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  <title>Openpolis - Argomento: destra</title>
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  <updated>2012-03-10T00:00:00Z</updated>
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  <title>Paolo GUZZANTI: Cara sinistra, sappilo: Monti è un super Berlusconi</title>
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  <updated>2012-03-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625819</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PT già IR) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Perché fa tutto ciò che il suo predecessore aveva promesso nel ’94, ma non aveva avuto la forza di realizzare. E si tratta di scelte “di destra”, non la destra storica (italiana ed europea) – puramente – conservatrice, ma la destra liberista e “americana”. La destra – per intenderci – di Marchionne. Destra è, per definizione, fare gli interessi – dei (più) forti. E oggi, nel mondo (dominato dal) mercato, fare gli interessi dei forti non coincide più, direttamente, con la difesa dello status quo; o meglio questo è lo scopo finale e l’effetto (auspicato), ma viene perseguito attraverso un (falso) riformismo che porta alla progressiva riduzione delle regole, così che la legge del più forte possa imperare (ancora meglio) e quella conservazione – delle distanze tra chi ha e chi non ha – possa…rinnovarsi. Altro che lotta ai (veri) privilegi… Inutile poi chiedere – come Bersani fa, non rendendosi conto di essere alla guida dello strumento per eccellenza per determinarla, senza passare per la benevolenza di chi non la può, costitutivamente, offrire – perequazione. Non avverrà mai (come non è mai avvenuta – storicamente). Su questo (stesso) terreno (su cui, in tutti i sensi, i ‘forti’ hanno i loro interessi). L’unica chance che la Sinistra ha di tornare a svolgere la propria funzione, che è fare il bene (non – solo – dei lavoratori ma) di tutti (insieme), è offrire – scriveva Mazzini – una ragione più alta. Quell’(alto) obiettivo comune per l’Italia dandoci il quale risaremo motivati a (ri)dare valore anche ad altro, dal (solo) denaro, riaprendo gli occhi (sulle persone) e riscoprendo (così) il piacere di collaborare, di fare sistema, e in questo modo per ricominciare a restituire il nostro Paese alla posizione che gli compete nel mondo. 
&lt;p&gt;C’è stata una sola occasione in cui l’unico governo di centrosinistra capace di convincere la maggioranza degli italiani – al punto che, nonostante gli elettori “attivi” siano oggi in maggioranza di destra, il Paese gli offerse anche una seconda possibilità – sfondò il velo di incomunicabilità (elettorale) tra le aree di opinione e di sensibilità della destra e della sinistra, attraendo consensi anche da chi tradizionalmente – e per convinzione! – votava Berlusconi: quando l’Italia è tornata – sia pure solo per un momento – ad esercitare la propria leadership (mondiale) grazie alla guida di Romano Prodi e Massimo D’Alema nei giorni dell’(ultima) crisi in Libano. In quelle ore ascoltammo elettori di destra dire che quel governo piaceva loro, e molto. Che era il “loro” governo. 
&lt;p&gt;Perché dopo trent’anni di tafazzismo, gli italiani hanno voglia di rialzare la testa; non, in forma vetero-aggressiva, ma competitiva, sì; ma non – ancora una volta, in un modo (ancora) più (meno) libero (?) e foriero di inimicizie e di avversione – tra di loro. 
&lt;p&gt;Ma nella con-petizione – da rilanciare, in questi termini, e non più in chiave solo economica – per (ri)costruire – anche attraverso il recupero di una dimensione etica e filosofica – il futuro del mondo. E questo concretamente si fa dandoci l’obiettivo di ridiventare la culla mondiale dell’innovazione (a 360°, come evidenzia anche Ermete Realacci) attraverso la cultura e la formazione. Vedrete che, quando il nostro Paese apparirà di nuovo in grado – grazie alla Sinistra – di tornare (in maniera positiva e costruttiva; rigenerativa) a contribuire a scrivere pezzi di Storia – e non soltanto, più, il Paese – il (pezzo di) mercato – qualunque (anche se molto vezzeggiato. 
&lt;p&gt;Da chi ha interessi – a che ri-diventiamo sempre più “affidabili”) a cui lo riduce la teoria mercatista della destra – i rapporti di forza, “anche” (o prima) da noi, saranno diversi da quelli a cui – stante l’attuale strategia-kamikaze di Pigi, di cui ci parla ora (di tutto questo) il deputato liberale – siamo di nuovo destinati se l’esperienza del governo Monti durerà fino al 2013, quando Berlusconi si prepara a raccogliere i dividendi della propria (ultima) semina (capolavoro). &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilpolitico.it/2012/03/10/53811/&quot;&gt;ilpolitico.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Governo: nel 2013 si tornerà alla politica </title>
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  <updated>2012-02-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>625078</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Questo governo è per sua natura di transizione, sostenuto da avversari che si presenteranno alle prossime elezioni come avversari. Il che non vuol dire tornare all'Unione da una parte e Berlusconi dall'altra. Ma un bipolarismo normale. Non si tornerà alla politica di prima, ma si tornerà alla politica&quot;. 
&lt;p&gt;Lo dice il capogruppo del Pd &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6925&quot;&gt;&lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, intervistato dal 'Corriere della Sera'&lt;/a&gt;. 
&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6925&quot;&gt;&lt;b&gt;Intervista a Dario Franceschini - Corriere della Sera&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=6925&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Primarie ma di programma e poi subito alle urne. Per uscire a sinistra dalla crisi  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-11-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>618003</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&lt;i&gt;&quot;Il governo se ne andrà e per questo stasera brindiamo&quot;, esordisce Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione comunista mentre i tg di prima serata danno conto di quanto avvenuto al Colle - l'ostinazione di Berlusconi ha demolito la credibilità non solo del governo ma più complessivamente della politica, della stessa democrazia. Sembra di assistere ad una Weimar al rallentatore, c'è una crisi palese del regime, della seconda repubblica.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;&lt;b&gt;C'è anche un recentissimo sondaggio che conforta questa osservazione: due terzi degli intervistati ritiene che, per uscire dalla crisi economica la prima misura sia abbattere i costi della politica, solo un terzo crede che sia più utile una patrimoniale.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

