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Dichiarazione di Maurizio SAIA

Alla data della dichiarazione: Senatore (Gruppo: CN) 


 

Governo prigioniero dei burocrati - INTERVISTA

  • (30 marzo 2012) - fonte: www.italiaoggi.it - inserita il 20 aprile 2012 da 18670

    I veri nemici di Monti sulle riforme non sono i partiti: sottosegretari e ministri in mano alla lobby dei grand commis.

    Altro che beghe di partito. Monti rischia di rimanere vittima del suo stesso governo. O meglio «dei funzionari dei suoi ministri e sottosegretari, i registi delle retromarce che ci sono state in questi mesi sulle riforme all'esame del parlamento».

    Non ha dubbi, Maurizio Saia, senatore ex missino, poi aennino, indi pidiellino, dunque futurista e oggi pilastro del fronte di Coesione nazionale. Esce dall'aula di Palazzo Madama, dove ha confermato l'ennesima fiducia al governo Monti sul decreto Semplificazioni (la tredicesima, quella di ieri, finita con 246 sì e 33 no), ed è una pentola in ebollizione.

    «L'ho detto durante le dichiarazioni di voto in aula, il gruppo Coesione nazionale vota la fiducia ma contesta il metodo utilizzato per l'esame del decreto legge sulle semplificazioni. Non solo non sono stati accolti gli emendamenti presentati dai parlamentari ma molto spesso ci si è scontrati con lo spirito lobbistico dei vari funzionari dei ministeri e con le lobby esterne che sono entrate a piedi uniti nell'esame del provvedimento».

    Ma le lobby non erano intervenute sulle Liberalizzazioni? Che c'entrano con un provvedimento come le Semplificazioni?

    Guardi quello che è successo con l'emendamento sull'ultimo miglio delle telecomunicazioni, il testo uscito dalla camera, quello proposto come prima modifica dal governo al senato e poi, dopo l'alzata di scudi di tutti noi senatori della prima commissione, la mediazione che il ministro della funzione pubblica Patroni Griffi ha trovato. Il problema comunque è generale: le norme che escono dal governo vengono depotenziate in parlamento per colpa delle lobby, quella più potente di tutte è quella ministeriale che adduce ora una presunta lettera di richiamo dell'Unione europea, ora problemi di dubbia costituzionalità, per non parlare delle mancate coperture finanziarie.

    É un'accusa grave.

    Io dico quello che molti vociferano nei corridoi del parlamento, ma che nessuno ha il coraggio di dire apertamente ovvero che ci sono troppi interessi che si muovono intorno ai provvedimenti e che frenano il cambiamento.

    Per esempio?

    Io noto solo che l'emendamento sulla ricerca al dl semplificazioni è stato stoppato dal ministro dell'istruzione Profumo perché la commissione che avrebbe dovuto selezionare i progetti dei giovani ricercatori avrebbe creato problemi. Sarà verissimo. Intanto però che arriva, e chissà quando, un decreto organico che sistema tutto, come ha promesso Profumo, i fondi tornano nella gestione del ministero.

    Andiamo avanti.

    Il senato aveva ultimato dopo anni di faticosa interlocuzione con il Viminale la legge sulla sicurezza urbana, andava solo messa ai voti. Ma sono sorti altri problemi e ora non se ne farà niente. E così la delocalizzazione dei poteri di polizia non c'è. E vogliamo parlare degli esodati? Il ministro Fornero si era impegnata a dicembre a risolvere il problema in pochi giorni. Al ministero però non sanno neanche quanti sono esattamente gli interessati.

    E però i ministri sono dei tecnici.

    Sì, ma non sono avvezzi a trattare con i funzionari e a imporsi. O magari li conoscono troppo bene, perché provengono da quello stesso mondo. Per cui le direttive politiche partono forti, ma si perdono per strada. Le emergenze che trovano spazio in parlamento sono altre.

    A cosa si riferisce?

    Abbiamo dato carattere d'urgenza al provvedimento che ripristina le commissioni bancarie sui conti che la gente è costretta dal governo ad aprire. Intanto però il governo non ha tempo per discutere al senato le mozioni presentate da tutti i partiti per chiedere la sospensione e la revisione dei criteri di Basilea 2 e dare così maggiore garanzia di sostegno al credito per le piccole e medie imprese. Ma si rendono conto che ci sono imprenditori che si uccidono e che nel frattempo le banche unilateralmente hanno aumentato di due, tre punti i tassi su scoperti e fidi, in media arrivati al 10,5- 14%? C'è qualcosa che non va per un governo che deve aiutare il Paese a rialzarsi.

    Fonte: www.italiaoggi.it | vai alla pagina

    Argomenti: burocrazia, /argomento/3242, Coesione Nazionale: GS SI PID IB FI, semplificazione legislativa | aggiungi argomento | rimuovi argomento
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