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  <title>Openpolis - Argomento: guerra</title>
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  <updated>2011-11-10T00:00:00Z</updated>
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  <title>Severino DAMIOLINI: La guerra è finita e i profughi possono essere rimpatriati.</title>
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  <updated>2011-11-10T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>618024</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Sellero (BS) (Gruppo: Lega) - Consigliere  Consiglio Comunale Sellero (BS) (Gruppo: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
5.500,00 euro al mese (46 euro x 4persone x 30 giorni se la matematica non è un'opinione) questo è, approssimativamente, il rimborso mensile che lo stato (NOI) dovrebbe riconoscere ai soggetti gestori per il gruppetto di 4 &quot;profughi richiedenti asilo&quot; (ragazzotti Senegalesi di 25/26 anni provenienti dalla Libia) ospiti in quel di Sellero, ciò nonostante il Sindaco continua a dire che non ci costa nulla.

&lt;p&gt;
Mi chiedo quante famiglie di 4 persone a Sellero, in Valle Camonica e in Italia possano contare su un reddito simile...
&lt;p&gt;

La guerra è finita e le condizioni per cui i profughi &quot;libici&quot; possono richiedere asilo vengono a mancare e quindi dovrebbero essere rimpatriati come è stato fatto per i quasi 4000 nordafricani rimandati a casa da aprile a oggi. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://blog.libero.it/theriddle/10791352.html&quot;&gt;www.damiolini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Libia, sui massacri silenzio bipartisan</title>
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  <updated>2011-09-02T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>608033</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
La Libia è lo specchio del degrado delle classi dirigenti a livello mondiale.
&lt;p&gt; L’Onu qualche mese fa ha benedetto la guerra dando il via libera ai bombardamenti contro Gheddafi. Lo ha fatto violando la sua carta costitutiva, che la obbligava ad aprire una trattativa tra le parti. Contravvenendo ai suoi scopi e ai suoi principi l’Onu ha accettato il fatto compiuto della guerra ovviamente in nome di scopi umanitari: fermare i massacri. Adesso che la guerra è stata vinta dalla parte appoggiata dai bombardieri, cosa fa l’Onu? Nulla. 
&lt;p&gt;In Libia sono in corso vendette e man mano che il conflitto procede cambia il suo scopo. Adesso veniamo a sapere che il problema è uccidere Gheddafi e che per ottenere questo obiettivo il conflitto può proseguire e con esso la distruzione e gli ammazzamenti. Cosa ha da dire su questo l’Onu? Nulla. 
&lt;p&gt;E le nazioni occidentali che hanno bombardato, cosa fanno? I più furbi e scaltri, come la Francia, hanno organizzato una Conferenza che dietro le belle dichiarazioni di principio è finalizzata unicamente alla spartizione del bottino di guerra. Al padrone di casa andrà la fetta più grande delle forniture petrolifere: gli altri sono in fila per prendere o difendere.&lt;br /&gt;
 E’ il caso del governo italiano che, confermando il detto “Francia o Spagna purché se magna”, dopo l’ennesima giravolta sta cercando di mantenere con i nuovi padroni i contratti che aveva con i vecchi. Ovviamente chi è interessato a fare buoni accordi per lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi o di gas naturali non può certo mettersi a fare le pulci se viene compiuta qualche strage di troppo o se la guerra assume un profilo diverso da quella con cui era cominciata.
&lt;p&gt;
C’è un che di disgustoso in questa distanza tra le roboanti dichiarazioni umanitarie che hanno giustificato l’intervento militare e il totale disinteresse concreto per la vita delle persone che viene dimostrato oggi. Vite umane in cambio di petrolio, questo è il mercanteggiamento in corso oggi a Parigi.
&lt;p&gt;
Per quanto riguarda l’Italia le responsabilità di questa situazione non riguardano solo il governo. Coinvolgono l’opposizione parlamentare – Pd in primis - e coinvolgono il Presidente della Repubblica. Che cosa ha da dire oggi Giorgio Napolitano di fronte ai massacri in corso in Libia e alla palese assenza di una soluzione politica che la nostra carta Costituzionale fissa come il punto fondante dei rapporti internazionali? Nulla.
&lt;p&gt;
Il silenzio bipartisan sulla questione umanitaria si sostanzia della condiscendenza bipartisan dei mass media: i morti non fanno più scandalo, non fanno più inorridire il civilissimo occidente, sono derubricati a dato sociologico, insito nella fisiologia del conflitto. Come il neoliberismo anche i morti diventano un fenomeno naturale, che “non merita due parole su un giornale”.
&lt;p&gt;

Questa situazione è destinata ad aggravarsi decisamente: il Cnt ha fatto un ultimatum e tra una settimana comincerà a bombardare la città di Sirte. La città è piena di civili e questo vuol dire che ci sarà un altro massacro. Il Cnt inoltre ha affermato che non vuole osservatori internazionali nemmeno disarmati perché in Libia non sarebbe in corso una guerra civile ma semplicemente un processo di liberazione dal tiranno.
&lt;p&gt;
L’azione del Cnt in Libia è destinata quindi a produrre un massacro di dimensioni ben maggiori di quello che ha originato il conflitto. Nessuno potrà dire che non sapeva. Né l’Onu, né il governo, né il Presidente della Repubblica, né il Pd. Siamo ancora in tempo a fermare questo massacro ma per questo servono gesti chiari e decisi.
&lt;p&gt;
Noi eravamo per la trattativa prima della guerra, siamo per la trattativa oggi.&lt;br /&gt;
 Pensiamo che la costruzione di una Libia democratica - senza il dittatore Gheddafi e le sue camarille e senza diventare un protettorato dei bombardatori - sia l’unico obiettivo legittimo. Per questo chiediamo una cosa sola: la cessazione immediata dei bombardamenti e l’apertura di una trattativa per porre immediatamente fine al conflitto. E chiediamo al governo italiano e al Presidente della Repubblica di porre fine unilateralmente alle azioni militari e di imporre una trattativa.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=13SQNE&quot;&gt;Liberazione&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Furio COLOMBO: Gli smemorati che gli baciavano la mano </title>
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  <updated>2011-08-23T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>607911</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Libia: la vicenda che si sta concludendo in questi giorni o in queste ore non si potrà elencare sotto il nome “vittoria militare” o “vittoria politica”. La troveremo alla voce “fallimento”, uno dei più squallidi fallimenti morali e politici della storia moderna. Perché valori come l’onore di un Paese e il valore della vita umana sono stati tranquillamente e formalmente offerti a un dittatore furbo e folle (che tutti conoscevano come furbo e folle) in cambio di danaro e petrolio.

