrato in crisi per fatti personali ma per le scelte dei suoi uomini.&lt;br /&gt;


Berlusconi ha delegato tante, troppe cose e non solo in Sicilia. Non sarebbe finita così se avesse curato di più il partito e il governo. E' un mio grande rammarico».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=VE77V&quot;&gt;Il Mattino - Teresa Bartoli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Luciano Mario SARDELLI: Sardelli: Non entro nel Pdl, ma stiamo nella maggioranza</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/08/01/luciano-mario-sardelli/sardelli-non-entro-nel-pdl-ma-stiamo-nella-maggioranza/503819"></link>
  <updated>2010-08-01T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>503819</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Democrazia cristiana - Partito socialista) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;BARI - Anche due parlamentari pugliesi, Luciano Sardelli e Antonio Gaglione, sarebbero al centro della campagna di «sensibilizzazione» che sarebbe in atto da parte dei berluscones per rinforzare la maggioranza, indebolita dall’ emorragia «finiana».

Entrambi, seppure da percorsi politici diversi sono approdati al movimento Noi Sud. Sardelli è stato eletto con il movimento MPA del presidente della Regione Sicilia, Lombardo. Poi, c’è stata la scissione ed è nato «Noi Sud».

Onorevole Sardelli, che fa, entra nel Pdl?

Ma la questione non si pone nemmeno noi non entriamo nelPdl, perché abbiamo una nostra specificità come forza politica che mette il Sud al primo posto.

Ma state nella maggioranza?

Noi siamo stati eletti con Berlusconi presidente e stiamo nella maggioranza e siamo legati al mandato elettorale.

Mai tentato dalle sirene finiane che pure mettono il Sud al centro del loro progetto?

«Ma no quelli usano il Mezzogiorno perché così credono di creare un progetto, ma sono animati solo da posizioni personali. Fini o ha sbagliato prima, decidendo di aderire al Pdl, oppure sta sbagliando adesso. Tutto il contrario dell’«armonia» invocata da Pinuccio Tatarella. E’ gente votata all’opposizione, producono chiacchiere e aggressioni verbali. I parlamentari pugliesi che stanno con lui tradiscono la volontà degli elettori che hanno votato Berlusconi presidente. Non Fini.

mic. coz. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_01.php?IDCategoria=273&amp;IDNotizia=355194&quot;&gt;La Gazzetta Del Mezzogiorno&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Calogero MANNINO: «Altro che autonomia, così Raffaele sta consegnando l`Isola al Cavaliere»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/30/calogero-mannino/%C2%ABaltro-che-autonomia-cos%C3%AC-raffaele-sta-consegnando-lisola-al-cavaliere%C2%BB-intervista/391363"></link>
  <updated>2009-05-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il presidente ostenta un`amicizia personale col Cavaliere, il quale però fa solo danno alla Sicilia. Questa crisi? Senza sbocchi, sarà un logoramento costante. Sfiducia? Nessuno all`Ars ha voglia di nuove campagne elettorali».&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
E chi se lo poteva immaginare un divorzio tra centrodestra e Udc, in Sicilia. Certo non se lo sarebbe mai aspettato uno come lui, Calogero Mannino, che ha allevato e visto crescere (politicamente, s`intende) due tra i principali protagonisti del colpo di scena di questi giorni. &lt;br /&gt;
Il deputato Udc, assolto dopo 14 anni di processi per mafia, nei ranghi della vecchia Democrazia Cristiana era stato un po` il padre putativo sia dell`attuale governatore Raffaele Lombardo che di Totò Cuffaro, l`ex presidente della Regione che lasciò l`incarico dopo una condanna per favoreggiamento alla mafia.

&lt;p&gt;
«Per favore finiamola con questa storia del padre putativo, ognuno poi segue la sua strada e fa le sue scelte. Anche se questa di Lombardo è proprio incomprensibile», dice proprio Mannino, che solo sette mesi fa (era il giorno della sua definitiva assoluzione) chiacchierando con il Riformista si era lasciato andare a un pronostico. A proposito dei rapporti non proprio idilliaci tra Cuffaro e Lombardo, Mannino riteneva che gli attriti tra i due sarebbero diminuiti. &lt;br /&gt;
E aveva certamente escluso che si potesse arrivare a una rottura sul piano politico sulla base di questa considerazione: il centrodestra e l`Udc mai e poi mai sarebbero arrivati a una divisione. &lt;br /&gt;
La congettura - universalmente condivisa fino a poco tempo fa - era basata sull`ordinario buonsenso e su un`esperienza pluridecennale. Oggi è stata fragorosamente smentita dai fatti. E Mannino ammette che «era inimmaginabile. Il presidente della Regione ha vinto con una maggioranza e oggi ha travalicato i confini delle garanzie di questa stessa maggioranza.

