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  <title>Openpolis - Argomento: Province</title>
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  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
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  <title>Antonio BORGHESI: «Il governo ha deciso di acquistare 400 nuove auto blu»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2012-04-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626916</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;La decisione del governo di acquistare 400 nuove auto blu è sconvolgente. Abbiamo un parco auto che ci costa ogni anno 4 miliardi di euro, una piccola finanziaria&quot;.  &quot;Mentre l'Italia sta bruciando è assurdo che il governo spenda altri 10 milioni di euro in veicoli. Ho fatto una interrogazione parlamentare e mi hanno risposto che gli acquisti servono ad ammodernare il parco auto con macchine di cilindrata inferiore ai 1.600. Nel resto d'Europa si chiede ai ministri di raggiungere il posto di lavoro con i mezzi, è una cosa inconcepibile come si comportano i politici qui da noi&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il governo ha deciso di acquistare 400 nuove auto blu. Lei, come esponente dell'Idv, ha fatto una interrogazione parlamentare a riguardo…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Noi abbiamo fatto questa interrogazione con risposta immediata al ministero dell'Economia perché riteniamo sbagliata questa scelta del governo. Già abbiamo un parco di auto blu che ci costa, secondo calcoli del ministero, fino a 4 miliardi di euro all'anno. Invece di diminuirlo per eliminare questi costi decidono di spendere altri 10 milioni di euro per ampliarlo. E' sconvolgente&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Secondo lei perché questa scelta? Il governo non si rende conto del momento che l'Italia sta vivendo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Il viceministro Grilli fa questo ragionamento: c'è un decreto che ha stabilito che d'ora in avanti le auto blu devono avere una cilindrata inferiore a 1600 di cilindrata, perciò dobbiamo rinnovare il parco auto&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Una risposta che l'ha lasciata insoddisfatta immagino…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Totalmente insoddisfatto. La legge non dice che bisogna sostituire le macchine che hanno una cilindrata maggiore. Potevano tranquillamente utilizzare quelle esistenti fino alla rottamazione. Su questo tema è ora di finirla&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il governo non sta facendo abbastanza per ridurre gli sprechi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Io riconosco che Monti ha fatto recentemente un decreto che avrà un effetto positivo sulle auto blu. Ma è un decreto che avrà bisogno di molto tempo per essere incisivo, passeranno 3 o 4 anni. E mentre l'Italia sta bruciando e le famiglie non arrivano alla fine del mese serve una misura draconiana. Noi proponiamo un blocco totale ai nuovi acquisti, salvo casi eccezionali, e danno erariale per chi contravviene il blocco&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Le auto blu sono uno status symbol dei politici, non ci rinunceranno tanto facilmente…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Il decreto del governo non abbatterà il fenomeno, lo ridurrà del 20 per cento. Ci vuole ben altro. Non è pensabile che ci siano province che hanno venti o trenta auto blu. Nel resto d'Europa si chiede a ministri e sottosegretari di raggiungere il posto di lavoro con i mezzi, è una cosa inconcepibile come si comportano i politici qui da noi&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Monti, al momento dell'insediamento, ha chiesto che fossero rispolverate le vecchie Fiat. Condivide la scelta?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&quot;Io preferirei non vedere più le auto blu e sarebbe anche ora. Per le poche che dovrebbero restare certo, preferirei un marchio italiano che una macchina straniera&quot;.
&lt;p&gt;




&lt;hr /&gt;
NOTA DEL GOVERNO: NON ACQUISTEREMO NUOVE AUTO BLU
&lt;p&gt;

&quot;Il governo non acquisterà nuove 'auto blu' nel 2012 e auspica, per le amministrazioni territoriali, l'adozione di un'analoga impostazione&quot;. E' una nota di Palazzo Chigi a precisarlo &quot;in riferimento agli articoli apparsi su alcuni quotidiani italiani, relativi alla Gara per fornitura in acquisto di berline medie con cilindrata non superiore a 1.600 cc&quot;.&lt;br /&gt;


&quot;Il bando di gara della Consip - ricorda la nota - non determina automaticamente l'acquisto di nuove autovetture. Con l'aggiudicazione delle convenzioni, Consip stipula soltanto un accordo quadro che può essere utilizzato dalle pubbliche amministrazioni per soddisfare le necessità di spostamento sul territorio&quot;.

&quot;Il bando - prosegue Palazzo Chigi - è pensato soprattutto per le esigenze delle Forze dell'Ordine e di quelle che svolgono servizi di utilità sociale che, più di altre, hanno bisogno di mezzi operativi. Attualmente, infatti, il 61% del parco auto ha tra i 5 e oltre 10 anni. Gli elevati e continui costi di manutenzione rendono l'utilizzo di queste vetture, oltre che inquinante per l'ambiente, particolarmente diseconomico&quot;.&lt;br /&gt;


&quot;Il governo ha avviato, con decreto del Presidente del Consiglio del 13 gennaio 2012, una politica di riduzione dei costi di gestione delle autovetture. Già nel 2011 c'è stato un taglio del 13% rispetto all'anno precedente. Formez PA ha stimato che la politica di riduzione dei costi produrrà un risparmio complessivo di oltre 300 milioni di euro, così divisi: 250 milioni di euro l'anno dalle amministrazioni locali; 60 milioni l'anno dall'amministrazione centrale. La gara, peraltro, è stata oggetto, già nelle settimane scorse, di un'interrogazione a risposta immediata presso la Camera dei Deputati, consultabile nella banca dati della Camera stessa. In tale occasione - conclude Palazzo Chigi - in Aula, il ministero dell'Economia e delle Finanze, nella persona del Vice Ministro, ha già dato una esaustiva risposta indicando tutte le norme su cui si basa la gara&quot;.&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://affaritaliani.libero.it/politica/auto-blu-antonio-borghesi-idv-ad-affari260412.html?refresh_ce&quot;&gt;Affaritaliani.it - Tommaso Cinquemani&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>William TAMI: MANOVRA 2011: Tremonti si arrende sull’Iva e Bossi cede sulle pensioni</title>
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  <updated>2011-09-09T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>609256</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Pavia di Udine (UD) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sulla carta la versione finale della manovra è frutto di un triplice sacrificio. 
Ciascun protagonista della grande trattativa interna alla maggioranza accetta di sfatare alcuni tabù, difesi con il coltello tra i denti fino all’ultimo momento utile e di rivedere sul filo di lana le proprie posizioni. 
Silvio Berlusconi dà il via libera al ritorno del contributo di solidarietà. 
Giulio Tremonti cede sull’aumento immediato di un punto di Iva. 
Umberto Bossi cede sulle pensioni, accettando l’equiparazione (dal 2014). 
Il “sofferto” pacchetto di nuove misure messe in campo dal governo quindi riguarda i seguenti punti:
 
• IVA: un punto in più sull'aliquota che passa dal 20% al 21% e toccherà moltissimi beni d’uso comune. La norma farà cassa subito, non sarà limitata a 3 mesi, come aveva inizialmente ipotizzato il premier e andrà a migliorare i saldi pur uscendo automaticamente dalle possibili norme per la riforma fiscale. 
• Contributo di solidarietà al 3%: per i super-ricchi che hanno un reddito superiore a 300.000 euro l'anno: sono circa 34000. La misura è estesa anche ai dipendenti pubblici  che erano già stati sottoposti al taglio dello stipendio (5% oltre i 90.000 euro e 10% oltre i 150.000), e peserà sul reddito complessivo: da lavoro dipendente ed autonomo o di impresa, da capitale e anche da reddito fondiario; resta esclusa la prima casa. 
• Pensioni: Dal 2014 previsto anche l'aumento dell'età pensionabile a 65 anni per le lavoratrici del settore privato. 
• Evasione Fiscale: impossibilità di chiedere la sospensione condizionale della pena nel caso di evasione superiore ai 3 milioni di euro.
• Riduzione Stipendi Parlamentari: Sforbiciata da 1.400 euro in arrivo in busta paga, per gli onorevoli deputati e senatori, con un risparmio di un milione 332 mila euro al mese, ovvero 15 milioni 993 mila euro l'anno per lo Stato. 
• Abolizione Province: Allo studio degli esperti dei ministeri anche i provvedimenti per l'immediata abolizione di tutte le province.
• Dimezzamento Parlamentari: Allo studio degli esperti anche una legge Costituzionale (votata da 2/3 del Parlamento) per la diminuzione a 150 Senatori e 300 Deputati per quanto riguarda gli organi di governo.

