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  <title>Openpolis - Argomento: pensioni</title>
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  <updated>2012-05-24T00:00:00Z</updated>
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  <title>DELIA MURER: Maternità e cura, bonus pensione - Proposta di legge </title>
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  <updated>2012-05-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>640430</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Ho presentato alla Camera dei deputati una proposta di legge per riconoscere, ai fini pensionistici, il periodo dedicato alla maternità e quello dedicato al lavoro di cura di familiari disabili. 
&lt;p&gt; La proposta stabilisce che per ogni figlio sia riconosciuto alla lavoratrice madre un bonus di due anni di contributi figurativi. Al tempo stesso viene portato a quattro anni complessivi il periodo di congedo straordinario, retribuito, riconosciuto a chi si occupa della cura di un familiare disabile grave convivente. 
&lt;p&gt;“La recente riforma delle pensioni ha alzato l’età pensionabile e ha equiparato l’età per uomini e donne. In questo modo, però, non si riconosce il fatto che ci sono persone che, per la maternità o per la cura di un familiare disabile, di fatto lavorano il doppio, conducono carichi personali altissimi, e non possono andare in pensione così tardi. Operare una forma di compensazione rispetto alla maternità e al lavoro di cura è un elemento di giustizia sociale”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Di seguito il testo integrale della proposta di legge.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;PROPOSTA DI LEGGE
&lt;p&gt;

d'iniziativa del deputato
&lt;p&gt;

DELIA MURER
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Introduzione di un credito contributivo ai fini pensionistici per la maternità e aumento del periodo di Congedo straordinario per assistenza e lavoro di cura in favore di familiari conviventi portatori di handicap.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;Onorevole colleghi,
&lt;p&gt;

alcuni recenti provvedimenti del Governo in ordine alla materia previdenziale sono stati volti al progressivo innalzamento dei requisiti anagrafici per il diritto all’accesso dei trattamenti pensionistici. Questo con riferimento sia ai lavoratori pubblici che privati, sia uomini che donne.
&lt;p&gt;

La riforma è avvenuta per due ragioni sostanziali: da una parte lo scopo di adeguare i requisiti anagrafici per l’accesso al sistema pensionistico all’incremento della speranza di vita accertato dall’ISTAT e convalidato dall’EUROSTAT, con riferimento ai 5 anni precedenti. Dall'altra, la necessità di garantire la sostenibilità economica di lungo periodo del sistema che, oltre all'aggancio automatico dell'età pensionabile all'incremento della speranza di vita, ha previsto il posticipo della decorrenza dei trattamenti pensionistici (cd. finestre) e un generale incremento dei requisiti pensionistici.
&lt;p&gt;

L’articolo 24 del decreto-legge 201/2011 ha attuato una revisione complessiva del sistema pensionistico.
&lt;p&gt;

In particolare, sono stati ridefiniti i requisiti anagrafici per il pensionamento di vecchiaia a decorrere dal 1° gennaio 2012 (comma 6), disponendo l’innalzamento a 66 anni del limite minimo per accedere alla pensione di vecchiaia (sia per i lavoratori dipendenti sia per quelli autonomi), nonché l’anticipazione della disciplina a regime dell’innalzamento progressivo dell’età anagrafica delle lavoratrici dipendenti private al 2018 (in luogo del 2026) Più specificamente, sono stati ridefiniti i requisiti anagrafici per l'accesso alla pensione di vecchiaia nei seguenti termini:
&lt;p&gt;

62 anni per le lavoratrici dipendenti private, la cui pensione è liquidata a carico dell'AGO e delle forme sostitutive della medesima; tale requisito anagrafico viene ulteriormente innalzato a 63 anni e 6 mesi a decorrere dal 1° gennaio 2014; 65 anni a decorrere dal 1° gennaio 2016; 66 anni a decorrere dal 1° gennaio 2018;
&lt;p&gt;

63 anni e 6 mesi per le lavoratrici autonome la cui pensione è liquidata a carico dell'AGO nonché della gestione separata INPS; tale requisito anagrafico è fissato a 64 anni e 6 mesi a decorrere dal 1° gennaio 2014; 65 anni e 6 mesi a decorrere dal 1° gennaio 2016; 66 anni a decorrere dal 1° gennaio 2018; 66 anni per i lavoratori dipendenti privati e i pubblici dipendenti (lavoratori e, ai sensi dell’articolo 22-ter del D.L. 78/2009, lavoratrici), la cui pensione è liquidata a carico dell'AGO e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima.
&lt;p&gt;

Il successivo comma 10 innalza, a decorrere dal 1° gennaio 2012 e con riferimento ai soggetti la cui pensione è liquidata a carico dell'assicurazione generale obbligatoria e delle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché della gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, della L. 335/1995, che maturino i requisiti a partire dalla medesima data, il limite massimo di 40 anni richiesto ai fini del riconoscimento del diritto al pensionamento in base al solo requisito di anzianità contributiva a prescindere dall’età anagrafica (c.d. “quarantesimi”). Sulla base delle nuove disposizioni, l’accesso al trattamento pensionistico è consentito esclusivamente qualora risulti maturata un’anzianità contributiva di:
&lt;p&gt;

nel 2012, 42 anni e 1 mese per gli uomini e 41 anni e 1 mese per le donne;
&lt;p&gt;

nel 2013, 42 anni e 2 mesi per gli uomini e 41 anni e 2 mesi per le donne;
&lt;p&gt;

a decorrere dal 2014, 42 anni e 3 mesi per gli uomini e 41 anni e 3 mesi per le donne.
&lt;p&gt;

In virtù di tale disposizione viene soppressa, sempre a decorrere dal 2012, la possibilità di accedere al pensionamento anticipato con il sistema delle cd. “quote” introdotto dalla L. 247/2007, con un’anzianità minima compresa tra 35 e 36 anni di contributi. Inoltre, si prevede l’applicazione di una riduzione percentuale del trattamento pensionistico per ogni anno di pensionamento anticipato rispetto all’età di 62 anni (pari all’1%, con elevazione al 2% per ogni ulteriore anno di anticipo rispetto a 2 anni).
&lt;p&gt;

Con la riforma previdenziale, sul fronte del trattamento delle pensioni per uomini e donne, il Governo ha accolto i rilievi dell'Unione Europea sull'uguaglianza tra donne e uomini, predisponendo un intervento legislativo che parifica l'età pensionabile delle lavoratrici del lavoro pubblico a quella dei colleghi maschi, passando, gradualmente, alla medesima età.
&lt;p&gt;

Il provvedimento, giustificato dall'esigenza di riequilibrio dei conti, non tiene del tutto conto di una serie di specificità che investono, in particolare le donne, nella loro storia lavorativa e personale, e innanzitutto del peso che deriva dalla mancanza di una vera politica di pari opportunità che investa nei servizi pubblici, che sostenga le donne nel mercato del lavoro, che dia risposte al lavoro di cura, che allevi le donne da un doppio lavoro obbligato in tutte le fasi della vita, e che le discrimina di fatto per tutta la loro vita lavorativa salvo saldare una paradossale &quot;uguaglianza&quot; quando si tratta della pensione.
&lt;p&gt;

Il medesimo discorso riguarda chi assiste familiari disabili gravi; lavoro di cura che riguarda spesso le donne ma, a volte, anche gli uomini.
&lt;p&gt;

In Italia ci sono milioni di persone non in grado di svolgere gli atti quotidiani della vita in modo autonomo o di non deambulare da soli, eccetera, e quindi rientranti in condizione di handicap grave (art.3 comma 3 legge 104). Soggetti che vivono una condizione che incide pesantemente nella loro vita ma anche, almeno per chi ne ha una, sulle loro famiglie, che sono la risorsa vera, dal momento che i servizi pubblici, in questo senso, risentono di note carenze.
&lt;p&gt;

A guardare gli ultimi dati Istat si rileva che il 43% delle donne italiane con età inferiore ai 40 anni (ma ben il 55% di quelle che ne hanno meno di 30), se decidono di avere un figlio non accedono alla maternità con tutti i diritti previsti dalla legge: non ricadono infatti tra le lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato che sono il “target” di riferimento della legge 53/2000. Oggi le giovani donne accedono in modo precario al mondo del lavoro, spesso con lavori autonomi, ma si muovono anche in un contesto molto cambiato dal punto di vista culturale, fatto di maggiore equilibrio nelle responsabilità di cura nelle coppie, di consapevolezza di non voler essere messe di fronte alla scelta di rinunciare al lavoro in presenza di un figlio.

&lt;p&gt;
E’ necessario dunque un riconoscimento mirato - materiale ma anche simbolico - del lavoro di cura, è necessario intraprendere un percorso di riequilibrio del sistema di welfare che allarghi i diritti sociali e di cittadinanza a chi, senza distinzione tra donne e uomini, presta attività di cura: la cura – che è attività umana essenziale e ha un valore irrinunciabile - deve entrare nella polis, ridisegnando una nuova mappa del welfare.
&lt;p&gt;

Un sistema di welfare a carattere strutturale, reso più urgente dalla attuale situazione di crisi, iniziando da queste proposte:
&lt;p&gt;

La proposta del Governo di equiparazione dell’età minima della pensione di vecchiaia delle donne, a fronte della sentenza della Corte di Giustizia europea nei confronti della normativa italiana del pubblico impiego, è accettabile solo se si accompagna a una sostanziale riforma del welfare che tenga conto del lavoro di cura. La possibilità di anticipazione infatti costituiva una sorta di “risarcimento”, per quanto generico e generalizzato, del ruolo di cura ricoperto dalle donne nella società. Averla cancellata contempla la necessità di individuare, comunque, una forma di riconoscimento per il lavoro di cura stesso.
&lt;p&gt;

La nostra legislazione già prevede forme di riconoscimento per quelle categorie di lavoratori che hanno un'attesa di vita ridotta come disabili e lavoratori addetti a mansioni usuranti. Chi assiste in famiglia persone con necessità di assistenza continuata risente oggettivamente della medesima “usura” personale, della propria esistenza, tale da giustificare un riconoscimento. La presente Proposta di legge scaturisce dal principio dell’indispensabilità del riconoscimento della cura, a cui va dato un corrispettivo materiale, che viene tradotto nel cosiddetto &quot;Credito di cura&quot;, un credito contributivo ai fini pensionistici che riguarda la maternità e il lavoro di cura. Un sistema di crediti che – secondo la nostra proposta – riconosce alle lavoratici madri un bonus di due anni di contribuzione figurativa, per ogni figlio, valido a tutti gli effetti di legge ai fini della maturazione del requisito di anzianità contributiva.
&lt;p&gt;