Ma per andare dove?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lo dica lei, dove andrà questo governo assortito?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; La verità è che manca la destinazione finale, siamo in una crisi senza sbocchi. Perché Lombardo ha formato questa squadra, ma poi - alla conta dei voti in aula - non avrà mai il supporto necessario per l`avallo dei suoi provvedimenti. E questo condurrà drammaticamente alla paralisi. A uno stato di crisi permanente, a un logoramento costante.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Un passo falso, insomma.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Uno dei tanti. Il primo errore Lombardo lo ha commesso quando ha formato la sua prima giunta.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Si riferisce all`esclusione dalla giunta dell`udc Nino Dina per via delle sue vicende giudiziarie?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; In quel modo si è messo contro Cuffaro e contro l`Udc. Da quel momento si è incrinato pesantemente il rapporto con il suo principale alleato. Perché, parliamoci chiaro, Lombardo senza l`Udc non avrebbe mai potuto fare il presidente della Regione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Poi però ha trovato un inedito feeling con Forza Italia e con Micciché.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Anche questo, un errore. Perché capisco che devi dialogare con Forza Italia, ma fallo con la parte giusta. E per ora in Sicilia Forza Italia vuol dire il binomio Alfano-Schifani, non Micciché. &lt;br /&gt;
Lombardo invece che fa? Non parla con i maggiorenti forzisti, però ostenta un`amicizia personale con Silvio Berlusconi. Il suo rapporto col premier sarà pur cordiale, ma i fatti sono altri.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E quali sono?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Berlusconi alla Sicilia fa solo danno. Il federalismo fiscale per noi è peggio di una mannaia. Per non parlare della famigerata storia dei fondi Fas, quelli per lo sviluppo. Soldi destinati all`isola e all`isola negati. Se la frequentazione con Berlusconi produce questi effetti, mi scusi, ma è meglio non averla. Anche perché così Lombardo sta diventando la vittima di un tragico paradosso. Lui, alfiere del vessillo dell`autonomia siciliana, di fatto sta consegnando a Berlusconi questa autonomia.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Secondo lei che succederà?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Certamente Lombardo non ha il coraggio di confrontarsi e trattare con Berlusconi per la Sicilia e allora prova a far la voce grossa con il Pdl siciliano.

Il risultato è che sta lacerando il centrodestra.

Siamo a una svolta interessante, molto. Perché anche stavolta la Sicilia potrebbe essere il laboratorio politico d`Italia. E la destabilizzazione del centrodestra avrà importanti riflessi in Italia.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E l`Udc?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; L`Udc non sarà più una sentinella del centrodestra ma un avamposto del Centro.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Secondo lei, Lombardo che avrebbe dovuto fare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Un passo indietro, avrebbe dovuto tornare a dialogare col Pdl.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma il gossip vuole che proprio la maggioranza avesse pronta in questi giorni una mozione di sfiducia. Non sarebbe stato un suicidio?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Beh, una mozione di sfiducia, se approvata, manderebbe a casa i novanta deputati. Lei crede che all`Ars si troverebbero 46 persone disposte a rinunciare alla legislatura e rituffarsi nel gorgo dei rischi e dei costi di una nuova campagna elettorale?.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MAXKB&quot;&gt;Il Riformista - Alessia Bivona&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Sicilia. No dal Pdl a tre nuovi assessori. «Non ho seguito questa vicenda da vicino. Si tratta di questioni locali e di dissensi personali...»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/29/silvio-berlusconi/sicilia-no-dal-pdl-a-tre-nuovi-assessori-%C2%ABnon-ho-seguito-questa-vicenda-da-vicino-si-tratta-di-questioni-locali-e-di-dissensi-personali-%C2%BB/391365"></link>
  <updated>2009-05-29T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391365</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il coordinamento nazionale del Pdl, composto da Bondi, La Russa e Verdini, ha sospeso dal partito i deputati siciliani Gianfranco Bufardeci, Michele Cimino e Luigi Gentile. La loro colpa? Essere entrati nella nuova giunta Lombardo.

&lt;p&gt;
La decisione era stata annunciata dal Pdl il giorno che Lombardo ha annunciato la nuova giunta. Ancora qualche minuto prima che il governatore presentasse la sua squadra, Bondi, La Russa e Verdini avevano ammonito che non sarebbero state accettate «furbizie» e tantomeno decisioni definitive prima del voto europeo del 6 e 7 giugno.

&lt;p&gt;
Gli assessori incriminati non accettano la decisione del coordinamento nazionale Pdl e chiedono l'intervento di Berlusconi. Che però mostra di non voler prendere nessuna decisione in merito. 
&lt;p&gt; «Confesso che non ho seguito questa vicenda da vicino proprio perchè impegnato con il G8 e il terremoto: si tratta di questioni locali e di dissensi
personali che si elimineranno con nuove persone capaci di fare le riforme necessarie. Sempre nell'ambito del centro destra e
del Pdl».

&lt;p&gt;
Il centrodestra sta comunque studiando un modo per modificare in Parlamento lo Statuto siciliano, in modo da rendere più facile la sfiducia del governatore Lombardo. In Sicilia verrà invece presentata dal Pdl una «mozione di censura» nei confronti del presidente della Regione e della nuova giunta.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.unita.it/news/85166/il_pdl_sospende_i_tre_ribelli_entrati_nella_nuova_giunta_lombardo&quot;&gt;l'Unità.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Raffaele LOMBARDO: Regione Sicilia. &quot;Ho chiesto a tutti gli assessori di presentare le dimissioni. Questa casa va rasa al suolo e ricostruita&quot;.</title>
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  <updated>2009-05-25T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Sicilia (Partito: MOV. PER L'AUTONOMIA) - Consigliere Regione Sicilia (Gruppo: MpA) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Palermo - Il presidente della Regione siciliana, Raffaele Lombardo (Mpa) ha annunciato in una  conferenza stampa di avere &quot;azzerato&quot; la Giunta da lui presieduta. La decisione del leader del Movimento per l'Autonomia fa seguito ad aspre polemiche all'interno della maggioranza di Centrodestra che sostiene la coalizione, della quale fanno parte anche il Pdl e l'Udc.

&lt;p&gt;
&quot;Ho chiesto a tutti gli assessori di presentare le dimissioni - ha detto Lombardo - perché stare in questo governo significa non sabotarlo. Questa casa va rasa al suolo e ricostruita&quot;.

&lt;p&gt;
Il Governatore ha poi rilanciato l'ipotesi, ventilata in questi giorni, di un &quot;governo istituzionale&quot; aperto anche al Pd. &quot;Propongo un governo - ha detto - con quei pezzi di partito che ci si staranno&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Quarantotto ore ed avremo una giunta in grado di operare&quot;. Riferendosi all'ipotesi di un &quot;governo istituzionale&quot; Lombardo ha aggiunto: &quot;Si riscrive un programma e si riparte con chi ci sta. Non penso di ribaltare le alleanze dell'anno scorso. Sarà una giunta composta da forze politiche e da esterni&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Il Pd - ha puntualizzato Lombardo - è una forza importante all'assemblea regionale, che ha dato un utile apporto all'approvazione di alcune riforme come quella sanitaria, ma ha fatto una scelta di opposizione che spero costruttiva&quot;.