Passi indietro dovuti, dopo il richiamo arrivato da Giorgio Napolitano e la nuova giornata di passione vissuta sulle Borse europee.
Alla fine con la scelta di mettere la fiducia, la manovra potrà essere inviata a Bruxelles e Francoforte già questa sera, con un gesto di buona volontà che eviterà l’imposizione di condizioni non trattabili. Come ulteriore elemento di rassicurazione dei mercati Tremonti chiede e ottiene che nel comunicato venga messa nero su bianco la frase «con destinazione del maggior gettito Iva al miglioramento dei saldi del bilancio pubblico». 
Un modo per blindare le entrate e indirizzarle verso l’unico obiettivo del pareggio di bilancio.
Infine La Lega, che pure ha fatto concessioni importanti sul fronte previdenziale, chiede in cambio l’accelerazione sulle Riforme Costituzionali come il Senato Federale, il dimezzamento dei Parlamentari e l’abolizione delle Province. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://leganordpaviadiudine.blogspot.com/&quot;&gt;Privata&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE: ABBANDONIAMO LA LOGICA DELLA GABBIETTA DEI CRICETI</title>
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  <updated>2011-08-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>607969</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La Grande Fiera d’Estate di Cuneo, con i suoi espositori, l’interesse dei visitatori, il coinvolgimento del territorio indica la giusta direzione per aiutare l’economia e l’occupazione a crescere ed a creare ricchezza.
Il cuneese, ancora una volta, sa imporsi all’attenzione per la capacità di fare e soprattutto per la concretezza con la quale si muove.
Occorrerebbe prendere ad esempio la nostra terra!
Lo scrivo mentre, come criceti nella gabbietta, assistiamo ad un fare e disfare continuo, ad un movimento perenne quanto inutile di tanti nostri governanti che giocano a “chi la spara più grossa”.
L’esempio viene dal teatrino della manovra finanziaria d’agosto: necessaria, urgente ed imposta dalla Comunità Europea, che sostanzialmente ci ha commissariati, sull’onda del rischio di un tracollo dei nostri titoli di stato e, di riflesso, di tutto il sistema economico.
Invece ogni giorno si lancia un proclama diverso, con un movimento che ricorda i criceti in gabbia: tassare le vedove, sopprimere i comuni più piccoli sbandierando l’abolizione di migliaia di poltrone (che costano poco o nulla, ma questo si è taciuto), dietrofront sull’abolizione province, ennesimo taglio agli stanziamenti dello stato sociale, minacce di tagli alle indennità di accompagnamento degli handicappati, ma forte titubanza nell’adozione di misure concrete per stanare gli evasori fiscali applicando loro sanzioni in linea con gli altri stati europei…
E’ preoccupante tutto questo, anche perché a pagarne le conseguenze saranno ancora una volta i cittadini e soprattutto i ceti più sensibili e meno protetti: anziani, invalidi, malati.
E’ necessario che si esca dalla logica della “gabbietta dei criceti” e si comincino ad affrontare con concretezza e serietà i problemi del Paese, colpendo quanti fino ad ora hanno evaso le tasse, anche in modo considerevole.
E’ soprattutto necessario immergersi nel territorio: forse visitare la Grande Fiera d’Estate servirebbe a quanti, in questi giorni, giocano a “chi la spara più grossa” per una sana immersione nella concretezza e nella serietà di un’area del nostro Paese che ha dato tanto e che molto è ancora disposta a dare, ma che chiede serietà, programmazione e capacità di governo.

Beppe Tassone
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it&quot;&gt;propria&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCO MANZATO: Province di Sicilia...</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/08/17/franco-manzato/province-di-sicilia/590978"></link>
  <updated>2011-08-17T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Regione Veneto (Partito: Lega) - Consigliere Regione Veneto (Lista di elezione: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Padania? Se intanto la Sicilia diventasse indipendente subito, ci costerebbe meno”.La frase fuori ordinanza è dell’assessore della Regione del Veneto Franco Manzato, “incazzatissimo”, come dice lui stesso, dopo aver letto sul quotidiano “Il Tempo” che il parlamento regionale siciliano sta esaminando un disegno di legge per istituire la decima Provincia dell’isola. E questo nonostante la manovra del governo che punta ad accorpare i territori per diminuire il numero di questi enti locali intermedi. Ma dall’assemblea regionale siciliana viene fatto notare che il disegno di legge è di iniziativa popolare supportato da 18 mila firme, è stato presentato un anno fa ma mai calendarizzato per l’esame in aula. Anzi, la direzione intrapresa dalla Regione é proprio quella contraria di dare vita a macrocomuni per ridurre il peso delle province.
&lt;p&gt;
“Io sono da sempre schierato per le autonomie perché sono la fonte dei servizi al territorio e ai cittadini a fronte di uno Stato sprecone. Ma qui andiamo oltre il cattivo gusto: parliamo di una ipotetica nuova provincia, la decima, quella di Gela, in una Regione che contribuisce alla spesa pubblica nazionale con lo 0% degli introiti fiscali del suo territorio, dove lo Stato in compenso paga in aggiunta tutte le sue strutture, i suoi apparati e le sue aziende. In un momento in cui ai cittadini si chiede di tirare la cinghia di tre o quattro buchi, mi pare che qualcuno voglia prendere in giro tutti slacciandosi i pantaloni. Con quello che il Veneto lascia nelle mani dello Stato, e che finisce al sud e a coprire i relativi buchi, una nuova provincia ce la potremmo pagare restando ancora a credito di alcuni miliardi l’anno rispetto a quello che lo Stato prende qui e non restituisce al nostro territorio”.
&lt;p&gt;
“Provocazione per provocazione – ha concluso Manzato - se facciamo quattro conti ci conviene una Sicilia indipendente. Oppure si dia anche al Veneto lo stesso grado di autonomia finanziaria, legislativa e costituzionale della Sicilia: sapremmo certo utilizzare meglio questi privilegi”.
 &lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;



http://www.livesicilia.it/2011/08/17/la-politica-tra-costi-e-polemiche-veneto-vs-sicilia/
&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.livesicilia.it/2011/08/17/la-politica-tra-costi-e-polemiche-veneto-vs-sicilia/&quot;&gt;www.livesicilia.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIUSEPPE TASSONE: Un'unica regione transfontaliera tra Cuneo, Savona, Imperia e Nizza</title>
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  <updated>2011-08-16T00:00:00Z</updated>
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  <id>590966</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres.  Consiglio Comunale Cuneo (CN) (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Dopo che il governo italiano, con un Decreto Legge e nemmeno, come si sarebbe dovuto correttamente fare, con una legge speciale di riordino delle autonomie locali, ha deciso la soppressione di un discreto numero di province, si è sviluppato il dibattito sull’ipotesi di creazione di una regione transfrontaliera che unisca le province di Cuneo, quelle “in fase di soppressione” di Imperia e Savona ed il dipartimento delle Alpi Marittime di Nizza.
&lt;p&gt;
Si tratterebbe di realizzare una nuova realtà amministrativa (consentita espressamente dal trattato di Lisbona che è la Costituzione dell’Unione Europea) che concretamente permetterebbe (pur mantenendo le identità nazionali diverse) di unire in una nuova regione transfrontaliera popoli che sono accomunarti da una medesima cultura, da identiche tradizioni e persino da dialetti molti simili, oltre che da un’economia ricca di positive assonanze.
&lt;p&gt;
La Regione delle Alpi del Mare (in Francia la chiamano Alp Azur) sicuramente svilupperebbe al massimo le proprie potenzialità economiche con, in prima linea, quelle del turismo e dell’agricoltura d’eccellenza.
Solo assolutamente d’accordo pertanto con quanti, in queste ore, stanno prospettando una simile nuova realtà amministrativa che, sotto il profilo economico ed occupazionale, assicurerebbe importanti ricadute su tutto il territorio.
&lt;p&gt;
Ritengo che nei comuni e nelle amministrazioni provinciali si debba sviluppare un approfondito dibattito perché questa proposta non si riduca ad essere un sogno di mezza estate, ma costituisca un’ipotesi seria da approfondire e, per quanto mi riguarda, da realizzare il più celermente possibile, nell’interesse delle nostre popolazioni.
Di quelle al di qua e di quella al di là delle Alpi.
&lt;p&gt;