L'antipolitica - intesa come sfiducia radicale nella politica - ha ormai una dimensione di massa. In realtà noi abbiamo dinnanzi due ipotesi, che si alimentano a vicenda, di uscita a destra dalla crisi del governo e della democrazia. Da un lato il governo tecnico che sarebbe un governo tecnocratico, cioè il governo della Bce e non del popolo italiano. Pensa alla Grecia che non ha nemmeno potuto decidere di fare un referendum sulle sue politiche. Dall'altra l'ipotesi populista che ancora non ha dato il peggio di sè. Pensa se Berlusconi potesse uscire da questa situazione gridando al ribaltone. E pensa alla Lega che, finora, è rimasta imbrigliata nel governo e ha dovuto stare al gioco. Se l'esito dovesse essere il governo tecnico la Lega già ha detto che ne resterà fuori, possiamo immaginarci che tipo di campagna di nazionalismo secessionista e razzista potrebbe fare. Esiste il rischio di un'uscita ancora più a destra dalla crisi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E' addirittura un passo indietro rispetto al quadro angusto dato dal bipolarismo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Infatti, la dialettica rischia di essere tra tecnocrati e populismo di destra. Per questo siamo contrarissimi ad un governo tecnico e proponiamo la via maestra delle elezioni. Di fronte ad una crisi politica occorre ridare la parola al popolo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;L'obiezione più gettonata è che questo sistema elettorale è improponibile.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Nessuna controindicazione, compreso il voto con il Porcellum è maggiore della controindicazione della ricostruzione di un governo di destra o del governo tecnocratico guidato da Monti o similari con il corollario di una opposizione razzista allo stesso. Occorre andare a votare il prima possibile per uscire dalla palude.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Viene molto utilizzata la suggestione della transizione di vent'anni fa tra prima e seconda repubblica. Si fa perfino il nome di Amato.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Beh, quella transizione è stata un disastro di cui ancora paghiamo le conseguenze e a cui Rifondazione comunista si è opposta con tutte le sue forze. Oggi sarebbe anche peggio perchè la crisi macina molto di più e perchè la crisi delle istituzioni è assai maggiore.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E come affrontare le urne in queste condizioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Noi proponiamo un fronte democratico per battere le destre che veda l'alleanza della sinistra con il centrosinistra, senza i centristi. Pur non vedendo le condizioni per governare insieme al Pd, siamo interessati alla maggiore discontinuità possibile sia sul piano democratico che sociale. Nella realtà e nella percezione della nostra gente c'è la necessità di cacciare Berlusconi. Visto che il sistema elettorale è maggioritario noi dobbiamo stare in sintonia con questa necessità e questo sentimento e contribuire alla cacciata di Berlusconi. Parallelamente poniamo al centrosinistra il tema della democrazia e della partecipazione: per questo proponiamo le primarie di programma, per far decidere al popolo dell'opposizione non solo chi dovrà governare ma per fare cosa. Al rischio di uscita a destra dalla crisi - nelle sue varianti tecnocratiche e populiste - noi dobbiamo proporre una uscita da sinistra. Nel popolo del centrosinistra non la pensano tutti come Renzi: dobbiamo costruire una sponda politica per quei contenuti e attivare delle forme di partecipazione diffusa.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma così come si declina un'altra necessità, quella dell'autonomia politica della sinistra dal quadro dato?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Allargando la sfera della democrazia. Ho detto delle primarie di programma. Dobbiamo costruire un referendum sui vincoli europei, anche in forma autogestita. Così come stiamo predisponendo con altre forze una campagna referendaria su cui raccogliere le firme a partire da gennaio. Esiste già un fronte ampio contro l'articolo 8. Stiamo discutendo anche sulla legge 30 e su quesiti che consentano di ripristinare il proporzionale. Se raccogliamo le firme a gennaio si voterebbe qui referendum un anno dopo le elezioni e questo sarebbe un modo assai efficace per intervenire dentro la politica da parte della società.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Quindi con le elezioni determinare il quadro politico migliore possibile e poi nella società cambiare i rapporti di forza?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

E' chiaro che cacciare Berlusconi non risolverà il problema dell'alternativa, dunque le primarie, i referendum, l'azione dei movimenti determinerebbero la possibilità di interagire col quadro politico con una forza esterna. La dialettica parlamentare non può esaurire la ricerca della costruzione dell'alternativa, perciò dobbiamo costruire la forza nella società. Ma c'è anche una ragione di fondo nella ricerca di forme di democrazia diretta: dentro questa crisi economica c'è la crisi della democrazia rappresentativa. Nel neoliberismo, attraverso le politiche fatte dagli stati c'è stato un passaggio di poteri dagli stati alla finanza, dai parlamenti ai governi e da questi al direttorio Bce/Germania.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Anche da questo si percepisce come gli spazi per la politica siano strettissimi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

La politica, applicando politiche neoliberiste, ha scelto di non contare lasciando fare ai potentati economici. Da un lato c'è una crisi fortissima di legittimità, dall'altro, però, c'è una fortissima domanda di democrazia spesso deviata dai mass media in termini &quot;anti-casta&quot;. Noi invece dobbiamo saper riconoscere la domanda sociale come domanda di potere: in Molise, alle recenti regionali ha votato meno gente che ai referendum di giugno che hanno incarnato questa domanda sociale di partecipazione. Della stessa cosa ci parlano le esperienze della Val di Susa, della Fiom, del 15 ottobre che, al di là di tutto è stata in Italia la più grande piazza di quel giorno. Ma tutto ciò non ha uno sbocco politico. Che siano su Vendola, o sulla variante più di destra Renzi, le primarie sono una sussunzione di quella voglia di partecipazione dentro un meccanismo di iperdelega al leader carismatico. Dalla delega al partito alla delega al leader. Pensa che solo la Fds e il Pd non hanno il nome del capo sul simbolo elettorale. Le primarie di programma sono utili a individuare dei nodi - no alla guerra e alle spese militari, no alla precarietà, sì ai beni comuni e alle ripubblicizzazioni - da indicare al centrosinistra perchè si scelga non solo chi ma che cosa fare.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma come è possibile ricostruire spazi di democrazia partecipata ed efficace? Esiste il problema di &quot;un nuovo che non nasce&quot;?.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

I problemi sono tanti, occorre lavorarci in direzione della socializzazione della democrazia. Oggi i referendum non hanno più la sola valenza di fotografare lo scarto tra paese reale e paese formale. Oggi possono avere una valenza costituente di soggettività. Per questo seguiamo l'esperienza dei movimenti per l'acqua (parteciperemo alla manifestazione nazionale del 26 novembre e stiamo dentro a tutte le sperimentazioni di costruzione della soggettività della società civile con interessi antagonisti alla grande finanza. Ma per questo serve che si trovino forme persistenti di autorganizzazione, di contropotere dal basso. Penso che in tutta Italia si debba agire come si agisce in Val di Susa. E poi la politica va riconnessa al fare. &lt;br /&gt;
Ecco perchè siamo l'unico partito a spalare fango a Genova, l'unico a intervenire nel terremoto, a fare i Gap. Le condizioni per l'alternativa nascono nella densità sociale che si contribuisce a ricostruire.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma chi potrebbero essere gli interlocutori di questa ricerca?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Coloro che hanno fatto l'opposizione sociale in questi anni. A differenza di altre fasi storiche, l'elemento democratico è costituente. Nella sua crisi, il capitalismo cerca di restringere la partecipazione per restituire, come nell'Ottocento, il potere ai padroni e ai banchieri riducendo il conflitto sociale a problema di ordine pubblico. Noi, al contrario, dobbiamo favorire l'irruzione delle masse nello spazio pubblico. Noi vogliamo aggregare la sinistra di alternativa a partire dalla ricostruzione della soggettività, la sinistra che opera per rompere il senso di impotenza, che &quot;aiuta&quot; - come diceva Vittorio Foa - la gente a governarsi da sé. Per tutto questo la sinistra d'alternativa deve essere in grado di non subire, di non farsi sovradeterminare, dal falso movimento del bipolarismo che ci vorrebbe o marginali o allineati.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/notizia/Politica/2011/11/9/17244-primarie-ma-di-programma-e-poi-subito-alle-urne-per-uscire/&quot;&gt;Liberazione - Checchino Antonini&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Pier Luigi BERSANI: «L'euro non è la malattia. La malattia è l'Europa delle destre, l'Europa della Merkel e di Sarkozy»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/11/05/pier-luigi-bersani/%C2%ABleuro-non-%C3%A8-la-malattia-la-malattia-%C3%A8-leuropa-delle-destre-leuropa-della-merkel-e-di-sarkozy%C2%BB/617943"></link>
  <updated>2011-11-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>617943</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Dopo l'euro non si va indietro, si va avanti perché l'euro non è la malattia.
 La malattia è l'Europa delle destre, l'Europa della signora Merkel e del signor Sarkozy. Quanto a Berlusconi lui nella tragedia si è ritagliato un posto, ma solo nelle vignette di satira. E sia chiaro che anche di questa vergogna dovrà rispondere.
La destra ha messo in ginocchio l'Europa a partire da come è stata gestita l'emergenza Grecia».
&lt;p&gt;A Roma, in Piazza San Giovanni, di fronte ad un'imponente folla riunita per la manifestazione organizzata dal Pd, il segretario Pier Luigi Bersani ha detto che serve &lt;b&gt;«un nuovo governo o si va al voto»&lt;/b&gt; per &lt;b&gt;«ridare dignità all'Italia»&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;
«San Giovanni non è solo una piazza. È il simbolo di tutte le piazze del nostro paese: luoghi dove il popolo italiano con i suoi partiti, le sue associazioni, i suoi sindacati, ha fatto la nostra democrazia. Luoghi di pace, di festa, di lotta. Noi non permetteremo mai che rimangano vuoti. E non permetteremo che rimangano muti. Questa manifestazione si svolge nel cuore di un'emergenza drammatica per l'Europa e per l'occidente e ancora più drammatica per l'Italia. Proprio la coscienza della difficoltà ci spinge a pronunciare oggi una promessa e a stringere un patto con le grandi forze del progressismo europeo. La nostra promessa è che riporteremo l'Italia là dove deve stare. Là dove ci aspetta il mondo. Riporteremo l'Italia alla sua dignità, al suo buon nome, alla vocazione europeista che fu di Spinelli, di De Gasperi, di Prodi».
&lt;p&gt;

