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Dichiarazione di Paolo Marinucci

Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Termoli (CB) (Gruppo: Altro) 


 

Catena a Termoli contro il nucleare

  • (22 maggio 2011) - fonte: WWF Molise - inserita il 23 luglio 2011 da Mauro CAROTA
    da primonumero Catena umana contro il nucleare: duecento manifestanti abbracciano il Castello Svevo Termoli ha ospitato una delle dieci manifestazioni italiane promosse nei siti candidati alla costruzione di una centrale atomica. I partecipanti, oltre duecento, arrivati da tutta la regione ma anche dal vicino Abruzzo, si sono presi per mano in un colorato colpo d’occhio di bandiere e slogan e hanno abbracciato il castello Svevo, monumento simbolo della città. Chi si è preso per mano, chi ha fatto sventolare in alto le bandiere. In duecento (questo il numero dei partecipanti secondo le forze dell’ordine) con le spalle rivolte alle antiche mura del Castello svevo per dire no al nucleare, «alle decisioni e alle menzogne di un comitato di affari che vuole devastare il territorio». Sotto un sole cocente e temperature ormai da estate inoltrata, la catena umana ha avvolto la fortezza nel pomeriggio di sabato 21 maggio, un gesto simbolico per esprimere il proprio dissenso contro l’assurdo ritorno all’energia atomica proprio mentre tutto il mondo guarda con sgomento il dramma di Fukushima e per respingere al mittente la falsa moratoria del Governo che con questo passo vorrebbe bloccare e impedire che la popolazione italiana si esprima contro l’energia atomica. Il raduno è avvenuto prima all’entrata di via Federico II di Svevia, dove la manifestazione promossa dal Comitato “Votare sì per fermare il nucleare” insieme ad altre associazioni ambientaliste, è stata introdotta dalle parole di Simone Cretella, presidente di Fare Verde Molise. «Termoli è uno dei siti ipotetici sui quali potrebbe essere installata una delle centrali – ha urlato al megafono – noi diciamo no. Il referendum consultivo della Sardegna ha dimostrato che il 98 per cento di chi ha votato è contrario all’energia atomica. Chi oggi vuole il nucleare è un ‘sistema della vergogna’. Tutti devono sapere che il 12 e il 13 giugno si terrà il referendum e che bisogna andare a votare. Il nostro no a un insediamento in Molise è scontato, ma il nostro è un no che va esteso a tutta l’Italia, perché le centrali sono dannose anche in assenza di incidenti». Cretella ha fatto presente il problema delle scorie e del loro smaltimento: «Il nucleare è inutile, la vera alternativa si chiama risparmio energetico». A fargli eco l’intervento del numero uno nazionale dell’associazione Simone De Maio. L’iniziativa di protesta si è svolta in simultanea con le altre piazze italiane, inserite nel “libro nero” dei papabili siti con lo spettro del nucleare Saluggia (Vercelli), Caorso (Piacenza), Chioggia (Venezia), Monfalcone (Gorizia) Montalto di Castro (Viterbo), Nardò (Lecce), Scanzano Jonico (Matera), la foce del fiume Sele (Salerno) e Palma di Montechiaro (Agrigento). Davanti al Castello c’erano manifestanti arrivati da tutta la regione, ma anche dall’Abruzzo, in particolare da Vasto, San Salvo, Cupello. Diversi giovani e anche tanti bambini. Pochi, anche in questa occasione, i termolesi. Tra i presenti insegnanti, liberi professionisti, operai, esponenti sindacali, da Sergio Sorella della Flc Cgil ad Andrea Di Paolo, del Si Cobas. Non sono mancati i politici, dagli esponenti dell’Italia dei Valori, come Anita Di Giuseppe, Cristiano Di Pietro e Giuseppe Caterina, ai rappresentanti del circolo cittadino del Pd, con Antonio Sciandra e la neoeletta in Consiglio provinciale Laura Venittelli, Michele Petraroia, dai consiglieri di opposizione al Comune di Termoli, come Mario Di Blasio, Paolo Marinucci, Francesco Caruso e Filippo Monaco, gli ex candidati alla presidenza della Provincia di Campobasso Micaela Fanelli e Oreste Campopiano. Assente il sindaco Antonio Di Brino e tutta la sua maggioranza. L’iniziativa è poi proseguita con altri interventi al megafono. La professoressa Sassi dell’università di Napoli ha invitato a riflettere su una serie di interrogativi: «Ma veramente è conveniente dal punto di vista economico il nucleare?», ha chiesto rivolgendosi ai manifestanti. «Le persone che si sono riempite la bocca di no si guardano bene dal mischiarsi alla gente comune», il messaggio lanciato da Maria Assunta Libertucci di Legambiente.
    Fonte: WWF Molise | vai alla pagina
    Argomenti: nucleare, referendum, termoli, Ambiente ed Ecologia | aggiungi argomento | rimuovi argomento
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