Beppe Tassone&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beppetassone.it&quot;&gt;propria&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario GALLI: Abolire le province? Sì, ma ancheil Molise e l’Umbria</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/18/dario-galli/abolire-le-province-s%C3%AC-ma-ancheil-molise-e-l%E2%80%99umbria/590126"></link>
  <updated>2011-07-18T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Tradate (VA) (Gruppo: Lega) - Pres. Giunta Provincia Varese (Partito: Lega) - Consigliere Provincia Varese (Lista di elezione: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Non possiamo avere province con 50 mila abitanti, ma nemmeno regioni che hanno la metà degli abitanti della nostra provincia, come il Molise o il medesimo numero come l’Umbria. Certo che bisogna cambiare, ma con un piano strategico più ampio, che prevede il passaggio da 104 a non più di 70 province, ma anche un numero inferiori di regioni.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/07/16/galli-abolire-le-province-si-ma-ancheil-molise-e-lumbria/145902/&quot;&gt;www.ilfattoquotidiano.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>BEATRICE DRAGHETTI: I costi veri della Provincia e la riforma che non arriva&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/12/beatrice-draghetti/i-costi-veri-della-provincia-e-la-riforma-che-non-arriva/607970"></link>
  <updated>2011-07-12T00:00:00Z</updated>
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  <id>607970</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Provincia Bologna (Partito: Cen-sin) - Consigliere Provincia Bologna (Lista di elezione: Cen-sin) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Di primo acchito, non mi viene in mente nulla che possa essere esaurientemente presentato e motivato solo dal suo costo. &lt;br /&gt;

Se poi l'oggetto è un Ente Locale, o meglio una tipologia di Ente locale (Province), l'approccio “a moneta”, ancorchè di significativa importanza, è quantomeno omissivo, lacunoso e perciò fuorviante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


A scanso di equivoci, &lt;b&gt;dichiaro subito che sono tra gli scontenti dell'efficacia dell'attuale sistema istituzionale complessivo del nostro Paese, lacunoso rispetto sia ad una razionale distribuzione delle funzioni amministrative tra i vari livelli di governo sia alla previsione di spazi e strumenti di coordinamento per armonizzarne l'azione complessiva, velocizzare le decisioni e quindi risparmiare&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Anche a me, e non da adesso, sale dal profondo la domanda: a quando, da parte dei decisori, una riforma coraggiosa della pubblica amministrazione, in cui soprattutto sia chiaro il “chi fa cosa” e lo fa celermente?&lt;br /&gt;

Un sistema, come è quello delle autonomie locali, va rivisto in una logica di … sistema! Anche un bambino capirebbe che in una costruzione di mattoncini togliere uno o alcuni punti di forza comporta la necessità di ridisegnare l'equilibrio complessivo.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

La demagogia anche in questo campo è veramente insopportabile, così come lo è la sensazione di un'irresponsabile inconcludenza dei decisori, ormai non più camuffabile neanche dai più illuminati discorsi.&lt;br /&gt;

Per non deludere tuttavia gli amanti dell'approccio “a moneta”, voglio ricordare alcuni dati.&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;La spesa delle Province nel 2010 è pari a 12 miliardi e 158 milioni di euro&lt;/b&gt; (Fonte UPI), pari all'1,5% del totale della spesa pubblica (815 miliardi). &lt;b&gt;Il personale politico di tutte le Province ha un costo pari a 113 milioni di euro, il costo complessivo della politica in Italia è pari a 6 miliardi e 500 milioni di euro&lt;/b&gt; (Bilancio preventivo Stato 2011): si coprirebbero i costi delle Province per 60 anni.&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Eliminare gli oltre 7 mila enti strumentali (Consorzi, Aziende, Società) che occupano 24 mila persone nei Consigli di Amministrazione (2,5 miliardi) consentirebbe un risparmio pari a 22 volte quello che si otterrebbe abolendo le Province.&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;

“A moneta” l'abolizione delle Province non sembrerebbe il passaggio risolutivo, come si vuol far credere da più parti.&lt;br /&gt;

Sarebbe piuttosto ora di dare il via a qualche buona proposta: &lt;b&gt;istituire le Città Metropolitane superando le Province corrispondenti, diminuire le Province e potenziarne la dimensione territoriale, definire con certezza le funzioni di Province e Comuni, eliminare gli enti strumentali inutili....&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;

Io, dal canto mio, non posso far altro che continuare a deliberare, spero con saggezza, ciò che attualmente è di competenza della Provincia. &lt;br /&gt;
Alla prossima! &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.beatricedraghetti.org/pages/news2.asp?id=220&quot;&gt;Sito personale Beatrice Draghetti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Serve PD in grado di animafre le comunità</title>
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  <updated>2011-07-08T00:00:00Z</updated>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
“Alcune polemiche interne al Pd sembrano correre di pari passo con la crisi del berlusconismo, come se vi fosse chi ritiene di rimanere orfano degli schemi imposti in questi anni dal padrone delle tv”. Lo ha detto &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;, presidente degli eurodeputati del Pd, intervenendo alla Festa del tesseramento nel 18° municipio di Roma. “Non tutto è comunicazione e un partito di governo non può limitarsi ad inseguire stati d’animo dettati dall’indignazione.
&lt;p&gt; Bene ha fatto Franceschini a ribadire la serietà di un progetto di riforma dell’assetto costituzionale, da non confondere con i doverosi tagli ai costi della politica; bene ha fatto Bersani a sottolineare che i referendum sono uno strumento della società civile e i legislatori hanno il dovere anche morale di trovare soluzioni in Parlamento. Negli ultimi due anni il Pd è cresciuto in consapevolezza e unità – ha aggiunto Sassoli - e i risultati stanno arrivando. 
&lt;p&gt;Avremo davanti a noi mesi difficili e non possiamo permetterci di rincorrere coloro che vogliono andare oltre i partiti perché hanno già deciso di rinunciare a scommettere sul Pd e sulla sua capacità di guidare questa fase cambiamento. La maggioranza del partito – ha concluso l’eurodeputato - deve essere più consapevole del proprio ruolo e anche nelle realtà locali, come a Roma e nel Lazio, deve svolgere la propria funzione di ascolto e iniziativa per lanciare la nostra sfida ad Alemanno e Polverini. &lt;br /&gt;

Uomini soli al comando non servono; serve invece un partito in grado di animare una comunità che vuole scommettere sul cambiamento di Roma e del Lazio”.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20110708-pd-sassoli-pd-serve-partito-in-grado-di-animare-comunita&quot;&gt;AGENPARL&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Province: no alla demagogia, sarebbe l'abdicazione della politica</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/07/dario-franceschini/province-no-alla-demagogia-sarebbe-labdicazione-della-politica/589851"></link>
  <updated>2011-07-07T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>589851</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Da due giorni si buttano lì molte cose senza prendersi la briga di approfondire dicendo solo che province sono uguali a spreco, questa è demagogia, questa è l'abdicazione della politica&quot;. &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, capogruppo Pd alla Camera, difende la posizione assunta dal suo gruppo di astenersi sulla proposta Idv di abolizione delle Province anche se è stata la causa di notevoli critiche sia interne che esterne al partito.
&lt;p&gt;

&quot;In due giorni non ho sentito una motivazione di merito. Noi facciamo i legislatori e abbiamo il dovere della coerenza con il nostro programma elettorale. La proposta Idv era di cancellare dalla Costituzione la parola province senza dire dal giorno dopo cosa ne sarebbe stato di 60mila persone che ci lavorano e delle competenze che sono affidate a questi enti. Ma tutti dicono, compresi gli editoriali sui giornali, che noi abbiamo sbagliato, che era demagogia ma non bisognava farsi sfuggire l'occasione, questa è l'abdicazione della politica, noi abbiamo una nostra proposta per riorganizzarle e non accettiamo l'equazione province sinonimo di spreco&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=5142&quot;&gt;dariofranceschini.it/&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Province: il Pd ha evitato la chiusura della discussione</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/15/dario-franceschini/province-il-pd-ha-evitato-la-chiusura-della-discussione/584497"></link>
  <updated>2011-06-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>584497</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Abbiamo fatto una proposta in aula per evitare quello che sarebbe successo da li' a pochi minuti, cioe' che il voto dell'aula su una posizione di bandiera, dell'IdV, con una bocciatura precludesse la possibilita' di mettere mano seriamente e profondamente al ruolo delle province in un disegno di riassetto istituzionale. 
La bocciatura della proposta di IdV oggi avrebbe assunto il significato di chiudere la discussione sul ruolo delle province''. Lo ha affermato il presidente dei deputati democratici &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, spiegando il perche' della richiesta di rinvio della discussione sulla proposta di legge per la soppressione delle province.