Inoltre il provvedimento concede un riconoscimento a lavoratori e lavoratrici impegnati, nell'ambito familiare, in un lavoro di cura verso familiari conviventi con handicap grave. La formula è quella di aumentare il periodo di congedo straordinario, già previsto dalla normativa, da due a quattro anni nell’ambito della propria vita lavorativa. Un congedo retribuito a tutti gli effetti e con rilevanza ai fini pensionistici.
&lt;p&gt;

Questa perequazione non solo va nella direzione di riconoscere alle donne quel diritto al riconoscimento di uno svantaggio oggettivo, di tutta quella mole di lavoro di fatto, non retribuito, che viene svolto nella responsabilità familiare, di cura e della maternità; ma aiuta a riflettere anche sul fatto che, se è vero che l'età media e l'aspettativa di vita si sono innalzate, è anche vero che il lavoro di cura logora fino al punto da abbassare la durata dell'esistenza stessa.
&lt;p&gt;

Appare, quindi, necessario destinare a misure di riconoscimento del lavoro di cura almeno una parte dei risparmi ottenuti con l'innalzamento dell'età pensionabile.
&lt;p&gt;

La presente Proposta di legge provvede, dentro questi indirizzi, al conferimento di una delega al Governo in ragione della estrema complessità del sistema previdenziale, che ha bisogno di interventi di varia natura su più provvedimenti che solo da un'analisi normativa e contabile preventiva del Governo possono essere prodotto.
&lt;p&gt;

Per quanto riguarda la copertura finanziaria, non risultando possibile procedere in sede di conferimento della delega, a causa della complessità della materia trattata, all'esatta determinazione degli effetti finanziari derivanti dall'attuazione delle disposizioni delegate, secondo quanto previsto dalla legge di contabilità generale dello Stato n. 468 del 1978 e dalla riforma della medesima legge in via di approvazione definitiva (atto Senato 1397-B), la quantificazione degli oneri è rimessa alla fase di adozione dei decreti legislativi, e l'individuazione dei relativi mezzi di copertura è condizionata all'adozione di specifici provvedimenti legislativi. Si dispone, infatti, che i decreti legislativi dai quali derivino nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica, siano emanati solo successivamente alla data di entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie. A ciascuno schema di decreto legislativo deve essere dunque allegata una relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria del medesimo decreto ovvero dei nuovi o maggiori oneri da esso derivanti e dei corrispondenti mezzi di copertura.
&lt;p&gt;


 
&lt;b&gt;
PROPOSTA DI LEGGE&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 

 

&lt;b&gt;Art. 1.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

(Introduzione di un credito contributivo a fini pensionistici per la maternità).
&lt;p&gt;

 

1. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, un decreto legislativo per l’introduzione di un’agevolazione pensionistica alle lavoratrici madri con il seguente criterio direttivo:
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;a)&lt;/b&gt; riconoscimento di un bonus di due anni di contribuzione figurativa, per ogni figlio, in favore delle lavoratrici madri, valido a tutti gli effetti di legge ai fini della maturazione del requisito di anzianità contributiva;
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;Art. 2&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

(Modifiche al Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 e alla Legge 8 marzo 2000, n. 53, in ordine alla durata del Congedo straordinario per assistenza e lavoro di cura in favore di familiari conviventi portatori di handicap)
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;a)&lt;/b&gt; Il Decreto Legislativo 26 marzo 2001, n. 151 denominato “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternita' e della paternita” si intende così modificato: “all’articolo 42, comma 5 bis, portare la durata massima da due anni a quattro anni”.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;b)&lt;/b&gt; Di conseguenza analoga modifica alla Legge 8 marzo 2000, n. 53, denominata &quot;Disposizioni per il sostegno della maternità e della paternità, per il diritto alla cura e alla formazione e per il coordinamento dei tempi delle città”: “ all’articolo 4, comma due, portare la durata massima da due a quattro anni”.
&lt;p&gt;

 
&lt;b&gt;
Art. 2.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

(Pareri sullo schema di Decreto legislativo).
&lt;p&gt;

 

&lt;b&gt;1.&lt;/b&gt; Lo schema di Decreto legislativo adottati ai sensi degli articolo 1 della presente legge, è deliberato in via preliminare dal Consiglio dei ministri, sentite le organizzazioni sindacali dei lavoratori e dei datori di lavoro maggiormente rappresentative a livello nazionale.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;2.&lt;/b&gt; Lo schema di Decreto legislativo è trasmesso alle Camere ai fini dell'espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per le conseguenze di carattere finanziario, che sono resi entro trenta giorni dalla data di assegnazione dello stesso. Entro i trenta giorni successivi all'espressione dei pareri, il Governo, ove non intenda conformarsi alle condizioni ivi eventualmente formulate con riferimento all'esigenza di garantire il rispetto dell'articolo 81, quarto comma, della Costituzione, ritrasmette alle Camere i testi, corredati dei necessari elementi integrativi di informazione, per i pareri definitivi delle Commissioni competenti, che sono espressi entro trenta giorni dalla data di trasmissione.
&lt;p&gt;

 

 

 

&lt;b&gt;Art. 3.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

(Copertura finanziaria).
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;1.&lt;/b&gt; Il Decreto legislativo di cui all'articolo 1, dai quali derivano nuovi e maggiori oneri per la finanza pubblica sono emanati solo successivamente alla data di entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanziano le occorrenti risorse finanziarie.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;2.&lt;/b&gt; Allo schema di decreto legislativo di cui al comma 1 è allegata una relazione tecnica che rende conto della neutralità finanziaria del medesimo decreto ovvero dei nuovi o maggiori oneri da esso derivanti e dei corrispondenti mezzi di copertura.&lt;br /&gt;



&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.deliamurer.it/cms/it.html?view=article&amp;catid=4%3Aproposte-di-legge&amp;id=417%3Amaternita-e-cura-un-bonus-per-la-pensione&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&quot;&gt;www.deliamurer.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio SAIA: Interesse della sicurezza del Paese </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/05/23/maurizio-saia/interesse-della-sicurezza-del-paese/640448"></link>
  <updated>2012-05-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>640448</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: CN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
 L'ordine del giorno G1 è frutto della sintesi delle mozioni presentate da tutti i Gruppi, volte a tutelare il personale dei comparti sicurezza, difesa e Vigili del fuoco e la loro attività. È auspicabile che l'intervento di riforma dei requisiti pensionistici sia graduale e si limiti ai minimi di età per l'accesso alla pensione di anzianità ed anticipata. Gli istituti peculiari previsti sulla base dei principi di specificità definiti dalla legge n. 183 del 2010 non dovranno essere toccati, in quanto legati alle particolari esigenze di efficienza ed operatività di questo personale, nell'interesse della sicurezza del Paese.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Resaula&amp;leg=16&amp;id=662297&quot;&gt;www.senato.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Cesare DAMIANO: Pensioni: &quot;I soldi si trovano se la priorità non è solo rigore&quot;</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/05/09/cesare-damiano/pensioni-i-soldi-si-trovano-se-la-priorit%C3%A0-non-%C3%A8-solo-rigore/627274"></link>
  <updated>2012-05-09T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>627274</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Il governo non può continuamente appellarsi al vincolo delle risorse, come fa il ministro Fornero, per giustificare, o addirittura compiacersi, di riforme impopolari. Se si compiono scelte politiche prioritarie, come l'equità sociale e lo sviluppo, e non soltanto quella del rigore, le risorse si trovano. Del resto, non si può ignorare che l'ultima riforma delle pensioni produrrà enormi risparmi: dai calcoli della Ragioneria dello Stato, a regime dal 2020, la quantità del risparmio ammonterà a circa 22 miliardi di euro l'anno&quot;. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.adnkronos.com/IGN/ext/printNews.php?sec=News&amp;cat=Politica&amp;loid=3.1.3287273728&quot;&gt;Adnkronos&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Cesare DAMIANO: Su esodati: non lasciare lavoratori senza reddito</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/14/cesare-damiano/su-esodati-non-lasciare-lavoratori-senza-reddito/626682"></link>
  <updated>2012-04-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626682</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Stiamo assistendo ad una girandola di dichiarazioni a proposito dei cosiddetti esodati. Non partecipiamo alla battaglia dei numeri perchè, anche quando c'è un'evidente discordanza tra quelli forniti dall'Inps e quelli del ministro, c'è sempre una spiegazione che aggiusta tutto. Infatti, dall'Inps si chiarisce che i 130 mila in mobilità esodati e licenziati individuali, ai quali si somma il milione e 400 mila lavoratori che hanno effettuato versamenti volontari, rappresentano una ''platea potenziale''.
&lt;p&gt; &lt;i&gt;Lo ha detto Cesare Damiano, capogruppo Pd nella commissione Lavoro della Camera, che oggi, insieme alle colleghe Maria Grazia Gatti e Maria Luisa Gnecchi, ha partecipato alla manifestazione indetta unitariamente da Cgil, Cisl e Uil sulle pensioni.&lt;/i&gt; 
&lt;p&gt;''I 65 mila del ministero sarebbero, di conseguenza, quelli immediatamente coinvolti. Il ragionamento che vorremmo fare è il seguente: se il governo è così sicuro delle sue cifre, che a noi paiono largamente sottostimate, per le quali ha già stanziato le risorse, non ha nulla da temere. E' sufficiente inserire nell'attuale normativa una clausola di automatico finanziamento a copertura di quei lavoratori, oltre i 65 mila previsti, che dovessero rientrare nel diritto di percepire la pensione secondo le vecchie regole ante-riforma. In questo modo, si garantirebbe la sicurezza necessaria a decine di migliaia di persone che vivono nell'ansia a causa di una riforma che li lascia senza stipendio e senza pensione per lunghi anni. E' stata importante la manifestazione unitaria del sindacato sul tema delle pensioni i cui contenuti sono da noi totalmente condivisi''.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-Pensioni__Damiano_%28Pd%29_su_esodati__non_lasciare_levoratori_senza_reddito-1144292.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Elsa Fornero: Dopo i 65mila esodati cercheremo soluzioni per altri</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/14/elsa-fornero/dopo-i-65mila-esodati-cercheremo-soluzioni-per-altri/626681"></link>
  <updated>2012-04-14T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626681</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione:  Ministro  Welfare&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Non ritengo che si possa accusare il ministro, né il ministero, della varietà di stime e quantificazioni di diversa provenienza che ha caratterizzato le ultime settimane alimentando, oltre all'ansia, la legittima preoccupazione delle persone. Né sarebbe stato appropriato, in attesa della valutazione ufficiale, correggere le cifre di volta in volta apparse sui giornali''.
&lt;p&gt;