&lt;p&gt;
Cominciamo dall’Italia. Esattamente tre anni fa, e in piena consapevolezza delle conseguenze tragiche che sarebbero ricadute su tanti esseri umani (migliaia o decine di migliaia, tra prigionieri senza scampo e morti in mare?) il Parlamento italiano ha ratificato a grandissima ed entusiasta maggioranza trasversale, un trattato di vero e proprio gemellaggio tra Libia e Italia, con pagamento di immense somme da parte dell’Italia, stretta alleanza militare, disponibilità di basi italiane a protezione della Libia, scambi di segreti militari e di alta tecnologia. Intanto l’Inghilterra, truccando sentenze e cartelle mediche, restituiva alla Libia, con tutti gli onori, uno degli assassini di Lockerbie (aereo americano abbattuto da terroristi libici sopra la Scozia) in modo che potesse presenziare alle feste Berlusconi-Gheddafi, mentre aerei militari italiani tracciavano segni tricolore nel cielo di Tripoli (Gheddafi e Berlusconi li volevano verdi come il colore della Jamahiriya ma il comandante delle Frecce tricolori si è rifiutato).

&lt;p&gt;
E poi c’è stato il celebre baciamano di Berlusconi a Gheddafi, sigillo di affari pubblici e privati felicemente conclusi (non dimenticando il ruolo decisivo “dell’azionista libico” ieri in Fiat e oggi in Unicredit). Cominciano a sbugiardare, uno per uno, i deputati italiani grandi e piccoli, celebri e ignoti, che avevano esaltato nell’aula del Parlamento italiano Gheddafi e il suo tetro regime. A quel punto entra sulla scena politica del Nord Africa in tumulto la Francia, entra l’America, entra la Nato. Berlusconi e Frattini mentono a lungo, fanno gli improbabili pacifisti. Poi sono comandati dentro il conflitto. Offrono le basi già offerte alla Libia e bombardano con gli aerei che avevano fatto festa sopra Gheddafi. Berlusconi e Frattini mentono ancora.

&lt;p&gt;
Appena due settimane fa, insieme alla Lega, il nobile partito italiano che in Gheddafi aveva trovato un boia per i disperati che tentano di emigrare, avevano parlato di “finire la guerra”, ovvero di sottrarsi al compito assegnato dalla Nato. Adesso, come nelle migliori farse, sono pronti a dire “abbiamo vinto”, senza neppure sapere o immaginare chi governerà e come.

&lt;p&gt;
Sperano che sia gentaglia, così si potrà firmare subito, “per ragioni storiche” un nuovo trattato di sottomissione, in cambio di danaro, petrolio e vite umane (migranti da affondare). Lo faranno a larga maggioranza trasversale.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=13FIJU&quot;&gt;Il Fatto Quotidiano&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Paolo FERRERO: Afghanistan: Senato decide prosecuzione missioni di guerra. Lega Nord abbaia e poi si allinea</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/07/27/paolo-ferrero/afghanistan-senato-decide-prosecuzione-missioni-di-guerra-lega-nord-abbaia-e-poi-si-allinea/590414"></link>
  <updated>2011-07-27T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590414</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
&quot;Con il voto a favore di oggi, il Senato ha deciso a larga maggioranza la prosecuzione delle missioni di guerra. Si tratta di una scelta sciagurata e contro la costituzione.
Come al solito la lega Nord ha abbaiato ma poi si è allineata.
&lt;p&gt;
Noi chiediamo l’immediata cessazione delle ostilità e il ritiro delle truppe con il conseguente avvio di una conferenza di pace.&quot;&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?view=article&amp;catid=39&amp;id=16503&amp;tmpl=component&amp;print=1&amp;layout=default&amp;page=&amp;option=com_content&amp;Itemid=68&quot;&gt;controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Ignazio Roberto Maria MARINO: «Troppi soldi per la guerra. La politica deve scegliere»  - INTERVISTA</title>
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  <updated>2011-07-27T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590413</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Il senatore Ignazio Marino del Pd dice no al rifinanziamento delle missioni militari all'estero. Invece il suo partito dice sì. Semplici differenze di sensibilità?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Ci sono almeno una decina di senatori democratici ad aver espresso grandi perplessità sul rifinanziamento. Non sono il solo a pensarla così. Dobbiamo tutti esprimere cordoglio per un'altra vita persa in Afghanistan. Al tempo stesso va anche ricordata la necessità sempre più urgente di una discussione serena e rigorosa, che non si fa in un pomeriggio a palazzo Madama. Personalmente non voterò un decreto da 700milioni di euro, che fa riferimento ad una serie di missioni militari all'estero.&lt;br /&gt;
 A mio avviso questo tema meriterebbe una più approfondita riflessione, così da capire almeno finalità e regole di ingaggio delle singole &quot;avventure militari&quot;.