&lt;p&gt;
''Noi, quindi, ci siamo fatti carico, con la proposta di rinviare ad altra seduta, che e' poi passata, di evitare quella bocciatura che avrebbe pregiudicato la discussione sul merito che invece noi siamo pronti a fare. Abbiamo, come Pd, delle proposte che partono dalla soppressione delle province in aree metropolitane fino a una ridiscussione del loro ruolo in rapporto agli altri livelli istituzionali. Penso che con questa proposta abbiamo evitato che si chiudesse per sempre il tema delle province, con qualcuno che faceva bella figura e altri brutta figura''. ''In queto modo -ha sottolineato &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;- c'e' lo spazio per approfondire e arrivare ad una posizione condivisa''.&lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-PROVINCE__FRANCESCHINI__PD_HA_EVITATO_CHIUSURA_DISCUSSIONE_PER_SEMPRE-1026473-POL-1.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOVANNI PIANESE: Giugliano capoluogo di provincia</title>
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  <updated>2011-01-20T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>558685</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Giugliano in Campania (NA) (Partito: Socialistialtri) - Consigliere  Consiglio Comunale Giugliano in Campania (NA) (Lista di elezione: Socialistialtri) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;È una vecchia idea che abbiamo ripreso sulla riflessione che siamo l'unica città non capoluogo di provincia ad avere quest'estensione territoriale.Siamo in pratica una grande città senza le strutture di una grande città. Senza contare che siamo penalizzati dalla vicinanza con Napoli, a cui vanno le attenzioni e le risorse maggiori.
&lt;p&gt; Noi pensiamo ai ritorni in termini di sicurezza per la prevista presenza di una prefettura e dei comandi provinciali dell’Arma, per esempio. Giugliano, capoluogo di provincia ospiterebbe uffici giudiziari e tributari. Anche l’economia ne trarrebbe vantaggio. Potremmo contare, poi, su un ospedale più attrezzato e meno soggetto a tagli.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.internapoli.it/articolo.asp?id=20017&amp;src=giovanni%20pianese&quot;&gt;www.internapoli.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Massimo DONADI: MANOVRA DONADI IDV RIPRESENTA PROPOSTA LEGGE PER ABOLIZIONE PROVINCE</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/06/16/massimo-donadi/manovra-donadi-idv-ripresenta-proposta-legge-per-abolizione-province/501921"></link>
  <updated>2010-06-16T00:00:00Z</updated>
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  <id>501921</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Pur di non discutere e votare l'abolizione delle province, il centrodestra lo aveva rimandato a dopo il voto del codice sulle autonomie, affermando che proprio nel codice avrebbero provveduto al riordino delle province. Siccome tale riordino non c'e' stato, Idv chiedera' con assoluta priorita' ed urgenza, la calendarizzazione della proposta di legge per l'abolizione delle province. In questo momento in cui anche dal centrodestra si levano voci per denunciare l'iniquita' della manovra, l'abolizione delle province e' indispensabile e non piu' rinviabile. Contiamo sull'appoggio non solo delle altre opposizioni, ma anche di quella parte della maggioranza che ha sempre sostenuto, almeno a parole, questa necessita&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-MANOVRA__DONADI__IDV_RIPRESENTA_PROPOSTA_LEGGE_PER_ABOLIZIONE_PROVINCE-924260-ORA-.html&quot;&gt;www.asca.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giulio TREMONTI: È una notizia falsa. Nella manovra economica varata dal governo non ci sarà nessuna abolizione delle province</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2010/05/27/giulio-tremonti/%C3%A8-una-notizia-falsa-nella-manovra-economica-varata-dal-governo-non-ci-sar%C3%A0-nessuna-abolizione-delle-province/500780"></link>
  <updated>2010-05-27T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>500780</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Ministro  Economia e Finanze (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«È una notizia falsa. Nella manovra economica varata dal governo non ci sarà nessuna abolizione delle province». Lo ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, rispondendo ad una domanda specifica dei parlamentari Pdl, riuniti alla Camera per ascoltare l'illustrazione della manovra da parte dello stesso Tremonti e del premier, Silvio Berlusconi. Secondo quanto riferiscono alcuni dei partecipanti alla riunione, Tremonti avrebbe bloccato sul nascere la domanda relativa all'abolizione delle province, smentendo che una norma del genere sia presente in manovra. Altre fonti spiegano che, semmai, questo è un auspicio, cioè arrivare ad abolire le province inutili secondo i parametri che sono circolati in questi giorni in alcune indiscrezioni di stampa. Sempre secondo quanto viene riferito, sulla questione sarebbe intervenuto anche il premier, spiegando che innanzitutto per abolire le province occorrerebbe una norma costituzionale. &lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/10_maggio_26/bossi-province-lega-ministro-federalismo_cf0af4bc-68f3-11df-9742-00144f02aabe.shtml?fr=box_primopiano&quot;&gt;www.corriere.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIANPAOLO BOTTACIN: Abolizione delle Province, nuovo duro scontro tra Galan e Bottacin.</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/12/11/gianpaolo-bottacin/abolizione-delle-province-nuovo-duro-scontro-tra-galan-e-bottacin/474422"></link>
  <updated>2009-12-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>474422</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Veneto (Gruppo: Lega) - Pres. Giunta Provincia Belluno (Partito: Lega) - Consigliere Provincia Belluno (Lista di elezione: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Gianpaolo Bottacin, presidente della Provincia di Belluno, risponde alle dichiarazioni del Governatore veneto, Giancarlo Galan:&lt;br /&gt;
 «Nel Movimento dei Sindaci sfilano anche coloro che sono contrari proprio a quel “modello” di Regione che lui ha sempre voluto creare, e cioè una realtà fra le più accentratrici d’Italia, sotto il profilo delle competenze amministrative». 
&lt;p&gt;«Io, in consiglio regionale, mi sono sempre battuto per delegare alle Province più competenze amministrative possibile: l’esatto contrario di quello che ha voluto Galan, e cioè concentrare su Palazzo Balbi i poteri che devono invece essere nelle mani degli enti locali». 
&lt;p&gt;«Ricordo, inoltre, al Governatore che l’abolizione delle Province non è scritta in alcun capitolo dell’attuale programma di governo. 
&lt;p&gt;
Inoltre, come ribadito nel Codice delle Autonomie, da poco approvato dell’esecutivo di Berlusconi, si è sempre detto che vanno abolite le Province inutili, e non quelle che lui definisce “tutte inutili Province”».&lt;br /&gt;
Infatti per il presidente della giunta regionale del Veneto, Giancarlo Galan, nelle richieste dei sindaci di poter avere più risorse è contenuta «fra le righe, la richiesta di abolire le province».
&lt;p&gt; «I sindaci - ha spiegato - si battono sotto sotto per ciò che sarebbe la grande soluzione per tutto. Non ci sarebbe cioé alcun taglio per i comuni se fosse stato deciso di fare ciò che era nei programmi elettorali dei partiti di governo, Lega compresa, cioè abolire le province». 
&lt;p&gt;Intanto, però, l’Unione delle Province chiede più risorse. All'indomani della mobilitazione dei sindaci contro la finanziaria, il presidente della Provincia di Catania Giuseppe Castiglione, eletto a questa mattina all'unanimità presidente dell'Upi, spiega la posizione delle Province a margine della XXXII Assemblea delle Province d'Italia:&lt;br /&gt;
 «Abbiamo preso atto delle competenze assegnate alle Province nel Codice delle Autonomie e chiediamo, come prevede la legge delega, risorse necessarie per poter assumere queste funzioni. Lo chiederemo con grande credibilità e rigore scientifico: non è possibile avere più funzioni e meno risorse ed entrate». «Chiediamo anche certezze finanziarie sul piano delle entrate - ha sottolineato - Questa è la sfida dei prossimi giorni ma riteniamo di ottenere un tavolo col governo e poter trattare non solo le funzioni ma anche le risorse necessarie, partendo dal presupposto che il nostro obiettivo è la riduzione degli sprechi, degli enti, la sovrapposizione delle competenze. Il governo si renderà conto delle nostre proposte credibili e attuabili». 
&lt;p&gt;E i sindaci? Loro restano in trincea. «Dal momento che c'é un evidente obiettivo del Governo di far passare i comuni come coloro che sperperano il denaro pubblico, come Anci ci attrezzeremo sul piano della comunicazione con spot e altre forme di messaggio», dice il presidente dell'Anci e sindaco di Torino Sergio Chiamparino. Obiettivo dell'Anci, ha spiegato Chiamparino, «è far conoscere agli italiani quali sono i veri sprechi dell'amministrazione pubblica del nostro Paese che stanno prevalentemente al centro nei ministeri». Inoltre, ha aggiunto, «pensiamo ad uno spot che faccia sapere ai cittadini cosa fanno i sindaci ed anche faccia comprendere cosa potrebbero non avere più i cittadini di quello che fanno i sindaci».&lt;br /&gt;