&lt;i&gt;E' quanto scrive il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, in una lettera pubblicata oggi sul Sole 24 Ore a proposito della stime sul numero dei cosiddetti esodati.&lt;/i&gt;
&lt;p&gt;

''Nessuno sarà toccato dagli effetti della riforma previdenziale nel corso del 2012 e il 'Salva Italia' ha fissato al 30 giugno il termine entro il quale emanare il decreto interministeriale per la precisa individuazione delle persone portatrici del diritto soggettivo al pensionamento''.
&lt;p&gt;

''Proprio la consapevolezza di una platea non coperta da un'interpretazione stretta dei criteri individuati nella riforma delle pensioni, mi ha indotta ad assumere un impegno ulteriore circa l'adozione di provvedimenti normativi che possano ricomprendere situazioni analoghe scaturenti da accordi collettivi, stipulati in sede governativa, entro il 2011, ma non ancora perfezionati quanto a interruzione del rapporto di lavoro''.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-Pensioni__Fornero__dopo_i_65mila_esodati_cercheremo_soluzioni_per_altri-1144384.html&quot;&gt;Asca&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Arturo Mario Luigi PARISI: «I RIMBORSI SONO UN IMBROGLIO, MEGLIO IL CONTRIBUTO DIRETTO»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/13/arturo-mario-luigi-parisi/%C2%ABi-rimborsi-sono-un-imbroglio-meglio-il-contributo-diretto%C2%BB-intervista/626679"></link>
  <updated>2012-04-13T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626679</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br&gt;Arturo Parisi da anni litiga, anche con il proprio partito, sull’uso dei finanziamenti pubblici. Ha polemizzato con i Ds,  quando lui militava nella Margherita; ha criticato la gestione della Margherita, poi finita sotto inchiesta.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Pdl, Pd e Terzo polo hanno raggiunto una prima intesa, basterà ad evitare abusi? &lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Da quello che ho letto sui giornali, potrebbe anche attenuare lo sgomento prodotto dagli scandali recenti, se la domanda principale è la tenuta dei conti e la modalità dei rendiconti. Ma io penso che i cittadini non ci chiedano più solo cosa abbiamo fatto dei loro soldi, ma vogliano sapere perché tanti soldi e perché ci vengono dati. Se non riusciamo a dare conto dell’utilità dei partiti per la libertà e la democrazia, anche se gli euro fossero pochi e il loro uso perfettamente documentato, potrebbero essere considerati troppi». 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma non è meglio un sistema in  cui lo Stato dà ai partiti solo i soldi per l'attività politica, senza consentire che si facciano “utili”?  &lt;/b&gt;&lt;p&gt;
&lt;p&gt;«Se fosse per i partiti non basterebbero mai. Se i soldi a disposizione dei partiti sono ancora troppi è perché finora siamo riusciti a limitare le spese ma allo stesso tempo abbiamo distribuito ai partiti risorse troppo superiori alle spese consentite. E questo è accaduto perché facciamo passare per rimborsi veri e propri finanziamenti. E abbiamo dato vita a questo imbroglio per aggirare il divieto che i cittadini avevano chiaramente espresso dicendo no al finanziamento dei partiti. A forza di fare i furbi si son fatte pentole senza coperchio e in esse abbiamo sprofondato i partiti e la democrazia».  &lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Il caso Margherita è emblematico: la legislatura del 2006 è durata due anni ma i partiti hanno preso rimborsi fino al 2011...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il fatto che i partiti prendano soldi anche da morti e che prendano in un anno due rate annuali,  è sempre figlio dello stesso imbroglio. Il guaio è che le spese non sono state fatte o non sono state fatte per il motivo dichiarato, e perciò non possono essere documentate. Ecco spiegati gli accumuli di soldi più facili da rubare che da spendere».

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Bersani dice che si deve scegliere se si vuole avere “il miliardario al potere”...&lt;/b&gt;

&lt;p&gt;
«Se la politica coincide con i partiti, e li si vuole finanziare bisogna avere il coraggio di dirlo. La strada maestra è tendere la mano e chiedere ai cittadini in modo esplicito il loro contributo, riallacciando il rapporto con elettori e sostenitori».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Si arriverà alla riforma del finanziamento ai partiti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;«Se si apre una questione generale è perché si riconosce che esiste l’esigenza di una riforma che affronta un problema di tutti i partiti. Non vorrei che alla fine si dicesse che le pensioni le abbiamo tagliate in tre giorni, ma per riformare la questione del finanziamento dei partiti ci abbiamo messo trent’anni».
&lt;br&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1DJDNC&quot;&gt;Il Secolo XIX - Alessandro Di Matteo&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio SAIA: Approvato emendamento sulle pensioni in contanti per gli anziani</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/05/maurizio-saia/approvato-emendamento-sulle-pensioni-in-contanti-per-gli-anziani/626599"></link>
  <updated>2012-04-05T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626599</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: CN) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il senatore padovano Maurizio Saia ha presentato come primo firmatario un emendamento in Commissione Bilancio, in sede di conversione del Decreto legge sulle semplificazioni tributarie, che è stato approvato dalle Commissioni riunite e rientra nel maxiemendamento di fiducia presentato in mattinata dal Governo. «Sono stato contattato da alcune banche e da PosteItaliane», dice l’esponente di Coesione Nazionale «perché lamentavano come la norma che impone divieto di pagamenti in contanti per le pensioni e oneri degli enti pubblici nonché per tutti gli stipendi dei dipendenti pubblici superiori ai mille euro, creava grave disagio alle molte persone anziane, disabili e anche a chi è detenuto o ristretto da misure alternative. Ho perciò predisposto l’emendamento in questione, proponendo questo piccolo beneficio in favore dei soggetti più deboli che fanno parte della nostra società». «Ritenevamo infine utile un generale slittamento di un mese, dal 1° maggio al 1° giugno, per l’entrata in vigore del divieto di pagamenti in contanti e anche questa misura, approvata in commissione, è presente nel testo che verrà inviato alla Camera». &lt;br /&gt;


&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2012/04/05/news/si-alla-proposta-saia-pensioni-in-contanti-per-gli-anziani-1.3778747&quot;&gt;mattinopadova.gelocal.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Franca RAME: CARO MONTI, BASTA CON LE PURGHE</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/04/04/franca-rame/caro-monti-basta-con-le-purghe/626575"></link>
  <updated>2012-04-04T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626575</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Gentile prof. Monti,presidente del Consiglio del nostro governo,
&lt;p&gt;

gli italiani, quelli cosiddetti visibili al fisco, hanno accettato i sacrifici imposti dal Suo governo, ma ora avrebbero diritto a qualche soddisfazione. Invece non ci arriva nulla di buono.
&lt;p&gt;

Vero che, appena si è accomodato sulla poltrona di comando, Lei, reincarnazione di Berlusconi con la faccia onesta (solo la faccia…), s’è trovato  a nuotare in un debito pubblico di tutto rispetto, quasi 2 mila miliardi di euro. Ma non sarebbe stato meglio, in clima di sacrifici, se avesse drasticamente ridotto i costi della politica, invece di tarellare sulla testa i pensionati lasciandoli tramortiti e senza respiro?

&lt;p&gt;
Tra Camera e Senato, il nostro Paese (60 milioni di abitanti) può vantare 945 parlamentari con uno stipendio intorno ai 20.000 euro mensili. Gli Stati Uniti (310 milioni di abitanti) invece devono accontentarsi di 535 parlamentari, con uno stipendio  intorno ai 17.000 euro. E che dire dei cosiddetti “rimborsi elettorali”, se non che sono un insulto per la gente per bene?
&lt;p&gt;

Le famiglie italiane vivono una crisi furiosa, tant’è che in quest’ultimo anno c’è stata una diminuzione del 10% di consumo di benzina. In compenso i carburanti sono aumentati del 20%. Per Pasqua, ci dicono gli albergatori, milioni di famiglie hanno rinunciato a godersi qualche giorno di vacanza, le strutture turistiche sono in forte crisi. Sono stracolmi soltanto i ristoranti frequentati dagli “intoccabili”. &lt;br /&gt;
La crisi per loro è solo un fastidioso problema altrui.
&lt;p&gt;

E la burocrazia? Un macigno che colpisce milioni di persone: migliaia d’imprese che non riescono a bloccare il pericolo di fallimento… progetti che non si  concretizzano… posti di lavoro che sfumano.
&lt;p&gt;

Suicidi: si sono tolti la vita solo nel Nord-Est 30 imprenditori finanziariamente rovinati.
&lt;p&gt;

Sull’evasione fiscale: 13 miliardi di euro recuperati (o, meglio, accertati: il recupero è un’altra cosa) dalla Finanza negli ultimi mesi sono un buon risultato. Ma ce ne sono almeno altri 120-130 all’anno sui quali mettere le mani. E, per farlo, non bastano i blitz tipo Cortina. Bisognerebbe avere il coraggio di instaurare il sistema fiscale americano: tanto guadagno, tanto spendo, tanto detraggo ed ecco l’utile su cui pago le tasse. Già, ma poi si scontenta la borghesia… la classe dominante… quindi…giù calci nelle genvive…
&lt;p&gt;

Le grandi industrie straniere non si sentono attratte dall’idea di investire nel nostro Paese per le difficoltà imposte dalla nostra burocrazia, dal pericolo della mafia e dalla corruzione.
&lt;p&gt;

Un imprenditore che avesse l’idea di importare merce o macchinari dall’estero è spesso costretto ad anticipare l’intero pagamento.&lt;br /&gt;


Agl’italiani non si fa credito anche perché, in caso di contestazione, i commercianti stranieri sono spaventati dall’idea di impelagarsi nella nostra rete giudiziaria, lentissima e colma di sorprese metafisiche.&lt;br /&gt;


Aggiunga poi, gentile presidente, che ogni uomo d’affari straniero è bene al corrente del fatto che il mercato e lo Stato italiano perdono 60 miliardi all’anno causa la corruzione. Come può dar fiducia un Paese del genere?
&lt;p&gt;

Capisco che Lei, tentando di presentare una legge che funzioni veramente contro i corrotti, si trovi un’opposizione violenta da parte di tutta la destra, Pdl in testa. Ma non si può accettare il ricatto di chi a ogni votazione ripete la solita minaccia: o fai come dico o ti stacco la spina. Anche perché in questo caso, il danno economico diretto è solo una parte del disastro: la corruzione non aumenta solo i costi, uccide le imprese oneste causando un degrado della loro qualità etica, e colpisce pure la professionalità del Sistema Italia: chi è bravo a corrompere difficilmente è anche capace di far bene il suo mestiere.
&lt;p&gt;

