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Dichiarazione di Paolo Cova

Alla data della dichiarazione: Deputato (Gruppo: PD) 


 

Def, non solo numeri

  • (19 aprile 2014) - fonte: politici.openpolis.it - inserita il 21 aprile 2014 da 27248
    Con il voto alla Camera, abbiamo definitivamente approvato il Documento di economia e finanzia del Governo Renzi. Ci sarebbe molto da dire sui contenuti di questo fondamentale provvedimento, ma mi limiterò a segnalare gli aspetti più importanti e soprattutto il senso del Def. La novità più eclatante e attesa è il taglio di 10 miliardi del cuneo fiscale su base annua che significa 80 euro in più nella busta paga di maggio per circa 10 milioni di persone, molta parte under 30. I tagli proseguiranno per arrivare a 17 miliardi complessivi nel 2015 e 32 miliardi nel 2016. In questo modo, assieme al Piano nazionale delle riforme, allegato al Def, il Pil dovrebbe risalire risultando maggiore dell’1,8% nel 2017. Altra novità che ha fatto notizia: il taglio degli stipendi d’oro dei manager della pubblica amministrazione o delle aziende ad essa legate. Oltre una certa cifra non si potrà più andare. Il risparmio è stato stimato attorno ai 400 milioni di euro. Inoltre, verrà ridotta l’Irap per le aziende del 10%, mentre partirà un programma di privatizzazioni che porterà nelle casse dello Stato circa 12 miliardi nel 2014. Gli introiti saranno utilizzati per ridurre il debito pubblico. Inoltre, è previsto un incremento degli investimenti pubblici mediante l’allentamento del Patto di stabilità interno, l’uso più efficace dei Fondi europei, nuove opere nel settore idrico, la realizzazione di progetti piccoli e medi sul territorio, il miglioramento della competitività d’impresa, la riduzione del 10% della bolletta elettrica, la riforma della disciplina dei servizi pubblici locali, interventi per l’internazionalizzazione delle impresa, ulteriori 13 miliardi per il pagamento dei debiti commerciali della pubblica amministrazione. Ma al di là dei freddi numeri, importantissimi, per carità, si deve guardare al significato di quanto abbiamo votato: il Def contiene una chiara linea di politica economica protesa al rilancio della crescita del Paese, basata sul binomio fondamentale fra politiche di bilancio equilibrate e una forte azione riformatrice. Ciò significa agire sulla fiscalità per ridurne il peso attraverso il sostegno ai redditi degli italiani con un’azione dai contorni di equità sostanziale. Una redistribuzione, insomma, tra chi ha pagato finora il prezzo maggiore della crisi, e coloro che invece non ne hanno risentito affatto, passando attraverso una riduzione dei centri di spesa e una mano a chi ancora crede nell’impresa. E’ solo il primo passo, ma credo che sia la strada giusta per permettere all’Italia e agli italiani di rialzarsi e riprendere un cammino di sviluppo, equilibrato e sostenibile.
    Fonte: politici.openpolis.it | vai alla pagina
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