&lt;p&gt;
Il Governatore, dopo avere invitato a &quot;svelenire&quot; clima politico, ha auspicato il varo di una giunta &quot;aperta alle forze sociali, sindacali e a tutti quelli che ci stanno per sottoscrivere un programma per lo sviluppo della Sicilia e la salvaguardia dell'autonomia&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Il modello della riduzione dei dipartimenti deve ispirare una coerente sburocratizzazione della macchina amministrativa&quot;, questo il pensiero di Lombardo per cercare di far ripartire la macchina amministrativa: &quot;Mentre attendono di essere esaminati dall'assemblea - ha aggiunto - con grande pregiudizio non solo per le finanze degli enti locali sia la riforma del sistema dei rifiuti sia le misure  degli aiuti alle imprese con si sbloccano i fondi&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Non si può stare nella maggioranza e nel governo - ha osservato - e dire che ci aspettano i fondi Fas&quot;. In questo momento delicato per il Centrodestra non poteva mancare un accenno al premier: &quot;Certo che sentirò Berlusconi. Lo farò con molto piacere. Mi spiace che in questo momento viva  una fase non facile, ma è stato proprio in una fase non facile che, quando nacque il Movimento per l'autonomia, venne a Catania e la nostra esperienza partì in quell'occasione&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Perché sia chiaro, - ha aggiunto - fra tanta gente che lo consiglia male, non so se in un momento di grande difficoltà come questo, si ritroverebbe sempre accanto a lui. Questo sospetto, o questo dubbio, per quanto mi riguarda non ha motivo di esistere&quot;.

&lt;p&gt;I COMMENTI
&lt;p&gt;
GIAMBRONE (IDV): &quot;TORNARE SUBITO ALLE URNE&quot;. &quot;Adesso si dia voce ai siciliani che fino ad oggi sono stati mortificati da un governo inadeguato che si è preoccupato solo dei personalismi.

&lt;p&gt;
Da troppo tempo assistiamo ad atteggiamenti indecorosi, beghe, dissidi interni che hanno mandato in sofferenza la legislatura e dimostrato come questa maggioranza non sia mai esistita e, con la decisone di oggi, non ha più i numeri per governare&quot;. Così il senatore Fabio Giambrone, commissario regionale siciliano di Italia dei valori.&lt;br /&gt;


&quot;La naturale conseguenza - conclude - che come Italia dei valori chiediamo a gran voce, è di tornare immediatamente alle urne per far finire questo scempio&quot;.

&lt;p&gt;
CRACOLICI (PD): &quot;FALLIMENTO DEL CENTRODESTRA&quot;. La notizia dell'azzeramento della giunta non ha sorpreso il Pd siciliano che per bocca di Antonello Cracolici parla di &quot;fallimento del Centrodestra in Sicilia con un epilogo inevitabile dopo un anno di conflitti&quot;. Quanto all'ipotesi di un dialogo con il governatore, Cracolici afferma che &quot;al momento non ci sono nè chiusure nè aperture. Siamo un partito - aggiunge - le scelte devono essere collegiali&quot;.

&lt;p&gt;
PAGANO (PDL): &quot;LOMBARDO HA PERSO LA TESTA&quot;. &quot;L'azzeramento della giunta regionale è la prova concreta che Lombardo ha perso la testa&quot;. Lo ha detto Alessandro Pagano, deputato del Pdl  commentando la decisione del presidente della Regione.&lt;br /&gt;


&quot;Questo ci dispiace - ha concluso - perchè una figura deve saper navigare anche in acque agitate, serviva un po' più di sangue freddo. Confidiamo ora saper nella necessità di ritrovare il dialogo nell'interesse della Sicilia, mettendo al bando ritorsioni e diffidenze&quot;.
&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.lasicilia.it/index.php?id=22133&amp;template=lasiciliait&quot;&gt;La Sicilia.it&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Salvatore CUFFARO: Sicilia. Cuffaro svela Lombardo. «Vuole tutto. Paralizzerà la Regione»  -  Colloquio</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/23/salvatore-cuffaro/sicilia-cuffaro-svela-lombardo-%C2%ABvuole-tutto-paralizzer%C3%A0-la-regione%C2%BB-colloquio/391364"></link>
  <updated>2009-05-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>391364</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Lista di elezione: UDC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Quando il governatore ero io, non c`è nomina che non abbiamo fatto insieme&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
 Se lo ricorda il gallo che le regalò Lombardo, senatore? &lt;br /&gt;
Totò Cuffaro sorride, al ricordo del dono di quello che allora erail suo miglior amico, oltre che il suo alleato più fedele. «Certo che me lo ricordo» sussurra. Lui gli aveva regalato un maialino, e l`altro aveva ricambiato con il più bello dei suoi galli. Altri tempi.

&lt;p&gt;
Oggi il suo ex amico Raffaele ha annunciato la sua nuova giunta: la prima da 24 anni a questa parte - in cui Totò non entra o non designa almeno un assessore. Da questo momento è fuori dalla Regione, danaroso epicentro del potere in un`isola sempre più povera. E` l`ultimo atto, mormorano a Palermo, della &quot;decuffarizzazione&quot; della Sicilia.&lt;br /&gt;


Eppure lui è di ottimo umore. Ha passato momenti peggiori:l`avviso di garanzia per concorso esterno in associazione mafiosa, per esempio.&lt;br /&gt;


O la condanna che lo costrinse a dimettersi da presidente della Regione.