Importanti economisti liberali avvertono che, se non si cambia programma a partire dalle tasse che ricadono quasi esclusivamente sul lavoro, rischiamo di suscitare gesti incontrollabili tra le categorie più vessate. E la recessione si avvita su se stessa. Invece voi siete sempre lì blaterare sull’articolo 18.  Ma, invece di trovare il modo di facilitare ancor di più i licenziamenti, perché non vi occupate di facilitare le assunzioni? Per esempio mettendo mano alla madre di tutti gli sprechi: quello energetico. L’ha detto persino Squinzi, prossimo presidente di Confindustria: “Non è l’articolo 18 a fermare lo sviluppo del Paese, ma la burocrazia, la mancanza di infrastrutture, il costo eccessivo dell’energia”. 
&lt;p&gt;E’ ridicolo che l’Italia abbia un decimo dei pannelli solari per l’acqua calda della Germania (che ha molto meno sole di noi). Se non si promuove una vera e propria cultura del risparmio energetico e delle energie alternative, a cominciare dalle scuole, dalle imprese e dalle famiglie, non si potrà mai realizzare il vantaggio che porterebbe una simile azione globale: cioè arrivare a risparmiare più di 100 miliardi l’anno.
&lt;p&gt;

L’assurdo poi è che già oggi siamo il quinto paese in Europa nell’uso di tecnologie alternative. Nel 2010 l’Italia abbiamo prodotto circa il 22% del fabbisogno nazionale lordo di elettricità da fonti rinnovabili. Quindi i presupposti per cambiare drasticamente il modo di organizzare la ripresa ci sono eccome. Bisogna solo convincere voi, pregiati tecnici, di incentivarla.

&lt;p&gt;
E che dire dei 90 cacciabombardieri Lockheed F-35, detti “distruttori immediati”, ordinati dal megalomane Berlusconi e da Lei lasciati sul collo dei contribuenti italiani? Ci costeranno 12 miliardi, più il doppio per la gestione e la manutenzione. Col denaro previsto per uno solo di questi sofisticati mostri volanti, risolveremmo i problemi di migliaia di cassintegrati, pensionati, precari, detenuti, laureandi in cerca di lavoro.
&lt;p&gt;

Ho ascoltato a Report la ministra Fornero, sempre elegante nei suoi completini (quella che piange, ma non sorride mai): “Non siamo stati chiamati per distribuire caramelle”. E m’è venuto voglia di risponderle: “Signora ministra, le sue caramelle non ci interessano… Lei ha già dato molto al popolo italiano: pasticche purgative in abbondanza… siamo tutti accomodati sulla tazza in bagno, con una dissenteria inarrestabile, pensando a lei! Grazie”.
&lt;p&gt;

Gentile prof. Monti, il Suo governo è arrivato al punto in cui o ha il coraggio di fare qualche cosa di concreto per rilanciare l’economia, facendo pagare la crisi a chi non paga mai anziché a chi paga sempre, oppure dovrà subire la giusta ira delle piazze.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1D59YX&quot;&gt;il Fatto Quotidiano &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Cesare DAMIANO: Disoccupazione e sussidi. Il governo trovi la copertura nei risparmi della riforma</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/30/cesare-damiano/disoccupazione-e-sussidi-il-governo-trovi-la-copertura-nei-risparmi-della-riforma/626389"></link>
  <updated>2012-03-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626389</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Diciotto interrogazioni da parte di altrettanti parlamentari che illustrano casi concreti: persone rimaste intrappolate nel limbo tra uscita dal lavoro e mancato ingresso in pensione. Il Pd mantiene alta la pressione sul ministro del Lavoro perché dia effettivamente una risposta entro giugno alla questione dei cosiddetti &quot;esodati&quot;.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Onorevole Cesare Damiano (Pd), sono davvero 350mila come stimano i sindacati?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; La cifra non è ufficiale, ma il solo modo per accertarlo è attuare quel monitoraggio che abbiamo chiesto da tempo al governo e all`Inps. Certo non sono i 65mila già &quot;coperti&quot; dalla legge.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma per questi esodati si prevedono deroghe all`innalzamento dell`età previsto dalla riforma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Per ora appunto la deroga è prevista solo per 65mila. Nella discussione sul decreto &quot;mille proroghe&quot; abbiamo ottenuto che si allargasse la platea agli esodati e a chi si fosse dimesso entro il 31 dicembre, con un licenziamento certificato. Per queste persone, qualora maturassero il diritto alla pensione in un tempo compreso tra il 6 dicembre 2011 e il 6 dicembre 2013, possono andare in quiescenza con i vecchi criteri. Ora noi chiediamo due ulteriori modifiche: la prima di spostare l`attuale termine per gli accordi di mobilità dal 4 al 31 dicembre 2011 in modo da ricomprenderli tutti. La seconda, di considerare i due anni 2011-2013 come quelli utili per maturare il diritto alla pensione, non al pagamento dell`assegno, per il quale occorre aggiungere un anno e 3 mesi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sì, ma oltre ai criteri resta il nodo principale, quello delle risorse per coprire la maggiore spesa...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Le risorse si possono trovare all'interno dei risparmi previsti dalla stessa riforma delle pensioni: 12 miliardi nel 2015 e 22 l`anno successivo. D`altro canto, se c`è stato un errore di valutazione da parte del governo, bisogna che lo stesso governo trovi come finanziare la correzione.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;C`è anche il problema della ricongiunzione onerosa per chi ha versato i contributi in due gestioni diverse...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

Anche su questo tema abbiamo sollecitato il governo. La nostra proposta è che sia calcolato un assegno con la somma pro-quota delle due gestioni. Non chiediamo che questi lavoratori abbiano una pensione più alta, ma non possono essere chiamati a versare due volte i contributi. Né vantaggi né penalizzazioni, ma equità.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In alternativa per gli esodati è possibile prevedere un sussidio di disoccupazione più lungo?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; Le alternative eventualmente le studi il governo. I lavoratori però non possono restare senza lavoro e senza pensione per 3, 4 o più anni.&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CX7XY&quot;&gt;Avvenire - Francesco Riccardi&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Cesare DAMIANO: L'errore del Governo:  Consegnare all'Europa una vittoria simbolica</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/30/cesare-damiano/lerrore-del-governo-consegnare-alleuropa-una-vittoria-simbolica/626388"></link>
  <updated>2012-03-30T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626388</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Abbiamo finalmente letto la bozza del ministro Fornero sulla riforma del mercato del lavoro. Il presidente del Consiglio ha dichiarato che il documento è intangibile, intendendo con questo che in dirittura di arrivo non sarebbero state tollerate incursioni da parte degli attori sociali e che la parola, a questo punto, sarebbe passata al Parlamento. Monti ha anche fatto una previsione: che le Camere avrebbero sicuramente provveduto ad apportare modifiche. Infine, da quel che risulta, l'iter legislativo dovrebbe cominciare al Senato. 
&lt;p&gt;

Il testo si compone di 25 pagine suddivise in dieci capitoli. Una scrittura complessa che dovrà trovare una sua coerente traduzione legislativa. Si può prevedere, data la delicatezza dell'argomento, che il dibattito parlamentare arriverà fino all'estate. Si tratta di una partita complessa che non mancherà di coinvolgere i partiti in profondità, sia nel dibattito interno che tra di loro. Il centrodestra, dopo una iniziale, frettolosa e acritica adesione al documento, si sta riposizionando perché ha compreso che la conclusione unilaterale alla quale il governo è arrivato nel confronto con le parti sociali non esaurisce i dubbi ed i problemi su alcuni contenuti non secondari. Si annuncia, perciò, una battaglia parlamentare complicata, nella quale non mancheranno i colpi di scena e nella quale saranno presentati centinaia di emendamenti, e non solo da parte di chi si oppone al governo. 
&lt;p&gt;

Il nostro compito sarà quello di selezionare i punti fondamentali di richiesta di cambiamento sui quali sarà necessario sviluppare la nostra battaglia e costruire le alleanze con i partiti che sostengono l`esecutivo. Innanzitutto la nostra critica si concentra sul tema dell'articolo 18 dello statuto dei lavoratori, ma dovrà anche affrontare quello del lavoro precario e delle tutele per i giovani (lo faremo alla prossima occasione). La soluzione proposta dall`esecutivo è arrivata come una doccia fredda per due motivi: il primo è il metodo ed il secondo il merito. Sul primo si è evidenziato uno scarto improvviso nella conduzione del confronto che ha portato ad una inaspettata e non auspicabile conclusione non condivisa. Eppure l'incontro tra il presidente del Consiglio ed i leader dei partiti che sostengono il governo pareva che si fosse concluso con un forte richiamo unanime alla esigenza di puntare con decisione ad un accordo unitario. Il secondo motivo è costituito dal merito. 
&lt;p&gt;

Dopo aver tanto parlato anche se impropriamente di modello tedesco, la proposta del governo si discosta significativamente da esso per quanto riguarda la parte relativa al licenziamento individuale per motivi economici. Mentre non ci sono problemi per quello discriminatorio, per il quale è confermata l`automatica reintegrazione nel posto di lavoro in caso di nullità e, per quanto riguarda il licenziamento per motivi disciplinari, perché viene consentito al giudice di scegliere tra reintegrazione e risarcimento, non funziona così per le motivazioni di carattere economico. In questo caso è previsto il solo indennizzo, compreso tra 15 e 27 mensilità. Non sfugge a nessuno che si potrà creare una situazione paradossale: il giudice riconosce che il lavoratore ha ragione, non esiste nessun motivo economico, ma il lavoratore viene allontanato lo stesso dall`azienda e deve accontentarsi di un risarcimento monetario. Si tratta di una soluzione palesemente iniqua che indebolisce la posizione dei lavoratori, già riconosciuti dal diritto del lavoro la parte più fragile rispetto al potere dell`imprenditore. 
&lt;p&gt;