«La nostra proposta è un patto di governo tra progressisti e moderati per una legislatura di ricostruzione e per sostenere la riscossa dell'Italia. Noi non cerchiamo ribaltoni. Se c'è discontinuità e cambiamento noi siamo pronti con le opposizioni a un nuovo governo. Però prima di tutto c'è una vecchia pratica da sbrigare: Berlusconi deve andare a casa. O ci va da solo o ce lo manderemo noi, in Parlamento o alle elezioni. Ma deve andare a casa. Lo abbiamo detto da tempo. All'inizio quasi da soli. Poi, mano a mano, si sono uniti gli altri. Con un po' di ritardo, com'è nello stile di una parte di questo paese. Quelli che sventolano la bandiera, ma solo alla fine della partita. Ma va bene lo stesso. L'importante è che lo dicano».
&lt;p&gt;«C'è un solo modo per uscire dalla crisi, con l'equità. Se i sacrifici bisognerà farli, li decideremo noi. Almeno questo, un grande Paese deve poterlo dire. E un grande partito deve dirlo. L'Italia è un grande paese e ha un popolo che ha sempre avuto la forza di rialzarsi e partire. Anche per questo tra le cose che ci indignano di più è vedere il nostro Paese sbeffeggiato, vedere che all'estero dell'Italia si ride. Non era mai accaduto e non lasceremo che accadrà mai più. La realtà è che oggi noi non siamo quello che dovremmo essere ma siamo nel luogo più esposto della crisi, percepiti ormai come un rischio ed esposti alle scelte di altri per colpa di un governo incapace e sconsiderato». 
&lt;p&gt;«Ora serve unità per la ricostruzione, è una sfida per tutti ma tutti devono accettarla guardando il dramma del Paese. Il centrosinistra è alla prova della sua credibilità. Con questo appello alle forze di centro noi non strattoniamo nessuno ma vogliamo mettere davanti a tutti la situazione reale del Paese che non giustifica pregiudizi o barriere insormontabili per chi voglia lasciarsi alle spalle il populismo e mettere in sicurezza i fondamentali del Paese. La destra non è scomparsa, Berlusconi non è stato e non è una barzelletta, la destra ci sarà e sarà forte e aggressiva». 
&lt;p&gt;Bersani ha concluso il discorso con un chiaro riferimento all'unità d'Italia:
 «Viva l’unità per la ricostruzione, viva il Partito Democratico, viva l’Italia»&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.openpolis.it/dichiarazione/617943&quot;&gt;Openpolis.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>LUCA RICCIUTI: vedo un nuovo grande partito di destra identitaria, radicata sul territorio sullo stile di Joerg Haider</title>
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  <updated>2011-08-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>608015</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Abruzzo (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; i politici locali non hanno una dialettica interna viva che permetta di confrontarsi con i vertici del partito. «Allora dovremo 'rompere' questo sistema e marcare una linea di discontinuità. Non serve tanto far uscire un leader ma le posizioni silenti fino ad ora. Le nuove generazioni in realtà rischiano di venire schiacciate dalle vecchie logiche. C'è tanta gente dentro il centro destra che si sta preparando al dopo Berlusconi. Io, personalmente, vedo un nuovo grande partito di destra identitaria, radicata sul territorio sullo stile di Joerg Haider, che farà presa sui cittadini su tematiche tipo la globalizzazione, l'Europa, gli stranieri»&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilcapoluogo.com/Rubriche/L-Editoriale-del-direttore/Centro-destra-sbuca-il-nome-di-Liris-candidato-sindaco-61706&quot;&gt;www.ilcapoluogo.com&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Gianfranco ROTONDI: «Il centrodestra ormai è finito. Andiamo oltre»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-05-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>573025</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Attuazione del programma (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Meglio non nominare nemmeno più il nome. Pisapia e De Magistrs hanno capito prima degli altri che gli attuali schieramenti sono superati».
&lt;p&gt;
«Sia chiaro, per me Giuliano Pisapia è un galantuomo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E uno.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Quanto a Luigi De Magistris, il sottoscritto l`aveva detto da subito che era un candidato elettoralmente fortissimo».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E due.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;«Il centrodestra, in senso culturale, è finito. Meglio non nominarla più, la parola &quot;centrodestra&quot;».&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E tre.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
La firma in calce al trittico di dichiarazioni è quella di un esponente del centrodestra. Di più, un ministro della Repubblica.
Gianfranco Rotondi, titolare dell`Attuazione del programma del governo Berlusconi.
Un ex diccì a cui, evidentemente, non fa difetto la sincerità.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ministro, sta dando per perse Milano e Napoli?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Tutt`altro. Penso che gli amici Moratti e Lettieri possano ancora vincere.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E se non ce la fanno?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Chiunque perda, perderà con onore.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Nel caso, potrebbe non bastare a salvare il governo di cui le fa parte, lo sa?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Sciocchezze. Anzi, anticipo la sua domanda. In questa legislatura non ci sarà mai un governo guidato da Giulio Tremonti.
Primo, perché il ministro dell`Economia non è disponibile a mettersi alla testa di un`operazione del genere.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il che è tutto da vedere...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Secondo, perché se cade Berlusconi, cadiamo tutti. Dopo di lui c`è solo il voto.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Eppure, qualche «avvoltoio», tra i vostri...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Lo so, lo so. Ripeto: io credo che a Milano e Napoli si può ancora vincere.
Ma non vorrei che, nel caso in cui si perdesse, dentro il Pdl qualcuno non approfitti della situazione spiacevole per tentare la presa della Bastiglia.
Qualche sciacallo, in giro, forse c`è.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Fuori i nomi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non è una questione di nomi, che ovviamente non faccio anche perché non ci sono prove. Il problema è ben più serio: Berlusconi deve prendere atto che in senso culturale, al pari del centrosinistra, anche il centrodestra è finito. Fi-ni-to (&lt;i&gt;scandisce&lt;/i&gt;).
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Giudizio inappellabile, il suo.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
La verità è che anche ci sono parole che scandiscono un tempo della politica e che poi finiscono. Quando finì l`epoca della Prima repubblica, finirono anche le parole «democristiano», «socialista», «comunista». Adesso, se ci pensa bene, «centro» non ha significato.
Mentre «destra», e bisogna prenderne atto, evoca il fascismo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Gli ex an non saranno felici di leggere le sue dichiarazioni, ministro&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;
La destra italiana è finita in una comica. Infatti, molta gente di destra vota Pisapia a Milano e De Magistris a Napoli.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Un guaio, per voi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
De Magistris e Pisapia hanno capito prima di noi che centrodestra e centrosinistra sono concetti superati. Buon per loro.
Adesso, però, è necessario che Berlusconi recuperi il ritardo accumulato. Servono parole nuove, riforme, a cominciare da quella della giustizia...
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Questo sarebbe un «nuovo inizio». Ma qua c`è la paura della «fine».&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il Cavaliere faccia tesoro di quello che diceva Donat Cattin.
Un esercito deve marciare. Altrimenti, se si ferma, cominciano trappole e tranelli ovunque...
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Un Pdl balcanizzato, le voci su Tremonti, le difficoltà di Berlusconi.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Berlusconi faccia marciare i suoi. Per il resto, sulle sorti future del Pdl si potrà aprire un dibattito che soddisfi le ambizioni di tutti. Quelle di Giulio Tremonti, quelle di Roberto Formigoni e anche quelle, per le quali spenderei parole d`elogio, di Angelino Alfano.
Ma questo è il futuro.
Il presente o è l`attuale presidente del Consiglio o niente. Se cade lui...
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;...è la fine?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Appunto.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=10NHN5&quot;&gt;Il Riformista&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Patrizia TOIA: Con il Tg1 la Rai rischia di affondare insieme al centrodestra</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/24/patrizia-toia/con-il-tg1-la-rai-rischia-di-affondare-insieme-al-centrodestra/572820"></link>
  <updated>2011-05-24T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>572820</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Il Tg1 continua furbescamente a dare del ballottaggio di Milano la sua personalissima versione. E così, a chiudere il servizio sul capoluogo milanese viene messo, guarda caso, Silvio Berlusconi, che lancia accusa gravissime e surreali senza che a nessun esponente del centrosinistra venga data la possibilità di rispondere nel merito”. Lo afferma l’eurodeputata milanese del Pd, &lt;b&gt;Patrizia Toia&lt;/b&gt;.