&lt;p&gt;
Siamo nel suo studio, al secondo piano di un elegante condominio, davanti a una scrivania circondata da crocifissi e madonnine. «Quella è la Madonna di Tindari, quella è l`Immacolata Concezione, quella è la Madonna di Fatima, quella viene dal Brasile, quella dalla Spagna.

Me ne hanno regalate quattrocento, tra crocifissi e madonnine, quando è successo il mio fatto». Parla della condanna e delle dimissioni?&lt;br /&gt;
 «No, parlo dell`avviso di garanzia».&lt;br /&gt;


Ah, ecco.

Quando ancora Lombardo avvertiva: «Rinnegare Cuffaro è da vermi», e Totò diceva di Raffaele:&lt;br /&gt;


«Il nostro legame è indissolubile».

Oggi invece il suo successore a Palazzo d`Orleàns sta mettendo alla porta uno dopo l`altro tutti gli uomini del suo ex amico e alleato.

Ma lui non ci sta, a passare per il vecchio che viene cacciato dal nuovo. «Lombardo sta smantellando se stesso. E` stato il mio segretario regionale, nell`Udc.

E`stato il mio amico più caro, in politica, fin da quando frequentavamo insieme la segreteria di Calogero Mannino.

&lt;p&gt;
Non c`è una sola nomina, non c`è una sola decisione politica, che io non abbia concordato preventivamente con lui. Prima ci mettevamo d`accordo noi due, poi convincevamo gli altri partiti ad accettarle».&lt;br /&gt;
 Io e Lombardo, spiega Cuffaro, eravamo una cosa sola. &lt;br /&gt;
«Sa una cosa? Io ho litigato una sola volta nella mia vita con Casini. Per nominare assessore un uomo di Lombardo, Pistorio. E sa quale assessorato gli diedi? L`assessorato alla Sanità. Infatti se lei va a vedere, buona parte dei direttori generali delle Asl siciliane sono uomini di Lombardo. &lt;br /&gt;
Suo cognato, per dire, è direttore generale a Enna. &lt;br /&gt;
A Catania, a Messina, a Caltagirone, a Palermo, a Caltanissetta, lei trova tutti uomini dell`Mpa di Lombardo. &lt;br /&gt;
Perciò quando sento dire che vuole smantellare la Sanità, io dico: si smantella da solo». Vuol dirmi, senatore, che lei non piazzò i suoi nomi nelle Asl? «Per carità, c`è pure qualche amico mio. Si capisce. Ma sono sempre di meno.&lt;br /&gt;


Uno è morto, un altro si è dimesso».
&lt;p&gt;

Però il &quot;cuffarismo&quot; era un sistema di potere sotto gli occhi di tutti, non se l`è inventato Lombardo.&lt;br /&gt;


«Parla dei direttori generali degli assessorati? Anche lì, ripeto, ogni nome lo scegliemmo insieme, io e Raffaele. Oggi vedo che quei nomi sono stati sostituiti, in buona parte, con quelli di dirigenti dell`Mpa. E questo lo chiama &quot;decuffarizzare&quot;? Vogliamo parlare di quello che è successo all`assessorato alla Sanità?».&lt;br /&gt;


Parliamone: dicono che lei non abbia preso bene il taglio dei fondi per le case di cure e i laboratori d`analisi, che lo scontro con Lombardo sia cominciato proprio da lì.&lt;br /&gt;
 «Macchè. La rottura è avvenuta quando lui, eletto presidente, ha cominciato a prendere le distanze da me.&lt;br /&gt;


Umanamente. Quando non ha smentito la notizia, falsa, che io ero rimasto quattro ore nella sua anticamera. Quando ha lasciato fuori dalla sua giunta l`unico nome che gli avevo dato io, il capogruppo dell`Udc. Voleva accreditare l`idea che io fossi il vecchio e lui il nuovo. Dopo di ché lui ha sbagliato tutto. &lt;br /&gt;
Ha voluto governare senza coinvolgere gli altri partiti. Ha rinnegato quello che c`era scritto nel programma».

&lt;p&gt;
E ha impugnato la bandiera dell`autonomismo, sfidando persino Berlusconi. Cuffaro alza gli occhi al cielo.&lt;br /&gt;
 «Se essere autonomisti significa fare quello che si vuole senza dar conto a nessuno, Lombardo è certamente un autonomista. Ma non tiriamo in ballo la difesa dell` autonomia siciliana perché è solo una burla indecente. &lt;br /&gt;
Lui sta solo utilizzando il suo ruolo istituzionale per portare voti al suo partito. Punto.

&lt;p&gt;
Non si fa un governo senza maggioranza». Il sottosegretario Micciché ha scommesso una cena per tutti i 90 membri dell`Assemblea regionale che la mozione di sfiducia contro Lombardo non avrà più di dieci voti.&lt;br /&gt;
 «E probabilmente non ha torto. Ma certo l`Assemblea non approverà le leggi proposte da questo governo. Dunque andremo alla paralisi. Se davvero Lombardo vuol bene alla Sicilia, si dimetta e ci faccia tornare alle urne».&lt;br /&gt;
 Magari qualcuno dei vostri potrebbe appoggiarlo.&lt;br /&gt;
 «Il primo che lo fa è espulso dal partito».

&lt;p&gt;
Il cameriere porta via il caffè, il telefonino di Cuffaro riprende a squillare, deve andare a un incontro elettorale.&lt;br /&gt;
 Ma il gallo, gli domando, che fine ha fatto il gallo di Lombardo? &lt;br /&gt;
«Una brutta fine, purtroppo. Ha cominciato a beccare e a uccidere le galline. Ci abbiamo fatto il brodo. Raffaele si è mangiato il maiale che gli avevo regalato io, io mi sono mangiato il gallo che mi aveva regalato lui. Direi che siamo pari».