&lt;p&gt;
&lt;b&gt;L'Afghanistan è sotto i riflettori: una guerra che dura ormai da dieci anni e che ha visto quarantuno morti solo fra i soldati italiani.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
L'Afghanistan: pensi che c'è un unico comandante per Enduring freedom - gestita dalle forze armate degli Stati uniti, che nelle loro comunicazioni chiamano senza troppi giri di parole &quot;war&quot;, guerra - e Isaf - gestita dalla Nato. Una situazione quanto meno singolare. Anche perché un ex comandante come McChrystal ha recentemente affermato che per aver successo in Afghanistan non servono più armi. Invece continuiamo a spendere in armamenti.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Però alla fine, anche grazie agli 8milioni che il governo ha concesso per la cooperazione, un accordo bipartisan è stato trovato. Come sempre.&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il nostro paese negli ultimi dodici mesi ha mobilizzato 8500 persone, di cui 6880 militari attualmente impegnati in zone a rischio, 4200 in Afghanistan. Perché faccio tutti questi numeri? Perché sono ormai quasi dieci anni che abbiamo truppe in Afghanistan e il costo medio delle persone attive - cui va certamente il rispetto di tutto il paese e il mio personale - è di circa un miliardo e mezzo di euro. Adesso aggiungiamo altri 700 milioni di euro. Cifre enormi senza risvolti positivi.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Marino è stato candidato alla segreteria del partito. Se avesse vinto le primarie, il Pd avrebbe tolto l'elmetto e votato no?&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Certamente la mia posizione, o di altri, in questo momento è minoritaria. Ciò non toglie che dovremmo discutere. Anzi, penso che sia necessario, opportuno ed urgente aprire una riflessione. Perché se da un lato è importante garantire la lealtà internazionale, dall'altro bisognerebbe riflettere prima di investire somme così ingenti e perdite di vite umane in contesti in cui finalità e regole d'ingaggio sono tutt'altro che chiare.
&lt;p&gt;

&lt;b&gt;Lei non è una mosca bianca dentro il partito, basta leggere le dichiarazioni del presidente toscano Enrico Rossi, del deputato Enrico Gasbarra, ecc.. Prima o poi il partito ne dovrà parlare...&lt;/b&gt;
&lt;p&gt;
Il Paese si è impegnato a spendere ben 29 miliardi per acquistare oltre 300 tra elicotteri e aerei militari, mentre per il 2011, 2012 e 2013 è stato azzerato il fondo per la non autosufficienza, ridotto a 36 milioni quello per le politiche per la famiglia e azzerato quello per l'infanzia. Con il costo di un solo F35 si potrebbero acquistare ben cinque Canadair per l'antincendio, in questo momento quanto mai utili. Di più, il costo di un elicottero da combattimento potrebbe essere impiegato per venti nuovi treni per trasportare pendolari, stiamo parlando di un servizio per 20mila persone. E sono solo due esempi. La politica può e deve fare delle scelte adeguate e strategiche in questo momento. &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=12JJW0&quot;&gt;Liberazione - Frida Nacinovich&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Afghanistan, esplode ordigno: muore caporal maggiore italiano</title>
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  <updated>2011-07-13T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>590060</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Un’altra vittima italiana. Siamo a quota 40. In questo momento la FdS esprime vicinanza e sentito cordoglio alla famiglia del paracadutista di Viterbo. La guerra in Afghanistan torna a mordere proprio mentre il parlamento si appresta a iniziare l’esame del decreto che rifinanzia, con qualche taglio, le missioni militari all’estero. La FdS per far fronte al debito pubblico, alla speculazione finanziaria e ai tagli alle pensioni, come si vuole fare con la manovra, è dell’opinione che c'è un'altra strada più remunerativa, quella di ritirare immediatamente il contingente italiano dall'Afghanistan, anche perché dopo cinque anni, non ci sono più i presupposti dell’emergenza.&lt;br /&gt;

Giocondo Talamonti
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2011/07/afghanistan-esplode-ordigno-muore.html&quot;&gt;Il blog personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Maurizio ACERBO: FRANGE VIOLENTE NEL PD </title>
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  <updated>2011-06-27T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere Regione Abruzzo (Gruppo: Rifondazione comunista - Sinistra europea) - Consigliere  Consiglio Comunale Pescara (PE) (Lista di elezione: PRC) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;
&quot;C'è molta amarezza da parte nostra. nel centrosinistra ci sono anche frange violente che sostengono i bombardamenti della Libia e le manganellate in Val di Susa: negarlo significa assolverli e non siamo d'accordo&quot;

&lt;p&gt;
Maurizio Acerbo, profilo Facebook di oggi&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.controlacrisi.org/joomla/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=15776&amp;catid=34&amp;Itemid=68&quot;&gt;www.controlacrisi.org&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Giorgio NAPOLITANO: «L'Italia non può guardare con indifferenza agli avvenimenti libici. E' nostro impegno, sancito dal Parlamento, raccogliere l'appello dell'ONU»</title>
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  <updated>2011-06-20T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>585197</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Pres. della Repubblica&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Va riconosciuto e sottolineato il merito storico che l'Alto Commissariato dell'ONU per i rifugiati ha acquisito nei decenni, affrontando drammatiche crisi ed emergenze, operando in circostanze ambientali diverse e difficili, compiendo sforzi straordinari per alleviare le sofferenze umane e prendersi cura di un gran numero di persone, e in particolare di donne e bambini, che avevano bisogno di ogni specie di soccorsi e chiedevano asilo&quot;. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenendo alla Giornata Mondiale del Rifugiato, in occasione del 60° anniversario della Convenzione di Ginevra sullo status dei Rifugiati, esprimendo il suo caloroso apprezzamento per la scelta di celebrarla a Roma.