&lt;p&gt;“Tutto questo è per noi il segnale più eclatante della disperazione a cui si sono ridotti Berlusconi e il centrodestra, ormai lanciati verso la sconfitta – aggiunge &lt;b&gt;Toia&lt;/b&gt; -, ma i vertici della Rai non possono non rendersi conto che dopo il voto di domenica prossima sul tappeto, oltre alle macerie del centrodestra, rischiano di rimanerci anche quelle del servizio pubblico radiotelevisivo”. &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.patriziatoia.it&quot;&gt;patriziatoia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Italiani stufi della destra</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/17/dario-franceschini/italiani-stufi-della-destra/569350"></link>
  <updated>2011-05-17T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>569350</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Più una sconfitta del centrodestra che una vittoria del Pd. &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, capogruppo del Pd alla Camera, è stato oggi ospite del programma di Radio2 &lt;i&gt;'Un Giorno da Pecora'&lt;/i&gt;. E' stato il centrosinistra a vincere o il centrodestra a perdere? “Hanno più perso loro, peggio di così, per loro, non poteva andare”, ha spiegato Franceschini. Bersani ha detto che il “Vento del Nord” è contro Pdl e Lega. Lei è d'accordo? “Più che il vento del nord, è il vento degli italiani che si sono stufati di questa destra”.&lt;br /&gt;
&lt;a href=&quot;http://ungiornodapecora.blog.rai.it/2011/05/17/martedi-17-franceschini-zero-salemme/#Scene_1&quot;&gt;&lt;b&gt;Puntata di Un Giorno da Pecora&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20110517-amministrative-franceschini-pd-italiani-stufi-della-destra&quot;&gt;Agenparla&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Amministrative: ad un certo punto della legislatura le elezioni sono implicitamente un giudizio su come si è governati</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/12/dario-franceschini/amministrative-ad-un-certo-punto-della-legislatura-le-elezioni-sono-implicitamente-un-giudizio-su-come-si-%C3%A8-governati/560843"></link>
  <updated>2011-05-12T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560843</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Quando si vota a questo punto della legislatura, le elezioni sono un modo per esprimere implicitamente un giudizio su come si è governati&quot;. Lo ha detto a Lucca Dario &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;, partecipando ad una iniziativa elettorale a sostegno del presidente uscente della Provincia, Stefano Baccelli, candidato per la riconferma.
&lt;p&gt; 
&quot;L'Italia si meriterebbe una campagna elettorale come sta facendo il Partito Democratico - ha detto il capogruppo alla Camera del Pd - basata sulle proposte, in cui il confronto è sui programmi. Invece, come vedete ci stanno trascinando un'altra volta nel solito copione già visto. Berlusconi sembra un disco rotto: quando arriva la settimana prima delle elezioni, gli spartiti sono due: le promesse miracolose e scatenare delle risse. Lo schema è quello di spostare l'attenzione da un'altra parte. In tre giorni, il premier ha detto che i giudici sono una cancrena della democrazia, che il Paese è in una guerra civile, che lui dovrebbe avere più poteri e che, invece, andrebbero tolti al Presidente della Repubblica. Lo schema è: trascino tutto in un altro referendum a favore o contro di me, per coprire il terreno su cui è drammaticamente perdente e, cioè, la qualità dei candidati, delle proposte e la valutazione di come si è governato il Paese&quot;. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; si è soffermato anche sulla formazione del consenso in politica. &quot;E' superata la concezione che sia la televisione e basta a determinare i consensi. Ci sono dei dati nascosti, ma impressionanti: negli ultimi due anni, 4 milioni di italiani hanno smesso di guardare la televisione, più di tre milioni la tv generalista e addirittura 700mila non accendono più nemmeno la tv satellitare, cioè non accendono la televisione&quot;. 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; spiega che, soprattutto i giovani &quot;accedono all'informazione e all'intrattenimento attraverso la rete e le altre opzioni che sono date e che sono più libere&quot;. Secondo l'esponente di Partito democratico sono due le cose che è necessario fare in questa situazione: agli elettori del nostro campo, anche a quelli più sfiduciati, dire che non è il momento dell'astensione al voto, perchè la partita è troppo importante, mentre a quelli che hanno votato a destra, dire 'Non vi è bastata? Non avete sperimentato sul campo la distanza tra le promesse fatte e quello che si è realizzato? Non avete visto che anche sui temi che la destra ha impugnato come delle bandiere - la riduzione delle tasse, la sicurezza, l'immigrazione, il sostegno alle piccole e medie imprese - non si è fatto nulla?&quot;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=5000&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Amministrative: non votare è un regalo alla destra</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/12/dario-franceschini/amministrative-non-votare-%C3%A8-un-regalo-alla-destra/560462"></link>
  <updated>2011-05-12T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560462</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;La rinuncia al voto è un voto regalato alla destra&quot;. Così da Viareggio &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; ha esortato gli elettori ad andare a votare domenica. &quot;Bisogna spiegare a quelli che fanno parte del partito degli astensionisti che non è il momento di tirarsi indietro. Bisogna dare un segnale. Gli elettori devono scegliere da chi farsi governare. Devono fare una valutazione tra chi ha governato bene e chi ha fatto solo promesse senza mantenerle&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4995&quot;&gt;AGI&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>SEBASTIANO BONZIO: Venezia. «Sfregio di Fn alla Partigiana, striscione contro il 25 aprile»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/25/sebastiano-bonzio/venezia-%C2%ABsfregio-di-fn-alla-partigiana-striscione-contro-il-25-aprile%C2%BB/560056"></link>
  <updated>2011-04-25T00:00:00Z</updated>
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  <id>560056</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Venezia (VE) (Lista di elezione: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Stupida provocazione. Rappresentano il braccio armato di un cervello spento».
&lt;p&gt;Il 25 delle polemiche si apre con uno sfregio. A Venezia infatti, sul celebre monumento alla Partigiana a Castello, sarebbe stato messo uno striscione (subito rimosso) con la scritta «25 aprile lutto nazionale». A riportare la notizia Sebastiano Bonzio, Capogruppo Federazione della Sinistra al Comune di Venezia: «Un gruppo di attivisti di Forza Nuova avrebbe appeso uno striscione con scritto &quot;25 Aprile, lutto nazionale&quot;. Evidentemente è proprio rispondente al vero l'adagio secondo cui &quot;La madre dei cretini è sempre incinta&quot;. Queste azioni non hanno mero intento provocatorio ma cercano di riscrivere la storia, stravolgendone gli esiti e ribaltandone meriti, responsabilità e ruoli - scrive Bonzio in una nota - rappresentando il braccio armato e il cervello spento di quelle forze politiche che, in Parlamento, propongono di modificare la Costituzione nei suoi principi fondamentali e in quelle norme che vietano la ricostituzione del partito fascista».
&lt;p&gt; «Per contrastare questa deriva culturale la Federazione della Sinistra, assieme alle associazioni democratiche (Anpi in testa), è impegnata, ogni anno, a perpetrare la memoria di quella straordinaria epopea di popolo che fu la Resistenza e a riattualizzarne i valori».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/politica/2011/25-aprile-2011/sfregio-fn-partigiana-striscione-contro-25-aprile-190504554497_print.html&quot;&gt;Corriere del Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Sicilia: Qui la destra e' caduta anche per la nostra azione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/04/15/dario-franceschini/sicilia-qui-la-destra-e-caduta-anche-per-la-nostra-azione/559870"></link>
  <updated>2011-04-15T00:00:00Z</updated>
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  <id>559870</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;In Sicilia la destra e' caduta anche per azione del Pd e per la prima volta la destra di Cuffaro e dell'Utri non c'e' piu'. Forse si poteva andare subito al voto, ma c'era il rischio che vincesse di nuovo la destra. Siamo in un fase di transizione&quot;. Lo ha detto a Palermo il capogruppo alla Camera del Pd, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, commentando la situazione politica regionale siciliana. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://palermo.repubblica.it/dettaglio-news/18:58/3953680&quot;&gt;Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Immigrazione: UE contro il reato di clandestinità in Italia</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/03/31/david-maria-sassoli/immigrazione-ue-contro-il-reato-di-clandestinit%C3%A0-in-italia/559559"></link>
  <updated>2011-03-31T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>559559</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 ''Un'altra emergenza sta per esplodere. Se, come tutto lascia supporre, la Corte di Giustizia europea si pronuncera' per l'incompatibilita' del reato di immigrazione clandestina con la direttiva europea sui rimpatri, la legge italiana decadra' e si aggiungera' caos a caos. Sara' smontato il pacchetto sicurezza leghista del 2009 e torneranno liberi, finalmente, i 3118 detenuti extracomunitari in carcere solo per aver messo piede nel nostro Paese. Per l'Europa questo e' inaccettabile''. Lo afferma il capogruppo del Pd al Parlamentro europeo, &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt; che aggiunge: ''Il ministro Maroni sapeva bene che questo giorno sarebbe arrivato. Scegliendo di non attuare la direttiva europea sui rimpatri e introducendo il reato di immigrazione clandestina, sapeva di stare compiendo una scelta contraria all'Europa. Adesso, l'Europa presenta il conto all'Italia nel momento peggiore. Ecco a cosa ha portato la politica scellerata di un governo che ha tentato inutilimente di mostrare i muscoli con un fenomeno che invece va governato con responsabilita' e nel rispetto dei diritti umani''.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-IMMIGRATI__SASSOLI__SU_REATO_CLANDESTINITA__UE_PRESENTA_CONTO_A_ITALIA-1004601-ORA-.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Daniela GARNERO SANTANCHE': Donne in piazza il 13 neopuritane e non credibili</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/02/11/daniela-garnero-santanche/donne-in-piazza-il-13-neopuritane-e-non-credibili/557991"></link>
  <updated>2011-02-11T00:00:00Z</updated>
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  <id>557991</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Sottosegretario  Programma di Governo (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 ''Ho aderito da subito e saro' presente all'iniziativa organizzata da Giuliano Ferrara per domani, sabato 12 febbraio, a Milano. E' da sottolineare il controsenso del neopuritanesimo ipocrita, da arginare la logica delle intercettazioni selvagge e della magistratura militante che celebra processi mediatici utilizzando il potere giudiziario come arma di lotta politica''.
&lt;p&gt;