&lt;p&gt;
Guardate i direttori generali degli assessorati: sostituiti in gran parte con dirigenti del suo partito, l`Mpa.&lt;br /&gt;
 Lui si è mangiato il maialino che gli avevo regalato io, io il gallo che mi aveva regalato lui. Siamo pari, direi.&lt;br /&gt;
  
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=MB06Q&quot;&gt;La Repubblica - Sebastiano Messina&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Giovanni RUSSO SPENA: Rai. Villari perde la poltrona Pd e Pdl rilanciano Zavoli</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/22/giovanni-russo-spena/rai-villari-perde-la-poltrona-pd-e-pdl-rilanciano-zavoli/388361"></link>
  <updated>2009-01-22T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388361</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Ha lottato e resistito. Ma alla fine, Riccardo Villari, è stato costretto a mollare la poltrona. Con una lettera inviata dai presidenti di Camera e Senato; Gianfranco Fini e Renato Schifani, ai quaranta commissari, di cui ben 37 già dimissionari, finisce così la telenovela sulla vigilanza Rai.

 
&lt;p&gt;

«Al fine di consentire il rinnovo integrale si deve considerare revocata la sua nomina - recita la nota mandata dalla seconda e terza carica dello Stato a ciascun membro - Conseguentemente, si procederà alla scelta dei componenti sulla base delle nuove indicazioni dei gruppi parlamentari ed alla successiva convocazione dell’organo, da svolgersi in una seduta che sarà appositamente convocata».

&lt;p&gt;
 

Una decisione presa dopo che le giunte del Regolamento di entrambi i rami del parlamento hanno proposto un intervento urgente per porre fine allo stallo esistente. La situazione, in effetti, era surreale: coi commissari di Pd e Pdl dimissionari, il presidente Riccardo Villari era rimasto solo coi fedelissimi Marco Beltrandi (radicale) e Luciano Sardelli dell’Mpa. Proprio l’esponente pannelliano, che da giorni occupava palazzo San Macuto e l’altroieri accusava il presidente Napolitano di «assoluto silenzio», annuncia che ricorrerà «in ogni sede» contro questo provvedimento: «Fini smentisce se stesso - denuncia - Appena due mesi fa, in occasione delle annunciate dimissioni di Orlando e Pardi dell’Idv, aveva subordinato l’effettività delle dimissioni alla contestuale nomina dei nuovi componenti. Ora invece la nomina avverrà in un tempo futuro». Poi si augura che i suoi compagni di sventura (Sardelli e Villari) lo accompagnino nel gesto.

&lt;p&gt;
 

Dal canto suo l’«irremovibile» Riccardo risponde con un «aspettiamo, vedremo», convocando, con sorpresa generale, per domani alle 13,30 la commissione. All’ordine del giorno ci sarebbero le «comunicazioni del presidente». «Sono sereno - aggiunge Villari - una cosa mi ha insegnato questa vicenda, quella di giudicare dopo aver capito». Sono le ultime cartucce sparate in una vicenda che adesso dovrebbe andare a conclusione senza grossi intoppi, visto che Pdl e Pd sembrano voler accelerare i tempi rispolverando quell’intesa tra Walter Veltroni e Gianni Letta sul nome di Sergio Zavoli, giornalista decano della Rai, come nuovo presidente di vigilanza.

 
&lt;p&gt;

Marina Sereni, vicecapogruppo alla Camera del Pd, nel primo pomeriggio è la prima ad uscire allo scoperto: «Ripartiamo dalla convergenza trovata su Zavoli». Trova l’immediato plauso della maggioranza. «Abbiamo già dato il nostro assenso sul suo nome, visto il profilo del personaggio», replica il nazional-alleato Italo Bocchino che vede nello scioglimento dell’attuale commissione «un gesto dovuto».

&lt;p&gt;
 

Le giunte del Regolamento riconoscono esclusivamente ai presidenti delle due Camere il potere di procedere al rinnovo integrale della commissione «da esercitare tempestivamente». Nessun problema. Maggioranza e opposizione sembrano voler bruciare le tappe dando una mano a Fini e Schifavi. Già ieri sera i capigruppo di Pd e Pdl indicano i propri componenti alla prossima commissione. Nessuna novità, tutti confermati. Tranne Riccardo Villari, espulso dal gruppo dei «democratici». Al suo posto il senatore di Cremona Mauro Ceruti, docente universitario di filosofia della scienza. Confermato invece il deputato radicale Beltrandi. 
&lt;p&gt;

 

Chi invece non vuol sentir parlare di inciuci sulla Rai è Antonio Di Pietro, il quale considera lo scioglimento della commissione di vigilanza come «una soluzione peggiore del male». «Villari - sottolinea l’ex magistrato - è stato eletto per fare un torto all’Italia dei Valori. Ora chi l’ha voluto vorrebbe mandarlo via, ma non si può aggiungere illegittimità a illegittimità». Poi ammette che Villari «si deve dimettere, ma deve essere una sua decisione»: «Non si può stravolgere - conclude - la legge costituzionale e la prassi per rimediare a una coltellata politica». Ancor più rancoroso è il commento dell’altro esponente dell’Idv, Leoluca Orlando, fatto fuori come papabile presidente dopo il veto della maggioranza e prima di esser scaricato dal Pd: «Quella della commissione di vigilanza Rai è una storia esemplare di corruzione politica e di eversione istituzionale».