	&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.newsbelluno.it/navigazione.php?id=9219&amp;categoria=Politica&quot;&gt;news Belluno.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GUGLIELMO ALLODI: Patto di stabilità: Una norma che penalizza le imprese e il mezzogiorno</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/05/12/guglielmo-allodi/patto-di-stabilit%C3%A0-una-norma-che-penalizza-le-imprese-e-il-mezzogiorno/391207"></link>
  <updated>2009-05-12T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>391207</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Napoli (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Sono mesi che abbiamo lanciato l'allarme sul patto di stabilità. Perciò trovo molto positivo che ora anche il segretario nazionale del Pd e il neo-presidente dell'Anci Chiamparino abbiano sottolineato l'urgenza di rivedere la norma che sta soffocando gli enti locali&quot;. Commenta così Guglielmo Allodi, assessore alle risorse strategiche della Provincia di Napoli, le dichiarazioni  di questa mattina di Dario Franceschini e del sindaco di Torino.

&lt;p&gt;
&quot;Anche gli enti più solidi dal punto di vista finanziario stanno vivendo una situazione di fortissima difficoltà - prosegue Allodi - e questo è ancor più grave quando si tratta di amministrazioni del Mezzogiorno d'Italia, cioè l'area del Paese che ha più bisogno di investimenti&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Esistono opere - spiega Allodi - immediatamente cantierabili ma che restano ferme, insieme al rischio di dover bloccare i pagamenti alle imprese per le opere già realizzate pur avendo i soldi in cassa. Sono d'accordo - aggiunge l'assessore provinciale - con chi definisce paradossale la situazione che si è determinata. Il patto di stabilità è una norma penalizzante soprattutto per quelle amministrazioni che in questi anni hanno lavorato bene utilizzando in maniera virtuosa le risorse a propria disposizione. E' un colpo pesantissimo e inutile&quot;.

&lt;p&gt;
Allodi spiega come &quot;la sola Provincia di Napoli, che è uno degli enti più solidi d'Italia e che non ha un solo euro di debito, ha oltre 100 milioni immediatamente spendibili per attivare investimenti decisivi nei settori strategici dell'economia locale, e che invece sono inutilizzati a causa del patto di stabilità&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;Per superare gli ostacoli posti dal patto di stabilità  - aggiunge ancora Allodi - abbiamo lanciato un'ulteriore proposta che ha incontrato il sostegno dei diversi soggetti coinvolti: nelle prossime ore daremo vita a un accordo con organizzazioni sindacali, quelle datoriali e le più importanti istituzioni creditizie operanti sul territorio metropolitano, per individuare una serie di opere da far partire mettendo le imprese nelle condizioni di poter essere pagate mediante anticipazioni bancarie basate sull'affidabilità del nostro ente. E' una strada - conclude Allodi - per dare un sostegno concreto al mondo del lavoro, al sistema dl impresa e quindi per incentivare lo sviluppo del territorio nonostante i vincoli soffocanti imposti dal governo&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.provincia.napoli.it&quot;&gt; Provincia di Napoli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Silvio BERLUSCONI: «Ecco il piano-ricostruzione: 100 progetti a 100 Province»  - Colloquio</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/04/09/silvio-berlusconi/%C2%ABecco-il-piano-ricostruzione-100-progetti-a-100-province%C2%BB-colloquio/390946"></link>
  <updated>2009-04-09T00:00:00Z</updated>
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  <id>390946</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Pres. del Consiglio   (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Appena rimette piede a Coppito, frazione alle porte del capoluogo, s`avverte l`ennesima scossa.

Silvio Berlusconi forse non se n`accorge e, cartellina alla mano, si ripresenta per la terza volta in tre giorni alla Scuola sottufficiali della Guardia di finanza. Veloce briefing con i vertici della Protezione civile, poi giù al pian terreno, in una saletta stampa.&lt;br /&gt;


Il premier si tira su le maniche del maglioncino. E prima di annunciare la nuova norma antisciacallaggio, comunica ai cronisti il drammatico bilancio: «Levittime al momento sono 260, tra cui 16 bambini», ma «potevano essere molte di più, almeno tre volte.

Non l`abbiamo detto, ma all`inizio abbiamo pensato che si arrivasse alle mille vittime».  Al momento, però, «sono nove i corpi ancora senza nome», mentre i «funerali solenni si terranno venerdì alle 11».&lt;br /&gt;


Il Cavaliere si sistema meglio la sedia, poi assicura che «i soccorsi stanno operando e continuano a operare in modo soddisfacente».

«È stato prodotto uno sforzo straordinario» e «in campo ci sono oltre 2.000 vigili del fuoco, 1.500 militari, 2.000 agenti e 3.000 volontari». In totale «fanno 8.500, organizzati in cinque centri operativi, a cui ne aggiungeremo un sesto perle zone fuori dall`area di 600 chilometri quadrati».&lt;br /&gt;


Berlusconi va avanti e aggiunge:

«Abbiamo installato 2.962 tende e accolto 17.772 persone» e «siamo a posto per quanto riguarda attrezzature, brande, coperte».

Detto questo, «sono arrivate offerte di tutti i tipi ed è scattata una solidarietà incredibile», «una gara di disponibilità che mi ha commosso». Insomma, «l`Italia ha risposto bene alla tragedia, ma per evitare «congestionamenti», il capo del governo lancia una proposta: «Trasformare in soldi le offerte» che arrivano sotto forma di abbigliamento o altri generi di prima necessità. Intanto, «hanno iniziato a essere operativi i tecnici della Regione perla verifica del danno», che potrà essere quantificato invia definitiva solo «tra un mese e mezzo, forse due mesi».&lt;br /&gt;


A favore di telecamere, seduto al centro del tavolino (ai lati il governatore Gianni Chiodi, Angelino Alfano, Guido Bertolaso e Ignazio La Russa), il Cavaliere lancia un progetto per la fase di ricostruzione: «Dividere l`area in cento progetti da affidare ad altrettante province italiane».&lt;br /&gt;


Un`idea che rivitalizza in qualche modo l`immagine degli enti locali, per molti da eliminare. Poi prosegue:

«Potrebbe essere una bella sfida per le province», che agirebbero sotto «la responsabilità centrale» della Protezione civile.

E, se «non rispettassero tempi certi e obiettivi, sarebbero additate al pubblico ludibrio».&lt;br /&gt;


Nel frattempo rilancia l`ipotesi di &quot;new town&quot;, specificando che quelle da costruire in Abruzzo non sarenno «alternative alla ricostruzione».