&lt;p&gt;
&quot;Anche in Italia, - ha affermato il Capo dello Stato - si deve prendere più largamente coscienza della persistenza, della possibile ulteriore estensione del flusso dei rifugiati, della dimensione mondiale del fenomeno e della responsabilità cui nessun paese civile può sottrarsi&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;Non è immaginabile - ha rilevato il Presidente Napolitano - che ci si possa adagiare o attardare in egoistiche chiusure nazionali; che ci si possa illudere di esorcizzare così la realtà che preme alle nostre porte, la pressione che si trasmette da un continente all'altro per effetto dell'aspirazione alla pace e alla vita che muove tanti diseredati. Questo è il significato della Giornata Mondiale del Rifugiato, e ciò che essa dice anche al nostro paese. L'Italia si sta misurando con le ricadute dei movimenti liberatori, dei veri e propri moti rivoluzionari, che da mesi stanno scuotendo il mondo arabo, il Nord Africa, il Medio Oriente. Essa di certo non poteva guardare con indifferenza o distacco agli avvenimenti in Libia; non poteva rimanere inerte dinanzi all'appello del Consiglio di Sicurezza. 
&lt;p&gt;E' nostro impegno - ha sottolineato il Capo dello Stato - sancito dal Parlamento, restare schierati con le forze di altri paesi che hanno raccolto l'appello delle Nazioni Unite. L'afflusso sulle nostre coste di rifugiati e richiedenti asilo di varie nazionalità africane, pone problemi non lievi alle nostre istituzioni e amministrazioni. Problemi non lievi perché si tratta di un afflusso improvviso e intenso, giorno dopo giorno, e perché esso si è aggiunto ad un afflusso, anch'esso bruscamente intensificatosi, di immigrati illegali provenienti dalla Tunisia. Non si deve perdere, da parte dell'opinione pubblica italiana, la distinzione tra i due fenomeni : bisogna affrontarli insieme ma su piani anche giuridicamente diversi, secondo le rispettive regole quali finora definite in sede di Unione Europea&quot;.

&lt;p&gt;
&quot;E' giusto, in questa occasione, - ha quindi rilevato il Presidente Napolitano - sollecitare attenzione e collaborazione, innanzitutto al livello europeo, per le prove cui sta facendo fronte l'Italia, considerando che essa rappresenta agli occhi tanto dei migranti in cerca di lavoro e di vita migliore, quanto dei richiedenti protezione e asilo, la porta dell'Europa&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;Il problema che ci si pone - ha poi aggiunto il Capo dello Stato - è piuttosto quello di colmare i vuoti che ancora presentano la nostra legislazione nazionale e il nostro sistema di accoglienza, protezione e integrazione&quot;.

&lt;p&gt;
In questo contesto il Presidente Napolitano ha sottolineato come &quot;sia stato importante il recepimento in Italia delle direttive europee del 2003, 2004 e 2005 in materia di asilo, e come, proprio di fronte alle recenti emergenze, la nostra Guardia Costiera e la nostra Marina Militare si siano generosamente impegnate per il salvataggio di profughi diretti verso le coste siciliane su imbarcazioni a rischio di naufragio. E a ciò hanno cooperato - ha concluso il Capo dello Stato - con slancio e abnegazione, specie a Lampedusa, tanti cittadini, autorità locali e forze di polizia. Purtroppo non si è riusciti ad evitare orribili sciagure, vere e proprie stragi di innocenti, vittime di un turpe criminoso traffico di esseri umani che richiede ben più energici interventi della comunità internazionale. Questo è lo spirito, questi sono gli intenti, secondo i quali - ha detto Napolitano rivolgendosi all'Alto Commissario Guterres - confido che l'Italia farà la sua parte, contando su un più efficace e coordinato impegno comune&quot;.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.quirinale.it/elementi/Continua.aspx?tipo=Notizia&amp;key=18185&quot;&gt;Il Quirinale.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Guido CROSETTO: La Guerra in Libia è costata 150 milioni</title>
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  <updated>2011-06-18T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PdL) -  Sottosegretario  Difesa (Partito: PdL) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;«Nei primi novanta giorni di intervento — osserva il sottosegretario alla Difesa Guido Crosetto (Pdl) — l’importo è ammontato a circa 145 milioni di euro per tre mesi di impiego del dispositivo aereo, delle navi e degli aiuti umanitari. Per i mesi successivi ipotizziamo invece un costo ulteriore di altri 35 milioni di euro al mese, con la configurazione di forze attuale».
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://qn.quotidiano.net/esteri/2011/06/18/527020-libia_guerra_bombarda_bilanci.shtml&quot;&gt;qn.quotidiano.net&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Giornalista Aki: ostacolare la verità è uccidere due volte</title>
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  <updated>2011-06-15T00:00:00Z</updated>
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  <id>584534</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;L'uccisione di chi compie l'insostituibile lavoro di reporter in zone difficili è sempre uno schiaffo non solo alla vita umana, ma anche al diritto inviolabile ad una informazione libera. Ostacolare la ricerca della verità, com'è accaduto per Anna Politovskaja in Russia e come si sta ripetendo per l'inchiesta sulla morte di Syed Saleem Shahzad, il reporter di Aki ucciso in Pakistan, equivale a uccidere una seconda volta&quot;. 
&lt;p&gt;Lo afferma da Bruxelles &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;, capogruppo del Pd al Parlamento europeo.&lt;br /&gt;

&lt;p&gt;

&quot;Per questo va espressa piena solidarietà e vicinanza ai reporter pakistani che stanno manifestando a Islamabad contro la decisione di affidare l'inchiesta ad una commissione della Corte federale per la Sharia legata al governo invece che ad una commissione indipendente, come invece veniva richiesto&quot;.
&lt;p&gt;