&lt;p&gt;
 

Intanto con la revoca della nomina di Villari, si appresta a concludersi, salvo nuove sorprese, la vera partita che interessa ai due poli: quella sul consiglio d’amministrazione della Rai. Ben sette dei nove membri devono infatti esser scelti dalla vigilanza che poi deve esprimere almeno i due terzi del proprio gradimento per l’elezione del presidente del Cda.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KJ6TW&quot;&gt;Il Manifesto - Giacomo Russo Spena&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Riccardo VILLARI: «Vogliono la poltrona,  non che la Commissione funzioni»  -  INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/19/riccardo-villari/%C2%ABvogliono-la-poltrona-non-che-la-commissione-funzioni%C2%BB-intervista/388299"></link>
  <updated>2009-01-19T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388299</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: CN) - Pres. commissione Senato Vigilanza Rai  (Gruppo: Misto) - Senatore (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Nella seconda Repubblica abbiamo visto di tutto, ma mai il mio partito si era mosso con questa violenza»&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Presidente Villari, ora che si è detto disponibile alle &lt;a href=&quot;http://www.ilmattino.it/stampa_articolo.php?idapp=13830&quot;&gt;dimissioni&lt;/a&gt; c’è chi dice che è un gesto che andava fatto prima…&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Sono stato legittimamente eletto con voto segreto, dopo oltre sei mesi di votazioni andate a vuoto. Non ho trattato sotto banco né fatto accordi con la maggioranza; tantomeno tradito il partito democratico, del quale tuttora mi onoro di essere stato tra i fondatori. La testardaggine di Veltroni e la prepotenza di Di Pietro hanno consentito al centrodestra di rompere una prassi – non, però, di contravvenire ad una Legge - che voleva l’opposizione eleggere un presidente con i voti della maggioranza, risultando quindi non sgradito a quest’ultima. Ricordo, ad esempio, che Storace prevalse per un voto sul candidato “ufficiale” dell’opposizione (l’onorevole Fumagalli Carulli) con i voti dell’allora maggioranza di centrosinistra. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Però i voti dell’opposizione di centrosinistra nel suo caso sarebbero stati soltanto due…&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Poche ore dopo la mia elezione mi sono piovute accuse da una parte del Pd, Veltroni in testa, di essere stato eletto con i voti della destra e che si doveva tornare ad Orlando presidente. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E lei?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Mi sono rifiutato. Da allora un continuo di offese, intimidazioni, insinuazioni di essermi venduto al Pdl. Ho chiesto a Veltroni ed al mio capogruppo Finocchiaro di difendere la mia reputazione e la mia moralità, pur non condividendo loro il mio atteggiamento politico. Niente, per tutta risposta è proseguito ed anzi si è intensificato il fuoco amico, insieme a Di Pietro. Senza contestarmi nulla che mi consentisse la difesa, mi hanno espulso dal gruppo, dal partito e cancellato dai costituenti del Pd nonostante fossi stato eletto con le primarie, come Veltroni. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Ma il Pd voleva un’altra persona alla presidenza della Commissione di Vigilanza sulla Rai….&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Avevo offerto ampia disponibilità per superare lo scontro che il mio stesso partito aveva determinato sul mio nome: in cambio pretendevo solo il riconoscimento della mia correttezza e dignità per le istituzione che rappresento. &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Alla fine però un’intesa tra maggioranza e opposizione sul nome di un nuovo presidente era stata trovata…&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Veltroni, trattando con una parte della maggioranza ha tirato fuori dal cilindro il nome di Sergio Zavoli, un galantuomo di 85 anni. A quella età si è un padre nobile, non uomo di trincea che va in Commissione ogni mattina. Come ha affermato Gianni Letta, tirarlo in ballo è stato un gesto poco generoso ed aggiungo anche cinico. In sintesi, non hanno voluto restituirmi onore e dignità. Non mi hanno nemmeno informato dell’intesa su Zavoli, non consentendomi di uscirne a testa alta. Al contrario, pretendevano che me ne andassi come un ladro, un abusivo, come un’ammissione di colpa. Mi si dica piuttosto di cosa sono responsabile e perché dovrei dimettermi. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;E’ anche vero che fino ad oggi la sua indisponibilità alle dimissioni ha di fatto bloccato il lavoro della Commissione…&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Chi mi ha eletto conosceva le prerogative e le funzioni della Commissione, la sua delicatezza e immodificabilità, affinché non si potesse orientarne compiti e funzioni. Mi si risponda allora: sono un ladro, non sono degno, sono inadeguato? Perché volete cacciarmi? Chiedo che mi si risponda con la stessa pubblicità con cui sono stato offeso. &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
C’è anche chi l’ha accusata di non essere all’altezza del ruolo…&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Fino ad un minuto prima della mia elezione ero indicato nell’ufficio di presidenza, quindi ritenuto idoneo.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Anche dal segretario del Pd non sono mancate le critiche…&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Veltroni è venuto nella mia città in campagna elettorale, in una Napoli coperta dai rifiuti e svillaneggiata sui giornali e le televisioni di tutto il mondo. Da allora il segretario ha difeso tutto e tutti: Bassolino, Iervolino, Di Pietro, il figlio, tutti tranne me; un suo senatore, numero tre nella lista dell’Ulivo del 2006, candidato a sindaco di Napoli allorquando la Iervolino comunicò ufficialmente la sua iniziale volontà di non ricandidarsi per un secondo mandato, una persona perbene. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;L’hanno anche accusata di essere attaccato alla poltrona…&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Se il mio torto è la consapevolezza delle regole ma sempre nel rispetto delle istituzioni, non essere servo e prono agli apparati e ai partiti, ebbene allora mi prendo tutto il torto. &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Poi però è arrivata una richiesta di dimissioni anche dai presidenti delle Camere…&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Dov’era il presidente Schifani, uno dei leader del centrodestra, oltre che presidente del Senato, allorquando gli esponenti della sua stessa maggioranza membri della commissione RAI, preannunciavano la loro intenzione di votare un’esponente dell’opposizione diverso da Orlando come poi è accaduto? E i ripetuti appelli che vengono rivolti alla mia persona solo perché convoco la Commissione per ottemperare agli obblighi, garantendo così il funzionamento delle istituzioni cosi come sollecitato dal capo dello Stato, questi appelli i presidenti delle Camere perché non li rivolgono anche a coloro i quali in commissione non vengono? &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Resta il fatto che la Commissione con la sua presidenza è rimasta impantanata…&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Non si tratta di ostruzionismo perché non ho commesso alcun atto politico da contrastare. Si tratta invece di un atteggiamento violento e partitocratrico nei confronti di un’istituzione delicata perché di vigilanza e di garanzia. Non ho mai avuto poltrone né le ho cercate. Non c’era il mio nome tra gli oltre cento nomi del governo Prodi né tra gli infiniti incarichi assegnati e decisi da Veltroni in persona quasi ogni giorno. Hanno minacciato revoche, espulsioni, scioglimenti, incuranti della mortificazione cosi inflitta alle istituzioni. &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
Vuol dire che ce l’hanno con lei?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Il leader del Pd, partito al quale continuo a sentirmi di appartenere, ha messo in campo una campagna di pressione che non è stata adottata contro nessun altro, nemmeno nei momenti più difficili dello scontro politico. Nella seconda repubblica abbiamo visto di tutto, ma mai il mio partito si era mosso con questa, lo voglio dire, violenza.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Di che cosa lo accusa?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Sia chiaro: non vogliono che la Commissione funzioni, ma esclusivamente la disponibilità del mio incarico, la poltrona. Intanto la Commissione ha lavorato e ad una delle sedute hanno partecipato i componenti di tutti gli schieramenti politici: sono venuti a votare se stessi, a sistemare alcuni di loro sulle poltrone di vicepresidenti e segretari, incarichi per i quali percepiscono un’indennità, in nome dei quali, c’è chi mi attacca sui mezzi d’informazione, anche se non ne assolvono gli obblighi. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Cosa le lascia questa esperienza?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