Insomma, «case in più». E poi, rispondendo alle critiche mosse al progetto da parte di alcuni architetti, spiega: «Saranno città costruite in zone verdi:

nulla a che vedere con banlieu o ghetti di altri Paesi».&lt;br /&gt;


Sempre in tema di bilancio, il premier riferisce che «sono stati recuperati 171 hotel» per «oltre 10.000 persone sfollate». In totale, se a questo dato si aggiunge il numero degli abruzzesi accolti nelle tende, la cifra degli «homeless» che hanno trovato una sistemazione arriva a 28.000.&lt;br /&gt;


Il presidente del Consiglio si sofferma poi sulle iniziative per evitare saccheggi nelle abitazioni.

«Registriamo in questi giorni una forte preoccupazione - afferma - per operazioni di sciacallaggio nelle case abbandonate». Motivo per cui, d`intesa con il Guardasigilli, «abbiamo deciso di dare vita a un nuovo reato per punirlo, che non sappiamo ancora quale nome avrà». Ma «in ogni caso, posso annunciare già da ora che le pene saranno molto severe.
&lt;br /&gt;

Perché chi si abbassa, in un momento come questo, a compiere queste azioni, dimostra di avere dentro di sé un disvalore morale assoluto». La previsione di questo reato, aggiunge, «sarà fatta quanto prima» e il presidio affidato «ai carabinieri». Inoltre, il ministro della Difesa «sta mettendo in campo l`esercito» per migliorare il presidio del territorio.
&lt;br /&gt;

L`azione del governo, sottolinea il Cavaliere, si concentra anche sull`edilizia scolastica. E tra le iniziative, Berlusconi ricorda i «16 milioni di curo trovati nel bilancio del ministero dell`Istruzione, per dare immediatamente il via alla ricostruzione della Casa dello studente» distrutta dal sisma.

A chi gli chiede, invece, della quasi totale inagibilità dell`ospedale aquilano, risponde:

«E una costruzione che deriva dal 1960, quando le tecniche antisismiche non erano ancora così conosciute.

Se ci saranno delle responsabilità, emergeranno». E più in generale, ipotizza, per la ricostruzione si potrebbe anche intervenire con una «tecnica antisismica giapponese».&lt;br /&gt;


Infine, il premier si toglie un sassolino. E dinanzi a una nuova polemica che inizia a montare sulla stampa estera, Berlusconi replica: «Non è stato assolutamente fuori luogo definire davanti a dei bambini le tendopoli come un campeggio», paragone formulato martedì durante un sopralluogo.

A loro, spiega Berlusconi, «serve, è necessario un clima di gioco. Anche per questo abbiamo pensato ai medici clown e i bambini - conclude - non devono vivere in un`atmosfera di tragedia e di morte».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.governo.it/rs_pdf/pdf/LC9/LC90X.pdf&quot;&gt;Il Giornale - Vincenzo La Manna&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GUGLIELMO ALLODI: La Giunta provinciale di Napoli approva il bilancio 2009.</title>
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  <updated>2009-04-01T00:00:00Z</updated>
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  <id>390843</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Assessore Provincia Napoli (Partito: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;

La giunta Provinciale ha approvato lo schema di bilancio di previsione per l'anno 2009 e il pluriennale 2009-2011 su proposta dell'assessore alle risorse strategiche Guglielmo Allodi.



&quot;Abbiamo varato una manovra particolarmente importante – spiega l’assessore Allodi –  per due motivi: innanzitutto per la difficile congiuntura economica che sta attraversando l’economia globale, quella italiana e anche quella dell’area metropolitana di Napoli. &lt;br /&gt;
In questi ultimi anni la Provincia ha sostenuto in maniera determinante lo sviluppo di questo territorio, mettendo in campo investimenti per centinaia di milioni di euro ogni anno con l’obiettivo di rispondere alle esigenze più urgenti, dalle infrastrutture fino alla sicurezza del territorio. &lt;br /&gt;
E poi – prosegue Allodi – è importante perché si tratta del bilancio conclusivo della consiliatura che ha portato la Provincia ad essere un ente solido, affidabile, con una capacità di spesa molto alta, con forte solvibilità e completamente libero da ogni forma di indebitamento. Una politica di bilancio – aggiunge Allodi –  connotata da conti perfettamente in regola e da una spiccata autonomia di investimento”.
&lt;p&gt;

La manovra di bilancio varata dalla giunta di piazza Matteotti ammonta complessivamente a 640 milioni di euro. “La Provincia rispetta pienamente il patto di stabilità e i vincoli imposti dalla legge finanziaria, sebbene questi continuino ad incidere in modo molto pesante sull’autonomia anche degli enti più affidabili” ha precisato Allodi.  “Così come è concepito oggi – polemizza l’assessore – il patto di stabilità rischia concretamente di penalizzare in maniera irreversibile il settore imprenditoriale: nel caso della Provincia, le imprese che hanno già svolto lavori non potranno essere pagate nei tempi naturali poiché la Finanziaria fissa per il 2009 un limite di spesa per investimenti a 60 milioni, anche se il nostro ente è ampiamente nelle condizioni di effettuare pagamenti oltre quel tetto”.
&lt;p&gt;

Anche per il 2009 i settori strategici dell’attività della Provincia si confermano essere strade, viabilità, istruzione, ambiente. Tra le voci di bilancio più consistenti, 15 milioni per costruzione di nuove scuole e manutenzione degli edifici già esistenti e acquisto di arredi; 2 milioni come trasferimenti ai cosiddetti Comuni virtuosi per aumentare i livelli della raccolta differenziata e, di conseguenza, contribuire al ciclo dei rifiuti; 29 milioni destinati a CTP, il Consorzio Trasporti Pubblici che dopo la fuoriuscita del Comune di Napoli dalla compagine sociale è diventato interamente di proprietà della Provincia. Sempre per quanto riguarda le partecipate, dopo le dismissioni già decise nel 2008 vengono cedute altre quote riguardanti quelle società che svolgono attività di natura commerciale, come il Centro agroalimentare e Stoà.

&lt;p&gt;
Sul versante delle entrate, le aliquote restano invariate rispetto al 2008, confermandosi ai livelli più bassi di tutt’Italia. Il calo degli introiti relativi all’Ipt, causato dalla crisi del settore automobilistico, è compensato con l’aumento già in corso dei recuperi provenienti dagli accertamenti sulla Tosap e sulle addizionali provinciali.
 
&lt;p&gt;
Per quello che riguarda il contenimento dei costi, è stata prevista una riduzione dei budget a disposizione delle varie direzioni dell’ente, alle quali viene affidato quindi il compito di tagliare le singole voci di costo potenziando gli investimenti.  L’insieme del sistema dei costi della Provincia si conferma tra i più bassi dell’intera filiera istituzionale.

&lt;p&gt;
La delibera approvata dalla giunta Di Palma contiene anche una parte degli interventi che verranno finanziati utilizzando l’avanzo di amministrazione 2008. Tra questi, 2 milioni di euro per interventi a tutela delle coste e delle isole; oltre 1 milione per impianti di videosorveglianza in attuazione del Patto stipulato con il Ministero dell’interno; 2,5 milioni per trasferimenti ai Comuni da destinare all’accoglienza turistica; 16 milioni circa per la manutenzione straordinaria del patrimonio, il recupero di siti archeologici e il restauro di immobili di valore storico e architettonico di proprietà dell’ente.
&lt;p&gt;

“L’amministrazione provinciale – ha dichiarato il presidente Dino Di Palma – conferma la sua capacità di saper dare risposte efficaci al bisogno di investimenti che accomuna Napoli e gli altri novantuno Comuni della provincia. In una fase delicata come quella che stiamo vivendo,  la Provincia è l’istituzione territoriale nelle migliori condizioni economiche e finanziarie, in grado di stanziare nuove risorse per favorire la raccolta differenziata, migliorare la rete viaria provinciale, ristrutturare edifici scolastici, tutelare un patrimonio ambientale straordinario come quello che esiste in provincia di Napoli”.
&lt;p&gt;
 
Ora lo schema di bilancio verrà portato all’esame del Consiglio provinciale per l’approvazione da parte dell’assemblea.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.notes.provincia.napoli.it/comstampa2.nsf/d1a04f48ba7b4e21c12565c3003b314f/40a0c16cd46bed72c125758b00594cff?OpenDocument&quot;&gt;Comunicato stampa - official web site - Provincia Napoli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Simonetta RUBINATO: Federalismo fiscale: «Subito misure per riequilibrio delle risorse a favore degli enti locali sottodotati. Successo per il Veneto»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/03/24/simonetta-rubinato/federalismo-fiscale-%C2%ABsubito-misure-per-riequilibrio-delle-risorse-a-favore-degli-enti-locali-sottodotati-successo-per-il-veneto%C2%BB/390776"></link>
  <updated>2009-03-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>390776</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Sindaco  Comune Roncade (TV) (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Soddisfazione per l'on. Simonetta Rubinato: dopo aver incontrato la scorsa settimana personalmente il Ministro Calderoli ed il suo staff, ha visto accolta la propria richiesta di inserire nel testo di legge delega la necessità di riequilibrare le risorse da subito (senza attendere che l'intera riforma entri a regime) a favore di Comuni e Province sottodotati.

