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Dichiarazione di Sara CELLI

Alla data della dichiarazione: Consigliere  Consiglio Comunale Meolo (VE) (Lista di elezione: M5S) 


 

Allenamenti in penombra a Meolo

  • (08 febbraio 2017) - fonte: La Nuova di Venezia e Mestre - inserita il 20 febbraio 2017 da 12657
    MEOLO. Costretti ad allenarsi e a giocare nella penombra per la rottura di una torre faro dello stadio di via Buranello. Un disagio che per la prima squadra e le giovanili del Calcio Meolo, oltre che per gli amatori, si trascina ormai da diversi mesi. Dal Comune, però, rassicurano che per fine febbraio il problema sarà risolto. In consiglio comunale, l’esponente del M5S, Sara Celli, ha chiesto di dare precedenza alla soluzione del problema rispetto agli altri lavori di manutenzione dello stadio. «Ci sono dei ragazzini che stanno giocando al buio da parecchio tempo. Chiediamo che sia dia precedenza a questo problema che è notevole», ha detto Celli, «Meolo è stata Comunità europea dello sport. Ma, per agevolare lo sport, credo che le luci in un campo siano importanti». Secondo la convenzione tra Comune e società sportiva, la manutenzione del terreno e dei fari dovrebbe essere a carico dell’ente. La segnalazione di rottura risale allo scorso ottobre. Adesso la soluzione potrebbe essere vicina. «Venerdì scorso c’è stato un incontro tecnico con la ditta esecutrice dei lavori, proprio per capire come gestire al meglio la problematica, che è legata a un solo riflettore», ha detto l’assessore allo sport Giampiero Piovesan, «è una questione nota e i tecnici dovevano studiare la soluzione più efficace ed economica per affrontare il problema, che verrà risolto a breve insieme ad altre problematiche di sicurezza». Lo stesso Calcio Meolo ha avuto un incontro con i tecnici, durante il quale sarebbe stato garantito che l’intervento si concluderà entro fine mese. La novità è nelle modalità di accensione delle torri faro, che potranno essere sezionate. Mentre finora per illuminare anche un solo campo di allenamento era necessario accendere gran parte dell’impianto.
    Fonte: La Nuova di Venezia e Mestre | vai alla pagina
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