Lo dice in una nota Daniela Santanche', che aggiunge: ''Le donne che domenica invece scendono in piazza contro Berlusconi non sono per niente credibili: Ruby e le altre sono la conseguenza delle battaglie che loro stesse fecero nel '68. Chi urlava 'l'utero e' mio e lo gestisco io'? Non certo le donne di destra. Chi ha rivendicato il divorzio, l'aborto, la pillola del giorno dopo, la liberta' sessuale? Sempre loro.&lt;br /&gt;
 A tutte le donne invece - conclude la nota - faccio l'appello di non farsi strumentalizzare da chi usa il corpo delle donne per combattere un uomo: io andro' all'iniziativa de 'Il Foglio' anche per difendere davvero la nostra dignita'''.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-CASO_RUBY__SANTANCHE___DONNE_PIAZZA_DEL_13_NEOPURITANE_E_NON_CREDIBILI-989773-ora-.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Italo BOCCHINO: Berlusconi ha tradito i valori di destra</title>
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  <updated>2011-01-21T00:00:00Z</updated>
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  <id>557213</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Questa riflessione mi sento di rivolgerla a tutti gli elettori di centrodestra e di destra, in particolare a tutti coloro che hanno votato Msi prima e AN poi.
Definire i valori della destra non è mai stato un gioco facile. Anche perché forse è più corretto parlare di destre, con conseguente confusione. Eppure, una sintesi su alcuni grandi valori è possibile: il senso delle istituzioni e l’etica pubblica, la Patria prima di tutto, la libertà economica così come la giustizia sociale, la sobrietà e il senso del limite, la legalità e l’uguaglianza di tutti i cittadini davanti la legge, l’ordine e l’autorità. Mi fermo qui. Ebbene, non c’è uno solo di questi valori che non sia stato tradito da Silvio Berlusconi. Le cronache di questi giorni sono lì a confermarlo.
&lt;p&gt;
Il senso delle istituzioni è stato svilito da un Presidente del Consiglio che organizza festini con ragazzine più o meno svestite. L’etica pubblica è stata mortificata dal refrain ripetuto maniacalmente “a casa mia faccio quello che mi pare” (dando ragione al famoso sketch di Corrado Guzzanti sulla Casa delle Libertà). Il valore della Patria, che per gli uomini e le donne di destra viene prima di tutto, è stato tradito nel momento in cui Berlusconi si ostina a non mollare la poltrona di Presidente del Consiglio, esponendo la nostra Patria al ludibrio, alla presa in giro, allo sfottò internazionale. Una ostinazione sorda e cieca che non ha eguali nella Storia di nessun altro Paese occidentale.
&lt;p&gt;
E poi la libertà economica, tradita da politiche che hanno portato la pressione fiscale a livelli record, a stringentissimi controlli sulla circolazione della moneta, mentre poi girano bustarelle da 5000€ a serata donate dal Presidente del Consiglio a ragazze di facili costumi. Mentre una donna italiana su due non trova lavoro; mentre le giovani italiane che hanno avuto la fortuna di trovare un impiego ci mettono cinque, sei, a volte anche sette mesi per arrivare a guadagnare 5000€. E così si finisce per tradire un altro valore della destra: la giustizia sociale.
Poi la sobrietà, il senso del limite, valori completamente traditi dalle recenti vicende, da quei party grotteschi, gretti e volgari che nessun uomo o donna di destra immaginerebbe mai di ospitare a casa propria. E che invece sono stati ripetutamente organizzati nella abitazione del presidente del Consiglio.
&lt;p&gt;
E poi la legalità, un valore fondamentale per tutti gli uomini e le donne di destra. La legalità non è solo il rispetto delle leggi, ma un modo di comportarsi e di agire sempre al di sopra di ogni sospetto. Mentre invece tra telefonate in questura, frequentazioni con minorenni e festini con le escort si crea un clima torbido, un’area grigia, un compromesso morale (che addirittura si vorrebbe giustificare), alimentando quel clima di illegalità diffusa non estraneo al nostro Paese. Ecco perché Berlusconi ha tradito un altro valore di destra.
&lt;p&gt;
E poi l’uguaglianza dei cittadini davanti la legge: per la destra si tratta di un valore fondamentale. Come negli anni ’70 ci facevano ribrezzo le assoluzioni politiche e il rifiuto dei combattenti per il comunismo di riconoscere i Tribunali, per loro armi borghesi e strumenti del capitalismo, oggi è imbarazzante vedere il Presidente del Consiglio che per l’ennesima volta si rifiuta di andare dai giudici, attacca la magistratura e cerca un’assoluzione “politica” pericolosa e inaccettabile.
&lt;p&gt;
E poi l’ordine (“fondamento di tutte le cose”, diceva il grande Edmund Burke) morale e sociale, che vuole essere travolto nel nome di un relativismo totale, in base al quale tutti possono fare tutto, a prescindere dalle regole, dalla morale, dal buon senso, degradando in tal modo la libertà in liceità. Il disordine nella vita di Silvio Berlusconi, già evidenziato da Veronica Lario, è nulla al confronto con il modello sociale disordinato rappresentato e difeso dal premier. Un modello che tradisce tutti i valori della destra.
&lt;p&gt;
Compreso l’ultimo di questa mia breve lista: l’autorità. E l’autorevolezza. Che ha perso totalmente l’istituzione Presidenza del Consiglio, nel momento in cui non passa un giorno che saltino fuori sempre nuove rivelazioni più o meno piccanti che riguardano la vita del titolare (pro-tempore, qualcuno glielo dica) della Istituzione in questione. Senza autorevolezza non c’è ordine, senza ordine non c’è coesione sociale e così si disgrega una comunità, un Paese. Il nostro amato paese. Ed ecco l’ennesimo tradimento consumato da Berlusconi ai danni di un valore di destra.
Per tutti gli elettori di destra credo che oggi sia più facile capire le ragioni che hanno portato Gianfranco Fini a prendere le distanze da Silvio Berlusconi. E sono convinto che li ritroveremo tutti accanto a noi per costruire il vero centrodestra nel nostro Paese.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.italobocchino.com/2011/01/21/berlusconi-ha-tradito-i-valori-di-destra/&quot;&gt;Blog personale&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: &quot;L'anomalia ungherese è preoccupante come il caso italiano&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/01/11/david-maria-sassoli/lanomalia-ungherese-%C3%A8-preoccupante-come-il-caso-italiano/556879"></link>
  <updated>2011-01-11T00:00:00Z</updated>
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  <id>556879</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Il caso italiano si estende! La mancanza di attenzione agli standard europei mette i governi di destra nella condizione di limitare la libertà di stampa e il caso ungherese ne è l'esempio&quot;. Commenta &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt; (Capogruppo Pd all'Europarlamento) in &lt;a href=&quot;http://www.articolo21.org/2390/notizia/david-sassoli-lanomalia-ungherese-e.html&quot;&gt;un'intervista ad &lt;b&gt;Articolo21&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;, a proposito della legge sul ripristino della censura in Ungheria. 