&quot;La loro è una protesta sacrosanta e riporta all'attenzione il tema non più eludibile dell'individuazione di strumenti di protezione adeguati per i reporter in zone di guerra o di crisi. Episodi come quello della morte di Syed, la sedicesima vittima solo in Pakistan dall'inizio dell'anno, non devono ripetersi mai più&quot;, conclude &lt;b&gt;Sassoli&lt;/b&gt;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/esteri/20110615-giornalista-aki-sassoli-pd-ostacolare-verita-e-uccidere-due-volte&quot;&gt;AgenParl&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>GIOCONDO TALAMONTI: Comune di Terni - Ordine del Giorno: Afghanistan - Quanto sangue ancora? </title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/14/giocondo-talamonti/comune-di-terni-ordine-del-giorno-afghanistan-quanto-sangue-ancora/584841"></link>
  <updated>2011-06-14T00:00:00Z</updated>
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    <name>Openpolis</name>
    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
  </author>
  <id>584841</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Terni (TR) (Gruppo: Federazione della Sinistra) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Al Sindaco del Comune di Terni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Premesso che&lt;/b&gt;  continuano ad aversi feriti gravi tra i militari italiani in Afghanistan e che, pur cambiando le strategie militari e la sostituzione  al vertice di nuovi comandanti, la situazione non accenna a migliorare perché si registrano  ancora attentati, violenze, disordini in tutto il paese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Visto che&lt;/b&gt;  nell’ ormai lungo decennio di occupazione in Afghanistan, si contano  quasi 10.000 militari morti e 30.000 afghani uccisi dalla guerra. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Ritenute&lt;/b&gt;  non   più sostenibili  le ragioni per cui il nostro Paese debba continuare a stare in Afghanistan, a spendere centinaia di milioni di euro, a mettere a rischio la vita dei nostri giovani soldati. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
&lt;b&gt;Tenuto conto&lt;/b&gt;  che anche in questo caso, il perdurare nel conflitto  significa tradire clamorosamente i principi enunciati nell'articolo 11 della Costituzione che testualmente recita ”L’Italia ripudia la Guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;Riaffermata&lt;/b&gt;  la posizione della  Federazione della Sinistra nel dire &lt;b&gt; “No alla guerra” &lt;/b&gt;   in Afghanistan,  ma anche un No a tutti i dittatori del mondo che mettono in discussione i diritti umani, un  No alle spese militari perché la guerra è una scelta disumana, criminosa ed assurda, che esalta la violenza, la diffonde e  la amplifica. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;In attesa &lt;/b&gt; che, con estrema franchezza, si riconosca che senza decennali occupazioni militari l’occidente perderebbe istantaneamente il controllo di quei territori, per cui anche il silenzio calato sulla più recente guerra in Libia prelude all’applicazione dello schema dell’invasione permanente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;

&lt;b&gt;Considerata&lt;/b&gt;  ormai indifferibile l’esigenza di uscire da uno  stato di ipocrisia  permanente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;


&lt;b&gt;La Fds impegna il Sindaco&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
 a farsi  interprete della propensione cittadina ad &lt;b&gt;utilizzare tutte le forme pacifiche che la politica contempla&lt;/b&gt;  per affrontare i contrasti fra le nazioni e, specificatamente, a  lanciare, a livello nazionale,  il messaggio di  repulsione all’impiego della forza militare, come strumento di soluzione dei conflitti, che anima i comunisti ternani, ancora memori dei 105 bombardamenti subiti dalla città durante l’ultima guerra.  Per le tante vittime che si contano tra la popolazione civile, siano esse donne, uomini e bambini, non c’è altra soluzione se non quella del ritiro dei nostri militari dall’Afghanistan. Per quanto tempo ancora dovremo ripeterlo? Quanti morti ancora ci dovranno essere? C’è almeno qualcuno che ha il coraggio di spiegare le vere ragioni della nostra permanenza in quel teatro di guerra? O vogliamo continuare a raccontare agli italiani la frottola dell’esportazione della democrazia e della lotta al terrorismo internazionale? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;
Terni 14.06.2011&lt;br /&gt;
Talamonti Giocondo (Capogruppo FdS) &lt;br /&gt;
Luzzi Luzio&lt;br /&gt;
Nannini Mauro&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://talamontigiocondo.blogspot.com/2011/06/comune-di-terni-ordine-del.html&quot;&gt;Il Blog Personale di Giocondo Talamonti&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Roberto MARONI: «Tirare a campare è devastante»</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/06/11/roberto-maroni/%C2%ABtirare-a-campare-%C3%A8-devastante%C2%BB/583875"></link>
  <updated>2011-06-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>583875</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Interni (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
«Per i governi e le maggioranze è devastante tirare a campare». È quanto ha detto il ministro dell'Interno ed esponente della Lega Roberto Maroni intervenendo alla Festa della Cisl. «C'è la maggioranza? Lo vedremo - ha affermato - il 22 giugno, quando il presidente Berlusconi andrà a riferire alla Camera». 
&lt;p&gt;&lt;b&gt;Libia:&lt;/b&gt; «Chiederò al presidente Berlusconi di attivarsi perché l'impegno che ha preso in Parlamento di dire quando finirà la presenza dell'Italia in Libia, venga comunicato». Il Presidente del Consiglio deve «assumere l'impegno di trovare una soluzione diplomatica», ha aggiunto Maroni.
&lt;p&gt;
A far saltare i nervi al Carroccio è stato l'arrivo oggi di altri 1.500 profughi. La spiegazione che si da il titolare del Viminale: «Sono arrivati tutti dalla Libia, perché non c'è più l'accordo che c'era e che consentiva di fermare questi sbarchi». Totalmente inutile, invece l'accordo con la Tunisia, tanto da quel paese «non arriva più nessuno». «Con la Libia finché c'è la guerra non si può fare nulla – ha aggiunto Maroni – l'unico modo per fermare questi sbarchi è porre fine alla guerra, è una cosa che abbiamo chiesto e che continuo a chiedere altrimenti non c'è possibilità di fermare gli sbarchi, questo è il problema». &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.unita.it/italia/maroni-tirare-a-campare-e-devastante-1.303174?print&quot;&gt;l'Unità.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Libano: vicinanza del Gruppo PD ai militari feriti</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/27/dario-franceschini/libano-vicinanza-del-gruppo-pd-ai-militari-feriti/573028"></link>
  <updated>2011-05-27T00:00:00Z</updated>
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  <id>573028</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Esprimo a nome di tutti i deputati del Pd profonda vicinanza ai militari rimasti feriti nell'attentato in Libano e alle loro famiglie&quot;. Lo afferma il capogruppo dei Democratici alla Camera, Dario Franceschini. &quot;Come sempre le nostre forze armate svolgono nelle missioni, cui sono impegnate all'estero, il loro compito in modo straordinario ed ineccepibile. Tutti gli italiani devono loro una profonda gratitudine&quot;.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=5038&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>AUGUSTO DI STANISLAO: Immigrazione. Berlusconi risponda a Medici Senza Frontiere</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/27/augusto-di-stanislao/immigrazione-berlusconi-risponda-a-medici-senza-frontiere/573019"></link>
  <updated>2011-05-27T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>573019</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: IdV) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
&quot;Rispondere alle considerazioni e alle richieste di Medici Senza Frontiere, la più grande organizzazione medico umanitaria al mondo&quot;. 
&lt;p&gt;Lo chiede Augusto Di Stanislao (Idv) al Presidente del Consiglio dei Ministri, Silvio Berlusconi.&lt;br /&gt;

