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Dichiarazione di Gabriele ALBERTINI

Alla data della dichiarazione: Deputato Parlamento EU  (Gruppo: PPE) 


 

«Mai più con Berlusconi» - INTERVISTA

  • (19 gennaio 2013) - fonte: ItaliaOggi | Marco Gaiazzi - inserita il 21 gennaio 2013 da Cleto MIRAGLIA

    «Con Formigoni ci siamo chiariti, caso chiuso». «Dire che Maroni sia il nuovo non è possibile». «Il 75% delle tasse al Nord? Demagogia». «Berlusconi si è circondato di cortigiane, cortigiani e pretoriani». «Con Ambrosoli c'è stima e amicizia personale. Non sono d'accordo con la sua squadra». «Se divento governatore: liberalizzazioni e privatizzazioni». «Adozioni a coppie gay: perché condannare un bambino ad essere necessariamente omosessuale?»

    Sono questi i punti salienti dell'intervista che Gabriele Albertini, candidato per «Lombardia Civica» e aspirante alla presidenza della Regione Lombardia ha concesso alla trasmissione «Punto e a Capo» in onda su ClassTV.

    Pdl con la Lega, ormai è ufficiale. E adesso che fa Albertini?

    Noi siamo una offerta diversa da questo centrodestra che ormai si è appiattito sulle posizione della Lega, c'è stata una deriva populista e demagogica cui non possiamo aderire. E nel momento in cui Monti è «salito» in campo, l'identità di vedute e l'apprezzamento del lavoro reciproco fra noi ha dato luogo a questa sovrapposizione.

    Nel caso vincesse Ambrosoli, Albertini collaborerebbe col centrosinistra?

    Io ho proposto per primo ad Ambrosoli e non alla sua squadra, di venire con me. Siamo in ottimi rapporti. C'è sintonia intellettuale oltre che una simpatia «personalizzata» su di lui. Non sono invece d'accordo con la sua squadra. Pensare che sia moderato l'atteggiamento di Sel di Vendola o della Cgil della Camusso o della Fiom di Landini è proprio fuori scenario. Noi siamo in posizione autonoma rispetto agli altri schieramenti ed offriamo presone credibili a quegli elettori moderati che pensato al futuro piuttosto che radicarsi nelle corporazioni dei loro consensi.

    Berlusconi ha detto che lei è sostanzialmente un ingrato. Se lo aspettava?

    Il Berlusconi che ho conosciuto nel 1997 era un'altra persona. I consiglieri di allora erano Melograni, Urbani etc., nomi importanti della cultura italiana. Oggi scopriamo che faceva più telefonate a Lavitola e Tarantini che ad altri capi di Stato. Nelle fasi terminali degli imperi, gli imperatori si circondano di pretoriani, cortigiane e cortigiani. Ma quando arrivano i barbari servono i legionari. Sono arrivati i barbari e hanno conquistato l'impero.

    Maroni propone il mantenimento sul territorio del 75% della tasse prodotte nelle regioni del nord. Cosa ne pensa?

    È una proposta demagogica e populista. Quando la Lega era al Governo, Formigoni chiese per la Lombardia virtuosa che uno 0,17% di tasse in più restasse sul territorio. L'asse Bossi-Tremonti non esaudì questa richiesta. Con che credibilità si propone il 75% di tasse da lasciare sul territorio?

    Sono volate parole grosse tra lei e Formigoni, lei addirittura ha detto all'ex Governatore «taccia perché ha solo da perdere». Ci dice cosa sa di cosi importante?

    Formigoni ha condiviso il nostro progetto dall'inizio, per affermare una leadership moderata. Dopo l'accordo «contro natura», come lo ha definito lo stesso Maroni, tra Pdl e Lega, Formigoni ha preso un'altra strada. E ho detto che è un professionista della politica. Si è offeso. Mi ha accusato di cercare poltrone. A quel punto ho detto che era meglio che in tema di candidature tenessimo l'argomento riservato e non aggiungessimo altro; questo era l'avvertimento. Cacciatore di poltrone, a me che ho rifiutato quello che lui poi ha accettato ossia il seggio sicuro al senato nel Pdl? Non mi è sembrata una espressione da accettare. Ma la cosa è finita lì.

    Cosa pensa di Maroni e della sua offerta politica?

    Pensare che Maroni sia il nuovo credo non sia possibile, anzi è il più antico. Il suo partito è il più vecchio. Non ho critiche personali contro di lui. Ma siamo contrapposti. Io credo nell'euro mentre la Lega propone un referendum contro. Io credo nell'unità nazionale e nel federalismo di Miglio e non in quello sconclusionato dei barbari sognanti.

    Il tema a livello nazionale è: meno tasse. Se Albertini diventasse Governatore cosa farebbe in questa direzione?

    Tengo a ricordare che non ho mai applicato l'addizionale Irpef quando ero sindaco. Posso essere considerato il «sindaco delle non tasse». Eppure abbiamo realizzato 6 miliardi di opere in nove anni. Come? Privatizzando (ricordo che la Lega è per lo statalismo municipale e mi impedì di privatizzare 1/3 della Sea quando valeva 600 milioni), liberalizzando e rendendo efficiente il patrimonio e il sistema pubblico, questa è la via per ridurre la pressione fiscale.

    Qual è la sua posizione in merito ai diritti civili e più nello specifico sui matrimoni omosessuali?

    Le coppie omosessuali non sono censurabili in alcun modo. Ma equiparare la famiglia, come cellula della società, e la coppia omosessuale non è possibile. Il matrimonio è un vincolo che deve essere considerato appropriato quando è rivolto alla formazione di una famiglia per gli scopi della stessa. I diritti civili degli omosessuali possono essere praticati con altri strumenti: il testamento per esempio o altri atti davanti ad un notaio. L'unico argomento che farebbe la differenza è dato dalla reversibilità della pensione. Io mi domando: perché in una situazione di riduzione di costi pensionistici penalizzare ad esempio, un metalmeccanico mandandolo un pensione più tardi e di contro dare un vantaggio a qualcosa che è neutrale agli effetti della società ma che non può essere considerato un argomento di particolare interesse collettivo?

    L'omosessualità non è un valore ma una scelta, libera e autonoma. Ma perché devo riferire a questa condizione un pezzo consistente di fiscalità?

    Sulle adozioni poi, perché dobbiamo condannare o obbligare un figlio ad essere necessariamente omosessuale?

    Non la seguo.

    Se il padre e la madre sono dello stesso sesso lei come la vede la cosa? Il figlio non ha riferimenti con l'altro sesso. Il bimbo cresce in un ambiente che quasi lo obbliga ad essere omosessuale. La naturale tendenza dell'uomo e della donna è quella di essere maschio e femmina.

    Fonte: ItaliaOggi | Marco Gaiazzi | vai alla pagina

    Argomenti: Berlusconi, centrodestra, diritti civili, Lega Nord, regione Lombardia, coppie omosessuali, Formigoni | aggiungi argomento | rimuovi argomento
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