&lt;p&gt;
«E' passato un  principio - spiega la Rubinato - che non c'era nel testo originario e che è a favore degli enti locali del Veneto. Il Governo, nell'emanare i decreti legislativi per la fase transitoria, dovrà ora infatti tenere conto, nella determinazione del fabbisogno standard, di comuni e province sottodotati».

&lt;p&gt;
Senza questo principio, che la parlamentare aveva già proposto in un precedente emendamento, «nella fase transitoria avremo perpetrato gli sbagli della &quot;spesa storica&quot;, continuando a penalizzare il Veneto».

&lt;p&gt;
La questione del riequilibrio è fondamentale per la nostra regione: «Molti comuni Veneti sono sottodotati, cioè ricevono trasferimenti pro capite dallo Stato in misura inferiore della media nazionale (secondo i dati Ancitel 2004, fatta 275 la media nazionale, il Veneto riceve 100 euro pro capite. Il Friuli e la Sicilia superano abbondantemente quota 500, i vicini Lombardi 130, i trentini 627). Il Veneto ha il ruolo di Cenerentola, e non solo rispetto alle regioni del sud o alle regioni a statuto speciale, ma anche rispetto alle altre regioni del Nord». 

&lt;p&gt;
«Per questo - conclude l'on. Rubinato - i nostri Comuni e le nostre Province non possono attendere i tempi di attuazione del federalismo, oltre sette anni, tanto più che è dal 1992 che siamo &quot;presi in giro&quot; da leggi dello Stato che, riconoscendo questa ingiustizia, stabilivano che da allora si dovesse diminuire ogni anno ai Comuni sovradotati una percentuale dei trasferimenti dello Stato per aumentare i trasferimenti agli enti sottodotati, come i nostri comuni . Norme che sono state sospese per non &quot;danneggiare&quot; i Comuni spendaccioni. Ora, nel testo di legge delega si riconosce questa ingiustizia e si afferma la necessità di riequilibrare le risorse a favore dei nostri enti locali. Mi aspetto che il Governo fin dal primo decreto traduca in fatti questo principio».

&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.partitodemocraticoveneto.org/dett_news.asp?ID=757&quot;&gt;official web site -  Partito Democratico Veneto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo GIARETTA: «Non sono d'accordo con alcuni imprenditori veneti che intendono boicottare le elezioni provinciali»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2009/01/26/paolo-giaretta/%C2%ABnon-sono-daccordo-con-alcuni-imprenditori-veneti-che-intendono-boicottare-le-elezioni-provinciali%C2%BB/388422"></link>
  <updated>2009-01-26T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>388422</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Padova - ''Non riesco proprio ad essere d'accordo su questa proposta di non andare a votare alle provinciali''. Il senatore Paolo Giaretta, Segretario Regionale del PD Veneto, interviene rispetto; l'intenzione annunciata da alcuni imprenditori veneti, di boicottare le prossime elezioni provinciali.

&lt;p&gt;
''Non buttiamo via la buona abitudine di andare a votare - e' l'appello di Giaretta -. Pur per un ente piu' amministrativo che politico come la Provincia, non e' indifferente il giudizio su chi sara' presidente. Ritengo che Davide Zoggia, Sergio Reolon, Federico Saccardin siano stati dei buoni presidenti, innovativi e saggi. Al cittadino e' stato dato il potere dell'elezione diretta: perche' dobbiamo buttare via questo potere di giudicare nel merito le persone ed i programmi'? Tra l'altro in questa regione fortemente centralista in cui viviamo un po' di pluralismo istituzionale fa bene alla democrazia ed all'efficienza delle istituzioni''.
&lt;p&gt;

''Nel merito dell' abolizione delle Province - conclude Giaretta - penso che sia un tema che la politica possa affrontare con serieta'. Ad esempio con una riforma che renda le Province enti facoltativi di decentramento regionale, al limite di carattere non elettivo, lasciando alle Regioni la scelta e l'onere del loro funzionamento. Ma intanto contribuiamo tutti ad eleggere buoni presidenti. Puo' essere proprio questa l'occasione di un dibattito serio e di metodo sul ruolo delle Province, che ci permettera' di discutere seriamente sul loro superamento''.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/regioni-PROVINCE__PD_VENETO__IMPRENDITORI_SBAGLIANO_A_BOICOTTARE_ELEZIONI-362831--.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>CALOGERO ARTURO SPEZIALE: Sicilia. «Le province soppresse senza modifiche istituzionali. Basterebbe un tratto di penna»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2008/12/25/calogero-arturo-speziale/sicilia-%C2%ABle-province-soppresse-senza-modifiche-istituzionali-basterebbe-un-tratto-di-penna%C2%BB/383220"></link>
  <updated>2008-12-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>383220</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Sicilia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Costano 890 milioni, basterebbe un tratto di penna. Ma vota sì solo il Pd. &lt;br /&gt;Muro di Lombardo e Pdl.
Province «salvate» dall'abolizione.
&lt;br /&gt;Fallisce il blitz per cancellare gli enti: le funzioni sarebbero passate ai Comuni&lt;br /&gt;
&lt;br /&gt;
Fatto sta che qualche giorno fa il presidente della commissione antimafia in Regione, il democratico Lillo Speziale, ha pensato che forse era arrivato il momento per tentare uno strappo. Prima l'insofferenza dei cittadini per i costi esorbitanti della politica nata dalle denunce del Corriere della Sera, poi la campagna di Libero benedetta da un diluvio di firme di lettori e dal consenso di autorevoli esponenti di diverse appartenenze politiche... &lt;br /&gt;
Come dubitare del successo di un blitz siciliano se l'unico partito che si è ufficialmente schierato contro l'abolizione delle province è la Lega che nell'isola ha uno spicchio di successo piuttosto eccentrico nella sola Lampedusa? Non bastasse, come ricorda il leader storico dei Difensori Civici Lino Buscemi (che minaccia di raccogliere le firme per un referendum abrogativo) l'abolizione delle province in Sicilia potrebbe essere fatta in un giorno. A differenza che a Roma infatti, a Palermo non servirebbe una modifica istituzionale: &lt;b&gt;«Basterebbe un tratto di penna».&lt;/b&gt; E questo diceva infatti la proposta portata giorni fa in commissione Affari Istituzionali da Lillo Speziale.&lt;br /&gt;
 Articolo 1: «Le province regionali sono soppresse». Articolo 2: le loro funzioni sono «trasferite ai liberi consorzi di comuni istituiti a norma dell'art. 15, comma 2, dello Statuto della Regione. &lt;br /&gt;
Nelle more di tale istituzione, esse sono trasferite ai comuni, ricompresi nella soppressa provincia, che le eserciteranno in forma singola o associata». &lt;br /&gt;
Articolo 3: i dipendenti passano «nei ruoli dell'amministrazione dei comuni, in una qualifica corrispondente a quella di provenienza». Articolo 4: «I beni, mobili ed immobili, di proprietà delle province sono trasferiti nella proprietà dei comuni». E così via. Su tredici membri della commissione, i presenti erano otto. &lt;br /&gt;
I quattro democratici hanno votato per l'abolizione e chi rappresentava l'Udc di Pier Ferdinando Casini (favorevole alla soppressione) non era presente. Gli altri, a partire dal presidente, il lombardiano Riccardo Minardo (il cui voto valeva doppio ed è stato determinante) hanno votato contro. Compresi i rappresentanti del Pdl. A dispetto delle promesse di Silvio Berlusconi e di quelle di Gianfranco Fini. Parole, parole, parole...
&lt;p&gt;
 &lt;b&gt;L'articolo di Gian Antonio Stella:&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;«Articolo 15: Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell'ambito della Regione siciliana». «Oooh, finalmente un bel regalo di Natale!», direte voi.&lt;br /&gt;
 Macché: quelle parole erano nello Statuto di autonomia del 1946. Mai applicato. Anzi: l'abolizione (vera, stavolta) delle province siciliane è stata appena, e di nuovo, bocciata. Non si toccano. Che i consiglieri provinciali nell'isola si prendano sul serio è notorio. &lt;br /&gt;
Qualche anno fa il presidente catanese Nello Musumeci, che militava allora in An e aveva stipulato una polizza con la Reale Mutua Assicurazioni per coprire se stesso e i colleghi di giunta da eventuali condanne della Corte dei Conti, arrivò a presentare una &lt;b&gt;delibera stupefacente&lt;/b&gt;. &lt;br /&gt;
Delibera che, sulla base di certi studi storici secondo i quali «tra la fine dell'Ottocento e i primi del Novecento, i rappresentanti della Provincia costituivano l'Onorevole consiglio», riconosceva ai membri dell'assemblea il titolo di «onorevoli».&lt;br /&gt;
 Al punto che, votata a stragrande maggioranza la decisione con soli sei voti contrari della sinistra, il presidente del consiglio, Santo Pulvirenti, chiuse la seduta salutando tutti come «onorevoli colleghi». &lt;br /&gt;
Eppure, come dicevamo, le province siciliane più ancora delle altre non dovrebbero neppure esistere. Nello Statuto che il 15 maggio 1946 riconosceva l'autonomia della Regione, il già citato articolo 15 non lasciava dubbi: abolizione. &lt;br /&gt;
E ribadiva, se mai qualcuno fosse duro d'orecchio, che «l'ordinamento degli enti locali si basa nella Regione stessa sui Comuni e sui liberi Consorzi comunali». &lt;br /&gt;
Tutto chiaro? Macché: restarono provvisoriamente in vita come amministrazioni straordinarie per un anno, due anni, tre anni, quattro anni... E poi ancora cinque e sei e sette... E poi ancora otto e nove e dieci... Finché nel 1986, dopo quarant'anni di proroghe, l'assemblea regionale decise infine di smetterla con quella ipocrisia. E le province provvisorie furono ribattezzate: d'ora in avanti si sarebbero chiamate Province Regionali. Cosa fanno? Boh...&lt;br /&gt;
 Distribuiscono incarichi e prebende, dirà qualcuno. Ultimo esempio, quello denunciato da «Il Dito», un settimanale online di Catania vicino a Enzo Bianco, che ha scoperto come Raffaele Lombardo, allora potentissimo presidente della provincia etnea, abbia passato il Natale dell'anno scorso firmando decine e decine di «nomine o proroghe di dirigenti, collaboratori esterni, consulenze varie»: 57 in due giorni.&lt;br /&gt;
 Uno sforzo pesante per il polso, ma utile elettoralmente, visto che il fondatore dell'Mpa stava per candidarsi alla presidenza regionale al posto di Cuffaro. Una chicca tra le tante: l'assegnazione nel 2006 a uno studio legale di un incarico per «l'assistenza tecnico-legale al programma di cooperazione Bulgaria-Romania, uno studio finalizzato alla promozione delle imprese catanesi in quelle nazioni e all'avvio di uno stand informativo presso la Provincia». 