&quot;Medici Senza Frontiere - premette Di Stanislao -  ha inviato una lettera ai capi di Stato e di Governo dell'Unione europea, ai presidenti delle istituzioni europee e agli uffici dell'Alto commissariato dell'ONU per i rifugiati, dell'Alto commissariato dell'ONU per i diritti umani e dell'Organizzazione internazionale per la migrazione. È stata successivamente pubblicata su diversi quotidiani nazionali di vari Paesi europei. 
&lt;p&gt;Nella lettera, l'organizzazione medico umanitaria critica la politica contraddittoria europea, che da un lato proclama di condurre una guerra per proteggere i civili e dall'altro chiude le sue frontiere alle vittime della guerra stessa, con il pretesto di prevenire un afflusso massiccio di immigrati irregolari&quot;. 
&lt;p&gt;Secondo la lettera, infatti, &quot;gli Stati europei sono attualmente impegnati in una competizione tra egoismi che punta, in pratica, a restringere l'accesso al territorio europeo a queste vittime della guerra, in nome della lotta all'immigrazione irregolare&quot;.
&lt;p&gt;
&quot;Si ricorda, altresì - precisa il deputato Idv - che l'Italia impegnandosi in questa guerra, si è anche impegnata ad assumersene tutte le conseguenze e dunque a fare di tutto per limitarne l'impatto sulle popolazioni civili. Si tratta sia di un obbligo legale rispetto alle convenzioni internazionali, di cui l'Italia è firmataria, sia di una responsabilità morale&quot;.

 &lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.agenparl.it/articoli/news/politica/20110527-immigrazione-idv-berlusconi-risponda-a-medici-senza-frontiere&quot;&gt;AgenParl&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>David-Maria SASSOLI: Va fermata l'ondata populista in Europa</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/11/david-maria-sassoli/va-fermata-londata-populista-in-europa/560842"></link>
  <updated>2011-05-11T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560842</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: Gruppo dell'Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt; ''Purtroppo l'ondata di populismo in Europa continua a fare danni che rischiano di divenire irreparabili. La decisione annunciata dal governo danese di voler reintrodurre i controlli alle frontiere va contro uno dei principi cardine dell'Unione europea, ossia la libera circolazione dei cittadini''. Lo afferma il presidente degli eurodeputati del Pd, &lt;b&gt;David Sassoli&lt;/b&gt;.
&lt;p&gt;

''Il Trattato di Schengen -prosegue &lt;b&gt;Sassoli&lt;/b&gt;-, cosi' come formulato attualmente, consente ai governi di reintrodurre i controlli solo in casi di estrema gravita', e non per generiche paure o paventati allarmi. A questo punto la decisione annunciata da Barroso di voler rendere la reintroduzione dei controlli alle frontiere un meccanismo comunitario, e' piu' che mai necessaria. La proposta della Commissione al Consiglio europeo di Giugno -conclude- dovra' farsi carico con urgenza di sciogliere questi nodi che rischiano di inceppare la costruzione di una cittadinanza europea''.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.asca.it/news-UE_IMMIGRATI__SASSOLI(PD)__ONDATA_POPULISTA_IN_EUROPA_VA_FERMATA-1016316-ORA-.html&quot;&gt;ASCA&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Libia: che direbbe Hillary Clinton sulla mozione della maggioranza?</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/05/dario-franceschini/libia-che-direbbe-hillary-clinton-sulla-mozione-della-maggioranza/560285"></link>
  <updated>2011-05-05T00:00:00Z</updated>
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  <id>560285</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
''Mi piacerebbe vedere la faccia di Hillary Clinton nel leggere una mozione in cui si invita la Nato a fissare un termine temporale preciso per la fine delle operazioni in Libia''. Nel giorno della visita del Segretario di Stato americano a Roma, il capogruppo del Pd alla Camera, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, ospite di radio Città Futura, coglie questo spunto per tornare sulla mozione della maggioranza sull'intervento in libia approvata ieri dalla Camera.