&lt;p&gt;
&quot;Una legge così come quella ungherese nell'Unione europea non si era mai vista. Il premier Orban vuole addirittura legare la libera d'informazione ad un presunto concetto di interesse pubblico, mutandone le presunte violazioni. E' un'estensione delle leggi bavaglio&quot;. Continua &lt;b&gt;Sassoli&lt;/b&gt;.

&lt;p&gt;&quot;Con questa legge vorrebbe addirittura sopprimere le redazioni di Tv e Radio pubbliche, facendole confluire in un unico centro di notizie presso l'Agenzia di Stampa nazionale. Un ritorno al passato degno dello stalinismo e del fascismo, anacronistico per un paese europeo, mentre in Gran Bretagna il vicepremier Glegg sta preparando una legge per ampliare le libertà di informazione&quot;. Afferma &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;.

&lt;p&gt;Intervista completa sul sito di &lt;a href=&quot;http://www.articolo21.org/2390/notizia/david-sassoli-lanomalia-ungherese-e.html&quot;&gt;&lt;b&gt;Articolo21&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.articolo21.org/2390/notizia/david-sassoli-lanomalia-ungherese-e.html&quot;&gt;Articolo21&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Emma BONINO: La legge Tarzia banco di prova per la controriforma nazionale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/10/15/emma-bonino/la-legge-tarzia-banco-di-prova-per-la-controriforma-nazionale/547020"></link>
  <updated>2010-10-15T00:00:00Z</updated>
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  <id>547020</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) - Vicepres. Senato  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La proposta di legge Tarzia è stata assunta come testo base per la riforma dei consultori dalla Commissione lavoro e politiche sociali della Regione Lazio. &lt;br /&gt;
La mossa è in contrasto con l'articolo 61 del regolamento del Consiglio regionale, secondo il quale il testo avrebbe dovuto essere preso in esame insieme a quello presentato da Giulia Rodano.&lt;br /&gt;