Viene poi il sospetto che alle motivazioni economiche faranno ricorso gli imprenditori meno onesti che aggireranno in questo modo le causali discriminatorie e disciplinari. Si tratta di una soluzione sbagliata che va corretta in Parlamento. Noi proponiamo che anche in questo caso sia consentito al giudice di poter scegliere tra reintegrazione ed indennizzo, andando in questo modo in direzione del cosiddetto modello tedesco. Le dichiarazioni di Monti di domenica scorsa ci hanno chiarito per lo meno un punto: che l`errore del governo consiste nel voler portare in pasto ai mercati finanziari dei risultati simbolici. Le pensioni, l`articolo 18 e anche la fine del potere di veto del sindacato. Si tratta di un errore di prospettiva, di una scelta politica che mette in secondo piano il valore della coesione sociale, l`economia reale, gli interessi delle aziende e il problema del potere d`acquisto dei ceti popolari. 
&lt;p&gt;

Che cosa succederà, dal punto di vista delle tensioni sociali, quando dal prossimo mese lavoratori e famiglie vedranno le decurtazioni in busta paga per l`inasprimento dell'Irpef e per l`aggravio delle tasse locali? I nostri obiettivi, in questo contesto, dovrebbero essere chiari: accanto al sostegno leale al governo, non dobbiamo rinunciare a modificare la proposta sul mercato del lavoro, correggere il sistema pensionistico come promesso dal ministro del lavoro e dare impulso alla crescita del paese.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CXA8U&quot;&gt;Gli Altri&lt;/a&gt;</summary>
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<entry>
  <title>Cesare DAMIANO: Disoccupati a rischio: «Per salvarli serve 1 miliardo solo per il 2013»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/28/cesare-damiano/disoccupati-a-rischio-%C2%ABper-salvarli-serve-1-miliardo-solo-per-il-2013%C2%BB-intervista/626339"></link>
  <updated>2012-03-28T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>626339</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Il problema dei lavoratori rimasti scoperti dalla riforma pensionistica. Quelli tutelati sono 65 mila, ma sul numero di persone a rischio non ci sono dati ufficiali dal governo. Quanto costerebbe un intervento dopo le misure del milleproroghe.
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Damiano, c`era modo di evitare questo disastro?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
ll governo, facendo una riforma che avrebbe portato numerosi risparmi, avrebbe potuto accantonarne una quota, diciamo un 10 per cento, per correggere le contraddizioni che la riforma genera nel momento in cui allontana molte persone dalla pensione e per finanziare nuovi ammortizzatori sociali universali in grado di comprendere anche i giovani. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A quanto ammontano i risparmi della riforma delle pensioni?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
Li possiamo quantificare dal 2015 in almeno 14 miliardi all`anno che saliranno a 20 miliardi nel 2020. Una somma cospicua che è sbagliato utilizzare solo per l`abbattimento del debito. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma cosa vi ha risposto il governo?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
In fondo il Pd è parte della maggioranza. Abbiamo posto il problema sin dall`inizio e dopo una battaglia molto dura abbiamo apportato qualche correzione. La data di mobilità, da cui far decorrere le nuove regole, era ferma al 31 ottobre e l`abbiamo portata al dicembre. Inoltre abbiamo allargato la platea di coloro che rientrano nelle vecchie regole. Ma sapevamo che le risorse stanziate avrebbero coperto solo una parte di questi lavoratori.
&lt;p&gt; 

&lt;b&gt;Ma quanti sono realmente gli esodati e quanti ne avete coperti finora?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;
Quelli sicuramente tutelati sono circa 65 mila, mentre per il numero complessivo non esistono al momento dati ufficiali il governo interpellato dice di non saperlo ancora, e recenti stime li collocano tra 200 mila e 300 mila persone. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;I 65 mila come vengono tutelati? Sulla base di chi fa prima la domanda?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
Sì, penso proprio di sì. 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Quanti soldi servono per sistemare la partita?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il decreto Salva Italia ha stanziato 240 milioni per il 2013 con i quali copriamo 65 mila persone. Per tutelarne 200 mila servirà tre volte quella cifra, almeno 500 milioni in più. Se la platea arriva a 300 mila quasi 5 volte, quasi un miliardo. Diciamo che come minimo servono 500 milioni in più. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Che succede se non si risolve il problema?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
Il ministro ha promesso che il problema sarebbe stato risolto entro l`estate. Ed è frutto della nostra battaglia e del fatto che abbiamo presentato sempre emendamenti e ordini del giorno. Sul decreto mille proroghe sono stati approvati dalla Camera i nostri ordini del giorno, con le firme di tutti i partiti della maggioranza, per spostare la data limite della mobilità dal 4 al 31 dicembre e per effettuare un calcolo più favorevole per gli esodati, escludendo le finestre extra-pensionistiche e quindi allungando di un anno le scadenze del governo. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Il Pd chiede le modifiche anche sull`articolo 18. Presenterete degli emendamenti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
Non c`è alcun dubbio. È sbagliato che il governo concentri l`attenzione solo sui mercati finanziari, di cui non voglio sottovalutare il ruolo. Però la nostra politica non può essere solo volta a rendere più quieti i mercati finanziari offrendo sul piatto risultati simbolici come pensioni e articolo 18 o il veto sulla concertazione. 

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Monti non sembra apprezzare il vostro attivismo e vi ha posto un aut aut.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
Monti mi pare abbia detto, a Cernobbio, che il Parlamento può respingere, accettare o modificare la riforma, prevedendo che vorrà modificarla. La parola passa al Parlamento e quindi noi correggeremo le parti del provvedimento che non vanno. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa sceglie tra articolo 18 e Monti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
Non rispondo ai quiz, noi vogliamo cambiare la riforma dell`articolo 18 proposta dall`esecutivo e insisterò perché si preveda la reintegrazione o monetizzazione scelta dal giudice, il cosiddetto modello tedesco. 
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma se sarà posta la fiducia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt; 
Valuterò al momento opportuno con il mio partito. Non sono un cane sciolto.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CT3YI&quot;&gt;il Fatto quotidiano - Salvatore Cannavò &lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Nichi VENDOLA: Riforma Fornero. «Se la legge non cambia il Pd la deve bocciare»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/24/nichi-vendola/riforma-fornero-%C2%ABse-la-legge-non-cambia-il-pd-la-deve-bocciare%C2%BB-intervista/626038"></link>
  <updated>2012-03-24T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626038</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. Giunta Regione Puglia (Partito: CEN-SIN(LS.CIVICHE)) - Consigliere Regione Puglia (Lista di elezione: SeL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«La sinistra non può non rigettare un'idea di modernità che presuppone la riduzione delle persone al rango di merci».
&lt;p&gt;Usiamo i termini giusti: questa non è una riforma, ma una controriforma, Nichi Vendola è netto. Nessuna apertura di credito verso la riforma del mercato del lavoro e nessuna fiducia nel fatto che questo Parlamento riesca a migliorare il testo annunciato dal governo Monti. Per questo, ragiona, il Pd dovrebbe dire «no».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Vendola, ma lei non salva nulla di questa riforma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Chiamiamo le cose con il loro nome e smettiamola di vivere in questa specie di slittamento semantico perpetuo. Ormai c’è un vocabolario orwelliano che domina la Repubblica. Un tempo le riforme aprivano la strada a più diritti e facevano crescere il benessere materiale delle persone, oggi si prova a chiamare riforma tutto ciò che riduce i diritti e produce un arretramento sociale. Quella di cui parliamo è una controriforma del lavoro, in perfetta continuità con quanto fatto dal ministro Sacconi».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt; Ma persino la Cigl ammette che ci sono delle cose positive.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«È evidente che io salvo le norme contro le dimissioni in bianco e il congedo di paternità obbligatoria, sono cose che appartengono alla nostra battaglia. Ma in un quadro di smantellamento dei diritti rischiano di essere semplicemente uno specchietto per le allodole».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt; Il Pd, come le forze sociali, chiedono modifiche in Parlamento. Non crede sia una strada?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Non è stato reso un buon servizio alla causa annunciando, come hanno fatto le forze che sostengono il  governo, un sì scontato ad ogni provvedimento di questo esecutivo, in questo modo si indebolisce molto la forza di un negoziato. È stato un errore di tutti i leader che così hanno predisposto molteplici autostrade all’avanzata dell’offensiva liberista e su questo hanno giocato con formidabile arroganza il premier Monti e con poco stile tecnico il ministro Fornero. Quello che si accinge a fare il Parlamento non è altro che saldare i conti con la modernità e l’Europa».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma anche la Cei è stata dura. Crede che Cisl, Governo e Parlamento possano far finta di niente?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«È la sinistra a dover rigettare un’idea di modernità che presuppone la riduzione delle persone al rango di merci. Vorrei ricordare che la modernità nella storia del movimento operaio italiano è stata rappresentata dal rifiuto della monetizzazione dei diritti. Il movimento ambientalista è nato anche dentro le fabbriche quando gli operai hanno detto no alla monetizzazione del rischio e hanno rivendicato condizioni di salubrità nei luoghi di lavoro. Questa idea di modernità che fa la spola tra Detroit e Torino, fatta di sacrifici a senso unico e di un rigore che assomiglia a un processo di sadismo sociale è completamente sbagliata».
&lt;p&gt;

 &lt;b&gt;Sta dicendo che dopo la riforma previdenziale, l’articolo 18 è accanimento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 «Esattamente, perché dopo la riforma delle pensioni e la riforma del lavoro, l’unica modernità che vedo è quella delle compagnie di assicurazioni che scaldano i muscoli per surrogare il vuoto di diritti sociali. Uscire dal Novecento in questo modo vuol dire fare un salto indietro, non avanti. Uso sempre la metafora evangelica: il lavoro è stato la pietra di scarto in un tempo lungo della storia umana, le lotte del movimento dei lavoratori lo hanno trasformato in una pietra angolare, tanto che il lavoro ha segnato le linee costituzionali delle democrazie».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Bersani, seppur molto critico con questa riforma, ha detto che non toglierà la fiducia al governo. Sbaglia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

«Se il Pd non riesce a cambiare questa riforma la deve bocciare. La riforma del mercato del lavoro avrebbe dovuto affrontare una serie di temi cruciali per il Paese come la lotta al lavoro nero e lo smantellamento del circo feroce dei 47 contratti di lavoro precario. L`attuale precarietà non e un fenomeno meteorologico ma una costruzione normativa: volevano aprire il mercato del lavoro e guardate dove siamo arrivati. Il futuro e diventato una minaccia per un’intera generazione anziché il tempo della speranza. E sul tavolo restano ancora il tema di un reddito minimo e l’universalità degli ammortizzatori sociali».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Monti ritiene indispensabile la riforma per dare un segnale ai mercati.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 «Ma secondo lei gli imprenditori stranieri non vengono in Italia perché c’e l’articolo 18? È una balla. Nel Sud non vengono perche non ci sono infrastrutture, perche c’è una lentezza ` burocratica spaventosa, una pressione fiscale altissima e il costo aggiuntivo della tassa della corruzione. Questi sono i mali da estirpare per attirare capitali e investimenti in un Paese cl1e ormai vede bloccati gli ascensori sociali e non ha più ricambio nel mondo del lavoro perché non c’e turn over».
&lt;p&gt;