&lt;p&gt;
''Naturalmente Berlusconi non la farà vedere a Hillary Clinton - sottolinea &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; - già ieri la Nato ha detto che non è possibile fissare una data per la fine delle operazioni. E' una cosa scema tenuta insieme semplicemente per mantenere un rapporto di potere tra Pdl e Lega. Ma la Lega - conclude - in realtà non ha incassato niente e lo dimostra il fatto che nulla e' cambiato rispetto all'azione concreta dei nostri aerei e delle nostre forze armate''.&lt;br /&gt;

&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4958&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Antonio POLITO: La battaglia più difficile è il dialogo</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/04/antonio-polito/la-battaglia-pi%C3%B9-difficile-%C3%A8-il-dialogo/560267"></link>
  <updated>2011-05-04T00:00:00Z</updated>
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  <id>560267</id>
  <summary type="html">&lt;br /&gt;
Si può dichiarare finita la &lt;i&gt;war on terror&lt;/i&gt;, la guerra al terrore? Sì, si può.&lt;br /&gt;

Però solo il comandante in capo può dichiarare finita una guerra, ed è improbabile che Barack Obama lo farà. E non solo per ragioni di prudenza: è evidente che la lotta al terrorismo continuerà, che il nemico è tutt`altro che scomparso e il pericolo nient`affatto estinto. Ma la parola «guerra» vuol dire molto di più, e perciò George W. Bush la usò, e perciò la dichiarò usando un termine ben più astratto di terrorismo: terrore.
&lt;p&gt;
La guerra al terrore, che è stato il paradigma della storia globale negli ultimi dieci anni, dall`11 settembre del 2001 al 1° maggio del 2011, non era solo fatta di operazioni militari su larga scala, comprendenti anche occupazione e conquista di territori.
&lt;p&gt;
La guerra al terrore è stata anche un conflitto culturale, religioso, etnico, filosofico, in cui si è creduto di interpretare la fase finale dello scontro secolare tra Islam e Occidente. Una sfida da molti ritenuta mortale, al punto che uno dei due contendenti doveva soccombere perché il duello potesse davvero finire. Essa si basava su una identificazione più o meno esplicita, talvolta reale ma più spesso immaginata, del mondo arabo con l`islamismo fondamentalista. 
&lt;p&gt;Nel momento in cui la morte di Bin Laden, con l`eccezione dei fanatici di Hamas e degli assassini del nostro Arrigoni, non suscita neanche una lacrima nella strada araba, né nel Maghreb liberato dai tiranni né nel Mashrek ancora sotto il tallone dei despoti, è evidente che quella guerra si conclude: i destini dell`Islam si sono ormai separati da quelli di Al Qaeda. La storia non è finita, men che meno la storia del mondo arabo. Ma quella storia è finita.
&lt;p&gt;

Covava sotto le ceneri della Guerra fredda da tempo, da molto prima delle Due torri.&lt;br /&gt;

Almeno dalla sconfitta sovietica in Afghanistan, che infatti fu il battesimo del fuoco per il combattente Osama. Vent`anni fa comparve per la prima volta in un articolo l`espressione «scontro di civiltà»: a scriverlo fu il grande islamista Bernard Lewis, e il saggio era titolato non a caso &lt;i&gt;Le radici della rabbia islamica&lt;/i&gt;. Quando poi Samuel P. Huntington canonizzò quel concetto nel suo celebre libro si era già nel `96, e le «linee di faglia tra le civiltà», fatte di identità, di religione e cultura, invece che di ideologia e di interessi geo-strategici com`era stato nel lungo confronto con il comunismo, apparivano a tutti molto chiare: si allungavano dalle anse del Tigri e dell`Eufrate fino alla linea Durrani, che divide le aree tribali dell`Hindu Kush dall`ex India britannica: Iraq e Afghanistan, non a caso l`alfa e l`omega della guerra al terrore.
&lt;p&gt;
Non si può dire che quella guerra sia stata inutile, o inefficace, nonostante gli errori di cui si è macchiata, il sangue che ha versato, l`odio che ha generato e la divisione dell`Occidente che ha provocato. Anche per questo Obama non la dichiarerà formalmente finita, perché lui è il tipo di condottiero che Enzensberger chiamerebbe «eroe della ritirata», che non perde tempo a cercare di emendare il passato ma lo usa per costruirsi una exit strategy nel presente, per esempio per andarsene presto da Kabul: un leader anti-ideologico interessato solo a ciò che funziona. &lt;br /&gt;