Tra le cose spregevoli che mi sono state rinfacciate ci sono le indennità dovute alla carica di Presidente. Tengo a comunicare che non intendo avvalermi dei 3.200,00 euro lordi mensili previsti per il mio incarico, dei rimborsi telefonici previsti né dell’auto di servizio. Ho offerto ampia disponibilità ad un confronto politico ma nel mio partito la “politica” soccombe alla disciplina e all’autoritarismo. &lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Risvolti positivi?&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
 

In questo scontro politico ho trovato la solidarietà dei Radicali e dell’MpA. Beltrandi e Sardelli hanno garantito il funzionamento dell’istituzione, Marco Pannella con generosità e coraggio ne ha denunciato il vulnus.&lt;br /&gt;
 

&lt;b&gt;Che cosa si aspetta adesso?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Non ho alcuna intenzione di essere il capro espiatorio di atteggiamenti contraddittori da parte di alcuni dei protagonisti di questa triste vicenda. Offro quindi al giudizio di tutti quella valutazione politica cui ho fatto inutilmente riferimento: si permetta alla Commissione di assolvere agli obblighi previsti dalla Legge (regolamento per le elezioni in Sardegna, Sottocommissione per l’accesso, Consiglio di Amministrazione della RAI, regolamenti per le funzioni ispettive e di vigilanza proprie della Commissione già discusse in precedenti sedute). Tutti sappiamo che per esaurire questi punti c’è bisogno di una sola seduta, specie allorquando se ne avverte l’urgenza e si è sensibili alle ragioni delle istituzioni e della più grande azienda che produce cultura nel nostro Paese, la RAI appunto. &lt;br /&gt;

&lt;b&gt;
E poi?&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;


Un secondo dopo sono disponibile a mettere all’ordine del giorno la discussione sulle mie dimissioni che, per rispetto alle istituzioni non intendo tenere in altra sede, magari nelle segrete stanze dei partiti.&lt;br /&gt;




&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_gennaio_19/intervista_villari_a403f654-e656-11dd-92d4-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Corriere della Sera - Marco Letizia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Riccardo VILLARI: «Io mi attengo a un percorso istituzionale. Si rileggano bene la legge»</title>
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  <updated>2009-01-15T00:00:00Z</updated>
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  <id>388210</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: CN) - Pres. commissione Senato Vigilanza Rai  (Gruppo: Misto) - Senatore (Gruppo: Misto) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Io mi attengo a un percorso istituzionale, come ho detto fin dall’inizio della vicenda», dice Riccardo Villari, presidente della commissione di Vigilanza che ostenta tranquillità. Oggi alle 14 si riunisce la commissione. Ci sarà sicuramente Villari e con lui Marco Beltrandi (radicale nel Pd) e Luciano Sardelli (Mpa) che lo hanno sostenuto sempre. «L’unica cosa che mi sentirei di suggerire a tutti - spiega Villari - è di rileggersi la legge istitutiva della Vigilanza. Non la legge del 1975, no, ma la legge del 1947, la prima legge che ha istituito la commissione e che non è stata superata dalla legge del 1975». «Chi continua a bloccare la Vigilanza per motivi misteriosi lavora, di fatto, per indebolire la Rai e renderla sempre più vulnerabile», dice Giorgio Merlo, Pd. &lt;br /&gt;
«E una vergogna. Sarebbe meglio che la Vigilanza non ci fosse nemmeno», dice Antonio Di Pietro.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=KGES6&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Mario Cantarella: &quot;Non farò scelte banali&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/06/17/mario-cantarella/non-far%C3%B2-scelte-banali/359464"></link>
  <updated>2008-06-17T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Biancavilla (CT) (Partito: CEN-DES(LS.CIVICHE)) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dichiarazione rilasciata ad una emittente televisiva privata della provincia di Catania.

Mario Cantarella, candidato nuovamente alla poltrona di primo cittadino, non riesce a superare il primo turno. Il sindacalista della Cgil, leader del Partito Democratico biancavillese, Giuseppe Glorioso e l'ex vicesindaco della Giunta Cantarella, Salvuccio Furnari, esponente di spicco del Movimento per l'Autonomia di Raffaele Lombardo si affrontano al Ballottaggio.