 &lt;b&gt;Ma se il Pd alla fine cedesse, Sel come si regolerebbe in vista delle elezioni?&lt;/b&gt; 
&lt;p&gt;

«La questione non è come si regolerà Sel. Il nodo è come la sinistra affronta questi temi. Non può usarli strumentalmente».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt; A Palermo l’Idv rinnega le primarie e si presenta da sola alle amministrative. Ci si può fidare di un partito cosi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;

 «I nodi aggrovigliati della politica palermitana andrebbero sciolti con un dibattito molto più franco. C’è stata una lotta senza quartiere nel Pd, c’e una spaccatura verticale rispetto alla collocazione regionale del partito di Lombardo. Sel ha atteso che la commissione dei garanti procedesse alla validazione delle primarie e nel rispetto di 30mila elettori oggi ha un candidato che si chiama Ferrandelli. Ho amicizia e rispetto per Orlando, ma ha compiuto un errore. Tuttavia credo che si debba andare oltre perché il centrosinistra ha il dovere di ricomporsi per governare una città che è stata spolpata viva dalla destra».&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CMXJF&quot;&gt;l'Unità - Maria Zegarelli&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Rosy BINDI: «Monti forte con operai e pensionati,  debole con televisioni e avvocati»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/23/rosy-bindi/%C2%ABmonti-forte-con-operai-e-pensionati-debole-con-televisioni-e-avvocati%C2%BB-intervista/626010"></link>
  <updated>2012-03-23T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>626010</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) - Vicepres. Camera  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il premier usa due pesi e due misure».
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Monti promette che verranno evitati abusi sui licenziamenti economici. Soddisfatta, onorevole Bindi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Il ministro Fornero sembra dire il contrario. Forse non ci si è ancora resi conto che si tratta di materia esplosiva e per il Pd molto molto delicata».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;A questo punto?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Noi avevamo lavorato per un accordo condiviso con tutte le parti sociali e fondato sul modello tedesco. Rivendichiamo la possibilità di lavorare in Parlamento per arrivare a quella soluzione. Nei licenziamenti per motivi economici è necessario che sia un magistrato a stabilire se ci vuole il reintegro o l’indennizzo. Ci sembrava un punto di mediazione importante. Non si capisce perché sia stato abbandonato, e soprattutto come mai l’abbia abbandonato il governo».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ve l’aspettavate un Professore così «tosto»?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«È esattamente tra le ragioni per cui gli abbiamo dato fiducia. Semmai la sorpresa sta nello scoprire un presidente del Consiglio fermissimo in alcune decisioni, non altrettanto in altre. Sull’articolo 18 la determinazione è la stessa che ci fu sulle pensioni; non mi sembra identica a quella vista sulle liberalizzazioni, sulle frequenze tivù, sulla lotta all’evasione fiscale...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Cosa vi preoccupa, onorevole Bindi?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«I due pesi e le due misure. La mano debole con i forti, la mano forte con i deboli. Anche in campo sociale. Siccome le scelte da fare sono così dolorose e impegnative, si possono quantomeno spiegare agli italiani nella misura in cui davvero ci sia lotta alla precarietà e si applichi il principio dell’equità, sacrifici proporzionali per tutti. Io mi sono chiesta ad esempio come mai gli imprenditori non abbiano alzato le barricate contro una riforma delle pensioni che li obbligherà a tenere i lavoratori fino a 67 anni...».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Nutre sospetti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Non vorrei che la libertà di licenziare senza reintegro fosse l’arma offerta alle imprese per consentire loro di liberarsi del personale meno efficiente, soprattutto in relazione all’età...Sarebbe il massimo dell’ingratitudine verso una generazione che da 20 anni regge l’urto della crisi. Ma poi la vera domanda è: siamo sicuri che a fronte di tutto questo si ottenga più crescita?».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ecco, appunto, siamo sicuri?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io nutro profondi dubbi. Anzi ho quasi delle certezze. Dal mio punto di vista dico che quelle sull’articolo 18 sono scelte sbagliate. Rischiano di avvitare ancora di più i meccanismi recessivi, di aggravare l’impoverimento delle fasce più deboli».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Monti è sicuro del contrario. Non si fida di lui?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Si figuri se non sono disposta a interloquire con la competenza di questo presidente del Consiglio. La discontinuità c’è e si vede nella serietà, nel decoro, nelle persone perbene al governo, nel diverso clima tra le forze politiche. Però non possiamo pagare questa discontinuità con scelte che nel merito somiglino alle ricette del governo Berlusconi in risposta alla lettera Bce».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Forse qualcuno ha dimenticato che Monti è un liberale, per giunta all’antica...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Io l’ho sempre saputo. E magari in Italia ci fosse stata una destra europea, liberale! Però il patto fondante di questo governo sta nell’affrontare la crisi attraverso la coesione sociale. Nel luglio 1993 Ciampi portò fuori l’Italia dal baratro attraverso un patto con le forze sindacali. E non era il capo dei comunisti, faccio notare, ma il governatore della Banca d’Italia».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Insomma, sull’articolo 18 il governo rischia o non rischia?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«Noi del Pd siamo assolutamente convinti di avere fatto la scelta giusta su Monti e su questo governo. Vogliamo rinnovarla fino alla scadenza naturale della legislatura. Chiediamo soltanto che si rispettino la dignità, la sensibilità, il punto di vista di tutte le forze politiche».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Ma avete lanciato un ultimatum...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
«No, il rovescio: noi non accettiamo diktat. E nemmeno accettiamo questo accerchiamento dalle altre forze di governo. Chiediamo rispetto. Si faccia la fatica del dialogo parlamentare. Anche sull’articolo 18 si cerchino i punti di incontro, se davvero si vuole costruire per il futuro un bipolarismo meno muscolare e più civile, è l’occasione giusta».&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CKXH3&quot;&gt;La Stampa - Ugo Magri&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio ZIPPONI: «Sono solo licenziamenti facili, e i giovani son fregati due volte»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/22/maurizio-zipponi/%C2%ABsono-solo-licenziamenti-facili-e-i-giovani-son-fregati-due-volte%C2%BB-intervista/625960"></link>
  <updated>2012-03-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625960</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
«Vedremo il Pd in parlamento. Alleati, va bene, ma il lavoro è uno spartiacque. Qui si ridisegna la reale rappresentanza politica».
&lt;p&gt;Maurizio Zipponi è il responsabile lavoro dell’Idv, unica forza parlamentare apertamente contro la «riforma» del mercato del lavoro.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Qual’è il tuo giudizio generale su questa riforma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Non è una riforma, sono licenziamenti facili. È un rendere all’impreditore più semplice licenziare la gente.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sulle altre materie, oltre l’art. 18?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Sono partiti su due punti condivisibili: uno, ci sono 4 milioni di precari giovani (spesso 40enni) che non hanno nessuna tutela. Mentre altri 8 milioni (senza i pubblici) hanno cassa, mobilità, ecc. E chiaramente non è possibile avere all’infinito due binari così diversi. Secondo, l’Italia è un paese dove gli investimenti stranieri strutturali non arrivano perché ci sono eccessive rigidità. Risultato: per i precari le forme contrattuali restano quelle che erano, non una di meno. Ma non c’è quello che come Idv avevano chiesto. Lasciamo perdere le discussioni su «modello olandese» o tedesco, che poi hanno scoperto costare un casino e capaci di dare più garanzie di quelle che ci sono in Italia, ma facciamo una cosa subito: mettiamo un salario minimo e una copertura contributiva per i periodi di non lavoro dei precari, altrimenti andranno in pensione con quasi nulla. Niente. Pure con la nuova «assicurazione» (Aspi, ndr), si scopre che la può avere solo chi ha almeno un anno di contribuzione negli ultimi due. Se così fosse, sono partiti con «i giovani» e li han fregati due volte.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;E sugli investimenti stranieri?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Da mesi stiamo incontrando fondi di investimento «non speculativi». Dicono: non investiano in Italia perché non si sa quanto tempo passerà prima di poter avviare davvero l’attività per i problemi burocratici; che la corruzione, proprio perché la «carta da bollo» fa fatica a camminare, è enorme a ogni livello; terzo, ci sono aree del paese, non solo nel Sud, sotto il controllo della malavita organizzata. Se gli chiedo dell’art. 18 si mettono a ridere, è un sistema paese che non funziona, non un dettaglio. Francamente, siamo davanti a un’assenza di rigorosità e serietà. Questi professori neanche studiano…
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Però si accontentano dell’art. 18…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ma perché lo fanno? Non porta un posto di lavoro o euro di investimento in più… Secondo me, perché non hanno un euro a disposizione per ridisegnare un welfare davvero nuovo, per coprire anche quei lavoratori tra i 55 e i 66 anni di cui le aziende vogliono liberarsi. Per la prima volta abbiamo un problema di copertura per questa fascia di età… E allora hanno bisogno di una bandiera ideologica, di uno «scalpo». Usano il simbolo al posto dell’euro. I simboli contano, ovviamente. E questo serve rispetto ai banchieri europei: «qui abbiamo abolito un diritto, sta a voi ora occupare questo spazio».
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Sono 40 anni che ci dicono: «sacrifici per l’interesse generale del paese». Il paese è in ginocchio, perde la struttura industriale, chi lavora sta peggio. Che senso ha?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Anche a sinistra sarebbe necessaria un’operazione di onestà intellettuale. Molti hanno seriamente pensato che una riduzione dei diritti acquisiti potesse comportare un’assunzione di diritti per chi ne era privo. A distanza di 20 anni, possiamo tirare una riga e dire: ma il lavoratore, giovane o anziano, medico o operaio, sta meglio o peggio? Se stessero meglio, significa che il paese regge la crisi. E invece tutti i dati sociali, dal disagio ai suicidi, tra lavoratori e piccoli imprenditori, ci dicono l’esatto opposto. Il bilancio, anche sulla vita della persona è terribilmente negativo. Fare un bilancio onesto significherebbe mettere riparo a errori di lungo periodo.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;In parlamento ci sono margini di aggiustamento?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Rispetto a questa proposta, no. Abbiamo presentato al Senato una mozione che chiede al governo di togliere dai provvedimenti il capitolo sull’art. 18. E lì vedremo che fa il Pd. Lo dico sinceramente: va bene dichiarare l’alleanza fra noi, ma sul lavoro si segna uno spartiacque e un ridisegno della reale rappresentanza politica. Qui si possono ridefinire nuovi schieramenti e nuove alleanze. Perché quando rompi col movimento dei lavoratori, commetti un delitto.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CIYN7&quot;&gt;il manifesto&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgia MELONI: «Oggi i giovani sono pària Vogliamo continuare così?»  - INTERVISTA</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/03/22/giorgia-meloni/%C2%ABoggi-i-giovani-sono-p%C3%A0ria-vogliamo-continuare-cos%C3%AC%C2%BB-intervista/625953"></link>
  <updated>2012-03-22T00:00:00Z</updated>
  <author>
    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>625953</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«L’articolo 18 riguarda solo i lavoratori che hanno un posto certo e per tutta la vita, il 30 per cento del totale».
&lt;p&gt;«Il punto è che in questo Paese esistono dei pària e questi pària sono la nostra generazione. Sull’articolo 18 io sono una laica, non penso che sia la soluzione a tutti i problemi del mondo del lavoro né penso che la sua modifica ne rappresenti la distruzione. Penso, però, che sia un elemento del lavoro ineguale e che il lavoro ineguale vada superato». Giorgia Meloni, quindi, si dice favorevole alla riforma proposta dall’esecutivo. «Poi, certo, dobbiamo vedere i testi, ma è necessaria, prioritaria e dalle anticipazioni mi sembra che il governo abbia trovato una sintesi abbastanza credibile», aggiunge l’ex ministro della Gioventù.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non teme che le garanzie dei lavoratori siano smantellate?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ecco, cominciamo col chiarire questo: si parla sempre di garanzie dei lavoratori, quando in realtà quelle garanzie valgono solo per alcuni lavoratori. L’articolo 18 ne è un esempio perfetto: riguarda solo i lavoratori che hanno un posto certo e per tutta la vita, il 30 per cento del totale. Il centrodestra l’allarme sull’ineguaglianza l’ha lanciato vent’anni fa, quando si è iniziato a capire che un numero sempre maggiore di persone sarebbe stato escluso dalle garanzie. Per i nuovi lavoratori sono valse sempre meno.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Ma comunque le riforme necessarie non sono arrivate…&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
C’è stato un patto scellerato che ha coinvolto tutti – sindacati, parti sociali, politica – e tutto il peso della flessibilità, della quale non si poteva fare a meno, è stato scaricato solo sui nuovi lavoratori e, quindi, sui giovani. Così è stata costruita un’Italia a due velocità, in cui qualcuno aveva tutte le garanzie e qualcun altro no. 
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;E quindi, per rimediare, quelle garanzie si levano a tutti?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
No, quindi si inizia uniformando i diritti per tutti e poi si lavora per alzarne l’asticella. Noi ci troviamo in una condizione in cui, ancora oggi, chi va in pensione a 58-59 anni con il sistema retributivo prende l’80 per cento dell’ultimo stipendio, mentre la nostra generazione andrà in pensione a 70 anni e con il contributivo, quindi con una media del 40 per cento di quanto guadagnava, senza neanche avere indietro tutto quello che ha versato. Se ci trasferiamo dalle pensioni al lavoro il principio è lo stesso: c’è chi ha tutto e chi ha nulla o poco più. Davvero possiamo pensare di continuare così? Io non avrei condiviso una riforma che avesse modificato le norme solo per i nuovi lavoratori. Quello che si fa, va fatto per tutti. E per tutti bisognerà cercare di costruire il più alto grado di diritti possibili, compatibilmente con le risorse disponibili e in base a un principio di equità da cui nessuno sia escluso. Noi ci batteremo per questo.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Vuol dire che siete pronti a dare battaglia parlamentare?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Voglio dire che siamo pronti a fare il nostro lavoro. Voglio ricordare che, in questi mesi, quando la politica è stata chiamata in causa ha migliorato i provvedimenti. Prendiamo il “Salva Italia”: loro lo hanno presentato come di “rigore ed equità”, ma l’equità ce l’abbiamo messa noi. Nel testo originale si bloccavano le indicizzazioni delle pensioni, ma non si toccavano quelle d’oro; si alzavano del 60 per cento gli estimi catastali delle case della gente e solo del 20 per cento quelli delle banche. Noi abbiamo corretto molti aspetti di quel decreto. Sulla riforma del lavoro non è diverso. Il governo dice che vuole alzare il costo del lavoro precario. Giusto, sono d’accordo. Ma la riforma deve prevedere anche una riduzione del costo del lavoro a tempo indeterminato, altrimenti l’unico risultato che rischiamo di avere è l’aumento del lavoro nero e della disoccupazione. Io mi auguro che il governo accetti il più ampio confronto possibile, la politica può fare molto.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Secondo lei, rimandando la riforma al Parlamento, Monti ne ha riconosciuto la centralità o ha fatto un po’ di scaricabarile?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Questo lo scopriremo durante i lavori, dobbiamo vedere come il governo affronterà l’iter. Certo è che il governo Monti non ha la legittimazione del popolo, la sua unica legittimazione è parlamentare e con il Parlamento si deve confrontare. Invece, ad oggi, nonostante una maggioranza inedita e straordinaria, ha messo la fiducia praticamente su tutti i suoi provvedimenti, e questo rappresenta un problema.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Non potevate farla voi questa riforma?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Noi non avevamo lo stesso sostegno di questo governo: la maggioranza non era altrettanto ampia e non c’era la solidarietà a 360 gradi di stampa e parti sociali. La politica viene messa in mora più facilmente dei tecnici, anche se vede i problemi prima di loro. Il centrodestra dell’articolo 18 ha provato a parlarne già dieci anni fa ed è stato linciato. Comunque, non è nemmeno del tutto vero che il governo Berlusconi non sia intervenuto. Voglio segnalare che, come al solito, molti provvedimenti di questa riforma erano già stati immaginati dal precedente governo. Sul lavoro la continuità è assoluta. Il contratto di apprendistato, uno dei pilastri di uguaglianza del provvedimento, è stato rilanciato e riformato da noi. Noi lo abbiamo trasformato in quello strumento straordinario di cui oggi può fregiarsi la Fornero.
&lt;p&gt;
&lt;b&gt;Cosa pensa del cambio di passo nel confronto con le parti sociali? La fine della concertazione è un bene o un male?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Penso che una cosa sia la concertazione, altra cosa sia l’immobilismo. Il rapporto tra governo e parti sociali va rivisto. Il governo, i governi devono dialogare il più possibile, la politica non deve mai avere la presunzione di essere sufficiente a se stessa, ma in molti casi il tentativo di portare a casa l’accordo di tutti è diventato un mito incapacitante. Bisogna trovare un giusto equilibrio tra la necessità del confronto e quella della decisione, nella consapevolezza che sarà una formula utile anche per il futuro perché quello che vale oggi varrà anche domani.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=1CIWE1&quot;&gt;Annamaria Gravino - Secolo d’Italia&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCO MIRABELLI: Il Decreto Milleproroghe consente ai lavoratori precoci di andare in pensione senza pagare le penalizzazioni</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/25/franco-mirabelli/il-decreto-milleproroghe-consente-ai-lavoratori-precoci-di-andare-in-pensione-senza-pagare-le-penalizzazioni/623610"></link>
  <updated>2012-01-25T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>623610</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Il Decreto Milleproroghe consente ai lavoratori precoci (cioè coloro che hanno maturato i 42 anni di lavoro avendone 56 o 57) di andare in pensione senza pagare le penalizzazioni che erano previste prima. Le persone che hanno perso il lavoro e hanno fatto dei contratti di uscita prevedendo di andare in pensione tra uno o due anni potranno farlo senza penalizzazione perché il Milleproroghe ha corretto tutto ciò. Spesso siamo portati a dire le cose che non vanno bene e comportano un sacrificio molto grande per alcuni ma poi quando tutto viene rimesso a posto non ne parliamo» - ha ricordato &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt; (Consigliere Regionale Pd della Lombardia), nel corso di una &lt;a href=&quot;http://youtu.be/iLMOrUncd9E&quot;&gt;trasmissione televisiva&lt;/a&gt;, a proposito del decreto Milleproroghe del governo. &lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://youtu.be/iLMOrUncd9E&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'intervento di Franco Mirabelli alla puntata di Aria Pulita (7Gold)&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.areadem.info/adon.pl?act=doc&amp;doc=12030&quot;&gt;AreaDem&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCO MIRABELLI: Un’alleanza nell’interesse del Paese</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2012/01/15/franco-mirabelli/un%E2%80%99alleanza-nell%E2%80%99interesse-del-paese/623391"></link>
  <updated>2012-01-15T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«È necessario riflettere sul ruolo del governo Monti perché si è diffusa l’idea che rappresenti il fallimento della politica e, invece, occorre utilizzare questa situazione per recuperare il rapporto con i cittadini e ridare credibilità alle istituzioni. Per anni, infatti, si è avuta l’idea che i partiti guardassero esclusivamente ad interessi di parte, mentre oggi serve far comprendere che si devono dare risposte ai cittadini e che al centro delle azioni politiche c’è l’interesse del Paese». Lo ha affermato &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt;, consigliere regionale della Lombardia del Partito Democratico, intervenendo agli &lt;i&gt;Incontri Riformisti a Rocca Brivio&lt;/i&gt; a San Giuliano Milanese.  
&lt;p&gt;