&lt;p&gt;
Quanto costino nella sola Sicilia questi enti, che già il sindaco di Milano Emilio Caldara considerava un secolo fa «buoni solo per i manicomi e per le strade» ma che incassano un mucchio di denaro grazie soprattutto alle addizionali sull'energia elettrica e la Rc auto, lo dice un rapporto Istat sui bilanci 2006: 890 milioni di euro. Dei quali 237 spesi per stipendiare tutto il personale. E addirittura 228 (nel solo 2006!) per comperare beni immobili. Tema: che senso ha che un ente da decenni additato come inutile e da sopprimere faccia shopping immobiliare comprando sempre nuovi palazzi, nuovi uffici, nuove sedi distaccate?&lt;br /&gt;
 Quanto agli amministratori, il Sole 24 ore ha fatto i conti: di &lt;b&gt;sole indennità&lt;/b&gt; (cioè la voce-base, alla quale vanno sommati i rimborsi, le diarie e altre voci che nel caso dei parlamentari nazionali o regionali fanno schizzare all'insù le entrate reali nette) i &lt;b&gt;315 consiglieri provinciali&lt;/b&gt; costano &lt;b&gt;otto milioni e 300 mila euro&lt;/b&gt;.&lt;br /&gt;
 Una esagerazione. Che qua e là, scrive Nino Amadore, si fa ancora più eclatante: 98.089 di spesa di indennità ogni centomila abitanti a Palermo, 389.705 a Enna. E meno male che alle 9 province già esistenti (una ogni mezzo milione di abitanti, con un massimo di un milione e 235 mila nel caso di Palermo e un minimo di 177mila di Enna) non sono state (ancora) aggiunte le altre tre di cui si parla da anni: Caltagirone, Gela e Monti Nebrodi. Altrimenti le spese sarebbero ancora più vistose.

&lt;p&gt;
Fatto sta che qualche giorno fa il presidente della commissione antimafia in Regione, il democratico Lillo Speziale, ha pensato che forse era arrivato il momento per tentare uno strappo. &lt;br /&gt;
Prima l'insofferenza dei cittadini per i costi esorbitanti della politica nata dalle denunce del Corriere della Sera, poi la campagna di Libero benedetta da un diluvio di firme di lettori e dal consenso di autorevoli esponenti di diverse appartenenze politiche... &lt;br /&gt;
Come dubitare del successo di un blitz siciliano se l'unico partito che si è ufficialmente schierato contro l'abolizione delle province è la Lega che nell'isola ha uno spicchio di successo piuttosto eccentrico nella sola Lampedusa? &lt;br /&gt;
Non bastasse, come ricorda il leader storico dei Difensori Civici Lino Buscemi (che minaccia di raccogliere le firme per un referendum abrogativo) l'abolizione delle province in Sicilia potrebbe essere fatta in un giorno. &lt;br /&gt;
A differenza che a Roma infatti, a Palermo non servirebbe una modifica istituzionale: «Basterebbe un tratto di penna».&lt;br /&gt;
 E questo diceva infatti la proposta portata giorni fa in commissione Affari Istituzionali da Lillo Speziale.&lt;br /&gt;
 Articolo 1: «Le province regionali sono soppresse». &lt;br /&gt;
Articolo 2: le loro funzioni sono «trasferite ai liberi consorzi di comuni istituiti a norma dell'art. 15, comma 2, dello Statuto della Regione. Nelle more di tale istituzione, esse sono trasferite ai comuni, ricompresi nella soppressa provincia, che le eserciteranno in forma singola o associata». &lt;br /&gt;
Articolo 3: i dipendenti passano «nei ruoli dell'amministrazione dei comuni, in una qualifica corrispondente a quella di provenienza».&lt;br /&gt;
 Articolo 4: «I beni, mobili ed immobili, di proprietà delle province sono trasferiti nella proprietà dei comuni». &lt;br /&gt;
E così via. Su tredici membri della commissione, i presenti erano otto. I quattro democratici hanno votato per l'abolizione e chi rappresentava l'Udc di Pier Ferdinando Casini (favorevole alla soppressione) non era presente. Gli altri, a partire dal presidente, il lombardiano Riccardo Minardo (il cui voto valeva doppio ed è stato determinante) hanno votato contro. Compresi i rappresentanti del Pdl. A dispetto delle promesse di Silvio Berlusconi e di quelle di Gianfranco Fini. Parole, parole, parole... &lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.corriere.it/politica/08_dicembre_24/stella_province_sicilia_dc35437e-d18a-11dd-b875-00144f02aabc.shtml&quot;&gt;Corriere della Sera.it - Gian Antonio Stella&lt;/a&gt;</summary>
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