Ed è indiscutibile che un bel po` del lascito di George W. ha funzionato. Gli elicotteri del commando che ha ucciso Osama, per esempio, si sono alzati in volo dall`Afghanistan occupato. E le informazioni cruciali per scovare il corriere che ha portato fino al covo sono state strappate ai detenuti di Guantanamo, con o senza il waterboarding (prigione che, tra l`altro, Obama non ha ancora chiuso come aveva annunciato).
&lt;p&gt;
Più in generale, la ventata dei neo-conservatori, che ha dato un pensiero alla &lt;i&gt;war on terror&lt;/i&gt; in America e che tanti seguaci ha seminato perfino in Italia, una cosa buona l`ha fatta: spazzare via quel filone di «isolazionismo» sempre presente nella storia d`America, che può essere più pericoloso per la pace nel mondo perfino degli eccessi dell`interventismo. 
&lt;p&gt;In fin dei conti, il Nobel per la pace Obama ha vinto la sua guerra qualche settimana prima di ordinare l`uccisione di Bin Laden, e l`ha vinta proprio quando, dopo molte titubanze, ha scelto di intervenire nella crisi del Maghreb dalla parte dei giovani in piazza piuttosto che dalla parte dei regimi amici, nonostante «idealisti» come Cheney e «realisti» come Kissinger gli suggerissero di salvare Mubarak. 
&lt;p&gt;La «rabbia islamica», di cui scriveva Lewis, per la prima volta si rivolgeva non contro l`Occidente ma contro i dittatori di casa propria; chiedeva regimi politici all`occidentale, invece di bruciare le bandiere dell`America. Obama ha avuto la prontezza di capirlo, mollando il raìs egiziano. E forse anche noi italiani oggi dovremmo capire meglio perché spariamo sul raìs libico.
&lt;p&gt;
La dottrina Obama, che porta i segni dell`interventismo liberale di consiglieri della prima ora come Susan Rice e Samantha Power, testimoni l`una del genocidio del Ruanda e l`altra del massacro dei Balcani, è ancora incerta e contraddittoria: si ferma sulla soglia dei regimi o troppo amici (Yemen e Bahrein) o troppo pericolosi (Siria e Iran). 
Però dà un`alternativa ai giovani arabi: per il loro «risveglio» non è necessario buttarsi tra le braccia dei fanatici con la barba lunga. E la dà anche ai giovani americani scesi per le strade a festeggiare: per vincere il terrorismo non è necessario combattere l`Islam.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=rassegna&amp;currentArticle=ZKA30&quot;&gt;Corriere della Sera&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Libia: Lega e premier cambiano idea ogni giorno</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/02/dario-franceschini/libia-lega-e-premier-cambiano-idea-ogni-giorno/560217"></link>
  <updated>2011-05-02T00:00:00Z</updated>
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    <author_email>info@openpolis.it</author_email>
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  <id>560217</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Lega e PdL &quot;stanno giocando sull'immagine internazionale del Paese&quot;. Così sulla Libia &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt;, presidente del Gruppo Pd alla Camera, a margine di un incontro elettorale a Trieste a sostegno del candidato sindaco della città, Roberto Cosolini, e di Maria Teresa Bassa Poropat, candidata presidente della provincia. 
&quot;Il Pd si è preso la responsabilità di portare in Aula un momento di chiarezza in cui noi sosterremo il ruolo internazionale del Paese, facendo emergere le contraddizioni o le ritirate improvvise della maggioranza&quot;, ha sottolineato &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt;, osservando che, per quanto riguarda la mozione della Lega e della valutazione positiva che ne ha dato Berlusconi, bisognerà aspettare la giornata di mercoledì, quando ci sarà la discussione alla Camera perchè sul tema &quot;Lega e Berlusconi cambiano idea un paio di volte al giorno&quot;.
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4942&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Dario FRANCESCHINI: Bin Laden: è un giorno che segna un passo avanti nella lotta al terrorismo internazionale</title>
  <link rel="alternate" href="http://politici.openpolis.it/dichiarazione/2011/05/02/dario-franceschini/bin-laden-%C3%A8-un-giorno-che-segna-un-passo-avanti-nella-lotta-al-terrorismo-internazionale/560216"></link>
  <updated>2011-05-02T00:00:00Z</updated>
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  <id>560216</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
L'uccisione di Osama Bin Laden è un passo enorme nella lotta al terrorismo. Lo ha detto il presidente del gruppo del Pd alla Camera, &lt;b&gt;Dario Franceschini&lt;/b&gt; a margine di un appuntamento in vista delle elezioni amministrative a Trieste. &lt;b&gt;Franceschini&lt;/b&gt; rispondendo alle domande dei giornalisti sull'opportunità di alzare l'attenzione intorno agli obiettivi sensibili dell'Italia, ha detto di non avere &quot;elementi per esprimere valutazioni di questo tipo. Registro - ha affermato - che è avvenuto un passo enorme nella lotta verso il terrorismo internazionale e adesso bisognerà continuare a vigilare. Ma è un giorno - ha ribadito - che segna un grande passo avanti&quot;.
&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.dariofranceschini.it/adon.pl?act=doc&amp;doc=4943&quot;&gt;dariofranceschini.it&lt;/a&gt;</summary>
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  <title>Umberto BOSSI:  Se il Pdl non vota la nostra mozione, salta il governo</title>
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  <updated>2011-05-01T00:00:00Z</updated>
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  <id>560202</id>
  <summary type="html">Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: Lega) -  Ministro  Riforme per il Federalismo (Partito: Lega) &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;
Il bombardamento Nato sul quartier generale di Gheddafi, con l'uccisione del figlio minore e di tre nipoti, ha contribuito a rafforzare la convinzione della Lega Nord che la propria mozione sia l'ultima mediazione possibile sul 'caso' Libia. Per la verità da subito il documento in sei punti,che chiede di stabilire una data certa per la fine del conflitto, di non ricorrere &quot;mai&quot; ad un'operazione di terra, e di non aumentare la pressione tributaria per finanziare la missione era apparso come un 'prendere o lasciare'.
&lt;p&gt; Oggi Umberto Bossi ha rincarato la dose sostenendo che se la mozione del Carroccio non sarà votata anche dal Pdl ci andrà di mezzo il governo. (Se non la votano &quot;vuol dire che vogliono far saltare il governo&quot;, ha detto il leader leghista a margine di una manifestazione del Sin.Pa). 'Minaccia' di fronte alla quale il Pdl sembra aver preso tempo. Almeno fino a domani. Domattina a Palazzo Chigi è infatti previsto un 'mini' vertice tra il sottosegretario Gianni Letta e i capigruppo del partito a Camera e Senato Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri insieme ai vice Massimo Corsaro e Gaetano Quagliariello. Pare esclusa, al momento, la partecipazione del premier Silvio Berlusconi che oggi si è tenuto alla larga dai giornalisti.
&lt;p&gt;
 Ma tutti hanno visto, in diretta tv, il colloquio con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, seduto accanto a lui, prima dell'inizio della beatificazione, in piazza San Pietro, di Giovanni Paolo II.&lt;br /&gt;
&lt;br/&gt;fonte: &lt;a href=&quot;http://www.tmnews.it/web/sezioni/top10/20110501_181427.shtml&quot;&gt;TMNews&lt;/a&gt;</summary>
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