Secondo &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt;, inoltre, non bisogna dimenticare di osservare l’opinione pubblica: «il governo Monti ha varato una manovra che prende soldi veri da dove ci sono ed è molto pesante per tante famiglie; l’equità non è ancora percepibile dall’opinione pubblica. Inoltre, si è diffusa l’idea che fosse l’Unione Europea a chiedere sacrifici e che avesse provocato la crisi e questo ha avuto ripercussioni negative sui cittadini italiani che sono quelli che all’Europa ci avevano creduto maggiormente e, ora, si erano allontanati. Il governo Monti sta cambiando questa prospettiva».
&lt;p&gt;
 
«Anche il blitz di Cortina ha dato l’idea che il clima stia cambiando e che qualcosa si sta facendo davvero per contrastare l’evasione fiscale. In questa direzione va anche la norma, contenuta nella manovra, sull’abolizione del segreto bancario e, questa va valorizzata maggiormente da parte nostra. Non dimentichiamo, poi che, nel Paese, si sta tornando a discutere di contenuti (liberalizzazioni, pensioni, lavoro)».
&lt;p&gt;

Nei prossimi mesi, il tema da approfondire, secondo &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt;, è di come il governo Monti intenderà affrontare la questione sociale perché, inevitabilmente, «tenderà a farsi pesante e potrebbe crescere la tensione».
&lt;p&gt;

«Il governo Monti – ha concluso &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt; – deve essere il punto di partenza per aprire una stagione di riforme, avviare una fase costituente che dovrà andare avanti anche nella prossima legislatura e questo, inevitabilmente, si rifletterà sulla questione delle alleanze: il discrimine nella scelta degli alleati è che quella che si andrà a costruire dovrà essere un’alleanza per fare l’interesse del Paese».