In sostanza: c'est la guerre! E dal fronte dell'opposizione Emma Bonino avverte dei rischi che la proposta del centrodestra rappresenta per le donne e gli uomini di tutto il paese.
&lt;p&gt; «Alla luce del convegno di luglio organizzato da Polverini, Formigoni e Gota, è chiaro che se passerà la proposta di legge Tarzia, la regione Lazio sarà il terreno di prova di ciò che avverrà a livello nazionale. La proposta ha infatti già un precedente nel progetto Nasko, che prevede per le donne residenti in Lombardia un compenso economico in cambio della rinuncia ad abortire».
&lt;p&gt;
Nel dettaglio il progetto Nasko, approvato dalla giunta regionale presieduta da Formigoni il 31 maggio scorso, parte dal presupposto che la crisi economica pesi su: &lt;br /&gt;
«Le donne e le famiglie che, in condizioni di incertezza e precarietà lavorativa ed economica, scelgono di procrastinare la maternità anche attraverso il ricorso all'interruzione di gravidanza, come risulta dai dati in possesso dell'Osservatorio regionale sull'esclusione sociale». 
&lt;p&gt;Anche per Formigoni, come per Olimpia Tarzia, non esistono donne che scelgono di non essere madri. &lt;br /&gt;
Il più che ci viene concesso è &quot;procrastinare&quot; la maternità. Il citato Osservatorio, istituito anche questo per delibera regionale, sembrerebbe schierato dalla parte della chiesa cattolica; conta infatti, tra gli enti membri del comitato scientifico, diverse Caritas, confraternite e società confessionali varie, accanto alla Lega coop Lombardia.
&lt;p&gt;
Poco più avanti, nel testo della delibera leggiamo che si ritiene «opportuno istituire un elenco regionale dei servizi, denominati Centri di Aiuto alla Vita, che abbiano i requisiti di cui all'allegato b» dove, tra le condizioni sine qua non per accedere all'elenco troviamo: &quot;Presenza nello statuto della finalità di tutela della vita fin dal concepimento&quot;. 
&lt;br /&gt;
E infatti in un altro documento della giunta lombarda leggiamo l'esclusione di un'associazione il cui statuto non prevede tale finalità.
&lt;p&gt;
Più avanti ancora, alla voce &quot;Criteri di erogazione&quot;, viene specificato: «Beneficiari del fondo Nasko sono le madri che, in presenza di una proposta di progetto personalizzato di aiuti economici e sociali, recedono dalla scelta di interrompere volontariamente la gravidanza». Giuro che non ci sono altri beneficiari.
&lt;p&gt; Questo vuol dire che a una donna in difficoltà economiche rimasta incinta, anche qualora non abbia alcuna intenzione di abortire, conviene iniziare la pratica di interruzione di gravidanza per poi ripensarci e tentare così di ottenere la miseria, perché di miseria si tratta, di 250 curo mensili. &lt;br /&gt;
I miei complimenti alla giunta lombarda
&lt;p&gt;