Cantarella, uomo del PDL, dichiara di essersi sentito &quot;pugnalato alle spalle&quot; e che per il Ballottaggio &quot;non farò scelte banali&quot;. 
Cantarella, infatti, sosterrà il candidato del Centrosinistra Glorioso.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.biancavilla.splinder.com/post/17488420&quot;&gt;Vincenzo Ventura&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SALVATORE FURNARI: &quot;Mi dimetto, meno la fiducia al Sindaco&quot;</title>
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  <updated>2008-05-20T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Intervista del direttore di Tva Notizie, Salvo Sidoti, al vicesindaco dimissionario del Comune di Biancavilla, Salvuccio Furnari, esponente di spicco del Movimento per l'Autonomia. 
Furnari sfiderà il candidato del Centrosinistra Pippo Glorioso, il presidente del Consiglio comunale uscente Antonio Portale e il sindaco uscente Mario Cantarella, al cui fianco ha lavorato fino alla scandenza naturale del mandato elettorale. 

__________________________________
Furnari ha superato lo scoglio del primo turno e ha sfidato il candidato del Centrosinistra Glorioso al turno di ballottaggio. La vittoria al ballottaggio è stata del Centrosinistra. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.youtube.com/watch?v=k_-h3-ve0zc&quot;&gt;Vincenzo Ventura&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Raffaele LOMBARDO: Con Miccichè faremo formazione autonoma</title>
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  <updated>2008-04-05T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">&quot;Da tempo con Gianfranco Micciché coltiviamo un'idea. Quella di una formazione politica autonomista. è un'idea che prima o poi maturerà. Forse fra dieci anni. Io la girerò ai posteri, lui la guiderà da protagonista, perché è più giovane di me&quot;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.qds.it/qds.nsf/0/0B9353C540DB5605C1257421005FF61B?OpenDocument&quot;&gt;Quotidiano di Sicilia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ferdinando LATTERI: Ho scelto Lombardo perchè il PD maltratta la Sicilia</title>
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  <updated>2008-03-12T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: L'  Ulivo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Lattiere spiega il suo passaggio dal Partito Democratico al MPA di Lombardo.
&lt;p&gt;Per scaricare l'articolo &lt;a href=&quot;http://www.ferdinandolatteri.com/stampa/rassegnastampa/corriere_120308.pdf&quot;&gt;clicca qui&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ferdinandolatteri.com/stampa/rassegnastampa/corriere_120308.pdf&quot;&gt;corriere della sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: Accordo per la Sicilia e il sud con il MPA di Raffaele Lombardo</title>
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  <updated>2008-02-24T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FI) - Consigliere  Consiglio Comunale Milano (MI) (Lista di elezione: FI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&quot;Abbiamo chiuso positivamente l'accordo per la Sicilia e il sud con il Movimento per le Autonomie di Raffaele Lombardo. Siamo sicuri che anche in Sicilia otterremo una grande vittoria che ci dara' la possibilita' di avere molti senatori in piu'&quot;. Lo ha detto Silvio Berlusconi intervenendo telefonicamente da Roma al convegno &quot;Verso il Ppe&quot; organizzato a Torino dall'Associazione per il Partito Popolare Europeo di Vito Bonsignore cui stanno partecipando anche Guido Crosetto e Sandro Bondi. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agi.it/politica/notizie/200802241201-pol-rt11011-art.html&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco MICCICHE': Elezioni Sicilia: Berlusconi è stato costretto a indicare Lombardo per una serie incredibile di pressioni</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/02/23/gianfranco-micciche/elezioni-sicilia-berlusconi-%C3%A8-stato-costretto-a-indicare-lombardo-per-una-serie-incredibile-di-pressioni/329200"></link>
  <updated>2008-02-23T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Consiglio Regione Sicilia (Lista di elezione: FI) - Pres. Consiglio Regione Sicilia (Lista di elezione: FI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; Il giorno dopo la sua esclusione dalla corsa per Palazzo dei Normanni - e la parallela cancellazione del progetto Prestigiacomo che lui avrebbe comunque condiviso -, per Gianfranco Micciché è il giorno dell'amarezza. Non lascerà il Pdl, come si era vociferato nelle ore immeditatamente seguenti all'ufficializzazione dell'intesa con l'Mpa di Raffaele Lombardo e della scelta di quest'ultimo come candidato alla poltrona di presidente della Regione Sicilia e come chiedevano alcuni dei suoi sostenitori sul suo blog. Resterà nel Pdl e sarà impegnato nel prossimo esecutivo qualora la coalizione di centrodestra abbia la meglio alle elezioni del 13 e 14 aprile.

&lt;p&gt;
«PRESSIONI SU BERLUSCONI» - Il coordinatore di Forza Italia nell'Isola, considerato uno dei più fedeli colonnelli di Silvio Berlusconi nella gestione del territorio, non può che fare buon viso a cattivo gioco, soprattutto dopo che il Cavaliere gli ha garantito l'incarico di ministro per il Mezzogiorno. Ma buon viso solo fino ad un certo punto, in realtà, perché qualche sassolino dalla scarpa l'esponente azzurro non ha rinunciato a toglierselo: «Berlusconi è stato costretto a indicare Lombardo per una serie incredibile di pressioni - ha detto all'Ansa, uscendo in mattinata da Palazzo Grazioli -. Solo ieri sera si era convinto del progetto ed era stato freddo con Lombardo. Poi, però, hanno fatto credere a Berlusconi che senza Lombardo ci sarebbe stata una sconfitta sicura, cosa che invece non ci sarebbe stata». Micciché si è detto anche d'accordo con Dell'Utri, che dalle pagine del Corriere oggi in edicola spiega che la scelta migliore sarebbe stata quella di Stefania Prestigiacomo: «E anche Silvio ne era convinto».&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/08_febbraio_24/micciche_ministro_per_il_mezzogiorno_f0b46950-e2b7-11dc-a3c3-0003ba99c667.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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