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.areadem.info/adon.pl?act=doc&amp;doc=11941&quot;&gt;AreaDem&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>FRANCO MIRABELLI: Adesso serve creare le condizioni perché si facciano cose giuste e utili per gli italiani</title>
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  <updated>2012-01-11T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Lombardia (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;“Il problema è che non si fa nulla per quelle famiglie che oggi hanno la benzina che costa di più, il costo della vita aumentato, le pensioni rimaste uguali o al massimo vengono indicizzate di venti euro.&lt;br&gt;
Noi avremmo fatto un’altra manovra, non avremmo fatto esattamente così la riforma delle pensioni; così come il Pdl avrebbe fatto un’altra manovra e non avrebbe sicuramente reintrodotto l’Ici.&lt;br&gt;
Una manovra di questo tipo non poteva essere fatta solo da un governo di maggioranza ma poteva essere fatta solo da un governo in cui gran parte delle forze politiche all’interno del Parlamento mettevano da parte il proprio interesse per assumersi la responsabilità collettiva del Paese”. Lo ha detto &lt;b&gt;Franco Mirabelli&lt;/b&gt;, consigliere regionale Pd della Lombardia, nel corso di una trasmissione televisiva, rispondendo ad una domanda sul governo Monti.&lt;p&gt;

“Il Presidente della Repubblica ha detto chiaramente che se si fosse andati avanti così, se si fosse andati in campagna elettorale, si rischiava il default. &lt;br&gt; 
Se il Paese va in default non sono i miliardari a pagare di più, ma sono ancora una volta i più deboli, i lavoratori. &lt;br&gt;
Salvare il Paese vuol dire salvare queste famiglie. – ha proseguito  &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt; - Anch’io avrei preferito una manovra che facesse pagare molto di più chi ha redditi sopra i 75 mila euro o sopra i 100 mila euro. Dopo di che, siccome è un governo con una coalizione ampia, in cui convivono forze e orientamenti diversi, questa è la manovra che si è potuta fare”. 
&lt;p&gt;
“Personalmente, penso che questa manovra sia pesantissima ma serviva a dare all’Europa la garanzia che si mettevano soldi veri e non ipotetici. &lt;br&gt;
Intanto, grazie al nuovo governo, le aste dei titoli di Stato sono andate bene. Il ruolo dell’Itali in Europa oggi è un po’ diverso perché non siamo più lì a farci dire cosa fare ma stiamo cominciando noi a dire delle cose, avendo adesso le carte in regola. &lt;br&gt;
Gli italiani sanno cosa è stato fatto negli ultimi tre anni e quanto è aumentato il debito pubblico con il governo Berlusconi. &lt;br&gt;
Adesso serve creare le condizioni perché si facciano cose giuste e utili per gli italiani.
Sembra che si stiano facendo alcuni ragionamenti sia sulle questioni del lavoro, sia sulle questioni dello sviluppo e dobbiamo misurarci su questo: sulle liberalizzazioni, sul contratto unico, sul salario di cittadinanza o il salario di disoccupazione… perché oggi siamo in una fase di emergenza in cui dobbiamo dare ai cittadini delle risposte”. &lt;p&gt;

Rispondendo ad una domanda sul tema della ripresa e del lavoro, &lt;b&gt;Mirabelli&lt;/b&gt; ha affermato: “Il primo tema che Monti sta ponendo anche all’Europa è che bisogna allentare un po’ le maglie per consentire investimenti e la ripresa dell’economica e dello sviluppo.
In Italia abbiamo uno strumento utile che è quello delle liberalizzazioni che da una parte può aprire nuove prospettive. &lt;br&gt;
Il punto di partenza sono i carburanti: pare che si voglia fare un’operazione per consentire maggiore competitività e maggiore concorrenza sui carburanti per aiutare a superare i cartelli che oggi fissano i prezzi alti. &lt;br&gt;
Poi gli ordini professionali perché dare ad un giovane la possibilità di entrare nel mondo dell’avvocatura o dei notai competendo sul piano delle tariffe (quindi togliendo le tariffe minime) o potendo farsi pubblicità (cosa che oggi non si può fare) è una cosa utile.
Poi ci vogliono investimenti sulle infrastrutture. &lt;br&gt;
C’è anche un problema di riscrivere un sistema di protezione per i lavoratori che perdono il lavoro, perché con la crisi ci vorrà del tempo per creare dei nuovi posti di lavoro e, su questo tema, si è parlato di salario di disoccupazione collegato alla formazione. &lt;br&gt;
C’è poi un problema di ripensare i contratti perché oggi il tema della precarietà è sempre più drammatico. &lt;br&gt;
L’idea è quella di fare un contratto a tempo determinato per i primi tre anni, di apprendistato in cui si può licenziare, dopo di che si passerebbe al contratto a tempo indeterminato. Questa è una scelta che privilegia la stabilizzazione, dopo di che accanto a questo ci può essere il contratto di lavoro stagionale e altri contratti flessibili però non ci possono essere quaranta tipi di contratti precari. &lt;br&gt;
Tutto questo si può fare senza aprire discussioni sull’articolo 18: a mio avviso, sarebbe sufficiente che i processi fossero più brevi, in modo che sia il lavoratore che l’imprenditore abbiano presto una risposta”.


&lt;p&gt;&lt;a href=&quot;http://youtu.be/A8SRCRoKTVQ&quot;&gt;&lt;b&gt;Video dell'intervento di Franco Mirabelli&lt;/b&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.areadem.info/adon.pl?act=doc&amp;doc=11857&quot;&gt;Area Dem&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>ALDO RESCHIGNA: ABOLIZIONE DEI VITALIZI IN REGIONE. UNA DICHIARAZIONE DI ALDO RESCHIGNA </title>
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  <updated>2011-12-28T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Piemonte (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Abbiamo votato con convinzione e consideriamo un primo passo importante l’abolizione dei vitalizi dalla prossima legislatura, approvata oggi dal Consiglio regionale.
Per noi comunque la vicenda non si chiude qui. Già a gennaio in Commissione riproporremo l’abolizione dei vitalizi anche per questa legislatura, a partire dal 2012. Ci sembra uno sforzo che andrebbe fatto per dimostrare fino in fondo la volontà del Consiglio regionale di intervenire in modo radicale sui costi della politica.

Con la scelta formalizzata oggi il trattamento pensionistico dei consiglieri regionali diventa uguale a quello di tutti gli altri cittadini. La decisione, assunta in un momento particolarmente difficile per il paese e la nostra regione, rappresenta un segnale importante per superare la separazione che in questi anni è andata crescendo tra il mondo politico e il paese reale.
Purtroppo non sono stati approvati due nostri emendamenti, che tendevano a eliminare ogni indicizzazione dei vitalizi passati e delle indennità dei consiglieri, e un ordine del giorno che chiedeva che nel passaggio al sistema contributivo non ci fosse alcun onere per il Consiglio regionale.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.pdpiemonte.it/2011/12/abolizione-dei-vitalizi-in-regione-una-dichiarazione-di-aldo-reschigna/&quot;&gt;www.pdpiemonte.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>William TAMI: MANOVRA MONTI: battaglia parlamentare su casa e pensioni </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/12/13/william-tami/manovra-monti-battaglia-parlamentare-su-casa-e-pensioni/622448"></link>
  <updated>2011-12-13T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Pavia di Udine (UD) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La Lega Nord annuncia che in Parlamento non farà ostruzionismo contro la manovra Monti, ma ribadisce il suo secco no a un decreto che penalizza i lavoratori e non lambisce i grandi patrimoni e gli evasori, penalizza i giovani e non favorisce né crescita né occupazione. 
Ad esprimere la contrarietà e ad alzare la voce è il capogruppo alla Camera Marco Reguzzoni: “Questa manovra è sbagliata innanzitutto, perché colpisce pensionati e famiglie ed è penalizzante per chi ha lavorato una vita e per chi ha fatto sacrifici per comprarsi una casa. Oltretutto frena l’economia e penalizza i giovani. 
Servirebbe invece un intervento di stimolo e di rilancio del lavoro e dell’economia. La Lega Nord farà di tutto per convincere il governo a cambiare idea, ma non faremo ostruzionismo. Siamo concreti e ci interessano i risultati, ma se la manovra è sbagliata non staremo in silenzio”.
E il Carroccio non si limita a criticare, ma propone una ricetta al decreto Monti e trova una copertura economica per non far gravare la recessione economica su Ici e pensioni: “La Lega Nord ritiene di avere le coperture adeguate ed eque per andare incontro ai pensionati e ai proprietari di prima casa.
Le soluzioni sono contenute all’interno di emendamenti ammissibili e vanno da un taglio tra i tre e i cinque miliardi sui finanziamenti alle imprese pubbliche e private (proposta del professor Francesco Giavazzi), all’introduzione di una patrimoniale antievasione passando per un contributo di solidarietà per i redditi oltre i 120 mila euro e alla previsione di un’asta per le frequenze tv. Votando gli emendamenti della Lega Nord, la maggioranza potrà trovare la copertura per i temi delicati di cui si sta parlando in questi giorni”.
Ma il partito di Umberto Bossi lamenta anche l’incostituzionalità dell’abolizione delle province prevista nel decreto del Professore: “La norma è anticostituzionale perché le Province sono un ente autonomo previste dalla Costituzione e non possono essere chiuse di fatto con una legge ordinaria”.
Alle parole si aggiungono anche i fatti: sabato scorso un gruppo di parlamentari leghisti ha protestanto dinanzi palazzo Montecitorio ed ha srotolato uno striscione: 
“Giù le mani da casa e pensioni”.&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://leganordpaviadiudine.blogspot.com/2011/12/manovra-monti-battaglia-parlamentare-su.html?utm_source=feedburner&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=Feed%3A+LegaNordPaviaDiUdine+%28Lega+Nord+Pavia+di+Udine%29&quot;&gt;Privato&lt;/a&gt;</summary>
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