Accadeva in Lombardia nel lontano maggio 2010 . Oggi nel Lazio potrebbe passare una proposta ispirata ai principi di quel progetto. Questo vuol dire che l'attacco ai consultori e alla legge che nel 1978 depenalizzò l'aborto, cioè al principio di autodeterminazione delle donne, è stato affidato alle singole regioni di volta in volta amministrate dalla destra. 
&lt;p&gt;«La proposta Tarzia continua Emma Bonino introdurrebbe la tutela del figlio concepito che, oltre a essere in conflitto con la legge 194, è materia che non può rientrare nelle competenze legislative regionali. Si creerebbe inevitabilmente un conflitto tra istituzioni diverse».
&lt;p&gt;
Se la proposta Tarzia e il progetto Nasko sono in evidente contrasto con interi pezzi della Costituzione e delle leggi italiane, sembrano invece appoggiarsi a un'altra legge, la 40, sulla procreazione medicalmente assistita. &lt;br /&gt;
«E infatti - prosegue la senatrice - la legge 40 è già stata dichiarata incostituzionale dalla Corte italiana.
&lt;p&gt; A dimostrazione della sua incostituzionalità c'è inoltre una sentenza della Corte europea contro l'Austria proprio in materia di fecondazione eterologa. 
&lt;p&gt;Se, nonostante tutto, la legge passerà, non resterà che l'arma dei ricorsi, la quale però può essere impugnata solo dalle singole persone». 
&lt;p&gt;I criteri del ricorso prevedono infatti che qualsiasi giudice possa obiettare la costituzionalità di una legge solo nel momento in cui si trovi ad affrontare una causa che lo pone di fronte al problema di quella stessa legge.
&lt;p&gt;
E a proposito di ricorsi, di questi giorni è il secondo alla Corte Costituzionale italiana in merito alla legge 40. &lt;br /&gt;
Il primo portò all'abolizione delle norme che limitavano a tre la produzione di embrioni per ogni ciclo di fecondazione, che obbligavano a impiantarli tutti insieme e che vietavano il congelamento degli embrioni in soprannumero. 
&lt;p&gt;Questo secondo ricorso riguarda invece il divieto di eterologa, tecnica che, secondo gli esponenti del governo e della chiesa, solleva il problema del mercato degli ovociti. &lt;br /&gt;
Come dire: non possiamo emanare leggi che regolino il mercato (vizio diffuso nella destra di governo) quindi ne vietiamo i presupposti in terra nazionale per rimandarli all'estero.
&lt;p&gt;
In questa bagarre arriva la notizia del premio Nobel a Robert Edwards, il padre della fecondazione assistita. &lt;br /&gt;
E giù nuove polemiche e strali come in una vera guerra, con due nemici e due campi contrapposti: progresso e chiesa, laicità e religione, ragionevolezza e autoritarismo. &lt;br /&gt;
Forse l'unica risposta a tutti i dubbi e le domande che ci poniamo, e che continueremo a porci, si trova nel pensiero e nelle parole delle donne.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=UNH02&quot;&gt;Gli Altri /Monica Micheli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Flavia PERINA: Lettera alle donne del Pdl: non vi sentite a disagio?</title>
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  <updated>2010-09-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>505552</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: FLI) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
La “donna del nemico” sfila, metaforicamente rapata a zero e con al collo il cartello del disonore, sulle prime pagine di “Libero” e del “Giornale” da oltre tre settimane. &lt;br /&gt;
È uno spettacolo indecente, e viene da chiedersi come mai nell’area del centrodestra soltanto Irene Pivetti abbia sentito il dovere di difenderla, esprimendo pubblica solidarietà per la «quotidiana e tragica azione di killeraggio» contro Elisabetta Tulliani. Cosa ne pensa la responsabile delle donne del Pdl Barbara Saltamartini? Cosa ne pensa un giovane ministro donna come Giorgia Meloni? E il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna? Il linciaggio della compagna del presidente della Camera è il dato centrale di questo agosto indecente, che ha segnato un salto di qualità persino rispetto alle vette – che a torto ritenevamo insuperabili – della lapidazione mediatica di Veronica Lario, la “velina ingrata” dell’estate scorsa, esposta al pubblico ludibrio per aver chiesto pubblicamente e ad alta voce la separazione dal “capo”. Inseguita in spiaggia mentre gioca con le sue figlie, bersagliata dalle insinuazioni malevole di gente come Sgarbi (uno che dice: «la donna va dominata, se non sei capace lascia perdere»), vivisezionata dagli specialisti in gossip malevolente, paragonata addirittura alla Petacci dal mondadoriano “Oggi” (chissà se le auguravano pure la stessa fine), è stata Elisabetta Tulliani più che Gianfranco Fini a subire il “trattamento Boffo” a suo tempo evocato dall’on. Straquadanio. Ed è su questo accanimento contro una donna che ci piacerebbe interpellare le colleghe che abbiamo prima citato.
&lt;p&gt; Cara Barbara, cara Giorgia, cara Mara, non vi vengono i brividi a vedere lo scalpo della “donna del nemico”, una moglie e una madre che non ha cercato in alcun modo la ribalta, sventolato pubblicamente come un trofeo di guerra? &lt;br /&gt;
Non è solo questione di solidarietà personale o femminile. Questa estate indimenticabile rischia di incardinare nell’immaginario del partito uno stereotipo a nostro giudizio intollerabile e del tutto estraneo alla destra dalla quale proveniamo. Secondo questa visione, le donne si dividono in due categorie: le belle-e-compiacenti a destra e le racchie a sinistra. Chi si sottrae a questa catalogazione, deve esservi ricondotto con le buone o con le cattive. Abbiamo visto in passato la bastonatura mediatica di Alessandra Mussolini, colpevole di essersi distaccata dal clichè dell’obbedienza pronta, cieca e assoluta. Ma ne hanno prese, e di sonore, anche Chiara Moroni e Barbara Contini, che per il loro eccesso di indipendenza sono state letteralmente travolte da una valanga di veleno: di Chiara si è arrivati a dire (per bocca di Lucio Barani) che ha tradito perché si è innamorata di un giornalista dell’Espresso; di Barbara che è invidiosa della prestanza fisica di chi può permettersi tacchi a spillo (il copyright è di Daniela Santanché). &lt;br /&gt;
Ma ricordiamo a suo tempo sinistri avvertimenti contro Stefania Prestigiacomo, colpevole di essersi spesa per le quote rosa. E la stessa Mara Carfagna ha dovuto difendersi dall’accusa di simpatizzare per i finiani solo per la moderazione con cui in tv si è espressa sul tema dell’immigrazione e dei diritti. Che lo stesso schema denigratorio sia applicato a Elisabetta Tulliani, che con il partito non c’entra affatto, non deve stupire: nella visione berlusconiana, come è ben noto, non c’è distinzione tra il personale e il politico, categorie perfettamente sovrapposte nel bene e nel male. Così, può capitare che quando si deve fare una lista elettorale si reclutino amiche e conoscenti (o igieniste dentali). Oppure può succedere che per demolire un avversario interno si meni sua moglie o i suoi figli come è accaduto non solo a Gianfranco Fini ma anche a Italo Bocchino e ad Adolfo Urso.E allora, care Barbara, Giorgia, Mara, care colleghe del Pdl, non vi viene voglia di dire qualcosa in proposito? Tutte “veline ingrate” le ragazze o le signore di destra che avanzano critiche sul partito o entrano nel mirino del Cavaliere? E davvero nessuna intravede dietro al film di questa estate una escalation maschilista sgradevole per tutti e intollerabile per la destra? 
&lt;p&gt;Vi sembra normale il trattamento ancillare riservato alle “fedelissime” tra cene al castello, complimenti e regali e la brutalità che è toccata alle “dissidenti”? Chi come noi viene da An ha impegnato decenni nel tentativo di liberare la destra italiana dallo stereotipo machista che gli avversari gli avevano cucito addosso: anni di impegno, di letture, di scritti, di manifestazioni e convegni, di ragionamenti sui diritti e sui doveri, di pubblica solidarietà per la causa delle donne in tutte le sue sfaccettature. E ora dovremmo far finta di non sentire, di non vedere, di non capire quelli che «la donna va dominata e se non sei capace lascia perdere»? O addirittura dargli una mano a pubblicizzare il concetto? &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.secoloditalia.it/stories/Politica/784__lettera_alle_donne_del_pdl_non_vi_sentite_a_disagio/&quot;&gt;Secolo d' Italia.it - Flavia  Perina&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ENRICO PIZZA: «Aggredito da estremisti di destra in centro città»</title>
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  <updated>2010-02-07T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore  Comune Udine (UD) (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Seguito e insultato con espressioni omofobe»
&lt;p&gt;
L'assessore alla Mobilità del Comune di Udine, Enrico Pizza, gay dichiarato e tra i fondatori dell'Arcigay locale, è stato vittima oggi di un'aggressione omofoba nel centro del capoluogo friulano. 
&lt;p&gt;«Stavo passeggiando con il mio compagno proprio nei pressi del municipio - ha riferito l'assessore - quando un gruppo di tre uomini, tra i quali ho riconosciuto un noto esponente dell'estrema destra udinese, si è avvicinato a noi con fare minaccioso. Uno dei tre - ha proseguito Pizza - ha iniziato ad insultarmi, rivolgendomi epiteti inequivocabili. Mentre ci stavamo allontanando lo stesso individuo ha continuato a seguirci, sempre con atteggiamento minaccioso. Una persona di mia conoscenza, che ha assistito all'aggressione verbale è allora intervenuta per sedare gli animi, evitando che le cose degenerassero».

&lt;p&gt;
L'assessore ha annunciato la sua intenzione di rivolgersi quanto prima alla Digos della Questura di Udine: «Ho già preso un appuntamento per domani e segnalerò l'accaduto alle forze dell'ordine e solleciterò un loro impegno, affinché Udine sia una città più sicura».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.gazzettino.it/stampa_articolo.php?id=90478&quot;&gt;Il Gazzettino.it - NordEst&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Renato BRUNETTA: «Il Pdl? Non è di centrodestra»</title>
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  <updated>2009-05-26T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  PA e innovazione (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il Pdl è di centrodestra? Sbagliato. La maggioranza degli operai vota per noi. Siamo interclassisti, eredi del grande centrosinistra che cambiò l’Italia». Lo sostiene il ministro della Pubblica amministrazione e innovazione Renato Brunetta in un'intervista al settimanale Oggi in edicola da mercoledì (e online su www.oggi.it).
&lt;p&gt;

 Brunetta parla degli stipendi bassi, accusando anche le imprese («La colpa è dei governi di sinistra e Cgil che hanno voluto moderazione salariale, ma anche della miopia delle imprese, perché retribuzioni basse danno bassa produttività e competitività»), ma salva gli speculatori («Speculare non è una brutta parola. Viene dal latino e significa studiare e capire, per approfittare.&lt;br /&gt;
 La speculazione è una scienza che fa fruttare i talenti. I gestori dei fondi, che tutti adoravamo finché ci facevano guadagnare, lavorano moltissimo: si devono informare per investire nei settori giusti. Gli speculatori sono molto intelligenti e preparati. Solo i tardo-cristiani li disprezzavano»). 
&lt;p&gt;

Sulla crisi afferma: «Paradossalmente ha reso più ricchi trenta milioni di italiani: tutti i lavoratori dipendenti e pensionati con i redditi saliti automaticamente del quattro per cento, mentre l’inflazione è al due. Il loro potere d’acquisto, dunque, è aumentato».
&lt;p&gt;

E assicura: «Cambieremo questo Welfare scassato, che costa tanto e protegge solo i pensionati, poco i giovani e pochissimo le famiglie».
&lt;p&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/09_maggio_26/brunetta_oggi_pdl_centrodestra_8f83fb2a-4a10-11de-8785-00144f02aabc_print.html&quot;&gt;Il Corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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